Il Modernismo nella Chiesa Cattolica. Spunti di Riflessione, Catholicus. Prima Parte.

19 Marzo 2024 Pubblicato da 32 Commenti

Marco Tosatti

Carissimi StilumCuriali, un amico fedele del nostro sito, Catholicus, offre alla vostra attenzione questa riflessioni su un fenomeno ben presente nella Chiesa di oggi, il Modernismo. Questo è il primo articolo. Buona lettura e condivisione.

§§§ 

 

IL MODERNISMO NELLA CHIESA CATTOLICA

 

Spunti di riflessione

 

(by Catholicus)

P A R T  E    P R I M  A

Premessa generale

Cosa sarà mai questo modernismo?, potrebbe chiedersi l’ignaro lettore che sente parlare per la prima volta di questo tema. Rivolgendoci idealmente a tale categoria di lettori, totalmente ignari dei pur minimi rudimenti in materia, tenteremo di fornire qualche elemento  utile per dare una risposta esauriente a tale angoscioso interrogativo.

Il modernismo religioso, originatosi e sviluppatosi in seno alla Chiesa Cattolica, è un movimento di idee (che genera tutta una serie di azioni e di comportamenti ecclesiastici)  che trova la sua origine nell’Illuminismo, a sua volta figlio della moderna massoneria (quella, per intenderci, nata a Londra nel 1717) e si sviluppa dopo la rivoluzione francese con il positivismo scientifico e l’affermazione del trinomio rivoluzionario “Libertè, Egalitè, Fraternité” : la libertà di liberarsi violentemente dei propri nemici (in primis della Chiesa Cattolica), l’uguaglianza delle sole élites illuminate (a cui tutti gli altri devono obbedienza cieca ed assoluta), la fraternità massonica (fatta di complotti e ladrocini) per sconfiggere intere nazioni. Ma è con il mito ottocentesco della scienza e con la ribellione all’autorità costituita ed alla sana tradizione (l’Ancièn Régime) da parte del liberalismo borghese (la rivoluzione borghese di Luigi Filippo, in Francia, nel 1830) che questa corrente di pensiero prende sempre più piede, sfociando in un’aperta ribellione alla Chiesa Cattolica ed al Papa.  Man mano che il mito della libertà dal potere temporale esercitato per diritto divino e dell’onnipotenza della scienza cresce, diminuisce la fede ed aumenta l’irrequietezza. I moti del 1848 ne sono l’esempio eclatante. Si passa dall’infatuazione giacobina per il Papa liberale (Pio IX) all’odio viscerale per lo status quo e per la Chiesa che ne è vista come la garante. Una ribellione al Papa, a Santa Romana Chiesa ed alla verità rivelata. Un moto di rivolta analogo a quello dell’89 in Francia, che si estende dalla società civile a quella religiosa.

Nell’ambito del movimento di pensiero che va sotto il nome di modernismo e che, dopo il secondo conflitto mondiale, cambia il nome in neomodernismo, o progressismo (poiché il periodo dalla morte di Papa Sarto all’elezione di Papa Roncalli è un periodo di transizione, di complotti, intrighi, cospirazioni, un po’ come il famoso “decennio di preparazione” del risorgimento italiano) si possono individuare quattro “liet motiv”, quattro pilastri su cui poggia tutta l’impalcatura della Chiesa modernista. Vale quindi la pena di esaminarli separatamente, sia pure a grandi linee.

1) Il filoprotestantesimo. E’ caratteristico del primo periodo del modernismo (quello del Beato Pio IX e di San Pio X, per intenderci), poiché all’epoca non era molto diffuso il marxismo, specialmente il c.d. socialismo reale, ed anche per il fatto che i primi modernisti erano transalpini (francesi, austriaci, tedeschi, inglesi). Inoltre la riforma protestante si era caratterizzata, a suo tempo, come un’aperta ribellione al potere costituito della Chiesa, al papato, e quindi andava benissimo come sponsor di quest’altra ribellione (vedi il caso di Enrico Buonaiuti).

2) Il filocomunismo.  Si sviluppa dopo la rivoluzione d’ottobre russa, anche come tentativo di Stalin di infiltrare agenti comunisti nei seminari e, successivamente, negli episcopati, in modo da dare una spallata dall’interno a Santa Romana Chiesa (quello che sta avvenendo attualmente in modo esponenziale). Gli esponenti italiani più importanti, a questo riguardo, furono Angelo Roncalli e Giovan Battista Montini. Il primo, nel periodo tra le due guerre mondiali era nunzio apostolico in Bulgaria e nutriva simpatie per il comunismo e per gli Ortodossi, oltre ad essere stato in gioventù discepolo ed amico del modernista Buonaiuti. Il secondo era di famiglia comunista, amico personale di Palmiro Togliatti, simpatizzante dei partigiani comunisti,  segretamente in contatto col Cremlino al tempo in cui era addetto alla Segreteria di Stato, (tradendo così la fiducia accordatagli  da Papa Pacelli), realizzatore della famosa Ostpolitik neri confronti dell’URSS e dei paesi satelliti.

3) L’ ecumenismo fanatico e ideologico. Si sviluppa anch’esso tra le due guerre mondiali, ad opera di uomini come Angelo Roncalli, per poi dilagare nella Chiesa Cattolica nella seconda metà del secolo XX, assieme al relativismo ed al sincretismo. E’  forse il più pericoloso fattore destabilizzante del Cattolicesimo, perché può condurre ad un vero e proprio suicidio della Chiesa  (sia Cattolica che Cristiana), poiché rinnega due millenni di Cristianesimo e di propaganda missionaria (la famosa “Propaganda Fide”); rifiuta il motto “extra Ecclesiae nulla salus” e l’adempimento dell’incarico affidato da Cristo ai suoi discepoli (e dopo di essi, a tutti i battezzati, laici o religiosi che siano) all’atto della sua Ascensione al Cielo, cioè portare il Vangelo fino agli estremi confini della terra, battezzando tutte le genti nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, incarico che presuppone, ovviamente, l’accettazione delle parole di Gesù “Io sono la Via, la Verità e la Vita”.

