Vergini Sagge e Vergini Stolte. Russo e Boccacci Leggono la Parabola.

11 Settembre 2021 Pubblicato da 28 Commenti

 

Marco Tosatti

Carissimi Stilumcuriali Sergio Russo e Rosanna Boccacci  ci offrono questa riflessione – attualizzata – sulla parabola delle Vergini che attendavano lo sposo, quelle sagge e quelle imprevidenti; un testo complesso, che condividiamo con voi. Buona lettura.

§§§

TUTTE E DIECI ERANO VERGINI, TUTTE ATTENDEVANO LO SPOSO,

E CIASCUNA DI ESSE AVEVA LA LAMPADA IN MANO…

MA ALLORA: DOVE STA LA DIFFERENZA?

 

Iniziamo subito nell’individuare il quid, presente in tale illuminante parabola,[1] seguendo fedelmente il testo evangelico:

«Il regno dei cieli è simile a dieci vergini che, prese le loro lampade, uscirono incontro allo sposo.» Il primo versetto introduce un’immagine reale e concreta, e mette le dieci vergini tutte sullo stesso piano.

«Cinque di esse erano stolte e cinque sagge.» Qui ci viene subito detto che però vi è una differenza fra quelle dieci vergini, ed infatti cinque sono sagge ed altre cinque stolte, ma ancora non se ne indica il motivo.

«Le stolte presero le lampade, ma non presero con sé olio; le sagge invece, insieme alle lampade, presero anche dell’olio in piccoli vasi.» Con questi versetti adesso, ne scopriamo la causa: la differenza sta nell’olio (nel combustibile!)… ma non nelle lampade, in possesso di tutte.

 

A questo punto sarà bene capire esattamente cosa rappresentino le lampade, ed il relativo olio che le alimenta.

“Lampada per i miei passi è la tua Parola, luce sul mio cammino,” afferma chiaramente il Salmo 118, e d’altronde simile concetto lo troviamo espresso in svariati altri passi della Bibbia.

Se ne deduce che: la vera lampada necessaria a tutti coloro che attendono lo Sposo è la nostra fiducia e credibilità che personalmente diamo alla Divina Rivelazione.

Sarà poi la Dottrina stessa a chiarirci che: nell’unico deposito della Rivelazione coesistono sia la sacra Tradizione che la sacra Scrittura.

E tuttavia, per poter leggere… è necessario il Libro! Ma basta il Libro senza gli occhi? E bastano gli occhi senza la Luce? E si può avere la Luce senza la Lampada?  E la Lampada darebbe luce senza l’Elettricità?

Se dunque il Libro è la Sacra Scrittura, e “gli occhi” sono la buona volontà (e sappiamo quanto essa sia necessaria, ché da noi dipende l’aprirli o il chiuderli), “la Luce” è la Fede che ci trasmette la Lampada, cioè la Chiesa, accesa dall’Amore Divino, che a sua volta è lo Spirito Santo, rappresentato anche dall’elettricità (corrente continua e corrente alternata: “mi ami – ti amo”). E quindi: ognuno deve poter dire “la mia luce è la Fede della Chiesa!”

Ma è grazie alle profezie, contenute appunto nei testi sacri, che noi veniamo a sapere che, prima o poi, presto o tardi, lo Sposo deve in ogni caso arrivare o, ancor meglio, ritornare![2]

È dunque proprio l’attesa dello Sposo, proclamata in molteplici passi della Sacra Scrittura, il principale obbiettivo, come pure il grande anelito che accomuna – o almeno… dovrebbe accomunare! – tutti i cristiani che si dichiarano tali.

 

«Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e dormirono

Già, lo Sposo tardava… “Questo anzitutto dovete sapere, che verranno negli ultimi giorni schernitori beffardi, [ricordiamoci però che tali “schernitori beffardi” non soltanto sono fuori della Chiesa, ma sovente essi si ritrovano all’interno di essa] i quali si comporteranno secondo le proprie passioni e diranno: «Dov’è la promessa della sua venuta? Dal giorno in cui i nostri padri chiusero gli occhi tutto rimane come al principio della creazione.»”[3]

Ma ciò accade poiché, tutti “costoro dimenticano volontariamente che… il Signore non ritarda nell’adempiere la sua promessa, come certuni credono; ma usa pazienza verso di voi, non volendo che alcuno perisca, ma che tutti abbiano modo di pentirsi.”

