UN LIBRO DI ARIEL DI GUALDO DENUNCIA LA “SETTA NEOCATECUMENALE”.

12 Ottobre 2019 Pubblicato da --

Marco Tosatti

Nel mese di settembre è uscito un libro del sacerdote e teologo Ariel S. Levi di Gualdo, direttore responsabile della seguita rivista telematica L’Isola di Patmos, dalla quale prendono vita le omonime Edizioni L’Isola di Patmos [vedere QUI]. Padre Ariel, noto da anni al grande pubblico dei lettori cattolici e non cattolici, è persona che non va per il sottile, deciso e all’occorrenza graffiante, come in questo nuovo libro il cui titolo già dice tutto: «La setta neocatecumenale» [vedere QUI] Titolo seguito da un sottotitolo non meno forte: «L’eresia si fece Kiko e venne ad abitare in mezzo a noi».

Chi pensasse che il libro tratta argomenti già discussi nel corso dei decenni, dalle catechesi dei Neocatecumenali ai loro noti abusi liturgici, cadrebbe in errore. Anche questi argomenti sono affrontati, però in una luce nuova. Spingendosi laddove sino a oggi nessuno aveva osato: padre Ariel pone in evidenza per la prima volta, in modo lucido e addolorato, gli errori di valutazione del Pontefice Giovanni Paolo II.

Negli anni novanta il teologo passionista padre Enrico Zoffoli pubblicò un libro sulle “Eresie del Cammino Neocatecumenale”, esaminando le quali si arrestò però dinanzi alla figura di Giovanni Paolo II, dando per scontato che il futuro santo pontefice era stato male informato, tenuto all’oscuro e ingannato circa le catechesi eterodosse ed i gravi abusi liturgici perpetrati dagli iniziatori del Cammino, gli spagnoli Kiko Argüello e Carmen Hernandez. Di tutt’altra idea padre Ariel che, basandosi su prove, dimostra che Giovanni Paolo II non solo fu per anni informato, ma fu “supplicato da tutti i dicasteri della curia romana e dai cardinali consiglieri di non dare alcuna approvazione, soprattutto di non concedere loro l’apertura di seminari per crearsi un clero deformato a loro uso e consumo”. Malgrado ciò, agì in modo “testardo, senza prestare ascolto a nessuno”, spiega padre Ariel.

Alla domanda come possa un futuro santo aver difettato nella prudenza, padre Ariel risponde che ai santi non è mai stata richiesta la perfezione né l’esenzione dall’errore umano e che l’errore di valutazione non invalida nel complesso generale la eroicità delle virtù del santo.

In questo modo l’autore smonta anche la tesi da lui definita “fanta-teologica” di certi Neocatecumenali che sostengono di essere stati approvati da un santo, cosa che renderebbe il Cammino Neocatecumenale non solo santo, perché come ironizza padre Ariel: “la canonizzazione di Giovanni Paolo II trasformerebbe a loro dire il Cammino in un vero e proprio dogma della fede cattolica”.

Prosegue l’autore dimostrando: “lo stringato decreto di carattere puramente amministrativo che nel 2002 gli concesse l’approvazione ad experimentum, e quello altrettanto stringato che nel 2012 gli concesse l’approvazione definitiva, non costituiscono affatto un atto del sommo magistero che vincola tutti i vescovi, i sacerdoti e i fedeli ad una adesione di fede al Cammino Neocatecumenale”. Seguita poi ironico più che mai: “I neocatecumenali, questo stringato decreto amministrativo, non solo vorrebbero mutarlo in un dogma vincolante per tutta la Chiesa universale, ma collocarlo per grado d’importanza come secondo solo alla professione di fede, il Credo, ed al Prologo del Vangelo di Giovanni”.

Nella presentazione al libro leggiamo: “Due sono le principali eresie del Cammino Neocatecumenale: una percezione calvinista dell’Eucaristia e la confusione tra il sacerdozio comune, al quale partecipano tutti i battezzati, ed il sacerdozio ministeriale di Cristo, al quale partecipano solo i ministri in sacris. Colpendo il Sacerdozio e l’Eucaristia, strettamente connessi l’uno all’altra, si colpisce la Chiesa al cuore attraverso alcune delle più antiche eresie di ritorno. Di fatto, i Neocatecumenali, costituiscono una setta di matrice ebraico-protestante, che di cattolico ha solo l’involucro esterno svuotato all’interno degli elementi fondanti del Cattolicesimo”.

In tono deciso l’autore ribadisce che il Cammino Neocatecumenale “non è certo un dogma, bensì un tumore con metastasi, diffuse all’interno della Chiesa anche a causa della debolezza mostrata dagli ultimi Sommi Pontefici”.

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104 commenti

  • antonio ha detto:

    Vorrei sapere in base a quale principio dovremmo dare credito a don Ariel Di Gualdo e non ad un Pontefice che era teologo più di lui e ai cardinali dei competenti dicasteri. Se loro messi assieme non sono credibili non c’è da fidarsi più di nessuno. I difetti di un movimento, anche i peccati dei suoi membri fanno parte di quella che è la realtà umana della Chiesa: trovatemi un convento o un monastero esenti da peccati…

  • Grog ha detto:

    Padre Ariel avrà pure mille difetti, io stesso molte volte mi trovo in disaccordo con quanto scrive, ma nel caso dei neocat ha ragione da vendere.
    Siete mai stati ad una “messa” kikiana? Basta questo più di mille parole per fugare ogni dubbio…

  • Adriana ha detto:

    Allora è tutta una sceneggiata… Non sono una lettrice assidua
    dell’ Isola di Patmos , però ricordo una intemerata di Padre Ariel nei confronti di don Cavalcoli , tacciato di incompetenza senile e
    di desiderio di non mollare le luci della ribalta – proprio come farebbe un vecchio guitto – .
    Confesso di aver ignorato che oramai lo specifico genere :
    ” confessore ” è stato eliminato dalla schiera dei testimoni della fede . Ragione per cui ognuno può gestirsi con ” liberalità ” e vantarsi di farlo ” al meglio “…però
    continuo a preferire il modello : Leopoldo Mandic , modello di antiquariato ” SILENZIOSO ” .

    • Don Ettore ha detto:

      In effetti, signora Adriana, si ha l’impressione di andare sulle montagne russe: un giorno il papa è una “croce” per la Chiesa, il giorno dopo diventa Francesco il Grande solo perché ha riconosciuto – bontà sua – un suo errore. Se il nostro Autore fosse un po’ meno ridondante nello stile, non volesse a tutti i costi assumere uno stile antichizzante – con qualche strafalcione qua e là – evitasse risposte chilometriche ad ogni critica che riceve, non mettesse in mostra i suoi titoli che, a quanto mi è dato di capire, sono identici a quelli di migliaia di altri preti e conseguiti negli stessi luoghi e con gli stessi insegnanti, in una parola fosse un pochino più equilibrato ne guadagnerebbe lui stesso, a prescindere dall’argomento trattato.

      • Ariel S. Levi di Gualdo ha detto:

        Caro Confratello,

        mi dispiace che tu menta- in buona fede – seguendo la scia di altre menzogne.
        Indicami dove io ho sciorinato “titoli”.
        Mai!
        Io ho un solo titolo: presbitero.
        E più volte, criticando certi dottoroni e professoroni, ho ricordato loro che non esiste “titolo” superiore alla grazia di stato sacerdotale.
        Mi dispiace che un confratello mi attribuisca cose di questo genere, mentre io, da sempre, sono contrario allo sfoggio dei titoli da parte degli ecclesiastici.

        • Don Ettore ha detto:

          Caro don Ariel, non si tratta di dire ho questo titolo o quello, ma ho studiato tanti anni, sono teologo ecc. E questo mi pare che tu lo faccia spesso, anche per rispondere ad attacchi di vario genere. Come anche il far continuo riferimento alle autorità ecclesiastiche come garanti. Quello che volevo dire – e penso tu l’abbia capito benissimo- è che questo tuo stile iperbolico, barocco, ridondante (ma vedo che nell’ultimo articolo sei un po’ più sobrio) ti rende pesante e, in un certo senso poco credibile. Come si può criticare giustamente tanti atti del papa e poi definirlo Francesco il Grande solo perché ha riconosciuto un suo errore? Ed è solo un esempio, ovviamente. Sei esageratamente retorico, enfatico e questo non ti giova. E nota bene che condivido ciò che dici. Perciò, non ti addolorare. Leggo ciò che scrivi e non parlo sulla base di quanto dicono gli altri. Se sono stato un po’ piccante ti chiedo scusa, ma mi pare che in quanto a peperoncino mi puoi fare da maestro! (Ed è una battuta)

  • Astore da Cerquapalmata ha detto:

    In questo blog spesso si critica l’operato del Papa, e se lo si fa con obiettività e per amore della Chiesa e del Papa stesso, si fa bene. Ma il CAMMINO commette spesso gli stessi ERRORI.

    Si critica il Papa perché tiene poco alla liturgia. Ebbene, il Cammino l’ha stravolta e banalizzata al massimo grado.

    Si critica il Papa perché non si inginocchia davanti all’Eucaristia. Nel Cammino NESSUNO lo fa, MAI.
    Non solo: nel Cammino si fa la Comunione con pagnotte di pane consacrato che si sbriciolano e spesso finiscono a terra e NESSUNO si cura dei frammenti eucaristici!

    Si accusa il Papa di essere filo luterano. Ebbene, nel Cammino si dice che non si può non peccare, esattamente come Lutero, e che basta la fede per essere salvati, esattamente come Lutero!

    Si accusa il Papa di non fare abbastanza contro abusi e pedofilia e a volte di proteggere pedofili e abusatori.
    Nel Cammino si fa di PEGGIO. Si costringe le vittime a chiedere perdono ai carnefici! Strano? Ci sono numerose testimonianze!

    E’ vero, il Cammino non è immigrazionista, in compenso per i poveri non fa NULLA! Assolutamente NULLA!

    Attaccare il Papa e difendere il Cammino è una forma di settarismo ideologico. Nella fede non si può andare per simpatia, ma per VERITA’

  • MARIO ha detto:

    Credo che il libro di padre Ariel contribuirà a creare ulteriore divisione nella Chiesa, come se non ce ne fosse già abbastanza.
    Ne è la riprova la sequenza di commenti anche su questo blog.

