The Spectator: gli Italiani Erano Fascisti, Approvano il Green Pass. Nihil Sub Sole Novi.

20 Settembre 2021 Pubblicato da

 

Marco Tosatti

Carissimi Stilumcuriali, su suggerimento di uno di voi sono andato a leggere questo articolo, apparso su lo Spectator, e seguendo il consiglio del nostro amico l’ho tradotto. Potremo risentirci, del suo contenuto; ma difficilmente si potrà negare la sostanza. E d’altronde anche la violenza verbale di gente come Lucarelli, Parenzo, Burioni e altre creature del genere fa risuonare nelle orecchie di chi ha studiato quel periodo – gli anni ’20 – echi profondi, dall’olio di ricino alla denigrazione degli avversari politici (“Cagoja”). Buona triste lettura.

§§§

 

All’inizio di agosto, l’Italia ha vietato ai non vaccinati la maggior parte della vita sociale, poi la maggior parte dei viaggi e ora la maggior parte del lavoro. I non vaccinati sono dei paria.

Eppure, a differenza della Francia, per esempio, dove centinaia di migliaia di persone sono scese in piazza per protestare contro i passaporti vaccinali obbligatori, in Italia quasi nessuno ha protestato contro “Il Green Pass” che è ora il più draconiano d’Europa.

Gli italiani non sono mai stati particolarmente amanti della libertà, e di conseguenza la libertà non è mai fiorita in Italia. Questo, credo, spiega perché questa rimozione delle libertà di base – o dei diritti, se dobbiamo – degli italiani non vaccinati da parte del premier non eletto Mario Draghi sia così popolare.

Giovedì, il governo di unità nazionale di Draghi ha emesso un nuovo decreto che estende “Il Green Pass” a tutta la forza lavoro: 23 milioni di italiani. Questo entrerà in vigore il 15 ottobre.

I non vaccinati sono già stati banditi dal 6 agosto dalla maggior parte dei luoghi pubblici al chiuso come bar, ristoranti e palestre, più molti all’aperto come gli stadi di calcio e il Colosseo. E dal 1° settembre da aerei, traghetti, treni interregionali e pullman, oltre a università (personale e studenti) e scuole (solo personale). Il vaccino è obbligatorio per gli operatori sanitari da aprile.

Più o meno le uniche attività comuni che i non vaccinati saranno ora autorizzati a fare fuori dalle loro case sono lo shopping – e la messa.

Possono ancora ottenere ‘Il Green Pass’ pagando un test Covid ogni 48 ore – ma presumibilmente pochi lo faranno – oppure se hanno avuto il Covid e lo possono dimostrare.

Il fatto che il 75% degli italiani sopra i 12 anni sia già completamente vaccinato e l’80% dovrebbe esserlo entro la fine di questo mese non ha fatto alcuna differenza. Nemmeno il numero relativamente basso di casi di Covid in Italia – circa 4.500 nuovi casi e 50 morti al giorno (la Gran Bretagna, in confronto, ha circa 29.500 nuovi casi e 175 morti al giorno).

L’ex capo della Banca Centrale Europea Draghi, che ha salvato l’euro con il suo massiccio acquisto del debito sovrano della zona euro, apparentemente pensa che per salvare l’Italia tutti quelli sopra i 12 anni devono essere vaccinati.

Le pene per chi viene colto in flagrante senza ‘Il Green Pass’ includono multe fino a 1.500 euro (1.200 sterline), la chiusura temporanea di locali commerciali e di intrattenimento e la sospensione dal lavoro senza stipendio – ma non il licenziamento.

Ci sono circa 11 milioni di italiani, dai 12 anni in su – circa il 20% – che non hanno avuto una prima dose del vaccino con una seconda prenotata – il requisito per il pass. Si potrebbe supporre che ci siano molti più milioni di italiani vaccinati profondamente preoccupati per una così grave violazione delle libertà civili dei non vaccinati. Non ci sono.

Le proteste in Italia contro ‘Il Green Pass’ sono state patetiche. C’è stato molto linguaggio violento sui social media ma poca violenza effettiva.

Praticamente nessuno ha ascoltato gli appelli a bloccare le principali stazioni ferroviarie il 1° settembre, quando il divieto è stato esteso ai viaggi a lunga distanza. Un gran numero di poliziotti ha aspettato invano.

Sì, alcuni operatori sanitari e insegnanti sospesi stanno facendo causa allo stato per violenza privata e discriminazione – e molti altri da altri lavori seguiranno l’esempio – ma i giudici stanno decidendo contro di loro per una serie di ragioni, come quella molto scivolosa che i loro diritti non sono violati perché possono ancora ottenere ‘Il Green Pass’ se pagano per un test Covid ogni due giorni.

Non sappiamo quanto dura l’immunità da vaccinazione o l’aumento della resistenza – eppure ‘Il Green Pass’ è valido per 12 mesi. I vaccinati possono ancora, ovviamente, essere infettati e possono infettare gli altri. Questo significa che l’unica giustificazione davvero convincente per il divieto italiano dei non vaccinati – il raggiungimento dell’immunità di gregge – sembra fallace. In Italia, per esempio, più di un terzo del totale – 59.305 – di coloro che si sono infettati con il Covid in agosto erano parzialmente o completamente vaccinati.

Draghi è il sesto premier non eletto in Italia da quando Silvio Berlusconi si è dimesso nel 2011 – non eletto nel senso che né lui né gli altri cinque sono arrivati al potere attraverso le urne come capo di una coalizione o di un partito vincente. Eppure, se le elezioni si tenessero oggi, Draghi potrebbe effettivamente vincere, tanto sono popolari i suoi mandati vaccinali. Più di due terzi approvano sia Draghi come premier che il suo trattamento draconiano dei non vaccinati, secondo i sondaggi. Una percentuale simile pensa che dovrebbe essere ancora più dittatoriale e sostituire “Il Green Pass” con la vaccinazione obbligatoria. In effetti, il 61% degli italiani pensa che, lungi dal privarli della libertà, tutti questi divieti in realtà aumentano la loro libertà.

L’unico partito che si oppone alla trasformazione dei non vaccinati in paria è il post-fascista Fratelli d’Italia, che nella maggior parte dei sondaggi degli ultimi mesi ha un sostegno leggermente superiore (circa il 20%) rispetto ai suoi due rivali più vicini, la Lega di estrema destra con cui è normalmente alleato e il Partito Democratico post-comunista. Ma su questo tema non è affatto in sintonia con la stragrande maggioranza.

Nulla di tutto ciò mi sorprende dopo un quarto di secolo che vivo qui, perché la cosa dell’Italia è che fa solo finta di essere un paese libero. Lo si vede nelle piccole cose come la carta d’identità che devi avere e mostrare sempre. O nella domanda “dove risiedi?” piuttosto che “qual è il tuo indirizzo? E nei blocchi stradali ovunque presidiati da poliziotti con mitragliatrici che fermano le auto a caso. Ci sono così tante leggi e così tanta burocrazia che tutti sono colpevoli di qualcosa.

