Benedetta De Vito: l’Ambiguità un Po’ Viscida del Misericordismo…

11 Maggio 2021 Pubblicato da

 

Marco Tosatti

Carissimi Stilumcuriali, Benedetta De Vito offre alla nostra sensibilità questa riflessione – amara – su come  concetti ambigui, parole ambigue, immagini ambigue ormai facciano parte della nostra vita; e purtroppo siano pane quotidiano anche laddove non dovrebbero, e cioè nella Chiesa. Buona lettura.

§§§

 

Era sera, forse tre giorni fa, ora di cena, più o meno. Seduta sul divano, seguo, svogliata, il tg e d’un tratto, un’immagine mi fa fare un salto sul cuscino: è un ragazzo, ma sembra una ragazza, ha i capelli lunghi, biondi, ma il viso è maschile, ha il seno, ma è, mi pare villosetto. Una coscia, magra si piega a squadra mentre il piede, come fosse un primate, è infilato nel manico di una bella borsa borchiata. La posizione è quella di un ragno e mi guarda, spudorato e languido insieme, diritto negli occhi e io non so in quale categoria metterlo, se maschio, femmina o tutte e due in un mix che mi dà un capogiro e fastidio. Subito dopo, a raccontar la sua creatura che non è carne e neppure pesce, ma un transumano liquido, compare un certo signore, baffi, ciuffo, occhi piccini. Pubblicizza la sua Maison, che un tempo era simbolo stesso di chic. Non dico niente a chi mi sta accanto, ma annoto nel cuore tutto quanto, e la notte scorre via, nel sogno. Ma il giorno successivo, presa carta e penna virtuali scrivo alla Maison, che mi risponde-senza rispondere, a stretto giro, con parole precotte e senza sale, slogan e banalità politicamente corrette.

Nella mail mi lamentavo dell’ineleganza della pubblicità sopra descritta, di come un’immagine così ambigua facesse a pugni con la tradizione sobria e rosso fiammante della casa di moda e di come lo chic è semplicità, trasparenza, un tramonto, il mare sotto un cielo turchino, un prato fiorito. Chic è il quid dei latini, cioè la vita. La risposta, o almeno parte di essa perché in tante righe si ripete lo stesso concetto in tante sfumature al sapore di nulla è stata questa: “Apprezziamo e rispettiamo il Suo pensiero e la sua visione. Maison… promuove diversità, inclusione, uguaglianza e libertà di espressione. Queste sono da tempo parte integrante della cultura, dei valori e del codice etico aziendale.
Per noi, la valorizzazione delle diversità e l’inclusione rappresentano un’opportunità per creare valore: la libertà creativa e di espressione nonché punti di vista diversi sono un motore di innovazione che, a loro volta, generano altro valore”.

E mentre leggevo queste frasi vuote di sostanza, perché la parola inclusione mi fa venire l’orticaria (il Signore ci dice che il nostro parlare sia sì sì e no, no e che la Verità è una sola, divide a volte, e non è inclusiva), ho avuto come un trasalimento di cuore: quelle parole, quei toni, dove li avevo già sentiti?

E, tristemente, mi sono risposta, io pure, a stretto giro e il pensiero è volato a Santa Marta, dove un fraseggiare come quello della Maison è pane quotidiano. Inclusione, rispetto della diversità, apertura all’altro. In una parola ecumenismo. E poi, ancora più sgomenta, ho pensato alle due immagini che il Pontefice ha scelto per il suo studio. Come se in tutto il Vaticano – roba da non crederci – non ci fossero opere stupende, degne di uno studio pontificale… L’Osservatore romano ci ha mostrato il dipinto donato da un ignoto francese, “illuminato” da un’omelia di Bergoglio. Ritrae Gesù risorto che, nudo, si china su Giuda.

