ATTACCO ALLA MESSA IN LATINO? NON È ESCLUSO. LETTERA AI VESCOVI.

24 Aprile 2020 Pubblicato da

 

Marco Tosatti

Carissimi Stilumcuriali, l’opera di demolizione dell’attuale Pontificato nei confronti di quanto è stato fatto da Benedetto XVI per un equilibrio all’interno della Chiesa fra anime e sensibilità diverse è in pieno svolgimento, a dispetto delle molteplici crisi e problemi che assillano la Santa Sede. Anzi, si potrebbe dire che questo è l’unico cantiere in cui l’attività non si arresta, né giorno né notte. Dal sito Messa in Latino vi proponiamo notizie che concernono un probabile attacco al Motu Proprio “Summorum Pontificum” di Benedetto XVI, che liberalizzava l’uso della messa Vetus Ordo, senza che l’ordinario della diocesi desse il suo  permesso. Un questionario è stato mandato a tutti i vescovi, per sapere come si attua il provvedimento. E a questo siamo; ma le preoccupazioni esistono, e il fatto che il liturgista Andrea Grillo (che sta alla liturgia come i Centri Sociali stanno al dialogo democratico) esulta già su Facebook, annusando guai e restrizioni per quei cattivoni (anzi Kattivoni) che si ostinano a celebrare e seguire la messa di sempre. Con buona pace di Benedetto XVI, a cui non verrebbe risparmiata neanche questa ulteriore amarezza…buona lettura. 

§§§

Carissimi Amici,

dopo aver pubblicato le traduzioni della lettera della Congregazione per la Dottrina della Fede (CDF) alle Conferenze Episcopali e dell’accluso questionario sull’applicazione del Motu Proprio Summorum Pontificum, desideriamo ora aggiungere qualche ulteriore aggiornamento sulla complessa e delicata vicenda. La redazione di Messa in Latino, infatti, è venuta a conoscenza di alcune informazioni che giudichiamo attendibili. Eccole:

1) risulterebbe che nella decisione di effettuare il sondaggio sull’applicazione del Motu Proprio, e nella successiva redazione del questionario, non sia stato mai coinvolto, nemmeno indirettamente, l’Ufficio della CDF che corrisponde all’ex Commissione Ecclesia Dei. La ex-Commissione ne sarebbe stata semplicemente informata (non sappiamo se, addirittura, a cose fatte);

2) l’interrogativo se l’operazione preluda ad un attacco al Motu Proprio circola anche in Vaticano. La risposta che prevalentemente si dà a tale domanda sarebbe: “non subito…”;

3) sul versante delle dinamiche interne alla Santa Sede, risulterebbe che la lettera-appello del prof. Andrea Grillo contro le recenti integrazioni del Messale del 1962, di cui si è parlato in rete nelle scorse settimane (la trovate qui, con la risposta non ufficiale, in francese, di mons. Markus Graulich, Sottosegretario del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi) – lettera sottoscritta da alcuni studiosi di fama, come padre Augé; ma anche da un numero significativo di allievi dello stesso prof. Grillo, tuttora assoggettati alla sua autorità accademica – avrebbe avuto un seguito, nel senso dell’avvio di un’istruttoria sul caso, con il coinvolgimento di tutte la Congregazioni menzionate nella lettera-appello (la CDF e la Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti), nonché della Congregazione per l’Educazione Cattolica;

4) tuttavia, il probabile brodo di cultura del questionario sarebbe lo stesso nel quale si forma e viene divulgato il pensiero del prof. Andrea Grillo: il quale, non a caso, ha salutato con grande soddisfazione, sulla sua pagina Facebook, la notizia:

Intrecciando la lettura del questionario con queste informazioni, non riusciamo a soffocare il timore che esso rientri fra quelli studiati per dare un certo qual risultato preconfezionato, gradito agli estensori; e che questo risultato potrebbe consistere nella “constatazione” del fallimento del Motu Proprio (fallimento che si collocherebbe sul piano della riconciliazione liturgica, del mutuo arricchimento delle due forme del rito romano, e, soprattutto, sul piano pastorale e della formazione sacerdotale…). Se così fosse, dato che il Summorum Pontificum, invece, ha riunito un vastissimo popolo di fedeli, ed è stato un grande successo sia pastorale, sia sul piano delle vocazioni, si tratterebbe di una colossale mistificazione della realtà, forse destinata a giustificare un intervento riduttivo della portata del Summorum Pontificum, ed una qualche ripresa del metodo indultista. Se non peggio…

Che dire, di fronte a tutto ciò? Che il popolo del Summorum Pontificum fa sapere da subito a tutti gli interessati che, se le cose stanno davvero così, sono stati sgamati. E che questo popolo farà di tutto per non comportarsi come le vergini stolte.

La Redazione

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73 commenti

  • EquesFidus ha detto:

    Ho atteso due giorni prima di iniziare a scrivere le mie impressioni riguardo al questionario mandato ai vescovi sul “Summorum Pontificum”. Anzitutto, si ponga a mente che il questionario è stato inviato il 7 marzo, cioè ad inizio emergenza (e a chiusura totale in Italia) coronavirus.
    La forte sensazione che si tratti di qualcosa di cattivo risiede già nella data: perché, ad esempio, non attendere la fine dell’emergenza per la consultazione, o inviarla precedentemente? L’impressione che ne ho ricavato è un vile tentativo di impedire che i fedeli possano organizzarsi e, di concerto coi propri sacerdoti (siano essi preti o vescovi), ribadire con forza l’ovvietà, cioè che vale la pena celebrare e promuovere la Santa Messa tridentina perché è una liturgia completa e non mutilata, bella perché vera e non vera perché bella, che produce abbondanti frutti spirituali e copiose vocazioni negli Istituti, Confraternite ed Ordini che la celebrano esclusivamente. Questo chiaramente non è tollerabile per il potere ecclesiastico (in salsa modernista e marxista) attuale, sia perché sancisce de facto il fallimento della Messa rivoluzionaria di Bugnini, ispirata alla “messa” protestante, la quale ha portato solo alla perdita di fede generalizzata ed al grave acuirsi della crisi vocazionale già iniziata nella prima metà del XX secolo, sia perché evidenzia il fallimento e la falsità di una certa teologia “della circostanza”, “della prassi”. Infatti, nella Santa Messa tridentina, al netto di abusi purtroppo sempre possibili e di una celebrazione distratta e disattente (famoso ciò che disse San Pio da Pietralcina riportando le parole di Nostro Signore, quando gli rivelò in tempi non sospetti che ci sono preti che trattano il Suo Corpo come dei macellai), si rivela l’essenziale, è dogma condensato: è impossibile celebrare, prima ancora che partecipare, ad una Santa Messa tridentina senza credere nella transustanziazione, nella comunione dei santi e, più in generale, in tutte le verità esposte nel Credo, senza quantomeno provare un brivido di vergogna (a meno di non avere una ferrea volontà malevola, ovviamente). Non si può dire che sia così invece nel Novus Ordo, che ha una visione quasi esclusivamente (se escludiamo la Consacrazione, la quale rimane valida) orizzontale e che ricorda una versione mutilata ed incompleta di una Santa Messa letta, in cui può convivere tutto ed il contrario di tutto, dai wojitylani di ferro (tra gli avversari più feroci alla Santa Messa di San Pio V, peraltro), che celebrano in latino e rivolti ad orientem le rubriche del messale del ‘69, fino ai don “Fredo”, che non credono al Credo.
    Comunque sia, è un fatto che il “Summorum Pontificum” sia stato volutamente male applicato in senso fortemente limitativo, sia per opera di molti vescovi che si sono opposti in ogni modo alla sua applicazione che di “insigni” liturgisti, di cui il Grillo nazionale (omologo ed omonimo al Grillo politico ma in ambito ecclesiale) è uno dei massimi esponenti. Entrambe le categorie hanno lottato con tutte le loro forze perché non si verificasse un “ritorno al passato” in ambito liturgico, spesso con osservazioni capziose quando non sfocianti nell’insulto o nell’arbitrio ed espressioni di astio ed emotività anziché di osservazione razionale ed oggettiva della realtà. Posto il fatto che la Divina Liturgia cattolica non è e non sarà mai passato ma, rifacendosi all’Eterno, è al contempo passato, presente e futuro, sempre antica, attuale ed avveniristica assieme (al contrario della Messa rivoluzionaria di Bugnini, che sta mostrando da anni ormai gli inevitabili “segni del tempo”, quando non “dei tempi”, ed è infatti costretta a periodiche e fallimentari operazioni di “svecchiamento”, compresa l’abusiva e ridicola “creatività liturgica” nelle parrocchie o nelle sétte paracattoliche), posto questo dicevo come ho già spiegato sopra non si capisce come sia possibile pensare che una liturgia possa essere divisiva, arretrata o da proibire quando esprime al meglio il dogma (vincolante) cattolico ed è stata approvata, sotto la minaccia di un giusto anatema (cosa mai avvenuta per in Novus Ordo), da un santo pontefice. A tal proposito, mi si permetta una chiosa: non si può non pensare che la canonizzazione di Paolo VI e di Giovanni Paolo II non sia stata effettuata anche per dare la patente di santità ai promotori della Messa di Bugnini. Al netto della validità di tali canonizzazioni (per ora, dato che se un domani venisse dimostrato che Bergoglio è stato eletto in modo illegittimo e/o abusivo decadrebbero automaticamente), l’impressione è che siano state effettuate anche con il preciso scopo di contrapporle a quella di Pio V.
    Tralasciando questi aspetti, non certamente di secondaria importanza, è notevole come le domande del questionario in sé siano, essenzialmente, tutte sbagliate, come pure siano indice di una concezione modernista e (para)democratica della Cattolica. Questo perché le uniche vere due domande che contano sono: 1) quanti fedeli, nella Sua Diocesi, partecipano alla Santa Messa, domenicale e settimanale, nel rito tridentino? Quanti richiedono anche altri sacramenti, a partire dal Battesimo, dall’Ordine e dal Matrimonio? Qual è stato l’aumento approssimativo, negli ultimi tredici anni, di seminaristi, preti e semplici fedeli che si accostano occasionalmente alla Santa Messa preconciliare? 2) Quali sono stati i frutti di tale partecipazione? Si è osservato un aumento della partecipazione e della fede nei fedeli? Le comunità che celebrano in tale rito sono chiuse o partecipano alla vita della Diocesi?
    Questi sono gli unici due punti che contano: i numeri, oggettivi ed incontestabili, e la vita nella fede partecipata e vissuta. Tutto il resto, le menate per scoprire chi osa dire, nell’episcopato, la Santa Messa secondo i canoni anti-1969 (come se già non ne fossero al corrente in Vaticano, quasi in una parodia in cui si chiede al condannato anche di stringersi il cappio attorno al collo), le impressioni personali dei vescovi (che sono un’ottima giustificazione per dare il permesso, ai Marx, ai Lorefice ed alle Conferenze episcopali di stampo modernista-profressista di tutto il mondo, di dire peste e corna su realtà che nemmeno conoscono, e che tuttavia avversano nella loro ideologia lontana da quella cattolica), che contano fino ad un certo punto, sono domande inutili, fumose, interessate. Quanti saranno, nell’episcopato, coloro disposti a dare un giudizio pienamente positivo sulla Santa Messa tridentina e su come è diffusa nella loro diocesi, sapendo delle ritorsioni che cardinaloni e laiconi (che si permettono di insegnare a preti e vescovi cosa dovrebbero, o no, fare) potrebbero infliggere loro?
    Bisogna, in quest’ora di tentazioni e di facili pregiudizi, pregare: pregare perché il sinedrio non possa trovare nulla contro la Divina Liturgia tridentina, tanto da costringerlo a muovere accuse false e tendenziose. Soprattutto, dobbiamo pregare perché i nostri superiori, ivi inclusi (specialmente!) i membri dell’episcopato ed i cardinali, possano trovare la forza ed il coraggio di alzarsi in piedi e, se non di elogiare, quantomeno di essere onesti e non falsi, di essere uomini della Verità e non del silenzio o, peggio, della menzogna. Questo dobbiamo fare, noi laici: offrire i nostri servigi e, oltre che (giustamente) far sapere lecitamente che così non va, soprattutto le nostre preghiere per i nostri vescovi, che purtroppo, come mostrato dal regime instaurato colla paura del Covid-2019, purtroppo non brillano per coraggio e fermezza.

    • Maria Grazia ha detto:

      @EQUESFIDUS – Condivido ampiamente la Sua analisi approfondita sul valore della Messa V.O. e sui limiti, anzi i danni, che le funzioni N.O. recano alla fede stessa di ignari partecipanti.

      • EquesFidus ha detto:

        La ringrazio.
        Mi si permetta infine una chiosa, che non ho scritto nel commento precedente per mia dimenticanza: l’impressione è che non si voglia proibire la Santa Messa tridentina (cosa oggettivamente impossibile e, qualora dovesse avvenire, chiaramente abusiva, a nome dell’anathema sit citato prima), quanto piuttosto limitarla e depotenziarla. L’idea più plausibile, anche per evitare rivolte e denunce nei fedeli che vivono la loro fede scandita da tali sacri canoni, è quella di un addomesticamento del rito preconciliare, anzitutto vietando la celebrazione della Settimana Santa ante-1955 (e, quindi, ante Bugnini) e poi ripristinando un regime indultivo e non più permissimo. In altre parole, solo le comunità, gli Istituti, gli Ordini e le Fraternità che hanno esplicitamente nei loro statuti l’obbligo o, comunque, la facoltà di celebrare la “Messa in latino” sarebbero autorizzati a farlo, mentre tutti gli altri sarebbero costretti ad usare il Messale post-conciliare. Questo sarebbe disastroso, dato che vieterebbe essenzialmente qualsiasi celebrazione parrocchiale secondo il Vetus Ordo; non solo, porrebbe un forte ostacolo nella creazione di nuovi apostolati delle famiglie religiose che adottano tale rito, dato che, con la scusa del fatto che a livello diocesano si deve celebrare solo e soltanto con il rito di Bugnini, sarebbe “sconveniente” “donare chiese” o parrocchie agli enti di cui sopra, se non addirittura esplicitamente proibito. Infine, il timore è anche che la Santa Sede potrebbe arrivare, come extrema ratio, ad imporre solo ad un singolo Istituto o Fraternità di celebrare secondo tale rito, sopprimendo de facto tutte le altre realtà che usano legittimamente il Messale del ’62. Magari, in un’ottica di riconciliazione con la FSSPX, gli altri enti di cui sopra potrebbero essere delegittimate o quantomeno depotenziate, in favore di un monopolio (alle condizioni di cui sopra, quindi ben addomesticato, anche grazie magari ad alcune modifiche più o meno pesanti del rito, magari eliminando le parti più “politicamente scorretti” come il perfidos judaeos e similari, e circoscritto, magari inserendo esplicitamente che ciascun vescovo può, insindacabilmente ed arbitrariamente, vietare il Vetus Ordo nella propria diocesi) dei lefebvriani, che non farebbe altro che colpire tutto il mondo di coloro che celebrano la Messa secondo le rubriche del messale ante-69, FSSPX inclusa.

        • Maria Grazia ha detto:

          @ESQUEFIDUS – Le sue perplessità sulle intenzioni reali della Santa Sede in merito al V.O. sono plausibili e condivisibili: ho appena inoltrato sull’ultimo post di “Pezzo Grosso”, pubblicato da Stilum Curiae, un articolo in cui si evidenziano i dubbi sull’utilità del questionario in merito alla “Summarum Pontificum” in quanto, nonostante l’apparente azione democratica, parebbe che la decisione finale sia già stata presa.

  • Maria Grazia ha detto:

    @ BUSIRIDE – Non crede che ne uscirebbe meglio se accettasse le considerazioni logiche che le sottopongono IGINIO e CLAUDIUS anzicchè limitarsi ad “arrampicarsi sui vetri” per non sacrificare il suo punto di vista parziale e limitato?

