Trattato Pand*mico. Rischi per Democrazia e Sovranità Nazionale. Commissione Medico Scientifica (CMSI).

15 Maggio 2024 Pubblicato da 7 Commenti

Marco Tosatti

Carissimi StilumCuriali, un amico caro del nostro sito, B.D., ci fa notare che l’articolo che Stilum ha pubblicato qualche giorno fa forse era troppo ottimistico. Qui sotto trovate l’allarme lanciato dalla Commissione Medico Scientifica Indipendente sulla bozza di Trattato Pandemico. Buona lettura e diffusione.

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Comunicato n. 13 (12 maggio 2024)
Insidie palesi e nascoste nel Nuovo Trattato Pandemico OMS
e negli emendamenti ai Regolamenti Sanitari Internazionali (RSI 2005).

Rischi per la sovranità nazionale e la democrazia

Premessa: da novembre 2021 la CMSi chiede un confronto scientifico istituzionale, per mettere in
discussione con dati e prove scientifiche la parte di politiche sanitarie che riteniamo disfunzionale.
Il confronto, negato sino a poco fa, pare ora finalmente inaugurato con il nuovo Direttore della Preven
zione del Ministero della Salute, ma il precipitare di eventi come la rischiata approvazione di una
incredibile bozza di Piano di Preparazione e Risposta Pandemica poteva compromettere il futuro, nella
inconsapevolezza di gran parte del Parlamento e del Paese.
Oggi però tutto rischia di riproporsi in modo drammatico su scala globale, se fossero approvati il Nuovo
Accordo/Trattato Pandemico e gli emendamenti ai Regolamenti Sanitari Internazionali (RSI) OMS,
anche nell’ultima versione circolata, edulcorata solo in apparenza, che andiamo ad analizzare.
Indice
1. Nuovo Trattato Pandemico, bozze emendamenti ai RSI 2005: l’OMS non rinuncia alla sostanza dell’intento.
Che cosa cambia in apparenza, e che cosa resta, più nascosto o mascherato …………………………………… pag.1
2. Che cosa possono fare gli Stati per non perdere la propria sovranità……………………………………………………. “ 3
3. Appello ai Partiti e ai candidati alle elezioni europee ……………………………………………….…………………….…… “ 4
1. L’OMS non rinuncia alla sostanza del suo intento. Che cosa cambia in
apparenza, e che cosa resta, più nascosto o mascherato
Le ultime bozze circolate sono parse a molti una marcia indietro dell’OMS di fronte alla pioggia di critiche,
ma non è così, come ben documentato qui, qui, qui, qui e qui. Ci si limita a pochi esempi tra i (purtroppo)
molti possibili.
A) È rimosso l’emendamento che rendeva vincolanti le raccomandazioni OMS, ma il supportare le azioni
coordinate dall’OMS, che per gli Stati era un “dovrebbero” (should), diventa un “dovere” (shall, citato 364
volte!), con i mezzi e risorse a loro disposizione: ‘Nations must adjust their domestic legislation to comply’.
Gli Stati dovranno anche designare una o due Autorità Nazionali (con adeguate risorse umane e finanziarie)
responsabili dell’applicazione nei rispettivi territori delle misure sanitarie previste dai RSI emendati,
adattando in coerenza le proprie disposizioni legislative e amministrative. In pratica, l’OMS si assicura così di
ottenere dagli Stati firmatari quanto non è più certa di ottenere da una cessione diretta di autorità: lo stesso
tentativo che ha rischiato di andare a segno facendo approvare in Italia a gennaio il “Piano (quinquennale)
Nazionale di Preparazione… pandemica”, fortunosamente fermato ma ancora pendente: il Comunicato CMSi
12 ha riportato alcuni incredibili e aberranti esempi di quanto vi si trovava scritto…
B) il Direttore Generale dell’OMS può dichiarare un’emergenza sanitaria pubblica di rilevanza
internazionale a condizioni improponibili (segue traduzione letterale dai RSI):
«L’EVENTO SODDISFA ALMENO DUE DEI SEGUENTI CRITERI?
I. L’impatto dell’evento sulla salute pubblica è grave? Cioè:
1. Il numero di casi e/o il numero di decessi per questo tipo di evento è elevato per un dato luogo,
tempo o popolazione? (Commento: può essere grave solo per alto numero di casi, senza fare morti…!)
