Il Matto. Quei Selvatici Irriflessivi dei Santi…

13 Maggio 2022 Pubblicato da 361 Commenti

Marco Tosatti

Carissimi StilumCuriali, penso sia interessante offrire alla vostra attenzione questa provocazione del Matto, che come spesso accade certo provocherà una discussione stimolante. Buona lettura.

§§§

QUEI SELVATICI IRRIFLESSIVI DEI SANTI

«Troppo privi di remore, troppo selvatici per potersi fermare alla meditazione (che presuppone un controllo di sé, e dunque una mediocrità del sangue), i santi aspirano a scendere fino alle radici delle cose, e il cammino che ve li conduce non è propriamente “riflessivo”». E.M. Cioran, La tentazione di esistere * * * * * Prendo spunto da uno scambio, molto interessante come al solito, che ho avuto con FORUM COSCIENZA MASCHILE in occasione del mio «L’Assoluto è “quel non so che”», pubblicato il 23 marzo. Dopo aver rilevato l’echeggiare, nel mio articolo, di motivi gnostico-cabalisti, nonché il satanismo di certe élites occultiste ed un consistente odor di bruciato luterano, FCM proponeva un suggestivo brano di Élemire Zola nel quale il protagonista, di nome Ognuno, piuttosto che seguire il consiglio di Beatrice, la fanciulla consigliera che lo ha ospitato in una casetta, di «riprendere il cammino guidato dal sole», preferisce apprestarsi a scendere nella tenebrosa cantina (nel «sottosuolo») in cui confabulano un Vegliardo e un Pagliaccio, due loschi figuri almeno come li dipinge Zola, dei quali, secondo FCM, così mi sembra d’aver capito, il sottoscritto sarebbe un emulo. A questo punto, per integrare (integrare, non confutare) quanto esposto da FCM, propongo (propongo, non oppongo) un brano di E.M. Cioran, tratto da La tentazione di esistere, che a suo tempo trovai magistrale. Un brano dall’intensità e raffinatezza estreme, che sbirciato a scappar via non serve a nulla, ed ancor meno se lo si legge soltanto per prepararsi le obiezioni: come dire una lettura in cui il lettore, invece di quanto proposto, legge se stesso nelle proprie obiezioni, tentazione da cui neanche i Matti sono esenti e che andrebbe strenuamente combattuta. * * * * * «Per che cosa si prodiga il mistico? Per cercare ciò che sfugge o sopravvive allo sgretolamento delle proprie esperienze: il residuo si atemporalità sotto le vibrazioni dell’io. Egli logora i suoi sensi nel contatto con l’indistruttibile, a differenza del poeta che logora i propri nel contatto col provvisorio; l’uno si inabissa quasi carnalmente nel supremo (la mistica: fisiologia delle essenze), l’altro si diletta alla superficie di se stesso […] Quando si leggono le Rivelazioni di Margareta Ebner, e si ripercorrono le sue crisi, il suo adorabile inferno, si è presi da invidia. Per giorni e giorni non riusciva a proferir verbo; e quando infine apriva bocca, ne uscivano grida che esaltavano e facevano tremare il convento. E che dire di Angela da Foligno che vorrebbe andare nuda per città e piazze, con pezzi di carne e di pesce appesi al collo e gridare: “È questa la vilissima femmina, sentina di mali e di falsità e seminatrice di ogni vizio e di ogni malvagità. Eccola sono io” (Il libro delle mirabili visioni, Firenze, 1926). Temperamenti sanguigni, che si compiacciono nei confini estremi della degradazione e della purezza, nella vertigine dei bassifondi e delle vette, i santi non si adattano molto ai nostri ragionamenti né alle nostre viltà. Vedere in loro dei meditativi significa ingannarsi del tutto. Troppo privi di remore, troppo selvatici per potersi fermare alla meditazione (che presuppone un controllo di sé, e dunque una mediocrità del sangue, i santi aspirano a scendere fino alle radici delle cose, e il cammino che ve le conduce non è propriamente “riflessivo”. Senza alcun ritegno, senza alcuna traccia di stoicismo nei gesti e nelle parole, credono che tutto sia loro permesso, conducono la loro indiscrezione attraverso i cuori e li turbano perché hanno orrore della pace e non possono sopportare un’anima realizzata. Essi preferirebbero dannarsi piuttosto che accettarsi. Ascoltiamo ancora Angela da Foligno: “Che, se tutti i saggi di questo mondo, e tutti i santi del Paradiso mi avessero parlato e mi avessero promesso tutti i beni possibili; anzi se lo stesso Dio me li avesse addiritttura concessi, s’egli non avesse prima di tutto cambiata me stessa togliendo da quello stato l’anima mia, non ne avrei avuta nessuna consolazione, nessun rimedio, non avrei neanche prestato loro fede, mi sarei solo sentita pù invasa dall’ira e dallo stupore, e avrei riconosciuto con più amarezza la verità essere solo quella mia presente, dolorosa, affannosa coscienza del male” (op. cit.). Di fronte a queste dichiarazioni e a queste esigenze non dovremmo liquidare gli ultimi residui di buon senso e lanciarci come barbari verso le “tenebre della luce”? Ma come risolverci a questo, inchiodati come siamo alle infermità della modestia? Il nostro sangue è troppo tiepido, le nostre bramosie troppo ammaestrate. Nessuna possibilità di andare oltre noi stessi. Persino la nostra follia è troppo moderata. Abbattere le barriere dello spirito, farlo vacillare, desiderarne la rovina – questa è la sorgente del nuovo! Così com’è è restio all’invisibile e non percepisce se non quello che già sa. Per aprirsi al vero sapere lo spirito deve smembrarsi, infrangere i propri limiti, sperimentare le orge dell’annullamento. Non saremmo destinati all’ignoranza se solo osassimo portarci al di sopra delle nostre certezze e di quella timidezza che, impedendoci di compiere dei miracoli, ci incatena in noi stessi. Come siamo privi dell’orgoglio dei santi! Se vegliano e pregano è per carpire a Dio il segreto del suo potere. Sono perfide le suppliche di questi rivoltosi, attorno ai quali il demonio ama aggirarsi. Poiché sono abili, a lui pure carpiscono il segreto e lo forzano a lavorare per loro. Dal principio malefico che li abita sanno trarre il profitto per elevarsi. Se qualcuno di loro crolla, è con una certa compiacenza: cadono non da vittime, ma da complici del Diavolo. Salvati o perduti, tutti portano un marchio di non-umanità, tutti rifuggono dal fissare un limite alle loro imprese. Rinunciano? La loro rinuncia è completa. Ma invece di essere per ciò sminuiti e indeboliti, essi risultano più potenti di noi che conserviamo i beni da loro abbandonati. Questi giganti, dall’anima e dal corpo folgorati, ci terrificano. Se li stiamo a guardare ci vergogniamo di essere nient’altro che uomini. E se sono loro a guardarci, intuiamo le parole che la nostra mediocrità ispira alla loro misericordia: “Povere creature, che non avete il coraggio di diventare unici, di diventare dei mostri”. Decisamente, il Diavolo fa il gioco dei santi e non è estraneo alla loro aureola. Che umiliazione per noi aver patteggiato col Diavolo in pura perdita!». * * * * * Chiaro che in quest’aura di bellum intestinum siamo lontani le mille miglia dalla tranquilla certezza offerta dal reticolato dottrinale, la quale rende difficile, se non impossibile, fare veramente i conti con se stessi («scendere fino alla radice delle cose»), impresa, come s’è visto, non scevra da sconquassamenti («nei confini estremi della degradazione e della purezza, nella vertigine dei bassifondi e delle vette»), e perciò alla portata di pochi, mentre i molti, che legittimamente navigano con la bussola delle definizioni dogmatico-legalistiche, dovrebbero astenersi dal pronunciarsi circa un argomento che, essendo fuori del proprio orizzonte, li scandalizza e li turba, facendoli erompere in una critica insensata poiché riferita ad un altro orizzonte. In altri termini, chi liberamente e legittimamente se ne sta in superficie con il salvagente non dovrebbe criticare chi, in apnea e altrettanto liberamente e legittimamente, si avventura verso il fondale. «Come un pescatore di perle, o anima mia, tuffati, tuffati nel profondo, tuffati ancora più giù, e cerca! Forse non troverai nulla la prima volta. Come un pescatore di perle, o anima mia, senza stancarti, persisti e persisti ancora, tuffati nel profondo, sempre più giù, e cerca! Quelli che non sanno il segreto, si burleranno di te, e tu ne sarai rattristato. Ma non perdere coraggio, pescatore di perle, o anima mia! La perla di gran valore è proprio là nascosta, nascosta proprio in fondo. È la tua fede che ti aiuterà a trovare il tesoro ed è essa che permetterà che quello che era nascosto sia infine rivelato. Tuffati nel profondo, tuffati ancora più giù, come un pescatore di perle, o anima mia. E cerca, cerca senza stancarti!». Swami Paramananda (dominicanes.it/predicazione) E tuttavia, volendo esser ligi al dottrinalmente stabilito, l’art. 631 del Catechismo dice di un Gesù che prima di risorgere «era disceso nelle regioni inferiori della terra. Colui che discese è lo stesso che anche ascese» (Ef 4,10)». Ora, queste “regioni inferiori della terra” non richiamano il “sottosuolo”, cioè la cantina del racconto di Zola nella quale “Ognuno”, ma forse sarebbe meglio dire Qualcuno, intende scendere? Non dovrebbe quindi risultar chiaro che per ascendere è necessario prima discendere? Ora, l’ascendere e il discendere si attua lungo la verticale che, secondo il simbolismo della Croce, indica la polarità attiva/positiva/spirituale dell’esistenza che attraversa l’orizzontale, cioè la polarità passiva/negativa/materiale, mettendo in comunicazione il mondo celeste con quello sotterraneo (gli inferi) . Ed è appena il caso di precisare che verticale/orizzontale, attivo/passivo, postivo/negativo e spirito/materia costituiscono una complementarietà, richiamando anche l’idea di fecondità tanto materiale quanto spirituale. Sarà quindi un caso che il Poeta prima di salire in Paradiso scende all’Inferno? E non sarà, allora, che la condizione imprescindibile per risalire è quella di toccare il fondo? Ovvero quel fondo che Gesù, sudando sangue, tocca nell’Orto degli Ulivi: «Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua volontà»? E non lo beve Egli fino al fondo? E non chiede ai discepoli: «Potete bere il calice che io bevo?», ossia: potete scendere lungo la verticale che conduce dapprima agli inferi e poi al cielo? Spero che almeno questo finale non olezzi di gnosticismo cabalista!

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361 commenti

  • Il Matto ha detto:

    Che c’entra l’Ebraismo con Il Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo?😎

    Se il Figlio è ebreo, lo sono anche il Padre e lo Spirito Santo, data l’uni-trinità di Dio.😎

  • Forum Coscienza Maschile ha detto:

    Il Matto tesse l’elogio del buffone torturatore della fiaba (ma non era contro le inquisizioni?) rivelando che per lui, tutti dovrebbero militare a favore della propria degradazione.
    «Non si possono ignorare le realtà presenti, impellenti, inesorabili!» dicono i custodi della degradazione e gli fa eco il Matto dicendo che le vicissitudini umane cancellano il dogma, mentre al più svelano la mancanza di fede.
    Autore o amatore di fiabe è colui che non si fa servo delle cose presenti. Esiste una fiaba suprema, che non è una sotto-creazione, come altre, ma il compimento della Creazione, il cui rifiuto conduce alla furia o alla tristezza: la vicenda evangelica, in cui il mito si fa Storia.
    A differenza dei Matti il Vangelo non cerca la mediazione fra male e bene, ma soltanto la vittoria sul male. I draghi (doppio senso non inteso) non sono da assimilare, da sentire in qualche modo fratelli, ma da annientare. Nelle frasi del Matto e di alcuni commentatori sempre si trova una traccia di mescolanza, d’ibridazione satanicamente fruttuosa, sempre si assiste a una calata negli inferi non per debellarli ma per farsi contagiare, sì da ricevere una diabolica energia. Sempre si torna a venerare le viscere della Terra, che sarebbero sorgente di energia tutta terrestre. In breve, ci si ritrova nell’atmosfera consueta, moderna, intrisa di confusione, androgina, che fu inaugurata da Blake, che è stata nella scorsa generazione formulata da Jung.
    Conviene qui un paragone con Tolkien. La fascinazione che sprigiona da Tolkien proviene dal suo completo ripudio di questa tradizione sinistra. La sua fiaba non celebra il consueto signore delle favole moderne, Lucifero, ma San Michele o Beowulf o San Giorgio. Si è con lui agli antipodi di Powys che esalta un venturo Messia dell’era dell’Acquario, goffo, violento, puerile, svergognato, che oltraggia l’ordine dei sessi, della religione e della famiglia stessa. Si è agli antipodi di tutto ciò che in qualche modo si rifaccia anche a meno sinistre dottrine, anche soltanto a quella «provvisoria accettazione delle energie e delle passioni pericolose» che Keats suggeriva. Come per Powys il numero sacro per eccellenza è il quattro (la quaternità di Jung che include Satana), per Tolkien è il tre, trinitario, che non accetta la presenza del demonio.
    Anche quei favolisti della mano sinistra sanno cose abbastanza nascoste, conoscono il potere immenso dei puri pensieri, anch’essi compongono fiabe e accedono ad archetipi, eppure sono inconciliabili con la schiera dei favolisti della Tradizione benigna e luminosa: Tolkien o C.S. Lewis. Non è esaltante che pure in tempi dediti al culto del caos (spirituale, razionale, perfino biologico), abbiano levato la voce anche questi ultimi?
    Ci vuol poco a sentire che Tolkien sta parlando di ciò che tutti affrontiamo quotidianamente negli spazi immutevoli che dividono la decisione dal gesto, il dubbio dalla risoluzione, la tentazione dalla caduta o dalla salvezza.
    Non a caso The Lord of the Rings è diventato così popolare, i bambini vi si ambientano subito e i dotti godono tanto a decifrarlo quanto a restare giocati da certi suoi enigmi puramente esornativi. Si rimane stretti in una maglia ben tessuta, fatta dei nostri stessi tremiti, inconfessati sospetti, sospiri più intimi a noi di noi stessi. Perché opera di così impalpabili forze, The Lord of the Rings si divulgò smisuratamente, senza bisogno di persuasioni o di avalli, perché parlava per simboli e figure di un mondo perenne oltre che arcaico, dunque più presente a noi del presente.
    L’anello infonde un tedio sconfinato al mortale che lo infili al dito, che non cresce, non ottiene maggior vita, prosegue soltanto, in un mondo di larve, in un crepuscolo sotto l’occhio del Maligno che lo divorerà. E’ lo specchio della condizione umana presente, che corre dietro ai sogni, mentre per conoscere sperimentalmente la presenza del Male è necessario aver fatto almeno qualche passo sulla strada della purificazione.
    L’anello parla d’una verità repressa, ma ben nota nel profondo dei cuori, anche a coloro che ripetono come intontiti le consuete e stolte negazioni del peccato originale e del suo artefice, anche se voci macchinali ripetono perfino qui, che Lucifero è destinato alla salvezza.
    L’umanità di oggi è irretita in un trasognato piombare nel male che è confusione, anarchia e disordine contro cui, insinuano i Matti, non si deve proporre conoscenza, legge e ordine. È l’effetto di una tirannide fondata sull’anomia, che spegne tutte le virtù naturali del popolo.

    • Rolando ha detto:

      Forse qualche mio intervento più recente e postato più sotto non è stat visto. Normale.
      Mi pare che questo lungo di Forum Coscienza Maschile ponga con lucidità assoluta una differenza lampante tra ciò che nell’attuale società è bene ed è male.
      Cioè con chiarezza i servì del Padrone notano che l’Inimicus homo ha seminato la zizzania dove loro avevano seminato il buon grano del Padrone. E sia. Ma quand’anche questi devoti specialisti di Bene e di Male siano sicuri della loro valutazione, prima di parlare di Vittoria hic et nunc, si attacchino al collo la conclusione della parabola di Gesù ed obbediscano mansueti al Maestro.
      Poi lascino stare l’escatologismo cristiano che in sé non ha niente di originale, ma tutto copiato come gente senza idee e sappiano che al centro c’è il Sole che non darà più la sua luce.
      Cioè una legge di Natura, sulla quale infiniti da sempre sono la fantasia ed il terrore umano. Vivi e lascia vivere.

      • Forum Coscienza Maschile ha detto:

        La ringrazio, non sono certo di aver capito tutto ma sono lieto che si collochi tra i servi di Dio

  • Il Matto ha detto:

    Rolando pone una domanda, anzi LA domanda:

    “Che cos’è che passa, che cos’è che resta?”.

    Adesso vogliamo impegnarci in altri 344 commenti per dare una risposta, anzi La risposta?

    Un matto, ecumenista, eretico, strisciante, diabolico saluto a tutti!!! 🤠

    • luca antonio ha detto:

      ” …..E dobbiamo ( noi sacerdoti ndr) portare un frutto che rimanga. Tutti gli uomini vogliono lasciare una traccia che rimanga. Ma che cosa rimane? Il denaro no. Anche gli edifici non rimangono; i libri nemmeno. Dopo un certo tempo, più o meno lungo, tutte queste cose scompaiono. L’unica cosa, che rimane in eterno, è l’anima umana, l’uomo creato da Dio per l’eternità. Il frutto che rimane è perciò quanto abbiamo seminato nelle anime umane – l’amore, la conoscenza; il gesto capace di toccare il cuore; la parola che apre l’anima alla gioia del Signore. Allora andiamo e preghiamo il Signore, perché ci aiuti a portare frutto, un frutto che rimane. Solo così la terra viene cambiata da valle di lacrime in giardino di Dio….”
      Cardinale Ratzinger, missa pro eligendo romano pontifice.
      Ma, caro Matto e cari tutti, leggetevela integralmente, e’ oro zecchino cesellato.

      • Il Matto ha detto:

        Caro Luca Antonio,

        visto che in questa tornata del blog si è stabilito il record dei commenti scendendo in migliaia di particolari (che a mio parere complicano la faccenda e non certamente la chiariscono) mi lasci sbizzarrire con un’ ennesima considerazione, che incrementerà il … record.😁

        “L’unica cosa, che rimane in eterno, è l’anima umana, l’uomo creato da Dio per l’eternità”.

        Mi pare che qui si faccia confusione tra eternità e immortalità: l’anima umana è immortale, non eterna, altrimenti, tra l’altro, sarebbe essa stessa Dio. Quindi l’uomo è creato da Dio per l’immortalità e non per l’eternità. L’anima ha avuto una nascita, un punto d’inizio nel tempo. L’eternità compete soltanto a Dio.

        Sembra poi di capire che senza i sacerdoti (con tutto il rispetto!!!), amore, conoscenza, toccamenti di cuore e parole che aprono l’anima siano impossibili. Ma è proprio soltanto così?

        Dove non c’è il sacerdote la Porta di Dio rimane sbarrata? E’ una legge inesorabile?

        • Adriana1 ha detto:

          In effetti, mi sembra che il troppo “liberal” Simon mago venisse bannato

        • luca antonio ha detto:

          Matto carissimo, Ratzinger ha detto, da par suo, quello che doveva, nel suo ruolo, essere detto.
          Vede, la Chiesa è cattolica, universale, ma ha avuto dal suo “datore di lavoro” un mandato ben preciso e il suo dramma,oggi, è di essersene dimenticata, andando ad impalcarsi a giudice di situazioni che esorbitano, quando proprio non tradiscono, la sua missione.
          C’è un solo concetto, in tutti i Vangeli, che viene ripetuto da Cristo per tre volte in fila ” Simon Pietro mi ami tu” …”Pasci le mie pecorelle”.
          E i lupi ? , si chiedono oggi i chierici “umanitari”, che ne facciamo dei lupi ?…poverini li vogliamo far morire di fame ?, una pecorella ogni tanto dovranno pur mangiarla !.
          Il risultato ?, è sotto gli occhi di tutti, il gregge si è parecchio assottigliato e di lupi salvati non se ne è visto nessuno … di satolli…tanti.
          “A noi la battaglia, a Dio la vittoria” diceva una che non si poneva tante domande ma eseguiva diligentemente il mandato divino.
          Per i lupi provvederà Dio, non è affare della chiesa e neanche dei fedeli.
          Che poi il cristianesimo , in particolare il cattolicesimo, sia la religione migliore, sotto ogni profilo, spirituale, filosofico, morale, sociale politico ed esistenziale , sono convinto, non ci siano dubbi.
          Perchè è quello che spiega tutto meglio , anche la sconfitta terrena dell’uomo e, apparentemente, di Dio, e con cio’, direbbero gli anglosassoni, rappresenta uno schema Win-Win, pertanto invincibile.
          Per quanto riguarda l’anima è eterna una volta creata, con tutte le conseguenze del caso.
          Una caro saluto e grazie.

          • Adriana 1 ha detto:

            Luca Antonio,
            che audacia discriminatoria…
            Oggi non ci sono più lupi, ma solo pecorelle, alcune marezzate, come fece nascere, – con sperimentazione scientifica- l’arùm Giacobbe…e come ora, i moderni pastori tentano di imitarlo.

          • Rolando ha detto:

            Oh, Luca Antonio! Il triplice “mi ami tu?” di Gesù rivolto a Pietro in greco! Sottende esattamente i tre verbi greci per significare le tre specie d’amore. Cioè un amore totale: erotico, di amicizia, conviviale/sacrale come le mense degli dei.
            Gesù è ebreo e di lui abbiamo una sola parola importante in ebraico, ma determinante: EL, EL MIO…
            Ma!

          • Forum Coscienza Maschile ha detto:

            Capisco l'”ammore”, ma il sì di Pietro come “amore erotico” è proprio una novità.
            Ai bei tempi, nei seminari insegnavano che Gesù chiese (in aramaico, non in greco) tre volte a Pietro “mi ami?” perché tre volte Pietro lo rinnegò. Cosa insegnino ora, lo spiega SC in altri articoli

      • Rolando ha detto:

        Caro Luca Antonio, Gesù non ha mai parlato di “anima” nel senso in cui la intendi tu o la dottrina che ci è stata insegnata.
        C’erano quelli che credevano nella risurrezione della CARNE (come recita il credo romano apostolico) e quelli che non ci credevano, come la Bibbia ebraica, anzi questa la negava addirittura. CONVERTERE DOMINE ET ERIPE ANIMAM MEAM QUONIAM NON EST IN MORTE QUI MEMOR SIT TUI.
        Cito la Vulgata perché mi piace il latino, ma il testo ebraico ha “vita mia” per anima. Così Gesù nel Cui prodest si universum mundum lucretur ect…
        Dopo morto non c’è pensiero di Dio. Lo dice il testo rivelato, ispirato dallo Spirito Santo (per i cattolici).
        Ma il bello si trova proprio nel ragionamento di San Paolo, che aspettava l’incontro col MARANATHA da vivo sulla nube dove stare con Lui per sempre col suo corpo.
        Il ragionamento? Eccolo: ci sono quelli che asseriscono che non c’è risurrezione dai morti. Se le cose stanno così allora anche Gesù non è risorto e vana è la nostra Fiducia/Fede.
        Ma la Fede/Fiducia è per Dio/Amore o per la mia convenienza a vivere per sempre a tutti i costi anche dopo morte?
        Io qui vedo tanta ipocrisia nell’uomo che, poverino, non può rassegnarsi al fatto che è incapace di concettualizzare per sé una fine totale. E qui intuisco, ma non comprendo/capisco: so solo che in Natura c’ero prima di iniziare l’avventura da zigote e ci sarò, in Natura, sempre anche quando questo Sole non darà più la sua luce. Collasserà. Questo mi sembra più intuibile di tante favole sulla IMPERSCRUTABILITÀ della Divinità, qualunque Mistero essa celi. E l’intuizione è la prima immediata forma di conoscenza per Aristotele. Non ci sarebbe alcuna dottrina cristiana se no ci fossero stati i Greci. Così come non c’è dialogo teologico con i fratelli maggiori Ebrei su un testo comune, più di metà Bibbia!

  • luca antonio ha detto:

    Metto in testa perche’ non ho piu’ i link rispondi.
    Fcm : “Nel vangelo di Giuda (definito un diavolo in Gv), Gesù chiede all’Iscariota di tradirlo (cioè di fare del male) per compiere la sua missione. Il male come “necessità di Dio”.
    Rolando, risponde con un tema a lui molto caro : “Caro Forum Coscienza Maschile. Siamo sempre lì. Satana assolve ad una funzione, anzi è una funzione di YHWH.”
    Venenum in cauda !, caro Fcm , avrebbe dovuto dire , come la lettrice richiamata da Rolando, riferita a Rolando stesso , ” con Satana non si discute ! ” , il diavolo e’ loico.
    Come la mettiamo adesso ?, Le riposto quanto gia’ scritto da me, a cui Rolando non ha risposto :
    “Anche qui Satana esercita una funzione divina per il bisogno di YHWH di vedere come ogni singolo uomo si comporta.” (sempre Rolando il “terribile” ndr)
    E cosa scommettono ?, 1 dollaro come nel film Una poltrona per due ?.
    Scherzo Rolando 😁…. ma anche in Giobbe accade cio’, allora concorda com me che questo mondo e’ un carcere di massima sicurezza da cui si esce con una “pagella” ?, che abbiamo un’offesa contro l’Amore da “riparare” e che i comandamenti ci sono stati dati dalla Misericordia come bussola, e che infine la “bussola” piu’ efficente della Storia, per alzare qualche voto, e’ Cristo ?.
    Solo in questo modo tout se tien.
    Oppure i Due sono come i fratelli burloni del film ?. 🤔”
    Rimane comunque la sensazione del gioco tra poliziotto buono e poliziotto cattivo….troppo riduttivo…ma come se ne esce?.
    A Lei, Fcm, l’ardua sentenza.

    • Forum Coscienza Maschile ha detto:

      “Col diavolo non si discute”

      Però non stiamo discutendo col diavolo, che ha molta più astuzia e sottigliezza

      Oppure i Due sono come i fratelli burloni del film ?. 🤔”

      Credo ci abbia azzeccato. Nelle religioni africane (per questo dico spesso che siamo ridotti a colonia, perfino nell’anima) il diavolo non è un essere malvagio ma una specie di burlone, un birichino dispettoso quasi inoffensivo.
      Conviene notare anche che in tali religioni, vudù compreso, non c’è una separazione tra dei “luminosi” ed inferi.
      Ci vengono rimporverati i dogmi (assurdo su un sito cattolico) ma poi si espone una teologia coerente e al rovescio, con i suoi punti fermi, per impugnare il messaggio evangelico con tanto di pseudovangelo di Giuda

  • Forum Coscienza Maschile ha detto:

    Un cenno (tratto da scritti di Zolla) al disprezzo per norme e forme, cui si pretende opporre asserite intuizioni: anche Satana può dare lampeggianti rivelazioni. La confusione, il ridicolo, la mostruosità sono segni certi, e altresì la gran voglia di divulgarle. Inoltre, insegnava lo Scaramelli, lo spirito diabolico insegna cose INUTILI, leggere e di nessun giovamento. Quando il demonio non trova modo d’insinuarsi con la falsità, usa l’altra arte, di legare a pensieri inutili.
    Satana, padre della superbia, invita ad affidarsi alla nuda COSCIENZA, a ritenere la LEGGE in sé un iniquo legame.
    Colui che satanicamente propone di ABROGARE ogni norma dimostra di non poter divulgare, da quanto sono nefande, le norme che di fatto vuol SOSTITUIRE alle vigenti [caveat lector]; così chi propone di affidare tutto alla pura coscienza vuole semplicemente distruggere ogni PIETA’.
    Chi si propone di sconvolgere e rovinare, ma senza secondi fini, con satanica purezza, potrà contare su uno stuolo di alleati. Come un serparo egli radunerà, al suo magnetico fischio, tutte le inevitabili vittime che qualsiasi ordine cagiona, poi tutti gl’invidiosi e infine gli utopisti. Alfiere del distruttore, l’utopista ha un volto che sembra agl’ingenui nobile, ma vi è acceso uno sguardo di incalcolabile demenza.
    Di questi tempi di utopie ne circolano un bel po’, e ne stiamo vedendo gli effetti

    • Rolando ha detto:

      Alle 15;24 ho postato un mio intervento sulla realtà di Satana come FUNZIONE tra gli umani di un bisogno di YHWH il cui Tempio in Gerusalemme era la casa del Padre “mio”, cioè di Gesù.
      Non so se lo spirito diabolico insegna cose inutili ed utopie, come il Forum Coscienza Maschile sostiene. Comunque se lo fa è perché esercita una funzione tra gli uomini per YHWH come il testo rivelato dallo Spirito Santo insegna.
      Non vedo tutto negativo ed infernale nel mondo d’oggi se non la guerra che ancora viene condotta nel nome di Dio e benedetta da una gran parte di cristiani. Anche qui Satana esercita una funzione divina per il bisogno di YHWH di vedere come ogni singolo uomo si comporta.
      Ma, fuor da denti: ELOHIM YHWH è o non è “il Padre mio” secondo la parola di Gesù? “EL, EL mio” non è la Divinità che Gesù invoca sul patibolo della croce come estrema risorsa?
      Ma è così difficile essere chiari partendo da testi dichiarati ispirati? Di cui non cadrà un iota senza che non si adempi ciò che contengono. E Gesù si riferiva al Tanakh giudaico, non ai libri sacri successivi.

      • Forum Coscienza Maschile ha detto:

        Per Jung non esisteva la Trinità, ma una “quaternità” in cui la quarta persona era il Diavolo, funzionale alle prime tre.
        Torniamo al discorso del Matto (ma non è invenzione sua) sulll'”utilità” dell’ombra, del “non c’è luce senza ombra” e degli inferi come passaggio necessario al Paradiso.
        Umberto Eco (che pure non era credente) parlava di un catarismo occulto nella Commedia di Dante (spesso qui citato), in cui l’Inferno apre la strada al Paradiso.
        Ri-cito Zolla: “Lo spirito diabolico insegna cose inutili, leggere e di nessun giovamento”. Lascio al lettore valutare l’utilità e il giovamento di queste idee

        • Rolando ha detto:

          A Esfigmenu, un monastero dell’Athos, negli anni 70 del secolo scorso, dove sono stato anche ribattezzato [C’era una grande scritta che recitava: ORTODOSSIA O MORTE], i monaci (alcuni, tutti, qualcuno, non lo so), pregavano, come mi disse uno, anche per la salvezza del Diavolo.

          • Forum Coscienza Maschile ha detto:

            Pensa che pregano per la salvezza del Diavolo perché sarebbe il braccio destro di Dio?
            Ha divulgato questi suoi pensieri in qualche blog ortodosso? Cosa le hanno detto?
            Se la cosa ha qualche importanza, la Chiesa (cattolica) insegna che non spetta all’uomo pregare per gli angeli. Neppure i caduti.

      • luca antonio ha detto:

        “Anche qui Satana esercita una funzione divina per il bisogno di YHWH di vedere come ogni singolo uomo si comporta.”
        E cosa scommettono ?, 1 dollaro come nel film Una poltrona per due ?.
        Scherzo Rolando 😁…. ma anche in Giobbe accade cio’, allora concorda com me che questo mondo e’ un carcere di massima sicurezza da cui si esce con una “pagella” ?, che abbiamo un’offesa contro l’Amore da “riparare” e che i comandamenti ci sono stati dati dalla Misericordia come bussola, e che infine la “bussola” piu’ efficente della Storia, per alzare qualche voto, e’ Cristo ?.
        Solo in questo modo tout se tient.
        Oppure i Due sono come i fratelli burloni del film ?. 🤔

        • E. Righetti ha detto:

          In fatto di ortodossia dottrinale Elémire Zolla non era il massino. Al funerale l’hanno sepolto con un rituale induista e due rappresentanti del G.O.I. hanno pronunciato un discorso commemorativo. Indovino indovinello: Zolla era fratello muratore?

          • Rolando ha detto:

            E Spinoza che non ha avuto né funerali, né cimitero. È stato sepolto come un cane nel fosso lungo una strada.
            Ma che importa, direbbe santa Monica! Forse che Dio non sa dove venirci a recuperare per il dì della risurrezione?

          • Stilobate ha detto:

            Il numero degli insepolti e dei malsepolti, per caso, per incuria o per disprezzo, non si conta. Il caso di Zolla (se non ricordo male era l’estate del 2002) è interessante perché effettivamente quello di Montepulciano fu un funerale bizzarro, un misto di circumambulazioni vagamente indù (da sinistra a destra), sonate classiche per flauto ed etniche per violino nonché fervorini massonici. Fu anche data lettura di alcuni brani da opere del defunto. Una cerimonia un po’ eclettica, insomma, ma nel complesso dignitosa, in un’epoca di ceneri gettate ai pesci. Anche se, certamente, in tutto e per tutto una cerimonia non cattolica.

        • E. Righetti ha detto:

          In fatto di ortodossia dottrinale Elémire Zolla non era il massimo. Al funerale l’hanno sepolto con un rituale induista e due rappresentanti del G.O.I. hanno pronunciato un discorso commemorativo. Indovino indovinello: Zolla era fratello muratore?

          • Stilobate ha detto:

            Non mi consta che Zolla fosse frammassone, anche se certamente aveva frequentazioni nel Grand’Oriente e non solo. Benché la massoneria sia una tradizione spuria o, se si preferisce, una pseudotradizione, probabilmente Zolla rinveniva al suo interno elementi che riteneva euristicamente interessanti (specie sul fronte alchemico). *** Personaggio controverso, Zolla, al quale bisogna però riconoscere alcuni meriti. Uno tra tanti è quello di essersi opposto a viso aperto in pieno Sessantotto al maoismo salottiero degli occidentali, oltre che avere stigmatizzato con forza la barbarie della Rivoluzione culturale cinese; prese di posizione che gli costarono duri ostracismi. Cui egli reagì con elegante noncuranza.

          • Forum Coscienza Maschile ha detto:

            “In fatto di ortodossia dottrinale Elémire Zolla non era il massimo. Due rappresentanti del G.O.I. hanno pronunciato un discorso commemorativo”

            Sfonda una porta aperta anche se mi piacerebbe sapere come è venuto al corrente di questi dettagli (cercando velocemente in rete non li ho trovati).
            Non potendo ignorare che anche le omissioni hanno un significato, non dice che c’è una netta differenza (approfondita da Blondet) tra i primi scritti di Zolla e i successivi.
            Le appartenenze di un autore non mi interessano di per sé (anche perché fanno quasi tutti parte di quelle consorterie altrimenti non sfondano e neanche pubblicano). Quel che più conta è l’utilità delle idee che fornisce, nel caso dei passi che ho citato non solo ortodosse, ma quasi uniche nel panorama italiano contemporaneo. Certamente non le troverà mai su siti muratori.
            Se però un autore porta avanti argomenti tipicamente laicisti pvvero muratori, può essere interessante approfondire la radice delle idee che diffonde.

        • Rolando ha detto:

          Luca Antonio caro, scherzando si dicono tante verità!
          Il dollaro? Che m’interessa o meno è ininfluente alla questione della verità. Od è presto detto: è pura “convenienza “.
          Il “bisogno” di Dio invece è, secondo me, altrettanto ma ancor più tragica verità di “convenienza”. Ai bisogni del Potere, cioè del Dominus, alias YHWH o qual’altra divinità che vuoi tu, non ci si scappa quando è arma dell’uomo di Potere, se non abbandonando tale uomo, come fecero quelli che abbandonarono Mosè e lui si vendica ordinando perfino l’assassinio tra genitori e figli.

          • luca antonio ha detto:

            Rolando, si vede che ha dimestichezza con la curia romana !, risponde infatti, a volte, in modo soave ma obliquo.
            il discorso sulla convenienza e’ molto niciano ed e’ sicuramente fondante, ma e’ totalizzante , e’ una domanda per Lei e il Matto, di tutto lo spettro psicologico di un’anima ? , e in che modo, chiedo, si va a relazionare con la pura contemplazione in cui l’Io scompare e allora ” …l’uomo pensa eppure non pensa. Pensa come la pioggia che cade dal cielo; pensa come le onde che corrono sul mare, pensa come le stelle … come le foglie verdi …Infatti e’ lui stesso la pioggia, il mare, le stelle , il verde”.(cit. da Lo zen e il tiro con l’arco).
            E’ questo, a mio avviso, il ritorno al Paradiso terrestre da cui l’Io calcolante, con il suo ” quello che mi giova, quello che mi costa “, si e’ autoescluso, e a cui si puo’ ritornare solo dimenticandosi. Ma, e qui anticipo la sua certa obiezione Rolando, e’ possibile dimenticare realmente se stessi, o anche questo e’ frutto, sempre Nietzche, di un calcolo ?.
            Per me si’, esiste un pertugio incontantaminato dal pantano psichico, e questo si chiama semplicemente filiale abbandono.
            Un caro saluto.

      • Adriana 1 ha detto:

        Rolando,
        posto qua per la solita mancanza …
        Grazie per la risposta con uno degli episodi più intriganti dei Vangeli ( che mi ricorda sempre il cosiddetto Anticristo di Luca Signorelli, ambiguo e ” interessante ” come i Gemelli. ).

  • Il Matto ha detto:

    Per Rolando il Terribile 😊

    A proposito di:

    ” fra seme di te [serpente] e fra seme di lei [della donna],

    nel tuo commento del 19 Maggio 2022 alle 23:05 scrivi:

    “(…) Purtroppo per onestà devo dire che non condivido affatto che questo antico testo ebraico e questo specifico versetto vogliano intendere ciò che vi ha visto il credo cristiano-cattolico.
    Questo è un altro diverso discorso”.

    L’argomento è di estremo interesse, visto che, come riferisci nel post precedente, sembra che persino gli addetti ai lavori non sapessero che pesci prendere.

    Ora, dato che sono un ignorante di lingue che conosce a malapena l’italiano, vorresti gentilmente dire (o ripetermi) la tua tesi?

    Grazie.