4) La massoneria. Questa setta segreta si pone allo steso tempo all’inizio ed al termine della parabola modernista; all’inizio perché è dalla massoneria moderna (nata a Londra nel 1717) che traggono origine l’illuminismo, la rivoluzione francese, il giacobinismo, il liberalismo e, successivamente, il comunismo (forma estrema del liberalismo), ed al termine poiché l’opera di scomparsa del Cristianesimo dalla faccia della terra sembra stia per concludersi grazie al piano massonico di far confluire le tre religioni monoteiste in un’unica religione mondiale, esclusivamente orientata al sociale, all’immanenza, all’umanesimo laico e priva dei segni identificativi delle fedi religiose che vi dovrebbero confluire.

Con la massoneria la trascendenza viene soppiantata dall’immanenza e la religione viene spiegata come esperienza essenzialmente umana, espressione di un’innata esigenza dell’animo umano, e  non più come un qualcosa calato dall’alto, una Rivelazione del Dio Creatore. Da ciò consegue la negazione della divinità di Gesù Cristo, dell’opera di Redenzione da Lui attuata, dei suoi miracoli, della sua Resurrezione ed Ascensione (tutte cose relegate nel campo dei miti) oltre che, ovviamente, di tutti i dogmi mariani.

Scopo precipuo della massoneria è giungere alla distruzione del Cristianesimo (in particolare del Cattolicesimo e del papato); vista l’impossibilità di giungere in tempi brevi al loro  obiettivo tramite lo scontro frontale,  i massoni decisero di ripiegare sul sistema “cavallo di Troia”, cooptando nella massoneria alti prelati che potessero  provvedere dall’interno della Chiesa all’opera di demolizione della Chiesa stessa. In particolare, ciò sembra oggi possibile facendo confluire le tre grandi religioni monoteiste in un’unica religione mondiale, una specie di Onlus, una melassa buonista ed immanentista, infarcita di umanesimo ateo ed orientata esclusivamente al sociale, a “curare le ferite” degli uomini in una specie di “ospedale da campo” (metafora tanto cara a Papa Bergoglio) Ovviamente tutto questo presuppone la scomparsa dei concetti di evangelizzazione, conversione, proselitismo, comandamenti, precetti, divieti. Non è forse quello che predica quotidianamente Papa Bergoglio? andare incontro ai fratelli, ma senza portare loro la Verità, senza imporre loro nessun peso, nessuna restrizione al loro modo di vivere. Due segnali preoccupanti in questa direzione sono di qualche anno fa : la proposta di Simon Perez a Papa Bergoglio di mettersi a capo di una sorta di ONU delle religioni e l’avvio della costruzione, a Berlino, del tempio dell’Unico, in cui si dovrebbe celebrare il culto delle tre religioni monoteiste (ebraismo, cristianesimo ed islam).

Quattro pilasti, quattro basamenti sui quali si regge tutto l’edificio modernista. Ma la storia ci insegna che tutti gi “ismi” prima o poi collassano, crollano e scompaiono dall’orizzonte terrestre; sicuramente ciò avverrà anche per il modernismo. A sconfiggerlo ci penserà la Madre di Nostro Signore, debellatrice di ogni eresia, fortezza inespugnabile, regina delle vittorie. Il trionfo del Suo Cuore Immacolato, infatti, si avvicina sempre più (come Lei stessa ci ha rivelato più volte nelle Sue recenti apparizioni), tra l’indifferenza  e l‘ostilità di protestanti, comunisti, ebrei, musulmani e massoni.

Questa analisi del modernismo vuole anche essere una risposta ai dubbi e alle perplessità che stanno sempre più frequentemente emergendo riguardo alla nuova linea pastorale (e dottrinale, implicitamente) che Papa Francesco sembra voler imprimere alla Chiesa Cattolica. In realtà lui non si è definito Papa, ma solo “vescovo di Roma”, ritenendo sorpassato ed inutile il titolo di Vicario di Cristo,  e ha messo in chiaro che la Chiesa non è “cattolica”, così come non lo è lui e nemmeno Nostro Signore (poveri noi, che confusione!).

In effetti questo nuovo indirizzo pastoral-dottrinale non è frutto di una sua personale decisione, come peraltro lui stesso ha tenuto a precisare sin dal momento della sua apparizione al balcone del palazzo apostolico quando, meravigliando tutti con quel famoso “buonasera” al posto del tradizionale “sia lodato Gesù Cristo”, ha affermato di avere l’ambizione di attuare completamente il Concilio Vaticano II. Questo nuovo indirizzo, dicevamo, è la linea che la Chiesa ha scelto di adottare sin dall’epoca del Concilio (quando i modernisti pronunciano questa parola, si riferiscono sempre e solo al CV II, poiché gli altri li hanno dimenticati o non li considerano più cogenti, cioè vincolanti per la Chiesa), voluto da Papa Giovanni XXIII e dal card. Agostino Bea.

Le radici di questo nuovo modo di pensare all’interno della Chiesa, dai suoi vertici alla base, vanno però ricercate nel secolo XIX, dato che il movimento che prese il nome di “modernismo” si manifestò apertamente all’epoca di Papa Mastai Ferretti, Pio IX, (che tentò di combatterlo promulgando i famosi documenti pontifici “Il Sillabo”  e “Quanta cura”), per poi rafforzarsi a cavallo del  nuovo secolo. Fu il primo Papa del secolo XX ad opporre una sistematica e decisa resistenza a questa deriva dottrinale di una parte del clero cattolico (all’epoca decisamente minoritaria). Ci riferiamo ovviamente a Papa Giuseppe Sarto, Pio X, ed alla sua nota battaglia antimodernista, i cui documenti principali sono l’enciclica “Pascendi”, il decreto “Lamentabili”, il “Sacrorum antistitum”, contenente il “giuramento antimodernista”, e la lettera “Notre charge apostolique”, rivolta al clero francese. Vale la pena, qui, di accennare al fatto che l’attuale gerarchia modernista al potere nella Chiesa da oltre 50 anni, in occasione del centenario della morte di Papa Sarto, nel 2014, ha voluto celebrarlo presentando Pio X come un grande riformatore e precursore del Concilio, il che dimostra come chi è al potere, e  lo esercita senza scrupoli né vergogna, può  falsificare la realtà per adattarla alla propria ideologia (come hanno fatto i comunisti e le sinistre, e  sta ora facendo la chiesa modernista).

