Con Penosissimi Rattoppi si Avvia l’Italia alla Rottamazione. E Mattarella…

5 Gennaio 2021 Pubblicato da

 

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, offriamo alla vostra riflessione il pensiero di due colleghi. Il primo è Gianni De Felice, firma storica del Corriere della Sera, che dà un quadro realistico e impietoso della situazione del Paese. Il secondo è Paolo Deotto, e un suo editoriale sul discorso di fine d’anno del Presidente della Repubblica. Li mettiamo insieme perché sono l’uno conseguenza dell’altro; quello che riteniamo il peggior Presidente della Repubblica Italiana di ogni tempo era, ed è, l’unica persona che potrebbe mettere rimedio a una situazione che dal ridicolo e paradossale sta rapidamente scivolando nel tragico. Cosciente, come ciascuno di noi, grazie non ai sondaggi ma a una lunga serie di consultazioni elettorali di tipo diverso che il Parlamento non rispecchia più il popolo, si è aggrappato e si aggrappa ai formalismi di una crisi che nessuno degli squallidi protagonisti di questa farsa drammatica farà mai esplodere per non fare quello che la ragione, e la Costituzione suggerirebbero: chiamare al voto. Resta da chiedersi – ed è singolare che nessuna voce si levi dall’opposizione – a chi risponda in realtà il titolare del Quirinale. Certamente, non al popolo italiano. Buona lettura.

 

CON I PENOSISSIMI RATTOPPI DI OGGI

SI AVVIA L’ITALIA ALLA ROTTAMAZIONE

Frenetica affannosa penosa attività sotterranea, come dire: alle spalle del popolo, per tenere in piedi la finzione di questo governo di cartapesta. La pandemia viene usata come pretesto per vietare agli italiani di tentare, con il voto, la via di un governo che sia coerente e coesa espressione del Paese.

Gli obiettivi convergenti dell’aggregazione politica al potere sono: salvare finché possibile gli stipendi dei parlamentari destinati alla disoccupazione ed evitare che il centro-destra, già in maggioranza secondo tutti i sondaggi, riprenda quel potere che gli fu strappato nel 2011 col colpo di mano di Napolitano a danno di Berlusconi.

È una strategia apparentemente scaltra, in realtà tragicamente miope. Più si va avanti con le toppe e più la condizione dell’Italia si aggrava. Questo governo e questa classe politica sono incapaci di gestire il Paese in condizioni normali; e tanto più si confermano tali, quanto più erta e impervia diventa la strada del sognato rilancio.

 Ostinarsi a rattoppare adesso, per rinviare il giorno della bocciatura elettorale, significa arrivare alle urne con una Italia affamata disperata inviperita, ridotta allo stremo economico e alla irrilevanza internazionale, assediata da disoccupazione e fallimenti. Oggi l’Italia è, forse, ancora riparabile. Fra un anno e mezzo o due sarà solo da rottamare.

Fingere di non rendersene conto è il più egoistico tradimento che

questa classe politica, avida e inetta, possa perpetrare a danno dell’Italia e degli Italiani.

(Gianni De Felice)

§§§

 

La stracca liturgia del “Messaggio di fine anno” del Presidente della Repubblica, quant’anno è stata più stracca del solito. Ed è legittimo chiedersi: ma a cosa serve?

Sono un felice non-possessore di televisione e il discorso di Mattarella sono andato a leggermelo sul sito istituzionale della Presidenza della Repubblica. Vedi su https://www.quirinale.it/elementi/51475

Purtroppo, non ho più l’età per coltivare le pie illusioni della giovinezza e del resto sappiamo bene che in queste occasioni “ufficiali” non si dicono mai cose particolarmente importanti. Però quest’anno è stato fornito al popolo italiano un raro esempio di vuoto totale, con alcune parti che possono definirsi come umoristiche. O anche offensive. Scegliete voi.

Già, forse anche offensive, perché tutta l’Italia si trova nei pasticci, pasticci seri, e di questo possiamo ringraziare una strana banda di individui che dicono di governare il Paese e che hanno dato e danno un esempio straordinario di vuoto, improvvisazione, incapacità, conditi di assoluto menefreghismo nei confronti del popolaccio.

Galoppiamo lietamente verso la rovina e dobbiamo sentire frasi come le seguenti:

Abbiamo avuto la capacità di reagire.

La società ha dovuto rallentare ma non si è fermata.

Non siamo in balìa degli eventi.

Ora dobbiamo preparare il futuro.

Nota bene: frasi riportate pari pari dal testo ufficiale del discorso.

Soprattutto la terza frase ha una tragicità comica, o una comicità tragica, insuperabile:

Non siamo in balìa degli eventi”.

Signor Mattarella, essendo io uno dei suoi datori di lavoro, le chiedo: Ma a che serve sparare queste frasi? Lei di sicuro è il primo a non crederci. E allora?

Che senso ha questa stracca liturgia in cui nessuno crede, né il celebrante né i devoti ascoltatori? E quest’ultimi alla fine devono pure esprimere il loro apprezzamento.

Finzione. Una finzione generale di cui gli attori sono i primi a essere consci, ma che ripetono, perché vivono nella gabbia della loro stessa menzogna, che coincide con la loro vita.

Non saprebbero fare altro.

Fuori, c’è un Paese avviato alla rovina, c’è un  popolo manipolato e usato come cavia per esperimenti, prima sociali e politici e ora anche farmaceutici. Ma tutti insieme devono cantare felici. Roba da pazzi.

Però c’è un passaggio nel suo discorso, signor Mattarella, che ci ha coinvolto e commosso. Là dove dice:

Care concittadine e cari concittadini,

quello che inizia sarà il mio ultimo anno come Presidente della Repubblica.

Certo, resta il rischio che chi verrà dopo di lei, sia come lei, perché sarà prodotto dalla stessa fabbrica di finzione che fin qui ha lavorato così con cura per lo sfascio dell’Italia.

Staremo a vedere. Il popolo italiano, se non si decide a svegliarsi, potrà solo “stare a vedere”…

Dio salvi l’Italia

(Paolo Deotto)

§§§




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63 commenti

  • Michele ha detto:

    @: Riguardo alla comparazione dei casi di femminicidio in Europa non sono aggiornato, mi sembra plausibile che, se i paesi nordici hanno percentuali notevolmente più alte di violenza sulle donne rispetto ai paesi cattolici possano anche avere percentuali più alte di omicidi verso le donne (l’omicidio è lo stesso grave reato sia verso gli uomini sia verso e donne, le leggi italiane contemplano tutti i casi senza bisogno di discriminazioni lessicali e giuridiche).