Sempre l’Osservatore romano ha titolato: “Lo scandalo della Misericordia”. A parte il fatto che l’idolatrare Giuda è già di per sé uno scandalo (e non certo della Misericordia), visto che Gesù dell’apostolo traditore ha detto con parole semplici e trasparenti e di santa verità, meglio per lui se non fosse mai nato. Ma lo scandalo è ancora più grande e talmente terribile che il cuore, piegandosi a metà, diventa un puntaspilli. Ecco, non è solamente il fatto che il Pontefice metta al centro della sua spiritualità il traditore di nostro Signore (sospiro di angoscia), ma sono le immagini ambigue che tale spiritualità rappresentano a rendere ancora più grave, a mio povero parere, il pianto.

Il dipinto, di cui non si conosce l’autore (e già questo sgomenta perché si potrebbero capire molte cose…) ritrae nostro Signore nudo, con una gran massa spiovente di capelli lunghi sul biondo e le costole sul corpo bianco ed emaciato, chino su Giuda morto, coperto da un drappo rosso. In questo quadro orrido (secondo me) che mai metterei nel mio studio, a parlare non è lo “scandalo della Misericordia”, ma ben altro scandalo, uno scandalo tutto mondano, che con Gesù non c’entra un bel nulla, ma che molto riguarda la neo-chiesa di questi anni e l’andazzo di cui ha scritto bene anche il nostro Marco Tosatti nel suo ultimo libro “Galleria neovaticana”. Uno scandalo che è già apparso in tutta la sua chiarezza nell’affresco voluto dall’allora vescovo Paglia nel Duomo di Terni. Un tripudio di ambiguità, ammiccante e inquietante che niente ha a che vedere con la nostra Santa tradizione cattolica e che mi fa pensare al modello della Maison di cui sopra.

Bergoglio, oltre al dipinto, tiene nello studio anche la foto di un capitello romanico dove, secondo lui, si raffigura Gesù nell’atto di portarsi in spalla il suicida traditore. Ma l’uomo, che ha i capelli corti ed è senza barba, non ha nulla di Gesù! E il ghigno che ha sulle labbra non è il dolce sorriso del mio Signore…

Io poi, ma forse è solo uno scherzo dei miei occhi, come mi dice un amico di cui ho piena fiducia, vedo nel fogliame e nel verde del capitello le corna di Bafometto…

§§§




Ecco il collegamento per il libro in italiano.

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33 commenti

  • giorgio rapanelli ha detto:

    Credo che individui che stanno bene nel peccato, ma vogliono salvarsi, dicono, o fanno dire cose che li giustifiche i li salvi. Cristo è venuto per i suoi, che tali erano fin dalla creazione del mondo. Quindi, non tutti sono con Cristo, ma solo i “suoi”. Che poi papi, vescovi, parroci, sacerdoti, diaconi si illudano sulla misericordia del Cristo e la tirino di qua o di là a piacimento è un affare loro. Le Scritture dicono cose diverse. La via del paradiso è stretta come una cruna d’ago e non tutti ci possono entrare. Non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca. Ecco perchè siamo indotti in tentazione. Perchè, dotati di libero arbitrio, uno possa scegliere se salvarsi, o dannarsi.

    • stilumcuriale emerito ha detto:

      L’uomo saggio pensa PRIMA di agire. E’ lo stolto che prima agisce e poi razionalizza per giustificarsi. E pare che di stolti ce ne siano tanti.

  • Virro ha detto:

    “Non morirete affatto! Anzi, Dio sa che quando voi ne mangiaste, si aprirebbero i vostri occhi e diventereste come Dio conoscendo il bene e il male”…(Genesi 3, 4-5)

    lo scandalo dell’ambiguità sta in questi “omuncoli”, come gnomi nelle foreste, vestiti di bianco e porpora, che ogni giorni (spero di no) consacrano con le Parole di Cristo “il mistero di iniquità”.
    FALSI, il nostro turbamento è grande, ma Gesù Cristo Vero Dio e Vero Uomo, difenderà la nostra innocenza ingannata.
    “…..ma guai a colui dal quale il Figlio dell’uomo viene tradito; sarebbe meglio per quell’uomo se non fosse mai nato !” (Matteo 26,24b)
    Santa giornata a tutti,
    Vieni Signore Gesù

