PG, HARVARD, LA CHIESA: ABBASSARE LA QUALITÀ FA FALLIRE….

19 Gennaio 2020 Pubblicato da --

 

Marco Tosatti

Carissimi Stilumcuriali, Pezzo Grosso è andato a messa, e ne è tornato, immagino con la testa che gli ronzava…ha pranzato rapidamente e sobriamente, e si è messo a scrivere. Così ci ha mandato questa riflessione calda e piccante come un hot dog (capirete il perché del riferimento)…Buona lettura, e meditate. 

§§§

Nell’omelia alla messa di stamattina il sacerdote ha fatto una lunga considerazione sulla divisione che esiste all’interno delle religioni (che implicitamente dovrebbero avere uno stesso dio), all’interno di quelle monoteiste (fatto più grave), all’interno di quelle cristiane (fatto gravissimo) e persino all’interno del cattolicesimo, dove frange minoritarie di tradizionalisti si oppongono al Pontefice (fatto imperdonabile).

Perciò, ha concluso, dobbiamo capire ed operare di conseguenza. Non convertendo, bensì uscendo, ascoltando, comprendendo e aprendosi.

Vorrei proporre una similitudine, che spero possa essere comprensibile, apprezzabile ed utile.

 

All’Università di Harvard, si racconta la seguente storiella agli studenti del primo anno di MBA per stimolarli a non fare “i pierini” appena appreso lo strategic portfolio (le basi cioè della strategia).

Per stimolarli a intendere che, sbagliando diagnosi strategica e agendo di conseguenza, si provocano proprio i misfatti che si sarebbero voluti evitare al momento in cui si son prese decisioni.

La lezione (che anticipo) per noi cattolici è che, sbagliando la diagnosi morale su come il mondo pretende di essere evoluto grazie alla scienza e alla tecnica; pensando di dover quindi relativizzare la propria fede perché non venga rifiutata dal mondo o per non scontrarsi con altre fedi; bene rischiamo non solo di perdere la fede stessa, ma anche di non servire più a nulla, non produrre più nulla di buono per il prossimo.

Con un maggior rischio di venir disprezzati dalle altre fedi che ci conquisteranno. La storiella su cui riflettere è questa (la sintetizzo al massimo).

Siamo in USA, anni ’50, un geniale immigrato europeo, con gran senso di imprenditorialità, avendo capito come soddisfare i bisogni del lunch (pranzo) degli impiegati di Wall Street, avvia una attività di vendita ambulante (con il carrettino) di hot dog.

Si approvvigiona delle migliori materie prime (salsicce, pane e senape), stabilisce prezzi più che adeguati ed è gentile e servizievole.

Dopo un decennio è il leader incontrastato di Wall Street, ci sono file lunghissime (ma soddisfatte rapidamente ) ai suoi, ormai tantissimi, carrettini.

Un suo collaboratore entra in lite (per questione di soldi) con lui e con un pretesto avvia una attività concorrenziale, ma low cost.

Passano altri 10 anni, il nostro imprenditore manda il figlio a studiare ad Harvard nell’intento di fare un progetto di crescita e quotare in borsa l’attività fiorente (nonostante il competitore low cost).

Il figlio esce laureato da Harvard, il padre gli chiede di fare analisi strategica e piano strategico del loro business, competitori e successo futuro. Il figlio dopo 6 mesi convoca il padre e gli spiega che il loro business è insostenibile in futuro, destinato a fallire. Wall Street è cresciuta e cambiata. I loro clienti tradizionali, secondo la sua diagnosi (sbagliata), avranno meno soldi da spendere, stanno diventando meno pretenziosi, ricevono da parte loro una qualità troppo superiore al prezzo, ma non solo. Il primo concorrente low cost, continua ad avere quota di mercato ed a crescerla in altri segmenti offrendo prodotto sempre più scadente. Altri concorrenti, a sempre maggior low cost, sono apparsi a tutti gli angoli delle strade.

E’ ora di cambiare modello di business adattandosi al mercato anziché guidarlo, perciò: minor qualità materie prime e dei prodotti, minor servizio e perciò minori prezzi, più competitivi dei concorrenti. Conclusione, dopo altri 6 mesi, chiude bottega. E il commento finale del figlio è: papà te lo avevo detto che questo business era insostenibile….

