Emanuele Filiberto Chiede Scusa per le Leggi Razziali. Un Savoia I dopo Conte II?

23 Gennaio 2021 Pubblicato da

Marco Tosatti

Carissimi Stilumcuriali, la notizia delle sue porte da Emanuele Filiberto a nome dei Savoia per l’approvazione delle leggi razziali del 1938 è giunta fino a Marte. E il nostro Osservatore Marziano, che ha una mens politica, ha colto subito il possibile obiettivo di queste scuse estemporanee…Avanti Savoia!

§§§

 

Caro Tosatti, sui vostri quotidiani di oggi leggiamo questa notizia: Emanuele Filiberto di Savoia chiede scusa per le leggi razziali.

Storica missiva di Emanuele Filiberto di Savoia, che a nome della Casa Reale al Tg5 (in una intervista alla Cesara Bonamici sposata con un potente ebreo francese) si scusa per la firma delle leggi razziali da parte di suo nonno nel 1938. Ricordando anche che due delle sue zie finirono in campi di concentramento (Mafalda e Maria).

Bene ha fatto, ma perché lo ha fatto? Vuole entrare in politica con il PD?

Si accende la speranza di un Savoia che sostituisca Conte alla guida del paese?

Peggio di Conte certo non farebbe. Ma per conquistare il cuore degli italiani di oggi, suggerirei al Savoia di chiedere scusa per altre “genialità” della sua famiglia compiute negli ultimi 150anni.

Dovrebbe chiedere scusa per gli atti compiuti da Vittorio Emanuele II che sponsorizzò il Risorgimento, fece la breccia di PortaPia, cacciò Papa Pio IX, interruppe il ConcilioVaticano I° e trasse tutti i vantaggi dall’Unità d’Italia per evitare il fallimento del suo Regno di Sardegna.

Distruggendo però il mezzogiorno d’Italia.

Dovrebbe chieder scusa per Umberto I che nel 1898 soffocò nel sangue i moti milanesi per la tassa sul grano. Dovrebbe chieder scusa per il nonnino Vittorio Emanuele III che oltre a firmare le inique leggi razziali portò l’Italia in guerra ben due volte (la 1° e la 2° guerra mondiale) e nel ’22 consegnò l’Italia nelle mani del fascismo. Dovrebbe magari chiedere scusa anche per il paparino Vittorio Emanuele, massone piduista vicino a Gelli, che ne ha fatte tante…

Invece no, si limita a chieder scusa alla signora Segre.

Ma, ripeto, ha fatto bene a farlo.

Però desta sospetto che lo abbia fatto oggi e che TV e giornali gli diano tanto risalto.

Mi viene un’idea che è più di un sospetto.

Vuoi vedere che Mattarella potrebbe pensare di conferirgli l’incarico di formare un governo, ci pensate? un Governo Savoia, anticrisi e anticovid.

OM

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56 commenti

  • Ali ha detto:

    In risposta a: Acido prussico, Enrico Nippo, Due Punti.

    Rispondo in ritardo avendo letto oggi, 27 gennaio, i vostri commenti.