  • Antonio Cafazzo ha detto:

    Cara B.d.V. se ti senti inadeguata, triste, cristiana ancora “bambina” … per il momento trasferisciti in Austria. Il vento del nord austro-tedesco fra un po’ spirerà anche da noi ed allora l’allegria regnerà in tutti i cuori e balleremo… balleremo…

  • Chedisastro ha detto:

    Cara Signora Benedetta, oltre ad apprezzare la sua poetica prosa (gliel’ho detto tante volte ormai), mi compiaccio sempre dei suoi saldi principi e convincimenti che non hanno niente di inclusivo o di forzatamente corretto, ma proclamano la verità e basta, con una chiarezza e una limpida fermezza cui è difficile e anche un po’ provocatorio obiettare, fosse pure citando mostri sacri o affascinanti autori di luoghi lontani.

  • P. Brian Paul MAGUIRE,c.p. ha detto:

    Nel Vangelo di ieri Gesù chiama “amici” quelli che credono in lui e obbediscono al suo comando di amare Dio e il prossimo.
    Per la parola “amici” Gesù, nel testo greco, usa insieme con il pronome possessivo “my” (=”moú”) il termine “phíloi” (Giov. 15, 14).
    Quando Gesù nel Giardino di Gethsemane s’indirizza a Giuda Iscariota NON si serve del caso vocativo di questo sostantivo, cioè “phíle”, come Papa Bergoglio ci farebbe capire, chiamandolo, cioè, Giuda Iscariota, “amico”, insinuendo che il Traditore non sia stato dannato all’inferno, como invece Gesù stesso afferma in Giov. 6, 70, specificando che sarebbe stato meglio per Giuda se non fosse mai nato (Mt. 26, 24).
    Ma come se questo non bastasse, il Papa Bergoglio avrebbe potuto capirne di più dallo stesso versetto che cita per affermare che Giuda fosse ancora un “amico” di Gesù, cioè Mt. 26, 50. In questo versetto, Mt. 26, 50, non troviamo il sostantivo “phílos”, bensì “HETAÎRE” (cioè il vocativo di “hataîros”). È vero che questo sostantivo significa ANCHE “amico”, ma significa anzitutto: “compagno” ma soprattutto “associato” o/e “collega” (cf. “továrish”, nel senso di “Fratelli Tutti”)!
    Questo sostantivo “HETAÎROS” si trova, nel Nuovo Testamento, SOLTANTO nel Vangelo di Matteo, e ciò soltanto QUATTRO volte, cioè in 11, 16, dove il bambino si lamenta che i suoi “compagni di gioco” non hanno preso sul serio il suo teatro; poi in 20, 13, dove il Padrone rimprovera il suo impegato invidioso che vuole cambiare al proprio favore i termini del contratto di lavoro; in 22, 12 , dove il re condanna l’invito che è entrato nel suo banchetto senza il dovuto vestito nuziale. E`del tutto incomprensibile come Papa Bergoglio si potesse servire in Mt. 26, 50 della quarta istanza di questo sostantivo “hetaîros” per concludere che Gesù volesse esprimere sentimenti di amicizia nei confronti del Traditore, Giuda Iscariota! E’ il tipo di esegesi degna di una profesoressa marxista di chimica in Buenos Aires, la quale, per convertire latte in polvere in latte fluido, invece di aggiungerci un litro di acqua ci versasse una botiglia di grappa.