2 L’evento ha il potenziale per avere un alto impatto sulla salute pubblica? Cioè:
… ha vie di trasmissione multiple (?!), o ha portatori sani (?!)? o ha casi tra il personale sanitario (?!); … in
un’area ad alta densità abitativa… (Commento: condizioni comunissime nelle malattie diffusive)
Se hai risposto “sì” alle domande 1, 2… di cui sopra, l’impatto sulla salute pubblica è grave (?!)
….
IV. C’è un rischio significativo per viaggi internazionali o restrizioni al commercio?
8. Eventi simili in passato hanno comportato restrizioni internazionali al commercio e/o ai viaggi?
Se hai risposto “sì” alle domande 8, o…, C’È UN RISCHIO SIGNIFICATIVO PER COMMERCIO INTERNAZIONALE
O RESTRIZIONI NEI VIAGGI…
Stati parti che rispondono “sì “alla domanda se l’evento soddisfa due dei quattro criteri (da I a IV) di cui
sopra (?!), dovranno ….».
A tali requisiti corrispondono moltissimi patogeni ed epidemie, anche oggi in corso, e che potrebbero in
futuro essere proclamate a discrezione dei Direttori OMS.
Si noti che dal 2003 l’home page della Preparazione Pandemica OMS conteneva l’affermazione “una pandemia
[influenzale] si verifica quando appare un nuovo virus contro cui la popolazione non ha immunità… con
enorme numero di morti e di malattie”. Nella versione RSI 2005 si è introdotto il requisito di “alto numero di
decessi e/o di casi”, ma la comunità mondiale non ha notato la modifica, finché il 4 maggio 2009, circa un
mese prima di dichiarare la pandemia H1N1, l’OMS ha rimosso la frase “enorme numero di morti e di
malattie”!
Nella bozza di aprile dei RSI, inoltre, il linguaggio ha ulteriormente attenuato la definizione di un’“emergenza
pandemica”…: “è, o è probabile che, diffonda in multipli Stati e tra le Regioni OMS… superando, o con
probabilità di superare, la capacità di risposta dei sistemi sanitari (n.d.r. come i quotidiani anche italiani
lamentano ogni inverno…); causando, o con probabilità di causare, interruzioni a livello sociale e/o economico
e/o politico in quegli Stati…”
C) Prima l’OMS voleva il diritto di vietare che i paesi usassero certi farmaci, la nuova versione è più
ambigua: “… raccomandazioni, il Direttore Generale considererà: … (d bis) la disponibilità di, o
l’accessibilità a, prodotti sanitari rilevanti”.
Siamo prevenuti nel non vederci chiaro? Stiamo ai fatti: le Linee Guida OMS ancora raccomandano per
COVID-19 non grave remdesivir (a infusione endovenosa, tossico per rene e fegato, non riduce in modo
chiaro la mortalità, ha in Italia prezzo al pubblico da 1500 a migliaia di Euro per ciclo di cura); nirmatrelvir
ritonavir (orale, ma con moltissime interazioni farmacologiche, rimbalzo virologico e sintomatico del 22
24% nell’ultima ricerca ad alta validità, non vantaggi sintomatici vs placebo nei pz a rischio standard (EPIC
SR) secondo lo stesso JW New England, € 1200 per ciclo); molnupiravir (di mediocre efficacia, costoso,
mutageno, che le stesse EMA ed AIFA hanno sospeso…); e come sintomatico paracetamolo (dannoso
perché sopprime l’azione antinfettiva universale della febbre, svuota le riserve dell’antiossidante
glutatione, e ha il record di aver perso tutti i confronti con cure alternative nei trattamenti della COVID
19).
All’opposto, l’OMS non considera alcuno dei molti trattamenti oggi disponibili sia con prove di efficacia
(anche nel ridurre la mortalità) da multiple ricerche randomizzate coerenti, con corredo di coerenti
ricerche osservazionali, sia: sicuri allo stato delle conoscenze, biologicamente plausibili, senza
megasponsor commerciali né dichiarazioni di importanti conflitti di interessi degli autori, e con costi
trascurabili. Compresi i quattro principi attivi oggi pubblicati su The Lancet in un’importante ricerca
tailandese (con collaborazioni intercontinentali) che rispettano tutti i requisiti sopra richiamati.
Dovremmo dar credito a queste Linee Guida di questa OMS?
Si ricorda che un rimedio universale da applicare in gocce nelle porte d’ingresso (oculari, nasali, faringee –