    Ponzio Pilato era il potentissimo prefetto mandato da Roma: se avesse voluto, avrebbe potuto salvare chiunque. Non volle.
    Aveva dei dubbi, e ciò nonostante prese quella decisione: ciò, mi pare, rende la sua azione peggiore.
    Gesù fu uno dei tantissimi ebrei che Pilato mandò a morte. Secondo alcuni storici Roma stessa si lamentò della crudeltà esercitata da Pilato in più luoghi e più occasioni.
    “Prendetelo voi e giudicatelo secondo la vostra legge!”, disse Pilato, e i giudei gli risposero “A noi non è consentito mettere a morte nessuno”: Vangelo di Giovanni.
    Coloro che erano dalla parte di Barabba erano presenti e chiesero la sua salvezza. Purtroppo gli amici di Gesù, gli apostoli, i discepoli, e le persone che Gesù aveva guarito, e beneficato con i suoi insegnamenti, le persone che lo avevano ascoltato e ammirato, gli vennero meno: non sembra fossero lì, forse alcuni erano confusi fra la folla, ma erano in minoranza, la maggior parte di loro evidentemente non era lì o ebbe paura e non si espose abbastanza.
    Conosciamo l’episodio del rinnegamento, che riguardò il massimo esponente della Sua comunità, Pietro. Si nascondevano, avevano paura. E’ vero, poi tanti dei Suoi dettero la vita per seguirLo, in Suo nome. Ma davvero qualcuno vuole scagliare la pietra contro di loro per quel massimo tradimento nel massimo momento? Spero bene di no.
    Mi pare che da quella pietra sia risparmiato perfino Pilato. Però gli ebrei no??
    Quali ebrei? Quelli che Gesù non sapevano neanche chi fosse? Perché l’impero romano era cosmopolita e comunità ebraiche ce n’erano molte sparse in esso. Per esempio anche a Roma, da circa un secolo. E anche in Giudea, in Galilea, pensiamo che tutti conoscessero Gesù? Molti lo avranno ascoltato, molti ne avranno sentito parlare. Ma molti no. C’entrano anche loro? Anche le massaie che in quelle ore fatali erano al mercato, anche i bambini che giocavano per strada?
    Vogliamo spendere una parola per i soldati del prefetto, cioè dell’esercito romano, che incastrarono il casco di grosse spine sulla povera fronte di Gesù, che gli sputarono addosso, lo schernirono, lo picchiarono, lo frustarono con una frusta terribile (la Sindone fa vedere i drammatici risultati su quel povero Corpo), per poi inchiodarlo alla croce? Vogliamo ritenere colpevoli tutti i romani presenti in Giudea all’epoca? O i romani di tutti i tempi?
    “Che il suo sangue ricada su noi e i nostri figli”, una frase fatta, un’espressione del linguaggio forte e irruente caratteristico del Vicino Oriente all’epoca, linguaggio che ritroviamo in tutta la Bibbia, Nuovo testamento compreso, Parole del Signore comprese. In base a questa frase si perpetua la condanna di un popolo? Da parte di cristiani?
    Colpa dei farisei? Con cui Gesù spesso discuteva anche perché ci si confrontava dialetticamente in quel mondo culturale, ma con cui aveva non poche affinità sui principi religiosi? Anche di Nicodemo, Gamaliele, Giuseppe d’Arimatea? O di tutti i membri del Sinedrio? Davvero era così facile credere al Dio incarnato, così scontato che il Sinedrio abbandonasse la propria fede nell’impossibilità di un Dio-uomo? In un’epoca piena di falsi messia, e di fronte a un Gesù che dall’arresto in poi sceglie di non fare miracoli, farsi uomo fino in fondo, fino alla debolezza comune della vittima umana che di fronte al male, alla violenza, all’ingiustizia, alla morte, non ha strumenti, non ha armi, non ha difese? In una Terra occupata, con un intero popolo da difendere dai romani, tanto da dover scegliere tra sacrificare ‘uno di noi’ o molti (Vangelo di Giovanni)… Tutto così facile?
    Benissimo cercare di comprendere la verità storica. Affascinante voler sapere, voler distinguere su quel Dramma. Normale, umano, direi giustificato, direi ovvio, voler capire chi dei tanti fosse più colpevole. Attenzione, però. Questa ricerca storica è cosa diversa da quella del fedele.

    Il fedele sa questo: “Per questo il Padre mi ama: perché io do la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie: io la do da me stesso. Ho il potere di darla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo è il comando che ho ricevuto dal Padre mio” (Vangelo di Giovanni). A Gesù interessa questo. Al cristiano interessa questo e anche quello che ripete il Concilio di Trento: della morte di Gesù siamo tutti colpevoli: a maggior ragione se cristiani, perché più consapevoli del particolare Sacrificio di Gesù. Che muore per noi. Non solo in riscatto dei peccati, in particolare di quello originale. Ma proprio a causa del peccato del mondo, di ogni tempo e di ogni uomo, anche il nostro.

    La Passione e la Croce sono tremende. Morire è tremendo, morire da giovane, morire da innocente lo è ancora di più. Ma è questo il ‘solo’ sacrificio di Gesù? La Passione di un malato, di un torturato è spesso molto più lunga e ancora più atroce di quella di Gesù. E allora? Compie già un immenso sacrificio un Dio che sceglie di morire e di morire in quel terribile modo: ma è ancora di più il Sacrificio di Gesù-Dio.
    Quello che teme, e che accetta, nel Getsemani non è solo il già amaro calice della Passione e della Morte con tutto il loro dolore e il loro coraggio: è un Dolore senza fine, un Calice senza fondo.

    Prega, parla col Padre, cade a terra, suda sangue, il rarissimo ma umano fenomeno di un cuore umano, di carne, che soffre, che ‘si spezza’. Prende in Sé, nel cuore divino-umano, il dolore del mondo: il peccato commesso e il peccato subìto da ogni uomo di ogni tempo, il dolore che ciascuno di noi, ciascuna creatura compresa la natura, infligge o soffre, ogni creatura in ogni momento, dall’inizio alla fine del mondo. Tuttora in Cielo, quel cuore umano-divino prende in Sé tutto il male del mondo, e lo fa soffrendo.
    Nel Getsemani nessuno lo ha ancora arrestato, torturato, crocifisso: eppure il cuore di Gesù soffre nelle sue nature, divina ed umana, da prima che compaiano le guardie, il Sinedrio, Pilato, la folla, il rinnegamento degli amici, le torture e l’agonia…
    Quando le mamme e le nonne ci dicevano che ogni volta che combinavamo qualcosa di male “Gesù soffre”, avevano perfettamente ragione.

