Iustitia in Veritate: Resistere al Green Pass è un Obbligo Morale.

12 Agosto 2021 Pubblicato da

 

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, riceviamo dagli amici di Iustitia in Veritate questo comunicato che ci sembra opportuno e utile portare alla vostra attenzione, e che mette in luce come sia necessario resistere, singolarmente, a quell’obbrobrio giuridico e legislativo rappresentato dal green pass, che alcuni uomini politici di diverse tendenze vorrebbero estendere, nella loro furia di obbligare la gente a iniettarsi un siero genico dagli effetti positivi estremamente dubbi (non impedisce contagio e infezione, come si vede ormai chiaramente) e dalle conseguenze negative a breve, medio e lungo termine sconosciute. Ci vorrebbe una commissione parlamentare d’inchiesta – o un Wikileaks farmaceutico – per portare alla luce collegamenti e finanziamenti…Buona lettura e condivisione.

§§§

COMUNICATO

Da più parti ci viene sollecitato un aiuto nelle circostanze concrete in cui si manifesta l’ennesima evidente impostura legislativa, che ha istituito il cosiddetto green pass.

Analizzato il testo del decreto legge 111 del 6 agosto 2021, non possiamo che confermare la pratica impossibilità di sviscerare tutte le sfaccettature di illegittimità, che solo la pretesa di applicazione nel concreto di quanto disposto, farà emergere.

Non possono quindi suggerirsi azioni legali risolutorie o immediate, e ciò a prescindere dai singoli ambiti che l’applicazione del decreto vorrebbe inquadrare.

Questo perché, a differenza del decreto 44/21, poi convertito in legge, che ha riguardato il mondo sanitario, come prima frontiera che un sistema di potere ormai sganciato totalmente dal popolo ha invaso per distruggere ogni principio di libertà della persona e di diritto alla base della nostra convivenza civile, di fronte a questo secondo attacco al comparto della scuola e dell’istruzione in generale dobbiamo misurarci anche con l’assenza o non esplicitazione di qualsiasi procedura applicativa che, nelle situazioni specifiche, si cerca di aggirare lasciandola di fatto ad una libera interpretazione regolamentare ad oggi inesistente.

La spudoratezza di questa modalità di azione governativa, che si congeda per godere della pausa estiva, di fatto inaugura, nella menzogna più conclamata, uno dei periodi più bui della nostra storia. Nella proroga ingiustificata di una falsa situazione di emergenza – che infatti non impedisce al Parlamento di andare in ferie senza neanche vergognarsi della contraddizione e della beffa ai cittadini – e nell’imposizione vaccinale mascherata da marchio verde, la nuova impostura legislativa dimostra la sua inconsistenza nell’assenza anche di parametri procedurali applicativi.

L’incipit del nuovo decreto legge che estende l’obbligo del green pass alla scuola rappresenta il trionfo dell’ipocrisia, oltre ad essere un insulto totale alle regole basilari dello stato di diritto, come l’ha definito il costituzionalista Daniele Trabucco.

L’articolo 1 infatti esordisce adducendo il nobile obiettivo di “assicurare il valore della scuola comunità e di tutelare la sfera sociale e psico-affettiva della popolazione scolastica” come finalità ad un provvedimento che aggiunge l’obbligo di green pass per tutto il personale scolastico, sotto pena di sospensione senza stipendio, mantenendo per le lezioni in presenza il distanziamento e le mascherine. Queste ultime, però, possono essere eliminate, purchè tutti gli alunni siano stati sottoposti alla vaccinazione sperimentale anti Covid con doppia dose.

Tralasciando la gravissima responsabilità di incentivare la fascia più giovane della popolazione a sottoporsi ai rischi della vaccinazione sperimentale contro un virus che, a quell’età, di fatto non costituisce alcun pericolo (si veda al riguardo l’interessante studio), si creeranno i presupposti per una profonda discriminazione degli alunni sprovvisti del marchio verde.

