SISTINA, IL MAESTRO AURELIO PORFIRI: IL RINNOVAMENTO VA FATTO NELLA CONTINUITÀ.

22 Luglio 2019 Pubblicato da --

 

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, il Maestro Aurelio Porfiri ci ha inviato una seconda ponderata e corposa riflessione sul presente e sul futuro del Coro della Cappella Sistina, dopo la partenza del direttore precedente. Buona lettura.

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Abbiamo parlato molto della Cappella Sistina, delle speranze per il suo futuro dopo un recente passato non facile. Ma il futuro va costruito sul passato. Ecco allora non sarà inutile parlare di certi fondamenti della tradizione musicale romana, fondamenti che sono spesso vituperati e denigrati. Nei circoli musicali della mia Roma, laddove si riuniscono ancora musicisti di Chiesa, si parla spesso di una scuola romana di musica sacra e di una tradizione romana della stessa. In questi circoli, oramai sempre più ristretti e rachitici, si fa non di meno confusione fra i due elementi, essendo la scuola romana possibilmente un insieme di musicisti che in dati momenti storici hanno prestato il loro servizio presso Chiese, Basiliche e altre istituzioni religiose mentre la tradizione romana dovrebbe rappresentare una filosofia particolare della musica sacra. Ora, pur avendo detto questo, anche io cercherò di identificare la scuola con la tradizione romana, cioè membri di questa scuola dovrebbero essere considerati soltanto coloro che aderiscono al modello proposto dalla tradizione, un modello che a mio modo di vedere è stato spesso frainteso. Io credo che bisogna riflettere bene sui termini “tradizione romana” per cercare di andare a porre dei fondamenti al nostro modello interpretativo, fondamenti che partono da cosa si intende per “tradizione” e cosa si intende per “romana”. Non si intende dare una definizione assoluta e che tutto comprende, essendo consci di quanto la sapienza tradizionale ci dice: omnis definitio est negatio. Ma possiamo identificare alcuni fondamenti, in ogni caso, di questa scuola romana di musica sacra.

Cercando di comprendere questi elementi, anche se brevemente, sarà utile nella nostra breve investigazione di questi termini “tradizione della scuola romana”, di cui tanto si parla, ma di cui ben poco si conosce. Certamente alcuni degli elementi di cui parleremo, non mancano anche in altre scuole e non è detto debbano essere applicati esclusivamente alla musica, ma nel nostro caso, scopo di questo scritto è quello di fornire un modello interpretativo che spero sia utile per una maggiore riconsiderazione di questa categoria che, visto lo stato attuale della liturgia, è pressappoco morente, mancando musicisti che, consapevolmente o inconsapevolmente, ancora vivono delle idee che sono dietro questa grande tradizione. Quindi, se vogliamo celebrare il funerale di questa grande scuola, cerchiamo almeno di capire quale era la sua grandezza per poterla degnamente commemorare. Mi si dirà che non bisogna perdere le speranze di una sua riproposizione. Ma certamente la situazione attuale, direi quasi terminale, non fa affatto sperare in bene. Comunque cerchiamo alcuni elementi di comprensione per poterne almeno parlare con cognizione di causa. E la recente situazione della Cappella Sistina è utile come punto di partenza, in quanto essa è sempre stata considerata come il modello della scuola romana, l’istituzione che “dettava la linea”. Voglio prevenirvi: lo so che nella situazione attuale, parlare di queste cose può far sorridere. Molti mi diranno che è inutile, che bisogna lasciar perdere, che il mondo è cambiato. Accetto tutte le critiche. Eppure mi senti di dover dire con la Scrittura Tradidi quod et accepi; forse non interesserà a nessuno oggi, ma in un futuro spero non troppo lontano qualcuno vorrà guardare a queste cose con interesse e com rimpianto.

Assumere la continuità tra Roma pagana e Roma cristiana

Dopo decenni di propaganda anti romana (della Chiesa infatti detta romana), ci si è dimenticato il ruolo centrale di Roma non solo nella storia cristiana, ma in quella dell’umanità. Queato tema non è più molto trattato negli ultimi decenni, anche se fu un tema che ebbe una certa attenzione nella tradizione teologica Cattolica. Non è corretto, per una efficace interpretazione dell’evento cristiano, contrapporre in modo assoluto la Roma pagana e quella cristiana, in quanto la seconda fu un compimento della prima e ne accolse molti elementi. Quindi, questo superamento non fu nel senso della sostituzione ma nel senso del dare compimento a qualcosa e che molto ha a che vedere con il ruolo speciale che ha avuto (e che ha?) Roma nella storia dell’umanità. La grandezza che Roma raggiunse nel dominio materiale fu eguagliata poi nel dominio spirituale dalla Chiesa Cattolica. Ma la grandezza di Roma, non dimentichiamo, non era solo una grandezza raggiunta da un grande popolo guerriero, ma anche la grandezza di un grande popolo che era profondamente religioso. Non dimentichiamo che fin dalla sua stessa fondazione, Roma era immersa in gesti e simboli sacrali. Roma fu eminentemente città sacra fino dagli albori. Questo non va dimenticato quando si vuole capire l’humus sacrale in cui si è poi venuto a trovare il cristianesimo. Questo humus non lo hanno inventato i cristiani, ma lo hanno ereditato dai romani. Certamente, si potranno poi fare tutte le critiche che si vuole a certi usi dell’antica Roma, ma queste non tolgono la profonda religiosità del popolo romano. Di questi temi in modo approfondito si è occupato Georges Dumézil, con i suoi studi sulla religione romana arcaica.

