Un Prete in Cammino per Diritti a Libertà. Oggi da Monteriggioni a Siena.

6 Marzo 2022 Pubblicato da

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, continua il pellegrinaggio di don Emanuele Personeni da Bergamo a Roma, #camminaeascolta, per i diritti e le libertà negate oggi  a milioni di italiani, lavoro compreso. Ecco la tappa di oggi:

 

 

TAPPA DI DOMENICA 6 MARZO da MONTERIGGIONI a SIENA

– a piedi (km 14,5) Partenza ore 9

MONTERIGGIONI (SI) -Parrocchia di Santa Maria Assunta SIENA –

Duomo di Siena

LUNEDI’ 7 MARZO MERITATO RIPOSO

***

VANGELO DI DOMENICA 6 MARZO

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù, pieno di Spirito Santo, si allontanò dal Giordano ed era guidato dallo Spirito nel deserto, per quaranta giorni, tentato dal diavolo. Non mangiò nulla in quei giorni, ma quando furono terminati, ebbe fame. Allora il diavolo gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ a questa pietra che diventi pane». Gesù gli rispose: «Sta scritto: “Non di solo pane vivrà l’uomo”». Il diavolo lo condusse in alto, gli mostrò in un istante tutti i regni della terra e gli disse: «Ti darò tutto questo potere e la loro gloria, perché a me è stata data e io la do a chi voglio. Perciò, se ti prostrerai in adorazione dinanzi a me, tutto sarà tuo». Gesù gli rispose: «Sta scritto: “Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto”». Lo condusse a Gerusalemme, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù di qui; sta scritto infatti: “Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo affinché essi ti custodiscano”; e anche: “Essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra”». Gesù gli rispose: «È stato detto: “Non metterai alla prova il Signore Dio tuo”». Dopo aver esaurito ogni tentazione, il diavolo si allontanò da lui fino al momento fissato.

Commento

Non sempre il maligno spinge a fare il male. Egli adotta per ciascuna persona la strategia migliore per allontanarla da Dio. Spingere Gesù a fare il male sarebbe stato tempo perso. L’unica cosa che avrebbe potuto funzionare consisteva nel suggerire a Gesù di utilizzare qualsiasi mezzo pur di fare il bene supremo, realizzare la missione di Messia. Per il diavolo il Messia deve dimostrare di esserlo appropriandosi di ciò che gli spetta, il potere, così da dominare sulle genti, vincere i nemici, trionfare nella storia. Altrimenti che Messia é? Il diavolo si é presentato quindi sotto la veste di un fidato amico preoccupato di sostenere Gesù nel suo difficile compito. Quali sono le sottili seduzioni che il diavolo prospetta a Gesù? Cominciamo dal pane. Se tu sei il Messia che deve realizzare il regno di Dio sulla terra -dice il diavolo- hai ben diritto di soddisfare i tuoi bisogni legittimi servendoti delle tue prerogative di Figlio di Dio. Trasforma dunque le pietre in pane. La seduzione é sottile. Che male c’è a usare il potere a proprio vantaggio? Non pensiamo così anche noi insieme a tutti i potenti? Gesù però la vede diversamente. Non c’è bisogno che egli pensi a sé stesso. A lui pensa il Padre. E questo gli basta. Veniamo ora alla seduzione del potere. Se sei il Messia é giusto che tu abbia ogni potere e ogni ricchezza per poter realizzare la tua missione. Devi avere in pugno la gente, la devi dominare e controllare. Ma Gesù dice no. Il potere é seducente. Si comincia sempre a desiderarlo per fare qualcosa di buono. Poi, una volta che lo si possiede, si finisce spesso per farne qualcos’altro. E alla fine si finisce per esserne usati. Infine la seduzione più sottile. Tu sei il Messia, Dio é senz’altro con te. Fai qualcosa di strabiliante e tutti ti crederanno. Ma Gesù non usa la sua condizione di figlio di Dio per sedurre l’umanità. Non scenderà neppure dalla Croce. A volte vogliamo convincere le persone e portarle dove vogliamo noi. Per fare questo arriviamo a fare pressione, magari a pretendere e ad utilizzare ogni strumento di convincimento per ottenere il loro consenso. Sottilmente arriviamo a forzarlo. Gesù invece lascia libere le persone. Non le seduce, non blandisce il loro io, non compra il loro consenso, non forza la loro adesione, non promette cose strabilianti, non nasconde le difficoltà a chi lo segue. Egli ha soltanto l’amore del Padre da mostrare. E lo ha mostrato amando fino alla fine. Il Messia e il suo Dio sono tutto qua per chi vuol credere. Il resto puzza sempre un po’ di zolfo.