    • Adriana 1 ha detto:

      Si, sarebbe molto utile che Rolando specificasse quanto sinteticamente asserito, anche se ( a quel che ho letto su altri articoli ) parrebbe che questo testo, interpretato dai teologi come ” protovangelo “, sia dello stesso genere di quello espresso nel deutero-Isaia.

      • Adriana1 ha detto:

        Del resto, in modo analogo venne interpretata la quarta egloga di Virgilio e tutto ciò funse da ispirazione per meravigliose opere d’arte.

    • Rolando ha detto:

      Guarda, caro il mio MATTO, il matto è un gran seccatore, ma molto simpatico ed estremamente interessante perché ti provoca nelle vicinanze della semplicità assoluta e disarmante della verità delle cose tutte così come stanno ed evolvono.
      Intanto è fuori di ogni dubbio, che qui il serpente “ASTUTO”, [= arùm, ebraico] lo era “PIÙ DI OGNI VIVENTE DI IL CAMPO CHE AVEVA FATTO YHWH ELOHIM”. “Fronimòtatos” della LXX: il più sapiente.
      Insomma è un ELOHIM degli Accadi in piena regola. Come YHWH. Con un Tempio anche lui ad Ebla dove ho lavorato.
      Ritorna in Gn 4, 7!
      Ma poi c’è anche un’altra spiegazione più semplice ed umana che ci conduce molto vicini ad un testo che nella sua lettura letterale, materiale, al di là di divine allegorie, ci avvicina al suo senso e la esprimo con una domanda: perché l’essere umano così come le scimmie prova tanto spavento e ribrezzo (pelle d’oca) alla vista di un serpente? Perché I nostri neuroni specchio del cervello si ingannano scambiando un bastone per un serpente e tutto il corpo si blocca finché dopo, cioè tra i 350-500 millisecondi da che ci siamo bloccati, non arriva “coscienza” a dirci: “ma che stupido!! È un bastone!!!.
      “Ci sono più segreti in cielo ed in terra che nelle fantasie del nostro cervello, Amleto”. Il serpente striscia anche lui in terra, così come anche noi, anche se lo chiamiamo camminare!
      Con il Tànakh degli ebrei di tutto si può parlare, ma non di teologia, come il Rabbino capo di Roma ha risposto seccamente ma educatamente in faccia a Papa Francesco.

      • Rolando ha detto:

        Dimenticavo: e pure le scimmie si bloccano ed impazziscono!
        Grazie anche ad Adriana 1.

        • Adriana 1 ha detto:

          Rolando,
          comunque pare che in ebraico arùm abbia valenza positiva.
          E se significasse ” nudo “? ( come ho trovato proposto in esegesi ebraica ) che potrebbe significare?

          • Rolando ha detto:

            Certo che ha valenza positiva! Più positiva di più sapiente/astuto fra tutti i viventi del campo creaturiale! E che mai significherebbe nudo tra tutte le creature viventi che nascono nude comunque anche se con la loro peluria. In più le pecore e l’uomo devono anche tosarsi regolarmente per non diventare foresta! La fantasia non manca al bambino ed anche a molti filologi adulti. Immaginarsi i teologi!

          • Rolando ha detto:

            Comunque anche certa “esegesi” ebraica va presa con le molle. Ci son tutte le parti del corpo fisica nella bibbia di certa esegesi ebraica. Ma qui non si fa mai punto, senza che un altro lo cancelli….

      • Il Matto ha detto:

        “Seccatore, simpatico e interessante”,

        approfitto di questo complimenti per … seccarti ancora.

        “Con il Tànakh degli ebrei di tutto si può parlare, ma non di teologia, come il Rabbino capo di Roma ha risposto seccamente ma educatamente in faccia a Papa Francesco”.

        Ma allora, tutte le montagne di teologia (e dottrina)
        tirate fuori circa la continuità tra Vecchio e Nuovo Testamento dove va a finire?

        Il tutto senza tirare in ballo il nodo delle traduzioni cui hai fatto riferimento per parecchie volte!

        Sei davvero terribile!😊

        • Rolando ha detto:

          Ma allora tutte le montagne di teologia dove vuoi che vadano a finire?
          Risposta: restano quelle che sono: tutte conficcate in pochi atomi, così come previde Richard Feynman nel 1959 per tutta l’enciclopedia britannica.
          Che cos’è che passa, che cos’è che resta? Lo puoi solo teorizzare. La Realtà è altro. Te lo rivela l’entusiasmo della vita.
          E quanto sono ABOMINEVOLI quelli della supposta autoritas di Potere che si illudono e credono d’essere autorizzati ad uccidere. E ti soffocano il pensiero in bocca assieme al respiro!

          • Adriana1 ha detto:

            Saggio.

          • Stilobate ha detto:

            Uccidono soprattutto se stessi, Rolando, perché questo loro modo di procedere è una bestemmia contro lo Spirito. Ma assai difficilmente arrivano a rendersene conto. Pur di imbandire grigliate di schematismi, comprimono, tagliuzzano e contorcono la viva complessità del reale, e la loro coazione a incasellare sfocia in un gran limbo di aridità.

          • Forum Coscienza Maschile ha detto:

            Mi domando quanto le uscite del Matto possano ristorare gli spiriti aridi. Che ne dice di farne meditazioni quotidiane in luogo dei misteri del Rosario e vedere il risultato?

          • Rolando ha detto:

            Caro Stilobate, capisco. Sì, sì, “uccidono soprattutto se stessi” , ma tu lo dici in un senso diverso e contrario al mio.
            Io invece auspico concretamente che siano le autorità di Potere a crepare al posto di tanti giovani costretti ad ubbidire o pagati per uccidere indiscriminatamente!
            Purtroppo il pensiero ritorna sempre ai cosiddetti valori spirituali che mi hanno inculcato: DEPOSUIT POTENTES DE SEDE ET EXALTAVIT HUMILES / EXURIENTES INPLEVIT BONIS ET DIVITES DIMISIT INANES.
            REALTÀ MAI VERIFICATESI NELLA STORIA SE NON PER SOSTITUIRLE CON PEGGIORI POTENTI E NUOVI PIÙ RICCHI.
            LA TRAGEDIA DELLA STORIA UMANA: THE TRAGEDY OF THE COMMONS.
            Come vedi, come posso credere ed aver fiducia in essi? Quando poi sono gli stessi cristiani a contrapporsi e combattersi con tanto di Vangelo in bocca.
            Eppure la fiducia, anche se non è questa, non viene umanamente mai meno. Ma non per investimenti spirituali di dottrinali vite eterne, ma per forte desiderio umano.

          • Rolando ha detto:

            Vedi STILOBATE caro, ti confido che io son sempre fermo sull’ultima omelia della mezzanotte di Natale fatta dalla grande mente di Papa BENEDETTO XVI.
            In un preciso passaggio. In due proposizioni positive senza commento, né smentite polemiche, ha lanciato la sua ultima grande sfida umana e religiosa.
            1) Alcuni asseriscono che le religioni di rivelazione sono fonte di violenza. [ Ed io aggiungo anche le divisioni interne tra coloro che dicono di credere nello stesso Dio].
            NON HA SMENTITO.
            2) Ha proseguito dicendo, in parole povere, che l’umana ricerca non dovrebbe mai aver termine in quanto DIO È AMORE.
            Io sono fermo lì: nel movimento evolutivo della ricerca.

          • Rolando ha detto:

            Ed una riflessione dira l’altra. Sì, eccelso Benedetto XVI nell’omelia di mezzanotte del suo ultimo Natale da Papa; certamente insuperabile se confrontato con l’infelice citazione di Dt4,7 fatta da Papa Francesco il 10.01.21: ” Quale popolo della Terra ha i suoi Dei così vicini come tu hai me”.
            Qui siamo punto e da capo. Là Benedetto libera le menti!….
            Tuttavia, e non so perché, al di là di queste riflessioni son per me uomini ugualmente interessanti, ma specialmente quello che ha detto: chi sono io per giudicare?

          • Stilobate ha detto:

            Caro Rolando, su Benedetto XVI, su quella sua omelia e su molti dei suoi contributi verbali e scritti trovi, in queste contrade, un portale spalancato. Pontefice particolarmente spirituale e illuminato, una rarità. La sua stagione è durata un battito di ciglia, ma ha parlato al cuore di molti… ah, già, quasi scordavo, “cuore” non si può più dire, e anche “amore” bisognerebbe evitarlo…

          • Stilobate ha detto:

            “Là Benedetto libera le menti”. Sennonché le menti pronte a farsi liberare erano pochine. Lo rivela persino la ricezione del suo motu proprio S.P. nel cosiddetto campo tradizionalista. Ma il discorso, buon Rolando, ci condurebbe lontano…

          • Adriana 1 ha detto:

            Rolando, posto qua perchè…
            i twins sono sempre interessanti…e spesso l’uno più dell’altro.

          • Forum Coscienza Maschile ha detto:

            Rolando visto che riprende il consueto argomento delle religioni fonte di violenza, come mai lei fa eccezione?
            E’ stato per caso messo al rogo o chiuso in una segreta?

          • Rolando ha detto:

            Caro Forum Coscienza Maschile. Mi riferisco al post del 21 ore 19;08. L’argomento delle Religioni come fonte di violenza, lo riprendo usando le medesime parole di papa Benedetto XVI, che mi si sono impresse: 24 dicembre 2012 e che Lui non ha smentito per niente.
            Poi essendo un vecchio laureato in Storia medievale presso l’Università di Padova, penso, e lo dico timidamente, di aver appreso qualcosina da questa Magistra vitae che è la Storia.
            Io, comunque, mi sento debitore a tutti ed a tutto per ogni conoscenza appresa. Non vedo quindi chi potrebbe mettermi al rogo od in una segreta se non proprio chi ha postato questo intervento, se fosse vissuto in quei tempi migliori che lui pensa ed agogna. A pensar male si fa peccato. E sia purché mi attiri sempre la ricerca della verità della memoria storica.

          • Forum Coscienza Maschile ha detto:

            Io invece la vedo bene a impiccare e fucilare vandeani in nome del libero pensiero, se fosse vissuto ai bei tempi che fecero piazza pulita del tessuto cristiano nella società.
            Mi permetto di dubitare di uno storico che procede per fantasie e riscrive la storia con personaggi immaginari

          • Rolando ha detto:

            Stilobate caro, mi riferisco al tuo post del 21 delle 16;10.
            Nessun Pontefice ho seguito tanto meticolosamente come Papa BENEDETTO XVI. Ricordo il discorso sui venti del relativismo che attentano alla navigazione della barca della Chiesa, quasi una passaporto alla sua elezione….
            Uomo troppo intelligente. Non si poteva non seguirlo. Ma poi è successo lo spiacevole incidente di una “Sapienza evitata, mancata”. Per me fu un brutto segno e mi trovai dalla parte dei firmatari. Non penso che si sarebbe compromesso se avesse accettato di accogliere delle domande…. Certamente la sua Infallibilità non era richiesta su questa cattedra….
            Nemo tam assurde dici potest quae non dicatur ab aliquo philosophorum .
            E d’altronde cosa fa questo papa Francesco? Non parla ex catedra, ma va dritto al cuore. Al piccolo Marco del rione romano del Serpentone, che piangeva per la sorte eterna del suo papà buono, ma ateo, ti ricordi cosa gli disse, dopo aver chiesto a Marco se poteva dirlo pubblicamente?
            In dubio libertas in omnibus charitas.

          • Rolando ha detto:

            Ringrazio Adriana 1 per il post del 21 delle 18;52.
            I Gemelli son sempre speciali. Anche quando apparve Gesù la sera di Pasqua a porte chiuse: mancava proprio il Gemello [Didimo]. Ma il Gemello di chi, se gli altri erano dieci? Dieci più l’assente uguale Undici. Undici? Che fossero per caso undici gemelli dei quali ne mancava uno? Caso strano veramente. A meno che non fosse proprio il Gemello di Gesù, Tommaso detto il Didimo.

          • Rolando ha detto:

            A Forum Coscienza Maschile, post del 22 delle ore 23;07.
            Uno che si sente sinceramente debitore a tutti ed a tutto anche per la scarsa conoscenza storica che ha appreso o che gli viene diagnosticata, non può fucilare né impiccare alcuno.
            Ripeto l’insegnamento di un grande Dottore della Chiesa romana, che certamente individuerete: IN DUBIO LIBERTAS IN OMNIBUS CARITAS.
            Comunque le cose vecchie della Storia son passate.
            FACTUM INFECTUM FIERI NEQUIT.
            Ora le nuove. Io non vedo tutto quel marcio che vedete voi. Anzi, la sparo grossa, son convintissimo che senza il cristianesimo, le grandi intuizioni della cultura greca e latina, non quella s’intende di cui si è servita la Chiesa per il suo catechismo “spirituale”, saremmo duemila anni più avanti quanto a progresso scientifico. Con la Chiesa: non progredi est regredi. Almeno quella fino a Pio XII, Pastor Angelicus.

      • MARIO ha detto:

        Rolando,
        a proposito del “seme”… potrebbe essere interessante questo capitolo della Valtorta:
        http://www.valtortamaria.com/operamaggiore/volume/1/xvii-la-disubbidienza-di-eva-e-lubbidienza-di-maria
        La pianta dell’Eden come mezzo per provare l’ubbidienza dei figli,
        nella scelta tra il “seme” di Dio e il “seme” dell’uomo…
        Buon proseguimento.

        • Rolando ha detto:

          Maria Valtorta ha scritto il filmato della vita di Gesù come lei l’ha visto nelle immagini dei neuroni del suo cervello secondo la sua esperienza esistenziale e scartando tutte le altre che non ha scritto non perché non le abbia viste, ma perché ha scelto le più convenienti per sé, per le sue speranze in linea con la sua fedeltà. Potrei portare un esempio molto significativo ma è scabroso. E l’uomo Gesù in croce è un tormento del mio cuore. Consolantem me quaesivi et non inveni, recitava un graduale della settimana di Passione prima della sciagurata proibizione del latino e della grande liturgia. No, Gesù, a modo mio ti capisco anch’io e soffro con te. Ma son venuto dopo.

      • Forum Coscienza Maschile ha detto:

        Ben vengano le discussioni stimolanti, ma sono piuttosto perplesso sull’opportunità di contestare la fede su un sito tematico, condendo il tutto con il consueto argomentario laicista su intolleranze e dogmatismi.
        E’ come se ad ogni articolo di Pro Vita venisse l’LGBT di turno a dire che siamo tutti omofobi e che l’utero in affitto è una questione di “eguaglianza”.
        Ovvio che porterebbe 200 commenti, ma non mi sembra il modo migliore.
        E’ come se durante una funzione entrasse un matto urlante, l’attenzione sarebbe concentrata su di di lui ma non sarebbe un fatto positivo. Il Matto ha pure confermato che “è proprio così”…

        • Rolando ha detto:

          Caro FORUM COSCIENZA MASCHILE, e che dire allora di Gesù (Jehoshua?) che è stato soprannominato il Cristo e poi di Paolo di Tarso, che non ha paura a definirsi folle ed anatema, l’entrata dei quali nel sito della Storia umana hanno pure sconvolto lo status quo ante?
          Ma sei ancora convinto che hic et nunc ci sia ancora “cosa alcuna” stabile e permanente?
          Anche nell’affemazione di Santa Teresa d’Avila: “Tutto passa solo Dio resta” c’è razionale contraddizione.
          Il Poeta direbbe: per la ragion che nol consente.
          Ecco perché un “IL MATTO” ha acceso cotanto roveto ardente!
          Era già ed è sempre dentro nel guazzabuglio del cuore umano.

          • Forum Coscienza Maschile ha detto:

            La sua affermazione conferma involontariamente quanto dicevo: il messaggio di Gesù non sarebbe compiuto e deve essere “superato”. Il Matto come nuovo messia, non le pare un po’ troppo?
            Come sempre si omette di dire che i discorsi del Matto sono di segno opposto a quelli di Paolo di Tarso.
            Gesù disse che non veniva a cambiare ma a portare a compimento.
            In molti interventi si scorge l’ansia tipicamente laicista di rompere col cattolicesimo e la Chiesa, e un insistente escatologismo anticristiano.
            Bruno fu a lungo il messia del “liberopensiero” laicista. Oggi anche i siti cattolici hanno il loro angolo eterodosso (non mi riferisco ai commenti, ma gli articoli).
            Gioacchino da Fiore parlava di un’età dello Spirito, in cui ogni norma e regola sarebbe stata abolita in favore dell'”ammore” (ma quante coincidenze). L’Età del Figlio, governata dalla Cheisa con i suoi precetti, doveva essere superata. Cosa ne dice?

          • STILOBATE ha detto:

            Diciamo che astrattamente (ma neanche poi tanto) nel dominio dell’apparire l’unico elemento permanente è l’impermanenza.

          • Forum Coscienza Maschile ha detto:

            Mi ricorda un uomo politico (cattolico ma in odor d’altre cose), parlava come lei

          • Rolando ha detto:

            Caro Stilobate, il Budda insegna da 500 anni prima del Cristo che l’unica verità “permanente” è che Tutto passa. Oggi diremmo con Lucrezio ed altri che tutto evolve, cambia. E non ci sono eccezioni, comprese le dottrine e le cosiddette rivelazioni. Anzi anche le nostre stesse idee sul Dio, cambiano.
            La sacra rivelazione stessa cambia: più facilmente quella Orale, “in scriptis et non scriptis traditionibus” (Trento) ed a seguire l’interpretazione del testo scritto, secondo convenienza secolare. Così è anche per chi nega. Nell’attuale situazione è immaginabile, realisticamente parlando, un Concilio dogmatico che definisca ad es. la Corredentrice? Forse è più facile che lo faccia un papa sulla basa della sua “infallibilità” ad hoc. Ma le conseguenze nel gregge?

          • Rolando ha detto:

            A Forum Coscienza Maschile simpaticissimo.
            No! I discorsi del MATTO non sono di segno opposto a quelli di Paolo di Tarso, come tu scrivi. No!
            Penso che anche voi riteniate autentiche ed ispirate dallo Spirito Santo queste precise parole di Paolo di Tarso veicolanti un chiarissimo e radicale pensiero, assolutamente inoppugnabile e non bisognoso di alcun velleitario commento. Anche se nel resto dell’attività espositiva del suo pensiero, o meglio del “suo[= di Paolo di Tarso] vangelo” avesse espresso cose diverse, queste parole, dico, superano, condensano ed esprimono il vangelo più sublime di tutti i tempi e di tutta la Storia passata e futura.
            Eccole di nuovo e sempre nuove senza perdere di significato:” L’AMORE TUTTO COPRE TUTTO SPERA TUTTO CREDE TUTTO OSA.
            Confutatele se ne siete all’altezza. Non con tutte le altre sue parole, ma con la sua strana follia che lo accomuna più al MATTO di ogni tempo che ai perenni scribi e farisei e sadducei di ogni tempo.

        • Rolando ha detto:

          Caro Forum Coscienza Maschile, rilevo tre parole nel tuo intervento che particolarmente mi preme chiarire, e sono: CONTESTARE/LA/FEDE.
          Nei miei interventi ho sempre cercato di distinguere il concetto di Fede da quello di Credo.
          Contestare la Fede di una persona significa solo stupidità e povertà di pensiero da parte di chi ci prova. A parte che nessuno può conoscere la forza della fede di un altro, né misurarla. Umanamente ognuno ha la propria fede/fiducia in qualcuno/qualcosa.
          Dibattere e/o contestare il messaggio, cioè il contenuto di una dottrina, una rivelazione soprattutto di Istituzione è un’altra cosa. Il contenuto delle dottrine non è la conoscenza di Dio, impossibile per rivelazione e dottrina stessa, ma adeguarsi a norme come moneta per comperare una salvezza garantita nell’aldilà. Quindi una Fiducia che compero/merito, in un prodotto garantito da un Dio. Nobile e rispettabile questa in una persona. Criticabile o comunque discutibile l’altra prima di legarci la mia fede/Fiducia. Anche perché il sentimento d’amore, della carità fraterna, come dice una rivelazione stessa TUTTO COPRE TUTTO SPERA TUTTO CREDE TUTTO OSA.

          • Forum Coscienza Maschile ha detto:

            Dio non è un prodotto e impugnare le verità di fede è incompatibile col dirsi cattolici. Chiarito questo, ciascuno dica e creda pure a quel che vuole

    • Rolando ha detto:

      Per amore di Lui, qualunque cosa Esso sia, non ci sono limiti alla buona e bella follìa o come scrive Eraclito fr45 D.K.: “Per quanto tu cammini per ogni via, i confini dell’anima [psichè] non li troverai”.
      Caro, il MATTO, ti svelo una cosa da niente, sempre che la benevola e paziente lungimiranza del dott. Marco Tosatti, lo acconsenta.
      Il più bel appellativo mi è stato affibiato una volta proprio in questo suo bel sito da parte di una gentile Signora mentre il discorso verteva sui dieci volumi delle visioni della vita di Gesù della Maria Valtorta.
      Riferendosi a me: “Con SATANA non si discute”.
      Essere Satana significa essere stati convocati alla presenza di YHWH per soddisfare un Suo bisogno, cioè assolvere ad una Sua funzione: mettere alla prova l’uomo. E provarlo nei suoi bisogni/desideri/convenienze così come permette, cioè desidera, YHWH. Sì perché se non desidera “così” neanche lo permette. Vedi il divieto di ucciderlo, cioè portarlo [= in Giobbe] alla morte con modalità pure possibili!
      Sono onorato di essere anch’io un mezzo di questa funzione divina, autorizzato. Innanzitutto in me per la necessità della mia convenienza che colgo solo relazionandomi con tutto e tutti, in modo schietto ed il più gentile possibile, cioè kalòs kai agathòs: bello e buono.
      Diversi anni fa profetizzai di persona in un incontro a Magdi Allam la sua conversione al cattolicesimo e a Vito Mancuso il suo passaggio al panteismo. Cosa che lui stesso più tardi corresse dicendo di essersi convertito al panenteismo. E spiegò, a modo suo ovviamente, la differenza.
      Ecce nunc in pulvere dormiam et si mane me quaesieris non subsistam. E nella mia carne di sempre vedrò il riscattante me.

      • luca antonio ha detto:

        …beh….per Mancuso, caro Rolando, era davvero semplice.
        Le menti confuse finiscono li’, comunque sono contento per lui , con la sua inclinazione spirituale se fosse stato lucido sarebbe finito dove finiscono le menti lucide con quell’inclinazione, nel satanismo , che per loro e’ adorazione di Lucifero, il portatore di luce, in opposizione al demiurgo inferiore cristiano che ha creato la materia e imprigionato l’ uomo.
        Lucifero liberera’ l’umanita’ distruggendo la creazione e con essa la sofferenza.
        Piu’ lucidi di cosi….un bel programmino non c’e’ che dire… ma tutto fatto in nome dell’amore.

        • Rolando ha detto:

          Mi dispiace per te, caro Luca Antonio, ma ti devo ricordare che fu la grande intelligenza del card. Martini a definire Vito ” Una bella mente”.
          Ed ai mercoledì della cattedra dei non credenti anche la mia mente si è ulteriormente aperta a più vasti orizzonti.

          • Rolando ha detto:

            Dimenticavo: tu es Sacerdos in eaternum secundum ordinem Melchisedek. Vito sarà sempre tale. Il carattere che il sacramento imprime nessuno lo cancella: neppure Dio! Così almeno mi insegnavano in Seminario.

          • luca antonio ha detto:

            Puo’ avere ragione il cardinal Martini, ma io, l’ ho gia’ detto, sono un semplice e accetto argomentazioni non immediatamente comprensibili solo dai tedeschi – funestati da una lingua infelice che devono inventarsi di volta in volta, Essere e tempo di Heiddeger si interrompe, per ammissione dello stesso autore, per mancanza di adeguato linguaggio – ma da un italiano no.
            Mancuso mi ricorda il nostro Versiglioni, Derrida, Lacan, tutta gente che, pur avendo a disposizione lingue luminosamente chiare, non ne fanno uso
            Perche’ ?. Me lo chiedo e …. sospetto.
            p.s. : comunque Lei, oltre al suo sapere e alla sua signorilita’ , mi e’ entrato per sempre nel cuore… la difesa del latino, che pure conosco solo per reminescenze liceali,….e di Papa Benedetto sono per me un sigillo di fratellanza.
            Conosco la sua omelia pro eligendo pontifice a memoria, un balsamo per l’anima, l’eternita’ e il senso della nostra vita in una pagina.
            Intelligenza, cultura , mitezza e sensibilita’ al massimo grado in quella omelia e in molte altre.
            Grazie a Lui e a Lei che me lo ha ricordato.

          • Forum Coscienza Maschile ha detto:

            Ci mancava anche il card. Martini, quello che disse che la Chiesa era indietro di 200 anni (si riferiva al 1789?)
            Altro che dogmi, in questi commenti c’è una perfetta coerenza ideologica.
            Mi dispiace solo che sui siti cattolici (e non) progressisti, dove forse starebbero meglio, non ci siano altrettanti commenti di segno diverso.

      • Forum Coscienza Maschile ha detto:

        E del vangelo (minuscolo essendo apocrifo) di Giuda che ne dice, la ispira? Perché dice cose non molto diverse dalle sue

        • Rolando ha detto:

          Può darsi benissimo che Giuda abbia spinto Jehoshua a sollecitare un’azione contro i Romani partendo dal monte degli Olivi, come previsto da Geremia, convinti dell’intervento di YHWH.

          • Forum Coscienza Maschile ha detto:

            Nel vangelo di Giuda (definito un diavolo in Gv), Gesù chiede all’Iscariota di tradirlo (cioè di fare del male) per compiere la sua missione. Il male come “necessità di Dio”…

          • Rolando ha detto:

            Caro Forum Coscienza Maschile. Siamo sempre lì. Satana assolve ad una funzione, anzi è una funzione di YHWH. Il “bisogno ” di controllo dei figli del suo popolo da parte di ELOHIM YHWH. [Non confondiamo il Theos e il Kyrios della LXX con ELOHIM/EL/ EL ELYON e YHWH del testo ebraico].
            E d’altronde non vuole YHWH un male ( la morte di Gesù in croce ) per un Bene, la Redenzione?
            E d’altronde non vuole Dio Padre un male (la morte di Cristo in croce ) per un Bene, la Redenzione?
            Tenta di spiegare, se puoi, Isaia 45,7: “Formante luce e creante tenebra, facente benessere/pace e creante Male [Ra] io YHWH facente tutte queste.” Vedi anche Amos 3,6.
            Spiegami senza capovolgere o fraintendere con gratuite allegorie o metafore queste precise parole del Signore del Tempio di Gerusalemme, casa del “Padre mio” di Gesù, per la quale Gesù ardeva di zelo/fedeltà. E neppure un iota (ma Gesù parlava in greco?) sarebbe caduto dal testo ebraico, a meno che Gesù non avesse avuto sotto mano la LXX, assai improbabile in Giudea, visto che per il giudaismo era un testo eretico, definito “letamio”. E Gesù stesso fu crocifisso come Rex Judeorum.
            Grazie.

          • Rolando ha detto:

            Lo conosco il Vangelo di Giuda. Meticolosa la lettura sulle fotocopie del codice….
            La tredicesima stella!
            Il tradimento dei canonici? Perplesso.

          • Forum Coscienza Maschile ha detto:

            Sapevo che era cultore del vangelo (che mette in maiuscolo) di Giuda.
            Questa discussione può sembrare futile (e lo è) ma dà la cifra del cristianesimo in Occidente e delle probabili conseguenze per l’Europa. A Messa si impetra la salvezza dalla peste e dalla guerra e il giorno stesso si fa il pubblico elogio di Giuda.
            Non siamo lontani dalla chiave di lettura di Is 45,7: il profeta non descrive gli attributi di Dio ma quel che fa al suo popolo quando è infedele all’alleanza, che come sa è fatta di benedizioni e maledizioni. Dio è fedele e quando leggiamo “crea l’avversità” è perché sta semplicemente mantenendo il suo patto.
            Dice Gesù “chi vede me vede il Padre”, perché Gesù è l’esatta rappresentazione di Dio. A quante persone Gesù mandò una malattia per insegnargli qualcosa? A quanti genitori Gesù tolse un figlio come punizione? In quante città da Lui visitate mandò calamità naturali per giudicarle?
            La sua venuta trabocca di misericordia, ma annuncia anche la giustizia per chi non crederà: “In quel giorno Sodoma e Gomorra avran sorte migliore”.
            La tenebra non è creata da Dio ma dall’uomo, che rifiuta l’amore di Dio (non “l’ammore” contro Dio)

  • Forum Coscienza Maschile ha detto:

    Una costante che si può notare negli interventi del Matto (che leggerete facilmente, sono sempre in cima) è gettare il sasso e nascondere la mano. Quando taluno mette a fuoco il relativismo che trapela dai suoi scritti, butta tutto in caciara, con facezie o voli poetici fuori argomento. Come alla Zanzara, che notoriamente non è un baluardo contro il pensiero unico (dice Silvana De Mari che non va mai ai dibattiti televisivi, che fanno ascolti ma trasmettono il nulla).
    Il suo vocabolario abbonda di termini pieni di carità come fondamentalista, aspirante inquisitore, chiuso, dogmatico, legalista ma assicura che fa complimenti, che è tutto uno scherzo; precisamente come le torture del diabolico buffone citato nell’articolo di apertura (sempre del Matto) e che lui tenta di rivalutare (non c’è da soprendersi, stanno “rivalutando” anche Nerone).
    La cosa rileva qui non sul piano personale, ma come campione di una diffusa strategia di comunicazione che tralascia l’argomento per screditare l’avversario o coprirlo col chiasso; sempre suggerita, senza assumersi responsabilità, col favore delle tenebre.
    Parla di samurai ma i suoi interventi ricordano i meno nobili ninja, gli sgherri del signore (minuscolo, designando il potente di turno), che a volto coperto si celano tendendo imboscate nell’ombra.
    Del resto, il buffone del racconto di Zolla che insinuava relativismo a morsi, non agiva forse in una cantina?

    Conosco rifiugiati cristiani da vari Paesi del Medio Oriente. Per qualche ragione, tra loro non ci sono Matti ed emuli che intessono elogi di Giordano-Bruno-libero-pensatore e disprezzano i fondamenti della fede. C’è un clima sereno e una fede semplice. Viene da dire da uomini normali.
    Non si può non fare il confronto con l’Occidente, che proprio sano di mente non è (lo vediamo ogni giorno con i nostri occhi). Viene in mente il noto adagio “Quos vult Iupiter perdere dementat prius” e riesce difficile immaginare che questo Occidente che impugna la fede e la legge morale incontri il favore Divini.
    Ma poiché si oppone il comodo mantra “chi sei per conoscere i pensieri di Dio” (come se non avesse mai parlato per mezzo di Suo Figlio): una società disarticolata non serve neanche agli uomini, per cui è prevedibile che l’Europa in piena decadenza sarà il cortile per i prossimi giochi di guerra e il laboratorio per gli annessi esperimenti farmaceutici. L’Italia, chissà mai perché, è in prima fila

    • Il Matto ha detto:

      “Appartengo, fin dal principio, al cielo?
      Se non v’appartengo, perché
      mi ha fissato così, per un attimo,
      con il suo sguardo infinitamente azzurro,
      e mi ha attirato lassù, con la mia mente,
      in alto, sempre più in alto,
      e senza tregua mi seduce e mi trascina
      verso altezze remore all’umano?

      L’equilibrio severamente studiato,
      il volo razionalmente calcolato,
      nessuna anomalia sarebbe possibile:
      perché dunque la brama di salire nel cielo
      è così simile, in sé, alla follia?

      Niente mi può appagare,
      subito mi tedia qualsiasi novità terrestre,
      Più in alto, più in alto, instabilmente,
      vengo trascinato sempre più vicino
      al fulgore del sole”.

      Yukio Mishima, “Icaro” (e, con tutta l’anima, il Matto)

      • luca antonio ha detto:

        Molto bello … e gia’… questo per me e’ un forte indizio, lo dico sempre agli “atei” ….ma se e’ solo la fredda e polverosa morte ad attenderci , perche’ , anche vecchi, rimaniamo costantemente in attesa di qualcosa ?… cos’e’ questa attesa ?…e cos’e’ questo “atteso ” ?.

        • Stilobate ha detto:

          “perché, anche vecchi, rimaniamo costantemente in attesa di qualcosa?… cos’è questa attesa ?…e cos’è questo ‘atteso’?.” *** Proprio così, Luca Antonio. Inscritto in noi c’è un bisogno di trascendenza, e non esiste ateo che, in onestà, lo possa negare. Quest’apertura è precisamente ciò che le forze anticristiche e antiumane aspirano a ottundere una volta per tutte.

  • Il Matto ha detto:

    Per Adriana.

    Però non c’è soltanto la poesia di Leopardi.

    All’opposto c’è anche quella del sufi Iqbal, che trovo stupenda e profonda,

    Profumo di rosa

    “Una hurì sotto una pergola del Giardino del Cielo disse fremente:

    ‘Nessuno mi ha mai parlato di quel che c’è sotto le stelle!

    Non comprendo che cosa sia l’alba, che cosa il tramonto, che siano il giorno e la notte

    e quel che dicono Nascita e quel che chiamano Morte, mi dan stupore strano alla mente!’.

    Così si fece onda d’aromi e alitò da un cespo di rose, scese dal cielo su questa terra fatta d’oggi e di ieri

    Aprì gli occhi e si fece bocciolo; e sorrise un istante, e fu rosa e, foglia a foglia, lenta si sfece sopra la terra

    E quando rivolò nel cielo, libera il piede dai ceppi, ne rimase, ricordo, un sospiro. E l’hanno chiamato profumo di rosa”.

    E se nella hurì vedessimo l’anima?

    • Adriana1 ha detto:

      Bellissima.

    • Adriana 1 ha detto:

      Caro Matto: bellissima, e azzeccato il paragone.
      A questa breve e squisita poesia vorrei contrapporre il sunto di una novella di H.C.Andersen sia per le delicate analogie, sia per l’abissale separazione spirituale tra la civiltà tradizionale e quella ” moderna”.
      La protagonista qui è una Driade che abita da secoli un grande ippocastano della campagna francese , dall’alto del quale segue la semplice vita degli abitanti del villaggio, i giochi dei bambini, le lezioni del parroco che si svolgono sotto la sua affettuosa protezione…
      Ma…ella non ha mai visto l’Esposizione di Parigi, ne ha solo udito parlare con un entusiasmo inedito. Con la forza del suo desiderio farà sì che il suo albero venga portato nella metropoli sconosciuta ad adornarne una piazza…Ma…l’Esposizione col suo tumulto di folla e la magia della moderna illuminazione rimane lontana. Allora sceglie di abbandonare il suo amato rifugio , di confondersi tra la gente e di danzare pazzamente tutta la notte avvinghiata ad uno o più sconosciuti mentre anche i suoi abiti cambiano foggia e colori, illuminati dai raggi delle artificiali luci urbane… All’alba, l’ippocastano abbandonato muore, e lei con lui .
      Non servono commenti, credo..

      • Il Matto ha detto:

        👏👏👏

        Il magico potere della Poesia e della Fiaba di trarci fuori dall’illusione della “realtà”!

        Grazie!

        • Adriana 1 ha detto:

          Dimenticavo, il titolo della novella è ” La Driade ” ( Dryaden ). Presumo che lo sfondo fosse quello della Esposizione Internazionale parigina del 1867. Andersen fu un grande viaggiatore e Parigi si stava guadagnando la fama di Ville Lumière, grazie ai diffusissimi lampioni a gas.

          • Adriana 1 ha detto:

            Matto…e : concordo, sia sul magico potere sia sulla illusione della realtà. Grazie a te dell’attenzione.

  • Forum Coscienza Maschile ha detto:

    Leggo ora un interessante articolo di Cionci su Don Minutella: utilizzando criteri e termini impiegati qui, si dovrebbe dire che “spacca il capello in quattro” su questioni di diritto canonico. Assistiamo anche alla (sempre usando lo stesso metro) “mancanza di amore” di un sacerdote che dichiara illegittimo un Papa (se fosse anche vero, non sta a lui decidere) ma nessuno lo chiama inquisitore dogmatico. E’ un’incongruenza che conviene notare.
    Oltre alla frettolosa scomunica, mi pare di capire senza alcun processo, leggiamo anche di hackeraggi, gogna mediatica e altre amenità.
    Anche qui conviene notare che questo comportamento proviene da “buoni cattolici certificati”, che tuttavia sembrano più appartenere al Mondo che alla Chiesa.

  • luca antonio ha detto:

    Carissimi, vista l’attinenza e visto che Rolando e il Matto non frequentavano questo sito all’epoca, riposto mio vecchio intervento in risposta ad articolo di Agostino Nobile che si interrogava sul perche’ la cultura moderna cercasse di sopprimere il maschile. Lo posto in testa sicuro che FCM non me ne vorra’ . aggiungendo questo intervento , forse, freccie al suo arco.
    Eccolo :
    Lo yang, va distrutto perché rappresenta il cielo, il verticale,
    il fine da perseguire; l’uomo è rettilineo nel pensiero e nell’azione.
    Complementare a lui è la donna , lo yin, che rappresenta la terra, i cicli
    eterni. La donna è la circolarità sia del pernsiero che delle azioni a
    custodia della vita.

    L’uomo quindi è colui che indica ai figli il telos , il compimento, il fine
    , lo sviluppo dell’albero che si protende verso il cielo. Parole come
    destino ed escatologia sono scritte dal telos e l’Apocalisse può essere
    stata rivelata solo ad un uomo. Tuttavia il telos per potersi esplicare e
    giungere a compimento deve partire dal seme, dall’ ontos, dalla sostanza
    che si è, per crescere secondo le leggi proprie di quella sostanza.

    Aristotele pone la distinzione fondativa del pensiero occidentale tra
    sostanza e accidente e da qui pone le basi per il principio di non
    contraddizione… l’uomo è uomo, questa è la sostanza , e quindi non può
    essere al tempo stesso donna ; l’uso che fa del suo corpo e della sua
    sessualità è accidentale- Bruno è un uomo/sostanza cui , accidentalmente ,
    piacciono le donne, Pasquale è un uomo cui accidentalmente piacciono gli
    uomini ecc…-.