 

Ergo, “si assopirono tutte…” o quasi! Sappiamo infatti che le uniche a non addormentarsi sono le sentinelle sugli spalti: «Sentinella, quanto resta della notte?
Sentinella, quanto resta della notte?».[4] E queste “sentinelle” sono i mistici e le anime vittime di ogni tempo, vere fiaccole viventi nel buio della notte in cui è immersa l’umanità, le quali rispondono: «Viene il mattino, poi anche la notte; se volete domandare, domandate, convertitevi, venite!»

Tuttavia la dura realtà è la parabola stessa a ricordarcela: “… e tutte dormirono!

Ai nostri giorni possiamo purtroppo constatare quanto ciò sia vero: i cristiani, nella quasi totalità, si sono effettivamente addormentati!

 

«A mezzanotte si levò un grido: Ecco lo sposo, andategli incontro

Oggi viviamo in una situazione tale, a livello planetario, che soltanto gli ostinatamente “ciechi” non riescono a vedere che qualcosa di strano e di inedito, mai accaduto prima, sta pervadendo ogni settore della società, essendosi insinuato sin nelle più intime fibre della convivenza civile, sociale e famigliare.

È dunque un grido, una sorta di urlo, quello che sta risuonando nelle coscienze. E tanto più vi risuona, quanto più queste coscienze sono sensibili ed atte a percepirne la voce.

 

«Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade.» Fatto sta che un “grido” viene udito persino da chi è duro di orecchi – a meno che questi non sia completamente sordo! – riuscendo così a scuoterlo dal suo torpore.

Nell’applicazione del caso concreto: oggigiorno molti credenti hanno cominciato ad accorgersi che la situazione odierna, sia in ambito ecclesiale che in quello sociale, si sta rivelando con aspetti alquanto inquietanti, di fronte ai quali molti di costoro si ritrovano ad essere del tutto impreparati.

 

«E le stolte dissero alle sagge: Dateci del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono.» A questo punto entra in scena l’enigmatico “olio”: le lampade non sono più sufficienti!

E sembra di udirli questi cattolici, rigorosi e ferrei “osservanti” della dottrina. Essendo proprio costoro che dicono: «Non siamo tenuti ad osservare le Rivelazioni – da essi fraudolentemente etichettate come – “private”: abbiamo già tutto nella Sacra Scrittura… (ricordate ora il paragone di questa con le “lampade”?).»

Ma sono appunto le medesime Scritture a testimoniare contro di essi, contro la loro supponenza e alterigia: «Ho ancora molte cose da dirvi!»[5] ha affermato inequivocabilmente il Signore stesso.

Ed ecco allora che iniziamo ad intuire in cosa consista tale “olio”, che deve alimentare le “lampade”, mentre le coscienze si affinano, durante il cammino della storia della salvezza.

L’olio è dunque tutto ciò che il Signore Gesù, la Vergine Santa, assieme ai santi e ai mistici, si degnano rivelarci nel corso e lungo il dispiegarsi dei secoli, perché è giunto il momento che dei “segreti” escatologici vengano conosciuti, al loro momento propizio. Poiché se è vero – come è vero – che non possiamo sapere “né il giorno né l’ora”, è altrettanto vero che “in verità, il Signore non fa cosa alcuna senza aver rivelato il suo consiglio ai suoi servitori, i profeti!”[6]

Ed aggiungiamo inoltre che l’olio, oltre alla sua proprietà di combustibile “lampante”, ne ha anche un’altra, ancora più nobile: esso infatti, in qualità di unguento, naturale ma portentoso, è in grado di essere assorbito dal nostro corpo… Ed è così che, a maggior ragione, l’olio è anche e innanzitutto l’Amore Divino, simbolo dello Spirito Santo, “che è Signore e dà la Vita”…

Sì, ma a che cosa Egli dà vita? Al nostro essere e al nostro operare. Ecco pertanto che quei “piccoli vasi”, atti a contenere l’olio, si rivelano essere le nostre opere, le nostre azioni, e non importa quanto queste siano grandi o piccole – secondo il nostro limitato modo di vedere – ma davvero importante è quanto amore soprannaturale, divino, contengano…

 

«Ma le sagge risposero: No, che non abbia a mancare per noi e per voi.» È lo stesso Signore che ci ha messi sull’avviso: «Non date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai porci…»[7]

Se riveliamo infatti i “segreti del Re” a persone che li metteranno nel dimenticatoio (nella migliore delle ipotesi), oppure li ridicolizzeranno, sino addirittura a disprezzarli, questo prezioso “olio” verrà a mancare non solo ad essi – poiché tali cose le rigetteranno – ma mancherà pure a noi – perché tali segreti essi stessi li metteranno sotto l’ombrello del non constat [8] – sottraendoli in tal modo all’adesione semplice e cordiale di tanti fedeli ben disposti.