In Italia, se vieni fermato per guida in stato di ebbrezza – come è successo a me, curiosamente, da un vigile urbano chiamato Mussolini – per riavere la patente devi dimostrare che sei idoneo a guidare alla fine del tuo divieto con un esame del sangue. Questo verifica il tuo consumo medio di alcol, il che significa che devi smettere di bere un mese buono prima del test. Se lo superate, riavrete la vostra patente per tre mesi, durante l’ultimo mese dei quali dovrete smettere di bere e fare un altro esame del sangue. E così via.

La ragione per cui gli italiani sono così infedeli alla libertà è stata identificata, credo, dall’antropologo francese del XIX secolo, Gustave Le Bon, e dal suo libro cult La Psychologie des Foules (1895). Le Bon definì l’era moderna come “l’era delle folle” – non della democrazia – perché dopo il crollo della vecchia Europa, la folla era l’ultimo potere sovrano rimasto. Ma la folla è impotente, notò, senza un leader carismatico.

Le Bon ha fatto una distinzione particolare tra le folle anglosassoni e quelle latine:

“È più specialmente nelle folle latine che l’autoritarismo e l’intolleranza si trovano sviluppati nella misura più alta. Infatti, il loro sviluppo è tale nelle folle di origine latina che hanno interamente distrutto quel sentimento dell’indipendenza dell’individuo che è così potente negli anglosassoni. Le folle latine si preoccupano solo dell’indipendenza collettiva della setta a cui appartengono, e il tratto caratteristico della loro concezione dell’indipendenza è il bisogno che sentono di portare coloro che sono in disaccordo con loro in immediata e violenta sottomissione alle loro credenze”.

“Tra le razze latine, la parola democrazia significa soprattutto l’obliterazione della volontà e dell’iniziativa individuale a favore dello Stato. A quest’ultimo viene sempre più concesso il potere di gestire, centralizzare, monopolizzare e produrre. (…) Tra le razze anglosassoni, soprattutto in America, la stessa parola democrazia significa, al contrario, lo sviluppo intenso della volontà individuale e la limitazione dei poteri dello Stato (…)”.

Sperimentare in prima persona come gli italiani stanno reagendo alla crisi di Covid mi ricorda che la narrazione storica dominante sul fascismo inventata dal Partito Comunista Italiano – il più grande partito comunista al di fuori del blocco sovietico – per assolvere gli italiani dalla colpa è una sciocchezza: che il fascismo è stato imposto non voluto. Gli italiani hanno voluto il fascismo per fermare il comunismo. Non è stato imposto. Così come vogliono questa nuova forma di dittatura per fermare il Covid.

Nicholas Farrell
Nicholas Farrell è l’autore di Mussolini: A New Life (Weidenfield & Nicolson/Orion Phoenix)

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100 commenti

  • Aldo ha detto:

    Oltre che da Blondet l’articolo è stato ripreso dal blog del sito di Toscano, VisioneTV https://visionetv.it/in-italia-ce-una-dittatura-una-lezione-di-liberta-dallo-spectator-contro-il-green-pass/ Segno che in Italia non sono ancora tutti bambocci isterici.

  • Milli ha detto:

    Guardate che ho trovato su Nicholas Farrell, un articolo del 2010.
    https://www.google.com/amp/s/www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/15/farrell-contro-travaglio-e-pagani/77006/amp/
    Farrell vive (o viveva) a Predappio!!
    Lui Mussolini lo ama e lo rimpiange!!!!
    Mamma che ridere 😂😂😂😂😂
    https://en.m.wikipedia.org/wiki/Nicholas_Burgess_Farrell

    • Che male c'è? ha detto:

      Se ha battibeccato con Travaglio è certamente una persona seria. E se ha nostalgia del Duce, che male c’è? Non è mica l’unico.

  • Gaetano2 ha detto:

    Non entro nella disputa, solo che, forse ho capito perchè nonostante che “…gli Italiani Erano Fascisti, Approvano il Green Pass. Nihil Sub Sole Novi”, Nicholas Farrell preferisca stare in Italia (e io sto fuori e fa già freddo)…

    https://www.ilgiornale.it/news/mondo/licenziati-perch-bianchi-lenglish-tour-opera-lascia-casa-14-1976777.html

  • Riccardo ha detto:

    I popoli anglosassoni sono quelli che hanno più ceduto al politicamente corretto, al progressismo, all’ideologia woke e alla cancel culture. Molte di queste correnti sono loro invenzioni, nate nelle università anglosassoni che ultimamente stanno diventando madrase ideologiche dove non esiste libertà accademica: https://michaelrobillard.substack.com/p/how-i-left-academia-or-how-academia Insomma, non è una questione di “masse italiane” contro “masse anglosassoni”, ma è questione di quali sono le coordinate culturali di base. Nei paesi anglofoni la società e le identità culturali si sono liquefatte, ma le istituzioni politiche ancora fanno da filtro tra l’ideologia del potere e il singolo individuo. In Italia la politica è dall’unità ad oggi espressione di un ceto dominante alle cui scelte il popolo non partecipa attivamente, ma solo puntellando i vari partiti. Visto lo stato pietoso della politica e dei politici italiani è anche scontato che gli italiani “tirino a campare” fregandosene della politica. Questo gioco ha funzionato finché i politici in tempi recenti si sono messi in testa di trasformare la società in un campo di rieducazione gestito dallo Stato (dopo decenni di monopolio culturale della sinistra), ma ciò viene sommerso da una manipolazione e un lavaggio del cervello mediatico che mettono paura.

  • stefano raimondo ha detto:

    Il grado di omogeneità delle società occidentali odierne supera di gran lunga quello delle società totalitarie del secolo scorso. (Alain de Benoist – Visto da destra)

  • Polidoro ha detto:

    Vedo con piacere che anche l’ottimo Maurizio Blondet ha ripreso il pezzo di Farrell.

  • Di recente ha detto:

    Di recente, in una trasmissione tv di Paolo Mieli fu data la notizia che la principessa Maria Jose’ incaricò, prima dell’entrata in guerra dell’Italia, uno dei gerarchi fascisti, Italo Balbo, di intervenire presso Mussolini per cercare di dissuaderlo dall’entrata in guerra. Balbo si prestò , ma non fu ascoltato e al suo rientro in Libia, di cui era governatore, morì in uno strano incidente aereo.

  • Gaetano2 ha detto:

    Penso che quanto afferma il prof. Di Bella possa avere qualche attinenza con il tema trattato. La domanda viene posta dopo il 43mo minuto.
    Buon ascolto a chi vuole sentirlo.

    https://youtu.be/wtpEtUDjJ50

  • FANTASMA DI FLAMBEAU ha detto:

    A ciascuno il suo.
    (Tosatti, veda lei. Ho sfrondato ed edulcorato il più possibile. Più di così non riesco.)