senza deglutire) di infezioni respiratorie, lo iodopovidone all’1%, riportato dall’OMS per decenni
nell’elenco dei farmaci essenziali, è sparito nell’ultima versione (2023) di tale elenco OMS, proprio
quando sono stati pubblicati molti validi studi randomizzati sulla sua grande efficacia contro il virus SARS
CoV-2 e la COVID-19.
D) Resta in pieno l’impegno chiesto agli Stati di rafforzare a livello nazionale, intermedio e locale le
capacità di “contrastare la cattiva informazione e la disinformazione”, anche se spostato nell’Allegato 1
(oltre che a pag. 45), forse per ridurne la visibilità (?). Anzi, diventa più stringente: la sorveglianza e
gestione della disinformazione sono ora considerate capacità “centrale”, che ogni nazione dovrà
sviluppare e su cui la stessa sarà valutata con un sistema di monitoraggio ancora da sviluppare.
E) motivo per respingere Trattato ed emendamenti ai RSI sarebbe anche solo l’ingiustificabile fretta per
approvare strumenti ancora in discussione, e la loro presentazione con un sotterfugio, in violazione della
norma di quegli stessi Regolamenti che prevede di presentarli con quattro mesi d’anticipo (art.55).
Oltretutto in testi con inadeguata definizione di vari aspetti, rimandata a future decisioni (di chi?) a
Trattato approvato.
2. Che cosa possono fare gli Stati per non subire Trattato Pandemico ed emendamenti
ai RSI alla 77a Assemblea Mondiale Sanità/AMS (27 maggio – 1 giugno 2024)? Alcune possibilità
1. Come minimo potrebbero chiedere un ritardo nel voto, perché l’OMS non ha rispettato il preavviso di almeno 4
mesi prima del voto previsto dall’articolo 55 del RSI 2005.
Ancora non ci sono bozze definitive di nessuno dei due documenti. I negoziati proseguono, con incontri fino al 17
maggio, e le nazioni non avranno tempo per valutare i documenti finali prima del voto.
A conferma, il Comitato di revisione degli emendamenti al RSI 2005 OMS ha osservato il 23 ottobre 2022 che:
“Il Working Group IHR (il gruppo di lavoro che negozia il RSI) presenta a Gennaio 2024 il pacchetto finale di
emendamenti proposti al Direttore Generale (OMS), che li comunicherà a tutti gli Stati contraenti in conformità con
l’articolo 55.2, per l’esame della 77a Assemblea Mondiale della Sanità”.
Anche per l’Accordo (Trattato) Pandemico il Regolamento interno OMS (art. 14) chiede che tutti i documenti siano
disponibili almeno 6 settimane prima di una riunione proposta.
Il Parlamento olandese ha approvato il 16 aprile una mozione che chiede al Governo di posporre il voto di maggio,
per rispettare i quattro mesi almeno di valutazione dei testi finali, altrimenti di votare contro.
2. Lo Stato Italiano può far valere la sua sovranità legale sull’assistenza sanitaria, come sta accadendo negli Stati
USA
Ad es. negli USA, la cui Costituzione attribuisce la responsabilità dell’assistenza sanitaria agli Stati e non al Governo
federale, vari Stati (es. Luisiana, all’unanimità) hanno già approvato leggi che negano la giurisdizione all’OMS. Molti
altri Stati stanno per approvare leggi simili, talora escludendo anche ONU e Forum Economico Mondiale (WEF).
I Procuratori Generali (Capi dei Dipartimenti della Giustizia) di 22 Stati USA hanno già scritto a Biden “ci opponiamo ai
due strumenti in negoziazione, che potrebbero dare all’OMS poteri senza precedenti e incostituzionali sugli USA… la
pandemia COVID-19 può essere stata la maggior intrusione sulle libertà civili in tempo di pace nella storia del paese…
L’obiettivo di questi strumenti non è di proteggere la salute pubblica. È di cedere autorità all’OMS.”
Una lettera a Biden firmata da 49 Senatori USA (sono 100 in totale) dichiara “… i due accordi internazionali rafforzano
l’autorità OMS sugli stati membri durante le emergenze dichiarate (dall’OMS). È inaccettabile… Gli US devono
insistere su riforme globali dell’OMS prima anche solo di considerare tali emendamenti… che aumenterebbero
l’autorità OMS. Invece di affrontare le ben documentate mancanze (OMS), i Trattati si concentrano su forzati
