DEL POZZO: PURCHÉ DAL SINODO NON ESCA UN DIO DELLE AMAZZONI…

22 Settembre 2019 Pubblicato da --

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, siamo lieti e onorati di ospitare una riflessione di Luca Del Pozzo sul Sinodo dell’Amazzonia che si svolgerà a ottobre a Roma, e di cui ieri è stata presentata la lista dei partecipanti. È un testo che non esitiamo a definire fondamentale per capire in che modo una narrazione mitologica sia stata sovrapposta alla realtà, per favorire, come di consueto ormai n questa Chiesa, alcuni luoghi comuni cari ai poteri dominanti, all’informazione mainstream, e alla retorica ecologista più fasulla. Con una cancellazione non secondaria…indovinate di Chi?  Buona lettura.

§§§

 

Per non farci mancare niente, oltre allo tsunami di interviste, commenti, libri (sì, anche libri, pensati ad hoc per il Grande Evento, in alcuni casi con titoli stravaganti tipo “Perché l’Amazzonia ci salverà”, e potrei finirla qua) in vista del Sinodo amazzone ormai alle porte, ci è toccato pure assistere, dopo le tigri sulla facciata di S. Pietro, alla proiezione stavolta sulla facciata della basilica superiore di Assisi di varie immagini dell’Amazzonia, opera di non ricordo quale famoso fotografo.

Potrei sbagliare, ma a viste umane una simile mobilitazione di mezzi uomini e risorse per un Sinodo non credo abbia precedenti. Segno evidente che da parte di certi ambienti ecclesiali c’è la precisa volontà di tenere alta l’attenzione su un appuntamento nei confronti del quale si sono concentrare tante, forse troppe aspettative.

E vedi mai che alla fine qualche volenteroso geografo non avanzi la proposta di ribattezzare il sacro fiume passando da un profano “rio” ad un più consono “dio” delle amazzoni. Battute a parte (verrebbe da ridere se non ci fosse da piangere), al netto della cortina fumogena mediatica, la domanda resta: davvero la Chiesa ha bisogno di un Sinodo sull’Amazzonia?

Intanto, qualche pillola  anti fake-news giusto per sgombrare il terreno da equivoci e leggende che la narrativa mainstream continua ad alimentare, e di cui è facile rintracciare qualche eco anche nel documento preparatorio del Sinodo.

Parliamo di una rappresentazione dell’Amazzonia che fa a sportellate con la realtà se è vero, come hanno ribadito diversi esperti in materia, che: a) l’Amazzonia produce non il 20% ma meno del 6% dell’ossigeno di cui la terra ha bisogno; b) i fenomeni degli incendi di cui anche di recente abbiamo avuto notizia sono alquanto sopravvalutati dal momento che le cifre sono in linea con la media degli ultimi quindici anni e poco sopra la media degli ultimi dieci; c) la tanto sbandierata deforestazione non sta affatto accelerando (il Foglio ha ricordato qualche giorno fa che negli anni Novanta procedeva molto più spedita di oggi, e che in ogni caso l’80% della foresta è tuttora viva e vegeta, e lotta insieme a noi).

Pochi esempi ma che tuttavia dovrebbero bastare far far raddrizzare le orecchie e aguzzare la vista tutte volte che si sentono o si leggono di catastrofi ecatombi e apocalissi varie alle porte. Un conto è la cura dell’ambiente altro è elevare l’ambiente, la “nostra Madre Terra” manco fosse la Vergine Maria, al rango di divinità.

Le conseguenze le aveva messe bene a fuoco, con la lungimiranza profetica che gli era propria, S. Giovanni Paolo II, che nel discorso ai partecipanti ad un convegno su ambiente e salute del 1997 non a caso sottolineava: “Oggi assistiamo non di rado al dispiegamento di opposte posizioni esasperate: da una parte, in nome della esauribilità e della insufficienza delle risorse ambientali, si chiede la repressione della natalità, specialmente nei confronti dei popoli poveri e in via di sviluppo. Dall’altra, in nome di una concezione ispirata all’ecocentrismo e al biocentrismo, si propone di eliminare la differenza ontologica e assiologica tra l’uomo e gli altri esseri viventi, considerando la biosfera come un’unità biotica di valore indifferenziato. Si viene così ad eliminare la superiore responsabilità dell’uomo in favore di una considerazione egualitaristica della “dignità” di tutti gli esseri viventi”.

Non meno leggendaria è la rappresentazione di chi nella regione amazzonica ci vive. Leggere per credere il superbo reportage di Rodolfo Casadei sull’ultimo numero di Tempi (“Un’altra vita per l’Amazzonia”), dove appunto, testimonianze alla mano, vengono demoliti parecchi luoghi comuni.

Con buona pace di una vulgata, pure evidente nell’Instrumentum laboris del Sinodo, sempre pronta a tessere le “lodi dell’ecocompatibile vita indigena primitiva, proposta come esempio di rapporto sano con l’ambiente” e dove “si celebra la sua ‘cosmovisione’ fatta di relazioni dirette con gli spiriti degli animali e delle piante e di riti rivolti alla Madre Terra”, la realtà vera dice che spesso e volentieri “il rito quotidiano degli indios e dei maggioritari cablocos (il nome locale dei meticci, incrocio di bianchi e indios) è quello di trascorrere alcune ore seduti davanti a una tv che trasmette una telenovela”.

Non solo. L’aspetto che più preoccupa uno dei padri missionari del Pime intervistati da Casadei, è dato dalle “aperture” del documento preparatorio al culto degli spiriti: “Non bisogna mescolare – dice p. Romanello, per vent’anni in missione in Amazzonia – i simboli, perché altrimenti si equivoca la cosa più importante: la natura del sacrificio eucaristico. Deve essere ben chiaro che il soggetto del sacrificio è Cristo, e non lo spirito della foresta”.

Per non parlare di un altro tema evidenziato da Casadei, forse ancora più pericoloso del precedente, secondo cui gli indios sono “autosufficienti e la Chiesa cattolica deve limitarsi a difenderli politicamente e a fare la guardia forestale dell’Amazzonia”. Ma è guardando più da vicino proprio l’Instrumentum laboris del Sinodo che la domanda da cui siamo partiti appare più che legittima.

