Il Tradizionalismo (Cattolico) fra Memoria e Profezia: una Sfida Nuova.

27 Giugno 2021 Pubblicato da

Marco Tosatti

Carissimi Stilumcuriali, il Mà Aurelio Porfiri ci offre questa sua riflessione sul mondo cosiddetto “tradizionale” cattolico, i suoi problemi, le sue sfide e le sue tendenze, anche alla luce di fatti recenti, per quanto trascurabili. Buona lettura e riflessione.

§§§

Tradizionalismo, tra memoria e profezia

Sono oramai vari decenni in cui mi trovo ad osservare il fenomeno del tradizionalismo, più specificatamente quello del tradizionalismo cattolico. Questo non è dettato solo da interesse di studioso, ma anche dal fatto che alcune delle battaglie (non tutte) che in questo mondo vengono portate avanti, sono anche le mie. Quindi ho sempre dedicato particolare attenzione a quanto in questo mondo si produce e alle varie ramificazioni di cui questo ambiente si compone.

Non dimentichiamo che i temuti scismi che spesso vengono sbandierati da appartenenti di questo o quel gruppo tradizionalista, non di rado si verificano proprio nello stesso mondo, con gruppi che si separano da altri gruppi che si erano già separati in precedenza, sempre con l’idea di rappresentare una purezza più fedele ad una origine percepita.

Il tradizionalismo è fenomeno complesso, sviluppatosi soprattutto in Francia come reazione al razionalismo illuminista e alle devastazioni portate avanti dalla Rivoluzione francese, con valori come uguaglianza, libertà e fraternità originariamente avvinti alla loro origine cristiana, ora lasciati scorazzare come un virus mutato in senso mortale, perché privo del proprio senso originario e originante. Non vi è dubbio che il tradizionalismo ha conosciuto una decisa accelerazione in reazione al Concilio Vaticano II, percepito come una novella manifestazione dello spirito del 1789 nella Chiesa.

Qui la figura dominante è senz’altro quella del vescovo Marcel Lefebvre (1905-1991) che con la sua opera ha dato vigore ad una reazione ai mutamenti ecclesiali degli ultimi decenni (e non solo). Un sacerdote e storico della Chiesa, Francesco Saverio Venuto, offre questa sua analisi che per me non è pienamente condivisibile ma che pure offre elementi di riflessione: “Agli inizi degli anni ’60, con il Concilio Vaticano II e poi nella fase successivo ed esso, il tradizionalismo come sistema filosofico-teologico comparve nuovamente, polemizzando all’interno degli ambienti ecclesiali contro la legittimità di un aggiornamento ecclesiale di carattere dottrinale e pastorale, sulle possibili realizzazioni, e principalmente sull’ipotesi di avviare un dialogo tra Chiesa e modernità, congiuntamente alle pericolose conseguenze che esso avrebbe inevitabilmente comportato. Proprio a partire dal confronto con la modernità, la quale con i suoi principi filosofici veniva considerata la causa prima di un pericoloso relativismo e snaturamento del bimillenario depositum fidei della Chiesa, il tradizionalismo si propose innanzitutto il compito di difendere la Tradizione, non soltanto salvaguardandone l’integralità, ma evitandone anche la necessaria ermeneutica. Esso riconduceva la Tradizione ad un archetipo ipostatico, alieno alla storia e alle sue dinamiche, considerate le premesse di un’insanabile corruzione del patrimonio della fede cristiana. Alcune tra le principali forme storiche della Chiesa, relative al dogma, alla morale, alla liturgia, alla disciplina e all’istituzione, estrapolate acriticamente dalla dinamica storico-ecclesiologica di Tradizione-Progresso, divengono così espressione di una riflessione teologica sclerotizzata, nettamente separata dalla storia. Un tale fenomeno non potrebbe essere pienamente compreso se non si facesse riferimento al Vaticano II, al post-Concilio con il ’68 e al progressismo, espressione teologica di segno opposto. Il Concilio, con il suo programma di aggiornamento interpretato e riletto, senza le necessarie distinzioni, specialmente in relazione agli avvenimenti posteriori, veniva così definito il concilio dell’anti tradizione e della vittoria del fronte progressista, ovverosia di quella posizione filosofico-teologica che sottometteva in modo ipercritico la fede alla storia, relativizzandola fino al punto di assecondare un’apostasia generale all’interno della Chiesa. Per tali ragioni il Vaticano II, in relazione alla liturgia, al rapporto Tradizione-Scrittura, alla collegialità episcopale, all’ecumenismo e al dialogo interreligioso e alla libertà religiosa doveva essere rifiutato. Il principale capofila del tradizionalismo fu Mons. Marcel Lefebvre, fondatore della Fraternità Sacerdotale di San Pio X per la difesa della Tradizione”.