 

«Andate piuttosto dai venditori e compratevene.» Ciascuno di noi sa bene che l’approvazione di manifestazioni soprannaturali, da parte degli uomini [9] di Chiesa, ci mette tempi talmente lunghi, da andare ben oltre l’urgenza e la priorità che quel medesimo divino messaggio ha la necessità di diffonderne il contenuto, per portarlo a conoscenza degli stessi fedeli…

E come mai le vergini prudenti dicono alle altre di “andare dai venditori a comprare l’olio”? Forse che a mezzanotte i negozi sono aperti?…

Il fatto è che: per loro non c’era “mezzanotte”, perché avevano con sé la Luce, poiché “Chi segue Me – dice il Signore Gesù – non cammina nelle tenebre, ma avrà la Luce della Vita.”[10]

 

«Ora, mentre quelle andavano per comprare l’olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa.» «Esamineremo quei presunti messaggi quando la Chiesa li approverà, ma ciò nonostante noi non saremo obbligati a credervi…» E tuttavia, ognun lo sa, il tempo è tiranno: il treno passa e… chi è pronto e vigile vi sale al volo!

 

«Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: Signore, Signore, aprici!» Ora, per rimanere sempre in ambito “ferroviario”, chi arriva con l’ultimo treno, non si sa che cosa gli tocchi: «Signore, Signore, aprici!» «In verità vi dico: non vi conosco», fu la risposta, inequivocabile e senza appello…

 

«Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora.» È la conclusione della parabola, la quale sottintende un significato che qui ad alcuni potrà forse sembrare paradossale: “Anche se l’ora e il giorno non ci è dato sapere, non è detto però che il Signore non riveli ai suoi servi, il mese e l’anno!”

 

Segnaliamo infine un altro particolare estremamente significativo: è a mezzanotte che inizia il Nuovo Giorno, a partire cioè dal momento del più profondo abbassamento del Sole, quando sembrano aver vinto le tenebre…

Infatti, sta giungendo il momento della grande divisione, della grande separazione: in questa nottec’è chi sarà preso e chi sarà lasciato«Dove, Signore?» «Dove sarà il cadavere, là si raduneranno gli avvoltoi.»[11]

E… ci sembra che sia ben chiaro di quale “cadavere” si tratti!

 

Sergio Russo e Rosanna Boccacci

[1] Narrata nel Vangelo di san Matteo: 25,1-13. (In modo simile anche in Luca: 12,35-40).

[2] «Un uomo di nobile stirpe partì per un paese lontano per ricevere un titolo regale e poi ritornare.» (Lc 19,12).

[3] 2Pt 3,3-13.

[4] Is 21,11-12.

[5] Gv 16,12.

[6] Amos 3,7.

[7] Mt 7,6.

[8] Non constat de supernaturalitate: Formula dubitativa (non si conferma né l’origine soprannaturale, né quella non soprannaturale), utilizzata dalla Chiesa, al termine di un procedimento canonico, a riguardo della veridicità di una Apparizione o di una Rivelazione, lasciando così tutto in una sorta di limbo, tanto evanescente quanto inutile! E tutto ciò perché gli ecclesiastici a ciò preposti, spesso e volentieri applicano il “metodo di Gamaliele” (il tempo è galantuomo…), anziché il “metodo di Gesù Cristo” (l’albero si riconosce dai frutti!). Vedi: At 5,34-42 e Lc 6,43-45, Mt 12,33-35; Mt 7,16-18.

[9] Sono coloro che agiscono tanto da “uomini”, e poco da “santi”!

[10] Gv 8,12.

[11] Lc 17,34-37.