Il Cardinale Alfredo Ottaviani (trasteverino e quindi figlio del popolo vero, non quello ideologizzato di certo progressismo ecclesiale) in un interessante e dimenticato studio del 1943 scrive proprio mettendo in luce questa continuità, avendo lui in mente, da giurista, l’evoluzione nel diritto: “Scrisse Plinio di un destino divinamente segnato per l’Italia a causa di Roma, quello di condurre gli uomini ad un unico consorzio di viver civile, diventando patria di tutte le genti. Eppure, quando egli scriveva pullulavano già i germi di quella corrosione che rendeva la Roma pagana impari a tale eletto destino” (vedi OTTAVIANI, ALFREDO (1943). Luce di Roma cristiana nel diritto. Stato Città del Vaticano: Tipografia Poliglotta Vaticana, pag. 7). Spiega meglio questo concetto il Cardinale trasteverino, poco più avanti: “Il Cristianesimo ritenuto nemico, e, ancor oggi da pagani in ritardo, accusato di aver distrutto l’Impero, in realtà venne a compiere l’antica, la grande aspirazione. Così la grazia perfeziona la natura e, anche in questo caso, ciò che è impossibile agli uomini, lo fa Iddio” (OTTAVIANI 1943, 8). Insomma, il Cardinale Ottaviani in questo breve studio aveva messo in luce alcune cose importanti: il destino divinamente segnato per Roma, l’universalità del messaggio di Roma, l’incontro-scontro con il paganesimo. Le accuse dei pagani ricordate dal Cardinale, echeggiano ancora oggi presso coloro che si richiamano al paganesimo, cioè quelle per cui il Cristianesimo avrebbe indebolito la forza dell’impero romano predicando amore e perdono. Ma l’amore e il perdono predicato dal cristianesimo è sempre nel segno della forza virile e del puro sentimento, non nel segno del sentimentalismo effeminato. Quella corrosione della Roma pagana, anche segnata dall’indebolimento del carattere virile dei romani, lo troviamo pari pari nella nostra epoca, in molta della musica prodotta per le Chiese al giorno d’oggi che ho ripugnanza a definire come “sacra”. Questa continuità fra la virile Roma degli antichi romani e quella dei cristiani è elemento importante e da ponderare attentamente. Tra gli attentati alla purezza dell’una e dell’altra c’è stato sempre quello del tentativo di rendere alcuni elementi effemminati, che non è lo stesso che dire femminile. Il femminile è forte, aggraziato ma non svenevole o sentimentalistico.

Questa continuità tra la Roma pagana e quella cristiana lo possiamo ritrovare nel concetto di “tradizione” che per i Romani era la mos maiorum. Io trovo molte similitudini tra il concetto di tradizione nella scuola romana di musica sacra e quello di mos maiorum per i Romani. Per i Romani la mos maiorum era la tradizione degli avi, quel modello a cui ci si riferiva in ambito giuridico, militare, religioso e via dicendo. Erano leggi non scritte, consuetudini che venivano seguite e di cui ci parla molto Cicerone ed altri grandi autori della classicità. Uno degli studi più interessanti su questo tema è quello di Hans Rech, pubblicato originalmente nel 1936 in lingua tedesca e riproposto nel 2006 in lingua italiana. In questo interessante volume l’autore ci espone l’importanza del mos maiorum per la prassi di vita dei Romani. Riprendendo le Etimologie di Isidoro di Siviglia, viene spiegata la differenza fra la legge e le tradizioni: “Fra la legge e le tradizioni vi è questa differenza, che la legge è scritta, mentre la tradizione è una consuetudine comprovata dall’antichità, ovvero è una legge non scritta. Infatti la legge è così chiamata dal fatto che doveva essere letta, poiché era stata scritta (vedi RECH, HANS (2006). Mos Maiorum. La tradizione a Roma. Roma: Settimo Sigillo, pag. 18). L’autore del volume va avanti spiegando: “L’espressione mos maiorum nel significato di tradizione vincolante è la più frequente e pertanto è formalizzata e fissata, tanto che non si dice mai moribus maiorum né more maiorum nostrorum , bensì sempre more maiorum o viceversa” (RECH 2006, 25). In effetti i grandi autori della classicità romana, come Cicerone, dicevano che “si decide secondo la tradizione” (more maiorum decernitur) o che è “permesso dalla tradizione” (more maiorum permittitur) o di “ricordare secondo la tradizione” (more maiorum commemorare, RECH 2006, 24). Questa centralità della tradizione nella vita dei Romani era anche quella che informava la grande scuola romana e i suoi miti di fondazione, come quello del ruolo di Gregorio Magno nell’evoluzione del canto liturgico o della esemplarità dell’opera musicale del Palestrina. Attenzione a non confondere la verità storica con il senso di questi racconti, in quanto essi, accurati o meno dal punto di vista cronologico, servivano per dare un senso compiuto a certi stilemi che si andavano configurando nell’ambito della stessa scuola, come quello di un grande Papa, cioè la Chiesa stessa, che dava inizio al canto e alla coralità liturgica, con l’istituzione delle Scholae Cantorum come luoghi di coltivazione dello stesso canto liturgico e quindi come luoghi in cui si custodiva il fuoco della tradizione; o quello del musicista esemplare che in se aveva riassunto tutte le conquiste dei secoli precedenti nell’ambito polifonico ed era stato poi preso a modello per custodire questo patrimonio della musica sacra di scuola romana per i secoli a venire. Interessante anche sarebbe riflettere come questo continuo richiamo ai padri fondatori sia stato anche alla base del successo del progetto “Stati Uniti d’America”, un progetto che si basava su questo continuo richiamo a documenti fondanti ma che si sta lentamente sfaldando allo stesso modo per cui l’impero Romano stesso fu corroso al suo stesso interno. Lo scrittore francese Eric Zemmour nel suo “L’uomo maschio” denuncia chiaramente questo pericolo che si è oramai impadronito anche delle nostre liturgie: “Il progressivo smantellamento di una società patriarcale ha prodotto una donna mascolinizzata e un uomo svrilizzato, dunque femminilizzato, perfettamente interscambiabili tra loro. Se prima infatti le rivendicazioni sull’uguaglianza dei sessi erano di carattere giuridico ed economico, di conseguenza ragionevoli e legittime, queste sono diventate di carattere antropologico. Sembrerebbe così disegnarsi all’orizzonte una figura nuova: l’essere umano unisex. Perché dove c’è convergenza delle identità sessuali c’è di conseguenza annullamento. Il maschile e il femminile si cancellano a vantaggio di un ibrido modello androgino in una società artificiale e post-umana. Lo stesso Alain De Benoist ne La femminilizzazione dell’Occidente aveva scritto in relazione al rapporto tra i sessi:  “la Modernità tende a sopprimere le differenze, di qualsiasi natura, a vantaggio di un modello omogeneo. Tale omogeneità risponde in primo luogo alle esigenze del capitale, cui occorre trasformare l’esistenza quotidiana in un immenso mercato, dove desideri e bisogni si somigliano”. Il pamphletista Zemmour denuncia così l’uomo sottomesso all’ideologia dominante, il quale ha perso la sua autorità e autorevolezza all’interno del nucleo famigliare quanto in quello sociale. L’uomo ideale oggi? “Si depila. Fa incetta di prodotti di bellezza. Indossa gioielli. Crede fermamente ai valori femminili”, mentre la donna, ora integrata, più o meno, nel mercato del lavoro (forzato), cerca di emanciparsi anch’essa indossando i pantaloni e inseguendo il mito della donna in carriera, in stile Vanity Fair senza però abbandonare il sentimentalismo di Sex and the City. Perché in fondo tutto ciò che è emotivo è propenso al consumo di notizie, immagini e prodotti. Il sesso femminile, nettamente più compulsivo di quello maschile come aveva fatto notare un secolo prima in Sesso e Carattere lo scrittore austriaco Otto Weininger, è di conseguenza più esposto alla civiltà dei consumi” (CAPUTO, SEBASTIANO (2015). Svirilizzati e femminilizzati. L’Occidente denunciato da Eric Zemmour. L’Intellettuale Dissidente). Questo pericolo denunciato da Zemmour non è oramai un pericolo, ma una concreta e palpabile realtà.