    Confondere le questioni di Fede con quelle storiche (sulle quali la ricerca è ovviamente interessante e necessaria, ma appunto sul piano storico), quando si parla di un Sacrificio di tali proporzioni, quello di un Dio che continua a soffrire, è a mio parere, oltre che un rischiare di accanirsi non solo contro il ricordo di singoli individui (le cui azioni possono essere giudicate, ma il giudizio sulla cui anima va lasciato a Dio) ma su intere categorie nei secoli dei secoli (ancora e sempre sui poveri ebrei! Pensiamo che questo accanimento, oltre ad essere ingiusto, a Gesù faccia piacere?!), anche uno sminuire le Parole di Gesù –“Nessuno mi toglie la vita”- e sminuire le nostre responsabilità di ogni momento nel contribuire al Suo dolore.

  • Ali ha detto:

    In questi giorni ho solo sfogliato il sito: oggi ho letto meglio, e scrivo le mie risposte.

    Risposta a ENRICO NIPPO (alla sua risposta sotto un commento di Antonello).

    Lei Enrico Nippo scrive:
    “Gli ebrei sono una casta chiusa e impenetrabile da sempre. Una casta furba, furbissima.
    Loro non cambiano mai. E attendono che siano gli altri a prostrarsi davanti a loro. E poi addirittura scelgono se accettare o no le prostrazioni.
    E questo fa pensare, molto pensare sulle loro vicende storiche.”

    Ho dovuto copiare e incollare le sue parole per tenerle ben presenti mentre scrivo, e assicuro che già questo mi è costato fatica: è veramente spiacevole per me dover trattare queste sue parole.
    Le vicende storiche degli ebrei sono quindi, secondo lei, legate al loro modo di essere: secondo il ben noto modo di pensare per cui la colpa è delle vittime, o comunque ‘qualcosa devono aver fatto per essere trattate così’. Complimenti (lo dico con amara ironia).
    Non so cosa possa aver fatto Anne Frank, o un milione di bambini uguali a lei, per essere trattata così. Né i quindici parenti di una mia amica molto anziana, tutti morti nella Shoah, compreso il neonato e una cugina che somigliava a me da ragazza, della quale la mia amica conservava la foto e ne fece fare una copia per me.
    Cosa significhi ‘casta’ per lei, non saprei. Se significa che uomini cattivi, spesso purtroppo cristiani o comunque battezzati, persino papi, hanno cercato di farne dei paria e spesso ci sono riusciti, ma ogni volta quel popolo si è rialzato, non cessando di amare Dio e di viverne i Comandamenti che, da popolo sacerdote e nazione santa, hanno insegnato a tutto il mondo, e molti di loro sono riusciti, come tanti altri esseri umani, ad accedere a buone categorie sociali culturali ed economiche, e a farsi valere, nonostante le discriminazioni… Se essere casta significa che, nonostante l’amore per la discussione intellettuale e tante articolazioni del pensiero, essi si sentono Popolo, be’, ciò non può che essere di esempio ai cristiani. Se essere casta significa che l’amore per la Parola di Dio e per lo studio di essa ne ha abituati molti a studiare e li ha condotti in molti casi a raggiungere ottimi traguardi intellettuali e culturali, il che non vuol dire che siano tutti geniali o sapienti ma ne fa, guarda caso, un popolo paradossalmente molto invidiato…

    Ma no, per lei ‘casta’ non significa questo, deduco dall’insieme.

    Se essere ‘chiusi’ significa essere stati rinchiusi nei ghetti, per esempio a Roma dai papi per tre secoli fino al 1870 che è l’altroieri (e, sì, ci sono cose del passato che considererei criminale rimpiangere), e rinchiusi nella morte civile degli obblighi umilianti e discriminatori (da come ne presero la perversa ispirazione, le leggi razziali sembrano essere state scritte a Roma in quei secoli, anche se non solo lì), sì, gli ebrei erano chiusi, chiusi da cancelli e confinati dagli altri. Purtroppo molti di questi altri erano cristiani.

    Ma no, per lei ‘chiusi’ non significa questo, deduco dall’insieme.

    Se ‘chiusi’ significa mantenere la propria religione, molte tradizioni ed un senso di identità durante quattromila anni, aggiungendo peraltro a questo una forte, ammirevole capacità di integrarsi in società non ebraiche, ritengo che costituiscano un buonissimo esempio.