    Ritengo sia un arricchimento per la Chiesa la presenza al suo interno di movimenti diversi, ognuno con il proprio carisma. In questo modo molte persone, che magari si convertono o ritornano alla Chiesa, possono trovare l’ambiente più consono e affine alle proprie sensibilità.
    Per quello che conosco, anche il movimento neocatecumenale ha aiutato molta gente a crescere e maturare nella propria vita di fede.

    Naturalmente anche i movimenti hanno qualche volta i loro difetti, e ognuno i propri. Ma non credo per questo che si debbano ostracizzare o demonizzare, ma eventualmente aiutare e consigliare, magari con il metodo della correzione fraterna.
    Sarebbe forse più opportuno rivolgersi agli organismi preposti, seguendo le dovute procedure, piuttosto che pubblicare un libro di denuncia e darlo in pasto alla gente comune, per la maggior parte impreparata e che può facilmente confondere giudizio con pregiudizio.
    Si rischia così, ripeto, di creare divisione e quindi di non perseguire il vero bene per la Chiesa.

    Peraltro, ma non son del tutto sicuro che c’entri con questo argomento, Gesù ha detto: “Chi non è contro di noi è per noi”.

    Saluti.

    • EquesFidus ha detto:

      Mi dispiace, ma quello dei neocatecumenali non è un carisma: ricordo che “i carismi sono grazie dello Spirito Santo che, direttamente o indirettamente, hanno un’utilità ecclesiale, ordinati come sono all’edificazione della Chiesa, al bene degli uomini e alle necessità del mondo” (CCC 799). Notare che i carismi hanno “un’utilità ecclesiale l” e servono per l'”edificazione della Chiesa”. Ora, attenzione a non confondere spiritualità con carisma, né a reputare per carisma voluto dallo Spirito Santo ogni stravaganza: se non rientra in quanto detto, non è un carisma, va da sé. Ora, mi dica dov’è il carisma in un movimento settario che ha sempre rifiutato le frequenti richieste di correzione in materia liturgica (cosa che nessuno può improvvisare o decidere per sé, men che meno Arguello e seguaci). Mi dica dov’è il carisma quando il loro fondatore dipinge (orrendi, ma sono gusti personali e capisco che, col clima di follia attuale, a qualcuno possano piacere) Cristi e Madonne con le fattezze sue e di sua moglie. Mi dica Lei dov’è il carisma (o anche solo la spiritualità) nell’ostinata negazione di verità di Fede (affermate su carta ma furbescamente negate a parole). Mi dispiace, ma questo ed altri movimenti con problemi simili (RnS, per cominciare) non possono essere giudicati in base al numero di adepti, a quanti figli fanno (che probabilmente è stata una delle poche ragioni della concessione ad experimentum di Giovanni Paolo II) ed alla buona fede di singoli membri: questi sono fattori che si possono trovare anche nei protestanti, nei musulmani, negli ebrei e, più in generale, in qualunque gruppo umano senza doverlo qualificare come cattolico.
      Infine, Le ricordo che già da decenni si parla degli errori e delle eresie del Movimento nelle sedi istituzionali appropriate, ma che nessuno ha preso dei provvedimenti se non molto timidi, complice (diciamolo pure!) da una parte la ricchezza pecuniaria e dall’altra l’abilità politica dei neocatecumenali. Pur ribadendo che a me don Ariel (Le chiedo scusa padre) non piace particolarmente sulla base di ciò che scrive, credo sia meritorio puntare i riflettori su questo ed altri movimenti laicali, a parole fedeli alla Chiesa ma che poi, nei fatti, fanno un po’ come li pare.

  • Astore da Cerquapalmata ha detto:

    Col Cammino Neocatecumenale si rischia di commettere lo stesso errore che si commette con i conviventi. Un errore che si chiama BUONISMO.
    Come si giustifica la convivenza di molti perché brave persone, fedeli e responsabili, così si giustificano le eresie del Cammino perché i camminanti riempiono le piazze e fanno tante belle cose.
    Ma un conto è igiudicare le persone, che non va mai fatto, e un conto è condannare errori come convivenza o eresie.
    Il Cammino può essere composto da persone serie e coerenti (ma spesso anche fanatiche): ciò non toglie che diffonde eresie.

  • giulia anna meloni ha detto:

    don Ariel ,don Ariel quanti doni di Dio ha avuto.Ma quando questi doni cadono su un cuore carico di superbia possono diventare causa di rovina.

    • Ariel S. Levi di Gualdo ha detto:

      Cara Signora Giulia Anna Meloni,

      meno male che il sacerdozio e il ministero di confessori è stato conferito da Cristo Dio a noi uomini, molto imperfetti e molto peccatori, ma capaci all’occorrenza a essere giudici molto misericordiosi, proprio perché consapevoli dei nostri gravi peccati.

      Se questo ministero fosse stato dato invece a donne passionarie e taglienti come lei, tramite il principio uterino di simpatia e antipatia ci saremmo ritrovati con un uomo minacciato di bruciare all’Inferno per avere guardato una donna per strada con mezza coda dell’occhio, ed un adultero e puttaniere impenitente coccolato con la promessa del Paradiso, il tutto perché: il primo le stava umoralmente simpatico, il secondo umoralmente antipatico.

      Detto questo, se vuole possiamo fare anche un discorso teologico molto serio sulla superbia, che per esempio io nomino difficilmente; e quando la nomino lo faccio con tremore e terrore, consapevole di quanto essa sia grave, ma soprattutto consapevole che è la regina locomotrice che trascina dietro di sé tutti i peccati capitali.

      Se lei avesse questa consapevolezza, ci avrebbe pensato bene, prima di darmi in pubblico del superbo.
      Il tutto a conferma di quanto oggi sia santo e attuale più di ieri il monito del Beato Apostolo Paolo:

      “Non concedo a nessuna donna di insegnare, né di dettare legge all’uomo; piuttosto se ne stia in atteggiamento tranquillo” [I Tm 2, 21].

      E lo sa chi erano “gli uomini” ai quali certe donne passionarie volevano insegnare? Gli apostoli.

      Mia madre ha 79 anni, mi ha messo al mondo e credo mi conosca bene, con tutti i miei grandi difetti ed i miei pochi pregi; anzi oserei dire con pregi del tutto inesistenti, stando a molti commenti qui riportati. Eppure mia madre non perderebbe mai di vista un solo istante che io sono un ministro in sacris, sicché, prima di osare rivolgermi un simile monito in pubblico, si taglierebbe la lingua con le sue stesse mani, tanto sacro è il suo rispetto per il sacerdozio ed il sacerdote.

      Eppure è una donna di 79 anni, ed è mia madre.

      Dio la benedica, o mia cara pia donna internetica!

      P.S.
      Si eviti di darmi del misogino, sarebbe inopportuno e soprattutto falso.

      • giulia anna meloni ha detto:

        prego per lei don Ariel,che il il Signore le dia pace del cuore.

      • Adriana ha detto:

        Don Ariel ,
        per favore : nel suo ” parabolico ” esempio chi è l’uomo ” primo ” e quale il ” secondo ” ? Voglio sperare che ci sia stato uno sbalzo di corrente evangelico .

        • franco ha detto:

          Non è un errore ma un ragionamento molto fine.
          In pratica:
          – il primo le è simpatico e lo rimprovera anche se si tratta di una bazzecola, per stimolarlo a non cadere nel peccato. Lo fa a fin dibene perché gli è simpatico, ma di fatto lo terorizza e lo inibisce in qualcosa che è assolutamente innocente e naturale;
          il secondo le è antipatico e quindi lo coccola con ipocrisia per confermarlo nel peccato grave e farlo finire dritto all’inferno.
          Lascio a ta di comprendere quale profilo morale della signora abbia voluto dipingere, pur fra le righe.

  • Lucy ha detto:

    Anch’io devo fare una premessa : non sono del movimento dei neocatecumenali però voglio spezzare una lancia , anzi due a loro favore. Nel deserto demografico in cui ci troviamo sono gli unici ad avere tanti figli , tanto che quando incontriamo famiglie con 5,6,7 e anche più figli ci viene spontaneo chiedere :”siete neocatecumenali ?. In secondo luogo nel gennaio 2016 il povero Bagnasco si trovò stretto nella tenaglia Bergoglio Galantino nell’imminenza della discussione della legge Cirinnà , stretto cioè tra Bergoglio di cui era noto il rigetto per le battaglie”mondane” improntate a un impegno pubblico della Chiesa in difes dei principi non negoziabili , e Galantino ( messo proprio da Bergoglio a controllarlo e imbrigliarlo ) che trescava con la Cirinnà .Ebbene il povero Bagnasco telefonò a Kiko Arguello per chiedere il suo coinvolgimento per la difesa della famiglia , coinvolgimento che venne e abbondante , come tutti sappiamo.La cosa è andata a finire male se si guarda alla contingenza del tempo ma il seme è stato gettato e darà i suoi frutti.
    Grazie Kiko !

    • Astore da Cerquapalmata ha detto:

      La capisco, ma non è questo il punto.
      Anche i musulmani fanno tanti figli e nessuno li condanna per questo.
      Don Ariel non denuncia il Cammino per le cose buone che fa, ma per i suoi errori che sono tanti e gravi.
      Anzi, denuncia il Cammino perché si dice cattolico ingannando molti. Se fosse fuori dalla Chiesa chiaramente, nessuno scriverebbe sul Cammino. Ma il cammino inganna gli stessi camminanti in buona fede.
      Si credono cattolici, ma sono protestanti. O, se vogliamo, sono cattolici ma si comportano come dei protestanti esaltati.
      Nulla nei loro incontri, nelle loro catechesi e perfino nelle loro liturgie è uguale alla Chiesa. È tutto, ma proprio tutto diverso.
      Il motivo? Semplice: la loro fede è diversa.
      Se si dichiarassero protestanti li loderei per le cose buone, come le famiglie numerose. Ma poiché si dicono cattolici, ne denuncio gli errori.
      Per amore della verità e delle anime, e non certo per odio.