Spero di aver illustrato la similitudine della nostra chiesa, che già subì la concorrenza della riforma protestante e poi non capì le sfide del mondo moderno, adattandosi anzichè influenzarlo insegnando che la morale cattolica è la migliore,la più vera e valida, indispensabile in ogni tempo e circostanza. Adattarsi a supposte pretese del mondo significa ammettere che non si è stati capaci di “formare “ l’uomo a saper vivere nel mondo senza diventare mondano. Non si è riusciti a convertirlo. La realtà è solo il risultato di cattiva dottrina e magistero. Riconoscere che tutte le religioni son uguali significa non solo aver perso la fede e decidere di voler perdere l’uomo, ma significa esser disintermediati da fedi con un dio relativo,da fedi senza dio, da non fedi. Perciò oggi questo mondo, deluso da una chiesa che dimostra di pensare così, trova ragioni di speranza in un risveglio di Ratzinger, in una dichiarazione di fede di Sarah, in una denuncia di Viganò. Ed esulta.

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Questo articolo è stato scritto da Marco Tosatti

21 commenti

  • Avatar PIERO LAPORTA ha detto:

    Non so chi sia PG ma sottoscrivo sillaba per sillaba

  • Avatar Iginio ha detto:

    Segnalo una perla dell’illustre storiografo Daniele Menozzi: nel postConcilio secondo costui papa Giovanni Paolo II e papa Benedetto XVI avrebbero operato una ripresa dell'”ottica intransigente” legando pace e ricostruzione di una società a guida cattolica. Mentre invece finalmente con Bergoglio si parla dietica e di “nonviolenza attiva” (!!!).
    Insomma, secondo il cattedratico nonché accademico, se uno dice che solo Dio può dare la pace, in realtà vuole una “società a guida cattolica”. Secondo lui, chi parla di Dio lo fa per ideologia.
    Qualcuno spieghi al cattedratico che Dio è personale e non un’ideologia. E qualcuno spieghi a pliniani e affini che con le loro fantasticherie su imperi e aristocrazie fanno il gioco dei personaggi alla Menozzi (cioé Melloni, Faggioli ecc.).

  • Avatar Nicola Buono ha detto:

    Sono in disaccordo riguardo le tre ultime righe dell’articolo. Mi spiego : siamo solo noi brutti sporchi e cattivi tradizionalisti e coloro i quali ascoltano e seguono la LEGGE MORALE NATURALE che esultiamo per i tre guerrieri della Fede, cioè Ratzinger, Sarah e Viganò. Il Mondo invece esulta per questa nuova Chiesa 2.0 perché non si pone in posizione di superiorità rispetto alle altre Religioni ma SOPRATTUTTO perché NON CHIEDE AL MONDO DI CAMBIARE. I fetentoni per questa Chiesa 2.0 , sono sopratutto COLORO CHE NON VOGLIONO E NON ACCOLGONO I CLANDESTINI, COLORO CHE INQUINANO E NON FANNO LA DIFFERENZIATA, QUELLI CHE FANNO PROSELITISMO, I RIGIDI NELLA DOTTRINA, QUELLI CHE DIFENDONO L’IDENTITÀ BIANCA, EUROPEA, OCCIDENTALE ED ITALIANA , I TRADIZIONALISTI ecc ecc . E questo nuovo atteggiamento piace al Mondo.

    • Avatar IMMATURO IRRESPONSABILE ha detto:

      Si’, Lei ha ragione, ma questa ennesima agenzia mondiale per ” un mondo migliore” da costruire con l’ alleanza delle religioni, presto, molto presto stufera’ e annoiera’ anche coloro che oggi sembrano entusiasti. Figuriamoci poi i musulmani quanto si faranno convincere da progetti “globali” educativi (!). Quanto al disarmo…..che dire…anche qui, siamo un po’ troppo “vintage”; il primitivismo neo-pagano, forse potra’ durare un po’ di piu’; si potrebbe rispolverare l’ estinzione delle api, quella delle lucciole (ciellini, fatevi sentire!), la caccia alle balene……mah, Avvenire potrebbe anche camparci per qualche mese, ma e’ tutta roba riciclata. Ci vorrebbe qualche trovata piu’ originale….culti solari, astrali…No, non c’e’ nulla da fare, quando la Chiesa (visibile) tenta di inseguire il mondo, arriva sempre seconda.