    Anarcoidi “pittoreschi” ai tempi di Ferdinando II, statolatri con Mussolini, privi di senso dello Stato fino a ier sera, oggi di nuovo masse ottuse. Gli anglos che fanno reportage sull’Italia sono, storicamente e sociologicamente parlando, degli imbecilli.
    Pigliano le apparenze di turno -vere, innegabili- e ne fanno sempre e comunque pilastri del loro castello di pregiudizi. In cui si nascondono dal secolare complesso di colpa per aver rinnegato la fede degli antenati piegandosi a re debosciati e amazzoni redivive (“regina Astrea”). Guadagnando in cambio il mondo. Le nostre anime per un impero. Più o meno consciamente sanno che prima o poi arriverà il conto (cfr. l’auto-catastrofismo di tanta loro letteratura) e si distraggono/giustificano disprezzando gli altri.
    I latini inferiori alle “razze” nordiche (il razzismo moderno, “scientifico” e ideologico, per chi non lo sapesse, è made in England; vedi darwiniano “fardello dell’uomo bianco -anglosassone-” e Houston Stewart Chamberlain – Hitler). Anche quando non enunciati esplicitamente, o polcorrettamente negati, sono concetti introiettati da generazioni che in controluce culturale rivelano la firma di ben precisi esclusivi college.
    Dal pulpito di chi ha reso un’isoletta senza risorse proprie, prima, e una terra tutt’altro che spopolata, poi, degli imperi con metodi -Drake and Chivington and Hiroshima- che avrebbero scandalizzato Giulio Cesare e fatto vergognare Attila e Gengis Khan. E sta ora follemente picconando ciò che resta delle mura della Civitas Romana. Per masochismo indotto -a proposito di masse rincovinizzate- o perché noli li tangerà nei loro villoni.
    In sintesi: eravate più simpatici e molto meno ipocriti quando vi dipingevate la faccia di blu.

    Sfogo patriottico (a pregiudizio pregiudizio al quadrato) soddisfatto, ciò che -purtroppo- c’è di vero.
    “Il popolo è femmina e va dietro al maschio più forte” (Benito Mussolini; secondo le varie versioni a “femmina” si possono sostituire altri predicati nominali).
    Non starò qui a fare il bignami di 13 secoli di Italia divisa, poi appiccicata assieme con la colla liberale, e assai più col sangue delle trincee ’15-’18.
    Di certo si può dire questo: il fascismo non inventò nulla, in nessun senso. Una sub-coscienza comune di italianità, sui due pilastri di Romanità e Cattolicità, era pre-esistente. Mussolini, da amorale e sommo pragmatico qual era (finché il potere non lo rese “il monumento di se stesso”) ne prese semplicemente atto. E su quelle basi fece in quel ventennio “qualcosa” che, per nostalgia (irrazionale a dir poco) o demonizzazione assoluta (altrettanto irrazionale), o entrambe (https://www.youtube.com/watch?v=OQYAoGfUPQQ; https://www.youtube.com/watch?v=JcEn6ee6Zsc: da incidere nel marmo), continua ad essere un riferimento ineludibile del nostro presente.
    Specialmente per chi lo nega.

    Ai luogocomunisti forasti e nostrani, ai 3.0 Vittorio Emanueli “custodi” dello Statuto, ducetti che hanno spezzato le reni alla Grecia, generali Robotti “si puntura troppo poco”, gerarchi col camice bianco, maestrine televisive, federali regionali, politici e intellò con la forma mentis di figli di lupe e lupanari.
    Italiani zeloti perché “LVI ha sempre ragione” (meno faticoso che pensare con la propria testa), gregari per conformismo, la tessera del fascio (verde) perché “così fan tutti”, “tengo famiglia”, il braccio teso (alla siringa) “come al solito”?
    Sì. E’ -tristissimamente- evidente. Stavolta però forse qualcuno ha imparato. Ponza e tutte le isole non basteranno. E i tempi vanno molto più in fretta che nel passato: vent’anni oggi equivalgono a due, tre, al massimo quattro. Se restiamo su corsi e ricorsi, mutatis mutandis e Piazzali. Ma non è detto. Potrebbe anche andare meglio/peggio. A seconda.
    “C’è sempre una prima volta” (anche ultima, casomai fossimo davvero al The End).

  • luca ha detto:

    I cittadni Itliani sono come i cittadini del resto del mondo e ,continuerò dirlo fino alla nausea ADDORMENTATI ,ASUEFATTI,DROGATI DAL SISTEMA e non se ne esce….la potete girare come volete ma è cosí ….voi credete davvero
    che la rivoluzione Francese venisse dal popolo? per fare un esempio……oggi come ieri c’e sempre qualcuno dietro che controlla le masse e le dirotta dove vuole lui ,anche nel burrone se serve e la massa ci va

    • Polidoro ha detto:

      Resta il fatto che in Italia ci sono il Green Pass, la sospensione delle libertà costituzionali, e l’obbligo vaccinale per alcune categorie (per ora), mentre in molti altri paesi, e non solo europei, tutto questo non esiste, almeno per ora.

      • luca ha detto:

        lei crede veramente che si il green pass negli altri paesi non
        ce sia percè la gente è più contraria di noi.?

        • Claudemar ha detto:

          In UK e’ cosi’. Le genti non accettano mai una cosa come Green Pass. Prime Minister Johnsson ha ammesso questo. Ma anche tanti altri posti fanno cosi’.

          • luca ha detto:

            certo ma lei considei che gli usa sono un insieme di stati
            federali che possono decidere indipendentemente

  • Nobis! ha detto:

    Gli italiani sono figli della romanità e il fascismo è l’unico periodo di gloria romana dopo secoli di decadenza e asservimento allo straniero.
    Il borghese anglofono liberale democratico che ci guarda dall’alto in basso – discendente da quei barbari che tenevamo sotto il gladio e parlante la più brutta lingua del mondo – meriterebbe di essere cacciato dal sacro suolo patrio per rispedirlo nel suo plutocratico recinto.
    In esilio anche gli italiani che lo approvano

    • massimo trevia ha detto:

      gli italiani?godevano nel tenere sotto il gladio i barbari( o meglio, i romani non gli italiani)e ora godono di averlo infilato dove non batte il sole:i cosiddetti “barbari”non hanno attaccato per primi loro i romani:lo hanno fatto come reazione alle prepotenze romane:ne avevano diritto i romani di farlo?Io sono ligure da sempre e i miei avi hanno patito l’arroganza romana e ammiro chi ama la liberta’,come i discendenti dei barbari che lei disprezza,il che non mi impedisce, a scanso di equivoco, di amare la grandezza ,comunque, della romanità’,ma non sentiamola in senso sacrale e non disprezziamo nessuno, per favore!Invece di gasarci cerchiamo invece umilmente di esserne degni!

      • Enrico Nippo ha detto:

        Lei sta parlando dei Romani!

        Ha la minima idea di che è stata Roma?

        Non so se mi spiego.

        • Leo ha detto:

          Ci mancava solo il revisionismo neoligure! Ma roba da matti! Come si fa a scrivere: i miei antenati hanno molto sofferto per colpa di Roma?! Ma quali antenati, dopo duemila anni! Magari discendi da uno dei legionari di Cesare e i tuoi avi prendevano i Liguri a gladiate. Studiati Cicerone, Cesare, Virgilio, Orazio, Tacito e Seneca, piuttosto, e impara a essere fiero di loro!

