BIBBIA CEI. GESÙ È “EGUALE” A DIO OPPURE SOLO “COME DIO”?

12 Ottobre 2020 Pubblicato da 102 Commenti

 

Marco Tosatti

Carissimi Stilumcuriali, abbiamo ricevuto qualche giorno fa questa lettera; e ben consci della nostra inadeguatezza, prima di pubblicarla abbiamo voluto avere il parere di qualche esperto. Che ha confermato nella sostanza quanto denunciato da questo “Investigatore Biblico” che ci ha scritto. Buona lettura.

§§§

Buon giorno Dott. Tosatti. Mi permetto di intervenire sul suo interessantissimo blog con una scoperta che mi ha destabilizzato profondamente. Credo di aver capito l’intento della nuova traduzione biblica CEI del 2008.

Mi sono sempre chiesto: perché una nuova traduzione? Che bisogno c’era?

Quella del 1974 era abbastanza vicina al testo originale.

Perché cambiarla? Dopo quello che le scriverò capirà meglio anche Lei.

In fondo l’unico intento è quello di sradicare completamente dal testo biblico la Divinità di Gesù Cristo. Farlo passare come uno fra tanti. Sì, una persona che ha detto e fatto grandi cose.

Ma da qui a dire che è Dio!

La blasfemia più grande!

Non mi dilungherò, e cercherò di rendere comprensibile a tutti la mia scoperta. Sono uno studioso del greco biblico, perciò quando le mie orecchie percepiscono note stonate nella nuova traduzione, vado subito al testo originale.

Ebbene. Il 14 Settembre scorso, giorno della Santa Croce, si è proclamata come seconda lettura la Lettera di San Paolo Apostolo ai Filippesi 2, 6-11.

Un inno cristologico meraviglioso, che esalta grandemente la divinità di Cristo.

Nella antica traduzione del 1974 leggiamo al v. 6: “Cristo Gesù (…) non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio”.

Nella nuova traduzione del 2008 invece si legge: “Cristo Gesù (…) non ritenne un privilegio l’essere come Dio”.

La differenza è abissale. Un conto è dire “la sua uguaglianza con Dio” e un altro è dire “l’essere come Dio”.

Se io per esempio voglio essere “come Superman” significa che io e Superman siamo diversi e a me piacerebbe essere come lui. Ma non sono lui.

Essere “uguale a Dio” è palesemente diverso dall’essere “come Dio”.

E’ una blasfemia senza precedenti.

Andando a vedere i testi originali abbiamo in greco: “to einai isa..”, che se proprio dobbiamo tradurlo letteralmente sarebbe “essere uguale a Dio”, (isa – uguale).

Nella Vulgata abbiamo: “est esse se aequalem Deo” , (aequalem – uguale).

Da dove dunque è saltato fuori questo “come”?

E’ inventato di sana pianta.

Allora le cose sono due: o chi ha tradotto per la CEI nel 2008 è un incapace (beata ignoranza), oppure l’intento è quello di togliere dai testi definitivamente la Divinità di Gesù Cristo.

Io opto per la seconda. E Lei?

Grazie per l’ospitalità nel suo blog.

Saluti.

***

E per quanti sono interessati al tema, vi rimando a un articolo di qualche tempo fa che ho trovato su La Nuova Bussola Quotidiana, che mi sembra che aggiunga elementi di interesse e di conoscenza a questa discussione. Ne pubblichiamo un breve brano, rimandandovi alla lettura completa.  

***

Ma questo lavoro quando avrà mai fine? E allora non dovremmo forse attenerci al testo che la Chiesa da secoli ci offre come Sacra Scrittura inerrante, secondo le indicazioni del magistero stesso? Perché scostarci da esso gettando confusione tra i fedeli, confondendoli anche in quelle poche preghiere fondamentali che hanno imparato sin da bambini e che in molti casi restano l’unico legame con la fede cristiana, l’unica capace di salvare la loro anima? E tutto questo noi lo metteremo a rischio solo per un prurito di novità, senza solide basi né di magistero né di scienza?

§§§




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102 commenti

  • Enrico Nippo ha detto:

    Mario,

    essendo il simbolo della mia anima, la lama della mia spada la mantengo netta OGNI GIORNO e la profumo con olio di garofano. E questa è giù una forma di meditazione, o, meglio, contemplazione.

    Quindi mi esercito con essa per tagliare il mio ego.

    In più, OGNI GIORNO siedo nell’immobilità e nel silenzio più assoluti per almeno un’ora, abbandonando ancora il mio ego, poi faccio seguire il Santo Rosario e le Litanie Lauretane. Sai, cavallerescamente, considero la Santa Vergine come mia Dama, mia Domina, Ma-donna. Alla medievale. E mi piace un sacco conversare con Lei.

    Altro che ruggine!

    • MARIO ha detto:

      Enrico,
      magari la Santa Vergine ti ha fatto anche la grazia di incontrare sul tuo cammino solitario, da vecchio samurai, qualcuno che non ha molta simpatia per le spade affilate e profumate(!), e preferisce invece i dolcetti al succo di fragola, meglio se con dentro la sorpresa…
      Questi sì che fanno venire l’acquolina in bocca e mandano in estasi, altro che le spade!

      • Enrico Nippo ha detto:

        Mario,

        mi sa che hai qualche problema oftalmico che ti impedisce di leggere quello che dicono gli altri. O forse è la smania di dover controbattere a tutti i costi che ti restringe le pupille.

        Ma già, dimenticavo, hai scelto il corno bianco e quelli del corno nero sono sempre in difetto 😜.

  • Elton ha detto:

    “…sarete come Dei”

  • Adele Magnanini ha detto:

    Non e’ ora di impedire cambi e pubblicazione varie almeno ambigue nei confronti del cristianesimo?

  • Adriana 1 ha detto:

    Chi può essere così o cosà o simile o come…?
    ” Il latino è una lingua precisa, essenziale . Verrà abbandonata non perchè inadeguata alle nuove esigenze del progresso ,ma perchè gli uomini nuovi non saranno più adeguati ad essa . Quando inizierà l’era dei demagoghi , dei ciarlatani , una lingua come quella latina non potrà più servire e qualsiasi cafone potrà impunemente tenere un discorso pubblico e parlare in
    modo tale da non essere cacciato a calci giù dalla tribuna .
    E il segreto consisterà nel fatto che egli , sfruttando un frasario approssimativo ,elusivo e di gradevole effetto
    “sonoro” , potrà parlare per un’ora senza dire niente .
    Cosa impossibile col latino ” . ( Giovanni Guareschi -che non era arrivato a immaginare anche l’impiego di un frasario di “sgradevole” effetto ,ma proprio per questo
    , oggi ,molto apprezzato dalle folle ).

    • MARIO ha detto:

      Sig.ra Adriana,

      allora anche lei, per coerenza, dovrebbe fare i suoi commenti rigorosamente in latino…
      Così i frequentatori del Vetus Ordo, che in buona parte non conoscono il latino (e quando lo recitano, pensano rigorosamente in italiano), metteranno inevitabilmente a dura prova il “traduttore automatico”.
      E allora sì che ne vedremo delle belle… altro che traduzione CEI 2008…

      In qualsiasi caso io la sconsiglierei di fare questo esperimento, soprattutto per la sua incolumità fisica, perché correrebbe seriamente il rischio di “essere cacciata a calci giù dalla tribuna” di questo blog…

      Chiedendo umilmente scusa per la sfacciataggine, porgo doverosi ossequi.

      • Adriana 1 ha detto:

        Caro Mario ,
        io non sono un testo sacro convalidato dalla Tradizione.
        Non sono neppure un politico , né un presbitero sul modello deformato e deformante di quelli attuali .
        Il suo auspicio che io cada dal pulpito ( dove non mi pongo) ,o , per dirla in maniera più rude e diretta ,
        che venga appesa ai rostri ,non rivela -a mio modo di vedere -una realtà oggettiva ,quanto piuttosto una graziosa aspirazione del suo inconscio . Lo lasci completamente libero di esprimersi , altrimenti con le ipocrite genuflessioni finali di stampo
        ” clericale “(quelle tanto biasimate da Bergoglio) rischia solo di punzecchiarsi il fegato col suo personale e misericordioso ” stilum” .

        • MARIO ha detto:

          Cara Adriana,
          in verità a me sembrava un complimento, visto che a cacciarla a calci sarebbero eventualmente gli ignoranti, nel senso di quelli che non conoscono il latino, i quali potrebbero facilmente fraintenderla.
          Buona giornata.

          • Adriana 1 ha detto:

            Caro Mario ,
            se ne deduce che – per lei – i lettori del blog di Tosatti
            rappresentino il peggio del peggio…una plebaglia avvezza a prendere a calci chi non aderisce al “non-pensiero pol-cor . ” Ma è sicuro di indossare occhiali da lettura giusti ?

