L’AVENTINO PERSONALE DEI MUSICISTI DOPO IL CONCILIO.

5 Gennaio 2020 Pubblicato da --

 

Marco Tosatti

Cari Stilumcuriali, il M° Aurelio Porfiri prosegue con le sue riflessioni sulle conseguenze della Sacrosanctum Concilium sulla musica sacra, e sul delicato e complesso legame con la liturgia. Buona lettura.

§§§

“Non senti Tu, o Signore, i giorni miei

cadere nel passato

siccome le pietruzze di corrente?

Che lunga vita dovrei avere mai

per costruir con esse il divenire? (…)

Dimmi, o Signore, dimmi dove vanno

le pietruzze portate dal torrente?

Forse all’estuario ci sei Tu?”

(Luca Ghiselli, in « Poesie di Dio », a cura di Enzo Bianchi, Einaudi Tascabili, pag. 27)

§§§

Uno dei problemi più evidenti, in seguito alla promulgazione della Sacrosanctum Concilium, è stato quello che ha riguardato il canto gregoriano e la polifonia che, di fatto, hanno subito un colpo durissimo dalla riforma liturgica. Giusto o sbagliato, inevitabile o necessario? Queste domande e molte altre si sono rincorse lungo tutti questi 40 anni. Molti musicisti si sono sentiti offesi ed esclusi, altri hanno gridato al sacrilegio e si sono ritirati nel loro personale Aventino.

Ma come i transfughi “aventiniani” del ventennio hanno commesso un errore fatale: quelli hanno lasciato  mano libera a Mussolini e ai suoi che non chiedevano niente di meglio (e, per amor di esattezza storica, c’è da dire che gli stessi deputati che abbandonarono il parlamento per protesta alle maniere “rudi” dei fascisti, riconobbero che così facendo li avevano lasciati padroni completi della situazione); i nostri musicisti hanno lasciato campo libero a ogni tipo di distorsione della Sacrosanctum Concilium.

Il discorso qui, sia detto in anticipo è molto complesso, in quanto si intrecciano problemi storici, pastorali, artistici, liturgici…Per capire bene dobbiamo per forza interrogare la storia e cercare di soppesare gli elementi che ne risulteranno per farci un’idea sul come e perché è avvenuto tutto ciò. C’è intanto da dire che questi due gloriosi repertori oggi subiscono un destino curioso: sono messi da parte nella stragrande maggioranza delle celebrazioni liturgiche ma vivono un tempo di grazia per quanto riguarda gli studiosi e gli appassionati che li (e-)seguono sempre di più. Per il gregoriano gli studiosi più aggiornati vanno sempre più alla radice di ogni neuma per scoprirne l’intima ragione e sottopongono questo canto ad una attenzione veramente approfondita. Per la polifonia rinascimentale, cori specializzati e non, da tutto il mondo, si gettano alla riscoperta di questo grande repertorio proponendolo in esecuzioni “autentiche” (ma su questo termine, in area anglosassone e non, si è sviluppato da decenni un interessante dibattito); è di questi ultimi anni, l’iniziativa ad altissimo livello scientifico, della terza opera omnia (dopo quelle di Casimiri e Haberl) delle composizioni di Giovanni Pierluigi da Palestrina, il “principe della musica”, una delle glorie più grandi dell’arte italiana. A questa iniziativa scientifica si sono affiancate delle incisioni discografiche curate da un coro speciale costituito in seno al coro grande dell’Accademia di Santa Cecilia. La durata prevista del progetto è di 20 anni. Ora, non si vuole affermare che questo tipo di interpretazione della musica del grande compositore sia per forza la migliore o la più autentica, ma comunque denota un interesse sempre presente sull’opera di questo grandissimo italiano. Un interesse, spesso più vivo nell’ambito laico che in quello cattolico, anche se questo sembra un controsenso, visto che la musica di questo grande autore è stata per la stragrande maggioranza composta per la liturgia cattolica. Ma la Chiesa di oggi sembra vivere con disagio questa grande eredità, come qualcosa di cui doversi quasi vergognare, un errore terribile.