    Ricordo però che nell’anno in cui si iniziò a parlare del fenomeno uscì un libro di Ritanna Armeni che lanciò la campagna utilizzando dati veri per arrivare a conclusioni diverse dalla realtà.

    Nell’anno della pubblicazione del libro sul “Femminicidio ” c’erano stati in Italia 124 omicidi di donne, nei decenni precedenti gli omicidi di donne si avvicinavano ai 200 omicidi l’anno, il totale degli omicidi era di circa 1.000 e gli omicidi degli uomini circa 800, l’80% circa del totale (non ricordo le cifre esatte come per gli omicidi femminili nell’anno di uscita del libro, ma i valori sono quelli).
    In sintesi gli omicidi femminili erano scesi in assoluto da quasi 200 a 124, ma erano aumentati in percentuale sul totale perché si era passati da circa 1.000 a circa 400 omicidi totali con una diminuzione percentuale maggiore per gli uomini passati dall’80% al 65-70%.
    Il libro ebbe successo proprio perché insisteva sull’aumento percentuale degli omicidi femminili trascurando il dato assoluto (gli uomini vittime di omicidio rimangono comunque la netta maggioranza).

    Ricordo la denuncia di una giornalista donna (ci sono ancora donne non indirizzate ideologicamente) sul caso di un uomo vittima di violenza da parte della moglie: tale gentildonna insultava quotidianamente il marito colpevole di non garantirle un elevato tenore di vita (un tempo si diceva che era una immatura con troppi grilli per testa), gli dava del fallito…, gli gettava addosso piatti di brodo bollente e quant’altro. Il poveretto non l’ha mai denunciata, forse anche perché riteneva umiliante subire violenza verbale e fisica da una donna.
    Non appagata la gentile consorte pagò un sicario per gettare acido sul volto del marito: viso sfregiato, perdita quasi totale della vista (vede delle vaghe ombre), perdita del lavoro e, dulcis in fundo, condanna della signora per un reato meno grave di quello cui vengono condannati gli uomini per lo stesso crimine (la giornalista confrontava il fatto con la violenza subita da una giovane donna del centro Italia, divenuta deputata del PD che aveva ricevuto giusta solidarietà nazionale, congruo risarcimento e maggiore giustizia).

    Nella mia realtà il quotidiano locale tratta i casi di violenza verso gli uomini (spesso anziani con mogli 20-30 anni più giovani) in maniera quasi ironica o, al più, asetticamente come fossero reati banali: la mantide, lady mercurio, lady oleandro…per gli intrugli somministrati a basse dosi per eliminare lentamente i malcapitati.

    Concludo con la realtà opposta nei quartieri islamici del Regno Unito e della Germania che non suscitano indignazione nelle stragrande maggioranza delle femministe europee.
    In UK esistono circa 120 figure simili ai giudici di pace che, pur non essendo formalmente giudici, intervengono per sanare piccole controversie tra vicini di casa o diverbi famigliari tra mariti e mogli (nella realtà sono circa il triplo, privi i rimanenti di qualsiasi autorizzazione): queste figure di giudici applicano di fatto la sharia e nel 100% dei casi danno ragione all’uomo e torto alla donna.
    In Germania la situazione è simile solo che non esiste alcun tipo di regolamentazione statale di tali figure e tali “giudici ” sono tutti abusivi (fonte: alcuni articoli della Nuova Bussola Quotidiana).

  • Ali ha detto:

    Due ottime riflessioni.

    Sull’editoriale di Paolo Deotto: le espressioni conclusive, sul popolo che deve svegliarsi, e “Che Dio ci salvi”, le penso sempre anch’io da molti mesi.
    Aiùtati che Dio ti aiuta: ciò che troviamo in tanti miracoli evangelici e in tutta la Bibbia. C’è la parte da fare per l’uomo e la Parte di Dio.
    Se l’uomo non chiama… se non urla… se non prega… se non tira il Mantello… se non versa il poco olio che ha nel Candelabro del Tempio…
    E se non si dà da fare da solo, anche, molto, come se Dio non ci fosse, usando ciò che ha, facendo quel che può, mettendo a frutto quel che sa…
    E se non supera i suoi limiti, se non oltrepassa la volontà, se non usa il fondo delle forze e dell’anima, se non fa ciò che non potrebbe o non credeva di riuscire a fare, se non fa anche con quel che non ha e che non sa…
    Ma se Dio non volta verso di lui la Sua misericordia… non riaccende la Fiamma all’ultimo momento… se soffia lo Spirito dall’altra parte…
    Svegliarsi! Che possiamo fare? Che potere abbiamo?
    Possiamo svegliare gli altri. No, io questo potere non ce l’ho. Possiamo scuotere gli altri affinché si sveglino, scuoterli gentilmente, e talvolta con la debita forza, proporzionata alla gravità del momento.
    Questo possiamo farlo.
    Possiamo accompagnare gli eserciti del Bene, visibili e invisibili (quelli visibili sono un po’ molto sparuti e deboli e sguarniti e disorganizzati, per ora. MA miglioreranno), con la preghiera e il sostegno del pensiero costante. Sì, questo possiamo farlo.
    Possiamo dire la verità. Sì, quanto è rischioso, ma possiamo farlo. Sono abbastanza allenata, in questo periodo mi ci alleno moltissimo.
    Possiamo elaborare strategie. Qui non siamo molto forti. Il nostro esercito DEVE migliorare.
    Signore, GUARDACI e fa’ che vediamo il Tuo Sguardo.

  • Antonio ha detto:

    “Contrariamente a quanto molti pensano per me il peggior presidente è stato Ciampi”

    Sottoscrivo in pieno. Ha avuto un buon ufficio stampa che ci ha edificati con l’immagine del vecchietto patriota che ha ripristinato l’inno e difeso la bandiera, mentre era colui che ha sovrainteso neanche alla svendita della nostra sovranità nazionale ma all’acquisto a caro prezzo della rinuncia alla stessa (che il solito ufficio stampa ci ha spacciato per un trionfo da noi immeritato). Anche i mali attuali derivano da lì.