    Esemplificando i sostantivi rappresentano la sostanza, gli aggettivi gli
    accidenti.

    Costitutivo e nello stesso tempo “nemico” del telos è anche l’ostacolo, la
    fatica, la possibilità del fallimento nel suo esplicitarsi alla ricerca del
    fine per cui è stata costituita quella sostanza.

    Il Nemico agisce al massimo livello qui, nel far fallire l’essere affinchè
    non raggiunga il suo fine e lo fa sia confondendo i piani di sviluppo
    facendo apparire i mezzi come fini – il sesso come fine a se stesso e non
    come mezzo per raggiungere un fine , la vita, è esempio lampante ma anche il
    lavoro, il denaro, come fine e non come mezzo sono esempi calzanti;

    sia svuotando la sostanza del suo infrangibile significato – nominalismo
    (Occam) , posso essere ingannato dai miei sensi (Cartesio) , dalla mia
    ragione che “crea” causa ed effetto (Hume) , la sostanza, il noumeno è
    inconoscibile (Kant) , fino ad arrivare ad un perpetuo divenire di tesi
    antitetesi e sintesi di hegheliana memoria tanto caro a Bergoglio e co.-

    Una volta annichilita la sostanza – es. non essendo né uomo né donna
    (gender) non sono né padre né madre né , attenzione, ho un padre o una
    madre-, il telos è facile da nascondere assieme alla posssibiltà del
    fallimento ( tanto l’inferno è vuoto) ;nascosto l’inferno diviene
    inutile qualsiasi virtù ( a che pro sforzarmi, non avendo uno scopo la mia
    vita fallisce solo se non me la godo) , di conseguenza cessa ogni assiologia e, con cio’ , ogni pedagogia .
    Ma legge di natura dice che ad ogni forza se ne contrappone una uguale e
    contraria e mentre la terra può cercare di oscurare e abbassare il cielo,
    ma non denneggiarlo, il cielo può devastare la terra.

    • Il Matto ha detto:

      ” il sesso come fine a se stesso e non
      come mezzo per raggiungere un fine , la vita”.

      Molti anni addietro, durante una conversazione, mi fu fatto notare che al fine dell’atto sessuale, appunto il far nascere una vita, occorreva aggiungere che la vita fatta nascere era anche un “pasto per la morte”. E questo mi rimase impresso piuttosto profondamente, proprio per la sua evidenza. L’atto sessuale ha un fine provvisorio, destinato alla dissoluzione.

      Dunque, si nasce per morire! E ,spesso, non solo la vita è un’attesa della morte, ma è anche un’attesa riempita di difficoltà d’ogni genere, in primo luogo i malanni fisici che possono raggiungere un’atrocità inconcepibile.

      Vorrei continuare ma me ne astengo.

      Lei che ne dice?

      • Adriana 1 ha detto:

        Caro Matto,
        non voglio intromettermi, ma il “pastore errante “di Leopardi si poneva le stesse domande.

      • luca antonio ha detto:

        “Stirpe miserabile ed effimera, figlia del caso e della pena, perché mi costringi a dirti ciò che per te è vantaggiosissimo non sentire? Il meglio è per te assolutamente irraggiungibile: non essere nato, non essere, essere niente. Ma la cosa in secondo luogo migliore per te è morire presto.’»
        Questa verita’ getta in faccia il saggio Sileno a re Mida.
        Questo e’ il destino riservato alla nostra stirpe che, riprendo l’intuizione di Rolando, perde il Paradiso terrestre per impostare la propria vita sul ” kalon kai poneron”, cioe’ sul “quel che mi giova, quel che mi costa”.
        Siamo esseri per la morte e Sileno risponde nell’unico modo sensato se si crede, con Nietzche che riprende l’episodio, che la vita non abbia un telos, un fine, un fine che ci trascende. Per questo l’ “amore” per l’uomo non basta, perche’ si trasforma sempre in morte, infatti , volendo eliminare, per falsa’ pieta’ cristiana, ogni sofferenza, arriva ad abolire la vita stessa – basta pensare all’aborto per evitare sofferenze all madre – che, invece, esiste solo come atto gratuito, dono ricevuto e dato.
        Si soffre per nascere, si soffre per morire, con nel mezzo un invito : ogniuno prenda la sua croce e mi segua….e qui e’ un si’ o un no….. che senza un fine puo’ essere solo no…no a Dio, no alla vita, no alla speranza, no alla felicita’ …. in Cristo , Alfa e Omega, che tutto riassume.
        Un caro saluto.

    • Adriana 1 ha detto:

      Povero Aristotele ( che era pure medico )…sostanza e accidente,,,ma non aveva mai incontrato, per fortuna sua, creature che cercano di deformarsi o di alterarsi come Maria Josè Cristerna o l’ex Ken, ora Jessica umana. E vengono pure proposti dai media come modelli di una nuova sessualità e di nuovi modi di modellare i rapporti sociali. ( E non sono gli unici ).

      • luca antonio ha detto:

        …ridiamoci un po’ su Adriana…ma certo… che notte…

        • Adriana 1 ha detto:

          Luca Antonio,
          hai ragione. Pare che i pilastri della terra subiscano l’assalto dei Giganti ( della finanza ) che stanno dietro a queste esibizioni distorte e distorcenti. Mi impressionano molto e negativamente…ma forse il riso scaccia il potere degli Incubi.

    • Forum Coscienza Maschile ha detto:

      Grazie Luca Antonio, come sempre coglie l’essenza di questa discussione putroppo coperta da molte digressioni ed equivoci.
      Oggi l’attacco alla fede non procede con la sua aperta negazione, ma svuotandone l’essenza dall’interno e sostituendola con melma sentimentale.
      Si tacciono le verità di fede, che sono essenziali coordinate di riferimento e si adopera un linguaggio vago e nebuloso.
      Giovanni Paolo II parlava di apostasia silenziosa ma ciò è forse vero solo in parte, perché ai fedeli non viene più annunciato Dio e non conoscono più il loro Creatore.

  • Forum Coscienza Maschile ha detto:

    Premesso che le risposte all’articolo originale, che mi chiama in causa, sono infiniti commenti più sotto e che nelle prime righe leggerete per lo più il Matto che si risponde da solo.
    Oltre che dallo spam (contro ogni evidenza negato), questa discussione è stata inquinata da nonsensi quali l’associazione fede cristiana-intolleranza, ortodossia-mancanza di carità (qui chiamata “ammore”).
    Posto che non si capisce la ragione per cui non si dovrebbe rispettare chi professa altre religioni, né perché chi ha fede non avvelenata dovrebbe mancare di carità, il nucleo della discussione è il proclamato relativismo degli interventi del Matto: per lui le altre religioni “sono valide” (sincretismo) e affermare la verità cristiana è presunzione, “fondamentalismo”.
    Per il Matto l’esperienza mistica (per estensione la santità) consiste nel negare o superare ogni dogma, perché essa costringe a rinunciare a qualsiasi certezza non solo umana, ma (dice) anche trascendente.
    I Santi, qualunque fosse la loro preparazione, non hanno mai negato o disprezzato le verità di fede, atteggiamento che appartiene invece al relativismo, sola religione ammessa nel mondo globale.
    Il Matto vuole ricostruire la Torre di Babele insistendo su “punti in comune” tra le religioni, ma ammette che i suoi stessi discorsi dividono. Come fai a dire di credere nello “stesso” Dio dimenticandoti di Cristo suo Figlio (o, per l’interlocutore, di Buddha e Maometto?)
    Occorre intanto osservare che questa volontà babelica di unificare le religioni proviene sempre da burocrazie al vertice ed è agli antipodi con la sensibilità della gente semplice: proprio quella che “ama”, a differenza delle élite mondiali che odiano il genere umano.
    Inoltre la babele della religione unica, che dovrebbe assicurare la fratellanza (muratoria) universale, paradossalmente divide (il Diavolo non fa i coperchi): la Torre era precisamente un simbolo di unione e sappiamo come andò a finire (en passant, lo sa pure chi quella Torre cerca di ricostruire, tranne i Matti).
    Però, ci viene detto, viviamo nell’era dell’Acquario e della filosofia New Age, in cui ciascuno deve confezionarsi a suo gusto la verità e le norme morali, mentre è male annunciare la Verità come ci ha chiesto il Redentore.
    Il relativismo confonde non solo la fede ma anche le menti, perché Dio ha scritto nello stesso essere umano il bisogno di certezze e di un modello coerente della realtà. Non possiamo conoscere tutto, ma sono necessari punti di riferimento che l’ingegneria sociale oggi metodicamente scardina per renderci men che umani, bestiame da allevamento buono solo per consumare.
    Per questo il relativismo non ha nulla di spirituale, ma negando la verità cristiana, è necessariamente diabolico e ne vediamo i frutti ogni giorno: guerre (mondiali), tirannidi bugiarde (ma si definiscono “tolleranti”), famiglie sfasciate, denatalità, intere nazioni al collasso sprofondate nell’apatia. Questo aspetto cruciale non viene discusso nei commenti, cui si risponde coi soliti automatismi del laicismo massonico-ottocentesco più settario, perfino il “libero” pensiero di Giordano Bruno, passando per i consueti fondamentalismi e roghi; che in realtà vengono eretti contro i cattolici, che secondo dati ufficiali sono il gruppo umano più perseguitato al mondo.
    Dice il Matto che non spamma commenti e si è già congedato tre volte (cose da Matti), ma sono fiducioso in un suo ritorno per deliziarci con le sue odi agli asini (ovviamente di Giordano Bruno), per cui buona asinina lettura.

  • Rolando ha detto:

    Per IL MATTO, che col suo intervento ha prodotto un uragano oceanico. 239 commenti.
    Kalòn kakòn “un bel male” dal vaso di Pandora.
    Ha voluto suscitare una pratica spiegazione del termine “ENTUSIASMO”.
    Cioè posseduti dalla passione di un dio: ÉNTHEOI, tutti coloro che cadono sotto il potere di un dio che invia loro questa malattia-passione.
    La gelosia di ELOHIM YHWH verso tutti gli altri ELOHIM è una gelosia per possedere concretamente più umani possibili. Anche YHWH si trova in assemblea convocata da EL ELYON presenti tutti gli ELOHIM e sottostanno tutti alla legge di Natura: come uomini morirete e come principi cadrete. Magnifico canto. Il pensiero è lì incollato: non c’è misticismo che ne esuli.

    • Adriana 1 ha detto:

      Rolando,
      il riferimento è alla Madonna dei Palafrenieri del Caravaggio, ovviamente. I pittori di un tempo erano molto più colti degli artisti odierni, anche se pure questa iconografia appare frutto di un conveniente compromesso.
      ( P.S. Trovate in rete una tesi di laurea e un articolo che approfondiscono l’ affascinante argomento.) Molte grazie per il richiamo a cose da me dimenticate. Risulta sempre ” ineffabile ” il Card. Ravasi…

      • Rolando ha detto:

        Cara Adriana 1, ben indicato. È praticamente da sempre che sostengo sotto ogni aspetto la superiorità della Donna sull’uomo, il vir, il mas, per intenderci. Ho avuto, penso,quasi 25 anni fa un dibattito serrato con Magdi Allam sull’argomento, quando era vicedirettore del Corriere e prima del suo battesimo da parte di Benedetto XVI. Maschilista.
        La donna è superiore in ogni campo. Perfino in campo scientifico due donne Nobel sono in vetta ai più azzardati e delicatissimi traguardi: Jennifer Doudna ed Emmanuelle Charpentier. Hanno l’aria naturale di simpaticissimi tordi beffeggiatori annidiati nella foresta degli scienziati maschi più autorevoli!
        Noi maschi veramente siamo quasi inutili. Vivan le donne sostegno e gloria d’Umanità!

        • il Matto ha detto:

          Per Rolando e Adriana (e Luca Antonio).

          A mio parere, parlare di “superiorità” fra due elementi complementari non è corretto.

          L’uomo senza la donna non esisterebbe, la donna senza l’uomo non esisterebbe.

          Affermare la superiorità della donna rispetto all’uomo risponde all’ideologia femminista che non sembra il massimo e tira l’acqua al mulino del (pseudo) matriarcato che le femministe stanno instaurando su tutta le terra. In Finlandia, tanto per dirne una attuale, la prima ministra è di estrazione “famiglia arcobaleno” e convinta femminista progressista. E non sembra che le sue colleghe di Svezia e Moldavia siano molto differenti.

          D’altra parte, se davvero così fosse, occorrerebbe un radicale revisionismo storico data la sproporzione quantitativa gigantesca, tanto nella politica che nell’arte e nella scienza, fra “grandi uomini” e “grandi donne”, queste ultime tenute volontariamente nell’ombra da una storiografia maschilista?

          No: la terra non è superiore al seme né ne il seme superiore alla terra. Senza il seme la terra rimane sterile, senza la terra il seme rimane infruttuoso.

          Si tratta di un equilibrio Yin/Yang che non può essere violato, pena il caos planetario.

          • Adriana 1 ha detto:

            Matto,
            infatti in tempi “sospettosissimi” sostenevo che i due non erano eguali bensì equipollenti…
            Poi, ai tempi di piombo, abbandonai per la sua strada un ” compagno” intellettualissimo e coltissimo che mi accusava di essere ” peggio delle femministe che sfilavano in corteo agitando il reggiseno ” , dato che io lo ascoltavo -con la dovuta attenzione e riverenza ” ( vero, vero ), ma alla fine pretendevo di filtrare la ” trasmissione culturale ” ( sua, di maschilista-compagno-sefardita-ateo ) col mio personale, povero cervello di donnetta ( verissimo ).

    • il Matto ha detto:

      Per Rolando: 🙏

  • il Matto ha detto:

    Carissimi tutti,

    forse questa tornata del blog, con il suo record di commenti, testimonia dell’importanza estrema dell’argomento.

    Negli ultimi tempi mi sono accorto sempre più lucidamente che le parole, più che unire dividono, ed impediscono di giungere ad un punto comune, che, evidentemente è oltre di esse.

    Di più, poco ma sicuro che ogni mente vede quel che vuol vedere, venendosi così a determinare un miscuglio di visioni che non approda a nulla, per cui ognuno si tiene ben stretta la sua visione o verità in tasca che dirsi voglia.

    Per esempio, il mio pubblicare i miei interventi in cima ai commenti già fatti voleva essere un’agevolazione per non costringere gli altri ad andarsi a cercare le eventuali risposte in una lista piuttosto lunga e variegata.

    Invece, da un’altra mente, quella di Forum, ciò è stato visto come un tentativo di subdola contestazione e di voler sempre l’ultima parola.

    Che dire? Non c’è possibilità d’intendersi.

    Luca Antonio parla di una mia avversità alle leggi cattoliche. mentre non ricordo più quante volte ho affermato la loro legittimità: però lui la vede così e anche qui che dire? Non c’è possibilità di intendersi.

    Luca Antonio tira poi in ballo lo Zen e la Spada dimenticando o non sapendo che i rispettivi e omologhi precetti sono sì indispensabili ma comprendono anche il superamento (non il rinnegamento o la libera infrazione, lo ripeto per l’ennesima volta) dei medesimi per realizzare la Mente Non Duale, che è al di sopra della vita e della morte e di ogni altro dualismo.

    Una precisazione importantissima: nessuno più di coloro che tendono alla Mente Non Duale è scrupolosamente attento al rispetto dei precetti.

    Un salutone a tutti.

    • luca antonio ha detto:

      Carissimo, io leggo :
      “Chiaro che in quest’aura di bellum intestinum siamo lontani le mille miglia dalla tranquilla certezza offerta dal reticolato dottrinale, la quale rende difficile, se non impossibile, fare veramente i conti con se stessi («scendere fino alla radice delle cose»),” …e piu’ sotto :”… mentre i molti, che legittimamente navigano con la bussola delle definizioni dogmatico-legalistiche, dovrebbero astenersi dal pronunciarsi circa un argomento che, essendo fuori del proprio orizzonte, li scandalizza e li turba, facendoli erompere in una critica insensata poiché riferita ad un altro orizzonte.”
      Dunque 🤔 cosa potrebbe intendere una mente lineare e semplice come la mia ?.
      Non basta certo un “legittimamente” a indorare la pillola, a compensare ” la certezza dottrinale che rende difficile, se non impossibile, fare veramente i conti con se stessi.” Se uno intende che detta certezza allontana anziche’ avvicinare alla radice delle cose , alla Verita’ , lo fa a ragion veduta o no?.
      “Luca Antonio tira poi in ballo lo Zen e la Spada dimenticando o non sapendo che i rispettivi e omologhi precetti sono sì indispensabili ma comprendono anche il superamento (non il rinnegamento o la libera infrazione, lo ripeto per l’ennesima volta) dei medesimi per realizzare la Mente Non Duale, che è al di sopra della vita e della morte e di ogni altro dualismo.”
      Ma questo non e’ esattamente quanto da me affermato con la citazione de “Lo Zen e il tiro con l’arco” di Herrigel (spero di ricordare il titolo con precisione) , la coincidenza finale, mistica, dopo lungo e ferreo rispetto di norme e riti tra “arciere , arco, freccia e bersaglio” , cioe’ il superamento del mondo duale ?.
      Abbiamo scritto molto e a volte, con il susseguirsi degli interventi, si perde di vista qualcosa, comunque grazie caro Matto, e complimenti ! il suo articolo ha suscitato davvero un interesse da record.
      P.s. : per Rolando (sotto non vedo il link per rispondere) , le mie affermaziono sono dogmatiche ?, sono opinioni , se avere delle idee e delle convinzioni e’ dogmatismo, allora sicuramente si’.
      Per quanto riguarda Maria e il serpente voleva essere uno
      spunto di riflessione, per i testi altri e l’esegesi , come sempre, mi inchino a Lei.

      • Rolando ha detto:

        Caro Luca Antonio, ho ritenuto dogmatica la citazione, non certo il tuo o mio pensiero (per carità!), perché questa citazione è alla base del dogma dell’Immacolata Concezione e della Corredentrice che tanti vorrebbero proclamata. Ovvio che se altri due testi scrivono diversamente o meglio l’opposto, la scelta ha in sé del dogmatismo, ovviamente non tuo. Se devo stabilire quale testo è esatto, scelgo l’originale non le traduzioni indipendentemente da sincretismi o allegorie delle Istituzioni infallibili. Poi ognuno vede, crede spera ciò che gli “conviene”. Ovvio, no?

        • luca antonio ha detto:

          Grazie Rolando, io cerco, almeno in questo spazio, solo il Vero.
          Stimolato dalle sue parole ho fatto una piccola ricerca che mi ha portato all’ipotesi, non mia, di altri, che ritengo plausibile: il passo letteralmente dovrebbe essere riferito ad Eva, anzi alla sua stirpe, concorda ?.
          Se fosse così il senso della mia “provocazione” – che non bisogna aspettare che il serpente abbia inoculato il veleno, occorre fermarlo prima, dopo è tardi – rimane.
          Invece oggi, per restare in tema, in qualsiasi ambito, assistiamo al criterio contrario, non si evitano, per Amore , gli errori a monte – richiede un polso fermo, virile, dogmatico – ma si aspetta che i danni scendano a valle, dove si accolgono e dove si cerca di ripararli con Amore di cura, tipicamente femminile – la Chiesa in “uscita”, nelle periferie, non è in fondo questo tentativo di recupero a valle ?:.
          E qui si aprono interrogativi interessanti, sono entrambi Amore, ma perchè oggi si fa passare per vero Amore solo il secondo?, e come sarebbe invece possibile farli lavorare insieme, invece di contrapporli come nemici ?.
          In un ottica costruttiva mi sembra che dovremmo tutti, la Chiesa in primis, lavorare molto su questo.
          In fondo si tratta di riunire FEDE e OPERE.

          • Rolando ha detto:

            Caro Luca Antonio.
            Lei scrive: “Il passo letteralmente dovrebbe essere riferito ad Eva, anzi alla sua stirpe”
            No. Assolutamente no, se è valida l’analisi grammaticale e logica. Ripeto: no!
            Il testo ebraico dice: ” fra seme di te [serpente] e fra seme di lei [della donna].
            Il termine ebraico per “seme” è lo stesso identico sia in riferimento al seme del serpente che quello della donna. Ed esattamente la LXX. Traduzione ellenista alessandrina che nasce proprio e solo -direi- per puro scopo letterario e culturale (infatti viene dichiarata eretica dal giudaismo fin dal suo nascere e definita “letamio”) traduce tutte due le volte il medesimo termine ebraico con “spèrmatos”. Greco e latino conoscono il neutro. Pertanto, per assurdo, se avesse voluto comunare avrebbe, forse, usato il pronome di richiamo col neutro, invece usa il pronome maschile per collegarsi grammaticalmente e logicamente a colui [Non colei] che schiaccerà la testa del serpente ed “autou” genitivo maschile per dire: e tenterari/assalirai il tallone di lui. E seme sta per figlio, discendenza al maschile. Ma qui c’è “sperma”.
            Troppo, troppo chiaro ed evidente. Non ci sono scappatoie, né fantastici arzigogolamenti.
            Ti dirò ti più, ma sono un po’ stanco. La cosa era nota ai vescovi cattolici tedeschi che ad un certo punto abbandonarono per incompatibilità di vedute le rimanenti sessioni del Concilio Vaticano I. E sia chiaro: non solo per la questione dell’infallibilità papale, ma anche per il precedente dogma del 1854.
            Fecero fare ricerche accurate in segreto negli archivi storici segreti del vaticano. Qualcuno (il direttore?) sembra li informasse di una preziosa documentazione che per proclamare un dogma in seduta conciliare la Storia del dogma richiedeva rigorosamente l’Unanimità del consenso positivo dei Padri.
            E in questo cavillo di base nascosero anche motivazioni di altro genere per abbandonare il Concilio, come di fatto fecero. Ma Pio IX fu irremovibile negli scopi che voleva raggiungere. In seguito, Pio XII se ne avvalse per l’autonoma proclamazione del dogma dell’Assunta, tagliando corto sul consenso dei Vescovi ordinari, giatanto ora era Infallibile in fatto di dogmatica da far credere. E fu l’ultimo. Furbescamente sapeva Giovanni XXIII che non era il caso di convocare un Concilio dogmatico, pertanto gli rimaneva solo il PASTORALE [e chissà fino a quando!]. Ovvio no? Mica si poteva introdurre il PRINCIPIO DEMOCRATICO della maggioranza dei consensi, dei voti, in un Concilio di NUOVI DOGMI da credere, cui è legata la salvezza eterna per il fedele.
            Va tranquillo che lo sperma è sperma e ce l’ha solo il maschio e su ciò non facevano confusione, neanche allegoricamente, a quei tempi in cui della donna interessava ben poco e non sapevano di ovuli.
            Anzi per i Greci il patricidio era il solo più grande delitto perché la donna era ritenuta il nido dove veniva deposta la vita da covare. Ora è il maschio che è inutile come soggetto in quest’affare, non come libero e selezionato donatore e forse, fra non molto, anche la donna come nido. Spero di no, perché nessuno mai riuscirà ad uccidere l’amore, che non è l’istinto sessuale, ma lo previene e lo accompagna per sempre, quando è Amore.

          • Rolando ha detto:

            Per chiarezza devo aggiungere un chiarimento.
            Mi sono limitato alla grammatica del testo, alla precisa terminologia dell’ebraico, greco e latino e poi ho ragionato come se il messaggio complessivo di questo famoso versetto, riguardasse il discorso allegorico cristiano cattolico e su questa linea ho proceduto.
            Purtroppo per onestà devo dire che non condivido affatto che questo antico testo ebraico e questo specifico versetto vogliano intendere ciò che vi ha visto il credo cristiano-cattolico.
            Questo è un altro diverso discorso.

      • il Matto ha detto:

        Gentilissimo Luca Antonio,

        le posso assicurare che il “legittimamente” non è, nelle mie intenzioni, un furbesco indorare la pillola. Pur nei miei limiti espositivi, cerco di evitare parole o frasi che siano allusive ad altro da quanto significano. E’ una mia esigenza che non mi permette di buttare giù qualche riga o qualche pagina così come vengono.

        “Rende difficile, se non impossibile” non equivale ad “allontanare”, bensì indicano un limite, nel nostro caso al “fare i conti con se stessi” (e so di cosa parlo, anche se resta una mia esperienza personale).

        Per quanto riguarda “Lo Zen e il tiro con l’arco” ha ragione, abbiamo detto entrambi la stessa. Gli è che mi ha ha tratto in inganno il suo (riferito a me) “avversità nei confronti delle leggi cattoliche”, che non corrisponde al vero, dato che ne ho proclamato a più riprese la … legittimità 😊

        Ci tengo a dirle che colloquiare con lei è un vero piacere.

    • Forum Coscienza Maschile ha detto:

      Secondo me le parole dividono quando sono ambigue, o peggio contraddittorie. Luca Antonio ha ben rilevato questa contraddittorietà che l’aggettivo “legittimo” non vale a sciogliere.

    • Forum Coscienza Maschile ha detto:

      Voleva “agevolare” la lettura della sua conta dei commenti (c’è già) più una ode agli asini di decine righe? Ma via…

  • luca antonio ha detto:

    Discussione ancora serratissima nonostante la lunghezza della battaglia che vede ormai le due posizioni principali, il Matto e FCM , tenacemente inchiodate tra un “sincretismo amoroso” e un “legalismo” accusato di scarsa attenzione all’ Amore. Si ripropone cioè quanto già rilevato , il divario tra l’Amore, morbido,femminile, e il Dogma, fermo, maschile, della Rivelazione. Le posizioni sono inconciliabili perché non circoscrivono preventivamente cosa sia questo Amore e come lo stesso possa esplicarsi al meglio . Il non fare ciò espone a dover accettare nella discussione un vago “Dio è Amore”- quindi prevalentemente Madre, Woityla insegna – che finisce col sottointendere che l’applicazione di ogni legge, di ogni rigore, sia violenza.
    L’adesione del mondo odierno a questa vulgata è sotto gli occhi di tutti ed è questa, caro FCM, che va preventivamente smontata, perché come diceva Sun Tsu, se si adotta il linguaggio del nemico si finisce per cercare delle soluzione all’interno delle regole da lui imposte, e la battaglia è perduta prima ancora di iniziare. Cominciamo col dire invece quello che sembrano aver dimenticato tutti : Dio è Signore, Dominus e i comandamenti a Lui dedicati sono, guarda caso, i primi tre; Cristo stesso ribadisce il concetto « Ama il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutta la tua mente. Questo è il più grande e il primo dei comandamenti. E il secondo è simile al primo: Ama il prossimo tuo come te stesso. Da questi due comandamenti dipende tutta la Legge e i Profeti », e il secondo – ben inteso ! e con buona pace degli “umanitari”- è possibile solo se si è onorato il primo. Solo fatto fermo questo si può passare, senza essere ingannati, ad esaminare l’essenza ultima di questo Dominus, per arrivare alla conclusione, che Egli è Amore. Ora, come si esplica questo Amore ?, necessariamente attraverso una Forma, e la Forma è la Rivelazione, il Rito (distruggete la messa cattolica e avrete distrutto la Chiesa di Roma soleva dire Lutero… mission accomplished), e il Dogma; non esiste nessuno contenuto che non necessiti di un contenitore, qui il contenuto e il fine ultimo è l’Amore ma questo non sarebbe trasmissibile senza un impianto di riti e leggi – non necessita forse, caro Matto, la sua amata ricerca di Dio attraverso l’arte della spada, di un rigore formale assoluto ? –
    Si comincia a camminare nella fede aderendo a dei Riti e a dei Dogmi, poi ci si accorge che”Il mio giogo è dolce e il mio peso leggero” e che questi sono anch’ essi Amore di Dio per noi … per arrivare infine a capire (ma solo alla fine !) che Riti, Dogmi e Amore sono in fondo la stessa cosa , come , caro Matto lo sono, alla fine del percorso spirituale, “…l’arciere, l’arco, la freccia e il bersaglio “, come recita un libro sullo Zen che Lei dovrebbe ben conoscere. Quindi questa avversità nei confronti delle leggi cattoliche è priva di senso, esattamente come lo sarebbe se io, ignorante e stolto, dicessi che quello che Lei fa con l’arte della spada tradisce la stessa arte perché la spada è finta.
    Un caro saluto.

    • Adriana 1 ha detto:

      Luca Antonio,
      molto ben scritto. Però bisognerebbe domandarsi a quali leggi si ispiri oggi il mondo cattolico.

      • luca antonio ha detto:

        Cara Adriana, qui siamo ormai all’ Anomos paolino, all’uomo e alla chiesa senza legge, se non appunto un vago “amore” che può essere tirato per la giacchetta in qualsiasi momento – don Gallo che portava ad abortire le prostitute nigeriane non lo faceva forse per “amore”? -,l’eutanasia non è forse un atto di “amore” ?, l’utero in affitto per i gay non è lo stesso ? .
        E’ l’umanitarismo ateo. La scimmia di Dio è trionfante e la rapsodia del sabba senza freni.
        Simbolicamente questa discesa agli inferi, a proposito del Rito, trova la sua plastica epifania nella girata dell’altare, il celebrante e l’assemblea diventano autoreferenziali, al posto della verticalità precedente, maschile, si crea una circolarità, femminile, che esclude Dio. Il mondo cattolico ?, lo plasmano ormai Myrta Merlino e Mara Venier sulla base dell'”amore” e la chiesa arranca dietro servile nel tentativo di imitarle .
        Cordiali saluti

        • Adriana 1 ha detto:

          Caro Luca Antonio,
          sui nomi femminili citati sono pienamente concorde…e anche su altre cose come il capovolgimento degli altari, ecc…ecc…
          L’ultima imperatrice cinese pare avesse raccomandato- sul suo letto di morte- di non dare MAI il potere politico o il potere assoluto a una donna…Con tutto ciò mi pare un tantino restrittivo far ricadere tutte le colpe del male facere su una Yoni invece che su un Lingam. In fondo Tzu-Shi fu colei che proibì la riduzione dei piedi femminili ( proibizione attribuita falsamente a Mao ).

          • luca antonio ha detto:

            Adriana, Lei ha perfettamente ragione, la mia riflessione sul maschile e femminile e’ reale filosoficamente ma qui e’ tesa, in modo particolare, a far fronte alla follia odierna di confusione di ogni genere, non solo sessuale, nel contempo sono sicuro che Lei non avra’ difficolta’ a credermi se Le dico che recito il Rosario ogni giorno e che sono sicuro che sara’ Maria a provvedere per noi nell’ultima fase di questa agonizzante fase storica.
            Chiudo, a beneficio di tutti i buonisti non violenti che : ” …tu le insidierai il calcagno ma ella ti schiaccera’ la testa” … Maria non aspetta di essere avvelenata, provvede prima, come ogni madre amorosa non aspetta che i suoi figli siano danneggiati per provvedere a combattere il male … senza per questo giustificare i roghi, ma cercando di vedere il tutto in una cornice piu’ ampia.

          • Rolando ha detto:

            Caro Luca Antonio, prima che io possa seriamente prendere in considerazione il tuo pensiero attraverso le tue dogmatiche citazioni, desidero porti una semplice domanda.
            Quando citi la Parola di Dio: “ELla ti schiaccerà il capo” a quale testo ti riferisci?
            Al testo ebraico, alla LXX o alla vulgata? Tu citi la Vulgata, ma le altre due fonti più antiche e pure ispirate dicono una cosa diversa. Ma Dio è così pasticcione come pensano e sono gli uomini che scrivono?

          • il Matto ha detto:

            Certo che Rolando è magnificamente terribile!

          • Rolando ha detto:

            YHWH il Signore, nel salmo dice: “Io ho detto una sola, l’uomo due ne ha intese”. E questa lapidaria asserzione del Signore è nel testo del Patto. Le altre, LXX e Vulgata sono traduzioni dell’uomo. Ma la LXX è fedele, in questo caso, ma la Vulgata no! Per due c’è il maschile, per una il femminile. Lo aveva capito anche il Caravaggio, il Merisi, che con tutti i problemi che aveva risolve, in un dipinto eloquente, il caso furbescamente per non incorrere in un improduttivo falò sia per lui che per i prelati che accontentava.
            Tutti i tentativi di spiegazione sono illazioni ad hoc: cioè a sevizio di chi chiama bianco il nero e nero il bianco a “convenienza”. Il famoso principio antropico del ciò che mi conviene. Ed ora che ne siete all’altezza, puzza via di qui.
            E ci siamo ritrovati….. ancora in Terra.

    • Forum Coscienza Maschile ha detto:

      La ringrazio per il commento, che ci si aspetterebbe di trovare su un sito cattolico, invece di cliché del laicismo massonico ottocentesco più marginale: nessun cattolico per quanto formato dalla propaganda sui “roghi”, definirebbe mai Bruno libero pensatore.

      “se si adotta il linguaggio del nemico si finisce per cercare delle soluzione all’interno delle regole da lui imposte, e la battaglia è perduta prima ancora di iniziare.”

      Eccellente osservazione. Come ha scritto un mio utente, oggi la tecnica degli avversari del cristianesimo e della stessa umanità (sieri, guerre) è quella di aprire tavoli ed esortare al dialogo (unilaterale), finché l’altro non rinunci a poco a poco a principi non negoziabili.
      Gli interventi del Matto ed altri sono di piglio erudito e non certo permeati d’afflato mistico, non vedo come sarebbe possibile replicare con le Pie Ricreazioni. Com’è bello che i fratelli vivano insieme, dice il Salmista, ma se la letizia viene infranta da “Matti che ululano” slogan su Bruno, roghi e inquisizioni occorre ricominciare dal catechismo che tra cristiani si riteneva acquisito.
      Quello di noi cristiani non è un dio ignoto di favole mitologiche ma il Redentore: la via, VERITA’ e vita che si è fatto conoscere agli uomini, insegnando per la gran parte della sua missione terrena e che infine fece dono dello Spirito Santo che “avrebbe detto tutto quel che noi cristiani avremmo dovuto CONOSCERE”.

      • Adriana 1 ha detto:

        Quindi…Lei è un intenditore anche dell'” afflato mistico ” ?
        Perbacco, e porta al collo anche il ” tastevin ” per l’assaggio mistico? Perdoni, ma non mi faccia ridere chè mi si screpolano le labbra… ” Adelante, Pedro, con iujcio “…

        • Forum Coscienza Maschile ha detto:

          Come altri risponde a parole che non ho detto.
          Rispondo a interventi di piglio erudito, certamente privi di afflato mistico, ma mi viene detto che mancherei di “ammore”.
          Come lei e sicuramente tutti qui non sono un mistico, per cui parlare di intenditori è un nonsenso

          • Adriana 1 ha detto:

            Forum,
            non le avrà dette, ma le ha certamente scritte: “non certo permeate di afflato mistico…”. Se questa non è una dichiarazione, un parere, un giudizio assolutamente ” tranchant “, non so cosa altro sia. Che poi Lei non sia un ” esperto ” di mistica non lo metto in dubbio.

          • Forum Coscienza Maschile ha detto:

            Temo non abbia compreso che rispondevo a chi mi tacciava di mancanza di “ammore”, quando proprio lui scriveva in modo tutt’altro che “mistico-amoroso”, per non dire disonesto, viste le palesi contraddizioni coperte da aggettivi posticci: “fondamentalismo legittimo”, ma si può??

  • Forum Coscienza Maschile ha detto:

    Matto volevo chiederle come mai risponde sistematicamente con nuovi post in testa alla pagina (costringendomi talora a seguire il suo cattiov esempio) invece che sotto ai commenti ai quali risponde?

    Non le basta un articolo in cima per contestarmi, anche la prima risposta deve essere sempre sua?

    E come mai stamattina ha postato due “grattacieli ” di banalità (“ci sono duecento commenti” “lode agli asini”)? Non sarà per seppellire quello che scrivo (specialmente quando scrivo certe cose) con nonsensi e facezie?

    Poi mi fa la morale sulla censura… è precisamente quel che fanno i suoi compagni di idee nei dibattiti televisivi, si “coprono” le parole dell’ospite non gradito (al pensiero unico).

    Questo articolo si potrebbe intitolare: “Il Matto risponde” (sopra, sotto e anche da solo)

    Tra un sakè e un’etichetta di fondamentalismo ci offre un campionario esemplare di relativismo e sincretismo. Potrebbe inaugurare una rubrica qui dal titolo l’Angolo dell’Oriente, anzi del Grande Oriente.

    Ed ora, insabbi questo commento con 100 righe sugli asini che volano

    • Adriana 1 ha detto:

      Forum, la prego, non trasformi una dotta e appassionata diatriba in un duello ad personam….tra Peter Pan e Capitan Uncino.

      • Forum Coscienza Maschile ha detto:

        Non so lei, ma io trovo incivile seppellire i commenti altrui sotto risposte pubblicate sopra.
        Anche per leggibilità, chi risponde pubblica in calce, a meno che non inizi un nuovo argomento

        • Adriana1 ha detto:

          Però c’è modo è modo…come dice Dante.

        • Adriana 1 ha detto:

          Forse no, ma non ne farei un caso di continua molestia personale e di ” sacra ” indignazione da esternare con lenzuolate di ” sacra ” ira funesta.

          • Forum Coscienza Maschile ha detto:

            Adriana per caso è avvocato difensore dei Matti e anche moderatore di questo blog?

          • Adriana 1 ha detto:

            Anche se fossi l’avvocato, la cosa non la riguarderebbe. Quanto alla moderazione, ci pensa il gentile Tosatti. Perchè vuole occuparsene lei?

  • Il Matto ha detto:

    In Lode Dell’Asino

    O sant’asinità, sant’ignoranza,
    santa stoltezza e pia devozione,
    qual sola puoi far l’anime si buone
    che umano ingegno e studio non l’avanza.
    Non giunge faticosa vigilanza
    d’arte qualunque sia o invenzione,
    né dei sapienti contemplazione,
    al ciel dove ti edifichi la stanza.
    Che vi val (curiosi) lo studiare,
    voler sapere quel che fa la natura,
    se gli astri son pur terra, fuoco e mare?
    La santa asinità di ciò non cura,
    ma con man giunte e in ginocchio vuol stare
    aspettando da Dio la sua ventura.
    Nessuna cosa dura
    eccetto il frutto dell’eterna requie,
    la qual ci dona Dio dopo le esequie.
    Giordano Bruno

    Io la trovo sublime! 😉

    Diventare come asini: non dice cosa buona e giusta?

