VIGANÒ: IN ATTO UN SUBDOLO E VILE TRADIMENTO DELLA CHIESA.

11 Agosto 2020 Pubblicato da

Marco Tosatti

Carissimi Stilumcuriali, l’arcivescovo Carlo Maria Viganò ci ha inviato questa sua risposta a un saggio di padre Thomas Weinandy, che ci sembra estremamente interessante per valutare la situazione attuale della Chiesa, le radici della crisi e la realtà emersa dal Concilio Vaticano II. Buona lettura.

§§§

 

10 Agosto 2020

San Lorenzo, martire

 

Reverendo Padre Thomas,

 

ho letto con attenzione il Suo saggio Vatican II and the Work of the Spirit apparso su Inside the Vatican il 27 Luglio 2020 (qui). Mi pare che il Suo pensiero possa esser riassunto in queste due frasi:

«Condivido molte delle preoccupazioni espresse e riconosco la validità di alcune problematiche teologiche e questioni dottrinali enumerate. Mi trovo tuttavia a disagio nel concludere che il Vaticano II sia, in qualche modo, la fonte e la causa diretta dell’attuale stato scoraggiante della Chiesa».

Mi permetta, reverendo Padre, di usare come auctoritas nel risponderLe un Suo interessante scritto, Pope Francis and Schism, pubblicato su The Catholic Thing lo scorso 8 Ottobre 2019 (qui). Le Sue osservazioni mi consentono di evidenziare un’analogia che spero possa contribuire a chiarire il mio pensiero e a dimostrare ai nostri Lettori che alcune apparenti divergenze possono trovare composizione proprio grazie ad una proficua disputatio che abbia come scopo principale la gloria di Dio, l’onore della Chiesa e la salvezza delle anime.

In Pope Francis and the Schism, Ella osserva, molto opportunamente e con l’acume che contraddistingue i Suoi interventi, che vi è una sorta di dissociazione tra la persona Papae e Jorge Mario Bergoglio, una dicotomia in cui il Vicario di Cristo tace e lascia fare, mentre parla e agisce l’esuberante argentino che oggi dimora a Santa Marta. Riferendosi alla gravissima situazione della Chiesa in Germania, scrive:

«In primo luogo, molti all’interno della gerarchia tedesca sanno che diventando scismatici perderebbero la loro voce e la loro identità cattolica. Questo non possono permetterselo. Hanno bisogno di essere in comunione con Papa Francesco, perché è proprio lui che ha promosso il concetto di sinodalità che stanno cercando di attuare. Egli, quindi, è il loro ultimo protettore.

In secondo luogo, mentre Papa Francesco può impedire loro di fare qualcosa di oltraggiosamente contrario all’insegnamento della Chiesa, egli permetterà loro di fare cose che sono ambiguamente contrarie, perché tale insegnamento e pratica pastorale ambigua sarebbe in accordo con quella di Francesco. È in questo che la Chiesa si trova in una situazione in cui non si sarebbe mai aspettata di essere».

E ancora:

«È importante ricordare che la situazione tedesca deve essere vista in un contesto più ampio: l’ambiguità teologica all’interno di Amoris Laetitia; l’avanzamento non così subdolo dell’agenda omosessuale; la “rifondazione” dell’Istituto (romano) Giovanni Paolo II sul matrimonio e la famiglia, cioè l’indebolimento dell’insegnamento coerente della Chiesa sugli assoluti morali e sacramentali, specialmente per quanto riguarda l’indissolubilità del matrimonio, l’omosessualità, la contraccezione e l’aborto.

E ancora, c’è l’affermazione di Abu Dhabi, che contraddice direttamente la volontà del Padre e mina il primato di Gesù Cristo suo Figlio come Signore definitivo e Salvatore universale.

Inoltre, l’attuale Sinodo dell’Amazzonia pullula di partecipanti solidali e sostenitori con tutto ciò che precede. Si deve anche tener conto dei molti cardinali, vescovi, sacerdoti e teologi teologicamente discutibili e che Francesco sostiene e promuove ad alte cariche ecclesiali».

E conclude:

«Considerando tutto questo, percepiamo una situazione, d’intensità vieppiù crescente, in cui, da un lato, la maggioranza dei fedeli del mondo – sia clero che laici – sono leali e fedeli al Papa, perché egli è il loro pontefice, anche se sono critici sul suo pontificato, e, dall’altro, un gran numero di fedeli del mondo – clero e laici – che sostengono con entusiasmo Francesco proprio perché permette e promuove il loro insegnamento e prassi ecclesiale ambigui.

Si andrà dunque a finire che la Chiesa si ritroverà con un papa che è il papa della Chiesa cattolica e, contemporaneamente, il leader de facto, a tutti gli effetti pratici, di una chiesa scismatica. Poiché egli è il capo di entrambi, rimane l’aspetto di una sola chiesa, mentre in realtà ce ne sono due».

Proviamo ora a sostituire il Papa con il Concilio, e Bergoglio con il Vaticano II: penso che Ella troverà interessante il parallelo quasi pedissequo che ne risulta. Infatti, tanto per il Papato quanto per un Concilio Ecumenico, il Cattolico nutre quella venerazione e quel rispetto che la Chiesa gli chiede: da un lato verso il Vicario di Cristo, dall’altro verso un atto solenne di Magistero in cui è la voce di Nostro Signore che parla attraverso il Romano Pontefice e i Vescovi riuniti con lui. Se pensiamo a San Pio V e al Concilio di Trento, o a Pio IX e al Vaticano I, non sarà difficile riscontrare la perfetta corrispondenza tra quei Papi e il Papato, e tra quei Concili e il Magistero infallibile della Chiesa. Anzi, il solo pensare ad una possibile dicotomia ricadrebbe a giusto titolo sotto le sanzioni canoniche e offenderebbe le pie orecchie dei fedeli.

Eppure, come Ella stessa rileva, con Jorge Mario Bergoglio nelle surreali vesti di Successore del Principe degli Apostoli, «l’unica espressione che posso trovare per descrivere questa situazione è “scisma interno al Papato”, perché il Papa, proprio come Papa, sarà effettivamente il leader di un segmento della Chiesa che attraverso la sua dottrina, l’insegnamento morale e la struttura ecclesiale, è a tutti gli effetti pratici scismatico».

Mi chiedo allora: se Ella ammette, caro Padre Thomas – quale dolorosa prova cui la Provvidenza sottopone la Chiesa per punirla delle colpe dei suoi indegnissimi membri e massimamente dei suoi vertici – che il Papa stesso sia in stato di scisma con la Chiesa, al punto da poter parlare di uno «scisma all’interno del Papato», per quale motivo Ella non può accettare che altrettanto sia avvenuto per un atto solenne quale un Concilio, e che il Vaticano II abbia rappresentato un caso di “scisma interno al Magistero”? Se può essere «a tutti gli effetti pratici scismatico» – e direi anche eretico – questo Papa, perché non avrebbe potuto esserlo anche quel Concilio, nonostante l’uno e l’altro siano stati istituiti da Nostro Signore per confermare i fratelli nella Fede e nella Morale? Cosa impedisce, Le chiedo, agli Atti del Vaticano II di discostarsi dal solco della Tradizione, quando lo stesso Supremo Pastore può rinnegare l’insegnamento dei suoi Predecessori? E se la persona Papae è in scisma con il Papato, perché un Concilio che si è voluto pastorale e che si è astenuto dal promulgare dogmi non potrebbe contraddire gli altri Concili canonici, entrando in scisma de facto con il Magistero Cattolico?

È pur vero che questa situazione è un hapax, un caso a sé che mai si è visto nella storia della Chiesa; ma se questo vale per il Papato – in un crescendo da Roncalli a Bergoglio – non vedo perché non dovrebbe valere per il Vaticano II, che proprio grazie agli ultimi Pontefici si è posto come un evento a sé, e come tale è stato usato dai suoi fautori?

Per riprendere le sue parole, «Ciò con cui la Chiesa finirà» è un Concilio che è un Concilio della Chiesa cattolica e, contemporaneamente, il primo concilio de facto, a tutti gli effetti pratici, di una chiesa scismatica, ossia quella “chiesa conciliare” che si considera nata dal Vaticano II. Poiché il Vaticano II è un Concilio Ecumenico e un conciliabolo, rimane l’aspetto di un unico Concilio, mentre in realtà ce ne sono due. E aggiungerei: uno legittimo e ortodosso abortito sul nascere con il sovvertimento degli schemi preparatori, e uno illegittimo ed eretico (o quantomeno favens haeresim) al quale tutti i Novatori si riferiscono, ivi compreso Bergoglio, per legittimare le loro deviazioni dottrinali, morali e liturgiche. Esattamente come «molti cardinali, vescovi, sacerdoti e teologi teologicamente discutibili e che Francesco sostiene e promuove ad alte cariche ecclesiali» sostengono che si debba riconoscere l’autorità del Vicario di Cristo negli atti di governo e di magistero compiuti da Jorge Mario, proprio nel momento in cui con quegli atti egli si dimostra «a tutti gli effetti pratici, scismatico».

E se da un lato è verissimo che «mentre Papa Francesco può impedire loro di fare qualcosa di oltraggiosamente contrario all’insegnamento della Chiesa, egli permetterà loro di fare cose che sono ambiguamente contrarie, perché tale insegnamento e pratica pastorale ambigua sarebbe in accordo con quella di Francesco», è altrettanto vero – parafrasando le Sue parole – che «mentre Giovanni XXIII e Paolo VI avrebbero potuto impedire ai modernisti di fare qualcosa di oltraggiosamente contrario all’insegnamento della Chiesa, essi hanno permesso loro di fare cose che sono ambiguamente contrarie, perché tale insegnamento e pratica pastorale ambigua era in accordo con quella di Roncalli e di Montini».

Così mi pare, reverendo Padre, che trovi conferma quanto da me affermato nel mio saggio all’origine della disputatio sul Concilio, ossia che il “contenitore-concilio” è stato usato per dare apparente autorevolezza ad un evento volutamente eversivo, esattamente come oggi, sotto i nostri occhi, il Vicario di Cristo è usato per dare apparente autorevolezza ad un’operazione deliberatamente eversiva. In entrambi i casi, il senso innato di rispetto verso la Chiesa di Cristo da parte dei fedeli e del Clero è stato utilizzato come infernale stratagemma – un cavallo di Troia introdotto nella Sacra Cittadella – in modo da dissuadere ogni forma di doveroso dissenso, ogni critica, ogni legittima denuncia.

Duole osservare che questa constatazione, lungi dal riabilitare il Vaticano II, conferma una crisi profonda dell’intera istituzione ecclesiastica, ad opera di rinnegati che hanno abusato della propria autorità contro l’Autorità stessa, del potere papale contro il Papato stesso, dell’autorevolezza dei Padri Conciliari contro la Chiesa. Un subdolo e vile tradimento operato dall’interno della Chiesa stessa, come aveva già predetto e condannato San Pio X nell’Enciclica Pascendi, indicando i modernisti come i nemici della Chiesa i più dannosi.

Dante pone i fraudolenti nel Nono Cerchio dell’Inferno, non dimentichiamolo.

Riceva, reverendo e caro Padre Thomas, la mia Benedizione.

+ Carlo Maria Viganò, Arcivescovo

§§§ 




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95 commenti

  • Tonino T. ha detto:

    [EN] 🇺🇸
    11 – 8 – 2020
    ▶️ VIGANÒ: A SNEAKY AND COWARDLY BETRAYAL OF THE CHURCH IS TAKING PLACE.
    https://www.facebook.com/groups/1240854762763713/permalink/1577218982460621/

    [ES] 🇪🇸
    11 – 8 – 2020
    ▶️ VIGANÒ: SE ESTÁ PRODUCIENDO UNA TRAICIÓN FURTIVA Y COBARDE A LA IGLESIA.
    https://www.facebook.com/groups/1240854762763713/permalink/1577219649127221/

  • Tonino T. ha detto:

    [IT] 🇮🇹
    11 agosto 2020
    ▶️ VIGANÒ: IN ATTO UN SUBDOLO E VILE TRADIMENTO DELLA CHIESA.
    https://www.facebook.com/groups/1240854762763713/permalink/1577218375794015/

  • Rafael Brotero ha detto:

    Non dirà mai la parola vera: antipapa. Perché sa che è la verità e la verità è croce. Molto più divertente far finta di eroismo criticando il naftalinico e soporifero cv2.
    Tutto questo dimostra solo una cosa: c’è una maledizione sul Vaticano apostata.l

  • anonimo ha detto:

    Perché non seguo più Roma, divenuta la sede dell’Anticristo? ormai senza più un briciolo di fede, e quindi di autorità cattolica? Lo spiega magistralmente mons. C.M. Viganò :
    “…il “contenitore-concilio” è stato usato per dare apparente autorevolezza ad un evento volutamente eversivo, esattamente come oggi, sotto i nostri occhi, il Vicario di Cristo è usato per dare apparente autorevolezza ad un’operazione deliberatamente eversiva. In entrambi i casi, il senso innato di rispetto verso la Chiesa di Cristo da parte dei fedeli e del Clero è stato utilizzato come infernale stratagemma – un cavallo di Troia introdotto nella Sacra Cittadella – in modo da dissuadere ogni forma di doveroso dissenso, ogni critica, ogni legittima denuncia.
    Duole osservare che questa constatazione, lungi dal riabilitare il Vaticano II, conferma una crisi profonda dell’intera istituzione ecclesiastica, ad opera di rinnegati che hanno abusato della propria autorità contro l’Autorità stessa, del potere papale contro il Papato stesso, dell’autorevolezza dei Padri Conciliari contro la Chiesa. Un subdolo e vile tradimento operato dall’interno della Chiesa stessa, come aveva già predetto e condannato San Pio X nell’Enciclica Pascendi, indicando i modernisti come i nemici della Chiesa i più dannosi.
    Dante pone i fraudolenti nel Nono Cerchio dell’Inferno, non dimentichiamolo.”

    https://gloria.tv/post/jySiguvW7koc1GuCuyyun41mz

  • LA VERITÀ VI FARÀ LIBERI ha detto:

    “DAI LORO FRUTTI LI RICONOSCERETE”.

