DUBIA. A.L. I CARDINALI. UNA LETTERA SENZA RISPOSTA, UN’UDIENZA MAI CONCESSA. IL SILENZIO DEL PAPA. PAURA DI UN CONFRONTO?

Marco Tosatti

La Nuova Bussola Quotidiana, il New Catholic Register e Settimo Cielo pubblicano oggi una lettera scritta il 25 aprile scorso dai quattro cardinali che hanno presentato i “Dubia” sull’Amoris Laetitia.

I cardinali Brandmūller, Burke, Caffarra, e Meisner nella lettera chiedevano un’udienza al Pontefice, per avere un chiarimento sui Dubia, e per esporre la situazione di confusione e smarrimento creatasi nella Chiesa a causa di interpretazioni opposte del documento emesso nell’aprile del 2016.

Nel settembre scorso i cardinali presentarono alla Congregazione per la Dottrina della Fede i “Dubia”, seguendo un metodo classico usato dai vescovi quando desideravano chiarimenti su un punto controverso.

Non c’è mai stata una risposta.

Ecco il testo della lettera:

Beatissimo Padre,

è con una certa trepidazione che mi rivolgo alla Santità Vostra, durante questi giorni del tempo pasquale. Lo faccio a nome degli Em.mi Cardinali: Walter Brandmüller, Raymond L. Burke, Joachim Meisner, e mio personale.

Desideriamo innanzi tutto rinnovare la nostra assoluta dedizione ed il nostro amore incondizionato alla Cattedra di Pietro e per la Vostra augusta persona, nella quale riconosciamo il Successore di Pietro ed il Vicario di Gesù: il “dolce Cristo in terra”, come amava dire S. Caterina da Siena. Non ci appartiene minimamente la posizione di chi considera vacante la Sede di Pietro, né di chi vuole attribuire anche ad altri l’indivisibile responsabilità del “munus” petrino. Siamo mossi solamente dalla coscienza della responsabilità grave proveniente dal “munus” cardinalizio: essere consiglieri del Successore di Pietro nel suo sovrano ministero. E del Sacramento dell’Episcopato, che “ci ha posti come vescovi a pascere la Chiesa, che Egli si è acquistata col suo sangue” (At 20, 28).

Il 19 settembre 2016 abbiamo consegnato alla Santità Vostra e alla Congregazione della Dottrina della Fede cinque “dubia”, chiedendoLe di dirimere incertezze e fare chiarezza su alcuni punti dell’Esortazione Apostolica post-sinodale “Amoris Laetitia”.

Non avendo ricevuto alcuna risposta da Vostra Santità, siamo giunti alla decisione di chiederLe, rispettosamente ed umilmente, Udienza, assieme se così piacerà alla Santità Vostra. Alleghiamo, come è prassi, un Foglio di Udienza in cui esponiamo i due punti sui quali desideriamo intrattenerci con Lei.

Beatissimo Padre,

è trascorso ormai un anno dalla pubblicazione di “Amoris Laetitia”. In questo periodo sono state pubblicamente date interpretazioni di alcuni passi obiettivamente ambigui dell’Esortazione post-sinodale, non divergenti dal, ma contrarie al permanente Magistero della Chiesa. Nonostante che il Prefetto della Dottrina della Fede abbia più volte dichiarato che la dottrina della Chiesa non è cambiata, sono apparse numerose dichiarazioni di singoli Vescovi, di Cardinali, e perfino di Conferenze Episcopali, che approvano ciò che il Magistero della Chiesa non ha mai approvato. Non solo l’accesso alla Santa Eucarestia di coloro che oggettivamente e pubblicamente vivono in una situazione di peccato grave, ed intendono rimanervi, ma anche una concezione della coscienza morale contraria alla Tradizione della Chiesa. E così sta accadendo – oh quanto è doloroso constatarlo! – che ciò che è peccato in Polonia è bene in Germania, ciò che è proibito nell’Arcidiocesi di Filadelfia è lecito a Malta. E così via. Viene alla mente l’amara constatazione di B. Pascal: “Giustizia al di qua dei Pirenei, ingiustizia al di là; giustizia sulla riva sinistra del fiume, ingiustizia sulla riva destra”.

Numerosi laici competenti, profondamente amanti della Chiesa e solidamente leali verso la Sede Apostolica, si sono rivolti ai loro Pastori e alla Santità Vostra, per essere confermati nella Santa Dottrina riguardante i tre sacramenti del Matrimonio, della Confessione e dell’Eucarestia. E proprio in questi giorni, a Roma, sei laici provenienti da ogni Continente hanno proposto un Seminario di studio assai frequentato, dal significativo titolo: “Fare chiarezza”.

Di fronte a questa grave situazione, nella quale molte comunità cristiane si stanno dividendo, sentiamo il peso della nostra responsabilità, e la nostra coscienza ci spinge a chiedere umilmente e rispettosamente Udienza.

Voglia la Santità Vostra ricordarsi di noi nelle Sue preghiere, come noi La assicuriamo che faremo nelle nostre. E chiediamo il dono della Sua Benedizione Apostolica.

Carlo card. Caffarra

Roma, 25 aprile 2017

Festa di San Marco Evangelista

*

FOGLIO D’UDIENZA

Richiesta di chiarificazione dei cinque punti indicati dai “dubia”; ragioni di tale richiesta.

Situazione di confusione e smarrimento, soprattutto nei pastori d’anime, “in primis” i parroci.

Si presume che la richiesta d’udienza sia giunta al Pontefice nei giorni immediatamente successivi. E l’udienza non c’è stata, ed evidentemente non c’è stato, fra il papa e i cardinali, nessun contatto di altro tipo. Per questo motivo hanno deciso di rendere pubblica la richiesta di udienza; per evitare che i problemi sottolineati nei Dubia e nella lettera si cronicizzino, portando a letture talmente divergenti da svuotare alcuni sacramenti del senso che hanno sempre avuto nella Chiesa cattolica.

Che cosa accadrà adesso è molto difficile da prevedere.

Alcune considerazioni balzano agli occhi.

Il silenzio del Pontefice è inspiegabile.

La situazione paradossale esposta nella lettera è innegabile.

In Germania è corretto fare quello che in Polonia è peccato mortale, e questo vale per molti altri luoghi e diocesi del mondo.

Non voler vedere che un problema esiste, anche solo di logica, è inspiegabile; se non nell’ottica di una confusione voluta.

E’ possibile che l’udienza sia stata rifiutata perché si temeva che fosse il primo passo di una “correzione formale” di errore? Possibile. Ma chiudere le porte e celarsi dietro muri non risolve il problema.

Non rispondere è realmente abdicare a una responsabilità; non solo verso i cardinali, ma verso la Chiesa e il popolo di Dio.

 


 

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122 pensieri su “DUBIA. A.L. I CARDINALI. UNA LETTERA SENZA RISPOSTA, UN’UDIENZA MAI CONCESSA. IL SILENZIO DEL PAPA. PAURA DI UN CONFRONTO?”

  1. Su avvenire odierno pag 22 luciano moia, altro zerbino del nuovo (dis)ordine mondiale e del “vescovo” di roma, su amoris furbizia😱😱. Buona giornata.

  2. Dott Tosatti mi scusi, si può scrivere liberamente su questo blog ed esprimere il proprio pensiero sui temi che lei ci propone oppure si rischia di diventare bersaglio di chi ha troppo livore dentro e lo deve per forza scaricare sugli altri? Va bene tutto fuorché le offese o le ironie personali, che purtroppo anche io ho usato, ma solo per rispondere se attaccata personalmente. Quanto alla mia Fede credo che bastino i miei confessori e le mie Guide Spirituali a giudicarla e che nessun’altro dovrebbe permettersi di farlo perché “con lo stesso metro con cui giudicate sarete giudicati”. Quando da lei ripresa, dott. Tosatti, ho preso atto e mi sono scusata. Mi faccia sapere. Grazie e Sia Lodato Gesù Cristo.

  3. Se venisse eletto Papa Sarah, e promulgasse un documento che ripristina la Rivelazione Cristiana, eliminando questa filosofia gnostico e di conseguenza cestinando AL, tutta la Coorte che ora è genuflessa in direzione Argentina comincerebbe a rimangiarsi tutto, e a piegarsi verso l’Africa, non è una questione di salvezza di anime per loro, ma di salvezza di poltrone.

