MEMORIA DEI LAGER DI IERI, IL SILENZIO SUI LAGER DI OGGI.

27 Gennaio 2020 Pubblicato da

 

 

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, Piero Laporta nella Giornata della Memoria fa memoria del presente, e cioè ci illustra come sia facile esecrare i misfatti di un nemico che non esiste più, se non nella propaganda interessata della sinistra, e chiudere gli occhi di fronte ai misfatti – attuali, presenti e ben reali, di poteri dittatoriali ossequiati e coccolati da Chiesa e Progressisti, campioni imbattibili di ipocrisia mascherata con buone intenzioni. Felice lettura.  

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La Memoria dell’Olocausto va assumendo significati inaspettati. Il quotidiano israeliano Haaretz scrive: «A 75 anni dalla liberazione di Auschwitz, dobbiamo ammettere che Israele, lo Stato degli ebrei, è disposto a vendere la memoria dell’Olocausto al miglior offerente», riferendosi al Forum mondiale sull’Olocausto, dove nessuno degli oratori israeliani ha rammentato a Vladimir Putin – osannante l’ingresso dell’Armata Rossa ad Auschwitz – che il patto Molotov-Ribbentrop, siglato nel 1939, aveva aperto la strada a Hitler anche verso i lager.

Dimenticanze in Israele, in cerca di sostegno per annettersi la valle del Giordano. Dimenticanze analoghe nelle comunità ebraiche europee, da quanti utilizzano l’Olocausto, criminalizzando i partiti sensibili all’interesse nazionale italiano per accreditarsi fedeli sudditi del IV Reich, specialmente in Italia.

Le falsità propalate da La Repubblica sulle minacce a Liliana Segre, la maliziosa sovrapposizione fra razzisti e contrari all’immigrazione incontrollata, gli insulti di taluni intellettuali ebrei alle periferie romane in rivolta contro i nomadi, le false accuse all’Italia d’aver deportato ebrei, le false accuse a S. S. Pio XII, dimenticando quanto ha invece fatto per gli ebrei italiani e nel mondo, prima, durante e dopo il Secondo conflitto.

Tante, troppe falsità, giustapposte all’omertà di tanti ebrei per le atrocità, quelle sì reali, commesse dalla Francia e persino per quelle commesse dalla Germania. Pochi ricordano che la Germania per ogni deportato ha pagato ben 7, diconsi sette dollari. Chi è razzista? L’Italia, ovvio.

Non dobbiamo dunque stupirci se l’Olocausto è da taluni percepito come un randello, non solo fra i musulmani. Troppi se ne servono per spargere odio, separare la comunità cattolica da quella ebraica e spostare voti verso i partiti genuflessi al IV Reich, mentre trescano col terrorismo nemico giurato di Israele.

Manovre di potere per favorire carriere finanziarie, politiche e giornalistiche di personaggi disponibili a tutto, anche a svendere l’Olocausto, pur di arricchirsi, conquistare poltrone, occupare redazioni.

Oggi l’Olocausto assume ulteriori funzioni devianti. Mentre commemoriamo i lager di settant’anni fa, proprio quanti suonano la grancassa – Romano Prodi in testa, per esempio – sono i più attenti a sostenere gli interessi della disumana dittatura di Pechino e, fra questi interessi, il mostruoso, spietato, sconcio silenzio sul lager di oggi.

In Cina lo schiavismo, le torture, l’espianto degli organi, l’annientamento della personalità sono applicati con ben peggiore efficacia, superando senza misura l’orrore di Auschwitz. Qualcuno ha udito una sillaba da Bergoglio sui Laogai, i campi di concentramento, fondati da Mao Tse Dong negli anni cinquanta, prolificatisi per schiacciare oggi, in questo istante, milioni e milioni di uomini, donne, bambini? Qualcuno ha udito una sillaba dalla quirinalità organizzata?

Alzi la mano chi ha sentito Prodi, Saviano, Lerner, Veltroni, Zingaretti e compagnia bella, alzi la mano chi ha udito una sillaba sui laogai.

Occorre vigilare sempre sulla propensione alla retorica dei centri di potere. La retorica è sempre l’espediente più a buon mercato dei farabutti per nascondere la verità.

La radice del male in Europa, il male che sta infettando tutti, è sempre là, nella Germania, nelle oscure coscienze di quanti, riaffacciatisi in Europa, l’ammorbano col loro acido spirito di rivincita. La Germania non ha imparato la lezione della storia. Non lo dice Matteo Salvini, lo ha affermato il presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier al World Holocaust Forum. È stupido far finta di non capire.

