FB FASCISTA? LO DENUNCIAI NEL 2016, MA FUI CENSURATO DA LA STAMPA

10 Settembre 2019 Pubblicato da 38 Commenti --

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, mi permetto un off topic, rispetto ai temi che generalmente trattiamo, e con in più – oibò – anche una mozione d’ordine per caso personale. Tutti quanti siamo al corrente della chiusura dei profili Facebook e Instagram di Casa Pound e  Forza Nuova. In calce potrete leggere il commento di Mattia Feltri, editorialista de La Stampa, che in buona sostanza dice che difficilmente si è visto qualche cosa di più fascista (nel senso di dittatoriale, ingiusto, arbitrario e repressivo) della decisione dei responsabili di Facebook e di Instagram. Fa piacere che sulle pagine di un giornale come La Stampa qualcuno abbia il coraggio di scrivere queste righe, mentre tutto il politicume Dem e Leu osanna la decisione di FB. Stolti! La censura è sempre contro tutti, tutti, e non capirlo è da sciocchi. Piccoli ragni in piccoli buchi che non hanno mai visto il mare.

Ma chi è senza censura scagli la prima pietra. Tre anni fa, poco prima che San Pietro e Dintorni, il blog che gestivo su La Stampa venisse chiuso, denunciavo, proprio sul blog, un altro atto di censura arbitraria da parte di Facebook nei confronti del “Popolo della Famiglia”. Ora dovete sapere che se giustamente per Casa Pound e Forza Nuova il rimbombo di quest’atto illiberale e antidemocratico è fragoroso, prevaricazioni dello stesso genere avvengono di frequente verso i siti pro-life, o che difendono valori cristiani e la famiglia naturale, da parte di FB, senza che si levi un gemito dai difensori della libertà.

Così scrissi un articolo sul blog, che provocò la reazione dei soliti gruppi squadristi di pressione LGBT, e dopo due giorni l’articolo fu rimosso, senza che fossi riuscito a ottenere una spiegazione dal direttore del giornale. Ecco quello che scrisse un altro sito web, Il faro di Roma.

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– E’ stato rimosso contro la volontà dell’autore un post pubblicato dal vaticanista Marco Tosatti sul blog “San Pietro e dintorni” della piattaforma del quotidiano La Stampa per denunciare l’oscuramento su Facebook di un sito del Popolo della Famiglia. Eccone il testo:

“Il Grande Fratello profetizzato da George Orwell è già qui, e si chiama Facebook. Ieri qualcuno ha segnalato è imposto l’oscuramento sul popolarissimo social del simbolo del “Popolo della Famiglia”, l’organizzazione politica creata da Mario Adinolfi, bestia nera, vittima e il bersaglio dei gruppi di pressione e degli attivisti LGBT, omosessuali.

Fra l’altro alcuni sono arrivati ad attribuirgli qualche responsabilità (indiretta, per fortuna) anche per la strage di Orlando, fino a quando non è emerso che il criminale assassino aveva da anni tendenze e frequentazioni omosessuali.

Da quello che siamo venuti a sapere, è stato individuato come “omofobo” il simbolo del Pdf a causa della scritta “No gender nelle scuole”. Ci scrive Mario Adinolfi, a cui abbiamo chiesto qualche lume: “Non posso usare neanche Messenger. e gli Lgbt hanno segnalato in massa il simbolo del Pdf, tra l’altro bloccando per sempre la mia possibilità di usarlo come foto profilo. Dovessi ripubblicarlo, mi sarebbe bloccato il profilo per sempre”.

Ora su Facebook chi frequenta il sito vede di tutto. Al limite (e qualche volta anche oltre) la pornografia, insulti, malvagità, pettegolezzi e scemenze di ogni genere.

Bloccare un’immagine come quella che vedete a fianco la dice lunga sul grado di follia del mondo in cui stiamo vivendo. Oltre che sul livello di ideologizzazione a cui sono sottoposti i cosiddetti “amministratori” con potere di censura del social network. E vogliamo parlare del silenzio che accompagna, sui grandi giornali anch’essi lietamente proni ai dettami del nuovo MinCulPop, fatti come questo?