    1. @Antonio Radeghieri
      ma tanto mica ci riescono ad imbrogliare l’Onnipotente: Egli i cuori umani li sa leggere davvero! 😉

  4. CASTIFICARE L’ANIMA NELL’OBBEDIENZA ALLA VERITA’

    “Mi viene in mente una bellissima parola della prima lettera di san Pietro che in latino suona così: ‘Castificantes animas nostras in oboedentia veritatis’. L’obbedienza alla verità dovrebbe ‘castificare’ la nostra anima, e così guidare alla retta parola e alla retta azione. In altri termini, parlare per trovare applausi, parlare orientandosi a quanto gli uomini vogliono sentire, parlare in obbedienza alla dittatura delle opinioni comuni, è considerato come una specie di prostituzione della parola e dell’anima. La ‘castità’ a cui allude l’apostolo Pietro è non sottomettersi a questi standard, non è cercare gli applausi, ma cercare l’obbedienza alla verità” (Benedetto XVI).

    1. Così parla IL Santo Padre, Benedetto XVI!!! BELLISSIMO, GRAZIE Carlo Bianchi, finché ci sono persone come voi c’è ancora speranza. Sia Lodato Gesù Cristo

    2. Ma intanto su vatican insider 😱😱ieri paginata di esaltazione di AL (amoris furbizia) definita capolavoro…..mah che Dio ci aiuti e illumini gli zerbini mediatici di bergoglio. Sia Lodato Gesù Cristo.

  5. O si innesca un vero e proprio processo (in senso giuridico) di Ortodossia, o l’eresia continuerà indisturbata il suo corso di distruzione, non è servita a fermarla neppure la presa di posizione di un’intera Conferenza Episcopale, rappresentante dello Stato più Cattolico al mondo, che ahimè non è il Vaticano, ma della Polonia.

  6. Il commento di Carlo Bianchi riassume in maniera a mio giudizio impeccabile l’intera vicenda. Quoto il seguente passaggio:
    “Quindi continuare ad amare soprannaturalmente il Santo Padre; il che non significa approvare tutto quello che dice o fa, ma neppure considerarlo un capo di una società umana, che si può rimuovere o sfiduciare quando le cose non vanno bene.”
    I problemi sono gravi e anche nei monasteri e nelle parrocchie si conoscono. I più fanno spallucce (episodio del “vangelo di lutero”) perché tutti credono (o dovrebbero) nella colonna di fuoco che fermò gli egiziani, ma la quasi totalità non è affatto contenta di vederla davvero (cit. mem. Stephen King – L’Ombra dello Scorpione”).
    Ma un attacco di tale portata alla Chiesa non viene dall’Uomo se non come esecutore. E’ Satana stesso che attacca. E la risposta ad un esercito di demoni non è un esercito umano dotato di droni e ICBM ma legioni di angeli comandate da Cristo stesso.
    Dobbiamo scendere in battaglia e combattere, ma come fanti e servitori, in quanto nemmeno il miglior Rommel o Giulio Cesare potrebbe comandarci in questo scontro se non per farci finire come il peggior Cadorna.
    Spesso mi fermo e rifletto sul fatto che non capisco (d’altronde è umanamente impossibile riuscirci) la maestosità delle forze in gioco. Ed allora mi rivolgo a Nostro Signore e confido nella certezza della sua Giustizia e nell’ineluttabilità della sua Vittoria.
    Parlando terra-terra: è verosimile che Francesco I, se non verrà scomunicato postumo come Onorio, sarà ricordato come pontefiche che portò una croce pesante e quasi di sicuro il suo nome non brillerà di certo nei secoli a venire.
    Però della fama mondana a Nostro Signore importa ben poco e non vi è dubbio che tutto e tutti Lo servano.

    “Ad Deum, qui laetificat iuventutem meam”

    1. “… sarà ricordato come pontefiche che portò una croce pesante e quasi di sicuro il suo nome non brillerà di certo nei secoli a venire.” …

      Veramente mi pare che “una croce pesante” lui la stia facendo portare ad altri…

    2. @Diego B.
      Bravo: lei ha ben argomentato su questo aspetto molto impegnativo per noi “battezzati qualunque”, pieni di difetti, che però abbiamo avuto la grazia di poterci rendere conto della grande apostasia che si sta diffondendo anche ai vari livelli gerarchici nella Chiesa.

      Da mesi sto facendo riflessioni simili e le ho anche scritte alcune volte, usando come lei la metafora militare, in discussioni pubbliche su internet.

      Anche a noi soldatini “servi inutili” l’Onnipotente ha concesso un posto al fronte: dobbiamo fare anche noi la nostra minuscola parte nella battaglia, altrimenti rischiamo anche noi il castigo divino.

  7. “Costruire ponti e non muri”. Ah già, dimenticavo: il mantra vale solo per i migranti e i temi sociali. Che sbadato sono, per un attimo avevo dimenticato la mitezza e la misericordia selettiva del pontefice

  8. DISCORSO DEL SANTO PADRE FRANCESCO
    AI PARTECIPANTI ALLA PLENARIA DELLA CONGREGAZIONE PER IL CLERO
    Sala del Concistoro
    Giovedì, 1° giugno 2017

    «Quante volte io ho sentito le lamentele di sacerdoti… (…): ho chiamato il vescovo; non c’era, e la segretaria mi ha detto che non c’era; ho chiesto un appuntamento; “È tutto pieno per tre mesi…”. E quel prete rimane staccato dal vescovo. Ma se tu, vescovo, sai che nella lista delle chiamate che ti lascia il tuo segretario o la tua segretaria ha chiamato un prete e tu hai l’agenda piena, quello stesso giorno, alla sera o il giorno dopo – non di più – richiamalo al telefono e digli come sono le cose, valutate insieme, se è urgente, non urgente… Ma l’importante è che quel prete sentirà che ha un padre, un padre vicino. Vicinanza. Vicinanza ai preti. Non si può governare una diocesi senza vicinanza, non si può far crescere e santificare un sacerdote senza la vicinanza paterna del vescovo».

    “Perché ti rattristi, anima mia,
    perché su di me gemi?
    Spera in Dio: ancora potrò lodarlo,
    Lui, salvezza del mio volto e mio Dio.”
    Dal Salmo 42.

    1. L’importante è che il prete sia rigorosamente bergogliano e modernista, allora va richiamato subito, certamente per bergoglio dei preti più tradizionali e fedeli non serve occuparsi, se non per offenderli con gli epiteti che sappiamo e che comunque nella sua sconfinata “misericordia” quotidianamente riserva a tutti i Cattolici! In Santa Marta l’hanno visto fulminare e umiliare un povero pretino perché indossava l’abito talare.Pregare per lui?
      Impossibile! Preannunciato da secoli di Profezie, il fumo di satana si è installato in vaticano, proprio al vertice, e io non posso né pregare, né dialogare, né scendere a compromessi con satana. Sia Lodato Gesù Cristo.

      1. @Giusy
        Ovvio (per un cristiano)! per Satana non si prega: lo si maledice e si cerca di starne alla larga.

        Però per gli uomini che sbagliano, anche peccando gravemente, anche quando (seguendo gli insegnamenti di Gesù) abbiamo esaurito i prescritti tentativi di farli ravvedere e dobbiamo separarci da loro non potendoli più considerare come fratelli cristiani , DOBBIAMO sforzarci (sempre seguendo gli insegnamenti di Gesù) di continuare a PREGARE PER LORO, perché il Signore li aiuti a convertirsi.

        Per noi poveri peccatori è umanamente difficile farlo ma il Vangelo ci chiede di fare così.