          • massimo trevia ha detto:

            il centro della questione e’ che non si devono disprezzare i cosiddetti “barbari” e che gli italiani siano in gran parte voltagabbana e’ vero, chiunque lo dica.In quanto a mel,il mio cognome e’ autoctono e perciò’ da “quei”liguri ne discendo di sicuro e siccome da bambino ero biondo e poi con la barba rossiccia avrò’ anche qualche avo longobardo, magari qualche gallo di cui non mi vergogno affatto e mi nausea invece questo modo di esaltare la romanità’;quanto a voi che mi attaccate me ne faccio un baffo del vostro fanatismo:davanti a Roma pretendereste che ci si inchini?Ah ah ah:amare la romanità’ e’ cosa molto piu’ seria di questo!Poi imparate questo:quando i tuoi avi sono in un luogo da secoli anche se l’ipotetico capostipite non fosse di questo luogo per forza nello scorrere delle generazioni la tua famiglia si andrà’ ad imparentare con chi e’ qui da ancora piu’tempo e perciò’ dai liguri antichi discendo di sicuro!

    • marzio ha detto:

      Finalmente! Tirare sempre in ballo la categoria del fascismo, che nulla c’entra con quello che sta accadendo, serve solo a gettare merda sugli italiani, che sono molto meglio di quei palloni gonfiati d’oltremanica. Basta il comunismo di ritorno degli orfanelli italiani di Stalin per dire peste e corna di quello che sta succedendo da noi

  • monica ha detto:

    Ma quindi la morale dell articolo qual é? Che gli italiani si autoinfliggono dittature liberticide, e intendono la democrazia come delega in bianco del potere mentre sono impegnati nelle loro piccole cose ?
    Scusate ma devo lasciare questa discussione interessante, perché ho la quarta dose per poi andare all’apericena

  • Claudius ha detto:

    Carissimo Tosatti, grazie ancora per avere tradotto quest’articolo.

    Il problema di cui si tratta nell’articolo e’ reale, e le reazioni becere e scomposte di molti anche qui sopra, che invece di riflettere sul contenuto la mettono subito sul piano, infantile, di “ma chi si crede questo per dare a noi lezioni, si guardi dentro casa sua che hanno la massoneria, il malthusianesimo, etc” sono deprimenti e la dicono lunga sul fatto che nella psicologia dell’italiota medio, che nel caso magari si definisce perfino “cattolico tradizionalista”, non importa, puo’ definirsi in qualsiasi modo ma la sostanza non cambia, sia ben radicata la tendenza al gregge e all’asservimento al Potere.

    Vorrei aggiungere che la violenza a cui stiamo assistendo in Italia in questi tristi tempi, non e’ solo quella dei vari Lucarelli, Parenzo, Burioni, Gruber, e tutti gli altri.
    La violenza e’ anche quella dell’addetto ai carrelli del supermercato che viene a dirti “si metta la mascherina anche sul naso”, e lo fa con l’espressione meschina del servo di basso livello che gode nell’esercitare su di te un potere, un potere piccolo picolo, di infimo valore, ma che lo fa gia’ godere.
    Mica lo fa “per proteggere la salute degli altri clienti”, sono storie. Lo fa perche’ gode nell’esercitare un potere, per quanto miserabile, sul suo prossimo.
    Questa e’ gia’ violenza, e i vari Burioni, Lucarelli & co. sono esattamenti uguali a questo qui, solo un po’ piu’ noti al grande pubblico.
    Questo piccolo servo e’ un esempio perfetto dell’italiota di cui si parla in questo articolo, e la cui psicologia, moltiplicata per qualche milione di individui simili a lui, ha formato il terreno di coltura del Fascismo e della privazione delle liberta’ fondamentali, che oggi torna, potenziata, nella forma della dittatura sanitaria

    Vivo in Inghilterra da molti anni, e con tutti i difetti che si posson trovare alla UK, posso dire che scene di questo genere qui non ne ho mai viste, mentre in Italia sono all’ordine del giorno. E questo e’ un fatto, che dimostra inequivocabilmente che nella psicologia collettiva dell’italiano medio c’e’ un posto molto preciso dove crescono le dittature e il consenso per esse.

    Alla fine aveva ragione Mussolini, quando diceva che lui il Fascismo non lo aveva inventato ma lo aveva trovato gia’ bello e pronto nel subconscio degli italiani e lui si era limitato a trarlo fuori da li’.

    • monica ha detto:

      Personalmente non ne ho viste neanche in Francia. In Italia sì, di continuo. Questa estate in chiesa mi dissero anche che non potevo inginocchiarmi per la distanza da tenere : feci osservare che ero appositamente in fondo alla chiesa, in piedi, con a fianco solo i miei tre figli e ben lontana dai banchi con i fedeli seduti a scacchiera. Non seppero che rispondermi, non era prevista l eccezione ma era anche talmente evidente la proposta insulsa. Mai fatta questa osservazione in Francia, né mai mi hanno offerto il gel prima della Comunione. Deo Gratias.

      • Claudius ha detto:

        Appunto, si tratta di una reazione “psicologica” dell’Italiota medio, come un riflesso condizionato, che non ha una vera giustificazione razionale. Gli hanno detto che “deve” fare cosi’, e lui lo fa. La liberta’ di scelta, dell’individuo, della persona, etc. sono tutte cose aliene alla sua psicologia oscura. Cosa che non e’ da altre parti con altri popoli, che hanno una ben maggiore coscienza della liberta’ individuale. Ecco perche’ questo articolo e’ comunque importante, anche se non ne condivido tutte le tesi. Pero’ e’ importante perche’ tocca un nervo scoperto della psicologia collettiva del popolo italiano. I potenti sanno come manipolare queste caratteristiche psicologiche. E per questo hanno “deciso” che l’Italia doveva essre il laboratorio dove sperimentare la dittatura sanitaria. E hanno fatto bene dal loro punto di vista perche’ gli italiani sono docili come pecorelle. E non capiscono una dittatura quando ne vedono una. E di tutto questo bisogna parlare.

        • monica ha detto:

          In Italia, paese di cultura cattolica, é ancora radicato il senso popolare di ” bene comune” . Ed é tramite il discorso sul bene comune, giusto in principio per la politica, farcito di provvedimenti slegati da coerenza scientifica e logica (vedi regole per i treni interregionali e per le metro), che si é potuti arrivare a deviarne il senso permettendo di anteporlo ai diritti individuali. Esperimento rischioso poiché qualunque contenuto la politica incorpori al “bene comune” in futuro, potrà soffocare i diritti individuali. I paesi con governanti che non hanno deviato il senso di bene comune, resistono meglio alle ideologie. Nei paesi dove i diritti individuali restano molto forti, non si é arrivati alle forti imposizioni viste in Italia, né all assillante martellamento mediatico di uno storytelling parziale e talvolta menzoniero (ma vista la classifica mondiale sulla libertà di stampa italiana, questo non stupisce).

        • Polidoro ha detto:

          Caro Claudius, direi che Lei ha centrato il punto. Non si tratta di condividere per filo e per segno l’intero contenuto di questa analisi di Farrell, ma di interrogarsi su alcuni rilievi che, come Lei scrive e come le reazioni scalibrate che leggiamo in molti commenti dimostrano, vanno a toccare un nervo scoperto.