Ed è addirittura inquietante che anche il Comitato Nazionale di Bioetica abbia vergognosamente approvato la validità del consenso espresso esclusivamente dai minorenni, senza l’avvallo dei genitori, arrogandosi così il diritto di suggerire interventi legislativi per espropriare la potestà genitoriale, strizzando l’occhio ai figli che, stranamente, adesso vengono considerati sufficientemente maturi per decidere autonomamente di sottoporsi ad una sperimentazione medica.

E ciò ancor più considerando il palese abuso di un comitato medico che adotta una decisione contraria alla legge in particolare all’articolo 2 del c.c. che stabilisce la potestà dei genitori sui figli minorenni fino al compimento del diciottesimo anno.

Di conseguenza, i minori che non si adegueranno al ricatto verranno trattati alla stregua di untori: bullizzati, emarginati, e obbligati a vaccinarsi anche contro il parere della famiglia. Si instaurerà in tal modo una sorta di “bullismo di Stato”, in palese contraddizione con tutte le iniziative che nel mondo della scuola si propongono per favorire l’integrazione e la socializzazione degli studenti.

Dal 1 settembre scuola e università si trasformeranno quindi in tetri laboratori per esperimenti vaccinali e psicologici e, in luogo della millantata tutela della sfera sociale e psico affettiva della popolazione scolastica, i nostri figli diventeranno cavie per le case farmaceutiche o saranno il bersaglio dell’odio continuamente istigato dal mainstream contro chi difende la libertà anche del proprio corpo e il diritto di scegliere liberamente le cure secondo il principio costituzionale che lo tutela senza che nessun “interesse” collettivo alla salute lo possa sopprimere.

L’impossibilità di imporre per legge un obbligo vaccinale che sarebbe clamorosamente bocciato dalla Corte Costituzionale e dallo stesso Parlamento anche perché esporrebbe al rischio di dover rispondere economicamente degli effetti avversi conseguenti, viene aggirato in modo subdolo e surrettizio delegando senza ritegno e legittimità un controllo poliziesco alla dirigenza scolastica, oppure ai titolari di esercizi pubblici, fossero pure indistintamente ristoranti, bar, palestre, musei o qualsiasi altro ambito in cui la titolarità della gestione appartiene unicamente alla società civile, perché ivi si esprimono le libertà che costituiscono la nostra persona e il loro libero esercizio.

Con riferimento specifico al mondo della scuola è quindi un totale abuso l’assegnazione ai dirigenti scolastici del compito di controllare i cosiddetti certificati verdi; in primis, perché snaturerebbe la loro stessa funzione attribuendogli di fatto l’improprio ruolo di “gendarme di Stato” creando di conseguenza un clima di “caccia alle streghe” all’interno dell’Istituzione scolastica che è totalmente in contrasto con gli obiettivi educativi che la comunità scolastica si è sempre prefissata di raggiungere.

Va aggiunto inoltre che le “alternative” previste alla vaccinazione (il tampone ogni 48 ore e la certificazione di essere guariti dal Covid, che peraltro dura solo sei mesi) sono di difficilissima attuazione e sono nei fatti strumenti ricattatori – per giunta a pagamento – per costringere le persone a vaccinarsi. Dal punto di vista lavorativo, inoltre, si ravvisa una palese discriminazione e la previsione di conseguenze pesanti per il lavoratore “renitente”: sospensione per quattro mesi (fino al 31 dicembre) se entro cinque giorni non venisse esibito il certificato verde.

A fronte di tutto ciò non esiste di fatto la possibilità di intravedere un percorso difensivo unitario, una strategia generalizzata che possa contrastare questi abusi, se non ribadire la necessità di contestare immediatamente la richiesta del cosiddetto green pass per mancanza di titolarità nel trattamento dei dati sanitari individuali e il loro eventuale trattamento; quindi  ravvisandosi nelle varie situazioni in cui i dirigenti scolastici dovessero perseverare in tali richieste, l’avvio di procedimenti disciplinari del tutto anomali ed illegittimi e certamente impugnabili.

È dunque arrivato il tempo della resistenza, che è l’unico criterio da consolidare in ognuno di noi e che quindi appartiene alla singola circostanza e al singolo titolare o dirigente o docente o semplice fruitore di esercizi, che si trova a sentirsi obbligato ad un abuso o al quale viene richiesto di sottostare ad un obbligo, nei fatti inapplicabile ed inesigibile.