    È la regola d’oro che ci ha lasciato Gesù per distinguere i falsi profeti e la falsa profezia.

    Penso non ci sia molto da aggiungere all’evidenza del principio di realtà insegnatoci da Gesù.

  • anonimo ha detto:

    @ don Pietro Paolo h 02:13: anzitutto mi scuso se si è sentito offeso dalle mie parole, non era questo il mio scopo, ma solo quello di esporre la mia fede, salda e granitica, nella Chiesa preconciliare, nei suoi papi, santi, martiri. Sono fedele al papa se questi dimostra di essere fedele a Cristo, con famoso “si si, no no” (in quanto il di più viene da Satana), ma quando il papa/i papi dimostrano di non esserGli fedeli (questo lo giudico con il discernimento dello spirito, dono dello Spirito Santo…), allora li scavalco e mi aggrappo al vero capo della Chiesa, Cristo, regista della Storia (la storia non la fanno i Bergoglio, i Montini, e nemmeno i Wojtyla, mio caro…). Quanto alle sue parole “sappia che cattolico si può definire solo chi è in comunione con la Sede di Pietro che è in Roma”, le ricevo e le accetto, ma vi antepongo quelle pronunciate dalla Madonna a La Salette “Roma perderà la fede e diventerà la sede dell’Anticristo”. Chiaro perché non seguo più Roma? né mai più la seguirò finché non saranno cacciati fuori tutti i modernisti? e magari mons. Viganò nominato nuovo papa? Con rispetto parlando, pace e bene…

  • Crisbiagio ha detto:

    Mah…il parallelo tra bergoglio regge se bergoglio e’davvero papa.ma se non lo fosse?nesssuno ha risposto ne’a socci ne’a chi ritiene invalida la rinuncia di benedetto il che rende automaticamente nullo il conclave che ha portato all’elezione del regnante.siamo sempre li. Puo Dio permettere che un suo vicario sia Giuda?Tosatti trovi prima risposta a questo che mi pare IL dubbio.

  • VESCOVO DI DISNEYLAND ha detto:

    VESCOVO AUSILIARE DI DISNEYLAND E PAESE DEI BALOCCHI

    Io Alessandro DS in qualità di Vescovo ausiliare di Disneyland e segretario del paese dei balocchi, proclamo Topolino e Pluto patriarca di disneyworld.

  • Alessandro ds ha detto:

    Ecco chi è il sedicente Vescovo Timoteo in realtà.
    Un sacerdote scomunicato da anni e anni che si è autodichiarato Vescovo e usa abusivamente l’appellativo Cattolico.
    https://misericordiaiovogliononsacrificio.blogspot.com/2014/05/attenzione-ad-una-sedicente-patriarcato.html?m=1

    • + Timoteo ha detto:

      Sento il dovere di reagire al comento di Alessandro DS, che cercava in maniera grave di diffamare e minimizzare il lavoro di Patriarcato Cattolico Bizantino che sta difendendo la fede cattolica. Il mettere in dubbio l’ordinazione vescovile dei vescovi di Patriarcato era solo lo strumento.
      In breve.
      La nostra ordinazione episcopale è la realtà e fatto compiuto già dodici anni sia davanti a Dio sia davanti a Chiesa. Sono pieni dodici anni di difesa della fede cattolica contro le eresie e apostasia, contro il globalismo del NWO. Più informazioni del Patriarcato Cattolico Bizantino e della sua difesa della fede cattolica troverete sul sito ufficiale: http://vkpatriarhat.org/it/
      Mi domando: Come Congregazione per la dottrina della fede che copre le eresie palesi e non punisce gli eretici, può scomunicare i vescovi che difendono e confessano la fede cattolica? Dopo di tutto ciò che è successo nei giardini Vaticani e basilica di San Pietro con Pachamama e Bergoglio è giusto porsi domanda: La Congregazione per la dottrina della fede è ancora cattolica? Perché passa sotto silenzio così grave crimine contro la fede e Chiesa cattolica?
      Alessandro ho visto molte volte miei confratelli difendere la fede cattolica rischiando la propria vita, ma non conosco la sua vita. E’ disposto a opporsi alla moltitudine dei prelati massoni, alla mafia omosessuale dentro la Chiesa Cattolica, alla folla degli eretici? E’ disposto a perdere la vita per Cristo?
      Per quelli che hanno pazienza di leggere.
      I miei quattro confratelli ed io siamo vescovi ordinati nel 2008 da parte dei vescovi della Chiesa greco-cattolica ucraina – una delle chiese orientali cattoliche. I nostri vescovi consacranti membri di sopra menzionata Chiesa hanno sopravvissuto il difficile periodo di regime comunista e le sue persecuzioni. Confessiamo la fede cattolica e siamo membri della Chiesa Una, Santa, Cattolica e Apostolica e non ci siamo mai separati da Essa. Jorge Maria Bergoglio non riconosciamo come Papa della Chiesa Cattolica a causa delle sue eresie palesi. Basta ricordare la blasfema intronizzazione di Pachamama nei giardini Vaticani e nella basilica di San Pietro, il Sinodo su Amazzonia, Amoris laetitia, lo scandalo della copertura dei criminali pedofili nelle file dei cardinali e vescovi, conversione ecologica, inculturazione, migrazione, il documento di Abu Dhabi ecc. Secondo Gal 1, 8.9 e la bolla dogmatica Cum ex Apostolatus Officio (1559) di Papa Paolo IV tale chierico non può assumere l’ufficio nella Chiesa Cattolica e se era in possesso di qualche ufficio lo perdeva immediatamente e tutti i suoi atti sono invalidi, ecc.
      I miei confratelli Elia, Metodio, Marchiano, Samuele, prima dell’ordinazione episcopale, come religiosi svolgevano il servizio di esercizi spirituali su tutto territorio di Ucraina in sopra menzionata Chiesa. Sono stati incirca 20-24 mila di fedeli che ne hanno partecipato. Molti di fedeli hanno completamente cambiato la vita e sono tornati da Gesù, altri si sono fortificati nella fede, alcuni di loro sono stati guariti dal nostro Signore Gesù Cristo di diverse gravi malattie, molti sono stati liberati dalla tossico dipendenza. Molte famiglie si sono riunite. Io in quel tempo svolgevo gli studi del diritto canonico delle chiese cattoliche orientali (CCEO) a Roma.
      Dall’anno 2008 i miei confratelli vescovi hanno mandato decine di lettere alla Sede Apostolica in particolare alla Congregazione per la dottrina della fede. Molte di queste lettere riguardavano analisi delle eresie insegnate alle facoltà di teologia della Chiesa Cattolica. Tra l’altro, hanno denunciato il metodo storico critico e l’esegesi modernista, sincretismo del dialogo interreligioso, blasfeme dichiarazioni di alti prelati riguardanti Dio comune dei cristiani e musulmani, incontro di Assisi ecc. Congregazione non ha risposto nemmeno una sola volta, per tutto tempo copriva le eresie diffuse al interno della Chiesa.
      Alessandro DS sta ignorando la situazione di Ucraina. Il cardinale Lubomyr Huzar (morto nel 2017), arcivescovo maggiore della Chiesa greco-cattolica ucraina, è stato chiesto nel 2008, da parte dei miei quattro confratelli, di chiarire le sue posizioni eretiche nel libro: “Le conversazioni con la Sua beatitudine Huzar su cristianesimo post confessionale”. Tra l’altro, nel libro, il cardinale ha messo in dubbio la divinità di Cristo, eternità delle pene dell’inferno, la verginità della Beata vergine Maria, omosessualità è stata da lui intitolata “amore”. Oltre a questo ha diffuso nella Chiesa greco-cattolica ucraina la simonia e corruzione a tutti i livelli della menzionata chiesa. L’ordinazione sacerdotale più una parrocchia si vendeva per alcuni migliaia di dollari. Non parlando dei tribunali che trattavano le cause matrimoniali, onore alle eccezioni. Poi il cardinale Huzar faceva parte delle strutture massoniche, inclusa quella che ha partecipato al colpo di stato in Ucraina.
      Il cardinale Huzar ha organizzato il tribunale, nel quale cercava di scomunicare i miei confratelli. Assurdità il cardinale accusato delle eresie organizza il tribunale contro di quelli che l’hanno accusato delle eresie. Vi potete immaginare oggettività di tale tribunale. Né il cardinale Huzar né il tribunale diocesano avevano la competenza di giudicarli perché erano membri dell’Ordine di San Basilio il Grande, che è di diritto pontificio, cioè soggetto immediatamente ed esclusivamente alla Santa Sede. Io stesso sono stato presente una volta alla seduta del menzionato tribunale, che si è rifiutato di ascoltare i testimoni e accogliere le prove dell’innocenza dei miei confratelli. La domanda chiave, Cardinale Huzar promuove le eresie o no?, non era presa in considerazione. Congregazione per la dottrina della fede non ha trattato il caso di cardinale Huzar e le sue eresie pur essendo ben informata. La cerchia liberale e la mafia omosessuale prestavano al menzionato cardinale forte appoggio.
      A dire la verità per la prima volta vedo presunto “decreto” della Congregazione per la dottrina della fede citato da Alessandro DS. Siccome è stato pubblicato su un blog, non posso valutare nemmeno la sua autenticità. Nel “decreto” sono menzionati i miei quattro confratelli vescovi, il mio nome non ci figura. Dunque le conclusioni di Alessandro riguardo al mio status sono … Tale “decreto” non è stato mai consegnato a qualcuno di noi e la Congregazione non era in contato con noi nemmeno una sola volta. Anche se esistesse tale decreto, mi domando Congregazione che non difende più la fede cattolica, ma interessi di globalisti e copre la rete omo pedofila può emanare un decreto valido? A chi serve a Cristo o all’anticristo?
      +Timoteo, vescovo segretario del Patriarcato Cattolico Bizantino

      • Alessandro ds ha detto:

        Voi avete “scomunicato” anche Benedetto XVI ( per quanto valore possa avere ovviamente )
        Quindi se lei mi parla che i vostri problemi con Roma iniziano con Bergoglio, i conti non tornano. In quanto sono gia 10 anni circa che siete scomunicati e nessuno di voi è un vero Vescovo riconosciuto. Se ora in mezzo si 4 c’èra un vero Vescovo che poi illegalmente mentre era già scomunicato ne ha ordinati altri non so.
        Faccia attenzione a Viganò e alle lobby delle associazioni Americane, Trump. C’è una puzza di massoneria che si sente dall’america fino a Roma…solo resi ciechi dall’ideologia non se ne accorgono.
        Sono contento che lei si batte per la fede, ma non potete usare il nome “cattolico”, vi è stato vietato dai “veri cattolici”.
        E se viole sapere qualcosa su di me…io sono l’unico seminarista del mondo che ha avuto il coraggio di fare 2 denuncie ufficiali al Collegio dei Vescovi, Culto Divino, Dottrina fede, Collegio Cardinali, denunciando e portando prove che il Card. Walter Kasper è scomunicato da 20 anni e che ha ricevuto l’ordinazione Episcopale in maniera illegittima e sacrilega e che èun falso cardinale e continua a vestire da cardinale illegittimamente e che approfondendo meglio forse oltre anche il conclave è invalido a causa, perché in conclave si entra in virtù della dignità e non delll’ufficio. ( dossier di mia fabbricazione e di mio studio )
        Ho denunciato Bergoglio per il Conclave truccato e nessuno ci aveva mai messo la faccia per farlo, ne parlano ne parlano, ma in vaticano con i documenti a fare la denuncia nessuno ci era mai andato, io semplice seminarista si. ( indagine lifesitenews + altre mie aggiunte )
        Sono l’unico al mondo che ha avuto il coraggio di entrare li dentro e farlo.