        • Polidoro ha detto:

          Da Pierpaolo Pasolini a Dario Fo a Eugenio Scalfari (climax molto discendente, anzi precipite), lunga sarebbe la lista dei trasformisti convertitisi all’antifascismo non appena avvertito il primo refolo di aria novella! *** La nostra è una Repubblica fondata sul trasformismo. La Resistenza, fenomeno terminale e relativamente marginale, è stata elevata a paradigma di un’intera nazione, fino a rimuovere dalla coscienza della popolazione la realtà che la guerra era stata perduta, per giunta voltando le spalle agli alleati, e che l’Italia non era mai stata fascista, salvo pochi brutti e cattivi da punire. *** Una Repubblica fondata su un’ipocrita impostura non può che tramontare nell’ipocrisia di un branco di impostori. *** Se l’Italia avesse avuto il coraggio di fare seriamente i conti con il Ventennio fascista, forse la Repubblica italiana e il grosso del suo popolo avrebbero potuto raggiungere l’età adulta. Ma così non è stato. Di tale incapacità strutturale le affermazioni che leggiamo qui in alcuni interventi, come quelli di Stilumcuriale emerito, sono eloquenti attestazioni.

    • Milli ha detto:

      Se si riferiva a me , quando scriveva di atteggiamenti infantili, deprimenti e tipici della psicologia dell’italiota medio, che magari si considera pure cattolico tradizionalista, le faccio notare che neppure lei ha dimostrato una grande apertura mentale , visto che è bravo solo ad offendere. Anzi, mi sembra piuttosto ripetitivo.
      Fa molto più chic accodarsi agli insulti di un qualunque giornalista inglese che si lamenta di non poter ubriacarsi in pace , lo capisco. È , a mio avviso, il difetto peggiore degli italiani, l’esterofilia, non amare il proprio paese, lasciarsi trascinare da qualunque opinione che provenga dall’estero, infatti all’estero sono sempre meglio di noi, giusto?
      Io non sono chic, sono italiota, come dice lei e pure cattolica tradizionalista, il secondo insulto peggiore, dopo quello di no vax ma non me ne vergogno.
      In quanto agli inglesi, anche loro hanno le loro gatte da pelare, prima di tutto hanno uno dei tassi più alti di vaccinazione , quindi sono corsi come pecore a inocularsi senza nemmeno bisogno delle minacce, e anche la loro famiglia reale , a cui si inchinano da secoli, non è questo specchio di virtù.
      https://www.dailymail.co.uk/news/article-10007177/Prince-Andrew-holds-crisis-talks-sex-case-disastrous-week-trying-fight-claims.html

      • stilumcuriale emerito ha detto:

        “Io per esempio” non è una dimostrazione e non è generalizzabile a tutti, ma è comunque una testimonianza.
        Ecco, io per esempio negli anni tra il 60 e l’80 del secolo scorso, sono andato spesso all’Estero non come turista ma per motivi di studio e di lavoro. Sono stato in Francia, in Svizzera, in Germania, in Belgio, in Olanda, in Irlanda, in Romania, in Algeria, in USA e , salvo in uno o due casi particolari, sono sempre stato oggetto di rispetto e, qualche volta anche di ammirazione e di elogio. “Ahh, you are italian!!! ” era più che un complimento. Per favore, smettiamola di fare gli autolesionisti e di compiacerci più di chi parla male di noi che di coloro che ci apprezzano.

      • Claudius ha detto:

        Si’, mi riferivo anche a lei, e con questo ulteriore schizzo di astio conferma in pieno il mio precedente commento sull’invincibile ottusita’ italiota. Continui pure a consolarsi con il mantra “gli inglesi si guardino a casa loro prima di permettersi di criticare noi” e si goda il green pass. Auguri.

        • Milli ha detto:

          Adesso schizzo, ma guarda un po’. Che forse Farrell è amico suo per prendersela così tanto? Non la sapevo così permaloso.

          • Leo ha detto:

            Ahahaha, vedi come ragionano? Ti chiedono se è tuo amico, perché loro ragionano così. Se gli tocchi l’amicuzzo, a loro va il sangue alla testa e pensano che succeda anche agli altri. Povera Italia!!!

          • Milli ha detto:

            Veramente tante offese personali solo per aver espresso un parere diverso non è concepibile, né civile.
            Mi dispiace per voi, avete dei problemi.

    • massimo trevia ha detto:

      bravo, e w gli inglesi!!!!!!

    • Aldo ha detto:

      Le risposte di quelli che fanno gli offesi sono ridicole. Sembrano quelli della Corte costituzionale quando la CE premeva perché recepissero nell’ordinamento italiano le norme comunitarie: “Iè cchi sono chisti di Buruccuselles, ca vengono a insegnare a noi come si fanno le leggi…… a nnoi, ca siamo la culla del diritto!” Vediamo bene oggi com’è attenta a tutelare il diritto la Corte costituzionale! Qui è tutto un “io c’ero” (madddechè!), “io si che ho studiato i libri di storia”, “loro devono tacere” e altre uscite da bambini dell’asilo. Degna rappresentanza dell’italiota medio. Per questo l’Italia sembra un gigantesco asilo infantile.

      • Claudius ha detto:

        Hai completamente ragione, caro amico. Purtroppo e’ cosi’. Il popolo italiano e’ inemendabile. “Pecore matte”: lo aveva capito gia’ Padre Dante.

  • Marco Matteucci ha detto:

    Conferenza della veggente Luz De Maria sulle rivelazioni del Grande Avvertimento

    I TEMPI SONO MATURI PER IL GRANDE AVVERTIMENTO DI DIO!

    L’Avvertimento Universale sarà un evento cosmico senza precedenti nella storia dell’umanità, un fenomeno di natura sconosciuta per la scienza; secondo molti veggenti si manifesterà come una Luce, accesa nelle profondità del Cosmo e proveniente direttamente da Dio, che impressionerà la terra per circa 20 minuti. Sarà visibile dall’occhio umano ma sarà anche una forza invisibile che scuoterà la coscienza degli uomini, provocando forte turbamento dell’essere a livello emotivo, psicologico e spirituale ma che non produrrà nessun danno fisico diretto; pertanto, si potrebbe ben definire come “l’ultimo sforzo del cielo” affinché l’umanità prenda piena coscienza di Dio e del peccato, ampliando la dimensione spirituale e la comprensione dell’Enorme Grandezza della distanza che ci allontana da Dio a causa dei nostri peccati.

