Pezzo Grosso, Scalfari e i Due Papi. Che Annusi Profumo di Scisma?

5 Dicembre 2020 Pubblicato da

 

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, Pezzo Grosso ha letto con grande curiosità il lungo articolo che Eugenio Scalfari ha scritto oggi su Repubblica, solfeggiando sull’argomento dei due papi, Francesco e Benedetto; e si è interrogato sui motivi che possono aver spinto il fondatore di Repubblica a farlo, e in quel modo…Buona lettura.

§§§

Profumo di “Alzheimer” o profumo e timore di Scisma?

Mi riferisco all’editoriale di Eugenio Scalfari su Repubblica di oggi, qui allegato, ed a quello che io son riuscito a capire fra le righe tutte da decifrare. (Messaggio molto criptico).

Se Scalfari e Joseph Ratzinger avessero entrambi (diciamo) 30 anni di meno, direi che in Vaticano c’è un sospetto di Scisma ispirato da Joseph Ratizinger, stanco del comportamento di Bergoglio.

Bergoglio avrebbe confidato a Scalfari questo timore e Scalfari si sarebbe sentito in dovere di scriverne, secondo il suo stile, dando un messaggio “mafiosetto” a chissa chì (vicino a Ratzinger), del tipo: <…attenti a quello che fate se non sapete chi supporta Francesco…>.

Poiché Scalfari ha 96 anni e Ratzinger 93, propendo a pensare che si tratti di uno scherzo dell’età, per l’eterno fondatore di Repubblica (anche se preferirei la prima ipotesi).

Ma propongo di riflettere analizzando un paio di punti dell’articolo.

– Nell’articolo Scalfari continua a parlare con insistenza di una <intesa fra i due Papi>, esplicitamente riconoscendo che i papi sono due, lo ripete sei volte. Ma di quale intesa si tratterebbe, non lo spiega; non spiega mai cosa è. Comincia informando il lettore che “In queste ore si sta confermando un accordo intellettuale di grande interesse…”, “…una intesa fra i due Pontefici…”, “…un accordo di questa importanza…” eccetera.

Ma mai spiega di quale accordo ed intesa sta parlando. Messaggio criptico per iniziati, mi pare evidente (se non è la malattia che avanza).

– Poi tutt’un tratto spiega che “…le decisioni che (i due Papi ) possono prendere, dovranno esser concordate…”. Ohibò, decisioni concordate? Poi prosegue con altri messaggi criptici: “oggi riusciamo ad immaginare la presenza di due Papi che affrontano insieme…”, “…i due Papi si divideranno compiti in futuro…”.

Mistero buffo, molto buffo. Immaginando di escludere l’ipotesi dell’età, propongo di dare peso a due altre considerazioni di Scalfari:

– La prima, quando riferendosi alle decisioni che dovranno prendere in comune, dice che ciò era avvenuto nella storia solo “…ai tempi di Bonifacio, Innocenzo, Gregorio..”.

Cioè ai papi teocratici dello Scisma di Occidente? Curioso riferimento, no?

– La seconda la si trova alla conclusione del pezzo, dove scrive: “questo è il futuro, non ci dimentichiamo delle particelle elementari che ruotano intorno al principe di Salina”.  Accipicchia! e che c’entra Salina? Le particelle elementari in fisica sono quelle indivisibili, non composte da altre più semplici, cioè sono particelle di – potere proprio -.

Il principe di Salina (nel romanzo di Tomasi di Lampedusa) è il simbolo di trasformismo pronto a cambiare perché tutto resti uguale. Che vorrà quindi dire Scalfari? Non sarà che il messaggio mafiosetto (dato chissà a chi) è che per prendere o mantenere il potere si deve conoscere di cosa sia fatta la materia e quali forze ne tengono insieme i componenti? Semplificando: i papi saranno anche due, ma per far fuori uno dei due si deve prima capire chi lo ha inventato e sostenuto, ergo attenti ragazzi a quel che fate, dimenticatevi lo scisma…

Forse son stato troppo “intellettuale” nell’analisi, probabilmente si tratta proprio solo di problemi di età, ma al punto in cui è arrivata la chiesa negli ultimissimi giorni con l’assist dato al Reset di Davos ad Assisi e con una enciclica come Fratelli Tutti, potrebbe trattarsi anche del timore scalfariano (suggeritogli dall’interno di Santa Marta ) di una reazione di Papa Benedetto XVI (come riconosce sia ben sei volte nell’articolo).

Che dice Tosatti, siamo vicino alla conclusione dell’incubo?