Ora, questa visione sostanzialmente negativa del tradizionalismo cattolico (con una certa miopia ermeneutica, a mio avviso), ci dice però qualcosa di importante, cioè che il tradizionalismo ha sempre avuto questo elemento di memoria, cioè di salvaguardia delle vestigia della tradizione che non andavano sacrificate sull’altare dell’aggiornamento.

Questo tradizionalismo, lo stesso che io ho ben conosciuto e frequentato, aveva come bandiera soprattutto quella della questione liturgica, non solo per l’opera dei seguaci di Mons. Lefebvre ma anche per quella di associazioni come Una voce o Juventutem e più recentemente per il ralliement causato da papa Benedetto XVI intorno al Motu proprio Summorum Pontificum. Ovviamente le battaglie erano anche altre, sempre con questa attenzione alla memoria della tradizione che si andava perdendo e vi erano impegnate altre realtà (Centro culturale Lepanto, Alleanza cattolica, Tradizione Famiglia e Proprietà e via dicendo), che avevano comunque nell’attenzione alla questione liturgica un elemento unificante.

Oggi, mi sembra che ci sia stato quasi uno slittamento di prospettiva temporale nelle attenzioni di certo mondo tradizionalista che gode di molta attenzione mediatica, dalla memoria alla profezia. È un mondo che non insiste su quello che abbiamo perso (con molte ragioni a loro favore) ma in quello che perderemo. È un tradizionalismo apocalittico (termine suggeritomi da persona amica e che trovo confacente), un grido per il pentimento, perché la fine è vicina. Penitentiagite, sembrano dire mutuando dagli antichi avversari questo grido di dolore, alcuni moderni protagonisti del mondo tradizionalista.

Sia detto con chiarezza, che ci sono senz’altro ragioni valide per tentare una lettura profetica della realtà vista l’accelerazione catastrofista indotta dalla pandemia di coronavirus. Ma a me sembra che questi nuovi fermenti incoraggiati dalla diffusione grazie a seguitissimi blog e canali You Tube, siano anche causa di molti mal di pancia che non da ora agitano il mondo tradizionalista, in cui memoria e profezia forse non hanno trovato un giusto equilibrio, laddove per alcuni (e non per tutti) la memoria si sclerotizza in fermo immagine di un passato perduto mentre la profezia per altri (e anche qui, non per tutti) diviene occasione per diffondere allarmismi che a volte sembrano essere fuori misura. Interessante poi, che uno dei segni distintivi della contemporaneità a volte tanto temuta, internet, è l’elemento propulsivo più importante di cui tutti questi gruppi si servono per far circolare le proprie idee.

Visto che il mondo che si ispira alla tradizione ha tanto da contribuire in una fase così complessa come quella attuale, si spera possa trovare il punto di equilibrio che riconcili le differenze e che trasformi la memoria in profezia per ispirare un sano ritorno alla tradizione per lodare Dio, ringraziarlo per i suoi benefici e per condurre tutti alla salvezza.

§§§




Ecco il collegamento per il libro in italiano.

And here is the link to the book in English. 

Y este es el enlace al libro en español


STILUM CURIAE HA UN CANALE SU TELEGRAM

 @marcotosatti

(su TELEGRAM c’è anche un gruppo Stilum Curiae…)

E ANCHE SU VK.COM

stilumcuriae

SU FACEBOOK

cercate

seguite

Marco Tosatti




SE PENSATE CHE

 STILUM CURIAE SIA UTILE

SE PENSATE CHE

SENZA STILUM CURIAE 

 L’INFORMAZIONE NON SAREBBE LA STESSA

 AIUTATE STILUM CURIAE!