    In altre parole, questo Avvertimento universale metterà a dura prova la coscienza dell’umanità; non sarà quindi qualcosa che modificherà il corso degli eventi catastrofici che dovremo affrontare, ma piuttosto ci verrà data la possibilità di cambiare la nostra prospettiva di fronte a questa realtà, sarà un’opportunità di ottenere grandi benefici spirituali…

    Se vuoi leggere tutto:
    https://reginadelcielo.com/avvertimenti-e-profezie/il-grande-avvertimento-universale/

  • Dubbi Ecclesiali ha detto:

    La parte sulle distinzione tra “razza latina” e “razza anglosassone” è una chiara minchiata, ma l’articolo in generale.
    Diciamo piuttosto che l’idea dell’individuo come piccolo Dio indipendente dagli altri, che si crea il suo mondo, la quale sta alla base delle ideologie libertarie, è generalmente aliena alla nostra identità culturale ma per prima cosa è totalmente contrario al Cristianesimo stesso. Non è un caso se gli Americani hanno pervertito così tanto il messaggio evangelico, conciliando tra loro elementi inconciliabili.
    In realtà, ciò che manca è un collante comunitario di valore, le fondamenta religiose che sono necessarie perché un popolo fiorisca e rimanga sano.
    Non ci manca quel libertarianismo che invece sta alla base di tutte le generazioni moderne, perché in esso il singolo individuo diventa il suo Dio e quindi comincia a credere di non avere più limiti alcuni – nemmeno quelli dati dalla natura stessa (vedi quindi omosessualità, trasgenderismo, etc.).
    Gustave le Bon lasciamolo con gli altri tromboni delle ridicole ideologie positiviste di fine ‘800.

  • Anonimo verace ha detto:

    Gli italiani non vogliono questa nuova forma di dittatura per fermare il covid. Gli italiani sono convinti che la salute corporale sia il bene più grande da tutelare. Sono rintontoliti dalla propaganda politica televisiva che prospetta loro una unica soluzione. Sanno che i dissidenti vengono emarginati e colpiti. Non si rendono conto che sia i giornalisti che gli esperti sono al 90% appartenenti alla stessa area politica di sinistra, area di influenza troppo vasta per essere combattuta.

  • Greg ha detto:

    Dice bene l’articolo quando afferma la prevaricazione della burocrazia nella vita degli italiani e la consapevolezza di poter essere sempre colpevoli di qualcosa per l’enorme mole di legge, leggine e decreti applicativi vari.

    • Polidoro ha detto:

      Dice bene, Greg. L’italietta (che è altra cosa dall’Italia come entità culturale) sguazza nel suo astrolabiuccio tolemaico di codicilli, leggine, commi e sottocommi. E quanto tutto ciò sia un’ignobile farsa lo si vede proprio in questi giorni (se non hanno le fette di salame sugli gli occhi), nei quali di tutto questo splendido corpus, a partire dalla Costituzionepiùbelladelmondo, vien fatto strame!

  • carlo ha detto:

    Incredibile, ormai il dottor Tosatti è una specie di O.G.M. risultante dalla fusione tra i geni di un neofascista cattotradizionalista karateka e quelli di un massone demoliberale anglofono! Tutta colpa del governo, del papa e del covid 🙂

    • Marco Tosatti ha detto:

      Massone? Tutto il resto possiamo parlarne, ma massone…eddai…

      • Borghese pasciuto ha detto:

        Quindi neofascista sì? L’avevo ben detto, io!

        • Marco Tosatti ha detto:

          Come di consueto, non ha capito una cippa. I nuovi “fascisti” siete voi, più per conformismo ottuso, interesse, quieto vivere, servile ossequio a un’autorità qualsivoglia, paura e viltà che per convinzione ideologica, che avrebbe anche se sbagliata, una sua nobiltà. L’ha capito adesso, o devo farle un disegnino, genio?

          • Claudius ha detto:

            Bravissimo Tosatti, perfetta la sua risposta al saputello “antifa” di turno. Lei e’ veramente uno dei pochissimi in Italia che vale la pena leggere. Se divento capo del Governo Rivoluzionario italiano, la faccio presidente della RAI. 😉

          • Polidoro ha detto:

            Bravo Marco! A commento oligofrenico risposta psicoterapeutica! Certa gente non ha ancora capito cosa fu il Ventennio, quali ne furono le dinamiche, quali i meriti e quali i demeriti. E c’è ancora in giro qualche frattaglia di staffetta partigiana o di bamboccio repubblichino che pensa di avere una visione chiara del fenomeno solo perché può dire “io c’ero”: se è per questo oggi “ci sono” tanti, tantissimi, che di quanto sta accadendo sotto i loro occhi non stanno capendo un beato tubo. *** Quando ai commenti dei tanti che fanno gli offesi, non vale nemmeno la pena di prenderli in considerazione. È proprio a causa di questa tipologia di italiani che il nostro paese resta incapace di emendarsi. A costoro vien solo da rispondere: e allora cuccatevi la terza, la quarta, la quinta, la decima punturina, ciucciatevi Speranza e Figliuolo, Matterella e Draghi, Burioni e Bassetti, Fazio e Vespa, godetevi il green pass e magari l’obbligo vaccinale, e state allegri che tutto va bene benissimo splendidamente!

        • A Borghe' ha detto:

          A Borghe’,
          la mascherina te la togli quando vai a letto?

    • Leo ha detto:

      @CARLO – Tosatti è semplicemente uno che in un momento di censura generale a servizio del pensiero unico dà voce a tutti, anche a chi spara boiate come quella che hai scritto tu. Dovresti ringraziarlo invece di attaccarlo sul nulla.

  • luca ha detto:

    Purtroppo le istituzioni (tutte) hanno deciso di
    applicare un sistema dittatoriale ,non ci sarebbero mai
    riusciti con un colpo di stato perché la società moderna
    non l ‘avrebbe mai accettatO .Per questo hanno iniziato
    a mio avviso nei primi anni 2000 dopo il crollo delle torri
    una lenta restrizione dei diritti da quelli che apparentemente sembravano nobili come le restrizioni
    alla guida , togliere il segreto bancario , abrogare l articolo 18, solo per citarne alcuni…..il green pass è un altro passo avanti forse il più evidente…e statene
    certi NON LO TGLIERANNO PIU’…E NON FINIRA’ QUI

    • Bianca ha detto:

      Concordo. L’attacco alle Twin Towers fu il pretesto per una prima limitazione alle nostre libertà quotidiane. Ma già prima i nostri politici combattevano con fervore per portarci nell’orbita della Cina.
      Nel 1989 era crollato il muro di Berlino, sotto Eltsin la Russia sembrava avviarsi alla democrazia… per gli autentici comunisti la cina era l’unica opzione rimasta.
      Siamo vittime di D’alema e della sua visione politica.

  • Maria Grazia ha detto:

    Se negli ospedali, nelle scuole e in tutti gli ambienti lavorativi, tutti i vaccinati, per solidarietà con i non vaccinati, al primo allontanamento di un non vaccinato, avessero presentato, tutti in blocco, le proprie dimissioni, il governo, per evitare il collasso, sarebbe stato costretto a revocare il proprio provvedimento. Purtroppo, invece su questo fronte, spesso i vaccinati stessi si sono rallegrati per questa perversa decisione presa dallo Stato alimentando, così, sempre più la frattura fra pro green pass – o green pass.

    • Maria Grazia ha detto:

      ERRATA CORRIGE : fra pro-green pass – no green pass.

