Pensieri di un Matto per Rinnovare l’Immutabile. Ieri, Oggi, Sempre.

3 Aprile 2021 Pubblicato da 34 Commenti

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, i matti sono spesso persone logiche e sensate, più di quelli considerati sani…Come forse dimostra questa breve riflessione inviataci da un amico, e che volentieri offriamo alla vostra attenzione. Buona lettura.

 

CONSIDERAZIONI DI UN MATTO

 

Si può provare ad immaginare una Chiesa Cattolica diversa tanto da quella preconciliare quanto da quella post-conciliare, anzi post-post-conciliare?

Per “diversa” non ha da intendersi “altra”, quindi non più la stessa, bensì “nuova”, ossia una Chiesa che sappia porgere il Messaggio di Cristo in modo nuovo, ovviamente senza stravolgerlo. Perciò: rinnovare, non innovare.

Il tentativo di rinnovamento del Vaticano II si è rivelato, e ancor più si sta rivelando, fallimentare, ma può darsi che invocare una restaurazione rifacentesi al modello preconciliare non sia una soluzione auspicabile. La Chiesa preconciliare non c’è più e la Chiesa post-post conciliare sta finendo di dissolversi. La cosiddetta “ermeneutica della continuità” si sta rivelando un illusione. E se c’è una continuità, questa è nella progressiva dissoluzione confermata dal tormentone infinito e inutile circa la questione papale Ratzinger/Bergoglio. Ci troviamo sull’orlo di un vuoto che richiede un cambiamento di coscienza. Forse è lo Spirito che lo chiede e che, evidentemente, non può essere circoscritto definitivamente in alcuna struttura, posto che ogni struttura è soggetta a più o meno veloce deterioramento.

Il  tempo scorre inesorabile e le strutture, ciò valendo anche per la Chiesa Cattolica (forse soprattutto per la Chiesa Cattolica), non possono pretendere di rimanere immobili, granitiche, immodificabili. Forse è necessario un cambiamento, un adeguamento, un modo nuovo di proporre l’Immutabile. Molto più importante della struttura è il messaggio che la struttura ha da trasmettere; e se il messaggio non fluisce più o viene distorto vuol dire che la struttura non è più adeguata. Ossia: se la corrente non passa più, occorre rifare l’impianto elettrico, certamente non impiegando materiali uguali a quelli deteriorati e che non si trovano più in commercio.

La formula “Cristo ieri, oggi, sempre” suggerisce implicitamente il cambiamento, l’adattamento, il modo nuovo del proporre l’Immutabile. Cristo è il Medesimo in ogni tempo, ma ogni tempo ha da trovare il suo modo di proporLo. L’Età dell’Oro è davanti a noi che ci troviamo nell’Età del Ferro, la quale tuttavia reca in sé una traccia d’Oro, altrimenti nessuna rinnovamento sarebbe possibile. Se ci si riflette bene, si tratta di un combattimento contro la Sovversione; un combattimento che, proprio come la Sovversione, sa trovare sempre nuove armi e nuove tecniche. Non ci si può difendere dai raggi laser con archi e frecce.

Si tratterebbe di un’impresa che richiede l’apporto di intelligenze raffinate, contemplative e guerriere, si direbbe intelligenze dall’occhio ciclopico, che dovrebbero ri-formulare – e semplificare? – la Teologia Dogmatica e la Teologia Morale, mentre dovrebbe riproporre in modo nuovo la Teologia Ascetica, quest’ultima ormai del tutto ignorata da parecchi decenni, e, a parere del sottoscritto, la più importante: non c’è Dogma o Morale che possa prescindere dalla cura di sé, dall’auto-disciplina, dall’impegno personale nella rettitudine, dalla purificazione volontaria e necessaria all’Illuminazione prima e all’Unione poi, dacché le Virtù debbono (dovrebbero) praticarsi non per mera volontà umana, quindi per forzatura, bensì per infusione divina.

Si tratterebbe di riformare il modo di proporre la classica triplice via purgativa-illuminativa-unitiva che rappresenta il pellegrinaggio dell’anima (e del corpo).