Volendo andare ancora più a fondo nella ricerca delle radici del modernismo cattolico, potremmo  individuare l’origine di questa rivolta contro l’autorità e la tradizione cattolica nello spirito giacobino della rivoluzione francese, considerandolo come nemesi storica del “gran rifiuto” opposto dal Re Sole, Luigi XIV (il figlio del miracolo, come veniva chiamato) alla richiesta di consacrazione della Francia al Sacro Cuore di Gesù, fattagli pervenire per il tramite di Santa Maria Margherita Alacoque nella seconda metà del diciassettesimo secolo. Così infatti riferì Suor Lucia di Fatima, parlando di un messaggio affidatole da Gesù per i Papi, che si ostinavano a non voler dar corso alle richieste consegnate da Maria SS.ma ai pastorelli di Fatima (consacrazione della Russia al Suo Cuore Immacolato, introduzione della pia devozione dei primi 5 sabati del mese accanto a quella dei rimi 9 venerdì del mese, recita quotidiana del Santo Rosario con una precisa supplica).

Ciò premesso, non si può ignorare che la visione che Papa Leone XIII ebbe il 13 ottobre 1884 (Satana che chiedeva a Gesù cento anni per provare a distruggere la Chiesa Cattolica, permesso concessogli da Nostro Signore) sia un chiaro segno premonitore di un’accelerazione della battaglia del diavolo contro la Chiesa (l’ultima battaglia del diavolo, secondo il reverendo Paul Kramer, autore del libro “The devil’s final battle”), che ben si presta a spiegare il fenomeno dell’ascesa del modernismo sino alla conquista del ponte di comando della barca di Pietro (conquista avvenuta con il Concilio, appunto). Come si ricorderà, Leone XIII, impressionato da tale visione, formulò subito una preghiera speciale a S. Michele Arcangelo perché difendesse la Chiesa dall’assalto delle potenze infernali, e dispose che fosse inserita nel canone della Messa (da cui fu poi tolta per volere di Paolo VI). Da notare, infine, la coincidenza della data della visione di Papa Pecci con la data del miracolo del sole a Fatima, nel 1917, nell’occasione dell’ultima apparizione della Madonna. Non va dimenticato, a proposito della Madonna di Fatima, l’annosa querelle sul contenuto del Terzo Segreto, che secondo voci ben accreditate (di prelati che avrebbero avuto accesso alla lettura del testo) avrebbe profetizzato l’apostasia del clero modernista, a partire dal suo vertice (del resto, Maria SS.ma non aveva già previsto, a La Salette nel 1846, che Roma avrebbe perduto la fede e sarebbe divenuta la sede dell’Anticristo?, profezia, quest’ultima, in piena concordanza con il parte insabbiata del Terzo Segreto).

Poiché sembra,  a nostro avviso, che la battaglia finale del diavolo contro la Chiesa Cattolica stia subendo un’impennata,  una decisa accelerazione (un vero e proprio “motus in fine velocior”), riteniamo indispensabile ed urgente rendere edotte quante più persone possibile sulla tremenda crisi in atto all’interno della Chiesa Cattolica  e sul grave pericolo per la salvezza delle anime che si corre seguendo gli attuali insegnamenti (più o meno espliciti, più o meno velati) di questa Chiesa postconciliare, vaticansecondista e neomodernista.

enormi i danni finora prodotti dal modernismo

 nella Chiesa Cattolica; ancora maggiori

quelli che potrebbe produrre in futuro.

 

 

La Madonna appare a Fatima

13 maggio 1917

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32 commenti

  • Gianfranco ha detto:

    “rifiuta il motto “extra Ecclesiae nulla salus””?
    Lo rifiuto anch’io: “extra” reggeva l’accusativo, una volta…

  • Carò Tosatti ha detto:

    Mi consenta di dirle che qui non siamo nella verita’ storica ma in una forma di apologetica detdriore che sostanzialmente rinnega la verita’ storica. Ma non era il professore di storia e filosofia della sezione E il migliore di tutto il nostro liceo D’ORIA ?

  • paola ha detto:

    Gentilissimo,
    manca una parte fondamentale, nella sua esposizione storica: l’aggancio alla gnosi, senza il quale nulla si regge. Umanesimo, Rinascimento, sensismo, illuminismo, massoneria, sono tutti figli della stessa matrice.

    • stilumcuriale emerito ha detto:

      Mi permetto correggerla. Meglio dire ricerca parastorica. Se ne avrò voglia magari scriverò un articolo sulla differenza tra storico e parastorico, ma non adesso.

  • Gabriela Danieli ha detto:

    Don Catholicus (della comunità s Pio X?)
    È proprio vero che questo è il tempo in cui “solo” chi riconosce Benedetto XVI quale ultimo legittimo Papa, riesce a restare nella fede di Gesù Cristo e a salvarsi dalla grande apostasia che sta dilagando sempre più.

    Se lei sa che scopo precipuo della massoneria è distruggere il Cristianesimo, il Cattolicesimo e il Papato, perché anche lei collabora a questo diabolico obiettivo, disprezzando la Divina Autorità dei legittimi papi stabiliti da Cristo, compreso papa Benedetto XVI, epperò riconosce papa l’anticristo che la massoneria ha stabilito invalidamente sul trono di Pietro per raggiungere il suo diabolico scopo?
    E magari celebra l’Eucaristia in comunione con lui e con la sua setta?

  • Gabriela Danieli ha detto:

    Don Catholicus (della comunità s Pio X?)
    È proprio vero che questo è il tempo in cui “solo” chi riconosce Benedetto XVI quale ultimo legittimo Papa, riesce a restare nella fede di Gesù Cristo e a salvarsi dalla grande apostasia che sta dilagando sempre più.