      • Lucy ha detto:

        Mi riesce difficile che lei non capisca la differenza ; i neocatecumenali fanno molti figli perchè seguono l’Humanae vitae cioè da cattolici che qualcuno definirebbe “integralisti ” ; gli islamici ne fanno molti con motivazioni politiche più che religiose.” Sarà il ventre delle nostre donne a darci la vittoria “.(Non sono sicura ma era Boumedienne).

  • by Tripudio ha detto:

    Brevi chiose:

    1) osserviamo il riflesso pavloviano dei kikos: attaccare sgangheratamente il sacerdote don Ariel, illudendosi così di screditarne anche i validi argomenti esposti nel suo libro (che nessun kikos si degnerà di leggere, naturalmente; non sia mai che scoprano che nel Cammino c’è davvero qualcosa che non va bene);

    2) se Giovanni Paolo II avesse soppresso il Cammino, i kikos non avrebbero fatto tutta la cagnara su “infallibile e da un santo” riguardo all’ipotizzata soppressione. In altre parole, per loro la verità e la santità equivalgono solo a “ciò che fa comodo al Cammino”;

    3) quando un kikos si vanta di genuflettersi al Santissimo, è pura ipocrisia: infatti nel chiuso delle salette del sabato sera quella stessa persona continua non genuflettersi, continua a fare la “comunione seduti” con pagnottone sbriciolose e dispersione di frammenti, con annegamento di baffi nelle insalatiere ottagonali, con omelie laicali e girotondino imbecille conclusivo, eccetera. Se avesse veramente un pizzico di devozione eucaristica, smetterebbe immediatamente di andare a quelle carnevalate liturgiche del sabato sera preferendo sante Messe celebrate in maniera sobria;

    4) vorrei suggerire qui il libro del compianto Lino Lista, “Il fango e il segreto”, edizioni Segno, 2017, che partendo dal punto di vista dell’estetica del sedicente artista Kiko Argüello ne scopre il sottofondo gnostico ed eretico;

    5) per i kikos è più importante seguire le indicazioni di Kiko e dei suoi pretoriani, che del seguire le indicazioni della Chiesa e dei successori di Pietro e gli Apostoli. Pertanto il vantare una “vita di fede” dei neocatecumenali è una contraddizione, perché è solo una “fede in Kiko” travestita malamente da fede cattolica. Del resto anche i testimoni di geova “fanno molti figli, meditano la Bibbia, testimoniano il Signore”, eppure non risulta che siano una “speranza per la Chiesa”. E se un kikos dubita di qualche esternazione di Kiko o dell’acquisto dell’ultimo gadget imposto dai cosiddetti “catechisti” del Cammino, viene sgridato e accusato di essere “schiavo di mammona e in braccio al demonio”;

    6) dato che Kiko non ha mai nominato/allevato un successore, è in corso una lotta interna per accaparrarsi le ultime briciole del rinsecchito fiume delle “Decime” pagate dagli adepti, perfino con la costruzione di entità ecclesiali farlocche (“Le 10 parole”, il “Movimento femminile delle donne cristiane”, ecc.) per cooptare nuovi adepti alla setta e possibilmente fabbricare il titolo di santità all’eretica Carmen Hernández e allo stesso eretico Kiko;

    7) venticinque anni fa padre Enrico Zoffoli scrisse che i kikos sono gente «fanatica, abilissima a mentire, malata di presunzione»: la lettura dei loro commenti – qui o sul sito web Isola di Patmos – è solo l’ennesima conferma;

    8) mons. Athanasius Schneider il 6 marzo 2016 aveva già definito il Cammino Neocatecumenale “una comunità protestante-ebraica, un cavallo di Troia nella Chiesa”.

    • franco ha detto:

      Scusa la domanda. Perché likiami “kikos” come se fossero dei dementi? Guarda che tra loro c’è tanta brava gente, magari indotta a sbagliare, ma brava gente. Perché questo tono insultante che si riferisce a tutti loro senza distinguo?

  • Francesca ha detto:

    Premettendo che NON sono neocat…. prego la Vergine Maria che ce li conservi e illumini i dotti Padre Ariel di turno …
    https://youtu.be/_qJikTL-2SY

  • Francesca ha detto:

    Poi mi spiegate cos’ha di “settario” questo
    https://youtu.be/mGhrAowFB4A

  • Fran ha detto:

    Io non conosco il Cammino Neocatecumenale, ma conosco famiglie che hanno partecipato o partecipano tutt’ora e devo dire che danno la testimonianza di Cristo, partecipano alla vita della Chiesa e principalmente sono famiglie numerose. Non capisco questo attacco contro loro.

  • Francesca ha detto:

    Ho letto articolo e TUTTI i commenti. Sono rimasta molto sconcertata dalle parole di Padre Ariel . Posso solo testimoniare che al family day del 30 gennaio 2016 c’erano moltissimi di loro gioiosi con le loro numerose famiglie . Contro chi si sta scatenando il demonio ora? Contro la famiglia . Chi è il Papa Santo delle famiglie? Non c’è bisogno di scriverlo. Credo che il demonio stia agendo davvero bene.

  • AVV. Esposito ha detto:

    Questo “don” Ariel chiama eretico Kiko….lite condominiale tra figli della falsa chiesa cattolica e vera chiesa di satana.
    Non dimentichiamoci gli abomini che Ariel lancia contro la Vera Chiesa; quando il vescovo Alessandro Minutella sarà divenuto Sommo Pontefice del Piccolo Resto fedele a Dio e ai suoi sacramenti, farà giustizia di tutti questi eretici, ciechi alla guida di altri ciechi.
    Fratelli preghiamo perché il Signore non ci faccia aspettare troppo l’intronizzazione del Vicario Alessandro ed il trionfo del Cuore Immacolato di Maria Vergine e madre nostra!

  • Astore da Cerquapalmata ha detto:

    Sui MAMOTRETI, cioè le catechesi scritte di KIKO Arguello, su cui si basa il Cammino, il Concilio di Trento è DERISO, il Sacro Cuore di Gesù è SBEFFEGGIATO e viene detto che il peccato è NECESSARIO, come diceva Lutero.
    Inoltre la prassi del Cammino è in disubbidienza alla Chiesa: i camminanti prendono la Comunione seduti e tutti insieme, al posto delle ostie usano delle pagnotte di pane, cose proibite. Spesso le briciole del pane CONSACRATO cadono a terra e loro non se ne curano.
    In un “passaggio” praticano una sorta di confessione PUBBLICA in cui si FORZANO psicologicamente gli adepti a raccontare tutto della loro sfera sessuale con una MORBOSITA’ senza eguali al mondo! Violando il foro interno, cosa proibita dal codice di diritto canonico!
    Anche i laici “esorcizzano” rivolgendosi direttamente al demonio, cosa PROIBITA!
    Proteggono i loro preti PEDOFILI ( come Apuron e McCarricK, loro grande sostenitore, che ha trovato rifugio in un loro seminario) e forzano le vittime di abusi a chiedere loro perdono agli abusatori! Sembra impossibile, ma le testimonianze sono INNUMEREVOLI!
    Sono approvati? Ok, ma l’approvazione degli statuti significa che ci si deve LIMITARE agli statuti, mentre il cammino si sviluppa soprattutto attraverso pratiche pratiche che lo Statuto non nomina e che perciò non sono affatto approvate!
    L’approvazione perciò riguarda un Cammino di facciata, non quello reale.
    Ci sono brave persone? Certo! Ma anche tra i protestanti.
    La Parola di Dio converte chi di loro è in buona fede? Certo, ma questo avviene anche tra i protestanti.
    L’anomalia del Cammino è che si dice OSTINATAMENTE cattolico, ma i loro responsabili (molti piccoli camminanti sono raggirati, come nelle sette) rifiutano OSTINATAMENTE ogni correzione.
    Conclusione? Il Cammino è una SETTA!
    Informarsi presso il ricchissimo blog “Osservatorio sul Cammino Neocatecumenale secondo verità”

    • Diana ha detto:

      Grazie per la segnalazione su quel blog. Non avevo idea. Pensavo fossero solo un po’ scenografici. Mi dispiace molto per tutte le persone che in buona fede sono entrate nel cammino.

      Ho inoltre letto lì che la signora che in Africa ha approcciato il papa con i due neo-convertiti fosse in realtà del cammino neocatecumenale. In quest’ottica la precisazione di Bergoglio sul proselitismo assume tutt’altro tenore. Mi dispiace aver giudicato male.

  • Giacomo ha detto:

    Seguo da sempre il blog di Tosatti e ne condivido spesso i commenti e le prese di posizione sulla stato attuale della Chiesa.
    Questo mio atteggiamento è il frutto dell’ amore per la Chiesa Cattolica che ho ricevuto attraverso le catechesi del Cammino Neocatecumenale ascoltate per caso quasi quaranta anni fa da un miscredente, marxista, mangiapreti quale ero fin dalla mia giovinezza. Quello che molti nella Chiesa non vogliono accettare è il fallimento della pastorale tradizionale rivolta solo ai “fruitori di sacramenti”. E i tantissimi lontani dalla fede come ero io come li raggiungiamo? L’ascolto diretto e franco del Kerigma salva le persone, non altro. Quello che si imputa al Cammino deriva dal fatto che non si può pretendere da chi è fuori dalla Chiesa da sempre una aderenza immediata alla dottrina; è necessaria una gradualità che richiede tempo. Per questo GP II ha parlato di rievangelizzazione. Proprio questo è quello che fa spesso in modo eroico il cammino neocatecumenale. Io ringrazio il Signore per averlo incontrato.