  • Il Matto ha detto:

    Stiamo sfiorando i 200 commenti che forse rappresentano il record su questo blog 🤩🤩🤩

    Ah, che bella la libertà di espressione!

    Ognuno espone il proprio pensiero che ritiene esser vero; ognuno coltiva il proprio orticello e ne espone i frutti pensando che siano i più buoni; ognuno col suo bel paio d’occhiali sul naso.

    Una miriade di realtà create da una miriade di menti.

    E’ la mente di ognuno che crea la realtà.

    Ma allora dov’è la realtà oggettiva?🤣🤣🤣

  • Forum Coscienza Maschile ha detto:

    Cari lettori
    Matti e sani di mente, cattolici e lupi travestiti da agnelli, sono lieto che vi siate appassionati a tematiche fondamentali, che esplorano idee usate ovunque per smantellare la nostra fede.
    In questa pagina avete letto di tutto e di più, perfino elogi di Giordano Bruno “libero pensatore”, che da sempre fanno parte dell’arsenale anticristiano e sono a dir poco atipici nel mondo cattolico. Non so a voi, ma come amministratore di vari siti da anni, qualcosa non mi torna:
    https://www.coscienzamaschile.com/index.php/topic,2944.new.html#new
    La semplice difesa della nostra fede viene associata a condanne al rogo, quando oggi sul rogo finisce proprio chi difende le più elementari verità (dal siero alla guerra). Per questo sono nati siti come Stilum Curiae, perché fuori di essi viene imposto il più ottuso pensiero unico.
    Bruno è solo un esempio dei postulati illogici che sentiamo ripetere ogni giorno, specialmente sui media. Conviene qui riunire il guazzabuglio di assurdità, sparate tra una facezia e l’altra a bruciapelo e sulla schiena:
    – Se non vuoi “andare oltre” la fede cattolica sei fondamentalista e accendi roghi
    – Sincretismo e relativismo assicurano la tolleranza universale
    – Scrivere in maniera tecnica di filosofie orientali è prova di spiritualità, ma se replichi hai una fede arida e manchi di “amore”
    – Le altre religioni sono valide (quindi vere) anche se contraddicono la nostra, perché sono praticate da tanta gente (per cui i primi cristiani avevano torto perché erano quattro gatti?)
    – Il più esilarante: la dottrina cattolica è da scartare perché impedisce la conoscenza e soprattutto l’amore di Dio
    Da questi argomenti dovremmo desumere che le dichiarazioni apologetiche di Mons. Viganò o Mons. Schneider siano oscurantiste e intolleranti (tali sono infatti definite fuori di qui), o che le ispirate pennellate di Benedetta De Vito siano possibili solo prescindendo dai fondamenti della fede. Benedetta scriverebbe così perché non sarebbe mai andata al catechismo e se ci è andata si è dimenticata tutto.
    I fatti contraddicono queste cose da Matti: nelle parrocchie tradizionali dove la dottrina non è derisa, e che per ora sono frequentate da poche migliaia di fedeli, fioriscono il 20% di tutte le vocazioni cattoliche e sono quasi le uniche parrocchie dove si vedono coppie con figli, che sono il futuro del cattolicesimo in Italia.

    • STILOBATE ha detto:

      La questione di Giordano Bruno non può essere liquidata nei termini della strumentalizzazione anticattolica che ne hanno fatta i massoni laicisti o dell’altrettanto strumentale demistificazione antibruniana approntata dalla controparte cattolica. *** Dal punto di vista caratteriale, psicologico e morale, Bruno non fu, a quanto ne sappiamo, un bel personaggio. Dal punto di vista filosofico (e letterario) è invece una figura non negligibile, anche se le sue intuizioni appaiono come quelle vene di minerali preziosi che in natura si trovano commiste a una congerie di roccia senza valore (come dire: per coglierle occorre saperle individuare e avere gli strumenti per estrarle). *** Mi è parso di capire, però, che qui Giordano Bruno sia stato chiamato in causa non in quanto incarnazione esemplare del “libero pensatore”, ma in quanto vittima di un trattamento sciaguratamente anticristiano e antievangelico da parte della Chiesa cattolica romana, trattamento che, come è stato ricordato, la Chiesa non ha riservato esclusivamente a lui. Non quindi il martire di un libero pensiero progressivo che si contrapporrebbe a un dogmatismo fanatico e oscurantista, bensì la vittima di una condotta anticristiana maturata in senso a un organismo che aveva (ed ha) il compito di custodire l’essenza della cristianità. *** È questo ciò che fa ancora oggi riflettere o, forse dovremmo dire, ciò che ancora oggi dà scandalo. Così quando ci accade di avvertire in qualche fratello cattolico con cui ci troviamo a interloquire una eccessiva rigidità, ci vien fatto di domandarci se in altri tempi quella persona non avrebbe avuto anch’essa troppe esitazioni a prendere decisioni così drastiche e così drasticamente anticristiane o se, al mutare delle condizioni storiche, politiche e sociali, quel nostro interlocutore e altri a lui simili, non riesumerebbero le antiche pessime abitudini. *** Non è riflessione da poco, di quelle che si possano liquidare con un paio di battute preconfezionate da qualche apologeta di buona volontà. Il cattolico che dinanzi a chi pone sul tavolo della discussione il caso di Bruno o altre vicende analoghe reagisce additando le mistificazioni di tali eventi operate da massoni e laicisti o magari ricordando la pur reale verità storica che il laicismo, il protestantesimo, l’islam e persino il buddismo hanno anch’essi prodotto in nome delle loro strutture chiesastice e dottrinarie soprusi e violenze spesso di inaudita ferocia, un cattolico che reagisce agitando questi argomenti non rende un buon servizio alla Chiesa e al Cattolicesimo, e tanto meno al Cristianesimo. *** Uno degli aspetti, infine, che evocando immagini di roghi et similia il Matto e altri commentatori volevano forse porre in evidenza è che la via mistica, quando è realmente tale, si contraddistingue anche per una intrinseca nonviolenza; e anche in ciò si distingue dalla via del dogmatismo istituzionale e del formalismo legalista e dottrinario. E la ragione è molto semplice: quest’ultimo si fonda sulle verità di fede, intende cioè per sua struttura imporre come verità, cioè come evidenza incontrovertibile, quel che è invece oggetto di fede (cioè, per dirla con san Paolo, “sperandum substantia rerum” e soprattutto “argumentum non apparentium”). Accade così che quanto non è in grado di imporsi da sé in virtù della propria incontrovertibile evidenza logico-fenomenologica induca certe persone, direi certi temperamenti, a compensare con forme di intransigenza particolarmente repressive, fino talora a sconfinare nel fanatismo e oltre. Ciò vale non solo per il cattolicesimo, ma per ogni forma di fede che si rapprende, nel bene e nel male, in un corpus dogmatico; e il laicismo non fa eccezione (ben lo vediamo proprio in questi giorni di ideologia lgbtqia+, vaccinismo e ucrainismo). *** P. S. Sia ben chiaro e ben fermo che quanto sopra non vuole alludere a nessuno dei contributori di questo forum, tra i quali non mi pare che vi siano aspiranti inquisitori o apprendisti attizzatori di roghi.

      • Adriana 1 ha detto:

        Stilobate,
        per ciascuno dei suoi ultimi interventi letti un grazie di cuore per il profondo sollievo che mi procurano.

      • Forum Coscienza Maschile ha detto:

        Devo dirle che mi occorre tempo per condensare il senso delle sue risposte:

        “La questione di Giordano Bruno non può essere liquidata nei termini della strumentalizzazione anticattolica che ne hanno fatta i massoni laicisti o dell’altrettanto strumentale demistificazione antibruniana approntata dalla controparte cattolica.”

        Ma qui non si è menzionato Bruno in relazione alla fede cristiana? Non mi pare si volesse fare un trattato su Bruno

        “Mi è parso di capire, però, che qui Giordano Bruno sia stato chiamato in causa non in quanto incarnazione esemplare del “libero pensatore”, ma in quanto vittima di un trattamento sciaguratamente anticristiano e antievangelico da parte della Chiesa cattolica romana, trattamento che, come è stato ricordato, la Chiesa non ha riservato esclusivamente a lui. Non quindi il martire di un libero pensiero progressivo”

        Le riporto per comodità il commento su Bruno, molto chiaro nella sua sintesi:

        “Inutilmente la Madre Chiesa ricorda il suo ruolo di madre in Campo dei Fiori murando, in un angolo di casa prospiciente, una lapide ad hoc dopo aver fatto falò di un suo figlio che pensava con la sua testa.”

        Abbiamo quindi:
        1. La Chiesa che fa falò di suoi figli. Ammetterà che è difficile definire figlio chi rifiuta il Crocifisso persino in punto di morte.
        Tralascio per brevità le tante crudeltà della coeva regina Elisabetta, capo della chiesa anglicana, verso i figli d’Inghilterra (di lì a poco patria della Massoneria): vanno ben oltre i falò, ma nessuno ne parla mai.

        2. La Chiesa che fa falò di uno che pensa con la sua testa (ossia libero pensatore): quindi, il martire e patrono del libero pensiero progressivo e naturalmente anticristiano (se per lei il rifiuto del Crocifisso significa qualcosa)

        Il lettore Sano di Mente si rallegrerà certo del fatto, che questo blog con 30 milioni di visite sia commentato solo dai “cari amici” cristiani (e con quale amore); mentre i “cari nemici” che Marco Tosatti in ogni incipit menziona, se ne stiano rispettosamente in disparte

        • STILOBATE ha detto:

          Le dirò, caro FCM, un domenicano che rifiuta il Crocifisso in punto di morte è indubbiamente un figlio degenere. Ma figlio pur sempre. Il punto però non è questo. Il punto è che anche qualora Bruno, o chi per lui, non fosse stato figlio della Chiesa, decretarne la morte è stata una decisione contraria all’insegnamento del Redentore. Questo è, credo, ciò su cui trovava da eccepire il commento che Lei cortesemente mi segnala. Per ciò che attiene invece alla regina d’Inghilterra e alle sue nefandezze, nulla da aggiungere: le conosciamo, le riproviamo, le riteniamo radicalmente anticristiane, oltre che profondamente inumane. Lo stesso potremmo dire delle nefandezze avallate da Lutero o da Calvino o, tanto per rimanere in tema d’Oriente, dalle spaventose atrocità perpetrate all’incirca in quegli stessi anni dal regime shogunale dei Tokugawa, soprattutto ai danni dei cattolici. Le atrocità compiute nel nome dell’ottusità ideologica (religiosa o laica) non si contano. Anche religioni orientali come l’induismo o il buddismo hanno non pochi scheletri nell’armadio. Ma fare appello alle porcherie altrui per sminuire le proprie non è rendere un buon servizio a se stessi. Quindi, direi, studiamo le une e le altre, rendiamocene consapevoli, e ci siano di monito per non ricascare, anche solo idealmente, negli stessi errori

          P.S. Mi chiede se per me il Crocifisso significa qualcosa. Non pensa che, alla luce dei miei interventi, sia una domanda fuori luogo? Ad ogni modo la risposta è: per me il Crocifisso non significa qualcosa. Significa tutto. Per questo mi è ben chiaro non solo come nel Suo nome non è lecito uccidere alcuno, ma anche come nel Suo nome non è lecito negare, nascondere o sminuire la gravità dell’atto di chi invece si è macchiato di tale delitto.

          • Forum Coscienza Maschile ha detto:

            “Le dirò, caro FCM, un domenicano che rifiuta il Crocifisso in punto di morte è indubbiamente un figlio degenere. Ma figlio pur sempre.”

            Le suggerisco nuovamente di rileggere quel sintetico commento: la ‘Chiesa che fa falò dei suoi figli che pensano con la loro testa’
            Non si parla di figli degeneri, ma di “liberi pensatori”. Non è possibile discutere un commento alterandone il senso perfino letterale.

            “Per ciò che attiene invece alla regina d’Inghilterra e alle sue nefandezze, nulla da aggiungere: le conosciamo, le riproviamo,”

            Veramente non ne parlate mai per cui sicuramente non le riprovate. Credo che molti cattolici, tanto ferrati in inquisizioni, neppure le conoscano.

            “Le atrocità compiute nel nome dell’ottusità ideologica (religiosa o laica) non si contano”

            Prendo atto che per lei la condanna dell’errore è ottusità ideologica. Riprende i cliché del laicismo massonico ottocentesco, che oggi regna come banalità. Spero non si aggiunga, col consueto cortocircuito logico, che condannare l’errore equivalga a mettere al rogo

            “Mi chiede se per me il Crocifisso significa qualcosa”.

            Continua ad alterare le frasi prima di rispondere. Le ho chiesto se il rifiuto di Bruno del Crocifisso significa qualcosa, oppure se per lei rimane un figlio della Chiesa condannato in quanto “libero pensatore” (a quanto pare, i liberi pensatori rifiuterebbero il Crocifisso)

          • Stilobate ha detto:

            FCM: “Veramente non ne parlate mai per cui sicuramente non le riprovate.” *** Qui non se ne è parlato semplicemente perché l’oggetto della discussione era la condotta di alcuni esponenti della Chiesa cattolica. In un forum in cui un anglicano nicchiasse sulle malefatte della sua chiesa, qualcuno glielo avrebbe fatto notare; e anzi: visto che lei è ferrato sulla materia delle atrocità elisabettiane, le segnali e sottolinei con forza in qualche forum anglicano. *** “Voi” chi sarebbero? *** Dal fatto che non si parli di un crimine (qui semplicemente perché non ce n’è stata l’occasione nel contesto del confronto) non discende necessariamente il fatto che non lo si riprovi. Argomentiamo bene, se vogliamo argomentare (ma scommetto che Lei è molto giovane).

          • Forum Coscienza Maschile ha detto:

            “Qui non se ne è parlato semplicemente perché l’oggetto della discussione era la condotta di alcuni esponenti della Chiesa cattolica.”

            I fatti vanno inquadrati nel loro contesto storico, ma oggi si giudicano con criteri relativisti, che includono il postulato per cui l’errore non vada condannato (lasciando stare i roghi) perché non esiste verità che non sia opinabile e credere alla verità è fondamentalismo

            “ma scommetto che Lei è molto giovane”

            Davvero gentile da parte sua, in compenso il suo argomentare mi ricorda quello di “grandi vecchi”

    • STILOBATE ha detto:

      Qualcosa occorre dire anche sui punti enucleati da FCM. *** Anzitutto chiarire e sottolineare che anche per chi provi interesse e attrazione per il misticismo, o per chi vi sia essenzialmente vocato, non c’è alcuna necessità di “andare oltre” la fede cattolica. La proverbiale vecchina che accendeva candele, sgranava rosari in un latino non impeccabile e si atteneva alle indicazioni catechetiche del parroco (il quale seguiva quelle del vescovo, che seguiva quelle del papa, che seguiva quelle di Scrittura e Tradizione, cioè della Rivelazione cristiana) poteva tranquillamente essere una mistica (anche con i parametri delle tradizioni sapienziali del lontano Oriente). Tenersi nel perimetro della dottrina e della prassi cattolica non ha nulla a che fare con il fondamentalismo (e con i roghi): tutto dipende da come (sottolineato) lo si fa. *** La tolleranza è un elemento importante per assicurare la coesistenza pacifica, ma è un ideale piuttosto generico. Accettar tutto senza fiatare significa non accettare un bel nulla. A dispetto dell’impegno dei disgregatori per renderle tali, le società non sono masse amorfe, ma corpi strutturati in altrettante identità. Il sogno di scardinare e dare alle fiamme (a proposito di roghi) tali identità è destinato a rimanere un sogno, con buona pace dei volenterosi seminatori di entropia. *** Il sincretismo come contaminazione tra più identità tradizionali è fenomeno di carattere dissipatorio e non può che sfociare in esiti negativi. Altra cosa è la capacità di acquisire una visione sintetica, capace di leggere tratti della propria tradizione d’appartenenza anche nelle tradizioni altrui. Altra cosa è fare a pezzi tre persone e ricomporne le salme in una andando poi a cercare la scintilla celeste, al modo del dottor Victor Frankenstein, altra cosa è saper cogliere, apprezzare e valorizzare i tratti che accomunano tre persone viventi e che possono porle fra loro in armonia; lo Spirito è a monte della vita e delle sue manifestazioni concrete, non a valle: non lo si può far scaturire per scomposizione, ibridazione e assemblaggio; se ne può invece riconoscere la presenza là dove vuole soffiare. *** Quanto al relativismo, il termine andrebbe opportunamente definito e il concetto adeguatamente precisato. Se lo si intende in una data accezione, è un fenomeno tutt’altro che assente anche nel succitato perimetro della dottrina e della prassi cattolica, che si presenta come un blocco monolitico e granitico solo a chi vuol vederlo ad ogni costo come tale (cioè a chi non vuol vederlo per quel che invece è). *** Scrivere con competenza di filosofie e religioni orientali non è in sé prova di spiritualità. È tutt’al più prova di erudizione o di cultura. E va tenuto presente che poiché in Occidente la dimestichezza con la realtà di quelle tradizioni sapienziali è molto modesta, spesso c’è il rischio che a riscuotere credito siano sedicenti esperti che hanno la sola prerogativa di spararle grosse: come dice l’adagio albionico “in lack of knowledge self-confidence is king”. Rischio che riguarda però anche le repliche (faccio solo un paio di esempi: l’addebito di panteismo e quello di nichilismo mossi rispettivamente contro la cosmologia buddista e il concetto orientale di “vuoto”). *** Bisogna inoltre distinguere fra il replicare e la mancanza di cuore nel replicare, così come fra l’esporre e la mancanza di cuore nell’esporre. *** La questione della validità delle altre tradizioni religiose è ipercomplessa e per trattarla in un forum occorrerebbe scrivere non un commento, ma un lungo post, magari prendendo le mosse dalla necessità di mettere bene a fuoco (qui non nel senso dei roghi) cosa si intenda con “verità” e di distinguere fra validità e verità. Senza dubbio il fatto che una religione sia praticata da un gran numero di persone non è sufficiente a garantirne quella che potremmo chiamare l’efficacia spirituale. E tuttavia il numero è sufficiente a rendere degna di attenzione una tradizione religiosa. Uso l’espressione “tradizione religiosa”, e non semplicemente religione, perché la profondità cronologica, la tenuta temporale, è un aspetto di notevole importanza. Qui osservo solo che Qualcuno ci ha insegnato a riconoscere l’albero dai frutti: vediamo quindi quali frutti quelle tradizioni (e la nostra) hanno prodotto: è un buon metodo. *** L’idea che la dottrina cattolica sia in sé da scartare perché impedisce la conoscenza e l’amore di Dio mi pare una castroneria. Però nei commenti a questo post del Matto non mi pare di averla incontrata (in compenso c’è chi ha proposto un florilegio di castronerie su Dante Alighieri). Anche qui tutto dipende da come (di nuovo sottolineato) quella dottrina viene intesa e vissuta: esistono certamente forme di adesione alla dottrina cattloica che producono un irrimediabile ottundimento non solo della sete di consocenza, ma anche della capacità di esercitare le facoltà più alte donateci dal buon Dio, quelle cioè che più ci avvicinano a Lui, alla sua sapienza, al suo amore e alla vita di cui Egli è fonte. Ma come esistono cattolici ottusi, aridi e fanatici, così esistono soggetti ottusi, aridi e fanatici anche nelle altre religioni.

      • Forum Coscienza Maschile ha detto:

        “Anche per chi provi interesse e attrazione per il misticismo, o per chi vi sia essenzialmente vocato, non c’è alcuna necessità di “andare oltre” la fede cattolica”

        Ma ci può anche essere chi manifestamente proclama questa necessità

        “Tenersi nel perimetro della dottrina e della prassi cattolica non ha nulla a che fare con il fondamentalismo (e con i roghi): tutto dipende da come (sottolineato) lo si fa”.

        Può fare qualche esempio concreto di come si dovrebbe fare?

        “Altra cosa è saper cogliere, apprezzare e valorizzare i tratti che accomunano tre persone viventi e che possono porle fra loro in armonia;”

        Nella realtà questo avviene a scapito delle specificità di ciascuno dei soggetti. Parliamo soltanto di ciò che abbiamo in comune coi musulmani, passando sotto silenzio (e quindi dimenticando, diceva Amerio) Cristo Figlio di Dio, il Suo Vangelo e la Sua Resurrezione.
        Tutto col nobile intento di non turbare l’armonia che si è creata e che vediamo ogni giorno all’opera sotto i nostri occhi

        “in lack of knowledge self-confidence is king”
        Contestare l’ortodossia è lack of confidence?

        “Bisogna inoltre distinguere fra il replicare e la mancanza di cuore nel replicare, , così come fra l’esporre e la mancanza di cuore nell’esporre.”

        Riaffiora, discreto, il tema del senza Cuore (maiuscolo come il libro di De Amicis). Resta il dubbio su dove abbondi il Cuore, nel rilevare un certo sincretismo o nel replicare tacciando di fondamentalismo, chiusura e, per chiudere il cerchio, mancanza di Cuore…

        “L’idea che la dottrina cattolica sia in sé da scartare perché impedisce la conoscenza e l’amore di Dio mi pare una castroneria. Però nei commenti a questo post del Matto non mi pare di averla incontrata”

        Le suggerisco di provare a rileggerli

        “Ma come esistono cattolici ottusi, aridi e fanatici, così esistono soggetti ottusi, aridi e fanatici anche nelle altre religioni.”

        Aggiungerei che esistono soggetti ottusi, aridi e fanatici che non credono a nessuna religione tranne quella che si creano intorno al proprio ego. E i fatti della storia recente sembrerebbero confermarlo

        • STILOBATE ha detto:

          Chi sostiene che per votarsi alla ricerca mistica sia necessario abbandonare il cattolicesimo, o il cristianesimo, ha indubbiamente poca dimestichezza con la storie del cattolicesimo e del cristianesimo, nonché sulla loro essenza. Spiace per lui/lei/loro.

          Sono sicuro che in cuor suo Lei sappia bene quali siano le modalità spiritualmente più fruttuose e quelle meno fruttuose di mantenersi entro il perimetro di cui si parlava. Di esempi concreti ne trova comunque a volontà nelle pagine del Nuovo Testamento, a partire dalla stigmatizzazione dei fariseismi e dell’ipocrisia.

          Riguardo alle differenze fra le religioni, non c’è dubbio che ve ne siano, a volte di molto rilevanti. Anche di queste bisogna rendersi coscienti. Ma mi creda, in termini di evangelizzazione si ottiene incomparabilmente di più con l’esempio che con le asserzioni di principio, specie quando queste ultime vengono smentite dai comportamenti di chi le sentenzia.

          Contestare l’ortodossia è mancanza di (ostentata) sicurezza di sè? Direi di no. Al contrario. E infatti nell’ignoranza generale dell’ortodossia, tale contestazione miete agevolmente vittime. Però ripeto, c’è modo e modo di seguire l’ortodossia. Un attivismo apologetico di tipo meramente tattico e propagandistico, per esempio, è un pessimo modo di vivere l’ortodossia: è una forma di riduzionismo farisaico che costituisce una difesa in actu signato dell’ortodossia, ma una sua radicale contestazione in actu exercito.

          Quando ho accennato al cuore non ho inteso riferirmi né a Lei né al Matto né ad altri commentatori in particolare. Ma il punto è di sostanza e non si lascia accantonare con qualche facile ironia. Il cuore è più di una banale metafora, e il mondo cristiano se ne fece avvertito fin dai primordi. Vale la pena di pensarci sopra. (De Amicis, peraltro, è un ottimo scrittore. Le sue corrispondenze da Londra sono eccellenti, così come quelle dal Nordafrica. Oltre a Cuore e ad altri lavori narrativi, vale la pena di leggere “L’idioma gentile”, uno dei più intelligenti e gustosi atti d’amore per la nostra bella lingua italiana. Anche i suoi versi hanno un loro perché. Quando ero giovane si faceva ancora mandare a memoria “In casa del curato”… la conosce?).

          E per finire: spesso l’irreligiosità e l’antireligiosità (inclusi laicismi e scientismi) sono potenti incubatrici non solo di ottusità, aridità e fanatismo, ma anche di creduloneria.

          • Forum Coscienza Maschile ha detto:

            “in termini di evangelizzazione si ottiene incomparabilmente di più con l’esempio che con le asserzioni di principio, specie quando queste ultime vengono smentite dai comportamenti di chi le sentenzia.”

            Non direi visti i magri risultati delle missioni di oggi, malgrado la “bontà” dei missionari

            “Un attivismo apologetico di tipo meramente tattico e propagandistico, per esempio, è un pessimo modo di vivere l’ortodossia:”

            Delle due l’una: o lei mi attribuisce tattiche propagandistiche (su un sito cattolico?) o sono parole in libertà

            “De Amicis, peraltro, è un ottimo scrittore. Le sue corrispondenze da Londra sono eccellenti, così come quelle dal Nordafrica. Oltre a Cuore e ad altri lavori narrativi, vale la pena di leggere “L’idioma gentile”, uno dei più intelligenti e gustosi atti d’amore per la nostra bella lingua italiana. Anche i suoi versi hanno un loro perché. Quando ero giovane si faceva ancora mandare a memoria “In casa del curato”

            Prendo nota della sua viva simpatia per certo pensiero ottocentesco. Mentre noi leggevamo Cuore, i simbolisti facevano scoperte artistiche di portata mondiale

          • Adriana 1 ha detto:

            ” Cortesia, Cortesia, Cortesia vo’ chiamando e da niuna parte mi risponde…” ( Folgòre di San. Gimignano ).
            Ma questa volta ha risposto: ferma , sapiente, arguta e gentile nella prosa di Stilobate.

          • Adriana 1 ha detto:

            Forum,
            da un Titano dell’ortodossia questa conclusione non me la sarei mai aspettata… Di portata mondiale?: ossia avrebbero aperto la zucca all’universo intero, perchè si ispirarono ai poeti e scrittori ” maledetti “, “angoscianti ” ( tra cui E.A.Poe ) e, tra i primi , esaltarono l’inconscio e la sensualità, nonchè il binomio Amore-Morte, negando la concezione realistica, ” ortodossa ” e, qualche volta, rasserenante dell’Arte. ” L’isola dei morti ” di Bocklin piaceva tremendamente allo zio Adolfo. Probabilmente avevano anticipato la visione pessimistica del mondo, le guerre che sarebbero arrivate sempre più feroci, e quindi insegnavano un ” cupio dissolvi” in solitudine da attuare con un certo stile…

          • Forum Coscienza Maschile ha detto:

            Adriana, i simbolisti erano artisti e il valore artistico non è correlato all’ortodossia, che invece rileva quando si parla di religione.
            Sarebbe paradossale giudicare l’arte dalla morale degli autori (come faceva la mia prof. di lettere, amante del giansenismo di Manzoni) e aprire al relativismo in materia di fede.
            Come scrisse McLuhan che era professore di letteratura, il Maligno non è interessato al processo artistico; al più può sfruttare l’arte come veicolo di errore.
            L’arte è un’imitazione del processo di apprendimento, descritto dall’Aquinate: ricrea la nostra percezione del mondo in una forma più consapevole. La buona letteratura è in grado di farlo, anche quando non ha contenuti “edificanti”.
            Le opere dei simbolisti contengono invenzioni artistiche sconosciute prima di allora. Dopo Apollinaire, le loro scoperte furono utilizzate da Joyce, Pound ed Eliot, quest’ultimo forse il più importante poeta del XX secolo: cristiano “anglo-cattolico”, nelle sue opere troviamo temi come le macerie prodotte dal globalismo speculativo, ma anche espiazione e risurrezione.

          • STILOBATE ha detto:

            “erano artisti e il valore artistico non è correlato all’ortodossia”. Vedo che facciamo passi avanti. Anche se non si è capito perché apprezzare la prosa di Edmondo De Amicis o quella di Nievo o di Tommaseo o del grande Manzoni dovrebbe impedire di apprezzare la splendida galassia simbolista (che frequento con assiduità da quando ero un imberbe ginnasiale, cioè da molti anni fa). Suggerisco a FCM di evitare prese d’atto frettolose. Le persone esistono molto al di là dei loculi nei quali a volte si vorrebbe incasellarle.

          • STILOBATE ha detto:

            FCM: “Non direi visti i magri risultati delle missioni di oggi, malgrado la ‘bontà’ dei missionari”. *** Leggendo questa sua ironica osservazione viene da chiedersi quale concetto del “bene” lei abbia. Ma il pensiero va soprattutto a quei non pochi missionari cattolici che con il loro esempio in varie parti del pianeta (Italia inclusa) impegnano l’intera esistenza, talora perdendola tragicamente, per testimoniare con la parola e con i fatti il Vangelo di Nostro Signore.

          • STILOBATE ha detto:

            FCM: “Delle due l’una: o lei mi attribuisce tattiche propagandistiche (su un sito cattolico?) o sono parole in libertà”. *** Vedo che è esperto anche di paroliberismo (non solo il simbolismo, quindi ma anche surrealismo e dada?). Il riferimento, comunque, non era a Lei. Ma se proprio vuole che Le attribuisca qualcosa, direi: un grande zelo combinato con una certa confusione.

          • Adriana 1 ha detto:

            Caro Forum,
            nessuna indagine critica, da parte mia, sulla condotta di vita più o meno morale dei pittori in questione. Lei deve aver capito male. Mi riferivo al messaggio trasmesso dalle loro opere. Aggiungo che mi sembra veramente un giudizio ” ad usum delphini ” sostenere che la patente di artista separi chi pratica l’arte dal resto delle attività umane, ( concezione esistenzial-religiosa compresa). E che tale giudizio- alquanto arbitrario – venga da uno che spezzava il capello in quattro costruendo sull’uso dell’alfabeto e dei segni grafici una antropologia dettagliata in campo morale. Ultima contraddizione: se l’attività artistica conta poco e non si lega ad altro, come mai lei afferma che ” questi” simbolisti hanno aperto, con le loro opere, la strada di una autentica conoscenza di sé all’uomo? Forse, inconsciamente, Lei ricalca le tesi sull’Arte di Schelling, che le riconosce il primato sulla conoscenza dell’Assoluto e della Verità anche a scapito della filosofia, superando essa, la ragione, grazie al dono dell’intuizione, forza inconscia per eccellenza e-quindi – squisitamente soggettiva.

          • Adriana 1 ha detto:

            Forum,
            e.c. : ” superando essa la ragione ” ( senza virgola.)

          • Forum Coscienza Maschile ha detto:

            “erano artisti e il valore artistico non è correlato all’ortodossia”. Vedo che facciamo passi avanti.”

            Forse è lei che ha fatto un passo indietro: confonde l’arte, che è cosa umana, con la religione (cosa Divina) che qui si equipara a filosofie umane, che sarebbero valide come la Rivelazione (Divina) in quanto seguite da buona parte dell’umanità. E’ relativismo al cubo, l’uomo come misura della verità (anzi: delle verità).

            “FCM: “Non direi visti i magri risultati delle missioni di oggi, malgrado la ‘bontà’ dei missionari”. *** Leggendo questa sua ironica osservazione viene da chiedersi quale concetto del “bene” lei abbia.”

            I missionari non annunciano più il Vangelo (troppo fondamentalista) per cui si converte circa l’8% di chi frequenta le missioni. E’ questo il suo concetto di bene?

            “FCM: “Delle due l’una: o lei mi attribuisce tattiche propagandistiche (su un sito cattolico?) o sono parole in libertà”. *** Vedo che è esperto anche di paroliberismo (non solo il simbolismo, quindi ma anche surrealismo e dada?). Il riferimento, comunque, non era a Lei.”

            Allora perché accenna all’annuncio della verità evangelica come tattica propagandistica? Per dare fiato alla bocca?

            Adriana:
            “Aggiungo che mi sembra veramente un giudizio ” ad usum delphini ” sostenere che la patente di artista separi chi pratica l’arte dal resto delle attività umane”

            Diceva Pound che gli artisti sono le antenne del genere umano, anticipano anche di un secolo gli eventi con cui l’umanità si dovrà confrontare. Per questo, non si può paragonare l’arte ad altre attività umane come la coltivazione delle rape o… la speculazione finanziaria

            “venga da uno che spezzava il capello in quattro costruendo sull’uso dell’alfabeto e dei segni grafici una antropologia dettagliata in campo morale”

            Posto che più di uno qui spezza il capello in quattro: mi spiace dover ribadire che non ho dato alcuna connotazione morale né ho “costruito” nulla. Ho discusso gli effetti delle tecnologie sulle civiltà umane, basandomi su fonti autorevoli. Se quanto ho esposto le sembra fantasioso, le fornisco dei testi che può leggere ed eventualmente confutare, se ritiene di essere più competente.

            “come mai lei afferma che ” questi” simbolisti hanno aperto, con le loro opere, la strada di una autentica conoscenza di sé all’uomo?”

            Purtroppo continua ad attribuirmi idee che non ho mai esposto. Ho scritto che “le opere dei simbolisti contengono invenzioni artistiche sconosciute prima di allora.” e “l’arte è un’imitazione del processo di apprendimento, descritto dall’Aquinate: ricrea la nostra percezione del mondo in una forma più consapevole.”
            In altre parole, l’arte rende l’umanità consapevole dell’ambiente (culturale, tecnologico ecc.) in cui vive, prima che questo dispieghi i suoi effetti talora devastanti. Per ragioni complesse l’umanità percepisce sempre l’”ambiente” di epoche precedenti, il presente gli è invisibile: come scriveva il simbolista Baudelaire, “la più grande astuzia del Diavolo è convincerci che non esiste”

          • Adriana 1 ha detto:

            Caro Forum,
            da questo/i ultimi interventi diretti a Stilobate e a me ho avuto, ahimè, la conferma che Lei non riesce a seguire non solo il filo logico di chi le ha risposto, ma neppure il filo logico di ciò che ha scritto Lei. Inoltre…ed è piuttosto grave per me- umanamente-, i suoi interventi mancano di qualsiasi forma di sottigliezza, di riflessione autentica e di capacità di autocritica. Lei sembra volere avanzare con una clava in mano onde spiaccicare quelli che considera- a torto- avversari. Non è certo paragonabile agli antichi Inquisitori…costoro erano molto più acuti.

          • Stilobate ha detto:

            Cara Adriana, questo nostro intelocutore (che in realtà interloquisce essenzialmente con se stesso, imbeccato da una ridda di pregiudizi che egli ritiene espressione della vera dottrina cattolica) si è fatto la radiografia da sé e non vale la pena di aggiungere altro. Sembra accennare al fatto di non essere più giovane, il che sarebbe assai triste, perché il suo modo di (credere di) argomentare e di (credere di) fare apologia e di (credere di) intendere la Verità appare straordinariamente immaturo. *** Il Matto dice che questa rassegna di opinioni gli ha dato la conferma che le parole dividono. Ma a me pare che le cose non stiano così. Ciò che divide è il grado di coscienza che si è maturato e che ben si coglie nella filigrana del confronto. Temo che da FCM non sia possibile cavare più di quanto ha potuto dare e lo lasciamo volentieri nel mondo in cui si è accomodato, a battagliare contro i fantasmi che si è costruito, non senza avergli prima augurato pace e serenità. *** Nell’occasione voglio ringraziare 1) il Matto per avere dato avvio a questa discussione; 2) Lei e gli altri commentatori che (senza virgola dopo “commentatori”) con educazione, onestà e preparazione hanno cercato di fare luce sulle numerose questioni toccate; 3) Marco Tosatti per avere dato spazio a tutti i commenti senza effettuare interventi censorî, senza cioè avere cercato di pilotare il dibattito in un senso o nell’altro (pur avendo certamente anch’egli una opinione nel merito dei vari temi sul tavolo). *** Alla prossima (quando le circostanze e il tempo disponibile torneranno a concedecelo). E a Lei, Adriana, un cordiale saluto.

          • Forum Coscienza Maschile ha detto:

            Cara Adriana, forse è lei che non capisce quanto scrivo. Del resto, sono concetti che si leggono raramente anche se, ripeto, non sono miei ma si basano su testi autorevoli, generalmente negletti dai baroni della cultura.

            Stilobate, quel che scrive non comunica maturità ma verbosa confusione, altera anche il senso delle affermazioni altrui. Deve essere l’età.

            Per quanto riguarda i “fantasmi”, le ripeto: è un miracolo che in un sito cattolico con 30 milioni di visite scrivano solo i “cari amici di Stilum Curiae”, mentre “i cari nemici” se ne stiano rispettosamente in disparte.

            E’ del resto sorprendente leggere in un sito cattolico gli slogan più ottusamente laicisti come “Bruno libero pensatore” e la ripetizione ossessiva di epiteti come fondamentalista, dogmatico, inquisitore, privo di carità e compagnia cantando.
            Non so a lei, ma a me tutto questo ricorda certi dibattiti televisivi dove a chi non si conforma al pensiero unico (rigorosamente laicista) non si risponde con argomenti ma con insulti e risate, secondo un ormai consolidato copione.
            Se non le piacciono le mie idee, non si preoccupi: ne ho altre

      • Adriana 1 ha detto:

        Caro Stilobate,
        ancora una volta devo ringraziarti con la tua squisita capacità di confortarmi e di rasserenarmi. A volte mi lascio andare all’esasperazione emotiva di fronte ad un mondo che sembra impazzito e che, sotto qualsiasi bandiera creda di pugnare, lo faccia prendendo a prestito, magari inconsapevolmente , gli stilemi di violenta ottusità degli influencer più noti sul mercato.
        Anch’io ringrazio Tosatti e il Matto che hanno ridestato una platea un pochino sonnacchiosa e che mi hanno fatto scoprire -in filigrana- l’esistenza di persone ” normali “, ossia “speciali” come te, tanto speciali da dubitare che ne esistessero ancora. Un caro saluto, Adriana.

