Nobile: la Storia dell’Islam di Al Barbero. Luoghi Comuni già Sfatati…

5 Aprile 2021 Pubblicato da

 

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, il nostro Agostino Nobile si occupa della storia ad usum delphini, anzi ad usum muslimi,, propalata da alcuni divulgatori di letture datate e tutt’altro che fondate e obiettive. Buona lettura. 

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                                     LA STORIA DELL’ISLAM DI AL-BARBERO

Chiunque si sia avvicinato alla Storia dovrebbe aver capito che non esistono storici oggettivi al 100%. È umano tirare acqua al proprio mulino, alla fazione alla quale si appartiene. Tuttavia esistono storici che, amando la verità, cercano di ottenere più informazioni possibili di prima mano: documenti e lettere dei personaggi trattati. Ma chi sottolinea solo certi fatti, atti sciocchi o malvagi di certi uomini e non di altri è un ingenuo o qualcuno in malafede. 

Stiamo parlando dello storico Alessandro Barbero. Grazie alla sua ideologia, che gli ha steso i tappeti rossi delle star, sta avendo un certo seguito, soprattutto tra quella borghesia amorfa che si sente più intelligente e acculturata. Indubbiamente Barbero sa usare le giuste parole che attirano l’attenzione dell’uditorio. I suoi ritmi e l’alternanza tra il serio e il faceto fanno di lui un bravo divulgatore. Almeno per chi legge la storia come un fumetto.

Gli studiosi seri da oltre sessant’anni hanno sfatato la pseudo-storia diffusa nelle scuole e nei media dai protestanti, massoni e comunisti. Da pochi anni Barbero ha pensato così di rivalutare quel Medioevo bistrattato durante tre, quattro secoli dai suoi stessi campagni di merenda. Ovviamente non ce la racconta tutta. 

Come quando, parlando del Risorgimento, non dice che dietro c’era la massoneria anglo-americana che ha sovvenzionato a suon di dollari Giuseppe Garibaldi. 

Ma perché, si chiederà il lettore, chiamo Alessandro Barbero provocatoriamente Al-Barbero?

Perché parlando sull’islam il Nostro supera sé stesso ricalcalcando le bufale raccontate dai nemici della cattolicità, i su menzionati protestanti, massoni e marxisti.

Quando si raffrontano le religioni, la prima cosa che uno storico serio dovrebbe fare è leggere i testi sacri, i quali ci fanno capire quando i suoi fedeli seguono la dottrina o meno. Facciamo un esempio terra-terra. Hitler e Stalin erano battezzati. Lo storico pinco pallino cinese, arabo, ecc. approfittando dell’ignoranza sul cristianesimo dei rispettivi popoli potrebbe definire i due dittatori come due prodotti del cristianesimo. Non è una iperbole. È stato fatto e si continuerà a farlo. Ora, se lo storico  non appartiene alla cultura cristiana si potrebbe chiudere un occhio, poiché da quando il mondo è mondo ognuno fa i propri interessi.  

La faziosità masochista nasce quando un nato cattolico, pur ateo, inganna volutamente i cattolici ingenui. E non è un caso se un altro ateo, Piero Angela, invita Al-Barbero al suo programma “scientifico” Superquark. 

La RAI, totalmente in mano alla sinistra acattolica, non si smentisce nemmeno oggi, Venerdì santo. Per ricordare la grandezza della cultura islamica, il canale RAI uno diffonde il documentario Dreams Road. Cosa dice? La Spagna sotto i musulmani rappresenta un periodo di grande sviluppo scientifico e artistico, dove tutte le religioni vivevano in comune accordo. Poi, arrivati i cattolici, ritornano le ingiustizie e le violenze. Purtroppo per la RAI, questa bufala diffusa da tutti i media planetari, cozza con i fatti descritti da storici autorevoli. Non si capisce, per esempio, perché un popolo che vive in paradiso dovrebbe combattere per tornare all’inferno. Quando i mori furono cacciati dalle terre cristiane, nell’intera Europa, scrivono gli storici contemporanei, creò un “giubilio infinito”. La Reconquista, la resa di Granada il 2 gennaio 1492, non avvenne dopo pochi mesi o anni dall’invasione islamica, passarono quasi otto secoli, ed è obiettivamente difficile credere che, dopo ottocento anni, i cristiani si siano fatti ammazzare per cacciare via un sultanato che aveva creato prosperità e tolleranza tra le due religioni.

