De Vito, Ferragnez: Abbiamo i Meghan e Harry de Noantri…ci Mancavano.

2 Maggio 2021 Pubblicato da 16 Commenti

 

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, la polemichetta del Fedez al Concertone ha ispirato riflessioni mondane – ma non solo -alla nostra Benedetta De Vito. Buona divertita lettura….

§§§

Qualche tempo fa, in una bella casa romana, che ha sul colmo un volo di colombi affrescati da un artista Decò, mentre insegnavo a una delle mie allieve bambine, la lingua di Shakespeare, facendola entrar, come oro fuso, dalle orecchie al cuore, mi sono accorta che un grande occhio azzurro, vitreo, glaciale, inquietante, con ciglia nere ben stirate, poste a mo’ di pettine, e un’aria imperiosa e saccente insieme, mi spiava, guardandomi di sotto in su.

Squadrando il visus, presto mi sono accorta che quell’occhio antipatico decorava, sfacciato, la felpa della “mia” bambina. Così. tra me e me, senza dir nulla, gli ho girato le spalle e poi non ci ho pensato più. Finché una sera, quello stesso occhio, che nella felpa di Annetta, somigliava a un cartone animato e buono al massimo per farci il brodo, si è nuovamente materializzato sulla camicetta – o non ricordo che cosa – di una conduttrice televisiva con i capelli lunghi e un’età avanzata, che prima era una giornalista e ora non so. Sì, l’occhio, dalla televisione accesa, tornava a guardarmi, ben acceso, e sfidandomi sembrava farmi una linguaccia, dicendomi “tiè, io ci sono e tu non puoi ignorarmi!”.  Scendo di un rigo per creare un poco di giro e vado avanti.

Così detto fatto, con due o tre clic, ho scoperto che esso, l’occhio (a naso, per me, massonico al femminile,  si chiama Occhio di Horus e, vabbè dai, non occorre aggiungere altro) è il logo delle creazioni di Chiara Ferragni. E oggi che mi sono svegliata leggendo che i giornali importanti – Messaggero e Corriere e anche Repubblica e tutti i tg non tg delle nostre tv pubbliche e private – han per titolo principale la difesa di Fedez alla legge Zan e l’attacco alla Lega,  ho messo tutto insieme e ho capito che, a forza di parlar dei due “influencer” di Instagram essi sono diventati veri, uscendo dalla macchina virtuale che, tenendoli in incubazione per anni, ora li ha buttati nel mondo.

Hanno aperto, così, tutti e due gli occhi, uno per uno, e si sono fatti adulti, importanti, delle autorità. I media, in onore di Fedez, han dimenticato persino la psico-pandemia, le tabelle dell’incubo, tamponi, vaccini e tutta la compagnia cantante. Solo Fedez, in adorazione di Fedez…

E quindi, vi annuncio che l’Italia non è più una Repubblica, ma ha la sua nuova coppia reale: Fedez, il rapper, e Chiara, l’occhiona di Horus. Lui, Fedez, principe consorte, lei, Regina, Iside, una che tutto quel che tocca lo tramuta in oro. Evviva, nel mondo alla rovescia, succede questo e altro.

Gioite, dunque, anche noi, qui in Italia, abbiamo i nostri Meghan e Harry e, forti dell’attenzione dei media che li hanno creati per volontà di chi non sappiamo, foraggiandoci le loro strampalate sciocchezze, ammannendoci i loro figlioletti come trofei e principi ereditari, dicono la loro su tutto.

E da chi ha per logo l’occhio di Horus (lei) e  da chi si vanta di possedere un bel paio di Satan shoes (lui), bè, non c’è  molto da chiedersi da che parte sono e saranno. Ora difendono la legge Zan e domani chissà che cosa altro. Sono influencer, no?  Vogliono influenzarci, cioè farci ammalare perché l’influenza è un virus come il Covid 19. Attenti, dunque, all’occhio di Horus che lusinga, stordisce, ipnotizza e chi ci casca, patapunfete, in tentazione, finisce dritto nel Paese dei Balocchi e diventa ciuco con una pietra al collo.

Sono abbastanza in là con gli anni per ricordarmi che, in Italia, dopo i Savoia, abbiamo avuto un’altra famiglia reale, anch’essa piemontese per non turbar troppo gli animi e dare una certa continuità alle stirpi: sì, gli Agnelli.  Come si sa, al Re – come ora a Fedez – basta un nome e portava il nome qualsiasi di Gianni; la regina, elegantissima, si chiamava, invece, Donna Marella, ed era davvero bella, come bella è la Ferragni, seppure a modo suo, un modo moderno; e certo meno fascinosa di Marella.