Anche a voler trascurare le questioni di natura socio-economica, politica e culturale affrontate nel documento (che tra l’altro, e con tutto il rispetto per l’Amazzonia non paiono più gravi di altre situazioni, in ogni caso non tali da giustificare un Sinodo) – questioni che oltretutto poco o nulla hanno a che fare con la missione della Chiesa che è e che resta annunciare il Vangelo affinché gli uomini, convertendosi, possano salvarsi (immagino la cosa riguardi anche i popoli dell’Amazzonia) – da un punto di vista strettamente ecclesiale siamo di fronte ad un testo, come ha giustamente rilevato il card. Müller, senza “un grande orizzonte teologico alle spalle” (e già qui potremmo ricordare la lezione dell’indimencato card.Caffarra: “Una Chiesa con meno dottrina non è una Chiesa più pastorale, è solo una Chiesa più ignorante), per di più infarcito di riferimenti ad esperienze teologiche e pastorali già viste e sentite decenni fa, e che soprattutto in america latina hanno provocato non pochi disastri, in primis la teologia della liberazione e in secundis una più che discutibile pastorale pauperista.

Quest’ultima responsabile, ironia della sorte, dello svuotamento delle chiese cattoliche a favore dei protestanti. Il motivo è presto detto: “le classi media e medio-bassa – dice ancora p. Romanello – che hanno faticato ad uscire dalla miseria, non sopportano la retorica della Chiesa povera e della scelta dei poveri, come se non essere poveri sia una colpa, e passano in massa con i nuovi protestanti”. Ma non basta. Il problema più grave è che prendendo spunto da una questione di ordine pastorale (ma che a sua volta riflette una crisi ben più grave che pastorale non è essendo primariamente crisi di fede) – ossia la scarsità di clero per celebrare i sacramenti, a partire dall’Eucarestia – si prospettano innovazioni e cambiamenti di cui non soltanto non se ne sente il bisogno, ma che avrebbero ricadute di ordine teologico ecclesiologico e pastorale potenzialmente devastanti, configurandosi come la classica toppa peggiore del buco.

Con l’aggravante che si tratterebbe di ricadute che andrebbero ben oltre i confini dell’Amazzonia. Lo stesso documento afferma infatti che “le riflessioni del Sinodo Speciale superano l’ambito strettamente ecclesiale amazzonico, protendendosi verso la Chiesa universale e anche verso il futuro di tutto il pianeta”. Che insomma l’Amazzonia possa essere utilizzata come “grimaldello” da parte dei sedicenti riformatori per “ammodernare” la Chiesa in senso progressista, è una possibilità non troppo remota. Non solo.Il fatto eclatante è che sono proprio quelle stesse realtà alle quali ammiccano i novatori di ieri e di oggi per riformare in senso aperturista la disciplina del celibato – leggasi: le comunità protestanti in Germania – sono proprio esse la miglior prova della miopia di una simile operazione nella misura in cui lo sanno pure i muri che il protestantesimo in Germania è in crisi (per usare un eufemismo), e questo nonostante del celibato manco l’ombra.

Vorrà mica dire qualcosa? Eppure, ecco cosa si legge nel passaggio non a caso più problematico: “…è urgente valutare e ripensare i ministeri che oggi sono necessari per rispondere agli obiettivi di «una Chiesa con un volto amazzonico e una Chiesa con un volto indigeno»…Un’altra priorità è quella di proporre nuovi ministeri e servizi per i diversi agenti pastorali, che rispondano ai compiti e alle responsabilità della comunità. In questa linea, occorre individuare quale tipo di ministero ufficiale possa essere conferito alla donna, tenendo conto del ruolo centrale che le donne rivestono oggi nella Chiesa amazzonica. È altresì necessario sostenere il clero indigeno e nativo del territorio, valorizzandone l’identità culturale e i valori propri. Infine, bisogna progettare nuovi cammini affinché il popolo di Dio possa avere un accesso migliore è frequente all’Eucarestia, centro della vita cristiana”.

Ora, tacendo dello stravagante riferimento, per altro ripetuto svariate volte nel testo, a questa “Chiesa dal volto amazzonico e dal volto indigeno “ che lascia un po’ il tempo che trova (mi accontenterei di una Chiesa dal volto di Cristo, non basta?), si tratta di un passaggio rivelatore della vera posta in gioco di questo Sinodo. E che insieme a tutto il resto del documento, non a caso criticato da più parti (e qui va ribadito che è una mera traccia di lavoro senza alcun valore vincolante), è una prova ulteriore della confusione che c’è oggi nella Chiesa. Una Chiesa che primariamente a causa di una lettura dell’Incarnazione, prevalente in certi ambienti, che sembra dimenticare che il Figlio di Dio è sì vero uomo ma anche vero Dio, e che legge l’Incarnazione come se l’unione del divino e dell’umano fosse in qualche modo già salvifica di per sé (sarebbe interessante approfondire se e in che misura in tale prospettiva trova ancora posto l’opera redentrice di Cristo, ma non è questa la sede), si traduce in un approccio pragmatico alle questioni, rischiando di ridursi sempre più ad una realtà umana, troppo umana, accanto ad altre realtà umane.

Per l’Amazzonia (come ovunque) vale quanto p. Mauro, un altro dei missionari intervistati da Tempi, ha ricordato: “In Amazzonia come in tutto il Brasile il sentimento religioso è fortissimo…Ma è una religiosità che si intreccia con un modo di vivere naturalistico, istintivo, egoista. L’evangelizzazione non consiste nell’aggiustare, insegnando nuove regole morali, il modo di vita mondano, ma nel proporre una cosa diversa rispetto alle logiche del mondo, un’altra vita”. Ecco, un’altra vita. Oggi come ieri e come domani, la vera e unica scelta che la Chiesa ha innanzi a sé è tra aiutare le persone ad elevarsi alla statura del Vangelo o abbassare l’asticella del Vangelo alla statura delle persone. Tutto il resto è noia.

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80 commenti

  • franz ha detto:

    Caro DalPozzo, mi dicono che a Rio de Janeiro già stanno preparando un paio di carri per il Carnevale di Rio , in cui verrà rappresentato il Sinodo Amazzonico . Mi dicono che uno dei due rappresenta un pappagallo vestito da papa , con la scritta : PAPAGAIO EM VEZ DE BERGOIO ?

  • Giuseppe ha detto:

    L’articolo è buono, ma doveva proprio chiuderlo con una citazione di Califano?