      • Enrico Nippo ha detto:

        A parte che c’è da dubitare molto che egli sappia e voglia genuflettersi – è un atto obsoleto da Vetus Ordo – apprendiamo da Mario che generazioni e generazioni di fedeli ignoranti del latino hanno seguito inutilmente la (vera) Liturgia poiché non hanno mai capito un’acca di quel che sentivano e quel che dicevano, ovvero biascicavano in latino mentre “pensavano” in italiano, o peggio ancora in abruzzese, toscano, marchigiano, lombardo e via dicendo.

        Hai capito che ti ha combinato la “nuova evangelizzazione”?

        • Don Pietro Paolo ha detto:

          Ma lasciateci parlare (orare) al Signore come parliamo con tutti….forse il Signore conosce solo la lingua latina? O ha bisogno di un interprete o di un traduttore? Ti piace rivolgerti al Signore in latino? Fallo! chi ti impedisce? ma non veniteci a raccontare che chi non lo fa è un cristiano (???) di seconda classe o addirittura scismatico o eretico. Smettetela di proferire sentenze e cerchiamo tutti di seguire la Parola del Signore: “Questo popolo mi onora con le labbra,
          ma il suo cuore è lontano da me.
          Invano essi mi rendono culto,
          insegnando dottrine che sono precetti di uomini (Mc 7,6). Un po’ di rispetto per i presbiteri che non sono per niente tutti deformati e deformanti. La stessa cosa, visto il suo modo di rispondere, potrei dire a lei: ” chi è il prete (ammesso che sia prete) che l’ha “formata” in questo modo?

          • Adriana 1 ha detto:

            Don PP ,
            ma lei sa leggere il testo che ho riportato e che serviva a indurre alla riflessione sull’uso vago , quando non tendenzioso ,delle traduzioni e su quello impreciso del lessico ?
            Pare di no dalla risposta scentrata .
            Le tolgo comunque la curiosità : un dotto Gesuita .

  • crepuscolo ha detto:

    Mi piacerebbe chiedere allo scandalizzatissimo autore di questo scandalizzatissimo articolo, in che modo egli ritenga che dire “come Dio” implichi negazione o indebolimento della natura divina di Cristo, visto che è molto difficile dire che uno è “come Dio” se ha una natura diversa da Dio.

    In parole povere: chi può essere “come Dio” senza essere Dio?

    • Pompeo ha detto:

      Non sono scandalizzato. Gesù è vero Dio e vero uomo. Il resto sono elucubrazioni. … Adoriamolo davanti al tabernacolo e tante acredine scompariranno e Lo andremo di più e con Lui tutti coloro che Lui ha scelto ed ama: dal Papa all’ultimo fratello. Siamo orgogliosi di essere cattolici ed uniti in Cristo Signore. La divisione è del demonio.

  • Pompeo ha detto:

    Quanti dottori in Israele! Interessanti i vostri commenti… e che elucubrazioni! Forse era meglio lasciare la traduzione precedente,perché più aderente al testo greco e alla Vulgata, ma starei attento a dare certi “giudizi”, perché basta leggere attentamente il vocabolario TRECCANI, che vi spiega e insegna che “come” sta a significare, in italiano, anche “un rapporto di identità”, e oltre afferma che “è come”, ha il significato di “è lo stesso che”. Abbiamo un po’ più di buon senso e umiltà, e non facciamo dire ad altri i nostri “desiderata” sempre contro. Non è da buoni cristiani e senz’altro poca carità, se ci crediamo. Che lo Spirito Santo illumini le nostre menti e purifichi i nostri cuori.

    • DON ETTORE BARBIERI ha detto:

      Il problema è la resa in italiano. L’altra traduzione (1974) era stata fatta tenendo conto di criteri dogmatici e anche letterari: se la memoria non mi tradisce, la versione di certe parti poetiche come ad esempio i Salmi era stata rivista anche da poeti e scrittori famosi.. Certo allora esistevano ancora; oggi da chi la fai rivedere? Da Alessandro Baricco? Il “come” può indicare uguaglianza, ma anche semplice “somiglianza”: Cristo è “come” Dio perché uomo del tutto eccezionale, ma non Dio: non per nulla le dispute cristologiche e trinitarie sono durate secoli: una parolina ambigua può favorire un arianesimo di fatto o altre eresie simili che già albergano nella mente di molti cosiddetti cattolici.
      Sa per quanti Cristo è soltanto “superstar”?
      Certo, non è la traduzione di San Paolo che cambia la situazione, ma sembra proprio che la traduzione del 2008 sia frutto, come già detto più sotto, di un certo biblicismo che insegue “la lettera”, dimenticando che la Scrittura è data alla Chiesa ed è per la Chiesa.

  • Enrico Nippo ha detto:

    Ma insomma, lo vogliamo ammettere o no che che dal vaticano II in poi, per caso o non per caso, la metastasi liquida dell’INNOVAZIONE ha cominciato a diffondersi capillarmente e subdolamente fino a ad aver raggiunto il suo stato terminale?

    “INNOVARE: da IN e NOVARE far nuovo; ALTERARE l’ordine delle cose stabilite per fare cose nuove”. (etimo.it).

    E stiamo ancora qui a versare fiumi di parole ad ogni piè sospinto?

  • Miki ha detto:

    Beh avete fatto un bel passo avanti rispetto al solito: dotte disquisizioni di greco e di cristologia. Ora tornerete alle consuete invettive contro Bergoglio che non è papa, i complotti di san gallo, le dimissioni fasulle di ratzinger e tutte quelle fanfaronaggini?😃

  • Antonella ha detto:

    Un punto controverso, ha ragione chi ha scritto questo articolo facendo luce sulla traduzione testuale ed il messaggio contenuto sulla persona divina del Cristo, consustanziale al Padre: “Chi vede me vede il Padre”. Concordo, non c’era bisogno di una nuova traduzione biblica, soprattutto poi quando i risultati sono questi, alterati rispetto al significato originario, consegnati per disegnare un altro volto di Cristo, così come vorrebbero si divulgasse secondo una teologia progressista pensata per dare battesimo al nuovo umanesimo, che non si accontenta certo di citazioni banali sulla fratellanza ma tenta di ridimensionare la persona divina ad un piano esclusivamente umano. Tentativo arbitrario, soprattutto offensivo, che esprime molto più di quanto si possa immaginare, perché mutando il senso della Parola, la priva del suo significato e di tutto ciò che ha ispirato nei secoli lasciandosi contemplare come un’icona.
    L’uguaglianza di fatto non può essere liquidata con la somiglianza di cui si fa interprete il “come” che, senza volerlo, rimanda anche al terzo capitolo Genesi, pronunciato da un serpente che con inganno se ne inventa una più di se stesso : ” Non morirete affatto! Anzi Dio sa che quando ne mangerete, si aprirebbero i vostri occhi e diventereste come Dio….”

  • Nicola Buono ha detto:

    Sono contento anzi felice, ed è una grande Grazia, di avere scoperto la Messa Vetus Ordo in Rito Romano a Roma ed in Rito Antico Ambrosiano a Milano e così ho detto addio alla messa novus Ordo per sempre e senza rimpianti. In entrambe non ci sono traduzioni farlocche ( in quanto nel latino di sempre e corretto) , oltre che essere di una bellezza incredibile ed avere giustamente il sacerdote rivolto verso l’altare e che distribuisce la Santa Comunione come si deve. P.S Dulcis in fundo le omelie sono come quelle di una volta e non discorsi sociologici love and peace.

  • Crisbiagio ha detto:

    Sbaglio o quel testi ce l’ho anch’io.scritto da qualcuno che scrisse una lettera aperta dal titolo:”cari fratelli massoni”.

  • Luca Antonio ha detto:

    Bravo don Ettore, il miglior commento.
    Cui voglio aggiungere una mia considerazione , non avete fatto caso che certi passi, nella neo chiesa, hanno una interpretazione letterale, altri una esegetica, altri una ermeneutica , altri ancora, new entry bergogliana e orribile visu, psicologica/sociale ?.
    Come nel vecchio detto giudiziario : la legge si applica alla lettera per i nemici , si interpreta per gli amici.
    L’accusato e gia’ condannato , ancora dopo 2000 anni, e’ , nel caso in questione, Nostro Signore e il suo lascito.

    • Enrico Nippo ha detto:

      Luca Antonio, dimentichi l’interpretazione “profetica”🥴

      • Luca Antonio ha detto:

        Ciao Enrico, cosa intendi per “profetica” ?.
        Tutte le scritture credo siano profetiche essendo mia convinzione che l’intera storia, collettiva e individuale, l’intera nostra parabola umana, non sia altro che un gigantesco frattale in cui la parte piu’ minuta e’ identica al tutto e viceversa.
        Quindi ogni scrittura sacra contiene tutto, il passato, il presente e il futuro, futuro che infine va a ricongiungersi con la sua origine.