§§§




STILUM CURIAE HA UN CANALE SU TELEGRAM

 @marcotosatti

(su TELEGRAM c’è anche un gruppo Stilum Curiae…)

E ANCHE SU VK.COM

stilumcuriae

SU FACEBOOK

cercate

seguite

Marco Tosatti




SE PENSATE CHE

 STILUM CURIAE SIA UTILE

SE PENSATE CHE

SENZA STILUM CURIAE 

 L’INFORMAZIONE NON SAREBBE LA STESSA

 AIUTATE STILUM CURIAE!

ANDATE ALLA HOME PAGE

SOTTO LA BIOGRAFIA

OPPURE CLICKATE QUI 




Questo blog è il seguito naturale di San Pietro e Dintorni, presente su “La Stampa” fino a quando non fu troppo molesto.  Per chi fosse interessato al lavoro già svolto, ecco il link a San Pietro e Dintorni.

Se volete ricevere i nuovi articoli del blog, scrivete la vostra mail nella finestra a fianco.

L’articolo vi ha interessato? Condividetelo, se volete, sui social network, usando gli strumenti qui sotto.

Se invece volete aiutare sacerdoti “scomodi” in difficoltà, qui trovate il sito della Società di San Martino di Tours e di San Pio di Pietrelcina

Condividi i miei articoli:

Libri Marco Tosatti

Tag: , ,

Categoria:

56 commenti

  • Enrico Nippo ha detto:

    Un consiglio fraterno in Gesù e Maria:

    ABBANDONATE IL NOVUS ORDO!!!

  • Daniele ha detto:

    A Garabandal la Madonna é stata chiara e precisa: dopo la morte di Giovanni XXIII ci saranno altri tre papi, o meglio, quattro ma uno durerà molto poco.

  • wisteria ha detto:

    Mi pare che dobbiamo rassegnarci al fatto che ci sono due Papi, finché Madre Natura non semplifichi la situazione. Soccome il successore sarà comunque un Bergoglio 2.0, il quesito interessante per me è come sarà cambiata l’Ave Maria,. Laddove si dice” prega per noi peccatori ” bisognerà aggiungere “e per noi peccatrici”?

    • adriano ha detto:

      La modifica è già pronta: ho sentito personalmente in tante chiese dei preti che invitano a chiedere perdono per le proprie fragilità. Ecco: “prega per noi fragili”.

  • Sherden ha detto:

    “Che dice Tosatti, siamo vicino alla conclusione dell’incubo?”
    Direi ovviamente di sì, visto che ha 96 anni e non è una tartaruga né una sequoia.

    (Tosatti mi scuserà, ma mi sono permesso di rispondere in sua vece).

  • Valentina ha detto:

    Le domande che mi pongo sono: ma se al posto di Bergoglio, avessimo avuto un vero Papa, ci sarebbe stato tutto questo can-can per la questione del Papa Emerito? E di conseguenza, è perché Benedetto XVI sapeva cosa arrivava che ha voluto essere Papa Emerito?

    • N.o. ha detto:

      La domanda da porsi è: se al posto di Ratzinger avessimo avuto un papa vero, oggi avremmo il problema del papa emerito?

      • Enrico Nippo ha detto:

        N.O. Nulla Osta alla sua osservazione.

        Con l’invenzione del “papa emerito” Rtazinger ha provocato un terremoto.

      • Valentina ha detto:

        Ma l’anomalia qui è la figura del Papa Emerito, non il Conclave che l’ha fatto Papa, e neanche la sua rinuncia (che non è la prima). Quindi, aggiustando un po’ il tiro sulla mia domanda: se avessimo avuto un Papa fedele a Cristo, avremmo avuto tutte queste discussioni sul ruolo che ha voluto assumere Benedetto XVI?
        Non è una provocazione, ma proprio una domanda.

    • Gaetano2 ha detto:

      Il vero Papa c’era già. E non ci sarebbe stato bisogno di averne un altro.
      Ma Benedetto XVI, evidentemente, si rendeva conto della situazione, basta ricordarsi del suo discorso in occasione, mi pare, del conclave che lo avrebbe eletto.
      Constatando con che gerarchia, clero e fedeli avesse a che fare, non ha avuto altra scelta che quella di trarsi in disparte in modo che si manifestasse a tutti, e chiaramente, la tragica situazione in cui si versa. E ora, penso, molti se ne sono accorti. Più i laici che i sedicenti cattolici.

      Ad ogni modo si è evidenziata la dabbenaggine del “cattolico” della neochiesa postconciliare, che è incapace di distinguere un Papa vero da un accoglione che rende culto a divinità sataniche.