  9. Temo che la situazione in apparenza incancrenita in verità è nata putrida proprio per condurre ad esiti estremi …
    Quello che chiamo ancora Santo Padre non poteva non sapere dove avrebbe condotto la barca di Pietro e per questo dico che proprio questo voleva e tutto il peggio che verrà. …

  10. Riprendo qui quanto avevo già accennato in precedenza.
    1. Bergoglio/papa Francesco non ha una formazione teologica (e nemmeno filosofica) adeguata. Si fa suggerire da altri. Converrebbe dunque polemizzare direttamente con costoro (i vari Kasper, Spataro e altre macchiette simili). Per inciso: non è difficile smontarli (basta vedere quello che scrive di Kasper il card. Cordes nelle sue memorie). Anche con l’irrisione: in fondo questa rivincita degli anni ’70 potrebbe essere soprannominata “la notte dei morti viventi”.
    2. L’unica cosa che interessa a costoro è: “la gente è con noi” (così ci dà i soldi, per inciso). Prendono come pretesto il fatto che ormai la maggior parte della gente non frequenta la chiesa e si disinteressa di religione, e sulla base di ciò insistono con la faccenda del “bisogna accompagnare l’Uomo d’Oggi”, ossia tutto va bene, tutti sono uguali, diamoci tutti la mano e facciamo il girotondo.
    3. I vari Caffarra, Burke eccetera vengono screditati in Vaticano a base di pettegolezzi del genere “sono arroganti”, “volevano manipolare Benedetto XVI che si è dimesso per non farsi manipolare da loro” (!), “vanno in giro a frequentare Alessandra Borghese che dice stupidaggini” (questo un po’ è vero, ahimé) e via dicendo.
    Su questo sfondo si capisce bene perché papa Francesco si disinteressi di quello che dicono i quattro cardinali: perché, secondo lui e i suoi consiglieri/manipolatori, sono solo quattro gatti, mentre “la gente è con noi”. E questo in parte è vero, dato che alla maggioranza della gente non importa un bel niente della Verità: importa solo che i preti non stiano a “rompere le scatole”, tanto per capirci. E in un mondo dove è considerato normale (e anzi chi non si comporta così è trattato da scemo, vedi UPS per esempio) andare a pomiciare con chiunque, fare baldoria a tutto spiano (tranne se lo fa Berlusconi, beninteso), bivaccare per strada con la scusa del “rifugiato”, mandare “affa” chi ci sta antipatico, “sposare” qualcuno dello stesso sesso… è chiaro che la nouvelle vague alla Bergoglio è gradita a molti.
    Peraltro un po’ Bergoglio mi fa pena: si capisce che per certi versi anche lui è un uomo di altri tempi, figlio di gente povera ma che dava valore alla famiglia, sicché si scandalizza del “gender” ma anche delle donnette coi cani in braccio. Ma su ciò nessuno gli dà retta. Lo acclamano invece quando smantella (senza dirlo apertamente, alla faccia dell’onestà intellettuale) quel poco che Giovanni Paolo II e Benedetto XVI avevano cercato di rimettere in piedi.

    1. Certamente sarà anche consigliato male, ma non si puo’ certo negargli la maggior responsabilità per la distruzione in corso d’opera.
      Se lui non volesse, nulla si farebbe.
      Meno male che l’ultima parola non sarà la sua.

    2. Iginio,
      sono d’accordo con tutto quello che scrivi.
      Nell’ultimo paragrafo dimostri un po’ di comprensione nei confronti del Papa.
      Per questo, anche se la mia posizione rispetto al Papa, per quel che conta, è di grande perplessità (per dire poco), ritengo che tutti dobbiamo fare uno sforzo per aiutarlo soprattutto con la preghiera.

    1. @raffaele

      Per favore lei dia l’esempio di buona educazione e cristiano (nei suoi post mi sembri che lei si presenti come cristiano) rispetto: quando qualcuno sbaglia non è che sbagliando allo stesso modo di favorisca il rimedio del primo errore.

    2. Scusa raffaele, ma tu come l’aggiusti questa cosa grave che vede la stessa azione considerata peccato grave in Polonia mentre invece a Malta non lo è? Stiamo parlando dei frutti della A.L. all’interno della stessa Chiesa Cattolica. Te ne rendi conto?

      1. @Gian

        direi meglio che il grosso del problema NON sia che la stessa azione, una fatto oggettivo, è oggi ritenuta peccato grave in Polonia mentre oggi non è più considerata tale a Malta, ma piuttosto che fino a qualche mese fa PER OLTRE 1900 anni quella stessa azione è stata ritenuta peccato grave da TUTTI i vescovi sicuramente cattolici in ogni parte del mondo e da TUTTI i papi, compresi quelli pubblicamente adulteri di alcuni secoli fa

        1. Ma ora finalmente aria nuova, nuova vita !!!!
          Qualcuno aveva ben detto “Io faccio nuove tutte le cose” … evidentemente in due millenni hanno prevalso tardoni e duri di cuore… oltre che rigidi dottori, facce da pesce lesso e non mi ricordo cos’altro…

    3. rafaè… sepolcri imbiancati…
      il creatore si farebbe 4 risate(se fossero temi degni di attenzione)
      w gesu(iti)

      1. già… w i gesuiti … w de Sosa… e compagnia (è proprio il caso di dirlo) cantante
        penso che il Creatore 4 risate le farebbe volentieri, se solo trovasse un ancorchè minimo pretesto per ridere …ma temo Gli venga difficile …
        …e purtroppo mi dicono che anche Sant’Ignazio di Loyola l’hanno appena ricoverato d’urgenza in sala di rianimazione per un colpo apoplettico … (umorismo amaro)

        1. Ha rivelato la B.V. a Bergoglio, che oggi l’unica compagnia rimasta a Gesù, sono il bue e l’asinello!😂😂😂😂

  11. ma dove sono sto comunità che si stanno dividendo?????????
    Le divisioni le fanno le mummie ammantate di color rosso

    1. @raffaele

      Lei si riferisce per caso alla mummia rossa di Lenin ?

      In effetti da decenni si dice che si stia dividendo in pezzi marci.

  12. La lettera del Card. Caffara: un punto di riferimento dottrinale per i buoni
    di don Alfredo Morselli

    1. Non siamo soli

    L’ultima lettera del Card. Caffarra al Papa, a nome anche di altri Cardinali, costituisce, per i cattolici, un punto di riferimento dottrinale di straordinario valore.
    Oggi i buoni fedeli, quelli che riempivano piazza San Pietro ai tempi di San Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI, i tanti che hanno trovato nei pellegrinaggi a Medjugorie un aiuto per la loro fede, il popolo dei Family Day, il popolo della vita, sono decisamente sconcertati: in molti ci chiediamo che cosa stia succedendo nella Chiesa.

    Di fronte a questo caos, non pochi fedeli si trovano attratti da varie sirene: risolvere il problema dichiarando la sede vacante e così tagliando la testa al toro; sperare che risalti fuori quella parte del munus petrino rimasto a Benedetto XVI; appoggiarsi su pur vere e importati rivelazioni di mistici (Anna Katharina Emmerick, Anna Maria Taigi, Teresa Neumann etc.) e così ipotizzare che sul trono di Pietro si sia assiso il falso profeta, o che siamo giunti ai tempi dell’abominazione della desolazione… e altre ipotesi di questo genere.

    2. Punti fermi

    La prime parole rivolte dal Card. Caffarra al Papa, fanno proprio al caso di noi disorientati: calma e sangue freddo! Il Papa, il Vicario di Gesù Cristo, il Beatissimo Padre, è Lui, Francesco:
    “Desideriamo innanzi tutto rinnovare la nostra assoluta dedizione ed il nostro amore incondizionato alla Cattedra di Pietro e per la Vostra augusta persona, nella quale riconosciamo il Successore di Pietro ed il Vicario di Gesù: il “dolce Cristo in terra”, come amava dire S. Caterina da Siena. Non ci appartiene minimamente la posizione di chi considera vacante la Sede di Pietro, né di chi vuole attribuire anche ad altri l’indivisibile responsabilità del “munus” petrino”.
    Per Lui preghiamo e offriamo sacrifici, ma…
    “Siamo mossi solamente dalla coscienza della responsabilità grave proveniente dal “munus” cardinalizio: essere consiglieri del Successore di Pietro nel suo sovrano ministero. E del Sacramento dell’Episcopato, che “ci ha posti come vescovi a pascere la Chiesa, che Egli si è acquistata col suo sangue” (At 20, 28)”.
    Il Papa, l’amatissimo Papa, il dolce Cristo in terra (per fede tale, anche se fosse il peggior Papa della storia), può essere aiutato, può essere consigliato. La dottrina proposta dal Vaticano II circa la collegialità (Il Papa assieme ai Vescovi, senza essere un primus inter pares, forma un unico collegio) e la sacramentalità dell’Episcopato (il munus episcopale trova la sua radice e ragion d’essere nel carattere della Consacrazione Episcopale, e non solo nel conferimento di una nomina), autorizza – e talvolta richiede – tutto questo.

    Non abbiamo quindi qui una ribellione al Papa, e neppure una riviviscenza di conciliarismo (i Vescovi insieme superiori al Papa); si tratta invece di un aiuto filiale al Santo Padre, reso urgente dal gravissimo stato di confusione che affligge la Chiesa in questo momento.