  • Miki ha detto:

    Finché vive papa Ratzinger non possono far nulla

    • Miki ha detto:

      Ma io non credo che Bergoglio personalmente sia interessato più di tanto al summorum pontificum. Ha creato cardinale Gualtiero Bassetti, tra i primi a celebrare col vetus ordo. A questo papa sembra che la liturgia importi ben poco, a lui interessano i migranti.

  • Mikhael ha detto:

    Egr. Direttore, O.T. ma mica tanto, le segnalo che domani la prima pagina di Avvenire (giornale dei vescovi comunisti italiani) e quella del Manifesto avranno in prima pagina l’identica foto con bandiere arcobaleno della pace inneggianti la Resistenza per le celebrazioni del 25 aprile. Si può superare una simile barbaria giornalistica?

  • gaetano2 ha detto:

    Vado alla buona.
    Mi pare che quando venne riordinato il rito della Messa (che rimase sempre la stessa ovviamente), il Papa dell’epoca lanciò una maledizione pepetua a chiunque avesse osato variarla in qualsiasi modo.
    Se cosi fosse, qualche prete, anche in incognito, mi potrebbe chiarire se le maledizioni perpetue del Papa (all’epoca sicuramente autentico) sono valide sempre, o i papi successivi possono fare a capocchia e sostituire la Messa con un rito similprotestante devastando perfino gli altari?

  • Iginio ha detto:

    Una perla: Melloni e Carron sottobraccio, sentite qui:
    https://it.clonline.org/news/attualit%C3%A0/2020/04/05/melloni-sabbatico-carron-van-thuan

    http://www.rainews.it/dl/rainews/media/Il-Sabbatico-e-il-senso-della-parola-solitudine-14010b3d-888b-47a7-8217-0b437d3e0d13.html

    Evviva, CL e i dossettiani vanno d’amore e d’accordo! Che bello, il Progresso avanza, tutti ci teniamo per mano e ci divertiamo facendo il girotondo 🙂

  • Nicola Buono ha detto:

    Per Shalom riguardo il mensile IL TIMONE.

    P.S. inoltre per gli abbonati vengono celebrate 5 messe alla settimana. Cosa non trascurabile da un punto di vista spirituale. Un bel ” tesoretto “.

  • Nicola Buono ha detto:

    Episodio molto significativo. Telefono al supermercato vicino a casa di mia madre a Roma per sapere se il 25 aprile sabato sono aperti. La commessa mi dice di no, CHIUSURA PER UNA ORDINANZA, ma la Domenica invece aperti 08:30/13:30. Mia conclusione. Si devono santificare le feste laiche, quelle religiose no.

  • signora ha detto:

    CANZONE sul covid!
    VALE LA PENA VI GIURO!

  • Gian ha detto:

    Voglio ben sperare che stavolta non si accetti passivamente come avvenne nel 1969… Ora siamo più ADULTI e scafati per accettare senza battere ciglio una nuova PORCHERIA. Non so come, ma BISOGNA OPPORSI FINO ALLA MORTE.

  • DON ETTORE BARBIERI ha detto:

    Andrea Grillo insegna all’Anselmianum dal 1994, ossia da quando aveva 33 anni, essendo nato nel 1961 a Savona.
    Domande:
    1. Come è arrivato da semplice laico ad insegnare a Roma? Senza avere particolari referenze, vista l’età di allora (33 anni);
    2. Come mai, nonostante le sue posizioni, è passato indenne attraverso 11 anni di Giovanni Paolo II e 8 di Benedetto XVI, per un totale di 19 anni “ante Franciscum”?
    Eppure Sant’Anselmo è a poche decine di metri in linea d’aria da San Pietro.. Dal famoso buco della serratura, accanto a Sant’Alessio e di rimpetto a S. Anselmo si vede pure il Cupolone!

    • P. Luis Eduardo Rodrìguez Rodríguez ha detto:

      Lei sempre acuto caro fratello. Ebbene sicuramente per come sono i benedettini li hanno mezzo quello allora 33 enne senza sperienza e sicuramente molta furbizia ed astuzia, come oggi mostra l’ odio verso la Vera Chiesa. Invece niente d’ aspaventarci, anche se ci rammarica tutto questo. Basta pensare oggi, invece, nel pure anniversario di BATTESIMO d’un allora laico di 33 anni, a Milano, Battezzato da Sant’ Ambrogio…SANT’ AGOSTINO…

    • Enrico ha detto:

      Giovanni Paolo II e Benedetto XVI fanno parte del gioco. Sveglia!

      • Maria Grazia ha detto:

        @ ENRICO – Di quale gioco? Ci faccia una bella chiacchierata, Enrico!!!!

        • Enrico ha detto:

          Ma come! Lo chiede a me? Lei che, da come scrive, sembra molto documentata! Sempre con simpatia. E mi scusi se so soltanto rompere le scatole.

    • Iginio ha detto:

      Ecco, la ringrazio molto per queste osservazioni. Da tempo vado chiedendo: ma che senso ha un laico che pretende di insegnare la liturgia ai monaci e addirittura ai sacerdoti? Non dovrebbero essere loro a insegnarla a lui? Ma chi è?
      L’ultima che ho sentito su Grillo è che sarebbe arrabbiato perché gli è morta la moglie o se n’è andata, non ricordo bene. Una roba simile l’ho sentita dire anche su Melloni per giustificare il suo atteggiamento di incontinenza verbale contro chi non gli garba. Qualcuno può spiegarmi che nesso c’è tra il perdere un coniuge e sfasciare la Chiesa?

    • gaetano2 ha detto:

      Tentativo di risposta:
      Se i benedettini, da qualche decennio, sono della stessa stoffa di uno degli ultimi abati di Montecassino, tutto si spiegherebbe…

  • Antonio Cafazzo ha detto:

    Il Congresso Eucaristico di Budapest è rimandato al settembre 2021.
    (http://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino/pubblico/2020/04/23/0243/00533.html)

    Allora, Eminenze ed Eccellenze quando lo capirete che il Covid19 è “permesso” o “inviato” per “punizione” o per “avvertimento” (scegliete secondo i vostri gusti) perché il Buon Dio è alquanto stufo di questa chiesa moderna un po’ vile ed anche un bel po’ blasfema?

    • CLAUDIO GAZZOLI ha detto:

      … un po’ ??!!!

    • stilumcuriale emerito ha detto:

      Questa è notizia di ieri, ma il giorno 20 era anche stato comunicato dalla Sala Stampa che il Santo Padre ha deciso di posporre di un anno il prossimo Incontro Mondiale delle Famiglie, in programma a Roma nel giugno del 2021, e la prossima Giornata Mondiale della Gioventù, in programma a Lisbona nell’agosto del 2022, rispettivamente a giugno 2022 e ad agosto 2023. Tutto ciò in conseguenza – dice il comunicato- della pandemia in corso.

      • Gian Piero ha detto:

        Pandemia Pandemia
        Per piccina che tu sia
        Fai crollare l’eresia

        Mi pare che la Pandemia danneggi di piu’i propositi e iprogrammi catto-ecologico-onusian-malthusiani di ogni altra cosa. Persino il VO e’tornato in auge dopo aver visto la ridicolaggine delle Messe NO rivolte Versus Teleecameram

  • Antonio Cafazzo ha detto:

    Fate una piccola “escursione” su Wikipedia e consultate la voce “NOVUS ORDO SECLORUM”. C’è una puzza di massonismo…

    Però mi piace mettere benzina sul fuoco ETERNO e farvi notare quanta SEGRETA AMMIRAZIONE i cardinaloni del Novus Ordo hanno per quella politically chic preghiera dei fedeli della liturgia moderna.

    Nella messa di Pasqua il cardinale Timothy Dolan (quel cardinale che qualche mese fa ha rifiutato di negare la Santa Comunione al governatore del suo Stato, Andrew Cuomo, dopo che quest’ultimo aveva approvato la nuova legge sull’aborto che permette “disfarsi” del bambino appena nato), al momento della preghiera dei fedeli ha detto:

    “Ho dimenticato l’acqua. Pensavo che stessimo saltando queste cose noiose”.

    Eccellenze, quando pensate la VERITA’ spegnate i microfoni!.