  • EquesFidus ha detto:

    A me personalmente ciò che leggo di don Ariel, e non ne ho mai fatto mistero, non piace. Pur con tutto il rispetto dovuto nei confronti di un prete, spesso ho trovato i suoi scritti come francamente esagerati.
    Detto questo, ho già avuto personali conferme delle “stramberie” e dei gravi abusi (al limite del sacrilegio) dei neocatecumenali, una realtà purtroppo in espansione forse proprio a causa di ciò. Porto un esempio personale: ho visto io stesso, in una parrocchia gestita da loro, un salone usato per le più svariate attività (palestra inclusa) convertito alla bisogna come fonte battesimale (per il loro eretico “secondo battesimo”, che non vuol dire nulla perché, come dice il Credo, “confiteor unum Baptisma in remissionem peccatorum”) o addirittura come altare, con croce ostile, tavolo (non altare) per la celebrazione e seggiole tutte intorno, con tanto di menorah ebraica sullo stesso. Questo, nonostante la chiesa sia nello stesso comprensorio. Quando, per parlare, dissi al giovane prete neocatecumenale di aver letto un libro contro la “liturgia creativa” (cioègli abusi liturgici), questo capì fischi per fiaschi e mi disse che sì, la liturgia deve essere creativa! Questo, lo ripeto, ho visto e toccato con mano e solo “per contatto”, senza essermi (e me ne guardo bene dal farlo!) addentrato o mai partecipato ad una delle loro supposte liturgie. Anche perché, che io sappia, non hanno alcun rispetto per il Corpo di Nostro Signore, ed io non voglio assolutamente partecipare a questi deliri. Peraltro, mi sento di dover dire anche che la Santa Messa prefestiva, così come concepita oggi in molte parrocchie e che ha dato ai neocatecumenali un pretesto per le loro “celebrazioni” notturne, è abusiva: la Messa di precetto si celebra la Domenica, non il sabato e S.S. Pio XII aveva concesso tale facoltà solo ed esclusivamente per coloro che, per motivi strettamente lavorativi (v. forze dell’ordine e simili) non riuscivano a frequentarla la Domenica.

    • EquesFidus ha detto:

      *Croce astile, scusate io correttore automatico; in effetti, credo che Cristo sia ostile ai loro abusi.
      Comunque sia, interessante notare come questo libro dia noia ai neocatecumenali, sia su questo sito che altrove. Comunque, la verità è che tutte questi movimenti “laicali” che si rifanno agli una spiritualità post-CV II (quindi focolarini e RnS) hanno, per usare un eufemismo, dei problemi.

  • P. Brian Paul MAGUIRE,c.p. ha detto:

    Negli anni 90, Mons. Jan-Pawel LENGA invitò il Movimento Neo-Catecumenale (MNC) alla sua diocesi di Karagandà nel Kazachistan. Il lavoro preparativo fece l’allora P. Athanasius SCHNEIDER, adesso Vescovo Ausiliare sotto Mons. Tomasz PETA nella capitale di Astanà.
    Mons. Lenga, un ucraino che anteriormente apparteneva alla Congregazione polacca dei Padri Mariani, con sede a LICHEN` in Polonia, permise al MNC di aprire nella sua Diocesi di Karagandà un seminario “Redemptoris Mater”, che apena nove mesi
    più tardi fece chiudere canonicamente. I Padri Mariani, suoi Confratelli, avevano ed hanno tutt’ora una parrocchia a Karagandà dove non nascondono il fatto che vogliono spandere il MNC a tutte le parrocchia della Diocesi e oltre e perfino ovunque nell’ex-Unione Sovietica!
    Con i sei millioni e mezzodi euro avuti dalla “veggente austriaca signora Agnes RITTER, a cui la Madonna avrebbe chiesto di costruire una Basilica nelle montagne dell’Altaj, il Vescovo, più tardi l’Aricivescovo, Lenga ed il futuro Vescovo Schneider, cominciarono nel 2002 la costruzione di una nuova Cattedrale dedicata alla Madonna di Fatima. Io arrivai a Karagandà una settimana prima che il Nunzio, Mons. Miguel Marty Buendía, chiese a Mons. Lenga nel 2011 di ritirarsi “pro bono pacis” alla Casa Madre dei PP. Mariani a Lichen. Una volta terminata la nuova Cattedrale, lo stesso Nunzio mandò Mons. Schneider come Ausiliare ad Astanà nel 2012.
    Nel 2013, Mons. Lenga mi spiegò personalmente che si è visto costretto di chiudere il seminario “Redemptoris Mater” per causa di casi di omosessualità. Aggiunse: “Il mio più grande errore è stato di non aver mandato via da tutte le Diocesi dell’ Asia Centrale sotto la sua giurisdizione tutto il MNC. Dato che è soltanto un movimento catechetica, ho permesso a loro di continuare a fare la neo-evangelizzazione, pur proibendo loro quasiasi attività liturgica. Ciò fu il mio più grande errore, perchè mi fecero una campagna di opposizione in tutte le parti, e adesso mi ritiro ‘pro bono pacis’.”
    Concludo dicendo che dovrò assolutamente leggere ile libro del P. Arial di Gualdo, permettendomi di sottolineare il grande valore stilistico del libbro del P. Enrico Zoffoli,cp, che critica Kiko in base alla di lui incoerenza con i documenti del Vat II che pretende di apprezzare tanto. P. Zoffoli dimostra quanto “Le Eresie del Neo-Catecumenato” sono in contraddizione con i principi e le dichiarazioni dello stesso Vat II che lui, Kiko, pretende di mettere in pratica. Un colpo geniale!

    • Sarah Rasai ha detto:

      Ami la sintesi,si vede

    • Anonimo ha detto:

      La ringrazio molto, avevo letto nel 2015 un documento esemplare del Mons. Schneider sui grandi abusi ed eresie del movimento neocatecumenale, ma non sapevo della provenienza dei fondi per la costruzione della Cattedrale e di questi accadimenti… Non conoscevo nemmeno la veggente… Grazie

  • Mac ha detto:

    Caro Tosatti,
    mi sembra il classico caso di benaltrismo in cui il nostro castigamatti Ariel è maestro.

    Non ho mai avvicinato i neocatecumenali perchè da discreto musicofilo non ho mai apprezzato la qualità musicale dei canti di Kiko ma in una Chiesa dove l’evangelizzazione è merce rara, se non disprezzata, i neocatecumenali sono il movimento cattolico di gran lunga più impegnato ed efficace in questo fondamentale compito.

    Quindi pur con tutte le limature di cui un movimento che cresce in fretta può aver bisogno direi che la Chiesa Cattolica deve affrontare problemi dottrinali enormemente più gravi.

    Saluti.

    Saluti.

    • TITTOTAT ha detto:

      Questo è il problema dottrinale per antonomasia, questi neo-catecumeni credono d’avere l’ unzione sacerdotale direttamente da Cristo senza passare per la successione apostolica, di fatti per loro la chiesa vera esiste solo da quando ci sono loro, il vecchio papato lo ritengono una aberrazione e questi ultimi papi vengono tollerati solo perché non li toccano. Questi si fanno chiamare neo catecumeni perché secondo loro il battesimo già ricevuto non vale a niente, infatti fanno un cammino che li porterà ad avere un ulteriore battesimo, cioè siamo proprio al minare ul fondamento della cristianità.

      • Mac ha detto:

        Abbiamo i nostri bambini che credono in babbo natale e non sanno più niente di NSGC e noi tronfi facciamo queste battagliucce di retroguardia ?

        Saluti.

    • Sarah Rasai ha detto:

      Fai parte della chiesa cattolica?Non mi pare.
      Sono una setta, tutto qui

  • Chiara ha detto:

    Quando, dopo la conversione e dopo numerose letture, scoprii la verità sulla Messa cattolica (che cioè è il Santo Sacrificio dell’Altare… ebbene sì, nessuno me lo aveva mai spiegato), chiesi a mia suocera – catechista da anni nella sua parrocchia e appartenente al cammino neocatecumenale – “ Che cos’è la Messa?” E lei mi rispose: “È una festa”. Al che io: “Come sarebbe a dire una festa?” E lei: “Ah, ma tu intendi il Sacrificio!”
    🤔 come io intendo il Sacrificio! È un, anzi IL, Sacrificio!!!

  • Klaus B ha detto:

    Non sapevo nulla dei neocatecumenali (a parte la conoscenza superficiale di qualche appartenente al Movimento) e per ora non ho neanche letto il libro.
    Ho seguito però le discussioni sull’Isola di Patmos. Numerose e concordi sono state le testimonianze di sacerdoti che hanno subito aggressioni verbali e fisiche da parte di componenti del Cammino, anche in chiesa, anche con i sacri paramenti addosso e anche davanti al Santissimo Sacramento.
    C’è chi è stato insultato con parole irriferibili e chi è stato preso a pugni e schiaffi mentre si accingeva a celebrare la Messa, e in almeno un caso si trattava, per di più, di un anziano.
    Mi risulta assai difficile credere che tutte queste persone non siano sacerdoti, ma calunniatori che mentono spacciandosi per tali.

  • Kerigma ha detto:

    Io ho impiegato trent’anni per capire che Kiko era un falso profeta e i suoi catechisti (pure io lo ero) ,gente ignorante e incompetente senza nessuna formazione e senza che nessuno avesse verificato la loro adeguatezza e pure senza nessun mandato del vescovo, per poter esercitare questo servizio. Eppure, durante gli scrutini, davanti a tutti, si permettono di entrare nel foro interno della coscienza, quando solo un sacerdote può farlo, durante la confessione, e con prudenza! Ringrazio Dio, che come catechista capo équipe, non sono mai arrivato a portare un 2 passaggio: è qui infatti che i catechisti entrano nell’intimità delle persone con arroganza, mettendo a nudo fatti privati che invece dovrebbero rimanere tali. Io ho studiato le sette con il Gris per 5 anni; e come nei testimoni di Geova l’ignoranza la fa da padrona, anche nel cammino è uguale, con la differenza che i catechisti sono accompagnati (purtroppo) da un sacerdote che così farebbe da garante a questo manipolo di presuntuosi che si credono inviati da Dio. Che il buon Dio ci salvi da questa gramigna velenosa!

  • Diana ha detto:

    A posto. E chi li dovrebbe scomunicare adesso i neocatecumenali? La sciamana dei giardini vaticani?