§§§




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28 commenti

  • unaopinione ha detto:

    Ammetto che io sono fermamente convinto che i testi di Maria Valtorta siano stati genuinamente dettati da Gesú: per me é la descrizione della vita di Gesú su questa Terra ripetuta ed approfondita. Per cui do alla parola “olio/lampada che fa luce”, coerentemente a quanto riportato nel poema dell´Uomo-Dio, semplicemente il significato di “Fede” (che non sono riuscito a comprendere se é lo stesso concetto, ma semplicemente meglio descritto, di quanto la riflessione propone/dichiara essere oppure no – va bene, pure io invecchio). Non mi esprimo sul contenuto dell´articolo (che da perfetto non conoscitore di queste cose, mi pare tuttavia sostanzialmente ispirante in quasi tutti i suoi aspetti).
    Ma una cosa mi lascia veramente perplesso: nella riflessione si parla di elettricitá. Ora, quando Gesú raccontó questa parabola, l´elettricitá non esisteva ancora (nel senso moderno del termine) e l´olio per lampade esiste ancora (e non puó essere diversamente se l´olio rappresenta nella parabola, a mio modo di aver capito le cose in modo valtortiano, la “Fede”; solo che nei tempi che stiamo vivendo non é piú di moda alimentare la propria lampada con Questa ma piú con l´elettricitá che consente all´Uomo di pensare di essere piú grande di Dio o pensare di poterNe fare totalmente a meno).
    Ora, in una riflessione come questa, perché scomodare l´”elettricitá” e non rimanere al piú tradizionale olio? Cioé volere utilizzare un qualcosa che forse appartiene piú alle armi inventate dall´Avversario per corrompere le anime e per incatenarle a Sé, anziché ad un qualcosa che proviene da Dio? Non so, ma quando Gesú verrá di nuovo sulla Terra riconoscerá coloro che, nella furia degli elementi (“vento e guazza” secondo le parole delle cinque vergini sagge negli scritti della Valtorta, che io traduco oggi con “Apocalisse”), hanno una lampada accesa in mano alimentata ad olio (e con questo intendo coloro che si fanno guidare ancora dai valori pre-industriali e pre-umanistici e che vedono quindi Dio come il Centro assoluto a cui fare riferimento e la cui “Fede”, alimentata dai “piccoli vasi d´olio” di scorta fatti appunto per l´occasione che si sapeva che si sarebbe manifestata ma non quando, nei tempi tempestosi che si stanno avvicinando gli faranno superare la furia degli elementi – “dal vento del mondo … “ spiega Gesú, che, mi par di prevedere, fra poco raggiungerá velocitá tempestose – e raggiungere ma anche allo stesso tempo farsi riconoscere dallo Sposo) oppure coloro che hanno una lampada elettrica alimentata con elettricitá (con ció intendo coloro che si affidano soprattutto ai valori tecnologici e scientifico-umanistici dove vengono esaltati non solo i raggiugimenti attuali, ma anche quelli futuri previsti ma non ancora raggiunti ma che giá vengono festeggiati come se fossero stati conseguiti, dell´Uomo e Dio viene relegato a qualcosa di esoterico o proprio non esistente)?
    Io credo che solo chi fa solamente affidamento sulla prima soluzione potrá unirsi al corteo dello Sposo. Chi sceglie la seconda rischia seriamente di trovarsi disorientato ed abbandonato nel buio straziante della notte.
    Insomma, credo che cosí come l´Acqua santa abbia a che fare con Dio, l´elettricitá nel senso attuale del termine ed espresso in volt, ampere, watt e sui multipli (milioni a volte), appartenga di piú ai subdoli strumenti che il suo Avversario ha inventato per allontanare l´uomo da Dio (e trasformarlo nell´Uomo).
    E qui una domanda provocatoria che prende spunto da una piú famosa: ma quando Gesú verrá di nuovo, troverá ancora l´elettricitá sulla Terra (soprattutto quella alternata senza la quale l´attuale societá ché é basata sulla menzogna e sul sopruso di pochi sui molti non puó funzionare)?
    Naturalmente, quanto ho scritto la propongo unicamene come mia riflessione.

    • Sergio Russo ha detto:

      Carissimo Lettore, è ovvio che anche lei stesso ha risposto all’articolo usufruendo di un ritrovato tecnologico, che ai tempi della Valtorta non c’era ancora!
      Comunque grazie per la sua riflessione, che ha alcuni spunti interessanti…

      • unaopinione ha detto:

        Che gli uomini di oggi usino questi ritrovati tecnologici per comunicare fra loro, me lo ha giustamente ricordato lei.
        Peró non riesco ad immaginarmi che una delle dieci vergini che é stata designata da Dio ad accompagnare lo Sposo riceva una moderna telefonata e Gli senta dire dalla cornetta del telefono: “Sto per uscire, venitemi incontro …”
        Sempre mie riflessioni.