    Ma deduco dall’insieme che per lei ‘chiusi’ non significhi neanche questo.

    ‘Impenetrabili’! Un popolo che ha fatto della comunicazione e della narrazione un modo di vivere e di fare Memoria, a partire dalla Bibbia, e che paradossalmente viene accusato di aprirsi anche troppo a raccontarsi e a dire il proprio dolore che è anche insegnamento per gli altri…

    ‘Impenetrabili’, dice, e poi “aspettano che siano gli altri a prostrarsi di fronte a loro, e poi addirittura scelgono se accettare o no le prostrazioni”.
    Una religione proprio ‘impenetrabile’ (lo dico ironicamente) e piena di ‘prostrazioni chieste agli altri’ (lo dico altrettanto ironicamente), visto che a Kippur, la loro ricorrenza più solenne, pregano Dio di perdonare i peccati di tutti gli esseri umani; che durante Sukkot le Capanne della festa e dell’ospitalità, le Capanne che simboleggiano la Presenza di Dio, sono per definizione aperte anche ai non ebrei; che durante la cerimonia di Pesach trova spazio la preghiera per i nemici morti; che la festa di Hanukkah è per gli ebrei anche la festa della libertà religiosa di tutti, non solo della loro…

    Secondo lei, a chi devono fare riferimento in fatto di prostrazioni? Forse a quei papi di fino a un secolo e mezzo fa, appena una manciatina di generazioni fa, che usavano fare inchinare il rabbino capo di fronte a loro, accettare dalle sue mani il rotolo della Torah, poi fare girare il rabbino per dargli un calcio?
    E se parliamo di prostrazioni morali, quelle da cui gli ebrei si sono dovuti rialzare ogni volta, temo ci vorrebbe un lungo spazio per parlarne…
    E se gli ebrei parlano delle ‘prostrazioni’, morali e materiali, non nel senso di inchinarsi ma delle sofferenze che hanno subìto, mentre i cristiani dimenticano spesso quelle che altri cristiani subiscono anche in questo momento, direi che il comportamento difettoso sia quello dei cristiani, e che gli ebrei andrebbero presi ad esempio…

    ‘Furbi, furbissimi’ questi ebrei, dice lei.

    Talmente furbi che ottant’anni fa pensavano che essersi fatti onore nel Risorgimento e nella Prima guerra mondiale, essere cittadini integerrimi, essere nel Ventesimo secolo, essere italiani ed europei e in un mondo cristiano, avrebbe fatto sì che i loro figli non fossero cacciati da scuola, che non fossero cacciati dagli impieghi e dalla vita sociale, che con le leggi razziali non si rinnovasse l’odio vergognoso; poi erano così furbi che pensavano che chi li aveva eletti a nemici fosse pur sempre dotato di comune umanità e l’inumano non sarebbe stato possibile.
    I più furbi di tutti, gli ebrei di Roma, che avendo i nazisti finto di stringere un patto con loro, si fidarono di loro e, fino all’alba del 16 ottobre 1943, credettero fermamente due cose: “I tedeschi sono di parola” e “non ci faranno del male perché a Roma c’è il papa”.

    Ma infine, finalmente: “Come non essere accanto a voi, amati fratelli ebrei, per ricordare nella preghiera e nella meditazione un così doloroso anniversario? Siatene certi: non sostenete da soli la pena di questo ricordo; noi preghiamo e vegliamo con voi, sotto lo sguardo di Dio, santo e giusto, ricco di misericordia e di perdono. Possa la nostra unanime solidarietà essere un segno che anticipi per l’umanità inquieta quel giorno di pace annunciato da Isaia quando ‘un popolo non alzerà più la spada contro un altro popolo, e non ci si eserciterà più nell’arte della guerra’ (Is 2, 4)”.
    Così disse Giovanni Paolo II, un grande papa. “Come non essere accanto a voi, amati fratelli ebrei?”. Io ci sono. Anche nella battaglia contro gli antisemitismi di tutti i giorni, che non mancano anche quando uno non se li aspetta.

  • Antonello ha detto:

    Premesso che non condivido affatto l’idea che i Savoia abbiano distrutto il mezzogiorno, in quanto il mezzogiorno è l’ora che si assuma le sue responsabilità invece che fare sempre lo scaricabarile cercando di dare la colpa ad altri dei suoi intrinseci e atavici abnormi problemi, l’idea di un Savoia in politica non mi dispiacerebbe. Non al posto di Conte, ma al posto di Mattarella. Potrebbe essere l’unica vera soluzione per ricucire ciò che resta di questa psuedo-nazione chiamata Italia.