  • Franca ha detto:

    Sono catecumenale. Da anni seguo questo blog, condividendo la preoccupazione di molti lettori per l’attuale situazione della Chiesa. Avevo già riscontrato più volte, soprattutto dai commenti dei lettori, un giudizio negativo nei confronti di questa realtà ecclesiale, ma trovo sconcertante che venga dato per scontato che il Cammino Neocatecumenale sia una setta, ” un tumore con metastasi diffusa all’ interno della Chiesa ” . Io posso solo testimoniare che tante persone lontane dalla Chiesa hanno conosciuto la fede grazie al Cammino; che proprio frequentando il Cammino ho imparato a pregare coi salmi nella Liturgia delle Ore, a recitare quotidianamente l’Angelus ed il Rosario; mi genufletto davanti al Tabernacolo e pratico, quando posso, l’Adorazione eucaristica ( conosco molti altri neocatecumenali che lo fanno). Tra i fratelli che hanno condiviso con me l’esperienza del Cammino, c’è anche chi ha scelto il sacerdozio o la vita religiosa in un monastero di clausura.
    Per questo davanti a certe affermazioni rimango basita. Mi riferisco soprattutto all’accusa, rivolta ai membri del Cammino, di negare la vera, reale e sostanziale presenza di Cristo sotto le specie sacramentali e di considerare il pane e il vino solo un simbolo. I commenti sprezzanti che spesso leggo e che mi feriscono, sono probabilmente conseguenza di questa diffusa convinzione. Senza rancore ma con profonda tristezza.

    • CLAUDIO GAZZOLI ha detto:

      ma perché per praticare tutte queste cose degne e sante occorre essere “neocatecumenale” ? Non basta essere Cattolico ?

      • Beppe ha detto:

        Ceorto che basta essere cattolico per fare tutte queste cose.
        C’è qualcuno che si è espresso diversamente?
        La realtà è che i cattolici sono merce rara.

    • Andrea vinciguerra ha detto:

      Non si preoccupi. L’autore è tutt’altro che un teologo. Dieci anni fa non era nemmeno prete e dodici nemmeno cattolico. Non ha particolare autorevolezza. Non è noto al grande pubblico e chi lo conosce sa che i suoi articoli fiume sono per 1/3 offese gratuite 1/3 esaltazione delle proprie doti 1/6 frasi di passaggio o battute 1/6 argomentazione di scarso livello. Davvero non si preoccupi e continui tranquilla il suo cammino.

      • Pier Luigi Tossani ha detto:

        @ Andrea
        non hai portato nemmeno un argomento definibile come tale, ma solo accuse non documentate. E’ un gran brutto stile.

      • La Redazione de L'Isola di Patmos ha detto:

        Interveniamo sul blog del Vaticanista Marco Tosatti amareggiati per il violento e falso commento del Sig. Andrea Vinciguerra, precisando

        1. che Ariel S. Levi di Gualdo non sia un teologo non lo affermerebbe mai nessuna Autorità Ecclesiastica, alla quale compete a vario titolo riconoscere o non riconoscere questa qualifica, chiunque chieda quindi all’Autorità Ecclesiastica e ne avrà immediata risposta;

        2. posto che Ariel S. Levi di Gualdo nasce in una famiglia di devoti cattolici e che a 5 giorni di vita ha ricevuto il Sacramento del Battesimo, l’affermazione che “10 anni fa non era nemmeno prete e 12 anni fa nemmeno cattolico”, questo lo smentirebbe anzitutto il suo Ordinario Diocesano ed il predecessore dell’attuale che lo ha consacrato sacerdote 10 anni fa e non certo dopo averlo incontrato per strada ed avere fatto con lui due chiacchiere al bar;

        3. chiunque legga gli articoli di Ariel S. Levi di Gualdo, potrà valutare se corrispondono in requisiti alle percentuali da lei indicate.

        Per quanto riguarda i punti 1 e 2, a smentirla, non saremmo certo noi, ma tutte le competenti Autorità Ecclesiastiche, che definirebbero quanto da lei asserito come falso e gravemente insultante.

        • Sergio ha detto:

          Ciao Ariel. Il sig. Vinciguerra ha ragione. Sulle date avrà sbagliato di un paio d’anni, forse tre. Io ti ricordo aspirante giornalista che si presentava come Ebreo per scelta. Sarà stato il 2007 o giù di lì.
          Quindi mi fa sorridere quando leggo i tuoi articoli dove parli della tua lunga esperienza di partire in cura d’anime e di confessore, teologo, giurista, ecc. ecc. Non ti devi offendere, ma capisci che nonostante l’età sei un “pischello” con pochissima esperienza. Come teologo hai scritto poco o nulla e per di più cose pericolosissime sull’infallibilità papale (e poi chiami eretici i neocatecumenali…), come giurista non dimostri nessuna competenza. Sei un polemista e un’ottima penna e dovresti presentarti per quello che sai fare.

          • Massimiliano ha detto:

            Mi associo. Credo che il soggetto in questione sia un attimino superbo. E lo dimostra l’intervento che poteva davvero risparmiarsi. Ma se lo tocchi di solito reagisce in tal maniera. Sempre. Detto ciò i neocat, ma poi neo de che, sono una setta. E sono anche una setta di quelle pericolosa. Aggiungo che se per non far estinguere i cattolici bisogna affidarsi a loro, beh allora meglio l’estinzione… saluti. Massimiliano.

          • Ariel S. Levi di Gualdo ha detto:

            Caro “nome d’arte” Sergio,

            vorrei concederle l’onore – se lei lo reputa tale – di una risposta mia personale.
            Cominciamo dai dieci anni di sacerdozio che “malgrado l’età” mi renderebbero, a 56 anni suonati, un “pischello”: lei lo sa che dieci anni, per un sacerdote, sono un tempo più che sufficiente, anzi lunghissimo, per santificarsi e per santificare? Ha poi idea, in dieci anni, una persona all’epoca di 45 anni, che genere di esperienza può acquisire, specie se ha avuto ottimi maestri e se segue ottimi maestri?
            Come mai, a pochi mesi dalla mia sacra ordinazione, mi ritrovai da subito a essere confessore stabile di sacerdoti che avevano sulle spalle dai 25 ai 40 anni di esercizio del sacro ministero?
            Certo, questo dovrebbe chiederlo a loro, dato che a volte passo giornate intere, a confessare numerosi sacerdoti.

            Per quanto riguarda il discorso della infallibilità pontificia, mentendo lei scrive:

            “Come teologo hai scritto poco o nulla e per di più cose pericolosissime sull’infallibilità papale”.

            Questa è una menzogna gravissima e gravemente insultante: io ho strenuamente difeso, in questi ultimi anni, l’infallibilità pontificia, nel più aderente e devoto ossequio al magistero della Chiesa, a partire dalla costituzione dogmatica Pastor Aeternus del Beato Pio IX sino al motu proprio Ad Tuendam Fidem del Sommo Pontefice Giovanni Paolo II. A tutte le persone che si trovano a disagio con le linee pastorali del Pontefice regnante, ho spiegato in lungo e largo, secondo ortodossa dottrina, entro quali limiti un qualsiasi Pontefice possa essere criticato con deferenza e quali sono invece i limiti assolutamente invalicabili, laddove egli parla come custode del depositum fidei come sommo maestro in materia di dottrina e e di fede.
            Soprattutto per questo, le ho risposto di persona, perché anche nella menzogna e nella deliberata calunnia, ci sono affermazioni che non possono rimanere senza replica, quando si attribuisce un falso così grave e anche pericoloso.

            Lei afferma: “Io ti ricordo aspirante giornalista che si presentava come Ebreo per scelta. Sarà stato il 2007 o giù di lì”.

            Temo proprio che lei mi ricordo male e altrettanto male si ricordi di me. Io sono autore di un libro edito nel 2006 che sarà ristampato agli inizi del 2020, nel quale tratto il tema dell’Ebraismo in rapporto al sionismo politico. Quel libro vendette diverse migliaia di copie e alla prova dei fatti fu molto apprezzato nell’ambito degli studiosi di certe materie storiche e socio-storico-politiche.

            Piuttosto, mentre lei si ricorda così “bene di me”, per caso, si ricorda qualcosa della sua diocesi e del suo ambio ecclesiale ed ecclesiastico?

            Perché vede, nella vostra diocesi avete una percentuale di preti omosessuali evidenti e praticanti, in una tragica proporzione di otto su dieci, con tutti gli scandali pubblici che ne sono conseguiti alla luce del sole anche di recente.

            Il ministero del diaconato permanente è stato egemonizzato interamente da anni e anni dai neocatecumenali, i quali conoscono a una a una tutte le derive dei preti locali gravati da enormi problemi morali, che i membri del Cammino ricattano per fargli fare ciò che vogliono e come vogliono. Compreso uno dei vostri “preti assistenti”, noto per avere avuto svariate relazioni con donne del Cammino Neocatecumenale, compresa una alla quale fece lasciare anche il marito, ecc … ecc …
            Qui mi fermo senza andare oltre.

            Lei si ricorda di me? Come vede io di lei e del suo ambiente, forse ricordo molto di più e molto meglio.

            Quel sant’uomo di mio padre (1934-1990), tra le tante cose che mi ha insegnato, ce n’é una che vorrei trasmettere anche a lei, questa:

            “Quando ti trovi a trattare con una persona, parti sempre dal presupposto che sia una persona dotata, capace e intelligente. Se poi non lo fosse, tu ne prenderai atto. Mai però partire dal fatto che la persona con la quale ti trovi a trattare non è dotata, è incapace e non intelligente, perché poi, se la persona è invece dotata, capace e intelligente, rischi di essere fatto a pezzi”.

            Prenda anche lei questo insegnamento di mio padre. E quando mi troverò a passare dalla sue parti, mi cerchi, così potremo continuare il discorso di persona, affinché lei possa verificare che genere di persona sono, dopo che lei ha ampiamente dimostrato, in questo foro di discussione, che genere di persona è lei.

            La benedico di cuore, perché, per quanto “pischello”, sono un sacerdos in aeternum, che le piaccia o meno, con tutta la grazia di stato che per opera dello Spirito Santo ne deriva.

            Ariel S. Levi di Gualdo, presbitero

        • Luca ha detto:

          @redazione Isola Patmos
          Riposta pacata, sobria, soprattutto umile. Nostro Signore gli hanno detto ben di peggio, ma non mi risulta che abbia mandato lettere di precisazione a difesa del suo operato e della sua reputazione, anzi. E qui, con tutto il rispetto per p.Ariel, c’è molto , molto, molto meno di Nostro Signore. P. Ariel impari dall’Aquinate, la teologia si fa in ginocchio (e nel suo caso suggerirei con i ceci sotto).