  • nipass39 ha detto:

    “Bisogna ammettere però che le tre leggi che hanno provocato il crollo morale della società italiana, quelle della riforma del Diritto di Famiglia, sul Divorzio e sull’aborto ce le ha “regalate” la Democrazia Cristiana”?
    Ma, scusa, in che senso la “Riforma del diritto di famiglia” ha provocato il crollo morale della società italiana? Forse perchè ha equiparato i diritti di moglie e marito?
    Quanto, poi, al fatto che la D.C ci abbia “regalato” divorzio e aborto, ti ricordo che la D.C. ha subito tali leggi, proposte dai partiti di sinistra e, purtroppo, ratificati da referendum popolari.

    • Enrico Nippo ha detto:

      Forse è bene che ti procuri “Il centro che ci portò a sinistra” di Roberto de Mattei, libretto accuratamente documentato.

      Poi ne riparliamo.

    • : ha detto:

      Lei dev’essere molto giovane, oppure a quel tempo era… distratto.

      A parte il fatto che la DC era il partito di maggioranza di governo, e come tale se avesse voluto nessuno avrebbe potuto imporle alcunché, ancor meno cose di quella importanza. Cosa sarebbe successo? Sarebbe caduto il Governo? Beh, a quel tempo la DC avrebbe vinto di nuovo le elezioni. A parte questo ricordo benissimo i molti politici DC che erano favorevoli a queste leggi e facevano campagna anche nei successivi referendum per non farle abrogare.

      « E’ in questo contesto culturale che attecchiranno infatti le rivoluzioni giuridiche che hanno minato in Italia istituti secolari e consolidati come il matrimonio e la famiglia. Lo dimostra con una dettagliata ricostruzione Brienza che, nel suo intervento (Le origini della disgregazione della famiglia italiana negli anni ’60), analizza il processo rivoluzionario descrivendo origini e sviluppi di tre leggi che ne costituiscono altrettanti passaggi decisivi: quella d’introduzione del divorzio (“Baslini-Fortuna” del 1° dicembre 1970), quella che ha stravolto il diritto di famiglia italiano d’impronta romanistico-cristiana (legge del 19 maggio 1975) ed, infine, la “legge” di depenalizzazione dell’aborto, la famigerata 194 che, essendo stata approvata con i voti dell’intero “arco costituzionale” (eccetto quindi del M.S.I.) il 22 maggio 1978, conta in queste settimane i suoi primi trent’anni di “vita”. E’ significativo notare che le tre leggi erano parte di un disegno e di un pacchetto unico come dimostra il fatto che “il promotore e relatore governativo in Parlamento fu unico, nella persona dell’on. Maria Eletta Martini, deputata toscana democristiana…” » (da un articolo di Omar Ebrahime sul convegno «Milano e l’Italia dal “centrismo” al Sessantotto. La preparazione di una rivoluzione nella cultura e nel costume» organizzato a Milano nel 2006).

      https://www.totustuus.it/Dal-centrismo-al-Sessantotto/

    • Lucia ha detto:

      Subito la legge dell ‘ aborto non direi, Andretti e il suo entourage consideravano l’ approvazione dell ‘aborto il male minore rispetto alla caduta del governo in un momento per la Nazione molto delicato, caduta che comunque si verificò meno di 1 anno dopo, ma ormai la legge era approvata. Diciamo che già allora c’ erano i cattolici adulti come Fernandez che così ha giustificato l ‘ approvazione dell’ aborto in Argentina. Buona giornata

  • Enrico Nippo ha detto:

    Un’altra chicca:

    “La differenza tra Democrazia e Dittatura è che in Democrazia prima si vota e poi si prendono ordini; in una Dittatura non c’è bisogno di sprecare il tempo andando a votare”.
    (Charles Bukowski)

    Sublime! Incontestabile! Non è ciò che sta accadendo?

    Cattolici democratici e liberali, SVEGLIATEVI!

    Cattocomunisti: pussa via!!!

  • Simona ha detto:

    A me non fa specie quello che ha detto Mattarella: banalità e ovvietà fanno parte del suo ruolo istituzionale. Sono molto più arrabbiata quando uno dei preti che vengono a celebrare la messa nel mio paese, invece che far riflettere i fedeli sulla Parola di Dio, propina loro nuovamente il discorso del presidente ( io ovviamente mi ero ben guardata dall’ascoltarlo…), usandolo per convincere gli astanti che non è cristiano dubitare, porre o porsi domande, criticare chi ci guida( ???) in una situazione drammatica. Questo ricatto morale non mi garba per niente.

  • Enrico Nippo ha detto:

    Ciliegina sulla torta a proposito della democrazia.

    “Il popolo cornuto era e cornuto resta: la differenza è che il fascismo appendeva una bandiera sola alle corna del popolo e la democrazia lascia che ognuno se l’appenda da sé, del colore che gli piace, alle proprie corna”.

    Leonardo Sciascia, Il giorno della civetta.

  • Marco Matteucci ha detto:

    Totò e Sergio

  • Marco Matteucci ha detto:

    ORA È TEMPO DI AGIRE!
    Non lo accetteremo più
    https://rumble.com/embed/v9ujre/?pub=atm0i

  • giulia anna anna meloni ha detto:

    27-30 settembre 43 ,grazie al CORAGGIO E ALL’AMOR DI PATRIA dei napoletani Napoli fu liberata dai nazisti.

    11 febbraio 2019 ,centinaia di pastori sardi in rivolta inondando le strade sarde di latte…eclatante risposta per far ascoltare la governo le proprie ragioni.

    per oltre 100 giorni,i familiari di 18 pescatori siciliani sequestrati e prigionieri in Llibia,organizzano proteste ,cortei,sit-in, per chiedere la liberazione dei lori cari …non danno tregua al governo.

    Covid-19… un popolo piegato dalla paura ,ricattato, sottomesso da un governo fantoccio. Evidentemente ancora non abbastanza affamato altrimenti si sarebbe ribellato ,sarebbe insorto. Se i ministri invitano i cittadini ad atti delatori verso i propri vicini
    vuol dire che solidarietà ,coraggio, Fede ,speranza coerenza ,amor di patria e di famiglia si stanno estinguendo…si spiega solo cosi la presenza ancora al governo DEL NULLA.

  • Paolo Giuseppe ha detto:

    Con la massima umiltà, ma anche con fermezza ricordo a tutti che esiste una legge non scritta che non ammette eccezioni: ogni popolo ha i governanti che merita.