  • Maria Grazia ha detto:

    L’argomento è fuori tema, ma mi ha colpito la lettera di un docente, indirizzata ad una rivista di formazione scolastica in cui invita Bergoglio a pagare allo Stato Italiano, così come richiesto anche dal Governo Europeo, la cifra di 13-14 miliardi di euro come debito che ammonta dal 2006 per evasione IMU invece di lamentarsi degli evasori fiscali italiani ed auspicare una chiesa povera per i poveri.
    https://www.tecnicadellascuola.it/papa-francesco-per-aiutare-davvero-la-scuola-preghi-e-paghi-limu

    • Busiride ha detto:

      Sarà uno dei tanti comunisti di cui la scuola italiana è sciaguratamente piena. L’IMU è una tassa in sé ingiusta, poiché la casa è un bene al cui acquisto è stata già pagata una tassa. Ciò premesso, è anche vero che il caso dell’Italia è tutto particolare in quanto, grazie a leggi tanto demagogiche quanto sciagurate quali piano Aldisio e altre (tutte rigorosamente targate DC), per oltre trent’anni, vale a dire dalla fine degli anni ’50 fino a tutti gli anni ’80, di fatto lo stato ha regalato la casa ai suoi cittadini. In tutti gli altri paesi europei la piccola proprietà immobiliare urbana non esiste (ad esempio a Vienna il 60% delle case di abitazione è di proprietà del comune), mentre da noi è la norma. Ora, siccome prima o poi i debiti si pagano, lo stato si è ripreso sotto forma di IMU quel che aveva a suo tempo regalato. Pertanto, per ragioni di equità, l’IMU dovrebbe essere fatta pagare solo e soltanto a coloro che nel periodo suddetto si son fatti la casa a condizioni di favore (o ai loro eredi, visto il tempo passato). La Chiesa non rientra di certo in questa categoria, se non quale erede ex testamento di beni immobili a suo tempo acquisiti da terzi. Ma questa parte è assai esigua.

      • Maria Grazia ha detto:

        @ BUSIRIDE – Se legge l’articolo che ho allegato all’intervento, vedrà che si parla di tasse non pagate allo Stato Italiano non tanyto per la 1° casa quanto, piuttosto, per i numerosi esercizi commerciali di proprietà della Santa Sede.

        • Busiride ha detto:

          Infatti io non ne facevo una questione di prima o seconda casa, né di destinazione d’uso. La mia distinzione è tra case comperate al vero prezzo di mercato e con mezzi propri e case “regalate” dallo stato tramite mutui agevolati, affitti a riscatto e altre stramberie. Queste ultime sono le sole per cui una tassa come l’IMU potrebbe avere una qualche, ancorché dubbia, legittimità morale.

          • Iginio ha detto:

            Quelle che lei chiama case “regalate” furono concesse – già a partire dal periodo fascista – a categorie di lavoratori (non solo dipendenti pubblici), cioè di gente che lavorava e risparmiava per mettere da parte quanto serviva a poter acquistare casa. E non ci vedo niente di male. Magari il risparmio fosse tutelato anche oggi.
            Smettiamola coi pregiudizi idioti del genere “io ho la fabbrichetta e lavoro, non come gli statali che non fanno niente”. Forse lei preferisce quello che fa i soldi a spese degli operai della sua fabbrica o dei clienti del negozietto, e che poi se li mangia o sperpera con la bella vita?

      • Iginio ha detto:

        Mi può spiegare per cortesia perché facilitare l’accesso alla proprietà della casa dove si vive sarebbe sciagurato e demagogico? Lo capisce che il caso contrario – vivere in affitto in case di enti pubblici – è da regime socialcomunista? Come fa poi a scandalizzarsi dei comunisti se è d’accordo con loro?
        Ha mai sentito dire un motto inglese che recita: in casa propria ognuno è come il signore nel suo castello? Non le sorge il dubbio che imporre alla gente di vivere in case “pubbliche” sia tipico dei regimi totalitari? Crede che il socialismo sia buono e il comunismo cattivo? Se è così, farà bene a approfondire la questione e disilludersi.
        La Dc che lei cita, quella fino agli anni Cinquanta, una idea di società cristiana l’aveva e, se anche non seguiva pienamente la dottrina sociale della Chiesa (ammesso che la DSC abbia una sua consistenza autonoma: le leggi economiche valgono per tutti, credenti e non credenti), per lo meno cercava di favorire la famiglia, il matrimonio, la maternità. Le case rientrano in questo discorso.
        Se Oltralpe non lo capiscono, è perché lì sono rimasti incapsulati nella tipica mentalità socialista che si crede moderna e evoluta. Il risultato sono: nevrosi di massa, individualismo, consumo di droghe e pornografia, figli non nati o lasciati a sé stessi eccetera eccetera. Lo stesso futuro che i geni illuminati vogliono imporre a noi. Altro che case in affitto!

        • stefano raimondo ha detto:

          Perfettamente d’accordo con Iginio.

        • Busiride ha detto:

          I beni, casa compresa, si acquistano al prezzo di mercato. Punto. Per regalare alla gente le case, mandare la gente in pensione a 50 anni e altre amenità del genere siamo finiti dove siamo finiti. Che il pagare l’affitto sia una cosa da paese socialista non è vero, lo è se il locatore è lo stato, ma se è un privato no. Nella mia città fino a 60 anni fa la piccola proprietà immobiliare non esisteva. I palazzi appartenevano a banche, assicurazioni, famiglie di imprenditori e grandi commercianti. Poi c’erano le case per i dipendenti dello stato (INCIS) e le “abitazioni minime” di proprietà comunale (ICAM). La gente pagava senza troppe difficoltà l’affitto anche di appartamenti molto grandi perché le famiglie erano unite e in uno stesso appartamento si abitava tranquillamente anche in 8. Poi c’è stata la corsa alla parcellizzazione dei nuclei familiari, questa sì profondamente anticristiana.

          • Iginio ha detto:

            Come al solito, confonde le cose.
            Le baby pensioni sono roba degli anni ’70 e non c’entrano nulla col discorso case che risale a decenni precedenti.
            Le case venivano riscattate così come in precedenza venivano riscattati i poderi dell’Opera Nazionale Combattenti nelle terre di bonifica. Il principio è lo stesso. Favorire la proprietà.
            O forse a lei piacevano anche i latifondi?
            O magari è un nostalgico della mezzadria… Qui il discorso sarebbe più interessante. Ma credo che lei di campagna non sappia molto, dato che viveva in città.
            Il suo beneamato mercato non è un dio infallibile e imparziale. E’ mosso da precisi interessi. Come quelli delle banche che a lei piacciono tanto. Evidentemente non si rende conto che, si tratti di pochi capitalisti o dello Stato, il risultato è lo stesso. Oltretutto, le banche che le piacevano tanto erano di proprietà statale… Non ha mai sentito parlare di IRI?
            Se poi crede che quello della proprietà e della fungibilità di capitalismo monopolista e Stato sia un discorso solo italiano, si faccia un giro dalle parti di Hilaire Belloc, Chesterton,..
            Altro che banche e affitti. Le sfugge che il mitico privato con la scusa del mitico mercato ha buttato fuori tantissime famiglie dai centri storici delle città italiane, famiglie che costituivano la popolazione originaria delle città, i cui centri ora sono ridotti a rimasugli di radical chic danarosi.
            Quant’è bello l’affitto…! Ma mi faccia il piacere. L’invidia è una brutta cosa. Se lei la casa non ce l’aveva, non insulti gli altri che hanno lavorato per comprarsela. O tutt’al più voti Monti e i partitelli che vogliono la patrimoniale e che scommetto che secondo lei hanno salvato l’Italia.

          • Claudius ha detto:

            Praticamente sta dicendo che e’ giusto che le case siano di proprieta’ solo di “banche, assicurazioni, famiglie di imprenditori e grandi commercianti”.
            Tutti gli altri, in affitto.
            Guardi che l’ideale di societa’ cristiana e di distribuzione della proprieta’ e della ricchezza descritto nella Rerum Novarum e’ l’esatto contrario di questo che ha in mente lei…

          • Busiride ha detto:

            Ha ha! Ieri mi accusavate di essere comunista, oggi mi accusate di essere iper-capitalista e mercatista. Forse semplicemente dico la verità?
            P. S. Sono un dipendente pubblico.