    • Lidia ha detto:

      Anche a me non dispiacerebbe un Savoia in politica . Ma, proprio per il peso della storia che lo opprime, basterebbe che si presentasse come candidato alla Camera o al Senato. Senza altri impegni istituzionali. Le comunità ebraiche hanno fatto sapere la loro contrarietà alle scuse presentate da Emanuele Filiberto.

      • Antonello ha detto:

        Mi spiace che le comunità ebraiche abbiano espresso contrarietà al gesto di Emanuele Filiberto. Mi pare eccessiva la loro presa di posizione sull’argomento e mi pare anche che non sia la prima volta che abbiano un atteggiamento così rigido.

        • Enrico Nippo ha detto:

          “mi pare anche che non sia la prima volta che abbiano un atteggiamento così rigido”.

          Gli ebrei sono una casta chiusa e impenetrabile da sempre. Una casta furba, furbissima.

          Loro non cambiano mai. E attendono che siano gli altri a prostrarsi davanti a loro. E poi addirittura scelgono se accettare o no le prostrazioni.

          E questo fa pensare, molto pensare sulle loro vicende storiche.

  • Iginio ha detto:

    Poi magari se un giorno vi mettete a studiare sul serio la storia, festeggiamo.
    1. Un tizio dice che i toscani furono difesi da Ricasoli contro i cattivoni Savoia. Peccato che Ricasoli fece passare la Toscana sotto la corona di Vittorio Emanuele II. E che nel 1865 Firenze divenne capitale d’Italia. Mai saputo, eh?
    2. Sulle reali condizioni del Mezzogiorno sotto i Borboni, leggetevi Giustino Fortunato. L’ho già citato altre volte, ora mi sono stufato.
    3. I genovesi che si ribellarono nel 1849 erano i repubblicani sinistrorsi, tutt’altro che gente di Chiesa o conservatrice o papalina. A Genova nel 1846 si tenne una imponente manifestazione patriottica davanti al santuario di Oregina per la festa della Madonna di Loreto. Altro che i nostalgici delle repubblichette e dei campanili.
    4. Lo volete capire una buona volta che quella dei Savoia era una monarchia costituzionale, dove il re firmava le leggi ma non le emanava lui? Mattarella le leggi le fa lui, per caso? Capite qualcosa di abc giuridico?
    5. Visto che l’unità d’Italia sarebbe uno schifo, come la mettiamo con Germania, Francia, Spagna, tutti Paesi che videro secoli e secoli di guerre civili ma che sono uniti?
    6. Preferite la repubblichetta odierna, coi partiti, la lottizzazione, la corruzione?
    Studiare, studiare, studiare. E meno trincate col compare al bar. Pensate ai danni che avete fatto voi nei gloriosi anni Sessanta e Settanta. I cocci li deve raccogliere la mia generazione, finita fuori strada grazie a masse di imbecilli che dovevano pensare a divertirsi o a fare la Rivoluzione col posto garantito.

    • alessio ha detto:

      Al prof. Iginio :
      ho scritto solo che il Ricasoli ha
      limitato le stragi ,per il resto è
      ciò che è stato: ladro e traditore.

    • alessio ha detto:

      Non avevo letto tutto il post caro
      Iginio , non puoi offendere tutti
      quelli che non la pensano , a
      buon titolo secondo me come te.
      Al bar vacci te se trovi aperto ,
      ma mi raccomando,ordina una
      bella camomilla.

    • Enrico Nippo ha detto:

      “leggetevi Giustino Fortunato. L’ho già citato altre volte, ora mi sono stufato”.

      Sia lode all’Onnipotente!

    • Marco ha detto:

      Stiamo parlando e argomentando di eccidi o stragi compiute da un esercito regolare a meno che con due pesi e due misure non sivoglia dire che ci sono stragi giustificabile e da dimenticare a altre da commemorare come giusto monito all umanita. Per quanto riguarda l unità d’Italia sotto i Savoia accentratori dobbiamo ricordare che c’erano altri progetti di unità alcuni certamente più consoni e rispettosi delle identità e realtà sociali dei vari stati secolari preunitari .certamente la storia europea andava verso gli stati nazionali e l Italia era l ultima a realizzare questo processo a parte le nazionalità dello impero austro ungarico Ma i Savoia e Cavour cosa fecero per “fare gli italiani” una volta costituito lo stato unitario .
      Estesero Sic et simpliciter leggi e norme del regno dei Savoia a tutto il resto degli altri stati annessi con tutte le conseguenze che ne derivarono e che tuttora affliggono l Italia. (Vedi per esempio la questione della fiscalità la cui radice la si può ritrovare in forma narrativa nel colloquio tra p.Pirrone e don Pietrino nel libro il Gattopardo pag 156 e per non essere parte anche nel veneto dopo l unita d italia circolava questo detto , non tra l elite borghesi massoniche , con Venezia si magnava , con l Austria si stringeva la cinghia , con l italia la fame )
      Cordiali saluti