trasferimenti di risorse e tecnologie, violando la libertà di parola e sovraccaricano (i poteri) OMS… Chiediamo di
interrompere il supporto di questa Amministrazione alle correnti negoziazioni su emendamenti a RSI e Trattato
Pandemico e di focalizzarsi invece su riforme complete dell’OMS, che affrontino i suoi persistenti fallimenti senza
espanderne l’autorità”.
Per l’Italia la competenza dell’assistenza sanitaria è delle regioni, che potrebbero adottare simili strategie.
Nell’Unione Europea è discutibile la competenza del governo UE nel decidere in materia di sanità per i Paesi membri;
andrebbe esplorato il suo diritto di negoziare con l’OMS, di votare e (ancor più) di decidere in tema di sanità.
3. Discutere in Parlamento se il programma di prevenzione, preparazione e risposta alle pandemie (PPPR)
dell’OMS abbia più probabilità di ridurle/migliorarne la gestione o di aumentarle/peggiorarla.
Il confronto andrebbe esteso anche a esperti (es: CMSi) che hanno espresso critiche scientifiche sostanziali al Piano
Nazionale di Preparazione Pandemica (v. Comunicato CMSI 12: leggerlo per credere che cosa stava scritto nel
Piano…), contribuendo a fermarlo.
Non c’è stata alcuna valutazione critica del funzionamento dell’OMS durante la COVID, prima di pensare di conferirle
maggiore autorità.
4. C’è consapevolezza che l’Accordo/Trattato Pandemico darebbe un assegno in bianco all’OMS, sia per i costi dei
suoi nuovi programmi, sia per ciò che l’OMS potrà fare?
L’Accordo Pandemico prevede una ‘Conferenza delle Parti’, che stabilirà proprie regole, creerà propri sottocomitati e
sarà responsabile degli aspetti finanziari del programma PPPR. Le bozze contengono pochi dettagli. La Banca
Mondiale ha stimato costi annuali per il programma, incluso “One Health”, di 41 miliardi di $/anno: oltre dieci volte
l’attuale budget OMS.
Le quote attuali potrebbero coprire solo una minima parte del nuovo bilancio. Chi pagherà il resto? Quali benefici si
aspettano i donatori? Molti Paesi dovranno contrarre debiti considerevoli? Chi presterà il denaro per l’Agenda di
Biodifesa Globale si aspetterà ritorni finanziari positivi?
5. Chiedere che le singole votazioni sui due documenti siano per appello nominale (le Nazioni siano responsabili di
come votano i propri delegati) e con la presenza del quorum.
La Costituzione dell’OMS prevede diverse possibili procedure di voto. Ma nel maggio 2022 si è svolta una discutibile
“procedura di consenso” nel Comitato A sugli emendamenti al RSI (2005), come mostrano i video dell’OMS, e pare
che l’intera Assemblea mondiale non abbia mai votato, come invece richiesto.
Dodici Europarlamentari hanno scritto al Direttore Generale OMS nel novembre 2023 chiedendo di dimostrare che si
è svolta una votazione dell’AMS sugli emendamenti del 2022, chiedendo una risposta entro 48 ore. Mesi dopo, però,
non avevano ricevuto risposta.
6. Si può chiedere che il Parlamento ratifichi anche i RSI, qualora fossero sottoscritti
Ad es. negli USA, l’attuale Amministrazione ha dichiarato di voler firmare entrambi gli strumenti come accordi
esecutivi, scavalcando il Congresso. Molti membri del Congresso, tra cui 49 Senatori, chiedono che il Senato ratifichi
i documenti, il che richiederà un voto favorevole dei 2/3. La maggioranza dei 2/3 sarà molto difficile da raggiungere
quando il 49% del Senato ha chiesto agli Stati Uniti di ritirare il sostegno ai documenti.
7. Sottolineare che gli alti funzionari OMS non hanno detto il vero
a) L’Accordo sulle pandemie e il Direttore Generale OMS hanno affermato di non ridurre la sovranità nazionale. Ma è
chiaro che ciò non è vero, anche analizzando l’ultima versione dei testi, che ha cercato di mascherare l’intento.
b) L’Accordo sulle pandemie ha avuto 5 nomi diversi durante i suoi negoziati.
c) Il principale funzionario legale dell’OMS, Steven Solomon, ha fuorviato il Working Group IHR sul testo e significato