    3. Come si aiuta il Santo Padre?

    La prima cosa da fare per aiutare il Santo Padre è porgli rispettosamente delle domande:
    “Il 19 settembre 2016 abbiamo consegnato alla Santità Vostra e alla Congregazione della Dottrina della Fede cinque “dubia”, chiedendoLe di dirimere incertezze e fare chiarezza su alcuni punti dell’Esortazione Apostolica post-sinodale “Amoris Laetitia””.
    Ma Colui che invita gli altri a costruire non muri ma ponti, oppone ai Cardinali un muro di silenzio.
    “Non avendo ricevuto alcuna risposta da Vostra Santità, siamo giunti alla decisione di chiederLe, rispettosamente ed umilmente, Udienza, assieme se così piacerà alla Santità Vostra. Alleghiamo, come è prassi, un Foglio di Udienza in cui esponiamo i due punti sui quali desideriamo intrattenerci con Lei”.
    3. Oggettive ambiguità che favoriscono l’eresia

    La lettera del Card. Caffarra, dopo le importanti premesse e il quadro di cui sopra, dichiara senza mezzi termini il problema:
    “Beatissimo Padre,
    è trascorso ormai un anno dalla pubblicazione di “Amoris Laetitia”. In questo periodo sono state pubblicamente date interpretazioni di alcuni passi obiettivamente ambigui dell’Esortazione post-sinodale, non divergenti dal, ma contrarie al permanente Magistero della Chiesa”.
    NB. Il Card. Caffarra non fa tanti giri di parole! In Amoris laetitia ci sono alcuni passi oggettivamente ambigui: ambiguo vuol dire che non è chiaro il suo significato: e ciò è gravissimo perché si dà la possibilità di interpretazioni non solo divergenti dal, ma contrarie al permanente Magistero della Chiesa. Aggiungo io che quando il permanente Magistero della Chiesa propone una verità come da credere de fide, un’interpretazione contraria è eretica; così dichiara infatti la «Nota dottrinale illustrativa della formula conclusiva della Professio fidei» della Congregazione per la dottrina della fede (29-6-1998):
    “5. Con la formula del primo comma: «Credo pure con ferma fede tutto ciò che è contenuto nella Parola di Dio scritta o trasmessa e che la Chiesa, sia con giudizio solenne sia con Magistero ordinario e universale, propone a credere come divinamente rivelato», si vuole affermare che l’oggetto insegnato è costituito da tutte quelle dottrine di fede divina e cattolica che la Chiesa propone come divinamente e formalmente rivelate e, come tali, irreformabili (Cfr. DS 3074. ).
    Tali dottrine sono contenute nella Parola di Dio scritta o trasmessa e vengono definite con un giudizio solenne come verità divinamente rivelate o dal Romano Pontefice quando parla “ex cathedra” o dal Collegio dei vescovi radunato in concilio, oppure vengono infallibilmente proposte a credere dal Magistero ordinario e universale. Queste dottrine comportano da parte di tutti i fedeli l’assenso di fede teologale. Per tale ragione chi ostinatamente le mettesse in dubbio o le dovesse negare, cadrebbe nella censura di eresia, come indicato dai rispettivi canoni dei Codici canonici (Cfr. CIC cann. 750 e 751; 1364 § 1; CCEO cann. 598; 1436 § 1.)”.
    Quanto sia grave, da parte di un Papa, lasciare nell’ambiguità i fedeli, lo spiega bene S. Alfonso Maria de’ Liguori, parlando del comportamento, oggettivamente non buono, di papa Onorio I di fronte all’eresia monotelita:
    “… non neghiamo che Onorio errò nell’imporre silenzio a chi parlava di una o due volontà in Gesù Cristo; poiché dove si tratta di errore, l’imporre silenzio è favorire l’errore; ove si contiene un errore, bisogna farlo palese ed abbatterlo; e in ciò fu la mancanza di Onorio” [1]
    e il grande storico René-François Rohrbacher, commentando la scomunica che ricevette post mortem lo stesso Onorio, afferma:
    “Quanto all’anatema poi pronunziato contro Onorio, pontefice d’altra parte irreprensibile e che, se fosse vissuto, avrebbe per avventura bramato, al par dell’apostolo, di cader sotto l’anatema pe’ suoi fratelli e per la pace della chiesa, noi vi scorgiamo un’ammonizione celeste a tutti i suoi successori perché abbiano a ponderar attentamente checché scrivono, né mai a trattar con superficialità controversie dottrinali” [2]
    Ma torniamo ai nostri Cardinali: ecco la descrizione drammatica dell’attuale stato di confusione:
    “Nonostante che il Prefetto della Dottrina della Fede abbia più volte dichiarato che la dottrina della Chiesa non è cambiata, sono apparse numerose dichiarazioni di singoli Vescovi, di Cardinali, e perfino di Conferenze Episcopali, che approvano ciò che il Magistero della Chiesa non ha mai approvato. Non solo l’accesso alla Santa Eucarestia di coloro che oggettivamente e pubblicamente vivono in una situazione di peccato grave, ed intendono rimanervi, ma anche una concezione della coscienza morale contraria alla Tradizione della Chiesa. E così sta accadendo – oh quanto è doloroso constatarlo! – che ciò che è peccato in Polonia è bene in Germania, ciò che è proibito nell’Arcidiocesi di Filadelfia è lecito a Malta. E così via. Viene alla mente l’amara constatazione di B. Pascal: “Giustizia al di qua dei Pirenei, ingiustizia al di là; giustizia sulla riva sinistra del fiume, ingiustizia sulla riva destra”” (grassetto redazionale).
    Questa preoccupazione non è solo di quattro Cardinali, ma di tanti buoni fedeli:
    “Numerosi laici competenti, profondamente amanti della Chiesa e solidamente leali verso la Sede Apostolica, si sono rivolti ai loro Pastori e alla Santità Vostra, per essere confermati nella Santa Dottrina riguardante i tre sacramenti del Matrimonio, della Confessione e dell’Eucarestia. E proprio in questi giorni, a Roma, sei laici provenienti da ogni Continente hanno proposto un Seminario di studio assai frequentato, dal significativo titolo: “Fare chiarezza””.
    Il documento si conclude con un accorato appello, inascoltato, e con una nuova protesta di fedeltà:
    “Di fronte a questa grave situazione, nella quale molte comunità cristiane si stanno dividendo, sentiamo il peso della nostra responsabilità, e la nostra coscienza ci spinge a chiedere umilmente e rispettosamente Udienza.
    Voglia la Santità Vostra ricordarsi di noi nelle Sue preghiere, come noi La assicuriamo che faremo nelle nostre. E chiediamo il dono della Sua Benedizione Apostolica.
    Carlo Card. Caffarra
    Roma, 25 aprile 2017
    Festa di San Marco Evangelista”
    4. Che fare?

    Non mancano, a poche ore dalla diffusione di questo documento, le più disparate reazioni: «Che cosa farà il Papa?… Figurati se risponde… La pubblicazione di questa lettera può fare ben poco…»
    Io credo che non dobbiamo tento chiederci quello che farà il Papa, ma quello che possiamo – e quindi dobbiamo – fare noi.

    Innanzi tutto dobbiamo vivere di fede: iustus ex fide vivit (Gal 3,11; cf Rm 1,17; Ab 2,4, Eb 10, 38); fede nelle promesse di Gesù che ha giurato che le porte dell’inferno non prevarranno sulla Chiesa fondata su Pietro, fede in Gesù che ha promesso che la fede di Pietro non verrà meno, fede in Gesù che ha promesso di essere con la sua Chiesa fino alla fine del mondo. Quindi continuare ad amare soprannaturalmente il Santo Padre; il che non significa approvare tutto quello che dice o fa, ma neppure considerarlo un capo di una società umana, che si può rimuovere o sfiduciare quando le cose non vanno bene.
    “E se il Papa cadesse in eresia formale?”, qualcuno potrebbe dirmi.
    È senz’altro lecito studiare il da farsi nel caso – da taluni neppure ammesso in ipotesi – di un Papa eretico. In ogni modo, dato che è eretico solo chi impugna ostinatamente una verità di fede, perché ci sia l’eresia è necessaria una ammonizione, e prima dell’ammonizione ci sono le domande.

    Se è lecito studiare queste ipotesi teologiche, certamente fin da subito dobbiamo seguire l’esempio Santa Giacinta Marto, la pastorella di Fatima, il cui amore per il Papa ci è stato descritto da Suor Lucia:
    “Ci vennero ad interrogare due sacerdoti, che ci raccomandarono di pregare per il Santo Padre. Giacinta domandò chi era il Santo Padre e quei buoni sacerdoti ci spiegarono chi era e come aveva molto bisogno di preghiere. Giacinta cominciò ad amare tanto il Santo Padre che, ogni volta che offriva i suoi sacrifici a Gesù aggiungeva: è per il Santo Padre” [3].
    Chissà se i sacrifici di Giacinta non fossero – profeticamente – sacrifici per il Papa di oggi?