  • Nicola B. ha detto:

    Cardinale J.H. Newman. Scritti su : L’ombra dell’AntiCristo e La Religione del Mondo.

    https://youtu.be/UK7sBgTK2RM

  • giandreoli ha detto:

    L’Instrumentum Laboris e i propositi di numerosi Vescovi in preparazione al Sinodo dell’Amazzonia m’hanno preoccupato: mostrano una Chiesa “smemorata ed ingrata” che ignora quelle sue stesse “radici” alle quali non può non fare riferimento per il suo perenne rinnovamento. Dimentica ad esempio quanto debba al Monachesimo e ai Padri della Chiesa (mai citati nell’Instrumentum) per la sua nascita e la sua crescita. Dimentica quanto debba a san Benedetto e ai suoi Monaci per la civilizzazione e l’evangelizzazione dei popoli barbari nordeuropei, realizzata sostituendo il paganesimo con i valori cristiani della fede, vita morale, scrittura, liturgia, musica e canto, cultura umanistica, istituzioni giuridiche e sociali, architettura, arte, istruzione, istituzioni giuridiche e sociali, accoglienza dei forestieri (nella foresteria però, non in monastero, e a ben definite condizioni) ecc… Dimentica perfino la stessa “ecologia ambientale” monastica frutto di amore ed esperienza nel prendersi cura della natura: conservazione dei boschi e disboscamento razionale, rispetto per flora e fauna, risanamento di acquitrini e terre incoltivate, produzione agricola, sana alimentazione e sano vivere. Tutto questo però i Monaci l’hanno fatto ispirandosi alla “Madre di Dio“ (mai citata nell’Instrumentum) e all’evangelico “Ora et Labora” di san Benedetto, non all’amazzonica “Madre terra” e ai “riti ancestrali delle culture indigene” a cui “l’evangelizzazione” del Sinodo intende “ispirarsi” e da cui “imparare” come fossero “le sue radici” !!! Confido nello Spirito Santo, ma perché ricolmi di sé le zucche vuote (mi si conceda, con rispetto) di certi Pastori…

  • Elisa ha detto:

    Oggi è un bel giorno. Dopo tante brutte notizie, ce nè almeno una di bella. E lo Spirito Santo ogni tanto agisce sulle zucche vuote dei parlamentari europei. Finalmente dopo più di 80 anni, giustizia è fatta, è stato firmato un documento dove condanna il comunismo al pari del nazismo. Entrambe le dittature sono poste sullo stesso piano, così pure le vittime da parte della crudeltà di questi regimi satanici. Insomma le mie preghiere si sono esaudite. Ringrazio il Signore per avermi risposto e ascoltato.

  • deutero.amedeo ha detto:

    Contravvenendo, per una volta tanto, alle mie invettive contro la prolissità, in parziale risposta a STAZIONE ALPHA e a VERITIERO, ricopio un mio personale appunto riguardo alla interpretazione della Bibbia.
    Ermeneutica è una parola un po’ difficile che significa interpretazione di un testo del passato per capire il presente ( e anche viceversa, talvolta) .
    Già al tempo di Gesù (del Gesù storico, non del Gesù mitico di Papa Francesco) nell’ambito del giudaismo si faceva, di fatto, dell’ermeneutica sull’Antico Testamento. Anche con divisioni al suo interno: infatti, c’erano discordanze fra i sadducei e i farisei, ad esempio, sulla vita oltre tomba e la possibilità di una risurrezione dei defunti.
    La novità di Gesù, rispetto al giudaismo, non consiste tanto in una riscrittura dell’Antico Testamento, quanto in una ermeneutica nuova; nuova su due versanti, quello profetico e quello morale. Sul piano profetico, contro il messianismo giudaico regale e anti romano, Gesù riferì a se stesso il passo di Isaia 61,1-4 (vedi Luca 4, 18-19) proclamandosi Messia e Figlio di Dio Padre, mentre sul piano morale insistette su due punti: la remunerazione differita all’aldilà e l’amore universale esteso a tutti gli uomini, ivi compresi i nemici. L’ermeneutica cristiana inizia qui ma senza rivoluzioni e clamorose fratture fra AT e NT come vorrebbero farci credere i teologi di oggi.
    Per me è un’esagerazione affermare che il messaggio cristiano rappresenta una rivoluzione rispetto al messaggio veterotestamentario. E’ una forzatura che si aggiunge ad un’altra facile e redditizia falsificazione: quella di annunciare il messaggio evangelico in maniera selettiva, scegliendo e proclamando a gran voce ciò che è consonante con le proprie utopie e tacendo sul resto. Fino a rasentare il ridicolo.

    • Stazione Alpha ha detto:

      “Va, chiama *** tuo marito*** , e poi torna qui” disse Gesu’ alla Samaritana. Ed ella a Lui: “non ho marito”. E Gesu’ le dice: “Hai detto bene che non hai marito; infatti hai avuto cinque mariti e quello che hai ora NON e’ tuo marito. In questo hai detto la verita’”. Gv 4,16-18

      • deutero.amedeo ha detto:

        [1] Noi che siamo i forti abbiamo il dovere di sopportare l’infermità dei deboli, senza compiacere noi stessi.

        [2] Ciascuno di noi cerchi di compiacere il prossimo nel bene, per edificarlo.

        [3] Cristo infatti non cercò di piacere a se stesso, ma come sta scritto: gli insulti di coloro che ti insultano sono caduti sopra di me.

        [4] Ora, tutto ciò che è stato scritto prima di noi, è stato scritto per nostra istruzione, perché in virtù della perseveranza e della consolazione che ci vengono dalle Scritture teniamo viva la nostra speranza.

        (Romani 15,1-4)

        • deutero.amedeo ha detto:

          Capito?
          TUTTO CIO’ CHE E’ STATO SCRITTO e’ STATO SCRITTO P E R N O S T R A I S T R U Z I O N E, PER NOSTRA ISTRUZIONE , ISTRUZIONE.
          Non per nostro sollazzo e per nostra esaltazione.

          Ad meliora!!!

    • No all'esegesi dei dilettanti ha detto:

      “Per me è un’esagerazione affermare che il messaggio cristiano rappresenta una rivoluzione rispetto al messaggio veterotestamentario”

      Questo perché non conosci il significato proprio di “rivoluzione”. Poi mi piacerebbe sapere dove Gesù si è proclamato Messia..

      • No all'esegesi dei professionisti ha detto:

        Gesù non è assolutamente stato un rivoluzionario.
        Come Lui stesso afferma, non è venuto ad abolire nemmeno uno iota, ma a portare a compimento.
        Non i 613 precetti farisaici, ma la pura legge mosaica così come è stata data, immutabile, santa ed eterna.
        Poi il Signore, con il suo perfetto sacrificio d’amore, ci ha restituito la vita della Grazia, aprendoci le porte della vita eterna che erano chiuse a causa del peccato originale.
        Gesù è stato ed è semplicemente il Figlio di Dio.
        I rivoluzionari, tipo un Che Guevara, lasciamoli alla povera storia.

