L’ABBÉ BARTHE A VIGANÒ SUL VATICANO II: IL SUO ESEMPIO CI AIUTA.

20 Giugno 2020 Pubblicato da

 

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, l’abbé Claude Barthe , autore di numerosi libri, fra in quali citiamo, Trouvera-t-il encore la foi sur la terre ? Une crise de l’Église, histoire et questions (François-Xavier de Guibert, 2006, 3ème édition) ; La Messe de Vatican II. Dossier historique (Via Romana, 2018), ha letto le dichiarazioni dell’arcivescovo Carlo maria Viganò in tema di Concilio Vaticano II, e ci ha inviato questa lettera aperta. L’originale è in francese, questa è la nostra traduzione. Buona lettura.

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Un evento storico: la critica di Mons Viganò al Vaticano II

Lettera aperta di Padre Claude Barthe

Mi permetto di reagire all’affermazione di Vostra Eccellenza “Excursus sul Vaticano II e le sue conseguenze” (Chiesa e post concilio, 9 giugno 2020), per sottolineare, in tutta modestia, il suo grande interesse per la Chiesa.

Permettetemi di riassumerlo in cinque punti:

 

1 – Il Vaticano II contiene testi “in chiara opposizione alla dottrina finora espressa nel Magistero”.

 

Il suo attacco al Vaticano II è mirato a:

– Ciò che è in diretto disaccordo con la dottrina precedente, come la libertà religiosa della dichiarazione Dignitatis humanae e i fondamenti del nuovo rapporto con le religioni non cristiane della dichiarazione Nostra aetate (si potrebbe aggiungere a questo il decreto sull’ecumenismo, Unitatis redintegratio, che introduce la novazione della “comunione imperfetta” che i separati da Cristo e dalla Chiesa avrebbero con Cristo e la Chiesa, n. 3);

– Le ambiguità che possono essere usate nel senso della verità o dell’errore, come il subsistito al n. 8 della Costituzione Lumen Gentium: “La Chiesa di Cristo sussiste nella Chiesa cattolica”, invece di : “La Chiesa di Cristo è la Chiesa cattolica.

  1. – Queste distorsioni dottrinali sono all’origine degli errori che ne sono seguiti – Prova dello “spirito del Concilio”.

Lei spiega che le deviazioni o gli elementi molto dannosi per la fede dei cristiani che hanno segnato il periodo post-conciliare (lei cita la Dichiarazione di Abu Dhabi, ma anche la Giornata di Assisi, la riforma liturgica, l’uso della collegialità) hanno la loro origine in queste distorsioni.

Inoltre, dal suo testo emerge chiaramente che il concetto di “spirito del Concilio” conferma la specificità innovativa di questa assemblea, perché “non c’è mai stato ‘lo spirito del Concilio di Nicea’, né ‘lo spirito del Concilio di Ferrara-Firenze’, né tanto meno ‘lo spirito del Concilio di Trento’, così come non c’è mai stato un ‘post Concilio’ dopo il Laterano IV o il Vaticano I”.

 

3 – Queste distorsioni non possono essere corrette

 

I tentativi di correggere gli eccessi del Concilio, lei dice, sono impotenti:

– A) O si prende la strada insufficiente dell'”ermeneutica della continuità”. Ciò è tanto meno possibile in quanto questa ermeneutica non è un ritorno al magistero precedente, ma rappresenta la ricerca di una terza via tra novazione e tradizione. Benedetto XVI, nel suo discorso alla Curia romana del 22 dicembre 2005, ha sostenuto una “ermeneutica del rinnovamento nella continuità” in contrapposizione all'”ermeneutica della discontinuità e della rottura”; ma attraverso quest’ultima, ha puntato sia sui “tradizionalisti” che sui “progressisti”, che entrambi ritengono che il Vaticano II abbia fatto certe rotture.

 

– B/ O incitando il Magistero a “correggere” gli errori del Vaticano II. Lei mostra giustamente che questo progetto, “anche con le migliori intenzioni, mina le fondamenta dell’edificio cattolico”: infatti, contrapporre il magistero di domani a quello di oggi, che contraddice quello di ieri, porterebbe al fatto che nessun atto magisteriale sarebbe mai definitivo.

Pertanto, in un supplemento del 15 giugno (Chiesa e post concilio), lei è del parere che un futuro papa “potrebbe annullare l’intero Concilio”.

Se mi fosse permesso di amplificare la sua analisi, direi che l’unica soluzione per contraddire un atto precedente con un atto magistrale è notare che l’atto in questione non è magistrale in tutta la sua forza. Ad esempio, il Pastor Æternus, del Concilio Vaticano I, nel 1870, annullò, di fatto, il decreto Frequens del Concilio di Costanza, nel 1417, che pretendeva di istituzionalizzare la superiorità del Concilio sul papa. Questo annullamento è stato possibile perché la Santa Sede non ha mai riconosciuto il valore dogmatico di Frequens. Allo stesso modo, con il Vaticano II, ci troviamo nella stessa situazione di Frequens, poiché gli organi del Concilio stesso (Dz 4351) e tutte le interpretazioni successive hanno fatto sì che questo Concilio fosse di natura meramente “pastorale”, cioè non dogmatica. Infatti, la grande via d’uscita dall’attuale crisi magisteriale è quella di uscire da ciò che si chiama “pastorale” ed entrare ancora una volta nella dogmatica: che il Papa da solo o il Papa e i vescovi uniti a lui si esprimano magistralmente e non più “pastoralmente”.

 

4 – Il presente pontificato è un chiarimento paradossale

Lei scrive: “Quello che sentiamo da anni, in modo vago e senza chiare connotazioni, dalla massima Cattedra, lo troviamo poi elaborato in un vero e proprio manifesto tra i sostenitori dell’attuale Pontificato”.