  • Agostino ha detto:

    Non credo sia tanto la sua età avanzata che fa scrivere a Eugenio Scalfari questi articoli, ma il rapporto privilegiato che intrattiene con Bergoglio, il quale si serve di lui forse per lanciare messaggi o avvertimenti, quando non se ne serve per fare sapere al mondo la sua opinione personale sulla vita, sulla morte, sul destino delle anime, su cosa sono il bene e il male, su cosa sia Dio e su cosa sia Gesù Cristo: una caterva di eresie che solo quell’enorme conflitto di interessi di cardinali e vescovi non ha ancora consentito di denunciarne l’indegnità e farlo decadere. Non c’è nessun accordo a mio avviso fra il Santo Padre Benedetto XVI e il vescovo vestito di bianco con lo sguardo “do demonio” semplicemente perché non può essercene. Essi sono agli antipodi. Benedetto è il fedele servo del Signore, anzi l’umile servo e lavoratore della “Vigna del Signore”, custode scrupoloso delle Verità di Fede che mai si sognerebbe di metterle in dubbio o in discussione, interprete illuminato della Parola di Dio secondo il Magistero Perenne della Chiesa nonché fermo e perseverante maestro che con la forza della sua Fede chiara, oggi conferma con la sua sola presenza fisica nel recinto di Pietro tutti noi, semplici fedeli figli della Chiesa di Cristo, in quella stessa Fede chiara e senza ombre. Tutto ciò esclude in partenza che vi possa essere uno scisma per volontà del Santo Padre Benedetto XVI, ma siccome siamo nel paradosso in cui “il bue dà del cornuto all’asino” ecco che Scalfari paventa uno scisma che mai potrà esserci, mentre in realtà è in atto ben altro scisma, quello dalla Verità, da parte di una chiesa apostatica che si professa cattolica ma non lo è più, una chiesa che occupoa tutte le strutture materiali, centrali e periferiche, ma che con la sua idolatria ha di fatto abbandonato il più importante “edificio” spirituale: quello della Fede Autentica e nella sua stravaganza accoglie ogni sorta di eretici e veri scismatici, a cominciare dai luterani, senza chiedere loro alcuna abiura. Il Santo Padre Benedetto è sempre al suo posto. E’ lui il Vicario di Cristo, il suo rappresentante visibile, e non è vero che si tratta di un semplice titolo storico. Nessuno dei fedeli cattolici che si riconoscono nell’essenza del cattolicesimo romano e che hanno a cuore il bene della Chiesa e amano la Sposa del Signore, si sogna operazioni scismatiche. Perché hanno ben chiaro che la Chiesa è sempre Una, Santa, Cattolica e Apostolica e in quanto Una non può che avere che un solo Papa. Scalfari parla a sproposito di due Papi e non si rende conto che invece il Papa è sempre e solo uno. Egli crede che il suo “sommo” interlocutore, che lo privilegia a suo dire con le proprie confidenze, sia uno dei due Papi. Figuriamoci quanto interessi al Santo Padre Benedetto XVI il suo messaggio “mafiosetto” mentre tira in ballo più o meno velatamente i supporters di riferimento bergogliani. Benedetto non ha avuto paura della “Mafia di San Gallo”, che anzi ha fatto venire allo scoperto, non ha avuto paura delle pressioni a cui è stato sottoposto, l’ostracismo e le contestazioni di molti alti prelati che approfittavano della sua mitezza di animo e carattere. Ma li ha gabbati tutti con la sua intelligenza facendo solo un passo di lato mentre costoro credevano che se ne sarebbe andato (e forse oggi si rendono conto che la sua rinuncia è in realtà una non-rinuncia e il suo essersi definito “Papa-Emerito” è in realtà la conferma del suo Primato Petrino, anche se non governa più le strutture materiali della Chiesa ma governa invece con la sua presenza nel recinto di Pietro e la speciale assistenza dello Spirito Santo la Santa Chiesa Cattolica eclissata e tornata ad essere pellegrina sulla terra, senza sfarzi, senza mezzi, con pochi sacerdoti ma santi, e un piccolo gregge che non si è fatto ingannare e sedurre dalle lusinghe di una misericordia a buon mercato che non chiede nulla in cambio e da una dottrina che accetta anche l’inaccettabile e che come egli ben sa, “ non riconosce nulla come definitivo e che lascia come ultima misura solo il proprio io e le sue voglie”. Quanto al papato del futuro lasciasse perdere le “particelle elementari” e l’improbabile accostamento al principe di Salina e alle minacce che intrinsecamente racchiude. I fedeli cattolici romani non abbandoneranno mai la Santa Chiesa che sanno riconoscere. La Provvidenza, infatti non l’abbandonerà mai e il Signore per mezzo della sua Santissima Madre è sempre stato di parola. Egli farà sorgere un Grande Prelato, un nuovo condottiero che sarà come un nuovo Alessandro Magno e farà in modo che la fiamma della vera Fede Cattolica non si spenga. E se mai un giorno Eugenio Scalfari aprisse il suo cuore superbo alla luce di Dio che mai abbandona i suoi figli e vuole che tutti si salvino capirebbe quale errore gli ha obnubilato la vista, dismetterebbe la sua arroganza laicista e anticlericale e chiederebbe perdono all’unico e vero capo spirituale della Chiesa per tutte le volte che lo ha attaccato, accecato dalla sua superbia e mosso da sentimenti ostili senza alcuna ragione ma per pura presunzione ideologica.