  • Il Matto ha detto:

    Cari Stilumcuriali,

    eccoci qua, al termine (mi auguro!😅) di questa tappa del Giro dell’Anima piuttosto agitata e combattuta.

    Sul filo del traguardo di tappa, che non è il Traguardo finale, mi sembra siamo giunti tutti in gruppo.

    Da Lassù, il Giudice di gara ha gli occhi strabuzzati: nemmeno Lui è riuscito ad individuare il vincitore, ma forse ciò non gli interessa perché nel Giro dell’Anima correre per arrivare primi non ha alcun senso.

    Come state a fiato? Ce la prendiamo una sosta?

    In ogni caso, che vitalità! che partecipazione! che impegno!

    Siamo stati tutti davvero molto bravi!

    Ora un po’ di riposo e poi via … un’altra tappa!

    Un matto abbraccio a tutti.

    • STILOBATE ha detto:

      Vedi, Matto, il termine di una discussione non si può decretare d’ufficio, d’autorità o d’imperio. Il confronto verrà meno da sé nel giro di qualche giorno, quando l’ultimo contributore si stancherà di andare a cercare un post ormai vecchiotto. *** L’aspetto interessante è che in molti si siano appassionati alla questione, là dove invece i commenti ai post di attualità, anche di attualità cattolicissima, sono pochetti. È il segno che la tematica da te sollevata tocca aspetti di cui un po’ tutti coloro che cercano o seguono una prospettiva spirituale avvertono l’urgenza e l’importanza. È l’insopprimibile esigenza dell’incontro con il sacro, la trascendenza, l’origine, il senso, un bisogno profondamente inscritto nell’animo dell’uomo, costitutivo della sua umanità (ed è per questo, per inciso, che i servi del maligno puntano a privare l’uomo della sua umanità).

      • Forum Coscienza Maschile ha detto:

        Se i commenti a un articolo del Matto soprassano di gran lunga quelli a una dichiarazione di Mons. Viganò, non è perché il suddetto Matto sollevi questioni più importanti o più sentite.
        Agisce lo stesso meccanismo per cui, durante una Messa solenne celebrata da un cardinale, tutti si voltano indietro se un Matto si mette ad urlare

      • Enrico Nippo ha detto:

        Proprio così.

        Un cordiale saluto.

  • Il Matto ha detto:

    ROLANDO
    15 Maggio 2022 alle 22:42
    Caro IL MATTO. Ti dò una notizia a proposito della rugiada di Giada e del Tempio del Budda di Giada.
    Io ne sono un Monaco a tutti gli effetti. Vestito con l’abito arancione ed i calzari nel cortile degli incensi ed ad essi aggregato.
    I loro canti/preghiere non hanno nulla da invidiare al nostro gregoriano , né le loro liturgie. La loro dottrina è sublime.
    Il misticismo è il profumo della bellezza della Terra che t’avvolge e t’inebria. Non è una scelta, ma una necessità d’essere uno con tutti e con tutto.

    Caro Rolando, mi sa che sono l’unico (o quasi) a comprenderti. Dici della tua necessità “d’essere uno con tutti e con tutto”. Beh, è anche la mia necessità.

    Una persona non addentro a questa Cultura/Cultualità potrebbe dirmi: ma come? parli di unione e ti eserciti con la spada?

    Qui il discorso si farebbe specialistico e non mi sembra questa la sede per addentrarvisi.

    Ma sono certo che tu non hai bisogno di spiegazioni.

  • Il Matto ha detto:

    ROLANDO
    15 Maggio 2022 alle 21:33
    (…)
    Inutilmente la Madre Chiesa ricorda il suo ruolo di madre in Campo dei Fiori murando, in un angolo di casa prospiciente, una lapide ad hoc dopo aver fatto falò di un suo figlio che pensava con la sua testa. Non è Amore di madre, ma di Potere.

    Effettivamente una madre che arrostisce un figlio suscita qualche perplessità.

    Per Forum:

    lasci perdere il Giappone “tribale”: lei non sa di cosa parla.

    • Adriana 1 ha detto:

      Matto,
      perchè dimenticare lo studente Pomponio de Algerio fatto bollire nell’olio e nella pece da Paolo IV Carafa? Aveva osato sostenere che il Vaticano ( di allora ) era la sede dell’Anticristo. Una lapide lo ricorda…ma a Padova.

    • Forum Coscienza Maschile ha detto:

      Rolando non sa lei di cosa parla: un Paese civile (vale a dire basato sul civis, l’individuo-cittadino) usa l’alfabeto, mentre società che non usano estensivamente l’alfabeto sviluppano strutture “tribali”.
      La “civiltà” (da cui siamo usciti da un pezzo) è solo quella greco-romana. Questo NON vuol dire che altre culture siano necessariamente “barbare” o arretrate, semplicemente hanno una diversa struttura sociale, in cui conta più l'”appartenenza” dell’individuo: il cosiddetto giri giapponese, una serie concentrica di legami-doveri che si estende dalla famiglia all’imperatore.

      • STILOBATE ha detto:

        Uhm… Gli inventori dell’alfabeto, i Fenici, erano forse più civili, o più “cives”, dei Cinesi di epoca Tang? Nell’alfabetizzata Sparta di Leonida o nella Roma di Cesare e Pompeo il senso di appartenenza era meno rilevante che nel Giappone dei Minamoto o dei Tokugawa? E che dire degli Ebrei, con il loro alfabeto e le loro tribù? *** A costituire civiltà, persino la “civiltà” nell’accezione ristretta che intende qui FCM, non è in sé il possesso di sistema alfabetico. Con il loro sistema di segnetti i Fenici, inventori dell’alfabeto all’europea, ci hanno lasciato qualche inventario mercantile, più o meno i conti della spesa: robetta; gli Etruschi qualche iscrizione funeraria; i Greci, invece, e sul loro esempio i Latini, hanno saputo edificarvi sopra un universo di cultura incomparabile: poesia, filosofia, storiografia, teatro… *** La vera differenza la fanno le strutture di una lingua, non il sistema di segni scelto per la sua rappresentazione grafica. Quest’ultimo non manca di esercitare una sua influenza, anche notevolissima, ma non è il cuore del discrimine fra i vari tipi di società e, nel senso più ampio e nobile, di civiltà.

        • Forum Coscienza Maschile ha detto:

          Temo abbia frainteso: le società civili si basano sul civis, il cittadino privato. Ovviamente il processo di detribalizzazione è stato graduale, è cominciato con i fenici e ha raggiunto il suo apogeo con l’invenzione della stampa.
          Le società che non si fondano l’alfabeto fonetico hanno una nozione molto più lasca di individuo. Se Gesù fosse nato sotto Gengis Khan, la sua morte non avrebbe avuto il risalto che ha avuto sotto Ponzio Pilato, perché nelle culture tribali l’individuo scompare nel clan.
          Per questo è così difficile evangelizzare l’Asia: senza un sostrato greco romano non si può INSEGNARE una DOTTRINA. Come scrisse McLuhan, “Asians are not TEACHABLE”, sono come “una palude tribale in cui l’insegnamento cattolico non trova appigli”.
          Oggi le nuove tecnologie creano la straordinaria opportunità di rendere il cristianesimo accessibile agli asiatici, ma allo stesso tempo sprofondano l’Occidente in una palude di orientalismo, quietismo e viaggi interiori

      • STILOBATE ha detto:

        P.S. La prova del nove ce la offre la Corea, che nonostante si avvalga di un sistema alfabetico da oltre mezzo millennio e si caratterizza per una società in cui i vincoli di obbligazione e di appartenenza o, se si preferisce i legami “tribali”, son forse ancora più stringenti di quelli della società nipponica.

  • Il Matto ha detto:

    Pardon,

    Forum dice del Giappone che non conosce l’alfabeto che ha un effetto massificatore.

    Quindi rettifico soltanto per questo particolare il mio commento precedente, anche se non è vero che il Giappone moderno non conosce l’alfabeto.

    • Forum Coscienza Maschile ha detto:

      Come sa, la cultura giapponese si basa su ideogrammi (kanji), integrati da sillabari (hiragana e katakana). Sistemi di scrittura così complessi plasmano una civiltà in modo completamente diverso dalla nostra

    • Forum Coscienza Maschile ha detto:

      Mi dispiacerebbe molto se già conoscesse questo canale:
      https://youtu.be/rwqwyE-24Kw

      • Il Matto ha detto:

        Non capisco perché le dispiacerebbe …

        Comunque … me-ra-vi-glio-so! Anche se per me nulla di nuovo, visto che sono 42 anni che pratico l’Arte della Spada giapponese.

        Durante le mie permanenze ii in Giappone a scopo di studio con Maestri di Spada di altissimo livello ho avuto modo (e avrò ancora modo, se Dio vuole) di frequentare anche luoghi simili a quelli del filmato.

        Particolarmente suggestivo assistere alla forgia di una lama, una vera e propria Arte spirituale che fornisce l’occasione di meditare sulla forgia della propria anima (e del proprio corpo). Stre-pi-to-so!

        Il Giappone: il magnifico Paese del Sol Levante!
        I Giapponesi: persone di una squisitezza incomparabile.

        Nippon ni: Banzai, Banzai, Banzai!!!

        • stilumcuriale emerito ha detto:

          Beh? Io praticavo l’alpinismo su ghiaccio e roccia ma mica vengo qua a dire che chi non lo fa ha la mentalità chiusa, è un pantofolaio, un sedentario votato all’obesità incamminato verso una morte per malattie ostruttive aorto coronariche.

  • Forum Coscienza Maschile ha detto:

    Caro Matto, i termini integralismo e fondamentalismo sono inequivocabilmente dispregiativi e li usa come tali.
    Provi a dire integralista a qualcuno all’uscita di una chiesa e poi a spiegargli che è un complimento: se non è un buon cristiano “fondamentalista”, le assesterà uno tzuki sul naso!
    La sua affermazione, secondo cui lei si limita a studiare le altre religioni, è un’altra foglia di fico su idee e forse intenzioni ben diverse. Non ha detto (tra l’altro) che le altre religioni hanno una loro validità, solo per il fatto che sono diffuse?
    In ogni riga che scrive c’è una volontà di “superamento” della fede cristiana che, da quanto lei stesso ha detto, l’ha in qualche modo delusa.
    E’ falso, anche se so che lo ripeterà ancora, che considero “spazzatura” le culture umane, ma credo non abbiano nulla da aggiungere al messaggio cristiano. Ci è stato detto di convertire le genti, non viceversa.
    Di filosofie orientali so qualcosa (non molto, ma più di nulla) ma non per questo faccio il frullato tra Vangelo e taoismo.
    Non mi interessa più di tanto se lei è eterodosso, fondamentalista o buddista. L’unico scopo dei miei commenti è tentare di far luce sugli effetti che quanto scrive (e non è il solo) hanno sulla gente.
    Per esempio, non mi interessa se chi ha avuto la geniale idea di sostituire il termine chiaro Redenzione con mistero di Pasqua fosse massone, oppure traboccasse di “ammore” (una volta si chiamava carità). Quel termine freddo e burocratico spazza via la Redenzione dai cuori dei fedeli (anche il suo e il mio), che si ritroveranno a pregare un Dio ignoto.
    Forse ha avuto la grazia di ringraziare il Signore perché l’ha redenta. E’ un atto di amore e gratitudine che tanta gente (cristiani e buddisti), che di Redenzione non ha mai sentito parlare, non può compiere. Ci pensi

  • Il Matto ha detto:

    Mi preme ribadirlo:

    i termini “integralismo” e “fondamentalismo” non sono due parolacce e o due insulti, e se qualcuno le vede come tali è affare suo, solamente suo, e non può pretendere che l’affare suo diventi affare di tutti.

    Pertanto, quando mi servo di tali termini, li intendo nel loro significato di “sistema unitario” scevro da qualsiasi connotazione negativa.

    Nell’ambito religioso, come ho già affermato in altre occasioni, occorre essere integralisti per quanto concerne la propria Tradizione religiosa, ma, e qui casca l’asino, occorre essere rispettosi delle altre Tradizioni, e magari nutrire anche un po’ di sana curiosità verso di esse, per scoprire i punti di convergenza di cui abbiamo già discusso in questa tornata del blog. In fondo i popoli non abitano tutti la stessa terra?

    Tutto ciò non c’entra nulla, ma proprio nulla, con il pancotto ecumenista per il quale una religione vale l’altra; fesseria colossale che ha potuto prendere piede non solo per una fatale decadenza spirituale e morale ma anche per un’incapacità di saper “estrarre dal tesoro cose nuove e cose antiche”.

    Per questo in più di un’occasione mi son definito integralista ecumenico, che, almeno per quanto mi riguarda, non è affatto una contraddizione. Anzi, proprio di questi tempi è una necessità.

    Quindi, ribadisco ancora, quando mi servo del termine “integralista” lo faccio senza caricarlo di alcuna valenza negativa, intendendolo semplicemente come “chiuso” (LEGITTIMAMENTE) nel suo proprio sistema unitario religioso.

    • Adriana 1 ha detto:

      Discorso che apre infinite strade…il fatto è che quando i signori islamici arabi d’Egitto giunsero a questa raffinatezza del sentire vennero fatti fuori e soppiantati dai molto più ” energici ” turchi islamizzati…

      • Il Matto ha detto:

        Appunto dicevo “qui casca l’asino”.

        L’integralista, il chiuso (legittimamente, è meglio ripeterlo) chiuso nel suo sistema, considera spazzatura tutto ciò che si trova all’esterno di esso.

        Si capisce che questo è il metodo più sicuro per lo scoppio della conflittualità: dialettica nel migliore dei casi, ma troppo spesso armata.

        L’integralista è colui che combatte la “guerra giusta”, cosicché la faccenda si risolve in un intrecciarsi di “guerre giuste”.

        A me sembra una follia, ma il Matto sono io 🤣🤣🤣

        • Adriana 1 ha detto:

          Ma come indurre una folla immensa al rispetto reciproco?
          In era di globalizzazione pare che la strada prescelta ( ma da chi? ) si indirizzi al vago culto di una vaga Madre Terra che va a soppiantare quelli delle religioni ” storiche “, ma che va anche a soppiantare ” storiche ” istituzioni come quella della famiglia. Certamente noi, cristianucci attuali, non concediamo più spazio a un Bernardo di Chiaravalle- un signore, un potente del suo tempo-, né alla sua esortazione di essere ” milizia ” che troppo ci scandalizzerebbe, ma, alla fine, temo che verremo schiacciati dalle forze – spirituali e materiali – dei potenti attuali, quelli medesimi che dovrebbero difenderci e consolarci. ( Almeno al fine meramente speculativo di giustificare gli alti posti che occupano ).

          • Il Matto ha detto:

            Ti rimando alla risposta che ho dato a SE alle 13,45.

            Volenti o nolenti ci troviamo in mezzo al marasma e dobbiamo farci i conti.

            E i conti ognuno le deve fare in prima persona, da solo.

            Personalmente mi faccio guidare da due precetti di Musashi che si trovano nel DOkkodo, appunto “Il cammino solitario”.

            – Nel perseguire la tua via non rifuggire la morte.
            – Non allontanarti mai dalla via del combattimento.

            Mi astengo da ogni esegesi … inutile.

            Preciso soltanto che si tratta di un combattimento di difesa e non di offesa.

          • Forum Coscienza Maschile ha detto:

            Matto,
            I suoi argomenti consistono nel martellare come un basso continuo parole come chiuso e fondamentalista.
            Ho già detto (e lo ripeterò ogni volta che lo farà lei) che non considero spazzatura le altre culture, ma che fede cristiana e sincretismo sono due cose diverse.

            Per Adriana1: è possibile il rispetto reciproco tra culture, è la sfida del prossimo futuro. Ma questo rispetto nascerà proprio dal non volere annullare le identià altrui in una monocultura globale, che lei ha giustamente definito di Gaia.
            L’argomento è complesso e cruciale e ci tornerò

      • STILOBATE ha detto:

        Spiace davvero avere poco tempo da dedicare all’ampio confronto aperto da questo post del Matto. Leggo tanti interventi interessanti, sia fra i sostenitori dell’isituzionalità sia fra i sostenitori delle vie, per così dire, più erte e dirette. *** Chissà, buon Matto, che un giorno non ci si trovi davvero a sorbire un buon cha tutti insieme da qualche parte. Intanto, virtualmente, lo condivido con lei e gli altri amici (e nemici, che poi son anch’essi amici e fratelli).

        • Il Matto ha detto:

          🙏

          Sarebbe magnifico incontrarsi, guardarsi negli occhi, scoprire o almeno intuire i fili d’ro del sole e d’argento delle stelle che ci tengono stretti in un solo Essere.

    • stefano raimondo ha detto:

      È un argomento delicato, e il confine tra “rispetto” ed “ecumenismo” a molti purtroppo non appare chiaro. Banalmente, potremmo limitarci a dire: COMUNQUE NO AL SINCRETISMO. E fermarci lì. Ma può subentrare il desiderio di conoscere altri sistemi di pensiero relativi al Sacro, e ciò può ingenerare confusione in coloro che dall’esterno osservano chi ha tale desiderio e compie percorsi “pericolosi”.

      È come dire giallo, rosso, verde: ogni colore ha la propria dignità di colore, ha diritto ad assurgere al rango di colore, ma suddetti colori NON VANNO ASSOLUTAMENTE MESCOLATI. Anche chi non parla di regolarità delle diverse forme e di un’unica Tradizione Primordiale, anche chi non la pensa così, può benissimo rispettare approcci non cattolici e riconoscere (almeno) che anch’essi attengono al Sacro. L’importante è evitare quell’abominio chiamato sincretismo. A questo riguardo ben vengano integralismo e fondamentalismo, aspetti positivi che contrastano ab origine il sincretismo.

      • Il Matto ha detto:

        Aggiungerei che i vari Colori sono possibili perché “sotto” di loro c’è il Bianco.

        La luce è bianca, e senza di essa nessun colore sarebbe possibile.

        Ora, anche se relativamente pochi, ci sono e ci sono sempre stati coloro che aspirano al Bianco.

        E solo dal Bianco è possibile riconoscere davvero la bellezza di ogni colore. E ciò non ha niente a che fare col sincretismo. Anzi.

      • Forum Coscienza Maschile ha detto:

        Mi sembra che diciamo, all’incirca, le medesime cose. Tra gli studiosi di altre religioni più preparati ci sono sacerdoti, ma il sincretismo inquina. Tutta la Bibbia insegna a guardarsi dall’adorare altre dei (Antico Testamento) o seguire dottrine vane (Nuovo testamento) e sono convinto che chi ha una fede semplice, anche senza alcuna preparazione sente come disarmoniche certe filosofie e pratiche

  • stilumcuriale emerito ha detto:

    Cito : –Tutte le rivoluzioni vengono condotte da minoranze potenti e organizzate. A partire dalla 2° Guerra Mondiale, e in particolare col ’68, c’è un massiccio uso di professionisti di scienze umane (psichiatria, psicologia del profondo, neuroscienze ecc.) per vibrare attacchi profondi al codice culturale dei Paesi-bersaglio.–

    A favore di un povero pensionato ex lavoratore mi potrebbe indicare qualche nome e il titolo di qualche loro opera? Gradirei, in particolare , riferimenti ad italiani e statunitensi. Grazie.

    • Forum Coscienza Maschile ha detto:

      Caro Stilumcuriale,
      La ringrazio, lo scopo dei miei commenti è proprio suscitare interesse su tematiche cruciali per noi cristiani.
      Per quanto riguarda gli “attaccanti”, non ci sono libri disponibili al pubblico ma solo studi ad uso interno. Può comunque leggere, ad esempio, i testi della Scuola di Francoforte.
      Ci sono invece molti studi che approfondiscono il tema:
      1. Tutti i Complotti di Maurizio Blondet, reperibile anche in rete. Discute ad esempio le tecniche dell’Istituto Tavistock
      2. Sempre di Blondet, Gli Adelphi della Dissoluzione, reperible anch’esso in rete
      3. I libri di Paolo Cioni, disponibili anche in edizione elettronica, sono una miniera di informazioni
      4. Se conosce il francese, sono una lettura eccezionale i testi di L. Cerise (molto noto oltralpe), in particolare Gouverner par le Chaos, ed. Max Milo
      5. Le conferenze di Matteo D’Amico su YouTube sono un’avvincente sintesi di queste tematiche
      Buona lettura!

    • Forum Coscienza Maschile ha detto:

      PS Se vuole avere un’idea della precisione della modellizzazione di psichiatri che lavorano per i governi, si legga di Margaret Mead:
      1. And Keep you Powder Dry, sull’America
      2. Russian Culture, sulla Russia
      E di Ruth Benedict:
      – The Chrysanthemum and the Sword, commissionatole dal governo USA durante la (ormai) penultima guerra per spezzare il morale dei giapponesi

  • Forum Coscienza Maschile ha detto:

    Poiché il Matto parla di “libero” pensiero, conviene fare un cenno sugli effetti del relativismo, che sta distruggendo la fede cristiana in Occidente.
    Ogni civiltà ha un “codice sorgente” (la religione, gli usi) che gli permette di funzionare e gli assicura la continuità. Chi riesce a infrangere quel codice sorgente per esmepio guastando la fede col dubbio, o mettendola sullo stesso piano di tutte le altre, spezza quel popolo molto più che con le bombe atomiche.
    Gli esperti di ingegneria sociale modellizzano un Paese, dopodiché lo profanano, inerferendo col suo “codice sorgente” simbolico.
    L’Italia, specialmente del Meridione che era una Vandea bianca cattolica particolarissima nel mondo, viene sottoposta a un’operazione di sovversione profonda, di incrinatura del codice simbolico italiano cattolico tradizionale già dagli anni ’40.
    Si prepara il terreno, si sgretola l’edificio della morale tradizionale.
    I media sono un’arma di guerra, peggio dell’atomica.
    L’Europa cristiana si vede, fino al 1789, come custode del mos maiorum. Era cosciente che sarebbe finita se fosse cessato il codice di valori immutabili su cui era basata. Dalla Rivoluzione Francese, per la prima volta nella storia nasce il mito del progresso, per cui il mondo sarà tanto migliore quanto più distruggerà la civiltà e ciò che è sempre stato prima.
    Tutte le rivoluzioni vengono condotte da minoranze potenti e organizzate. A partire dalla 2° Guerra Mondiale, e in particolare col ’68, c’è un massiccio uso di professionisti di scienze umane (psichiatria, psicologia del profondo, neuroscienze ecc.) per vibrare attacchi profondi al codice culturale dei Paesi-bersaglio.
    Un caso di scuola: ai giapponesi la distruzione di Tokio (150000 morti con bombe al fosforo) non fece paura più di tanto. Erano un popolo formato per superare catastrofi di ogni genere. Ma avevano un culto della famiglia, c’erano famiglie numerose ed è lì che bisognava colpire: dopo l’occupazione la prima cosa che il generale McArthur impone è l’aborto. Già negli anni ’50 si era arrivati a 7-8 milioni di aborti, un vero sterminio, altro che atomiche.
    Non avendo i giapponesi (e ora neppure gli italiani) i VALORI CATTOLICI a frenare questo fenomeno, era il loro punto debole e la società è collassata: oggi è il Paese più vecchio del mondo, è un Paese morto. Sembra prospero grazie a solo a iniezioni di liquidità enormi, e all’inerzia della sua gigantesca struttura industriale.
    Senza valori né scopi definiti l’uomo adulto di oggi è imprigionato nell’adolescenza, in un’infanzia che si prolunga fino alla terza età.
    Per approfondimenti, si veda qui:
    https://www.coscienzamaschile.com/blog/leclissi-del-padre-matriarcato-e-distruzione-pilotata-della-civilta-italiana/

    • STILOBATE ha detto:

      La devastazione prodotta dagli americani in Giappone è stata spaventosa, sia durante sia dopo la guerra. È stato, ed è ancora, un tentativo di coventrizzazione culturale. Ma il Giappone si è dimostrato molto più resistente e, come si usa dire oggi con pessimo anglismo, “resiliente” di quanto Truman e i suoi compari avessero previsto. *** Oggi il Giappone è per certi versi meno globalizzato e più identitario di tanti paesi europei, anche di molti paesi a forte tradizione cattolica, come la Spagna e l’Italia. Certamente è oggi un paese meno caotico e convulso della nostra malconcia penisola. In Giappone permane un certo sostrato tradizionale, che riesce ancora ad assicura alla comunità nipponica una discreta compattezza. L’opera di sradicamento condotta dagli americani è riuscita solo a metà. *** Il problema degli aborti (e degli infanticidi) in Giappone data a ben prima dell’invasione americana. Ma un aspetto particolarmente emblematico che questo tragico fenomeno assume nell’arcipelago nipponico è che un po’ ovunque nel paese ci si imbatte in attivi e frequentati templi e santuari, grandi e piccoli, dedicati all’anima dei bambini uccisi nel ventre materno e consacrati a impetrarne il perdono: ciò attesta che per la mentalità tradizionale giapponese l’aborto è e rimane a tutti gli effetti un omicidio, negazione e soppressione della vita. Nelle società postcristiane occidentali, invece, la coscienza di questo fondamentale dato è in gran parte scomparsa. *** Questo per dire che un generico richiamo ai “valori cristiani” è tutt’altro che risolutivo. Tali valori vanno incarnati nella concretezza, e per alcuni loro risvolti lo sono più in paesi nominalmente non cristiani che in paesi nominalmente cristiani (in Giappone, tanto per rimanere in quell’area di mondo, furto, rapina, evasione fiscale, violenza sessuale e altri reati che costellano la cronaca dei giornali italiani, sono assai rari). *** Ci sono poi altri aspetti su cui riflettere. Per esempio possiamo domandarci quanto di ciò che chiamiamo “valori cristiani” fosse già presente nella maturità dei tempi, cioè alla fioritura della civiltà greco-romana? *** Al di là dei sempre rischiosi schematismi ideologici (nei riguardi dei quali, per inciso, il misticismo è un ottimo antidoto), il quadro generale da lei (FCM) evocato, quello cioè di una colossale offensiva antiumana, antitradizionale e anticristica scatenata in particolare da una componente particolarmente attiva e incisiva delle potenze angloidi trova cospicue rispondenze nei fatti.

      • Adriana 1 ha detto:

        Stilobate,
        complimenti . Apprezzo l’equilibrio dei suoi interventi.

        • STILOBATE ha detto:

          Grazie Adriana. Anche io apprezzo molto i suoi interventi, meditati, provveduti e, cosa rara in generale nei forum online, sereni.

      • Forum Coscienza Maschile ha detto:

        Grazie Stilobate, credo che il Giappone abbia saputo mantenere certi assetti tradizionali perché è una cultura “tribale”, che non conosce l’alfabeto che ha un effetto massificatore. Purtroppo una cultura tribale è particolarmente difficile da convertire.
        Se oggi anche i cattolici abortiscono è proprio perché la religione è stata diluita a tal punto, da esser ridotta a una informe poltiglia sentimentale

        • STILOBATE ha detto:

          Caro FMC, credo di poter dire di conoscere piuttosto a fondo la realtà giapponese, la sua cultura, il suo passato e il suo presente (ho anche qualche idea sul suo futuro), e quel che Lei scrive a proposito dell’alfabeto ha una sua verità. Il sistema ideografico è naturalmente gerarchico, perché opera una selezione (persino nella Cina postmaoista, che li conosce in una forma massicciamente – e inesteticamente – semplificata). Il giappone conosce anche due sistemi di alfabeto sillabico (complice l’India e il sistema alfabetico devanāgarī), ma ne fa un uso parco e in gran parte funzionale a quello ideografico. *** Sulla questione della “tribalità” bisogna intendersi. Se al termine vogliamo assegnare un significato svalutativo, quello che fa pensare ad anelli al naso e sveglie appese al collo, credo che sia alla cultura giapponese sia un’applicazione impropria. Se invece con questa espressione vogliamo indicare la tendenza dei giapponesi a tendenza ad assegnare la massima importanza a un vincolo sociale circoscritto (tipicamente quello di un clan), allora possiamo tranquillamente parlare di “tribù” (come lo erano, per esempio, le tribù ateniesi, le φυλαί, con le loro fratrie e i loro clan). *** Vero è anche che non mancano in Giappone alcuni aspetti di tribalità in senso deteriore; ma non mancano nemmeno in Europa, tanto nei paesi nordici quanto in quelli mediterranei (e non mi riferisco a poveri epifenomeni come i tatuaggi o, a proposito di anelli al naso, i piercing). *** Il Giappone è mondo straordinario e straordinariamente complesso, un unicum anche in Asia. *** A Lei un cordiale saluto

          • Forum Coscienza Maschile ha detto:

            Caro Stilobate, ha perfettamente capito il senso del mio intervento: la parola tribale ha qui un’accezione qualificativa, non svalutativa… almeno per quanto riguarda il Giappone.

    • Rolando ha detto:

      No! Queste sono atroci falsità! Nulla hanno da spartire con la forza della libera ricerca del bisogno dell’intelligenza umana di conoscenza. Della dignità dell’uomo, la cui sostanza è libertà.
      Le falsità di tanta accanita resistenza hanno un unico scopo: tener lubrificata l’arma del Timor di Dio. Del Dio della “MIA” potenza. Non avrai altri ELOHIM che me!
      Ma per quale razionale o soprannaturale scopo il Dio-Tutto dovrebbe essere geloso, invidioso di alcunché se oltre il Tutto non c’è che il nulla?
      Ora che siete diventati come uno di noi, capaci di conoscere ciò che vi conviene e ciò che vi costa, arrangiatevi! Il resto son menzogne del Potere di turno che usa l’arma del Dio. Della Paura e dell’antropocentrismo di marca.

      • luca antonio ha detto:

        “Ora che siete diventati come uno di noi, capaci di conoscere ciò che vi conviene e ciò che vi costa, arrangiatevi! “,
        che forse andrebbe integrato , per renderlo piu’ esplicito, con un “avete voluto” diventare….
        In sintonia con Voltaire e con la massoneria… il grande Orologiaio ha caricato l’orologio, poi vedetevela voi.
        Ma questo ticchettio fatto, lo vediamo ogni giorno, anche di violenza , di sofferenza e di morte in cosa assomiglia all’Amore di Dio da Lei giustamente ricordato e agognato ?.
        Non occorreva forse un “aiuto” divino successivo a quella “catastrofe” – il capovolgimento dell’uomo da creatura a creatore – per far tornare l’uomo lassu’ ?.

        • Rolando ha detto:

          Vede, caro Luca Antonio, lei mette sempre un orologiaio prima dell’orologio, come se l’orologio senza l’orologiaio non fosse possibile in Natura, non esistesse già in Natura, per così dire, seminato.
          L’ELOHIM che crea è in realtà un plasmatore, un ordinatore.
          Lo stesso Tommaso d’Aquino ammette che la “materia” sia coeterna, da sempre, con Dio. Stando così le cose, uno dei due è inutile fantasia dell’unico Tutto di sempre.
          La stessa cosa sosteneva anche Filone alessandrino e tanti altri. Non si tratta di essere atei perché l’ateo esiste solo ed unicamente nella mente del credente nella dottrina di un Dio. E peraltro un Dio, necessitato di fatto a creare altro da sé. Non dal nulla: ex nihilo nihil fit. Questo sì un assurdo razionale, tuttavia nobile e rispettabile per la mente che lo sposa come consolazione di fronte all’enigma morte. Ma noi siamo nati con la morte e con la morte rinasceremo.

          • luca antonio ha detto:

            Rolando caro, la via di Spinoza del Deus sive Natura era all’epoca convincente, ma poggiava, come tutte le dottrine di derivazione panteista , su due assunti poi rivelatisi fallaci:
            1)l’eternità e immutabilità del mondo;
            2) la creazione dal nulla della vita, questa seconda per spiegare come in un mondo immutabile ed eterno potesse svilupparsi il divenire,
            La prima è caduta con il Big Bang, la seconda con Spallanzani che dimostrò che ogni vita, seppur microscopica, avesse comunque bisogno di una causa generatrice.
            Quello che osserviamo di continuo nel mondo , senza eccezioni, è una causa efficiente ed un effetto per ogni cosa , con buona pace di Hume, il più cialtrone di tutti i filosofi.
            E’ l’atteggiamento di fronte al Big Bang che cambia e si dirama in due linee di pensiero, quella materialistica, di stampo pragmatico anglosassone, che prende atto, senza poterla negare, di questa “creazione”, ma limitandosi a studiarne gli effetti fisici e il funzionamento di questi, e, di contro, quella speculativa che ne ricerca la causa, senza tuttavia poterla mai oggettivamente dimostrare.
            Il dibattito su questo non si esaurirà, credo, mai.

    • Rolando ha detto:

      In risposta al Forum di coscienza maschile del 14c.m. delle 21;22, aggiungo ancora ciò che ho già scritto e ribadisco con forza che la modernità del continente europeo nei metodi e nelle forme è frutto genuino della capillarità di controllo sociale attraverso le istituzioni nate e/o ricoordinate col Concilio di Trento. E da qui esportato in tutto l’Occidente ” diabolico”. Quante volte i figli, appresi i metodi della madre, li applicano silenziosamente contro i contenuti del credere della madre, non necessariamente per bruta cattiveria o irriconoscenza, ma per vivere e costruire in pieno diritto la propria vita secondo metodi e contenuti di loro convenienza.
      Inutilmente la Madre Chiesa ricorda il suo ruolo di madre in Campo dei Fiori murando, in un angolo di casa prospiciente, una lapide ad hoc dopo aver fatto falò di un suo figlio che pensava con la sua testa. Non è Amore di madre, ma di Potere.

      • Forum Coscienza Maschile ha detto:

        Rolando, lo sa che il mito di Giordano Bruno come libero pensatore fu creato dalla Massoneria (che eresse anche la statua in Campo de’ Fiori)?
        Lei prende a modello uno che rifiutò il Crocifisso persino in punto di morte.
        Se come cattolici non condividiamo le tesi di Bruno, significa che non pensiamo con la nostra testa? O magari dirà che mettiamo il rogo la gente?
        Lo sa che Bruno pensava così tanto con la sua testa che abbracciò idee opposte secondo le convenienze del momento?
        Fu in ordine: monaco domenicano, protestante, ariano, astrologo, cabalista e mago.
        Per approfondire oltre trite leggende laciste:
        http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5563
        https://www.ancoraedelfino.it/tutta-la-verita-su-giordano-bruno/

        • Rolando ha detto:

          Caro Forum Coscienza Maschile, o io non mi esprimo bene o voi fingete di non capire e menate il can per l’aia delle vostre nobilissime idee dottrinali. Non mi sono mai illuso di convincere alcuno con i miei interventi perché è semplicemente sciocco per me che cerco solo di capire per mia convenienza. Che non è quella della vita eterna.
          Ho citato Giordano Bruno come figlio di una madre, dalla quale ha appreso tante cose, ma ha preferito un’avventura diversa da quella della madre. Ma non penso siano tante le madri che uccidono i loro figli perché la pensano e operano diversamente. Questo ho detto. Vivo ed opero, nel mio piccolo, per la libertà di tutti ad esprimere liberamente il proprio pensiero, a dire il proprio parere. Se sia conforme ad una verità prestabilita o meno, questo non mi interessa; mi interessa molto conoscere e valutare con la mia testa se la dottrina cristiana che mi hanno inculcato fin da bambino insieme con la paura del diavolo e di Dio e che Gesù Cristo sia un uomo-Dio valgano, per me, la mia miserabile Fiducia/Fede.
          “Nessuno ama tanto Dio come chi lo cerca continuamente” ha scritto un grande mistico eretico per la Madre.
          Per questa continua ricerca spilucchio anche in questo sito, non per mostrarmi o per lo stupido piacere di contestare.
          Chi sono mai io per credere di dire verità stabili e permanenti!?. Certamente però i Saldi nella loro Dottrina, mi hanno dato sì un esempio di Fiducia, ma nella loro Dottrina, proprio quella che non convince me, non mi lega, non mi trascina più ed è fonte di contraddizioni per la mia ragione e per il mio cuore. Come una cerva anela alla fonte d’acqua fresca, così il mio pensiero a te Mistero d’Amore. Mi disse il card. Camillo Ruini: “Non serve a niente indagare storicamente sull’uomo Gesù se non si crede che è anche Dio”. Beata la sua conoscenza, ma mi ha detto anche una grande castroneria, indegna di tanti altri assetati di Dio.

  • Il Matto ha detto:

    Beh … carissimi Stilumcuriali, amici (?) e nemici (!) del Matto,

    anche se soltanto ideale, posso offrirvi tazza di Cha 茶? sì, una tazza di tè giapponese?

    Mentre finisco di nettare e profumare con il choji (olio di garofano) la lama della mia spada (la mia anima! la mia donna!) propongo come tipo di tè il gyokuro (“rugiada di giada”), dolce ed energizzante.

    Intanto, accendo qualche bastoncino di kō (incenso) per rendere accogliente la chashitsu (stanza del tè). Scelgo quello al legno di aloe, molto apprezzato dai samurai.

    Ecco: un’atmosfera di pace ci coinvolge e ci unisce!!!

    Domo (grazie amichevole) per la partecipazione.

    • Rolando ha detto:

      Caro IL MATTO. Ti dò una notizia a proposito della rugiada di Giada e del Tempio del Budda di Giada.
      Io ne sono un Monaco a tutti gli effetti. Vestito con l’abito arancione ed i calzari nel cortile degli incensi ed ad essi aggregato.
      I loro canti/preghiere non hanno nulla da invidiare al nostro gregoriano , né le loro liturgie. La loro dottrina è sublime.
      Il misticismo è il profumo della bellezza della Terra che t’avvolge e t’inebria. Non è una scelta, ma una necessità d’essere uno con tutti e con tutto.

  • Il Matto ha detto:

    Per STILUMCURIALE EMERITO,

    che mi chiede “una breve descrizione della società sana”.

    Per iniziare penso che sia di comune sentimento il fatto che una società sana inizia dalla sanità del singolo. Perciò è il singolo che deve impegnarsi prima di tutto alla cura di sé.

    La sanità?