      • Valeria Fusetti ha detto:

        No ALLA ESEGESI DEI DILETTANTI. Lei vorrebbe sapere dove e quando Nostro Signore ha dichiarato di essere il Messia ? Ma glie!o ha già detto Delutero- Amedeo alle 15,35, la sua citazione di San Luca 4: 18-19 è perfetta. Se ha dei problemi prenda Il NT commentato da P. MARCO M. Salde O.P. Vangelo Secondo S. Luca pg. 47. Comunque non si capisce perché Nostro Signore non avrebbe dovuto annunciare di essere il Messia. Anche in San Luca 2: 49 Gesù giovanissimo ha coscienza di essere Figlio di Dio, e perciò della sua messianicita’, solo che qui l’ annuncio lo fa ai suoi genitori, non a tutti gli abitanti di Nazaret, come è descritto nel Cap. 4. Lei pensa forse che Dio possa avere crisi di identità ?

      • Il veritiero ha detto:

        Quando ha chiesto a Pietro ” G: e tu chi dici che io sono? “, “P: tu sei il Cristo il figlio del Dio vivente”, ” G: beato sei tu Pietro perché non ti é stato rivelano ne da carne , ne da volere d’uomo, ma da Dio ti è stato rivelato”
        Poi anche quando predicando al tempio disse : “Perché IO SONO prima che il mondo fosse” , e quando lo arrestarono disse “IO SONO”, ovviamento la parola IO SONO ha un significato ben preciso, dicendo IO SONO lui si sta dichiarando che lui è Dio, perché IO SONO è il nome con il quale Dio vuole farsi chiamare dagli Ebrei, quando Mosè disse ” e se mi chiederanno come si chiama il Dio di Israele io cosa risponderò?” Tu risponderai “mi manda il Dio di Abramo di Isacco di Giacobbe, mi manda IO SONO”.
        E io sono ignorante e smemorato, ma ce ne sono molti di passi biblici dove Gesù si dichiara pubblicamenre sia Messia che Dio.

        • Alessandro2 ha detto:

          Quel potentissimo IO SONO nell’orto degli ulivi mandò gambe all’aria i suoi persecutori, di un refolo di aria divina, purificatrice.. ma Lui doveva essere docile agnello in sacrificio per noi, e si fece prendere. Il resto lo conosciamo.

          Giovanni 18
          4 Ma Gesù, ben sapendo tutto quello che stava per accadergli, uscì e chiese loro: «Chi cercate?» 5 Gli risposero: «Gesù il Nazareno!» Gesù disse loro: «Io sono». Giuda, che lo tradiva, era anch’egli là con loro. 6 Appena Gesù ebbe detto loro: «Io sono», indietreggiarono e caddero in terra.
          7 Egli dunque domandò loro di nuovo: «Chi cercate?» Essi dissero: «Gesù il Nazareno». 8 Gesù rispose: «Vi ho detto che sono io; se dunque cercate me, lasciate andare questi».

    • TITTOTAT ha detto:

      Nessuna scrittura può essere soggetta a privata interpretazione.

      • Valeria Fusetti ha detto:

        Bravissimo ! Lo vada a dire al Papa nero pover’ uomo, sembra totalmente immemore di questa regoletta tridentina. Vero è che è, se non in buona, in vastissima compagnia !

    • Luca ha detto:

      Gesù dice:”Vi do un comandamento nuovo”, non dice vi spiego meglio il decalogo. La sua è una rivoluzione, anche se nel solco della tradizione.

      • deutero.amedeo ha detto:

        Certo, il comandamento è nuovo perchè “come io ho amato voi” solo lui poteva dirlo. Nessuno avrebbe potuto dirlo prima che lui esistesse. Inoltre ai discepoli di Emmaus, Gesù ” “cominciando da Mosè a da tutti i profeti, S P I E G O’ loro quanto lo riguardava in tutte le Scritture. “”

        PS- meglio i dilettanti dei professionisti, in certi casi.

    • Lucy ha detto:

      @ Deutero
      Semplicemente perfetto nella sua chiarezza e documentazione di cui si ha tanto bisogno.

      • deutero.amedeo ha detto:

        La documentazione di cui si ha tanto bisogno. (Lucy).
        Questa è una cosa che bisognerebbe fare capire, soprattutto ai giovani. ANDARE ALLE FONTI è una norma di saggezza che io applico fin dall’adolescenza. Se voglio sapere che cosa è il condizionamento strumentale non lo vado a leggere in un manuale di psicologia o in Wikipedia; me lo vado a legger in un libro di Skinner. Così se voglio sapere che cosa è l’evoluzionismo, me lo vado a leggere nel libro sull’origine dell’uomo di Carlo Darwin, se voglio capire cosa disse Marx mi vado a leggere Il Capitale. Questo deve valere anche per quanto riguarda la Bibbia (di cui i Vangeli sono piccola parte, non l’antitesi).

  • Stazione Alpha ha detto:

    Temo la progettanda progressiva regisione/abolizione del celibato sacerdotale non sara’ un grimaldello fine a se stesso. Di li’ a poco i preti sposati reclameranno il diritto al divorzio (e conseguentemente in base al “discernimento” dell’ Amoris Laetitia a risposarsi e fare pure la Comunione), poi si dira’’ che mica si puo’ negar loro di scegliersi un partner gay, infine che per non essere discriminati rispetto ai laici possono pure convivere…

    • Il veritiero ha detto:

      Si, pensate che la “patriarca donna” dei protestanti è divorziata e sposata 2-3 volte con 3-4 figli e attualmente é sposata con un altro pastore luterano anche esso sposato e divorziato 2-3 volte.
      Poi loro sono quelli che dicono che seguono il Vangelo….me l9 facessero vedere sul vangelo dove é scritto che é lecito sposarsi 2-3 volte. Che ipocriti.
      E per riallacciarmi alle persone che chiedevano di ENZO BIANCHI l’altro giorno, che dicevano che le sue parole venivano manipolate e che non è eretico. Ecco una sua intervista dove Enzo Bianchi 2 giorni fa dichiara che Bergoglio é un Profeta e che sul Sinodo dell’amazzonia é un iniziativa profetica…. qui ormai si parla di profeti come chiedere un bicchiere d’acqua… poveri Mosè e Elia …..
      https://agensir.it/chiesa/2019/09/20/sinodo-sullamazzonia-enzo-bianchi-il-papa-indica-un-orizzonte-profetico/

      • Il veritiero ha detto:

        Enzo Bianchi con quella barbetta gli mancano solo il forcone e le corna e poi é uguale al diavolo.