  • Lucy ha detto:

    Continuo a leggere nei vari post (unica eccezione Francesca)
    il termine ” scuse ” dovute penso all’errore iniziale di O M.
    La scusa è una formula di cortesia quando si disturba qualcuno , una norma di galateo ,ora Emanuele Filiberto ha chiesto PERDONO che ha un senso ben più profondo di alto valore morale e anche religioso.L’ O.M.è stato come minimo superficiale

  • Marco ha detto:

    Da ricordare inoltre nella lista delle nefandezze compiute nella storia unitaria italiana sotto casa Savoia anche le stragi di Pontelandolfo e Casalduni ad opera dei bersaglieri del.generale cialdini che diede l incarico per la feroce rappresaglia al colonnello Pier Eleonoro Negri eroe del risorgimento e medaglia d oro al valor militare. Perirono uomini donne bambini i due paesi furono incendiati . E proprio vero che la storia la fanno i vincitori dei vinti nulla ma non sempre.
    Una curiosita nella citta di Vicenza cui ha dato i natali al colonello Negri di recente nella sua toponomastica ha ricordato quell eccidio dando il nome a un verdegiante largo “Piazzetta Pontelandolfo ” forse come atto.di riparazione al.ricordo dell eroe
    risorgimentale Pier.Eleonoro Negri la cui memoria annualmente veniva ricordata con una corona d alloro.

  • alessio ha detto:

    Mi pare di capire che il principino voglia
    chiedere scusa per le leggi razziali.
    Bene! Voi non sapete quanto voglio
    bene agli ebrei , ma perchè tralasciare
    le stragi perpetrate dai savoia verso
    gli italiani ,specialmente a Genova ,
    e nel meridione , i toscani furono
    difesi in parte dal barone Ricasoli ,
    ma anche loro subirono stragi ,
    a Milano .
    Davvero una bella famiglia !
    Da ricevere subito in vaticano ,
    con la foto del babbo
    pistolero.

  • Paolo Giuseppe ha detto:

    Che i Savoia abbiano distrutto il Mezzogiorno d’Italia è una tesi molto personale. Perchè se ancora oggi, dopo 160 anni dall’Unità d’Italia, abbiamo un Ministro per il Sud, qualche domanda dobbiamo farcela.

  • Francesca ha detto:

    Qualche precisazione… Non ha chiesto “scusa” ,ma “perdono” . Vedere intervista. Non è una sottigliezza…
    Vittorio Emanuele III non era il nonno ma il bisnonno … Va bene che ha regnato solo un mese, ma Umberto II è esistito ed era suo nonno ( padre di Vittorio Emanuele suo padre).

  • Creazionista ha detto:

    Speriamo che la mummia non lo nomini parassita a vita

  • ABR ha detto:

    Il signor Savoia E. Filiberto non rappresenta altri che se stesso e non la casa Savoia. Egli sa benissimo, ma finge di ignorare, che i diritti dinastici sono passati ai Savoia Aosta quando i suoi genitori si sposarono senza il consenso del nonno Umberto. Può sembrare arcaico, ma così sono le leggi dinastiche, consultabili facilmente su internet.
    Egli può parlare, agitarsi e dimenarsi in Tivù quanto vuole, ma bisognerebbe smettere, fra gente seria, di dargli tanto spago, spazio, ascolto e seguito.
    Cordialmente,
    ABR

    • greg ha detto:

      Mi spieghi cosa c’entrano i diritti dinastici in una operazione semplicemente ed esclusivamente mediatica ?
      Forse non ha comperato i giornali, in questi ultimi tempi, o non ha guardato la televisione. Se accidentalmente avesse acceso la televisione si sarebbe accorto che, in questi giorni si sta commemorando, qui , in Italia, la nascita del partito comunista italiano. O meglio, il centenario della sua nascita. Trattasi di una operazione mediatica ad ampio raggio, a cui hanno partecipato alcuni esponenti della sinistra, di rilievo. Si va da Ezio mauro a Fabrizio Rondolino, ma c’è anche un terzo di cui non ricordo il nome. Ovviamente è una operazione concordata, perché non c’è alcuna nota stonata. La linea è unica, sia per i tre scrittori, che hanno scritto un saggio ciascuno, sia per le varie trasmissioni che li intervistano. Trattasi di una mitizzazione del PCI. Il ricordo è come avvolto in una nebbia dorata. Il Pci non è affatto rappresentato per quello che era, ovvero il rappresentante nella nostra Italia del partito comunista sovietico, che aveva conquistato il potere in Russia, ma come una dolce utopia, che non ha perso alcun valore per le sconfitte che le sono state inflitte dalla storia, ma che anzi, oggi, può ancora portare una speranza per il futuro.
      Non una parola sui l’Olodomor, nulla sui gulag. Sembra che la guerra condotta dai gerarchi sovietici contro il loro stesso popolo non sia mai esistita. Anche se il numero di morti russi, trucidati dai bolscevichi sono , forse, dieci volte quelli ebrei trucidati dai nazisti. Ma l’operazione messa in atto dagli ebrei, ovvero il ricordo costante di quel genocidio, è una operazione valida, che andrebbe ripetuta anche per gli altri genocidi del secolo appena trascorso.
      Vittorio Emanuele III aveva ben presente quanto accadeva in Russia, perché la principessa che aveva sposato, Elena del Montenegro, era stata allevata alla corte imperiale russa.
      In Italia, forse, se non ci si fosse accodati supinamente alla Germania, se cioè il Re avesse rifiutato di firmare le leggi razziali, forse, avrebbe avuto anche la forza di tenere lontana la nostra Italia da quel terribile massacro che è stata la seconda guerra mondiale.
      Emanuele Filiberto è un cittadino italiano, e, come tutti noi, ha il diritto di manifestare le sue opinioni.

  • Acido Prussico ha detto:

    … e quando gli ebrei chiederanno “scusa” per aver ammazzato Cristo?

    • Saverio ha detto:

      Gesù lo hanno ucciso i romani. Dobbiamo scusarci anche noi.

      • Enrico Nippo ha detto:

        Balle. Il sinedrio e la folla sobillata dal medesimo hanno mandato a morte Cristo. I Romani hanno eseguito la sentenza giudea, non hanno “ucciso”.

      • : ha detto:

        «Pilato, visto che non otteneva nulla, anzi che il tumulto cresceva sempre più, presa dell’acqua, si lavò le mani davanti alla folla: “Non sono responsabile, disse, di questo sangue; vedetevela voi!”. E tutto il popolo rispose: “Il suo sangue ricada sopra di noi e sopra i nostri figli”» (Mt 27, 24-25).

        Pilato fece di tutto per liberare Gesù, ma i Giudei preferirono far liberare Barabba.

      • Chiara ha detto:

        Affermazione vergognosa che non si può leggere.

  • Antonio ha detto:

    Be’ adesso non esageriamo, non credo che nessuno dotato di un barlume di acume farebbe affidamento su Emanuele Filiberto per un qualunque progetto politico. Fra l’altro (per inquadrare il personaggio) con la sua sparata sulle leggi razziali perseguiva l’evidente scopo di farsi bello, senza accorgersi che il senso di quanto stava dicendo era “ne abbiamo combinate di tanto sporche e mefitiche che ben fecero a cacciarci a pedate nel 1946”.

    • Pierina ha detto:

      A parte il fatto che, proprio quel referendum che cacciò i Savoia, si suppone sia stato inficiato da brogli. Ma gli americani vincitori temevano che in Italia rimanesse un regno.

  • Milly ha detto:

    Il sospetto è venuto anche a me caro Osservatore Marziano…e concordo pienamente con tutti i punti da lei elencati per i quali il rampollo di Casa Savoia avrebbe dovuto chiedere scusa.
    Bastava spostare di poco l’obiettivo per mettere più a fuoco la storia della sua famiglia!

  • Elisa ha detto:

    I Savoia dovrebbero chiedere scusa per come hanno trattato i genovesi che non volevano entrare nel Regno italico savoiano, Dovrebbero chiedere scusa al lombardo veneto. Dovrebbero chiedere scusa ai Napoletani, traditi da Garibaldi. Dovrebbero chiedere scusa a Carlo Cattaneo che fu un profeta perchè aveva una giusta visione di unità di italia sul modello svizzero, basta leggere i suoi scritti. Ma i Savoia assetati di potere hanno preferito distruggere stati piccoli e millenari rubando e uccidendo in nome di un Regno che nessuno voleva. No in questo modo. I Savoia con Mazzini hanno tradito Carlo Cattaneo e i popoli italici. La storia è lunga basta leggere gli scritti di Carlo Cattaneo per capire come era il vero proggetto inziale di unità di Italia

    • bastian contrario ha detto:

      Prima delle annessioni al Regno d’ Italia, ci furono i plebisciti. Dove l’annessione al Regno venne votata praticamente all’unanimità. Sembra che i più felici di aderire al regno d’Italia fossero i cittadini dell’Emilia Romagna, ben felici di lasciarsi alle spalle lo Stato della Chiesa.

    • Iginio ha detto:

      sì, sì, savoiano e proggetti, come no… Ecco uno che ha studiato la storia davvero. Bravo, bravo.