        • Enrico Nippo ha detto:

          La mia è un’osservazione sarcastica. Ogni tanto, per mia sfortuna, all’improvviso mi imbatto in tv in alcuni pretozzi o fratacchioni modernisti che si riempiono la bocca con la “chiesa profetica” per avallare lo squallore che impera e che ai loro occhi sembra invece un avverarsi “profetico”.

          Sicuramente la recente marcia della pace cattocomunista trasmessa da Assisi dalla cattocomunista Rai3, rientra negli eventi che testimoniano l’avanzare della “chiesa profetica”.

  • Marco ha detto:

    Non c’è da meravigliarsi di quanto sta succedendo e ultimamente con una accelerata spericolata a tutti i livelli
    .la botola è stata aperta e quello che sottaceva sotto le ceneri esce in maniera sfrontata e impunemente allo scoperto .Domenica all omelia sulla parabola evangelica del Re che manda i suoi servi per gli inviti al banchetto di nozze del Figlio, il commento è stato che questa pericope può rappresentare la storia della salvezza in cui Il re ,Dio ,ha mandato i suoi servi , i profeti , al suo popolo eletto e alla fine ha mandata l’ultimo dei profeti Gesu ……( sic) ecc ecc.
    Sono rimasto ulteriormente confuso e disorientato ne avevo sentite delle altre su altri passi del vangelo molto chiari ma interpretati secondo quanto piace alle orecchie del mondo quali Sodoma salvata dalla misericordia di Dio . L invitato senza veste bianca che in realtà non viene gettato nella geenna e così via . Ma questa mi è sembrata la ciliegina sulla torta . .
    Quindi ritornando all ennesima traduzione della Cei segnalata dal nostro attento studioso investigatore biblico del “Gesu come Dio ” posso concludere che tutto quello che ci scandalizzava quando era solo alla base adesso è arrivato in alto e dall’alto come.rugiada acida scende ad irrorare la terra del popolo di Dio generando dei cattolici geneticamente modificati ….Ogm.

  • silvio Esposito ha detto:

    Per arrivare a certi traguardi si deve per forza seguire il metodo della “Rana bollita”, perchè assecondare certe traduzioni della Bibbia per creare una falsa bibbia per negare non solo la divinità di Gesù, ma negare anche l’esistenza del diavolo, della resurrezione di Gesù, della vita eterna… e contemporaneamente affermare che Giuda è un incompreso da giustificare, non il figlio della perdizione… è un’operazione che richiede tempo per abituare la gente alle eresie. Ci cascano anche sacerdoti, vescovi, cardinali e papi, immaginiamoci il popolo. E’ l’ora di dire “Basta con questa falsa chiesa”. E lo diranno tutti i veri credenti della vera Chiesa appena cambieranno anche le parole della consacrazione.

    • MARIO ha detto:

      La puzza di “rana bollita” io la sento ogni beato giorno, passando davanti alle vostre cucine.
      Mi faccia un piacere: cambiate menù ogni tanto!

  • boanerghes ha detto:

    “””Allora le cose sono due: o chi ha tradotto per la CEI nel 2008 è un incapace (beata ignoranza), oppure l’intento è quello di togliere dai testi definitivamente la Divinità di Gesù Cristo.”””

    Nessuna delle due ipotesi.
    Conoscendo di persona e per studio il modo di procedere dei biblisti, non si tratta di persone beatamente ignoranti, nè tantomeno di teologi che vogliono togliere la divinità di Gesù Cristo dai testi. Direi che quest’ultimo punto è semplicemente ridicolo, anche in considerazione del fatto che ben pochi sono i fedeli che leggono assiduamente la Scrittura e che certo non si fanno questi problemi di traduzione.
    Riguardo il primo punto, oggi un biblista non può permettersi di tradurre quello che vuole, visto che ormai gli studi sui testi sono fatti in modo scientifico da tutti i teologi cristiani, e se uno traduce quello che gli pare, come accade nella bibbia dei testimoni di geova, non gli danno retta.
    Tutta questa discussione solo per un versetto paolino, quando lo studio biblico è fatto di una moltitudine di fonti bibliche a noi giunte e datate e codificate, fin dai primi secoli e poi copiate nel tempo, dando una omogeneità che essa stessa è testimonianza della veridicità del testo rivelato.
    E tale codifica è enorme.
    Personalmente, non amo particolarmente la versione del 2008, proprio per la particolare modifica di alcuni punti ed in specie dei testi paolini, degli inni paolini.
    E l’inno di Filippesi 2,6 e seguenti, che è quello che prediligo ma nella vecchia versione, ha risentito molto del desiderio di innovazione dei biblisti, che non stanno nella pelle quando devono tradurre dal greco, e si fissano enormemente su quella parola o quell’altra, ma a mio avviso dimenticando che comunque Gesù ha parlato in aramaico, e che quindi la stesura in greco, doverosa per quel tempo, è già una prima traduzione della predicazione apostolica in un’altra lingua. In poche parole, i biblisti dovrebbero fare un cammino inverso, e vedere quella parola greca con quale parola aramaica sarebbe sostituita. Un lavoro difficile, ma che dico appunto perchè talora ci si fissa troppo su una particolare parola.
    La versione del 2008 fa semplicemente un parallelo di “condizione”.
    pur essendo nella condizione di Dio
    assumendo una condizione di servo
    cioè
    essendo nella forma di Dio
    assumendo la forma di schiavo.

    Versione del vescovo Antonio Martini della Vulgata, traduzione questa famosissima fino a poco prima del CVII:
    ..essendo nella forma di Dio
    non credette che fosse una rapina quel suo essere uguale a Dio
    ma annichilò se stesso
    prese la forma di servo, fatto simile agli uomini, e per condizione riconosciuto come uomo.

    Dispiace vedere come subito ci si butti a capofitto per denigrare la Chiesa e buttare lì delle considerazioni molto pesanti, che hanno subito il “mi piace” di non pochi.
    Io direi che questo fatto non sussiste.
    Leggiamo e preghiamo la Sacra scrittura, cercandone comunque sempre l’autentico e profondo significato che lo Spirito gli ha dato.
    PS: se poi qualcuno ha voglia di scaricarsi la famosa traduzione della Vulgata del Vescovo Antonio Martini (che non è il card. Martini), avrà il vantaggio enorme della monumentale mole delle note originali, che sono piene di inserzioni patristiche, e dei grandi santi della Chiesa. Un capolavoro che è di fatto stato tolto nelle versioni recenti.

    • Lorenz ha detto:

      Ma Boanerghes… l’articolo non obietta che si sia cambiata la frase che recitava pur essendo di natura divina in quell’altra che dica – pur essendo di forma divina – , piuttosto si incentra sul cambiamento del dire – la sua uguaglianza con Dio – in quanto che invece reciti – l’essere come Dio –
      Insomma, il tuo contributo riesce a significare che in quell’altro diverso punto su cui tu sposti l’attenzione potrebbe esserci stato anzi un miglioramento della versione, ma e tuttavia così si manca di rispondere nel merito del rilievo che era stato avanzato, e si aggira la questione.
      Per il resto, non si tratta di conoscere’ i biblisti’ in genere ma quelli che hanno orientato certune precomprensioni.
      E guarda che una certa qual dotta empietà, magari inconsapevole e incolpevole, proprio non fu affatto estranea a letture pregresse. Un passaggio convulso del catechismo tridentino stesso può purtroppo essere stato facilmente addotto a insidiosa motivazione della lacunosa lettura che presiede all’espunzione del versetto -non ci indurre in tentazione – dal Pater noster e, quella traduzione forzata, altro esempio, di tutta la pericope paolina della creazione la quale – geme e soffre nell’attesa della redenzione – che poi è forzatura che conduce a leggere quel pensiero in senso in fondo panteista ecologista e animista invece che nel senso di una angelologia ricondotta in chiave antrocentrica, è infine una cattiva traduzione pregiudizievole che risale proprio al sentire illuministico del Martini che tu ricordi! Pur con tutte le sue conoscenze che pur io ti testimonio avendo visionato i suoi testi di studio ancora della biblioteca di Superga…
      La traduzione del 1974 in questo è formidabile e irrinunciabile: come traduzione italiana è la meno falsata rispetto al senso letterale anche e proprio rispetto a traduzioni precedenti, fatto poi pur salvo, come tu difendi, che certune scelte, non allora però tutte e neanche tante, della ultima revisione saranno in alternativa poi comunque sostenibili e compossibili. E ci mancherebbe ancora…

      • Boanerghes ha detto:

        Infatti io uso la versione del 1974, perché è stata fatta secondo determinati criteri per me essenziali e giusti , tra cui anche quello della fedeltà letterale, ma non l’unico.
        Tutti quegli anni per fare una simile e limitata revisione, quella del 2008, mi sembra strano. Meglio era fare una traduzione per un uso più di studio, con molte note. Ma ci sono già e non so poi chi le legga.