Tutta la presunta normativa a cui fa riferimento la pervasiva invenzione del green pass italiano contrasta infatti con i principi cardine di libertà e di tutela dei diritti che sono indicati nella Costituzione, e questa pretesa senza alcuna distinzione è ancor più in contraddizione con gli stessi Regolamenti 953 e 954 del 14 giugno 2021 del Parlamento europeo e del Consiglio d’Europa, che hanno ribadito il principio di non discriminazione nella stessa istituzione del green pass, che di fatto ha altri scopi e non certamente quello di introdurre un surrettizio obbligo di vaccinazione o di sottoporsi a reiterati controlli sanitari.

Non è un caso che tale illegittima estensione di un obbligo inesistente ed inesigibile sia avvenuta in Italia, dove senza vergogna il nostro governo ha addirittura cercato meschinamente di non tradurre dal testo originario tale principio e di cancellare tale vincolo.

Assistiamo infine anche ad un finto gioco da marionette da parte delle stesse istituzioni, tra cui il Ministero degli Interni che proclama che gli stessi titolari di esercizi commerciali non hanno alcun titolo o autorità di polizia per la richiesta o la verifica di questo presunto certificato verde, e ad altre dichiarazioni del garante della privacy che di fatto contraddicono la presa di posizione iniziale rispetto all’abuso di tale documento.

Il tutto in un’immonda pantomima disorientante, come lo è tutta questa presunta normativa tra poliziotto buono e poliziotto cattivo.

Iustitia in Veritate non può che suggerire agli avventori che si scontreranno con titolari di esercizi pubblici masochisticamente iper osservanti di regolamenti illogici, il boicottaggio e la scelta di altri luoghi, dove venga garantita la loro non discriminazione.

A tutti infatti è proposta la resistenza come misura inequivocabilmente necessaria nelle singole circostanze come forma civile di reazione ad un sopruso, e quindi anche di fronte a dirigenti scolastici che, conniventi in modo consapevole o non, cercheranno di imporre un obbligo inesigibile ed inapplicabile, in quanto totalmente illegittimo e infondato,

Ai titolari di esercizi commerciali suggeriamo di non rendersi complici di questo abominio semplicemente ignorandolo e di non aver paura di eventuali sanzioni amministrative che, di fatto, non potranno che essere annullate per la loro totale illegittimità, come sino ad oggi avvenuto nella stragrande maggioranza dei casi.

La libertà su cui poggiamo e che gradualmente è stata divorata nel corso di questi mesi, grazie all’assuefazione secondo la tecnica consolidata del radicamento di una consuetudine per quanto inutile oltre che irrazionale, trattandosi di provvedimenti palesemente destituiti di alcun fondamento scientifico dal punto di vista medico o di diritto, impongono di resistere. E questa resistenza riguarda ormai ogni singola categoria o posizione, ed anche quella degli studenti che non vogliono sottostare ad un ricatto, che è impossibile possa annullare o limitare il diritto allo studio che lo Stato stesso deve garantire e di cui è responsabile.

Si ribadisce quindi che ogni strategia è da valutare caso per caso perché non sono certamente prevedibili le singole circostanze in cui bisognerà muoversi. E caso per caso occorrerà fare fronte individualmente o collettivamente per diffidare e denunciare questi abusi per quello che sono: un tentativo illegittimo e infondato per imporre un obbligo vaccinale non esigibile.

Solo uno sciocco ormai può non accorgersi che il vero obiettivo non è – e forse non lo è mai stato – la tutela della salute, e che questo abuso sta procedendo con la connivenza purtroppo anche di una certa parte delle autorità ecclesiastiche, che tacciono o, peggio, ne sposano la scelleratezza addirittura introducendo acriticamente anche in sacris una presunta normativa ancora più rigorosa, in una spasmodica rincorsa ad essere più realisti del re.

La drammaticità di questi eventi non può e non deve scoraggiarci perché la resistenza è dunque diventata un obbligo morale per difendere la nostra persona e la dignità umana che i nostri padri hanno conquistato per noi con il sacrificio e con la fede.