    • : ha detto:

      Tranne l’Italia degli ultimi anni, che ha i governanti decisi dall’EU.

    • stilumcuriale emerito ha detto:

      Penso sia vero anche il contrario e cioè che ogni governante ha il popolo che si merita.

    • Luciano Motz ha detto:

      Perfetto! Il PD è nato da un accordo tra comunisti e cattocomunisti volto a occupare il potere in opposizione al PdL berlusconiano. Il PD non ha in realtà un programma per governare l’Italia, ogni sua azione è volta a raccattare consenso e quindi voti, si veda l ‘impegno per i cosiddetti diritti civili. Il M5S è il cestino dei rifiuti della sinistra, creato e condotto da chi è stato lo Yorik, il buffone di corte della sinistra. Il M5S non ha capacità né cultura né visione per darsi un programma di governo, ha solo saputo raccogliere il voto degli ingenui, per usare un eufemismo, scontenti. Mattarella è stato uno dei pochi cervelli pensanti del PD e ha fortemente voluto fin dall’inizio di questa legislatura un governo PD-M5S. Ora che c’è l’ha, farà di tutto per evitare elezioni anticipate. Il centrodestra assiste impotente, non ha una visione strategica e sulla tattica è diviso.
      Per sciogliere il nodo e tentare di frenare il precipitare dell’Italia in una crisi irreversibile, il centrodestra unito dovrebbe proporre a Renzi di formare un governo, concedendogli quello che la sinistra non può o non vuole dargli. Renzi non incanta, ma in politica non sempre si possono scegliere i migliori compagni di viaggio.

    • Michele ha detto:

      La legge non scritta non è parola infallibile, ma è più un luogo comune dal valore relativo.
      Quanti popoli nella storia si sono visti passare sopra la testa sciagure più grandi di loro senza che avessero particolari responsabilità e colpe?

      Il popolo polacco ha avuto colpe particolari, se non la posizione geografica di cuscinetto tra Germania e Russia, che gli è costata invasioni e guerre che sono cadute sui giusti e sugli ingiusti?
      I popoli delle regioni est della Germania hanno commesso delitti più gravi di quelli situati a ovest, o avevano una societa e una cultura politica diversa e peggiore per subire e soffrire l’invasione sovietica prima e il saccheggio economico poi da parte dei loro cugini ricchi dell’ovest?

      Abbiamo sicuramente una classe politica peggiore della maggioranza di noi italiani, abbiamo anche grandi responsabilità come popolo, ma se si confronta con persone di altre nazioni europee non apprezzerà maggiori virtù o capacità critiche: vivono piu disciplinati nei loro stati etici e risentono delle stesse influenze mass mediatiche che condizionano le opinioni di tanti di noi, soprattutto nelle giovani generazioni.

      Ci sono differenze parziali tra le varie popolazioni europee: tedeschi e inglesi sono sinceramente convinti delle virtù salvifiche del vaccino, francesi e svedesi sono molto più scettici; ma se discute con loro di problemi etici come aborto, eutanasia, gender… o tematiche apparentemente più pratiche come l’ambientalismo parareligioso o il malthusianesimo pseudoscientifico risultano tutti più omologati di molti di noi (aver avuto una Chiesa cattolica meno peggiore di altre o non aver avuto l’eresia protestante ha lasciato in eredità un maggior spirito critico, almeno in chi ha più di 40 anni: credere in Dio aiuta a non credere a tutto).

      La differenza non sta tanto nelle virtù/vizi del popolo, (anche…), quanto nel fatto che laddove esiste uno stato etico vengono formati dirigenti e politici devotamente dediti al servizio degli interessi dello stato-Dio a scapito di altri stati concorrenti (Italia): Francia e Germania docent.

      • : ha detto:

        C’è molto di vero in quello che dice.
        Purtroppo gli Italiani hanno una grande propensione a denigrarsi (salvando solo se stesso ovviamente – chi lo fa).

        Non voglio dire che l’Italia sia formata da un popolo di “santi, poeti e navigatori”, ma forse nella sua storia qualche santo, qualche poeta e qualche navigatore in più di altre nazioni (se ancora è valida la parola Nazione) li ha avuti. Più di altre Nazioni da molti Italiani considerate (nella diffusa esterofilia) ontologicamente a noi superiori.

        La nostra situazione è la più tragica di qualunque altra nazione europea, questo è vero. Ricordiamoci una cosa però: Prima dell’anno 2000 (non secoli fa) l’Italia era ai primissimi posti come potenza industriale. Dopo di che abbiamo svenduto la nostra sovranità entrando nella sanguisuga che prese il nome di Europa Unita.

        Oggi, dove stanno più le nostre industrie, e non solo le industrie? La maggior parte delle grandi ce le siamo fatte soffiare dai nostri amati consoci europei (e cinesi – vedi p. es. Pirelli): buona parte delle medie e gran parte delle piccole pure, o hanno chiuso.

        Questo, naturalmente, grazie ai nostri illuminati dirigenti politici: possiamo dire allora che il popolo italiano ha avuto “i governanti che merita”?

        P.S. – lasciamo stare la faccenda della corruzione ecc. c’è in tutto il mondo anche se non tutti i popoli provano il piacere masochista che distingue (molti) Italiani di metterla in piazza a volte anche oltre il vero. Guardate un po’ cosa sta succedendo in quella che era definita “la più grande democrazia del mondo”.

        • Michele ha detto:

          : Concordo con lei sull’autolesionismo diffusa in maniera innaturale in qualsiasi altro paese. È dai tempi sciagurati di Lutero che è partita la calunnia sistematica dell’Italia, degli italiani e della sua storia (come per tutti i paesi cattolici, ma da noi c’è il Papa, valiamo di più).

          Purtroppo il declino è cominciato con tangentopoli che ha inaugurato l’era dell’antipolitica culminata con i grillini: screditare i rappresentanti eletti democraticamente porta inevitabilmente ai tecnici che non rispondono alle necessità e ai legittimi interessi del paese. Dubito fortemente che tutto sia avvenuto per caso.
          Se noi elettori sbagliamo scelta alle urne possiamo lamentarci con noi stessi e correggere il voto alle elezioni successive, se ci governano tecnici non eletti e si delegano i nostri interessi a commissioni sovranazionali non ci possiamo fare niente.

