AMAZZONIA: LE DUE CHIESE. UN LIBRO DI ALDO MARIA VALLI.

22 Febbraio 2020 Pubblicato da --

Marco Tosatti

Oggi vi presentiamo brevemente un libro scritto dal collega Aldo Maria Valli immediatamente dopo l’uscita del documento pontificio che sigillava la stagione del sinodo amazzonico: “Le due Chiese”, per i tipi di Chorabooks. Dopo mesi roventi, segnati da polemiche e contrasti, papa Francesco ha messo la parola fine al sinodo amazzonico con l’esortazione apostolica Querida Amazonia, un testo che però rischia di scontentare tutti.

I progressisti non vi hanno trovato, almeno non in modo diretto, quelle “aperture” nelle quali speravano circa il celibato sacerdotale e il sacerdozio delle donne; i conservatori vedono nel testo numerose ambiguità, ne criticano l’impianto generale (più attento alle questioni sociali ed ecologiche che alla salvezza delle anime) e vi riscontrano fessure dalle quali sarà sempre possibile far passare ciò che al momento è rimasto fuori.

Francesco ha dato l’impressione di aver tirato il freno d’emergenza, (anche grazie, secondo alcuni, e al libero scritto a due mani da Benedetto XVI e dal card. Robert Sarah, oltre che dalle perplessità e disagio di vescovi e cardinali del suo entourage), ma il suo treno resta in corsa senza che sia ben chiaro quale voglia essere la stazione d’arrivo.

Ormai c’è chi parla apertamente di due Chiese, e questa prospettiva, con il Sinodo tedesco che ha preso l’avvio, in mezzo alle polemiche, trova elementi concreti di giustificazione. Anche se certamente molti vescovi, teologi e laici della ricca Chiesa tedesca sono rimasti delusi dai risultati del Sinodo sull’Amazzonia e soprattutto dall’Esortazione apostolica, in cui speravano di trovare un appoggio concreto alla loro spinta verso innovazioni radicali, hanno però riaffermato la loro volontà di percorrere strade che potrebbero portarli in aperto conflitto con Roma.

“Il sinodo sull’Amazzonia e i cattolici in conflitto” (Chorabooks) Aldo Maria Valli prende spunto dalle vicende legate all’assemblea dei vescovi per allargare lo sguardo alla situazione di una Chiesa all’interno della quale la frattura fra le due anime appare non più ricomponibile. E in gioco non c’è il potere. In gioco c’è la fede stessa.    

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Questo articolo è stato scritto da Marco Tosatti

2 commenti

  • Avatar Pier Luigi Tossani ha detto:

    la stazione d’arrivo è chiara: eresia, apostasia, idolatria & paganesimo. Sono scelte. Che lui e i suoi accoliti pagheranno.
    Grazie Valli.

  • Avatar Sconsolata ha detto:

    Secondo gli apologisti (e non sono pochi), Bergoglio non si sarebbe lasciato influenzare – come sempre – da niente e da nessuno. Le loro analisi post pubblicazione Esortazione apostolica (lette in Rete) ne accentuano il valore inclusivo e il «chiaro recupero di un’ecclesiologia delle Chiese locali». Lo sostiene il teologo venezuelano Rafael Luciani, presente al Sinodo, per il quale: «Nulla è stato ‘chiuso’, come molti credono, invece ‘la strada continua’ (QA 2-4) ma ora è situato, questa la grande novità, sotto la responsabilità e la capacità di ‘parresia’ delle Chiese locali».
    Con buona pace dei “tradizionalisti” (se non addirittura ultrà…) che darebbero una lettura autoconsolatoria del documento e che – non da oggi, secondo i critici di questa parte di popolo di Dio – vedrebbero divisioni e conflitti dove non ci sarebbero!
    E se, invece, a non volerli vedere fossero… altri?
    Intanto: dovremmo augurarci e augurare alla Chiesa che sia veritiera l’affermazione al 46 di QA che: «Solo la poesia, con l’umiltà della sua voce, potrà salvare questo mondo», in ciò riecheggiando la citata (alla nota 57) “Para vivir un gran amor” di Vinicius de Moraes. Che ho letto, anche nella traduzione di Google, e … sinceramente, non vi ho riscontrato una convalida… come dire? … spirituale, per non azzardare un aggettivo più impegnativo, non di mia competenza.
    E: auguriamoci anche che almeno il card. Müller ci abbia visto giusto, avendo definito l’Esortazione “un documento di riconciliazione”, cosa che gli è valso il ringraziamento di Bergoglio attraverso un biglietto autografo.
    Con un “grazie” a Valli per la raccolta dei contributi che non ho mancato di leggere sul suo blog.