  • Miserere2 ot parziale ha detto:

    Nella mia vita mi ha appassionato la bibbia ma sono molto ignorante in storia della Chiesa.
    Pezzo grosso cita di sfuggita lo scisma di occidente. Immagino che si riferisca alla vicenda dei tre papi. Oggi pensavo: se le porte degli inferi -come promesso- non prevarranno sulla chiesa; se” tu sei Pietro e due questa pietra fondero’ la mia chiesa e le porte degli inferi nonnprevarranno” ” a te daro’ le chiavi” ecc ecc.
    In 2000 anni la Chiesa “ha retto” invece “Pietro”, chi aveva le chiavi, e’ sempre stato riconoscibile?
    Mi pare un punto fondamentale. Confesso la mia ignoranza e se qualcuno-bonta’ sua- vuol rispondermi senno’ spero di trovare materiale SERIO in rete.

    Ora non ci sono tre papi. Ma uno effettivo e uno emerito. Le dimissioni del papa erano istituite dal codice. Non fu normato il papato emerito. Quale prerogative ha? Comunque questo e’m un problema futuro che gli uomini o Dio risolveranno mentre in passato non e’ che la figura di Pietro si fosse gia’ sciolta al sole con i tre papi? Infatti possono esserci pessimi papi, come Alessandro VI (sempre che lo fosse in dottrina) ma le chiavi le aveva comunque in mano.

    La chiesa -bene o male e’ sopravvissuta- ma il Pietro, successore del pescatore di Galilea e la successione apostolica pure? E se no come si spiega da un punto di vista delle promesse di Gesu’?

    Scusate la confusione.

  • Elisa ha detto:

    Oggi ho partecipato per la prima volta alla Messa con il nuovo Messale e soprattutto con il nuovo Padre Nostro. 🤐
    Guradavo in alto un dipinto di Gesù Risorto e ogni tanto il tabernacolo. Uno sconforto unito all’ira cresceva dentro di me, e al Signore chiedevo di trattenermi perchè volevo urlare.
    Con l’andare della cerimonia, continuavo a guardare Gesù rimanendo in silenzio, non pregavo, non ci riuscivo, guardavo solo il suo volto in cerca di consolazione, in cerca di risposte. 🥺🤬

    • Lc 11,23 ha detto:

      e già c’era il Tabernacolo in vista non ancora spostato in qualche nicchia laterale come vorrebbe nova lex cv2

    • stilumcuriale emerito ha detto:

      Cristo è superiore a tutte codeste piccinerie umane. E’ là alla destra del Padre in attesa del giorno in cui giudicherà vivos et mortuos. “Se soltanto potessi toccare il suo mantello” pensava l’emorroissa e Gesù senti che qualcuno l’aveva invocato e la guarì dicendole “coraggio figliola la tua fede ti ha salvata”. LA TUA FEDE , la tua fede, non quella degli altri ti salverà. Preoccupati della TUA fede! Di quella degli altri risponderanno gli altri.

      • @stimcuriale da miserere2 ha detto:

        Carissimo

        La correggo non perche’ ne abbia bisogno so’ che il suo e’ un refuso. L’emoroissa pernso’ “potessi solo toccare il Suo mantello” e co riuscì se non erro.
        Viceversa il centurione pagano blocco’ Gesu’. “Verro’ a casa tua e guariro’ il tuo servo!”. No, Signore! Io non son degno che tu venga nella mia casa, basta che tu dica una parola e il mio servo sara’ guarito.
        Gesu’ rimase ammirato. Disse che una fede così non l aveva mai trovata.
        Ecco, forse ieri c era una lettura in cui Gesu diceva ” non son venuto che per le pecore perdute della casa d’Israele. “. Poi davanti alla grande fede di un pagano si stupisce e lo esaudisce.

        Infine la fede…

        La fede smuove le montagne. Personalmente la ritengo un DONO. Che va richiesto a Dio. Bisogna chiedere. Sempre. Per me il.credere nell’,esistenza di Dio e’ stata una delle cose migliori della mia vita. Se non c’e’ un Dio a costo che rischi -non sia mai- di dannarsi…la vita non ha senso.

        E’ stata tutta una grande ricerca di senso. Pure le ideologie sbagliate o giuste che fossero davano UNA SPERANZA. Il nichilismo invece la mancanza di un senso ultimo (attenzione può essere pure il più razionale) e’ la fine. Tutto be’ come prima dice (2 pt) nella liturgia odierna.