C’erano gli Agnelli e, al contrario di Fedez e della sua sposa, erano elegantissimi e pieni di chic. Ma i tempi cambiano e i re si adeguano ai precipizi del gusto. Per noi cattolici, invece, solo i Santi sono famiglia reale…E, prima di chiudere il capitolo per correre alla Santa messa domenicale, ricordo che, per motivi che non voglio rivelare, andai al battesimo di una bimba dell’allora famiglia reale italiana. Gianni non c’era e neppure Marella, ma altre sorelle e zie e cuginetti erano presenti e non vestivano alla marinara. Alcune di loro, giunsero in ritardo, venendo direttamente dai campi e dai loro amatissimi cavalli. Una signora, una gran dama, arrivò con gli stivali che avevan su un poco di mota, ma nessuno ci fece caso…

Vi lascio con due passi biblici dedicati ai Ferragnez.  Isaia : “Guai a coloro che chiamano bene il male e male il bene, che cambiano le tenebre in luce e la luce in tenebre, che cambiano l’amaro in dolce e il dolce in amaro”.  San Matteo: di nuovo il diavolo lo condusse con sé sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo con la loro gloria e gli disse: «Tutte queste cose io ti darò, se, prostrandoti, mi adorerai». E ora con una riverenza, passo e chiudo in questa domenica di maggio, mese di Maria.

§§§




 

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16 commenti

  • Teresa ha detto:

    Brutta consigliera l’invidia…..

  • Zuzzurellone ha detto:

    Non tutto il male viene per nuocere.
    Ora anche quelli che si interessano solo di calcio e non di politica sono venuti a sapere che, in Parlamento, cioè al Senato, sta per essere discussa la liberticida legge Zan. Sembra però che la percezione degli effetti della legge non corrisponda alla realtà dei fatti .
    Bisogna insistere sul fatto che questa legge aggrava il pubblico bilancio per finanziare la propaganda della teoria gender ed il suo insegnamento nelle scuole.
    Interessanti gli articoli pubblicati sul blog di Porro, ovvero la zuppa di porro.
    In uno di questi emerge chiaramente il sostegno di Enrico Letta al rapper Fedez.
    Ovvero l’approvazione di detta legge è indispensabile per il PD per poter mantenere l’egemonia sui contenuti dei mezzi di comunicazione nostrani.

  • Milli ha detto:

    Adesso abbiamo anche l’outing massonico di Cecchi Paone. Ci mancava. Almeno una volta questi qua si nascondevano, dopotutto la massoneria era una società segreta. Adesso sempre in tv a pavoneggiarsi.

  • Trimmo ha detto:

    Quindi?

  • giorgio rapanelli ha detto:

    Carissima Benedetta, mi hai fatto sorridere con quel tuo scritto. Ma Gianni Agnelli e Marella Caracciolo erano amanti dell’arte moderna (e credo anche antica). E hanno sofferto… Oggi, c’è un abbassamento di consapevolezza soprattutto tra i giovani, se danno credito ad una influencer, che è lontana anni luce da una Sofia Loren, da una Gina Lollobrigida, da un’Anna Magnani, da una Silvana Mangano, e ad un cantante che non è un Celentano. Sono come un Gad Lerner, che hanno bisogno di schierarsi a Sinistra, perché a Destra ormai ci sono andati pure i veri Compagni un tempo comunisti, mentre a Sinistra c’è posto solo per “sardine” e furbastri come Fedez e Lerner. Lasciamo che i morti seppelliscano i morti.
    Però vorrei mettere una pulce nell’orecchio di Della Valle, che ha arruolato la Ferragni per attirare i giovani (dato che è ancora belloccia e le conviene collocarsi in un posto al sole prima della decadenza fisica) . Io non ho mai acquistato una scarpa da Della Valle, perché non mi vanno bene. Ma da cattolico, proprio perché le colpe di altri ricadono su altri, io da Della Valle, proprio non andrei per non fare godere la Ferragni, moglie del tatuato Fedez anticattolico… Non andrei ad acquistare neanche più una spilla. Dobbiamo usare i sistemi distruttivi e ricattatori dei seguaci del Pensiero Unico Imposto se vogliamo batterli. Capiscono solo l’argomento “denaro”. Comunque, non preoccupiamoci più di tanto: ci penserà lo Spirito Santo ai Fedez, alle Ferragni, ai Della Valle e ai nemici del Cristo e della sua Chiesa.