    • Alessandro ds ha detto:

      Documento ufficiale della congregazione dottrina della fede:
      http://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino/pubblico/2012/03/29/0187/00427.html

  • + Timoteo ha detto:

    Sia lodato Gesù Cristo!
    Del cuore ringrazio a Sua Eccellenza arcivescovo Carlo Maria Viganò. Le sue parole chiare e rette portano sollievo, la luce evangelica e non la confusione. L’amore per la verità porta a vedere con occhio nudo la violazione palese sia del Papato sia del Concilio. Il tradimento compiuto porta i frutti velenosi. In rischio è la cosa più preziosa, vale a dire la salvezza delle anime. Siccome salus animarum suprema lex, rimane tale per la Chiesa di Cristo fino alla fine, ora non si può, né tacere né usare le mezze parole o strumenti non adatti. Come non si poteva risolvere l’eresia monotelita con le riparazioni cosmetiche, così anche la situazione gravissima che oggi grave sulla Chiesa non si può risolvere con le parole, vogliamoci bene e andiamo avanti. La scomunica di Papa Onorio I, assieme ad altri eretici monoteliti, durante il Concilio di Costantinopoli III (sesto concilio ecumenico) non ha portato la confusione, al contrario la guarigione della ferita di eresia. Tale scomunica non fu oltraggio né per il Papato né per la Chiesa, anzi era il dovere della Chiesa reagire proprio così, era il vero sentire cum Ecclesia. L’odierna situazione chiama a reagire similmente nei riguardi di conciliabolo – Concilio Vaticano II e Jorge Maria Bergoglio. Abbiamo bisogno di preghiera, almeno un’ora al giorno, del digiuno e delle azioni rette che porteranno la guarigione. Perciò le parole di Sua Eccellenza arcivescovo Carlo Maria Viganò sono sane come le parole di un vero Papa.
    In Cristo e Maria
    +Timoteo, vescovo segretario del Patriarcato Cattolico Bizantino

    • Alessandro ds ha detto:

      Caro “semplice sacerdote” che si è autodichiarato Vescovo da solo dopo aver ricevuto la scomunica con dichiarazione ufficiale della prefettura della dottrina della fede qualche anno fa, insieme ai suoi compagni disdidenti e avete formato una chiesa scismatica tutta vostra e vi siete autoproclamati Vescovi – Patriarchi e giullari di corte.
      Credo lei debba ripassarsi e studiare i decreti Ex Cathedra di Papa San PIO X ” lamentabili sane exitu” e confutarlo con le dichiarazioni di Mons. Viganò. Si accorgerà che su Mons. Viganò grava scomunica latae sententiae per le affermazioni che ha fatto il giorno 29-6-2020 in risposta al giornalista Magister.
      Ma da una combriccola di scomunicati eretici che si spalleggiano a vicenda cosa aspettarsi.
      Vorrei chiedere per gentilezza al dottor Tosatti ( che è risaputo essere in amicizia con Viganò )
      Di se è possibile di pubblicare il mio ultimo messaggio dove documentavo alla perfezione la scomunica di Mons. Vigano. In ogni suo passaggio e decreto. Mi prendo ogni responsabilità legale, in quanto chi dice la verità non deve aver paura di niente!
      ( qui la situazione è grave, tutti gli eretici e scomunicati stanno coalizzando per fare una specie di manipolazione di pensiero di massa delle persone che non conoscono la legge della chiesa e i dogmi, ci mancano solo i satanisti, se non ce ne è già qualcyno camuffato! )
      Magari può servire anche allo stesso Mons. Viganò a prendere atto di un errore che forse ha commesso involontariamente e ad autocorreggersi. I fratelli vanno corretti con carità, ma la carita deve essere fatta nella verità!

      • Marco Tosatti ha detto:

        Caro Alessandro, questo è un blog, non uno Scomunicatoio….suvvia, aspettiamo che le scomunichi vengano notificate da chi ne ha il potere….-)))

        • Alessandro ds ha detto:

          Sono troppo aggressivo :):) ha ragione.
          La mia ignoranza e impulsività agiscono più velocemente della ragione spesso 🙂
          Cmq la scomunica latae sententiae non ha bisogno di notifiche e giudici che la infligfano, scatta in automatico.
          Però ha ragione, mi sono fatto tirare troppo la mano e ho mancato di carità e comprensione.
          Grazie dott. Tosatti 🙂

  • wisteria ha detto:

    Qui si sta commentando un testo di Mons. Viganò in merito al tradimento che si sta consumando nella Chirsa.
    Mi sembra ozioso minacciare di scomunica chicchessia.
    Tra chi tradisce e chi denuncia il tradimento non ci può essere unione.
    Non c’è spazio per un richiamo all’obbedienza e al rispetto dell’autorità.
    Questo, ovviamente, se si assume che l’analisi di Mons. Viganò sia giusta, come mi pare che pensino molti dei commentatori.

  • Enrico ha detto:

    Mamma mia che confusione! Ognuno spara la sua!

    Ma davvero tutto questo casino lo provoca il Vangelo?

    E se ancora nessuno, dopo 2020 anni, ne avesse capito un tubo?

    • Boanerghes ha detto:

      Oggi sussiste molta confusione. E ancora non abbiamo visto cardinale contro cardinale, vescovo contro vescovo.
      Esiste però la Sacra Tradizione, con nessuna deroga al riguardo.
      E che dire allora dei tempi di Attanasio?
      Lui è rimasto fedele.
      E così bisogna fare.
      I rami secchi o malati cadranno all’arrivo della tempesta.

      • Enrico ha detto:

        Sì, Boanerghes,

        però dubito che l’accapigliarsi fra cattolici abbia mai raggiunto nel passato l’intensità dei giorni nostri.

        Oggi, sia fra ecclesiastici sia fra laici il bailamme è all’interno della Chiesa

        Il fatto è che non appena si entra nei particolari vine fuori la discordanza.

        Prenda noi due per esempio. Su mons. Lefebvre sia mo su sponde opposte e , seppur soltanto verbalmente ci divide una conflittualità.

        Non parliamo poi del bailamme conflittuale generale sul vaticano II, su chi è il vero papa, su Viganò e De Mattei e chi più ne ha più ne metta.

        Difficile che se ne esca.

        • Boanerghes ha detto:

          L’accapigliarsi di questi tempi è così intenso perché mai ritengo ci sia stato un Papa così indegno come questo.
          Probabilmente quello visto in sogno da Bruno Cornacchiola alle apparizioni delle tre fontane si sta attualizzando.
          Ritengo che se si fosse mantenuta la messa sia in volgare che in latino, forse certe contrapposizioni non ci sarebbero state.
          E questo è un punto centrale: è urgente e indifferibile un rinnovo della celebrazione della Santa Messa. Troppo tempo alle letture e all’omelia , il memoriale del sacrificio scivola via come fosse semplicemente un ricordo.
          E invece è centrale.
          Il canone romano chi lo legge più ormai?
          Eppure è stupendo.
          Forse bisognerebbe imparare un po’ dalla liturgia orientale, dove c’è un certo arricchimento di gesti liturgici partecipati dal popolo.
          La posizione del celebrante a Est, comunque verso il tabernacolo con tutto il popolo partecipe dell’offerta del sacrificio, si può reintrodurre tranquillamente, lasciando anche l’attuale situazione.
          Senza troppa distanza tra il celebrante e i fedeli, e senza troppi arricchimento di incenso e altri particolari, salvo le solennità.
          E totale cessazione di auguri finali di buona giornata, buon pranzo etc, è più che sufficiente la santa benedizione.

  • Michel Berthoud ha detto:

    Concordo con Tosatti, estremamente interessanti è a mio avviso ineccepibili le osservazioni di Mons.Viganò.

  • MARIO ha detto:

    Mons. Viganò non sembra certo aver peli sulla lingua quando, a conclusione della sua nota, arriva ad affermare tra l’altro che ” la crisi profonda dell’intera istituzione ecclesiastica” è “opera di rinnegati che hanno abusato… del potere papale contro il Papato stesso… Un subdolo e vile tradimento…Dante pone i fraudolenti nel Nono Cerchio dell’Inferno…”.

    Dunque parole terribili: rinnegati… traditori… fraudolenti… da destinare all’Inferno.

    Una scusante possibile: forse l’uso di certi termini potrebbe essere solo un difetto di famiglia… Mah…

    Certo che “l’amore per la Chiesa”, come dice giustamente don Pietro Paolo, è un’altra cosa.

    • anonimo ha detto:

      Ma per quale “chiesa”, Mario? per quella di don P-&P.? Ma vogliamo scherzare? è chiesa quella di Bergoglio? quella della blasfemia di Abu Dhabi? della Pachamama? della statua di Lutero in Vaticano? del plauso ai dittatori comunisti? Ma per favore, farebbe meglio ad usare tanto zelo per miglior causa, mio caro. Non c’è chi non veda la falsità di questo usurpatore del soglio petrino, di questo baraccone politico che ha messo in piedi, una “chiesa” misericordiosa e vendicativa, da delenda cartago con i pochi veri cattolici rimasti in circolazione (consacrati o laici). Per quanto ,mi riguarda, seguo San Paolo dicendo “Anatema” a tutti loro, falsificatori del Vangelo, delle parole di Cristo, del Suo messaggio di Salvezza, del Suo “si si, no no”, dell’Extra Ecclesiam Nulla Salus”. Pace e bene e LJC

      • Michel Berthoud ha detto:

        Complimenti “ANONIMO” perfetta sintesi della chiesa bergogliana.

      • MARIO ha detto:

        Perché disprezza don Pietro Paolo, senza manco conoscerlo?
        Lei che pretende di essere un cattolico doc, dovrebbe sapere che i consacrati non si offendono mai, non fosse altro per il fatto di avere le mani consacrate (S.Caterina da Siena docet).

        Credo che don Pietro Paolo sia un bravo sacerdote, equilibrato e che ha a cuore l’unità della Chiesa, che è il bene più prezioso da custodire e difendere, per il quale Gesù stesso ha rivolto l’ultima preghiera al Padre nel Cenacolo.

        Anche a lei Pace e bene. LJC

      • MARIO ha detto:

        Ancora per ANONIMO, alcune citazioni:

        1) S. Caterina da Siena:
        “Se tu mi chiedessi… perché non voglio che nemmeno a causa di loro eventuali difetti diminuisca la riverenza verso i miei Ministri, ti risponderò dicendoti: perché ogni atto di rispetto verso di loro non è fatto a loro ma a Me…
        Nessuno può dire a mò di scusa: «Io non offendo la santa Chiesa né mi ribello, ma colpisco i difetti dei cattivi pastori…». Costui mente sul suo capo e, come accecato dall’amor proprio,… finge di non vedere per far tacere il pungolo della propria coscienza. Se ascoltasse la propria coscienza vedrebbe di star perseguitando il Sangue offerto e non i suoi ministri difettosi…”.

        2) Suor Lucia, con riferimento al 3° segreto di Fatima e in particolare alla Consacrazione al Cuore Immacolato di Maria:
        “E perché questa pretesa di Dio, che questa consacrazione fosse fatta in unione con tutti i Vescovi del mondo?
        Perché questa consacrazione è un richiamo all’unità di tutti i cristiani – Corpo mistico di Cristo – il cui capo è il Papa, unico vero rappresentante di Cristo in terra, al quale il Signore ha affidato le chiavi del Regno dei Cieli.
        E da questa unione dipende la Fede nel mondo, e la Carità che è il laccio che deve unirci tutti a Cristo, come Egli chiese al Padre: “Come Tu o Padre sei in Me e Io in Te, che siano anch’essi in Noi, perché il mondo creda che mi hai mandato… Io in loro e Tu in Me, perché siano perfetti nell’unità e perché il mondo riconosca che Tu mi hai inviato e li hai amati, come hai amato Me.” (Gv 17, 21-23).
        Come vediamo, dall’unione dipende la Fede e la Carità, che deve essere il legame della nostra unione in Cristo, il cui vero rappresentante sulla terra è il Papa”.
        [Da una lettera di Suo Lucia, inviata a Giovanni Paolo II il 29.08.1989].

        • Boanerghes ha detto:

          Per colpire Bergoglio, si finisce per colpire tutti i papi precedenti e la dignità sacerdotale, e così non ci si accorge di fare il gioco del maligno.
          Ci vuole poi così tanto a capirlo?
          La carità finisce sotto i tacchi.
          Ogni tanto sarebbe necessario rileggere l’inno alla carità di S. Paolo.

          • MARIO ha detto:

            Boanerghes (Figlio del tuono),
            il problema è che a mio parere, a differenza del tuo, questo dovrebbe valere anche nei confronti di Bergoglio. Purtroppo…
            Io ti consiglierei, a proposito, di ascoltare un po’ di più quel tuo amico sacerdote (o padre… non ricordo), che hai citato qualche mese fa.