    Nelle preghiere per il Santo Padre, preghiamo in particolare, con la Chiesa, perché il Signore non lo consegni nel giro mentale in cui i suoi nemici [o falsi amici] vogliono trascinarlo:
    Oremus pro Pontifice nostro Francisco:
    “Domunus conservet eum, et vivificet eum, et beatum faciat eum in terra, et non tradat eum in anima inimicorum eius”
    5. Nessun fideismo

    Questa preghiera e questo immutato amore per il Papa (non per Francesco o Paolo VI o San Giovanni Paolo II etc, per il Papa) non ci devono impedire di combattere come possiamo la buona battaglia: sosteniamo in tutti i modi i quattro Cardinali, studiamo la dottrina, aiutiamo come possiamo i nostri parroci a capire come stanno le cose, organizziamo conferenze nelle parrocchie, facciamo tutto quanto dipende da noi, sapendo che una crisi dalle proporzioni di quelle attuali potrà essere risolta soltanto da Dio:
    2Tim. 4,2 “annunzia la parola, insisti in ogni occasione opportuna e non opportuna, ammonisci, rimprovera, esorta con ogni magnanimità e dottrina”.
    Ma dobbiamo fare tutto ciò rimanendo nelle verità scomoda e crocifiggente, non scegliendo soluzioni facili e dolci al palato, ma false altrettanto quanto le dottrine che non ci stanchiamo di denunciare.
    Stiamo vivendo tempi anticristici, tempi mai verificartisi nella storia della Chiesa: i precedenti casi di Papi sospettati di eresia (es. Onorio I e Giovanni XXII) riguardano questioni particolari e circoscritte: Gli storici discutono quanto questi Papi abbiano effettivamente aderito all’eresia,
    Forse abbiamo un precedente altrettanto grave come oggi nella crisi ariana; ma allora l’eresia non aveva a disposizione tutti mezzi di comunicazione che ha oggi e molti fedeli vivevano la loro fede ignari di quel che succedeva. Non di meno Gesù ci ha promesso che tempi come questi saranno abbreviati per gli eletti:
    Matt. 24,22 “E se quei giorni non fossero abbreviati, nessun vivente si salverebbe; ma a causa degli eletti quei giorni saranno abbreviati”.
    Allora diamoci da fare per fare gli eletti, comportiamoci da eletti per abbreviare la notte: per fare gli eletti, soprattutto a cent’anni da Fatima, entriamo nel Cuore Immacolato di Maria, vera Arca di salvezza, e aspettiamo fiduciosi il trionfo di questo stesso Cuore:

    Il mio Cuore Immacolato sarà il tuo rifugio e la via che ti condurrà a Dio
    …Infine il mio cuore immacolato trionferà

    NOTE

    [1] S. Alfonso M. De Liguori, Istoria delle eresie colle loro confutazioni, t. I, Bassano 1773, cap. VII, 8, p. 242.
    [2] René-François Rohrbacher, Storia universale della Chiesa Cattolica, vol. V, Torino 1860, p. 708, grassetto redazionale.
    [3] P. Luigi Kondor, SVD – P. Dr. Joaquin M. Alonso, CMF (†1981) a c. di, Memorie di Suor Lucia, Volume I, Fatima: Secretariado dos Pastorinhos, 2005, p. 50.

    1. Chi prega per il Papa, prega per Ratzinger. Ogni tanto prego per Bergoglio, credo ne abbia proprio bisogno. LA profezia della Emmerich collima con quanto sta accadendo: la chiesa che tira dentro tutto e tutti, la chiesa protestante, la richiesta che non può essere accolta (la comunione ai divorziati concubini), il vecchio papa solo e che non deve uscire dal vaticano. Due papi non possono esserci, traetene le conclusioni

      1. Conclusioni ovvie… “ovvissime”.
        Purtroppo il mondo (quello del principe di evangelica memoria) non vuole proprio accettare la realtà dei fatti, e si consola con la (presunta) realtà della forma (senza vederne, anzi oscurandone, i vizi che la invalidano). Pura ideologia. Contra facta non valent argumenta, purtroppo per loro.

    1. @Stefano
      capisco lo sfogo, ma con gli insulti personali non contribuiamo a risolvere il problema e, secondo gli insegnamenti di Gesù, rischiamo di fare anche noi un altro grave peccato.
      Questo mica significa stare zitti e rimetterci il prosciutto sugli occhi.

      Purtroppo c’è ampia materia per deprecare ed evidenziare i fatti sbagliati e di invocare (e suggerire, per chi ne ha le capacità) rimedi.

      1. Mi dispiace ma non vedo proprio dove sia il mio peccato. Il peccato gravissimo è di bergoglio che contraddice esplicitamente le parole di Gesù e rifiuta vigliaccamente di rispondere a chi gli chiede chiarimenti. Ricordo che rimproverare chi pecca è opera di misericordia spirituale. Se bergoglio fosse circondato di cristiani timorati di Dio e non di cortigiani leccapiedi non si sarebbe spinto avanti così sfrontatamente. Io da cristiano sono scandalizzati e ripeto, con buona pace della “anime belle”: TRADITORE DI CRISTO!!!

        1. Caro Stefano, ciò che lei dice in realtà e scontato, e non ci dovrebbe essere alcun bisogno di ricordarlo, tanto è chiaro e lampante; chi la rimprovera antepone il culto dell’uomo al culto di Dio (seguendo l’ esempio di papa Montini, un altro sabotatore della Chiesa Cattolica). Non voler ammettere che Bergoglio tradisce Cristo in continuazione è come negare il sole a mezzogiorno, ma tant’è, ormai siamo un po’ tutti lobotomizzati, ipnotizzati, giulivi seguaci del pifferaio magico, ma svegliamoci prima che ci faccia precipitare tra le onde burrascose, nei gorghi che conducono all’Inferno. Da Bergoglio e da tutti i modernisti liberaci, o Signore, amen !

  13. Lo scisma forse non ci sarà formalmente, di fatto c’è già. rileggendo Familiaris Consortio, vedo che fa a pugni con A.L., non capisco come alcuni le leggano in continuità. Inoltre una correzione formale può essere fatta solo al vero Papa, così come le richieste di chiarimenti, altrimenti non avrebbe senso. In fine, quando il Cuore Immacolato di Maria avrà trionfato, anche molti passaggi dei documenti del Concilio V. II, saranno corretti. I pontificati di G.P.II e BXVI si sono contraddistinti per il freno tirato nei confronti di alcune derive post-conciliari che con Francesco sono emerse in tutta la loro carica di rottura col passato. Dio è un Dio di verità, tutti i tentativi di seppellimento degli scandali presenti nella Chiesa falliranno. Verranno fuori sia i conservatori ipocriti, sia i voltagabbana che pensano solo alla propria carriera, sia gli omoeretici gli apostati e i modernisti, così come il piccolo resto di fedeli clero e laici che affronteranno il martirio fisico o morale.

    1. mi domando da sempre come sto quattro cardinali non capiscano che col loro orrendo e ipocrita modo di fare danno voce proprio a voi, a coloro che dicono come la Giusina che Benedetto è il vero Papa , che il trono è vacante ecc. si fanno complici dei vostri farneticanti e ridicoli discorsi. Due sinodi non contano niente ne per loro ne per voi. Penso al papa che oggi è a venerare Don Milani e don Mazzolari. Fa bene a fare memoria di questi santi e a non perdere tempo dietro a quattro vecchi rigidi, chiusi, farisei che si riempiono la bocca di Cristo, amore alla Chiesa e al suo Vicario

      1. ….tralasciando ogni accenno alle sue misericordiosissime parole che trasudano misericordia da tutti i pori, continuo a chiedermi cosa le possa aver fatto la povera Giusy per avercela tanto con lei! Per caso è una sua vecchia fiamma di cui si sta vendicando qui pubblicamente?

          1. @Raffaele

            Sta scherzando? Che c’entra la Venturi? Mica è scritto dalla Venturi quell’articolo.

            Suvvia Raffaele, accenda un attimo il cervello.

