L’ABATE FARIA HA PAURA DI ANDARE IN VATICANO. E IL CARDINALE MÜLLER DESCRIVE IL CLIMA DI PAURA NELLA CHIESA.

Marco Tosatti

Dopo uno strano periodo di silenzio, è tornato a scrivermi l’Abate Faria. Mi preoccupavo un poco dell’assenza, ma adesso capisco perché. Leggete.

In questi giorni di correzioni fraterne o meno, mi sono aggirato un poco di meno nei paraggi del Vaticano, per non dover incontrare confratelli ed ascoltare le loro lamentele pro e contro l’augusto pontefice. A Roma ormai è un caos, il Vaticano sembra Fort Apache. Sono molto cauto anche con i miei confratelli e parco nel farmi selfies con loro, non vorrei trovarmi un domani sui giornali accoppiato ad un sacerdote sotto inchiesta per qualche malefatta, non passa giorno che qualcuno non va a finire in cronaca nera.

Mi dispiace per il Papa, se gli potessi parlare gli direi quello che tante anime pie mi sussurrano quando in vena di segrete confidenze: la riforma del clero è veramente una priorità. Se è furbo come si dice, faccia dare un’occhiata alle condizioni di lavoro nel suo stesso Vaticano, si renderebbe conto che non vi regna un’atmosfera fraterna, anzi….certo non dovunque e ci sono senz’altro brave persone ma anche sacerdoti di un’arroganza sconfinata. In alcune istituzioni Vaticane ci sono dei calderoni che bollono e bollono…ma il Papa non dovrebbe fidarsi di chi ha interesse a proteggere la propria lobby geografica, politica, massonica o sessuale. Potrà mai veramente arginare costoro?

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SCANDALOSO ROSARIO POLACCO AI CONFINI. GIÀ, LORO HANNO ANCORA DEI CONFINI. PREGASSIMO ANCHE IN ITALIA….

Marco Tosatti

Che scandalo se un milione di persone si trovano a pregare il rosario ai confini di una nazione, che ha pagato molte volte col sangue la sua fedeltà a una religione e una cultura! Succede sabato in Polonia, dove un’associazione di laici – i laici sono sempre più protagonisti – ha indetto un “Rosario di riparazione” in occasione della festa della Madonna del Rosario. L’iniziativa è della fondazione di fedeli laici “Solo Dio basta”, ma ha, fortunatamente, l’appoggio pieno della Conferenza Episcopale della Polonia che, in un suo comunicato, chiede di partecipare all’evento. L’iniziativa, in “Rozaniec do granic”, che significa “Rosario al confine” è promossa dal sito www.rozaniecdogranic.pl. In tutta la Polonia saranno coinvolte oltre trecento chiese; ai confini, ma anche in aeroporti e stazioni. L’appuntamento è per le 10 del mattino, il rosario comincerà alle 14, dopo la messa e l’adorazione. Nel comunicato degli organizzatori, fatto proprio dalla Kep (la Conferenza episcopale della Polonia ), si legge : “Crediamo che se il Rosario venisse recitato da un milione di polacchi lungo il confine del Paese potrebbe cambiare non solo il corso degli eventi, ma anche aprire il cuore dei cittadini alla grazia di Dio. Cent’anni fa Maria ha affidato ai tre bambini portoghesi un messaggio di salvezza: pentitevi ed offrite riparazioni per i peccati contro il mio cuore e recitate il Rosario”.

Quindi due punti di riferimento precisi: Fatima (il 13 ottobre cadono i cento anni dall’ultima apparizione) e il 7 ottobre, giorno della Madonna del Rosario, creata per ringraziare dopo la vittoria di Lepanto, la battaglia che ha fermato l’avanzata in mare verso occidente dell’impero ottomano (come è successo a Vienna, per terra, più tardi). Due eventi che hanno salvato la cultura, e la fede religiosa, di molti Paesi, fra cui in primis il nostro.