  • Maria Michela Petti ha detto:

    Unicuique suum anche in fatto di protezione e di “protettori”. Giuda: quel discepolo traditore mai additato con questo termine dal Maestro, che – ricevuto “il lungo bacio” – fu salutato con lo speciale attributo “Amico” «a far che sei tu qui?» (Mt 26, 49-50). L’appiglio tranquillizzante e tacitante un sospetto, residuo, dubbio, avanzato troppo spesso per l’abitudine ad un gioco di parole.
    «Le parole insegnano, gli esempi trascinano. Solo i fatti danno credibilità alle parole». (Sant’Agostino)
    “Lungo” quel bacio per permettere l’identificazione nel buio della notte del Getsemani la vittima del mercanteggiamento.
    Il bacio: la maschera del mendacio. Escamotage ideale per il quieto vivere e il proprio vantaggio che favorisce l’amnesia del «guai a colui dal quale il Figlio dell’uomo viene tradito; sarebbe meglio per quell’uomo se non fosse mai nato!». (Mt 26,24)

  • Mi scusi ha detto:

    Mi scusi signor Nippo, ma a questo punto dove collochiamo san Giovanni Battista quando ci ammonisce : RADDRIZZATE LE VIE DEL SIGNORE ?

    • Enrico Nippo ha detto:

      Lo mettiamo insieme a:

      “E ho altre pecore che non sono di quest’ovile; anche queste io devo condurre; ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge e un solo pastore”.

      Brano piuttosto enigmatico.

      • Milli ha detto:

        Forse voleva dire che tutti dovrebbero convertirsi al Cristianesimo .

        • Enrico Nippo ha detto:

          Forse … molto forse.

          La Sua, Milli, è una conclusione troppo facile.

          “Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto di darvi il suo regno”. (Luca 12, 32).

          Come concilia il “tutti” con il “piccolo”?

          E se il “piccolo” si riferisse ad una selezione particolare, includente le pecore di “altri ovili”?

          Cristo non è facile da capire, altrimenti non sarebbe Dio. Quale essere umano può capire esaustivamente Dio?

          • Milli ha detto:

            “In quel tempo Gesù disse: «Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli” (Mt 11).
            Caro Sig.Nippo, c’è chi cerca di arrivare alla mèta attraverso la via più rapida, rinunciando a vedere altri paesaggi e chi invece preferisce una strada più lunga e tortuosa , rischiando però di impantanarsi.
            Dio vuole che tutti i popoli della Terra , anche quelli più lontani, si riuniscano nel suo gregge affinché possano giungere nel Regno dei Cieli.
            Sicuramente sarà misericordioso con le persone che non lo conoscono ma si comportano con gustizia.
            Non mi sembra così difficile e non credo che ci sia bisogno di cercare dei sottotesti. Bisogna farsi piccoli come bambini fiduciosi e .. si comprende, nella misura voluta dal Signore.
            Sig. Nippo, ha mai provato a leggere la vita di Gesù , come l’ha vista Maria Valtorta ? Ci sono tante risposte, direttamente dall’alto!

            https://scrittivaltorta.altervista.org/per_volume.htm

  • Milli ha detto:

    In realtà, qualcosa di vero in quella risposta c’è:” Per noi, la valorizzazione delle diversità e l’inclusione rappresentano un’opportunità per creare valore.”
    Opportunità di creare valore, appunto, i soldi.
    Chi ha i soldi per comprare il loro costosissimo abbigliamento, i padri/ madri di famiglia o i single omosex, trans, ecc, che magari lavorano e guadagnano grazie alla loro sessualità?

    • Milli ha detto:

      Aggiungo un particolare sul linguaggio della pubblicità. Tutto deve essere molto politically correct e devono essere inclusi negli spot individui di etnia africana.
      Se ci fate caso, quando compare una coppia mista, lei è sempre una donna bianca (con capelli e carnagione chiara, mai mediterranea) e lui africano.
      Mai il contrario e una ragione c’è! Le giovani donne europee devono assimilare nell’inconscio che è buono e giusto fare coppia (meticciarsi, come direbbe Bergoglio) con gli immigrati africani.
      Chissenefrega delle differenze religiose e culturali, dell’arretratezza con cui certe culture trattano le donne o del rischio che i figli vengano portati in Africa e mai più restituiti.
      Invece la donna africana (mussulmana) mai si deve meticciare con l’uomo bianco, dove s’è visto? Ecco, appunto.