Si tratterebbe di conferire alla Chiesa una leggerezza, una delicatezza e un’agilità che dovrebbero accompagnarsi alla pur necessaria determinazione onde non cedere a compromessi con la Sovversione. Una sorta di mano di ferro in un morbido guanto di velluto. Una sapiente miscela di forza e gentilezza che non potrebbe non affascinare le anime assetate di Assoluto.

Chiaro che solo un matto avrebbe potuto avanzare un proposta del genere, ma confido nella carità di coloro che hanno avuto la pazienza di leggermi e che ringrazio.

Però, nei Tarocchi il Matto è un pellegrino sempre in marcia, sempre in cerca della verità e della conoscenza; è colui che simboleggia il passaggio mai concluso tra il vecchio e il nuovo. Uno che non si accontenta perché è consapevole della propria indigenza. Forse, non è poco.

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34 commenti

  • Milli ha detto:

    Si parla di rinnovare (o innovare) , di trovare modi nuovi, nuove forme..ecc.
    Ma se invece di trovare nuove teologie si cercassero quelle scritte dai santi, dai dottori della Chiesa , che hanno dato tanti lumi e forza alla Chiesa?
    In duemila anni si è scritto tanto di Dio, sotto sua ispirazione, dovrei passare una vita per leggere tutto (sempre ammesso che potrei riuscirci), perché dovrei cercare altri modi, altre forme rivoluzionarie?
    Nulla mi garantisce che questi novatori sarebbero meglio dei precedenti, visto i tempi corrotti in cui siamo immersi.
    Io non cerco il nuovo, cerco il meglio e , per me, questo viene da persone sante, vicino alla voce di Dio.
    Se un palazzo è pieno di topi non si abbatte per questo motivo, basta scacciarli e dare una bella ripulita.

  • Marzgiam ha detto:

    Bè, caro Matto la soluzione c’é da quasi 70 anni che lo dice Gesù come fare a ricristianizzare l’Italia e il resto mondo ma non viene preso in considerazione questo scritto:

    Prendete dunque nella milizia della Chiesa, nel Sacerdozio, in quel Sacerdozio che dovrebbe essere tutto santo, ossia eroico, disinteressato, umile, mortificato, puro, tutto pazienza e amore, onde impedire che la parola insidiosa dei nemici della Chiesa trovi conferma nel vostro modo di vivere e se ne scandalizzino i minimi del gregge e si separino dall’Ovile santo per seguire pastori infernali, prendete i più santi, volonterosi, eroici, disposti a tutte le rinunce, a tutti i sacrifici, e sinanche al martirio, e spargeteli, ignoti come gli elementi vitali che sono nell’aria – e l’occhio non li vede, ma se ne giovano le zolle, le piante, gli animali e l’uomo – spargeteli in questa terra d’Italia, a bonificare, poscia a colonizzare, ultimo a seminare a piene mani verità e giustizia.
    A che cercate lontane terre di missione, se la vostra terra lo è? È detto: “Nessuno è profeta in patria”. In verità vi dico che voi lo siete meno di tutti. Pastori orbi siete, perché non vedete ciò che vi circonda e il modo per circoscrivere il male.
    Vi sembrano piagati dalla gran ferita solo gli idolatri, i pagani, e persino coloro che sono cristiani ma non cattolici, e correte a loro cercando di guarirli e farli “vivi” innestandoli al Corpo mistico. Ma qui, nella vostra patria, non ci sono soltanto dei membri recisi, dei pagani, degli idolatri. Ci sono i senza-Dio, gli anticristi, i satana. Non meditate che se essi aumentassero ancora colpirebbero duramente la Chiesa, il Papato, reciderebbero i nervi motori del gran Corpo Mistico coll’abbattere le Gerarchie, per disorganizzare, gettare paura e scompiglio, provocando una paralisi lunga, pericolosa, della quale ne risentirebbero tutte le membra viventi nel Corpo Mistico, o che attendono da esso vita?
    Quanto ritardo alla redenzione dei pagani! E quante perdite fra i membri vivi, se ciò avvenisse! Io vedo…
    Ho detto: bonificare, colonizzare, seminare. Chi bonifica non sta tranquillo in zone dove già la terra è pronta al seme, ma va dove le pietre, le piante, le acque hanno reso sterile, intricata, malsana la terra; e incanala, e sbarba, e brucia, e monda. Poi colonizza, ossia inizia la vita civile dove era zona selvaggia. Per ultimo sparge il seme, pianta, alleva, rende fertile, bella, sana, ricca la plaga prima deserta e pericolosa e il deserto si muta in regione abitata e civile.
    In verità molta parte di popolazione è simile a zona selvaggia. Cattiva, ma non sempre per tendenza d’animo. Odiatrice, ma non sempre per tendenza d’animo. Nemica, ma non sempre per tendenza d’animo. Novanta volte su cento lo è per ignoranza. Cattiva perché non conosce la Verità. Odiatrice perché non conosce la Carità. Nemica perché non conosce la Chiesa.
    E non dico “Chiesa” per dire ciò che essa appare, nei suoi ministri, a troppi e in troppi casi. Sarebbe meglio allora che molte volte non la conoscesse. Dico che non conosce la Chiesa così come Io l’ho fondata, animata dal mio spirito: l’amore, la fratellanza, la paternità.
    Oh! quella confessione dei pagani dei primi secoli, che non si ode più, o rarissimamente: “Vedete come si amano e come sono virtuosi! Vedete come ci amano!”. Per questa constatazione di ciò che erano il clero e i cristiani dei primi secoli il mondo di allora divenne cristiano. Per una constatazione opposta il mondo di ora ritorna pagano, ateo o insatanassato.
    Prendete i più santi fra voi e spargeteli: briciola di lievito in masse di farina; spargeteli: verità fra la menzogna; spargeteli: luce nelle tenebre create ad arte dai servi di Satana per ordine del loro re; spargeteli: amore là dove l’odio impera.
    In tempi di eccezione mezzi di eccezione. Li avevo indicati al piccolo Giovanni dal 1943. Ho accennato ad essi, e nell’opera e in altri dettati anche recenti. Lo ripeto ora, non più consiglio ma comando. Molto vi è da innovare se volete salvare.
    Non state ancorati, incrostati sulle consuetudini che si sono formate nei secoli, ma che non sono quelle che Io ho date ai miei Apostoli e discepoli, e che il Paraclito ha continuato a consigliare alla Chiesa nascente per aiutarne lo sviluppo.
    Il mondo si evolve. Non in bene. Ma si evolve. Non può la Chiesa stare statica, ma deve, non già adattarsi alla mala evoluzione del mondo, trasformarsi per essere atta a fronteggiare la mala evoluzione del mondo e porvi riparo. Solo nel dogma e nella dottrina deve rimanere immutabile. Nei mezzi di esercitare il suoministero deve adeguarsi alle esigenze del tempo in cui si trova.
    In tempi di turbamento e di azione anticristiana non è sufficiente più ciò che era sufficiente in tempi di fede, di pace, di reverenziale amore a Dio e alla sua Chiesa. Per questo Io dico a voi ciò che David disse a Achimelec4: “I vasi dei miei servi sono puri; se il viaggio è profano, sarà santificato nei vasi” ossia: “Prendete dei miei servi santi, e anche se li irradierete in zone profane ciò che è sacro non sarà profanato, ma anzi verrà santificato ciò che verrà in contatto con ciò che è sacro, ossia col mio servo santo”.