Sarebbe bello, così crede chi scrive – che anche in Italia gruppi, organizzazioni ecclesiali e singole persone si unissero a questa iniziativa, sabato prossimo. Come ricorda un articolo de La Bussola Quotidiana, “Il giornale Gazeta Wyborcza, la testa polacca di sinistra di proprietà di Soros, ha gettato fango sull’evento, inventandosi fra l’altro che il Rosario è stato pensato in funzione anti-russa. Ma Maciej Bodasiński, uno dei leader dell’iniziativa e fondatore dell’associazione ‘Solo Dio Basta’, ha spiegato a Lifesitenews che ‘desideriamo pregare per la conversione della Polonia, dell’Europa e di tutto il mondo a Cristo, affinché più anime siano salvate dalla dannazione eterna e trovino il loro cammino verso Dio’. Ricordando anche la ‘tensione crescente, la minaccia di una guerra, il terrorismo’, è stato spiegato che il Rosario è anche in riparazione del passato comunista della Polonia e delle bestemmie e delle ferite al Cuore Immacolato di Maria”.

La Polonia ha conosciuto la spartizione, e l’occupazione nazista e comunista. Ha certamente buoni motivi per chiedere aiuto alla Madonna. L’Italia non ne ha, sommersa da un attacco costante e continuo ai valori di base dell’antropologia, della sua cultura e della sua fede, con una Chiesa che pensa ad altro? Che i partiti politici, per interessi di lobby e di economia semplicemente tradiscano quella che una volta si osava chiamare Patria è nell’ordine delle cose: quando mai non è accaduto nel nostro Paese? Che la Chiesa si adegui, beh, appare triste e diverso.

Il tasso di arrivi dei migranti non accenna a diminuire (la TV francese qualche giorno fa mostrava immagini di 5000 sbarchi in due giorni), e il fenomeno naturalmente non è sottolineato dai mass media di regime, per non disturbare i manovratori e chi guadagna da questo fenomeno.

Che ha, e avrà conseguenze imprevedibili. Abbiamo ricevuto da un lettore austriaco una lettera, che riproduciamo:

Viva Cristo Re e Viva Maria. Egregio Sig. Tosatti, leggo tanto volentieri i suoi articoli almeno fin dove le mie poche conoscenze dell’italiano lo permettono.

In riguardo al Suo ultimissimo articolo sull’islamizazzione mi permetto di inviare qualche dato empirico (non proiezioni) sulla situazione in Austria ove si tende a nascondere da parte ufficiale i dati dell’aumento dei musulmani il più possibile. Per Vienna non esistono cifre ufficiali perché il governo socialista-verde di rifiuta a censire i musulmani. Tutti, ma non i musulmani. Perciò esiste come dato più concreto quello del Yearbook of International Religious Demography 2014 (http://www.iiasa.ac.at/web/home/about/news/20140820-Pop-religion.html)

1971: 0,4 % musulmani

2011: 11,6 % musulmani

2017: ? (non si sa, ma si sa che il 28 % dei scolari delle elementari sono di fede musulmana).

Chi scrive non ha nulla di personale contro i musulmani. Ma una crescita del fenomeno di queste proporzioni voi come la chiamate, se non invasione? Checché ne possa dire mons. Galantino.



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STILUM CURIAE COMPIE UN ANNO DI VITA. LO FESTEGGIA CON DUE MILIONI DI VISUALIZZAZIONI. E SCUSATE SE È POCO! CHI L’AVREBBE MAI DETTO?

Marco Tosatti

Cari amici e amiche che seguite leggete e scrivete questo blog sono particolarmente contento di annunciare che al suo primo anno di vita “regolare” Stilum Curiae ha toccato e superato i due milioni di visualizzazioni.