In cosa si può anche identificare questa continuità fra le due Rome? C’era nella romanità il concetto di virtus, quella dote che denotava la valentia, il coraggio. Non dimentichiamo che i romani erano popolo di grandi guerrieri, in cui i “trionfi” per i vincitori erano un evento a cui si partecipava volentieri. Ecco, questa virtus, questo senso virile della vita, militare nel senso più nobile, è passato nella tradizione romana musicale, in quelle composizioni austere e nobili, come nel canto gregoriano, o fastose e solenni, come nella polifonia. Ma questo fasto non era per nascondere l’oggetto del fasto stesso, non era il panem et circenses per ammannire il popolo. Dava veramente gloria ed onore al generale vincitore. Era un evento religioso con un proprio rituale che doveva essere rispettato Così è per la nostra musica di scuola romana, che non era solo per dimostrare il fasto di questa o quella corte (c’entrava anche questo, non si può negare) ma era sempre centrata al mistero che si celebrava. Purtroppo i germi della corruzione dell’effeminatezza sono spesso entrati in questo ambito e hanno corrotto il più possibile la pura tradizione romana. Oggi questi germi, debbono essere dichiarati vincitori e sovrani, avendo il sentimentalismo e l’effeminatezza completamente conquistato le nostre liturgie. Recensendo sul suo blog un testo che raccoglie gli scritti del Cardinal Biffi (Ubi Fides Ibi Libertas, Cantagalli) il giornalista Aldo Maria Valli affermava:  “(…) oggi, a differenza di come la vedeva Biffi, la mancanza di fondamenti ci sta lasciando in sorte non tanto la disperazione (sentimento che presuppone comunque una domanda di senso), quanto un’ottusa inconsapevolezza, quel sentimentalismo condito di edonismo che si preoccupa del contorno, dell’apparenza, della location, e non della sostanza e dei perché. Se fossi generoso, girerei dunque con il libro di Biffi per donarlo a tutti gli ottusi sentimentalisti che incontro. Invece sto diventando un vecchio barbogio, e il libro di Biffi me lo tengo stretto” (VALLI, ALDO MARIA (2016). Sulla Chiesa-bancomat, il sentimentalismo ottuso e un bel libro in onore di Biffi. www.aldomariavalli.it).