          2. Tra l’altro ho controllato i commenti sull’Isola di Patmos e Maria Cristina manco ha commentato.

            Perciò, da capo, che diamine c’entra? Raffaele, senza offesa, ma leggendo i suoi commenti sembra di leggere quelli di uno che, prima di scrivere, spegne il cervello.

          3. Se poi lei vuole dirmi cosa c’entrano i commenti di Maria Cristina sul blog di Accattoli con l’articolo dell’isola di Patmos che le ho linkato a proposito del “santo” Don Milani, la ascolto.

            Perché io il nesso non lo vedo. E allora, se lei scrive un commento sulla presunta santità di Don Milani, e io le posto un articolo confutante, commenti quello, non intervenga con stupidaggini riferite ad altri commentatori.

      2. Quando ti farà venerabile e verrà a onorare anche te, eleveremo preghiere per te e per lui, tranquillo!

    2. @ESDRA
      “rileggendo Familiaris Consortio, vedo che fa a pugni con A.L., non capisco come alcuni le leggano in continuità.”

      ciò che è impossibile a lei o a me o a parecchi altri che, entro i nostri limiti culturali e intellettivi, ragioniamo su ciò che vediamo con la logica del 2+2=4 viene del tutto naturale a chi per convenienza o per subìta deformazione mentale pensa che non è vero quello che è vero ma quello che a qualcuno oggi “sembra” essere vero (in quanto conveniente).

      Personalmente mi stupisco di più (da osservatore che non ha studiato approfonditamente le fonti ma prende atto dei commenti di coloro che invece delle fonti sono ritenuti esperti quando non addirittura autori) è che in ambito ecclesiale persone di dimostrata razionalità e fede in N.S. Gesù così come annunciato dalla Tradizione Cattolica propongano una “lettura in continuità” anche di alcuni documenti magisteriali che appaiono letteralmente in contraddizione.

  14. Costruire ponti e non muri”. Ah già, che sbadato, dimenticavo: il mantra vale solo per i migranti. Guai a sporcarsi le mani con i cattolici…

  15. “Costruire muri e non ponti”. Ah già, che sbadato, dimenticavo: il mantra vale solo per i migranti. Guai a sporcarsi le mani con i cattolici…

  16. Se fosse stato il manager di un’azienda, questo Papa sarebbe già stato cacciato da un pezzo. Parla in libertà. Non ha consiglieri che lo consigliano con saggezza, ma solo lecchini “yes, sir”. Poi non sa come rimediare e commette altri sfracelli. Lo Spirito Santo, o non interviene nella elezione di un pontefice, oppure la Chiesa ha un karma molto pesante da espiare… Quindi, ci viene dato un papa come il Bergoglio: teologo della liberazione e guerrigliero “tupamaros”
    Conosco un omosessuale che bazzica il Vaticano e mi racconta cose da non credere… Però, confessa lui, non tutti sono pederasti. Ci sono, in Vaticani, persone caste, che vivono il Vangelo. Comunque, il partito omosessuale in Vaticano è molto potente… Detta legge.
    Cambiare le cose sarà molto arduo, se ti lasciano in vita…
    Però, per il fatto che il Papa non vuole dissipare i “dubia”, dimostra, o che ha un orgoglio smisurato proveniente dalla mente aberrata, oppure che, mal consigliato, abbia commesso falli contro la Dottrina che non sa come risolvere.
    Cerchiamo di metterci nei suoi panni: potrebbe mai ammettere di avere scritto “AL” in modo errato? Ne andrebbe della sua autorità in futuro… Quindi tace. I quattro Cardinali hanno posto i “dubia” con le conclusioni espresse al Pontefice che dimostrerebbero che egli ha toppato. Tacendo, egli conferma i “dubia” dei Cardinali. Ossia, – come si dice – “chi tace acconsente”…
    Non rimane altro ai Cardinali che di trarre le conclusioni su “AL” e metterle per iscritto, onde orientare il clero e i fedeli.
    A questo punto, cosa farebbe il Papa? O, continuerebbe a tacere. Oppure, si ribellerebbe. Permettendo così allo scisma in atto di rivelarsi alla luce.

  17. CONFESSIONE

    Sacerdote Misericordioso:
    Dimmi figliolo…

    Penitente:
    Padre vivo in peccato mortale!

    S.M.:
    Beh sentiamo caro…

    P.:
    Sono validamente sposato in Chiesa, ma vivo con un’altra donna!

    S.M.:
    Figliolo sai bene che per essere peccato mortale devono sussistere contemporaneamente tre condizioni
    – materia grave
    – piena avvertenza
    – deliberato consenso

    P.:
    sì lo so padre…

    S.M.:
    Facciamo discernimento.
    Allora sei pienamente consapevole di ciò che fai?

    P.:
    Sì, pienamente padre!

    S.M.:
    Qualcosa ti ostacola nell’abbandonare il peccato?

    P:
    no padre, tranne il legame col peccato, mi piace stare con quella donna…

    S.M.:
    questo attenua molto la responsabilità, non ti piacesse saresti davvero libero, ma il legame col peccato è forte quindi non lo sei.
    Ti assolvo!

    Oltretutto detto fra noi, l’adulterio non rappresenta più materia grave, il tempo è superiore allo spazio, il matrimonio è spazio, il cammino della persona, pur in mezzo a tutte le difficoltà, è tempo, tutto passa, la persona resta, questo è sano realismo.

    P.:
    Ma scusi, ma allora più nulla è peccato?

    S.M.:
    eh no, non accogliere un immigrato è peccato!
    Se poi è un immigrato mussulmano è peccato gravissimo, che grida vendetta al cospetto di Francesco!

      1. @ Giusy
        Garantisco che questa E’ VERA: Messa vespertina serale feriale, orrida parrocchia anni ’70 in popoloso quartiere romano, una decina di giorni fa, il sacerdote nel proclamare il Vangelo si sbaglia e dice “dal Vangelo SECONDO LUTERO”, lasciandomi con la mano a mezz’aria mentre mi segno la fronte. Sbigottita, giro lo sguardo intorno a me, guardo i soliti eroici ultra-settantenni che sfidano l’afa il traffico le ciurme di ragazzini vocianti del cosiddetto oratorio e… niente. Come se nulla fosse. Come 60 anni fa quando gli hanno cambiato la Messa. Rassegnati. Però umili e fedeli. Preghiamo il Signore che ci soccorra presto.

      2. Ho riso di gusto la scenetta della confessione scritta da Lillo è di comicità quasi surreale, spassosa. Ma al riso si è aggiunta presto l’amarezza: altro che surreale come dovrebbe essere, è fin troppo credibile, realistica, Giusy ha ragione!

  18. Ave Maria! Ringrazio Dio che ha dato la forza e il coraggio ai 4 cardinali di esporsi per il grande bene della Verità morale cattolica, e per la salvezza di tante anime. E Papa Francesco tace e non risponde… non vuole rispondere perché nel suo voluto silenzio ha già approvato la decisione delle diverse Diocesi che hanno dato subito il loro sì alla Comunione ai divorziati risposati. Dunque il Papa ha già dato la sua risposta perché “Chi tace acconsente!”. La risposta dunque è già stata data da Roma… Roma locuta est!… ora rimane solo da piangere e da pregare per Papa Francesco e per la salvezzza della Chiesa Cattolica, e di tante anime che sono in pericolo di dannarsi l’anima. E siamo nell’attesa di un giusto intervento della Giustizia di Dio per salvare la sua Chiesa. Misericordia, o Dio! Misericordia!…

  19. Francesco ha fatto questo passo fuori dalla Verità ambiguamente, ma lo ha fatto, perché sapeva benissimo che le forze in campo glielo permettevano!

    Quali sono queste forze?

    Ovviamente il mondo
    che è duemila anni che tenta di distruggere la Chiesa
    di cui la famiglia è il fondamento.

    I Gesuiti che da più di un secolo generano dottrine false ed eretiche, moderniste nel senso più stretto.
    Essi sono numerosi, potentissimi e missionari, ed hanno formato le coscienze di tanti in tutta la terra contro la Verità, ed ecco che appena un loro rappresentante ha posto il cavallo di Troia dentro il Tempio di Dio tutti erano già pronti a entrare.

    Poi non parliamo dei filosofi del nulla prontissimi anche loro, Bianchi, Forte, Galantino, Paglia, Sequeri, Cantalamessa, Melloni, Hummes, Marx, e compagnia bella, prontissimi tutti quanti a coronare il sogno è gli sforzi di un’intera vita.