    Se lei sa che scopo precipuo della massoneria è distruggere il Cristianesimo, il Cattolicesimo e il Papato, perché anche lei collabora a questo diabolico obiettivo, disprezzando la Divina Autorità dei legittimi papi stabiliti da Cristo, compreso papa Benedetto XVI, epperò riconosce papa l’anticristo che la massoneria ha stabilito invalidamente sul trono di Pietro per raggiungere il suo diabolico scopo?
    E magari celebra l’Eucaristia in comunione con lui e con la sua setta?

  • andreottiano ha detto:

    Mi dice il sacerdote al quale illustro il mio disagio per la confusione ecclesiale: “siamo tutti confusi”.
    E io: “ma ditelo, non fingete che vi paia tutto normale!”

    Il divisore campa sulla confusione dei disorientati.
    Il dividendo non sa più nemmeno di essere diviso.
    E’ difficile parlare di comunione e restare uniti quando tutto è una provocazione ad andarsene.
    Siamo immersi non nella Verità, ma nella propaganda e chi dovrebbe orientare al vero, si comporta da piazzista.
    Piazzisti di prodotti falsi come monete da tre euro.
    Incapaci di ravvedimento, di un contrappunto musicale.
    Monotoni e monocordi, noiosi, tristi e spenti sul punto.

    Chi la mette la nota intonata? Chi la luce e il colore?
    Chi il profumo? Chi un po’ di tatto, un po’ di gusto?
    Possibile che meditare il vangelo si identifichi per i più con il politicamente corretto e con il mainstream?

    Dopo quarant’anni di aborto (milioni di non nati=bimbi assassinati) invece di un ravvedimento, c’è il diritto sancito nella carta costituzionale. Gli stessi che parlano di valori e bene comune ci inondano di falsi diritti e follie logiche, scientifiche economiche e e morali…
    Dal divorzio all’eutanasia, passando per la pedofilia!

    Le comunità parrocchiali accettano narrazioni fuorvianti, che puzzano di imbroglio. Molti che non usano nemmeno più l’acqua benedetta ed inginocchiarsi davanti al Signore, restano fedeli al gel lavamani e alla mascherina. Così anche certe benedizioni, calate dall’alto, ti sembrano buone.

    Viene in mente la sentinella nel libro di Ezechiele. Il modernismo, atavicamente disobbediente, vorrebbe renderla cieca e sorda a motivo dell’obbedienza. Se non è il massimo dell’ipocrisia questo…

  • stilumcuriale emerito ha detto:

    –Il secondo [Montini] era di famiglia comunista, amico personale di Palmiro Togliatti, simpatizzante dei partigiani comunisti, segretamente in contatto col Cremlino al tempo in cui era addetto alla Segreteria di Stato, (tradendo così la fiducia accordatagli da Papa Pacelli), realizzatore della famosa Ostpolitik neri confronti dell’URSS e dei paesi satelliti.–
    Altra solenne fesseria. La famiglia Montini era una famiglia assai benestante, si potrebbe dire, aristocratica. La casa di Concesio (in provincia di Brescia) dove nacque era la villa per le vacanze estive della famiglia. Suo fratello Lodovico fu un alto esponente democristiano, tre volte deputato e infine Senatore sempre per la DC.

    • Federico ha detto:

      Solenne fesseria mi sembra un’affermazione esagerata. Che Montini fosse sostenitore del Concilio Vaticano II, che fosse uno dei più progressisti e modernista, amico di atei, comunisti, partigiani, massoni, liberali e islamici è pubblico e notorio. Anzi fu proprio lui a definirsi “liberale”. Fu anche diretto promotore dell’attività di sacerdoti e presbiteri filocomunisti; tra cui Ernesto Balducci, pubblico sostenitore dei vietcong e della loro ideologia marxista-leninista.
      Quanto alla sua famiglia non poteva considerarsi appartenente alla nobiltà quanto piuttosto borgese (il padre era giornalista; la madre proveniva dalla piccola nobiltà rurale di provincia).

      • stilumcuriale emerito ha detto:

        Caro Federico, io sono bresciano come Montini, so benissimo dove abitava la sua famiglia, ho conosciuto personalmente e ho parlato con lui e con molti suoi amici e ho conosciuto i suoi nipoti. Ho visto anche la villa che la sua famiglia aveva a Pontedilegno (nota località turistica in provincia di Brescia) e anche la Villa Luzzago dove spesso fu ospite. Non parlo per sentito dire, come probabilmente fa lei. Saluti.

        • Federico ha detto:

          Avrei preferito mille volte che lei avesse ragione. Purtroppo non si tratta di “sentito dire”: diversi fatti sono pubblici.

  • Catholicus ha detto:

    ….questo è il primo di cinque articoli rappresentanti le introduzioni alle varie sezioni di una corposa antologia del modernismo nella Chiesa Cattolica, dalle origini ail’anno 2017. La voluminosità ed il “peso informatico” dell’opera ne impediscono la pubblicazione on line; però chi desiderasse ricevere in formato digitale l’intera opera (ovviamente “zippata” e facilmente apribile con il file unzip.exe, di default su tutti i recenti computer) potrebbe richiederne l’invio a Marco Tosatti, che gentilmente si presterebbe ad inviargliela via mail.

    • Cristiana Cattolica ha detto:

      Catholicus, perché tanto disprezzo contro la Divina Autorità di papi legittimi come San Paolo VI?
      La prego di leggere e riflettere su questo messaggio dato dalla Madonna il 9 agosto 1978 a Don Stefano Gobbi:

      🌹IN MORTE DEL PAPA. (Paolo VI)

      «Domani, figlio mio carissimo, terminerai questo breve periodo di riposo.
      Ti ho voluto ancora qui, accanto al tuo Direttore spirituale e con questi bambini così fragili e umanamente limitati, ma che il mio Cuore predilige.
      È solo la piccolezza e la fragilità che attira su di voi la mia predilezione materna.
      Sei vissuto con loro con tanta semplicità.
      Hai passato questo periodo nella preghiera, nel raccoglimento interiore e nella vita di unione
      con Me.
      Con Me hai pure trascorso questi momenti di dolore che la Chiesa sta vivendo per la morte del suo Supremo Pastore, del Vicario di Mio figlio Gesù, il PAPA PAOLO VI.