C’è oggi, anche nelle nostre liturgie, questa mortale confusione fra misericordia e giustizia, fra quello che è buono e giusto e le concessioni che in alcuni casi si possono fare. Lo dice bene il sociologo Gianfranco Morra, autore di testi importanti sulle trasformazioni nel Cattolicesimo: “L’uomo cristiano ed europeo, di Platone ed Aristotele, Sant’Agostino e San Tommaso, considera la giustizia come la virtù più alta: «Vivere onestamente, non fare del male a nessuno, dare a ciascuno il suo» (honeste vivere, nemimen laedere, unicuique suum tribuere). È una giustizia umana, troppo spesso calpestata, e anche insufficiente quando non è accompagnata da quella misericordia, alla quale ci invita l’Anno Santo come a uno dei gradi più alti dell’esperienza religiosa: «Beati i misericordiosi, essi otterranno misericordia» (Mt 5,7). Una misericordia che non è né populismo né sentimentalismo né lotta di classe né teologia della liberazione. Perché vive sopra e oltre la giustizia, non contro o al suo posto” (MORRA GIANFRANCO (2015). La misericordia cristiana non è né populismo né sentimentalismo né lotta di classe perché vive oltre la giustizia, ma non al suo posto. Italia Oggi. Numero 291  pag. 16 del 08/12/2015.  http://www.italiaoggi.it/). Il senso di fare ciò che è giusto e degno per il valore di questi due concetti, si perde oggi nei fumi del buonismo e sentimentalismo che sta corrodendo non solo la scuola romana (oramai quasi morente) ma la Chiesa tutta.

Elemento importante collegato a questi e al concetto di mos maiorum era il rispetto per gli antenati. Per il romano il rispetto degli antenati era centrale nella loro concezione della vita, gli antenati erano coloro che davano validità al mos maiorum. Così è per la nostra scuola romana, in cui il rispetto dei modelli era valore importante e sempre tenuto in altissima considerazione. Ad essi ci si riferiva, all’inizio per imitarli e in seguito, se si poteva, per superarli. Ma già il fatto di imitare modelli importanti garantiva una certa dignità nella composizione, se non l’originalità che probabilmente può essere data solo a coloro in possesso di un talento superiore. Anche questo elemento al tempo nostro si è corrotto in due diversi problemi: da una parte la “divinizzazione” del modello, come se al di fuori di esso non fosse possibile fare musica decente, dall’altra “l’uccisione del padre”, questa tendenza a denigrare chi ci ha preceduto per dimostrare che il contemporaneo è l’unico modello valido, in una concezione contraria e opposta a quella della scuola romana e che, a ben vedere, ha spiccati connotati hegeliani, lo spirito che avanza verso continui miglioramenti distruggendo quello che lo precede nella dialettica della tesi e dell’antitesi. Il rispetto per i predecessori, nella scuola romana, garantiva due cose fra loro collegate: il senso della continuità e la validazione dell’insegnamento che all’interno della scuola stessa veniva impartito, che era un insegnamento non tanto dato in termini teoretici ma per via di esperienza diretta con la prassi esecutiva. Non si vuole certo sostenere che tutti i modelli fossero validi in quanto tali, sarebbe assurdo l’asserirlo. Ma anche coloro che si discostavano dalla purezza della scuola romana, fornivano elementi per delimitarne i confini e la metodica. C’è una differenza fondamentale tra coloro che si distanziano da una scuola con il desiderio di innovare e coloro che invece rinnegano i principi di questa scuola nei suoi fondamenti primi.

La Congregazione dei musici di Santa Cecilia fu fondata proprio per salvaguardare coloro che operavano nel campo musicale nella città eterna, per garantire coloro che erano parte di quella che veniva chiamata “la professione romana” (e la quale corporazione di musicisti, sarà bene ricordarlo, sarà in contrasto perpetuo con i cantori pontifici proprio per chi dovesse essere considerato come il vero garante di queata tradizione). La storia di questi maestri, cantori, organisti, dovrebbe essere fatta con grande attenzione e certo non possiamo dimenticare i due recenti magistrali volumi sulla Cappella Giulia, coro del capitolo vaticano, per mano del noto musicologo Giancarlo Rostirolla. Si era pensato che fosse necessario garantire con un collegio giudicante una certa identità corporativa in coloro che aderivano alla professione romana. Questo perché si giudicava come di fondamentale importanza che potessero fare musica in Chiesa solo coloro che erano atti e preparati per questo, un concetto che oggi è stato completamente ribaltato.

Aurelio Porfiri

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45 commenti

  • Nicola Bu ha detto:

    Per chi si lamenta e contesta il termine di FALSA CHIESA riportato nei messaggi di Anguera , ecco delle VISIONI APPROVATE DALLA CHIESA RICEVUTE DA UNA DONNA BEATIFICATA DALLA CHIESA. QUINDI SIA LE VISIONI CHE LA VITA DELLA BEATA CATERINA EMMERICK SONO STATE UFFICIALMENTE APPROVATE DALLA CHIESA. In queste Visioni si parla di 2 Papi e di UNA FALSA CHIESA ed ancora delle NEFASTE CONSEGUENZE DELLA FALSA CHIESA. IL TUTTO SCRITTO 2 SECOLI FA. La Chiesa ha approvato la Santità della Emmerick e dichiarato che è BEATA ed inoltre ha APPROVATO LE SUE RIVELAZIONI. Se ciò non sta bene a qualcuno e che la Madonna lo ribadisca ULTERIORMENTE ai giorni nostri DOPO 2 SECOLI non posso farci niente. Evidentemente per queste persone c’è una sola e vera Chiesa DOVE SI FANNO ALLEGRE GRIGLIATE DAVANTI AL SANTISSIMO , DOVE SI FANNO SPETTACOLI DI DANZA CON NOTI PERSONAGGI DEL MONDO LGBT NELLE CATTEDRALI , CHIESA DOVE SI PUÒ DIRE IMPUNEMENTE CHE GESÙ NON HA PARLATO DI DIVORZIO IN QUANTO AL TEMPO NON ESISTEVANO I REGISTRATORI E CHIESA DOVE SI PUÒ DIRE IMPUNEMENTE CHE IL DIAVOLO NON ESISTE. LO SI PUÒ DIRE IMPUNEMENTE PERCHÉ IL CAPO DI QUESTA ” VERA CHIESA”È AMICO TUO ( ovvero amico del Generale dei Gesuiti) ” . .. Questa ” VERA CHIESA ” dove un sacerdote che fa una predica ( Padre Pusceddu ) sulla gravità del peccato di omosessualità citato dalla Lettera ai Romani viene rimosso per questo dal suo Ministero. Ecco questa per qualcuno è la VERA CHIESA. COMPLIMENTI!! P.S. Dei rapporti tra Pedro Regis e Don Minutella non me ne frega niente. Si tenga la sua ” vera Chiesa “.