Questo è ciò che molti che hanno cercato di dare una pia interpretazione dei testi controversi del Vaticano II sentono: riconoscono che ciò non è possibile a causa dell’applicazione, in qualche modo autentica, che se ne sta facendo oggi. I testi di questo pontificato sono il culmine dei punti controversi del Concilio, come ad esempio l’erroneo riconoscimento dei diritti di coscienza nell’esortazione Amoris lætitia, il cui n. 301 afferma che in certe circostanze l’adulterio non è peccato.

 

  1. Un dovere di coscienza pesa quindi sui prelati della Chiesa che sono consapevoli di questa situazione.

Parlando di sé, lei dice: “Come sessant’anni fa ho obbedito con onestà e serenità a ordini dubbi, credendo che essi rappresentassero la voce amorosa della Chiesa, così oggi, con altrettanta serenità e onestà, ammetto di essere stato ingannato. Essere coerenti oggi perseverando nell’errore sarebbe una scelta infelice e mi renderebbe complice di questa frode”.

Alcuni prelati, soprattutto dopo le ultime assemblee sinodali, sono stati portati a far risalire le conseguenze della situazione odierna alle cause stabilite mezzo secolo fa. Il suo esempio e il suo incoraggiamento possono aiutarli ad esprimere, in coscienza, per il bene della Chiesa, il loro disaccordo con queste cause: i punti difettosi del Vaticano II.

 

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58 commenti

  • Enrico ha detto:

    C.C. e Barioni,

    brutti birbaccioni (notate la rima),😊

    mi aspetto “l’elenco delle cose sbagliate” dette dall’abbé Barthe , formato nel seminario di Econe di mons. Lefebvre.

    Buona Domenica in Gesù e Maria.

    • C.c. ha detto:

      Te ne dico tre:
      1) supporre che un concilio confermato da un Papa e dai suoi successori possa contenere errori dottrinali (eresia)
      2) confrontare il decreto Frequens con i documenti di un Concilio Ecumenico presieduto dal Papa (errore teologico – errore storico)
      3) censurare AL 301 che non fa altro che riportare le condizioni elaborate dalla morale cattolicai per le quali una condotta materiale può non costituire peccato mortale imputabile (eresia).
      Se vuoi possiamo partire da qui. Invero però tu ti stai scherzando dietro l’Abbe, ma l’elenco era quello dei TUOI errori e NON dei suoi. Lieto comunque che tu non sia Radaelli: l’elenco sarebbe lungo e faticoso da scrivere.

      • Enrico ha detto:

        A parte il punto 1 che è una tua opinione e con la quali confessi che pure il magistero di Bergoglio non contiene errori dottrinali, la tua risposta è piuttosto confusa e non ci si capisce niente.

        Hai tirato fuori un decreto Frequens e un AL 301 che non ho mai nominato e però mi dici che sto scherzando (?) volevi dire schermando? “dietro l’Abbe”.

        Ti consiglio di respirare profondamente una decina di volte prima di aggredire la tastiera del computer.

        E’ evidente che la foga di DARE ADDOSSO a un lefebvriano ti ha tradito.

      • Marcello Dugheria ha detto:

        C.C. Lo sa che ha scritto un’autentica sciocchezza nello scrivere che il cap. 8 di Amoris Leatitia non fa altro che confermare la morale cattolica!
        Il Catechismo non giustifica atti morali oggettivi che sono sempre peccati gravi quali l’aborto, il divorzio e l’adulterio!
        È stata approvata l’etica della situazione da sempre condannata dalla chiesa cattolica!

        • C.c. ha detto:

          L’Abbe parla del 301. Se lo leggi puoi verificare da solo che ho ragione. L’etica della situazione non c’entra con le condizioni di imputabilità. Perdonami ma ti mancano i fondamentali.

      • emv ha detto:

        egregio C.C. vorrei invitarti al forum cattolico di Termometro politico di cui sono moderatore e dove cerco di tenere una linea cattolica in questo difficile periodo di crisi della Chiesa. Sarei lieto se volessi visitare il forum e fare degli interventi. Avrei bisogno di una mano da parte di una persona che abbia un’idea corretta di cosa sia lo spirito cattolico. Il forum più che un luogo di approfondimento cattolico è una trincea, un fronte in continua battaglia con laicisti, razionalisti, modernisti, gnostici e varia gente tribolata… con tante esigenze spirituali ma sempre all’attacco sulle grandi questioni della Chiesa https://forum.termometropolitico.it/20-cattolici/

  • Tonino T. ha detto:

    [IT] 🇮🇹
    20 giugno 2020
    ▶️ L’ABBÉ BARTHE A VIGANÒ SUL VATICANO II: IL SUO ESEMPIO CI AIUTA.
    https://www.facebook.com/groups/1240854762763713/permalink/1532497870266066/

  • Tonino T. ha detto:

    [IT] 🇮🇹
    20 giugno 2020
    ▶️ L’ABBÉ BARTHE A VIGANÒ SUL VATICANO II: IL SUO ESEMPIO CI AIUTA.
    https://www.facebook.com/groups/1240854762763713/permalink/1532497870266066/

  • Astore da Cerquapalmata ha detto:

    Può essere che il Vaticano II, non essendo dogmatico, possa essere corretto in qualche espressione. Vedremo. Lo deciderà eventualmente chi di dovere.
    Ma Papi santi hanno fatto oggetto il Vaticano II del loro discernimento e del loro Magistero. Giovanni XXIII, Paolo VI, Giovanni Paolo II, Benedetto XVI. E, se vogliamo, anche Giovanni Paolo I. Io mi fido di loro.
    Ho letto il Vaticano II e non contiene eresie.
    Ci sono stati degli abusi in certe interpretazioni.
    Ma non è il Vaticano II che ha corrotto la Chiesa, sono gli ecclesiastici infedeli che hanno corrotto il Vaticano II (lo hanno travisato)

    • Gian ha detto:

      Molto meglio avrebbe fatto, il Roncalli, ubbidendo alla richiesta di Maria S.S. apparsa ai tre pastorelli di Fatima, a divulgare il terzo segreto nell’anno 1960, invece di fare lo gnorri e annunciare un nuovo concilio ecumenico.
      Avesse ascoltato la nostra Mamma Celeste oggi non ci troveremmo in questa desolazione.

