NUOVO GENOCIDIO CULTURALE CONTRO GLI ARMENI IN NAGORNO-KARABAGH?

20 Novembre 2020 Pubblicato da 14 Commenti

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, nell’indifferenza quasi totale dei mass media, e anche di non pochi di quelli “cattolici” il popolo armeno, vittima del primo genocidio del XX secolo, quello che fornì  a Hitler lo know how per compiere la shoah, si trova di nuovo in pericolo: non solo fisicamente, ma anche culturalmente. Ne ho parlato su Radio Roma Libera, la più grande emittente di podcast cattolica. Buona lettura, e buon ascolto.

§§§

Nel 2015, lo Stato islamico distruggeva – o cercava di distruggere – a Palmira reperti storici plurisecolari, e solo l’eroismo, pagato con la vita, del direttore del Museo di Palmira ha impedito ai barbari finanziati dall’Occidente di compiere danni maggiori. Il mondo intero poteva assistere alla barbarie che veniva propagandata in diretta, e il 1° settembre l’Unesco dichiarò che si trattava di crimini contro la civiltà.

 

Dieci anni prima, qualcosa di simile era accaduto a Nakhchivan, un territorio entro i limiti dell’Azerbaigian che confina principalmente con l’Armenia e l’Iran. Ma nessuno aveva rivendicato il dubbio onore di questa distruzione culturale. L’episodio è passato quasi inosservato.

 

Fu però il punto culminante di una campagna azera per annientare le tracce di un popolo: la trasformazione del cimitero medievale della città di Julfa in una terra desolata. Gli armeni vissero a Jugha – come veniva chiamata la città – fino alla fine del XIV secolo, quando lo scià Abbas il Grande li costrinse a trasferirsi in quella che sarebbe diventata la nuova capitale della Persia safavide. A Julfa sono rimasti i loro morti, ai quali rendevano omaggio con enormi sculture funebri, i khachkar. Passarono i secoli e il vento perenne soffiò implacabile; passò anche l’Unione Sovietica. Circa 22.000 khachkar erano rimasti in piedi; secondo altri conti, circa 10.000. Anche 89 chiese armene medievali e 5.840 monumenti, erano ancora in piedi, quando l’URSS scomparve, secondo la ricerca dell’esperto locale Argam Ayvazyan, che ora vive in Armenia.

 

Nel 2005 il conteggio, secondo testimoni oculari esperti, era rispettivamente di 0, 0 e 0. Niente più khachkar, niente più chiese, niente più monasteri. Proprio come a Palmyra, ma senza rumori o lamentele.

Il 9 novembre è stato annunciato un accordo di pace tra Armenia e Azerbaigian per porre fine al conflitto armato nel Nagorno-Karabakh, una guerra scatenata dagli azeri con l’appoggio entusiastico dei turchi, gli autori del primo genocidio del XX secolo, quello contro gli armeni; che i turchi ancora negano.

Il ricordo di quella distruzione del 2005 è riemerso dopo che il primo ministro armeno Nikol Pashinyan ha confermato la firma dell’accordo con l’Azerbaigian, che da a Baku larghe porzioni del territorio popolato da armeni, che ora stanno emigrando.

L’annuncio è arrivato come una sorpresa per Hovhannisián, l’abate di Dadivank e parroco di Kalbajar, città che sarà consegnata alle autorità azere. Hovhannisián ha restaurato, ricostruito e mantenuto utensili, oggetti, khachkar e persino gli edifici del monastero. Ora che deve tornare nel dominio di Baku, il religioso teme il peggio.

Dopo l’annuncio, Hovhannisián non ha fatto altro che reclutare veicoli e volontari per spostare quanti più oggetti possibile a Yerevan, la capitale dell’Armenia. “Ma la cosa più importante, che è il monastero, non può essere spostata”. Si tratta di un complesso di edifici risalenti al IX-XIII secolo ed è uno dei più grandi complessi dell’Armenia medievale.

Hovhannisian ricorda che il monastero, prima che tornasse agli armeni, era stato adibito a stalla dagli azeri. La paura di Hovhannisián di ciò che potrebbe accadere alla ricchezza del complesso Dadivank nasce dal caso più clamoroso che si sia mai verificato: quello del cimitero di Julfa a Nakhchivan. Poiché la zona contava solo 4.000 abitanti circa, è sfuggita alle scene di guerra; ma i suoi tesori sono stati costantemente distrutti, a titolo di negazione della storia e della cultura.

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14 commenti

  • Dario Allegri ha detto:

    ma dovè Bergoglio ???