Perché sono immobili le penne degli scandalizzati per vocazione e professione?”.

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Ma qualche giorno più tardi, si verificò un episodio analogo, e forse peggiore. Scrissi questo, sempre su San Pietro e Dintorni. Ma non riuscirete a trovarlo, sul web, a meno che non siate esperti di ricerche profonde.

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– Bullismo cattolico e Morte.

Di morte purtroppo in questi giorni si sente parlare troppo, soprattutto di morte violenta. Allora stupisce leggere che c’è chi associa disinvoltamente – non si capisce se come augurio, profezia o minaccia – la scura signora ad avversari delle proprie posizioni politiche e sociologiche.

MARCO TOSATTI 27/07/2016

Di morte purtroppo in questi giorni si sente parlare troppo, soprattutto di morte violenta. Allora stupisce leggere che c’è chi associa disinvoltamente – non si capisce se come augurio, profezia o minaccia – la scura signora ad avversari delle proprie posizioni politiche e sociologiche. E lo fa pubblicamente, su un sito web.

Il sito è Gayburg, un sito LGBT , e i bersagli sono due noti laici cattolici, Mario Adinolfi, la bestia nera degli omosessuali militanti, e Toni Brandi. Mario Adinolfi, per chi non lo conoscesse, è un dirigente del Popolo della Famiglia, e Toni Brandi è il dirigente di una onlus Pro Vita. Entrambi si battono per la difesa del matrimonio come riconosciuto dalla Costituzione, fra un uomo e una donna, e contro l’utero in affitto e l’adozione alle coppie gay. Posizioni discutibili, forse, ma legittime. Almeno per ora.

Gayburg li ritiene però responsabili di una “continua aggressione” verso gli omosessuali, in un articolo che si intitola: “Il bullismo cattolico che miete vittime”. Il che ci sembra già una forzatura non piccola; la Chiesa ospita nei suoi ranghi una quantità di omosessuali anche ad altissimi vertiginosi livelli; ha subito danni ingenti, specie in America, da suoi membri che appartenevano alla categoria; e quello che si legge e si sente provenire dal mondo cattolico non sembra ispirare preti suore e fedeli ad aggressioni. Tutt’altro. Ma ciascuno è padrone di cantare e suonare sopra le righe, se vuole.

Però ogni tanto sembra passare il segno. Si chiede Gayburg: “Cosa si può fare dinnanzi a questa aggressione? Probabilmente i gay le hanno già provate tutte: se si chiede l’assistenza delle istituzioni si otterrà solo silenzio. Se i post omofobi vengono segnalati a Facebook, si subirà l’onta di sentirsi dire che quegli insulti non violano le norme della loro community. Se si segnalano i fatti all’Unar, non si otterrà nulla. Stessa sorte spetterà alle segnalazioni inviate alla polizia postale. Infine, chiunque abbia contattato l’Unione Europea, probabilmente si sarà visto recapitare una folta documentazione che spiega come atti siano contro i principi comunitari, ma poi diranno di rivolgersi all’Unar o di intentare una costosa causa legale volta a denunciare l’Italia per inadempienza dinnanzi alla Corte Europea dei diritti dell’uomo (cosa non certo semplice da mettere in atto). Alla fine ci si renderà che si è soli dinnanzi ad un’aggressione incessante e violenta e ci si renderà anche contro che le istituzioni non muoveranno un solo dito per aiutarci. Non è Davide contro Golia, si è dinnanzi ad una pulce che rischia di essere travolta da un dinosauro finanziato dalle potentissime lobby internazionali di estrema destra. Qual’è (sic) l’unica soluzione? Provate a pensarci e vi accorgerete che l’unica parola che passa nella vostra mentre sarà ‘morte’ (sottolineatura nostra). Se Brandi è vecchio e si può presumere che la sua vita non durerà ancora a lungo, Mario Adinolfi è del del 1971 e c’è il rischio che possa insultarci per altri quarant’anni”.