Presentando una sintesi della storia dell’islam e di Maometto Al-Barbero si avvale di un documentario di RAI Storia https://www.youtube.com/watch?v=qPy91hhF6U0. Un coacervo di bufale siderali che fanno arrossire dalla vergogna chiunque abbia conoscenza del soggetto. 

Non si parla delle stragi fatte dal profeta, della vendita di schiavi, delle concubine e delle diciannove spose, della piccola Aisha di sei anni sposata quando lui aveva oltre cinquant’anni, consumando il matrimonio tre anni dopo. Non si tratta di fare valutazioni con l’etica attuale. Se un fatto del genere fosse accaduto nel mondo cristiano del VI-VII secolo, il popolo avrebbe impugnato i forconi. 

 

All’inizio del 2019 l’UNICEF stima che circa 650 milioni di donne sono sposate prima di compiere i diciotto anni, la quasi totalità nel mondo musulmano e animista. Non sono rare le bambine non ancora decenni morte la prima notte di matrimonio per dolori atroci e dissanguamento. Ma grazie a Al- Barbero, i suoi fedeli queste notizie le ignorano. 

L’islam faro della cultura europea? E dove è finita questa cultura? Abbiamo culture che l’hanno preceduta di secoli che hanno lasciato davvero una ricchezza inestimabile, come quella Greca e Romana, di cui il cristianesimo ha ripreso la parte buona e scartato quella disumana.

Al-Barbero conferma il suo amore per l’islam in tutte le occasioni opportune. O forse a farlo sparlare non è tanto l’amore per una cultura che per quattordici secoli ha schiavizzato milioni di cristiani e di africani, ma il disprezzo per il cattolicesimo. 

Per il nostro divulgatore storico, se gli italiani cacciano gli austriaci dall’Italia, è un atto dovuto. Se invece le crociate cercano di liberare Gerusalemme dagli invasori musulmani, sono da biasimare e, talvolta, ridicolizzare. 

Probabilmente Al-Barbero, dopo anni di studi, è ancora convinto che il cosiddetto arco moresco sia stato creato dagli arabi, quando invece era prente in Spagna un secolo prima dell’invasione. Sarà altresì convinto che l’Alhambra sia stato edificato da ingegneri musulmani. Ovvero i beduini che vivevano da sempre nelle tende sono arrivati in terra cristiana et voilà! Come magia nasce l’Alhambra. 

Al-Barbero, ripeto dopo anni di studi, non si è mai chiesto come mai in terra musulmana fino a pochi decenni fa non esisteva nemmeno l’ombra di una casa, di un castello, di una moschea o del complesso palaziale di Granada e dell’Andalusia al livello delle architetture europee medievali. 

Il Nostro è ancora convinto che, poiché gli arabi hanno importato i testi dei Greci, la cultura musulmana sia stata il faro che ha illuminato l’oscuro Medioevo. Evidentemente ignora quello che storici seri, tra i quali Jaques Fontaine, Régine Pernoud, Thomas Madden, ecc. hanno sconfessato, con documenti alla mano. In realtà i monasteri, come quello di Mont Saint-Michel e irlandesi, nelle loro biblioteche custodivano gli autori Greci che i barbari avevano distrutto nel resto dell’Europa durante le loro scorrerie.

Francesco Gabrieli, uno dei più autorevoli orientalisti italiani, che tra le altre lingue conosceva l’arabo antico e moderno, contraddice il mainstream del calderone anti-cattolico: “Notevolissimo fu il contributo della Spagna alla letteratura araba classica, sia nelle lettere in senso stretto sia nelle scienze religiose e profane, la storia, la filologia, la filosofia.” 