Non so se sia poco o tanto in assoluto; ma mi appare certamente tanto, se considero la pochezza delle forze in campo. È certamente giusto ringraziarvi, in particolare gli “Stilumcuriali” che partecipano alla sua vita con impegno passione e qualche momento sopra le righe; grazie anche ai troll che con la loro esistenza e presenza dimostrano che in fondo questo lavoro ha un senso, se suscita il bisogno di essere in qualche modo contrastato.

È evidente che chi scrive sul blog è bravissimo :-)))), un vero genio. Così come lo sono i collaboratori RVC, Pezzo Grosso e l’Abate Faria. Ma pur riconoscendo le qualità eccelse del materiale che viene pubblicato su questo fazzoletto di web, credo che questo successo sia dovuto semplicemente al fatto che molte persone vogliono leggere e commentare quello che un tappeto informativo sempre più omogeneo e omogeneizzato non offre più. Tappeto, perché sembra che troppo spesso la sua funzione sia appunto quella, di un luogo dove ci si può genuflettere al potente di turno, chiunque sia o qualunque divisa o tonaca rivesta.

Proprio quello che Stilum Curiae non desidera essere. Come, d’altronde, ben sapete, se lo seguite….

Grazie ancora! Due milioni di visualizzazioni! E chi l’avrebbe mai creduto possibile!?



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SAN PETRONIO DOMENICA, POI TARRAGONA, CATALOGNA. L’USO DELLE CHIESE COME SPAZI POLIFUNZIONALI. UN DIBATTITO.

Marco Tosatti

Mentre in Italia si discute accanitamente sulla tavolata imbandita a San Petronio, in pieno stile Sant’Egidio, per mangiare con il Pontefice, un dibattito certamente serrato, come potete vedere QUI e QUI, in Spagna si ampliava ulteriormente il concetto di chiesa come luogo poli-funzionale, stile sala comunale attrezzata o palestra multiuso.

In una parrocchia dell’arcidiocesi di Tarragona, come ci informa Infovaticana, guidata da mons. Jaime Pujol, si è avuto lo strano matrimonio d liturgia, fede e politica. In una chiesa di Villa-Rodona, a Alt Camp, mentre era in corso una liturgia in contemporanea si svolgeva il conto di conferma delle schede per il referendum (giudicato illegale dal governo centrale).

Mentre i fedeli nei banchi cantavano e pregavano durante l’ufficio si svolgeva lo scrutinio delle schede.

Il sacerdote, in paramenti liturgici, era all’altare; vicino a lui varie persone ordinavano su una tavola le schede di voto.

Non è chiaro di quale cerimonia liturgica si trattasse. Ma è indubbio che c’erano canti e preghiera e il sacerdote era vestito come se dovesse celebrare messa.

Naturalmente è un fatto che ha destato scalpore. E proteste. Jaume Clotet, Direttore generale della comunicazione del governo della Catalogna, ha commentato su Twitter: “Quelli stessi che approvavano quando la Chiesa polacca faceva fronte alla dittatura comunista adesso si irritano se si mettono le urne in una chiesa catalana. Va così”.

Insomma, avrà anche ragione, ma forse sarebbe opportuno mantenere il senso delle proporzioni….

E umilmente chi scrive fa notare che di norma nelle moschee e nelle sinagoghe , davanti al mihrab e ai santi sefarim non si fa altro che pregare. La perdita del sacro di cui tanto ci si lamenta vive anche di questi episodi.

Potete vedere un video dell’evento qui. 



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EUROPA MUSULMANA IN 40 ANNI? SECONDO UN ECONOMISTA FRANCESE SÌ. MA C’È CHI NON È D’ACCORDO…

Marco Tosatti

Nell’arco di quaranta anni, in base alle tendenze demografiche attuali, la popolazione banca in Francia e in altri Paesi d’Europa diminuirà in maniera così consistente che si avrà una maggioranza musulmana. È la conclusione – naturalmente passibile di dibattito e di dissenso, come sempre in questi casi di proiezioni a lungo termine – di uno studioso ed economista francese, Charles Gave, che l’ha pubblicata sul sito del suo think tank, Libertes. Gave parla di una graduale “sparizione delle popolazioni europee”, a fronte di un robusto tasso di nascite dei musulmani.