Partiamo però, dagli articoli della SC. Essi sono i numeri 116 e 117 e dicono: “116. La Chiesa riconosce il canto gregoriano come canto proprio della liturgia romana; perciò nelle azioni liturgiche, a parità di condizioni, gli si riservi il posto principale.

Gli altri generi di musica sacra, e specialmente la polifonia, non si escludono affatto dalla celebrazione dei divini uffici, purchè rispondano allo spirito dell’azione liturgica, a norma dell’art. 30.

  1. Si conduca a termine l’edizione tipica dei libri di canto gregoriano; anzi, si prepari un’edizione più critica dei libri già editi dopo la riforma di S. Pio X.

Conviene inoltre che si prepari un’edizione che contenga melodie più semplici, ad uso delle chiese più piccole.” Questi celeberrimi articoli hanno fatto disputare in lungo e in largo, e non senza ragione. In effetti il significato immediato sembrerebbe uno e uno solo: il canto gregoriano e la polifonia (qui intesa in un senso più largo rispetto al solo Rinascimento, che comunque rimane il modello esemplare) vengano preferiti ad altri generi di musica “sacra” che pure non sono da escludere. Una lettura più attenta, anche in senso storico, rivelerà alcune particolarità che ci faranno riflettere. Intanto dobbiamo chiarirci le idee su dei punti. Questi due repetori, dalla fazione “conservatrice”, vengono spesso presentati come la manifestazione più nobile della tradizione musicale della chiesa (che lo stesso documento, all’articolo 112, definisce come “patrimonio di inestimabile valore”). Allora vediamo cosa intendere più precisamente per canto gregoriano, per polifonia e, soprattutto, per Tradizione. Non intendo dimostrare cose clamorose, solo riprendere un senso meno incrostato dalla storia della parola Tradizione, perché questi repertori non hanno bisogno del mito storico che gli è stato costruito addosso per dimostrare la loro validità; e tantomeno ne abbiamo bisogno noi. Credo bisogna riflettere in modo sereno e pacato sulla ragione per cui la Chiesa ha ritenuto di dover indicare questi repertori come esemplari, anche se non esclusivi. Ovviamente, le letture di parte sono sempre molto fuorvianti, non offrono il quadro di insieme che è spesso utile per capire la questione nelle sue più recondite sfaccettature. Certo, non capire che il canto gregoriano e la polifonia devono essere una parte importante della liturgia cattolica, è comunque privarsi di un modello fondamentale per capire lo sviluppo stesso della liturgia. L’opposizione che si è venuta a creare negli ultimi decenni all’uso di questi repertori, nel modo in cui esso è possibile dalle attuali esigenze liturgiche, ha esacerbato gli scontri. Purtroppo, l’intolleranza di una parte non è stata compensata da meno intolleranza dall’altra parte. C’è stato uno scontro di intolleranze, fra i difensori ad oltranza della “tradizione musicale“, e coloro che invece pensavano che la salvezza della Chiesa sarebbe stata nel liberarsi della stessa. Tutti e due in fondo non centravano il vero punto. Comunque, per capire un po’ di più dobbiamo cercare di approfondire la questione che riguarda il canto gregoriano, per cominciare. Ci vorrà un poco di pazienza, ma spero poi ben ripagata.

Aurelio Porfiri

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34 commenti

  • Adriana ha detto:

    A proposito di musica…anche Medjugorie si aggiorna .
    Al matrimonio della figlia , la veggente Mirjana ha invitato a esibirsi una pop-star ” disinvolta ” e ” aperta “, che canta gioiosamente ai matrimoni gay .

      • Iginio ha detto:

        Un tizio ebreo di Nazaret era un notorio mangione e beone in compagnia di personaggi di scarsa moralità. Ha avuto la punizione che si merita.

        • Adriana ha detto:

          IGINIO ,
          hai sbagliato identità : il tipo descritto è quella specie di parassita che , da noi , si è moltiplicato in tutti i posti di potere . E nessuno paga il fio .