      🌟EGLI È STATO VERAMENTE UN GRANDE DONO CHE IL CUORE DI GESÙ HA FATTO ALLA CHIESA.

      _ La sua missione è compiuta.
      Come su questa terra voi siete stati molto vicini a Lui con la preghiera e con il vostro amore, così ora dal PARADISO lui, con il suo potente aiuto di intercessione, sarà vicino a voi per aiutarvi a compiere la vostra missione ».

  • stilumcuriale emerito ha detto:

    Cito dall’articolo:
    –Il modernismo religioso, originatosi e sviluppatosi in seno alla Chiesa Cattolica, è un movimento di idee (che genera tutta una serie di azioni e di comportamenti ecclesiastici) che trova la sua origine nell’Illuminismo, a sua volta figlio della moderna massoneria (quella, per intenderci, nata a Londra nel 1717) e si sviluppa dopo la rivoluzione francese con il positivismo scientifico e l’affermazione del trinomio rivoluzionario “Libertè, Egalitè, Fraternité” : la libertà di liberarsi violentemente dei propri nemici (in primis della Chiesa Cattolica), l’uguaglianza delle sole élites illuminate (a cui tutti gli altri devono obbedienza cieca ed assoluta), la fraternità massonica (fatta di complotti e ladrocini) per sconfiggere intere nazioni. Ma è con il mito ottocentesco della scienza e con la ribellione all’autorità costituita ed alla sana tradizione (l’Ancièn Régime) da parte del liberalismo borghese (la rivoluzione borghese di Luigi Filippo, in Francia, nel 1830) che questa corrente di pensiero prende sempre più piede, sfociando in un’aperta ribellione alla Chiesa Cattolica ed al Papa.–
    Inferenza induttiva e immaginazione. Questa non è, mi perdoni l’autore, analisi storica.

  • E.A. ha detto:

    L’articolo nella sua ampia e documentata analisi “storico-religiosa”, individua e (ben) focalizza tanti aspetti della scristianizzazione protrattasi nei secoli, nelle sue varie e complesse fasi e vicissitudini. E tutte, ovviamente, finalizzate, in un’incessante opera demolitrice, a combattere la Chiesa, in quanto Corpo Mistico di Cristo, prima dall’esterno, poi dall’interno attraverso le innumerevoli infiltrazioni, per realizzare/ instaurare, nella più grande e completa Apostasia, il “regno “ anticristico! In tale contesto, però, non può, nella maniera più assoluta, passare l’idea o il pensiero secondo cui l’Occupazione del Vertice, così per tanto tempo ambita ed agognata, sia realmente Espressione e Voce di un Legittimo Potere Divino, che , Per Mezzo dello Spirito Santo, Certifica e Sigilla il Suo Capo Visibile al fine di portare a compimento la perdizione eterna !!! La Chiesa avrebbe, in tal senso, Poggiato e si sarebbe, da Sempre, Edificata su una Pietra instabile, argillosa, friabile, perennemente in bilico, inaffidabile e claudicante, in grado di non Reggere ad ogni tipo di pressione, o tentativo di smottamento…! In definitiva, una Pietra permeabile agli inferi… di cui diverrebbe, addirittura, la porta d’ingresso!!! In totale antitesi e contraddizione alla Promessa Eterna del Signore Stesso… a meno che anche di questa Pietra, un Cattolico, pensi di poterne fare a meno!!!

    • berenice ha detto:

      …non può, nella maniera più assoluta, passare l’idea o il pensiero secondo cui l’Occupazione del Vertice, così per tanto tempo ambita ed agognata, sia realmente Espressione e Voce di un Legittimo Potere Divino,

      ————————-
      E.A . mi pare che il suo ragionamento sia corretto e lo condivido. La Roccia non può essere friabile e inaffidabile (purtroppo questa idea si ricollega a un recente video di P. Lanzetta dove lui affermava proprio la possibilità di tale fenomeno: Pietro – un Pietro qualsiasi – inizia a perdere o indebolire la propria Fede e quindi la roccia PUO’ secondo lui diventare friabile…come si palesa negli ultimi due pontificati)
      Ma come spiegare allora il fatto che i papi applicatori e fautori del cv2 da Roncalli in poi abbiano in varia misura deviato dalla retta Dottrina ? e magari osserviamo nel loro pontificato una continua oscillazione e mescolanza di veri e falsi insegnamenti ?

      Se tale occupazione di pastori devianti non fosse permissione divina – evidentemente un CASTIGO – come potremmo capire la profezia di Fatima in cui la Madonna avvertì proprio sulla NEGLIGENZA degli alti pastori della Chiesa, che avrebbe dato origine alla grande apostasia ?

      • Cristiana Cattolica ha detto:

        Berenice la prego di rendersi conto che è da eretici e scomunicati non riconoscere la VALIDITÀ del cv2, perché è VERITÀ di fede che tutti i concilio stabiliti da papi legittimi, sono SEMPRE, sempre guidati e confermati da Cristo stesso, così come ribadito da papa Pio XII in “MYSTICI CORPORIS CHRISTI”
        e da papa Leone XIII in “SATIS COGNITUM”.
        (controlli se non mi crede).

        Cosi come il Cat. Magg. al n. 202 definisce eretici e scomunicati chi dimostra di non credere nel DOGMA dell’infallibilita’ dei papi legittimi, calunniando e disprezzando Cristo che ha governato la Sua Chiesa attraverso i papi infallibili da Lui stabiliti dal CVII fino a papa Benedetto XVI.
        E se lei non crede che Gesù Cristo ha promesso di girvernare in perpetuo la Sua Chiesa attraverso i papi legittimi, si legga l’enciclica MYSTICI CORPORIS CHRISTI di papa Pio XIi.
        O anche Pio XII era eretico?

        E che certi pseudo-tradizionalisti siano scismatici, lo prova il fatto che, anziché riconoscere Benedetto XVI quale unico e legittimo Vicario di Cristo fino alla morte, preferiscono riconoscere loro capo un impostore eretico-idolatra come JMB non canonicamente eletto e, pur giudicandolo eretico, si vantano di far parte della sua setta e di celebrare illecitamente in comunione con lui.