        No, qualcosa di maculato si salvera’ dalla gola del leone (amos). Se non possiamo sperare per noi, abbiamo almeno un nostro caro, che ha sofferto, a cui abbiamo voluto bene. Si tratta come l’essere ad Auschwotz (prego gli ebrei di perdonare l azzardo). La maggior parte potrebbe non uscire dal campo. Ma qualcuno ce la fara’. Il carnefice non avra’ sempre ragione della vittima.

        Il senso e direi di più la speranza e la contentezza che questa esistenza e creazione “non e’ tutta male” o “tutta senza senso”.

        Molte volte il senso arriva quando non ci si crede più. Quando ormai e’ finito tutto. Come la resurrezione di Cristo dopo la morte. Perche’ la fede non e’ solo sforzo umano e’ la certezza “che qualcosa ha senso” anche se non puoi provarlo e se ci provassi troverebbero 1000 spiegazioni dal punto razionale, lecite, per dirti ma potrebbe essere un neurone impazzito o la paura della morte o l immagine del padre o l oppio dei popoli. La fede non puoi spiegarla. Ne venderla.

        E per finire con il piccolo principe:

        “Le cose essenziali, indispensabili (per non cadere nel nichilismo ndr) sono invisibili agli occhi.

        • stilumcuriale emerito ha detto:

          Refuso, certo. Non invocato, ma toccato: “da dietro” precisano Matteo e Marco mentre Luca dice solo che la donna tocco “il lembo”. E adesso qualcosa cambia?

    • Chedisastro ha detto:

      Per me (con dolore) è stata una messa piena di nervosismo, soprattutto al sopraggiungere del Padre Nostro, quando il prete celebrante (uno straniero) con la massima disinvoltura ha detto: “leggete il foglietto se ce l’avete, perché il Padre Nostro è cambiato”.
      È stato lì che mi è venuto un grande batticuore e con vigore ho proclamato forte “…e non ci indurre in tentazione”. Il resto della messa, ovviamente solo con comunione spirituale, per giunta fatta male e in preda a un indicibile straniamento, è stato in uno stato d’animo che neanche riesco a descrivere. Oggi, con tutta probabilità, replica.
      Non si può andare avanti così.

      • N.o. ha detto:

        Brutto sintomi. Servirebbe parlarne con un esorcista

      • Gaetano2 ha detto:

        “… con la massima disinvoltura ha detto: “leggete il foglietto se ce l’avete, perché il Padre Nostro è cambiato”.
        Il Padre Nostro non è cambiato! Nessuno può cambiarlo!

        Non fatevi suggestionare da imbonitori da quattro soldi anche se supportati dai poteri fortissimi.
        La tattica di mutare la liturgia per cambiare la fede è stata adottata già in passato e con successo. E’ ben spiegato da Michael Davies nel suo libro “La riforma liturgica anglicana”

    • Raffaella ha detto:

      Elisa ti capisco benissimo, anch’ io vorrei urlare ma ho deciso di recitare il Padre Nostro in latino e sottovoce; mi aiuta a non arrabbiarmi troppo.

      • Petrus ha detto:

        Io invece continuo a recitarlo con “non indurci in tentazione” a testa e voce alte. In più siccome hanno avuto l’ardire di cambiare le parole di Ns. Signore allora ho cambiato l’ultima parola “male” con “maligno” come traduzione corretta del greco. Il bello anzi brutto è che prima della recita si dice preghiamo con le parole che Gesù ci ha insegnato… ma le parole “non abbandonarci alla tentazione” Gesù non le ha mai dette per cui si tratta di una preghiera stravolta ed anche offensiva nei confronti di Dio che non ci abbandona mai nell’ora della prova o della tentazione. Dio permette la tentazione e ci dà tutta la Sua Grazia e la Sua vicinanza per poterla vincere e santificarci di più. Al limite se per le orecchie delicate dei ns. pastori si poteva tradurre in “non esporci alla tentazione” ma anche queste non sono parole di Gesù ma almeno hanno un senso logico. Le parole finali del Padre nostro hanno un loro senso il non indurci alla tentazione significa non portarci ad affrontare la tentazione d’altronde Gesù fu portato dallo Spirito nel deserto dove fu tentato dal diavolo.. e dopo il non indurci le vere parole sono: ma liberaci dal maligno (cioè da colui che usa la tentazione per farci cadere nel peccato). La tentazione non è peccato le parole del Padre Nostro dicono infatti di non indurci alla tentazione (non al peccato).