    • Miki ha detto:

      Il discorso di Gesù che parlava aramaico in questo caso non c’entra niente.

      • Boanerghes ha detto:

        Infatti è in riferimento ai biblisti e al loro attaccamento ossessivo a quella parola o a quell’altra, greche
        In realtà anche l’antico testamento ha diversi codici, come il Testo masoretico e la settanta, ma le differenze non sono certo abissali, anzi.
        S. Girolamo ha preferito il secondo.

  • Virro ha detto:

    Dott. Tosatti grazie per questo articolo.
    Chi ama la Parola di Verità, specialmente quella biblica, la custodisce nel proprio cuore, mente, anima, sa riconoscere ogni virgola fuori posto perché ne è fedele.
    2000 anni fa, la malizia dei dottori della legge di quel tempo, non si è mai addormentata, ma ha tramato fino ad oggi ogni compromesso pur di screditare la persona di Gesù, la sua Parola e nel tempo la sua Chiesa.
    La storia di questi “parloni/sapienti”, che correggono perché credono di saperne una più di Dio, o una più degli Apostoli Evangelisti, o di S.Paolo, o di S……. fino a confonderci con concetti mercantili come “..il Dio di Gesù Cristo..” , o affermare che “…..all’epoca mica c’era il registratore…..”,
    Anche nell’Eden satana insinuando Eva, corregge l’ordine che Dio ha dato ad Adamo e Eva.

  • P. Brian Paul MAGUIRE,c.p. ha detto:

    E se Phil. 2,6 ha voluto manifestare SUBITO la divinità (forma/sostanza/natura divina) di Gesù, perché non ha semplicemente citato Giov. 10,30? Questo inno “ascende” ovviamente dalla sua umanità, la quale tiene `”nascosta” la sua (piena) divinità che traspare nei suoi miracoli (cfr. Mk. 8, 27-30, poi vv.31-33), fino alla solenne proclamazione da parte della intera creazione della DIVINIZZAZIONE di questa sua stessa umanità da parte di Dio (“ho theós”: Phil. 2, 9) che ha reso il Cristo/Messias Gesù (il figlio dell’Immacolata Vergine Maria di Nazareth) IL SIGNORE/DIO (“Kýrios”)
    in /a (“eis”che regge l’accusativo significa ambedue) la gloria (“dóxa” indica lo Spirito Santo: Giov. 17,5) di DIO-PADRE (Phil. 2,11) Qui abbiamo quindi un’ascensione dalla umanità di Gesù alle esaltazione dell’Unto-Messia alla sua divinizzazione nella natura umana che, adesso viene “nascosta” per così dire nella sua natura divine di cui ha sempre goduto anche durante la spogliazione (“kenósis”) della sua esistenza mortale. Questo fatto è sottolineato dalla posizione nell’inno di “Cristo Gessù” come prima parola e di “Dio Padre” come ultima parola, perché il ebraico l’unica parola “hebèd” traduce sia “servo” (“paîs” in Is. 42, 1) sia “figlio” (“hyiós” in Lk. 9, 35).
    Non dimentichiamo l’angelo incontrato da SantAgostino che voleva mettere tutta l’aqua del mare in un buco nella sabbia! Le nostre parole umane non riusciranno mai e contenere tutti gli aspetti della PAROLA di Dio Incarnata!)

    • IMMATURO IRRESPONSABILE ha detto:

      ” […] nella sua natura divina, di cui ha sempre goduto, anche durante la sua spoliazione (kènosis) […]” Ecco, proprio qui (tra gli altri luoghi) è in azione il neo-modernismo (Kasper & c.); Gesù NON ha “goduto della sua natura divina” durante la sua vita terrena, questa è la tesi suggerita, solo con la resurrezione
      egli “raggiunge” la “condizione” di Dio (ma, in fondo, come per tutti gli uomini giustificati), e i racconti evangelici post-resurrazione vanno letti in senso figurato, Gesù è (come nel testo citato da Stilumcurialista Emerito, ahi ahi) “modello ideale” (!) , accettabile da tutti.
      Così si annullano caposaldi della teologia cattolica (dai modernisti vecchi e nuovi odiati perchè non compatibili col “pensiero moderno”): 1) cade la distinzione tra natura e sovra-natura (i miracoli evangelici sono solo “segni”) 2) i fatti narrati nei Vangeli non hanno valore storico ma sono assimilati alle parabole 3) i Sacramenti non hanno efficacia in sè 4) la Chiesa non corrisponde all’ “istituzione” chiamata Chiesa Cattolica, mera realtà storica 5) non si deve “imporre” alla società civile nessuna norma morale “cristiana” : esser cristiani significa fare la famosa “opzione fondamentale” (ahi ahi ahi, Stilum, che preziosa citazione sei riuscito a trovare!) : se infatti Gesù è un “modello ideale” , allora si capisce che non può nemmeno concepirsi come Cristo Re, Signore del Cielo e della Terra (a ciò si aggiunga un ulteriore risultato del pensiero anti-metafisico modernista, la negazione cioè del diritto naturale).
      Ovviamente non tutto è sempre detto apertamente; i modernisti della prima generazione erano, bisogna ammetterlo, più coraggiosi.

    • P. Lorenzo Franceschini ha detto:

      Eh già…il punto dolente della versione del 74 è il termine natura divina all’inizio che pare sottolineare solo un versante immanente e discendente della cristologia…
      ma perché allora poi cambiare il testo anche, e inoltre, dell’uguaglianza con Dio, il che produce a sua volta una forzatura ma di segno poi ulteriore, finendo per evidenziare al contrario solo infine un aspetto umano ascendente?

      Le nostre parole umane non riusciranno mai e contenere tutti gli aspetti della PAROLA di Dio Incarnata, dici,

      Ma la Parola di Dio in sé appunto questi aspetti li contiene e li riunisce! Per quanto possibile nei tentativi di traduzione non dovremmo compiacerci di andare da un estremo all’altro, volutamente sottolineando solo un versante, come se dovessimo sempre costringere il lettore a dover fare continue sinossi comparative tra le successive versioni italiane le quali intanto si modifichino via via per accentuazioni dialettiche!

  • Antonio Cafazzo ha detto:

    E’ la GIUDAIZZAZIONE della storia che il teologo P. Julio Meinvielle espone nel suo libro “El judio en el misterio della historia”. Il tuttora “disconoscimento” della divinità di Cristo, la sua “umanizzazione”.
    Per la “delizia” degli ecumenisti ad oltranza riporto qui i brani che Padre Meinvielle ricava dal Talmud.
    “Articolo I. – SUI NOMI DI GESU’ CRISTO
    1. Il vero nome di Gesù Cristo in ebraico è Jeschua Hanotsri – Gesù il Nazzareno. Viene chiamato Nostri dalla città di Nazareth nella quale egli crebbe.
    Così, nel Talmud, anche i cristiani sono chiamati Nostrim- Nazzareni.
    Siccome la parola Jeschua significa “Salvatore,” il nome Gesù si trova raramente nei libri ebraici. È quasi sempre abbreviato in Jeschu, che viene maliziosamente inteso come composto delle iniziali delle tre parole Immach SCHemo Vezikro – “Possano il suo nome e la sua memoria essere cancellati.”
    2. Nel Talmud, Cristo viene chiamato Otho Isch- “Quell’Uomo,” cioè colui che tutti conoscono. Nel Trattatello Abhodah Zarah, 6a. leggiamo: “Viene chiamato cristiano colui che segue i falsi insegnamenti di quell’uomo, che aveva loro insegnato a celebrare la festa il primo giorno del Sabato, cioè, di rendere il culto a Dio il primo giorno dopo il Sabato.”
    3) Altrove, egli viene semplicemente chiamato Peloni – “Una Certa Persona.” Nel Chagigah. 4b, leggiamo: “Maria …. la madre di una certa persona, di cui si parla nello Schabbath …” (104b). Che questa Maria non sia altro che la madre di Gesù, vedremo più avanti.
    4. Per spregio, Gesù viene anche chiamato Naggar bar naggar – ‘il falegname figlio di un falegname; e anche Ben charsch etaim – ‘il figlio di uno che lavora il legno.’
    5. Viene anche chiamato Talui – ‘quello che fu appeso.’ Il rabbino Samuel, il figlio di Meir, nell’ Hilch. Akum di Maimonide, si riferisce al fatto che era proibito partecipare alle feste cristiane di Natale e Pasqua perchè celebrate a causa di colui che fu appeso. E anche il rabbino Aben Ezra, in un commentario sul Genes. (XXVII, 39) lo chiama Talui la cui immagine l’imperatore Costantino aveva riprodotto sul suo stendardo. “…nei giorni di Costantino, che operò un cambiamento nella religione e mise la figura di colui che fu appeso sul suo stendardo.” (dal libro “Il Talmud smascherato” del Rev. I.B. Pranaitis, San Pietroburgo 1892, che il Padre Meinvielle utilizza per la sua tesi).