        • GMZ ha detto:

          Non risulta che Gesù si sia mai ubriacato, o che fosse “rotondo”… Al limite si dica che Gesù non disprezzava i piaceri della tavola, senza insinuare che eccedesse nell’uno o nell’altro. Definirlo “beone” o “mangione” è un po’ esagerato, non trova?

          • Giorgio ha detto:

            Io non trovo proprio. Per me è solo una bestemmia! Chi afferma questo di Gesù, non lo conosce, non lo ha mai conosciuto! Dal Vangelo solo i Protestanti tirano fuori una “boiata” del genere, come tante altre cose che pur non essendo scritte da nessuna parte, loro trovano ugualmente il modo di tirarle fuori!

          • Iginio ha detto:

            Peccato che proprio Gesù stesso citasse questa critica a Lui con questi stessi termini: vedi Mt 11,16-19 (significa: Vangelo secondo Matteo, capitolo 11, versetti dal 16 al 19).
            Un’altra volta, prima di sputare sentenze, studiate e riflettete. Non è che alle idiozie cattoprogressiste si possa replicare con altre idiozie anche se di segno opposto. E soprattutto, se non conoscete nemmeno la Bibbia, evitate di sentenziare in materia di religione.

        • MARIO ha detto:

          @ Iginio
          Porta pazienza! Siccome l’articolo di A. Porfiri parla di musica sacra per celebrazioni liturgiche, queste qua confondono persino cena eucaristica con pranzo di matrimonio…

          • L'aiutante di mario ha detto:

            …oltre a confondere mense per i poveri con taverne per ubriachi che ballano sui tavoli.

          • Adriana ha detto:

            Mario ,
            assolutamente no . Facevo notare il divario tra la mistica e la pratica da parte di personaggi che grazie alle visioni hanno accumulato tanto da poter pagare musicisti ” camp”

      • Maria Grazia ha detto:

        @ADRIANA – Grazie Cara per il contributo. Non ne ero a conoscenza e non riesco a capire il motivo per cui Mirjana l’abbia ingaggiata. Senz’altro ne conosceva le caratteristiche e non credo che alla festa del matrimonio della figlia la cantante abbia intonato le Litanie della beata Vergine Maria!!!

  • GMZ ha detto:

    Ma in una stessa Messa N.O., come possono convivere il “Veni Creator” e “Pace a te” o “Evenu Shalom”? Son curioso di sapere che ne pensa il buon Porfiri!

  • Iginio ha detto:

    Caro maestro,
    il tema da lei posto è quanto mai opportuno ma la spiegazione è semplice: nei meravigliosi anni ’60 esplose la categoria dei mitici “giovani” con mode annesse e connesse. I suddetti “giovani” avevano – fatto nuovo per la storia – una notevole quantità di tempo libero e uno dei modi per impiegarlo era la musica: non musica seria, però, bensì canzonette e simili. A tutto ciò si aggiunse l’effetto “rock and roll”, poi quello “beat”. Nel nostro beneamato Paese la maggior parte della popolazione veniva da secoli di ignoranza (anche a livello di istruzione elementare) e per la prima volta si sentiva dire: adesso il mondo è cambiato, c’è il progresso, siete importanti anche voi, diventerete ricchi, buttate a mare il vecchiume di quando il mondo era arretrato. Il nuovo consisteva poi in verniciature di socialcomunismo variamente declinato e in mode consumistiche di origine americana imperniate sui suddetti mitici Giovani. E fu così che non solo gregoriano e polifonia, ma anche, per esempio, l’opera lirica, la canzone melodica, le bande di paese e via dicendo vennero buttati a mare. Non sia mai che qualcuno venga marchiato come antiquato e nemico del nuovo.
    Tutto ciò, naturalmente, con sfumature. Non a tutti i veri giovani di allora piaceva il nuovo che incombeva. E’ da discutere poi l’equiparazione tra gregoriano e polifonia: a suo tempo, lei m’insegna, anche la polifonia sembrava un’innovazione ardita e discutibile.
    Ma, tornando al tema “giovani”, da tempo su questo blog e altrove in precedenza avevo tentato di punzecchiare i vecchietti ex giovani che ci scrivono, chiedendo loro: ma quando veniva cambiato tutto, dove eravate voi? Che facevate? In genere non rispondono oppure brontolano che avevano da lavorare e non potevano occuparsi d’altro. Quindi il danno è stato fatto allora. Che costoro se ne scandalizzino oggi è tempo perso o ipocrisia: bisognava intervenire allora. A me e quelli come me è toccato in sorte un mondo già rovinato. Grazie ai mitici Giovani e alla loro intelligenza che cambia il mondo.