    • Milli ha detto:

      Il vangelo di ieri parlava della vite, dei tralci che vanno potati per portare più frutto.
      Penso che, in questo senso, dobbiamo cominciare ad autopotarci, eliminare qualche comodità superflua ma incoerente con i nostri valori: qualche social, i produttori che sostengono ideologie non sane, prodotti a basso costo provenienti dalla Cina o dalla Turchia, non fare abbonamenti tv a Netflix.
      Almeno provarci .

  • alessio ha detto:

    Questo è il momento che tutti
    i nostri nemici mostrano i
    muscoli , e questo cantantello
    è un prodotto di questa
    società atea e avida e lui
    a sua volta vende la sua
    immagine in tv , così come
    vende gli smalti per unghie ;
    quindi per lui è un business
    infamare i cristiani veri.
    Spero solo che il mondo
    pro-life non abbia paura
    ancora una volta di
    queste minoranze prezzolate
    da soros e big-tech , ma che hanno grande seguito .
    Noi non possiamo avere paura ,
    siamo senza l’aiuto della Chiesa ,
    come in Germania , così in
    Italia stanno facendo lega
    con i senza Dio e le parole
    di pochi vescovi fedeli ci
    danno l’idea di che disastro
    sarà nel breve questo
    pontificato anormale dal
    punto di vista della Fede .

  • Moretti P. ha detto:

    non sono pienamente d’accordo ,Le influencer , tipo costei, sono costruzioni di marketing avanzato e strutturato sui tempi e l’educazione dei segmenti della società consumistica. Forse sta Ferragni è la più nota e brava , soprattutto nel sapersi autopubblicizzare, ma come lei ce ne sono , visibilmente o invisibilmente , un alto numero.
    Vedo che lei cita Agnelli .Anche l’avv.Agnelli è stato un influencer , quando per aiutare il “figliolo di adozione” : Luca Cordero ( CHE VUOL DIRE AGNELLO) di Montezemolo si metteva in posa , si faceva fotografare e riprendere dalle TV con le scarpe Tod’s di DellaValle , socio di Luca.

  • Tony ha detto:

    no. Ci mancava solo una Benedetta che lo diceva…

  • Benedeto ha detto:

    Benedetta , cara . Le do un suggerimento, Non si occupi di costoro concorrendo a dare loro lustro , Di cui non mi pare abbiano tra l’altro bisogno. Si occupi di Coghe e di TonyBrandi , senza citare questi due simboli dell’imbarbarimento di questa civiltà

    • stilumcuriale emerito ha detto:

      Questa Benedetta scrive molto bene ma non conosce o non applica la mia legge del criceto. E sì che l’ho scritta proprio da lei per ben due volte. La ripeto qui per la terza volta a vantaggio di tutti quelli che non la conoscono.
      Come addestrare un criceto.
      Se vuoi che il tuo criceto si esibisca in favolose evoluzioni sulla ruota girevole, non devi riempirgli la vaschetta di cibo in modo che lui possa mangiare anche se sta fermo e non fa niente. Devi dargli il cibo DOPO che si è esibito. E così il criceto ogni volta che vorrà del cibo si esibirà sulla ruota.
      E aggiungo: se il cibo, dopo che si è esibito, non glielo dai tutto in una volta, ma gliene dai poco in modo che dopo aver mangiato non si senta sazio, subito dopo aver mangiato si esibirà di nuovo. Chiaro?

      • Roger B. ha detto:

        Leonardo da Vinci spiegava che il criceto corre e fa girare la ruota perché insegue se stesso sperando di prendersi la coda .
        Beniamino Franklin spiega che detto criceto è il prototipo del trainer che insegna la corsa su nastro in palestra .
        Matteo Salvini spiega che il criceto è il simbolo di Enrico Letta , che corre senza sapere dove va , perché non sa cosa fare . Importante è credere di andare da qualche parte .
        Enrico Letta , privatamente , spiega che se qualcuno ti vede correre , pensa che tu abbia qualcosa di importante da fare e magari ti apprezza.
        Massimo d’Alema lascia correre sulla ruota il cricetino Enrico , così prima o poi concepisce il moto perpetuo del politico fallito appena nato.

        • stilumcuriale emerito ha detto:

          Leonardo è stato un grandissimo genio ma la sua spiegazione del movimento del criceto sulla ruota non è una spiegazione.
          D’altra parte al suo tempo nessuno aveva ancora studiato come funziona il condizionamento strumentale. Per questo bisogna arrivare alla prima metà del secolo scorso.

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