    https://www.antoniosocci.com/la-profezia-della-beata-anna-caterina-emmerich-sul-tempo-dei-due-papi-e-delle-due-chiese-parla-di-oggi/

    • Fabrizio Giudici ha detto:

      Non facciamo confusione. Io tengo in gran considerazione le visioni della Emmerich, se non altro perché ormai il 90% di quel che ha detto si è avverato (il che, purtroppo, vuol dire che non sono state tenute presenti e non sono servite a molto). Ma _non sono visioni approvate dalla Chiesa_. Non sono né approvate né rigettate: sulle sue visioni non c’è alcun giudizio. La Emmerich è stata beatificata, ma la beatificazione personale e l’approvazione delle visioni sono due cose differenti.

      Secondariamente, bisogna sapere leggere i testi correttamente. Il passaggio dei “due papi” è stato interpretato erroneamente da qualcuno e poi il meme si è diffuso. I “due papi” che vide la Emmerich non erano due papi “in contemporanea”, ma “un papa del passato” ed “un papa del futuro”, il primo virtuoso e il secondo no. Dunque, la cosa può essere benissimo legata ai nostri tempi, ma non alla presenza di due biancovestiti contemporaneamente a Roma.

      Francamente sono davvero stufo di leggere discussioni sulle visioni che non sono state approvate: sono grandi perdite di tempo e, in questo caso, veramente divisive. Nel momento in cui tutto quello che c’era da prevedere è stato detto nelle visioni approvate, non c’è alcun senso nel continuare a citare quelle non approvate. Nel momento in cui certa gente non è capace di comprendere i tempi basandosi sui fatti presenti, ovvero sulla perversione della Chiesa visibile, è perfettamente inutile tentare di convincerli usando una qualsiasi mariofania.
      Se poi si cercano dettagli nelle visioni, tipo date future o modi specifici per uscire dalla crisi, si perde dell’altro tempo: il messaggio comune e fondamentale di tutte le mariofanie è “convertitevi e fate penitenza”. E anche in questo caso bastano e avanzano le mariofanie approvate.

  • Iginio ha detto:

    Scusi, Tosatti, cambio argomento e le segnalo questo, qualora le fosse sfuggito:

    Papa Francesco con Chirografo dell’8 maggio 2019 ha disposto la soppressione del Tribunale di appello del Vicariato con conseguente competenza del Tribunale della Rota Romana.

    Si vocifera che la mossa sia dovuta al fatto che il presidente del tribunale soppresso rigettasse molte sentenze di primo grado di nullità matrimoniale. Poco “misericordista”, insomma. E tanti saluti al Diritto e alla Legge. Tanto il Papa “può fare quello che gli pare”, no?

  • Gaetano2 ha detto:

    Credo che molti di voi abbiano già visto questi filmati, ad ogni modo:

    https://m.youtube.com/watch?v=fHZtbnaXuGk

    https://m.youtube.com/watch?v=QxcOv4zPoVo

  • Iginio ha detto:

    Molto bene, però focalizzerei alcuni punti:
    1.la Tradizione non è un assoluto, altrimenti staremmo ancora ai Lupercalia o alle vestali; quella che conta è la Tradizione cristiana;
    2. Benissimo sul ruolo speciale (meglio: provvidenziale) di Roma, il che però presuppone che Roma abbia un’identità e non sia solo un agglomerato di gente, come le metropoli occidentali di oggi; inoltre l’identità di Roma non va confusa con la massa di burini e borgatari che la popola oggi e che viene riprodotta a guisa di stereotipo macchiettistico in tv e al cinema;
    3. anche Palestrina innovò rispetto alla tradizione musicale di allora;
    4. Il guaio è che oggi spesso nei coretti delle chiese con le chitarre ci sono soprattutto donne, e i canti risentono quindi della presenza esclusiva di voci femminili (da ciò quel tono tra il lagnoso e il dolciastro spesso avvertibile nei canti delle messe); occorrerebbe invece reintrodurre cori con voci virili e più “basse”. Ma è chiaro che, finché persiste la mentalità per cui le cose di chiesa sarebbero roba da donnette (e da preti)…

  • Nicola B. ha detto:

    Per il Sig. Mario. Tra le tante profezie di Anguera realizzatesi con molto anticipo c’è quella” dell’abbandono del Re in una data maestosa ” ( = Re= Ratzinger; data maestosa = 11 Febbraio) e che conseguentemente ” la Chiesa avrebbe preso un altro corso”…..Le profezie sulle catastrofi che si sono realizzate inoltre sono innumerevoli. Leggersi prego il libro ANGUERA AVEVA RAGIONE. Poi a proposito di catastrofi ( realizzate dagli uomini però) ed annunciate da Maria, possiamo vedere i messaggi della Madonna a Fatima che annunciò che ” se gli uomini non si fossero convertiti sarebbe arrivata un’altra guerra…” Perciò de che stiamo a parla’ caro amico ? Inoltre c’è un video di un Santo e Dotto Sacerdote ( Don Leonardo Maria Pompei ) in cui il Sacerdote spiega perché crede alle Apparizioni in Anguera. Inoltre c’è una Commissione della Chiesa che sta studiando le Apparizioni di ANGUERA e che NON SI È ANCORA ESPRESSA NÉ IN SENSO POSITIVO NÉ IN SENSO NEGATIVO . Se i messaggi sul MAGISTERO DELLA CHIESA CATTOLICA CHE VIENE CAMBIATO (cosa sotto gli occhi di tutti) non piacciono, io non ci posso fare niente. P.S. Il grande René Laurentin ebbe a dichiarare che se la Madonna fosse apparsa a Bernadette ai giorni nostri, il clero di oggi l’avrebbe fatta rinchiudere in manicomio….