    Poi c’è l’ambiguità di Francesco che è il vero Fumo che annebbia la vista e permette ai collaboratori usciti dal cavallo di conquistare la città del Vaticano.
    Non per niente il “ben tornati a casa” agli adulteri è stato proclamato nella città Argentina di Reconquista!

    Altre forze in campo, le più potenti e devastanti, èsono la Tiepidezza e la voluta Ignoranza di moltitudini di cattolici che di fatto di Dio e della Chiesa sanno poco e poco gli interessa, però ci tengono a far battezzare i figli e a timbrare il cartellino della messa la domenica.

    Il gioco è fatto!

  20. Purtroppo questo papa ha il sostegno e l’appoggio di una potente parte della Chiesa (presbiteri e laici) che è rimasta nell’ombra fino a quattro anni fa ed ora emerge spavalda ed irridente. Si tratta di uno zoccolo duro formatosi su un pensiero ben strutturato che ha radici profonde e lontane nel tempo: “il principio di immanenza”, cioè l’assunto dell’assoluta priorità della coscienza. Ciò significa espellere Dio dalla realtà e negare qualsiasi forma di trascendenza rispetto al pensiero. E’ l’io che vuole essere libero di una libertà incondizionata, rigettando il limite e collocando tutto entro i confini della propria coscienza.

    1. Giusto! Tutto preparato da tempo, quando approfittando della indizione del concilio e della ingenuità di Giovanni XXIII i cultori del liberalismo massonico e del comunismo si allearono per minare la Chiesa nelle sue fondamenta, nei suoi pilastri, con il modernismo. Ecco allora affacciarsi sulla scena la teologia di Hans Kung, Von Balthasar, Carl Rahaner, Congar, Schillebeeckx, de Lubac ecc.. che pilotarono in modo non troppo visibile il concilio verso una teologia aperta al modernismo che Pio IX nel Sillabò e poi i suoi successori, fino a Pio XII condannarono e resero inoffensivo. Ma la macchina massonica e comunista aveva già pensato come portare con prudente pazienza le sue diaboliche teorie riformatrici di una chiesa che doveva essere colpita dall’interno, non subito, ma formando le future generazioni di chierici, consacrati e laici impregnandoli del fumo di Satana. Ecco affacciarsi oggi alla ribalta Kasper, che è stato discepolo e segretario di Kung, teorico di AL e regista della attuale confusione; in linea con i su menzionati compari e supportato dalle nuove leve di Cardinali, Vescovi e Presbiteri, oltre che di laici, cercano di portare a compimento il progetto massonico- comunista di una Chiesa senza Cristo, dove l’uomo non è più chiamato alla immortalità, ma ad una vita meramente terrena. Non c’è più peccato, non ci sono più diversità di popoli e di religioni, assorbiti dalla globalizzazione, ma un’unica civiltà e un’unica religione mondiale che contiene in se tutte le confessioni svuotate della loro anima. In questo contesto si può capire questo pontificato così strano che da decenni è stato preparato dallo “strano Concilio” di cui parla la B.V. nelle sue rivelazioni e della Apostasia che sarebbe giunta ai vertici della Chiesa. Satana ha iniziato il 2013 la battaglia finale! L’apparente buonismo, l’accoglienza, l’ecumenismo estremo a cui assistiamo, gli attacchi ai cattolici fedeli al magistero di sempre, sono alcuni dei sintomi che la guerra è iniziata. Quali sono le nostre armi di difesa? La preghiera, la vita sacramentale, l’annuncio della verità senza paura! Restare fedeli al magistero di sempre come ci chiede la B.V. per lottare con Lei ed essere così la Sua stirpe. ” io porrò inimicizia tra te e la donna, tra tua stirpe e la Sua stirpe! Questa ti schiaccerà!” (Gen. 1-2 cap)

  21. Grazie card.Caffarra. Continui con gli altri cardinali, la resistenza per amore della Verità, della Parola di Gesù nostro Signore.
    Preghiamo per voi!

  22. @Paolo Giuseppe

    Qualunque cosa oggettivamente, realmente fatta male mai diventerà oggettivamente, realmente fatta bene, qualunque cosa vogliano dire i laudatores relativisti o comunque lungo sia il tempo fatto passare dai cerchiobottisti che aspettano che la nottata passi (in questo secondo caso, in tempi secolari la cosa malfatta potrebbe al più cadere nel dimenticatoio, dopo aver prodotto gravi danni, rimanendo mal fatta).

    “Adesso, come ormai tutti sanno, il Papa è in un vero e proprio “cul-de-sac” ”

    Mi permetta di precisare che non è da “Adesso” : è stato così fin DAL PRINCIPIO del “pasticciaccio brutto de A.L.”!!!

    Dal cul-de-sac VOLENDO il Papa può uscire in pochi minuti (il tempo di scrivere qualche riga):
    può uscirne da Pietro oppure può uscirne da un qualunque vescovo eretico.

    Oppure potrà rimanere fino alla morte (corporale o forse prima spirituale) nel cul-de-sac mentre fuori dal vicolo Satana continua indisturbato a demolire la Chiesa.

    1. Acchiappaladri, ti dò del tu perchè, se ricordi, hai mangiato la “picula ad caval” nella mia città.
      Scrivi: “Dal cul-de-sac VOLENDO il Papa può uscire in pochi minuti (il tempo di scrivere qualche riga): può uscirne da Pietro…” ecc.
      Ma per uscirne da Pietro dovrebbe ammettere davanti al mondo di aver sbagliato. Pensi che lo farà? Non lo ha ancora fatto e non lo farà mai perchè un Papa non può permettersi di sbagliare in un documento ufficiale come è A.L.
      P.S.: impagabile, nella risposta ad A. Radeghieri, l’immagine della ranocchia che salta fuori dal pentolone!

  23. Il bello è che colui al quale si chiede chiarezza
    è proprio quello che ha desiderato, voluto e attuato, calcolandola in maniera millimetrica, questa confusione.
    È ovvio che non risponderà mai.
    Bisogna trovare altre strade e in fretta, perché la situazione degenera sempre più.

    Vanno ringraziati a nome di Dio e del Suo Popolo i quattro Grandi Cardinali e i giornalisti che lavorano per la trasmissione della Verità.

    1. @Antonio Radeghieri

      Che abbia DESIDERATO e VOLUTO risulta razionalmente dai fatti storici (a meno di non ipotizzare pazzia).

      Che abbia “ben” CALCOLATO MILLIMETRICAMENTE invece è opinabile: al momento la mia valutazione è che a modo suo abbia calcolato millimetricamente ma che non abbia “ben” calcolato.

      Forse ha avuto troppa fretta di alzare il fuoco sotto il pentolone della bollitura delle rane cattoliche:
      qualcuna non aveva ancora tutti i neuroni cotti e ha cominciato ad agitarsi quando ancora ha forza nelle zampe.
      E poiché il diavolo il pentolone l’ha fatto ma NON il coperchio, la possibilità che qualche ranocchia riesca a saltar fuori c’è ancora.

      D’altro canto se fosse vero che il partito politico che ha espresso il regnante pontefice gli ha dato 4-5 anni di tempo per svolgere la missione, anche in considerazione della vecchia età di Papa Francesco una sua “fretta” è umanamente comprensibile.

      N.B. Nulla dico, perché nulla posso dire, sulla eventuale intima buona o cattiva fede di Papa Francesco che sta dietro alla sua azione politica.

  24. Lettera formalmente ineccepibile. Nella sostanza però conferma una spaccatura insanabile dovuta principalmente alla presunzione con la quale è stata redatta A.L. Ormai famosissime le parole del Papa al vescovo Forte (tu prepara il terreno che poi ci penso io) che dimostrano che le decisioni furono prese dal Papa PRIMA del sinodo dei vescovi, sinodo che è stato una inutile perdita di tempo.
    Adesso, come ormai tutti sanno, il Papa è in un vero e proprio “cul-de-sac”; per uscirne ci vorrebbe ben altra tempra diplomatica (per esempio un card. Casaroli) perchè non bastano più le dichiarazioni abborracciate sui vari aerei di ritorno. Forse il Papa si aspettava che esistessero solo quattro ciliegie che, come dice il sagace Alberto Melloni, credono di essere l’intero ciliegio.
    Le ciliegie che non ci stanno sono qualcuna in più e non mollano l’osso, compresi molti amici pieni di fede che scrivono su questo blog.