            Sinceramente poi non avrei mai pensato che un lettore assiduo e attento della Valtorta potesse anche lontanamente pensare di attaccare un Papa.
            Ma, se ti può consolare, non sei il solo…

            Pace e bene.

          • Boanerghes ha detto:

            @Mario
            Il fatto è che in tutta coscienza, anche provandoci, non posso e riesco a condividere papa Bergoglio. Ci ho provato, ma per l’amore per la verità che ho sempre avuto , non riesco proprio.
            Magari mi sbagliassi.
            Ma anche Caffarra, solo per la comunione ai divorziati risposati , disse che solo un cieco poteva non accorgersi della grave situazione.
            E devo dire che di fatto mi sento come orfano di Papa, prima ero abituato a sentire parlare del Signore ora non più.
            Il mio amico benedettino fondava la sua adesione incondizionata a Bergoglio, nelle parole ricevute di persona da Papa Benedetto XVI, nel 2013, poco dopo le dimissioni, con le quali Benedetto XVI sottolineava la continuità della chiesa con la successione dei Papi.

          • MARIO ha detto:

            @ Boanerghes
            Nella Valtorta Gesù assicura la sua particolare e singolare assistenza nel loro ministero a tutti i futuri successori sulla Cattedra di Pietro, tanto da garantire che non avrebbe mai permesso ad alcuno di loro, seppur umanamente indegno, di fare un ben che minimo pronunciamento eretico.
            Potrebbe essere un ulteriore motivo di riflessione… Naturalmente per chi crede nella Valtorta.
            Buona serata.

  • Physicus ha detto:

    Lei, Mons Viganò, conosce il contenuto del terzo segreto di Fatima?

  • Don Pietro Paolo ha detto:

    Gianfranco, non vedo il perché l’ho affatto ridere addirittura sbellivcandosi. Sono contento di averla fatta divertire😠

    • Alessandro ds ha detto:

      Padre, non se ne curi, molti di loro non fanno nemmeno parte della chiesa cattolica. Il 50% sono eretici o scismatici di ogni dove, molti sono sciacalli Lefebriani che godono nella disgrazie e tribolazioni che sta passando la chiesa cattolica.
      Non ragionano ed è inutile farli ragionare, vanno avanti per ideologie, come i partiti politici devono dare contro a chi è dell’altro schieramento. Spesso con palese incoerenza.
      Prima fanno u a guerra in no.e della difesa dei dogmi e della legge ( quando gli ga comodo ) poi quamdo gli stessi dogmi e leggi sono loro a violarli improvvisamente cambiano idea.
      Diffidi da tutti quelli che si dicono cattolici, fra di loro ben pochi sono veri cattolici.

      • anonimo ha detto:

        ” molti sono sciacalli Lefebriani”: si vergogni, Alessandro DS! Mons. Léfèbvre è stato il solo verco vescovo cattolico del secolo scorso, l’unico che ha avuto il coraggio di tener testa a fronte alta ai rivoluzionati ribelli modernisti. Come ebbe a dire: non sono cambiato d prima del Concilio, faccio quel che facevo prima, solo che i papi preconciliari mi elogiavano, e questi qui mi perseguitano”. Fuori della Chiesa Cattolica ci sarà lei, questo è poco ma sicuto. E’ la prima volta che intervengo su di lei, e spero sia anche l’ultima, ma non sto zitto con chi offende il Fondatore. Chiaro????

        • Alessandro ds ha detto:

          Lei può dire quello che vuole, Lefebre è stato uno scismatico scomunicato dalla chiesa cattolica romana ( unica vera chiesa fondata da Dio, e no da un uomo )
          Poi in un atto di misericordia e bontà visto che per aprire un dialogo ecumenico con le varie sette scomunicate sono state messe nella posizione di poter dialogare senza la scomunica sul groppone per favorire il dialogo.
          Ma le rammento una cosa, la scomunica ai Lefebriani è stata ritirata solamente a patto che loro rispettino determinate regole! Regole che non state più rispettando con tutta la zizzania che state spargendo fra i cattolici! In teoria ma anche in pratica visyo il vostro comportamento la scomunica ticomincia a pendere su di voi in automatico perché non avete rispettato i patti per il wuale vi è stata tolta la scomunica!

          • Boanerghes ha detto:

            Su questo concordo.
            La disobbedienza di Lefebre è un atto grave.
            Ed è triste osservare come appunto troppi cosiddetti cattolici osservanti e zelanti godano della attuale situazione della Chiesa cattolica.

          • anonimo ha detto:

            “la scomunica ricomincia a pendere su di voi in automatico”: preciso di non far parte della FSSPX, ma di difenderla apertamente per amore della Verità e della Giustizia: un po’ come i cavalieri erranti medievali, sempre pronti a venir in aiuto dei perseguitati dai tiranni… Quanto a scomuniche, poi, chi la darebbe, Bergoglio? Non faccio commenti in proposito, ma non lo considero papa, per cui la quale (ci cale, ci cale, ci cale, o meglio, non ci cale, parafrasando Heather Parisi). Si vedrà Lassù, mio caro amico, chi aveva ragione e chi torto, inutile star qui, ora, ad arrabattarsi il cervello in dispute infinite. “Ai posteri l’ardua sentenza” direbbe il Manzoni. Pace e bene.

  • Antonio Cafazzo ha detto:

    Una nota di Romano Amerio e un mio commento. Chiedo venia per la lungaggine.

    Romano Amerio scrive a pag 41 del suo libro IOTA UNUM (2011):
    “Dei lavori della Commissione centrale di preparazione [del CVII] posso parlare con una particolare conoscenza in quanto essendo stato associato allo studio degli schemi generali e alla redazione dei loro pareri da mons. Angelo Jelmini, vescovo di Lugano e membro di quella Commissione, sono stato messo conoscenza di tutti i documenti”. (nota 8 – pag 41)

    Scrive dunque sempre nel cap. 3 (La preparazione del Concilio)
    “Paradossale risoluzione del Concilio.
    Il Vaticano II ebbe una risoluzione diversa da quella che faceva prevedere la preparazione del Concilio; anzi, come vedremo, tale preparazione fu messa da parte rapidamente e completamente (5). Il Concilio è nato, per così dire, da se stesso, indipendentemente dalla sua preparazione. Per certi aspetti, con il Concilio Vaticano II è avvenuto come con quello di Trento, che, come dice Sarpi nel preambolo della sua Storia, “si è svolto in un modo e con una conclusione totalmente contraria alle aspettative di chi lo cercava e al timore di chi si opponeva…”
    …Come nel Concilio Tridentino (secondo Sarpi), anche nel Concilio Vaticano II gli eventi sono stati differenti rispetto alla sua preparazione e, come si dice oggi, alle sue prospettive. Non è non fossero riconoscibili già nella fase preparatoria segni di pensiero modernista. Tuttavia, questi non hanno caratterizzato l’insieme degli schemi preliminari in modo così profondo e distinto come si è poi riflesso nei documenti finali promulgati.”
    ….
    Mio commento.
    Il libro del notissimo studioso DOCUMENTA tutta la pigliata per i fondelli DOTTRINALE – PASTORALE – LITURGICA di quel Concilio e del suo “letale” spirito post-conciliare. Gli idolatri del CVII hanno pane per i loro denti, si nascondano o perlomeno tacciano un po’ per non far peccare di ira gli ultimi fedeli.

    Ma dai dotti chierici e laici vorrei una risposta a queste domande:
    Che razza di modernismo è questo, se si PUNTELLA su VECCHI Concili?
    Perché per SCOMUNICARE “misericordiosamente” i dissidenti (leggasi piú giustamente “veri cattolici”) fa sempre ricorso a norme e canoni deliberati da VECCHI Concili?
    Che razza di NEO-CHIESA è questa se si avvinghia sempre al dogma dell’infallibilità (papale e conciliare) DECRETATO da Concili considerati da essa tanto “morti” da prodigarsi per far “RISUSCITARE” una fede -altrettanto morta- con un “CONCILIABOLO”?
    Mi sa che qualcuno sta CIURLANDO nel manico del vituperato “passato” per GIUSTIFICARE la sua comoda cadrega presente e quelle dei suoi prossimi “parassiti” eredi.

    • Adriana ha detto:

      Antonio Cafazzo ,
      sono d’accordo con quanto scrive e con le sue motivazioni.
      Un’unica osservazione : io porrei accanto al prezioso
      ” ciurlare nel manico ” ( che sta a indicare l’intenzione di rimandare ) il verbo ” ciurmare ” ( dal fr. charme derivato dal lat. Carmen ) col significato di imbrogliare con parole proprie dell’ arte magica ( incantatrici ) .

  • wisteria ha detto:

    Potrebbe indicare dove si trovano scritte le proposizioni ereticali sulla predestinazione di Mons. Viganò?
    Dove si trova scritta la sua condanna, che peraltro non sarebbe dovuta ad esse ma agli attacchi al Vaticano e all’attuale Papa?
    Inoltre dall’analisi stlistica del suo contributo e dal raffronto con i orecedenti, direi che siamo in presenza di una traduzione da una lingua straniera.
    Vedi la confusione tra il costrutto “pensare a”e “pensare di” ai righi 8 e 9 e 20.

    • Alessandro ds ha detto:

      Mons. Vigano in più occasioni anche su documenti scritti e interviste fatte ha insegnato e dichiarato che dobbiamo limitarci a pregare senza intervenire o agire e aspettate l’intervento divino che prima o poi verrà da solo. Come se il futuro degli uomini fosse gia scritto e che c’èun entitàesterna che dirige i fili fel mondo a suo piacimento e volontà. ( chiamasi fatalismo e predestinazione )
      Cerchi le dichiarazioni di mons. Vigano e di Pezzo grosso, quando i vari Pezzo grosso, Nobile gli chiedevano come si dovevano comportare i fedeli.

  • IMMATURO IRRESPONSABILE ha detto:

    Domando, il CVII ha 1) impedito a qualche battezzato di essere santo? 2) autorizzato qualche fedele (presbitero o laico) a) ad affermare o insegnare dottrine non- cattoliche? b) dare indicazioni di comportamento contrarie alla morale cattolica? Se qualcuno pensa di sì, deve citare i documenti relativi. Attenzione, non basta citare espressioni ambigue o troppo vaghe, bisogna dimostrare che i vescovi, allora, autorizzarono volontariamente l’ abbandono, in qualche parte, di ciò che essi stessi erano obbligati a conservare, difendere e tramandare. Solo in tal caso, io penso, si potrebbe affermare l’ estraneità del CVII al Magistero. Detto ciò, è a tutti (quasi tutti) evidente che quel tentativo di “aggiornamento dei modi di insegnare la dottrina cattolica” è fallito; la dottrina, non che modificata, semplicemente NON è proprio insegnata ai catecumeni (chiedete ai ragazzi che hanno fatto la prima Comunione e la Cresima). Nelle università pontificie ciascuno insegna il proprio credo personale; le vocazioni in molte parti del mondo si sono ridotte a numeri drammatici; la partecipazione ai sacramenti sta crollando e il ruolo culturare della Chiesa stessa (Chiesa visibile) è ormai, diciamolo, trascurabile. Quindi il giudizio è scontato. Altro discorso, tuttavia, è sostenere che la volontà, l’ intenzione di quei vescovi (la gran parte di essi; conosciamo i nomi dei modernisti) fosse orientata verso la deviazione dalla Tradizione. Ricordiamoci sempre che i vescovi partecipanti ai concilii, sono stati tutti necessariamente di formazione pre-conciliare (quindi, per esempio, la “Chiesa tridentina” era già nata quando quel concilio venne convocato; e infatti l’ autore di riferimento fu S. Tommaso. Ma ciò vale anche quando i risultati sono deludenti: donde venivano i “novatori” del CVII?).
    E infine, attenzione all’ illusione di aver trovato la causa di tutti i mali; si rischia poi di non riconoscere le cause (molte) vere.

