Studio Peer-Reviewed: Ritirare il Siero dal Mercato, Rischi Inaccettabili e Potenzialmente Fatali.

12 Marzo 2024 Pubblicato da

 

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, offriamo alla vostra attenzione questo post pubblicato da ALI – Avvocati Liberi – su Telegram che fa riferimento a uno studio con revisione paritaria pubblicato da uno studioso italiano, Gabriele Segalla, sull’International Journal of Vaccine Theory, Practice, and Research. Qui sotto trovate un abstract dell’articolo,
in inglese:

Abstract

The LNPs reportedly used as the platform by Pfizer/BioNTech for its SARS-CoV-2 “mRNA vaccines” allegedly consist of a mixture of phospholipids, cholesterol, PEGylated lipids, and an ionizable cationic lipid. This study reviews some of the main toxicological risks and immunostimulatory properties of such nanomaterials, with particular attention to the ionizable LNPs and their adjuvant properties, inflammatory responses, stimulation of immune cells, and formation of ROS inside transfected cells. The decision not to carry out safety pharmacology, carcinogenicity, and genotoxicity tests on these nanomaterials appears unjustifiable and in contradiction with the international policies provided for novel adjuvants. Important gaps are highlighted on the activities by the relevant regulatory bodies, related to the scientific evaluation, risk management, and pharmacovigilance for new medicinal products in the EU. Given the findings discussed here, it is strongly urged that the mRNA-LNP-based “vaccines” and their boosters should be removed from the worldwide market because of unacceptable and potentially fatal safety risks.

E in italiano: 

Astratto

Gli LNP utilizzati come piattaforma da Pfizer/BioNTech per i suoi “vaccini mRNA” contro la SARS-CoV-2 sarebbero costituiti da una miscela di fosfolipidi, colesterolo, lipidi pegilati e un lipide cationico ionizzabile. Questo studio passa in rassegna alcuni dei principali rischi tossicologici e delle proprietà immunostimolanti di tali nanomateriali, con particolare attenzione agli LNP ionizzabili e alle loro proprietà adiuvanti, alle risposte infiammatorie, alla stimolazione delle cellule immunitarie e alla formazione di ROS all’interno delle cellule trasfettate. La decisione di non effettuare test di farmacologia di sicurezza, cancerogenicità e genotossicità su questi nanomateriali appare ingiustificabile e in contraddizione con le politiche internazionali previste per i nuovi adiuvanti. Sono state evidenziate importanti lacune nelle attività degli enti regolatori competenti, relative alla valutazione scientifica, alla gestione del rischio e alla farmacovigilanza dei nuovi medicinali nell’UE. Alla luce dei risultati qui discussi, si chiede con forza che i “vaccini” a base di mRNA-LNP e i loro booster siano ritirati dal mercato mondiale a causa dei rischi di sicurezza inaccettabili e potenzialmente fatali.

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Pfizer, EMA, AIFA – Atto III
profarmaci covid19 da ritirare immediatamente dal mercato
Un nuovo studio del chimico  👨🏻‍🔬 Gabriele Segalla👨🏻‍🔬 già perito di parte dei denuncianti e degli avvocati di ALI nel procedimento penale n. 7/2023 pendente davanti al Tribunale dei Ministri di Roma contro Magrini e Speranza,  è stato pubblicato in peer-review sulla rivista scientifica americana International Journal of Vaccine Theory, Practice, and Research (IJVTPR), con il titolo “Attività Adiuvante e Rischi Tossicologici delle Nanoparticelle Lipidiche Contenute nei Vaccini a mRNA -COVID19” (qui sub Ita):
I due precedenti studi di Segalla (Gen 2023; Ott 2023), pubblicati nella stessa rivista ed entrambi confluiti nel procedimento penale davanti al Tribunale dei Ministri, avevano evidenziato le gravi responsabilità di Pfizer/BioNTech ed EMA (European Medicines Agency) nell’avere immesso sul mercato europeo un preparato medicinale instabile, imperfetto e inadatto all’inoculazione intramuscolare.
Lo studioso italiano ha ritenuto necessario approfondire risalendo alle motivazioni che hanno determinato la decisione di Pfizer/BioNTech (prontamente accettata da EMA) di non effettuare gli studi di sicurezza farmacologica, cancerogenicità e genotossicità sulle nanoparticelle lipidiche contenute nel preparato sperimentale Comirnaty prima di testarlo sull’uomo.
Decisione che appariva, oltretutto, in palese contraddizione con le Linee Guida dell’OMS riguardanti, nella fattispecie, i vaccini contenenti nuovi adiuvanti.
Nel documento ufficiale sulla gestione dei rischi (il cosiddetto Risk Management Plan), prodotto da Pfizer/BioNTech e accettato da EMA, si può leggere la seguente sconcertante dichiarazione del fabbricante: “il vaccino non contiene un adiuvante” (Comirnaty, RMP, Oct 2023, pag. 112).
Dichiarazione questa, che, nello studio di Segalla, viene analizzata e smentita scientificamente, in grottesca contraddizione con quanto dichiarato persino dagli stessi scienziati della BioNTech, tra cui il premio Nobel 2023 Katalin Karikó, che, in autorevoli studi in peer-review, affermavano e dimostravano che una delle funzioni primarie delle nanoparticelle lipidiche ionizzabili era proprio quella “adiuvante”.
Si svela dunque un premeditato e lucroso raggiro, effettuato con la compiacenza delle autorità regolatorie, ai danni di milioni di soggetti usati come cavie.
Nella pubblicazione del Doc. Segalla si legge: “È probabile che le modificazioni di questi RNA siano in parte, forse interamente, responsabili dei coaguli innaturali trovati in soggetti, vivi e morti, cui erano stati somministrati questi prodotti iniettabili sperimentali, e che tali prodotti stiano aumentando la mortalità-per-tutte-le-cause in tutto il mondo (Santiago, 2022a, 2022b; Santiago & Oller, 2023” (dall’abstract).
Quante vittime di effetti avversi avrebbero potuto essere risparmiate se quegli studi di sicurezza fossero stati effettuati prima dei test clinici?
Forse il tempo necessario ad effettuare i test di sicurezza sui nuovi adiuvanti non avrebbe permesso di correre alla “velocità della scienza”, rischiando un pericoloso ritardo dell’immissione sul mercato dei vaccini a mRNA e compromettendo irrimediabilmente una campagna vaccinale giustificata dall’urgenza?
O forse qualcuno già sapeva che quei test avrebbero rivelato criticità tali da “uccidere il vaccino” e far sfumare i contratti miliardari con BigPharma?
Ora che l’inganno è stato clamorosamente dimostrato (ed in assenza di studi e pubblicazioni in grado di dimostrare il contrario di quanto sostenuto da Segalla) rimaniamo in attesa delle determinazioni delle istituzioni governative, delle autorità regolatorie e della magistratura affinché, ognuno per quanto di competenza, adotti le ormai indifferibili decisioni affinché tutti i vaccini ad mRNA -LNP siano immediatamente rimossi dal mercato, vista la inaccettabile pericolosità immunologica e tossicologica per la salute umana dei nanomateriali ivi contenuti.
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2 commenti