  • Enrico Nippo ha detto:

    Sogno un governo Savoia ed un controrivoluzione del Sud che li riconfini in Piemonte e li ricambi della stessa moneta, fregandosi tutte le banche nordiste.

    Cosicché nei prossimi cento anni e su libri di storia si parli della questione del Nord Invece che di quella del Mezzogiorno.

  • Enrico Nippo ha detto:

    Penso che tutto rientri nel politicamente corretto, il quale, regolarissimamente, ci ammannisce l’Olocausto come se fosse stato l’unico genocidio avvenuto.

    Ora, la domanda sporge spontanea: perché oltre al 27 gennaio quale giornata della memoria dell’Olocausto, non si stabiliscono altre giornate della memoria per gli altri genocidi ? E, ovviamente, con la stessa strombazzatura strombazzatura
    mediatica.

  • Busiride ha detto:

    Io come triestino e quindi suddito del Regno d’Italia (giacché nella Venezia Giulia occupata dai vincitori il referendum del 1946 non si tenne) sono invece grato a S. M. Vittorio Emanuele III, primo re autenticamente nostro, che con la vittoria nella I guerra mondiale ci ha sottratto alla tirannia ipocrita e fintamente cattolica degli Asburgo, mai abbastanza esecrata, alla quale la mia terra deve tutte le sciagure che la hanno segnata nel corso del Novecento..

  • Piccola precisazione ha detto:

    Forse Marziano ha digitato male 1878 per 1898 (moti di Milano).

  • Defensor Ianuae ha detto:

    Nella lista delle nefandezze di casa savoia forse andrebbe incluso l’8 settembre (quale altra nazione ha avuto la vergogna dell’8 settembre?).
    Di sicuro va incluso il sacco di Genova voluto da Lamarmora su ordine di Vittorio Emanuele II che definì i genovesi, dopo averli fatti massacrare, “vile e infetta razza di canaglie”.
    Si veda: http://www.francobampi.it/liguria/sacco.htm

  • Antonio ha detto:

    La colpa (e vedo che lo afferma anche un alto esponente della comunità ebraica) è individuale, per cui il perdono doveva chiederlo Vittorio Emanuele III che firmò le leggi. Il nipote può giustamente condannare l’atto come esecrabile, ma non si capisce a che titolo chieda perdono (e aggiunga perfino di dubitare di potere riceverlo).

  • Carlo D. AGOSTO ha detto:

    A.M. E’ una grande fortuna che vi sia chi ha coraggio ( e buona memoria ! ) per ricordare fatti storici che NON vengono più citati da alcuno.

    Ringrazio di cuore per quanto pubblicato : molte di questi contenuti li ignoravo completamente !
    Carlo D.Agosto

  • il corso ha detto:

    Emanuele Filiberto candidato dal mondo rabbinico ? Rabbinico francese cui il Savoia è legato . Attenzione , in Italia il potere francese è molto consistente , FCA (Fiat ) fondendosi con PSA ( Peugeot) finisce di fatto scontrollata dal governo francese. Il Presidente Elkann è nipote del Rabbino capo di Parigi. Il quotidiano Repubblica e LaStampa ( controllato da Elkann) ormai ha cambiato proprietà, direzione e strategia … Il marito della (brava) intervistratrice Bonamici è francese ebreo .La moglie di Emanuele Filiberto ,Clotilde Courau , è francese . I Savoia stessi son più francesi che italiani .La Savoia francese ( e Nizza ) i Savoia la scambiarono nel 1860 con la Francia di Napoleone III per l’aiuto ricevuto per fare l’Unità d’Italia
    Caro Tosatti , che pensare se l’ Osservatore Marziano volesse intendere che la Francia sta organizzando un secondo risorgimento in Italia con un qualche ruolo politico del Savoia in Italia , intuibilmente guidato da Macron. ? Ma è proprio perchè inverosimile ,potrebbe esser vero. Peraltro non è inverosimile avere Conte quale premier ?

  • Greg ha detto:

    Siamo certi che la persecuzione del Regno d’Italia nei confronti dello Stato della Chiesa non sia stata permessa dall’alto per quanto stabilito nel Concilio Vaticano primo ovvero la superiorità del papa sul Concilio ovvero la cosiddetta infallibilità pontificia ?

  • Roberto Donati ha detto:

    Rimpasto coi Savoiardi.

  • Natoieri ha detto:

    eche ne dire di Paolo VI che decise che la chiesa doveva essere presente alle festività per la breccia di Porta Pia?

    • Emma ha detto:

      … e che dire del Card.Bertone che andò con Napolitano a benedire la breccia di porta Pia il 20 settembre 2010 ? . Con esaltazione di Famiglia Cristiana