    • stefano raimondo ha detto:

      Io per motivi “tecnici” non ho ancora avuto il piacere di partecipare alla messa con il nuovo messale, ma quanto prima dovrò ingoiare il rospo. Ormai sono decenni che la neochiesa ci ammorba con la retorica petalosa dei deboli e dei poveri, supererò anche queste “variazioni su tema” letterali. Sarà masochismo? 🙂

    • stilumcuriale emerito ha detto:

      Non sono né ravasista né antiravasista. Ma è un fatto che Gesù non ha lasciato nulla di scritto e che i vangeli sono stati scritti a partire da 30 anni circa dopo la sua morte da 2 ex apostoli (Matteo e Giovanni) e da 2 non facenti parte dei 12 (Marco e Luca).
      Ravasi è un uomo sicuramente molto colto e, a parer mio, non è corretto dargli contro per principio.

      • IMMATURO IRRESPONSABILE ha detto:

        Card. Ravasi, l’ uomo che non dice nulla, ma, perbacco!, lo dice in dodici lingue diverse, quattro lingue vive e otto lingue morte…

        • stilumcuriale emerito ha detto:

          12 lingue? Accidenti sono battuto . Io parlo l’italiano, il dialetto bresciano, il bergamasco, un po’ di veronese e di milanese, comprendo il toscano e il romanesco, il francese, lo spagnolo e l’inglese. Pota sono solo 10 ! 🙂

          • Miserere2 ha detto:

            😄 beh, ho assistito a dispute interminabili di specialisti su cosa sia una lingua o un dialetto, e come classificarlo. Alla fine ci penso’ la politica a dire questo e’ un dialetto, quest’altra e’ una lingua, meritevole di speciale tutela.
            Quindi magari le “lingue” che parla lei non hanno avuto soltanto riconoscimento politico. 😄

      • Ottotrapen ha detto:

        Il card. Ravasi è certamente uomo di grande cultura e di ottima capacità di comunicazione. Ho seguito i suoi commenti ai tempi in cui era a Milano, però da qualche anno trovo che abbia smarrito il sentiero e che stia vagando alla sua ricerca, ma senza risultato.

        • Valeria Fusetti ha detto:

          Probabilmente perché sta girando in tondo in un sabba attorno a qualche pachamama. Dai filmati you tube che lo riprendono in America Latina in questa attività è da un bel pezzo che il prof. Ravasi ne è stato iniziato. Con la “classica” tolleranza che per le attività di questo genere viene mostrata da alcuni decenni. La sua cultura biblica sembra non servirgli a nulla, o forse ha saltato gli episodi in cui gli ebrei frequentano gli altri luoghi, dedicandosi al culto dei demoni ( detto familiarmente “dei”) tra orge, prostituzione sacra femminile e maschile, sacrifici di figli primogeniti e via di questo passo. Episodi che sono costati cari al popolo, tanto che pare che Dio li abbia puniti. Cosa che, chiaramente, scandalizza i marcioniti di turno, che con aria pia affermano : ma Dio non punisce è misericordia ! E il prof Ravasi e uno degli insegnanti di questa falsa misericordia, per la quale balla e si dimena. Peccato, un vero peccato poiché a chi più è stato dato più sarà richiesto.

      • Lc 11,23 ha detto:

        ravasi quello del “cari fratelli massoni”?
        quello che nega la seconda lettera di Pietro (come anche lutero e contro S Girolamo)?
        quello della “santa moglie di lutero” (la birraia)?
        … è quel ravasi li?

        • Valeria Fusetti ha detto:

          Lc. 11, 23 per la precisione la moglie di Lutero era una suora non una libraia. Probabilmente faceva la birra in casa, come tutte le massaie tedesche dell’epoca. Che secondo il prof. Ravasi sia una santa sembra anche a me assai bizzarro. Sino a questo pontificato non mi risulta che una suora, fuggita nottetempo da un Monastero avendo aderito alla riforma protestante, e che si sia poi sposata ed abbia avuto otto figli, sia stata fatta santa, ma con i tempi che corrono chi siamo noi per dirlo ?

      • mariano ha detto:

        e con questo? Fa problema che Xo non abbia raccontato, meglio, scritto della sua morte e risurrezione? Eppure era vivo dopo la risurrezione! Come si fa ad affermare che non sappiamo nemmeno se Gesù sapesse scrivere, quando sappiamo bene quanto il popolo ebraico era istruito? E la famiglia di Giuseppe era “osservante” , come ci racconta Luca E poi uno descolarizzato avrebbe potuto tenere testa ai dottori nel tempio a 12 anni? Ah già, era il figlio di Dio e quindi aveva la scienza infusa, ma forse il Padre o lo Spirito Santo non gli avevano insegnato a scrivere., ma solo a leggere.