Aggrappiamoci alla verità. Inutile dunque interrogarsi sull’omertà che oscurò i lager di Hitler, settant’anni fa.

Dobbiamo invece chiederci come sia possibile che oggi, disponendo di Internet, di tutte le informazioni possibili, dobbiamo tuttavia assistere alla retorica sull’Olocausto, mentre centinaia di milioni di sventurati sono attori contemporanei d’un Olocausto da settant’anni nei Laogai.

L’omertà ci affligge mentre la dittatura cinese, la più potente e spietata mai palesatasi nella storia dell’umanità, porge la sua carta di identità col Coronavirus, frutto dei laboratori militari cinesi. La civiltà si rialzi in piedi, dunque. Serve a poco se oggi, esecrando il patto Molotov-Ribentropp, dimentichiamo che i sopravvissuti di domani potrebbero ricordare con maggiore raccapriccio i cedimenti dell’Europa e di Bergoglio a Xi Jiping.

Piero Laporta

www.pierolaporta.it

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38 commenti

  • Carmela Mastrangelo ha detto:

    Ha ragione signor La Porta. Ma purtroppo oggi la stampa e la TV sono in mano a chi non ha alcun interesse per la Verità, ma solo per il proprio tornaconto. Quello che ci dà forza è sapere che alla fine arriverà il giudizio per tutti.

  • Iginio ha detto:

    Caro Laporta, se va alla sede dell’Archivio storico della Presidenza della Repubblica, tra le foto che dovrebbero ricordare i momenti storici importanti della Repubblica c’è quella con l’Arbitro del Quirinale, solitamente musone, e Xi Jinping sorridenti l’uno accanto all’altro. Pensano sia un momento da celebrare. Ricordiamoci che l’Arbitro era uno che si faceva fotografare mentre andava alle Fosse Ardeatine. Per fortuna, dopo che su un giornale ho segnalato la patente contraddizione, non l’ha fatto più.

  • marco ha detto:

    Ci sono tante considerazioni vere.Io ho sempre definito la Cina lo stato più malvagio mai visto.Ma è riverita e nessuno apre bocca.Neppure i bulli islamisti di fronte a ciò che avviene agli islamici. Ma parlare di intellettuali ebrei che vuol dire?Ci sono ebrei di ogni orientamento come tutti. Italiani anti italiani. Ci sono pure gli ebrei anti ebraici.Che odiano Israele e la vorrebbero vedere distrutta. Segre,nonostante il suo passato,è una di quelli e il suo paragonare i barconi ai treni è vergognoso.Ma si veda cosa ne pensa Informazione Corretta ad esempio.E non abbiamo deportato nessuno che vuol dire?Chi li portava a Fossoli o San Sabba?E l’esistenza di tante cose orribili ci dovrebbe esimere dal ricordare quella?Anche se molti la ricordano solo perché quegli ebrei lì sono morti. Quelli che detestano sono quelli vivi. E l’antigiudaismo è nel dna dell’Europa cristiana. Anche se non più cristiana. Anche qui vediamo chi dice:che palle! O chi paragona senza pudore quella giornata a quella che si potrebbe fare per i gatti!

    • A.C. ha detto:

      Non mi sono spiegato!! Io concordo con lei. In risposta a un signore che diceva che ci sono altre tragedie dimenticate (dimenticando tra l altro i cristiani armeni) ho detto che la giornata era sull’antinazismo. Sicuramente pure i gatti avranno un altra giornata! Poi posso concordare che, tipo il genocidio armeno, i turchi ad esempio non lo ricordino! 😒 E pure in occidente. Ma l’articolo mi sembrava benaltrismo. Poi concordo con lei nel fatto che le leggi razziali italiane ci furono!
      Sugli ebrei ….pochi sciagurati nel mondo negano l olocausto. Alcuni sono ORTODOSSI EBREI. Lo negano perche’ il messia non lo avrebbe mai permesso. Erano gli unici occidentali in Iran tra i negazionisti.

    • A.C. ha detto:

      Concordo con lei. E in quanto ai gatti, pur essendo una frase infelice, voleva essere nel suo senso. Quasi tutti hanno la loro giornata. Manca ad alcuni? Ci si attivi. Oggi e’ quella antinazista!

