Fino a Quando? Un Libro di Aurelio Porfiri e Massimo Viglione.

23 Aprile 2021 Pubblicato da 4 Commenti

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum curiae, con grande piacere vi presentiamo la più recente opera del M° Aurelio Porfiri, un libro scritto a quattro mani con il Por. Massimo Viglione. Ecco la scheda di presentazione: 

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Quando si presenta un nuovo testo al pubblico lo si fa con grande timore, consapevoli che non tutto è stato possibile dire nello spazio di un libro che non può essere infinito. Questo è tanto più vero per un libro che ha per titolo una domanda, Fino a quando?, una domanda che ci viene dalla Sacra Scrittura ma che ognuno di noi può fare propria nelle varie circostanze della vita e ancora di più riflettendo sullo stato di profonda crisi in cui versa la santa Madre Chiesa, in cui ci siamo formati. Visto che la domanda è rivolta al Creatore, gli autori non azzardano risposte particolari ma ipotesi di ragionamento, ipotesi fondate su decenni di investigazione intellettuale ciascuno impegnato nel proprio campo, Massimo Viglione come storico e scrittore e Aurelio Porfiri come musicista e scrittore.

I due autori si sono conosciuti tanti anni fa e per molti anni poi non si sono frequentati, ritrovandosi di recente. Forse entrambi seguivano il lavoro dell’altro ma da lontano, perché esso apparteneva ad una vita passata. Negli ultimi anni però i due si sono riavvicinati e hanno pensato sarebbe stato interessante mettere insieme tanti decenni di riflessione in un libro dove le loro differenze, che sono anche evidenti per chi legge, si adattassero pure alle loro battaglie comuni.

Gli autori non si presentano personalmente come un modello, sono come il famoso dito che indica la luna, se vi piace fissare il dito buon per voi, ma esso serve solo per puntare a qualcosa di più alto, luminoso e importante. Gli autori sono consapevoli della propria limitatezza umana ma della loro debolezza fanno paolinamente una forza, per annunciare qualcosa che li supera incommensurabilmente.

 

Link per l’acquisto.

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Ecco il collegamento per il libro in italiano.

And here is the link to the book in English. 


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4 commenti

  • Enrico Nippo ha detto:

    Approfitto per permettermi, con grande rispetto, di rilevare come Stilum Curiae sia impegnato al 99% verso la stigmatizzazione del Brutto, Perverso e Squallido. Certo, vista l’aria che tira, ciò è giustificato ampiamente, ma, a mio avviso, occorrerebbe aumentare un pochino il peso sul piatto della bilancia che contiene il Bello, Onesto ed Elegante. La legge dell’equilibrio vorrebbe che i due piatti portassero ciascuno il 50% ma, vista la situazione non proprio rosea, vogliamo dire 70% al Brutto, Perverso e Squallido e 30% al Bello, Onesto ed Elegante?

    Dico questo perché il fissare la mente quasi esclusivamente sul Brutto, Perverso e Squallido non manca, alla lunga, di lasciare il segno di una più o meno latente depressione, esattamente come il Bello, Onesto ed Elegante lascia quello di un’esaltazione: “exaltare – da EX fuori di e ALTUS che si estolle da terra, sublime, levare in alto” (etimo.it): SURSUM CORDA!

    La mente umana non è indifferente a ciò di cui si nutre, ed il nutrimento è costituito non soltanto da ciò che entra in essa ma anche da ciò che ne esce, sicché recependo e restituendo, seppur stigmatizzato, il Brutto, il Perverso e Squallido, non è improbabile che essa ne resti contaminata. Le parole sono condensazioni e veicoli di energia magnetica che agisce sulla mente con effetti certi, ma di cui si può, molto facilmente, non essere del tutto coscienti. E se l’energia magnetica è conduttrice del Brutto, Perverso e Squallido in preponderanza rispetto al Bello, Onesto ed Elegante, le conseguenze possono risultare alquanto negative.

    O anche: se l’impasto per il pane è inacidito e ha fatto i vermi è inutile metterci le mani per porvi rimedio aggiungendo altro lievito ed altre sostanze “anti”: ci si insozzeranno e impuzzoliranno le mani e non si otterrà nessun giovamento.

    Il Brutto, Perverso e Squallido è un grande stomaco che digerisce di tutto, ed il chilo che ne risulta si trasforma in feci più che nauseanti. Sono quindi necessarie frequenti disintossicazioni con bevute di acqua pura e boccate d’aria fina aprendo la finestra per affacciarsi su Bello, Onesto ed Elegante. Per esempio, questa splendida immagine di Jorge Luis Borges che dice di Angelo Silesio e del suo “Il pellegrino cherubico”:

    “Mi sorprese, con una spada di ghiaccio in mezzo gli occhi, questo distico, “Temere Dio è cosa molto buona, ma è meglio amarlo/ e ancor meglio è esser sollevato in lui oltre l’amore”.

    Voglio dire che l’elaborazione a scopo di opportuna denuncia del Brutto, Perverso e Squallido non dovrebbe superare certi limiti, poiché tale elaborazione finisce per essere un rimestamento contaminante del Brutto, Perverso e Squallido, al quale, invece sarebbe bene opporre il Bello, Onesto ed Elegante. All’impasto ammuffito e immangiabile opporre una sana, fragrante e gustosa pagnotta.

    “La luce splende nelle tenebre, ma le tenebre non l’hanno accolta”.

    Non può sorgere la luce col rimestamento delle tenebre.

    Le tenebre, tanto illusorie quanto reali finché sussistono, scompaiono al sorgere della Luce. E la Luce è medicina allopatica, non omeopatica.

    Un cordiale saluto a tutti.

    • Adriana 1 ha detto:

      Enrico,
      vero. L’eleganza dello spirito e dei modi è fondamentale.
      Conosco un sacerdote che celebra con un’eleganza straordinaria e con una straordinaria devozione e attenzione ai minimi gesti e particolari della liturgia, rivestito dai paramenti gloriosi che gli hanno regalato.
      Nella quotidianità indossa la sua vecchia tonaca rattoppata, rattoppata da lui…una divisa di cui non si vergogna.

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