  • Avatar IN DIFESA DI RATZINGER ha detto:

    Visto che in questo topico si invoca il risveglio di Ratzinger e che qualcuno (Rossano e Emma) continuano a pubblicizzare il teologo dilettante Radaelli, che ha come scopo nella vita di dimostrare che Ratzinger è un eretico (prima, durante e dopo il papato), riporto le sue parole perché tutti possano leggerle e prendere le distanze da quel personaggio.
    Scusino la prolissità, ma Ratzinger può piacere come non piacere però non si può dargli dell’eretico né fare pubblicità a chi lo definisce così.
    Vostro Brucomela.

    Radaelli:
    Cos’è il “Ratzingerismo”? Il “Ratzingerismo” è un’eresia, anzi, meglio, un insieme, un coacervo di eresie, velato, nascosto, subdolo, che non vuole farsi riconoscere, ma vuol passare per una professorale illustrazione, tra le tante, della verità, ed è così che si è diffuso in cinquant’anni nella Chiesa: navigando sott’acqua senza farsi vedere, senza far parlare di sé, ma ammantellandosi di ogni espediente per non farsi scoprire di essere, nel suo nucleo ideologico centrale, la più raffinata e completa falsificazione della Redenzione mai concepita.
    Come dire: davvero una Redenziuncola da nulla.
    Il “Ratzingerismo” infatti, nel suo nucleo centrale, è un’eresia che debilita, dimezza, dissecca e prosciuga la Redenzione, e con tale dimezzamento debilita e dissecca la fede – la dottrina contenuta nel Credo cattolico –: lo fa punto per punto, metodicamente, la smolla e derubrica in un soggettivistico fideismo storicistico, hegeliano, marcatamente antimetafisico, di stampo chiaramente tutto semiprotestante.

    Il “Ratzingerismo” è l’esito finale dello svaporamento metodico, circostanziato, ma studiatamente sotterraneo, di tutti i “picchi di drammaticità” presenti nella santa catena che dà vita all’Economia della Redenzione, o Soteriologia; svaporamento che possiamo raccogliere in dieci punti nevralgici:
    1), soppressione dell’abisso che distanzia l’uomo da Dio;
    2), scomparsa, o quantomeno evanescenza, del diavolo;
    3), perdita della legge di Dio, di conseguenza del peccato come infrazione al volere di Dio e dunque come offesa a Lui Dio;
    4), cancellazione del conseguente sdegno (o ira) di Dio;
    5), cancellazione del liturgico Olocausto di Dio Figlio a Dio Padre, causa prima e sostanziale dell’Incarnazione;
    6), cancellazione della riconciliazione dell’uomo con Dio, attuata dall’Olocausto di Cristo;
    7), cancellazione del conseguente riscatto dell’uomo dalla morte e dall’Inferno (che non solo è vuoto, ma neppure c’è);
    8), “dimenticanza” della grazia come mezzo efficace per riconciliarsi, in Gesù Cristo (e, in Lui, nella Chiesa) con Dio;
    9), cancellazione del premio di gloriosa resurrezione anche corporale a chi abbraccia, nella fede della Chiesa, Gesù Cristo;
    10), cancellazione di Inferno, Purgatorio e Paradiso (tutti saranno Beati, e tutti vivranno « nella memoria di Dio »).

    Come già il Luteranesimo, anche il “Ratzingerismo” è un’eresia “strutturata”, totalizzante, omnicomprensiva. Sicché, avendo il suo nucleo irradiante nella Redenzione, può essere chiamata anche “Redenzione debole”, o “minuscola”, o “leggera”, o “sfaldata”, o “evaporata”, che in realtà, alla fine, non è altro che una “non-Redenzione”: è il nascosto “annullamento di fatto” della santa e divina Redenzione.

    • Avatar Errata corrige ha detto:

      Rossano : Tossani

      • Avatar Adriana ha detto:

        Bruco nella mela ,
        con tutto il rispetto , se insiste a trattare questo argomento, non è sufficiente proporre un elenco di conclusioni ma è necessario affrontare le argomentazioni ( e le fonti ) , controbilanciandole con altre argomentazioni ( e citazioni di fonti ) onde esporre le proprie conclusioni dopo averle motivate . Mi pare che oggi l'” elenco dei libri
        proibiti ” sia passato di moda .