    Le apparizioni di Anguera, Don Leonardo Maria Pompei – gloria.tv
    https://gloria.tv/video/6jJdT8bjta2bAJiiEfFSGVKkT

    https://youtu.be/xGJR__92eT8

    • Nicola B. ha detto:

      Inoltre visto che lei sig. Mario dice che nei messaggi di Anguera ” non si parla MAI di AMORE” , SE LEI LEGGESSE I MESSAGGI DI ANGUERA, ne troverebbe MOLTISSIMI che invitano all’amore per: a) i lontani b) i peccatori c) gli uomini di Chiesa. Ed INVITA TUTTI NOI A PREGARE PER TUTTI LORO e a dare testimonianza ai peccatori e lontani per avvicinarli a Gesù. Perciò de che’ sta parlando caro amico ? De che’ ?

      • MARIO ha detto:

        Non serve che scriva in dialetto per accentuare il suo dissenso nei miei confronti.
        Riporti messaggi, non chiacchiere.
        Ho letto circa 100 messaggi dell’anno scorso (poi mi sono annoiato…) e la parola AMORE l’ho trovata solo in due messaggi, dove si parla di “amore alla verità” (non di amore verso Dio o verso il prossimo), naturalmente nel contesto del continuo e insopportabile sproloquio su “vera Chiesa e falsa Chiesa”.
        Mi risponda invece sul rapporto Pedro Regis – Minutella.
        Pace e bene.

    • MARIO ha detto:

      Per essere convincente, lei dovrebbe rispondere a tutte le mie obiezioni e non selezionare solo quelle che le fanno comodo.
      Per quanto riguarda don Leonardo Maria Pompei, nel filmato da lei postato (che avevo già visto e il cui contenuto mi aveva confermato nelle mie opinioni) mi sembra che insista un po’ troppo sul sensazionalismo fine a se stesso; credo inoltre che gli manchi una buona dose di discernimento, se arriva ad anteporre Anguera a Medjugorje; non credo infine che la sua opinione sia più autorevole di quella di altri sacerdoti, teologi e persino esorcisti di fama internazionale (Padre Fortea e Padre F. Dermine, per citarne due), che hanno opinioni completamente opposte alle sue.
      Perchè non ha citato a sostegno di Pedro Regis anche il suo amico (don) Alessandro Maria Minutella ?
      Fra poco vedremo chi ha ragione…
      Pace e bene.

      • Nicola B. ha detto:

        Perché non si vede il filmato in cui un Vescovo Brasiliano che è nella commissione di Indagine su Anguera dice che al momento non c’è alcuna posizione riguardo ad Anguera ovvero che sono Apparizioni in Via di studio né approvate né condannate ? Ah ovvio è perché FA TESTO LA SUA POSIZIONE. P.S. Tanto per rinfrescare la memoria, i veggenti africani di Kibeho dissero che nelle visioni fatte vedere loro dalla Madonna, videro un grande lago, rosso sangue coperto di cadaveri . Era l ‘anticipazione del genocidio avvenuto tra Hutu e Tutsi. I Vescovi africani approvarono le Apparizioni ed i messaggi ( anche quelli CATASTROFICI…………) Eh sì i vescovi africani sono politicamente scorretti….Ma la Madonna che il Magistero della Chiesa sarebbe stato cambiato lo ha detto sin dall’inizio ad Anguera, anni 80 quindi , quando tutto ciò che sta avvenendo oggi non era minimamente immaginabile…… Questo perché la cosa più grave per la Madonna è LA CONSEGUENTE PERDITA DI ANIME , anche se questo non interessa o dà fastidio nella Chiesa Buonista di oggi. Ma si sa, quelli che piacciono sono i messaggi tranquilizzanti ovvero VA TUTTO BENE, DORMITE PURE SONNI TRANQUILLI.

    • Antonello ha detto:

      Per quel che riguarda Anguera, certo è vhe se io tutti i giorni dico che succederà qualche catastrofe da qualche parte, prima o poi qualcuna la indovino. Poi il nesso tra Re Ratzinger e la data maestosa 11 febbraio dove sarebbe?? Laciamo perdere apparizioni varie e messaggi catastrofici. Stiamo con i piedi per terra e lo sguardo sulla realtà delle cose, per favore.

      • MASSIMILIANO ha detto:

        Se stiamo alla realtà delle cose la situazione è uguale uguale a quella descritta in tutte le apparizioni riconosciute dalla Chiesa. . Basterebbero da sole La Salette Fatima e Civitavecchia. Su Anguera possiamo anche avere dei dubbi, ma le profezie date da Maria Santissima negli ultimi due secoli non andrebbero disprezzate. Quindi piedi per terra si, ma con lo sguardo rivolto verso il Cielo! Saluti.
        Massimiliano.