La prego Barbero, non dica che i diritti umani nascono con la Rivoluzione francese. Anche se non ci crede, nascono con Gesù Cristo, e chiunque legge il Vangelo, se non è un idiota al cubo, dovrà ammetterlo. Comunque, se proprio non le piace ammetterlo, può leggere la carta dei diritti umani del teologo spagnolo Francisco de Vitoria (1492-1546). Come vedrà la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani non ha niente di nuovo. Se poi dà un’occhiata alla Dichiarazione, ratificata il 10 dicembre 1948, vedrà che non è stata sottoscritta da molti paesi musulmani perché considerata frutto della cultura cristiana. Nell’islam, hanno dichiarato i partecipanti, la donna non ha gli stessi diritti dell’uomo, e lo schiavo dell’uomo libero. Tant’è che l’Arabia Saudita ha abolito lo schiavismo nel 1962. Solo su carta. Il resto dei paesi della penisola araba hanno seguito a ruota nei seguenti otto anni. Il traffico di esseri umani, comunque, continua. Secondo il Dipartimento di Stato statunitense, nel 2005 gli “alleati” della monarchia saudita rappresentano il terzo paese con più traffico di esseri umani. 

Nei paesi della penisola araba che adottano la sharia non esiste lo Stato di Diritto. Per chi non sapesse, significa, tra l’altro, che non esiste l’avvocato difensore. Quattro testimoni sono sufficienti per mandare a morte un disgraziato.

Sempre in Arabia Saudita vengono imposte punizioni corporali, decollazioni, amputazione, delle mani e dei piedi. Il tutto  pubblicamente. Se Al-Barbero lo ignora, gli consiglio il seguente video   https://www.youtube.com/watch?v=w_wBDdthYN4

Se Al-Barbero fosse nato nel mondo musulmano, e avesse scritto una storia apologetica sul cristianesimo, non avrebbe raggiunto la notorietà, ma una fatwa che lo costringerebbe, se ne avesse avuto il tempo, a nascondersi in qualche posto del pianeta sotto anonimato.  

Non è vero, come afferma Barbero, che le invasioni musulmane in Europa erano motivate solo da interessi economici. In tutti i secoli si è combattuta una guerra tra due concezioni di vita. Basterebbe vedere le società costituite sotto sharia. Altrettanto falso è affermare che anche senza la battaglia di  Poitiers, o battaglia di Tours, nel 732, i musulmani non avrebbero conquistato il resto dell’Europa. Le motivazione da lui addotte, onestamente, fanno ridere i polli. In pratica il nostro storico sminuisce il rischio concreto dell’arabizzazione del mondo cristiano. Dunque, secondo lui, i nostri antenati che hanno combattuto lasciandoci anche la pelle erano degli imbecilli. 

Non voglio poi parlare della sua storiografia sulla battaglia di Lepanto. Basti dire che è stata tradotta in turco.

Un altro aspetto che fa dubitare della buona fede di Barbero è senz’altro l’idea che si è fatto sulla compatibilità tra le due religioni. Se avesse letto il Corano e la vita di Maometto di Tabari – difficile, comunque, che li ignori – capirebbe che le due religioni si trovano agli antipodi. Ma dato che i mondialisti-sincretisti stanno cercando di dare l’ultima spallata al cristianesimo, si adegua. 

Il battezzato Alessandro Barbero dovrebbe aiutare l’Europa e il mondo a sostenere quei Diritti che l’hanno reso libero e rispettato dalla nascita alla morte naturale. Anche se non crede nel Dio cristiano, non può negare che senza il Cristianesimo il mondo sarebbe rimasto nell’oscurità etica e intellettuale, con leggi dove il più forte schiaccia il debole. O forse è convinto che con l’Islam starebbe meglio? Non esiste un paese musulmano che ha rifiutato le Costituzioni europee evoluto nell’etica, nella scienza e nelle arti. 