Gave è presidente del Gavekal Reasearch. Il suo articolo, intitolato “The white Plague”, “La peste bianca”, è pericoloso, afferma, “per la mia rispettabilità personale e le mie possibilità di essere ascoltato nella nostra bella democrazia”.

Gave ha tratto le sue conclusioni comparando il tasso di nascita per donna delle francesi – 1.4 – con il tasso di 3.4 delle donne musulmane. Secondo Gave dei 67 milioni di francesi, circa il 10 per cento – cioè 6.7 milioni – sono musulmani. Il tasso di natalità europeo si colloca intorno all’1.6 per donna.

Queste le conclusioni di Charles Gave: “Nell’arco di 40 anni al più tardi, è quasi sicuro che la maggioranza della popolazione sarà musulmana in Austria, Germania, Spagna, Italia Belgio e Olanda. Queste non sono predizioni, ma calcoli, e non tengono neanche conto dei nuovi immigrati”. Il processo potrebbe essere infatti accelerato vista la continua immigrazione in Francia e in altri stati europei di musulmani. “La nostra estate sarà davvero finita quando la demografia cambierà, semplicemente perché noi dovremo diventare una minoranza nei nostri stessi Paesi e la maggioranza non farà più attenzione alle geremiadi vecchie di 68 anni, i cui autori saranno tutti morti o in pensione”.

E continua: “La grande, immensa notizia dei prossimi trenta o quaranta anni sarà così la sparizione delle popolazioni europee, i cui antenati hanno creato il mondo moderno. E con queste popolazioni spariranno le diverse e complementari nazioni europee che hanno permesso l’immenso successo del vecchio continente per almeno cinque secoli”.

Gave non dà una lettura religiosa, ma piuttosto agnostica su ciò che un Europa islamica vorrà dire per quanto riguarda la democrazia liberale e la libertà di parola. “Non dico che sarà sbagliato, o sarà un bene. Sto semplicemente dicendo che questo necessariamente avrà un’influenza sul nostro sistema politico”.

Le conclusioni di Charles Gave non sono condivise dal Gatestone Institute, secondo cui i tempi di questo processo potrebbero essere molto più lunghi. E non si sa che cosa sarà l’islama in Europa fra qualche decina di anni. Dreu Godefridi, analista del Gatestone, ricorda che solo due o tre generazioni fa l’Europa era ancora cristiana, e di quel fervore religioso rimane molto poco. Godefridi ricorda che nel 2015 in Francia, grazie all’aborto legale, 204.000 bambini sono stati soppressi, a fronte di 760.421 nascite. “Messa brutalmente, gli europei non fanno più abbastanza bambini. E questo non ha niente a che vedere con l’islam: questa ‘malattia’ è interamente autoprovocata”. Solo qualche giorno fa c’era la notizia secondo cui per il terzo anno di seguito il nome più comune fra i nuovi nati britannici era Muhammad, Maometto.



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PEZZO GROSSO SU UN BEATO PIEMONTESE TROMBATO NEL 1852 DAL POTENTE DI TURNO. INDOVINATE PERCHE’…COINCIDENZE CHE SI RIPETONO.