        • Marco Matteucci ha detto:

          Certo che oggi stiamo in un mondo vissuto a rovescio dove c’è gente che cammina come i pipistrelli con i piedi appesi al soffitto e pontifica e altri i più furbi che vivono adattandosi a un loro vantaggio che strada facendo intuiscono.

          “Prima come gesuita, poi come vescovo e in seguito come cardinale, Carlo Maria Martini era la perfetta antitesi dell’allora Arcivescovo metropolita di Buenos Aires, al quale non poteva che guardare con sconcerto, sia per la sua oggettiva rozzezza umana sia per l’ancor più oggettiva rozzezza teologica, se di teologia possiamo parlare.

          Se un uomo come Carlo Maria Martini fosse stato elettore presente al conclave del 2013, forse non avrebbe esitato ad uscire dalla Cappella Sistina. Come sicuramente faranno un gruppo anche piccolo di cardinali in futuro, nel caso in cui, al prossimo conclave, dovessero tentare un’altra operazione come l’ultima. In quel caso vedremo un piccolo gruppo di Padri Cardinali rompere i sigilli del conclave ed uscire fuori, senza proferire gemito, ma dimostrando tutto con un gesto silenzioso e senza dare alcuna spiegazione.

          Colui che ha pronunciato queste parole a metà del 2017, colui che adesso chiede un inasprimento di pena per un prete che nonostante sia già stato scomunicato 2 volte (una più di Lutero) osa addirittura pregare la Via Crucis al Santuario di Lourdes.

          Mi sono convinto: COSTUI PRETENDE IL PRIVILEGIO DI PRIMOGENITURA!

          https://www.marcotosatti.com/2017/07/22/iariel-levi-di-gualdo-martini-sarebbe-uscito-dal-conclave-per-non-votare-per-bergoglio-papa/

          • Marco Matteucci ha detto:

            E.C.
            Colui che ha pronunciato queste parole a metà del 2017 è lo stesso che adesso chiede un inasprimento di pena per un prete che nonostante sia già stato scomunicato 2 volte (una più di Lutero) per convinzioni identiche alle sue osa addirittura pregare la Via Crucis al Santuario di Lourdes.

          • Ariel S. Levi di Gualdo ha detto:

            MARCO MATTEUCCI
            13 Ottobre 2019 alle 3:29 pm

            Sig. Matteucci,

            In questo mio scambio con il dott. Marco Tosatti da lei citato, che io ricordo benissimo e che oggi scriverei con severità forse maggiore, vorrebbe spiegarmi dov’è che metto in discussione la legittima elezione e la legittima autorità del Pontefice regnante?

            Dove affermo – come invece fa il prete scomunicato da lei citato – che tutte le Eucaristie celebrate con il «falso papa», con «l’apostata ed eretico Bergoglio» sono invalide?

            Ma lei pensa veramente che la fede, il dogma ed in particolare la dogmatica sacramentaria, siano discorsi da bar dello sport dove chiunque si sente in diritto di sparare la sua, ma soprattutto di spararla più grossa?

            Allora, per essere chiari fino in fondo: per quanto mi riguarda il Pontefice regnante potrebbe essere anche uno dei peggiori Pontefici della storia della Chiesa, forse anche il peggiore. E se per caso così pure fosse, mai io metterò in discussione che il Pontefice regnante sia il legittimo successore del Beato Apostolo Pietro, al quale devo filiale rispetto e obbedienza, pur criticando legittimamente, all’occorrenza, sue scelte pastorali, discorsi inopportuni, interviste a braccio più inopportune ancora perché fuorvianti e via dicendo a seguire.
            Nel rapporto per un verso fedele e per altro verso duro e critico all’occorrenza nei riguardi del Romano Pontefice, ovunque la critica sia legittima mi attengo fedelmente all’esempio che ci hanno dato per i secoli avvenire due Santi dottori della Chiesa: Bernardo di Chiaravalle e Caterina da Siena. Prima di loro il Beato Apostolo Paolo, che rimproverò duramente Pietro ad Antiochia per un suo grave errore frutto di doppiezza e ambiguità, ma senza mai porre neppure in minima discussione la sua legittima autorità.

            Questa è la differenza che corre tra me, prete fedele a Pietro e sotto Pietro, chiunque sia Pietro in cattedra, ed un prete totalmente fuori equilibrio ecclesiologico e teologico al quale è stata meritoriamente comminata la scomunica dopo che ha creato scandalo e sconcerto nel Popolo di Dio sino ad affermare che «chi partecipa alle Eucaristie celebrate in comunione con l’antipapa Bergoglio, non si ciba del Corpo di Cristo ma del corpo dell’Anticristo».

            La fede, Sig. Matteucci, non si basa sulle emozioni più emotive e irrazionali, si basa anzitutto sulla ragione, come ci insegna uno tra i più grandi maestri della scolastica, Sant’Anselmo d’Aosta. Dalle emozioni irrazionali può nascere solo il peggio del più cieco e acritico fideismo.

            Quindi, anziché bere il pericoloso veleno di questo prete emotivo che carica a sua volta emotivi più o meno sbandati, si legga un bel testo sulla fede e la ragione, lo ha scritto il Sommo Pontefice Giovanni Paolo II, ed è la Enciclica Fides et Ratio.

            Mi creda: ne sarà illuminato.

          • Marco Matteucci ha detto:

            Quando si arriva a negare l’evidenza ogni ulteriore commento è superfluo.
            Viva Cristo RE!

  • Marco Matteucci ha detto:

    Se esiste una classe di individui che io detesto fino alla nausea sono coloro che stanno perennemente con il piede su due staffe.

    Leggo con amarezza su un blog che si definisce cattolico questo articolo pubblicato a quattro mani da p. Giovanni Cavalcoli, O.P – e d. Ariel S. Levi di Gualdo, i quali considerano eccessiva e sbagliata nel merito oltre che nella sostanza la giusta reazione di don Alessandro Minutella, il sacerdote siciliano che si è visto estromettere dalla sua parrocchia e scomunicare (verbalmente?!) a divinis dal suo vescovo Corrado Lorefice (il vescovo che gira nella sua cattedrale in bicicletta, cercando forse di ritrovare la giusta via!) a causa del suo operato che, a dire del superiore, non sarebbe conforme al codice di diritto canonico.
    Letto su un blog che fa dell’informazione cattolica la sua bandiera, salvo poi… | Marco Matteucci | Sabato 27 Gennaio 2018

    Scrivono Padre Cavalcoli e don Ariel:
    “Al Pontefice nessuno t’impedisce di segnalare in modo rispettoso e filiale, sulla base di prove accertate, i suoi difetti morali e pastorali, dopo avere prima chinato il capo davanti al suo infallibile magistero di verità. Sta’ attento pertanto a non cadere nel tranello in cui caddero Martin Lutero con tutti gli eretici, ossia prendere a pretesto i difetti morali e pastorali, reali ed oggettivi del Sommo Pontefice, per poi accusarlo di eresia e respingere il suo magistero dottrinale. Che c’è di male …tra qualche secolo potremmo sempre rivalutarlo come San Minutella, un prete fanatico che evangelizzò a maggior gloria di Dio!”

    Secondo questi sedicenti teologhi, roboanti maestri, nonché giudici parziali di un ignobile sinedrio che astiosamente accusa chi si sforza di rimanere sul corretto Sentiero tracciato da Cristo, che paciosamente campano danno un colpo al cerchio e uno alla botte per loro viltà o per interesse verso le nuove potestà di questa “chiesa moderna” a cui tutto il mondo s’inchina.

    Ragion per cui le malefatte perpetrate da questo arrogante tiranno, che soltanto per il fatto di sedere sul trono di Pietro, si riducono a poche trascurabili colpe veniali, peraltro in larga parte attribuibili a errori commessi da altri.

    A costoro (e ad altri) io chiedo:

    1. Ignorare e deridere dei confratelli che chiedono umilmente spiegazioni sulla pastorale: è prassi corretta?
    2. Inginocchiarsi davanti agli uomini ma (quasi) mai davanti al Santissimo Sacramento: è prassi corretta?
    3. Punire e Cacciare servitori fedeli della chiesa accusandoli di essere suoi nemici: è prassi corretta?
    4. Al tempo stesso, invece permettere a pastori che umiliano Dio di continuare a inquinare le anime: è prassi corretta?
    5. Offendere la figura di Cristo, con frasi del tipo ”Gesù fa un po’ lo scemo” o “Gesù è quello che si è sporcato di più le mani” o rivolto alla Madonna definirla “la madre di uno dei tre briganti crocifissi”: è prassi corretta?
    6. O dire, dopo un eccidio efferato, “se qualcuno offende mia madre, s’aspetti un pugno”: è prassi corretta?
    7. O permettere a un vescovo che gira per la chiesa in bicicletta di scomunicare un prete che predica vera dottrina senza dargli il modo di difendersi: è prassi corretta?
    8. O consentire a un alto prelato, del suo “cerchio magico” di dire che l’eretico Lutero è stato una grazia di Dio per la chiesa: è prassi corretta?
    9. Affermare che San Giuseppe “accolse il problema di un figlio non suo”, facendo apparire la Madonna una sgualdrina e Gesù Cristo un figlio di NN, secondo voi: è prassi corretta?
    10. Affermare con frequenti scatti d’ira furibondi: ”Io sono il Papa e non devo rendere conto a nessuno”: è prassi corretta?
    11. Dichiarare pubblicamente che “un Dio Cattolico non esiste, anzi e una sonora sciocchezza”: è prassi corretta?
    12. Accusare di calunnia le vittime degli abusi da parte di religiosi, perché coinvolgono amici (salvo poi essere costretto a scusarsi): è prassi corretta?
    13. Ostentare al mondo umiltà e povertà , ma spendere 4 milioni di euro per rammodernare la residenza papale: è prassi corretta?
    14. Distruggere un Ordine Religioso con vocazioni fiorenti, diffamando e confinando il suo pio e onesto fondatore: è prassi corretta?
    15. Costringere il Gran Maestro di un Ordine Sovrano alle dimissioni per proteggere il vero colpevole dei reati commessi: è prassi corretta?
    16. Chiedere grazia per musulmani, indù, atei, assassini, ma non per la cristiana Asia Bibi, trovando tempo per ricevere tutti, dagli attori, agli sportivi, ai gay, ma non per ricevere la famiglia di questa povera martire, dopo un viaggio estenuante per incontrarlo: è prassi corretta?
    17. Permettere, anzi favorire le merende, le tombolate, le sfilate, i concerti rock di preti showman in chiese e cattedrali in nome di un’insana idea di misericordia e d’inclusione: è prassi corretta?
    18. Rivedere e correggere preghiere e liturgia (presto forse anche eucaristica) in nome di un blasfemo eccesso di ecumenismo: è prassi corretta?
    19. Intrufolarsi in problemi di carattere economico e politico assegnando patenti di correttezza morale e religiosa: è prassi corretta?
    20. Il voler sempre rincorrere la gloria mondana, prediligendo i riflettori piuttosto che le riflessioni: è prassi corretta?
    21. Conferire matrimoni volanti tra sconosciuti conviventi con figli nati da un’unione non cattolica, senza adeguata preparazione: è prassi corretta?