I movimenti occidentali e musulmani che difendono l’islam, sono i figli dei tanti Barbero sparsi nel mondo. È grazie a loro che l’occidente è stato ridotto privo di identità e con i sensi di colpa. Qualcuno ha detto che le parole di questi falsi profeti sono più pericolose di milioni di mine vaganti nel cuore dell’occidente. 

Barbero dovrebbe fare uno sforzo di dignità. Anche nella storia ci vuole decenza, non si può pensare sempre e solo al proprio tornaconto. In questo caso le conseguenze non le paga solo lui, ma la civiltà che nobilita l’uomo. 

Agostino Nobile

 

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36 commenti

  • Mardunolbo ha detto:

    Al Barbera…suona bene ! Ho visto disgraziatamente qualche video del soggetto; lui molto divertente e si bea dell’attenzione degli astanti ed aspetta le effusioni ed i mormorii di compiacimento. ma conoscenze reali di storia direi pochine e da libro scolastico stampato del 1968 (’68)

  • Paola greco ha detto:

    Brava! È proprio così ! Concordo su tutto!

  • Chiamatemi pure Torquemada. Me ne farò una ragione ha detto:

    Vi consiglio la lettura dei libri di Rodney Stark.
    Bellissimi.
    Una volta piacevano anche a Mieli

  • MauriZio ha detto:

    ma chi puo’ credere al “bellicapelli” Barbero co la sua voce chioccia? giusto la povera RAI “grillinizzata” e poveri noi che la paghiamo “per legge”… Grazie al dr. Nobile

  • Astrolabio ha detto:

    Sicuramente Gesu’ era un’animo nobile purtroppo i suoi seguaci non possono più insegnare la morale a nessuno.
    Maometto non era gay, ad esempio. I mussulmani mettono in pratica le parole del loro profeta? Noi no.🤣

    • agostino nobile ha detto:

      ASTROLABIO, la ringrazio per il suo appunto. Conferma il livello di conoscenza storica e i limiti raziocinanti di chi critica il Cristianesimo.

    • Astrolabio ha detto:

      In quanto al prof. Barbero, sebbene mi piaccia il modo espositivo, non lo conosco. Alla mia eta’ si e’ stanchi delle “parole vane” che non avranno mai fine (Gb).

      La mia lettura e’ quella della filosofia. L occidente discende dalla speranza di redenzione, dalla storia lineare dell ebraismo cristianesimo. L illuminismo, il comunismo son tardive secolarizzazione. Il nichilismo e’ la fine delle fedi. La morte definitiva di Dio. Dove siamo oggi.A livello sociale. Nulla ha senso: carpe diem. In questo posso darle ragione se il Barbero non riconosce l impronta ebraico cristiana.
      Pero’ pure l islam ha una visione lineare della storia. Comunque la rivoluzione e’ cristiana. Cieli nuovi e terra nuova, subito.
      A Oriente, si pensi al buddismo. La redenzione non ha mai avuto senso. La storia e’ ETERNO RITORNO.

      Cordiali saluti.

    • Milli ha detto:

      Maometto non era gay ma era pedofilo e le conseguenze di questo si vedono ancora oggi, vedasi le numerose spose bambine, non di rado rapite ai loro genitori .

  • CAP ha detto:

    Su RaiI Storia nella puntata del 3 aprile di “Passato e Presente” , Paolo Mieli e lo storico A Barbero attribuiscono a Benedetto XVI, una riabilitazione della figura di Giuda, vi chiedo è vero o si sono confusi con Papà Francesco? ( minuto 27 e 26 secondi)

  • nico ha detto:

    Ritengo possa essere valida l’opinione di Agostino Nobile che non esistono storici oggettivi al 100%. Ma esistono i fatti. Ovvero non si può impunemente affermare che una battaglia vinta sia stata persa o che un principe si sia suicidato mentre è stato ucciso da un terrorista.
    Qualche tempo fa uno degli storici che appaiono con una certa frequenza sui nostri teleschermi affermava che oggi, con la digitalizzazione è più facile accedere ai documenti originali : basta un clik e li hai tutti pronti sul tuo teleschermo. Quindi il mestiere dello storico è diventato più facile.
    Ma a quale documentazione possiamo rivolgerci per quello che riguarda la lotta o la convivenza tra cristianesimo e islam ? Questo è il punto.
    Nel blog di chiesa e postconcilio uno dei partecipanti si chiedeva qualche tempo fa, perché, dopo la conquista musulmana il cristianesimo fosse sopravvissuto in Egitto e il Siria, mentre fosse scomparso negli altri stati del Nord Africa. Buona domanda secondo il sottoscritto, ma a cui io, dilettante allo sbaraglio, non sono in grado di dare una risposta. Eppure quando parliamo di Ippona, città in cui fu vescovo Agostino, stiamo parlando di una diocesi del Nord Africa, non lontana da quella Cartagine le cui guerre con Roma abbiamo studiato. E mi sembra che altri Santi dei primi secoli fossero originari di quelle terre che oggi chiamiamo Marocco, Algeria, Tunisia. Perché, in quelle terre il cristianesimo è scomparso ?

    • agostino nobile ha detto:

      Gentile Nico. In Egitto e in Siria nel VII secolo la comunità cristiana era molto più numerosa di quanto fosse nei paesi conosciuti oggi come Algeria e Tunisia. l motivi principali che hanno portato alla diminuizione dei cristiani sono due.La politica della Jizya (o se vuole pizzo) ovvero le tasse esose che mettevano in ginocchio i cristiani, e i matrimoni che ancora oggi obbligano per legge i cristiani che sposano una musulmana a convertirsi all’islam.

  • Adriana 1 ha detto:

    A me Barbero ha incominciato a puzzare da quando ha incominciato a sprizzare scintille nell’elogiare sperticatamente ( secondo un’ottica assolutamente parziale, dimostrando cognizioni superficiali) una Santa Caterina da Siena come un’antesignana delle attuali femministe politicanti e delle moderne anoressiche.
    La sua pratica di ricorrere a frequenti “gossip” sul passato lo rende, suppongo, gradito a un tipo di pubblico Capalbiese.

  • Paoletta ha detto:

    Se Barbera fosse obiettivo non sarebbe mai stato ospite fisso da Mieli (a cui piace Bergy, guarda tu le coincidenze…)

  • Don Ettore Barbieri ha detto:

    Nel sito “Vassalli di Barbero” c’è, come intestazione, una sua frase: “Quando una cosa comincia ad essere necessaria, di solito qualcuno la inventa”. Chissà se il professore non la voglia applicare anche al vaccino anti Covid? 😂 Ma, certamente, si salverà con quel “di solito” e non romperà l’amicizia con Piero Angela🤣

  • Claudius ha detto:

    A complemento di questo articolo, e per approfondire il discorso sulla scarsa serieta’ di Barbero come storico, segnalo la seguente intervista a Lucio Russo, autore de L’America Dimenticata, in cui risponde alle critiche mossegli da Barbero, facendogli fare una figura da cioccolataio.
    In breve: Russo nel suo libro dimostra, con prove inoppugnabili e una padronanza dei metodi matematico-statistici (che Barbero si sogna) che gli antichi Greci conoscevano con esattezza la longitudine delle Piccoe Antille e quindi l’esistenza di contatti tra la Grecia Ellenistica e l’America precolombiana, circa 17 secoli prima di Colombo. Barbero critica il libro dimostrando non solo di non capire niente di cio’ di cui parla, ma facendolo con la sua ben nota arroganza verso cio’ che non gli piace. Russo lo rimette al suo posto senza troppi complimenti, facendo capire che tipo di “storico” sia uno che critica per partito preso una tesi storica senza nemmeno capire lui per primo cio’ che sta criticando.
    Godetevelo tutto: http://maddmaths.simai.eu/divulgazione/lamerica-dimenticata-lucio-russo-risponde-alle-critiche/

    • anonimo verace ha detto:

      interessantissimo. Non ne sapevo nulla. Chissà se ce la farò a leggere il libro citato da Claudius. L’America dimenticata. Mi interessa. L’argomento del libro, dico. Non quanto dice barbero sul libro stesso. Se ci sono dei calcoli, pensate che uno storico sia stato in grado di capirli ? Personalmente propendo per il no. Quindi la sua recensione è totalmente irrilevante. Ma capire i calcoli fatti sulla base di osservazioni astronomiche fatte con metodi diversi da quelli attuali non credo sia una cosa semplice.