Nel combattere questa buona battaglia noi ci siamo e siamo pronti ad aiutare chi si rivolge a Iustitia in Veritate.

Milano, 12 agosto 2021

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15 commenti

  • giovanni ha detto:

    Il gioco a cui mirano e’ vecchissimo, divide et impera. Come sempre il potere mette gli uni contro gli altri. E come sempre ci sara’ uno scontro fra le due fazioni, col potere che si schiera con il piu’ forte, avendolo precedentemente preparato. Inutile invocare costituzione , leggi varie, decreti, regolamenti, consuetudini o quant’altro. Le pressioni dei padroni del gioco sono schiaccianti evidentemente, per cui come in passato, chi dice no dovra’ farlo assumendone i rischi in prima persona. Inutile cercare altre strade, viottoli, sentieri montani o scappatoie varie. Il ” gioco ” in autunno, temo, si fara’ pesante visto che gia’ arrivano le prime avvisaglie sul cambio di colore di alcune regioni gia’ in agosto. Vi e’ pero’ un elemento, secondo me’ importante, su cui riflettere / la pressione a ”vaccinare ” sta assumendo aspetti grotteschi ( dalle offerte di denaro ai gelati per i bambini ) forse in quel periodo vi saranno i primi effetti del siero ?

  • ex : ha detto:

    Penso che il tutto sia studiato per ridurre la faccenda alla manzoniana questione dei polli di Renzo. Dove i polli siamo noi, popolo bue, e perdonatemi la contraddizione… animalesca; perché in fondo siamo entrambi, sia pennuti che bovini.

    La cosa non fa altro che metterci – noi tutti vessati – esercenti contro clienti, commercianti contro consumatori; ed è questo il punto da focalizzare, se si vuole davvero cercare un modo per disinnescare il perverso affare.

    Faccio un esempio: Vado al ristorante e il titolare mi chiede la porcheria verde. Io non ce l’ho e non la voglio avere ma voglio entrare lo stesso perché è un mio diritto farlo. Secondo i caratteri di entrambi, e il momento isterico in cui vive l’umanità oggi, possono nascere risse o denunce od entrambe: i polli di Renzo insomma, mentre “quelli” ridono constatando che i polli reagiscono nel modo da loro studiato. Qualche puro di cuore dirà che non è così che si deve fare, ed infatti l’articolo lo dice. Il problema è che per situazioni reali, concrete – come quella disastrosa che stiamo vivendo – si suggeriscono strategie teoriche ed opinabili; mentre la gente reagisce nel modo che la circostanza e il suo carattere in quel preciso momento gli suggerisce, anzi, in un certo qual modo “lo costringe”. Tanto più che una delle due parti sa (non può non sapere) di aver torto a chiedere, e l’altra sa di aver ragione a non concedere, e le due cose esacerbano entrambi.

    Sia chiaro che non intendo criticare l’articolo: è scritto da giuristi ed è sviluppato sulla conoscenza e i dettami della loro materia, di cui io sono del tutto digiuno, ma quando leggo:

    «Ai titolari di esercizi commerciali suggeriamo di non rendersi complici di questo abominio semplicemente ignorandolo e di non aver paura di eventuali sanzioni amministrative che, di fatto, non potranno che essere annullate per la loro totale illegittimità»,

    ritengo il suggerimento ottimo, ma… non tenente conto dei risvolti psicologici del singolo individuo che lo legge.

    L’ambiente, l’atmosfera (come volete) è pervaso da isteria collettiva, sia da parte degli “aguzzini” che dei perseguitati. Il commercio e l’economia nazionale stanno affondando. Ogni commerciante, ogni esercente si sente sull’orlo del fallimento, e teme fortemente di essere punito se non segue le folli direttive che piovono dall’alto; si sente solo, anche a causa dei servizi e delle immagini di TV e giornali che fanno vedere suoi colleghi sulla soglia dell’esercizio che si fa mostrare dal cliente la porcheria verde, e quest’ultimo che supinamente gliela mostra; e lui deve fare l’eroe? Lui “non deve avere paura di eventuali sanzioni che verranno annullate”? Intanto lui se le becca, e che verranno annullate la ritiene un’ipotesi e non una certezza (e non ha torto), e comunque chissà quando avverrà; ma molto più che la sanzione lui teme (a torto o a ragione) la chiusura dell’esercizio. Ci saranno anche termini di legge che neghino tutto ciò (non lo so); ma siccome – come detto – dobbiamo andare sul concreto, se si fa carne da macello della Costituzione (non lo dico io ma costituzionalisti), cosa volete che sia il mettere qualche legge sotto i piedi…