Marco Tosatti

Devo fare ammenda, perché Pezzo Grosso ieri mi ha scritto una riflessione interessante su un beato piemontese, e sui tempi d’oggi. Ma ieri pomeriggio e ieri sera, come ben sapete, ero impegnato a fare il cronista-paparazzo alla Bocca della Verità; e mi sembrava sprecare un Pezzo Grosso postandolo nella notte di sabato. Eccolo qui, e badate che la data è quella di ieri:

“Caro Tosatti, vorrei condividere con i suoi lettori  la storia di un sant’uomo , un santo del giorno di  oggi , sabato 30 settembre : il beato Federico Albert . Vorrei chiedere ai lettori di riflettere sulla attualità della vicenda del beato, e la curiosa coincidenza con gli avvenimenti riferiti  alla  ‘correzione  filiale’  al Papa (successiva ai Dubia) riferiti ad Amoris Laetitia. La sua storia ci ricorda che chi  si permette di ‘correggere’ in pubblico chi detiene il potere  deve sapere che la sua testa è destinata a cadere. Il beato Federico Albert  era torinese (1820-1876) cappellano della Cappella Reale. (Regnante Carlo Alberto fino al ’49 e poi dal 1861 Vittorio Emanuele II). Nel 1852  durante un’omelia in un quaresimale il beato Albert commentò  la correzione di Giovanni Battista all’adulterio di Re Erode con Erodiade, e la fine del Battista.

La Corte non apprezzò questa omelia e lo licenziò; gli fu tolta la carica di cappellano della Cappella Reale. Coincidenza che al card.Burke (anche se proprio oggi il Pontefice lo ha nominato giudice di quel Tribunale di cui era Prefetto…) ed al card. Muller non deve sembrare molto inverosimile. Ma sono i tempi in cui avviene la giubilazione del beato che mi  intrigano di più: anno domini 1852. Il ‘quarantotto’ era stato 4 anni prima  ed in questo  stesso  periodo del licenziamento del beato Camillo Benso conte di Cavour  stava studiando le alleanze con Napoleone III, in previsione del 1861. Null’altro che coincidenze storiche naturalmente, con quello che sta  succedendo  nei nostri tempi e per le medesime ragioni che interessarono il beato Federico Albert. Oggi giubilati sono i Cardinali dei Dubia , grazie ad Amoris Laetitia,  mentre  nei tempi di oggi sembra si stiano studiando alleanze con  luterani, globalisti, ambientalisti, radicali. I dissidenti si giubilano  quando non si vuole sembrare troppo cattolici, mentre si stanno  progettando alleanze con i non cattolici. Solo coincidenze, ovviamente”.

Alla lista di Pezzo Grosso oggi possiamo aggiungere anche la “new entry” di Avvenire: il direttore dell’Unità, nonché Presidente onorario dell’UAAR (Atei e Agnostici). E non stiamo scherzando, è proprio vero. Tutte le domeniche il giornale dei vescovi avrà in prima pagina una sua vignetta. Speriamo almeno che siano anticlericali.



 


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SAN PETRONIO, BOLOGNA. AH NO, SCUSATE…ERA UNA PREVISIONE PER IL FUTURO. ASPETTANDO I SALAFITI…:-)))

 

Invece l’aspetto della cattedrale felsinea trasformata in sala da pranzo con bagni annessi era questo:

 

 


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IL BUS DELLA LIBERTÀ È ARRIVATO A ROMA. IN PROGRAMMA UN PROSSIMO TOUR IN IMMINENZA DELLE ELEZIONI, IN MOLTE ALTRE CITTÀ.

Marco Tosatti

Si è concluso questo pomeriggio a Roma, alla Bocca della Verità, il primo tour del Bus della Libertà, organizzato da Generazione Famiglia e CitizenGo. Il tour ha portato in diverse città italiane – Firenze, Milano, Brescia, Bologna, Bari Napoli e infine Roma il messaggio sovversivo dipinto sulle sue fiancate: I bambini sono maschi. Le bambine sono femmine. La natura non si sceglie.