    • Abate Busoni ha detto:

      Ciò non è avvenuto e non avverrà perchè gli Italiani sono un popolo di individualisti: in cerca di una perenne scappatoia per sè ma incuranti del destino dei propri simili. L’obiettivo è ridurre i non vaccinati ad una quota “gestibile” nei campi di confinamento già allestiti nelle singole regioni. Non si fermeranno finchè la percentuale non sarà scesa dal 20% al 5%, dopodichè saranno liberi di farne carne da macello nel silenzio e nell’indifferenza generale.

    • Leo ha detto:

      Ben detto, brava. Invece hanno calato subito le brache e se va avanti così faranno il monumento a Draghi e intitoleranno le piazze a Speranza.

  • Paoletta ha detto:

    Io mi chiedo, dopo che lo stato (scritto volutamente con la “s” minuscola) ha imposto la chiusura di molte attivia’ private, come gli imprenditori possano accettare che decida anche chi ha diritto di lavorare nelle loro attivita’ e con quali regole. Manco lo stato fosse proprietario di tutte le aziende e pagasse tutti i dipendenti. Ma confindustria e confartigianato non dicono nulla?

    • Zuzzurellone ha detto:

      La chiusura totale della primavera 2020 in attesa quasi spasmodica di un virus sconosciuto fu una pesante batosta per le piccole realtà imprenditoriali. Si sarebbe detto un modo neomarxista di cancellare quei piccoli proprietari che, dotati di autonomia, avrebbero potuto opporsi ai dictat del governo. Una lotta di classe di una minoranza al governo contro una maggioranza lavoratrice e ovviamente non inquadrata nei sindacati di regime.
      La carestia indotta in Ucraina contro il popolo dei contadini, i cosiddetti kulaki ne può essere l’esempio

      • In aggiunta ha detto:

        Confindustria e Confartigianato non possono fiatare perché le misure repressive potrebbero essere ancora peggiori

        • Milli ha detto:

          Penso che Confindustria e Confartigianato siano pagati come i media, gli ordini dei medici, ecc.

  • stilumcuriale emerito ha detto:

    Mi scusi l’autore di tanto articolo se lo correggo.
    Gli italiani non erano fascisti, ebbero per vent’anni un governo fascista che si autoimpose con la violenza squadrista, il manganello e l’olio di ricino. E il popolo fu così costretto a credere, obbedire e combattere. Poi ognuno la racconta come vuole.

    • Bastian contrario ha detto:

      Ma è altrettanto vero che, alla fine della prima guerra mondiale c’erano qua e là per l’Italia focolai insurrezionali comunisti. Il re , nominando Mussolini presidente del consiglio, forse non immaginava di iniziare così una dittatura.
      Comunque una conferenza di pace fu tenuta in Italia, in una ridente località ligure, credo prima della marcia su Roma e del conferimento dell’incarico a Mussolini . In tale occasione un emissario del Vaticano, uno sconosciuto monsignore tal Eugenio Pacelli incontrò Cicerin che era il ministro degli esteri sovietico . Non credo che il sovrano che qualcuno dipinge come anticlericale abbia gradito la cosa.

      • stilumcuriale emerito ha detto:

        Lei giustamente parla del re, di Benito Mussolini, di Eugenio Pacelli. In totale sono tre ( dicansi tre ) persone, rappresentative fin che si vuole, ma non sono gli italiani o il popolo italiano. Le migliaia di vedove e di orfani creati da inutili guerre come quelle dell’Africa e dell’Albania e la sciagurata alleanza con la Germania nella seconda guerra mondiale credete proprio che fossero dei convinti fascisti ? Tanto per citare qualcuno, perchè di motivi di contrarietà al fascismo ce ne furono tanti altri ma il popolo non poteva parlare.

        • Bastian contrario ha detto:

          L’alleanza con la Germania nazista non credo fosse auspicata dal popolo. E anche la guerra di Etiopia fu un errore. Se gli altri stati non erano andati a conquistare l’Etiopia il motivo era che il popolo etiope era cristiano. Cristiani indipendenti da Roma ma cristiani.

          • stilumcuriale emerito ha detto:

            Negli anni 38-39 tra le infinite barzellette e battute contro il Duce e i gerarchi circolava questa filastrocca:
            Quando Vittorio Emanuele era Re
            bevevamo il caffè ;
            Quando è diventato imperatore
            del caffè ci è rimasto solo l’odore;
            Ora che è Re d’Albania
            anche l’odore se ne è andato via.
            Io sono della classe 1930 e mio padre era del 1890 (ex combattente e reduce della prima guerra mondiale).
            Io so quanti sacrifici e sofferenze è costato il fascismo all’Italia e quanto gli italiani odiassero il Duce. Per questo mi dà molto fastidio leggere le idiozie di chi, cresciuto negli anni del benessere creato da noi nel dopoguerra, viene qua a dare dell’idiota a me.

          • Polidoro ha detto:

            Ma cosa sa?! Il fascismo è nato prima di Lei ed è morto quando lei era un ragazzino! Non sia ridicolo!

    • Slobo ha detto:

      Ma non dica idiozie! La massa degli italiani ha seguito Mussolini per vent’anni senza fiatare. Milioni di fascisti che in cinque minuti si sono trasformati in milioni di antifascisti.

      • Claudius ha detto:

        Esatto, infatti e’ andata proprio cosi’. Gli italiani alla fine della guerra si sono poi giustificati dicendo che non erano mica mai stati fascisti, facevano solo finta, mica erano cosi’ veramente. E in cinque minuti sono diventati tutti antifascisti. La vulgata antifascista e’ nata proprio in questo modo: dare la colpa al “tiranno” e a lui solo per auto-assolversi da qualsiasi forma di corresponsabilita’.

      • stilumcuriale emerito ha detto:

        Idiozie, per cortesia se le tenga per lei. Io c’ero e so cosa dico. Per sua norma e regola non sono un idiota.

  • Milli ha detto:

    Forse al sig.Farrell secca particolarmente che in Italia non può sbronzarsi come fanno nel suo paese.

    • Milli ha detto:

      Inoltre si è dimenticato che la massoneria e il malthusianesimo l’hanno inventato “loro” e l’hanno disseminato per il mondo.

  • Abate Busoni ha detto:

    Tutto quello che c’era da dire l’ha già detto in tempi non sospetti Indro Montanelli. Parole straordinariamente attuali.

  • Enrico Nippo ha detto:

    “Gli italiani” …

    Generalizzare non è per niente opportuno.

    Anche oggi, le squallide forze politicastre avocano ciascuna a sé quello che secondo loro vorrebbero “gli italiani”; ognuna parla a capocchia a nome de “gli italiani”, mentre non può riferirsi che alla parte di italiani che la pensa come i loro singoli partiti e sciaguratamente gli da il voto.

    Lo stesso vale per la pappola comunista e per quel afferma Farrel:

    né “gli italiani” si sono lasciati imporre il fascismo né “gli italiani” lo hanno voluto per fermare il comunismo. Invece il tutto, come al solito, è risultato dal gioco delle parti in combutta.

    “Gli italiani” non esistono. Esistono le fazioni di italiani che si combattono.