          • Iginio ha detto:

            Oltretutto molte case furono costruite da cooperative di professionisti o di lavoratori (p. es. ferrovieri, giornalisti), che versarono una quota e poi col tempo le acquistarono. Questo è un sano principio mutualistico. Non c’entrava niente lo Stato. E piaceva persino a certi socialisti perché si sottraeva al capitalismo degli speculatori che costruivano palazzoni orrendi a tutto spiano e li affittavano a condizioni disastrose. C’è tutta una storia di alcuni quartieri p. es. a Roma venuti su così.

          • Michele ha detto:

            Il problema del della sostenibilità del debito pubblico è dovuto agli interessi da strozzinaggio che paghiamo a banche d’affari estere, non al suo ammontare.
            Sino a circa 35-40 anni fa gli sprechi e i carrozzoni erano molto maggiori ed il debito pubblico era al 60%. Come mai?
            Lo stato vendeva bot e cct al 1% agli italiani e non btp al 5% alle banche di investimento estero.
            Si facevano aste competitive e non aste terminali, la Banca d’Italia monetizzava il debito e l’interesse sui titoli non saliva mai… Non era il paradiso terrestre, ma si governava tenendo in conto un po’ di bene comune.

            Il Giappone ha debito pubblico oltre il 220%, applica quelle politiche che hanno fatto crescere l’Italietta: ha piena occupazione e stipendi elevati. Saranno irresponsabili?
            L’Italia e cresciuta del 130% del pil durante il boom economico, Francia e Inghilterra hanno avuto il piano Marshall come noi -ma avevano colonie e risorse naturali-, sono cresciute del 30%. Mica male.
            L’Italia era la 4° potenza economica al mondo, dava fastidio alle altre nazioni (protestanti/massoniche) in competizione con noi, aveva gioielli di impresa pubblica che abbiamo svenduto ad avvoltoi esteri, tutt’oggi il risparmio privato italiano è tra i maggiori al mondo (più del doppio del debito pubblico) e potrebbe essere canalizzato nella nostra economia favorendo l’acquisto di bot e cct agli italiani.

            L’Olanda ha un debito privato spaventoso, la Germania ha buchi di migliaia di mld delle sue banche che potrebbero ripianare continuando il drenaggio di ricchezza dal nostro paese…Senza l’euro, marco e fiorino sottovalutato, la loro economia crollerebbe. Purtroppo non possiamo uscirne subito perché non abbiamo il coltello dalla parte del manico, almeno iniziamo a fare il contrario di ciò che abbiamo fatto negli ultimi 30 anni!
            Lei vive in Italia, suppongo, perché pratica questo autorazzismo autolesionistico?

        • Michele ha detto:

          Complimenti Igino! intervento puntuale, articolato e sintetico. Concordo totalmente.
          Buona Domenica! (a casa, mi raccomando, non trasgredisca il comandamento non uccidere, frequentando la Messa di persona, se le riesce…)

      • Michele ha detto:

        Voglio precisare: non mi piacciono gli stati etici, né liberali né socialisti. In un’economia mista, com’era in Italia negli anni della crescita economica, agevolare le famiglie per avere la proprietà della casa, significava dare loro libertà concrete.
        Nessun regalo immeritato, agevolazioni come ha spiegato Igino.
        I problemi economici attuali hanno altre cause, (complesse), che ho cercato di sintetizzare nel precedente intervento.

  • Maria Grazia ha detto:

    @ TERGESTINUS – Grazie per la profonda analisi ampiamente condivisibile.

  • Sconsolata ha detto:

    Se non ricordo male: tempo fa, qualche fonte ufficiosa aveva lasciato trapelare che Bergoglio avrebbe lasciato la Chiesa ad un punto dal quale non si sarebbe potuto più tornare indietro.
    Tesi sostenuta da prelati bergogliani e bergogliosi ovviamente per magnificare le “riforme” annunciate, promesse, arronzate e campate per aria nel già visto, da un papa che fin dalla prima telefonata a Scalfari si era presentato come “rivoluzionario”.
    Nessuna meraviglia che, in questo clima, si siano sentite e si sentano le allettanti melodie (gradite nelle serate estive) del cri-cri dei grilli cantanti che prolificano come. E si moltiplicano i giudizi categorici e le ricette innovative dei tanti soloni e accademici che si scoprono più realisti del re. Al pari di quel Grillo, iper-progressista, lanciatosi spesso in durissime accuse al papa, che tra l’altro ha sentenziato: «La illusione che si possa fare teologia solo guardando indietro è un tipico vizio dell’antimodernismo curiale. Per il ministero ecclesiale occorre una teologia non solo retro ma anche ante oculata».

  • Nicola Buono ha detto:

    É la ” strana Chiesa ” 2.0 che vide la beata Emmerick nelle sue visioni , che non sopporta la vera Chiesa Cattolica.

  • Adriana ha detto:

    Più che un ortottero , questo Grillo parlante mi sembra una cucaracha ( alias : blatta ) . Insettacci che nelle chiese dedite al VO campavano malissimo e che ora pensano di vendicarsi infestandole.

  • martina ha detto:

    Col cuore gonfio di dolore ed amarezza chiedo, in ginocchio ma a testa alta e con determinazione, al devastatore della vigna del Signore, di rinsavire, pentirsi e confermare i suoi fratelli nelle fede!

  • Francesco ha detto:

    Finirà come al Vaticano II che i tradizionalisti pur essendo maggioranza finirono in minranza. Così hanno imposto la loro dittatura. Pian piano eroderanno tutto quel che ha fatto benedetto XVI e la vittoria dei panateisti sarà completa. I figlii delle tenebre sono più scaltri, dei figli della luce.

    • Enrico ha detto:

      Magari erodessero TUTTO quello che ha fatto Benedetto XVI! Punta di diamante modernista. Svegliarsi!!!

      • Iginio ha detto:

        C’è sempre qualcuno più puro che ti epura.
        Ma lei non era fan dei film anticlericali di Magni? E adesso fa l’antimodernista? Grande è la confusione nella testa della gente…

        • Enrico ha detto:

          Sig. Iginio, Lei fa finta (spero!) di non capire. Da dove ha tratto la convinzione che io sia un fan dei film anticlericali di Magni lo sa solo Lei. Non è possibile che Lei non abbia capito che è proprio il contrario visto che mostravo soddisfazione per il ghigliottinamento dei due giacobini carbonari, se non erro non proprio amici del Papato. Di poi, a mio parere, col vaticano II i nemici del Papato che prima erano combattuti sono diventati il contraltare del “dialogo” grazie ai papi vaticano-secondisti e modernisti, ciò che ha fatto di me un antimodernista, esattamente come lo ero godendo della capoccia saltata di Targhini e Montanari. La confusione mentale, semmai, è di chi continua a credere che la chiesa post-conciliare sia ancora la Chiesa Cattolica.

    • stefano raimondo ha detto:

      Potrebbe anche essere, ma è una partita dove ormai non c’è più niente in palio. C’è rimasto ben poco da erodere. In chiesa non va più nessuno e lo Stato toglierà al clero cattolico tutto il residuo spazio. Con un numero molto, ma molto esiguo di fedeli, e con tutta una serie di poteri contro, chiunque dovesse uscire vincitore da un ipotetico scontro interno alla Chiesa non avrà nulla da guadagnare.

      Cerchiamo di essere realisti, come al solito è soltanto una questione di potere, vedrete che dopo Bergoglio i bergogliani stessi se ne andranno in ordine sparso, fregandosene delle questioni dottrinali e mirando alla poltrona (e i cosiddetti “tradizionalisti” faranno uguale, sia chiaro). Ora che il formaggio è scarsissimo, i topi si faranno ancora meno scrupoli per arrivare al cibo.

    • GMZ ha detto:

      I modernisti avevano dalla loro i due papi che hanno aperto e chiuso il Vaticano II: quello buono a nulla e quello funesto. Minoranza o no, con simili campioni c’era ben poco che i cattolici potessero fare.
      Ossequi.