    Queste sono soltanto alcune delle “eresie formali e/o sostanziali” commesse da questo Augusto Romano Pontefice, ma per coloro che lo giustificano queste sono pratiche che anche altri papi santi, nel corso della storia recente, hanno comunque tacitamente predicato.

    L’eretico pertanto è solamente il Don Minutella di turno o quant’altri si oppongono a questo disastroso pontificato, un papa infatti, per sua Divina Natura non può assolutamente sbagliare, perché gode dell’Infallibilità Magistrale di Pastor Aeternus …una specie d’immunità dogmatica conferitagli dallo Spirito Santo!

    Mi sono sempre chiesto quale siano le loro reali intenzioni: …CHE INTENDANO FORSE AVANZARE DIRITTO DI PRIMOGENITURA?

    «Ipocrita: dicesi di persona che, professando virtù che non rispetta, si procura il vantaggio di trasformarsi, agli occhi di tutti, in ciò che egli disprezza». (Ambrose Bierce)

    • Marco Matteucci ha detto:

      Lo so che avevo promesso di fare commenti brevi, ma per questa volta permettete che mi sfoghi!

      • deutero.amedeo ha detto:

        Assolto! Se l’elenco delle malefatte di Bertoldo diventa interminabile la colpa non è di chi compila l’elenco ma è di Bertoldo. Così a buon senso.

      • Eowin ha detto:

        Quello che lei scrive lo,pensiamo in tanti. Si sfoghi pure, ci vuole ogni tanto scrollarsi di dosso parole e parole e bla bla che invece di far comprendere, confondono di più.
        Per quel che capisco di Don Ariel lui vuole salvaguardare la figura del Papa come Vicario di Cristo, ricordando che, tuttavia, quando esterna non è infallibile, ma umano e come tale può sbagliare, mentre il suo incarico è « divino » e…..bah, non accetta, il don Ariel, che si abbattano i Papi, chiunque li abbia eletti, fosse anche Satana….questo è ciò che capisco della mentalità di questo presbitero.

    • Marco Matteucci ha detto:

      E purtroppo dal Gennaio del 2018 a oggi non è che l’eresie siano diminuite!

    • La Redazione de L'Isola di Patmos ha detto:

      Interveniamo sul blog del Vaticanista Marco Tosatti, che ringraziamo per la sua attenzione, a tutela della buona fama del teologo domenicano Giovanni Cavalcoli, di anni 78, ed autentico uomo di Dio.

      Nel vocabolario della lingua italiana “sedicente” è sinonimo di falso e per di più anche in forma dispregiativa.

      Padre Giovanni Cavalcoli è stato per anni professore ordinario di metafisica, chiamato come consulente teologo a lavorare per 9 anni in Segreteria di Stato sotto il pontificato di San Giovanni Paolo II, è membro ordinario della Pontificia Accademia di Teologia, ecc …

      Sia come sacerdote domenicano di 78 anni, sia come filosofo e teologo, non merita proprio di essere definito “sedicente”, ad alcun titolo ed a sperticata difesa di nessuno.

      • Marco Matteucci ha detto:

        Non è che adesso pretendiate anche l’esclusiva sui termini che gli altri devono usare, dal momento che voi avete fatto dell’insulto una regola fondante!
        Tuttavia ritengo giusto precisare quanto segue:
        L’unico merito che ascrivo a padre Cavalcoli è quello di essersi dissociato dal vostro miserevole blog.

        Santa Domenica

        • La Redazione de L'Isola di Patmos ha detto:

          Sig. Marco Matteucci,

          Se lei leggesse ed esaminasse il libro in questione, prima di sferrare simili attacchi (lei come altri), nel penultimo capito troverebbe scritto che Ariel S. Levi di Gualdo ha descritto nei dettagli e con precisione chirurgica e “profetica” tutti gli attacchi che avrebbe ricevuto dopo l’uscita di questo suo lavoro. E’ scritto nel libro, lo legga: ha anticipato tutto, spiegando che avrebbe ricevuto attacchi diretti in modo falso e menzognero mirati a distruggere la sua persona e la sua immagine pubblica, senza che nessuno di questi “aggressori” entrasse in alcun modo nel merito di quello che ha scritto. Ha anticipato con esattezza che il “braccio armato dei Neocatecumenali”, non potendo smentire un testo interamente costruito su fatti e su atti della Santa Sede, avrebbe reagito mettendo in discussione le sue capacità teologiche, lo avrebbero definito un non-teologo, un ignorante improvvisato, un disastro di prete, una persona senza conoscenza e senza cultura, ecc .. ecc… E’ tutto scritto.
          Voi gli avete dato pienamente ragione, commento dietro commento, aggredendo un Autore per un libro che non avete letto, cosa questa veramente grave, perché distruggere con ferocia ciò che non si è neppure letto, è di una gravità davvero inaudita.

          Poi lei afferma:
          “L’unico merito che ascrivo a padre Cavalcoli è quello di essersi dissociato dal vostro miserevole blog”.

          Premesso che l’Isola di Patmos non è un blog ma una rivista e una editrice, a riprova di quanto lei menta pur di sparare a raffica all’impazzata, la informiamo che Padre Giovanni Cavalcoli non si è dissociato proprio da niente, la sua immagine la trova nella home-page della rivista L’Isola di Patmos, di cui è co-fondatore, il suo nome nella pagina dei redattori. Giovanni Cavalcoli è membro del comitato scientifico delle Edizioni L’Isola di Patmos, il nome del teologo domenicano può quindi trovarlo anche nell’ultima pagina del libro “La setta neocatecumenale”, come in tutti i libri pubblicati, dove risulta questa pagina finale contenente i vari dati editoriali.

          Il teologo domenicano si è a tal punto “dissociato” che nel giro massimo di 10 giorni uscirà in distribuzione con le Edizioni L’Isola di Patmos un suo libro, che sarà solo il primo di una serie di libri.

          Il tutto prova che lei è un bugiardo che spara a raffica ma che è smentito in quanto asserisce dai fatti, che in ogni caso lei, come altri, non cesserete di negare.

      • Massimiliano ha detto:

        A ridaje… come volevasi dimostrare, eccoli di nuovo a difendersi. Ma da cosa poi. Brutta bestia la superbia. Saluti. Massimiliano.

        • Spes ha detto:

          Che dovrebbero fare secondo te le persone oggetto di affermazioni false? Lasciarle aleggiare nell’etere?
          Queste non sono DIFESE, sono precisazioni legittime.
          O ti piacerebbe di più che che ogni falsità rimanesse incorretta?
          Chiamare “difesa” una legittima correzione del falso è tendenzioso, oltre che fuorviante.
          Ti piacerebbe forse poter dire tutto quello che vuoi, farlo passare per vero e pretendere pure di non essere corretto?

  • Luca ha detto:

    Senza entrare nel merito (non serve , basta e avanza la sintesi letta qui), mi sembra l’ennesimo capitolo , a dire il vero piuttosto sdrucito e con un pungente odore di tappo, di una campagna tesa a screditare e gettare fango sull’operato di S. Giovanni Paolo II, e attraverso lui sul bersaglio grosso, manco a dirlo il Vaticano II. L’ottimo padre Ariel e tutti coloro che si stracciano le vesti ogni due per tre per i (presunti) bei tempi andati , dovrebbero ricordare e mettersi l’anima in pace una volta per tutte che la storia si divide in prima e dopo Cristo, non in prima e dopo Trento. Avanti il prossimo.
    P.s. solo en passant faccio notare che il fatto che p. Ariel accusi i neocatecumenali , allo stesso tempo, di eresia quanto alla dottrina del sacerdozio e di essersi fatti seminari propri da dove se non erro escono preti ordinati col sacramento dell’ordine, è un qualcosa che fa a sportellate con la logica, senza scomodare teologia e altro.

  • Boanerghes ha detto:

    Allora si dovrebbe fare un’attenta analisi anche del Rinnovamento dello Spirito o carismatico, per purificarlo da diversi estremismi e dai pentecostali, che solo chi l’ha frequentato può conoscere

  • M.A.P. ha detto:

    Pur non avendone mai fatto parte, conosco bene il Cammino Neocatecumenale, perché due mie familiari lo hanno seguito finché non è stato loro impedito da cause indipendenti dalla loro volontà. È vero che ci sono alcuni aspetti che sarebbero da correggere, ma certamente le accuse di eresia e l’affermazione che il Cammino sarebbe un tumore dentro la Chiesa sono ingiustificate e inaccettabili. Come è inaccettabile l’accusa di imprudenza e testardaggine nei confronti di Giovanni Paolo II (a proposito, cercare difetti, limiti ed errori nel suo operato sembra diventato di moda).
    Io ho visto un movimento che aiuta le persone a meglio conoscere e a meglio vivere la propria fede (cristiana cattolica apostolica romana). Ho visto tanto bene, dentro il Cammino.
    Mi addolora l’atteggiamento di don Ariel. Purtroppo, non riesco a non vederci della, e forse tanta, malevolenza.