  • Veronica Cireneo ha detto:

    Circa un annetto fa ascoltai una splendida omelia su questa parabola, dove il sacerdote invitava alla cura della fede con la preghiera costante e la costanza delle buone opere.

    Peccato che lo stesso, al termine della messa rimprovero’ aspramente una fedele che aveva voluto ricevere la Comunione in ginocchio e sulla lingua.

    Pensai che il sacerdote con una mano metteva olio nelle lampade. Con l’altra le infrangeva.

  • Slave of JMJ ha detto:

    May the God of infinite wisdom and grace truly bless your day!
    from holylove.org
    September 11, 2021
    God The Father
    “Once again, I (Maureen) see a Great Flame that I have come to know as the Heart of God the Father. He says: “Trust in My Mercy when Satan tempts you to discouragement over past sins. If you confess them, it does not do any good to keep considering them. I respect the repentant heart. It is My poor children who have no introspection that should fear My Wrath.”

    “Continue to seek perfection in personal holiness for that pleases Me. Draw strength from the past by learning the ways Satan tempts you. Then, close the doors to those temptations. This effort pleases Me. I give such courageous souls the strength to overcome their weaknesses. When nations repent and abolish legalized abortion, then you will see world peace. Then, the nations will not be visited by pandemics and variants after variants of the same bacteria. Repentance is the vaccine that covers every disease.”

    Read Jonah 3:10+

    When God saw what they did, how they turned from their evil way, God repented of the evil which he had said he would do to them; and he did not do it.”

  • cattolico ha detto:

    la teologia è un allucinogeno che fa vedere ciò che non c’é

    • Il Matto ha detto:

      Cattolico, Lei se ne esce con un’affermazione che potrebbe farla annoverare fra i matti.

      Infatti, il sottoscritto è d’accordo! 😈

      Ogni pensiero teologico, orale o scritto che sia, nel migliore dei casi è un balbettamento intorno alla Verità. E se ci si insiste diventa un’allucinogeno.

      • stilumcuriale emerito ha detto:

        Che la teologia non possa epistemologicamente annoverarsi fra le scienze esatte è certo. Nessun dato teologico ricade sotto il dominio dei nostri cinque sensi e nessuna conclusione di un ragionamento ipotetico deduttivo riguardante la natura di Dio è sperimentalmente verificabile o falsificabile. Però arrivare a dire che la teologia è un allucinogeno mi sembra inaccettabile. E’ un falso ideologico orientato a far predominare il materialismo storico su ogni altra dottrina che si ispiri ad un pizzico si soprannaturalità di un essere eterno, esistente prima di ogni cosa insindacabile, inconoscibile, ingiudicabile e dotato di una intelligenza universale e un potenza senza limiti su tutto ciò che esiste.

    • Sergio Russo ha detto:

      Sì, sì, aveva proprio ragione quel benefattore di Marx: la religione è l’oppio dei popoli…

      • alessio ha detto:

        Cattolico ,matto e Russo ,siete
        tre compagni di merende , anzi ,
        siete compagni e basta .
        Un conto è la teologia , un
        altro sono i biblisti che
        fanno finta di essere
        teologi che attirano gli
        incauti con discorsi
        ruffiani e accattivanti .

        • Sergio Russo ha detto:

          Io sono l’autore dell’articolo e quel mio commento era molto ironico, in risposta a Cattolico, che ha scritto una solenne stupidaggine… mentre il Matto ha fatto semplicemente una riflessione di tipo paradossale.

          • cattolico ha detto:

            signor Russo, il presbitero Copernico pubblicò la teoria dell’eliocentrismo che smentiva la bibbia ( vedi gabaon e giosué) poco prima di morire per evitare di finire arrostito condannato dalla sacra inquisizione.la teologia affermava che il sole girava attorno alla terra perché la torah era parola di dio e quindi verità assoluta. credo che bisogna liberare l’avvenimento storico della personificazione umana di Dio da tutta la confusione teologica che lo fa messia d’israele, profeta,sacerdote e che lo ha legato ad un libro che sta alla storia tanto quanto il signore degli anelli di Tolkien.cordialmente

        • cattolico ha detto:

          io di compagni ho avuto solo quelli di scuola.