  • Elisa ha detto:

    Ci sono i campi di concentramento anche in Corea del Nord, e nessuno ne parla

  • GAETANO STRANO ha detto:

    Nella Giornata della Memoria avrei gradito un commento sicuramente non retorico che banalizzi l’orrore nazista ma certamente purtroppo non è questo il caso, forse peggio di un commento retorico. Si fa tanta confusione storica, si riportano opinioni di un giornale israeliano di estrema sinistra apertamente contrario al governo, si offende la memoria di tanti ebrei di ieri e di oggi. Tanti pregiudizi sprigiona questo articolo.

    • PIERO LAPORTA ha detto:

      Quali pregiudizi? La prego, li elenchi.
      Se si celebra la memoria dell’Olocausto è per impedire che orrori analoghi si ripetano, vero?
      Per favore, mi spieghi qual è la logica di commemorare la Memoria dei lager nazisti di 70 anni fa e non spendere una sillaba, una, sull’esistenza di quelli pienamente oggi – mentre lei e io scriviamo – operanti in Cina su scala più vasta di quella tedesca.

      • PIERO LAPORTA ha detto:

        D’altronde se l’obiettivo della commemorazione fosse di impedire la reiterazionecdi tali orrori, né io né lei avremmo motivo di scriverne.

      • GAETANO STRANO ha detto:

        Mettere in evidenza altri orrori cinesi attuali ma non paragonabili o la strumentalizzazione di questa giornata va bene compreso chi fa paragoni con le sofferenze dei migranti (che partono volontari). Poichè Lei allarga il discorso emergono dei pregiudizi verso Israele (in riferimento ai palestinesi ma il discorso sarebbe lungo), verso le comunità ebraiche e soprattutto è innegabile il ruolo del governo fascista nella deportazione e nella collaborazione alla politica nazista, è vero anche che molti ebrei sono stati salvati dalla chiesa e da molti cattolici non collaborazionisti. Io metterei in evidenza l’antisemitismo attuale con connotazioni più di sinistra ed islamiche che di destra.

  • A.C ha detto:

    Concordo con Pietro la porta. L Italia non ha deportato nessuno. Anni fa un presidente del consiglio disse che furono viaggi turistici (o roba del genere). Facilmente, in questo giorno di SILENZIO, si potrebbe denominare CIO’ benaltrismo.

    Poi ho visto la testimonianza di Sami Modiano in una scuola….e ho capito che non esistono le razze ma gli UOMINI. E che tutte le svastiche del mondo o le pieghe cinesi sono sconfitte da un UOMO. Anzi si autodistruggono.

    PS: i falsi protocolli dei Savi di Sion furono russi!

    • Iginio ha detto:

      Non c’entra niente, Berlusconi aveva detto che, paragonato a quello che hanno fatto i nazisti, il confino a cui sotto il fascismo la polizia mandava gli oppositori era quasi una villeggiatura. Giusto o sbagliato, ma non c’entra niente con l’Olocausto.

  • Antonella ha detto:

    Concordo con La Porta, non c’è peggiore retorica di chi celebra la “memoria di uno sterminio” per farne stendardo contro un nemico di schieramento ideologico, politico, come di fede….
    Ascoltando un “testimone” della Shoah si impara a fare religioso silenzio dei labirinti che il dolore ha scavato nel tempo e di cui misteriosamente si diventa partecipi se disponibili a scendere nel suo girone, così come per Auschwitz quando si entra negli abissi del suo inferno, e più si scende più la parola si arresta, alla fine del viaggio diventiamo senza sapere come custodi di una impegnativa memoria che ci unisce sul Calvario del Dolore, dove sono immolati i tanti innocenti violati dall’odio e senza ragione, soppressi della vita quando non avevano fatto nulla per vedersela negare.
    Lo sterminio ebraico dovrebbe insegnare a fare memoria per prevenire altri stermini, riconoscendo che nel “calcolo” matura ogni forma di indifferenza umana che poi selezioni la “censura” su persecuzioni di serie B, amplificando quelle ritenute di serie A….
    Vero è che mentre lasciamo affiorare le voci di Lager confinati alla seconda guerra mondiale, nel frattempo vengono ignorate grida strazianti di nuovi stermini a noi contemporanei, con numeri perfino superiori a quello ebraico, ma non se ne parla e la selezione continua più vergognosa di prima perché recita ipocritamente a copione, senza avere fatto tesoro della memoria, se ne fa scudo a seconda delle circostanze e convenienze per propaganda di schieramenti. Degna dunque di maledizione per un giudizio severo come quello di Primo Levi.