  • Giulio Barioni ha detto:

    @Enrico
    Con tutti I suoi interventi, spesso contro i papi dal Concilio in poi, forse lei pensa di trasformare questo blog in uno della FSSPX.
    Non credo ci riuscirà, nonostante l’ostentazione di apparente sapienza, perché molti leggono e scrivono qui per dare voce al dolore nel vedere la situazione della Chiesa cattolica ai tempi di Bergoglio.
    In confronto a Benedetto XVI lei è molto piccolino.

    • Enrico ha detto:

      Egregio Barioni,

      Lei è padronissimo di pensarla come vuole e di galoppare sfrenatamente con la Sua fantasia.

      La mia posizione è ormai ben nota alle Gentili Commentatrici e ai Gentili Commentatori di questo blog, come pure al signor Marco che continua ad ospitarmi e che ringrazio.

      Io sono un lefebvriano che auspica l’abolizione del vaticano II, del novus ordo e di tutto il magistero modernista conciliare e post conciliare che ha ridotto la Chiesa in condizioni pietose (quindi non soltanto “ai tempi di Bergoglio”, che non potevano essere diversi visto lo “spirito del concilio”.

      Che fa? Da bravo parrocchiano catto-comunista e giacobino vorrebbe censurarmi?

      Piuttosto, eviti di lasciarsi andare ad attacchi personali e insensati, caratteristici di chi non ha argomenti da esporre.

      • C.c. ha detto:

        Scusa Enrico, basta contraddirti per essere bollati come giacobini e comunisti? Se dovessi mettermi io a fare l’elenco delle cose sbagliate che scrivi (e se sei il Radaelli di cui parla PG anche delle cose che pubblichi) in che modo mi offenderesti? Dicendo che sono lucifero in persona?
        E poi perché dici “parrocchiano” con tanto disprezzo? Sei tu in difetto, non essendo in una parrocchia e nemmeno nella Chiesa!

        • Enrico ha detto:

          C.C.

          stiamo vivendo tempi piuttosto agitati e la diatriba è diventato il fuoco quotidiano che incendia tanto la Chiesa quanto la società.

          Vorrei pregarti di prendere atto di tale diatriba che non solo è inarrestabile ma assai probabilmente è destinata ad acuirsi. Quindi è probabile che mi troverai ancora sulla tua strada per infastidirti, come io mi ritroverò te che mi rimbrotti. C’est la vie!

          Data la mia posizione, ho sperimentato per molti anni, quando ero molto più giovane, l’essere regolarmente sbeffeggiato e zittito in ambito parrocchiale proprio in quanto lefebvriano e quindi portatore fastidioso di “cose superate”, il tutto, ovviamente, in ossequio alla nuova chiesa “dialogante” nata dalla “primavera del concilio” e secondo la ricetta catto-comunista che poi ha avuto grande successo. Quindi sono molto, molto, molto abituato ad essere contraddetto ed emarginato, cosa che penso tu non sappia minimamente cosa voglia dire se sei uno che, come si dice, “sta coi frati e zappa l’orto”.

          Ti pregherei quindi di non inventarti un mio sentirmi “contraddetto”, dato che è una vita che subisco contraddizioni e quindi puoi figurarti quanto mi colpisca la contraddizione di cui sono oggetto su questo blog (ma poi, in fondo, non proprio da tutti).

          Ti pregherei inoltre di leggere bene prima di abbandonarti a dire castronerie: io non disprezzo affatto il parrocchiano, ma prendo le distanze e, se mi capita, combatto il parrocchiano cattocomunista e giacobino che crede di avere la verità in tasca, e che è cosa completamente diversa.

          Vedo che anche tu, che sei così buono, non esiti (come l’amico Barioni) a lanciare giudizi e scomuniche “Sei tu in difetto, non essendo in una parrocchia e nemmeno nella Chiesa!”. Complimenti.

          Infine, invece di limitarti a minacciare di fare “l’elenco delle cose sbagliate” che scrivo, fallo, l’elenco. O pure tu sei a corto di argomenti e te la cavi con la scomunica?

          P.S. Non sono Radaelli. Ma da come ne parlate dev’essere un mio fratello nell’emarginazione.😄

          • Giulio Barioni ha detto:

            Enrico, il problema è che lei predica una chiesa cattolica lefevriana.
            Ma questo non sarà MAI. Si metta il cuore in pace,
            la Chiesa è e rimarrà sempre la Chiesa cattolica apostolica romana, fondata da Cristo e affidata agli apostoli e successori.
            Oggi c’è una grave crisi, peraltro predetta da tempo, ma la soluzione non è certo nelle sue presunte autorevoli e saccenti dichiarazioni.
            Comunque come le è stato fatto notare il suo tono è spesso aggressivo verso chi dice il suo parere.
            E non è da 60 anni che si parla di misericordia, ma da sempre, dimentico che la Misericordia è Gesù stesso, che l’ha offerta gratuitamente a tutti, chiedendo il pentimento perché essa possa essere efficace.
            Dai suoi interventi io, molto piccolino, non percepisco questo amore e mi faccio l’idea che voi lefebriani siete molto duri, e non certo l’esempio da seguire per superare la crisi del tempo presente.
            Sinceramente ai suoi interventi preferisco a questo punto quelli di un certo Maurizio Rastello, perché almeno mi fanno sorridere, i suoi sono piuttosto tetri.