        • Avatar brucomela ha detto:

          Buondì Adriana,
          se qualcuno vuole approfondire, bilanciare e controbilanciare le affermazioni di radaelli contro ratzinger teologo e papa, si leggesse i suoi articoli e si comprasse i suoi libri.
          Non è compito mio fare il difensore del Papa Emerito, né sarei in grado di farlo, né ha bisogno che qualcuno lo difenda.
          Il mio intervento era motivato dal fatto che qualcuno, qui dove si parla di Ratzinger, ha iniziato a sventolare il nome di Radaelli elogiandolo ed è opportuno che chi legge sappia quale sia, in soldoni, il suo pensiero. Pi ciascuno può approfondire.

          • Avatar Adriana ha detto:

            Bruco nella mela ,
            ” non è compito mio fare il difensore di Ratzinger…”,però lei
            addirittura si firma , o meglio ,si intitola : ” In difesa di Ratzinger ” . Come la mettiamo ? Secondo il ” bipensiero ”
            può certo funzionare . Secondo logica Aristotelico-Tomistica no … Dimenticavo che quest’ultima da tempo è stata abolita in quanto ” divisiva ” .

  • Avatar stilumcuriale emerito ha detto:

    [31] Un’altra parabola espose loro: “Il regno dei cieli si può paragonare a un granellino di senapa, che un uomo prende e semina nel suo campo.

    [32] Esso è il più piccolo di tutti i semi ma, una volta cresciuto, è più grande degli altri legumi e diventa un albero, tanto che vengono gli uccelli del cielo e si annidano fra i suoi rami”.
    (Mt 13, 31-32)

    Ergo, se la Chiesa di Roma anzichè espandersi si contrae, lì non vi è più il Regno di Dio.

  • Avatar emma ha detto:

    in pratica : L’UNIVERSITà LATERANENSE E LA PONTIFICIA ACCADEMIA DELLE SCIENZE son l’equivalente di Harvard. l’immigrato imprenditore che faceva i buoni hot dog era Benedetto XVI, il figlio che ha fatto fallire il business è Francesco. Il primo spin off a low cost è Lutero. Gli impiegati di wall street che prima mangiavano bene e ora mangiano merda son i cattolici. Ma nessuno si è incavolato ? Solo Viganò e ora Sarah ? Ma una domanda più cattivella . Perchè il vecchio imprenditore Benedetto XVI , ha permesso ao figlio scemo di cambiare busìness model , fallire e far mangiar merda agli impieati di WS ?

  • Avatar Antonio Cafazzo ha detto:

    Stimato Dr. Tosatti, non so come inviare al Dr. Laporta un ulteriore chiarimento dopo il mio commento di ieri all’articolo di Laporta sul “comunismo morto”. Non voglio ingolfare questo sito di per sé già “affollato” (come ha detto ieri il dr. Laporta). Per favore faccia “il postino”. E’ la traduzione di un passo dell’editoriale di F.J.Losantos apparso oggi sul suo sito (https://www.libertaddigital.com/opinion/federico-jimenez-losantos/los-hijos-no-son-de-los-padres-son-de-sanchez-y-sus-trillizas-cacofonicas-89765/) che conferma la mia opinione che il comunismo non è “morto” ma “camaleonte”. L’editorialista del sito spagnolo commenta l’affermazione del neo-governo spagnolo: “I figli non sono proprietà dei genitori. E’ lo Stato che deve “velar” per loro (“prendersi cura“)”.
    (Per celiare un poco su un tema purtroppo molto serio aggiungo -qui- una piccola ironia: giuro che io e Losantos non ci frequentiamo, non scriviamo a quattro mani e non abbiamo “segretari” imbuto).
    ……..
    “La vittoria del marxismo culturale
    … un saggio, nel secolo scorso, annunciò che i comunisti del futuro si sarebbero chiamati antifascisti. L’ha detto prima che Hitler e Stalin firmassero l’accordo per dividere la Polonia e l’Europa orientale, lasciando libero il regime nazista di prendere l’Occidente. Per due anni i comunisti di tutto il mondo lodarono il regime “dei lavoratori tedeschi” e acclamarono i loro successi contro la plutocrazia capitalista franco-britannica. E se Hitler non avesse attaccato l’Unione Sovietica, avrebbero continuato.
    Ma la prima cosa che fecero le democrazie dopo aver sconfitto i nazisti fu cancellare quei due anni di totale complicità tra i due totalitarismi. Basta guardare il documentario dell’angelico Frank Capra, uno dei cinque che furono girati per la propaganda militare americana nella seconda guerra mondiale, lodando la “lotta per la libertà” dell’esercito di Stalin. Gli americani non hanno neppure capito il carattere comunista di Mao, né quello di Fidel Castro, né quello di Chavez, né quello di Deng Xiaoping, né quello di Putin. E se gli Stati Uniti, che hanno difeso militarmente le democrazie liberali per sessant’anni, non hanno mai capito la natura del comunismo, come lo faranno queste democrazie protette, viziate e ingrate?
    Tuttavia, la vittoria del marxismo culturale sta superando di gran lunga il marxismo politico. Una delle sue schiaccianti ideologie, insieme al femminismo, all’animalismo e all’ecologismo, è l’annullamento della famiglia come punto di riferimento di legittimità in ogni organizzazione sociale, sia per quanto riguarda i valori religiosi e morali, sia per la più elementare differenziazione dei sessi, che è quella biologica. Tutto parte, sempre, dal negare la proprietà e la libertà di difendere le persone e le famiglie. Bisogna delegittimare l’individuale, per egoista, e il familiare, per antica. Si dice che ci sono “altre forme di famiglia”…”