ANDATE ALLA HOME PAGE

SOTTO LA BIOGRAFIA

OPPURE CLICKATE QUI




Questo blog è il seguito naturale di San Pietro e Dintorni, presente su “La Stampa” fino a quando non fu troppo molesto.  Per chi fosse interessato al lavoro già svolto, ecco il link a San Pietro e Dintorni.

Se volete ricevere i nuovi articoli del blog, scrivete la vostra mail nella finestra a fianco.

L’articolo vi ha interessato? Condividetelo, se volete, sui social network, usando gli strumenti qui sotto

Condividi i miei articoli:

Libri Marco Tosatti

Tag: , ,

Categoria:

8 commenti

  • Slave of JMJ ha detto:

    More craziness from Portland Oregon. They are experiencing extreme weather this week.
    How Betsy Steve and Fr. Meeuwsen martyr Jesus all over again in the sacred Host.

    Betsy Fr. Meeuwsen and Steve are literally defiling the Sacred Host by their heretical fake-marriage of fake annulment swinger/sodomite kinappers. Shame on Fr. Meeuwsen and the godless freemason Jewish Portland Archdiocese for accepting host “thieves” kidnappers and sodomites into their laire! Betsy and Steve should be excommunicated. They should not be allowed by any means to receive the Sacred Host unless they separate for good, confess their sins through absolution, and do penance. Those who have ears, hear!

    The relationship between John, Betsy and Steve is perversion madness and the Portland Archdiocese SUPPORTS their sodomy swinger madness. Shame on Portland Archdiocese! They could care less about their children or grandchildren. The Portland Archdiocese is actively seeking to destroy the nuclear family.

  • stilumcuriale emerito ha detto:

    Purtroppo molte persone sono affascinate dalle funambolesche attualizzazioni delle Scritture venute particolarmente di moda con Papa Francesco. L’ultima è quella di stamattina all’Angelus. Il Vangelo al quale si riferisce (Mc 5,21-43) scritto una ventina di anni dopo la morte di Gesù Cristo, racconta i fatti al passato remoto (toccò, si fermò ecc. ). Il Papa mette le cose al presente : –Gesù si lascia toccare dal nostro dolore e dalla nostra morte, e opera due segni di guarigione per dirci che né il dolore né la morte hanno l’ultima parola. Ci dice che la morte non è la fine. Egli vince questo nemico, dal quale non possiamo liberarci da soli.—In realtà il tempo giusto sarebbe il passato remoto : Gesù si lasciò toccare dal loro dolore e dalla loro morte e operò due segni di guarigione per dirci……. Ecc. ecc. In effetti con questi trucchi uno parte dal racconto di due miracoli di Gesù per concludere alla fine con la cosa che più gli sta a cuore in questo momento : –Gesù ti chiede uno sguardo che non si fermi all’esteriorità, ma vada al cuore; uno sguardo non giudicante – finiamo di giudicare gli altri – Gesù ci chiede uno sguardo non giudicante, ma accogliente. …. E non giudicare, non giudicare la realtà personale, sociale, degli altri.—
    Capito come si fa?

  • Maria Michela Petti ha detto:

    «La chiarezza è una giusta distribuzione di ombre e di luci». (Goethe)

  • CLEOMENE ha detto:

    Il discorso è delicato e complesso. L’affermazione di Marco secondo cui la liturgia costituisce il momento di sintesi delle varie anime del cosiddetto “tradizionalismo cattolico” risponde al vero. A orientare le persone verso la S. Messa celebrata nell’antico rito antico latino possono essere istanze assai diverse, talvolta perfino in antagonismo fra loro: ma il venerabile Vetus Ordo ha il potere di elidere, sia pure per poco più (o poco meno) di un’ora distanze e divergenze, e ricondurre la molteplicità degli animi all’unità mistica e sacramentale. Basterebbe questo prodigio a certificarne l’assoluta centralità.