      • Il Matto ha detto:

        Altro è al religione e altro è la teologia e tutto ciò che ne deriva e complica la vita.

        Giacomo 1:27:
        “Una religione pura e senza macchia davanti a Dio nostro Padre è questa: soccorrere gli orfani e le vedove nelle loro afflizioni e conservarsi puri da questo mondo”.

        La religione è molto semplice (che non significa facile).

        Non serve la teologia che, al massimo, parla DELLA religione e quindi la rinchiude in un linguaggio complicato senza fine, l’opprime in una rete di regole che soffocano la vita dello spirito.

        Marx non ha detto esattamente che la religione è l’oppio dei popoli. In rete si trovano chiarimenti in merito.

      • cattolico ha detto:

        ma non la cattolica.

    • ex : ha detto:

      Prima di dare questo significato, certamente coniato da chi si è riempito di allucinogeni, occorrerebbe dire cosa “è” la Teologia. Ma non secondo Lei. Basta che si riferisca ad un qualunque dizionario.

  • Antonio Cafazzo ha detto:

    Su questa parabola delle 10 Vergini ho il piacere di offrirvi una meditazione di un sacerdote straordinario. Insolita meditazione e insolito sacerdote (viste e riviste, udite e riudite le nauseabonde omelie attuali).
    Quanto vorrei che conosceste lo spagnolo!!!
    Dal minuto 13 è una vera goduria…
    Spero farvi cosa gradita e un po’ consolatoria.

  • miserere mei ha detto:

    Questo scritto offre una miniera di spunti e mi ha spinto a sostare davanti al Tabernacolo meditando la parabola.
    Perciò condivido con voi quel che mi sono appuntato.

    Il regno dei cieli è attesa dell’incontro con lo Sposo. Questo regno non è di questo mondo e la logica del mondo non è favorevole a preparare l’incontro. In un certo qual modo l’eccesso di attenzione al mondo dice di un desiderio stanco e tiepiduccio di incontrare lo sposo.

    In attesa sono in dieci, tutte vergini, virtuose, degne e munite della lampada d’ordinanza. Eppure il Signore distingue, perché la giustizia (che è dare a ciascuno il suo), separa. Dio non divide (opera che compete al principe di questo mondo e a qualche diocesi, per esempio tra chi ha e non ha il green pass), però Dio separa (la luce dalle tenebre, i capri dalle pecore, le sagge dalle stolte). Dio non divide, ma va oltre l’apparente uguaglianza corporea tra vergini, distinguendovi il cuore. Il cuore attesta un gusto (una sapienza), un’intelligenza (una capacità) e una volontà (un desiderio). Le stolte e le sagge fanno le stesse cose, e poiché lo sposo tarda, stanno dormendo tutte. La differenza non è neppure l’olio in sè, ma il PRENDERLO per sé e con sé . Per Cristo, con Cristo e in Cristo… così a Te Dio Padre Onnipotente ogni onore e gloria!
    Come i discepoli dormirono al Getsemani, inizio della passione subito dopo la gloriosa ultima cena (istituzione dell’Eucaristia e del sacerdozio), tutti dormivano al momento della resurrezione. Chi all’udire il grido si sveglia di soprassalto è ancora vergine, ha sempre la lampada, ma l’olio l’ha preso?
    Senza olio non è possibile “tenere in ordine” le lampade. L’olio infatti dice ordine. Una regola, una sapienza, una cura, uno stare ragionato, una volontà consapevole di stare, un desiderio del kairos e non un cronologico stare-tanto-per… L’olio dà spessore all’apparenza, al ruolo, al formalismo.

    Chi è senza l’olio invoca un caposaldo della carità: datecene un po’ del vostro! Se l’olio fosse solo dell’olio (in fondo non c’erano registratori…) perchè non con-dividerlo? Qui giunge la risposta più dura e vera: rimarremmo senza sia noi che voi. Infatti l’amore vero non si divide. L’Essere non si divide. Posso condividere cose, darti cose, apparati, apparenze, non l’Essere. Non sono le cinque sagge (che dormivano) a non dare qualcosa, ma le stolte (che pure sono vergini, con la lampada e sveglie dopo il grido) a “non essere” altro.
    Dio non divide ma separa.
    Il regno di Dio è per entrare o restare fuori.
    Le cinque sagge danno un suggerimento pratico, non ironico, non irrispettoso, nel tempo e nella storia: andate ed acquistatene dai venditori.
    E quelle vanno. Tornano con l’olio, ma trovano chiuso.
    L’olio comperato non è uguale a quello che viene in dono dal cielo in Cristo, con Cristo e per Cristo, dentro una virtù perseverante e sapientemente innamorata.
    Gesù è molto duro. Dice alle stolte: non vi conosco!