  • stilumcuriale emerito ha detto:

    Penetrare con la logica umana per quanto profonda ed evoluta nel Mistero di Dio creatore è impossibile perché:
    — i miei pensieri non sono i vostri pensieri,
    le vostre vie non sono le mie vie – oracolo del Signore.
    Quanto il cielo sovrasta la terra,
    tanto le mie vie sovrastano le vostre vie,
    i miei pensieri sovrastano i vostri pensieri.–
    (Isaia 55,8-9)

    Amico Tosatti, l’articolo da lei riportato ripropone in termini drammatici il tema del male nel mondo.
    Riuscirà mai la scienza umana (psicologia sociale, antropologia culturale , politologia ) a spiegarci queste forme di mania di distruggere (non sarebbe più intelligente impossessarsi?) dei monumenti e dei tesori storici dei popoli da parte di altri popoli? Dalla distruzione di Troia, alla distruzione del Tempio di Gerusalemme, alla deportazione degli Ebrei a Babilonia la domanda che si pone è sempre la stessa: perché? E’ una domanda angosciante alla quale, purtroppo, nemmeno la nostra religione ha saputo dare una sola , chiara, esauriente risposta. Il male è entrato nel mondo per invidia del diavolo dice la Bibbia. Ma se Dio ci ama perchè lo lascia? Vuole ma non può ? Può ma non vuole? E se non vuole , perchè? Se diciamo che lo fa per correggerci dai nostri errori, passiamo per rigidi teoterroristi perchè Dio deve essere a tutti i costi buono anche con i malvagi. Intanto il male nel mondo dilaga e noi miseri uomini non siamo capaci di fermarlo.
    Forse aveva ragione Giobbe rivolgendosi così a Dio:
    Comprendo che puoi tutto
    e che nessuna cosa è impossibile per te.
    Chi è colui che, senza aver scienza,
    può oscurare il tuo consiglio?
    Ho esposto dunque senza discernimento
    cose troppo superiori a me, che io non comprendo.

    PS, per l’amico Tosatti. Vedo che da giorni si rivolge ai suoi lettori chiamandoli “amici e nemici di Stilum Curiae” abbandonando l’altro appellativo di “stilumcuriali” . Se questo fosse dovuto al fatto che qualcuno ha protestato per il mio nick, me lo dica chiaramente. Potrei tornare al precedente deutero.amedeo che ho dovuto a suo tempo abbandonare perchè attirava i troll come le mosche.
    La saluto come sempre con grande, riconoscente affetto.

    • Marco Tosatti ha detto:

      No, no, affatto! Tornerò a usarlo prestissimo. Nessun problema, almeno per me.

    • Enrico Nippo ha detto:

      “Il male è entrato nel mondo per invidia del diavolo dice la Bibbia. Ma se Dio ci ama perché lo lascia? Vuole ma non può ? Può ma non vuole? E se non vuole , perché?”.

      Vedo che anche SE comincia a farsi qualche domanda (e che domanda!), piuttosto che dare risposte.

      • stilumcuriale emerito ha detto:

        La domanda non l’ho posta io, ma lo scrittore romano di fede cristiana Lattanzio, vissuto tra il 250 e il 317 d.C.
        La domanda è antica, come vedi, ma la risposta tarda a venire.
        Persino il mistero della Croce (scandalo per i giudei, stoltezza per i pagani, come scrive San Paolo nella prima ai Corinzi) non venne completamente capito dai discepoli (come fa risaltare l’evangelista Marco) e Pietro giunge a rimproverare Gesù che parla della sua futura morte violenta (Mc 8,32).
        Da me, novantenne pensionato della Val Brembana, che di fronte all’impossibilità di ricevere l’Eucaristia non può nemmeno dire : -pazienza!- , che risposta vuoi aspettarti, se non un religioso silenzio?

        • Enrico Nippo ha detto:

          Insomma pure Lattanzio era in mezzo al guado!

          Non puoi immaginare quanto sia prezioso per me il contenuto della tua (non) risposta 😊.

          Come avrai ormai capito, sono un tipo un po’ strano, tant’è che mi vien da dire che stare in mezzo al al guado è ciò che da senso al vivere.

          • stilumcuriale emerito ha detto:

            In mezzo al guado o in mezzo al guano ? Per me siamo nel guano fino alle orecchie.

          • Adriana 1 ha detto:

            Enrico Nippo ,
            non per niente “guado ” è una delle parole chiave usata da Myamoto Musashi nel ” Libro dei cinque anelli ” .