      • Anonimo verace ha detto:

        In questo articolo si fa riferimento ad uno slogan usato e abusato. Si guarda ad una chiesa dove vige l’unità nella diversità . In un libro di preghiere, si conclude invece ogni momento di preghiera chiedendo al Signore di circondarci dei suoi santi angeli affinché, custoditi dal loro aiuto e sotto la loro guida, si possa raggiungere l’unità della fede…

  • Il veritiero ha detto:

    Fuori contesto.
    Ma qualcuno di voi sa cosa è successo ieei sera verso le 21-22 sopra il cielo di Roma?
    Camminavo in strada e ho visto chiaramente e inquivocabilmente 2 palle di fuoco nel cielo, erano grandissime. Erano di colore rosso e molto grandi e luminose. Prima ne é passata una e dopo un po’ ne é passata un altra, semvrava quasi come gli aerei ma non erano aerei, erano di colore rosso ed erano molto molto grandi e poi sono svanite improvvisamente, come se si sono spente all’improvviso, sembravano quasi dei missili.
    Qualcuno di voi ha sentito qualcosa a riguardo?

  • Rafael Brotero ha detto:

    Le preghiere ecologiche del Povero Santo Padre sono state ascoltate. Per fermare il riscaldamento globale gretino, il cielo spegne il sole. È quello che si può leggere oggi da Blondet.
    Ecco il miracolo del sole di Berggy, più grande di quello di Fatima.
    Contiamo:
    Te Bergolium laudamus…

  • Carlo ha detto:

    Sembra di essere sul pianeta pandora dove i sacerdoti ed i vescovi somigliano a degli avatar

  • deutero.amedeo ha detto:

    Quelle che del Pozzo chiama in termini correnti fake-news in realtà sono peccati gravissimi contro l’ottavo comandamento. Tanto più gravi in quanto non tendono a danneggiare una singola persona, ma l’intera umanità a vantaggio di un’utopia favoleggiata da pochi fanatici.

  • Nonno Asdrubale ha detto:

    L’articolo di Del Pozzo è eccellente, ma vi confesso che l’ho scorso velocissimamente e controvoglia. Perché? Perché tutta questa storia del Sinodo per l’Amazzonia mi da enormemente fastidio, per il semplice fatto che anche il classico scemo del villaggio capisce che è tutta una enorme montatura, che mira a decidere cose desiderate più in Germania che in America Latina.
    E’ tutta una enorme cortina fumogena per arrivare al superamento del celibato per il Clero (e poi anche per i Vescovi?), per imporre il concetto di inculturazione anche nelle forme più selvagge (qui è proprio il caso di dirlo), e per stravolgere ancora di più nella forma (e poi nella sostanza) la celebrazione della Santa Messa.
    Se questi signori avessero il coraggio di apportare le suddette modifiche in modo chiaro e diretto, dimostrerebbero di avere un minimo di coraggio e di onestà morale; e invece operano in maniera subdola e indiretta (come, del resto, è già avvenuto con gli altri Sinodi). Ecco, la sensazione di trovarci di nuovo davanti a personaggi che, con un’aria di buonismo, tentano di prenderti per il di dietro, mi da terribilmente fastidio.

  • Antonella ha detto:

    No, non avevamo bisogno di un sinodo pan-amazzonico, urge invece un sinodo cristologico contro le svariate correnti anticristiche che serpeggiano oggi, e soprattutto servirebbe dare risposte chiare alle questioni allarmanti sul fine vita, sulla manipolazione genetica, la maternità surrogata, sulla battente riformulazione della famiglia in chiave gender, senza nemmeno escludere la responsabilità politica e le sue ripercussioni in tema di fede in casistiche raccapriccianti come quella di Bibbiano.
    Insomma avremmo ben altro a cui pensare, ma siamo bombardati dalla propaganda di stato sull’urgenza che assume la Madre Terra Amazzonica perché ricettacolo mediatico della ben più imponente ” Transizione Energetica ” a cui è strettamente raccordata la finanza europea, di cui il sinodo è una succursale, con il compito di rendere meno dolorosa l’estrazione del celibato e la ritualità di una eucarestia che non ha più nulla a che fare con quella di tradizione Cattolica, ma felicemente adattata alla concezione simbolica protestante e allo stesso tempo rimaneggiata come chiedono i culti sincretici nella festa della madre terra, totem ancestrale di ogni linguaggio, senza discriminazioni per quello animistico, tribale,…Scientology, New Age…
    Giovanni Paolo ll aveva visto giusto! Ma ne sapeva di Etica!

    • LucioR ha detto:

      « urge invece un sinodo cristologico contro le svariate correnti anticristiche che serpeggiano oggi»

      Non sono temi da sinodi questi, semmai da Concilî. E meglio ancora da Enciclica, tipo la «Pascendi Dominici Gregis» di Pio X.
      Come questa mise in luce la radice, le trame, le menzogne, i contenuti eretici ed i metodi subdoli per conquistare il popolo, del Modernismo, che definì «sintesi di tutte le eresie»; così una nuova enciclica dovrebbe mettere in luce e condannare tutte le derive ereticali che, definite in documenti o in fase ancora embrionale e tuttavia già ben riconoscibili, costituiscono una nuova «sintesi di tutte le eresie», che questa volta prende il nome di Progressismo (che non è altro che il Modernismo risorto dalle sue ceneri).

      Ma chi dovrebbe produrre questa nuova «Pascendi»?

      • Antonella ha detto:

        È vero, meriterebbero un Concilio o almeno una Enciclica, allora bisognerà seriamente pregare che questo avvenga col Vicario che avrà la forza di farlo. Chi al momento ne usurpa il titolo, probabilmente sa di non potere osare tanto, per cui si limita a letterine e sinodi, eseguendo tutto quanto già programmato per fare dell’eresia la nuova dottrina. Sono semplici esecutori di ordini. Burrattini manovrati dai fili del grande Burrattinaio.

  • leonardo ha detto:

    Oramai tutto appare con maggiore evidenza , il lupo
    è ora come non mai in mezzo alle pecore ed esse lo riconoscono come pastore e lo stanno seguendo. La mossa più astuta del lupo è allontanarle dal pastore ed oggi questo è quello Che oramai in maniera sempre più inequivocabile lo stiamo vedendo fare nella chiesa con al vertice Papa Francesco. A chi Fio sta facendo la grazia di vedere questa abominio non la utilizzo per accusare o per deridere, ma piuttosto per pregare, fare penitenze e carità umile e segreta. Forti nel saper che le tenebre non prevarranno sulla vera Chiesa, Gloria e Lode A Dio , affidiamoci a Lui. Buona domenica

    • Milli ha detto:

      Io vedo sempre più fedeli sconcertati e delusi da questa Chiesa.