  • Antonio ha detto:

    Il 99% e rotti dei vescovi se ha un briciolo di onestà intellettuale (ma è lecito dubitarne) dovrebbe rispondere così al questionario: “Nella mia diocesi il SP non si è mai attuato perché abbiamo fatto di tutto per impedire che si attuasse, e se qualche Messa SP si celebra da qualche parte è a causa di capetoste che sono riuscite mannaggia a loro a dribblare tutti i bastoni fra le ruote, le minacce e i dispetti che abbiamo pervicacemente messo in atto nei loro confronti. Quindi chiederci quale sia stata la ricezione della Messa SP nella nostra diocesi è una domanda se mi si passa il termine da gran zuzzurelloni, come chiedere a un cieco quale influsso abbiano i colori della primavera sul suo stato d’animo. Grazie e saluti”.

  • IMMATURO IRRESPONSABILE ha detto:

    Ipotizzar non costa nulla, 1) Neo-ecumenismo:: rinviato a….mai più ogni “dialogo” dottrinario (per più di un motivo, ma anche per quell’ obbrobrio del ’94), si opta per una strategia “pastorale” , nel senso di celebrare, non importa stabilire che cosa, assieme a pastori e pastore. Col VOM è un po’ più difficile. 2) Anti-Transustanziazione: è una tendenza (la cui pericolosità è sottovalutata) che si manifesta sempre di più, e in modo sempre più baldanzoso. Inutile dire che il VOM sta come una barriera visibile a difesa del dogma. 3) “Falso obiettivo “: forse qualcuno della gerarchia pensava che gli istituti tradizionali si sarebbero estinti per “morte naturale “; e invece i loro seminari aumentano le ordinazioni! ( avete mai pensato che , diciamo, tra cinquant’anni, ci potrebbe essere una larga maggioranza di preti tradizionali e neo-cat, più qualche Opus Dei…?) . Quale modo migliore per colpirli, che quello di colpire il VOM ? Certo questa è l’ ipotesi più improbabile, perchè si dovrebbe abolire anche il regime “indulgente”. 4) “ESTETICA”: nessun vero motivo teo-logico o liturgico, semplicemente il VOM non piace, è vecchio, non è aggiornabile, è rigido. Per me, anche se temo assai l’ ipotesi n.2, punto sull’ ultima; a leggere i quesiti, mi sembra che tutto si riduca a un 《ma a voi ‘sto VO, piace?》.

  • Tergestinus ha detto:

    Le farneticazioni di quell’Andrea Grillo sono grottesche e ridicole. Perché il rito romano antico dovrebbe essere un’ “eccezione liturgica” mentre i riti orientali no? Anche i riti orientali sono un’eccezione rispetto al rito romano. E a Milano, che aspettano a porre fine all’ “eccezione liturgica” costituita dal rito ambrosiano? Oltre a tutto, che cosa c’è di più contrario allo “spirito del concilio” del rito bizantino? Se è uno scandalo che il sacerdote dia le spalle al popolo-dio, che dire del sacerdote bizantino, che dal popolo-dio non è neppure visibile, nascosto dall’iconostasi, oltre a tutto piena di scandalosissime immagini di santi? Ma chissà perché se i santi sono dipinti nei vari stili artistici che si sono succeduti in occidente, sono pericolosamente vicini alla superstizione, se invece sono dipinti secondo i monotonissimi canoni dell’iconografia bizantina, allora vanno bene. E che dire dei paramenti? Che cosa c’è di più lontano dallo “spirito del concilio” dei paramenti orientali? Decenni di polemiche contro le vesti sontuose di vescovi e cardinali “ricoperti d’oro” (ma quando mai? forse questi si basano sui loro ricordi d’infanzia degli anni Cinquanta, perché oggi preti e vescovi sono di una sciatteria che non ha eguali), però i paramenti orientali, quelli sì davvero “ricoperti d’oro” vanno bene. Più in generale, tra i miei conoscenti tutti quelli a cui viene la schiuma alla bocca quando soltanto si nomina la messa in latino, chissà perché si sperticano di lodi nei confronti della “liturgia ortodossa” (la chiamano così, perché probabilmente dell’esistenza degli uniati non sono neppure al corrente), “così mistica, così spirituale…”. Se fossero correnti e razionali dovrebbe far loro schifo, visto che è ancora più lontana dallo “spirito del concilio” dell’odiata messa in latino. Ma cercare un minimo si coerenza nei modernisti è come portar nottole ad Atene.

    • Iginio ha detto:

      Ha ragione, ma le spiego la contraddizione. Costoro da un lato ammirano le icone perché è l’unica forma di arte sacra che è rimasta, dato che quella occidentale è andata persa (ma di ciò non si dolgono, ovviamente). Dall’altro lato sanno benissimo dei cosiddetti – mi raccomando: cosiddetti – uniati, ma li disprezzano, perché, in nome dell’ecumenismo, bisogna parlare benissimo delle Chiese ortodosse lasciandole così come sono, ossia indipendenti da Roma. Il grottesco è che persino a Roma e in Vaticano circolano prelati che ragionano così. Un altro esempio di contraddizione: ce l’hanno con Medjugorje e le rivelazioni private p. es. a santa Faustina Kowalska, però poi vanno in estasi sentendo della reliquia di san Nicola che gira la Russia. Se gli si fa notare la contraddizione, non rispondono e fanno finta di niente.

  • Maria Grazia ha detto:

    @ PIERLUIGI TOSSANI – Ciao Pierluigi, per venire incontro alla tua richiesta, in merito al questionario, ho trovato questo articolo che ne descrive il contenuto:
    https://gloria.tv/post/M2g1Vb4MmSSv1hKeAigupHsxo

  • Rafael Brotero ha detto:

    Un suggerimento: parliamo di tutto, coronavirus, messa in latino, Salvini, immigranti, modernismo, calcio, Fatima, tortellini, Vaticano II, povero cardinale Burke, ma non parliamo mai della vergognosa deposizione di Papa Benedetto XVI e della schifosa e invalida elezione dell’antipapa che implode la Chiesa e distrugge la Fede. Per favore. È la tattica gloriosamente vincente dello struzzo, l’unica giusta per la presente ora, quella rigorosamente doc dei celebri intellettuali.
    Avanti bersaglieri!

    • P. Luis Eduardo Rodrìguez Rodríguez ha detto:

      Per Lei 10.16 (XVI) am e 12.00 pm

      P. LUIS EDUARDO RODRÌGUEZ RODRÍGUEZ
      24 Aprile 2020 alle 8:35 am
      Anche oggi quest’ altro anniversario…IL CAVALLO DI TROIA:

      http://itresentieri.it/24-aprile-1184-a-c-i-greci-entrano-in-troia-con-un-finto-cavallo-siamo-proprio-sicuri-che-i-miti-siano-solo-delle-bugie/

      P. LUIS EDUARDO RODRÌGUEZ RODRÍGUEZ
      24 Aprile 2020 alle 10:16 am
      Il Cavallo di Troia ovvero come fu mezzo l’ annuncio del Colpo di Stato Vaticano nella Festa di Lourdes (quindi Patti Lateranensi) 11.2.13 in Piazza S. Pietro ed accettato il regalino …“ A caval donato, non si guarda in bocca …” detto che dopo cambiò a cavallo accettato, il 13.3.13. Ovvero di come Ulisse dentro il cavallo con altri…kasper, martini, silvestrini, dannels, lehmann, josè policarpo -patriarca di Lisbona…si ritiene Ulisse fondatore di Lisbona…-, murphy-o’connor….insomma riuscirono la rottura delle mure leonine per far entrare berORGOGLIO ICEberg a Santa Marta e quindi incoronare il sogno della massoneria ed in atto la pretessa nuova chiesa…

      Ma nella Chiesa Vera, Cattolica, Apostolica, Romana, celebriamo oggi San Fedele da Sigmaringen, santo francescano cappuccino martire in SVIZZERA, per gl’ eretici luterani.

      https://youtu.be/OxgLDQyG89Q

      https://youtu.be/drqKc-6RkbY

      P. LUIS EDUARDO RODRÌGUEZ RODRÍGUEZ
      24 Aprile 2020 alle 10:27 am
      Eppure siamo chiamati “cristiani” perche l’Armenia, infatti, è stato il primo regno cristiano. Pure genocidio quello di coloro che uccidono l’anime avvelenate di false, diavoliche, non teologia…per cui berORGOGLIO & co. pure genocidi.