          Aggiungo che se lo stato funzionava male ed era corrotto, le ragioni erano molteplici: democrazia e concorrenza bloccata per mancanza di alternative politiche, proporzionale pura, struttura amministrativa né federale né centralizzata, Chiesa in declino che non formava adeguatamente le coscienze…

          Negli anni ’70 in Francia Giscard d’Estaing prendeva tangenti sotto forma di diamanti da un dittatore cannibale come Bokassa, perse le elezioni, si fece un po’ clamore, ma è morto riverito con tutti gli onori, senza che si sfasciassero le istituzioni.

          Sempre in Francia un grande statista, de Gaulle, agi` invece in modo esemplare durante il maggio ’68: studenti più o meno ingenuamente e ignorantemente marxisti/maoisti, operai, statali…il paese in fiamme prossimo alla guerra civile; il governo americano strumentalizzava gli antiamericani per far cadere de Gaulle e avere un governo più docile agli interessi usa: comprare aerei da guerra usa anziché francesi…, de Gaulle incontrò segretamente i sovietici e spiegò che il partito comunista francese faceva gli interessi Usa grazie all’antiamericanismo dei manifestanti.

          Da Mosca partì l’ordine perentorio di cessare le manifestazioni e, a cascata, in pochi giorni, partiti, sindacati, quotidiani, settimanali, intellettuali organici screditarono le manifestazioni e de Gaulle pronunciò la celebre frase: “La ricreazione è finita, tutti a casa”. Fine del ’68 francese.
          Se de Gaulle avesse detto le stesse parole 15 giorni prima, ci sarebbe stata la guerra civile e il sangue nelle strade.

          Prima di tangentopoli avevamo in Italia, tra le altre, una grande multinazionale chimica: la Montedison, la sua fine sarà dispiaciuta ai paesi nostri concorrenti?

          Riguardo alla superiore civiltà dei paesi nordici (protestanti), consiglio di confrontare le statistiche sugli omicidi ogni 100.000 abitanti “nell’Italietta” rispetto ai paesi nordici o alle metropoli Usa: solo la Francia si avvicina alle nostre cifre nonostante 4 regioni con criminalità organizzata e conseguente fama celebrata dai film hollywoodiani (Il Padrino). I dati Usa sono spaventosi, nondimeno Londra, la Germania ha circa il doppio dei nostri omicidi per 100.000 persone ma Der Spiegel non fa prime pagine con la rivoltella sopra i crauti.

          Eurostat non diffonde più i dati sulla violenza sulle donne dove primeggiano le emancipate nazioni del nord: 48-52% delle donne che subiscono violenze contro il 18% della Polonia, dati superiori in Italia, Spagna, Portogallo, Irlanda e Grecia, ma nettamente inferiori ai civilissimi scandinavi.
          La dirigente Eurostat giustifica il dato spiegando che al nord fa freddo, si beve e gli uomini perdono le inibizioni; all’obiezione che anche il Polonia e Irlanda fa freddo e non sono astemi non sa cosa dire…

          • : ha detto:

            Condivido in tutto.

            Giusto per controbattere con un’idiozia ad un’idiozia (della dirigente Eurostat):

            «La dirigente Eurostat giustifica il dato spiegando che al nord fa freddo, si beve e gli uomini perdono le inibizioni»

            quindi in Italia “fa caldo, si beve ancora di più ed ancora di più gli uomini perdono le inibizioni”.

            Però non ci troviamo con la comparazione dei casi di cosiddetto “femminicidio”.

  • Raffaella ha detto:

    Mattarella come Bergoglio: un disastro.
    Ma i loro successori potrebbero essere anche peggio.
    Poveri noi!!

    • stilumcuriale emerito ha detto:

      Su su, un po’ di coraggio! C’è un limite anche al peggio! Peggiori di questi qui sarà difficile trovarne.

  • MASSIMILIANO ha detto:

    Concordo su Mattarella peggior presidente, ma mi chiedo e vi chiedo se davvero pensate che le elezioni cambierebbero qualcosa? Certo sarebbe giusto andare al voto, certo il voto è espressione “democratica”, ovvio con il voto vincerebbe il centrodestra a mani basse. Si, e poi..? No. Nulla cambierebbe. Anzi. Le decisioni importani sono prese da molto tempo in luoghi che non sono il parlamento e chi non è d’accordo o è in malafede o è coinvolto nella manfrina. Unica soddisfazione, e onestamente non sarebbe soddisfazione da poco, è vedere dissolti Giuseppi, Rocco e tutta la compagnia danzante. Ma, se poi rifletto rimane ben magra consolazione. Saluti.
    Massimiliano.

  • stilumcuriale emerito ha detto:

    Personalmente li ho visti tutti, da De Nicola a Mattarella. La mia conclusione, in generale, è che quasi mai i grandi titoli corrispondono a grandi meriti e i grandi meriti corrispondono a grandi titoli.

  • Creazionista ha detto:

    Contrariamente a quanto molti pensano per me il peggior presidente è stato Ciampi, perché fu lui a firmare il famigerato porcellum dello statista calderoli con la sua gang di finta destra: fu grazie al porcellum che ci siamo ritrovati napolitano e il testa canuta stesso, parlamenti incostituzionali e di nominati, servi ancora più servi del già altissimo livello di servitù dei politici italiani. Naturalmente nel sonno delle varie corti, appendici della palamara.
    Non solo il testa canuta, ma TUTTI obbediscono al nuovo ordine massonico-mondiale-ecc. Non so come facciano a guardarsi allo specchio ma prego perché alla resa dei conti per loro Dio non abbia alcuna misericordia, un conto è fare del male a qualcuno, un altro è farlo a decine di milioni di persone. Dio non ha bisogno di me per capirlo e la pagheranno, loro e il pampero dall’altra parte del Tevere.

  • Enrico Nippo ha detto:

    Mattarella (anzi Mummiarella, secondo il felicissimo “ribattezzo” di Marcello Veneziani) si è sempre segnalato per i suoi interventi trasudanti un grigiore insopportabile, fatti coni frasi di circostanza di una scontatezza esasperante, il tutto volto a mantenere in piedi il baraccone antisalviniano e, vistone il crescente successo, antimeloniano.

    E non avrebbe potuto, e non potrebbe tuttora, essere diversamente per un democristiano cattocomunista.
    I democristiani: la rovina dell’Italia!!!
    I democristiani: a pappa e ciccia con i comunisti!!!