    • bastian contrario ha detto:

      Quale conoscenza aveva padre Mainvielle della Russia di quegli anni ?
      Il ritratto che ne esce dai libri sia di storia che di letteratura è estremamente contraddittorio. Non dimentichiamo che furono confezionati libri antisemiti dagli agenti segreti dello zar, evidentemente per mascherare la loro incapacità di controllare una situazione sempre più esplosiva, ma che avrebbe potuto
      essere superata.

    • MARIO ha detto:

      E i servi dei nemici a oltranza dell’ecumenismo
      imparano dal Talmud il modo migliore per disprezzare,
      non tanto il Nome di Gesù Cristo, ma Gesù Cristo stesso
      nel suo Corpo Mistico, che è la Chiesa.

    • Don Pietro Paolo ha detto:

      Suvvia, Cafazzo!
      Adesso che vuole farci una lezione sul talmud? Cosa c’entra il Talmud con la traduzione della Bibbia della CEI.?

    • Alessandro2 ha detto:

      Vede Antonio? Ha svegliato le guardie dell’ultima e unica religione rimasta, intoccabile e incorruttibile: quella dei Fratelli Maggiori. Mal gliene incolse.

      Il Talmud c’entra, eccome. Come anche l’abbandono della dottrina della sostituzione dell’antica alleanza con la nuova; dottrina ripudiata veementemente dalla Chiesa cattolica post-conciliare. E la conseguente espunzione della preghiera “et pro perfidis Judaeis”, e di molto altro (San Simonino anyone?).

      • MARIO ha detto:

        Beh, d’ora in poi diremo invece: “et pro perfidis Alexandro et Antonio”…
        Confidando che ringrazierete di cuore i vostri Fratelli Maggiori.

      • Boanerghes ha detto:

        Perfidi giudei lo siamo anche noi, probabilmente come ho già detto anche noi saremmo stati tra coloro che urlavano la crocifissione.
        Mi sembra che a volte ci sia un antisemitismo strisciante.
        S. Paolo offriva la sua vita continuamente per i suoi confratelli ebrei, senza per questo rinunciare all’annuncio del mistero pasquale.

  • Carmela Mastrangelo ha detto:

    Effettivamente tutte le nuove traduzioni della Bibbia, hanno l’intento di annacquare le verità più scomode per renderle non scandalose per gli uomini del nostro tempo che sono di fatto divenuti pagani. Ma se uno ha una minima sensibilità religiosa, un minimo di conoscenza della Sacra Scrittura, sente la ripugnanza ad accettare certe traduzioni. Io torno sempre alla Bibbia di Gerusalemme che mi sembra essere fuori da questa orchestrazione diabolica.

    • Elisa Nogara ha detto:

      Anch’io pensavo che la Bibbia di Gerusalemme fosse la migliore, così la comprai però rimasi delusa, perchè quella che ho io si ri fà al testo Cei. Quella vecchia andava bene, ma la nuova proprio no.

  • Elisa Nogara ha detto:

    Io comprerò la Bibbia di Ricciotti, dicono che sia la migliore. E poi cosa vi stupite della nuova Bibbia CEI, basta vedere i salmi e il Padre Nostro per capire le eresie che vi sono scritte. Non è una novità. Ricciotti è la Bibbia più fedele. Io vado sul sicuro.

    • stilumcuriale emerito ha detto:

      Io ho il libro Le Lettere di san Paolo tradotte e commentate da Giuseppe Ricciotti (data acquisto: 31-3-1958) . Nella lettera ai Filippesi i due versetti in questione sono tradotti così:
      “Questo modo di pensare sia in voi, che fu anche in Cristo Gesù; il quale, sussistendo in forma di Dio, non stimò rapina essere alla pari con Dio, ma svuotò se stesso prendendo forma di schiavo, diventando a somiglianza di uomini: e all’aspetto ritrovato come uomo, si umiliò diventato ubbidiente fino a morte, ed a morte di croce.”
      Segue un lungo commento nel quale, tra l’altro, il Ricciotti scrive: “Il senso, dunque, è il seguente: il Cristo, pur essendo in precedenza in natura di Dio, non si mostrò tenacemente attaccato alle prerogative esterne della natura di Dio sì da essere alla pari con Dio; bensì svuotò se stesso , non della natura di Dio, ma delle suddette prerogative esterne, prendendo forma (natura) di schiavo, ossia diventò simile ad uno qualsiasi degli uomini.”
      Non è trippa per tutti i gatti, mi pare.

  • Gianfranco Bertani ha detto:

    ma certo: Ratzinger, Cafarra, Biffi e Ruini volevano far credere che Gesù non ha la natura divina, non è il Figlio di Dio: ve ne siete accorti solo adesso?

    • Enrico Nippo ha detto:

      Ma come … anche Ratzinger molti dicono sia il vero papa? Terribile!!!

    • Boanerghes ha detto:

      Questo lo dice lei e i soliti perditempo.
      Non diciamo falsità su Caffarra Ratzinger e Biffi.
      A questo punto siamo arrivati?

      • Miki ha detto:

        La bibbia del 2008 con le sue traduzioni farlocche è stata confezionata regnante Ratzinger o no? L’hanno fatta a sua insaputa?😃

        • Gianfranco Bertani ha detto:

          il papa era Ratzinger; a capo della CEI c’era Ruini, sostenuti da Cafarra, Biffi, Bagnasco ecc. sono loro che hanno voluto questa traduzione: eretici anche loro?

        • Boanerghes ha detto:

          Nella versione del 2008 NON ci sono stravolgimenti tali da fare perdere la fede.
          Comunque Gesù ha detto che quando sarà innalzato attirerà tutti a sé , non quando ci sarà una traduzione esemplare e tradizionale della scrittura.
          E le anime che appartengono a Dio secondo un disegno di predestinazione, capiscono e intendono lo Spirito, senza tante fisime e paure.

          • Adriana 1 ha detto:

            Un altro che è corso a comprare il francobollo/santino di Lutero e Melantone . Il santino di Calvino lo possedeva già…

  • Francesco ha detto:

    Senza lil dogma della divinità di Cristo cessa di esistere la Chiesa. E’ triste constatare come la gerarchia cattolica nel corso degli ultimi cinquant’anni, dal Vatican II in poi, abbia professato tutte le eresie sorte nel corso dei secoli, nessuna esclusa

    • stefano raimondo ha detto:

      Però, guarda caso, non si sognano nemmeno di mettere in discussione l’assetto gerarchico… D’altronde la poltrona è la poltrona, e il suo fascino discreto resta inalterato nel tempo. Avverso la poltrona non vi è alcuna eresia che venga in essere: la poltrona è il centro fisso immutabile, invariabile mezzo e luogo dell’equilibrio perfetto. (semi-cit. Guénon). 🙂

  • Marina ha detto:

    Secondo me ci dice già abbastanza il Credo: ” Deum de Deo, Lumen de Limone, Deum verum de Deo vero..”
    In questa terribile confusione di idee, ci ridurremo al libero esame della Bibbia…che triste paradosso!

  • MARIO ha detto:

    Pur preferendo probabilmente “uguale a Dio” rispetto a “come Dio”, non mi sembra una questione sostanziale.
    Anche perché nel Nuovo Testamento (compresa la versione CEI 2008) ci sono decine di altri versetti in cui l’uguaglianza Gesù-Dio non è assolutamente equivocabile.

    Forse qui si voleva sottolineare il parallelo con il versetto successivo:
    [6] egli, pur essendo nella condizione di Dio,
    non ritenne un privilegio
    l’essere COME Dio,
    [7] ma svuotò se stesso
    assumendo una condizione di servo,
    diventando SIMILE agli uomini.

    Se fosse vero che il “COME Dio” del versetto [6] nega che Gesù è vero Dio,
    allo stesso modo si dovrebbe dire che il “SIMILE agli uomini” del versetto [7] (corrispondente all’originale greco e latino) nega che Gesù è anche vero Uomo.

    Ulteriore nota:
    l’originale greco ἴσα (isa), da ἴσος (isos), significa “uguale” o “simile”.
    Dunque, non sembra si debbano sollevare scandali.