        • Anto ha detto:

          Se stiamo alla realtà delle cose, ad Anguera la pseudo-Madonna ha fatto un sacco di previsioni catastrofiche che non si sono mai avverate. Poi il nesso con La Salette e Civitavecchia lo vede solo lei. Civitavecchia è riconosciuta dalla Chiesa? Ma dove?
          La Salette ha fatto delle previsioni che si sono dimostrate false e stiamo aspettando ancora ora che si compiano. Anche la visione di Leone XIII parlava di 80-100 anni di prova che sono ormai passati da un pezzo. A medjugorie stanno apsettando da 40 anni i famosi segreti. Ma piantiamola con queste paramoie millenariste da setta protestante.

          • MASSIMILIANO ha detto:

            Anto Anto, quanta sicumera nel Suo argomentare. Quanta bramosia nel voler dire senza sapere. Quanto ciarpame in così poche parole. La profezia non è un calcolo algebrico… Lo rammenti sempre, Le servirà. La esorto a alzare davvero lo sguardo verso il cielo. Guardarsi sempre le scarpe non Le fa bene… Saluti.
            Massimiliano

          • Antonello ha detto:

            Caro Massimilaino, avrò anche usato tanta sicumera, ma Lei non ha risposto alle mie obiezioni

      • Nicola B. ha detto:

        11 Febbraio = Apparizione di Maria Santissima a Bernadette a Lourdes….ecco dove sarebbe la data maestosa…..Vabbè che oggi è in voga l’autodemolizione del Cattolicesimo e quindi…

        • Nicola B. ha detto:

          P.S. 11 Febbraio rinuncia di Ratzinger, questo per la cronaca. I fatti sono i fatti anche se danno fastidio….

          • Antonello ha detto:

            E perchè la data dell’apparizioni di Lourdes sarebbe una data maestosa? Se fosse capitato nelle data delle apparizioni di Fatima, o a Natale, o a Pasqua, o a sn Padre Pio, o a Santa Teresa, etc. non sarebbe stata maestosa o lo sarebbe stata lo stesso? Se uno vuole, in ogni giorno c’è motivo di considerare la data per qualche motivo maestosa. Il suo ragionamento non ha senso.

          • Anto ha detto:

            E perchè Re starebbe per Ratzinger? Lei fa dire alla pseudo profezia quello che non dice. Lei parte dal presupposto che si riferisca a Ratzinger e per dimostrarlo ritiene che Re si riferisca a Ratzinger e 11 febbraio sia una data maestosa. Ma il suo ragionamento è fatto al contrario. Lei dovrebbe prima dimostrare che con la parola Re ci si riferisce a Ratzinger e con Data Maestosa si intenda l’11 febbraio, e solo dopo collegare Ratzinger con l’11 febbraio. Il suo è un claasico caso di pre-giudizio illogico, perchè spiega quello che viene prima con quello che viene dopo, anzichè il contrario.

        • MASSIMILIANO ha detto:

          Beh, carissimo Anto forse è Lei che dovrebbe argomentare… Probabilmente Lei è solo molto impreparato. Studi ripassi rilegga e poi ritorni. Sicuaramente saprà spiegare meglio le Sue dissertazioni in materia. Stia bene. Saluti.
          Massimiliano

          • Antonello ha detto:

            Caro Massimiliano, io sarei impreparato su cosa? mi faccia degli esempi concreti e mi dimostri che con Re si intende Ratzinger e con data maestosa il giorno 11 febbraio e poi ne riparliamo. Intanto per incominciare a che data risale questa profezia della Madonna di Anguera? citiamo le fonti in maniera corretta.

          • Antonello ha detto:

            Allora, caro Massimilaino, dato che io dovrei studiare e documentarmi, secondo lei, così ho fatto.
            La grande profezia di cui stiamo parlando non esiste. Nicola B. ha arbitrariamente messo insieme tagliuzzandoli a piacimento 2 messaggi diversi presentandoli ambiguamente come lo stesso messaggio. Uno è il messaggio 2963 del 01/03/2008 in cui si dioce solo che in una data maestosa i fedeli piangeranno e le direzioni della Chiesa Cambieranno. L’altro dovrebbe essere il 2960 che dice che iol re berrà il calice dell’abbandono (e non che il re abbandonerà). Bel modo di fare profezie tagliuzzando frasi strampalate a proprio piacere. Si vergogni, lei e Nicola B.

          • Antonello ha detto:

            Mi correggo perchè ho fatto un errore di battitura: messaggio 2962 (e non come erronemante indicato 2960)

  • Nuccio Viglietti ha detto:

    …a tal proposito leggere corrosivo elzeviretto LITURGIE MODERNE del 25 sett. 2018 su…https://ilgattomattoquotidiano.wordpress.com/

  • Pier Luigi Tossani ha detto:

    interessantissima la parte sulla svirilizzazione radicaleggiante dell’uomo, per motivi ideologico-politici.

  • franz ha detto:

    troppo spesso , durante la celebrazione eucaristica , si autorizzano musiche , diciamo improprie , per non dire demenziali – basta constatare che i sacerdoti stessi ballano con i chierichetti, manco fosse una festicciola di compleanno, Ma anche senza questi eccessi , si pensi alle musichette con canti che riprendono salmi , in sè buone, ma che impediscono il raccoglimento interiore di preparazione alla comunione ed al ringraziamanto , Chi li vuole, chi li impone o tollera ,non si rende conto che impediscono quella indispensabile partecipoazione alla – sacra azione- che il celebrante sta operando ? Papa PIO XII diceva che la liturgia della messa deve esser considerta come se la messa fosse celebrata direttamente da Gesù Cristo. E’ APPENA USCITO UN LIBRETTO edito da Fede & cultura , IL SUMMORUM PONTIFICUM DI BENEDETTO XVI , con scritti del card. Sarah, Muller , di mons. Pozzo e padre Nuara , padre Folsom di Gotti Tedeschi e Mosebach, e altri . PER CHI VUOLE INTENDERE L’IMPORTANZA DEL SUMMORUM PONTIFICUM E’ FONDAMENTALE .

