Germania, Aborto: Nuove Misure contro gli Anti-Abortisti. Antonello Cannarozzo.

31 Gennaio 2024 Pubblicato da 2 Commenti

 

 

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, Antonello Cannarozzo, che ringraziamo di cuore, offre alla vostra attenzione queste riflessioni sulle nuove misure che la Germania – sull’esempio di altri Paesi del Nuovo Ordine Mondiale – intende prendere nei confronti di quanti combattono contro quel crimine che è l’aborto. Buona lettura e condivisione.

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Aborto in Germania: nuove disposizioni contro gli anti-abortisti

Antonello Cannarozzo

In questo nostro strano mondo si può discutere e accapigliarsi su tutti i mali del mondo e sulle violenze che da essi scaturiscono come in Ucraina, in Israele, a Gaza e in tante altre stragi di cui se ne parla poco, ma che si perpetuano sotto i nostri occhi diventando la triste cornice della vita.

A tutto questo ci si ribella invocando la pace «Ogni atto di violenza anche solo contro una persona -si sente dire da più parti – è un delitto per tutta l’umanità».

Vero, assolutamente vero, un principio di civiltà che vale in ogni frangente, solo una strage non è mai lecito contestare perché, malgrado l’atto violento, è pur sempre un simbolo di libertà e di progresso e per questo deve essere accettato senza se e senza ma, parliamo dell’aborto.

La notizia che riporto di seguito non è certo di quella che va sulle prime pagine dei giornali, ma sono rimasto ugualmente colpito per la protervia del ‘potere’, o presunto tale, verso i propri cittadini.

Nella democratica e libera Germania è stato presentato un disegno di legge della ministra della Famiglia (sic), la verde Lisa Paus, che vieterà nel prossimo futuro agli antiabortisti di fare le loro dimostrazioni a ridosso di ospedali o centri medici dove si pratica l’interruzione di gravidanza; la pena per i trasgressori sarà di 5.000 euro.

Nel presentare questo disegno legislativo che dovrebbe compiere il suo iter parlamentare entro questa estate, la ministra ha dichiarato con soddisfazione che «Rafforziamo i diritti delle donne incinte e muoviamo un passo importante verso il diritto di autodeterminazione della donna».

In pratica le donne in gravidanza con la nuova legge potranno abortire serenamente e in piena libertà, senza trovarsi tra i piedi quei rompiscatole degli antiabortisti che con la loro presenza e i loro cartelli invitano le donne a ripensarci prima di sopprimere la loro creatura, inoltre da quando si discute sulla scelta abortiva, curiosamente il concetto di morte e di ciò che avviene al feto nel momento della soppressione, è sempre sorvolato, con un senso tra la vergogna e la paura di sapere.

Certo i problemi non mancano per la donna che ha fatto questa scelta, ma, nonostante tutto, come viene ribadito dagli ambienti più progressisti, bisogna difendere questo diritto se vogliamo una società veramente libera e democratica.

Parole che se fossero vere dovrebbero aprire anche un dibattito serio e approfondito sul diritto del feto a nascere. Purtroppo così non è.

Tornando ai sit in degli antiabortisti, fin dall’inizio queste proteste, erano abbastanza tollerate dalle autorità grazie anche alle molte pronunce giurisprudenziali seguite negli anni che hanno stabilito in maniera esplicita che, come in questo caso, quantunque il disturbo procurato alle donne che volevano interrompere la loro gravidanza, per il diritto sancito dalla Costituzione tedesca la libertà di manifestare le proprie idee è intoccabile ed ha una prevalenza giuridica nei contenziosi.

A questo punto ci domandiamo se una legge del governo può essere in contraddizione con la Costituzione su cui fonda la sua stessa base giuridica ed è il dilemma che pone questo disegno di legge ai parlamentari.

Ma la proposta della ministra Lisa Paus ha qualcosa che esula dai cavilli costituzionali, è stato letto da molti come un modo per allontanare questi attivisti dai luoghi dove avvengono gli aborti (non sia mai che una donna si lasciasse convincere a portare avanti la gravidanza invece di abortire. Ndr), sarebbe invece bastato arrivare ad un accordo con quanto le associazioni pro vita che chiedono ormai da anni alle autorità la costituzione di zone circoscritte davanti ai consultori, insomma: «Un quadro protetto ed indisturbato è fondamentale per persone che cercano consulenza psicosociale» come ha dichiarato Monika Börding, la presidente dell’associazione Pro Familia che offre assistenza alle donne nel momento delicato di voler interrompere la gestazione.

Sfortunatamente il buon senso non ha prevalso, ma ciononostante queste associazioni pro-vita, pur tra mille difficoltà e incomprensioni, sono riuscite a salvare negli anni migliaia di nascituri e a sensibilizzare la classe medica tanto che c’è stata una riduzione drastica negli anni di sanitari che praticavano l’aborto.

I dati indicati dall’Ordine federale tedesco dei medici ha pubblicato l’elenco dei professionisti che praticano l’interruzione di gravidanza e su circa 19.000 ginecologi al 5 gennaio di questo nuovo anno sono in servizio appena 375.

Qualcosa, forse, a dispetto di tutto e di tutti, si muove e per il meglio.

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2 commenti

  • pierfederico ha detto:

    Articolo molto interessante, soprattutto i dati sui ginecologi: per fortuna il Signore ci mette una pezza…sempre.
    A proposito non è sbagliato dire la ministra anzi è correttissimo,

  • Emma b. ha detto:

    Per favore, non violentare la lingua italiana

    MinistrA???????

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