dell’articolo 55(2) del RSI, per eludere l’anticipo dei 4 mesi.
8. L’OMS è stata creata nel 1948 per dare consulenza alle nazioni, e assistenza se richiesta. Questi documenti la
trasformerebbero in un “Bio hub” di potenziali patogeni pandemici e nel governatore della salute globale nelle
emergenze sanitarie (o pretese tali) dichiarate in modo unilaterale dal Direttore Generale OMS.
Il Parlamento ha discusso se questi cambiamenti nella natura dell’OMS sono quelli che desidera? Si pensi ai biola
boratori che manipolano microrganismi ingegnerizzati a fini militari o per inventare farmaci o vaccini, e alla
necessità di maggior controllo su questa tendenza pericolosa, fino a una moratoria per gli esperimenti di
guadagno di funzione.
Questo Trattato e RSI delegano l’autorità amministrativa a un’entità non governativa, oltretutto pesantemente
supportata da finanziamenti privati vincolati.
L’Italia potrebbe ritirarsi dai negoziati e/o annunciare che non sarà vincolata da nessuno dei due documenti,
riservandosi comunque di valutare prontamente, alla luce dei propri interessi, le raccomandazioni che l’OMS dovesse
via via formulare, adottandole quando condivise.
3. Appello ai Partiti e ai candidati alle elezioni europee
La CMSi non ha certo afferenze partitiche, ma ha un ruolo scientifico e offre apporti coerenti anche su
politiche sanitarie.
Le Elezioni Europee di giugno consentono di esplicitare nei programmi e negli impegni dei candidati
alcuni punti, e riteniamo irrinunciabili questi, che chiamiamo i Partiti, o almeno i singoli candidati a
sottoscrivere (inviandone copia alla CMSi: info@cmsindipendente.it)
1) impegno programmatico a non aderire a un Nuovo Trattato Pandemico né agli emendamenti ai
Regolamenti Sanitari internazionali OMS, o quanto meno ad annunciare un voto contrario se non
sarà posposto il voto di almeno 4 mesi (come da RSI in vigore) per una seria valutazione e pubblica
discussione delle modifiche proposte
2) impegno subito a rigettare la prima bozza circolata di Piano Nazionale di Preparazione e Risposta a
pandemie respiratorie, che impegnerebbe l’Italia a fare in sostanza ciò che l’OMS sta cercando di far
passare in Maggio. L’approvazione, senza affrettate forzature, di un testo riformulato con l’apporto
anche di esperti indipendenti, non implicati nella passata gestione della pandemia, andrebbe
preceduta da un ampio dibattito pubblico, cui la CMSi si candida a partecipare
3) impegno a garantire la libertà di espressione e di informazione, e a promuovere confronti
scientifici aperti, contrastando norme internazionali (di qualsiasi provenienza: OMS, Europa o altri
Organismi) o nazionali che li ostacolino, con il pretesto di impedire la cosiddetta «disinformazione».
La disinformazione dev’essere soggetta a discussione, e va tenuta ben distinta da quanto può essere da
censurare, come un effettivo incitamento alla violenza fisica.
Inviteremo per il voto Europeo a considerare solo Partiti o almeno i candidati che sottoscrivano
questi tre punti, dandocene notizia (info@cmsindipendente.it), cui daremo una tempestiva e ampia
diffusione.
Per la Commissione Medico-Scientifica indipendente (CMSi), che rinnova la richiesta di proseguire il
confronto scientifico istituzionale sulle materie di competenza:
Dott. Alberto Donzelli, Prof. Marco Cosentino, Dott. Maurizio Federico, Dott.ssa Patrizia Gentilini, Prof.
Eduardo Missoni, Dott. Panagis Polykretis, Dott. Sandro Sanvenero, Dott. Eugenio Serravalle
e adesioni di:
Dott. Paolo Bellavite, specialista in Ematologia Clinica e di Laboratorio e ricercatore indipendente
Prof. Mariano Bizzarri, Dipartimento di Medicina Sperimentale, Direttore del Systems Biology Laboratory
Università La Sapienza – Roma
Prof. Giovanni Frajese, Università di Roma “Foro Italico”
Prof. Stefano Petti, PhD. Top 2% degli scienziati mondiali (classifica Università di Stanford) Dipartimento
Sanità Pubblica e Malattie Infettive Università La Sapienza – Roma