    • deutero.amedeo ha detto:

      Caro all’epoca io ero dalla parte dei genitori che lottavano per salvare i figli dal disastro, ma c’era poco da fare. Per il resto io, come i miei colleghi, dovevamo salvaguardare le nostre gambe dalle pallottole dell’estrema sinistra tipo Lotta Continua, Potere Operaio, Brigate Rosse e simili. Si fa presto a criticare, ma a volte è necessario aver provato per credere. Ad meliora.

      • Iginio ha detto:

        Negli anni Sessanta il terrorismo non c’era. Il nuovismo e il giovanilismo però sì.

        • deutero.amedeo ha detto:

          Negli anni 60 c’ero anch’io ed ero padre di una studentessa liceale. Possibile che tu sia così zuccone da credere di poter insegnare a me che cosa furono gli anni dal 1968 al 1980 ?
          Prima del 68 i figli erano ancora ubbidienti ai genitori e nella chiesa si cominciavano a vedere i cambiamenti del post concilio, ma non c’era il caos che c’è oggi. E qui termino perchè siamo completamente OT.

          • Iginio ha detto:

            Allora:
            1. gli insulti tieniteli per tua figlia e i suoi insegnanti, caro reduce (bifolco) degli anni Sessanta;o forse stai imitando i tuo coetaneo Bergoglio quando si arrabbia con chi lo critica?
            2. hai letto e compreso bene quello che ho scritto? Temo di no, anche se io non ti chiamo “zuccone” perché ho rispetto degli anziani e dei loro declini cognitivi. Ho scritto che i danni sono avvenuti quando voi c’eravate e quindi quelli come me li hanno ereditati. Potevate intervenire allora; lagnarvi oggi è del tutto inutile o ipocrita, a seconda dei casi. Se non siete stati capaci di intervenire allora, che cosa pretendete di fare oggi? Giusto sputare cachinni contro chi ha ereditato la situazione creata da voi.
            Che cavolo c’entrano le Brigate rosse con gli anni Sessanta, quando tutti pensavano a fare baldoria coi Beatles e Rita Pavone?
            Passo e chiudo.
            P.S. Quando ero bambino e ragazzo negli anni Ottanta, era pieno di adulti (coetanei di questo qui), preti compresi, che sentenziavano: ma pensa a divertirti, che cosa stai a studiare a fare… Ecco i risultati.

          • supporter ha detto:

            GAGLIARDO!!! GRANDE IGINIO!!! VADANO A NASCONDERSI!

    • GMZ ha detto:

      Caro Iginio,
      faccio appello alla Sua pazienza per farLe notare che noi giovani di allora si brontolava per il mondo che ci avevano lasciato in eredità i giovani che ci avevano preceduto.
      Per fortuna adesso ci sono i “giovani di oggi”, fatti di ben altra pasta, che hanno trovato modi più fantasiosi per non muovere un dito ed incrociate le braccia: solo che adesso “fare niente e brontolare su internet” si chiama “attivismo”… 😉
      Ops, ho un déjà vu!

      • supporter ha detto:

        Scusa…se i giovani degli anni 60 si incolpavano quelli che erano giovani 30 anni prima finiamo ai tempi di Pio Xi e allora spiegami cosa c’entrano Vaticano II e tutto ciò che dite degli anni 60?!?!?

  • Corrado ha detto:

    Scusate se mi ripeto: durante la Santa Comunionen sarebbe possibile avere un poco di silenzio per poter essere concentrati nel colloquio intimo con Gesù?
    Voi non ne siete disturbati?
    Se si vuol lodare il Signore con canti e inni, ci sono momenti più adatti.