  • arrendersi all'evidenza ha detto:

    Rilancio da un interessante articolo apparso su Epoch Health

    https://www.theepochtimes.com/health/covid-vaccine-gene-could-integrate-into-human-cancer-cells-

    Era già stata riportata la notizia dell’evidenza di una contaminazione del mRNA del siero genico per la presenza (valutata superiore ai limiti consentiti, pari a 10 nanogrammi per dose) di residui di dsDNA, la cui presenza è giustificata dalla modifica intervenuta nel processo produttivo e da un’insufficiente purificazione nella fase finale.

    A questo si aggiunge ora la constatazione che questo DNA potenzialmente è integrabile nel DNA umano, inducendo una modifica al genoma.

    I vari fact-checker hanno rifiutato scandalizzati questa preoccupazione, ma alcuni ricercatori hanno osservato che può succedere e in particolare lo hanno visto integrato nel DNA (in particolare nel cromosoma 9 e 12) delle cellule cancerose, il cui DNA è maggiormente instabile (la maggior parte degli esperimenti è stato condotto su linee cellulari di cellule cancerose).

    Si tratta di studi ancora preliminari ed è ancora da verificare la facoltà di trasmettere la modifica sulle cellule discendenti e se questo possa avere conseguenze sul malato. Inoltre non è certo che quel che è stato visto su cellule malate accada allo stesso modo in quelle sane.

    Sta di fatto che gli esperti sono consapevoli che il rischio c’è, la cui portata dipende da quale è il sito in cui il genoma viene integrato. Quello che hanno già visto è che sui cromosomi 9 e 12 il punto in cui si verifica l’integrazione è sempre lo stesso e pertanto non è casuale.
    E’ come se ci esistessero dei punti adatti, delle aree più attive, affinchè avvenga. Nel cromosoma 12 succede nell’area del gene FAIM2, la cui attivazione determina la produzione di una proteina killer per la cellula.
    Una buona notizia paradossale è che dal momento che un tumore evade il meccanismo di morte cellulare (perciò la malattia avanza, spesso inesorabilmente) questa modifica potrebbe risultare benefica!

    Il problema è che non si sa quante altre possano essere le integrazioni del DNA vaccinale residuo nel DNA umano delle cellule sane.
    Queste evidenze non sono state ovviamente osservate su cellule cancerose di persone non vaccinate.

    La presenza di DNA in quantità non consentita (di per sé motivo sufficiente per ritirare i lotti) e l’evidenza di una sua capacità di integrarsi con quello umano rappresentano un rischio che viene acuito dalla formulazione (i nanolipidi cationici presenti) che favoriscono il rapido ingresso di queste sostanze nelle cellule.

  • Adriana 1 ha detto:

    Aggiungo:
    https://tinvurl.com/www.ilparagone.it/attualita/miocarditi-trombi-paralisi-lultimo-studio-sui-vaccini-e-da-incubo-e-il-piu-grande-mai-realizzato-ecco-cosa-e-stato-scoperto/
    Ma, di fronte al D.P. ( denaro e potere ) dei dèmoni terreni e dei loro dipendenti, a che serve?