Filippo Savarese ha raccontato le ultime tappe del bus, in particolare Napoli, dove il sindaco, De Magistris evidentemente pressato da lobby interne ha cercato di annullare il permesso di sosta del bus, con un atto che non è stato considerato valido giuridicamente (un messaggio sgrammaticato firmato da ‘lo staff del sindaco’). Dopo un’ora di sosta a Napoli, avvertiti dalla Digos che i centri social stavano muovendosi verso la piazza per creare disordini, per non mettere a repentaghlio l’incolumità dei napoletani che si erano raccolti intorno al bus, gli organizzatori hanno preferito partire. Non è l’unico esempio di intolleranza “democratica” messa in atto dalle amministrazioni di sinistra. Cesena, anche se non era prevista come tappa, ha emanato un diktat di non-sosta per il bus. Non poco ridicoli, dal momento che il bus non doveva passare da lì…

 

“Nel prossimo tour partiremo da Cesena” hanno promesso gli organizzatori. Che hanno ricordato il perché dell’iniziativa, che sarà ripetuta nell’imminenza delle elezioni: “Con la scusa di contrastare gli “stereotipi di genere” e diffondere tolleranza e rispetto – fini in sé più che condivisibili – si entra nelle scuole, anche di Bologna e dell’Emilia Romagna in generale, ad insegnare che l’identità sessuale è fluida e può essere oggetto di autodeterminazione, quasi che si potesse “creare” la propria identità. Chiunque resta libero di sentirsi e vivere come meglio crede. Ciò che contestiamo è che si entri nelle classi di bambini e bambine a diffondere simili teorie, totalmente antiscientifiche. Quanto alle manifestazioni di protesta in città annunciate sui social network nelle ultime ore, i promotori della campagna respingono categoricamente qualsiasi accusa di “omofobia”, “transfobia” e in generale l’accusa di essere a Bologna contro i diritti di qualcuno”.

Perché la nuova accusa usata come una clava contro chi non è d’accordo con il pensiero unico del regime è proprio quella: omofobia trasformata in transfobia. Oggetti misteriosi, che dal nome fanno pensare a eventuali patologie, non a crimini. Naturalmente l’indefinitezza dell’accusa rende difficilissimo se non impossibile difendersene. Una tecnica classica delle dittature, quale quella che stanno cercando di imporci con la complicità dei giornali e delle televisioni.

È stato ricordato poi che all’infiltrazione pro-gender già in atto nelle scuole, favorita dal Ministro della Pubblica Istruzione Valeria Fedeli, il Parlamento sta affrontando un disegno di legge per rendere obbligatoria una volta a settimana “un’ora di amore”, cioè un insegnamento sull’affettività, anche dalle classi più basse della scuola.

Molte le persone presenti, in maggioranza giovani con figli. Hanno parlato su questi temi Toni Brandi, di ProVita, Costanza Miriano, Lucio Malan, esponenti del Popolo della Famiglia e dei partiti che hanno aiutato il bus nelle sue tappe.



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IL BUS DELLA LIBERTÀ A NAPOLI, NONOSTANTE IL SINDACO E LE MINACCE DEI CENTRI SOCIALI, FASCISMO DI SINISTRA. DOMANI ROMA.

Marco Tosatti

Nonostante la vergognosa decisione dell’ultima ora del sindaco di Napoli, e dell’amministrazione ostaggio delle organizzazioni più estremiste, il Bus della Libertà è sfilato a Napoli, ed ha sostato in piazza Trento e Trieste. La sosta sarebbe dovuta durare due ore, dalle 12 alle 14, ma su consiglio della Digos è stata abbreviata; infatti stavano arrivando gli squadristi dei centri sociali, che, a quanto risultava alle forze dell’ordine, avrebbero avuto intenzione di creare disordini.

Con grande senso di responsabilità, per non mettere in pericolo i numerosi cittadini napoletani che si erano recati all’appuntamento con il Bus della Libertà, gli organizzatori del tour hanno deciso di abbreviare la sosta.

Una piccola nota off topic: ma perché la sinistra invece di inseguire i fantasmi del fascismo di settant’anni fa non si occupa in maniera concreta di quei covi di squadrismo e di violenza che sono i centri sociali e le aggregazioni consimili #Fiano? Forse perché sono funzionali, come gente di mano, al loro progetto di regime?