  • egt ha detto:

    Ha ragione Porfiri , la musica sacra è parte della liturgia, anche la musica serve a creare quella – PARTECIPAZIONE INTERIORE . di chi assiste alla Santa Messa , che è fondamentale , poichè la liturgia non è forma , è SOSTANZA .Forse è proprio per questo che qualcuno cerca di confonderla con musiche che hanno il solo effetto di DISTRARRE il fedele , durante la consacrazione , durante la comunione , durante il ringraziamento. Per queste ragioni – pastorali- e non politiche , Papa Benedetto XVI ha scritto il motu proprio Summorum Pontificum ,grazie al quale la liturgia non corre il rischio di dimenticarsi di Dio. Ettore Gotti Tedeschi

  • Capitan trinchetto... ha detto:

    Cosa c’entra, illustrissimi, palazzo San Giorgio con la tradizione musicale romana?

    • wp_7512482 ha detto:

      Niente, direttamente. Ma quella guglia verso il cielo mi sembrava un cantico di gloria, per analogia. Nostalgia.

  • Nicola B. ha detto:

    Ultimissimo messaggio della Madonna ad Anguera in Brasile. ”

    https://www.apelosurgentes.com.br/it-it/mensagens/4830

    ” UNA GRANDE GUERRA SUCCEDERÀ TRA I CONSACRATI….”

    • MARIO ha detto:

      E lei crede ancora alle apparizioni di Anguera ?
      Riporto anche per lei i miei commenti a un post del 06.07.2019.

      1 – La prova che le presunte apparizioni di Anguera sono false non sono solo i contenuti di questi messaggi ma anche le parole e l’atteggiamento di questo veggente, Pedro Regis, che ha la presunzione e l’arroganza di proclamarsi al di sopra di ogni autorità ecclesiastica, “anche la più alta”, al pari del suo amico Minutella.
      I messaggi di Anguera hanno l’unico scopo di creare o aumentare la divisione all’interno della Chiesa; e sappiamo chi è il divisore per eccellenza…
      C’è una differenza abissale tra Anguera e Medjugorje: i messaggi e l’atteggiamento dei veggenti sono assolutamente antitetici. Non essendo possibile che la Madonna usi linguaggi opposti in apparizioni diverse, ritengo che le apparizioni di Medjugorje siano vere, mentre quelle di Anguera siano false.

      2 – Ecco le prove per cui, secondo me, le presunte apparizioni di Anguera sono false:
      – I messaggi vengono trasmessi attraverso “scrittura automatica”, di cui si conosce l’origine.
      – I messaggi insistono continuamente sulla contrapposizione tra “vera Chiesa” e “falsa Chiesa” (come Minutella), alimentando la divisione. Come si può pensare che la Madonna possa contribuire in qualsiasi modo a dividere la Chiesa, che è il Corpo Mistico di suo Figlio ? La Madonna a Medjugorje ha ripetuto per anni: “Non giudicate i vostri pastori.”
      – I messaggi parlano spesso di eventi catastrofici, generando ansia invece di pace. La Madonna a Medjugorje dice testualmente: “Quelli che fanno predizioni catastrofiche sono falsi profeti” (Messaggio 15.12.1983).
      – I messaggi non parlano mai di amore, ma insistono continuamente sulla difesa della verità, individuando il nemico nella “falsa Chiesa” , da combattere e odiare. A Medjugorje la Madonna parla continuamente di amore e invita non tanto a difendere quanto a diffondere la Verità, con la testimonianza della vita e l’Amore verso Dio e verso tutti gli uomini, in quanto figli dello stesso Padre e pertanto nostri fratelli (Verità=Gesù=Amore). Su questo verremo giudicati.
      – Pedro Regis fa e promuove l’apologetica di se stesso, sforzandosi continuamente di dimostrare che le presunte profezie contenute nei suoi messaggi si sono avverate. Cosa mai vista nelle apparizioni riconosciute dalla Chiesa, nè in quelle di Medjugorje.
      – Pedro Regis, con arroganza inusuale per un vero veggente, diffida chiunque, all’interno della gerarchia ecclesiastica (a qualunque livello), osi dare un giudizio negativo o interpretazioni diverse dalle sue ai suoi presunti messaggi. Di nuovo, cose mai viste…
      – L’amicizia di Pedro Regis con don Minutella basta da sola a qualificare il presunto veggente. Don Minutella peraltro, oltre ad aver rilasciato interviste con Pedro Regis ed aver partecipato a qualche suo incontro in Italia, si serve spesso dei messaggi di Anguera per sostenere le sue tesi, con proclami che ultimamente hanno raggiunto livelli sempre più farneticanti.

      Pace e bene.

      • toposano ha detto:

        Non so nulla delle apprizioni di Anguera , ma certo la divisione nella chiesa la sta creando qualcun altro a Roma .

      • Mac ha detto:

        “Quelli che fanno predizioni catastrofiche sono falsi profeti”

        Questa affermazione è smentita dalle Sacre Scritture e dalla vita di molti santi.

        Mi spiace.

        Saluti.

    • Antonello ha detto:

      Lo aveva già detto la Madonna ad Akita il 13 ottobre 1973. Non è una novità.

  • Nuccio Viglietti ha detto:

    Livello (calante…crollante) musica liturgica in ultimi 60 anni…testimone fedele di smottamento di tutto cattolicesimo in atto…!!…https://ilgattomattoquotidiano.wordpress.com/