      • bianca ha detto:

        Ma anche la televisione ha spesso affermato che la cosiddetta scoperta dell’America da parte di cristoforp Colombo si è basate su delle carte nautiche conservate in conventi, tra Spagna e Portogallo che avevano ereditato , per così dire, le carte in mano dei Templari.
        E inoltre, sempre con lo scopo di alimentare la leggenda templare, hanno proposto come possibile il viaggio di alcune navi templari verso le coste del Nord America, con i loro tesori.
        Prima ovviamente che Filippo il Bello mandasse al rogo Jacques De Molay.

      • Claudius ha detto:

        @Anonimo
        infatti il libro di Russo non e’ affatto semplice. E’ un tour de force, dove al lettore sono richieste conoscenze non banali in materia di storia, filosofia della storia (c’e’ una lunga discussione sui paradigmi riduzionista e olista), storia della scienza antica, matematica, statistica, geografia matematica e astronomia. Non e’ roba per stomaci delicati come quello di Barbero e dei suoi adoranti lettori pseudo-colti.
        Detto questo, e’ una lettura interessantissima che consiglio a chiunque, anche se non si posseggono tutte queste conoscenze. Perche’ da un libro del genere, anche se non se ne capisce totalmente il contenuto, si imparano sempre cose importanti.

        Il fatto fondamentale comunque e’ la prosopopea (e l’arroganza) di Barbero nel criticare e stroncare un libro di cui avra’ capito, per sua stessa ammissione, si’ e no il dieci percento. E l’intervista di Russo lo rimette al suo posto, com’e’ giusto che sia.

  • Elisa ha detto:

    Sull’islam ci sono tante bugie storiche, la peggiore è considerare Allah lo stesso Dio giudaico cristiano. Dalle mie fonti mi risulta che Allah era un dio pagano. Signor Agostino Nobile cosa ne pensa? Allah è un dio pagano? O le mie fonti sbagliano e dobbiamo considerlalo lo stesso nostro Dio?

    • Il supplente ha detto:

      Mi autonomino supplente di Deutero Amedeo, nella speranza che possa rispondere anche lui dal suo letto di ospedale.
      Il Dio biblico è un Dio geloso. Maghi, indovini sono guardati con sospetto e con riprovazione dagli autori dei libri che costituiscono il Vecchio Testamento. Per non parlare dei 400 sacerdoti di Baal che la regina Gezabele aveva portato a corte. Fatti fuori, cioè uccisi dal profeta Elia.
      I fenomeni medianici esistevano già nell’antichità. Classificati come peccati nei 10 comandamenti. Il Corano è il risultato di un fenomeno medianico: ovvero Maometto dice di scrivere sotto l’ispirazione dell’Arcangelo Gabriele . Ma, il messaggio cristiano è chiuso rispetto a nuove rivelazioni. Vedere le lettere di Giovanni nel Nuovo Testamento.
      Ne segue che Allah non è lo stesso Dio giudaico cristiano. Le cosiddette religioni abramitiche, biblicamente parlando, non sono unificabili.

      • Elisa ha detto:

        Supplente mi spiace per Deutero Amedeo gli auguro di guarire al più presto. Spero niente di grave.
        Comunque hai ragione su tutto, e ti ringrazio che mi hai dato un dettaglio in più da riflettere.

    • agostino nobile ha detto:

      Gentile Elisa. Confermo. Allah era un dio pagano pre-islamico.

      • Elisa ha detto:

        La ringrazio signor Agostino. Sarebbe bello fare un articolo che spieghi bene chi è realmente Allah.