        Rendiamoci conto che se la Massoneria è riuscita ad occupare la cattedra di PIETRO, e ancora la occupa, la colpa è della DISOBBEDIENZA AI PAPI LEGITTIMI e non viceversa.
        Prova ne è gli attentati alla loro vita che TUTTI HANNO SUBITO.

      • E.A. ha detto:

        Gentile Berenice, la ringrazio molto per la sua interessante riflessione. A mio modesto e piccolo avviso, occorre, anzi urge, chiarire cosa si intenda e a chi si applica questa “friabilità “. In tal senso distinguerei una friabilità oggettiva da una soggettiva, ossia non è la Figura del Vicario di Cristo, in quanto tale, ad essere oggettivamente friabile, nel Suo Magistero Infallibile, pur sempre costellato, nella sua umanità, dalle proprie debolezze, che non ne intaccano però la Verità da Proclamare ed il Magistero stesso, semmai è la friabilità soggettiva di ogni battezzato , nella debolezza della propria carne, a Resistere e ad opporsi a quello stesso Magistero, di per se Sempre Uno, Santo, Cattolico ed Apostolico, su cui si Fonda l’Unita’ della Chiesa…In tal senso verso questa ribellione, o friabilità soggettiva, espressione in definitiva dell’assoluta libertà di cui ognuno dispone, anche l’Autorita’ Papale , Sempre Infallibile, non può mai trasformarsi in autoritarismo o dispotismo, come il Signore Stesso Insegna! Tutto ciò mi porta purtroppo a concludere che per tanti Cattolici sia molto più semplice e “comodo” individuare e colpevolizzare di friabilità ed instabilità un legittimo Vicario di Cristo, anziché smascherarne uno illegittimo e semmai arginare e rimediare alle proprie friabilità! Un caro saluto.

      • E.A. ha detto:

        Gentile Berenice, la ringrazio molto per la sua interessante riflessione. A mio modesto e piccolo avviso, occorre, anzi urge, chiarire cosa si intende e a chi si rivolge questa friabilità. In tal senso distinguerei una friabilità oggettiva da una soggettiva, ossia non è la Figura del Vicario di Cristo, in quanto tale, ad essere oggettivamente friabile, instabile nel Suo Magistero Infallibile, pur sempre costellato, nella sua umanità, dalle proprie debolezze, che però non ne intaccano la Verità che Testimonia ed il Magistero stesso… semmai è la friabilità soggettiva di ogni battezzato, a resistere o ad opporsi a quello stesso Magistero, di per se Sempre Uno, Santo, Cattolico ed Apostolico, a Fondamento ed Unità della Chiesa…In tal senso verso questa ribellione, friabilità soggettiva di ogni singolo, espressione in definitiva dell’assoluta libertà di cui egli dispone, anche l’Autorita’ Papale, Sempre Infallibile, non può trasformarsi in autoritarismo o dispotismo, come il Signore Stesso Insegna! Tutto ciò mi porta purtroppo a concludere che per tanti Cattolici sia più semplice e “comodo” colpevolizzare di friabilità un legittimo Pontefice, anziché smascherarne uno illegittimo, palesemente friabile e fallibile, ed arginare e porre rimedio anche alle proprie ed umane friabilità e debolezze! Un caro saluto.

    • PRUDENTIA ha detto:

      su quest’aspetto troviamo un assunto possibile ve ne prego! Perchè o Pietro è sempre infallibile o Pietro può tradire e quindi…cosa era lecito fare la notte che Pietro rinnegò Cristo tre volte? Stare zitti al pretorio a guardare o protestare o andarsene a casa?

      • E.A. ha detto:

        Caro/a Prudentia, anche a lei ripropongo volentieri la mia risposta data a Berenice, provando semmai ad esprimere più chiaramente il mio modesto pensiero. La friabilità che si attribuisce ad un legittimo Papa non può mai intendersi come intrinseca/ oggettiva alla base della Figura del Vicario di Cristo, in quanto tale, le cui debolezze umane non ne intaccano Mai il Magistero e la Verità di cui Egli diventa Testimone, Annunciatore, Pilastro a Fondamento ed Unita’ della Chiesa… sono le friabilità, le incoerenze soggettive di ogni battezzato, spesso vere e proprie ribellioni, ad “inficiare” quel Magistero a cui ognuno è chiamato ad obbedire e a sottostare, in quanto Espressione Tangibile e Visibile della Volontà di Cristo Stesso, e a far, erroneamente e superficialmente, qualificare come fallibile e sdrucciolevole l’Autorita’ Divina Stessa, qualora non si tramutasse in dispotismo ed autoritarismo “terreno” , mai Esercitato dal Signore, nell’Assoluto Rispetto di quella libertà Donata alle Sue Creature! In conclusione ritenere fallosa e fallibile la Pietra Fondante equivale ad “accusare” il Signore, “reo” di aver Scelto ed Edificato la Sua Chiesa non su una Pietra Rocciosa, ma corruttibile, nel tempo, e corrosiva!!! La Prova a cui la Chiesa, quindi ogni battezzato, è Chiamata ad affrontare e superare, Con l’Aiuto del Signore e di Maria Santissima, non può che passare dal Riconoscimento della Vera Pietra Angolare, rispetto a quello che, a tutti gli effetti, risulta un vile sasso, scagliato con violenza e virulenza, contro la Pietra Fondante, e destinato inesorabilmente a finire nello “stagno”!!!

      • Cristiana Cattolica ha detto:

        Prudential,
        Per lei Bergoglio è il papa infallibile stabilito da Cristo?

        O è l’antipapa ERETICO stabilito da Satana (Massoneria).?

  • R.S. ha detto:

    Il modernismo è un modo di pensare intrinseco ai limiti dell’uomo superbo artefice di un’hybris del cambiamento e della trasformazione. Il suo nemico giurato è la tradizione, in ogni ambito (dalle arti alla religione, dai sistemi socio-politici ed economici alla morale). Il modernismo taccia ogni “vecchio” di obsolescenza ed anela al “nuovo” come sola speranza.