    “Staremo a vedere. Il popolo italiano, se non si decide a svegliarsi, potrà solo “stare a vedere”…”

    Purtroppo Deotto dovrà disilludersi, primo perché mai nella storia il popolo si è svegliato; secondo perché lo “stare a vedere”, oltre al piagnisteo impotente, è l’unico sfogo che la democrazia lascia al popolo.

    Non c’è nessuno, dico nessuno, a scendere in campo fisicamente, costi quel che costi, per tentare di ribaltare la situazione in cui ci troviamo.

    Meglio scrivere … scrivere … scrivere … col termosifone d’inverno e il condizionatore d’estate. Il massimo sforzo fisico “in sicurezza”: pigiare i tasti del computer.

    Intanto la ruota gira come gira e buonanotte ai suonatori.

    • nipass39 ha detto:

      E’ quantomeno ingeneroso definire i “democristiani: la rovina dell’Italia”.
      Ingeneroso e antistorico.
      L’unica attenuante per il signor Nippo può essere la sua presumibile giovane età.
      Non era certamente “presente” negli anni 40/’50 e, quindi, non ha potuto conoscere quei democristiani tutti d’un pezzo (quali De Gasperi, Scelba, Fanfani, Taviani, Pella, e tanti, tanti altri) che hanno salvato l’Italia dallo sfacelo socio-economico e dal comunismo.
      Non faccia di tutta l’erba un fascio.
      E non si lasci abbindolare dalle leggende metropolitane messe in campo dalla intellighenzia di sinistra che cerca di screditare i democristiani per vendicarsi del loro impegno teso ad arginare l’egemonia dei simpatizzanti di Stalin.

      • : ha detto:

        Bisogna ammettere però che le tre leggi che hanno provocato il crollo morale della società italiana, quelle della riforma del Diritto di Famiglia, sul Divorzio e sull’aborto ce le ha “regalate” la Democrazia Cristiana.

        • nipass39 ha detto:

          “Bisogna ammettere però che le tre leggi che hanno provocato il crollo morale della società italiana, quelle della riforma del Diritto di Famiglia, sul Divorzio e sull’aborto ce le ha “regalate” la Democrazia Cristiana”?
          Ma, scusa, in che senso la “Riforma del diritto di famiglia” ha provocato il crollo morale della società italiana? Forse perchè ha equiparato i diritti di moglie e marito?
          Quanto, poi, al fatto che la D.C ci abbia “regalato” divorzio e aborto, ti ricordo che la D.C. ha subito tali leggi, proposte dai partiti di sinistra e, purtroppo, ratificati da referendum popolari.

          • : ha detto:

            Lei dev’essere molto giovane, oppure a quel tempo era… distratto.

            A parte il fatto che la DC era il partito di maggioranza di governo, e come tale se avesse voluto nessuno avrebbe potuto imporle alcunché, ancor meno cose di quella importanza. Cosa sarebbe successo? Sarebbe caduto il Governo? Beh, a quel tempo la DC avrebbe vinto di nuovo le elezioni. A parte questo ricordo benissimo i molti politici DC che erano favorevoli a queste leggi e facevano campagna anche nei successivi referendum per non farle abrogare.

            « E’ in questo contesto culturale che attecchiranno infatti le rivoluzioni giuridiche che hanno minato in Italia istituti secolari e consolidati come il matrimonio e la famiglia. Lo dimostra con una dettagliata ricostruzione Brienza che, nel suo intervento (Le origini della disgregazione della famiglia italiana negli anni ’60), analizza il processo rivoluzionario descrivendo origini e sviluppi di tre leggi che ne costituiscono altrettanti passaggi decisivi: quella d’introduzione del divorzio (“Baslini-Fortuna” del 1° dicembre 1970), quella che ha stravolto il diritto di famiglia italiano d’impronta romanistico-cristiana (legge del 19 maggio 1975) ed, infine, la “legge” di depenalizzazione dell’aborto, la famigerata 194 che, essendo stata approvata con i voti dell’intero “arco costituzionale” (eccetto quindi del M.S.I.) il 22 maggio 1978, conta in queste settimane i suoi primi trent’anni di “vita”. E’ significativo notare che le tre leggi erano parte di un disegno e di un pacchetto unico come dimostra il fatto che “il promotore e relatore governativo in Parlamento fu unico, nella persona dell’on. Maria Eletta Martini, deputata toscana democristiana…” » (da un articolo di Omar Ebrahime sul convegno «Milano e l’Italia dal “centrismo” al Sessantotto. La preparazione di una rivoluzione nella cultura e nel costume» organizzato a Milano nel 2006).

            https://www.totustuus.it/Dal-centrismo-al-Sessantotto/

      • Anonimo verace ha detto:

        Poiché il blog serve non solo a confrontare le diverse opinioni ma anche ad approfondire le nostre conoscenze storiche, dobbiamo ricordare che, dopo la seconda guerra mondiale non ci fu alcun “spoiler sistem”. Ovvero il re fu mandato in esilio, ma la gran parte della nomenklatura statale rimase al suo posto. Basto’ giurare fedeltà alla Repubblica e scegliersi un partito di riferimento. Molti passarono automaticamente dalla fedeltà a Mussolini alla fedeltà a Stalin.
        La democrazia vera era ben lontana.
        I cosiddetti democristiani costituivano un’oligarchia, un’oligarchia priva di ricambio.
        I cosiddetti comunisti erano anche loro utilizzati come figuranti negli assurdi riti democratici : manifestazioni, picchetti, scioperi. Ma chi comandava, nel cosiddetto PCI, erano i fedeli di Mosca, ovvero coloro che avevano trascorso la seconda guerra mondiale all’hotel lux , a Mosca , o nel collegio di Ivanovo, dove venivano educati i giovani che, rientrati in patria, dopo la guerra, erano destinati a diventare nomenclatura.
        La propaganda ha fatto il resto. Coloro che erano contrari al comunismo venivano etichettati dai compagni come fascisti. Fino a raggiungere la situazione attuale in cui, all’estero temono i non comunisti come se fossero veramente un pericolo per la democrazia . Lo dimostra inequivocabilmente il fatto che lo spread è in questo momento di grave turbamento per la democrazia perfettamente stabile, come se questa cosiddetta classe dirigente fosse seria e preparata. Siamo quindi al ribaltamento della verità.

        • Enrico Nippo ha detto:

          “La democrazia vera era ben lontana”.