        • Dafne ha detto:

          Nel Vangelo è detto chiaramente che Gesù sapesse scrivere.
          Gv, capitolo 8
          ” Gli condussero una donna sorpresa in adulterio, la posero in mezzo e 4 gli dissero: “Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. 5 Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?”. 6 Dicevano questo per metterlo alla prova e per avere motivo di accusarlo. Ma Gesù si chinò e si mise a scrivere col dito per terra. “

          • Michele ha detto:

            Cara Dafne, complimenti per l’argomentazione semplice, efficace e incontrovertibile.
            L’erudizione non corrisponde alla Sapienza o alla Scienza; men che meno alla Santità.
            Il Santo curato d’Ars non era un secchione come tanti pseudo esegeti modernisti che scimmiottano la mentalità mondana; ma, guarda caso, accorrevano a lui da tutta la Francia per fare una vera e impegnativa confessione dei loro peccati, per convertirsi, per avere una giuda spirituale; ricchi e poveri, colti e analfabeti.

          • stilumcuriale emerito ha detto:

            E che cosa ha scritto ? Lei lo sa? Io no.
            E’ probabile che sapesse scrivere visto che sapeva leggere :
            –Si recò a Nazaret, dove era stato allevato; ed entrò, secondo il suo solito, di sabato nella sinagoga e si alzò a leggere.–
            (Lc 4,16)
            Ravasi non ha detto che Gesù non sapeva scrivere ha detto che non lo sappiamo con certezza perchè di lui non vi è nulla di scritto.

      • Enrico Nippo ha detto:

        Caro SE,

        mi sorprendi! Sei uno con grande esperienza della vita e grande conoscitore delle Scritture. Come puoi pensare che rilevare un tanto colto quanto subdolo intervento di Ravasi sia un “dargli contro”. Eppure conosci le “colte” iniziative di Ravasi, tipo quella di andarsi a mischiare a donnine discinte con la mitra in testa e scempiaggini simili.

        Ravasi è colto e per questo tanto più pericoloso. Affascina con la sua sapienza e intanto inocula veleno.

        • stilumcuriale emerito ha detto:

          Se è questo che vuoi, lo dico chiaro e tondo: da quando Ravasi è stato nominato cardinale e trasferito a Roma è irriconoscibile.
          Va bene che secondo Bergoglio anche Gesù “ha fatto un po’ lo scemo” ma l’imitazione di Cristo non consiste nel fare lo scemo. Ciò non toglie che in passato lo stesso Ravasi abbia scritto e detto cose egregie, in particolare, riguardo al testo biblico. Certo, il Ravasi di oggi non piace per nulla neppure a me.

    • Gaetano2 ha detto:

      Chissà se qualcuno ancora ricorda la figura che fece Ravasi nei confronti di padre O’Callaghan

      • IMMATURO IRRESPONSABILE ha detto:

        Io (da non-filologo eh!) me lo ricordo bene, e ricordo sopratutto il voltafaccia di C.M.Martini per levare dall’ imbarazzo il suo allievo.

  • Silvio Esposito ha detto:

    La tattica di Bergoglio è ormai nota a tutti: desidera il consenso di tutti i cattolici nel suo viaggio verso il sincretismo religioso, la chiesa massonica satanica dei poteri forti che deve comprendere tutti. E si arrabbia perchè il “piccolo resto” rimane saldo nella fede, nonostante minacce, persecuzioni, offese continue. Cerca in tutti i modi, usando tutte le strategie sociologiche, per far cadere nella rete, a piccoli passi, le pecorelle confuse. E’ passato in un attimo dall’umiltà alla superbia, all’unione con i poteri forti. E’ urgente pregare per la sua conversione e stare lontani dalle sue macchinazioni. In quanto al suo operato fin’ora non ha fatto niente, solo propaganda e confusione. Un buco nella diga del canone della messa che stravolgerà la consacrazione e la venerazione dovuta alla Madre di Dio. Come la montagna che partorisce il topolino.

  • stilumcuriale emerito ha detto:

    Novità dal sito del Vaticano:
    http://www.vatican.va/content/francesco/it/letters/2020/documents/papa-francesco_20201205_chirografo-asif.html
    Mi piacerebbe leggere un commento del Prof. EGT. Chissà mai se mi accontenterà.

  • stilumcuriale emerito ha detto:

    Anch’io sono un diversamente giovane, ma credo che l’età non c’entri. Infatti non è detto che tutti ma proprio tutti gli ultraottantenni siano dei rinbergoglioniti.