    • Badiano ha detto:

      Io vedo questo pontificato come un ventilabro, che serviva a separare il grano dalla pula. Come un setaccio, a maglie larghissime che deve raccogliere solo quelli che sono di Cristo. È il metodo di Dio per provare gli uomini e far emergere quelli che sono con Lui e quelli che sono del diavolo. Siamo sulla terra per essere provati attraverso la tentazione. E la tentazione più grande, che ci propone questo pontificato è di cercare di mettere insieme Dio e mammona per goderci questa vita e quella eterna. Ma Gesù ci ha detto un’altra cosa.

  • TITTOTROLL ha detto:

    Vedo che voi oscurantisti cominciate a capire, il Dio che s’è rivelato solo in Palestina uguale per tutti, in tutto e per l’eternità, con quelle leggi che ha stabilito per sempre, è un bene che stia uscendo fuori dalla chiesa vera, con tutte quelle minime menti oscurate dalla liturgia fumante d’incenso. Bravo, Del Pozzo, il primo in cerca di compromessi con i miei fratelli mezziveritieri sono io, perché l’ accusa ingiusta di idolatria? Io voglio vivere in fraternità con loro, loro interpretino in un modo ed io come vuole lei. Perché allontanare da me chi potrà sedurmi coi loro pensieri e farmi passare al Dio amazzone? Bravo Del Pozzo, solo dal profondo possono arrivare le soluzioni per farsi piacere le loro idee sbagliate, anche Giuda non si decideva a tradire finché non si è accorto che da Gesù è uscito un Dio delle vigne e dei campi di grano.

  • GMZ ha detto:

    Dal Rio delle Amazzoni emergerà il serpente dei nostri tempi, la papaconda.
    E dopo il si-e-no-do (in cui si dirà tutto e il contrario di tutto) i bravi pretini arcobaleno andranno in giro per le loro parrocchie, armati di lunghi coltelli, dicendo “ucci ucci sento odor di cristianucci…” e dando il via ad una bella mattanza halal.

  • Astore da Cerquapalmata ha detto:

    Alcuni esponenti del neo modernismo, ribaltando il Concilio DOGMATICO Vaticano PRIMO, dicono che tutto il Magistero precedente va letto alla luce dell’Amoris laetitia.
    Ma questa è un’ERESIA, perché la dottrina della Chiesa dice che deve essere l’Amoris laetitia a essere interpretata nello stesso SENSO del Magistero precedente.
    Per cui a un divorziato e risposato, che vive in stato di peccato e che perciò non confessa il suo peccato, NON va data la Comunione.
    Del resto, come considerare cattolico chi non crede nel Matrimonio cristiano, elevato al rango di Sacramento?
    Lo stesso ragionamento va fatto per il SINODO sull’Amazzonia

    • GMZ ha detto:

      Caro Astore,
      O Lei rinnega l’insegnamento di Francesco, o rinnega quanto Ella ha scritto: sa bene che con Amoris Laetitia è previsto – a determinate condizioni – l’accesso all’Eucaristia anche per i divorziati risposati che non vivono la loro seconda (o terza, quarta…) unione in castità.
      Dialogo e discernimento, et voilà! L’interpretazione autentica, rubricata negli acta, dice questo. Tertium non datur, non si scappa.
      È il Vaticano II – che sconcezza! – e tu non puoi farci niente…

    • Exsurge domine ha detto:

      Scusi Astore, prima di passare all’interpretazione, può dire dove Amoris Laetitia dice qualcosa che neghi questa sua correttissima frase:
      Per cui a un divorziato e risposato, che vive in stato di peccato e che perciò non confessa il suo peccato, NON va data la Comunione.

      • Gian Piero ha detto:

        Caro ExsurgevDomine c’ e’ un intero capitolo, il capitolo ottavo della AL , intitolato “ accompagnare discernere e. integrare le fragilità”, sulla cui interpretazione si sono scannati fra loro teologi e conferenze episcopali. Ma il Papa ha dato ragione all’ interpretazione della Conferenza EPiscopale Argentina che interpreta cosi’ il complesso e ambiguo linguaggio clericalese del documento:
        accompagnare: andare a braccetto
        Discernere: alla maniera dei gesuiti
        Integrare : tu sei ok io sono ok
        Le fragilita’ : i divorziati risposati che vogliono continuare a vivere col secondo /terzo coniuge marito e moglie ,e vogliono la Comunione.

        Le fragilita’ , quale sensibile , delicato, dolcissimo e pudico termine per adulteri. Non sia mai che si offendano a sentirsi chiamare così. Giovanni il Battista fu poco caritatevole col Re Erode : doveva invece accompagnare discernere ed integrare la sua Regale Fragilita’ ! Eh che progressi morali si son fatti dai tempi di Giovanni Battista e di Gesu’ :
        Quelli che piantano la moglie e ne sposano un ‘ altra non sono’ piu’ adulteri ma affetti da fragilita’ .Cosi si spiega tutto e si risolve tutto! Meno male che c’ e’ l’ Amoris Laetitiae a correggere gli sbagli del Vangelo! Peccato che non c’ era ai tempi di Enrico VIII!

        • GMZ ha detto:

          …tant’è che in confessionale non si confessano più i peccati, ma si dialoga di fragilità. Resta un po’ di imbarazzo quando il sacerdote profferisce le famigerate parole “io ti assolvo dai tuoi peccati” (o, peggio ancora, le abominevoli “ego te absolvo”), ma ormai tutti sanno che si tratta di una clausola di stile alla pari di un “in bocca al lupo”, e quindi non si dà scandalo.
          Ossequi.

          • Gian Piero ha detto:

            Le fragilita’…se anche si potesse chiamare così i peccati , si dovrebbe sanarle , curarle , non consentirle. Se un vaso fragile o un bicchiere di cristallo e’ pericolosamente percorso da una incrinatura perche’ non vada in pezzi lo si restaura non si lascia tutto com’è e’ . Se un adolescente “ fragile” si dibatte fra depressione dubbi e ribellioni, lo si aiuta ad USCIRE dal marasma emotivo, non lo si lascia così come e’ .
            L’ adultero anche ammesso che sia fragile , cioe’ incapace di essere fedele, incapace di essere casto, incapace di relazioni che non siano sessuali , deve essere dal sacerdoti avviato verso il rafforzamento della propria anima contro le debolezze, non confermato in esse. Così facendo e’ come se gli si dicesse: tu non sei all’ altezza della morale cristiana , sei un fragile e quindi ti prendiamo cosi’ come sei, non speriamo di rafforzarti. E’ il punto di vista psicologico-sociologico, non il punto di vista spirituale.