  • Catholicus ha detto:

    Adesso sì che mi piace mons. Viganò, mi riconosco completamente nel suo pensiero:

    “…il “contenitore-concilio” è stato usato per dare apparente autorevolezza ad un evento volutamente eversivo, esattamente come oggi, sotto i nostri occhi, il Vicario di Cristo è usato per dare apparente autorevolezza ad un’operazione deliberatamente eversiva. In entrambi i casi, il senso innato di rispetto verso la Chiesa di Cristo da parte dei fedeli e del Clero è stato utilizzato come infernale stratagemma – un cavallo di Troia introdotto nella Sacra Cittadella – in modo da dissuadere ogni forma di doveroso dissenso, ogni critica, ogni legittima denuncia.
    Duole osservare che questa constatazione, lungi dal riabilitare il Vaticano II, conferma una crisi profonda dell’intera istituzione ecclesiastica, ad opera di rinnegati che hanno abusato della propria autorità contro l’Autorità stessa, del potere papale contro il Papato stesso, dell’autorevolezza dei Padri Conciliari contro la Chiesa. Un subdolo e vile tradimento operato dall’interno della Chiesa stessa, come aveva già predetto e condannato San Pio X nell’Enciclica Pascendi, indicando i modernisti come i nemici della Chiesa i più dannosi.
    Dante pone i fraudolenti nel Nono Cerchio dell’Inferno, non dimentichiamolo.
    Riceva, reverendo e caro Padre Thomas, la mia Benedizione.”

    https://gloria.tv/post/jySiguvW7koc1GuCuyyun41mz

  • Don Pietro Paolo ha detto:

    Mi perdoni, ECC. Revma, Mons. Vigano’, se intervengo anche io. Sono un povero parroco che vivo e lavoro nel campo della Chiesa, e non in un ufficio, e confesso, vista la gran confusione che oggi vige circa l’evangelico modo di vivere la vita morale ed ecclesiale, fatico e non poco a sforzarmi ad espletare il mio servizio pastorale. Dall’alto è facile scrivere e dettare modi di comportamento, ma poi il peso, i contrasti e tutto il resto gravità sui preti che, me lo faccia dire, sono i veri pastori in quanto a contatto diretto col popolo di Dio. Le dico subito che, nonostante gli improperi che qualcuno mi lancia in quanto facente parte del clero, amo e ringrazio Dio per avermi chiamato e mi addolora quello che nostra Chiesa sta vivendo.
    La ritengo una persona intelligente, preparata (perché non tutti i prelati sono tali) e avendo delle perplessità su quanto leggo, ho da farle alcune domande.
    1. Lei è stato ordinato presbitero dopo il Concilio e vescovo nel 1992. Come mai e quando ha avuto chiaro che il Concilio non sia stato pienamente ortodosso o porta a vivere in contrapposizione alla vita dell Chiesa?;
    2. Perché non è intervenuto prima e ha aspettato mezzo secolo?
    3. Se, visto che lei è stato consacrato vescovo da un papa che si è posto sulla linea del Concilio e quindi da considerare, secondo alcuni, “eretico”, come chiamare la sua ordinazione ?…illegittima o….
    4. Le sue accuse a papa Bergoglio sono circostanziate; perché non fa come S. Paolo con S. Pietro (cfr Gal 2,11 e s) e, invece di scrivere, non gliele dice in faccia? Credo che il papa lo accoglierà. Chissà, le vie del Signore sono infinite. Magari non passerà alla storia come il vescovo che osa attaccare il papa, ma sarà scritto nel Libro della vita per aver cercato di sanare pericolose fratture nella Chiesa.
    5. Lei dice che il Concilio fu illegittimo, eretico o almeno favens hearesim. Illegittimo non credo proprio, almeno che non si consideri Giovanni XXIII vero papa e questo è assurdo.I documenti del Concilio, dove parteciparono circa 2.500 vescovi e può definirsi più ecumenico degli altri, sono tutti e in tutte le parti da cestinare oppure no? Se no, avrebbe la cortesia di indicare i punti che per lei sono eretici o “deliberatamente” equivoci e quindi fautori di errori? Le ricordo che anche gli attivisti gay e altri usano perfino le parole di Cristo per avallare le loro idee malsane: per questo dobbiamo cestinare anche il Vangelo?
    6. Non potrebbero essere invece inique le interpretazioni che ne sono scaturite soprattutto negli ultimi tempi?
    7. Se ci sono presunte eresie o punti ambigui, perché non proporre un dialogo aperto tra esperti, anziché arroccarsi ognuno sulle proprie vedute. Sarebbe un bene per tutti.
    8. Accetto il comportamento profetico di tanti cristiani che giustamente vorrebbero una Chiesa più Santa e pastori che si sforzano di vivere alla luce del Vangelo e della tradizione della Chiesa. Le sembra che con il pelago di persone agguerrite, spesso in contraddizione tra di loro, che non fanno altro che insultare usando anche epiteti offensivi, il cui unico interesse comune è di combattere papa Francesco, e che applaudono lei con entusiasmo, si possa e lei stesso possa andare avanti? Non ci farebbe una bella figura e lei stesso né uscirebbe danneggiato. Questa sarebbe l’autenticità Chiesa?
    Credo che tutti siamo chiamati prima di tutto a restare saldi sulla Roccia eterna che è Cristo e amare profondamente la sua Chiesa. Si ama la sua Chiesa non contribuendo a distruggerla, ma a sanarla, a ricostruirla, combattendo con i modi evangelici ogni eresia ed evitando per quanto dipende da noi ogni strappo e ogni scisma. E ora, mi creda, anche se nella Chiesa di oggi ci sono, ohime’, gruppi contrapposti, non è tempo di scismi. Mi benedica, don Pietro Paolo

    • Enrico ha detto:

      Caro don Pietro Paolo,

      le Sue domande rivolte mons. Viganò non (mi) sembrano campate in aria. Come non (mi) sembrano campate in aria le motivazioni di mons. Viganò. La conflittualità fra cattolici pro o contro tutto e pro o contro tutti va messa in conto e accettata (che non vuol dire giustificata). Se si volesse essere pignoli, si potrebbe affermare che esistono tante Chiese cattoliche, tanti papi e tanti concili per quante sono le teste che ne parlano. In fondo ognuno di noi pensa di avere in tasca la verità, ognuno di noi pensa di sapere “come dovrebbero essere le cose”. Se ne faccia una ragione. Vivrà con minore ansia.

    • Gianfranco ha detto:

      Punto 4 – “credo che il papa lo accoglierà “.
      Lì ho cominciato a sbellicarmi dalle risate e ho smesso di leggere!

    • Adriana ha detto:

      Caro don Pietro Paolo ,
      apprezzo il suo invito “misericordievole ” a Mons.Viganò affinchè vada di persona ad esporre il suo cahier de doléance a Bergoglio …certamente è cosa semplice e fattibile e darebbe miracolosi risultati !!!
      Allo stesso modo ritengo che sarebbe cosa semplice e fattibile che lei si rivolgesse ai suoi molto più modesti consimili , come ad esempio , padre Zanotelli , don Biancalani , don Alfredo Noncredo per esprimere il suo personale cahier de doléance . Oppure non ne ha alcuno ?

      • anonimo ha detto:

        Brava Adriana! Q uanno ce vo’,ce vo, si dice a Roma. Questo don P.P. mi sembra il sabotatore di turno, il bastian contrario al servizio dei normalizzatori. Certo che capisce ben poco del CVII e dei papi conciliari, anzi quasi niente. O ci fa o ci è, ma credo che ci faccia…perdere tempo.

      • Don Pietro Paolo ha detto:

        Non rispondo ad anonimo…, e poi non si risponde ad un anonimo. Adriana, io non ho nessun cahie de dolence, non conosco e non ho niente a che fare coi rev.di che lei cita. Non capisco tutte queste reazioni e levate di scudi, addirittura di risate. Ma lo avete letto il Vangelo o almeno ascoltato? Non dice il Signore che se qualcuno ha qualche contro di noi siamo tenuti a lasciare le offerte sull’altare e andarci a riconciliare con lui? Quale meraviglia dunque se Mons. Viganò vada dal papa che è il suo superiore? Se il papa non lo accoglierà peggio per lui… se non lo ascolterà, almeno ha tentato di dialogare e il Signore giudicherà

        • anonimo ha detto:

          “Mons. Viganò vada dal papa che è il suo superiore” ? Bergoglio non è superiore di nessuno, caro don, non è cattolico né tanto meno cristiano, e ben preato sarà chiaro a tutti. “Quando tutto sembrerà perduto, allora Io sarò con voi… alla fine il Mio Cuore Immacolato trionferà” dice Maria SS.ma a Suor Lucia. Si ricreda prima, don, altrimenti la vedo brutta per lei e i suoi compari…

          • Don Pietro Paolo ha detto:

            Anonimo, avevo deciso di non rispondergli per le rime, ma visto che per certi aspetti si è svelato, allora qualche considerazione la faccio. Lei parla di Lefevre come il suo fondatore, non voglio entrare nel merito. Io non ho fondatori. Anzi, Il mio fondatore è Gesù Cristo e di Lui solo mi vanterò. Ma se l’albero si vede dai frutti e lei come frutto si permette di giudicare indebitamente persone che non conosce, mancando loro di rispetto e inveendo su persone che cercano di portare pace, allora che si può pensare dell’albero? Non Voglio giudicare Lefevre, il giudizio appartiene a Dio e solo lui sa è un “Santo”,almeno che lei si faccia papa e lo canonizzi . Ma certamente lei non gli fa una buona pubblicità. So anche che davanti a Dio chi provoca divisioni e scismi non è ben accetto. Dice di me che sono uno “strano prete”; non so che preti lei conosce, ma dubito che gli abbiano insegnato la carità e il buon senso. Certo nessuno di noi ha un capo se non Gesù Cristo. Ma mi dica: chi ha reso Nunzio apostolico e in nome di chi è andato ad espletare il suo servizio mons. Vigano’ se non per quei papi che lei definisce non veri. Caro Anonimo, lei può definirsi vero cattolico, ma sappia che cattolico si può definire solo chi è in comunione con la Sede di Pietro che è in Roma. Può piacere o non piacere, si può discutere quanto si vuole se Bergoglio sia Santo o tutt’altro, ma è lui che siede sulla cattedra Romana ed è quindi il PAPA. Anche a me non piace il misericordismo, ma alcuni a forza di combatterlo sono diventati spietati giustizialisti. “Imparate che significa misericordia voglio e non sacrificio” (Mt 9, 13) e “siate misericordiosi come il Padre celeste” perché ” con la misura con cui misurate sarete misurati” (Mc 4,24). O Dio, facci strumenti di pace e usaci per edificare. Dio la benedica

          • Don Pietro Paolo ha detto:

            Anonimo, avevo deciso di non rispondergli per le rime, ma visto che per certi aspetti si è svelato, allora qualche considerazione la faccio. Lei parla di Lefevre come il suo fondatore, non voglio entrare nel merito. Io non ho fondatori. Anzi, Il mio fondatore è Gesù Cristo e di Lui solo mi vanterò. Ma se l’albero si vede dai frutti e lei come frutto si permette di giudicare indebitamente persone che non conosce, mancando loro di rispetto e inveendo su persone che cercano di portare pace, allora che si può pensare dell’albero? Non Voglio giudicare Lefevre, il giudizio appartiene a Dio e solo lui sa è un “Santo”,almeno che lei si faccia papa e lo canonizzi . Ma certamente lei non gli fa una buona pubblicità. So anche che davanti a Dio chi provoca divisioni e scismi non è ben accetto. Dice di me che sono uno “strano prete”; non so che preti lei conosce, ma dubito che gli abbiano insegnato la carità e il buon senso. Certo nessuno di noi ha un capo se non Gesù Cristo. Ma mi dica: chi ha reso Nunzio apostolico e in nome di chi è andato ad espletare il suo servizio mons. Vigano’ se non per quei papi che lei definisce non veri. Caro Anonimo, lei può definirsi vero cattolico, ma sappia che cattolico si può definire solo chi è in comunione con la Sede di Pietro che è in Roma. Può piacere o non piacere, si può discutere quanto si vuole se Bergoglio sia Santo o tutt’altro, ma è lui che siede sulla cattedra Romana ed è quindi il PAPA. Anche a me non piace il misericordismo, ma alcuni a forza di combatterlo sono diventati spietati giustizialisti. “Imparate che significa misericordia voglio e non sacrificio” (Mt 9, 13) e “siate misericordiosi come il Padre celeste” perché ” con la misura con cui misurate sarete misurati” (Mc 4,24). O Dio, facci strumenti di pace e usaci per edificare. Dio la benedica. PS. Dimenticavo di dirle che non temo nessuno, né lei, né S (?) Lefrevre, né Bergoglio né altri perché io ho dato e consacrato al Cuore SS. Di Gesù e mi sono affidato e vivo nel Cuore Immacolato di Maria per il trionfo del quale lavoro a tempo pieno

        • Adriana ha detto:

          Caro don Pietro Paolo : ” Se il Papa non lo riceverà peggio per lui ” . Per lui chi ? Bergoglio o Viganò?
          Non conosce i nomi da me citati ? non ne conosce nessuno?…eppure sono solo tre scelti a caso tra i tanti zelanti “innovatori” di morale e di liturgia . Tre personaggetti famosi sui media per i loro clamorosi interventi .Famigerati è probabilmente l’aggettivo più esatto per definirli .Ma lei ,ora , mi si rivela come un prete che ha deciso di votarsi -di questi tempi – al più rigoroso regime di clausura : quello di
          chi non desidera vedere e non vuole udire nulla che non coincida perfettamente con la propria weltanshauung .
          Non per
          umiltà ma per desiderio di tranquillità .La piccola coppa che è fatta per contenere una certa quantità di liquido, può contenerne quel tanto e non di più , e non importa che le rosse botti di Borgogna siano piene di vino fino all’orlo…Prima di invitare gli altri ( a cominciare da quel “tremendo”Mons. Viganò che tanto la turba ) , gli altri , dicevo , a riconciliarsi col fratello ,per esser degni del sacrificio ,non ha mai pensato di doversi , lei , riconciliare con i fratelli nella fede ” cattolica” . Cerchi di comprendere che stanno vivendo una vera tragedia , che soffrono di autentiche ferite nell’anima : sono i ” cattivacci ” che non cantano come scimmiette dai balconi :” Andrà tutto bene ” … Sono coloro che credono ancora al Principe di questo mondo , ( quello percepito da Leone XIII ) ma , se dal Male togliamo la colpa ,la macchinazione ,la volontà maligna , allora l’unico teologo ammissibile resterà il medico ,che di teologia ne mastica poco o forse basta il personale paramedico o il sindacato delle pulizie .