  • Anticlimacus ha detto:

    Le accuse sono pesanti. Credo che prima bisognerà leggere il libro e dopo motivare eventuali obiezioni. Non so se i neocatecumenali sono abituati a leggere e ragionare…magari scoprono qualcosa di nuovo…

    • Paolo ha detto:

      Io conosco un neocatecumenale che insegna fisica all’università ed è consulente del CERN. Penso sappia leggere.

  • giulia anna meloni ha detto:

    http://nullapossiamocontrolaverita.blogspot.com/2010/11/analisi-di-padre-enrico-zoffoli-sulla.html

    padre Enrico Zoffoli , passionista ,attento studioso degli errori di Kiko Arguello,non lo ascoltò nessuno a Roma.Dubito che abbia più fortuna don Ariel,con Roma sotto il dominio di satana.

    • Michele Lauro ha detto:

      Visto che sono entrato nella pagina commenti del dr. Tosatti mi permetto di dare una risposta anche a lei, come prima l’ho data a “Beppe”.
      Lei ha ragione, pienamente.
      Direttamente dal libro “La setta neocatecumenale” le copio la dedica scritta nella pagina iniziale da padre Ariel perché credo potrebbe essere una risposta anche al suo giusto quesito, che forse è il quesito di molti altri, anche mio. Scrive nella dedica …

      “Alle venerabili memorie dei presbiteri romani
      Pier Carlo Landucci ed Enrico Zoffoli,
      profeti inascoltati che denunciarono per tempo
      alle Autorità Ecclesiastiche i gravi errori e le
      eresie del Cammino Neocatecumenale”.

      Potrebbe l’autore (è una mia pura ipotesi) avere scritto una dedica simile dando per scontato che lui sarà forse il terzo a non essere ascoltato, se tutto gli andrà bene?

  • TITTOTAT ha detto:

    Non bisogna denunciare più niente e nessuno, nessuno è umile da accettare ciò che si è tramandato da secoli, la gente si converte in questi gruppi ma per ciò che desidera lui, riti e dottrine confezionati apposta.

  • Beppe ha detto:

    La tesi “fantateologica” citata è di una tale sesquipedale sciocchezza da far dubitare che un qualche “neocatecumenale” possa mai averla sostenuta!
    E’ risaputo invece che tutte le catechesi del cammino neocatecumenale sono state studiate e dopo accurato esame, approvate dai competenti dicasteri della Chiesa.
    Il tacciare di “eresia” coloro dei quali non si condivide il pensiero e l’agire sembra diventato lo sport preferito di qualche settore della Chiesa.

    • Kosmo ha detto:

      Sono d’accordo!

    • Michele Lauro ha detto:

      Gentile Beppe,

      se va nella pagina dell’Isola di Patmos e legge i commenti agli articoli scritti sul tema neocatecumenale da padre Ariel potrà lei stesso leggere (dico approssimativamente) 300, forse 400 commenti di fantadelirio scritti da neocatecumenali che sostengono invece proprio tesi fantateologiche, totalmente insostenibili.
      Legga poi come reagiscono, quando gli viene spiegato che sono in errore e che i fatti dimostrati sono altri, che altri sono i documenti della S.Sede, altri i discorsi che gli hanno rivolto i papi, da cui loro estraggono sempre una frase bonaria saltando le seguenti dieci frasi di duri rimproveri a loro rivolti da Giovanni Paolo II, da Benedetto XVI e anche da Francesco.
      Per quanto riguarda la approvazione delle catechesi (e se vuole aggiungo io: degli statuti), questo non costituisce garanzia alcuna, perché poi, nelle salette private, da sempre si insegnano ben altre cose, si celebrano ben altre eucaristie, con abusi liturgici che padre Ariel definisce essere spesso “autentici sacrilegi eucaristici”.
      Poi, che vuol dire “approvati … approvati”?
      Anche al fondatore dei Legionari di Cristo avevano approvata la congregazione come congregazione di diritto pontificio, la regola e gli statuti: tutto approvato!
      Lo sa in che bruttissimo guaio si ritrovò Marcial Maciel e anni dopo tutti i più alti vertici di questa congregazione?
      Ma se lei va a vedere era tutto approvato, e non con un decreto amministrativo del pontificio consiglio per i laici: approvati come congregazione di diritto pontificio, anch’essi vezzeggiati e coccolati da Giovanni Paolo II, giustificato poi dopo lo scoppio dello scandalo orrendo di pedofilia, molestie ecc … con la pia spiegazione … “il Papa è stato ingannato”.
      Bellissima la parte del libro in cui padre Ariel spiega che “sembra nata in questo secolo una generazione di santi nuovi: i Santi Pontefici ingenui e ingannati”.
      Io ho letto 10 giorni fa il libro di padre Ariel, che non conosco di persona e con il quale mai ho parlato. Le posso dire che pagina dietro pagina c’è l’impronta del vero sacerdote fedele alla chiesa, del teologo di levatura, della persona che non ha paura a dire cose scomode.
      Lo legga anche lei, poi potrà dirci.

      • Alda ha detto:

        Parla come un camallo genovese il p. Ariel, però è un fine teologo….

        • Marco Magrì (Roma) ha detto:

          Gentile sig.ra Alda, giacché qui si parla di neocatecumenali rispondo nel merito dei neocatecumenali, dicendo per prima cosa … mi consenta! Come diceva quel certo signore.
          Forse lei non ha mai sentito parlare la più grande teologa e mistica vissuta tra il XX e XXI sec., certa Carmen Hernández Barrera, classe 1930, co-iniziatrice con Kiko del mitico Cammino neocatecumenale, ma soprattutto e viepiù donna.
          Tra le mistiche spagnole credo che Carmen superi molto Teresa d’Avila.
          Questa prossima sicura santa (i neocatecumenali parlano già di alcuni miracoli), morta a 86 anni nel 2016, non parlava come un camallo genovese, parlava come la tenutaria di una casa di appuntamenti della Spagna del periodo pre-franchista. Il tutto glielo dico e glielo affermo con il mio nome e cognome, glielo dico e glielo affermo come testimone oculare, anche con la indicazione della città: Roma. Sì, perché quando durante una convivenza a Roma la teologa e mistica Carmen si mise a parlare (altro ché camallo genovese!!), mia madre e mio padre presero me e mia sorella e ci portarono lontani da quella bocca. Avevamo 9 e 11 anni. Mia madre era insegnante di scuola elementare in un istituto di suore, e rimase scioccata.
          Un anno dopo i miei genitori uscirono dal cammino, dovemmo pure cambiare parrocchia, perché la nostra era gestita da gruppi e preti neocatecumenali.
          Volevo sapere … padre Ariel è una donna di 75 anni (come lo era Carmen all’epoca)? Come un camallo padre Ariel parla durante le prediche alle messe domenicali alla presenza dei bambini? O parla come un camallo quando da la comunione, o l’estrema unzione, o quando confessa?
          Mi dica … mi dica … perché il discorso mi interessa parecchio, essendo stato trascinato via di peso da mia madre e mio padre a 11 anni dai pressi della bocca di questa straordinaria teologa, mistica e santa.

          • Alda ha detto:

            Caro Marco Magri’ di Roma…. Cosa ha capito? Io dagli scritti di p. Ariel sono venuta a conoscenza delle malefatte di questa “setta”… E mi fido ciecamente di quello che scrive e anche se ci vedo un po’ di prosopopea nello snocciolare tutti i suoi titoli, riconosco che è un fine teologo…. Ciò non toglie che si esprime pesantemente, da camallo genovese!….

    • Spes ha detto:

      Allora tirate fuori il Direttorio rivisto e corretto, dato che sono 10 anni che ancora non è stato pubblicato.
      Ti ricordo che l’approvazione era alla pubblicazione, vincolando semmai solo il Cammino Neocatecumenale e non tutta la Chiesa.
      Come mai però questo Direttorio, una volta corretto, non si è MAI visto e si continuano ad adoperare le vecchie catechesi?
      Se mi spieghi questo, che davvero è un arcano, avrai tutta la mia stima.
      Forse che qualche catechista potrebbe accorgersi che le correzioni sono state troppo vistose???
      Quello è approvato, quello corretto, non quelli utilizzati tuttora.
      Perché il Cammino non lo rende pubblico nemmeno ai suoi aderenti???
      E’ su quello che l’evangelizzazione dovrebbe essere fatta, non sul vecchiumaio non sottoposto ad alcuna correzione.

  • Iginio ha detto:

    Beh, però c’è da dire che il Cammino neocatecumenale ha recuperato a una vita di fede e di Chiesa diverse persone che si erano allontanate dalla Chiesa, non trovando corrispondenza tra la dottrina e la vita quotidiana.
    Questo è un aspetto che credo andrebbe tenuto presente. Poi, certo, c’è l’invadenza di questo movimento, ci saranno aspetti discutibili e il fatto che per essere buoni cristiani non dovrebbe essere necessario appartenere a un movimento.
    Peraltro anche i focolarini, pur nati con buone intenzioni, hanno finito col fare danni; mi pare però che nessuno ne parli.

  • Giovanni ha detto:

    Allora commisariamento?

    • Donna ha detto:

      Se mai il contrario, una bella promozione con medaglia bergogliana.

    • EquesFidus ha detto:

      Magari, però viviamo in una strana Chiesa, dove chi non ha bisogno di essere commissariato riceve tale “dono” e chi ne ha bisogno no. Mi sento di dire, però, che il Cammino è sicuramente parecchio ricco, più dei gruppi cattolici “tradizionali” su cui si sta abbattendo la mannaia…

      • wisteria ha detto:

        Credo che Equesfidus abbia colto il punto dolente. Mannaia e rigore per i tradizionalisti, indulgenza per i gruppi trasgressivi e innovatori. Non entro nel merito delle eventuali eresie, ma avendo conosciuto alcuni neocatecumenali, devo dire che sono parecchio strani. Idem i membri dell’ Opus Dei, ben lontani ormai dagli insegnamenti di San Escriva’ e appiattiti, pure loro!, sul caattocomunismo. Ho motato che nei gruppi troppo chiusi prevale il pettegolezzo e il carridrismo…Ma forse è colpa della natura umana.