    • DON ETTORE BARBIERI ha detto:

      Vede, caro Mario, ciò che irrita nella nuova versione è più che altro la pessima resa in italiano nonché alcune espressioni che sono effettivamente equivoche.. Il tutto per inseguire un letteralismo senza senso: nel passo da lei citato, che cosa significa, riferito al Figlio di Dio fatto uomo, “svuotò sé stesso”? Cristo è un lavandino o una bottiglia? Non è molto più chiaro “annientò” se stesso” della precedente traduzione? E perché “nella condizione di Dio”? Cristo non è nella condizione di Dio, ma della sua stessa natura..
      La nuova traduzione – e lo dico a beneficio di molti che hanno scritto- più che essere erronea in sé stessa è il risultato di quel biblicismo e di quella bibliolatria per cui non conta la Scrittura data alla Chiesa e letta nella Chiesa, ossia nel solco della Tradizione, ma la Bibbia presa a sé, come libro da leggere e interpretare come qualunque altro libro antico, correndo dietro alle varie mode esegetiche.
      Ricordatevi che nessuno è così lontano dalla gente reale come i progressisti, soprattutto quando fanno i pastoralisti (ce n’è per vescovi, preti, suore e laici c.d. impegnati).

      • Boanerghes ha detto:

        In seminario si fa una lezione intera su quel “”” svuoto se stesso”””, come la vera traduzione da fare.
        Più che biblisti, sono dei bibliolatri, se togli loro l’esegesi e lo studio, togli loro il senso dell’esistenza.
        Ma essere cristiani e fedeli è un’altra cosa.

      • MARIO ha detto:

        Don Ettore Barbieri,
        con tutto il rispetto e senza alcuna pretesa o difesa a oltranza:

        1) Traduzione CEI 1984:
        – “pur essendo nella CONDIZIONE di Dio” (versetto 6) si collega a “assumendo una CONDIZIONE di servo” (versetto 7);
        – “svuotò se stesso”.

        2) Analogamente la Traduzione di Giuseppe Ricciotti (che mio padre mi leggeva da piccolo):
        – “sussistendo in FORMA (= traduzione letterale dal greco) di Dio” fa il paio con “prendendo FORMA di schiavo”;
        – “svuotò se stesso”.

        Non capisco perché svuotare le sembra così volgare…

        Buona serata (o meglio Buona notte).

      • Luca Antonio ha detto:

        Bravo don Ettore, il miglior commento.
        Cui voglio aggiungere una mia considerazione , non avete fatto caso che certi passi, nella neo chiesa, hanno una interpretazione letterale, altri una esegetica, altri una ermeneutica , altri ancora, new entry bergogliana e orribile visu, psicologica/sociale ?.
        Come nel vecchio detto giudiziario : la legge si applica alla lettera per i nemici , si interpreta per gli amici.
        L’accusato e gia’ condannato , ancora dopo 2000 anni, e’ , nel caso in questione, Nostro Signore e il suo lascito.

      • MARIO ha detto:

        E/C: CEI 2008 (non CEI 1984). Sarà l’età…

      • Don Pietro Paolo ha detto:

        Don Ettore,
        Capisco e convengo con lei che traducendo è meglio usare la forma fedele al testo originario ma più accessibile e più comprensibile al lettore, cosa non sempre facile e causa di tante discussioni contrastanti. Ora la parola in questione, “kenosis”, può essere tradotta in tanti modi: “si è spogliato”, “si è abbassato”, “si è annientato” ,” si è svuotato”. Credo che la scelta di quest’ultima, oggi sia la più seguita perché nel dibattito teologico non si parla solo di Kenosi del Figlio, ma anche di kenosi del Padre che, generando eternamente il Figlio, lasciando per Se solo la paternità, si “svuota” di tutto ciò che è per farne Dono eterno al Figlio. Così come anche lo Spirito Santo che come Dono eterno del Padre e del Figlio si autolimita nella creazione….(cfr S. Bulgakov)

        • Adriana 1 ha detto:

          Quindi uno Tzimtzum trinitario…mi pare un’interpretazione un po’ strana . Come quella che- a porte chiuse- , nello sconosciuto “olam”, litighino di gran gusto .

  • stilumcuriale emerito ha detto:

    L’unica vera strada per non finire storditi dal baccano ecclesiastico odierno.
    PSALMUS 1
    1 Beatus vir, qui non abiit in consilio impiorum
    et in via peccatorum non stetit
    et in conventu derisorum non sedit,
    2 sed in lege Domini voluntas eius,
    et in lege eius meditatur die ac nocte.

  • stilumcuriale emerito ha detto:

    Riferendomi al mio precedente commento,icopio qui quanto scrive il prof. Ugo Vanni alla voce Filippesi del Nuovo Dizionario di Teologia Biblica (ediz. Paoline , 2001).
    –Chi è propriamente il Cristo soggetto dei primi versetti (2,6-7a) dell’inno? Si è parlato, specialmente nella patristica greca, del Cristo al livello trinitario preesistente all’incarnazione: essendo “nella forma di Dio” non considerò un “tesoro geloso” (harpagmon: in senso passivo) questa uguaglianza con Dio, ma,incarnandosi, “svuotò” (ekénosen) se stesso, assumendo la condizione umana. Come uomo poi affronterà per obbedienza e la morte in croce e sarà glorificato e portato al livello divino nel contesto della risurrezione.
    Un’altra interpretazione più recente vede nel soggetto protagonista il Cristo già incarnato. Pur avendo coscienza della sua divinità, il Cristo-uomo dà alla sua vita un orientamento di fondo antitetico a quello tentato da Adamo: invece di ritenere l’ “essere uguale a Dio” una “cosa da rapire” come aveva fatto Adamo (harpagmon in senso attivo) sceglie la via del servizio : “svuota” se stesso nel senso che si espropria di ogni ricerca di vantaggio proprio, divenendo così il modello ideale per le scelte degli uomini. Con questa opzione fondamentale affronta l’esproprio supremo della morte e giunge così , con la risurrezione, a quel livello di Dio che Adamo aveva sognato invano di raggiungere.—
    Quale delle due interpretazioni sia la più giusta, non sono in grado di valutarlo. Però il discorso mi pare molto interessante.

  • Rafael Brotero ha detto:

    Non è una Bibbia, è come una Bibbia.

  • Raffaella ha detto:

    Bruno Cornacchiola dopo una visione o un sogno, non ricordo, disse spaventato: “spero che non si realizzi mai quello che ho visto e cioè che il Papa rinneghera’ le Verità della Fede”;
    bene, mi sembra che passo passo, di traduzione in traduzione ci stiamo arrivando. Cosa c’è di più spaventoso che rinnegare la divinità di Cristo?
    Ma forse bisogna proprio toccare il fondo per poter risalire.

    • Boanerghes ha detto:

      Ho letto il libro dell’apparizione delle tre fontane.
      Non credo sia questo il punto di applicazione del sogno. Nessun fedele o quasi si accorge di queste modifiche letterali.
      Il sogno di Cornacchiola doveva riferirsi a qualcosa di portata più grande

  • Maria Michela Petti ha detto:

    È in quel “come” l’insidia nascosta nel ricorrente tentativo di abbassare al livello umano il soprannaturale. Anche Maria è stata ricondotta, in qualche recente predicazione, ad una dimensione priva di connotazioni distintivi e “superiori”. Digressioni sempre più frequenti per l’abitudine a lasciarsi andare ad interpretazioni in totale libertà di giudizio, che indulgono e prestano il fianco alla tentazione di elevare la creatura all’altezza del Creatore, per un eccesso di orgoglio e superbia, come da parte dell’angelo ribelle contro cui combatté l’arcangelo Michele, che nel significato del nome Mi-ka-El “Chi come Dio? ” allontana ogni dubbio dalla lotta intrapresa – e vinta – per sconfiggere presuntuosi e arroganti.
    Missione in difesa della fede in Dio, cui sono chiamati i credenti nel depositum, quindi anche nel dogma della Trinità, invocando il sostegno di San Michele, santo protettore della Chiesa mai come in questo momento di crisi bisognosa del Suo patrocinio.
    Lo scontro decisivo, predetto per i giorni dell’Apocalisse, segnerà proprio il suo ritorno descritto nel Libro di Daniele (12,1):
    «In quel tempo sorgerà Michele, il grande capo, il difensore dei figli del tuo popolo; vi sarà un tempo di angoscia, come non ce ne fu mai da quando sorsero le nazioni fino a quel tempo; e in quel tempo, il tuo popolo sarà salvato; cioè, tutti quelli che saranno trovati iscritti nel libro».