          • Valentina ha detto:

            @DON PIETRO E PAOLO. Ci vada lei dal papa: “Se il Papa non lo riceverà peggio per…”.

          • Boanerghes ha detto:

            Carissime Adriana e Valentina etc,
            penso che come donne avete molto ancora da imparare da Maria Santissima.
            Andate a leggere cosa dice la Madre di Dio riguardo le donne di oggi. Mi sembra nel primo volume.
            Noi uomini abbiamo abbastanza da meditare con quello che il Signore dice di noi.
            E rispettate il sacerdozio. Non seguire le trappole del maligno.

          • Adriana ha detto:

            Boanerghes ,
            il sacerdozio , certamente , non il sindacato vaticano .
            La Madonna ha scritto volumi delle sue memorie ? Dove ?
            Ma , per favore—

          • Valentina ha detto:

            @BOANERGHES. Non si finisce mai di imparare dal modello di Maria Santissima; ma comunque sarebbe interessantissimo sapere a cosa, di preciso, lei si riferisce: il primo volume di che cosa? Le ricette di Suor Germana?
            Il nostro don Pietro e Paolo è passato dall’essere una sacerdote solitario ad una mammoletta che di certo non ha niente a che fare con Cristo, che di attributi ne aveva in sovrabbondanza. Sembra che si trovi a suo agio nel ruolo di vittima, ha una paura …! A lui sembra piacere crogiolassi nella solitudine della vocazione sacerdotale, e spalmare il letame equamente su tutti per compensare la sua mancanza di fede.
            Quindi, se dopo l’incoraggiamento dei giorni scorsi, continua con le lagne e a distribuire gratuitamente le colpe agli altri, allora è meglio fargli notare che magari anche lui può comprare un biglietto per Roma e fare la sua parte senza colpevolizzare Mons. Viganò, che di suo direi ci mette tanto, e pure oltre.
            Segua la storia Mr BOANERGHES, prima di sputare sentenze.
            Che san Giacomo e Giovanni la proteggano…

    • marzio ha detto:

      Quello di anteporre il proprio umile ruolo di semplice parroco e la domanda retorica sul motivo per il quale solo ora Mons.Viganò osa condannare il Concilio nel quale è cresciuto come sacerdote la dice lunga su di Lei. E’ un modo per tappare la bocca ai critici più autorevoli ai quali Lei negherebbe la possibilità di cambiare opinione, man mano che col tempo e con le visuali più ampie che si hanno da posizioni di vertice si maturano convincimenti nuovi. E’ una specie di ricatto “soft” al quale sono abituato anch’io, modestamente. Insomma, secondo Lei l’unica critica corretta da parte di Mons.Viganò sarebbe consistita nell’aprirsi la pancia con una katana in Piazza San Pietro durante un Angelus, naturalmente quando era in servizio, cantando bella ciao per protesta. Ora, invece, stia zitto! Quanto al povero prete di campagna (ma non credo che Don Camillo sarebbe con Lei), forse dimentica che anche Mons. Viganò lo è stato e le sue opinioni attuali non le ha maturate tra un coctail ed un buffet in Nunziatura tra cascate di prosciutto e lingue di pappagallo arrosto. Insomma, anche un “povero” Vescovo ha il diritto a dire la sua, soprattutto se lo fa per amore della Chiesa, come credo che sia nel caso in questione. Piuttosto, a proposito di scismi ed eresie, ritengo molto giusto quello che Mons.Viganò dice a proposito della rendita di posizione (in questo caso sì, dovuta alla posizione di vertice nella Chiesa) sfruttata per far passare una dottrina nuova, che con quella cattolica ha sempre meno a che fare a mio avviso. A me, vede, piacerebbe frequentare la Messa in rito tridentino, ma seppur mi sia possibile nella mia città, non lo faccio perchè voglio portare con me la mia famiglia che, essendo passata attraverso il catechismo moderno (davo per scontato – colpa mia! – che insegnassero le stesse cose che avevano insegnato a me), farebbe fatica ad accettare un rigore che anche a me, le confesso, pesa. Insomma, anch’io, lo confesso, spero che il papa che dice che verremo perdonati tutti abbia ragione e che la prescrittività del Catechismo su alcuni temi sia esagerata: una chiesa un po’ meno cattolica e un po’ più protestante, fa comodo, non c’è dubbio. Mi accontento quindi di andare con loro a Messe spesso celebrate senza passione, con canti per nulla coinvolgenti, con omelie melense e banali, da sacerdoti che a volte interpretano la liturgia in maniera fantasiosa. Mi trattengo solo, per ora, dalla Comunione in mano. Lo faccio per “altruismo”, insomma, proprio perchè spero che la forza attrattiva che esercita comunque l’ufficialità del papato li abitui, o li faccia rassegnare, a frequentare i Sacramenti anche quando non ci sarò più io col mio rituale “andiamo! Stiamo facendo tardi!”. Se per rigore e per coerenza rinunciassi a questo piccolo sacrificio domenicale (non sempre lo è, comunque), loro mi seguirebbero rassicurati privilegiando il mare alla Messa, e riducendo la possibilità di maturare più in là un maggiore fervore cattolico e cristiano. Vede, io non ho avuto nessuna rivelazione, purtroppo, e frequento i Sacramenti con lo stesso spirito col quale pregherei Allah se fossi nato in un paese musulmano. Ma questa è la realtà: sono in buona parte gli insicuri come me i “soldati” che combattono controvoglia la battaglia della “nuova Chiesa”. Non va bene, lo so, ma senza luci e senza voci è difficile affrontare l’ignoto. E a volte ci si deve accontentare di una lucina e di una vocina fioca, nella speranza di non perdere tutto.

  • Carlo ha detto:

    L’Arcivescovo Carlo Maria Viganò sbaglia a non riconoscere che Jorge Mario Bergoglio mai è stato Papa.
    Infatti il vero Papa è ancora Benedetto XVI in quanto non si è dimesso l’11 febbraio 2013 (infatti dopo tale data è rimasto Papa a tutti gli effetti) e poi il 28 febbraio 2013 non ha fatto alcunché che lo potesse far passare da essere Papa a essere ex-Papa. Di conseguenza Jorge Mario Bergoglio è ancora soltanto un Cardinale. Inoltre già da tempo si poteva facilmente inferire che il Cardinale Jorge Mario Bergoglio è caduto in eresia manifesta e molteplice, come in qualche modo riconosce lo stesso Arcivescovo Carlo Maria Viganò. Potete trovare maggiori dettagli in quest’opera:
    Pace C. M., “Il vero Papa è ancora Benedetto XVI”, Youcanprint 2017:
    https://www.youcanprint.it/scienze-sociali-generale/il-vero-papa-ancora-benedetto-xvi-9788892646698.html
    o anche:
    https://www.youcanprint.it/religione-cristianit-cattolica/il-vero-papa-ancora-benedetto-xvi-9788892648555.html
    Per una anteprima:
    https://books.google.it/books/about/Il_vero_Papa_%C3%A8_ancora_Benedetto_XVI.html?id=v2EIDgAAQBAJ&redir_esc=y

    • Don Pietro Paolo ha detto:

      Carlo, certe cose non stanno né in cielo, né in terra. Mons. Vigano’, né altro può dire che Bergoglio non è il vero papa . Fino a proprio contrario, c’è stato un conclave legittimo perché Benedetto XVI si era dimesso … lo stesso papà dimissionario nell’annunciare la sua scelta, parlando ai cardinali diceva: “Per questo, ben consapevole della gravità di questo atto, con piena libertà, dichiaro di rinunciare al ministero di Vescovo di Roma, Successore di San Pietro, a me affidato per mano dei Cardinali il 19 aprile 2005, , in modo che, dal 28 febbraio 2013, alle ore 20,00, la sede di Roma, la sede di San Pietro, sarà vacante e dovrà essere convocato, da coloro a cui compete, il Conclave per l’elezione del nuovo Sommo Pontefice…. Ora, affidiamo la Santa Chiesa alla cura del suo Sommo Pastore, Nostro Signore Gesù Cristo, e imploriamo la sua santa Madre Maria, affinché assista con la sua bontà materna i Padri Cardinali nell’eleggere il nuovo Sommo Pontefice”. A chi adducesse poi cavilli o difetti giuridici all’interno del Conclave rispondo che la verità la sanno i cardinali elettori e, fino adesso, nessuno ha confermato questa ipotesi neanche quelli che hanno qualche perplessità su Francesco. A chi parla poi di “mafia”. di S. Gallo, rispondo che, se di scomunica si parla, questa è per i complottisti e non per Bergoglio. A chi celebra la S. Messa “una cum Benedicto” domando: ma papa Benedetto con chi fa comunione quando celebra? Da quanto si evince dal suo comportamento , “cum papa Francisco”. Loro soli sanno le cose come stanno, gli altri possono fare illazioni, suppposizioni e fantasticare. Venero e amo papa Benedetto, ma se c’è un papà nella Chiesa questi è Francesco a cui dobbiamo rispetto . Se si ha qualcosa da dire sul suo comportamento o sul suo magistero ordinario lo si faccia come nel passato hanno fatto i Santi da S. Paolo in poi

    • Gianluigi ha detto:

      Forse a breve l’arc Carlo Maria Viganò potrebbe dichiarare ufficialmente che Bergoglio non è mai stato Pontefice. Ora è “concentrato”a diquisire sul CVII e le sue affermazioni sono nella Verità perchè è un vero pastore di Cristo.

      • anonimo ha detto:

        Bene, ottimo commento. Il CV II è da cassare, cestinare, bruciare sulla pubblica piazza, e i papi conciliari sono stari dei traditori di Cristo. Punto e basta, con buona pace di questo strano prete (?) Quanto ai papi postconciliari, non ce ne è stato uno veramente cattolico, l’ attuale è un falso papa, recita la parte. Il vero santo è stato mons. Léfèbve, perseguitato per amore di Cristo e della Sua vera Chiesa ( che non è quella del Concilio, gnostica e massonica).

        • Enrico ha detto:

          Giuro che dietro ANONIMO non mi nascondo io 😜

          • DON BIAGIO AMATA SDB ha detto:

            A un exalunno ordinato diacono ortodosso

            Con immenso piacere apprendo che sei Diakonos della Santa Chiesa Ortodossa di America. Persevera negli studi per diventare autentico Didaskalos, e fedele ministro del Logos. In sintesi si possono condividere gli argomenti di perplessità che hai su tanti mutamenti sostanziali nella fede, operati dalla Chiesa Cattolica Latina, tanto da consentire ai suoi fedeli di accedere alla comunione eucaristica nella liturgia celebrata dagli ortodossi, sia pure eccezionalmente.
            Certo, è motivo di orgoglio per l’ortodossia aver fatto nel corso dei secoli pienamente onore al suo nome, non deviando in nulla dalla fede e dalla liturgia dei Padri. La immutabile professione di fede dei Santi Padri nella Divina Liturgia è luce del credere, e l’osservanza dei Santi Canoni e Detti dei Padri è norma unica dell’agire. Questo stride con le affermazioni di esponenti latini, che giustificano il loro allontanamento dai sacri canoni blaterando che non si tratta del Vangelo che cambia, ma semplicemente di una nostra migliore comprensione del suo messaggio.
            Purtroppo non si può negare che nella Chiesa Cattolica latina ci sono stati due periodi, in cui la teologia, nella mente di molti pensatori sedicenti teologi, di fatto è entrata ad arte e insensibilmente nella penombra di una migliore comprensione, per cui verità comuni definite dai Santi Concili e fissate nei Canoni, hanno perduto la loro normatività di fede e azione e sono state da grandi ciarlatani, che perciò hanno avuto grande seguito, arbitrariamente minimizzate, mutate o soppresse a piacere. Avvenne così nella rivoluzione di Lutero, che riuscì a trascinare con sè gran parte dell’Europa, e fondò il protestantesimo, presentandolo come autentico cristianesimo evangelico, con tutti i suoi capi, divisioni e denominazioni, stragi di avversari inermi. E fa sentire ancora oggi il suo influsso e la sua seduzione, al punto che tale penombra continua a coprire ancora molti docenti cattolici latini, come cultura e ribellione di fondo alla Tradizione, con un atteggiamento tanto ostile alla Fede tràdita, che è impossibile estinguere, estirpare, o permettere una qualsiasi forma di dialogo, che non sia il cedimento alle loro presunte scoperte della verità. Fra gli Anglicani l’abbandono del cattolicesimo è avvenuto in modo del tutto diverso, in quanto non è stato frutto di predicazione come in Germania, ma effetto delle subdole mutazioni nel libro comune di preghiera, obbligatorio per tutti i fedeli, per cui dal defensor fidei del sovrano nel 1509, si passò insensibilmente ma decisamente e completamente all’Anglicanesimo e alla scomparsa del dogma cattolico nel 1559. Appena 50 anni di silenziosa riforma liturgica, a partire dalla totale traduzione in lingua corrente inglese, ha portato tutta l’Inghilterra all’eresia e allo scisma. E di conseguenza alla perdita della successione apostolica, essendo evidente la rottura con la fede nella obiettiva efficacia dei sacramenti.
            Ma avvenne ancora di recente dopo il 1959, addirittura non dall’esterno ma dall’interno, e dal livello sommo della Chiesa latina, declassando, mutando e praticamente sopprimendo subito, la vigilante Suprema Congregazione del Santo Ufficio, custode dell’ortodossia cattolica latina, facendo così entrare impunemente in penombra ad uno ad uno tutti i principi della dogmatica, della morale e della vita consacrata della Chiesa Cattolica Latina, per sgomberare pregiudizi in preparazione di un concilio tutto sommato improvvisato e imperniato sulla riforma, meglio sarebbe oggi dire soppressione, della santa Liturgia in lingua latina, anzi odio e guerra totale verso la lingua latina, che ne custodiva l’identità. Il successo personale dei papi, santi subito, obbligati a cavalcare il consenso popolare, fu enorme e quasi universale, senza contrarie reazioni di rilievo dei fedeli, se si esclude una piccolissima minoranza, messa subito a tacere, come avvenne al tempo di Lutero e di tutti i riformatori. Il grido dei vescovi tedeschi di quel tempo legibus obruimur divenne attuale cavallo di Troia, per trascinare la teologia sistematica, alla quale fu dato un senso deteriore con la parola scolastica, verso la teologia biblica, tenuta fino ad allora in scarsa considerazione, essendo la lettura stessa della Bibbia Sacra quasi un tabu per i cristiani latini, e quindi, con un salto ancor più temerario, con l’adozione in pratica della teologia della liberazione, per rovesciare ancora trionfalmente i parametri e l’esegesi cattolica, nell’abbraccio della deriva marxista e liberale, proprio quando il marxismo tramontava, e fingendo o minimizzando o addirittura negandone il nativo naturale ateismo, con la pretesa di addomesticarlo e convertirlo nella prassi di unica e vera lettura del Vangelo.
            E avvenne ancora nell’attuale libero e qualunquista pensiero dominante nella Chiesa Cattolica, fiera di essersi liberata da qualunque teologia, ritenuta ideologia, indegna dell’uomo moderno, più sensibile all’ecologia, alla morale dell’ONU, nuova religione globale, e quasi nuova rivelazione divina, e alla dea libertà, come diritto umano senza doveri, e a prescindere dalla biblica rivelazione dell’origine del peccato e del male nel mondo, immerso nell’oblio della divina misericordia.
            La pratica e precipitosa soppressione del latino nella liturgia, che oggi la quasi totalità del clero latino sconosce, ha rotto i ponti anche col linguaggio salvifico evangelico, trasformando i ministri dell’altare in cantautori, in cerca di applausi, e in agitatori sociali. Anche i testi liturgici – kanon per l’ortodossia – sono stravolti e incompresi pur nella lingua corrente. Non ti meravigliare, ad esempio, se nell’atto penitenziale con cui ci si prepara ai divini misteri, si trasformi la richiesta di perdono – Kyrie, abbi pietà, Dio perdoni i nostri peccati – in arbitraria affermazione – il Signore ha pietà, perdona i peccati, togliendo il significato all’atto stesso penitenziale e alla richiesta umile del perdono, attraverso la mediazione ministeriale del celebrante.
            Esiste perciò un fondamento alle tue perplessità verso i gruppi ecumenici latini nelle Americhe, di varia provenienza e cultura, ma tutti uniti nella vana gratificazione del sociale, come dicono, e in preghiere alternative ai canoni. L’ecumenismo per cui ha pregato Nostro Signore parte dalla fede comune nel Padre e in Lui, Cristo Gesù nostro Salvatore. La resistenza coraggiosa – perché va contro corrente al relativismo imperante – dell’Ortodossia in genere anche alla semplice preghiera in comune con le altre denominazioni cristiane, getta fondata diffidenza verso queste congreghe pseudocristiane, che potrebbero inquinare l’Ortodossia, come hanno inquinato e inquinano i cattolici latini, anche ai livelli alti della gerarchia. La piena comunione non può attuarsi partendo da dichiarazioni verticistiche congiunte di personalità o studiosi avulsi dalle rispettive comunità di fede, ma sulla professione e comunione dell’unica fede in Cristo Gesù, Salvatore morto e risorto, trasmessaci dai Padri.
            La Chiesa una, santa, cattolica e apostolica, è il prolungamento liturgico dell’assemblea sinaitica e non ha nulla a che fare col popolo, degradato a massa, e assolutizzato come depositario della verità, dimenticando che è il corpo mistico di Cristo, con un capo e con membra consacrate dal battesimo e dalla fede in Lui. Quindi per quanto concerne i sacramenti vigenti nella Chiesa Latina, l’opposizione degli ortodossi ad accoglierli come validi, allontana la possibilità dell’intercomunione per i fedeli ortodossi, privi di ministri, essendo stati i sacramenti della Chiesa Cattolica Latina essi pure avvolti nella penombra teologica, che ha portato a modifiche sostanziali nei riti della tradizione. Tuttavia si può sempre evitare la guerra avvalendosi del saggio e universale principio della oikonomia salvifica, per cui pur dubitandosi della validità dei sacramenti così maltrattati, resta sempre vero che la grazia è dono divino effuso al disopra delle umane deficienze. La epikeia inoltre può essere di aiuto in casi particolari. Importa non lasciarsi travolgere dall’ideologia marxista subdolamente verniciata di cristianesimo.
            Il successo del papa attuale e la sua ascesa irresistibile a indiscusso leader mondiale non ha arrecato vantaggio alcuno alla missione della Chiesa cattolica e ha lasciato del tutto indifferente la chiesa ortodossa, soprattutto di lingua slava. Nessun approccio significativo è stato possibile da parte della Chiesa latina – tranne qualche teatrale incontro senza conseguenze – con una chiesa provata da decenni di persecuzioni e quindi diffidente e guardinga ad ogni invito di prevaricazione dalla fede dei Padri. Le sirene modernistiche, già condannate in passato dalla stessa Chiesa Cattolica latina, e quelle riformistiche occidentali per sostituire la fede in Cristo con l’adorazione ecologica della terra, la rivalutazione di Lutero e della rivoluzione protestante come genuina forma di cristianesimo autentico, l’immersione nel maremagnum di tutte le questioni politiche sociali sentimentali e rivoluzionarie, sono state respinte e rinviate coraggiosamente e coerentemente al mittente. come non pertinenti e intrinsecamente devianti dal messaggio missionario di salvezza del Redentore.

            Con l’augurio che la fedeltà ai Padri e la universale preghiera porti la Grande Chiesa a risplendere una per purezza di fede e fedeltà in Occidente e in Oriente, a Settentrione e a Mezzogiorno, abbandonando le scelte – eresie – divisorie, opera diabolica, e unita nello Spirito Santo, Dio e Datore di vita.

            ttp://xoomer.virgilio.it/blasius2/vlasios3.html

  • Lorenz ha detto:

    “Poiché il Vaticano II è un Concilio Ecumenico e un conciliabolo, rimane l’aspetto di un unico Concilio, mentre in realtà ce ne sono due… e uno legittimo e ortodosso abortito sul nascere con il sovvertimento degli schemi preparatori…così mi pare che trovi conferma quanto da me affermato nel mio saggio all’origine della disputatio sul Concilio, ossia che il contenitore-concilio è stato usato per dare apparente autorevolezza ad un evento volutamente eversivo…”
    Se partiamo dal luogo comune sull’argomento qui sembrerà che mons. V. intenda che quei suddetti schemi preparatori sovvertiti ve lo saranno stati perché poi rimpiazzati con degli altri improvvisati in assemblea. Ma, tuttavia, potrebbe aver anche voluto invece significare che il Concilio, il quale ecumenico comunque lo era ancor poi da prima, per l’intenzione istitutiva già poi pregressa, però si sarà allora declinato a conciliabolo non quindi per una supposta (e bizzarra…) immotivata insurrezione dell’ecumene dei Padri conciliari, ma anzi perché esso, nel frattempo, a tanto lo sarà già venuto ad esserne pur istradato semmai poi col porsene in partenza dunque a sovversivi essi poi stessi i suddetti schemi preparatori loro i quali avrebbero dovuto invece garantirvene il decorso.
    E questa possibile lettura e comprensione di queste e simili espressioni di mons. V., qui e altrove, per quanto possa suonarcene insolita, in realtà poi le rivestirebbe una verosimiglianza e una corrispondenza rispetto all’accadimento dei fatti suffragate allora da fondati riscontri.
    E intanto ci limiteremo invero a segnalare, così, questa suggestiva ricorrente allusività del tema entro le recenti prese di posizione di mons. Viganò.
    In tutta sincerità, davvero dunque non sappiamo a partire solo da questo come dirimerne quale sia il senso ultimo, a riguardo, d’esse comunicazioni che, anche qui, apprendiamo e leggiamo. Ripeto, al di là di tutte le facili presunzioni di assumere le letture semmai più apparentemente facili e scontate.

  • Alessandro ds ha detto:

    Certo che questione tedesca è un tentativo di fuga in avanti dei modernisti mezzi protestanti. In Germania la comunione e convivenza con i Protestanti ha intaccato non poco la mentalità dei Cattolici. ( ovviamente vanno fermati, Mons. Iannone capo dei giudici della chiesa gli ha già mandato “l’ammonizione”, necessaria per infliggere la scomunica ferendae sententiae )
    https://www.askanews.it/cronaca/2019/09/13/il-vaticano-frena-le-decisioni-del-sinodo-della-chiesa-tedesca-pn_20190913_00023/
    Però sarebbe carino e simpatico sentire cosa pensa Mons. Viganò alle lobby massaniche delle associazioni ultra cattoliche Americane e al loro tentativo di spaccare la chiesa cattolica, dopo aver già spaccato la chiesa ortodossa ? Sono dei Massoni che si sono infiltrati nelle associazioni cattoliche Americane o con sede in America e lavorano fingendosi Cattolici o paladini dei valori cattolici, mentre in realtà lavorano a spaccare la chiesa cattolica cone hanno fatto con l’ortodossa. Solitamente questi personaggio sono legati al mondo della politica, essendo stati o ex politici o collaboratori stretti di famosi massoni.
    https://www.google.com/amp/s/it.sputniknews.com/amp/mondo/201810206655733-Pompeo-religione-ingerenza-Chiesa-Ortodossa-Ucraina-Russia-Patriarcato-Costantinopoli-Russia-russofobia/

    https://www.google.com/amp/s/www.ilmessaggero.it/AMP/vaticano/metropolita_hilarion_usa_dietro_scisma_chiesa-4048818.html
    Cosa pensa Mons. Viganò di Trump e Pompeo e al loro lavoro nelle tenebre per distruggere la chiesa ortodossa infliggendo lo scisma più grande degli ultimi 1000 anni fra i cristiani, per colpire Putin e la Russia e indebolirli?
    Cosa pensa Viganò dei colpi mortali che l’ala Americana sta infliggendo alla cristianita?
    Lei è con loro oppure si dissocia da loro?
    Mons. Viganò, lei ha ritirato e ritrattato la sua eresia riguardo agli insegnamenti sul “fatalismo e predestinazione” ?
    Mons. Viganò, si è fatto togliere la scomunica latae sententiae per aver infranto il CIC Can. 1369 ( usando mezzi di comunicazione e informazione per promuovere e divulgare odio contro la chiesa )
    Ci può far vedere la dichiarazione scritta dove viene attestato che lei si è fatto togliere la scomunica latae sententiae per questi reati in “foro esterno”, cioè pubblici e visibili anche da altri?