  • Marco Matteucci ha detto:

    “Il mondo è un posto pericoloso, non a causa di quelli che compiono azioni malvagie ma per via di quelli che osservano senza fare nulla.”
    (A. Einstein))

    • PIERO LAPORTA ha detto:

      I malvagi sono certamente meno degli ignavi loro complici

      • stilumcuriale emerito ha detto:

        E gli stupidi?
        Due cose sono infinite: l’Universo e la stupidità.
        Sull’Universo non sono sicuro.
        Albert Einstein.

  • agostino nobile ha detto:

    Caro LaPorta, pensavo di scriverci un articolo, ma mi hai anticipato alla grande. Ottimo.

  • maurizio rastello ha detto:

    Ignobile.

    • wp_7512482 ha detto:

      Rastello, la conosciamo già, non ha bisogno di ripetere la sua identità ogni volta.

    • PIERO LAPORTA ha detto:

      “Ignobile” mi pare un appropriato modo di firmare quando non si hanno argomenti. La saluto con la stima che lei merita.

  • Pier Luigi Tossani ha detto:

    ah, dimenticavo l’aborto. Quello è un giorno della memoria che non se lo ricorda nessuno.

    • PIERO LAPORTA ha detto:

      Se non lo promuove la Chiesa, chi altri?
      D’altronde i credenti potrebbero promuoverlo pur senza benedizione dell’ONU, quindi…

      • stilumcuriale emerito ha detto:

        Sì ma quale Chiesa ? Quella descritta negli Atti degli Apostoli? Quella di Qumran? Quella dei Padri del Deserto? Quella di Sant’Agostino? Quella di San Tommaso d’Aquino? Quella del Concilio di Trento? Quella del Concilio Vaticano II? E oggi quella di chi ?
        Anche noi poveri fedeli dimenticati siamo pieni di Dubia.
        In una casa in ordine i vestiti della moglie sono in un armadio e quelli del marito in un altro. Le posate sono in un cassetto diverso da quello delle tovaglie, e le scarpe sono in un altro. Nel disordine (quello a cui stando per vero il secondo principio della termodinamica tenderebbe l’Universo fin dalla sua creazione) queste cose sono tutte nello stesso mucchio, insieme con gli alimenti e gli escrementi, senza distinzione….. Sarò pessimista, ma questa mi pare la tendenza.

        • PIERO LAPORTA ha detto:

          Vedrà, arriverà una nuova Giovanna d’Arco. Quando? Lo decide lo Spirito. Noi siamo come i soldati in trincea, costretti a fidarci di un generale che non vediamo. Noi siamo più fortunati poiché sappiamo che il nostro Generale ci vuol bene. 🙂

  • Pier Luigi Tossani ha detto:

    hehe!… grazie caro Laporta… “la quirinalità organizzata”… carino!… ma la nostra è una lotta impari, molto impari… c’è anche Katyn… ma non interessa a nessuno.
    Avessimo il buono scuola, si potrebbe meglio educare le nuove generazioni, inquinate dai quirinalismi di ogni tipo. Ma siamo lontani.
    Che la Provvidenza ci assista.

    • PIERO LAPORTA ha detto:

      Sarà bene cominciare ad assisterci da soli. Vedasi risposta precedente. 🙂

      • Pier Luigi Tossani ha detto:

        …da soli?… facciamo il nostro meglio, ma senza la Provvidenza siamo servi inutili. Questo ci insegna anche ad accettare sconfitte come quella dell’ER.
        E la Provvidenza ha suoi tempi e i suoi modi.

    • wisteria ha detto:

      C’è anche la fine dei Kulaki, e l’Holodomor in Ucraina.
      Ma già…
      Non interessano nessuno.
      È comunque illuminante e confortante questa lettura, in questo triste lunedì post- elezioni, dedicato, più che alla memoria, alla manipolazione della storia.

      • A.C. ha detto:

        Si e’ dimenticato i gatti. Ma per tutti esiste una giornata. Oggi era contro il nazismo.

        • Pier Luigi Tossani ha detto:

          sì, che palle. Come si fa prendere per i fondelli, il popolo.

        • CHIARA ha detto:

          che pena ……….

          • A.C. ha detto:

            Guardi che le mie erano battute paradossali. Ricordare i kulaki il giorno dell’olocausto…ho detto perché non i gatti?
            E poi che dire sull affermazione gli italiani non fecero le leggi razziali?
            Oggi era meglio tacere. Non c entrano niente le altre tragedie questo e’ minimo benaltrismo.