Come sapete il Bus della Libertà reca la scritta rivoluzionaria e provocatoria: “I bambini sono maschi. Le bambine sono femmine. La natura non si sceglie”. Per contrastare l’immissione dell’ideologia “gender” a scuola. Affermava nella diretta dal bus Jacopo Coghe che bisogna battersi contro il disegno di legge che vorrebbe istituire un “ora d’amore” obbligatoria a scuola a settimana. Un’idea degna dei peggiori regimi. “Ci siamo già dentro. Non si è capita la gravità della situazione. Riceviamo segnalazioni di bambini che tornano da scuola traumatizzati da comunicazioni non scientifiche e ideologiche”.

Coghe ricorda che il Papa, proprio a Napoli, ha usato parole durissime contro l’ideologia Gender: “uno sbaglio della mente umana che crea confusione e frustrazione”. Non appare molto evidente che alla Conferenza Episcopale, e in particolare alla Segreteria, siano state recepite. Sono troppo impegnati a occuparsi di migranti per accorgersi della violenza antropologica che i loro referenti politici privilegiati, cioè il PD (vedi Cirinnà e Fedeli) stanno cercando di far passare nel Paese.

Vi offriamo qui un messaggio (datato) dal Bus della Libertà, ricordando che domani a Roma, ci sarà l’ultima tappa, alle 15, a piazza Bocca della Verità.

#BusDellaLiberta : anche #Bologna è stata espugnata!

Gli insulti e le intimidazioni di uno sparuto gruppetto di contestatori non ci hanno minimamente sfiorati. Volevamo entrare a Bologna e ci siamo riusciti. Non esistono zone franche: il diritto di priorità educativa della famiglia si rafforza in tutta Italia.

Ci vediamo domani a Bari (sosteremo dalle 12 alle 14 in piazza della Prefettura), venerdì a Napoli (a piazza Trieste e Trento dalle ore 12 – 14) e concluderemo questo giro a Roma, sabato 30 settembre alle ore 15 a piazza Bocca della Verità!

#Coraggio : le foglie sono verdi in estate!

Chi vuole può collegarsi su Facebook alla pagina di Generazione Famiglia e guardare il video della traversata di Napoli.



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CORREZIONE FILIALE: QUASI QUADRUPLICATE LE ADESIONI. MIGLIAIA DI FIRME POPOLARI. PAROLIN: DIALOGARE…

Marco Tosatti

Si sono quasi quadruplicate, a partire dalle quaranta iniziali le adesioni di studiosi, professori teologi e religiosi alla “Correzione Filiale” consegnata al Pontefice l’11 agosto a Santa Marta e resa nota domenica scorsa, dopo che non era stata ricevuta nessuna risposta agli organizzatori. Attualmente hanno aderito in 156 studiosi. A fianco dell’iniziativa, che come sappiamo è riservata a persone di un certo livello accademico o teologico, se ne sono sviluppate altre, di appoggio. Quella di Life Site News ha raggiunto, a ieri, oltre le cinquemila adesioni (5025, per l’esattezza). Mentre quella lanciata da One Peter Five, di Steve Skojec, ieri aveva raccolto più di diecimila adesioni (10624, per la precisione). So dell’esistenza di altre raccolte di firme in appoggio popolare alla “Correzione Filiale”, ma non sono in grado in questo momento di fornire dati più precisi. È da ricordare comunque che nei mesi scorsi una “Supplica filiale” al Pontefice, sempre su questo tema, aveva raccolto centinaia di migliaia di firme in tutto il mondo. Si tratta comunque di iniziative totalmente staccate e indipendenti rispetto ai “Dubia” avanzati al Papa e alla Congregazione per la Dottrina della Fede da quattro cardinali, di cui al momento sono in vita Brandmüller e Burke. E non è improbabile che a breve periodo ci possano essere novità di rilievo anche su quel fronte.