    L’essenziale è che il popolo torni a Me.
    È inutile cantare che Cristo regni, in adunate saltuarie che possono essere giudicate provocatorie. Cantate con la vostra vita e le vostre opere questo regno di Cristo, instauratelo, con paziente opera di maestri d’amore e di medici spirituali, fra gli ignoranti, i folli, i malati di spirito. Siate medici e maestri non solo per i buoni, ma per tutti. Così come Io lo fui.
    Essere sacerdoti non deve costituire una singolarità che da onori e risparmia da ciò che è castigo dell’uomo: lavoro, fatica, povertà, fame. Io ebbi fame, ed ero Dio. Io ebbi fatica, povertà, lavoro, ed ero Dio. Io vissi nel pericolo, non lo schivai, ed ero Dio.
    Prendete i più santi fra voi e spargeteli. E contemporaneamente, nel silenzio e nascondimento, una mistica armata li aiuti con la preghiera, la penitenza, il dolore: quella delle anime vittime: i Mosè5 sul monte mentre i Giosuè lottano al piano e vincono con la sola arma del Vangelo e di una vita veramente evangelica, lottano e vincono col e per il Vangelo. E fatelo senza indugio. Non sapete se lo potreste fare ancora fra qualche tempo.
    Perché in questa terra di Martiri e Santi, dove è il cuore della Chiesa, non si fa ciò che in altre Nazioni già si fa, e con frutto, per amore di Dio e in difesa della Chiesa, della morale, della civiltà cristiana, che è sempre libertà e pace?
    Volete tutto da Me? Tutto da Maria? Anche voi dovete volere il vostro bene e il bene del mondo tutto. Non vi facciano ebbri le temporanee vittorie. Preghino, soffrano ed offrano i Mosè sul monte per il Clero-missionario in Italia e per i cattolici coadiutori. Lavorino i Sacerdoti missionari in patria propria e i cattolici coadiutori dei Sacerdoti missionari in patria propria, perché il Vangelo, la Chiesa, i Sacramenti siano antiveleno, vita, luce, verità, diffusi là dove non vanno, a quelli che a voi non vengono, o, se vengono, non capiscono, a quelli che sono peccatori, e anche anticristi, perché “non sanno”.
    Al giorno del giudizio Io, più che a costoro, a voi domanderò: “Perché mi avete lasciato perseguitare?”.
    Perché, in verità, permettere, per tiepidezza o paura o superbia, che l’ignoranza di Me e della mia Verità viva, e si radichi l’errore, è perseguitarmi. Né più né meno di chi lo fa senza malizia, o perché incitato a farlo, o perché incapace di reagire all’incitamento perché privo della capacità di distinguere la verità dalla menzogna, essendo privo della conoscenza della Verità, tenuto nella ignoranza dai servi di Satana per averne delle armate di schiavi, delle masse supine, deliranti di odio, ebbre di false illusioni, ingannate da astute menzogne, da usare contro Cristo e la Chiesa docente e militante.
    Non permettete oltre che questo avvenga. Andate, scendete, spargetevi fra queste turbe che muoiono, spiritualmente, di fame, e sbriciolate loro il pane della Verità. La mia Parola è verità e vita. Andate. Insegnate. Amate.
    Ho detto che istruire gli ignoranti, ammonire i peccatori, perdonare le offese, sono opere di misericordia. Fatelo dove più ve ne è bisogno, dove più c’è da faticare, e da vincersi e vincere.
    Ognuno prenda la sua croce e la porti e la innalzi, dopo aver lavorato e sofferto, sulle nuove posizioni riconquistate al Cristo, così come fanno i soldati per la gloria della propria patria. Il sacerdote è soldato di Cristo e la gloria del mio Regno nel mondo deve essere il suo scopo supremo.
    Innalzate il mio segno nel cuore degli uomini e Satana fuggirà da loro. Questo e non altro vi salverà. Perché questo è arma spirituale e valida. Satana e i suoi servi sono vinti non dai partiti e dalle parole e atti umani, ma da ciò che è soprannaturale.
    Fate ciò che Io dico ed Io sarò con voi.
    Ma dirò con Paolo6: “Badate di non resistere a Colui che parla, perché se non scamparono coloro che ricusarono di ascoltare chi parlava loro dalla Terra, molto meno scamperete voi se voltate le spalle a Chi parla dal Cielo”.
    Questo, tutto questo era stato detto al mio strumento da molto tempo. Ma per la durezza di cuore di molti Io avevo ordinato la distruzione del dettato da darvi a tempo e luogo. Non tutto di quel dettato è ripetuto in questo. Molta parte resta nel cuore del mio strumento, perché non giungiate ad odiarlo. Altri, più atti di lui a reagire ai vostri giudizi, avranno le parti non dette. Ciò che ho detto basta. E l’ho detto ora che gli avvenimenti e le meditazioni su ciò che poteva accadervi vi hanno fatti più inclini ad ascoltare un consiglio di sapienza e carità divine».
    http://www.valtortamaria.com/operaminore/quaderno/4/manoscritto/76/25-aprile-1948