      P. LUIS EDUARDO RODRÌGUEZ RODRÍGUEZ
      24 Aprile 2020 alle 11:49 am
      Ecco altro regalino cavallino troiano ad essere risposto entro la memoria di Sant’ Ignazio 2020…

      http://chiesaepostconcilio.blogspot.com/2020/04/una-minaccia-per-il-summorum-la-santa.html?utm_source=feedburner&utm_medium=email&utm_campaign=Feed:+ChiesaEPostConcilio+(Chiesa+e+post+concilio)&m=1

      P. LUIS EDUARDO RODRÌGUEZ RODRÍGUEZ
      24 Aprile 2020 alle 12:00 pm
      15° anniversario dell’inizio Solenne dell’ attuale ed unico Pontifice, BENEDETTO XVI, anche se ritirato nei giardini vaticani con i pezzi del cavallino troiano rotti.

  • GMZ ha detto:

    Dopo aver inghiottito l’amaro boccone amazzonico, sarà mica che il pampa e i suoi famigli hanno trovato un modo per fargliela pagare? Urge il sequel di Des profondeurs de nos coeurs!

  • CLAUDIO GAZZOLI ha detto:

    riporto, per intero, la lettera di MONS. DOMENICO CELADA, del 1971:

    Agli assassini della liturgia
    MONS. DOMENICO CELADA, «Vigilia Romana», Anno III, N. 11, Novembre 1971.

    «È da tempo che desideravo scrivervi, illustri assassini della nostra santa Liturgia. Non già perch’io speri che le mie parole possano avere un qualche effetto su di voi, da troppo tempo caduti negli artigli di Satana e divenuti suoi obbedientissimi servi, ma affinché tutti coloro che soffrono per gli innumerevoli delitti da voi commessi possano ritrovare la loro voce. Non illudetevi, signori. Le piaghe atroci che voi avete aperto nel corpo della Chiesa gridano vendetta al cospetto di Dio, giusto Vendicatore. Il vostro piano di sovversione della Chiesa, attraverso la liturgia, è antichissimo. Ne tentarono la realizzazione tanti vostri predecessori, molto più intelligenti di voi, che il Padre delle Tenebre ha già accolto nel suo regno. Ed io ricordo il vostro livore, il vostro ghigno beffardo, quando auguravate la morte, una quindicina d’anni fa, a quel grandissimo Pontefice che fu il servo di Dio Eugenio Pacelli, poiché questi aveva compreso i vostri disegni e vi si era opposto con l’autorità del Triregno. Dopo quel famoso convegno di “liturgia pastorale”, sul quale erano cadute come una spada le chiarissime parole di Papa Pio XII, voi lasciaste la mistica assise schiumando rabbia e veleno.
    Ora ci siete riusciti. Per adesso, almeno. Avete creato il vostro “capolavoro”: la nuova liturgia. Che questa non sia opera di Dio è dimostrato innanzitutto (prescindendo dalle implicazioni dogmatiche) da un fatto molto semplice: è di una bruttezza spaventosa. È il culto dell’ambiguità e dell’equivoco, non di rado il culto dell’indecenza.
    Basterebbe questo per capire che il vostro “capolavoro” non proviene da Dio, fonte d’ogni bellezza, ma dall’antico sfregiatore delle opere di Dio.
    Si, avete tolto ai fedeli cattolici le emozioni più pure, derivanti dalle cose sublimi di cui s’è sostanziata la liturgia per millenni: la bellezza delle parole, dei gesti, delle musiche. Cosa ci avete dato in cambio? Un campionario di brutture, di “traduzioni” grottesche (com’è noto, il vostro padre, che sta laggiù non possiede il senso dell’umorismo), di emozioni gastriche suscitate dai miagolii delle chitarre elettriche, di gesti ed atteggiamenti a dir poco equivoci.
    Ma, se non bastasse, c’è un altro segno che dimostra come il vostro “capolavoro” non viene da Dio. E sono gli strumenti di cui vi siete serviti per realizzarlo: la frode e la menzogna. Siete riusciti a far credere che un Concilio avesse decretato la disparizione della lingua latina, l’archiviazione del patrimonio della musica sacra, l’abolizione del tabernacolo, il capovolgimento degli altari, il divieto di piegare le ginocchia dinanzi a Nostro Signore presente nell’Eucaristia, e tutte le altre vostre progressive tappe, facenti parte (direbbero i giuristi) di un “unico disegno criminoso”.
    Voi sapevate benissimo che la “lex orandi” è anche la “lex credendi”, e che perciò mutando l’una, avreste mutato l’altra. Voi sapete che, puntando le vostre lance avvelenate contro la lingua viva della Chiesa, avreste praticamente ucciso l’unità delle fede. Voi sapevate che, decretando l’atto di morte del canto gregoriano della polifonia sacra, avreste potuto introdurre a vostro piacimento tutte le indecenze pseudomusicali che dissacrano il culto divino e gettano un’ombra equivoca sulle celebrazioni liturgiche.
    Voi sapevate che, distruggendo tabernacoli, sostituendo gli altari con le “tavole per la refezione eucaristica”, negando al fedele di piegare le ginocchia davanti al Figlio di Dio, in breve avreste estinto la fede nella reale presenza divina. Avete lavorato ad occhi aperti. Vi siete accaniti contro un monumento, al quale avevan posto mano cielo e terra, perché sapevate di distruggere con esso la Chiesa. Siete giunti a portarci via la Santa Messa, strappando addirittura il cuore della liturgia cattolica. (Quella S.Messa in vista della quale noi fummo ordinati sacerdoti, e che nessuno al mondo ci potrà mai proibire, perché nessuno può calpestare il diritto naturale).
    Lo so, ora potrete ridere per quanto sto per dire. E ridete pure. Siete giunti a togliere dalle Litanie dei santi l’invocazione “a flagello terremotus, libera nos Domine”, e mai come ora la terra ha tremato ad ogni latitudine.
    Avete tolto l’invocazione “a spititu fornicationis, libera nos Domine”, e mai come ora siamo coperti dal fango dell’immoralità e della pornografia nelle sue forme più repellenti e degradanti. Avete abolito l’invocazione “ut inimicos sanctae Ecclesiae umiliare digneris”, e mai come ora i nemici della Chiesa prosperano in tutte le istituzioni ecclesiastiche, ad ogni livello.
    Ridete, ridete. Le vostre risate sono sguaiate e senza gioia. Certo è che nessuno di voi conosce, come noi conosciamo, le lacrime della gioia e del dolore. Voi non siete neppure capaci di piangere. I vostri occhi bovini, palle di vetro o di metallo che siano, guardano le cose senza vederle. Siete simili alle mucche che guardano il treno. A voi preferisco il ladro che strappa la catenina d’oro al fanciullo, preferisco lo scippatore, preferisco il rapinatore con le armi in pugno, preferisco persino il bruto e il violatore di tombe. Gente molto meno sporca di voi, che avete rapinato il popolo di Dio di tutti i suoi tesori.
    In attesa che il vostro padre che sta laggiù accolga anche voi nel suo regno, “laddove è pianto e stridor di denti”, voglio che voi sappiate della nostra incrollabile certezza: che quei tesori ci saranno restituiti. E sarà una “restitutio in integrum”. Voi avete dimenticato che Satana è l’eterno sconfitto».

    • creazionista ha detto:

      Meravigliosa, e hanno tolto pure:
      A peste, fame et bello libera nos Domine
      La peste è giunta, seguirà la fame e poi la guerra atomica

    • stilumcuriale emerito ha detto:

      Il grande problema è che la brava gente comune, come Scarpe Grosse, quella che entrando in chiesa, per dire, si toglieva il cappello e faceva la genuflessione rivolgendosi al Tabernacolo, di queste cose non sa e non ha capito niente. Per questo non reagisce a certi stimoli e rimane impassibile. Solo per ignoranza.