Appare sempre più evidente che non si tratta di iniziative folcloristiche, come vorrebbero far credere con maggiore o minore abilità e finezza gli agenti della propaganda iperpapista. Così come risulta sempre più incredibile e surreale il rifiuto a un confronto sui temi concreti e il silenzio del Pontefice. Non bastano certo battutine su San Tommaso, avidamente rilanciate dai tifosi papolatri a sciogliere perplessità e a riportare ordine in una situazione di cui Amoris Laetitia è stata il detonatore di confusione massima.

Con toni diversi persone diverse se ne stanno rendendo conto. Una frase del Segretario di Stato, il card. Pietro Parolin, è indicativa. A margine di un incontro di Aiuto alla Chiesa che Soffre gli è stata posta una domanda sulla Correzione Filiale. Il braccio destro del Pontefice ha detto: “È importante dialogare anche all’interno della Chiesa”. E la persona che fino a pochi mesi fa rivestiva il ruolo più importante in Vaticano in campo teologico, il cardinale Gerhard Müller, in una intervista rilasciata a Edward Pentin, del National Catholic Register, ha detto che la Chiesa non ha bisogno di “polemiche e polarizzazioni”, ma al contrario di “più dialogo e reciproca fiducia”. Müller ha lanciato l’idea di una commissione composta da vari cardinali, nominati dal papa, che discutano teologicamente sulle parti controverse dell’Amoris Laetitia con rappresentanti dei Dubia e della Correzione. Forse si può leggere la dichiarazione del Segretario di Stato anche alla luce di questa proposta.

Vogliamo poi riportare le parole del solo vescovo firmatario, René Henry Gracida, novantaquattro anni, emerito di Corpus Christi, che ha così spiegato le sue ragioni: “Alcuni amici – scrive Gracida – mi hanno chiesto i motivi per cui ho scelto, domenica scorsa, di firmare la correzione filiale. Sinceramente mi sorprende che qualcuno senta il bisogno di chiederlo, perché la risposta è semplice e, spero, è evidente: amo la Chiesa. Amo la Chiesa in quanto corpo mistico di Cristo. Amo la Chiesa come comunità di uomini e donne fedeli, giovani e vecchi, liberali e conservatori. Mi dispiace vedere che le persone soffrono, come soffro anch’io, per la crisi che affligge la Chiesa”. La correzione filiale “è così ben scritta, così rispettosa, così completa, così dettagliata” che il presule si attendeva “molti dei miei fratelli vescovi fossero felici di firmarla. Forse ingenuamente, ho pensato che la mia firma potesse incoraggiare altri vescovi a rendere pubblici i loro punti di vista, ma molti sono timidi e temono ritorsioni da parte di Roma”

Una delle adesioni più recenti è quella di don Andrew Pinsent, cinquantuno anni, di Brighton, direttore per la ricerca del Centro Iam Ramsey di Oxford su scienza e religione, sacerdote, teologo (laureato alla Gregoriana) e filosofo; inoltre è uno scienziato, con una laurea in fisica. Pinsent, ritiene “manipolato in modo ridicolo” l’ultimo sinodo, ( e chie legge questo blog, e chi leggeva San Pietro e Dintorni, sa quante prove abbiamo portato in questa direzione), ricorda che le richieste di chiarezza al Pontefice sono rimaste inevase, e che “come ha recentemente avvertito il professor Josef Seifert, prima di essere licenziato a causa delle sue posizioni, ci troviamo di fronte al rischio di una totale distruzione degli insegnamenti morali della Chiesa cattolica. Vorrei aggiungere che le contraddizioni ora introdotte negano la ragione stessa e sono catastrofiche per la missione della Chiesa. Dal momento che ho donato la mia vita al sacerdozio esclusivamente per la salvezza delle anime, ho dovuto aggiungere il mio nome alla correzione”.