Adinolfi parla di un’esplicita minaccia. Di sicuro, giocare con certi termini e con certe idee, è una grossa responsabilità. Vediamo quotidianamente che cosa sono capaci di fare i depressi o gli esaltati di turno, convinti anch’essi di agire per una giusta causa: a Nizza, a Monaco, a Rouen e così via.

A un vecchio cronista tutto questo ricorda in maniera drammatica l’inizio degli anni’70, quando la tragedia cominciava dall’uso di certe parole, e dall’esaltazione dei torti subiti, e continuava con l’indicazione dei bersagli. Pessimi ricordi. Non so se ci sarà qualche denuncia, ma come esempio di “hate speech” non è male.

E infatti Adinolfi continua: “Da tempo segnaliamo il livello di incredibile violenza raggiunto dal mondo Lgbt contro chi dissente, ma questa esplicita minaccia e indicazione di obiettivi da eliminare riteniamo debba essere presa in carico dalla magistratura e un sito così vergognosamente violento immediatamente chiuso”. E, soprattutto, stiamo attenti noi giornalisti a non sottovalutare certi segnali, in omaggio al pensiero dominante e all’aria trendy – anche in negativo – che porta a scomuniche e ostracismi modaioli.

P.S. Mi dicono che sui social c’è chi afferma che avrei equiparato le persone omosessuali ai pedofili. E’ evidente che nell’articolo non c’è nulla di questo; non di ciò si tratta, ma dell’uso nella polemica, di termini in sé pericolosi ed evocativi, come morte. –

 

L’articolo, debitamente rivisto e approvato da un vicedirettore, dopo qualche giorno scomparve, credo per i buoni uffici di una quadro intermedio, molto de sinistra e molto ammanicata con il mondo LGBT. E infatti, anche di quello, non c’è più traccia.Sono state queste le uniche due volte, in un’esperienza quasi quarantennale a La Stampa, che questo è accaduto. E come avete potuto leggere non si trattava certamente di articoli diffamatori.

Fa piacere allora che almeno adesso su La Stampa si possano leggere parole come quelle scritte da Mattia Feltri.

§§§

Facebook e Instagram hanno deciso di spegnere le pagine di CasaPound e Forza Nuova, movimenti neofascisti, e dei loro dirigenti. È successo ieri pomeriggio, di colpo, e dopo anni durante i quali da quelle pagine sono state diffuse idee piuttosto repellenti e al limite della legalità, almeno secondo i canoni di una stagione tremula e liberticida (la libertà d’opinione serve a tutelare specialmente le idee cattive ché a tutelare quelle buone sono capaci tutti).

Il problema non si esaurisce qui. Anzi, di problemi se ne aprono parecchi. Anzitutto è ignota la colpa specifica di CasaPound e Forza Nuova, se non quella generica di avere «diffuso l’odio», capo d’imputazione accettabile forse nei tribunali di Stalin e applicabile, ben oltre l’estrema destra, a metà della popolazione attiva online.

Niente, la condanna è pronunciata e inappellabile per editto del Re Sole, ossia Mark Zuckerberg, padrone dei social. Così, siccome il Re Sole ha chiuso CasaPound e Forza Nuova, che sono bande di brutti ceffi, chi se ne importa: toccherà riparlarne quando per identico capriccio si dovessero tumulare pagine più socialmente presentabili. Soprattutto si coglie, stavolta lampante, il paradosso di Facebook e Instagram, aziende private – ormai evolute a servizio pubblico per l’uso quotidiano di partiti, sindacati, associazioni – che dichiarano inaccettabili pagine espressione di consiglieri comunali, dunque accettabili per la Repubblica. Sulla legge dello Stato troneggia una legge privata, opaca e sovranazionale con cui si separano i giusti dagli ingiusti: se ne sono viste poche di robe più fasciste.

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38 commenti

  • Dissenso ha detto:

    Meglio soli che all’inferno dello scismatico.

    • Athos ha detto:

      Ha ragione Bergoglio quando afferma nelle prime righe della sua intervista che chi costruisce muri rimane solo. Ma allora dovrebbe anche spiegarci perché nella Chiesa antica gli eremiti fossero tanto venerati .