 

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7 commenti

  • nuccioviglietti ha detto:

    OMS… organizzazione mondiale sanitaria… di sterminio!…!!…https://ilgattomattoquotidiano.wordpress.com/

  • Giovanni ha detto:

    Tutti i sotterfugi linguistici usati dall’ oms per imporre il criminale trattato, voluto da siringa Bill,
    testimoniano la natura malvagia di questa assise. Va’ sciolta in tempi rapidissimi pena la distruzione di parte dell’umanità. Ieri c’è è stato un attentato al Primo Ministro Slovacco il quale, guarda caso, aveva, fra le altre cose, espresso contrarietà alla gestione pandemica e affermato volere una inchiesta sulla materia……….

  • creazionista ha detto:

    L’itaglia serva e ladrona deve fare una sola cosa: USCIRE DALL’OMS. Immediatamente

  • Federico ha detto:

    Poche chiacchiere: siamo in uno stato di guerra di aggressione da anni.
    Non contiamoci frottole. È in pericolo non la democrazia (che non è mai esistita), ma l’esistenza stessa delle persone.
    La dittatura, prima che sanitaria, è dell’informazione.
    Piantamola, una buona volta, di cianciare di “fratelli tutti” o pace interiore, nirvana o altre balle.
    È in atto la battaglia finale tra figli della luce e figli delle tenebre: nascondere la testa nella sabbia è la prima regola per lasciarci sia le penne che l’anima.

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