    L’esercente – prendo lui come figura tipica, ma ce ne sono altre – l’esercente si sente solo. Potrebbe agire come suggerito solo se si sentisse coperto da qualcosa di forte. Ci sono associazioni, federazioni e cose del genere? Sono loro che dovrebbero agire e far agire, ma non solo a parole, come si legge su (pochi) giornali: devono organizzare azioni comuni; ce ne sono state di spontanee, ma quelle spontanee non servono a niente, come un fuoco di paglia nel deserto. Gli esercenti, tutti, dovrebbero agire tutti allo stesso modo organizzato dal “centro” a livello nazionale (“nessun esercente chieda la porcheria verde”), intraprendendo anche azioni legali (se servono) su ogni minimo spunto si riesca a percepire.

    Lasciare al singolo individuo, che tutto il giorno, e molto probabilmente anche la notte, ha come quasi unico pensiero quello di portare avanti la sua attività che rischia fortemente di fallire lasciando sul lastrico famiglia e dipendenti, l’iniziativa di ignorare le folli e perverse direttive che gl’impongono di seguire, vuol dire essere destinati al fallimento.

    Quello degli esercenti è solo un esempio.

  • Avv. Francesco Fontana ha detto:

    Per sapere cosa fare nello specifico invito
    a saper leggere tra le righe del nostro comunicato, facendo peraltro notare e ribadisco che nulla e’ più concreto del consolidarsi in un giudizio di resistenza che, di fatto, e’ la fondamentale premessa per agire. Ad ogni modo stiamo anche elaborando alcuni format utili per azioni operative. Siamo
    In guerra ed e’ inutile lamentarsi, ognuno si inventi anche singolarmente come reagire; noi possiamo fornire gli strumenti. Avv. Francesco Fontana – presidente di http://www.iustitiainveritate.org

  • laura cadenasso ha detto:

    Appena terminata la lettura di questo comunicato -le cui pole mi sembrano “pesate” con certosina precisione- auguro sentitamente alle varie autorità che ci governano si sprofondare /soffocare in un lurido mare di MELMA ! Melma che, -in senso figurato- è sininimo di bruttura, sporcizia morale applicata al vizio !

  • Donna ha detto:

    Si, ma! Uno studente universitario che vuole entrare e poi lo fermano…che deve fare.. mica può usare la forza..
    Coloro che vogliono (uso il termine volere apposta) applicare il green pass ,anzi che non vedevano l’ora, in quanto credono che così si creano zone covid free, stranamente credono fermamente nella scienza vaccinica,però non quando la stessa dice che un vaccinato può contagiarsi e contagiare, divenendo quindi esso stesso un potenziale pericolo, forse maggiore in quanto lui non subisce il tampone che testa la negatività,come chi effettua il tampone.

    Il green pass,ormai lo hanno capito anche i sassi, è uno strumento coercitivo per costringere a vaccinarsi assumendosi quelle responsabilita (traduco, tutti gli effetti collaterali sono cavoli tuoi),che lo stato non intende assumersi,perché se no dovrebbe risarcire ecc in caso di problemi…e chissa quanti ce ne sono stati e di cui non siamo a conoscenza.
    La cosa grave è che molte,troppe persone vaccinate non comprendono,(in quanto pensano sia giusto di godere del privilegio greenpassiano) che questo strumento lede enormemente la libertà individuale, discrimina, fomenta odio e che è incostituzionale, contrario alle norme sovrane U.E. …e si potrebbe proseguire.
    Quello che ho notato, è una mancanza di volontà e capacità a porsi delle semplici domande, interrogativi, cercare la Verità… C’è una supina accettazione di molti,senza darsi domande,magari solo perché pensano in tal modo di essere liberi; ma la vera libertà non è concessa, appartiene alla dignità di ogni uomo, libero veramente di scegliere in scienza si,ma anche e soprattutto in coscienza (formata e informata) della propria vita.