    • Giorgio ha detto:

      Concordo pienamente con Corrado. Nella parrocchia che frequento io (faccio l’aiuto organista!) purtroppo non c’è nessuna attenzione all’incontro con l’Ospite Divino, che viene ricevuto materialmente sulle mani e (chi è più … retrogrado) direttamente sulla lingua, ma che si fa di tutto per “scacciarlo” dai nostri pensieri! Come? Cantando, soprattutto alla Comunione e concludendo la Messa con un “bel canto”! E’ mentalità (acritica) comune che “chi canta prega due volte”. A me, per mia personale esperienza, risulta che chi canta distoglie la sua attenzione da quello che sta facendo, sia in ambito profano che in ambito religioso. Ho cercato ripetutamente di far presente i problema ai sacerdoti del momento ma non è successo mai nulla. Un sacerdote (?), che a fine Messa – notare la finezza – era uscito per fumarsi una sigaretta, aveva risposto al mio problema dicendo: “Voi laici avete la pretesa di insegnare a noi il nostro mestiere!” Bisogna aggiungere altro per significare la mia amarezza? Nonostante si voglia far credere il contrario, a me sembra che la celebrazione della Messa, sia sempre di più una azione burocratica da celebrare velocemente, magari aggiungendo dei canti per suscitare un po’ di emotività che non guasta mai!

  • Viva Anguera ha detto:

    Per MARIO e CARLONE; ZANCHETTA e GALANTINO; PAGLIA, CARBALLO e PADREPASQUALE;
    e per tutti quelli che negano l’evidenza in quanto ignari, ottusi, allocchi, succubi, collusi o leccapiedi.
    Una dedica speciale per il SOMMO ILLUSO e i suoi MISEREVOLI PASDARAN,
    in particolare quelli che – lautamente stipendiati – operano presso la CIVC-SVA.
    https://cronicasdepapafrancisco.files.wordpress.com/2019/09/08-bergoglio-ombra-2.jpg
    http://www.congregazionevitaconsacrata.va/content/vitaconsacrata/it/congregazione/organigramma.html

    DAI MESSAGGI MARIANI di ANGUERA:
    https://www.apelosurgentes.com.br/it-it/mensagens/
    https://gloria.tv/video/s6UVTaQQhfGY3Du7ixyPKvpPc
    «Camminate per un grande naufragio nella fede. […] Qualunque cosa accada, rimanete fedeli al vero Magistero della Chiesa di Mio Figlio Gesù» (Messaggio, 4 genn. 2020).

    Madre Santa, ti offriamo tutte le nostre sofferenze fisiche e morali: fa che questo calvario della Chiesa si abbrevi il più possibile! Cadano le maschere e ritorni il sereno!

  • Stefano ha detto:

    Il tracollo della qualità musicale è stato indotto anche dall’ introduzione della Messa novus ordo che ha cambiato la prospettiva da azione liturgica verso Dio a spettacolo del celebre ante nell assemblea del fedeli . Essi devono esprimersi in canto nelle forme più semplici ritmiche e senza alcun valore di lode al Signore ,un accumulo di sensazioni, buoni sentimenti , ovvietà cosmiche ,un mieloso frullato da spalmare nei momenti vuoti dove il prete/presentatore non parla . Il tutto condito dalla onnipresente chitarra espressione culturale degli anni 60/70. A volte mi chiedo come sia possibile che dei testi così assurdi possano venire eseguiti , soprattutto nel contrasto con la profondità e la bellezza poetica dei testi dei canti i gregoriani .

    • Adriana ha detto:

      Stefano ,
      toccato ! Il celebrante è diventato un enterteiner .(intrattenitore di ” varietà ) .
      A prescindere dai meravigliosi canti gregoriani , provo a immaginare che accadrebbe se in una chiesa venisse cantato l’oratorio del ” Mosè ” : ” Dal Tuo stellato soglio…”.
      Una ” scomunica “, presumo .