          Mi permetta di essere impertinente: la “democrazia vera” non esiste e non può esistere.

          “Democrazia cristiana” è una contraddizione in termini.
          Cristo non era un democratico e tanto meno un socialista come vorrebbero certi squinternati.

          Cristo è venuto ad instaurare una teocrazia ,se è vero che è Dio incarnato.

          E la teocrazia può essere realizzata soltanto con il Re, non certo con il “presidente della repubblica”.

          • Vito ha detto:

            Gesù non è venuto per fare politica, né per instaurare una teocrazia.
            Ma come puoi fare simili affermazioni?
            In ogni caso l’aggettivo “cristiano” associato al nome Democrazia indicava gli ideali di riferimento di quel partito politico.
            Cosa c’entra il nome di un partito con la scelta tra una o l’altra delle forme di governo (repubblica, monarchia, etc.).
            O Nippo, ma sei connesso???

          • stilumcuriale emerito ha detto:

            L’essere democratico e l’essere cristiano sono due scelte indipendenti e compatibili. Come l’essere avvocato o architetto o geometra e l’essere cristiano. Molto meno compatibili l’essere cristiano e l’essere buddista o maomettano.

          • Enrico Nippo ha detto:

            Vito, che ti debbo dire?

            Tieniti la tua connessione.

            Io preferisco essere sconnesso.

          • Enrico Nippo ha detto:

            SE,

            se cristianità e democrazia sono compatibili smettila di criticare ciò che produce la democrazia.

          • Alfredo Grande ha detto:

            Vi invito a leggere con attenzione questa citazione di Marcel De Corte, tratta da “Le trasformazioni dell’uomo contemporaneo” , :
            Ma la causa più profonda delle malefiche trasformazioni della vita contemporanea ci sembra d’ordine politico. Che non tutto possa andar bene, d’accordo; che l’uomo invecchi, d’accordo; che le civiltà siano mortali, è evidente.
            Resta il fatto che una buona politica può proteggere indefinitamente contro l’usura del tempo e le tempeste dell’esistenza quell’insieme di preziosi imponderabili che si chiamano civiltà; può armonizzare la tradizione con i cambiamenti inevitabili nel corso della storia umana. La vita è essenzialmente un movimento costante verso l’unità, la morte invece è movimento verso la dispersione.
            Una buona politica deve vigilare continuamente, senza tregua, su questa duplice tendenza, e favorire con tutte le forze il mantenimento dell’unità organica. Tra i cambiamenti della società, deve effettuare una scelta, adattando all’unità i mutamenti idonei a consolidarla, e sanzionando quelli che invece la compromettono. È suo diritto, ed è anche suo dovere.
            La politica, oggi, ha misconosciuto questa missione.
            Se la civiltà ellenica e cristiana, che è la nostra, manifesta dei segni pericolosi di stanchezza e di declino, lo deve ad una politica di divisione e di morte. E la causa fondamentale delle trasformazioni della vita e degli scismi odierni è, secondo noi, la democrazia delle masse prevalsa da due secoli. Le democrazie locali, ristrette, sono regimi agevoli e benefici, perché l’attività dei cittadini vi si dispiega nei limiti dell’esperienza concreta che essi hanno degli uomini e delle cose di cui decidono; perché intelligenza, sentimenti e anima restano in contatto con la realtà che abbracciano in modo vitale, e che permette di discernere immediatamente il vero dal falso.
            La democrazia più estesa, al contrario, provoca una scissione profonda, una incurabile ferita nell’anima umana. Attribuisce al cittadino una competenza che sorpassa continuamente i limiti della sua conoscenza effettiva, e che non è sostenuta da alcun legame vivo con la realtà; caccia in esilio le minoranze creatrici, delle quali le democrazie ristrette riconoscono spontaneamente la presenza, e delle quali controllano l’azione, e le sostituisce con altre minoranze che s’impongono con il sofisma dell’ideologia e con la violenza della passione; separa l’uomo dal reale e lo proietta nell’immaginario.
            La democrazia delle grandi masse e delle grandi estensioni territoriali spezza in questo modo i rapporti reali che uniscono l’uomo alla natura, ai suoi simili, a Dio, e spezza l’uomo stesso trasformandolo in un essere ibrido nel quale si giustappongono un angelo irreale e un animale reale. Le sue istituzioni influenzano la vita moderna in tutti i settori, e sconvolgono le superstiti democrazie ristrette, votandole alla distruzione.
            Dappertutto è visibile la sua evoluzione verso il “mostro” universale, verso il Leviàtan: la crepa nella volta dell’edificio politico lo farà crollare.
            Ne nasce una prima conclusione, implacabile; se la politica non si rimette in carreggiata, la civiltà moderna farà l’ultimo e decisivo passo avanti, la morte.
            Non è una prospettiva assurda, questo destino non ci attende dal di fuori, ma è in noi.
            Le civiltà non muoiono sotto l’urto di barbarie esterne, ma sotto l’influenza della decomposizione interna che si chiama barbarie dell’anima. Barbaro significa straniero, e barbarie dell’anima è proprio l’introduzione in noi d’un elemento disumano che fa esplodere i limiti dell’umano.
            Ne viene anche una seconda conclusione.
            L’esperienza bimillenaria dell’umanità dimostra che l’elemento disumano che distrugge l’uomo può essere vinto solo da un elemento divino.
            In altre parole, la salvezza della civiltà si fonda soltanto su un ritorno ad una politica naturale e ad una religione soprannaturale.

          • Enrico Nippo ha detto:

            Grandissimo Marcel De Corte! Grandissimo!

            Consiglio anche “Fenomenologia dell’autodistruttore”.

          • nipass39 ha detto:

            Scusa, Nippo.
            Cosa vuoi dire con quel “la verità sta scritta dappertutto”?
            Vuoi dire, forse, che ognuno ha la sua “verità”? Vogliamo pure noi cadere nel relativismo?
            La verità non può che essere una: e la verità è che la D.C. nel dopoguerra ha salvato l’Italia dal comunismo e ha contribuito a dare vita ad una democrazia ispirata ai principi e ai valori della dottrina sociale della Chiesa.
            Naturalmente, nei limiti consentiti dalla sua posizione di forza di maggioranza relativa, per cui talvolta ha dovuto scendere a compromessi tattici con le altre forze politiche.