          • Enrico ha detto:

            Sue opinioni, Barioni, Sue opinioni.

  • Lc 11,23 ha detto:

    un punto di chiarimento generale e personale per chi vuol sapere c’è stato.
    il 14 maggio il papa (il Papa?) ha chiamato i fedeli ad una giorno di digiuno e preghiera per l’alta fratellanza di non so cosa. ognuno sa se ha partecipato.
    chi non ha partecipato non riconosce l’autorità alla quale ogni cattolico deve ubbidienza.
    chiedetelo ai vostri parroci:. hai digiunato Don il 14 maggio? si o no?

  • Raffaella ha detto:

    “Sollievo dei migranti” dovremo dire?
    Degli spacciatori che seminano morte, che fanno a pezzi la povera Pamela, che violentano? E rubano e sporcano?
    Proprio no!!

  • stilumcuriale emerito ha detto:

    Certamente i cinque punti sottolineati da L’ABBÉ BARTHE sono importanti. Ma la crisi della Chiesa non è solo dottrinale è anche umana.
    Mi spiego.
    Per chi ha fede la Chiesa è il corpo mistico di Cristo. Ma per chi non ce l’ha, e anche per chi ce l’ha ma non per questo ha smesso di ragionare, la Chiesa è un’organizzazione sociale, inserita nel più vasto e universale tessuto sociale, costituito dall’Umanità tutta intera. Come tale, sottostà alle regole delle organizzazioni sociali, la cui applicazione determina la loro sopravvivenza o la morte inesorabile.
    Per questo ritengo che oggi più che mai il problema della Chiesa sia sì dottrinale ma anche organizzativo.
    La Chiesa voluta da Cristo e realizzata dagli apostoli ha una gerarchia semplicissima : Pietro primo fra i vescovi, i vescovi, i presbiteri, i diaconi e i fedeli . Punto e basta.
    Andate a vedere qui : http://w2.vatican.va/content/romancuria/it.html
    e poi ditemi che cosa hanno a che fare col Vangelo di Cristo cinquantasei (56, diconsi 56) enti tra Pontifici Consigli, Congragazioni, Dicasteri e altri Enti vari.
    Anche in Vaticano vige la Legge di Parkinson.

    • DON ETTORE BARBIERI ha detto:

      La Curia Romana e quelle vescovili esistono da secoli e dovrebbero essere strumenti che aiutano il papa e i vescovi nell’esercizio della loro autorità. Come ho già detto in un precedente commento, l’attuale elefantiasi si è creata in seguito all’innamoramento della Chiesa per la modernità, da Paolo VI in avanti. La CEI, in origine, aveva un appartamento in via della Conciliazione e basta: guardi che cosa è diventata ora.. E’ un po’ quello che diceva Del Noce a proposito della DC: il sinistrismo presente al suo interno aveva fatto assumere al partito il modello elefantiaco del PCI; purtroppo, però, il PCI funzionava e la DC no, così come la Chiesa che corre dietro alla modernità non funziona, mentre il mondo sì.

      • Bastian contrario ha detto:

        Il PCI funzionava perché predicava l’odio di classe e la violenza nei rapporti di lavoro . Ovvero dava sfogo agli istinti bestiali dell’uomo. Ovvero il suo successo dipendeva dai disvalori predicati, non certo dalla bontà della struttura.

        • DON ETTORE BARBIERI ha detto:

          Be’ allora ancora peggio! Volevo dire, ironicamente che quando vogliamo imitare le opere del mondo manco sappiamo farle funzionare

          • Dal libro LE DUE CHIESE ha detto:

            A pag. 41 del libro di Aldo maria valli , un avvocato brasiliano di origine india , intervistato sui missionari della Teologia della liberazione, risponde così :
            Come dicevo, i problemi sono cominciati agli inizi degli anni Settanta, proprio con i missionari della teologia della liberazione. Questi arrivarono persino a infrangere le leggi di Dio legittimando il furto della proprietà privata attraverso l’incitazione ad occupare illegittimamente le terre e le aziende dei non indigeni. Questa teologia della liberazione non era null’altro che una forma camuffata dell’ideologia comunista.
            In poco tempo arrivarono a distruggere tutto quello che i loro predecessori missionari avevano costruito nel corso di un secolo, in nome di di un assurdo primitivismo. Non ci misero davvero molto a smantellare la prosperità che gli indigeni integrati avevano raggiunto attraverso un sistema basato sulla libertà economica, sulla proprietà privata, sull’economia di mercato e sulla libertà di lavoro.
            Utilizzarono poi anche la tecnica di della divisione dei villaggi per creare comunità sempre più piccole in territori sempre più vasti, determinando, tra l’altro, anche la scomparsa delle piccole aziende agricole.
            Alla fine, comunque l’esperimento fallì. Fu instillata l’utopia comunista che sognava la realizzazione di una società senza padroni e sottoposti, in cui i beni sono proprietà comune. ma, come sosteneva Wiston Churchill “se il vizio insito nel capitalismo è la ineguale distribuzione della ricchezza, la virtù insita nel comunismo è l’uguale distribuzione della miseria”.

      • stilumcuriale emerito ha detto:

        Se poi aggiungiamo la pletora di consulenti esterni, di cui anche da parte di chi, come me, è a semplice livello di fedele, si subodora la presenza in tanti discorsi e documenti papali, siamo alla follia. Per fare un semplice paragone, per chi non è particolarmente addentro nella materia, è come se in un’azienda industriale oltre al direttore generale e un eventuale vicedirettore, una direzione tecnica, una direzione commerciale, una direzione amministrativa, una direzione del personale e una eventuale direzione approvvigionamenti, ci fossero oltre cinquanta altre direzioni di supporto al direttore generale. Il quale poi, se fosse uno del tipo di Papa Francesco, sarebbe un accentratore che vuole arrivare in prima persona dappertutto a dire la sua, scavalcando tutti i livelli gerarchici per andare a dare ordini direttamente agli operai. Pazzesco!