  • Diana ha detto:

    Il solo documento preparatorio è un punto di non ritorno. Chi accetterà di prendere parte a questo “sinodo” con ciò stesso si porrà al di fuori della Chiesa.

  • Fabrizio Giudici ha detto:

    Molto buono il pezzo di Dal Pozzo, tranne per un’omissione. GPII ha avuto momenti di profezia, ma anche momenti di – chiamiamol così – anti-profezia: ricordiamoci che le buffonate di Assisi, inclusi gli sciamani, le ha iniziate lui. Certo è che GPII non credeva al “Dio delle Amazzoni”, ma purtroppo il suo errore di Assisi ha di fatto iniziato a sdoganare il concetto presso i fedeli per cui avere a che fare con gli sciamani non era una cosa fuori dal mondo. Altri certamente ne hanno approfittato, facendo passare messaggi distorti a cui lui si opponeva, ma GPII ha servito loro l’opportunità su un piatto d’argento.

    D’altronde io ricordo monache intervistate poco dopo la sua morte che rispondevano beate “Lo scopo della Chiesa, come ci insegnava GPII, è la pace nel mondo e tra le religioni”. Come ha scritto recentemente Gnocchi su Ricognizioni, per arrivare al punto in cui siamo non bastano alcuni anni di un pontificato disastroso: c’è anche tutto un lungo lavoro preparatorio precedente. Se non ci fosse stato, la cricca al potere oggi nella Chiesa sarebbe letteralmente assediata da un popolo furioso, e invece è solo un piccolo gregge a reagire.

    • IMMATURO IRRESPONSIBLE ha detto:

      E’ vero, le preghiere comuni non son state inventate oggi ma, se mi permettete una parola in difesa di GP II, bisogna pensare, come si diceva allora, al “contesto”. Un prete e poi vescovo cresciuto in mezzo all’ ateismo di Stato, avversario di un comunismo dominante su mezzo mondo, e blandito e riverito nell’ altro mezzo! Allora poteva anche succedere che il rifiuto del fatto religioso in se’ ,il materialismo insomma, apparisse il destino per l’ Europa. Noi oggi sappiamo che l’ ateismo, come diceva Gilson, e’, e sara’, sempre minoritario; e I pericoli per la Chiesa arrivano piuttosto dalle false religioni e dalle cattive teologie. D’altra parte, se ancora oggi molti cattolici vedono il comunismo dove c’e’ altro (p.es. peronismo…) cio’ puo’ far capire quanto fosse minacciosa quella ideologia, e come si potesse anche…esagerare nel cercare alleati.

      • Lucy ha detto:

        @ immaturo irresponsabile.
        Bravissimo ! Nel mio post del 22/9 avevo proprio parlato di mancanza di ” contestualizzazione” del pontificato di Papa Wojtyla che permetterebbe di cercare con stucchevole monotonia il pelo nell’uovo nella sua quasi trentennale opera di granitico difensore del Magistero e della Tradizione della Chiesa Cattolica .Ora leggo con piacere l’esempio del “contesto” dell ‘ incontro di Assisi del 1986. E siccome l’unico aspetto positivo di questo pontificato è che ci ha spinto a cercare e conoscere le fonti di acqua viva della nostra fede , ecco alcune frasi di Papa Wojtyla circa l’incontro di Assisi.
        “Il fatto che noi siamo venuti qui non implica alcuna intenzione di cercare un consenso religioso tra noi o di negoziare le nostre convinzioni di fede…..nè esso ę una concessione al relativismo nelle credenze religiose…..Alla fine cercherò di riassumere che cosa questa celebrazione avrà suggerito al mio cuore di credente in Gesù Cristo e come primo servitore della Chiesa Cattolica “.
        Dunque nessuna concessione al sincretismo e al relativismo religioso.
        Oggi siamo all’opposto , non esiste alcun “antecedente” atto a giustificare o attenuare ciò che sta succedendo ora ; con il passato non c’è discontinuità ma un vero e proprio abisso nel massacro della dottrina, nelle vergognose e sustematuche epurazioni , nelle nuove nomine tutte ricercate e volute secondo lo stampino modernista ,nel sincretismo e relativismo che avanzano inarrestabili.Il Vangelo usato come clava per colpire avversari religiosi e politici sparito dai radar dei documenti del nuovo corso , come pure Dio e Cristo.

        • GMZ ha detto:

          Però tre qualche anno contestualizzeranno il pontificato del pampa, e via; del resto, già contestualizzano la figura di Cristo – no?
          Con tutto il rispetto per Giovanni Paolo II, non ritengo opportune le carnevalate di Assisi. E non credo sia un problema dire che in quelle occasioni sbagliò.
          Ossequi.

          • IMMATURO IRRESPONSABILE ha detto:

            Le foto della riunione assisiate con GP II personalmente mi danno ancora oggi un gran dolore. Tuttavia, concedendo volentieri che nel mondo contemporaneo l’ immagine e il gesto hanno un valore enorme, sono i documenti scritti che marcano la differenza. Le dichiarazioni solenni girmate e controfirmate, quelle non possono essere “contestualizzate” in alcun modo. Qui c’e’ un piano “pedagogico” non-cattolico che si vuol varare su scala mondiale!
            ( che poi sia un piano completamente irrealizzabile, e per fortuna, confuso e velleitario, questo e’ un altro discorso…)

          • Lucy ha detto:

            Ma una cosa è ” contestualizzare” per capire la Verità , un ‘altra per coprire la verità e , con disonestà intellettuale propinare falsità e menzogne .

  • Astore da Cerquapalmata ha detto:

    La Chiesa tendenzialmente non fa più MISSIONE, ma IMMIGRAZIONE e non INCULTURA più, ma si fa inculturare.
    Con grave danno per la salvezza delle anime, che è la prima missione della Chiesa.
    Forse non è un caso che il Papa si è fatto curare da un cinese “esperto” nella medicina tradizionale cinese, una pratica poco scientifica e basata su credenze religiose pagane, come lo yang e lo yin,
    Insomma una pratica che, come del resto tutte le pratiche che pretendono di guarire le malattie attraverso forze magiche o cosmiche, sono un campo privilegiato di azione del demonio.
    Certo il Papa è il Papa e potrebbe essere rimasto indenne (ma non è affatto detto). Potrebbe comunque esserne rimasto influenzato a livello mentale, tanto che potrebbe proporre certe sue teorie, che fede non sono, non come un qualcosa da credere.
    Non da credere per fede, ma da credere.
    Ma se un Papa e un Sinodo propongono a credere un’idiozia, molti potrebbero non distinguere che non si tratta di fede, ma solo di teorie pseudo pastorali (la pastorale non è infallibile, tanto più se si basa su idiozie) TACITAMENTE passate come fossero materia di fede.