§§§




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6 commenti

  • Silvana Adinolfi ha detto:

    Chi si batte per la dignità del lavoro e contro gli oppressori merita la corona di gloria. Gesù e Giuseppe sono stati dei grandi lavoratori. Giuseppe era ebanista e oltre ai lavori di normale falegnameria faceva anche mobili di pregio richiestissimi dai romani di stazza in Galilea. Gesù non solo ha imparato l’arte dal padre Giuseppe, ma ha lavorato fino all’età di 30 anni prima di iniziare la sua missione. E anche durante la sua missione, come racconta un episodio rivelato alla mistica Maria Valtorta, ha lavorato. Infatti un falegname che aveva in essere un contratto con un ricco mercante per dei mobili, morì all’improvviso e non potendo più onorare il contratto la moglie fu vessata dal mercante usuraio che intentò una causa con l’intenzione di ipotecarle tutto. Gesù venne a sapere di questa ingiustizia e per una settimana lavorò presso questa vedova consegnando al mercante i mobili come da contratto, e insegnò al figlio della vedova il mestiere in modo da poter sostenere la povera mamma.

  • maria ha detto:

    Quando la legge è menzogna e oppressione non si ha alcun dovere.
    Perché il buon pastore non può fare un pellegrinaggio per ottenere da Dio la liberazione dalle ingiustizie che opprimono parte dei fedeli?
    Obbediamo a Dio, o a Draghi e Speranza?
    Il Signore premierà la carità e il sacrificio di questo buon sacerdote, lui sì con addosso l’odore delle pecore.
    Quelli che hanno discriminato i fedeli non vaccinati per “puttaneggiar coi regi” se la vedranno col vero Pastore.

    • CLAUDIO GAZZOLI ha detto:

      infatti… mi chiedo perché questi sacerdoti, così zelanti, modernisti o semimodernisti (il ché è pure peggio…) non hanno mai organizzato un pellegrinaggio a Roma per chiedere la fine di tutte le sporcizie consumate dai prelati di cui il satrapo si è circondato; la richiesta di solenne perdono per le inaudite adorazioni idolatriche avvenute all’interno dei Giardini Vaticani e sulla stessa tomba dell’Apostolo, alle quali è certamente connessa la situazione che tutti noi stiamo vivendo, me compreso, ultracinquantenne non “sierato”; per le sconcertanti, sistematiche aperture della Chiesa verso la sodomia… e non vado oltre visto che potrei elencarne centinaia….

  • CLAUDIO GAZZOLI ha detto:

    Beato il sacerdote che rimane fermo nella propria parrocchia, come il loro Santo protettore Giovanni Maria Viannet, e mette il suo apostolato al servizio dei fedeli, richiamando costantemente al rispetto dei DOVERI verso la Legge, così come stabilito dalla Dottrina Cattolica, quella vera, e alla SOTTOMISSIONE a Dio.

    • silvio esposito ha detto:

      Prima di tutto è Giovanni Maria Vianney (no Viannet) o Curato D’Ars, e se pensi che sia stato fermo nella sua parrocchia ti sbagli di grosso. Ha pellegrinato ed è stato perseguitato per tutta la Francia prima di arrivare ad Ars, dove non aveva bisogno di muoversi perchè erano gli altri, anche nobili e sovrani, che andavano da lui. Era tale la folla al suo confessionale (aveva anche il dono della lettura dei cuori) che gli era impossibile andare a predicare nei luoghi dove lo invitavano ad andare.

      • Claudio Gazzoli ha detto:

        Ha ragione, si scrive Vianney… ma non ho tanta dimestichezza con il francese. Non mi è stato sufficiente leggere la bellissima biografia “Il Curato D’Ars” di Francois Trochu di 699 pagine, per memorizzare il cognome. Appunto… passava almeno 15 ore al giorno nel confessionale, dormendo solo 2 ore per notte peraltro disturbate da qualcuno imbestialito per la sua fede e le sue capacità di conversione. Talmente preoccupato solo delle cose dello spirito e al restauro della vecchia chiesa di Ars, che si dimenticava persino di mangiare anche perché distribuiva ai poveri il pane fresco che la signora Renard gli portava. Lui era solito cibarsi di qualche patata ammuffita che lui stesso si cucinava e di qualche bicchiere di latte caldo che la Renard lo obbligava a trangugiare. Chissà cosa direbbe dello sfacelo di un clero preoccupato “esclusivamente” della materia (di cui dovrebbero preoccuparsi altri…) e dimentico che “non di solo pane vive l’uomo”.