  • Maria Michela Petti ha detto:

    Non mi appassionano le puntate del “diario” di Scalfari, in funzione di portavoce del papa – uno fra i tanti – per un aggiornamento su notizie a metà fra l’interesse su questioni ecclesiali e dottrinali e il confidenziale.
    Forse, come già successo, si tenta di tirare Benedetto dalla propria parte, per fargli dire quello che non potrebbe smentire – non dimentichiamo, però, che all’occorrenza ha già trovato il modo di far conoscere il suo preciso punto di vista – approfittando di una sua “difficoltà ad esprimersi” veicolata per bocca del neo cardinale Grech. Come si ricorderà, al termine del concistoro della settimana scorsa, i neo porporati furono accompagnati in visita al Monastero Mater Ecclesiae. Ebbene: il cardinale maltese in una dichiarazione alla stampa, qualche giorno dopo, ha riferito di questa difficoltà corredandola con l’affermazione dell’Emerito: «Il Signore mi ha tolto la parola per farmi apprezzare il silenzio», amplificata in “perdita della parola” nei titoli di articoli giornalistici.
    “Perdita” smentita oggi, dall’agenzia di stampa cattolica austriaca attraverso la quale il segretario mons. Gänswein sullo stato generale di salute di Benedetto non fa che riconfermare quanto dichiarato in passato: tutto rientra nei parametri normali relativamente all’età.

  • Gian ha detto:

    Forse il signor Buonasera si è reso conto di aver compiuto un’imperdonabile imprudenza, che ad un Papa mai sarebbe accaduto di compiere, quando sull’onda dell’entusiasmo ha telefonato a Biden per congratularsi di qualcosa che non è mai avvenuto.
    E’ pur vero che la stessa fregola ha colpito tutti i leader politici europei cosiddetti “progressisti”, tra i quali anche il Conte Giuseppi e Mattarella, per non parlare della Merkel e di Macron, ma un Papa una mer..ccia del genere non l’avrebbe mai calpestata!
    E’ molto significativo l’assordante silenzio che ha colpito il mainstream europeo riguardo a tutto ciò che sta capitando oltre Atlantico, a loro futura vergogna.
    A Biden gli hanno messo il gambaletto per la caduta accidentale…, ma da come si appoggia sull’arto offeso viene da pensar male (indovinando) e magari il gambaletto serve a nascondere qualcosa di imbarazzante.
    Si tratta di avere ancora un po’ di pazienza e poi l’arcano verrà svelato in tutta la sua entusiasmante verità.
    Non ci sarà più tempo e modo per Scalfari di intrattenerci sui due Papi, e magari avremo modo di sapere che i due Buontemponi, Scalfari e Bergoglio, si scambieranno cortesie su una panchina dei giardinetti, perché una nuova stagione sarà finalmente arrivata.

  • Paoletta ha detto:

    Una cosa è certa: Bergy ha reso tutti scontenti: conservatori e riformisti. Il marketing della finta misericordia è finito. La lobby che lo sostiene cosa farà? Lo abbandonerà al suo destino o troverà un continuatore della sua opera? Ringraziamo Dio che il Papa emerito è ancora in vita.

    • Gian Piero ha detto:

      Secondo me non vedono l’ ora che l’ emerito torni alla Casa del Padre , e nel frattempo tirano avanti con la favoletta del “guarda come vanno d’ accordo su tutto! “ . Favoletta che fa .comodo a Bergoglio, che scambia consapevolmente la fedelta’ e la lealta’ ’ all’ istituzione del papato, che ispira l’ onesto tedesco, con l’ approvazione della sua agenda. Tanto Bergoglio sa che il Papa emerito,per suo carattere, non provochera’ mai una rottura scandalosa, tipo dire pane al pane e vino al vino, ma sara’ sempre cerimoniosamente sorridente , come un mandarino cinese . Ma sorridere educatamente non vuol dire approvare.

  • Donna ha detto:

    Papà Benedetto XVI è la coscienza scomoda di Bergoglio, ancor qui (e per questa longevità di Benedetto sia reso lode a Dio) quale “voce di uno che grida nel deserto”, una voce che per quei pastori che hanno tradito Cristo e stanno tentando di demolirne la Sposa arrivando fino a fare guerra alla Madre, rimbomba lacerante nelle loro anime. Voglia il Signore concedere a noi poveri fedeli di beneficiare, in questi ultimi tempi,della sua santa presenza.

    • Enrico Nippo ha detto:

      Con tutto il rispetto, Benedetto XVI è acqua passata, e che sia la coscienza scomoda di Bergoglio mi permetto di dubitarlo.

  • Roberto Donati ha detto:

    Che la tirannide bergogliesca sia agli ultimi rantoli lo ha già di hiarato Massimo Franco nel suo “L’enigma Bergoglio”. Resta da vedere quanto manca e come accadrà. Penso che anche la vicenda della presidenza USA, di come si concluderà, potrebbe avere il suo peso. Comunque la Chiesa cattolica, come l’abbiamo conosciuta fino a Benedetto XVI, è finita.

    • Ottotrapen ha detto:

      Perciò dobbiamo impegnarci a seguire il consiglio di mons. Viganò: preghiera e penitenza, rosario e digiuno.