        • DON ETTORE BARBIERI ha detto:

          Vede, caro Stilumcuriale, la pletora di organismi e di documenti che nessuno legge e che spesso altro non sono che un copia-incolla di altri serve a sentirsi vivi. I preti, le suore e alcuni laici “impegnati”, anziché fare il proprio dovere, ossia apostolato, ciascuno nel modo a lui proprio, si riuniscono e scrivono e pensano che questa sia l’evangelizzazione. Un modo per scaricarsi la coscienza. Chi sta seduto in confessionale? Chi sta con i bambini e i ragazzi? Chi va a trovare i malati? E l’elenco potrebbe continuare.

      • cattolico ha detto:

        del noce padre o del noce figlio?

  • Silvio ha detto:

    Non c’è nulla di moderno in questo mondo oscurantista e secolarizzato. Senza Gesù Cristo tutto è buio, confuso e ideologizzato. Gesù è l’alfa e l’omega, tutta la sapienza umana è il nulla assoluto. San Paolo parla chiaro ai filosofi di ieri e di oggi: annuncia Cristo morto e risorto. Senza la croce e senza la Resurrezione tutto è paglia. I cristiani della Chiesa Cattolica Romana di ieri, di oggi e di sempre lottano con la Croce e il Rosario contro la deriva delle menti impazzite e sataniche che seguono la logica di questo mondo impazzito e satanico che propaganda e cambia il bene in male e il male in bene. Perseguita i veri cristiani cattolici e incensa i falsi cristiani acattolici, apostati ed eretici.

  • Che schifo!!! ha detto:

    Io mi rifiuto di dire solacium migrantum… che tristezza infinita! Fare entrare l’ideologia nelle cose più care che abbiamo che dovrebbero essere patrimonio di tutti i cattolici…
    Lettera ai presidenti delle Conferenze Episcopali

    pellegrina verso la Santa Gerusalemme del cielo, per godere della comunione inseparabile con Cristo, suo Sposo e Salvatore, la Chiesa cammina lungo i sentieri della storia affidandosi a Colei che ha creduto alla parola del Signore. Conosciamo dal Vangelo che i discepoli di Gesù hanno infatti imparato, fin dagli albori, a lodare la «benedetta tra le donne» e a contare sulla sua materna intercessione. Innumerevoli sono i titoli e le invocazioni che la pietà cristiana, nel corso dei secoli, ha riservato alla Vergine Maria, via privilegiata e sicura all’incontro con Cristo. Anche nel tempo presente, attraversato da motivi di incertezza e di smarrimento, il devoto ricorso a lei, colmo di affetto e di fiducia, è particolarmente sentito dal popolo di Dio.

    Interprete di tale sentimento, il Sommo Pontefice FRANCESCO, accogliendo i desideri espressi, ha voluto disporre che nel formulario delle litanie della beata Vergine Maria, chiamate «Lauretane», siano inserite le invocazioni «Mater misericordiae», «Mater spei» et «Solacium migrantium».

    La prima invocazione sarà collocata dopo «Mater Ecclesiae», la seconda dopo «Mater divinae gratiae», la terza dopo «Refugium peccatorum».

    Mentre sono lieto di comunicare all’E.za Vostra tale disposizione per conoscenza e applicazione, colgo l’occasione per manifestarLe i sensi della mia stima.

    Dell’E.za Vostra devotissimo nel Signore

    Robert Card. Sarah
    Prefetto

    20 giugno 2020 13:20

    • Hassfidanken ha detto:

      Pensa che birbaccione il Papa….mentre pubblicava la nuova litania, riceveva il leghista Fontana, che lo ha invitato in Lombardia 🤣🤣

    • Marcolino ha detto:

      In effetti….lo dico da Bergogliano. Questa litania sui migranti PREDICATA SOLO IN ITALIA mi ha stancato. Poi io le comunicazioni ufficiali non c’è le ho. Sebbene il cristianesimo non si basi sulla ragione ma sulla follia (la resurrezione di un morto 2000 anni fa che ha promesso di tornare presto e da troppo tempo latita), non bisogna sfidare la Provvidenza di Dio. Che poi Dio faccia scendere la mamma dal cielo, lo fa’ perché lo decide ma…non per questo bisogna non lavorare. Non sta scritto da nessuna parte CHE BISOGNA ABBANDONARE la ragione nell’ etica. I migranti li piglino li stati coloniali non la Grecia e noi, ad esempio. Oppure il vaticano e l islam contro il preservativo al Cairo nel 1994( ma non tanto loro -liberya’ religiosa) quanto l ONU che scelse di inondare l africa di morti di fame. Quelli che l Aids e altre malattie non hanno ucciso.
      Lo dico da BERGOGLIANO….

  • stilumcuriale emerito ha detto:

    E mentre in questo Blog, creato, diretto. quotidianamente curato da un LAICO si discute di cose serie, guardate in che cosa perdono il tempo nella Santa Sede.
    http://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino/pubblico/2020/06/20/0350/00805.html#ita

    • Alessandro ds ha detto:

      Strano…si sono scordati di aggiungere alla Litanie oltre che “Maria aiuto dei migranti” , anche “Maria salvezza degli SCAFISTI”.

  • Francesco ha detto:

    Il pensiero teologico di Benedetto XVI è affascinante indubbiamente contiene contraddizioni. Nel grande pontefice bavarese i convive l’ammirazione per Kant, per i principi vescovi, per il Saco Romano Impero, per il giuseppinismo, gli antiinfallibilisti. la teologia moderna non priva di fascino. Anche la Bibbia e il Digesto di Giustiniano contengono sono contraddizioni ma tutto può essere ricomposto all’interno della tradizione cattolica con una giusta distinctio. Après lui le déluge.