    Ti rispondo … nipponicamente. Dai, rilassati, manda giù un sorso di maraschino!😅

    1) Considerazione e rispetto per la Divinità.
    2) Considerazione e rispetto per gli Altri.
    3) Considerazione e rispetto per la Natura.
    4) Considerazione e rispetto per gli strumenti del proprio lavoro.
    5) Considerazione e rispetto per il luogo di lavoro e di abitazione familiare.

    Come vedi i Precetti (Ho) del Rispetto (Rei) sono cinque come le dita di una mano: basta infrangerne uno e … la mano non funziona più a dovere. Oppure, la medicina che mantiene la sanità non può avere effetto.

    Grazie alla mia esperienza nel campo, posso affermare che si tratta di Precetti universali la cui pratica produce persone sane, cioè moralmente rette, pacate (ma non fesse), con alto senso del dovere, dotate di eccezionale auto-controllo, convinte nel dare ciascuna il proprio contributo allo svolgersi ordinato e prosperante della vita comune.

    Un’esclamazione poderosa riassume il Rei-Ho:

    OTAGAI GAMBARIMASHOU!

    FACCIAMO TUTTI INSIEME DEL NOSTRO MEGLIO!

    • stilumcuriale emerito ha detto:

      Sarebbe interessante fare un test chiedendo a qualche migliaio di persone che punteggio darebbero, su una scala da uno a dieci, per ognuno dei cinque punti da te indicati.
      Io ho provato a farlo, stimando ciò che, a mio vedere, potrebbe essere il risultato. Ovviamente non ve lo comunico per non influenzare il vostro giudizio.

      • Il Matto ha detto:

        La tua “deformazione professionale” ti induce spesso alla “verifica dei numeri”😄

        Ma qui non ci sono punteggi che tengano, poiché la mano non funziona senza tutte e cinque le dita.

        Quindi l’unico punteggio da attribuire sarebbe il 10 ad ogni “dito”: totale ideale 50 punti.

        Approfitto per dire che, tra l’altro, le cinque “dita” possono benissimo essere viste con occhio cristiano.

        Si tratta veramente della Mano Universale, insomma della Mano di Dio.

        Buona domenica nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

        • stilumcuriale emerito ha detto:

          Forse invece che di “deformazione professionale” sarebbe stato più corretto dire “formazione professionale”.
          Per quanto attiene la mia proposta se tutti rispondessero come te ci troveremmo di fronte ad un mondo che scoppia di salute. Ma io sono convinto che se andassimo in giro a chiederlo alla gente, la stragrande maggioranza al primo precetto darebbe valore forse 1 o 2 se non addirittura 0; al secondo e a tutti gli altri darebbe valore 0 salvo il 5b (Considerazione e rispetto per il luogo di abitazione) a cui la maggioranza darebbe un valore tra 8 e 10.
          Il divario tra l’ideale e il reale ha raggiunto dimensioni ciclopiche.

          • Il Matto ha detto:

            Ho scritto “deformazione professionale” tra virgolette, non volevo essere denigrante.

            D’altra parte tu mi hai chiesto “una breve descrizione della società sana” ed io l’ho fatto.

            Chiaro che una società “sana” è un’utopia: quando mai la società è stata sana? Dico sana in tutti i sensi.

            Di conseguenza anche il rimedio che ho suggerito è utopico a livello sociale, ma può non esserlo a livello individuale. Alla fine è il singolo che trae il succo di come si è comportato, non certamente “la società”, termine astratto, astrattissimo, deviante, massificante, forse anche un tantino diabolico.

  • Forum Coscienza Maschile ha detto:

    Caro Mario, come ha osservato “la cultura dell’anarchia, dello scontro e del “no a prescindere” sta facendo passi da gigante anche nella Chiesa”. Ciò non è dovuto soltanto ai cattivi maestri collocati al suo vertice: una società mercantile è tenuta insieme unicamente da un’attività affannosa ed evasiva e una “civiltà degli affari” (una contraddizione in termini), con i suoi elaborati sotterfugi, produce caratteri ugualmente intricati e indefinibilmente senza scopo. Una cultura semplicemente commerciale (come Cartagine) non ha il senso della storia e lascia poche tracce di se stessa.
    Al contrario una società a misura di essere umano, in sintonia con la natura basata su relazioni di prossimità e da un impiego limitato della tecnica, è tale da produrre uomini di solidi ideali. Il carattere di queste società è di conseguenza semplice, integro e, quando le circostanze lo richiedono, eroico: in un mondo di scettiche ambizioni e cinici egotismi, l’uomo integro è indifeso, il suo ruolo è quello di soffrire.
    Gli uomini di oggi (specialmente quelli che siedono su poltrone) sono nani da compiangere, buffoneschi. Le loro azioni non hanno alcun contesto. Essi partecipano a guerre che non capiscono. Il loro amore è disperazione. Il loro discorso è poco di più di un grugnito o di un’alzata di spalle. Non vi è alcun problema del male e alcuna tragedia in un mondo simile perché non vi è alcuna dignità umana né alcuna responsabilità.
    Lo scetticismo, ennesima arma dell’ingegneria sociale, agisce in noi come principio anti-vitale. La passione per la vita viene rimpiazzata con un’esistenza vuota, dagli scopi molteplici e divergenti.
    Ne vediamo gli effetti nel declino delle arti e in particolare nell’architettura delle nostre città informi. Se si vuole misurare la saldezza dei potentati, basta osservare se attorno al trono fioriscano le arti e il pensiero, espressione di quanto vi sia di più inerme (e quindi pericoloso): bellezza e ragione. Un’arte malsana è il segno d’una incombente catastrofe civile, anche nella piena apparenza d’un rigoglio.
    Ma la facoltà di creare simboli tipica dell’artista non è di coloro che concepiscono la vita interiore come se fosse in un perpetuo stato di continuo mutamento.
    La civiltà della critica nichilista ha fallito e ne vediamo il segno nella sua crescente oppressione. Nulla infatti è facile e futile come soffocare gli oppressi, futile perché nessuno è mai originale e perciò ogni insofferenza o protesta è nell’aria e dell’aria e le ecatombi non valgono a disperderla.
    La massima arte di governo consiste dunque nell’individuazione sollecita degli oppressi, ed è impresa ardua perché i veri oppressi sono coloro la cui vocazione è impedita, e le vocazioni sono, in assenza di caste, entità volatili e impalpabili. Sarebbe affare da asini scoprire l’oppressione se essa si presentasse sempre in modo ovvio, come mancanza di agi o nella forma di desideri inappagati; essa è ben più sottile, simile all’effluvio premonitore di pestilenze che soltanto l’asceta temprato dalla rinuncia era in grado di cogliere nell’aria.
    Oggigiorno, chi è l’oppresso e l’umiliato? Non gli indigenti, la cui sorte avrebbe potuto essere risolta già nello scorso decennio, e nemmeno gli ultimi superstiti delle schiere di vittime del secolo scorso. I veri conculcati, per lo più ignari di sé, sono oggi coloro che soffrono lo strazio della volgarità, dell’ASSENZA DI FORME. Essi stanno già alzando un fievole lamento: come ogni voce di umiliato, esso dapprima serpeggia timidamente, provocando un’indifferenza tracotante quanto cieca, oppure un’irrisione che cela l’inquietudine. Ma queste ferite, e con esse ogni nuovo falso bisogno, ogni reiterazione di ideologie fasulle, ogni rinnovata violazione delle norme di natura, ogni spregio del bisogno di verità, aggiungono un nuovo valore all’invisibile, crescente numero di persone sempre più consapevoli di sé e i cui principi ricostruiranno la civiltà che il relativismo ha ridotto in macerie.

    • MARIO ha detto:

      Caro FCM,

      mi sbaglierò, ma a dispetto della sua pretesa “coscienza maschile”, la prolissità delle sue “lamentazioni” (non solo odierne…) mi fa pensare alla categoria dell’ “apostrofè” (il perenne volgersi contro), tipico della natura femminile.

      Gesù ci ha insegnato che a “condannare” il mondo si combina poco o nulla, anzi c’è il rischio di ottenere l’effetto contrario, perché la condanna implica, spesso e volentieri, l’odio; e all’odio si risponde con la violenza.
      Infatti Lui non ha mai condannato le culture e le società del mondo di allora. E ci ha detto che il mondo non bisogna condannarlo, ma salvarlo, attraverso la sua Parola e l’Amore.

      • Il Matto ha detto:

        Ohibò!

        Mario rovescia la tesi di Luca Antonio, attribuendo il “femminile” a Forum, dal che ne discende che il “maschile” è appannaggio del Matto! 🤠

        • MARIO ha detto:

          Enrico, non montarti troppo la testa, perché mi sa che anche tu…
          Contra CVII, contra Papi post CVII, contra Novus Ordo, contra Ecumenismo (che non vuol dire affatto considerare tutte le Religioni uguali), contra Democrazia (evoluzione naturale di una civiltà cristiana, al netto delle degenerazioni), ecc.
          Come dire: contra tutto, per tutta la vita… escluso il Nippon.
          Maschio o femmina?

          • Il Matto ha detto:

            Eh no!

            Contra ecumenismo calderone sì, contra Ecumene no!

            Possibile che non hai mai letto (l’ho scritto a più riprese)
            che io mi considero un un integralista ecumenico (non ecumenista, ma ecumenico)?

            Maschio o femmina? Roba superata: “maschio e femmina lo creò”. Non “li” ma “lo” creò. tanto è vero che poi gli estrae la femmina. la sua zelah o metà che aveva dentro.

      • Forum Coscienza Maschile ha detto:

        Premesso che qui ci sono 105 commenti, senza contare l’articolo del matto, molti dei quali prolissamente evocano violenze e inquisizioni immaginarie (soprattutto per quanto mi riguarda): io non “lamento” proprio nulla, cerco di fornire informazioni utili a chi legge ed evidenziare a scopo costruttivo aspetti poco notati della nostra epoca: se non si identifica un problema non si può risolvere.

      • Il Matto ha detto:

        Matto con la maiuscola, caro Forum, con la maiuscola, per favore! 😊

        Domandina: le “informazioni utili” sono soltanto quelle che fornisce lei?

        • Forum Coscienza Maschile ha detto:

          Tanti forniscono informazioni anche più utili delle mie, ma non quando fanno un minestrone di tutte le religioni o suggeriscono pratiche incompatibili con la fede

  • Mimma ha detto:

    Adriana
    Precisiamo che Davide non fu un capo tribù, ma il più grande re d’Israele, che sottomise popoli indigeni, come i bellissimi e bellicosi Gebusei di Gerusalemme di cui conquistò l’acropoli, il monte Sion, e altri vicini, tra i quali i Filistei, gli indoeuropei che abitavano la costa, la Failistina, oggi Palestina. I suoi peccati me lo rendono amabile, le sue pene mi fanno solidale con lui.
    Nessuno ha elevato al Cielo un grido di dolorosa fiducia nella Misericordia divina e di consapevolezza della propria miseria coi suoi accenti.
    ” Contro Te, contro Te solo ho peccato. Quello che è male ai tuoi occhi io l’ho fatto. Purificami o Signore!
    Sarò più bianco della neve”.
    In quanto ai mali di questo mondo, gentile Adriana, i cattolici hanno la spiegazione che viene dalle Scritture : il peccato originale ha bacato tutta la creazione, dunque ogni difetto , ogni menomazione ogni malattia e la stessa morte sono da addebitare a questa lacerazione originaria.
    Dio aveva creato tutto perfetto; la superbia dei progenitori
    ha rovinato tutto.
    Anche nel.mito grecoromano l’arroganza dell’uomo ché vuol farsi simile agli dèi è causa di mali.
    La scandalizza il fatto che nulla di difettoso fosse ammesso alla presenza di Dio nell’antichità ebraica. Il Tempio di Gerudalemme non è paragonabile alle nostre chiese, in quanto vi venivano ammessi solo gli addetti al culto che dovevano essere sani di mente e di corpo.
    Persino gli animali del sacrificio dovevano essere senza difetto, perché al Signore dell’universo si addice il meglio.
    Lei offrirebbe a qualcuno frutti marci?
    Tuttavia, Gesù è venuto a correggere anche queste cose.
    Si è chinato su tutte le miserie umane, ha sfiorato con le sue mani lebbre e piaghe purulente per guarirle, purché fossero purificati i cuori.
    Il male non viene da Dio.
    Il male viene dal nemico di Dio e da quegli uomini che si alleano con esso.

    • Adriana 1 ha detto:

      Cara Mimma,
      dopo Saul fu il secondo re di una compagine tribale…che non è un insulto. Combattè ( in maniera non ” petalosa “) contro i “vicini di casa” che i narratori della Bibbia definiscono cattivi (?) per principio . Scrisse- se egli ne fu l’autore- composizioni di notevole valore e suggestione. E allora?…

  • Forum Coscienza Maschile ha detto:

    Grazie Luca Antonio, dice bene: la nostra epoca è sotto il segno di Dioniso, il dio ctonio della trasgressione e della rottura del limite.
    Dioniso era particolarmente venerato dalle donne (prima della corredenzione della Beata Vergine Maria) e, come ha osservato, la nostra è un’epoca femminilizzata, in cui i consumatori-poppanti pigolano per soddisfare bisogni materiali.
    La società della critica a ogni certezza e tradizione è il prodotto dell’elaborata struttura di una finanza astratta, e della tecnolo¬gia eterea creata da quella finanza.
    Ogni qual volta questa astrat¬ta struttura esiste e trionfa, il mondo diventa una grande stanza dei bambini, vista nel suo lato materiale. Il padre guida verso l’età adulta, impone disciplina e rinunce in contrasto con la logica dei consumi, che prospera sull’immaturità. Non è un caso, senza dubbio, che nei media che vivono di pubblicità la vita femminile sia dominante e lussureggiante, e gli esseri maschili (si vedano i Simpson) timidi e miseri.
    La demolizione metodica di ogni certezza e radice culturale blocca letteralmente lo sviluppo cerebrale, rendendo anche l’espressione confusa e fatua, come constatiamo nei dibattiti televisivi.
    Il cervello per lavorare in modo adeguato ha bisogno di “modelli cognitivi funzionanti”, ossia di certezze e coordinate di riferimento. In tal senso la fede ha una funzione essenziale per la SOPRAVVIVENZA DI UN POPOLO. Oggi che certezze elementari vengono sistematicamente demolite, l’Italia sta scomparendo: è incapace di tessere legami stabili (“società liquida”), di fare figli, si fa uccidere persino consapevolmente con veleni solo per andare al ristorante in un inarrestabile cupio dissolvi. Un intero Paese collassa senza rendersi minimamente conto di cosa stia succedendo (se non quando è tardi).
    Questa demolizione sistematica della propria fede e radici culturali origina nel crescente dominio della tecnica sulle nostre vite. Queste sono così legate e convolte dall’evoluzione tecnica che siamo portati a vedere e sentire ogni cosa in termini “rivoluzionari”. La gente crede di avere idee proprie cui è giunta attraverso un cammino personale, ma in realtà “è vissuta”, è agita da suggestioni esterne. È meccanismo simile alla possessione diabolica, poiché i manufatti umani agiscono come idoli, essendo la versione contemporanea del totem animale.
    Sin dall’avvento dell’industria nel Settecento (secolo della Rivoluzione Francese che ha sovvertito ogni ordine cristiano) la nostra situazione economica è soggetta a continuo cambiamento. Ogni cosa passata sparisce rapidamente, novità si succedono una dopo l’altra a intervalli brevissimi. Tutto ciò che è antico, tradizionale, smette di passare per certo, rispettabile, intangibile. Diventa sinonimo di imperfetto, inadeguato, superato. Questo modo di vedere le cose va oltre la vita economica, e si estende alla scienza, alla politica e, naturalmente, alla fede, aggredite ovunque da questo solvente.
    Questa demolizione della nostra identità religiosa e culturale ci rende estranei a noi stessi. Distrugge il nostro utile amor proprio. Instilla un principio di impersonalità al centro della nostra vita che è ANTI-VITALE. Nella sua presente condizione volgarizzata, la scienza rappresenta semplicemente il principio di distruzione, più mortale di mille piaghe.
    Tutte le strade del pensiero relativista e nichilista contemporaneo portano al nulla, ma possiamo osservare che più le cose cambiano, più sono le stesse.

    • stilumcuriale emerito ha detto:

      Tipico discorso col cappello nero.
      Cfr: Edward De Bono : Sei Cappelli per Pensare.

      • Forum Coscienza Maschile ha detto:

        Sa perché la Chiesa (e relativi fedeli) va a catafascio? Perché non identifica più l’errore come tale, creando una palude in cui l’errore prospera.
        Poiché immagino le risposte, ripeto: una cosa è lo studio di culture non cristiane, altra cosa è l’omogeneizzato contemporaneo di tutte le religioni:

        https://assistant.gloria.tv/FxK6pqhk7ZiS1AZwTDoBU6KMY/pc0q83r6dc3gjrcaj7tojhz4sgzhk94s1ctxig1.webp?format=webp

        • Adriana 1 ha detto:

          Forum,
          l’errore che venne vissuto per secoli come ” colpa “, come un serpente che ci rodesse le viscere qualora disubbidissimo alle sue direttive. Mi pare evidente, però, che, dopo le molteplici dichiarazioni dell’inesistenza del serpente, tutti coloro che all’inizio hanno fatto salti di gioia, non sappiano più a chi o a che cosa credere eliminino ogni pensiero sull’esistenza di una possibile contraddizione e finiscano per afflosciarsi sotto alle direttive della scienzah, nella speranza-presunzione che le autorità ( ora rappresentate dall’alta finanza ) siano le uniche a dare direttive cogenti per il loro bene fisico e morale. Spiace che, in questa trappola sia caduto anche l’attuale Buddha tibetano.

          • Forum Coscienza Maschile ha detto:

            Più che di errore-colpa preferisco parlare di verità, che è la radice della libertà e della carità (non ci può essere carità senza verità).
            Come ha osservato chi non sa a cosa credere, invece di “liberarsi” si consegna a tecnocrati senza volto. Il relativismo de-cognitivizza a tal punto da non far vedere la natura maligna delle élite. E’ un veleno per l’anima e la psiche che sta cancellando l’identità di un intero popolo (e il nostro popolo tout court).
            L’essere umano non sussiste da solo, isolatamente, senza una “pressione” ambientale: la fede, l’identità culturale. Pensi a un pesce degli abissi, che vive a un’altissima pressione, che bilancia con una pari pressione del suo organismo: portato in superficie dove la pressione è minima, il pesce scoppia perché è tenuto insieme dalla pressione esterna.
            Così le persone, sottoposte a stimoli DISGREGANTI, private di RIFERIMENTI e contenitori saldi come la fede e la famiglia, “scoppiano”, si disgregano, come se fossero portate nel VUOTO spaziale senza una tuta pressurizzata.
            Si riprendono se le si colloca in una “camera iperbarica”, come la religione che lungi dal comprimere, sblocca il potenziale evolutivo del soggetto.

    • Adriana 1 ha detto:

      Forum,
      io però abbraccio la tesi secondo cui furono, per così dire, le ” teste tonde” inglesi ( dopo aver tagliato la testa al re Carlo I ) a iniziare la modernità, instaurando il capitalismo della Compagnia delle Indie.

      • Forum Coscienza Maschile ha detto:

        La sovversione dell’ordine cristiano nel continente europeo è iniziata con la rivoluzione francese.
        Ma la prima Rivoluzione è stata quella industriale, che ha fatto dell’essere umano un’appendice della macchina ed è alla base dell’ideologia di progresso e cambiamento permanente.

        • Adriana 1 ha detto:

          Forum,
          però la ” rivoluzione ” inglese a cui nessuno pensa, è il germe di quel capitalismo finanziario che porta alla rivoluzione delle macchine e allo sfruttamento coatto dell’uomo,- come ha detto giustamente – loro appendice.

          • STILOBATE ha detto:

            Si potrebbe andare anche più indietro. Per esempio alla Riforma protestante, che è all’origine di molti mali. Ma questo modo di procedere, quello cioè di assumere punti di discrimine, risente di eccessivo schematismo e offre una visione falsa e falsata del prima e del poi, presentati rispettivamente come uno stato semiedenico e una degenerazione infernale. *** Le cose non sono così semplici. L’individuazione di particolari snodi storici e ideologici ha senza dubbio un suo valore euristico, ma spesso finisce per sclerotizzarsi in una rigida dogmatica interpretativa che si costituisce in ideologia e arriva a negare le evidenze in campo. *** Per rimanere in ambito cattolico, per esempio, ci sono ambienti in cui si mette in un unico calderone (nel senso che li si vorrebbe distruggere, un po’ come la “cancel culture” fa con le statue di Cristoforo Colombo ecc.) l’Umanesimo e la Rivoluzione francese, l’Islam e l’idealismo tedesco, le religioni orientali e il pensiero socialista… mentre ogni addebito che, su fondamenti storici e documentali, si fa alle manifestazioni meno nobili ed evangeliche della vita della Chiesa viene bollato come “leggenda nera”. Non regge. Non va.

    • Adriana 1 ha detto:

      Forum, mi scusi, ma perchè Dioniso ctonio?

      • Forum Coscienza Maschile ha detto:

        Ctonio in quanto figlio della regina del mondo sotterranei (e qui ci ricolleghiamo alle discese agli inferi).
        Possiamo dire Dioniso “notturno” in quanto senza forma, oscuro, contrapposto ad Apollo “luce del Nord” (iperboreo), dio della luce e della razionalità.
        Esiste un sogno gnostico di INTEGRARE Apollo a Dioniso — il divino con la sua umbra, la sua parte maledetta per tornare nell’indistinzione-dissoluzione arcaica o fetale al «di qua del bene e del male». Fu questo il vangelo di Jung e della pubblicità sin dai suoi albori.

        • Adriana 1 ha detto:

          La figliolanza da una Regina del mondo infero non so dove l’abbia trovata…Piuttosto sarebbe interessante sapere che la figura di Dioniso gareggiò a lungo con quella di Gesù per la carica di divinità principale ( almeno in tutto il bacino del Mediterraneo.)
          Questo spiega l’esistenza di due ” poemi ” da parte del poeta più notevole della prima metà del V secolo: Nonno di Panopoli. Il primo- Le Dionisiache- celebra la nascita, la vita e le imprese di Dioniso; il secondo rappresenta una traduzione-parafrasi del Vangelo di Giovanni ( il più complesso dei Vangeli.) Nessuno dei contemporanei se ne scandalizzò, al contrario molti studiosi ritennero che l’autore avesse interpretato come meglio non si poteva, il contenuto evangelico.

          • Forum Coscienza Maschile ha detto:

            “La figliolanza da una Regina del mondo infero non so dove l’abbia trovata…”

            E’ anche su Wikipedia…

          • Adriana 1 ha detto:

            Ho capito…Wikipedia è un incrocio tra il vecchio Aristotele e il Grande Fratello…ipse dixit. Invece, perfino google, dopo aver ammesso che l’origine di Dioniso è complessa, ammette la tesi più consolidata: quella della nascita divina da Zeus che fecondò ” divinamente ” Semele, figlia di Cadmo e di Armonia ( e qua si apre la possibilità di una ricerca molto ampia sui significati di tale genealogia. Una genealogia che concerne la civiltà e l’Origine dell’Europa ).
            Quanto ai suoi richiami accorati ai Cristiani che popolano l’Europa e che dovrebbero liberarsi dai nuovi pagani infernali del mondo relativista, faccio presente l’opera di Pierre Chuvin ( 1999, trad. in Italiano 2012 ): ” Les derniers paiens. La disparition de paganisme dans l’Empire Romain, du regne de Constantin à celui de Justinien “. In essa Chuvin affronta anche importanti questioni terminologiche, come per esempio, l’uso della
            parola ” pagano ” che, nell’Impero Romano, è colui che è abitante di un Pagus, ossia di un distretto. In questo senso esser pagani significava rimanere fedeli alle proprie origini. I pagani erano ” la gente del posto ” ( sia esso città o campagna ). Erano coloro che tutelavano i costumi locali: “alieni” erano invece ” quelli di fuori “, che tanto spesso erano cristiani. Per una virilizzazione del popolo a questo punto, forse, le conviene auspicare che torni il paganesimo.

          • Forum Coscienza Maschile ha detto:

            La ringrazio, conosco l’autore.
            Su Dioniso, mi interessa più che altro il paragone con Apollo, dio della luce.
            Penso che una civiltà cristiana sia più che adeguata per gli uomini, come per le donne.
            Oggi gli uomini sono stati estromessi da qualsiasi ruolo significante e sostituiti con tecnocrati e algoritmi senza volto. Non la prenda qualche lettore per “lamentazione”: sono dinamiche che coinvolgono tutti e provocano l’affondamento di intere società, per cui è necessario divernine consapevoli per porvi rimedio

          • STILOBATE ha detto:

            Si tratta di intendersi su quale Dioniso. Mi permetto di suggerire, a chi voglia orientarsi con profitto nella religiosità ellenica, la lettura della “Storia della religiosità greca” di Wilhelm Nestle. Penso, in particolare, alle pagine in cui Dioniso viene indicato come figlio di Zeus (celeste) e Persefone (ctonia). *** E già che ci siete, potrete cogliere l’occasione per leggere in appendice allo stesso importante saggio anche il contributo dal titolo “Le principali obiezioni del pensiero antico al cristianesimo” (particolarmente illuminanti per ciò che attiene al rapporto con il neoplatonismo). *** Se poi conoscete già questo testo, magari a menadito, buon per voi e per noi tutti.

  • stilumcuriale emerito ha detto:

    Per definire “malattia” un certo stato è necessario aver prima stabilito che cosa si debba intendere per “salute”.
    La terapia ha poi il compito di riportare ad uno stato di salute chi è in stato di malattia.
    Questo è vero anche quando ci si riferisce alla società.
    Standomene seduto in poltrona (col permesso del Matto) domando allo stesso una breve descrizione della società sana, possibilmente senza aggettivi e avverbi inutili e lunghi giri di parole. Grazie.

  • miserere mei ha detto:

    Grazie a tutti per aver proposto il tema è per come si è arricchito con i vari interventi. Merita una rilettura appuntandosi tanti snodi possibili, raccomandabili e pericolosi.
    L’Assoluto è solo di Dio. A livello creaturale restano l’anelito di assoluto e la relatività del contingente. Sono relativi sia chi pronuncia un significato, sia spesso la parola significata.
    Ad esempio il silenzio serve per fare il vuoto di mondo, non il vuoto assoluto nichilista. Nel vuoto di mondo, fatto tacere quello, l’anima può riempirsi di Assoluto. Questo perché Dio ci ha creati così, con una capacità di Lui.
    L’invidioso, il ribelle decaduto, il principe del mondo, gode a schiacciarci nel relativo, per costringerci lì dove troneggia il suo satanico dividerci da noi stessi, tra noi e da Dio.
    La ragione umana della sola mente può fermarsi all’idea o all’ideale. Tuttavia, se spiritualmente viva, abitata dalla grazia, può giungere a intelligente l’Assoluto. Può farlo con l’acutezza di S. Agostino o con l’intuizione quasi irrazionale del mistico. Eppure è vero. Come purtroppo resta falso un gran ciarlare di teorie scientifiche, Come ad esempio l’evoluzionismo o certe pretese della psicanalisi. Il materialismo è la religione delle anime spiritualmente morte. Tra vivi, pur con tanti cortocircuitò relativi di parlanti e fonemi, c’è vita sul pianeta. 😀

  • Michele ha detto:

    @ Adriana 1 e Stilumcuriale emerito,
    fuori tema riguardo a questa discussione: è stata citata la presunta foto del buco nero; non so con certezza se questa seconda presunta foto del buco nero sia reale; di sicuro la prima era un falso; il telescopio che nel 2019 (mi sembra, ma posso sbagliarmi di poco) avrebbe fotografato il buco nero, in realtà aveva dato una immagine nebbiosa e indefinita simile ai puntini grigi che si formavano nei vecchi televisori bianco e nero a valvole quando queste saltavano.

    L’immagine proposta come foto reale del buco nero tre anni fa era un fotoshop sofisticato realizzato da esperti informatici di immagini sulla base del modello teorico matematico del buco nero ritenuto più valido. Nessuna foto reale, un falso spacciato per impresa tecnologica.

    Sempre in quegli ci fu tanto clamore mediatico, durato poco perché infondato, sulla presunta misurazione dell’onda gravitazionale prodotta dalla fusione di due buchi neri che avrebbe confermato la teoria di Einstein.

    La costosissima strumentazione che avrebbe dovuto rilevare tale onda aveva un margine di errore strumentale superiore al valore che avrebbe dovuto misurare, quindi l’onda gravitazionale potrebbe anche esserci stata ma, concretamente, non hanno misurato un bel niente. Notare che i fisici e gli ingegneri che hanno condotto il faraonico esperimento sapevano benissimo di tale limite della strumentazione, ma hanno comunque presentato il risultato invalido sperimentalmente come un successo epocale e si è persino assegnato il premio Nobel per la fisica agli autori di tale falso.

    Un noto fisico italiano (non ricordo più il nome, ma cercando con pazienza su internet lo si dovrebbe trovare, al netto di censure non improbabili), ha contattato un suo collega dell’Accademia del Nobel che assegna il premio per avvertirlo che si stava premiando un falso successo. Risposta: “Lo sappiamo, ma dobbiamo assegnarlo comunque”.

    Grazie al clamore mediatico del primo esperimento, e al Nobile assegnato, si sono ottenuti ingenti finanziamenti per la prosecuzione dell’esperimento con macchinari più sofisticati e si spera che stavolta il successo dell’esperimento sia reale (politici e amministratori sono facilmente suggestionabili dal consenso mediatico e, capendo poco di scienza e tecnologia, sono molto generosi nel dare faraonici finanziamenti pubblici).

    Queste imbarazzanti vicende sono significative della scarsa libertà ed onestà intellettuale di molti scienziati e dello scarso rigore scientifico che ne deriva in tutti gli ambiti di ricerca (medicina e farmacologia compresi…).

    Coloro che idolatrano la “scienzah” -che ignora il vero metodo scientifico e il principio di realtà-, come nuova religione da accettare acriticamente ignorando gli interessi non sempre cristallini di chi la finanzia e, di converso, sono tanto occhiuti e ambigui nei confronti delle leggi di Dio che danno la vera libertà (dal peccato) e della morale conseguente, dovrebbero riflettere.

    • Adriana 1 ha detto:

      Grazie,
      sono d’accordo. A me serviva come metafora di un nucleo buio, diabolico (?), antimaterico (?) che fosse il vero Signore ingannatore del Mondo . E qui si abbonda in inganni…

      • Michele ha detto:

        Grazie anche da parte mia: avevo capito la sua metafora; poiché ritengo molto grave ciò che è accaduto sotto tutti i punti di vista ho approfittato della citazione.

        • Adriana 1 ha detto:

          Michele,
          concordo: è grave, anzi gravissimom come tutti gli imbrogli pseudoscientifici che accompagnano dli inoculi e il green-pass.

  • Il Matto ha detto:

    Adriana,

    a proposito dei “punti di convergenza” hai giustamente detto “punto dolens”, e lo hai altrettanto giustamente inquadrato nel suo dualismo: da un lato veritiero e dall’altro spalancante democraticamente le porte a tutte le culture e sub-culture .

    Dualismo che mi sembra di poter definire inevitabile, stante anche l’impazzare dei media in un globalismo esso pure inevitabile.

    Se questa è la diagnosi della malattia, non si vede quale sia la terapia, visto che tutti, Matti (pochi) e Sani di mente (molti) siamo, almeno a parole, per la libertà di espressione.

    E’ un tema che ho proposto più di una volta e sul quale nessuno, dico nessuno, è mai intervenuto, quasi certamente perché si tratta di un cul-de-sac, un po’ come la guerra russo-ucraina circa la quale vengono scaricati vagoni di parole inutili (sempre le stesse due/trecento) con le quali ognuno spara la sua per riempire i talks show.

    Ora, a parte che fare di tutta l’erba un fascio non sembra il massimo, ci vorrebbe qualcuno che suggerisse la terapia.

    E’ molto probabile che anche questa volta nessuno vorrà cimentarsi nell’argomento.

    E già: il bicorno dogmatismo/libero pensiero è proprio granitico.

    Ed il “vorrei chiuderti la bocca ma purtroppo non posso” deve restare nella gola.

    • Forum Coscienza Maschile ha detto:

      La smetta di lamentarsi con questa storia del chiudere la bocca, ché il gentile e tollerante (anche con me) Tosatti le dà perfino le pagine per replicare, mentre noi dobbiamo districarci tra i commenti in calce.
      Se mi passa l’espressione rustica ma pertinente, lei “chiagne e fotte”…

      • Il Matto ha detto:

        Lei svicola per non rispondere al quesito da me proposto circa la terapia da adottare (se ve n’è)
        circa il bicorno dogmatismo/libero pensiero.

        Non che vi sia obbligato, s’intende, ma … gentilmente me la da una risposta?

        • Forum Coscienza Maschile ha detto:

          Lei suona entrambi i corni del suo dilemma perché la fede cattolica è Verità (sicuramente ricorda il Vangelo), non dogmatismo e impugnarla non è libero pensiero.
          Ai cattolici non è impedito di indagare il creato perché libro della Scrittura e libro della Natura non possono contraddirsi.
          Se lei trova le verità di fede così limitanti, è libero di credere a quello che vuole ma se pretende di farne un frullato con dottrine incompatibili con la fede cristiana, non vedo cosa ci sia di male a farglielo notare.

    • Forum Coscienza Maschile ha detto:

      Queste discussioni hanno il pregio di mettere a fuoco idee usate come armi contro la nostra fede e il nostro popolo. Perché mai dovrei volerle chiudere la bocca?

      • Il Matto ha detto:

        Sa, si potrebbe notare che un avversario serve per poter confermare il proprio ego, hobby piuttosto diffuso tra gli esseri umani, del quale anch’io sono un entusiasta.

        Certo, il mio è un entusiasmo da Matto, però pensi se non avessi lo spazio concessomi da Tosatti sensei: forse il suo spirito battagliero non languirebbe?

        Lo confessi, un avversario come il Matto le fornisce un’energia eccezionale! 😊

        • Forum Coscienza Maschile ha detto:

          Il mio entusiasmo viene dal mettere a fuoco problematiche contemporanee e dal poter condividere con altri quello che so.
          Nella società dell’informazione bisogna infrangere i monopoli della conoscenza (su cui prosperano monopoli di altro genere)
          Il relativismo agisce come un virus, che si infiltra nelle menti della gente perché non viene percepito per quello che è

  • luca antonio ha detto:

    Discussione interessante, che mette a confronto due mondi, quello del Matto, liquido e “femminile” (non a caso prende a riferimento due mistiche), e quello solido, “maschile” di FCM.
    Verrebbe da dire confronto tra lo yin e lo yang, che il Genesi risolve a favore del principio maschile “…verso tuo marito sarà il tuo istinto ma egli ti dominerà” – e sarebbe qui utile poter attingere alla cultura biblica di ROLANDO per capire cosa, in ebraico, significhi effettivamente quel “verso” che in greco, apostrofè, mi suona come un volgersi contro, che sarebbe anche in linea con il frequente comportamento femminile di lamentazione e timori, compensato dal compito maschile, purtroppo sempre meno frequente, di direzione e rassicurazione – .
    Tenga duro FCM, che anche se le forze terrestri, ctone , Dioniso, il principio femminile non ordinato dal rigore logico maschile, lo yin, sembrano aver vinto in questa fase; cedere, “venire incontro”, sarebbe catastrofico, il sale che perde sapore è destinato ad essere calpestato dagli uomini e Penteo che si traveste da donna e abbandona il rigore maschile, seppur apparentemente dispotico, non fa una bella fine .
    Altra annotazione, cercando di cucire, per associazione di idee delle frasi qui dette.
    Il Matto scrive : ” si crede perché non si conosce” FCM annota :” Il sociologo L. Cerise sostiene, basandosi su testi del neuroscienziato P. Cioni che il pensiero relativista, con la sua dogmatica demolizione di ogni certezza, può avere conseguenze sulle funzioni cerebrali e perfino sulle abilità verbali.”
    “Credo ut intelligam” afferma sant’Agostino, è la fede che rende possibile l’intelligenza, bisogna avere delle certezze per sviluppare un qualsiasi linguaggio e con esso l’intelligenza.
    Questa notazione è supportata anche da elementi di ordine psicologico facilmente comprensibili, affanni, amarezze e, sopratutto, paure, fanno da velo al corretto discernimento intellettivo e offuscano la via della soluzione; la figura maschile è deputata a mitigare quindi le paure e le incertezze femminili, ma anche l’uomo nulla può di fronte all’angoscia della prova estrema se non ha fede in qualcosa di esterno a lui, e qui soccorre ancora, in una chiave di lettura
    più semplice, l’insegnamento supremo di Gesù che sudando sangue, nell’Orto degli Ulivi implora : «Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua volontà.»
    Cordiali saluti a tutti e grazie al Matto che permette, con le sue “eresie” la messa a fuoco di problematiche sempre vive.

    • Il Matto ha detto:

      Grazie per ill suo sempre gradito intervento.

      Veramente il “femminile” riguarderebbe il citante Cioran, il quale, però, mi sembra piuttosto carente di “femminilità”.

      Semmai sono le due mistiche citate a mostrare tratti virili.

      E poi non si tratta di “vittoria” dello Yin sullo Yang o viceversa: in via di principio (ormai del tutto sovvertito presso l’umanità) essi, data la loro complementarietà, sono in perfetto equilibrio.

      “Equilibrio”: parola diventata inutile ad ogni livello.

      • Adriana 1 ha detto:

        Queste osservazioni ” attualissime ” sul maschile e femminile odierni mi riportano a una celebre frase citata da Iacopetti nel suo innovativo documentario: ” Mondo cane “. ( riguarda la Genesi ).
        ” E, dopo aver creato l’uomo, Dio , per creare la donna, tolse ad Adamo il fegato, il cervello e la spina dorsale e gli lasciò soltanto…i peli superflui. ”
        Absit iniuria verbis.