    CAN. 1369 – Chi in uno spettacolo o in una pubblica adunanza o in uno scritto pubblicamente divulgato, o in altro modo servendosi degli strumenti di comunicazione sociale, proferisce bestemmia od offende gravemente i buoni costumi o pronuncia ingiurie o eccita all’odio o al disprezzo contro la religione o la Chiesa, sia punito con una giusta pena.
    CAN. 1361§2. – La remissione in foro esterno sia data per scritto, a meno che una grave causa suggerisca altrimenti.

    Mons. Viganò, ci potrebbe mostrare la remissione data per scritto della suo scomunica per aver violato il CAN. 1369 ?
    A quale titolo lei sta parlando se lei non fa più parte della chiesa Cattolica?

    • roby ha detto:

      Non ti curar di lui, ma guarda e passa. Non merita attenzione.

    • Gianluigi ha detto:

      Se Mons Viganò non fà parte della Chiesa Cattolica, ancora infinitamente meno ne fà parte Bergoglio e chi lo segue.

    • Laura ha detto:

      Temo che tu te la stia prendendo con la persona sbagliata! E poi, sai come si dice? Chi non riesce a confutare un ragionamento stringente, chiaro, razionale, allora se la prende con la persona che lo fa. Monsignor Viganò ha ragione o no? Se per te ha torto allora basta che dici: “Non sono d’accordo!”

      • Alessandro ds ha detto:

        Bergoglio è un impostore, eretico manifesto e illegittimo al 99% per il conclave probabilmente truccato.
        Ma va attaccato sulle cose su cui ha torto Bergoglio.
        Mons. Viganò sta attaccando tutta la chiesa cattolica dal Concilio fino a oggi.
        Attaccare “l’uomo Bergoglio” dicendo la verità è una cosa, attaccare la “santa chiesa, corpo mistico di Cristo ” è un altra cosa.
        Poi è sbagliato ip modo in cui lo fa e sono sbagliate le compagnie con il quale si accompagna.
        Se il mio più grande sostenitore e promotore è il braccio destro del più grande massone d’italia….anche mafioso fra l’altro, oltre che massone stradichiarato, e questo braccio destro di questo uomo è il mio più grande promotore e sostenitore….qualcosa non quadra.

        • Valentina ha detto:

          Dai, sosteniamo tutti Biden che è a favore dell’aborto!!!
          S’informi bene ALESSANDRO DS, che Trump è attaccato da ogni dove per il solo motivo di NON essere massone. Altrimenti avrebbe vita facile (ah, è notizia di questi giorni che è stato sventato un attentato fuori dalla Casa Bianca).
          Lei, ALESSANDRO DS, per fare l’originale, va fuori dal seminato, ma di brutto.
          Molli il computer e prenda il Rosario in mano, che si addice di più ad un seminarista. Ma ne dica tanti, tanti, tanti e quando ha finito, vada in meditazione davanti al Tabernacolo finché non si addormenta. Preghi per lei e per tutti noi.

  • Iginio ha detto:

    Non credo – e sono in buona compagnia – che al Concilio Vaticano II si possano attribuire dichiarazioni eretiche. Si potranno imputargli alcune dichiarazioni poco prudenti, imprecise, ormai anacronistiche e sorpassate perché risentono troppo della mentalità dominante all’epoca.
    Quindi, come avevo già scritto in precedenza, il problema va affrontato su basi diverse.
    Ciò di cui ci stiamo lamentando oggi non è “il Concilio Vaticano II”, ma tutta quell’accozzaglia di roba del genere “la Chiesa deve cambiare” che si sviluppò a partire dagli anni Sessanta e si servì anche del cosiddetto Spirito del Concilio per demolire la Chiesa dall’interno.
    Ma questa roba non può citare a proprio favore i documenti del Concilio. Si limita a dire che il Concilio va ripreso, riaperto, rifatto. Ma non può dire di avere la benedizione del Concilio.
    Altrimenti è come dire che il Concilio di Trento volesse il Tribunale dell’Inquisizione e che abolire il Tribunale dell’Inquisizione sarebbe andare contro il Concilio di Trento (calmatevi: il tribunale dell’inquisizione era preesistente al Concilio di Trento).
    Nota per i lefebvriani. Che Lefebvre partecipasse e sottoscrivesse al Concilio, lo sapete già. Riflettete invece su questo: come mai, dopo che Lefebvrte disubbidì a Giovanni Paolo II, molti che fino allora lo avevano seguito o almeno fiancheggiato (p. Cantoni e altri sacerdoti, la futura Fraternità San Pietro, Carlo Fabrizio Carli…) si sono allontanati da lui? Tutti traditori? Tutti collaborazionisti col nemico? Tutti stupidi?

    • Gian ha detto:

      Mons. Marcel Lefebvre fece cosa giusta a disubbidire a Giovanni Paolo II, anche se a quel tempo la pensavo diversamente e fui sconvolto dalla sua disubbidienza che lo condannava alla scomunica. Se non avesse disubbidito ordinando non uno, ma ben quattro vescovi, l’opera da lui intrapresa sarebbe andata persa, dopo la sua imminente dipartita. Esattamente quello a cui mirava chi lo ha costretto a disubbidire.

      • Gian ha detto:

        Non giudico chi si è allontanato da lui davanti al gesto estremo. Quando si tratta di scegliere uno se il coraggio (o la fede) non ce l’ha non se lo può dare. E lei Igino mi ha tanto l’aria di uno che pretende di impartire lezioni a tutti, sempre. Uno che la sa lunga insomma.

      • Iginio ha detto:

        Certo, come no. Quindi anche i cattocomunisti che si ribellarono a Paolo VI fecero cosa buona e giusta? Ah, no, loro no perché erano di sinistra… 🙂 🙂 🙂

        • Gian ha detto:

          Don Milani e quelli dell’Isolotto? Don Franzoni? Quelli di Bella ciao? E cosa c’entra Mons. Lefebvre con costoro? Fu forse la sua colpa quella di aver evangelizzato l’Africa?

  • Dino Brighenti ha detto:

    intanto bergoglio viene lasciato lì e comanda, quando basterebbe accompagnarlo alla porta con i suoi sodali con l’Autorità di Sua Santità Benedetto XVI e da tutti i fedeli di nostro Signor Gesù Cristo.

  • Ateo Devoto ha detto:

    Forse è sfuggito al sottoscritto, ma non a voi…. sembra comunque che il titolo: ‘Vicario di Cristo’ sia diventato ‘titolo storico’
    https://www.ilmessaggero.it/vaticano/papa_francesco_titoli_annuario_pontificio_vaticano_titoli_vicario_cristo_successore_apostoli-5150281.html

  • Gianfranco ha detto:

    Continuano le formidabili bordate sparate da mons. Viganò contro la cittadella della Menzogna, e in soccorso della conculcata Verità.
    Ormai sono innumerevoli e incontrovertibili le prove della sfrontata, totale malafede e sistematica mistificazione del gesuita in bianco e dei suoi ben selezionati scherani.
    Ma inutile illuders, continuerà a far danni e a raccogliere applausi: il bravo bergogliano DOC, sempre fedele al suo motto “MAI RAGIONARE” è tetragono ad ogni evidenza: è… a prova di prove!

  • Adriana ha detto:

    Concordo con la risposta di Mons. Viganò .
    Mi domando solamente come mai abbia aspettato tanto tempo per esprimere le sue critiche pubblicamente .
    Forse perchè – anche per lui -il vaso è traboccato ?
    Forse perchè , grazie alle continue ferite infertele dal Vescovo di Roma , la Chiesa Cattolica è messa nella situazione di un moribondo che assiste impotente al disfacimento del proprio corpo ?
    Disfacimento al quale provvedono seguaci ” illuminati ” sia di Jorge sia del CVII , come , ad esempio, Raffaele Nogaro , vescovo emerito di Caserta…
    https://www.stopcensura.org/vescovo-di-caserta-trasformerei-chiese-in-moschee-se-fosse-utile-alla-causa-dei-migranti/

    • Valentina ha detto:

      Per Prudenza. L’atomica che ha sganciato doveva essere prima ponderata seguendo le indicazioni di Gesù (Matteo 18,15-17). Ma, se dopo le tre correzioni ci si ostina nell’errore, si potrebbe riassumere in: “quando è troppo è troppo!!!”
      Grazie Mons. Viganò per la Sua tenacia!

  • Maria Michela Petti ha detto:

    A proposito della “dicotomia” rilevata da Padre Tomas nel suo “Pope Francis and the Schism” (dell’ottobre scorso) e richiamata da mons. Viganò – «in cui il Vicario di Cristo tace e lascia fare, mentre parla e agisce l’esuberante argentino che oggi dimora a Santa Marta» appare in tutta evidenza che il “Vicario di Cristo” tacesse… alla luce della decisione-rinuncia a tale titolo, depennato dall’Annuario Pontificio pubblicato all’inizio di quest’anno.
    Semplicemente: ha sempre parlato e agito, e continua a farlo, il “vescovo di Roma” quale si è presentato fin dall’apparizione alla Loggia Centrale della Basilica subito dopo l’elezione. E firma tutti i documenti più importanti “Dal Laterano”, per dare ad essi il massimo, dovuto, rilievo; secondo l’interpretazione, di qualche settimana fa, di qualche giornalista, non ricordo quale, dal momento che leggo di tutto e di più.
    Ad ora: mi limito alla lettura, avendo rinunciato da tempo ad approfondire, in attesa di essere aggiornata su un’eventuale evoluzione in positivo – al momento solo agognata – della conclamata “crisi profonda dell’intera istituzione ecclesiastica”. Come le stelle: resto a guardare…

  • monsX ha detto:

    totalmente d’accordo con mons.Viganò . Ma per comprendere la dinamica del ” tradimento fraudolento ” , secondo me si dovrebbe anche tornare al Concilio Vaticano I , di PioIX . In questo Concilio PioIX condanna il modernismo affermando il Sillabo e afferma l’infallibilità del Pontefice quando parla ex Cathedra . Ricordiamoci la reazione immediata dei cosiddetti MM (modernisti -massoni) che va dalla breccia di Porta Pia a Roma capitale ,a esproprio del Quirinale , alla fine del Papa Re e del potere temporale .ecc. Si vada a cercare, trovare e leggere la famosa cosiddetta “maledizione di PioIX” per intendere anche la leggenda che si creò intorno a questa vicenda storica , Non dimentichiamo neppure che PioIX prorogò il Vaticano I -sine die- , per altri novanta anni , praticamente fino a quando Giovanni XXIIII annuncia il Vaticano II nel 1960 . Non solo simbolicamente il Vaticano II è effettivamente la continuità del Vaticano I , ma ne è soprattutto la conclusione , la contraffazione pastorale , la negazione . Basterebbe leggere il discorso introduttivo del Papa Roncalli al Concilio per intendere a cosa sarebbe dovuto servire il vaticano II, inclusa la diffida esplicita ai “tradizionalisti” . Possiamo supporre che il Vaticano II sia stato la vendetta modernista 90anni dopo il Vaticano I. ? Sarebbe interessante che persone come il Prof DeMattei dessero un parere su questa mia ipotesi ,certo legittima ma probabilemnte imperfetta . Si rifletta un memento sul significato di “pastoralità “del Vaticano II , In pratica dice che non si tocca la dottrina ma si adatta la sua implementazione ai tempi. Manifestamente detto adattamento è funzione di più fattori soggettivi: soprattutto aver capito i tempi, i modelli di pastoralità e i loro effetti. Ognuno ha interpretatao la pastoralità in modo soggettivo. Da li nasce caos ed anarchia, divisioni e contrapposizione tra progressisti e tradizionalisti . Quando Voitijya diventa papa ,percepisce immediatamente la rottura che si era creata tra papa-vescovi-parroci .perciò attua due strategie : verticalmente imponendo la sua leadership carismatica personale ed orizzontalmente promuovendo la crescita dei movimenti ecclesiali , alcuni dei quali hanno però creato una chiesa nella chiesa. Modello protestante in USA , con le sue mille sette che competono fra loro. Ciò ricordato , dichiaro il mio appoggio incondizionatao a C.M.Viganò , Vescovo saggio , coraggioso e leale . mons.X

    • Iginio ha detto:

      Basta un dettaglio per far rovinare tutto l’edificio.
      Pio IX NON condanna affatto il modernismo: per il semplice fatto che questo fenomeno alla sua epoca non esisteva ancora.
      Il modernismo nasce nei primi del Novecento e infatti fu designato come tale da Pio X.

      • Cotd ha detto:

        Bravo Iginio. I mestatori sono sempre un po’ ignoranti.

      • Roby ha detto:

        Dettaglio sbagliato, Vada a rileggersi il Sillabo di Pio IX.

        • Iginio ha detto:

          Appunto. Vai a rileggerlo.
          Tenendo inoltre presente che il valore del Sillabo non è poi molto diverso da quello di una enciclica del papetto attuale. Quindi citare il Sillabo di Pio IX contro papa Bergoglio è praticamente inutile se fatto per dimostrare che l’uno sarebbe un papa simpatico e l’altro un falso papa.

  • Gian ha detto:

    Inconfutabile.