  • Marco Matteucci ha detto:

    Fingono di accarezzarlo e invece lo schiaffeggiano!

  • I love anguera ha detto:

    «Dopo tutta la tribolazione, la Vittoria di Dio verrà per i giusti» (19/09/2019).
    https://www.apelosurgentes.com.br/it-it/mensagens/
    Anguera alimenta un lucido realismo, aperto alla speranza cristiana.

  • Allineamento ha detto:

    Ed ecco a voi come mamma RAI è pronta ad allinearsi alla nuova teologia vaticano sudamericana.
    RAI 3 ore 8.30 Puliamo il mondo.
    RAI 1 ore 9.40 NOSTRA MADRE TERRA.
    AD MAIORA !!!🌐😄

    • Alda ha detto:

      Mamma rai é già un po’ che si è “allineata”… Avete notato che quest’estate hanno affidato una trasmissione pomeridiana a un presentatore sposato a un marito? E hanno silurato un bravo ed eclettico presentatore domenicale “agricolo” per fare posto ad uno che non disdegna relazioni omo, perché l’amore ha tante espressioni? 😤😤

  • Gara di epitaffi ha detto:

    (10)
    JORGE MARIO BERGOGLIO
    Qui giace l’uomo iper-miserikordioso
    che superò con il suo autoritarismo
    i peggiori dittatori della storia.

  • Il veritiero ha detto:

    Eh non ha detto che nell’Amazzonia ci sobo tribu’ che ancora praticano il “cannibalismo”.
    E altre che ancora praticano i sacrifici di schiavi, bambini, vergini ai loro dei pagani.
    Questi del Sinodo parlano degli Indios come se sono persone civilizzate, quante in realtà una buona percentuale di loro non è civilizzata assolutamente, ma sopratutto “NON SONO CRISTIANI”. In Amazzonia si deve prima di tutto parlare di evangelizzazione più che di Viri Probati o Ostia Vegetale.
    Questi prima bisogna convertirli, altrimenti davvero pensano che il sacrificio eucaristico é un sacrificio agli spiriti.

  • Marco Matteucci ha detto:

    Un metodo semplicissimo ed efficace per disinnescare questa micidiale bomba eretica che minaccia di far estinguere il cristianesimo ci sarebbe:
    Basterebbe andare stamattina in piazza San Pietro al momento dell’Angelo e dispiegare uno striscione tipo quegli che si vedono sulle gradinate degli stadi durante i derby di calcio con la scritta a caratteri cubitali del versetto del Vangelo di Matteo:
    «Lungi da me, satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!» (Matteo 16, 23)
    Altro che rosari di riparazione che contro questo anticristo non approderanno mai a nulla.
    LA FEDE VA DIFESA … NON RIMPIANTA!

    • Il veritiero ha detto:

      Sono della tua stessa idea. Le proteste vanno fatte in maniera seria e producente. Questi abbattere un elefante con la racchetta per le mosche.
      La modalità é proprio quella che hai detto, però é meglio il mercoledì mattina all’udienza generale. C’è più gente e più telecamere. L’angelus dura nemmeno 10 minuti e lui sta in finestra. Invece all’udienza lui È in piazza e ci deve rimanere 1 ora, ed é pieno di telecamere e di gente.

      E INTANTO GLI STUDENTI DELL’ISTITUTO GIOVANNI PAOLO II, CHE VOLEVANO SPACCARE IL MONDO “A PAROLE”, ORA STUDIANO BEATAMENTE E IN SILENZIO CON I PROFESSORI ERETICI….. MA BUONA BATTAGLIA HANNO FATTO… QUESTI NEMMENO PER LITIGARE A UNA RIUNIONE DI CONDOMINIO SONO BUONI.

    • La zanzara ha detto:

      Amico, convinciti del fatto che noi abbiamo il diritto e il dovere di protestare contro l’Innominabile finché vogliamo, ma non riusciremo da soli a raddrizzare la situazione. Serve un vero e proprio miracolo del Cielo. E fino a prova a contraria, i miracoli si ottengono con la preghiera. Le nostre proteste sono sicuramente utili e necessarie, ma non potranno mai essere risolutive. Veniamo facendo la nostra parte, in attesa che il Signore faccia la sua.

      • Anonimo verace ha detto:

        Hai perfettamente ragione. Comunque se prende piede la nuova teologia del papa Augias secondo cui non c’è nulla dopo la morte è perfettamente inutile pregare perché si pregherebbe il nulla.

      • Marco Matteucci ha detto:

        Il Signore la sua parte l’ha già fatta non ti sembra? Si è lasciato inchiodare per noi sulla Croce ed era solo … proprio come adesso!

        • La zanzara ha detto:

          Diciamo che quello era solo l’inizio…

        • La zanzara ha detto:

          Per dirla filosoficamente, la redenzione è già compiuta “in potenza”, ma non “in atto”. Quindi c’è ancora molto da fare, sia da parte del Signore, che da parte nostra.
          Comunque, se sbaglio… mi corrigerete.

      • Diana ha detto:

        Condivido, e ricordo che ci sono richiesti anche il digiuno e i sacrifici, (Mt 17,21) come rammentato dalla Vergine in tutte le apparizioni moderne. Non è più tempo di dormire.

        • Anonimo verace ha detto:

          In Lui viviamo, respiriamo, siamo. Non è vero che Lui , il logos padreterno il Nostro Signore Gesù Cristo abbia fatto la sua parte una volta per tutte. Lui non ci abbandona. E quando gli angeli e i santi entrano nella nostra vita hanno la strana abitudine di lasciare , per così dire, la loro firma.

      • Il veritiero ha detto:

        Il signore ispira, ma poi siamo noi che dobbiamo agire secondo la sua volontà. Mosè quando ha liberato.gli ebrei dall’egitto non ha detto “vabbe poi ci pensa il signore se vuole”.
        Re Davide ha vinto la guerra contro i Filistei perché ha agito seguendo il volere del signore, non é rimasto seduto a casa a dire “vabbe se il signore vuole ci libera lui”.
        A volte fate ragionamenti talmente stravaganti, che sono esattamente ragionamenti figli della neo chiesa e nemmeno vi accorgete. Gli stessi ragionamenti “Dio È solo misericordia e noi possiamo peccate perché tanto ci perdona, state alla stesso livello”
        Il signore ispira, ma poi siamo noi a dover agire secondo la sua volontà.