    Nell’ipertrofia del “nulla sarà come prima”, il modernismo autoreferenzialmente si proclama progresso (perfezionamento) e vanta scienza ed oggettività ogni suo movente o fine soggettivo, generalmente incapace di riconoscere le derive perniciose, insofferente ad ogni critica al potere dei buoni, dei giusti e dei migliori, autoproclamatisi tali.
    Ne abbiamo viste diverse applicazioni, anche recenti.

    L’uomo moderno ha un grosso problema con il tempo.
    Tutto quello che accade nel tempo è soggetto alla mutevolezza e alla contingenza.
    La contingenza è la peculiarità di un ente la cui esistenza è “non necessaria”, ma anche “non impossibile”: sta finché c’è.

    C’è un punto di osservazione che vede tutte le contingenze simultaneamente: il “cospetto eterno” (così Dante nel Paradiso). Questo sguardo divino esula dal “quaderno” della materia creata (sempre Dante) e la può guardar passare. Nel farlo non è necessario che intervenga su quel che vede e tanto meno che quel che scorre dipenda da Colui che osserva.

    L’esistente è determinato dallo state nello sguardo di Dio, ma questa necessità non viene imposta.

    Necessario quindi non sta per “indispensabile per ottenere un effetto” oppure per “costretto ad essere così”. La parola necessario non ha nulla a che fare con la costrizione e significa una fattualità: nec- cessat (non cessa).

    Che cos’è dunque questa necessità che non viene imposta e sta nello sguardo di Dio, eternamente? Un’eternità puntuale in cui tutti gli istanti del tempo sono condensati? In cui lo scorrere mutevole “non cessa”?
    Bisogna comprenderlo bene questo “necessario che non cessa”: è la salvezza.

    Il punto di vista della creatura coglie la mutevolezza della contingenza temporale, dunque anche lo sgretolarsi (Cronos che mangia i suoi figli), ma il punto di vista aperto dalla divina rivelazione coglie la solidità dell’intero senza costrizione.

    Questo è liberante e rasserenante: è la visuale estatica, immaginifica, che Dante coglie dalla dottrina di San Tommaso.

    Dio è infinito, indiviso, eterno. Il tempo è taglio, spezzettamento, negazione dell’infinito. Il finito si costituisce come limitazione, quindi come negazione.

    L’infinito nega questa negazione, configurando
    l’orginario cui tendere.

    Dio non ha la sapienza, ma è la sapienza.
    Afferma sé negando ciò che non è! Il suo è un sovra-possedere. Il mero possedere implica che chi possiede è diverso da ciò che possiede: in Dio c’è oltrepassamento del possesso. C’è identità sostanziale.

    E’ impossibile esprimere concettualmente, umanamente, qualcosa che ci supera e ci oltrepassa nei nostri limiti.

    Specialmente attorno al tempo si innescano i più grandi equivoci su Dio e su di noi. Nell’eternità c’è totale simultaneità, mentre nel tempo storico c’è frammentazione.

    Dio vede ogni cosa nella sua esistenza assolutamente attuale (assoluta coincidenza di essere, essenza e azione) e noi non riusciamo a ragionare se non dentro il tempo e tutto quel che si predica di Dio sotto prospettive temporali trasuda del nostro modo di pensare limitato.
    Può liberarci solo Dio, l’uomo da solo no!

    Se c’è un tempo, c’è un fatto o un divenuto: si diventa grandi, si diventa vecchi… Dio no: a Dio il divenire non si addice proprio.

    Non esiste un contrasto tra l’esperienza e la ragione, perché la ragione coglie il massimo della diagnosi di positività dell’esperienza, riconducendola al tutto originario: il senso della fede volge al fine della beatitudine, non alla catastrofe.

    Il mondo come creatura è tratto dal nulla, ma -sotto lo sguardo eterno di Dio- non è proiettato verso il nulla, bensì a specchiare la propria immagine, faccia a faccia, nello sguardo di Dio, il tutto. Questo è precisamente il Paradiso.

    Già ora possiamo intra-vedere nella realtà creata, soggetta al divenire storico, la dimensione redenta, salvata, della restitutio ad unum (il Paradiso come diafania di Dio). Nella restituzione all’integrità perduta anche il male viene raccolto per essere superato
    Pensiamo alla morte di croce, trono di gloria, oltrepassata dalla resurrezione, mistero della gloria.
    I termini di Creatore o Signore hanno un significato diverso in una prospettiva temporale (in relazione con le creature) o in quella essenziale, che significa direttamente l’essenza divina in sé stessa.

    La nostra condizione nel cercare di capire l’Assoluto necessita un oltrepassamento, altrimenti pretenderemmo di chiuderlo in qualche determinazione concettuale.

    E’ necessario dire-attraverso ed è possibile perché Dio lo permette, rivelandosi Lui. Svela rivelando.
    La vicenda umana successiva alla perdita della perfezione, di generazione in generazione, disegna la storia.

    In questa vita il tempo condiziona tutto e le giornate sono scandite dal rispetto degli orari. Il tempo scorre inesorabilmente uguale per tutti e, per ovviare alla limitazione, lo sforzo dell’ingegno ha riguardato soprattutto la velocità nel “fare” (spostarsi, produrre, veicolare informazione) nell’unità di tempo.

    L’incedere degli anni dipinge la storia dentro la quale i singoli e le nazioni conoscono alterne fortune e conflitti. La memoria individuale e collettiva sottolinea o cancella episodi gioiosi o tragici, mentre il pensiero (non di rado l’ideologia) oscilla tra due direttrici principali: conservazione e progresso.

    La storia resta chiusa in sé stessa, nel tempo. C’è sempre una prospettiva dominante, sancendo il conflitto e la frantumazione e aggiungendo fratture. In questa situazione la pace è una chimera, perché manca sempre il tempo e la fretta è cattiva consigliera: la pazienza e l’attesa sono virtù umili, che i grandi della storia quasi sempre non possono permettersi nei loro progetti di dominio che scontano la fugacità della vita umana.