          • Alfredo Grande ha detto:

            Politicamente, scrive S. Pio X condannando il Sillon o democrazia-cristiana francese, il relativismo soggettivista provoca una “rivoluzione permanente”, che genera un “vasto movimento di apostasia organizzato in tutti i Paesi per stabilire una contro-chiesa universale senza dogmi né gerarchia divinamente istituita, ma una tirannide umanamente imposta, che mediante l’astuzia e la forza opprime i deboli e i poveri, assieme ad una sfrenatezza morale sotto il pretesto della libertà e della dignità assolute della persona umana” (Notre charge apostolique, 25 agosto 1910).

        • Alfredo Grande ha detto:

          Caro Nippo,
          ecco una citazione di De Corte, tratta dal suo bel libricino sulla Giustizia, in cui dice apertis verbis che la democrazia cristiana è una contraddizione di termini:

          “La “società” democratica in gestazione ha come fine quello di partorire un “assoluto” nuovo: l’essere umano divinizzato. Rousseau, talvolta lucido pur in mezzo ai suoi sogni, l’aveva già capito: per lui la democrazia è fatta per “un popolo di dei”. La democrazia odierna è esattamente la trasposizione della Chiesa cattolica, la sua profanazione, la sua riduzione all’asse orizzontale della felicità temporale, la ricostruzione terrena del Paradiso perduto, l’annuncio della Redenzione di ogni individuo che, avendo creduto in essa, sarà battezzato nel suo “spirito” e nella sua “verità”. Essa inverte i rapporti della grazia e della natura: il soprannaturale si naturalizza e subito si distrugge distruggendo la natura [La filosofia Gender è uno dei tanti frutti perversi di questa distruzione].
          La democrazia si appropria, così, del posto di Dio della Rivelazione cristiana; essa è contemporaneamente la contraffazione e l’antitesi del cristianesimo. Pertanto, la democrazia cristiana è una contraddizione in termini: il sostantivo elimina automaticamente l’aggettivo”.

          • Enrico Nippo ha detto:

            Chiarissimo! Ecco perché in altro intervento esortavo:

            cattolici democratici e liberali SVEGLIATEVI!

            Grazie, Alfredo.

        • Enrico Nippo ha detto:

          NIPASS39

          “Verità” è una parola difficile poiché concerne sia la Verità rivelata e dunque celeste sia la verità dei fatti terrestri.

          Se intuiamo (o crediamo) che la verità sia oggettiva, non possiamo negare che essa si soggettivizza nell’essere umano affetto da condizionamenti passionali, culturali e sociali, sicché la verità, in buona o malafede, viene stravolta, non in Se stessa, naturalmente, ma nell’essere umano.

          Occorre essere attenti a ciò che è detto, non a chi l’ha detto. In ciò che è detto può brillare la verità. Ovunque.

  • dante D. ha detto:

    Ringraziamo Matteo Renzi. Mattarella “è costituzionalista di se stesso ” , metà DC e metà PD , un pò Margherita e un pò Ulivo . GianAntonio Stella le definì “GESUITICO ” , senza offesa…

  • Da sottolineare ha detto:

    Ottimi gli aggettivi utilizzati nel primo articolo per descrivere la classe politica attuale : avida e inetta.
    La lotta di classe , predicata dalle sinistre dalla fine della guerra ad oggi, è diventata lo strumento di coloro che sono al governo contro il popolo italiano tutto.
    Litigano per ogni cosa , ma sono concordi contro coloro che, in possesso di una piccola attività vivono del loro lavoro, con dignità. Vogliono ridurli alla miseria con il pretesto di un virus che richiederebbe si qualche precauzione ma non certo lo stravolgimento di tutte le nostre vite.

  • don Z ha detto:

    Caro Tosatti, mi spiace non esser d’accordo con lo spirito di apprezzamento al DeFelice .
    Il DeFelice parla di ” tradimento che questa classe politica, avida e inetta , ha perpetrato a danno dell’Italia e degli Italiani. ”
    Perchè il quotidiano su cui lui scrive cosa ha fatto in questi ultimi anni ? Non ha tradito la sua responsabilità di aiutare l’opinione pubblica a capirlo ? Don Z

    • Marco Tosatti ha detto:

      Gianni De Felice è in pensione da parecchi anni. Non lavora più al Corriere, dove ha svolto una lunga carriere di giornalista sportivo.

  • roth ha detto:

    e bravo DeFelice !, anche lui si lamenta e accusa , ma non propone nulla . A che serve allora ? si lamenta come un qualsiasi cittadino o normale persona di questo paese . Ma lui “firma storica del Corriere” se ne è accorto oggi ? dove era nel 2011 quando Napolitano cacciò Berlusconi e nominò Mario Monti, che completò ed aggravò il dissesto ? Mario Monti tuttora è una firma “prestigiosa ” del Corriere , collega di DeFelice . Non si scandalizza il DeFelice di scrivere sul Corriere con coloro che ci hanno portato a questa situazione ?? Ma andiamo !

    • Marco Tosatti ha detto:

      Gianni De Felice è in pensione da diversi anni. Non è più al Corriere, dove ha svolto una lunga carriera. Ma ne resta comunque una firma ben nota.

      • roth ha detto:

        questo spiega che dobbiamo goderci i suoi lamenti ? avremmo preferito i suoi avvertimenti . No?

        • Marco Tosatti ha detto:

          Goderci è una parola grossa. Comunque, è sempre una voce di esperienza. Ce ne fossero.

  • Fabio ha detto:

    Caro Dr. Deotto la frase: “Non siamo in balìa degli eventi” non è né tragica né comica e risponde al vero: questi eventi non sono casuali, bensì pianificati per distruggerci. Ed i criminali che ci governano mirano alla nostra morte civile culturale e spirituale oltre che fisica.

    • Chedisastro ha detto:

      Non voglio fare l’avvocato difensore, ma mi pare evidente che l’articolo di Deotto sia tutto pervaso da una sottile ironia, caratteristica, questa (per chi lo conosce), di molti suoi scritti. Una ironia, amara in questo caso, che sottintende nello “stare a vedere” l’unica possibile condizione che potrebbe rimanere a noi italiani già così sottoposti ad una spietata dittatura di cui purtroppo, incredibilmente, i più non si avvedono. Personalmente non posso non condividere il suo pensiero.

  • emma ha detto:

    caro Deotto, chi dobbiamo ringraziare per aver Mattarella ?