    • P. Luis Eduardo Rodrìguez Rodríguez ha detto:

      Al caro Claudio grazie perche non conoscevo questo capolavoro di Dio. Ed al caro Marco suggerirei per favore lo riproponga come un’ articolo in se e ripeterlo ogni tanto.

      • Andrea delle aquile ha detto:

        Sono daccordo con te padre Luis ,è assoutamente necessario,divulgare questo capolavoro di fede e verità, affinché piu’persone possibile abbiano a svegliarsi dal devastante assopimento.
        Che il nostro Marco l’abbia a voler riproporre spesso , e magari proporlo ai blog amici in Italia e all’estero.
        Un grazie riconoscente a Claudio

        • P. Luis Eduardo Rodrìguez Rodríguez ha detto:

          Delle Aquile come San Giovanni, il Leone oggi di San Marco, anche alato…grazie a Lei per rinforzare l’ iniziativa. Dio la benedica.

  • Pier Luigi Tossani ha detto:

    sarebbe mooolto interessante, intanto, poter leggere il questionario.

    Il Vetus Ordo non passerà mai, anzi, è fatalmente destinato a rivenir fuori alla grande, per vari motivi.

    da parte mia, alla fine, empiricamente, ho capito che l’uso della lingua latina per tutti i popoli, davvero realizzava l’unione cattolica fra tutte le genti.

    Ma ho capito anche COME lo faceva. I popoli anche più lontani dalla cultura romana, attraverso la Messa in latino erano dolcemente “costretti” a capire l’Eucaristia che stavano vivendo, non nella loro lingua, ma in quella lingua che, avendola faticosamente imparata, con i suoi suoni arcani, anche mentre la pronunziavano con le loro labbra, poco alla volta, impercettibilmente, entrava nei loro cuori, e li rendeva più malleabili, rispetto al Novus Ordo, alla ricezione dei misteri che attraverso di essa erano espressi.

    In altre parole, l’uso del latino introduceva in loro quella inculturazione nel mondo romano, che nella loro lingua natìa sarebbe rimasta ad un livello superficiale ed astratto.

    E infatti così è successo con la Messa in italiano.

    Non importava quanto tempo ci sarebbe voluto a fare questo, a un eschimese, un pellerossa, un tataro, un giapponese, un cinese. Certo, molto più tempo di quello necessario a un francese o a un ungherese o un inglese o un romeno, ma ne veniva fuori una fede molto più approfondita. Era un investimento nella evangelizzazione.

    Con il Novus Ordo, invece, il livello culturale si è enormemente abbassato, e con esso la fede, come ciascuno può vedere. Il livello culturale, peraltro, si è abbassato in tutta la società, rendendo le persone molto più ignoranti e manipolabili che in passato.

    Infine, dopo tanti anni, vedo, e sempre più mi pesa, che il Novus Ordo, inclusi i canti in italiano orribili, senza arte, né bellezza, né pathos, si dimostra sempre di più quello che è stato fin dall’inizio: una costruzione ideologica conciliare.

    Quindi, passeranno tempi duri, ma “non praevalebunt”. Il Vetus Ordo è fatalmente destinato a una nuova primavera.

    • P. Luis Eduardo Rodrìguez Rodríguez ha detto:

      PER LEI 11.49 AM

      P. LUIS EDUARDO RODRÌGUEZ RODRÍGUEZ
      24 Aprile 2020 alle 8:35 am
      Anche oggi quest’ altro anniversario…IL CAVALLO DI TROIA:

      http://itresentieri.it/24-aprile-1184-a-c-i-greci-entrano-in-troia-con-un-finto-cavallo-siamo-proprio-sicuri-che-i-miti-siano-solo-delle-bugie/

      P. LUIS EDUARDO RODRÌGUEZ RODRÍGUEZ
      24 Aprile 2020 alle 10:16 am
      Il Cavallo di Troia ovvero come fu mezzo l’ annuncio del Colpo di Stato Vaticano nella Festa di Lourdes (quindi Patti Lateranensi) 11.2.13 in Piazza S. Pietro ed accettato il regalino …“ A caval donato, non si guarda in bocca …” detto che dopo cambiò a cavallo accettato, il 13.3.13. Ovvero di come Ulisse dentro il cavallo con altri…kasper, martini, silvestrini, dannels, lehmann, josè policarpo -patriarca di Lisbona…si ritiene Ulisse fondatore di Lisbona…-, murphy-o’connor….insomma riuscirono la rottura delle mure leonine per far entrare berORGOGLIO ICEberg a Santa Marta e quindi incoronare il sogno della massoneria ed in atto la pretessa nuova chiesa…

      Ma nella Chiesa Vera, Cattolica, Apostolica, Romana, celebriamo oggi San Fedele da Sigmaringen, santo francescano cappuccino martire in SVIZZERA, per gl’ eretici luterani.

      https://youtu.be/OxgLDQyG89Q

      https://youtu.be/drqKc-6RkbY

      P. LUIS EDUARDO RODRÌGUEZ RODRÍGUEZ
      24 Aprile 2020 alle 10:27 am
      Eppure siamo chiamati “cristiani” perche l’Armenia, infatti, è stato il primo regno cristiano. Pure genocidio quello di coloro che uccidono l’anime avvelenate di false, diavoliche, non teologia…per cui berORGOGLIO & co. pure genocidi.

      P. LUIS EDUARDO RODRÌGUEZ RODRÍGUEZ
      24 Aprile 2020 alle 11:49 am
      Ecco altro regalino cavallino troiano ad essere risposto entro la memoria di Sant’ Ignazio 2020…

      http://chiesaepostconcilio.blogspot.com/2020/04/una-minaccia-per-il-summorum-la-santa.html?utm_source=feedburner&utm_medium=email&utm_campaign=Feed:+ChiesaEPostConcilio+(Chiesa+e+post+concilio)&m=1

      P. LUIS EDUARDO RODRÌGUEZ RODRÍGUEZ
      24 Aprile 2020 alle 12:00 pm
      15° anniversario dell’inizio Solenne dell’ attuale ed unico Pontifice, BENEDETTO XVI, anche se ritirato nei giardini vaticani con i pezzi del cavallino troiano rotti.

  • Maria Grazia ha detto:

    Ritengo che anzicchè distribuire ai Vescovi un questionario sull’indicazione dei vizi della Messa in Latino delle relative Diocesi, la Santa Sede avrebbe dovuto fornirne un altro per verificare in quali chiese avvengono “show danzanti” esibizioni acrobatiche, giri in monopattino ed in bicicletta, all’interno delle chiese, da parte dei celebranti, in quali non viene recitato il credo (perchè non degno di fede) o vengono dette eresie durante l’omelia.
    La Messa in latino non attenta all’ortodossia delle fede, è in linea con i dettami del Vangelo e le indicazioni degli Apostoli, aiuta la concentrazione dei fedeli sulla consacrazione eucaristica che avviene sull’altare, favorisce la spiritualità dell’incontro con Dio. E’ forse questo che dà fastidio alla Santa Sede?

    • Nicola Buono ha detto:

      Osservazioni pertinentissime e centrate. Sono d’accordo. A quanto pare a questi il ” lo famo strano ” di Verdone ( in VIAGGI DI NOZZE) non dà fastidio nelle Chiese.

  • VITMARR ha detto:

    Perché tanto accanimento contro la messa in latino , se questa celebrazione nel mondo avviene solo nei pochi sottoelencati posti:
    https://www.latinmassdir.org/explore-countries/
    Una certa meraviglia mi è nel constatare che Francia e Gran Bretagna se ne celebrino di più che in Italia. Non trovo risposta a tanto accanimento se non nel fatto che forse contro la nuova chiesa modernista il Vetus Ordo abbia un potente effetto esorcistico.
    A proposito di messe in italiano che fine ha fatto l’introduzione della rugiata come emanazione dello Spirito Santo ?.

  • XXYY mi scuso. ha detto:

    caro Tosatti, mi permetta di mantenere l’anonimato, faccio parte dell Summorum Pontificum. Se la chiesa di Bergoglio dovesse in qualche modo vietare la messa vetus ordo ed imporne altre , sarebbe la sua fine . Le spiegherò perchè la prossima volta. Paradossalmente mi viene da dire a sto punto : lo faccia pure . Così si suicida.