  • Marco Matteucci ha detto:

    NOSTRA SIGNORA DI ANGUERA – REGINA DELLA PACE
    Messaggio N. 4.981 | Giovedì 18 Giugno 2020

    “Cari figli, i nemici di Dio agiranno, ma la Verità di Dio sarà sempre vera. Il Mio Gesù è la verità assoluta del Padre e nessuna Parola del Suo Vangelo cesserà di essere vera nei cuori dei giusti. Fate attenzione. Accoccoliate gli insegnamenti del vero Magistero della Chiesa del Mio Gesù. Piegate le vostre ginocchia in preghiera. Verranno tempi difficili per chi ama e difende la verità. Conservate la fede. La vittoria di Dio verrà per i giusti. Avanti senza paura…”

    Se vuoi leggere tutto:
    https://reginadelcielo.wordpress.com/2020/06/20/nostra-signora-di-anguera-regina-della-pace-87/

  • giulia anna anna meloni ha detto:

    tutti vogliono essere più bravi di Dio.La scienza ha ammantato il Vangelo,perfetto e immutabile per volere divino e l’umanità è arrivata sull’orlo del baratro.Onore a Viganò e a tanti altri sacerdoti che operano nel nascondimento,che finalmente riconoscono il grande inganno del concilio II e in mezzo a questa terribile tempesta cercano di tenere la barra a dritta.Gesù,sulla barca,sembrava che dormisse.Sembrava ,Il Signore vegliava e aspettava e aspetta di essere chiamato in soccorso di questa povera umanità.La lotta con la tempesta è impari chiamiamo e supplichiamo con Fede Il Salvatore,ritorniamo a Lui,Il Cielo ci risponderà…in quanti altri modi La Madre di Dio deve dirlo?

  • Alessandro ds ha detto:

    Questo personsggio che non conoscevo ha pienamente colpito nel nocciolo del problema.
    Finalmente una persona competente con il quale parlare seriamente!!!!
    E non i tanti cialtroni che parlano parlano senza nemmeno sapere di cosa stanno parlando!!!

    • PG ha detto:

      se si riferisce , come sembra , all’abbé Barthe , direi che non sbaglia affatto. Conosco bene l’abbé Barthe che fu formato nel seminario di Econe di mons.Lefebvre . Credo sia uno dei maggiori tomisti in circolazione. In più ha una fede eroica e un coraggio da leone. PG

      • Alessandro ds ha detto:

        Si, non lo conoscevo.
        Ha colto in pieno il problema, perché ultimamente molti pseudo esperti ( anche fra Vescovi e sacerdoti )
        Asseriscono che un Concilio più recente abbia più valore di un Concilio vecchio. O che un Concilio abbia più valore di un decreto ex cathedra di un Papa.
        In modo che può passare il ragionamente che possa essere rimesso in discussione sddirittura vecchi dogmi di fede.
        Come l’immacolata concezione o addirittura Maria madre di Dio, o addirittura la divinità stessa di Gesù.
        Mons. Vigano in buona fede, stava in un certo senso avvallando questa tesi, non capendo di quanto possa essere devastaste per la chiesa far passare il ragionamento che il magistero ex cathedra possa essere rimesso in discussione.
        Diverso è il “non recepire e legittimate i decreti del Vaticano II che contraddicono il magistero ex cathedra”
        Cioè io annullo quel decreto perché è contraddittorio con il magistero ex cathedra, e non perché io chiesa odierna ho il potere di rimetterlo in discussione.

        • C.c. ha detto:

          Sarà anche un grande tomista, ma di sicuro ha competenze storiche scarse. Basta pensare a quel che dice sul decreto Frequens assimilandolo ai decreti di un Concilio ecumenico. Anzi, neppure si rende conto che è proprio confrontando le due vicende che emerge l’intangibilità del XVII.
          Strano poi che respinga l’ermeneutica della continuità e stia a capo di un’associazione che prende nome da un documento che è la punta di diamante di tale ermeneutica.

          • C.c. ha detto:

            CVII

          • Alessandro ds ha detto:

            Non fermiamoci s guardate le cose storiche, non distogliamo lo sguardo dalla cosa veramente importante.
            Molti affermano che visto che il “dogma dell’immacolata concezione” viene da un decreto o enciclica, possa essere annullato da un Concilio.
            O che un nuovo concilio, può mettere in dubbio un concilio vecchio, sicché si può riaprire il discorso sulla divinità-umanita di Cristo e accogliere eventuali tesi Ariane.
            Lei capisce che non è possibile far passare questo messaggio , giusto?
            Perché Viganò è questo il messaggio che fa passare con le sue parole….
            E quindi oltre a essere già stato preso in fallo con la predicazione della teoria del “fatalismo” e stato preso in fallo anche su questo.
            Ora la domansa è: ma Mons. Viganò visti questi gravi errori dottrinali, è in grado ed è degno di farsi portavoce della frangia conservatrice?
            P.s. con le altre tesi di Barthe non concordo, sono troppo lefebriane. Però sul discorso del Concilio sono pienamente d’accordo.

      • Enrico ha detto:

        L’abbé Barthe ” fu formato nel seminario di Econe di mons. Lefebvre”.

        Embè, la classe non è acqua!

  • PG ha detto:

    caro Enrico Maria R , le tue considerazioni sono ineccepibili. Ma è certo che Ratzinger dal momento in cui sale al Soglio pontificio viene illuminato dallo Spirito Santo e nel sui Magistero è ineccepibile . PG

    • Alfredo Grande ha detto:

      Ineccepibile, ma dissociato da se stesso…

    • Enrico ha detto:

      Caro PG

      “Nel suo Magistero è ineccepibile”?