  • stilumcuriale emerito ha detto:

    Confrontando fra loro diverse versioni, tutte rigorosamente CEI, ho trovato conferma di quanto asserito da “investigatore biblico” . Infatti trovo:
    –uguaglianza con Dio in:
    Bibbia CEI – Ediz. PM a cura di Pietro Vanetti del 1988
    La Bibbia mini – Ediz. PIEMME del 2000
    Liturgia delle Ore – Ediz. Libreria Editrice Vaticana 1989
    LA BIBBIA – Edizione PM per La Civiltà Cattolicca del 1995
    –essere uguale a Dio in:
    Nuovo Testamento – Ediz. San Paolo del 1989, ristampa 2005
    La SACRA BIBBIA – Nuovo Testamento – Ediz. Libreria Editrice Vaticana del 1997
    –Essere come Dio – lo trovo invece in:
    La Bibbia di Gerusalemme – Ediz. EDB del 2008 con imprimatur del Card. Cafarrra
    La Sacra Bibbia.CEI (Ap per iPad e simili ) mentre nel sito ufficiale della Santa Sede il versetto Fil 2,6 è proposto ancora così: — il quale, pur essendo di natura divina, non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio— e in latino : –qui cum in forma Dei esset,
    non rapinam arbitratus est esse se aequalem Deo –.
    Una possibile spiegazione delle differenti versioni l’ho trovata nel Nuovo Dizionario di Teologia Biblica alla voce Filippesi a cura del prof. Ugo Vanni s.j. ma ne riferirò in un prossimo commento.

  • Don Pietro Paolo ha detto:

    La nota di chi ha scritto questo articolo potrebbe sembrare giusta, ma necessita a mio parere di alcune chiarificazioni. Gesù ha due nature: l’umana, che lo rende “uguale” a noi, e la divina, per la quale è “UGUALE” ed è la stessa e identica a quella del Padre e dello Spirito Santo. La Persona di Gesù, che è Divina, è distinta però dal Padre e dallo Spirito Santo. Quindi il Verbo, Gesù, è Persona Divina “COME” lo è il Padre e lo Spirito Santo. Ora, visto che al tempo degli apostoli la terminologia teologica non era ancora sviluppata, gli scrittori sacri quando si riferivano al Padre lo definivano “il” Dio:“ ò θεὸς”. Quindi, Dio, con l’articolo esprime sempre e solo Dio Padre, Mentre senza l’articolo, il termine Dio era riferito al Figlio. Purtroppo, l’interpretazione errata di questo brano e la differenza tra Dio con l’articolo o senza, ha suscitato dottrine non ortodosse non ultima quella dei testimoni di Geova. Difatti, gli eretici dicono che “pur essendo nella forma di Dio” ( traduzione letterale) può indicare “essere divino” come essere celeste un po’ come gli angeli. In ogni caso, l’esempio di Batman per noi non calza, perché Gesù è “COME” il Padre (cioè Dio), ma NON il Padre. Per cui, anche se letteralmente è più giusta la traduzione “uguale”, l’attuale “come”, non è blasfema.

    • Antonio Cafazzo ha detto:

      Suvvia, faccia uno sforzo. Ci illumini anche:
      – sulla circumsessione o perikoresis;
      – sulla pericope “…sappiate e conosciate che il Padre è in me e io nel Padre” (sembra che sia in GV 10,38);
      – se il “Cristo” nel pasticcino della “comunione” della neo-messa luterana è presente “come” Dio o “è” Dio.

      • Don Pietro Paolo ha detto:

        Cafazzo,
        Non capisco tanta irritazione. Le da proprio fastidio la mia spiegazione in cui specifico che dire che Gesù è come ” il Dio” (modo con cui il N.T. Indica il Dio Padre) significa dire che Gesù è Dio? Non mi meraviglia che lei sia allergico alla teologia ortodossa e invece vada appresso alle fantasticherie di un personaggio mosso da protagonismo che, per giustificare il suo inutile scisma, inventò che la Chiesa Cattolica celebra la Messa neo-luterana. Parlare poi di ” pasticcino” della comunione in cui Gesù è presente come Dio e non se è Dio è irriverente ,blasfemo e offensivo. Le consiglio di informarsi meglio, magari studiando. Se ha delle intolleranze o irritazioni, credo che i suoi amici, che altre volte mi hanno invitato a prendere “acutil”, senza motivo e senza un effettivo bisogno, non la possono aiutare. Si cerchi un buon medico

    • cattolico ha detto:

      don pietro paolo lasci perdere la teologia,Gesù è aleteia ovvero dio visibile.lo è per circa 30 anni,passati i quali ritorna eterno presente sapienza creativa

      • Don Pietro Paolo ha detto:

        Cattolico,
        Glie’ho detto altre volte che il nome che lei si è imposto non gli si addice. Gesù è certamente il Rivelatore del Dio invisibile, chi vede Lui vede il Padre (cfr Gv 14, 9). Durante i suoi 33 anni vissuti su questa terra , anche se in uno stato di Kenosi, il Verbo Incarnato, Gesù Cristo, non ha cessato di essere Dio e quindi eterno presente e sapienza creativa.

  • Corrado Bassanese ha detto:

    Bibbia CEI 2008.
    Ma SS BXVI l’ha visionata?
    Dovremmo imparare tutti il latino?
    Il greco antico sarebbe più idoneo, però….

    • Enrico Nippo ha detto:

      L’ha visionata … l’ha visionata …

      • Corrado Bassanese ha detto:

        (Scusi il ritardo)
        Allora lei crede che non ci sia proprio speranza di un ritorno alla Chiesa tradizionale?

        • Enrico Nippo ha detto:

          Come si dice: mai dire mai. Oppure: le vie del Signore sono infinite. In questo momento mi vien da pensare al prossimo papa. Sarà un omologato all’andazzo post-conciliare che giorno dopo giorno ha minuziosamente alterato la Chiesa tradizionale, oppure uno dal potere taumaturgico che guarirà la Chiesa dalla metastasi mortale che l’affligge?

          • MARIO ha detto:

            Enrico,
            poiché, come dici tu, “le vie del Signore sono infinite”…
            io credo che se il prossimo Papa fosse Gesù Cristo in persona (naturalmente sotto mentite spoglie), ti compreresti una macchinetta apposta per rifare la punta alle tue frecce (ormai spuntate…) e rifare il filo alla lama delle tue spade[!] (ormai arrugginite…).
            Preparati!

  • Adriana 1 ha detto:

    A occhio e (nessuna) croce direi che ,a motivo della sua umiltà, Bergoglio rinuncia ad essere vicario di Dio .
    Preferisce esser vicario di Osho ,( accuratamente filmato e registrato) .

  • EquesFidus ha detto:

    Premesso che non sono un biblista o un teologo, e che chiedo perdono a voi e a Dio per eventuali inesattezze o imprecisioni fatte in buona fede, nella traduzione della Sacra Bibbia curata dall’abate Ricciotti del 1958 si può leggere “[…] il quale [Gesù Cristo], sussistendo in natura di Dio, non considerò questa sua eguaglianza con Dio come una rapina, [….] (Fil 2, 6). La “libera traduzione” della Cei 2008 fa il paio con quella , a mio avviso persino più grave, di Giovanni 20, 29, che giustamente nella versione di Ricciotti viene tradotta come “[…] beati coloro che hanno creduto e non videro”, mentre nella Bibbia CEI diventa “[…] beati quelli che pur non avendo visto crederanno” (fonte: http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__PW4.HTM). E di esempi ve ne sono diversi altri, specie nella liturgia: il “et in terra pax ominibus bonae voluntatis”, sempre tradotto con “e pace in terra agli uomini di buona volontà” ma diventato misteriosamente nell’ultima versione del Messale “e pace in terra agli uomini che egli ama”, il “et ne nos inducam in tentationem” che diventa “e non ci abbandonare alla tentazione” (e pazienza se per secoli i cristiani hanno pregato in ben altro modo), nonché l’Agnus Dei “qui tollit peccata mundi” che diventa “che toglie i peccati del mondo” anziché “che si fa carico dei peccati del mondo” (in questo caso, me ne rendo conto, per mantenere l’assonanza si è data una traduzione volutamente imprecisa) sono i tre più illustri, senza dubbio.
    Scrisse di queste “libere traduzioni” (in particolare sul “beati quelli che hanno creduto e non videro”) già Messori in “Ipotesi su Maria”: in breve, sembrerebbe che dietro queste “libere traduzioni” (che in realtà non sono mica tanto libere, ma rispondo ad un preciso disegno ed a decisioni ufficiali) ci sia, né più né meno, che quel progetto di ecumenismo col (in realtà sottomissione della Dottrina cattolica al) moribondo protestantesimo; protestantesimo (specie quello storico, quindi composto da anglicani, luterani, calvinisti, metodisti, sedicenti evangelici e similari), infatti, che oggigiorno sopravvive in molti casi solo grazie all’ignoranza ed alla rilevanza (quando non ammirazione) che viene riservata ad esso nella Chiesa. Queste modifiche non sono infatti errori accidentali, dei pro forma o semplici “libere traduzioni” da scolaretti ignoranti di terza liceo, ma hanno dei precisi significati all’interno del testo sacro. Per quanto mi riguarda, la nuova versione di Fil 2,6 serve anche a far contenti musulmani ed increduli vari, per cui Nostro Signore non era Dio ma al massimo un grande profeta o filosofo e per cui è una bestemmia anche solo pensare che Dio possa essersi rivelato al mondo per mezzo di Suo Figlio. Tra l’altro, tutti oggigiorno stanno a fare le quintane sbracciandosi sul fatto che Dio è Padre di tutti (vedasi la nuovissima “Fratres Omnes”, che è piena di ambiguità sul tema): posto il fatto che questo non è vero (Dio è Creatore di tutto e tutti, quello sì, come leggiamo nel Credo: “factorem coeli et terrae, visibilium omnium et invisibilium”, ma noi diventiamo Suoi Figli tramite il Battesimo e la fede in Nostro Signore), per molti Dio non è, non può essere Padre. San Giovanni nella sua 1° lettera definisce costoro letteralmente anticristi (1Gv 2, 22: “Chi è il mentitore, se non chi nega che Gesù è il Cristo? Egli è l’anticristo che nega il Padre e il Figliuolo”): ecco, io trovo ridicoli non solo questi tentativi di rendere “digeribili” passaggi biblici a chi cristiano non è (anzi, avversa fino in fondo quella che è la verità e la realtà negando, come dice San Giovanni, che Dio è Padre e che Cristo è suo Figlio), ma mi chiedo anche quanto siano producenti queste operazioni, quali risultati diano contribuendo non solo a modifiche arbitrarie delle Scritture, ma anche alla confusione imperante in questo momento storico fuori e soprattutto nella Chiesa. Secondo me molto pochi, anzi, credo che la scoperta di interpolazioni e manipolazioni “moderne” (come dice il retro di copertina della Bibbia Ricciotti della EFFEDIEFFE) possa portare molti fuori strada, aumentare la confusione e pure fornire armi ad increduli e “diversamente credenti” (un tempo si usavano altri termini, pazienza…) per poter accusare la Chiesa di manipolare i testi sacri. Per esempio, i musulmani, che prima non avevano uno straccio di prova per le affermazioni del loro “Profeta” sulle alterazioni del Corano “originale” condotte da ebrei e cristiani, possono asserire adesso che almeno attualmente noi cristiani manipoliamo i nostri stessi testi sacri, cosa che loro non fanno (attualmente, poi a quanto pare non è stato esattamente così in passato). Ecco, credo che se noi cattolici smettessimo di preoccuparci degli affari altrui all’infuori della salvezza delle loro anime (salvezza che passa per Cristo, non per Buddha o Maometto o il caso) o del “grado di veridicità” di questa o quella falsa religione, sicuramente ne trarremmo giovamento anzitutto per noi stessi, e poi per gli altri in quanto vedrebbero che la Chiesa è veramente fondata sulla roccia che è Cristo. La sabbia sessantottina e settantottina la lascio volentieri agli altri.

  • Gianfranco ha detto:

    Complimenti a questo dotto “investigatore biblico”.
    Certo, avrebbe forse dovuto portare qualche altro elemento, a sostegno della sua tesi. Perché, mettere in cantiere un’opera gigantesca solo per cambiare un versetto di Filippesi, via,… Forse si poteva procedere in altro modo!
    Dunque mi pare necessario che , chi ha le necessarie competenze, affronti in modo sistematico l’esame comparativo delle due traduzioni, almeno dell’intero N. T.

  • Cesare Baronio ha detto:

    La Vulgata dice: “Qui cum in forma Dei esset non rapinam arbitratus est esse se aequalem Deo.”

    Mi pare che la disquisizione sulla traduzione sia inutile e inappropriata. Anzi, paradossalmente la nuova traduzione è più vicina al testo latino.

  • da inadeguato ha detto:

    BIBBIA CONCORDATA
    imprimatur del 2 marzo 1968
    dell’Arcivescovo di Ravenna
    Salvatore Baldassarri
    Mondadori 1968

    Filippesi 2, 5 e seguenti
    Abbiate in voi il modo di pensare che fu anche in Cristo Gesù , il quale, pur essendo in forma di Dio, non ritenne come cosa da far propria avidamente l’essere uguale a Dio, ma spogliò se stesso, prendendo forma di servo, ecc.

    La sacra Bibbia
    La nuova Diodati
    editrice la buona novella – Brindisi
    Revisione 1991
    niente imprimatur essendo pubblicata da società editrice protestante.

    Gli stessi versetti.
    Abbiate in voi lo stesso sentimento che è già stato in Cristo Gesù,
    il quale, essendo in forma di Dio, non considerò qualcosa a cui aggrapparsi tenacemente, l’essere uguale a Dio , ma svuotò se stesso, prendendo la forma di servo, divenendo simile agli uomini, ecc.

    Mi sembra che, pur differendo un poco, le parole da prendere in considerazione siano le stesse, sia nella versione cattolica che in quella protestante.

  • Fabio ha detto:

    Non mi stupisco: devono fare la religione unica mondiale perciò l’unicità salvifica di Gesù Cristo deve essere ridimensionata e, in definitiva, negata.
    Non credono più che le Scritture sono rivelate da Dio e, dopo avercela menata per decenni con la parola la parola la parola adesso che sono riusciti a demitizzare i Sacramenti ed a svuotarli del loro significato falsificano le scritture. D’altro canto all’epoca non c’erano i registratori……..
    Questa faccenda di falsificare le traduzioni però non è una novità, è un altro dei bei frutti del concilio. ‘Pro multis’ è stato tradotto ‘per tutti’, ‘accipite’ è stato tradotto ‘prendete’ invece che ‘ricevete’ e si potrebbe continuare.
    Fanno riferimento al falsario fin dall’inizio.

  • Natan ha detto:

    Un biblista bravo mi disse:” Continui a leggere la versione del 1974″ e non aggiunse altro.

  • Borghese pasciuto ha detto:

    Dice il nostro inquieto studioso: “Se io per esempio voglio essere “come Superman” significa che io e Superman siamo diversi e a me piacerebbe essere come lui. Ma non sono lui.”

    Ma anche se io dicessi “sono uguale a Tosatti” (lungi da me…) significherebbe che Tosatti ed io siamo due soggetti diversi, ma uguali. Come due calze dello stesso paio, che pur sempre due distinte calze restano.

    Insomma, Tosatti, dica pure al suo amico studioso che può risparmiare la sua angoscia per questioni meno capziose e ben più importanti non dico per l’umanità, ma anche solo per il suo condominio.

    • Enrico Nippo ha detto:

      Bisognerà vedere in quale delle due calze la Befana metterà il carbone e in quale i dolcetti. 🤪

    • : ha detto:

      «Ma anche se io dicessi “sono uguale a Tosatti”…»

      Di uguale a Tosatti c’è solo Tosatti.

      L’uomo è individuo ( di ognuno c’è un solo esemplare). Se nel parlare corrente si usa questa espressione (“essere uguale ad un altro”) lo si fa in modo improprio, qualora si voglia intendere uguaglianza assoluta. Ma in genere ci si riferisce ad una certa prerogativa, ad un certo diritto, ecc. Nella Bibbia però, quando ci si riferisce all’essenza divina, non sono ammesse espressioni improprie, quindi in quel caso “uguaglianza” significa essere lo stesso “Essere”

    • Alda ha detto:

      Ogni tanto il pasciutello “risorge” 🙄🙄🙄

  • Enrico Nippo ha detto:

    Allora le cose sono due: o chi ha tradotto per la CEI nel 2008 è un incapace (beata ignoranza), oppure l’intento è quello di togliere dai testi definitivamente la Divinità di Gesù Cristo.

    Io opto per la seconda.

    Io opto per entrambe. In un modo o nell’altro, col vaticano II è iniziata un’opera di demolizione della “vecchia chiesa preconciliare”. Intelligenze perverse, teologali e pastorali, hanno seminato a piene mani lo squallore che oggi straripa (“smentito” da trasmissioni come “A sua immagine” e dalla “marcia per la pace” di Assisi, non per nulla propalata da Rai3).

    • Briciola ha detto:

      Se si vuole raggiungere (suggerito dallo smartphone) o meglio se si vuole creare una nuova religione partendo dalle preesistenti, è necessario diminuire Cristo, riducendo la sua divinità.
      Ma esiste anche una corrente di pensiero che afferma che l’unica fede esiste già e i confuciani, gli induisti , gli zoroastriani, i sik, possono tutti contribuire a questa unica fede, raggiungendo la vera chiesa fondata da Cristo.

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