    • Il Matto ha detto:

      “Non state ancorati, incrostati sulle consuetudini che si sono formate nei secoli, ma che non sono quelle che Io ho date ai miei Apostoli e discepoli, e che il Paraclito ha continuato a consigliare alla Chiesa nascente per aiutarne lo sviluppo.
      Il mondo si evolve. Non in bene. Ma si evolve. Non può la Chiesa stare statica, ma deve, non già adattarsi alla mala evoluzione del mondo, trasformarsi per essere atta a fronteggiare la mala evoluzione del mondo e porvi riparo. Solo nel dogma e nella dottrina deve rimanere immutabile. Nei mezzi di esercitare il suo ministero deve adeguarsi alle esigenze del tempo in cui si trova”.

      Non ho mai letto la Valtorta, però ho scritto:

      “Il tempo scorre inesorabile e le strutture, ciò valendo anche per la Chiesa Cattolica (forse soprattutto per la Chiesa Cattolica), non possono pretendere di rimanere immobili, granitiche, immodificabili. Forse è necessario un cambiamento, un adeguamento, un modo nuovo di proporre l’Immutabile … La formula “Cristo ieri, oggi, sempre” suggerisce implicitamente il cambiamento, l’adattamento, il modo nuovo del proporre l’Immutabile. Cristo è il Medesimo in ogni tempo, ma ogni tempo ha da trovare il suo modo di proporLo!”.

      Grazie per questo intervento.

      • Marzgiam ha detto:

        Purtroppo negli anni (dal 2006 da quando furono pubblicati questi inediti Quadernetti che riguardano le rivelazioni valtortiane) ai consacrati e laici che ho segnalato questi comandi del Signore sembra non hanno fatto un minimo solletico, figuriamoci chi fra le alte gerarchie del 48 ha letto e doveva consegnare a Pio XII questi scritti men che meno. Ma la (ricetta) come la chiamo io giace li. Consiglio di rileggere dal link perché ho tralasciato alcune parti importanti per abbreviare il post essendo abbastanza lungo. Lancio un appello ai più capaci di poter fare quanto nostro Signore ci dice. Ho proposto questo dettato perché leggendo quanto hai scritto l’ ho trovato ispirato. Grazie per l’attenzione

  • giovanni ha detto:

    Il contenitore sembra buono e se ho ben interpretato i pensieri del ‘ matto ‘ potrebbe essere la strada giusta . Pero’ con i tempi che corrono bisognerebbe essere attentissimi sui contenuti. E’ questo il passaggio fondamentale privo di garanzia. A guardare bene, ove l’attuale gerarchia l’accettasse, chi garantirebbe da eventuali colpi di mano?

    • Il Matto ha detto:

      Ho ipotizzato che:

      “si tratterebbe di un’impresa che richiede l’apporto di intelligenze raffinate, contemplative e guerriere, si direbbe intelligenze dall’occhio ciclopico”,

      Quindi, niente da sperare dall’attuale gerarchia.

      La Porta ha affermato che per il cambiamento deve scorrere il sangue.

      La mia folle proposta s’incaglia qui.

      Senza un’impulso dall’Alto …

  • Alfredo Grande ha detto:

    Quello che pensa di fare il “matto” è quello che fu sempre l’intenzione di “eretici, scismatici e rivoluzionari” di ogni risma.
    Non intendo dire che il “matto” sia eretico, ma che la sua proposta porterebbe a questo…

    • Il Matto ha detto:

      Comprendo bene il timore di una deriva eretica, ma, come si dice, “chi non risica non rosica”.