      • luca antonio ha detto:

        La dicotomia maschile femminile tra Lei e FCM e’ tuttavia innegabile, il principio maschile e’ assertivo, esplorativo per il femminile…. giustizia / misericordia, ragione / sentimento, manifesto / nascosto, morale rigida / morale di situazione, universalismo / particolarismo…. certezza / ricerca…. destino / possibilita’….. e si potrebbe continuare a lungo.

    • Adriana 1 ha detto:

      Molto ben argomentato, applausi. ( Rimango sempre affascinata dalle ” attualissime ” Baccanti di Euripide, testo che studiai al liceo ).

    • MARIO ha detto:

      @ Luca Antonio

      “…verso tuo marito sarà il tuo istinto ma egli ti dominerà.” Genesi 3,16

      In greco: “…πρὸς τὸν ἄνδρα σου ἡ ἀποστροφή (apostrofè) σου καὶ αὐτός σου κυριεύσει”

      ἀποστροφή (apostrofè) deriva da ἀποστρέφω (apostrefo), che significa anche “volgesi contro”, come dici tu.
      http://www.laparola.net/vocab/parole.php?parola=%A2postr%9Afw

      Ma dal verbo greco “ἀποστρέφω (apostrefo)” deriva anche il verbo italiano “apostrofare”, con i relativi sinonimi: insultare, inveire, aggredire a parole, ecc.
      Che, come evidente anche in questo blog, non è una prerogativa univoca del gentil sesso, ma riguarda molti (non tutti…), senza distinzione di sesso, cultura, razza e religione.

      Conclusione: la cultura dell’anarchia, dello scontro e del “no a prescindere” sta facendo passi da gigante (anche nella Chiesa)?
      La società si sta “femminilizzando” a tutti i livelli per effetto della cancel culture e del pensiero unico?

      • Forum Coscienza Maschile ha detto:

        Caro Mario, non c’è dubbio che anche la Chiesa sia un territorio occupato e uso il termine non a caso, perché McLuhan diceva che la sfida che ci si pone davanti, per la nostra stessa sopravvivenza come cristiani ed esseri umani è la “resistenza all’occupazione totale”.

    • Rolando ha detto:

      Bentornato Luca Antonio.
      Gn 3,16 : “….e a uomo tuo brama tua e egli governerà te “. Il verbo ebraico appartiene alla coniugazione qal, terza persona maschile singolare dell’imperfetto ed esprime azione continuativa come il verbo barà al perfetto (= quando ELOHIM creava. Continuità della creazione. Evoluzione??? Troppo ?!!). Comunque ricorrente è l’azione di dominio dell’uomo come quella sull’uomo con l’introduzione di YHWH, KYRIOS, DOMINUS.
      Ma, a parte, tutte queste letterarie indagini sulla materialità realistica del testo e/o dei testi (comunque più nobile e soddisfacente di qualsiasi allegoria e spiritualismo) la risposta la dà proprio Gesù anche e chiaramente nei vangeli apocrifi quando anche la femmina diventerà maschio. Allora anche Pietro non avrà più motivo di invidiare la Maddalena come confidente di Gesù.
      Ed è il caso di dire kai ta alla… se non fosse che non solo per la biblioteca Vaticana i vangeli godono tutti della stessa considerazione (letteraria almeno), ma soprattutto per l’indagine storiografica imparziale. Ma qui mi fermo: tantus labor non sit cassus!

      • Rolando ha detto:

        Fuori dai denti: L’INUTILITÀ DEL MASCHIO. Tema stupefacente.
        Forse un certo Gesù fu il più grande degli scienziati a riportare la donna nel maschio donde era uscita, e tutti due alla Natura con la quale ELOHIM YHWH lì faceva. Pensa che te pensa….
        A pensar male si fa peccato ma spesso si indovina, diceva un maestro del Potere. Ma tutto passa diceva la Teresona santa, solo Dio resta con la sua polvere dal suolo.

        • luca antonio ha detto:

          “Fuori dai denti: L’INUTILITÀ DEL MASCHIO. ”
          Parrebbe una Sua contraddizione con quanto esposto sopra, ma forse no, la scala , l’uomo, serve piu’ quando si e’ raggiunto il Cielo ?.

      • luca antonio ha detto:

        “La risposta la dà proprio Gesù anche e chiaramente nei vangeli apocrifi quando anche la femmina diventerà maschio.”
        Grazie Rolando, Lei, lo ripeto e’ una miniera d’oro, grazie.
        Ma non trova che nei termini evolutivi a Lei cari stia dando ragione con la frase riportata a FCM ?. Se l’evoluzione tende a rendere la femmina uomo e con cio’ , vista l'”evoluzione”, si va al meglio non e’ forse questa l’ammissione della superiorita’ dell’ uomo rispetto alla donna?.
        Non rappresenta forse questo il traguardo ultimo, il trionfo dello Spirito, del Cielo, dello yang (maschio), rispetto alla Materia, alla Terra, allo yin (femmina) che ogni religione in fondo promette ?.

        • Rolando ha detto:

          Caro Luca Antonio.
          Riportare la donna nel maschio, secondo Gesù, io lo capisco come un riportare le condizioni umane all’unica realtà, pur effettuandosi questa “in infinite forme bellissime”. Le forme dell’Amore. Di quell’Amor ch’è palpito dell’Universo intero…
          Gesù, come uomo maschio, è già un grande innovatore esprimendosi così. Ma nutro dubbi per via di quella norma giuridica del “QUIS QUID PER ALIUM DIXIT SIBI DIXISSE PUTATUR”, che Jehoshua ebreo nzr si sia effettivamente espresso così. Ma può essere. Dai, non mettiamo limiti all’insondabilità della paranoia, alias Provvidenza.
          Ma mi sa che scientificamente parlando (e non solo: anche culturalmente) sia proprio il maschio che deve essere riportato nella femmina. Lo zigote fino al 27-29mo giorno è solo e soltanto femmina. Iniziamo tutti l’avventura della vita come femmine. La differenziazione al maschile ( e se tutto va bene) inizia un mese lunare dopo. È più che comprensibile quindi la riluttanza, specialmente e soprattutto maschile, a concepire una simile blasfemia. E la cosa inoltre mi sa che spieghi bene quell’ “apostrofe” e quel “kyrieysei” della LXX (Gn3, 16) cui tu accennavi; finché non si verifichi quell’ “Amor ch’a nullo amato amar perdona” come verità di sintesi. Cioè la quiete dopo la tempesta. Alla prossima.

          • luca antonio ha detto:

            Grazie, alla prossima.

          • Rolando ha detto:

            Pronoia, non paranoia. Il cell. scrive ciò che vuole intendere. Bisogna controllare e ricontrollare molto, molto di più di una volta. Non progredi est regredi ac progredi instat et regredi.

        • Rolando ha detto:

          Caro Luca Antonio. E quanti leggono.
          Esaminiamo i testi del versetto 16 del capitolo 3 di Genesi.
          Testo ebraico massoretico:
          […..] e a uomo tuo brama tua e egli governerà te.
          Testo LXX Septuaginta:
          […..] καί προς τον άνδρα σου ή αποστροφή σου και αυτος σου κυριεύσει.
          E il volgere altrove per avere con ripugnanza/avversione tua ( tutto ciò in ή αποστροφή ! ) verso l’uomo di te ed egli dominerà su te. [Cioè sarai sua cosa come conferma Dt 5,21: e non bramerari donna di prossimo tuo, …né casa, … né campo,… né schiavo, … né bue, …né asino… (né cellulare, aggiungo io!). Donna cosa con le cose].
          Vulgata latina:
          […..] et sub viri potestate eris et ipse dominabitur tui.
          E sarai sotto il potere del maschio ed egli ti dominerà.
          E qui la cosa si fa ancora più subdola, manca l’uomo di te, cioè tuo. Quindi ogni donna sottostà al potere di tutti i maschi.
          Giudica tu come ti pare.
          Forse ha ragione Wagner nel Parsifal: la donna non può essere redenta; solo l’uomo ha bisogno di redenzione da parte dell’eroe maschile puro.
          Termino con qualcosa che se non fosse documentato non lo direi. Papa Francesco nell’ottobre del 2017 disse a mia zia suora missionaria comboniana mettendole la mano sul capo: “Tu dovresti fare il papa al posto mio”. E morta sul campo di missione dopo 73 anni di lavoro a 101 anni di età il 19 aprile 2021.
          Non sapeva o non voleva dare risposte dottrinali.
          Mi diceva:”Il mio amore è per tutti senza alcuna distinzione”.

  • Mimma ha detto:

    ” Chi salirà il Monte del Signore ?
    Chi starà nel suo Luogo Santo?
    Chi ha mani innocenti e cuore puro, chi non pronunzia menzogna, chi non giura a danno del suo prossimo…colui che non lancia insulti al suo vicino e non presta il suo danaro a usura..”
    Davide aveva le idee chiare sui santi e noi dovremmo averle ancora più chiare, dopo Cristo.
    Ma ci piace lambiccarci il cervello e complicarci la vita, per vanità quasi sempre, spesso per un bisogno di rivalsa o per superare complessi di inferiorità .
    Le eresie sono nate subito, contemporaneamente alla fondazione della Chiesa, per queste tentazioni diaboliche che mirano alla distruzione dell’opera di Cristo.
    Ai nostri tempi c’è, da parte di molti filosofi e intellettuali, un certo compiacimento nel denigrare il cattolicesimo, quasi una rivalsa nei confronti dei tempi andati, quelli dei tribunali dell’inquisizione, un puntiglio che trova nel nichilismo e nel relativismo la giusta dimensione per nuove vie spirituali.
    Buona fortuna a tutti i liberi figli di Dio !
    Cristo dice che non è venuto per condannare coloro chei non lo accoglieranno ma ha chiarito che saranno condannati dalla stessa Sua Parola alla fine del mondo.
    Il Cristianesimo è la religione dell’amore, fondata dal Dio Amore e i santi sono coloro che rispondono al Fondatore con la misura e il modo di amare che Egli stesso ha dettato : ” Amatevi come io vi ho amati “,
    Come ci ha amati Lui? Fino all’ annichilimento di sé e alla morte di croce .
    Di questa kenosis, parla San Giovanni della Croce quando parla di svuotamento: bisogna liberare la mente e il cuore di ogni zavorra mondana, pensieri parole e opere, di ciò che Paolo chiama spazzatura, per riempire mente e cuore solo di Dio e poter amare come ama Dio.
    Ma di quale Dio?
    Chi è Dio?
    Io sono una vecchia signora, fedele a un solo, forte amore umano e fedelissima a un solo Dio, al Dio Trinitario rivelato dalle Scritture, ( la Dottrina!) alla cui unica fonte bevo, perché sento amare le altre acque.
    Bere al calice di Cristo ha solo questo senso.
    Il Signore non vuole che prima ci imbestiamo nel brago, per poi risalire giulivi e soddisfatti di aver provato che lo sterco è sterco.
    Scendere e ascendere dunque riferiti a Cristo hanno una sola valenza semantica : Cristo è sceso nella carne mortale ed è asceso con la carne glorificata e immortale.
    La sua discesa agli inferi é duplice: una, morale, nella quale egli sperimentò tutto il male del mondo, persino la disperazione dei dannati, l’ altra, fattuale , ne luogo ‘dell’ombra di.morte ” per trarne i giusti in attesa della Redenzione.
    Se si rimane dunque nell’ottica della Charitas, la cui vetta è il sacrificio totale di sé,si può concordare sul fatto che i santi sono “senza misura” e che i mediocri difficilmente raggiungeranno la vetta. Cristo stesso minaccia i tiepidi ” vi vomiterò dalla mia bocca “, ma parla di tiepidezza nell’amore, non di mediocrità intellettuale o esperienziale.
    Ognuno ha la propria storia e potrebbe raccontare la sua discesa agli inferi o potrebbe narrare una lineare, innocente vita, anche tediosa . Tuttavia al Signore non interessa né l’una né l’altra diegesi; ciò che conta ai suoi occhi è quanto abbiamo amato.
    C’è una varietà di santi come c’è una varietà di fiori, ognuno con i suoi colori e il suo profumo, il buon profumo della carità di Cristo.

    • Adriana 1 ha detto:

      Cara Mimma,
      non voglio perturbare la sua bella anima né la sua serenità se specifico che Davide si occupava esclusivamente degli uomini della sua tribù e come anch’egli poi, non si sottraesse a qualche iniziativa poco ” santa “…
      Ma, soprattutto le chiedo come fa a conciliare questa idilliaca, celestiale e amorevole visione con quella di una divinità che fa nascere creature tremendamente ” deformi ” o mutilate senza loro colpa.
      Ricordo infine che nell’A.T. il luogo Santo era proibito a quelli che oggi vengono chiamati ” diversamente abili “.

      • Rolando ha detto:

        Non solo, cara Adriana 1, ma non potevano esercitare il sacerdozio neppure i maschi della tribù sacerdotale se avevano determinate malformazioni fisiche, comprese le ghiandole genitali!
        Quando ero in Seminario un mio compagno dovette uscire per problemi di scoliosi. Andò a Lourdes, si bagno, pianse, pregò, sperò, ma la gobba nessuno la fermò. La deformazione era troppo evidente. Lui era intelligente, molto credente e continuo gli studi perché desiderava tanto farsi sacerdote. Bussò allo stesso Seminario. Niente. Bussò a mille altre porte anche con il sostegno di un suo zio sacerdote. Niente. Dio non vuole gobbi al suo servizio Meno male che almeno Gli sfuggono i gay. A questi ci pensano i devoti credenti pieni d’amore a discriminarli.

    • Rolando ha detto:

      Cara Mimma, però nonostante le idee chiare che Davide aveva sui Santi, mi sa che lui uno stinco di santo proprio non fosse. È il caso di dire: Da che pulpito vien la predica! Forse un mistico? Dato che nella sua vecchiaia nessuna fonte di calore lo riscaldava quanto una ventina di vergini nude che volle accanto al suo corpo? Stupendo Davide in sole tre parole : MISERERE MEI DEUS. Nel resto anche un miserabile assassino.

  • Il Matto ha detto:

    Il Vuoto! … Il Vuoto! … occorre il Vuoto!

    A proposito delle tre potenze dell’anima: intelletto, memoria e volontà, sentiamo che ci dice san Giovanni della Croce a proposito dello svuotamento che le virtù teologali hanno da operare, appunto producendo il vuoto in esse:

    « La fede (opera) il vuoto e l’oscurità della conoscenza nell’intelletto, la speranza il vuoto di ogni forma a di possesso nella memoria, e la carità il vuoto e lo spogliamento nella volontà di ogni affetto e di ogni gaudio di ciò che non è Dio » Salita II, 6, 2.

    Il cattolico Santo propone un’operazioncina piuttosto scarnificante. O no?

    Non per nulla riferisce anche (orrore!) di una “notte oscura”, che non consiste propriamente ad una passeggiata alla luce del sole.

    Volendo, la si potrebbe esporre anche come operazione alchemica. O no?

    E che ne è dei dogmi e della dottrina in questa operazione?

    Per salire sul monte Meru… pardon sul Kailash… pardon sul Sinai … pardon sul Machapuchare … pardon sull’Olimpo … pardon sul Carmelo, occorre ABBANDONARE TUTTO quel che si sa, si ha e si è.

    Adesso aspettiamo che FORUM venga a dire che san Giovanni della Croce era un sincretista contaminato dal Buddhismo e che SE, standosene seduto in poltrona, voglia la “dimostrazione” che la realizzazione di tale vuoto sia possibile.😂

    • Forum Coscienza Maschile ha detto:

      Se permette, il “vuoto” di San Giovanni della Croce non è quello del Tao e neppure quello del Matto.
      I grandi mistici perdono le certezze umane, non quelle della fede!
      Posso essere tentati dal dubbio ma non vi consentono, né vi si fanno attivi promotori. Coglie la “lieve” differenza?

      • Il Matto ha detto:

        Non permetto 😊

        Il Vuoto è il Vuoto: né cattolico né taoista né buddhista né islamico, né indù né… cispadano.

        Questa mania di dare un nome a tutto, di definire, sperando di agguantare le parole Ciò che è irriducibilmente oltre di esse.

        Perfino la parola “vuoto” è già una scoria che sporca il Vuoto (non in sé, ovviamente, ma nell’uomo)

        • Forum Coscienza Maschile ha detto:

          Ma non ha accostato lei San Giovanni della Croce al vuoto? Mi trova un suo passo (scrisse anche molto) in cui dubita dei fondamenti della fede?

          • Rolando ha detto:

            Per quel che è in mia conoscenza, ritengo che San Giovanni della Croce, nella sua notte buia, abbia avuto i suoi laceranti dubbi dottrinali, cioè di credo, di confessione, ma mai si sia staccato radicalmente dalla Fedeltà al Dio unico.

  • Il Matto ha detto:

    Caro SE, mi sorprendi!

    “Tentare l’avventura verso l’Assoluto….. mi sembra un’impresa impossibile all’uomo. Mi pare che finora ogni tentativo in questo senso sia finito in un insuccesso. A meno che tu non sia in grado di dimostrarmi il contrario”

    “Dimostrarti” che cosa e con che cosa?

    Se uno arriva in cima all’Everest come lo “dimostra”? Con le parole? Con le foto? Con un filmato? E dopo di che tu cosa avresti “capito”?

    Se non ci vai pure tu sull’Everest, rischiando la pelle! quale “dimostrazione” vai cercando? Quella di un racconto, di una foto, di un filmato? E così avresti “capito” di che si tratta? E magari ti arrogheresti pure il diritto di criticare dopo che te ne sei stato in poltrona a leggere il racconto, a vedere le foto e il filmato sorbendo un maraschino?

    Chiara l’antifona?

    Ma poi, per esempio: cosa hanno “dimostrato” i pastorelli di Fatima circa le loro visioni? Molta gente non si limita a CREDERE a ciò che hanno raccontato? Quale “dimostrazione” hanno ricevuto?

    La Madonna ha detto così, la Madonna ha detto cosà: dov’è la “dimostrazione”? Non resta che credere o non credere.

    Nel Vangelo c’è il racconto circa Lazzaro riportato in vita da Gesù. Dov’è la “dimostrazione ” di ciò?

  • Rolando ha detto:

    Ho letto, credo con buona attenzione, il tuo articolo, caro il mio IL MATTO.
    Per intuizione ti dico che lo condivido.
    Essere nella condizione “esperenziale” mistica, dirne qualcosa e soprattutto tentare di spiegarla, è un’altra cosa. Anche il mistico non ci riesce, o meglio, lui a suo modo ci riesce, perché in un tutt’uno col suo misticismo, ma è l’altro non mistico, od anche semplicemente spiritualista, che non coglie il linguaggio.
    Linguaggio che non è mera parola, ma un atteggiamento relazionale ineffabile con Tutto. Per lui non vale l’omnia munda mundis, ma il paradosso che supera la stessa Purezza.
    Forse i mistici sono l’aureola della santità dell’ineffabilità del mistero del to theion, del divino.
    Per la Chiesa, non solo la cattolica, anzi per tutte le dottrine religiose, han sempre costituito un problema. Non in sé stessi, ma per le istituzioni per poterne incanalare gli aspetti incanalabili a loro favore. Quando non fu possibile vennero scomunicati od emarginati. Qualcuno forse venne venerato come santo anche se non fece mai la comunione e non seguì i precetti delle Istituzioni religiose stesse. Sono uomini e donne speciali, direi quasi, con un altro tipo di “conoscenza”. Non li capisco che in sfumatura, ma ne colgo la Bellezza. Il lamento del The Idiot nel Boris Godunov di Modest Mussorgsky……
    Ah!….

    • Il Matto ha detto:

      Stai attento!

      Mi sembra che pure tu a follia stia messo piuttosto bene!😅

      • Rolando ha detto:

        Di San Simeone lo Stilita il Vecchio, non resta in Sirya che la base della colonna che sorreggeva l’immensità della piccolezza dell’abituro del mistico. Ma al lato sud contiguo alla base della celebre colonna, c’è ancora un rettangolo di nuda terra delimitato dalle pietre della pavimentazione che segna il luogo esatto della sepoltura del Santo, il cui cadavere fu successivamente asportato.
        Trovandomi solo in un giorno di grande calura in cui il Sole mi diceva: qui sono io che dò la vita insieme alla morte; mi prese un tal amore del Santo che mi stesi supino nella sepoltura, incrociando le braccia sul petto, chiudendo gli occhi e rallentando i battiti del cuore pensando un solo pensiero: Kyrie Iesu Kriste, ouios tou theu eleison me amartolòn. Poi so solo che mi ritrovai in un mare di acqua caldissima. Furono momenti indescrivibili, unici.

  • Adriana1 ha detto:

    Forum e Matto,
    La diatriba si fa interessante. Vi prego di continuare. 👏👏👏

    • Forum Coscienza Maschile ha detto:

      Ma le pare, è cancel culture al suo massimo: pane per i miei denti!

    • Il Matto ha detto:

      Troppo facile parlare di “cancel culture”; sta diventando un luogo comune. Appena qualcun si azzarda a uscire dal reticolato (spinato!) ecco il grido alla “cancel cuture”.

      Per una lavagna piena zeppa di parole e numeri, occorre un … cancellino, cosicché si possa continuare a scrivere cose nuove … un’operazione da reiterare, se non si vuole buttare via la lavagna.

      • Forum Coscienza Maschile ha detto:

        Caro Matto,
        Non si nasconda dietro un cancellino, lei critica a ogni passo le certezze della fede.
        La cancel culture è l’odio di sé dell’Occidente, che rinnega le proprie radici e autodemolisce la propria civiltà.

        • Rolando ha detto:

          Ma la Fede ha, per caso certezze?
          Mi sembra un grande malinteso tutto ciò! Ma il bello è che contraddice radicalmente anche il senso letterale della parola “fede” che l’AT trasmette, rivela. Il significato è: emunà, cioè Fiducia.
          Altra questione sono le certezze dottrinali di un “Credo” cioè di una “Confessione”.
          La Fede, in nuce, è una questione di Amore, più che una sicura certezza di contenuti.
          San Paolo è chiaro. Per Amore non intende il credo, il pisteueo, altrimenti per suo mezzo Dio si sarebbe sbagliato a rivelarci questo messaggio ” L’AMORE TUTTO COPRE,TUTTO SPERA, TUTTO CREDE, TUTTO OSA “. L’AMORE è ardimento. SEMPER AUDERE. Così la Fede.

          • Forum Coscienza Maschile ha detto:

            Come si fa ad avere fede in qualcosa di cangiante e nebuloso?
            Fede per noi cristiani non significa credere a filosofie astruse, ma alla risurrezione di Nostro Signore alla quale crediamo in virtù della testimonianza oculare degli Apostoli: “Beati quelli che pur non avendo visto, hanno creduto [a voi che mi avete visto]” e non “credono senza aver visto” (Il verbo greco è all’aoristo, non al presente).

          • Forum Coscienza Maschile ha detto:

            E come si fa ad amare un concetto vago, un Dio inconoscibile?
            Credo che lei confonda fede con beatitudine, e amore (carità) con fede. Nessuna carità è possibile se non verso una Persona, che ci mostra il Suo volto nella fede.
            Inoltre questa contrapposizione verità-amore, che ci inculcano da decenni, è artificiale e capziosa.

          • Rolando ha detto:

            La radice NZR càpita nell’aramaIco  di Is 26,2 [ Aprite le porte ed entri una nazione giusta che mantiene la fedeltà (alecseian LXX. Osservante fedeltà, emunim, aramaico)] dove appunto il termine “emunim” deriva dalla radice “emeth”
            (verità).
            Cioè fedeltà, zelo per la verità. La nazione giusta, il popolo giusto è costituito dai zelanti di un Patto, un Tempio, un Popolo costitutivi appunto
            di questa specifica verità.
            Così Jehoshua-Gesù che lo zelo della casa del Padre suo lo divora interiormente ed esteriormente.
            Così pure per Paolo in Atti 24,5 dove viene accusato da Tertullo come “prostaten tes ton nazoraion aireseos” cioè: caporione della setta dei Nazorei.
            In questo passo risulta chiaro che con il termine Nazorei non ci si riferisce ad una città [così  come con Galilei, Giuseppe Flavio si riferisce anche ad una filosofia], ma a degli uomini, a meno che tali uomini non si concentrassero in una città che mutua il nome dal loro appellativo di zelanti, osservanti. Come sembra possa intendere anche il Corano con il termine Nazara riferendosi ai cristiani. O dove è nato il figlio della Stella, sconfitto da Adriano: campus stellae.
            Ma l’amore di Paolo ai Corinti che tutto copre, tutto spera, tutto crede, tutto osa, che c’entra con tutto ciò e soprattutto con l’Amore del vangelo di Matteo nel quale ed attraverso il quale saremmo giudicati anche se nel fratello non abbiamo visto/riconosciuto il Signore, come Gesù stesso insegna?
            Vuol dire, forse, che chi non ha un credo  non può nutrire amore o chi non ha amore non ha neppure fede/fedeltà?
            In che senso si predica che Dio è Amore, cioè proprio Lui, se lo si condiziona ad un solo credo, ad unna sola via?
            Dove va a finire la sua imperscrutabilità?
            Come altrimenti avrebbe potuto dire YHWH  ELOHIM in Dt 4,7:E ora ascolta Israele “Qual è quella grande nazione che ha i suoi ELOHIM vicino ad essa come YHWH ELOHIM nostro in ogni chiamare noi a Lui?”
            Poche sono le parole nella lingua di Gesù e quelle che mettono in bocca a Gesù son tutte in greco. Ma prima di morire Gesù chiama con un forte grido il suo EL. Non è cosa da niente. Sarà Giovanni a mettergli in bocca in greco (LXX) la parola dell’ultimo versetto dello stesso salmo: “Ecco l’opera di YHWH!”. Consummatum est.

          • Forum Coscienza Maschile ha detto:

            “Vuol dire, forse, che chi non ha un credo non può nutrire amore o chi non ha amore non ha neppure fede/fedeltà?”

            Lei evoca un tipico motivo della “pastorale” contemporanea: l’offuscamento o l’oblio della verità sarebbero “amore”. E’ il programma del postconcilio.

            “In che senso si predica che Dio è Amore, cioè proprio Lui, se lo si condiziona ad un solo credo, ad una sola via?”

            “Predicate il Vangelo in tutte le nazioni” per salvare anime non è amore secondo lei? E se tutte le religioni sono uguali a cosa serve il battesimo?
            I cristiani europei sembrano vivere la fede non come verità ma come spettacolo: le cerimonie hanno per essi valore di pittoresche rappresentazioni di una cultura ormai estranea, e vengono collocati sullo stesso piano “etnico” dei riti della Pachamama, che infatti è stata intronata in Vaticano

          • Rolando ha detto:

            Caro Forum coscienza maschile. Posso benissimo accettare che la contrapposizione verità-amore possa essere una forma artificiale e capsioza. Ma questo lo può sapere solo Dio che scruta le coscienze. Noi possiamo farne solo una misura di giudizio con la quale Dio stesso ci giudicherà, se ho ben inteso questo messaggio evangelico.
            Poi non capirei Paolo. Che non era certo un mistico incomprensibile visto che parla di un “suo vangelo”. E poi mi chiedo: è più necessario l’amore della verità o la verità dell’amore. Non è un gioco di parole, visto che Dio è Amore, ma la verità del Dio è pure la stessa cosa in Lui, ma per noi invece coincide con la sua imperscrutabilità. Quindi mi pare che sopra ed al di là di ogni dottrina di verità sia vincente sempre l’Amore. Certo questo cozza con ogni forma di Potere che non sia la forza dell’Amore. Pertanto mi sembra che anche razionalmente Dio in Sé e per noi privilegi l’Amore disinteressato e non l’amore per le dottrine della verità o per la nostra umana sopravvivenza. Infatti il perdono che Egli dà a chi molto ama , come dice la semantica del termine per-dono, è un dono perfetto . Non mi consta che premi o perdoni chi molto è dentro nella sua Verità inscrutabile, irraggiungibile, per Sua stessa rivelazione. E più di quella biblica guardo affascinato ed incuriosito la realtà mistica delle cose tutte come evolvono, alias creato, che la stessa Bibbia incantata canta in un canto mistico. I cieli narrano…. Pose nel sole la sua dimora… I monti saltarono come arieti… Chi può conoscere i segreti della natura?…Ecc…ecc…

          • Forum Coscienza Maschile ha detto:

            Sarà, ma viviamo in un’epoca di menzogna e oggi che non c’è verità nelle vite della gente non c’è neanche tutto questo “amore” di cui parla.
            Si ama forse la natura e gli animali domestici, il prossimo molto meno

          • Rolando ha detto:

            Carissimo FORUM COSCIENZA MASCHILE! La fotografia che fai della situazione in cui viviamo è davvero sconfortante: “UN’EPOCA DI MENZOGNA”. Ed è proprio in virtù delle rivelazioni e conseguenti dottrine che si insegna che il padre della menzogna è il Diavolo, il quale circuisce chi vuole divorare ed al quale siamo invitati a resiste forti, cioè saldi, nella fedeltà. Fedeltà a che/chi? Alla verità delle contrastanti rivelazioni e conseguenti contrastanti dottrine o piuttosto fedeltà a quella parte nobile e sublime di noi che ci fa, come dice anche Gesù, dei? “Io dissi: ELOHIM voi” (Gv10, 34).
            E chi si può azzardare a negare che la parte migliore di noi non sia proprio il bisogno di comprensione, amore, perdono, aiuto disinteressato, senza do ut des.
            Belle parole, direte, ma senza Dio non si va da nessuna parte se non nel perenne inferno di sempre.
            Ma senza quale Dio? Quello della Verità dell’Amore o quello dell’Amore di una astratta verità per noi irraggiungibile?
            In questo la Scienza delle cose tutte così come stanno in evoluzione, ci è maestra. Ci supera continuamente, non ci permette di formulare dogmi, anzi ci dice che tutto cambia, non è mai come vorremmo una cosa fosse fermandola, cioè “permanente”. L’umana conoscenza non ha questo potere, se non in quel sentimento sincero, ineffabile, cioè inesprimibile che sentiamo di essere necessitati a chiamare sperimentandolo Amore.
            Tu scrivi: “Non c’è neanche tutto questo ‘amore’ di cui parla”.
            E mi sai dire tu, quando mai una verità dottrinale l’ha realizzato? È una faccenda umana. Grande errore infatti tradurre ELOHIM con i Theoi greci. Fu il fallimento della LXX, eretica per l’ebraismo giudaico. Fu il fallimento di Filone alessandrino che cercò di conciliare ellenismo con giudaismo. E poi le contraddizioni di Paolo romano.
            E forse contraddizioni e fallimenti non son finiti. L’unica speranza che resta è l’agape d’amore che gli Theoi greci ci hanno lasciati liberi ad imbandire senza dettarci leggi, ma che gli ELOHIM con le loro funzioni contraddittorie ci hanno abbandonati nella lotta.
            Ma è l’unica vera funzione di salvezza che resta all’umanità: L’AMORE.

          • Forum Coscienza Maschile ha detto:

            Carissimo Rolando,
            Che viviamo in un’epoca di menzogna può essere sconfortante, ma è vero.
            Non sarebbe una cattiva idea ristabilire la verità almeno nella fede.

            “Tu scrivi: “Non c’è neanche tutto questo ‘amore’ di cui parla”.
            E mi sai dire tu, quando mai una verità dottrinale l’ha realizzato?”

            E da quando in qua mentire riguardo a DIo realizza l’amore?
            Sembrerebbe che accosti la verità a un trattato di teologia, a una “dottrina”. Io la vedo come una fede semplice, umile.
            SI può amare una persona che non si conosce? Le semplici verità di fede (parlo del catechismo, non della Summa Theologiae) ci aiutano a conoscere Dio e ad amarLo. Ignorarle o deformarle è come volergli “cambiare i connotati”, non si sa più chi si ama e probabilmente non si ama, specialmente quando si insiste sul fatto che Dio è inconoscibile, è lo stesso dio degli indù facendone un’astrazione, una figura indistinta Come diceva il prof. Jacopo Contri (studio pubblicato su 30 Giorni) si può amare Cristo ma non “il” Cristo

        • Il Matto ha detto:

          “La Fede, in nuce, è una questione di Amore, più che una sicura certezza di contenuti”.

          Chiarimento essenziale!!!

          • Rolando ha detto:

            “E come si fa ad amare un Dio inconoscibile” ???
            Sinceramente non me lo sarei aspettato da chi dice ogni volta dopo la lettura sacra di un brano della Bibbia cristiana: Deo gratias et Laus tibi Christe.
            Veramente l’imperscrutabilità del Dio è ad uso umano. Per questo Paolo annunciava agli Ateniesi d’aver trovato l’AGNOSTO THEO.
            Veramente il mistico dice che l’uomo ama non Dio, ma il proprio personale istinto di sopravvivenza per sempre.
            Veramente il doppio legame è quello esistenziale, non dottrinale. Il mistico ” vede” meglio di tutti perché a Lui più vicino, ma disinteressato.

  • Il Matto ha detto:

    Caro FORUM COSCIENZA MASCHILE,

    come ho già scritto alla gentile Mimma, sono certo che lei abbia preso atto della diversità delle nostre rispettive posizioni: la sua, rigorosamente ortodossa, la mia, rigorosamente eterodossa. Anzi, essendo Matto, non posso essere considerato che un pària, un intoccabile, probabilmente addirittura un seminatore di zizzania ispirato si sa da chi.

    Mi permetta di vederla diversamente da lei anche in merito ad un altro argomento.

    Lei afferma: “Vorrei chiarire una volta per tutte che i miei commenti non riguardano lei (fede, morale) ma il messaggio che passa con i suoi articoli”. Ora, un messaggio non potrebbe darsi senza un messaggero, di conseguenza … non c’è bisogno che continui. La storia racconta di scontri dialettici e armati fra uomini e non soltanto fra idee, che da sole non potrebbero sussistere.

    In altri “focosi” tempi i Matti come me venivano repressi e fatti arrosto, non le loro idee, ma proprio loro in carne e ossa. Ora, l’evoluzione o involuzione della mente umana ha condotto anche nel campo religioso-spirituale ad un pluralismo che non può essere impedito, e col quale ogni religione, forse proprio il Cattolicesimo in testa, deve fare i conti volente o nolente.

    L’argomento è gigantesco, e, a mio matto parere, esige un cambiamento di coscienza davvero epocale.

    • Forum Coscienza Maschile ha detto:

      Caro Enrico,
      L’unico appunto che le faccio come persona, è che quando è a corto di argomenti si nasconde dietro il pretesto, mi permetta un po’ querulo, di un presunto attacco personale.
      Chi contraddice i suoi dogmi (perché come ha spiegato Zolla, il suo proclamato relativismo è un dogma) viene relegato al rango di fondamentalista intollerante: una sorta di eretico al rovescio, per cui nei suoi argomenti ad personam potrebbe vedere se stesso.
      Le nostre discussioni sono la prova evidente che l’ecumenismo non funziona, perché vuole forzare l’altro a rinnegare la propria fede mentre io cerco solo di essere cristiano e se lei non mettesse sullo stesso piano cristianesimo, buddismo e forse presto anche i culti del cargo, non avrei nulla da ridire.
      La nostra è un’epoca che vuole cancellare, anche con la forza, le identità (laddove i missionari annunciano il Vangelo, quando lo fanno). Lei che parla così spesso di pace dovrebbe sapere che proprio questo voler amalgamare a tutti i costi genera violenza, come vediamo a livello mondiale.
      In effetti i poteri globali ammantano le loro aggressioni con parole come tolleranza e democrazia, mentre i loro avversari sono sempre tiranni fondamentalisti.
      Tali aggressioni vengono rivolte addirittura contro il proprio stesso popolo, con diaboliche tecniche di ingegneria sociale quali cancel culture, abbattimenti di statue e addirittura proposte di censura di grandi della letteratura.
      Questo esperimento sociale contrario alla natura umana, il melting pot di religioni e civiltà è destinato a fallire. Dovrebbe essere ovvio che specialmente in quest’epoca, è nostro grave dovere di cristiani non annacquare la nostra fede e annunciarla a chi ancora non ha la grazia di conoscerla.
      Diffondere il Vangelo è opera di carità perché salva anime; ma come possiamo essere credibili se non sappiamo, anzi non “dobbiamo” sapere neppure noi a cosa crediamo?

      • Il Matto ha detto:

        Le chiedo scusa se posso parerle impertinente.

        Quello che lei ha esposto è frutto della sua mente (come quello che espongo io è frutto della mia mente).

        Mi riferisco solo ad un paio di punti, altrimenti, essendo “a corto di argomenti”, dovrei risponderle piuttosto lungamente:

        “l’ecumenismo non funziona” almeno quanto non funziona (più) il Cattolicesimo. E se c’è una forzatura è la sua che mi appioppa l’intenzione di “forzare l’altro a rinnegare la propria fede”.

        Io, come lei, partecipo a questo blog esponendo il mio personalissimo pensiero, mentre l’integralismo è una realtà quanto il relativismo. Su questa terra è così e non ci si può fare nulla.

        Io non metto sullo stesso piano proprio niente, e mi limito ad evidenziare i punti di convergenza che ci sono (e non potrebbero non esserci) fra Tradizioni diverse. E’ una ricerca che mi affascina: è forse un’eresia?

        Beh … e adesso che facciamo?

        • Adriana 1 ha detto:

          Matto,
          ” i punti di convergenza ci sono”: questo è un punctum dolens perchè, per quanto veritiero, spalanca ” democraticamente” la porta a tutte le culture e sub-culture ( e religioni e sub-religioni ) cui Forum, -giustamente- accennava, citando la religione del cargo.
          Una ventina di anni fa un esimio studioso ebreo di antropologia ( ne ho scordato il nome, ahimè! ) venne bannato dal consorzio dei suoi pari per aver osato asserire che la ” civiltà” della Guinea non poteva esser paragonata a quella europea in quanto nessun Mozart o Beethoven ne erano nati. Ebbene: egli aveva privilegiato la Musica come elemento di giudizio: forse, noi -democraticamente-dobbiamo ridurci a ripetere con Voltaire che la religione nacque quando un furbo convinse uno sciocco che l’albero incendiato da un fulmine era stato incendiato da una divinità di cui il furbo era il rappresentante prescelto?
          Attenzione: ho usato il verbo ” ridurre”, non accrescere.

