DISPACCI DALLA CINA. LA MISTERIOSA “CLAUSURA” DI HONG KONG.

14 Giugno 2020 Pubblicato da

 

Marco Tosatti

Carissimi Stilumcuriali, il M° Aurelio Porfiri ci ha inviato i suoi dispacci dalla Cina, che purtroppo continua a fornire notizie problematiche e preoccupanti, in particolare per quanto riguarda la situazione a Hong Kong, sottoposta a un ulteriore “blocco” di arrivi dall’esterno fino a metà settembre. Buona lettura. 

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Zoom

In giorni recenti, i media riportano che la piattaforma per video conferenze Zoom, avrebbe rimosso vari attivisti democratici di Hong Kong. Se la notizia fosse vera, ci sarebbe da preoccuparsi, e ci sarebbe da riflettere, ma da parte governativa, sul ruolo che si vuole assegnare al grande paese asiatico nella gestione di infrastrutture strategiche importanti per la sicurezza delle singole nazioni. Certo, dal punto di vista tecnologico la Cina ha molto da offrire, ma forse ancora manca quella cultura globale che le permetterebbe di vedere il mondo non solo con i propri occhi e secondo la propria ideologia, ma anche con quelli degli altri. Se si vuole avere una moral suasion nei confronti degli altri, se si vuole veramente esercitare il famoso sofr power, allora bisogna accettare che il dissenso esiste e che, se pure non deve essere sposato in tutte le sue tesi, non va comunque rimosso in modo forzato dandomcime risultato una crescita esponenziale della diffidenza nei propri confronti.

Ascoltare gli esperti

In un suo articolo per Limes chiamato “L’incertezza è l’unica certezza della Cina”, Wu Xiangning del Dipartimento Governo e Pubblica Amministrazione dell’Università di Macao, dice: “Non è chiaro come il governo centrale sia passato dall’approccio moderato della prima fase alla misura estrema dell’isolamento dell’intera nazione. Quest’ultima decisione è stata presa quando i numeri delle infezioni ufficialmente confermate e dei morti erano ancora relativamente bassi, rispettivamente 446 e 8. Evidentemente le autorità hanno percepito che la crisi cominciava a montare. Diversamente dai cittadini, che tuttavia sono coloro che devono ingoiare l’amaro calice. Si tratta di un’esperienza che influirà inevitabilmente sulla loro percezione dello Stato”. È molto interessante osservare come vengono descritte le fasi iniziali della pandemia di covid-19 a secondo che lo scrivente sia cinese o no. Questo fa molto riflettere, ma in generale, su quel concetto interessante definito “libertà accademica” e se i cosiddetti “esperti” siano sempre liberi, anche in altre parti del mondo, di poter dire quello che pensano e non quello che il potere pensa.

Non si entra in Hong Kong

Hong Kong ha esteso il divieto di entrata agli stranieri fino al 18 settembre. Certo una misura che a me, onestamente, comincia a divenire sospetta, visto che a Hong Kong i casi di coronavirus sono comunque pochi e l’economia è in ginocchio, anche per la mancanza dell’indotto derivante dall’indotto turistico. Il nuovo caos generato dall’imposizione di una legge sulla sicurezza nazionale da parte del governo di Pechino è lontano dall’essere governato. Tutti speriamo che la Cina comprenda che, visto il ruolo che vuole giocare sul palcoscenico mondiale, azioni di forza nella ex colonia, lascerebbero un marchio indelebile ed una memoria scomoda su tutte le sue azioni future. E non vorrei che il governo di Hong Kong cercasse di limitare l’ingresso degli stranieri per evitare quelle “interferenze straniere” che in realtà sono solo parole per non voler accettare una realtà di dissenso locale per pure è evidentemente ben presente.

 

Il virus della religione

Come informa “AsiaNews”, nella Mongolia interna si cerca di estirpare il “virus della religione”. Ecco un passaggio della circolare alla scuola media n.6 Xilinhaote: “Al fine di garantire la linea educativa socialista, mantenere l’ordine nell’educazione nella scuola, vi informiamo, in conformità alla Costituzione della Repubblica popolare Cinese, alla Legge sulla Regione Autonoma della Repubblica popolare Cinese, alla Legge sull’educazione della Repubblica popolare Cinese e alle norme in merito al Partito, le differenti etnie, la religione e le politiche educative, prendendo anche in considerazione la realtà della scuola, che: la scuola socialista utilizza il marxismo, il pensiero di Mao, le teorie di Deng Xiaoping, il pensiero di Xi Jinping sul socialismo per una nuova era per educare gli studenti, trasmettere le conoscenze scientifico-culturali, formare i nuovi socialisti che hanno le grandi aspirazioni, integrità morale, che sono acculturati e con un forte senso di disciplina, vietando ogni tipo di attività religiosa.

Nessuna organizzazione religiosa e individuale può costruire o istituire le strutture religiose all’interno della scuola; è severamente vietato condurre gli studenti a svolgere attività religiose. È interdetto ostacolare la scuola nell’educazione in base al materialismo dialettico, il materialismo storico, l’ateismo e le conoscenze culturali-scientifiche. È vietato trasmettere il pensiero religioso, svolgere i riti religiosi all’interno della scuola e tra gli studenti. È proibito costringere o indurre gli studenti a partecipare alle attività religiose. Qualora si verificassero i suddetti fatti, gli insegnanti, gli studenti ed altre organizzazioni sociali, individuali sono tenuti a riportarli alle autorità locali e gli uffici competenti, che prenderanno i provvedimenti necessari in base alle leggi e norme vigenti.

Gli studenti sono i costruttori e i continuatori del socialismo, per cui, sono tenuti a ricevere volontariamente le ideologie patriottiche, collettive e comuniste, formarsi un punto di vista scientifico sul mondo e sulla vita”.

Certo, alcuni diranno che questa è un’eccezione, ma da altre notizie provemienti dalla Cina non sembra proprio che sia così. C’è da ricordarsi che è nella natura del comunismo quello di escludere tutto il resto che non si conforma al suo sistema di pensiero.

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