      Oggi si usa fino alla nausea la formula “in sicurezza”. Tutto deve essere fatto “in sicurezza”. La creatività e l’imprevisto sono (illusoriamente) banditi.

      E allora, per restare “in sicurezza” continuiamo a sorbirci la sbobba?

      In ogni caso, anche folleggiando mi sembra di aver fatti salvi i fondamenti della Cattolicità.

      • Alfredo Grande ha detto:

        “La Chiesa preconciliare non c’è più” è come dire che la Chiesa non c’è più. Ovviamente non è così, perché la Chiesa prima del CVII ( anche dopo), a ritroso, arriva agli Apostoli. Se così non fosse non ci sarebbe più la successione apostolica e quindi non ci sarebbe più la Chiesa. Il CVII ha apportato delle mortifere variazioni che sono da eliminare per “instaurare omnia in Christo”, eliminando quella che lei definisce sbobba ma che è molto peggio!

  • IM ha detto:

    CI impongono il distanziamento ? Ma noi abbiamo una chiave per aprire le nostre porte che altri hanno chiuso con un lucchetto dall’esterno: è il nostro buon pensiero! Il buon pensiero è un dono soprannaturale: se desideriamo comunicarlo diviene un abbraccio, un coinvolgimento, una carezza. Il buon pensiero non ha limiti di spazio e di tempo: può arrivare dovunque e diventare patrimonio di tutti e per sempre. Il buon pensiero ha il dono dell’ubiquità, si fa presente a tutti e produce immensi benefici. Oggi ho pensato a tutti voi che condividete con Marco Tosatti il desiderio di vedere il Male sconfitto definitivamente dal Bene. Sapete? Penso che un buon pensiero è la preghiera che oggi innalzo al Cielo proprio per te e per te e per tutti voi! La Mente Eccelsa ha pensato a noi e ci ha creati dal nulla e ha dato al nostro buon pensiero la capacità di creare meravigliose relazioni d’amore. A tutti voi, che avete avuto il buon pensiero di amare Gesù e la Chiesa, sua Sposa, giunga il mio buon pensiero.

    • Milli ha detto:

      Per creare meravigliose relazioni d’amore meglio alzare il telefono e chiamare chi amiamo piuttosto che limitarsi alla telepatia.
      Funziona.

  • IM ha detto:

    Cambiamento? Tutto ci sembra impossibile? Cominciamo a cambiare noi stessi e se il cambiamento è autentico sarà efficace al punto di irradiarsi con una forza d’urto che provocherà il cambiamento degli altri. Questo hanno fatto ed ottenuto i santi. Ma tu non ti senti capace. Ci hai provato tante volte senza riuscirci e sei sfiduciato, sei timoroso ed hai paura del domani. C’è bisogno di un terremoto per scuoterti dalle tue paure? Sei come uno a cui hanno messo una pietra sopra? Hai bisogno di una forza che vinca la tua sfiducia ed il tuo abbattimento? Ridestati: c’è la necessità di rialzarsi! Tutto ti dà addosso e non ce la fai ma vi è Uno che ha avuto la forza per vincere tutto ciò, ha vinto finanche la morte che potrebbe sembrare il massimo impedimento a rialzarsi. Vinci le tue paure, pensa positivo, agisci per il bene, ama e troverai UNA MANO FORATA che ti rialzerà e che ti farà ritrovare la pace e la gioia, una Luce sfolgorante illuminerà le tue tenebre, una Forza vitale trasformerà la tua vita morta. Ti auguro di passare dalla sfiducia e dalla depressione alla dirompente azione d’amore per veder sorgere un nuovo giorno che ti farà risorgere. Con LUI tutto è possibile!

  • Adriana 1 ha detto:

    In questa atmosfera di aperture ecumeniche penso si possa ascoltare anche un monaco buddista che compila una lettera indirizzata sia al Papa cattolico sia a quello del Buddismo tibetano.
    https://l.facebook.com/l.php?u=https%3A%2F%2Frumble.com%2Fembed%2Fvclxjh%2F%3Fpub%3Djfpun&h=AT0btAtLWwg5Q2Ktcavany74Tbe9ftuLG4B3Dgai0wS2h0HcJEWrkkFXT190wd9d3zRIMHbNpYQ5Tavpp/

    • Il Matto ha detto:

      Domanda: possiamo considerare questo monaco buddhista come un alleato?