          • Forum Coscienza Maschile ha detto:

            “E chi lo dice? Lei?”
            Si dà il caso che lo dica la Chiesa (extra ecclesiam nulla salus, spirito del Concilio permettendo). Non le risulta? Secondo lei chi stabilisce cosa è vero, Dio che ce lo insegna attraverso la Sua Chiesa o i mussulmani? O magari lei?

        • Forum Coscienza Maschile ha detto:

          Chiama fondamentalismo il professare la propria fede.
          Lei non “compara” nulla, impugna la fede cattolica criticando palesemente i “dogmi” e mettendola sullo stesso piano delle altre religioni: coglie la differenza con comparare?
          Non sostiene che se le altre religioni sono tanto diffuse hanno una loro validità?

          • Il Matto ha detto:

            Non ce l’hanno?

            E chi lo dice? Lei?

            Se lo chiedesse ad un buddhista, ad un islamico, ad un ebreo e ed altri religiosi le risponderebbero che la loro religione è valida

            E lei cosa risponderebbe loro? Che sono preda di Satana?

            Ma si rende conto?

  • Forum Coscienza Maschile ha detto:

    Zolla distingueva tra civiltà del commento (a un testo sacro) e civiltà della critica. I suoi testi appartengono senz’altro alla seconda, ma chi crede di acquisire una libertà negata ai vili “pastorelli” si sbaglia: il tiranno può cingere ammanti sacerdotali come vestire con la semplicità spedita del sofista.
    La civiltà della critica comunque farà soffrire, perché l’uomo ha bisogno di certezze e d’un centro su cui ruotare come un pianeta intorno al sole.
    Il sociologo L. Cerise sostiene, basandosi su testi del neuroscienziato P. Cioni che il pensiero relativista, con la sua dogmatica demolizione di ogni certezza, può avere conseguenze sulle funzioni cerebrali e perfino sulle abilità verbali.
    In realtà anche la civiltà della critica si fonda su un Testo occulto che impone con la forza. Lo impone copertamente, lo incide con somma frode nei cuori, spacciandosi per critica e aperta. Essa sopravvive soltanto perché sa vietare che la sua sacralità occulta sia svelata. Tutta la cultura critica si riduce a variazioni rettoriche intorno a questi dogmi occulti, ed è ferrea ed asfissiante quanto nessuna cultura sacrale.
    Il Testo Sacro occulto ma noto, non enunciato ma operante della civiltà attuale, è un insieme di asserzioni costrette in uno schema, che però ognuno può variare.
    Si occulta la sacralità evitando di darne letture solenni e canoniche, ma immettendone regolarmente le asserzioni nel flusso delle chiacchiere quotidiane, martellandole senza parere.
    La divinità suprema di questa civiltà può assumere vari nomi: in Inghilterra fu “Riforma”, fino a quando Dryden protestò contro “la stantia frode” e contro il primo riformatore dei cieli, Lucifero; dal Settecento fu “Progresso”, cui s’affiancò “Evoluzione”. Hegel aggiunse “sviluppo” e “svolgimento dello Spirito”, “superamento” e “dialettica”. Di recente si è escogitato “aggiornamento”.
    Basta che la parola esprima una negazione: il ripudio del criterio di discriminazione fra bene e male e la rinuncia a precisare la causa finale: tutto dev’essere un fluire, un incalzare che non si sa dove di preciso vada a parare; bene è il correre, male è soffermarsi, malissimo voler sapere dove si va e perché ci si vada. La “riforma” era indeterminata, il “progresso” non aveva una meta chiara e definita, l’“evoluzione” non offriva ragioni per cui si dovesse propiziare, e infatti essi erano per essenza soltanto qualcosa di negativo, l’abolizione nella mente umana della capacità di formulare scopi, cause finali.
    Una Scrittura che è un’opera sempre in fieri, aleatoria ma anche rigida, ne varietur. Si può leggere da un punto qualsiasi a un punto qualsiasi. Legga questa parodia di Zolla:
    “Rimettere in questione dei princìpi statici, superare le preclusioni aprioristiche, le chiusure sterili, educando a un ripensamento critico che sciolga le cristallizzazioni fissiste, i residui metafisici e FORMALISTICI, con una rivoluzione radicale che permetta di uscire dall’immobilismo e di riprendere la marcia in avanti per liberare dalle istituzioni ormai superate accettando il confronto vivo, la sfida dell’ambiente in trasformazione, ricacciando le tentazioni oscure del mito e del DOGMA”.
    Le pare così distante dalle idee dei suoi articoli?
    Prosegue Zolla: “Se metafore di qualche sorta debbono illustrare questa Scrittura aleatoria, è prescritto provengano dalla fermentazione, dal magma vulcanico, dall’esplorazione delle VISCERE DELLA TERRA [non diceva necessarie le discese agli inferi?]. Sono sbandite quelle che risalgono alle crescite, ai compimenti vegetali o animali. Lo stato ideale che la lettura “sacra” deve propiziare è affine alla fetida colata di metalli e bitumi in fusione, all’incunearsi faticoso in filoni entro i monti, al macerarsi di materie in crogioli.
    Chi abbia nozione di demonologia non fatica a discernere la forza che ispira il testo, quella che Goethe chiamò “Spirito della TERRA”:
    L’uomo moderno è un tal sognatore, che non riesce a raggiungere la cosa necessaria, non sa dire la parola liberatrice e ignora che cosa glielo impedisca.”

    • Stilobate ha detto:

      Premetto che non condivido in toto la posizione di FCM (anche se credo di comprenderne gli intenti, verosimilmente encombiabili). Mi sembra tuttavia che FCM colga nel segno quando punta il dito sulla superfetazione ideologica delle istanze critiche, vale a dire sulla tendenza del cosiddetto pensiero critico a costitursi in un inconsaputo sistema dogmatico. *** Lo riscontriamo molto tangibilmente proprio in questi giorni, nei quali una sorta di chiesa, con tanto di congregazioni, ordini, clero secolare, giù giù fino agli sbirri e ai delatori, brandisce “la scienza” come una clava per silenziare chi solleva obiezioni contro il dogma pandemico-vaccinale, brandisce allo stesso modo “la libertà” per imporre il vangelo LGBTQIA+, brandisce “la pace” per reprimere chi non brucia incenso sull’altare dell’espansionismo atlantista, ecc.

      • Forum Coscienza Maschile ha detto:

        Come dicevo in altri commenti è lo spirito del tempo, che dopo il Concilio ha permeato la Chiesa a partire dal suo vertice.
        Invece di opporsi a questa sovversione, come l’ha giustamente definita Mons. Viganò, gran parte dei cattolici partecipa attivamente al flusso degli eventi, storicizzando la fede e aderendo a una “morale di situazione”

  • alessio ha detto:

    Dispiace dirlo ,
    ma tutte le volte che si
    parla di Dante si dice il sommo
    poeta , come se ci fosse lui
    solo .
    Penso che il suo essere
    famoso sia dovuto al fatto
    che per primo abbia
    parlato del tricolore che
    nell’ottocento è stato
    funzionale agli invasori
    piemontesi ai tempi di
    Firenze capitale , che
    hanno messo la statua
    del traditore in piazza
    Santa Croce per farci
    dispetto ,e non solo è
    diventato famoso chi ha
    fatto la statua indegna
    per Firenze , ma anche
    chi ha fatto il basamento
    della stessa .
    Dante è stato un bravo
    catalogatore di altri nella
    divina commedia
    come Virgilio,Dionigi
    l’aeropagita , il Lucano ,
    e per quelli che gli
    piacciono ha messo tutto
    in rima ma io penso che
    mamma Roma abbia
    partorito poeti migliori
    a cominciare dal Lucano .
    Per quanto riguarda gli
    scrittori rammentati dal
    matto devo dire gli
    esistenzialisti come loro
    non fanno per me , ma
    si sa ,è una questione
    di sensibilità .

    • Onorate l'altissimo poeta ha detto:

      “Il sommo” non è “il solo”. La locuzione “il sommo poeta” implica l’esistenza di numerosi poeti, di cui egli è appunto “il sommo”. Il resto di questo sproloquio antidantesco si commenta da sé, attestando che di Dante il suo improvvido autore non ha capito nulla e forse nulla potrà mai capire.

      • alessio ha detto:

        Io non capirò nulla come
        lei dice , ma una cosa la so ,
        ossia che lei non ha
        argomenti altrimenti li
        avrebbe tirati fuori senza darmi un’etichetta , ma
        tant’è che la divina
        commedia non regge ad
        una severa analisi critica
        del testo .
        Un vero poeta respira ciò
        che scrive ,lui non l’ha
        fatto alla pari dei naturalisti
        dell’ottocento .

        • Adriana 1 ha detto:

          Alessio,
          ma che dice? Vuole riassumere in mezza riga la critica crociana sulla Divina Commedia estraendo da un bue un dado per brodo dal gusto che piace esclusivamente a lei? A proposito… perchè non comincia lei a dare una abbondante documentazione che corrobori il suo personale giudizio?

          • alessio ha detto:

            Vede Adriana ,
            innanzitutto Dante era
            allievo del pederasta ser
            Brunetto Latini da Roma ,
            poi lo schema che usa per
            se e anche per Cunizza
            da Romano , signora di
            Mangona è che dopo una
            vita di scelleratezze alla
            fine si converte come un
            Napoleone qualunque e
            va in paradiso ,ma noi
            sappiamo che i giovani
            peccatori alla fine
            diventano vecchi rancorosi
            che raramente si
            convertono .
            Ha scritto della strega
            etrusca erichto ma non
            del suo infame rituale
            come ha fatto il Lucano ,
            lui si grande poeta .
            Poi non si può sapere chi
            abiti il Paradiso oppure no
            e a me fanno specie chi ,
            talvolta anche ecclesiastici ,
            che citano la commedia
            come qualcosa di certo .
            Quando Dante parla del conte
            Ugolino che divora i suoi
            figli si riferisce a Papa
            Gregorio IX ,nato Ugolino dei Conti di Segni da Anagni ,acerrimo
            nemico dell’ anticristo
            e imperatore
            Federico II barbarossa e
            santificatore di San
            Francesco dopo tre anni
            appena dalla sua morte .
            Forse tutto questo , ma
            potrei trovare altro ,non
            è sufficiente per lei , a
            me invece basta
            e avanza .

          • Adriana 1 ha detto:

            Ah, se questa è tutta la documentazione…compreso il cannibalismo, ‘nammo bene!

  • stilumcuriale emerito ha detto:

    Rifugiarsi nell’astrazione alla fin fine è un modo vile di sottrarsi alla condizione di creatura in un mondo creato. Il creatore credo ci abbia dato l’intelligenza per usarla, non per relegarla in soffitta.

    • Il Matto ha detto:

      Non necessariamente l’astrazione è un “rifugio”. Può anche essere una Via di realizzazione spirituale, la quale, e questo è importantissimo, non comporta affatto né il sottrarsi alla condizione di creatura né il relegamento dell’intelligenza in soffitta.

      L’astrazione è un vero e proprio esercizio che richiede impegno e costanza, oltre ad un certo coraggio nell’abbandonare l’io col quale (a)normalmente ci si indentifica e a cui ci si aggrappa per lo più inconsapevolmente.

      Ora, un esercizio non dura 24 ore al giorno, ragion per cui v’è anche il ritorno alla vita d’ogni giorno e quindi alla condizione di creatura che fruisce della propria intelligenza.

      L’astrazione si confonde, o è essa stessa, contemplazione: uno stato dell’anima che si svuota d’ogni (ogni!) contenuto per essere divinamente riempita.

      Dice Meister Eckhart, si direbbe con spirito mariano:

      “O anima mia,
      esci, che Dio entri!
      Affonda tutto il mio qualcosa
      nel nulla divino,
      affonda nel flutto senza fondo!
      Se fuggo da te,
      tu vieni a me.
      Se perdo me,
      io trovo te,
      o Bene al di sopra dell’essere!”

      • Adriana 1 ha detto:

        Enrico (2),
        però almeno qui non ci sono lacerti di carne e pesce puzzolenti, intrisi da un cupo moralismo dissolutore.
        In ogni modo mi chiedo sempre come questi personaggi fossero tanto sicuri di imbroccare la linea di comunicazione celeste, oltretutto: ad orario da scegliere nelle 24 h.

        • Il Matto ha detto:

          Nessuno sa se “questi personaggi fossero tanto sicuri di imbroccare la linea di comunicazione celeste”, ed è probabile che nemmeno se ne se ne facessero un problema, visto il coinvolgimento totale e drammatico nella loro (loro!) avventura spirituale.

          Del resto chi può dirsi sicuro di imbroccare la linea di comunicazione celeste? Che si fa? Ce la si canta e la si suona per conto proprio?

          Il conto ci viene presentato alla fine ed è l’Oste che lo fa, non certamente l’avventore.

          L’orario da scegliere durante le 24 ore è riferito a me, non a “questi personaggi”: l’ironia è graziosa ma fuori luogo. O no?😊

          • Adriana1 ha detto:

            Non troppo, visto che siamo tutti dominati dal meccanismo di proiezione. GRAZIE per il grazioso. 😀

    • Adriana1 ha detto:

      Caro Stllum,
      Sono complessivamente d’accordo con te.Qua, però, più che di intelligenza , si tratta di nichilismo oggi diffusissimo,anche se non canonizzato

    • Rolando ha detto:

      “Rifugiarsi nell’astrazione”, caro STILUMCURIALE, è una condizione voluta, ricercata, od una necessità per i mistici?
      Nekessitas me urghet (Plauto. Autontimerumenos).

    • Stilobate ha detto:

      In realtà il misticismo è proprio la via per, o se si preferisce il tentativo di, rimuovere l’astrattezza, di inverarla nell’attualità del concreto, attingendo all’assoluto al di là della sua comprensione formale. *** Si tratta, semmai, di verificare in che misura ciò sia possibile permanendo nella prospettiva del finito, fino a che punto il naufragio nell’assoluto sia una cessione, una perdita di sé, cosa rimanga del principio personale, ecc. Le risposte di volta in volta fornite dai diversi mistici delle varie tradizioni presentano al riguardo elementi comuni, ma non sono univoche. *** In ogni caso non si tratta di “vili fughe” dalla condizione umana, ma della nobile aspirazione a trascenderla e inverarla nel divino.

      • Rolando ha detto:

        Daccordissimo.

        • Adriana 1 ha detto:

          Sono solo parzialmente d’accordo sia per il soggettivismo estremo dei mistici che costringe, a sua volta, a creder loro ” per fede “, sia perchè l’intenzione di percorrere la via stretta, pur essendo ottima, deve fare i conti comunque con la natura umana costituita di materia e forma ( o energia, o spirito, o chiamatela come volete ). Ragion per cui, durante il percorso, si possono prendere numerosi abbagli.
          ” Vero è che come forma non s’accorda/ molte fiate a l’intenzion de l’arte/ perchè a risponder la materia è sorda/ così da questo corso si diparte/ talor la creatura ch’ha podere / di piegar, così pinta, in altra parte “. ( Div.Comm. Paradiso I , vv.127-132 ).

          • Rolando ha detto:

            Adriana 1 cara. Ineffabile citazione. Se il tuo non fosse un cuore inclinato alla mistica, non penso, se non alla pura casualità, che avresti riportata la dantesca pennellata.

          • Adriana 1 ha detto:

            Rolando,
            touché! Ma , come Houdinì, gradisco vagliare – col mio poverissimo vaglio – i casi autentici da miti, psicosi e leggende.

          • RI-STILOBATE ha detto:

            Pieno accordo con quanto scrive qui Adriana 1 (e con quanto scrive altrove sul divino Poeta). L’alto tasso di soggettivismo che caratterizza i mistici (e soprattutto coloro che si propongono per tali) può diventare una mina vagante. E occorre prudenza. *** Però dobbiamo ammettere che il tema è di assoluta attualità, specie nel clima entropico che sembra caratterizzare la Chiesa odierna (ma direi un po’ di tutte le chiese e di tutte le istituzioni religiose tradizionali). *** Di attualità e di grande interesse, come attesta il gran numero di commenti alle riflessioni del Matto e la grande vivacità dialettica che li caratterizza. *** La via secca, la via mistica della assimilazione al divino (la ὁμοίωσις) non è per tutti. È anzi per pochi e va perseguita nel silenzio, senza troppi clamori. È una destinazione, come il carisma della profezia, e spesso viene fraintesa, dando origine a spiacevoli anatemi e soprattutto a pericolosi malintesi (pericolosi anzitutto per l’anima di chi anatemizza e di chi malintende). *** A tutti, in particolare ad Adriana 1, Rolando, il Matto e l’ottimo Marco Tosatti, un caro saluto.

          • Adriana1 ha detto:

            Ri-Stilobate,
            Ricambio, riconoscente.

  • stefano raimondo ha detto:

    Sarebbe importante chiarire se con “via negativa” intendiamo l’allontanarsi temporaneo dalle leggi di Dio
    – o comunque il visitare territori diversi – oppure la sofferenza in quanto tale. Se diamo rilievo al discorso del calice amaro dovremmo propendere più per la seconda ipotesi; se invece diamo rilievo al discorso del simbolismo dovremmo far prevalere la prima ipotesi. Nel caso del calice amaro emerge soprattutto la questione della prova, del suo superamento; nel caso del simbolismo emerge soprattutto la tematica della conoscenza.

    Resta un problema. Se con “via negativa” intendiamo (anche) un allontanamento da quella che potremmo definire “retta via”, perché dovrebbe essere premiato chi se ne allontana? Delle due l’una. O tale cosa la vediamo come una incapacità, come una non costanza nel seguire la via canonica, ortodossa, ma allora il caso è del debole che poi si rialza; oppure, quasi al contrario, il caso è di chi supera l’ostacolo ed è più “bravo” di chi resta fermo alla regola, anche perché l’ostacolo è voluto, è cercato, forse addirittura costruito. Però in questo modo chi ha compiuto il suddetto percorso si configura come spiritualmente di un grado superiore rispetto a chi è rimasto fermo…

    Non mi riferisco a Enrico, ma a mio modesto avviso occorre stare attenti a categorie quali “legalismo”, “formalismo”, ecc. perché, diciamo la verità, sono costruite proprio per discostarsene: chi è che si auto-definisce formalista? Allora “viene la voglia” di collocarsi all’opposto, ma così rischiamo di allontanarci dalla cattolicità, o peggio ancora potremmo giungere ad affermare di tutto, mentre invece i punti di riferimento servono. Il dogma serve, serve a sintetizzare ad esempio, e poi serve a rendere immediatamente riconoscibile ciò che deve essere fatto; è importante semmai che il suddetto dogma non impedisca la ricerca personale e la piena realizzazione di ognuno.

    Belle le parole di Cioran. Un grande saluto a Enrico. 🙂

    • Il Matto ha detto:

      L’astrazione è un esercizio e quindi una prova.

      Chi non propende per questa Via (e non è che vi sia obbligato) non può minimamente sospettare cosa riserva tale processo di radicale purificazione che è come un avanzare in un “territorio diverso”.

      E’ un abbandono di sé per ritrovarsi nel Sé, ovvero un’abbandono dei difetti e dei pregi propri (sì , proprio così! Pregi e difetti) per affidarsi a Dio, o all’Assoluto che dir si voglia.

      Non c’è contrapposizione fra chi segue la “retta via” e chi propende per la “via negativa”: ogni anima segue la propria.

      Il dogma non si discute, ma è pur sempre una (legittima) definizione, e definire è circoscrivere, limitare. E poi al dogma si deve credere, sennonché:

      si crede perché non si conosce;
      si crede in ciò che non si conosce;
      quindi non si può pretendere l’esclusiva per ciò che non si conosce;
      ma quand’anche lo si conoscesse, si tratterebbe inevitabilmente di una conoscenza condizionata dai limiti umani.

      Ricambio il grande saluto!

      • stefano raimondo ha detto:

        Ho forti dubbi che l’uomo occidentale riesca a fare “astrazione”…

        Circa il definire: concordo con te Enrico, definire è limitare e certe cose non sono definibili, ma se vogliamo colloquiare dobbiamo ricorrere alle parole; del resto il problema della rigidità della definizione non è relativo solo al dogma ma riguarda praticamente tutti i concetti.

        Visto che parlammo dell’IO (e ora della possibilità di fare astrazione) ti riporto un estratto di Evola: dimmi Enrico se concordi con i concetti qui sotto espressi.

        L’essere personale non “è” se stesso, ma “ha” se stesso (rapporto fra l’attore e la sua parte); è “presenza” a ciò che è, non coalescenza con ciò che è. In via di principio, esso è personale in quanto sa comandarsi, sa darsi una legge e una forma dall’alto e dall’interno.

        (Mi sembra che Evola distingua tra individuo e persona; solo la personalità, pur essendo chiusa verso l’esterno, non è chiusa verso l’alto).

        • Il Matto ha detto:

          Beh, gli Occidentali moderni hanno dietro le spalle un Plotino che in quanto ad astrazione (aphairesis) non mi sembra l’ultimo arrivato. Ma ormai il neoplatonismo vattelo a pesca.

          Il passo di Evola è (almeno per me) difficile da inquadrare totalmente. Istintivamente ti direi che concordo. Ma c’è il problema della “persona”, cioè della “maschera” attraverso cui risuona la voce (per-sonare) dell’ “attore” e questa voce dovrebbe ri-suonare della voce di Dio, trascendendo l’individualità e completandola.

          Per questo insisto tanto sul Silentium, cioè dell’Astrazione, un (o forse il) metodo per “perdere la voce” (la propria) lasciando libera espressione alla voce di Dio. Che non è quella che cita la Scrittura e ripete la dottrina.

          Il saper comandarsi, il saper darsi una legge e una forma dall’alto e dall’interno è un argomento di estremo interesse, ma comporta il pericolo, a mio avviso, che l’io possa darsi una legge che fa comodo a lui. Insomma, roba per pochi, pochissimi.

          • stefano raimondo ha detto:

            Grazie Enrico per la risposta. Sì, intendevo dire che gli occidentali contemporanei non sono in grado di fare astrazione, proprio “fisicamente”, troppo attaccati al conseguimento immediato del benessere e troppo compulsivi, non vogliono e non possono fare *silenzio* (e ne avrebbero certamente bisogno… ma sarebbe come uno che per ritrovare la calma vuol fare yoga: ma come fa a fare yoga se non ha la calma?).

          • Il Matto ha detto:

            👍 🖐

  • Forum Coscienza Maschile ha detto:

    Dimentica che i miei commenti riguardano quel che scrive lei, non i santi e che Cioran non è né santo né papa ma (Wikipedia) “pessimista” e “nichilista”.
    Dopo il ’68 (e il Concilio) soffia un vento antidogmatico nella Chiesa, di cui Bergoglio si fa ampiamente promotore. Persino Maria dubitava (dice lui), non ci sono certezze tranne la positività del male, che arriva a considerare fonte di bene le coppie omosessuali, passando per la convivenza dei divorziati. Sono i frutti evidenti di un relativismo che arriva letteralmente ovunque, come leggiamo e come hanno osservato di recente altri commentatori.
    Per ragioni che non comprendo sembra sfuggirle che i Santi non sarebbero tali se avessero contestato la fede della Chiesa che non è pensiero di uomini, ci è stata trasmessa da Nostro Signore.
    Ma per Cioran e probabilmente per lei, i santi crederebbero “che tutto sia loro permesso” e l’esperienza mistica sarebbe un’”orgia”. Ancor più sintomatico è “se vegliano e pregano è per carpire a Dio il segreto del suo potere”, cioè essere come Dio, come suggeriva un serpente nella Genesi.
    La santità come potere è il nucleo di ogni dottrina gnostica, per cui tutto (ma proprio tutto) è permesso agli eletti, così eletti al di sopra della vile umanità che per loro non vale norma né morale, pur di conseguire lo stesso potere di Dio. La fede come potere.
    “Povere creature, che non avete il coraggio di diventare dei mostri”: espressione felice per descrivere la santità, speriamo di vederla affissa sui portoni delle chiese.
    Perché sdegna la “tranquilla certezza offerta dal reticolato dottrinale”? Non gradisce la semplice umiltà dei santi pastorelli di Fatima?
    La fede della Chiesa che ha santificato i cristiani per secoli si riduce per lei a definizione legalistica. Come mai ce l’ha così tanto contro la legge morale? “Do what thou wilt”, “Fai quello che vuoi”, diceva il satanista Aleister Crowley.
    Non voglio dire che sia “uno gnostico cabalista adepto di Crowley” ma innegabilmente usa un certo linguaggio e risente di certe suggestioni, con espressioni mai usate in ambito cattolico (ma in altri sì) come “non c’è luce senza ombra” e “salvezza attraverso il peccato”.
    Forse per questo confonde la discesa di Gesù agli Inferi con la diabolica cantina di Zolla, in cui un pagliaccio tormenta un viandante per “liberarlo” da dogmi e certezze.
    Gesù visitò gli inferi da vincitore, per liberare gli uomini che vi erano prigionieri, non come necessario percorso di “rinascita” essendo ogni sofferenza della Passione terminata con la morte sulla croce.
    Proprio questa sua antipatia per le semplici verità della fede che hanno santificato generazioni di cristiani rende opaco il suo messaggio, reso con espressioni che non evocano pietà come toccare il fondo e diventare mostri.
    La liquefazione del cristianesimo è strumentale alla cancellazione dell’Occidente e del nostro popolo, ridotto a livelli di apatia (se non abiezione) le cui conseguenze non riusciamo neppure a valutare per cui chiedo: in mezzo a tali macerie, c’è proprio bisogno di dare altre picconate?

    • Il Matto ha detto:

      Non mi sembra di aver sdegnato la “tranquilla certezza offerta dal reticolato dottrinale”. Pochissimo oltre ho scritto ” coloro che legittimamente navigano con la bussola delle definizioni dogmatico-legalistiche”. Ripeto la parola che ho scritto: “legittimamente”. Non basta?

      Dopo di che vorrà convenire per il rapportarsi a Dio non esiste soltanto il modo dei pastorelli di Fatima, il che non equivale per nulla ad un “non gradimento”.

      Dove avrei affermato che sono contro la legge morale?

      Se cita Cioran dovrebbe farlo senza riduzioni: le scrive solo “orge” per avallare la sua accusa di immoralità nei miei confronti, ma Cioran dice “orge dell’annullamento” che vuol dire tutta un’altra cosa.

      • Forum Coscienza Maschile ha detto:

        Vorrei chiarire una volta per tutte che i miei commenti non riguardano lei (fede, morale) ma il messaggio che passa con i suoi articoli.
        Benedetta De Vito per esempio, non è una “pastorella” eppure con i suoi testi comunica una fede semplice e luminosa (e senza ambiguità).
        Non penso si possa fare altrettanto con parole torbide quali mostri, orge, tenebre e fa uno strano effetto vederle impiegate per descrivere l’esperienza religiosa: non evocano né bontà, né verità, né bellezza.
        Il termine legalismo che associa ai principi morali, in italiano ha una connotazione dispregiativa che “legittimamente” non vale a mascherare. Abbia almeno l’onestà di esprimersi senza ambiguità.
        Ma quel che rende poco credibile la sua spiegazione è l’insistenza nell’impugnare o sminuire le verità di fede che associa all’integralismo e al fondamentalismo.
        Sono cinquant’anni che la nostra bella fede cristiana viene sfigurata da un linguaggio relativista e ambiguo, che talora sconfina nel grottesco e nel blasfemo.
        La Chiesa (almeno fino al Concilio) prima di proporre una dottrina come vera si è sforzata di renderla chiaro. Non può esistere verità senza chiarezza e senza verità non può esserci neppure carità.

    • Michele ha detto:

      Mi complimento e sottoscrivo i suoi argomenti.

      Padre Pio non galleggiava comodamente col salvagente anche se non è mai disceso negli inferi dei bassifondi; non ha avuto una vita di agi perché aveva fede in Gesù Cristo e nella sua Parola: “A chi ha avuto di più sarà chiesto di più”; a lui è stato chiesto tantissimo di piu ed eroicamente ha portato la sua croce in unione con Cristo.
      Certamente ci sono numerosi esempi di santi che hanno vissuto eroicamente le virtù cristiane dopo una vita dissoluta negli abissi: in paradiso si è sicuramente fatta una gran festa per la loro conversione, ma il male, il peccato, non è mai necessario (cfr tal Sant’Agostino, che in fatto di ampi orizzonti speculativi non era certamente inferiore all’autore di questo intervento).

      La via di chi ama Gesù Cristo e segue le sue leggi è sempre stretta e impervia: seguire Gesù nella via stretta è alla portata di pochi, altro che scendere negli abissi al di fuori del proprio orizzonte (sempliciotti che portate umilmente vostra croce non provate ammirazione per cotanto eroico ardimento? Non vi sentite dei cristiani mediocri rispetto a tanto sofisticato coraggio subacqueo?).

      Chi glielo ha detto che veniamo turbati e scandalizzati dalle sue parole? È sicuro di non essere lei a fare critiche insensate mescolando santi e nichilisti?
      Da quando chi si impegna ad amare Gesù Cristo seguendo le sue leggi è automaticamente legalista? Cosa ne sa della coscienza altrui? Perché giudica ed etichetta?
      Facciamo i conti tutti i giorni con la nostra concupiscenza, sappiamo di essere tutti malati più o meno gravi bisognosi del Medico e non ci scandalizziamo del peccato perché non siamo soli e privi di mezzi di Grazia ad affrontarla.

      Poiché la legge di Dio rende saggio il semplice, da quando un cristiano deve astenersi dal discernimento critico?
      Forse “Noi non sappiamo chi è lei!” e non dobbiamo permetterci di contestare i suoi sofismi perché ritenuti non all’altezza dei suoi alti orizzonti? Sicuro?

      Più che gnosticismo cabalista siamo in presenza di banalissima presunzione vanagloriosa (che vorrebbe essere gnosi), spacciata in maniera sofisticata e fallace (“Vagliate ogni cosa è tenete ciò che è buono”: Cioran, Zolla… l’erudizione, quand’anche c’è, e non sempre c’è; non è sinonimo di sapienza).

  • Il Matto ha detto:

    Per Adriana.

    Mi stupisce che tu non abbia colto l’intento, seppur modesto, da parte mia, di evidenziare l’importanza della Via negativa non soltanto chiaramente trasparente dalle affermazioni di Cioran, ma anche (e non poteva essere altrimenti) da quanto riportato in merito ad Angela da Foligno e Margherita Ebner che sono pur sempre state proclamate la prima santa e la seconda beata.

    La Via negativa è proprio quella che tende a superare tutto ciò che misticamente si produce ed ingombra l’anima (visioni, locuzioni e quant’altro), e che in quanto tale resta irriducibilmente al di qua dell’Assoluto e quindi impregnato di un’intimità soggettiva verso cui non si può nutrire che una “sana diffidenza”.

    Ed il tendere all’Assoluto esige, come potentemente scrive Cioran, nell’ “abbattere le barriere dello spirito, farlo vacillare, desiderarne la rovina – questa è la sorgente del nuovo!”, questo “nuovo” non potendo essere altro che l’Assoluto, infinitamente oltre le visioni, le locuzioni e quant’altro.

    • Adriana 1 ha detto:

      Caro Enrico,
      mi dispiace di dispiacerti ma…la faccenda della via negativa verso l’Assoluto l’avevo compresa -spero tu mi creda – e perciò chi mi dice che quelle ..e altre signore, ci siano arrivate?, ( per fortuna la canonizzazione non è ancora un dogma). Potrebbero rappresentare semplici esempi di alienazione mentale solipsistica, di aspirazioni suicide , di maledizioni nei confronti dell’esser venute al mondo, di autoesibizionismo…
      Ora in rete gira la foto dell’occhio/buco nero che si troverebbe al centro della nostra galassia. Vero? Falso? Basta aver la pazienza di aspettare….

      • stilumcuriale emerito ha detto:

        Quella che circola in rete in gran quantità non è una “foto” ma una immagine ricostruita sulla base di radiazioni elettromagnetiche emesse dalla massa circostante.
        Per cortesia quando si dà dell’ignorante a qualcuno bisognerebbe sempre specificare in che cosa è ignorante.
        L’ignoranza non è mai assoluta. Tutti siamo relativamente ignoranti, ma nessuno è assolutamente ignorante.
        Però ci sono delle differenze.
        Se tu scrivi : -paene insularum, insularumque ocelle- non ho bisogno di nessuno che mi dica che è il primo verso del Carme 31 di Catullo che inneggia alla sua amata Sirmio (la stupenda penisoletta che si protende da sud verso il centro del lago di Garda).
        E se tu mi scrivi : -ed elli avea del cul fatto trombetta- non ho bisogno che tu mi dica che mi stai parlando di Barbariccia, citando il verso 139 del canto XXI dell’Inferno di Dante .
        E se mi scrivi : -Tramontate, stelle, All’alba vincerò vincerò, vincerò- non c’è bisogno che mi dica che è la conclusione dell’aria di Calaf nel III atto della Turandot di Giacomo Puccini, cavallo di battaglia di Luciano Pavarotti.
        E se tu mi chiede quanti sono i libri della Bibbia e quanti sono i Salmi non ho nessuna difficoltà a risponderti immediatamente che sono rispettivamente 73 e 150 .
        Ma se io ti scrivo che 7,61184 è il logaritmo naturale di 2022 o che log(axb) =loga+logb o che la funzione che in questo momento sta interpretando meglio l’andamento della media mobile settimanale della serie dei morti per covid è una polinomiale di quinto grado tu non capisci nemmeno di che cosa io stia parlando.
        Tu puoi anche rispondermi che di queste cose non te ne importa niente. Ma io ti chiedo :
        dei due, chi è più ignorante ? Tu o io ?

      • Il Matto ha detto:

        Ti credo 😊

        Ma, ripeto, il mio è soltanto un tentativo di illustrare il processo di abbandono della propria “comfort zone” per tentare l’avventura (per chi ne sente l’impellenza, ed io essendo Matto la sento eccome!) verso l’Assoluto, che, tanto per non complicare la faccenda, è pure Ignoto (già sento odor di legna che scoppietta!😂).

        • stilumcuriale emerito ha detto:

          Tentare l’avventura verso l’Assoluto….. mi sembra un’impresa impossibile all’uomo. Mi pare che finora ogni tentativo in questo senso sia finito in un insuccesso. A meno che tu non sia in grado di dimostrarmi il contrario.

  • Disobbediente ha detto:

    Caro Enrico, oggi se seguissi i consigli di coloro che sono più esperti di me nella vita spirituale dovrei astenermi dai social.
    Ma la tua ricerca sulla santità mi spinge a risponderti.
    Non ti curare di coloro che invece di approfondire in modo serio le questioni proposte mettono delle etichette. E una volta messe le etichette se ne servono per condannare il tuo pensiero senza entrare nell’argomento.
    Le etichette più antipatiche sono sostanzialmente due : modernista e gnostico.
    Ma rifletti solo un minuto : trovi forse queste etichette nella Bibbia tutta ? No, decisamente no. Troviamo miracoli, sogni, visioni. Troviamo una comunità che mentre Pietro era in prigione pregava unita nella preghiera per lui. Vedi Cristo afferma che se noi avessimo fede potremmo anche noi fare miracoli come i suoi o anche più grandi dei suoi. E tutti gli Atti degli Apostoli ce lo confermano.
    Prendiamo Anania che viveva a Damasco e che ebbe in sogno l’ordine di andare da Saulo e di risanarlo. Lui protestò col Signore ma poi obbedì e, dice la Bibbia, andò da lui chiamandolo fratello e imponendogli le mani vide come due scaglie cadergli dagli occhi. Così Saulo fu risanato, fu riempito di Spirito Santo e poco tempo dopo fu battezzato.
    Anania, che non era uno dei dodici era però un santo o come forse si diceva allora un uomo che aveva fatto esperienza di Dio e quindi poteva essere considerato un divinizzato.
    Ecco il sugo della storia : i santi sono i divinizzati. E la loro presenza è viva fra noi.
    P.S. non sono riuscito a leggere tutto, ma non confonderti con i pareri di troppi filosofi. I pescatori di Galilea erano forse filosofi ? Eppure hanno cambiato il mondo.

    • Il Matto ha detto:

      Ti ringrazio per il contributo.

      Ma … come mai non sei riuscito a leggere tutto?

      E’ una pura curiosità. 😊

    • Forum Coscienza Maschile ha detto:

      Non metto etichette su nessuno, commento solo le idee.
      Non penso si possa accettare un pensiero che espressamente contesta le verità di fede, che hanno santificato generazioni di cristiani. A partire dai pescatori di Galilea fino ai pastorelli di Fatima, la cui fede era improntata a semplicità e umiltà.

  • Adriana 1 ha detto:

    Ma poi…
    dove è andata a finire la ” sana ” diffidenza di Enrico nei confronti di tanti ” mistici ” ? Queste signore qua mi sembrano, più che altro. anticipatrici degli ” eventi ” di Marina Abramovich.

  • Tonino T ha detto:

    Citazione:
    Sarà quindi un caso che il Poeta prima di salire in Paradiso scende all’Inferno? E non sarà, allora, che la condizione imprescindibile per risalire è quella di toccare il fondo? Ovvero quel fondo che Gesù, sudando sangue, tocca nell’Orto degli Ulivi: «Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua volontà»? E non lo beve Egli fino al fondo?
    — Parere:
    Penso che questo paragone non mi convinca.
    I Penso che i cancelli dell’inferno siano stati aperti dai demoni impauriti nella Sua discesa dopo la Sua dolorosa passione e morte e prima della Sua Gloriosa Resurezione.

    CRISTO DISCESE AGLI INFERI
    https://www.vatican.va/archive/catechism_it/p122a5p1_it.htm

  • Adriana 1 ha detto:

    Prima scendere all’Inferno…allora bisogna ringraziare l’aiutino di Speranza…e di molti altri demoni:
    https://www.maurizioblondet.it/cosi-speranza-ha-ridotto-la-sanità/

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