  • Maria Michela Petti ha detto:

    È della “Luce” posta sul candelabro che abbiamo bisogno in modo particolare in questo triste momento che stiamo vivendo, per essere in grado di mantenere accese le nostre lampade nel cammino verso quel “godimento” che – assicura Sant’Agostino nel X Libro delle Confessioni – «non è concesso agli empi, ma a coloro che servono [Dio] per puro amore, e il loro godimento sei Tu stesso… godimento di Te, che sei la verità».
    Grazie infinite agli autori di questa profonda riflessione che, pur non risultando fra gli iscritti nel registro dei predicatori di esercizi spirituali che vanno per la maggiore, ci hanno offerto un intermezzo di spiritualità che, con il vescovo di Ippona, ci suggerisce di chiedere al Padre la disponibilità dei piccoli a capire il fine ultimo della nostra vita e a aderire alla Sua volontà.
    Con Il vescovo di Ippona: «Dà ciò che comandi e comanda ciò che vuoi».

    • alessio ha detto:

      A me piace pensare che
      l’olio delle
      lampade siano le nostre
      preghiere , che con il
      tempo ci ottengono la
      luce dello Spirito Santo ;
      quindi tutt’ e dieci le
      vergini professano la
      stessa Fede , ma le
      stolte non hanno
      profondità , come sarà
      sicuramente il discorso
      del pontefice al congresso
      eucaristico di questa
      settimana ; non mi
      ricordo se sarà in Slovacchia
      o Ungheria .

      • Maria Michela Petti ha detto:

        In Ungheria, a conclusione del Congresso Eucaristico Internazionale. Ma sono in programma almeno altri due discorsi in Slovacchia nei giorni successivi. Contrariamente al solito, alla vigilia della partenza, nessun video messaggio ai popoli che andrà a visitare. Per loro – è stato precisato – valgono [chissà perché? questa “nuova”…] le parole del dopo Angelus di domenica scorsa, con la richiesta di preghiere…

  • stilumcuriale emerito ha detto:

    Ma no! ma che dite ?
    Le vergini sono i cittadini ,l’olio è il vaccino, la lampada è la vaccinazione, la luce è il green pass e lo sposo è la libertà di vivere una vita normale. Le vergini stolte sono quelle che pur avendo a disposizione la vaccinazione trascurano e disprezzano il vaccino, le vergini sagge sono quelle che corrono a vaccinarsi. Non lo sapevate? nelle attualizzazioni a chiunque è dato simboleggiare qualsiasi cosa con qualsiasi altra cosa ; quello che conta è il risultato.

  • Mah ha detto:

    In tempi di immensa confusione mai verificata a questi planetari livelli nella storia del mondo, la vigilanza è determinante, ma nonostante questo, come si fa a capire la veridicità di quanto si legge o si ascolta? La Madonna oggi sembra apparire in ogni dove, di veggenti ne sorgono ininterrottamente. È giusto che bisogna guardare i frutti, come a Medjugorje, là dove tanti si convertono, ma è pur vero che a volte certi frutti che parevano meravigliosi sono marciti subito.
    Personalmente mi colpisce tanto Caterina Emmerick con le sue impressionanti parole che sembrano rivelare perfettamente la situazione ecclesiale che viviamo. Ma su tutto si pone sempre un grande punto interrogativo perché la Chiesa non si pronuncia. Ma poi, quale chiesa dovrebbe pronunciarsi se è la stessa di cui si annunciano cose orribili? Non resta che la preghiera, sempre con lampade o olio pronti per accogliere lo Sposo. E teniamo sempre Maria Santissima al nostro fianco, la Corredentrice e la Mediatrice di ogni grazia, ché senza il Suo aiuto sarà difficile commuovere il Cuore di Dio, così offeso e straziato per gli orrendi peccati del mondo intero.

  • Milly ha detto:

    Bellissimo articolo! Grazie mille!
    …non avrei mai immaginato una così aderente interpretazione di questa parabola all’attualità che stiamo vivendo!

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