      Oppure per un integralismo cieco DOBBIAMO dire che siccome è buddhista dice il falso?

      • Adriana 1 ha detto:

        Per me è lucidissimo! Uno dei pochi che ha il coraggio di parlare chiaro contro l’ipocrisia dominante, e che è autenticamente devoto al vero Umanesimo che viene coscientemente tradito dai “capi spirituali” del transumanesimo.

  • Adriana 1 ha detto:

    Suggestiva proposta. Bisogna però tener presente che si tratterebbe di un “matto” di oggi e, quindi – inevitabilmente- “pol.cor”.
    Dovrà, anche nel culto, escludere la musica di Bach e Mozart e di tutti i loro epigoni e sostituirla con musica(?) africana, come ha appena fatto l’onorevole (?) Collegio di Oxford.
    Dovrà, altresì, bannare la Croce, come ha appena fatto F.B.
    censurando l’immagine della mano del Cristo trafitta dal chiodo perchè “violenta” tanto da “turbare gli adepti delle altre religioni”.
    Credo proprio che sarebbe un’impresa difficoltosa per un “folle”, perfino per un “folle” di prima categoria…

    • Il Matto ha detto:

      No, no! ho parlato di riforma (parola stantia e abusata) del modo, non del contenuto.

      Il modo è il contenitore, l'”otre nuovo” di cui parla opportunamente Silvio Esposito, affermando però che è troppo tardi.

  • stilumcuriale emerito ha detto:

    Ritorniamo a bomba, come si usa dire.
    Caro Matto (credo di aver capito chi sei, ma non lo scrivo) il mandato di Gesù agli Apostoli è molto chiaro (Mt 28,16-20) :
    -Gli undici discepoli, intanto, andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro fissato.
    Quando lo videro, gli si prostrarono innanzi; alcuni però dubitavano.
    E Gesù, avvicinatosi, disse loro: “Mi è stato dato ogni potere in cielo e in terra.
    Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo,
    insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo”.-
    Non dice di costituire gerarchie, di andare a Roma e fondare uno Stato con Palazzi e Cattedrali, Alberghi comeSanta Marta, con Pontificie Accademie, Congregazioni e Dicasteri, con decine di Cardinali nullafacenti.
    Dice:
    –Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo–
    Che volete di più ?

    • Il Matto ha detto:

      Appunto.

      Ma gerarchie, Stato con Palazzi e Cattedrali, Alberghi come Santa Marta, Pontificie Accademie, Congregazioni e Dicasteri, con decine di Cardinali nullafacenti hanno secoli di vita, mica sono nati ieri, per questo è roba vecchia e non più proponibile.

      P.S. Però le Cattedrali, quali vere opere d’arte sacra, le terrei da parte.

    • Milli ha detto:

      Andiamo, sappiamo benissimo che senza un capo (Gesù ha designato Pietro) in breve tempo ognuno si farebbe la propria religione come gli pare e piace.
      Volete una religione fluida?

      • Il Matto ha detto:

        Potrei sbagliarmi, ma a me sembra che un capo non sia affatto una garanzia.

        Mi sembra che anche con un capo, e a partire dal capo, ognuno se la canti e se la suoni.

        (Anche) questo blog, in quanto a suonate e cantate non scherza.

        Sarebbe interessante un’indagine che facesse conoscere quali sono i punti indiscutibili che vedono i
        Cattolici indubitabilmente uniti.

        Personalmente, credo che non risulterebbe alcun punto, a partite dal Capo dei capi.

        • Milli ha detto:

          Un capo non è una garanzia, figuriamoci senza!
          La Chiesa deve essere mossa dallo Spirito Santo che agisce in persone di buona volontà.
          Ora come ora, non sembra più così, ma la Chiesa non è fatta solo di uomini.