    Non credo esista un paese più scelleratamente diviso come l’Italia.

  • MASSIMILIANO ha detto:

    Si, infatti in australia governano gli aborigeni…! Ma mi faccia il piacere! Saluti.
    Massimiliano

    • Milli ha detto:

      L’Australia storicamente è stata la galera e l’esilio dei peggiori criminali inglesi.
      Gli italiani sono stati invasi e parassitati per secoli, gli inglesi sono stati i parassiti per parecchie nazioni.

      • Il biblomane ha detto:

        Bisogna aggiungere che basta leggere Dickens per avere un’idea su come gli Inglesi popolarono l’Australia.

      • Slobo ha detto:

        @MILLI – sembra di sentire i neoborbonici: il nodde ci ha invaso e ci ha shfruttato! A nnoi, che eravamo il regno più shviluppato d’Europa! Brava, brava. E dica un po’, secondo lei perchè ci hanno invaso e sfruttato?

  • stilumcuriale emerito ha detto:

    Salvo poche eccezioni (tipo Galileo Galilei o Niccolò Fontana detto Tartaglia) il genio italiano risiede nell’arte, non certo nella logica e nella scienza. L’istintività e il sentimento sono gli elementi fondanti di ogni decisione privata o pubblica che sia.
    E si dà alla creatività un’importanza per lo meno esagerata.
    Il tradizionalista prima si infila le scarpe e poi le allaccia. Il creativo progressista, tanto per fare qualcosa di nuovo, prima allaccia strettamente le scarpe e poi tenta di infilarsele e, se non ci riesce, incolpa i suoi genitori di aver fatto un figlio con dei piedi sproporzionatamente grandi…….. USQUE TANDEM???? Fino a quando dovremo sopportare di essere comandati da gente che ragiona a pedale?

    • Michele ha detto:

      Torricelli, Volta, Marconi…Spallanzani, Mercalli, fior di matematici, Ruffini, la prima donna laureata in medicina a Bologna nel 1.600 quando l’iscrizione ad Oxford e Cambridge era bandita alle donne sino agli inizi del 1.900. Sono andato a braccio, ma l’elenco potrebbe essere molto lungo.

      Abbiamo tanto da imparare da tutti, inglesi compresi, ma si potrebbe anche guardare in casa propria, es: i lager o o gulag ebbero i loro precursori nelle “work houses” inglesi, i perdenti della società (orfani, prostitute, alcolizzati…) essendo predestinati all’inferno potevano fare qualcosa di buono in vita, essere schiavizzati; il n°di omicidi/100.000 abitanti in UK è spaventosamente più elevato che nella “mafiosa” Italia e lo stesso dicasi per tutti i paesi protestanti rispetto a quelli cattolici, le riserve indiane sono tipiche delle colonie inglesi, il colonialismo dei paesi cattolici ha sempre riconosciuto la dignità degli indigeni come figli di Dio da evangelizzare, eugenetica e razzismo tutt’oggi vivi nel Galton Institute…

      • Polidoro ha detto:

        Stilumcuriale Emerito sbaglia. La grandezza dell’Italia non risiede soltanto nella creatività artistica. Un elenco degli scienziati italiani sarebbe interminabile. Abbiamo espresso eccellenza in tutti i campi, per secoli e da secoli. *** Ma la questione qui non è quella di contrapporre la grandezza italiana all’albagia britannica, francese o tedesca! Si tratta invece di riflettere su alcuni rilievi precisi, che riguardano problemi congeniti della nostra società e della nostra mentalità. *** E tra questi problemi c’è anche la “sindrome di mammina”, per cui quando un estraneo, per esempio uno straniero, dice che il pupo si comporta male, la mammetta italiana parte lancia in resta per distruggere il malvagio censore.

  • Mimma ha detto:

    Se le cose stanno come scrive Farrell, io devo avere sangue anglosassone nelle vene…

    • Leo ha detto:

      Fai un test del DNA e lo scoprirai. Ma affrettati, prima che introducono l’obbligo vaccinale che ti cambia il DNA!

  • Paoletta ha detto:

    Il green pass per lavorare e’ veramente una porcheria. Il problema e’ che quasi tutti ce l’hanno perche’ si sono vaccinati quasi tutti, quindi non protesta quasi nessuno.
    Per il resto, anche qui in Svizzera per andare a concerti, eventi, palestre e ristoranti il pass e’ necessario. Per giunta i politici ticinesi volevano renderlo obbligatorio anche per chi fa la spesa nella ben meno costosa Lombardia, ma per fortuna Berna ha detto no…avrebbero trovato un bel modo per finanziare l’economia locale, con la scusa del virus! Anche qui pochi protestano, c’e’ rassegnazione…anche se questo e’ un Paese democratico da secoli.

  • GINO ha detto:

    Tutti i vaccinati hanno avuto quel posto di lavoro grazie all’istituto dell’ accolitato al politico, gli inglesi invece di deriderci devono apprezzare il nostro deretano fedele ad ogni costo.

  • Claudius ha detto:

    Bravissimo TOsatti, ottima scelta. Questo articolo e’ molto importante, lo dicevo in un commento al nostro amico che lo aveva postato. Vorrei aggiungere che non condivido la spiegazione, troppo superficiale, di Le Bon sulle presunte deficienze delle “razze latine”, a mio parere le cause di questa incapacita’ tutta italiana ad autogovernarsi e a essere politicamante “adulta” (prendersi le proprie responsabilita’) sono piu’ profonde, ma e’ bene che se ne cominci a parlare. Perche’ il problema, ed e’ un problema storico, esiste.

    • Polidoro ha detto:

      Sono d’accordo. La parte più fragile dell’articolo è la citazione da Le Bon, che nella contrapposizione masse latine/masse anglosassoni propone una chiave di lettura piuttosto facilona (a me pare, p. es., che il peso specifico dell’individuo sia molto consistente anche tra i neolatini, in certi casi persino più che tra gli anglosax). Molto condivisibile mi pare, invece, la constatazione che con la fine dell’ordine aristocratico della vecchia Europa si è imposta un’era oclocratica, o “era delle folle”. *** Un grazie a Marco per la traduzione lampo!

      • Claudius ha detto:

        Sono completamente d’accordo. Grazie ancora per avere postato quest’articolo.

        • Polidoro ha detto:

          Grazie a Lei. Come vede l’articolo sta suscitando reazioni da nazionalismo becero, alla serba, alla neogreca, quello che con un eufemismo possiamo definire il nazionalismo dei pezzenti. *** La grandezza dell’Italia, specialmente della cultura italiana, è fuori discussione. Culturalmente, artisticamente, letterariamente l’Italia splende e svetta, diretta,unica e degna erede della grande cultura classica. Ma dal punto di vista civile, politico e istituzionale le magagne non mancano. Ci sono anche altrove, sia chiaro, ma a noi dovrebbero interessare soprattutto le nostre, anche quando a farcele notare è uno straniero.

          • Claudius ha detto:

            “Nazionalismo da pezzenti”. Una definizione perfetta del becero “patriottismo” italiota in 3 parole. Gliela rubo. Grazie ancora per i suoi interventi mai banali.