  • Avatar Pier Luigi Tossani ha detto:

    sisi, vabbene.

    Il prof. Radaelli, qui

    http://www.unavox.it/ArtDiversi/DIV3057_Radaelli_Ordalia_dottrinale.html

    …al fondo della questione…

    • Avatar emma ha detto:

      Radaelli è uno che ha capito tutto ,ma proprio per questo lo hanno demonizzato . Non lo invitano neppure a parlare ai convegni .

  • Avatar Gabriele ha detto:

    Parlando di hot-dog, bisogna dire che il würstel nell’attuale gerarchia ecclesiastica è molto apprezzato 😂

  • Avatar Maria Cristina ha detto:

    Ricordiamo la frase riportata da Scalfai ed attribuita a Bergoglio: ognuno deve seguire la sua coscienza , la sua idea di bene e di male” . Questo significa dire che la coscienza soggettiva deve essere la norma , quando invece sono i principi della Chiesa che devono essere insegnati dalla Chiesa stessa come norma e la norma ha sempre come fine la salvezza.
    Da madre et magistra la Chiesa si fa semplice “ accompagnatrice” dell’ umanita’ moderna, pensando che il benessere materiale, il togliere ogni problema materiale all’ umanita’ , sia la sua missione. : e’ come se un medico di fronte al paziente nn facesse ne’ diagnosi ne’ desse indicazioni precise di terapia , ma si limitasse ad “ accarezzargli la mano” e sorridergli o al massimo dare un oppiaceo per accompagnarlo alla morte.
    Ma Il paziente vuole una precisa diagnosi e una precisa terapia, che lo facciano guarire, non un semplice accompagnamento alla morte!
    E cosi’ l’ uomo moderno, cosi’ infelice , ansioso, confuso perche’ solo ed abbandonato al nichilismo che si cela sotto ogni relativismo ( la “propria idea di bene e di male “finisce per essere quella che decide il pensiero unico dominante ) vuole dalla Chiesa il discorso chiaro, preciso, sulla salvezza , sui grandi interrogativi morali , sul bene e sul male, non vuole essere solo accompagnato all’ inferno da una Chiesa cattolica ormai incapace di insegnare nulla, ormai al rimorchio del pensiero unico dominante.
    La strategia fallimentare dell’ attuale vertice ecclesiastico e’ sotto Gli occhi di tutti: Messe frequentata solo da vecchi, seminari vuoti, crollo dei matrimoni cattolici che sono ormai meno di quelli civili, denatalita’ , immoralita{ dilagante. In una situazione disastrosa i nostri attuali teologi e preti non sanno dire altro che “ dialogo” , come se il dialogo risolvesse tutti i problemi morali, religiosi, esistenziali, spirituali. Se continua cosi’ finiranno per dialogare con se stessi , davanti allo specchio, in chiese sempre piu’ deserte e diroccate dove alleggia il vacuo Nulla dell’ autoreferenzialita’ .
    Lo Spirito Santo abitera’ altrove , nel “ piccolo resto” di Israele che sara’ rimasto fedele all’ alleanza con Dio e alla Legge Divina.

  • Avatar Giovanni Giuseppe Marcolini ha detto:

    Semplificando: se la Chiesa non porta in Paradiso fallisce.

  • Avatar Gino ha detto:

    Nel caso del Cattolicesimo il prezzo è già stato pagato. Il meglio, anzi l’ottimo è già nostro.
    Laudetur Jesus Cristus