      • Perplesso ha detto:

        Afferma il Bergoglio che uno scisma è una condizione elitaria .
        Ma quando più di 1000 anni fa ci fu lo scisma d’Oriente si staccarono da Roma nazioni intere
        Ai tempi di Lutero, dopo sanguinose guerre tra i vari principi tedeschi, si arrivò ad una spartizione in zone d’influenza sulla base del “cuius REGIO, eius et religio”.
        Non mi sembra si trattasse di condizioni elitarie.

        • Iginio ha detto:

          Questa storia dell’elitarismo come nemico è vecchia, l’hanno tirata fuori per screditare Benedetto XVI (definito “elitario” ma per puro pregiudizio, anzi per calunnia) e favorire un nuovo pontificato di tendenza opposta, come poi si è verificato.
          Occorre dunque ribattere: finitela, noi non vogliamo essere elitari, vogliamo essere seri e coerenti, non banderuole come voi che siete semplicemente opportunisti e ignoranti.
          Certo, se poi a criticare Bergoglio e soci ci si mettono i pliniani, loro sì ridicolmente elitari, allora facciamo solo danni.

        • Rafael Brotero ha detto:

          Anzi, lo scisma greco si perpetuo’ contro l’intento di patriarchi, imperatori e anche concili ecumenici a causa della pressione popolare greca, che non voleva l’ unione con Roma.

  • Luca Antonio ha detto:

    Mai iscritto a fecebook ne’ ad altri social ma per chi ha questa passione e vuole un’alternativa al sito UsIsraeliano, consiglio VK.
    Oltre 400 milioni di account senza censure penso possano bastare . I padroni del discorso stanno perdendo il loro monopolio di controllo delle menti e si muovono ormai in modo inconsulto. Non vale neanche la pena contrastarli, basta adottare le alternative che ci sono e diffonderle.

  • Davide ha detto:

    “Ora su Facebook chi frequenta il sito vede di tutto. Al limite (e qualche volta anche oltre) la pornografia, insulti, malvagità, pettegolezzi e scemenze di ogni genere.”
    Credo che questa sia una buona ragiome per fare come faccio io: non usare Facebook, Instagram, Twitter e altri social.
    Chi li ha, dovrebbe cancellarli, considerando anche che ciò causerebbe un danno economico a questi social.

  • Fake news ha detto:

    La posizione del gestore del sito dovrebbe essere quella di essere al servizio della verità: ovvero i commenti da cancellare sono quelli che esprimono notizie false o impossibili come l’esistenza degli unicorni. Su Facebook se qualcuno afferma che i vaccini sono la causa dell’autismo, tu non sai se sia un medico o purtroppo la mia colf che ha studiato solo fino alla terza media

  • Paolo Giuseppe ha detto:

    Se fosse per me Zuckergerg sarebbe già morto di fame, semplicemente perchè non ho mai usato e non userò Facebook. Vivo benissimo ugualmente.
    Per quanto riguarda il mondo LGTBHUNSYTPAZXMI, il dominio della “cultura” omosessuale nella nostra società è uno dei tanti chiari sintomi che la nostra società è morta, come ho scritto anche troppe volte.
    Infine, in seno a Santa Madre Chiesa, se è vero che il papa a parole non ha mai sdoganato l’omosessualità, è anche vero che nei fatti l’omosessualità è ormai verità di fede. Ricordo qualche perla:
    – il vescovo di Anversa, tal Bonny, benedice con indosso la stola arcobaleno;
    – padre Martin non è mai stato smentito nemmeno mezza volta;
    – don Scordato (Palermo) benedice, durante la Messa, una coppia di donne prossime al matrimonio: è ancora al suo posto;
    – don Carrega organizza un corso di fedeltà per coppie omosessuali, come diocesi di Torino;
    – infine il mitico mons. Ricca, quello del “chi sono io per giudicare”, è sempre direttore di Santa Marta; se avete dubbi sulle sue “propensioni”, leggete la sua biografia.
    Serve altro?

    • Davide ha detto:

      Sì… Don Alessandro Santoro; anxhe lui indossa la stola arcobaleno.