  • PIERO LAPORTA ha detto:

    Caro Tino, adesso sei un oscurantista in servizio permanente effettivo, avendo chiamato in ballo due idoli dei nobili dell’italica erudizione callipigia: il padrone di Super Fak e Al Barbera.
    Non angustiarti. Paul Valery diceva che gli storici usano il passato come i cartomanti il futuro, sebbene i vaticini di quest’ultimi siano verificabili.
    Al Barbera (al femminile mi pare più chic, evocando pure la fonte ispiratrice della professora) a me piace perché dice tante sciocchezze in modo convincente, convincendo le discepole piccolo borghesi, formato Alba Parietti o Alessandro Cecchi Paone coi loro padroncini. Più costoro sono confusi meglio è. Più costoro sono confusi e prima andranno a sbattere sul muro della loro stoltezza. Tu dici che traviano intanto tante e troppe coscienze? Traviano chi vuol farsi traviare e prendere in giro. Peggio per loro. Noi non possiamo salvare il mondo, dopo tutto.

  • Enrico Nippo ha detto:

    Apprezzo e condivido l’articolo di Nobile quale antidoto apologetico al virus Al-Barbero.

    D’altra parte, l’argomento è piuttosto complesso, e non si può non tenere conto che, per esempio a proposito di Federico II:

    “Quell’eclettismo culturale assorbito nell’infanzia sarà un bagaglio che lo stupor mundi porterà sempre con sé, e che lo renderà sensibile non tanto all’Islam-religione, quanto piuttosto all’Islam-pensiero, al fascino di un patrimonio che per spirito di sperimentazione e metodo d’indagine sopravanzava di gran lunga l’Europa cristiana”.

    Traggo questa citazione da

    https://www.stupormundi.it/it/federico-ii-e-lislam

    che penso valga la pena di considerare.

    Sarei grato di ulteriori interventi atti a chiarire la vista sul “panorama”.

  • : ha detto:

    «La prego Barbero, non dica che i diritti umani nascono con la Rivoluzione francese»

    Quale Rivoluzione francese? Quella che mentre emanava la «Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo e del Cittadino», ha compiuto nella maniera più cruenta il genocidio di un popolo all’interno dei suoi stessi confini? Che ha trucidato cinquecentomila esseri umani (più un milione e mezzo con le guerre napoleoniche)?; Che dalle vittime della sua ferocia ricavava il grasso? E la pelle per utilizzarla dopo averla conciata? Che inventò il “battesimo patriottico” (i poveri disgraziati venivano ammucchiati in grandi battelli che poi venivano af-fondati a cannonate) e il “Matrimonio repubblicano” (venivano legati insieme a due a due, nudi e faccia contro faccia, un uomo ed una donna, preferibilmente un prete con una suora, che poi erano gettati nel fiume)? Che in Vandea sterminò donne e bambini: le prime perché “solco riproduttore di futuri briganti” e i secondi perché “futuri briganti”? Che inventò i forni crematori dove, a differenza dei nazisti che l’hanno solo imitata, c’infilava soltanto le donne?
    E’ con questa Rivoluzione francese che nascono “i diritti umani”? Ma mi faccia il piacere! – direbbe Totò.

    «Il traffico di esseri umani, comunque, continua».

    … In Italia… e più di prima… Alcuni giorni fa uscì un articolo in cui si diceva che l’immigrazione in Europa è diminuita… ma in Italia è aumentata. Nel silenzio totale di giornali (la notizia pubblicata è stata un’eccezione), ma soprattutto di uomini di governo (compreso leghisti) e… opposizione.

  • Rosa ha detto:

    Questo articolo conferma purtroppo l’idea che mi ero fatta del personaggio, mi auguro per lui in buonafede. Solo quando si ha familiarità con un argomento ci si accorge non solo delle inesattezze, ma della vena ideologica delle inesattezze. Mi è successa la stessa cosa con altri “grandi autori”, “giornalisti” e “scienziati”: quando parlano di cose che conosco molto bene mostrano tutta la loro pericolosa inadeguatezza e falsità propagandistica. Ed ecco perché non mi fido più del loro giudizio su argomenti che non conosco affatto.