          • Enrico Nippo ha detto:

            Adriana,
            ormai cito Musashi (e altri del genere) senza accorgermene. Ormai sono uno di loro 😉

            SE,
            dici bene, il guado non è quello di un fiume d’acqua ma di un pantano di guano. Ma, anche per quanto “rivelato” ad Adriana, sono ultra convinto che il fior di loto nasce dal fango.😊

    • antonio cafazzo ha detto:

      L’IMPOSSIBILE spiegazione del male.

      Alle angoscianti domande di sempre ne aggiungo qualcuna mia e recente:
      Perché il Padre dovrebbe “risparmiare” dal male noi che siamo tanto, ma tanto “grati” figlioli della Croce di suo Figlio?
      Il Figlio GODE della nostra RICONOSCENZA?
      Perché il Padre dovrebbe dare PACE a noi e non a suo Figlio?
      Perché il Padre ancora tiene sulle spine il Figlio?
      Non era sufficiente avergli fatto bere il primo “calice”?
      Perché “permette” un altro “fiele” (l’attuale) a suo Figlio?
      Perché “permette” un altro capo Sinedrio (il Bergoglio Dottore della legge di Bergoglio) o la bella vita della Corporation della Vatican’s locanda alla quale suo Figlio aveva affidato il bastonato incontrato a Gerico lasciandolo ancor piú bastonato?

      Una piccina risposta.
      Come lei ben ricorda – Stilumcuriale emerito ex-deutero.amedeo – “ … i miei pensieri non sono i vostri pensieri, le vostre vie non sono le mie vie – oracolo del Signore…” e quindi speriamo che lo comprendano anche quelli della Vatican’s Corporation che vogliono raddrizzare le gambe alle rane. Ma forse – per quel che si vede e odora – sono maturi i tempi della seconda venuta, della maestà di Cristo che finalmente viene a godere meritatamente della SUA GLORIA e a chi ha il vestito pulito e elegante gustose pietanze e ai negazionisti “carne alla brace”.

      Approssimativa teologia della storia cristiana leggiucchiando l’Apocalisse?.

      Comunque mi piace ricordare che oggi, 20 novembre, è l’anniversario della morte di Francisco Franco il vincitore della Massoneria e del Comunismo in Spagna. La sua tomba fu profanata dall’attuale governo social-comunista-massonico perché i suoi “resti” puzzavano e inquinavano la Valle de los Caidos?. La cattolica ( cattolica???) chiesa bergogliana belò… bee… bee… bee… poi si inclinò.

      (La vice-presidente del Governo social-comunista-massone, Carmen Calvo, in quella occasione affermò che “la Chiesa – sia nell’incontro avuto con il segretario di Stato vaticano Pietro Parolín, sia in quello con la Conferenza episcopale – ha assicurato che “non ci saranno ostacoli per il governo a rispettare la legge per riesumare le spoglie di Franco”).

  • Adriana 1 ha detto:

    ” E’ stato straziante lo spettacolo della disfatta armena : colonne di profughi ,case date alle fiamme , addio a chiese e monasteri che non rivedranno mai più…Fuggono gli Armeni perchè i vincitori mostrano una gioia che trasuda odio. Li chiamano “cani”.Un esodo che galvanizza l’internazionale islamista. Solo i ciechi e i venduti non vedono quel che è successo. Fin dove si spingerà? A Vienna? A Cipro? A Gerusalemme ?”( G.Meotti -vedere i filmati- ) .
    Inoltre Erdogan è tremendamente goloso di petrolio…

  • Marco Matteucci ha detto:

    PREPARATEVI FIGLI MIEI, PERCHÉ IL VOSTRO CAMMINO ATTRAVERSO IL DESERTO DELLA PURIFICAZIONE STA PER INIZIARE!

    “La stragrande maggioranza dei governanti di questo mondo serve i loro interessi. La fame, la persecuzione, la prigionia, i maltrattamenti, la sparizione e la morte, è ciò che attende il Popolo di Dio.

    Questo governo unico che ha già iniziato a dirigere il mondo porterà schiavitù e sottomissione alle nazioni più povere. Il Popolo di Dio sarà perseguitato, torturato, imprigionato e fatto sparire”

    Se vuoi leggere tutto:
    https://reginadelcielo.wordpress.com/2020/11/20/preparatevi-figli-miei-perche-il-vostro-cammino-attraverso-il-deserto-della-purificazione-sta-per-iniziare/

  • Maria Michela Petti ha detto:

    Sono altri, purtroppo, i problemi dell’agenda portata avanti da chi trascura il dramma dimenticato di testimoni della fede, prima ancora del retaggio di una cultura destinata all’oblio, con la distruzione di tutto ciò che materialmente l’ha rappresentata e ne tramanderebbe il ricordo.

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