    • supporter ha detto:

      “Essi devono esprimersi in canto nelle forme più semplici ritmiche”

      Eh già perché invece il gregoriano ha un ritmo che sembra il quartetto di Dizzie Gillespie……..

  • deutero.amedeo ha detto:

    A proposito di Salmi e di musica, è noto che i Salmi oltre ad essere composizioni poetiche sono anche testi che venivano musicati e cantati. Almeno una quarantina portano precise indicazioni in questo senso, del tipo:
    -Per strumenti a corda
    -maestro del coro. Per flauti
    -strumenti a corda. Sull’ottava.
    -Sul canto: “I Torchi…”.
    -maestro del coro. In sordina.
    Il salmo 150 che chiude la lunga serie non porta indicazioni musicali, ma è addirittura un invito al canto.
    [1] Alleluia.
    Lodate il Signore nel suo santuario,
    lodatelo nel firmamento della sua potenza.

    [2] Lodatelo per i suoi prodigi,
    lodatelo per la sua immensa grandezza.

    [3] Lodatelo con squilli di tromba,
    lodatelo con arpa e cetra;

    [4] lodatelo con timpani e danze,
    lodatelo sulle corde e sui flauti.

    [5] Lodatelo con cembali sonori,
    lodatelo con cembali squillanti;
    ogni vivente dia lode al Signore.
    Alleluia.
    Il connubio tra musica e preghiera pare essere molto antico…

  • IMMATURO IRRESPONSABILE ha detto:

    Mi piacerebbe conoscere l’ opinione del M° Porfiri sulla distinzione, che ho trovato in Sertillanges, tra musica sacra e musica liturgica. Quest’ ultima si limiterebbe a grgoriano e polifonia, la prima includerebbe p.es. tutta la grande musica classica e romantica, pensata all’ epoca per messe e altre cerimonie, ma che secondo il padre domenicano meglio sarebbe riservare a concerti, magari anche in chiesa. Naturalmente tutto cio’ vale in ambito V.O.

  • Ira Divina ha detto:

    Ecco la nostra preghiera da rivolgere al Signore ogni giorno. La Vigna del Signore oggi è la Chiesa Cattolica, che Il papocchio e la sua milizia di Giuda stanno devastando e facendo devastare!
    “9 Hai divelto una vite dall’Egitto,
    per trapiantarla hai espulso i popoli.
    10 Le hai preparato il terreno,
    hai affondato le sue radici e ha riempito la terra.
    11 La sua ombra copriva le montagne
    e i suoi rami i più alti cedri.
    12 Ha esteso i suoi tralci fino al mare
    e arrivavano al fiume i suoi germogli.
    13 Perché hai abbattuto la sua cinta
    e ogni viandante ne fa vendemmia?
    14 La devasta il cinghiale del bosco
    e se ne pasce l’animale selvatico.
    15 Dio degli eserciti, volgiti,
    guarda dal cielo e vedi
    e visita questa vigna,
    16 proteggi il ceppo che la tua destra ha piantato,
    il germoglio che ti sei coltivato.
    17 Quelli che l’arsero col fuoco e la recisero,
    periranno alla minaccia del tuo volto.
    18 Sia la tua mano sull’uomo della tua destra,
    sul figlio dell’uomo che per te hai reso forte.
    19 Da te più non ci allontaneremo,
    ci farai vivere e invocheremo il tuo nome.
    20 Rialzaci, Signore, Dio degli eserciti,
    fa’ splendere il tuo volto e noi saremo salvi.” Salmo 79.

  • Gino ha detto:

    Il gregoriano e la polifonia li ho conosciuti solo tramite incisioni. È necessarissimo ritornare a quella musica, perché lo strazio musicale nelle celebrazioni è una croce non cristica.
    Questo ritorno è anche.un grande arricchimento culturale e una rieducazione al bello e al piacere dell’incontro con Gesù Eucarestia.
    Mi pare fosse Stockhausen che implorasse il ritorno della messa canrata e nuovi compositori dediti a questo.
    Speriamo che i Pastori ascoltino!