  • silvio esposito ha detto:

    E’ troppo tardi. Non si può mettere vino nuovo in otri vecchi, dove otri vecchi sono coloro che si sono legati da anni alla politica e alla massoneria. Il popolo vuole Santi Pastori non pastori politicizzati e che nemmeno il mestiere di politici sanno fare.

  • deutero.amedeo ha detto:

    Si può provare ad immaginare una Chiesa Cattolica diversa tanto da quella preconciliare quanto da quella post-conciliare, anzi post-post-conciliare?

    Non ci sono limiti all’immaginazione.
    Il Creatore ha posto limiti alla conoscenza, ma non all’immaginazione.
    “Tu potrai mangiare di tutti gli alberi del giardino,
    ma dell’albero della conoscenza del bene e del male non devi mangiare”.

    • Anonimo verace ha detto:

      Se riesci a scrivere anche dal letto di ospedale, c’è la speranza che la caduta non sia troppo catastrofica. Augurissimi, deutero Amedeo !!
      P.S. il correttore automatico aveva sostituito Deutero con deuteronomio ! Mi sembra perfettamente adeguato !
      Aggiungo che spero tu abbia una Bibbia con te per meditare . O forse conosci gli indirizzi delle Bibbie on line ?

      • Marco Tosatti ha detto:

        Tanti cari auguri.

      • deutero.amedeo ha detto:

        “Deutero” per me vuole soltanto dire secondo. All’inizio (ma non in questo blog) il mio nick era semplicemente “Amedeo”, ma poi fui costretto a cambiarlo perchè troppo inseguito da alcuni troll. Poichè un Amedeo2 c’era già ho scelto “deutero” con tale significato. Detto questo, per quanto riguarda la Bibbia, diciamo che quasi la conosco a memoria. Spero non arrivi qualcuno a darmi del protestante, ma la Bibbia è il mio pane quotidiano e la teologia biblica è l’indispensabile companatico. Sempre da dilettante, s’intende!

        • Enrico ha detto:

          Interessantissimo…..

          • deutero.amedeo ha detto:

            Sembra però che l’autore del pezzo non ne conosca l’esistenza visto che nomina soltanto la Teologia Dogmatica, la Teologia Morale e la Teologia Ascetica, E la Teologia Biblica ? Roba di scarto, buona solo per i gruppetti biblici delle parrocchiette vecchio stampo? O per i novantenni ?

          • Il Matto ha detto:

            Non potevo indicare tutto in un articolo. Ho tralasciato anche altri elementi importanti. Quindi aggiungo senza indugio anche la Teologia Biblica.

            Però quel “soltanto” riservato alla Teologia Dogmatica, Morale e Ascetica mi sembra un po’ riduttivo.

            E allora aggiusto il tiro a proposito della Teologia Ascetica:

            non c’è Dogma o Morale o Bibbia che possa prescindere dalla cura di sé, dall’auto-disciplina, dall’impegno personale nella rettitudine, dalla purificazione volontaria e necessaria all’Illuminazione prima e all’Unione poi, etc.”

    • Adriana 1 ha detto:

      Ciao, caro Amedeo, auguri!, chè “quel” male non è simpatico.

  • PATER LUIS EDUARDO RODRÍGUEZ RODRÍGUEZ ha detto:

    DAVANO PER MATTO AL NOSTRO SIGNORE. É IL TIPO DI MATTO CHE LEI USA COME ANALOGIA QUI. BELLISSIMI PENSIERI. MA CI SONO I MATTI VERI, PER ESEMPIO berORGOGLIO. QUINDI HA RAGIONE, “INSTAURARE ONMIA IN CHRISTO”, DETTO DI SAN PAOLO, NELLO SCUDO DI SAN PIO X.
    V´AUGURO UNA SANTA SOLENNITÁ DELLA RISURREZIONE, TEMPO DI PASQUA XXI – XXI. E SE SA LO SPAGNOLO, VI RACCOMANDO QUI LA RISPOSTA COME SARÁ LA RESTAURAZIONE. 

    https://www.elapocalipsis.org/

    ET EXPECTO TRIUMPHUM CORDIS IMMACULATI MARIAE.

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