    • OSSERVATORE LIGUSTICO ha detto:

      Allora ti farà piacere la scomparsa del capitano Trenta dal ministero della Difesa : infatti anche lei ha considerato come cosa buona l’unione di due ufficialesse della nostra marina militare in quel della Spezia e ha fatto in modo che la celebrazione dell’Unione civile venisse diffusa dalla TV di stato.

      • Iginio ha detto:

        Non erano neanche ufficiali tutte e due, solo una lo era, l’altra era sottufficiale. Tanto per dire com’è ridotta la disciplina militare.
        Per il resto, la ridicola Trenta prima spariva e meglio era. Detto da un non militare.

    • Lucy ha detto:

      C’è da aggiungere chr non semplici preti o vescovi ma un cardinale di peso nominato da Bergoglio ha dichiarato senza giri di parole l’anno scotso (maggio 2018) :” La condanna degli ATTI omosessuali non è più sostenibile “.De Kesel primate del Belgio.

      • Sherden ha detto:

        E infatti si vede com’è ridotta la Chiesa Belga (e tutte quelle nordico-moderniste): inconsistenza allo stato puro. Del resto, se una Chiesa non annuncia la Verità ma il fai-da-te dottrinale, perché dovrebbe essere preferita a
        qualunque setta umanitarista/buonista/ecologista/laqualunque?

  • Nicola B. ha detto:

    Post E link OT per non dimenticare. Perché sulla vicenda non cali il silenzio. Anche qui la CENSURA censura quello che non gli fa comodo, quello che gli fa comodo non viene censurato.

    http://www.ilgiornale.it/news/cronache/cala-silenzio-su-bibbiano-e-amici-foti-ricominciano-dare-1751065.html

    P.S anche se a qualcuno dà fastidio . posto links perché ancora siamo in democrazia e la Dittatura Totale non è ancora arrivata .

    • Nicola B. ha detto:

      Errata Corrige. Posto links OT

      • fake news ha detto:

        si, siamo in democrazia, ma è proprio l’utilizzo distorto della democrazia che permette di confezionare convegni come quello che tu ci hai indicato. OVVIAMENTE A SPESE DEL POPOLO ITALIANO. Ed è vero, Bibbiano sta già entrando nell’oblio. Conte, come è riuscito brillantemente a liberarsi da Salvini, vuole probabilmente anche liberarsi da Di maio : lo avrebbe fatto ministro degli esteri se non fosse convinto che quella carica potrebbe essere una trappola per il giovane collega ? Esposto al dileggio dell’Unione Europea e degli stati di tutto il mondo.

  • Marco Matteucci ha detto:

    “Non sono d’accordo con quello che dici, ma darei la vita perché tu lo possa dire”
    Questa è una citazione bellissima attribuita a Voltaire, il quale però non l’ha mai neanche immaginata, essendo in effetti frutto della sua biografa, la scrittrice britannica Evelyn Beatrice Hall.
    Questo per dire che spesso i medesimi principi hanno valori diversi a seconda di chi è che gli esprime.
    Facciamo un esempio:
    Se un gruppo di 150.000 persone di classe A decide di cambiare governo votando su una piattaforma gestita da privati automaticamente diventano eroi, salvatori della patria e della democrazia.
    Se invece le stesse cose vengono proposte da 30.000.000 di persone di classe B il giudizio è ovvio. unanime e perentorio: FASSISTI!
    Mia nonna era una pia donna e tutte le sere ci “costringeva” a recitare il Rosario, ma non ha mai avuto troppi peli sulla lingua e a chi gli domandava: “si ravvederanno mai i comunisti?” rispondeva: “Prima devono piovere i cassettoni!”
    CON QUESTO RISCALDAMENTO GLOBALE … FIGURARSI!

  • Milli ha detto:

    A rigor di logica avrebbero dovuto cancellare i profili di tutti quelli che hanno augurato la morte a Salvini, ma questo non è successo.
    Chi grida al lupo al lupo è lui stesso il lupo.
    Questo è fascismo globalizzato.
    Propongo di boicottare Fb e Instagram, per chi ce li ha.