      • bianca ha detto:

        Nella pratica, casi di uomini banchi che si sposano con donne diverse, ne troviamo parecchi.
        Ricordo, una volta alla USL, in un centro per le analisi, di essermi seduta accanto ad una signora Brambilla, incinta, regolarmente sposata, sposatissima, ma che proveniva da Cuba. Probabilmente non mussulmana, ma scura di pelle, ovviamente sì.
        Quando il nostro Ambasciatore Attanasio è stato ucciso, ci siamo resi conto che la sposa, e madre di tre italianissime bimbe, era musulmana. Sì, in questo caso il colore della pelle non era diverso dal nostro, ma la religione sì. E quanti altri casi non conosciamo ?

        • Milli ha detto:

          Attenzione, stavo parlando di messaggi pubblicitari, che possono agire in maniera subliminale sulla nostra coscienza.

  • Enrico Nippo ha detto:

    Il quadro dipinto dalla signora Benedetta è molto realistico.

    Tuttavia, mi permetto due osservazioni:

    affermare “che la Verità è una sola, divide a volte, e non è inclusiva” dipende dal punto di vista.

    Si potrebbe dire anche che la Verità è inclusiva, cioè che essa tutto ingloba in sé e quindi l’errore non esiste che come distorsione della Verità. La vicenda di Gesù Cristo che è la Verità ha potuto dipanarsi soltanto grazie ad Essa, e addirittura gli errori hanno contribuito provvidenzialmente all’Azione Redentrice. Forse, si potrebbe dire che l’errore è, al fine, funzionale alla Verità.

    Chiaro che a seconda di quale punto di vista si assume, la visione della vita assume a sua volta una ben precisa connotazione.

    Riguardo al Bafometto, sarebbe bene non esprimersi con alcuna certezza poiché, specialmente per la sua connessione con i Templari, ha dato la stura a fiumi di interpretazioni nelle quali è impossibile raccapezzarsi.

    Ma ora, a proposito di inclusività, rifacciamoci lo spirito con un brano di profondità inaudita e di … difficile digestione.

    “Fratelli, non abbiate paura dei peccati degli uomini, amate l’uomo anche col suo peccato, perché questo riflesso dell’amore divino è appunto il culmine dell’amore sulla terra. Amate tutta la creazione divina, nel suo insieme e in ogni granello di sabbia. Amate ogni foglia, ogni raggio di luce! Amate gli animali, amate le piante, amate tutte le cose! Se amerai tutte le cose, scoprirai in esse il mistero divino. Una volta che lo avrai scoperto, comincerai a conoscerlo sempre meglio, ogni giorno più a fondo. E alla fine amerai tutto l’universo di un amore totale, completo (…)

    (…) Amici miei, chiedete a Dio l’allegrezza. Siate gai come i bambini, come gli uccelli del cielo. E nella vostra azione non vi turbino mai i peccati degli uomini, non abbiate paura che sciupino l’opera vostra e vi impediscano di portarla a termine, non dite: «Il peccato è forte, l’empietà è forte, l’ambiente cattivo è forte, mentre noi siamo soli e deboli, l’ambiente ci guasterà e ci impedirà di compiere la nostra nobile opera». Figli miei; guardatevi dallo scoraggiamento! Qui non c’è che un solo mezzo per salvarsi: rendersi responsabili di tutti i peccati umani. È proprio così, amico mio; appena ti sarai reso sinceramente responsabile di tutto e per tutti, vedrai subito che le cose stanno realmente così e che tu sei davvero colpevole di tutto e per tutti. Se, invece, scarichi la tua pigrizia e la tua debolezza addosso agli uomini, finirai con l’inquinarti di superbia satanica e col metterti a mormorare contro Dio”.

    Preghiera – Da I fratelli Karamazov di F. Dostoevskij

    • Milli ha detto:

      Non conosco il contesto di questa preghiera di Dostoeskij, ma davvero la trovo assurda .
      Preferisco una preghiera scritta da un santo, possibilmente non moderno.