      No, Nel suo magistero da papa è esattamente in linea col il suo doppiogiochismo modernista da cardinale.

      Ti dice niente l’invenzione della “ermenutica della continuità”?

      E poi, perdona la pignoleria: come fai a sapere o chi te l’ha detto che “dal momento in cui sale al Soglio pontificio viene illuminato dallo Spirito Santo”?

      • compatriota del cielo ha detto:

        A Radaè, er disco è rotto e non s’è rotto solo er disco…

        L’è semper la stèsa sulfa, l’è semper dumà culpa del por Giusep e ti te sariset l’unic a savénn ‘na pagina pussee ch’el liber…

    • DON ETTORE BARBIERI ha detto:

      Mi scusi, PG, ma secondo lei Enrico sarebbe Enrico Maria Radaelli?

  • Maria Michela Petti ha detto:

    D’accordo sul primo, salutare, passo da compiere per correggere errori del passato “per il bene della Chiesa”. Magari si prendesse il coraggio a più mani e si procedesse ad una presa di coscienza collettiva, che a me – che sono una nullità – appare improbabile e molto, ma molto, problematica!
    Ma dopo? Quale sarebbe il passo successivo per non restare inchiodati alla mera denuncia, cosa che sarebbe del tutto sterile, se non controproducente, come il mero ricorso alla comunicazione a mezzo stampa? Senza, con ciò, voler reprimere il dissenso e una disanima alla luce del sole.
    E: perché no? anche una discussione aperta ai commentatori, purché non degeneri in uno scontro verbale (se non in accuse più o meno velate) che non ha proprio nulla di edificante in materia di carità fraterna. In epoca di… “misericordismo” di tendenza, mi sovviene il richiamo: «Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pagate la decima della menta, dell’aneto e del cumino, e trasgredite le prescrizioni più gravi della legge: la giustizia, la misericordia, la fedeltà. Queste cose bisognava praticare, senza omettere quelle. Guide cieche, che filtrate il moscerino e ingoiate il cammello!» (Mt 23,23-24). Ovviamente non all’ indirizzo di “pastori” riconosciuti, ma di …supponenti “guide” …

  • Enrico ha detto:

    Piccolo contributo.

    Ritengo sia innegabile come all’attuale bailamme liberal-libertin-catto-comunista-lgpt, a cui Pezzo Grosso vorrebbe porre rimedio, abbia dato un notevolissimo contributo Joseph Ratzinger.

    Qui di seguito un saggio sull’arte ratzingeriana di mettere insieme il diavolo e l’acqua santa a mezzo di un esoterica conciliazione degli opposti (in MAIUSCOLO le mie chiose)

    da https://apostatisidiventa.blogspot.com/p/bxvi.html

    Riconciliare i ‘Lumi’ e il Cristianesimo

    Joseph Ratzinger ammira Kant, il filosofo dei ‘Lumi’ per eccellenza. Egli saluta «l’enorme sforzo» di chi ha saputo «cogliere la categoria del bene». Egli proclama l’attualità dei ‘Lumi’, nel suo discorso a Subiaco, il 1° aprile 2005, un mese prima di diventare Papa. Egli parla dell’attuale cultura dei ‘Lumi’, come di quella dei diritti della libertà, di cui enumera i principali, aggiungendo:

    «È evidente che questo canone della cultura illuminista, tutt’altro che definitivo, contiene valori importanti dei quali noi, proprio come cristiani, non vogliamo e non possiamo fare a meno».

    QUINDI, SECONDO RATZINGER IL CRISTIANESIMO SAREBBE CARENTE DI ALCUNI VALORI CHE INVECE L’ILLUMINISMO POSSIEDE. IL CRISTIANO RATZINGER NECESSITA DELL’ILLUMINISMO!

    Ma, obietta nondimeno Joseph Ratzinger, questa cultura illuminista è una cultura laica, senza Dio, antimetafisica perché positivista e basata su un’auto-limitazione autonomistica della “ragion pratica”, in cui «l’uomo non ammette più alcuna istanza morale al di fuori dei suoi calcoli». Di conseguenza, «ci sono anche diritti dell’uomo contrastanti, come per esempio nel caso del contrasto tra la voglia di libertà della donna e il diritto alla vita del nascituro. […] Una confusa ideologia della libertà conduce ad un dogmatismo che si sta rivelando sempre più ostile verso la libertà» (7). Per la sua assolutezza, «questa cultura illuminista radicale» si oppone alla cultura cristiana (8).

    QUI RATZINGER … CI RIPENSA E RICONOSCE CHE I VALORI ILLUMINISTI SONO ANTITETICI AL CRISTIANESIMO

    Come superare questa opposizione? Ecco la “sintesi”.

    ORA SEGUE l’ESOTERICA CONCILIAZIONE.

    Per un verso, è «necessario che il Cristianesimo, religione del Logos, secondo la ragione, ritrovi le sue “radici” nell’originario «illuminismo filosofico» che fu la sua cullae che abbandonando i miti si volse alla ricerca della verità, del bene e dell’unico Dio. Così facendo, questo Cristianesimo nascente «ha negato allo Stato il diritto di considerare la religione come una parte dell’ordinamento statale, postulando così la libertà della fede» (9).
    Per l’altro verso, bisogna che la cultura illuminista ritorni alle sue radici cristiane. Ma sì: proclamando la “dignità dell’uomo”, verità cristiana: «l’illuminismo è di origine cristiana ed è nato non a caso proprio ed esclusivamente nell’ambito della fede cristiana».