    • Adriana ha detto:

      MILLI ,
      però andarsene ora da fb equivale alla secessione dell’Aventino …
      e lasciare anche quello spazio ai vari Chef Rubio dell’ intellighentia .

      • Davide ha detto:

        Andarsene via da fb significa innanzi tutto causare un danno economico ai suoi proprietari….. lasciamo pure che i vari Rubio & Co. continuno a cantarsela e suonarsela da soli.

      • Milli ha detto:

        Mah, non saprei, io non l’ho mai usata .
        Però penso che la comunicazione possa esistere anche senza FB , tramite altri social.
        Però per fare bene dovremmo abbandonare anche Google come motore di ricerca (non facilissimo visto che è messo di default in tutti i cellulari) e Whatsapp (c’è già Telegram come alternativa).
        Se va così , un giorno potremmo essere costretti a farlo.

  • LucioR ha detto:

    Una domanda da ignorante della materia: come si fa a creare una… (non so come si chiama) simile a Facebook o Instagram? E’ tanto difficile? Ci vogliono troppi soldi?

    • Zuzzerellone ha detto:

      Esisteva un tempo . Si chiamava Pol cioè POLITICA ON LINE. Poi il gestore morì e per qualche tempo il sito scomparve. Successivamente resuscito’ , ma i moderatori non erano all’altezza e il sito si trasformò nella fiera degli insulti.

      • Zuzzerellone ha detto:

        Fui bannato perché contraddicevo
        uno degli pseudo moderatori . Per un paio d’anni dovetti accettare di leggere ma senza poter scrivere . Poi un tirapiedi di uno dei presunti moderatori mi hackero’ il computer.

        • Zuzzerellone ha detto:

          POL è diventato una sottosezione di termometro politico. Ma i proprietari di termometro politico fanno tanta pubblicità per guadagnare che si fa fatica perfino a leggere. Non dovrebbe costare molto perché ad esempio una amena località alpina ha un suo sito per me di scarso interesse con tutte le discussioni sullo stato della neve sui sentieri e così via

  • Adriana ha detto:

    Evidentemente dissentire – anche se pacatamente – dalla ideologia LGBT , è scandaloso quanto il vecchio ” bestemmiare in chiesa “,
    vista la manovra espansiva del LGBT nella neochiesa del FUORI ,
    – oggi mascherata da ” chiesainuscita ” – ( alla ricerca della pentola d’oro alla radice dell’arcobaleno ) .

  • Sherden ha detto:

    Nella chiesa cattolica è da tempo in atto una manovra che tende ad assomigliargli molto: da una parte si ignora chi esprime una posizione diversa da quella del capintesta e dei suoi scodinzolanti turiferari e dall’altra – in perfetto silenzio – li si epura o li si rende numericamente inconsistenti nelle stanze dei bottoni.
    A guardare i risultati, parrebbe molto più efficace degli editti del Sultano di faccialibro.
    Il Grande Mentitore, per giunta recentemente reso evanescente, non avrebbe saputo far meglio.

  • Anonimo verace ha detto:

    Mai stato su Facebook. Ne sentii parlare per la prima volta al funerale di una persona a me molto cara
    Mi sembrò che il defunto mi suggerisse : non andare lì, potresti essere in pericolo. Ho letto di un conoscente che era stato bloccato . E, per quanto ne so, non è stato l’unico.
    Questo atto costringe gli esponenti delle due forze politiche alla clandestinità e quindi aumenta la loro pericolosità.
    Meglio conoscerli per poterli evitare.
    Mi associo a Fabrizio Giudici nel constatare che , purtroppo , questo può essere il primo passo per avvicinarsi ad un modello, questo si, analogo a quello che vige nella non liberale Russia.

  • Fabrizio Giudici ha detto:

    e applicabile, ben oltre l’estrema destra, a metà della popolazione attiva online.

    Ma questo non è un problema: arriveranno a censurarla tutta, anche ben più della metà. Rimarranno liberi quelli che hanno opportuna certificazione iBuoni™.

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