      • Enrico Nippo ha detto:

        E dove avrebbe individuato l’assurdità?

        Vorrebbe gentilmente indicarmelo?

        Grazie.

        • Milii ha detto:

          “Fratelli, non abbiate paura dei peccati degli uomini”
          Penso invece che dovremmo preoccuparcene, dei nostri ma anche quelli degli altri, che dovremmo tentare di correggere fraternamente (aborto, per esempio).

          “E nella vostra azione non vi turbino mai i peccati degli uomini, non abbiate paura che sciupino l’opera vostra e vi impediscano di portarla a termine,”
          Invece ci sono persone che con l’aiuto di Satana mirano a distruggere l’uomo e le sue opere. Non bisogna scoraggiarsi, ma vigilare e lottare sì.

          “È proprio così, amico mio; appena ti sarai reso sinceramente responsabile di tutto e per tutti, vedrai subito che le cose stanno realmente così e che tu sei davvero colpevole di tutto e per tutti”
          Perché dovrei sentirmi colpevole di tutto e per tutti, a che pro?
          In pratica non devo preoccuparmi dei peccati ma al tempo stesso sono colpevole di tutto. Non mi torna e non ritrovo in esso il messaggio di Cristo.

          • Enrico Nippo ha detto:

            Il Cristiano è discepolo di Cristo che ha preso su di sé i peccati del mondo.

            «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua”. (Luca 9,23).

            “Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me” (Giovanni 14, 1).

            Cara Milli, il Vangelo non è così chiaro e facile come sembra. Altrimenti non servirebbe per trascendere la mortalità dell’umano nella Vita eterna.

            Un cordiale saluto

          • Milli ha detto:

            Sig. Nippo , mi sembra che invece mi stia dando ragione.😁
            “prenda la sua croce ogni giorno e mi segua”. La propria croce, non quella di tutti!
            “Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me”
            Questo non significa affatto che non dobbiamo preoccuparci del peccato, ma solo che dobbiamo affidarci a Dio.
            Il Vangelo non è facile, ma non è un testo esoterico.

          • Enrico Nippo ha detto:

            Milli, so che con Lei posso essere impertinente🤠

            Se afferma che il Vangelo non è un testo esoterico vuol dire che Lai è un’esoterista, cioè SA cos’è l’esoterismo.

            Dico bene?😂

            Cordialissimamente.

          • Milli ha detto:

            Può essere che lo sappia e che vi abbia rinunciato quando mi sono convertita. Chi lo sa?🙄

          • Milli ha detto:

            Detto così sembra che abbia fatto chissà cosa, in realtà ho subìto l’esoterismo di altri e per salvare la pelle ho cominciato un cammino di conversione.

    • val ha detto:

      Obiezioni dell’apprendista filosofo:
      1) “affermare “che la Verità è una sola, divide a volte, e non è inclusiva” dipende dal punto di vista.” Relativismo del dipende; realtà oggettiva mai; nessuna conoscenza ovviamente della Verità
      2) “Si potrebbe dire anche che la Verità è inclusiva, cioè che essa tutto ingloba in sé e quindi l’errore non esiste che come distorsione della Verità.” Di conseguenza la Verità “ingloba” anche l’errore.
      Ma mi faccia il piacere…

      • Enrico Nippo ha detto:

        Glielo faccio il piacere.

        1) La Verità è oggettiva: è l’uomo col suo soggettivismo autoreferenziale che non può coglierla nella sua interezza. Mai è esistito e mai potrà esistere un essere umano che coglie la Verità tutta intera, perché se no sarebbe Dio. E a me risulta che di Uomo-Dio UNO SOLO ce n’è stato (e ce n’è).

        2) La Creazione è opera di Dio il quale, spero sia d’accordo, è la Verità. Tutti gli errori compiuti dopo la Creazione non possono in nessun modo porsi fuori della Creazione e quindi fuori della Verità, essendone quindi delle distorsioni. Senza la Verità, cioè senza Dio, nessun errore potrebbe darsi.

        Cordialità.