    QUI, IL NOSTRO SI IMPANTANA IN UN COACERVO DI AFFERMAZIONI A DIR POCO SCONCERTANTI, SECONDO IL PROCESSO CARATTERISTICO DELL’INTELLETTUALE CHE SI PERDE NEI MEANDRI DELLA SUA ERUDIZIONE: L’ILLUMINISMO FILOSOFICO RADICE DEL CRISTIANESIMO? MA DA DOVE L’HA TIRATA FUORI QUESTA? UNA “ORIGINARIA FILOSOFIA” RADICE DEL CRISTIANESIMO? MA LA RADICE DEL CRISTIANESIMO NON E’ … CRISTO?
    E L’ACROBATICO GIRAMENTO DI TESTA NON FINISCE QUI: DA RADICE DEL CRISTIANESIMO, L’ILLUMINISMO FILOSOFICO DOVREBBE TORNARE ALLE SUE … RADICI CRISTIANE! QUI LO SBANDAMENTO E’ DRAMMATICO!

    Questo fu, del resto, sottolinea il futuro Benedetto XVI, il lavoro del Concilio, la sua intenzione fondamentale, esposta nella sua dichiarazione «sulla Chiesa nel mondo contemporaneo», la Gaudium et spes. Il Concilio ha nuovamente evidenziato questa profonda corrispondenza tra Cristianesimo ed illuminismo, cercando di arrivare ad una vera conciliazione tra Chiesa e modernità, che è il grande patrimonio da tutelare da entrambe le parti (10).

    QUI IL NOSTRO TESTIMONIA DI ESSERE STATO UNO DEGLI ESPERTI PARTECIPANTI A PASTICCIO INDIGERIBILE DEL VATICANO II COL RIFERIRSI ALLA PROFONDA CORRISPONDENZA TRA CRISTIANESIMO E ILLUMINISMO (?!).

    Per far questo, il futuro Papa ritiene che Kant, malgrado il suo agnosticismo, possa essere tenuto in considerazione: Kant aveva negato che Dio possa essere conoscibile nell’ambito della “ragion pura”, ma nello stesso tempo aveva rappresentato Dio, la libertà e l’immortalità come postulati della “ragione pratica”, senza la quale, coerentemente, per lui non era possibile alcun agire morale. La situazione odierna del mondo non ci fa forse pensare di nuovo che Kant possa aver ragione? (11) .

    QUI SIAMO GIUNTI ALL’ALCHEMICA QUINTESSENZA: L’AGNOSTICO KANT PUNTO DI RIFERIMENTO PER I CRISTIANI!

    7 J. RATZINGER, Conferenza a Subiaco, Documentation catholique, anno 2005, fuori serie, p. 121-122 [«Conferenza a Subiaco», 1 aprile 2005, contenuta in JOSEPH RATZINGER, L’Europa di Benedetto nella crisi delle culture, ed. Cantagalli, Siena, 2005].
    8 J. RATZINGER , ivi.
    9 J. RATZINGER , ibid., p. 124.
    10 J. RATZINGER , ivi.
    11 J. RATZINGER , ibid., pp. 124-125.

    • Alfredo Grande ha detto:

      Concordo in toto!

    • C.c. ha detto:

      Sei sicuro di aver compreso cosa diceva Ratzinger? A me pare di no.
      Comunque con illuminismo filosofico Ratzinger si riferiva alla grande filosofia greca (platonismo, medioplatonismo, neoplatonismo, stoicismo) da cui i Padri attinsero a piene mani per elaborare la filosofia e teologia cristiana. Le sembrerà strano, ma andò proprio così.
      Buona giornata e studi di più.

      • mariano ha detto:

        non sia così tranchant. Enrico è senza dubbio molto preparato, ma forse si lascia prendere la mano dal fatto che, secondo lui, Benedetto non è intervenuto con determinazione per fare chiarezza sulla situazione attuale della Chiesa, che pur conosceva bene. Però, però….come possiamo giudicare questo atteggiamento di Benedetto noi che, senza dubbio, non eravamo al suo posto?

        • Enrico ha detto:

          Mariano,

          La ringrazio per la solidarietà, però, scusi l’impertinenza, non è che non si possa esercitare una critica (non giudizio) sull’operato di una persona perché “non eravamo al suo posto”. Con questo criterio anche nessun personaggio storico può essere criticato perché “non eravamo al suo posto”.

          Che facciamo? Non critichiamo Stalin e Hitler perché non eravamo al loro posto? 🙂

      • Enrico ha detto:

        C.C.

        Sei sicuro di avere letto bene il contenuto del mio intervento, e in particolare quello che dice Ratzinger? A me pare di no?

        Ho l’impressione che tu sia uno di quelli che parteggiano per Ratzinger per partito preso e/o sentimentalismo: “grande pontefice”, “grande teologo” … senza la minima cognizione di chi stanno “incoronando”.

        Che Ratzinger si riferisse a platonismi e stoicismi con l’espressione “illuminismo filosofico” è tutto da vedere. Ma, anche ammettendo che sia così, già la coniugazione fra “illuminismo” e “filosofia” è più che sospetta ed anzi conferma l’inguaribile, modernista cerchiobottismo ratzingeriano che vuol salvare capra e cavoli. Ratzinger vuol coniugare la Filosofia Antica all’illuminismo dell’agnostico Kant! Non solo, ma vuol farne un punto di riferimento per il Cristianesimo! Davvero una pretesa inqualificabile!

        “Illuminismo”: parola irresistibile per un illuminista come Ratzinger!

        Io non sono uno “studioso” o uno “specialista” in materia né ci tengo ad esserlo, però non ho l’anello al naso e quelle poche cose che mi interessano me le spilucco minuziosamente per rendermi conto di cosa oggettivamente dicono certi personaggi. E su quello che dicono c’è poco da “capire”, perché te lo dicono loro, con le loro stesse parole, quello che c’è da capire.

        Sicché non è neanche così difficile smascherarli.