    Quanto all’elemento apocalittico, a me sembra che in senso al mondo tradizionalista sia un aspetto tutt’altro che nuovo. Fra i tratti più ricorrenti nel parterre tradizionalista io credo che si possa annovarare da sempre una cospicua inclinazione all’apparizionismo, il quale presenta con rimarchevole frequenza robuste venature apocalittiche. Forse in questi ultimi tempi (tempi ultimi?) il fenomeno si è fatto più accentuato, ma non si tratta di una novità. Personalmente lo considero con interesse. Perché? Ma perché il nucleo evangelico si sostanzia in misura rilevante anche di profetismo ed escatologia, e non a caso la Tradizione ci offre una lunga teoria di santi e sante che all’attivo confronto con l’orizzonte delle cose ultime non solo non si sono sottratti, ma si sono in molti casi votati.

    In fin dei conti si tratta, ancora una volta, di tenersi all’aristotelica μεσότης, guardandosi dalle facili suggestioni di certo avventuroso apparizionismo, ma anche da quelle di certo pragmatico razionalismo, cieco e sordo ai segni dei tempi.

  • Pater Luis Eduardo Rodríguez Rodríguez ha detto:

    https://www.garabandal.it/it/che-cos-e/breve-storia
    ET EXPECTO TRIUMPHUM CORDIS IMMACULATI MARIÆ.

  • Enrico Nippo ha detto:

    Vedo un certo parallelismo tra l’allarmismo covidesco che proprio in questi giorni sta usando la paroletta “variante” in maniera invereconda (dopo una prima variante ci saranno le varianti della variante per cui la faccenda non finirà più?) e un profetismo esagerato che rischia di diventare una fissazione mentale prossima alla patologia psichica.

    A parte il fatto che le profezie sono diventate un mare magnum nel quale è difficile, se non impossibile, discernere l’autentico dal falso, ritengo che citare a ogni pie’ sospinto le più disparate profezie induca a vivere in un mondo di sogno che rasenta l’incubo e distrae dal presente, alimentando un pessimismo catastrofistico che non giova a nulla ed anzi contribuisce ad incupire il già cupo panorama.

  • Pater Luis Eduardo Rodríguez Rodríguez ha detto:

    E lei, di cosa si serve per fare circolare le sue idee?…dei blog altrui. Poi se ne va a suonare il piano. Non vede che non si tratta dei vostri soliti e noiosi analisi, ma Profezie sopratutto da RUE DU BAC 1830, PARIGI, in poi, e come mai, perche tempi come mai prima, adveriti dal Cielo in mille modi, nei nostri? Appunto l’IMMACOLATA MADRE SEMPRE VERGINE ASSUNTA E CORREDENTRICE, disse a San Sebastian de Garabandal che quando la maggioranza nemmeno ricordasi quest’ apparizioni (tra 1961 e 1965…cv II dixit…) allora vicino il compimento di quelle PROFEZIE.

    Che altri istrumenti suona il maestro?

    PATER LUIS EDUARDO RODRÍGUEZ RODRÍGUEZ
    27 Giugno 2021 alle 13:04
    Poi dicono che siamo millenaristi, apocalittici, e via discorrendo. Queste Sodoma e Gomorra universale la fermerà solo Dio. Peggio del diluvio. Prossimo Primo Venerdì 2 luglio, sarà 60° anniversario dell’inizio (non ha finito…) dell’ apparizione di N.S.DEL MONTE CARMELO A SAN SEBASTIÁN DE GARABANDAL, nel secondo di solo 2 messaggi ha detto dei tanti cardenali, vescovi e sacerdoti che vanno verso l’inferno portando dietro molte anime, appunto, dei laici.
    Vi raccomando, se non lo fatte già, ai cari sposi italiani in Austria, tenere presente che i SANTI KARL I E ZITA DE BORBON PARMA, ULTIMI, PER ADESSO, IMPERATORI AUSTROUNGARI, intercedono specialmente per voi.

    Rispondi
    PATER LUIS EDUARDO RODRÍGUEZ RODRÍGUEZ
    27 Giugno 2021 alle 14:42
    https://www.ansa.it/sito/videogallery/italia/2021/06/26/roma-pride-ce-anche-cristo-lgbt-a-sfilare-per-i-diritti-e-il-ddl-zan_446b83b7-70e7-459a-bb96-07a50cd0b4bb.html