    • LUCIO CORNELIO SILLA ha detto:

      Uno lo fermano agevolmente. Con due, tre, quattro devono prendersi qualche incomodo. Con dieci cominciano a fare fatica. Con trenta rischiano qualcosa. Con cento la partita si fa difficile. E via a salire.

    • Aurelio ha detto:

      Gli studenti universitari già si sa che potrebbero essere controllati solo a campione, ma per identificarli e sanzionarli occorre la presenza di forze dell’ordine a ciò abilitate. Il bidello non può né identificare né sanzionare, né trattenere, ma solo richiedere il greenpass. Se c’è insieme un vigile, allora si fa verbale (400€), con multa che va al prefetto e, se confermata, è contestabile agevolmente davanti a giudice di pace. Se poi si dovessero prendere ulteriori multe, si ricadrebbe nella “continuazione” o reiterazione dell’illecito, che al massimo porta a multa triplicata in totale per qualsiasi numero di infrazioni, anche quotidiane. Per queste infrazioni che costituiscono illeciti amministrativi non è possibile fermare le persone oltre l’identificazione e il verbale, e poi con in mano il proprio verbale si può andare ovunque, proprio perché già multati per quell’illecito.
      Consiglio di informarsi sul sito http://difendersiora.it dove si trovano materiali e video molto chiari in proposito.

      • Donna ha detto:

        Grazie perle informazioni,… comunque speriamo che i giovani non si pieghino….non tutti almeno

  • ex : ha detto:

    «Tutta la presunta normativa a cui fa riferimento la pervasiva invenzione del green pass italiano contrasta infatti con i principi cardine di libertà e di tutela dei diritti che sono indicati nella Costituzione, e questa pretesa senza alcuna distinzione è ancor più in contraddizione con gli stessi Regolamenti 953 e 954 del 14 giugno 2021 del Parlamento europeo e del Consiglio d’Europa, che hanno ribadito il principio di non discriminazione nella stessa istituzione del green pass».

    Dove sono quelli che dicono che Draghi non ha alcuna responsabilità per queste porcate, in quanto imposte dall’ “Europa” e dalla OMS, e le deve subire?

    • LUCIO CORNELIO SILLA ha detto:

      Anche se in Italia c’è il malvezzo di arrogarsi gli onori del potere senza volersene assumere gli oneri, piaccia o no, Draghi è il primo responsabile, perché ha accettato di ricoprire il ruolo che comporta la massima responsabilità operativa.

  • Marco Matteucci ha detto:

    NOSTRA SIGNORA DI ANGUERA – REGINA DELLA PACE
    Messaggio 5.163 | Giovedì 12 Agosto 2021

    “Cari figli, ‎Io sono vostra Madre e vi amo. Siate ricolmi di speranza e non allontanatevi dal cammino che vi ho indicato. Dio è con voi.

    Verrà una grande guerra e molti consacrati daranno la vita per la difesa della verità!” …

    Se vuoi leggere tutto:
    https://reginadelcielo.com/2021/08/13/nostra-signora-di-anguera-regina-della-pace-269/

  • Crisbiagio ha detto:

    La domanda alla fine resta sempre quella:per quale motivo i maledetti vogliono infilarci nel corpo questa pozione?quale fine reale?in fin dei conti gli effetti collaterali sono incidente di percorso che non la fa andare tanto liscia alla Spectre.e cio’perche hanno furia.e qui la seconda domanda:perche’hanno cosi’furia da sembrare quello che sta perdendo il tram??qualcuno ha una risposta seria e convincente?

  • Lia ha detto:

    Condivido pienamente. Ribellione e resistenza sono le uniche soluzioni

  • Physicus ha detto:

    Analisi condivisibile e ben argomentata. Nel concreto che fare? Contestare va bene e poi?. Il preside ti lascia comunque entrare a scuola? In caso contrario, dobbiamo denunciate il preside? Boh?. Non invidio né i presidi né i prof!.

  • Slave of JMJ ha detto:

    God will take care of you if you resist the Green Pass.