    Infatti solo la Verità può rendere liberi e la pace che dà Cristo non è quella che dà il mondo.

    Lo stare nel tempo, dopo l’inizio dei tempi e dopo l’origine del male, implica tre imperativi: capire dove stiamo, attendere (il tempo genera un’attesa), essere messi alla prova dagli eventi, voluti e non.

    Verso “IL Fine”, non “la fine”. Non il nulla di uno smaccato nichilismo nemmeno più dissimulato.

    Il modernismo, proprio come la corazzata Potemkin descritta da Paolo Villaggio, è una “cagata pazzesca”.

    • stilumcuriale emerito ha detto:

      Il fascino misterioso del tempo consiste proprio in questo: l’uomo vive nel presente, ricorda a mala pena il passato e non è in grado di predire con certezza il futuro.
      Letterati, filosofi e poeti ce l’hanno con la scienza perchè per loro è difficile digerire la constatazione della reale pochezza e della misteriosa grandezza dell’uomo nell’Universo.

      • Enrico Nippo ha detto:

        … se non fosse che la scienza tende ad imporsi come verità assoluta quando invece non è che un continuo progredire dato il dubbio di inesaustività che la muove circa ciò che sempre provvisoriamente raggiunge.

        • stilumcuriale emerito ha detto:

          Adori il silenzio ma vuoi sempre dire la tua. Il tuo giudizio sulla scienza fa capire che non la conosci e non conosci lo spirito che anima gli scienziati onesti. Anche se una parte di uomini che si presentano in càmice la pensa come dici tu non è giusto rifiutare in toto una delle più alte espressioni della intelligenza umana.
          “Fatti non foste per viver come bruti, ma per seguir virtute e conoscenza”.

          • Enrico Nippo ha detto:

            A parte il fatto che bisognerebbe vedere cosa intende il Poeta per “virtute e canoscenza”, il fatto che adori il silenzio non mi rende sordomuto, quindi partecipo a questo blog né più ne meno di come fai tu, che, mi pare, non indugi nel dire la tua.
            Non sono affatto contro la scienza, ma che questa tenda, con la tecnologia, ad imporsi come verità assoluta, non puoi negarlo. Non viviamo nell’era della dittatura scientista tecnologista?

      • R.S. ha detto:

        La scienza si dovrebbe porre sempre come ricerca.
        Questo dice una miseria, una mancanza, da colmare.
        Questa ricerca spende (tempo ed energie) e per cercare in un certo senso si muore a se stessi (non cerco quel che ho/so già e quel che trovo può smentirmi).

        In questo modo di porsi anche la fede è scienza: l’uomo non è in grado di contenere Dio e quindi anela sempre a conoscere qualcosa in più. Con la differenza che mentre un atomo, una cellula o un’onda non si fanno avanti volontariamente, Dio questo lo fa, per supplire alla nostra miseria.

        Osservare, ascoltare ed esplorare aggiungono un andare al ricevere: siamo dei riceventi, ma ci atteggiamo come chi cerca. A chi bussa sarà aperto.

        La ragione elabora le informazioni: questo è meditare ogni cosa nel cuore. Vale al microscopio come davanti al tabernacolo, in un esperimento come in un esercizio spirituale. L’intelletto azzarda astrazioni, ma non c’è solo quello: lo stupore chiama l’immaginazione e il genio intuisce anche quello che ancora non capisce.
        L’umiltà sa porre il limite per non pretendere di comprendere quel che ci supera.

        Ma l’uomo è malato, incline al male: presuntuoso o malizioso nel trarre vantaggio e guadagno, lecito o meno lecito, dal suo sapere. Qui si entra in un campo che con la scienza non c’entra più. E’ prostituzione intellettuale, piegata ad altri scopi. Nel regno di questo mondo però conta l’apparenza e allora si continua a dire scienza quel che non lo è… anche la fede può essere vantata tale, pur scaduta in un potere.

        Il peccato originale è sempre attuale e scoprirsi miseri è l’antidoto al perseverare nel male, volgendo al meglio il bene possibile, ricevuto in dono e fatto fruttare avendo trovato spiegazioni da annunciare e testimoniare.

        Questo vale nel tempo, per la scienza, ma per la fede vale nell’eternità. La stessa propensione, la stessa ricerca, lo stesso desiderio, ma ognuno al proprio posto: nello spazio-tempo del creato e nell’infinito-eternità dell’assoluto.

        Senza il trascendente divino non ha senso nemmeno l’intelligere che tratta il neutrino.
        Sono sistemi per conoscere, ma conoscere non sempre rende liberi, creando gabbie buie e tristissime.
        Conoscere la Verità rende liberi.

        Chi ingabbia? Uno spirito cattivo, insano, che spaccia per scienza delle conoscenze malvagie, asservite a progetti malvagi. Non è un problema di contenuti, ma di antropologia. Non l’uomo teorico, ma quel che siamo.

        Però nel tempo non restiamo chiusi: c’è una porta (stretta) perchè la conoscenza si apra al bello. Serve un grande stupore, non la tracotanza di chi pensa di potersi fare “dio” senza Dio, ammazzando anche Lui.

        • Luca antonio ha detto:

          Caro R.S. ultimamente e’ davvero icastico.
          Complimenti.

        • R.S. ha detto:

          P.S. Lo sterminio è un’operazione “scientifica”: passa da un progetto, pianifica tempi e metodi, all’oca risorse, ottimizza i processi e fa training al personale!

          P.P.S. Poi si da’ anche un premio e -se la storia non ne copre la vergogna- potrebbe anche erigersi un monumento, dedicarsi una piazza o un museo.

  • Fra Mario ha detto:

    Bravo

    • Catholicus ha detto:

      Grazie di cuore, caro Fra Mario, fratello in Cristo ! Spero di averla come lettore anche dei prossimi articoli; inutile aggiungere che sono ben accette critiche e correzioni, non ritengo certamente di avere la cosidetta “scenza infusa”, cercando solo di portare il mio umile contributo alla causa di NSGC, da quel “servo inutile” che evangelicamente mi riconosco….. Un fraterno saluto, pace e bene

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