    1. D’accordo su tutto, ma non chiediamo aiuto al Cardinal Casaroli per favore… Lui, Massone che morì chiedendo perdono a Giovanni Paolo Secondo per averlo tradito…

      Non scherziamo. Pace all’anima sua, preghiamo per Lui, ma….
      Abbiamo bisogno di uomini e Pastori di ben altra levatura.

      1. @Aldo
        lei ha scritto quello che io non osavo (per mancanza di conoscenza diretta) dire!!!

        Già da ragazzo vedendolo mi faceva l’effetto di Andreotti … 🙁 🙁
        Poi man mano che leggevo che cosa riferivano su di lui i pochi giornalisti che cantavano fuori dal coro cominciai a maturare un disgusto meglio motivato e a chiedermi come mai San Giovanni Paolo II l’avesse fatto cardinale e poi tenuto per oltre un decennio come suo “numero due” . Eppure dichiarazioni poi attribuite a S. G.P. II dopo il suo tentato assassinio fanno capire che egli avesse capito che tipo d’uomo fosse Casaroli.
        Mahh… misteri vaticani.

        1. Probabile che la “diplomazia” (leggi intelligence) vaticana preferisca mantenere in un certo incarico una “carta conosciuta” di cui si conoscono canali e referenti, in modo da poter neutralizzarne fi effetti, piuttosto che sostituirla con un nuovo soggetto di cui non si conoscono gli agganci.

  25. Questa situazione insanabile è tutta farina del sacco di Bergoglio. Come cristiano peccatore mi pongo nell’angolo in castigo per le mie colpe e chiedo perdono a Dio ogni giorno. Il Papa deve dare luce che rischiari le tenebre di un mondo sempre più avvolto dal male, sul percorso tracciato dal Vangelo e confermato dalla Chiesa nella sua storia millenaria. Con Bergoglio non è così e da ultimo cristiano con diritto di parlare, senza avere il dono della grazia e dell’umiltà dimostrata dai QUATTRO Cardinali oso affermare che mi vergogno di Bergoglio per il disastro nel quale ci ha precipitati. L’ho criticato e attaccato sempre secondo le mie possibilità, non sopportando di vedere la Chiesa nelle condizioni in cui l’ha ridotta. Bergoglio a casa!

    1. @Gian
      Preghiamo, facciamo qualche sacrificio, facciamo qualche opera concreta PER IL MEGLIO.

      Ma contemporaneamente prepariamoci PER IL PEGGIO.

      Basterebbe poco per far prevalere la Divina Misericordia ma non possiamo sapere se l’Onnipotente riterrà che la percentuale odierna di giusti sia sopra o sotto la “soglia Sodoma”.

      Di sicuro oggi non siamo nella situazione di Ninive, che si salvò con un sincero pentimento maggioritario.

      1. @Acchiappaladri
        Normalmente non commento più su nessun blog, ma oggi devo proprio farlo: giusto stanotte pensavo le stesse cose del suo commento, e tristemente mi chiedevo perché noi oggi non possiamo fare ciò che fecero gli abitanti di Ninive….

  26. Ringraziamo Dio per averci donato questi 4 SANTI (sì lo sono perché stanno prendendo su di loro tutto il peso della malattia della Chiesa e del mondo che li schernisce…!!!) che stanno lottando per noi, per la nostra Libertà e la nostra Gioia! Preghiamo ininterrottamente per loro affinché il Padre, per mezzo del Sacro Cuore di Gesù e del Cuore Immacolato di Maria, effonda su di loro lo Spirito Santo e li confermi nella missione che ha loro affidato, per la salvezza delle nostre anime e della Chiesa!

    A tal proposito invito tutti coloro che non siano già iscritti ad unirsi all’Operazione Storm Heaven promossa dal Card. Burke e che riunisce più di 80.000 persone in tutto il mondo nella recita del S. Rosario ogni primo del mese, per la liberazione della Chiesa e del mondo da satana e ogni male!

    Al link seguente trovate le modalità per iscrivervi e le intenzioni di preghiera da ricordare nel Rosario:

    http://www.catholicaction.org/take_heaven_by_storm

    1. Grazie del suggerimento Carlo Bianchi, mi iscrivo subito, ammiro molto Burke, uno dei pochi Santi Cardinali fedeli affidabili e credibili che ci sono rimasti 😥😥

  27. FRAN”CISCO” EL PROFETIZADO “PASTOR NECIO Y FALSO PROFETA” ZACARÍAS Y APOCALIPSIS, PREPARANDO A LA IGLESIA CATÓLICA PARA PONERLA A LOS PIES DEL ANTICRISTO, NO CONTESTA A LOS ” CONSERVADORES, ESCRUPULOSOS, GUARDIANES DE LA VERDAD, INFLEXIBLES, MALINTENCIONADOS, PUROS RITUALISTAS, PAVOS REALES, RÍGIDOS HIPÓCRITAS, RIGORISTAS, TRADICIONALISTAS, ETC,.”.

    1. I vescovi e cardinali parleranno, ne son certa Marco, non appena sarà possibile farlo nel CLIMA DI TERRORE E RITORSIONE INSTAURATO DALLA BANDA BASSOTTI DI SANTA MARTA. BUON RIPOSO.

  28. Ringrazio i QUATTRO Cardinali per la Loro Fedeltà trasparente e pura che brilla luminosa e chiara in confronto all’opaca oscura mondana relativista ambiguità con residenza in Santa Marta. GRAZIE e che il Signore Li sostenga riempiendoli di coraggio.

    1. Interessante quello che scrivono

      “Non ci appartiene minimamente la posizione di chi considera vacante la Sede di Pietro, né di chi vuole attribuire anche ad altri l’indivisibile responsabilità del “munus” petrino”.

      Ciechi pure loro?

      1. Caro Marco,
        dovrebbe saperlo anche lei come va il mondo … suvvia non si nasconda dietro un filo d’erba …
        Se ho un principio da difendere, non bevo del cianuro per fare meglio il mio dovere… candidi come colombe, ma sempre occhi aperti!

        1. Aaaahhhhh ok.

          Insomma, non credereste che Bergoglio è un (cattivo) Papa nemmeno se vi apparisse Cristo in persona a dirvelo.

          A questo punto amen, non so proprio che dire. Negli altri topic ho già spiegato perché è impensabile che l’intera Chiesa (vescovi e cardinali) si inganni nel merito (sarebbe la falsificazione di un dogma, l’infallibilità della Chiesa) e non intendo tornarci, se davvero ritenete che ció che affermate sia possibile e compatibile con la nostra Fede (nonostante le chiare dimostrazioni del contrario) non so proprìo che dire.

          1. Marco,
            un cattivo papa (a quanto si dice) era Alessandro VI ed anche altri (anche peggiori del Borgia), ma questi predicavano (+/-) bene e razzolavano malissimo (in privato). Invece il “nostro” predica piu’ che malissimo (e non ci interessa altro, tanto basta), nel senso che tutti conosciamo.
            Un papa che vuole distruggere la barca di Pietro, è … cos’è ??
            Un ex-papa (nella migliore delle ipotesi) ?
            Un fungente papa (visti i palesissimi difetti (non di forma ma di sostanza) nella rinuncia di BXVI, su cui è stato comodamente steso un pietoso velo di (comoda) omertà) ?

          2. Non credo che “voglia” distruggere la barca di Pietro, penso che abbia grossi limiti e che sia attorniato da modernisti ed eretici.

            Ad esempio Padre Ariel ha fatto un bell’articolo recentemente sui vescovi imposti da Melloni.

            Perciò nè ex-Papa nè altro, semplicemente un Papa che si mostra sempre più inadeguato.

            Ma cosa crede Luigi? Se cardinali come Caffarra avessero in mano delle prove o anche solo dei ragionevoli argomenti per supporre che non sia Papa, crede che non agirebbero e che presterebbero ossequio a un impostore?

            Giovanni XXII fece un errore dottrinale (anche se non una vera e propria eresia) gravissimo, ma mica per questo era “non Papa” o “non più Papa”.

          3. Attenzione Marco a non trascurare la possibilità che il generale allineamento di tutti sia dovuto ad altre ragioni più che alla convinzione di legittimità, come ad esempio mancanza di coraggio, carrierismo in alcuni, paura di rompere l’unità, ignavia, voglia di tirare a campare. Più alte sono le cariche più risulta difficile alzare la mano e dissentire, in questo noi comuni mortali siamo più liberi di dire quello che pensiamo. Se poi fosse Cristo in persona a dirmelo… Non può accadere, perché le parole di Gesù sono valide per l’eternità e lui non si smentisce.

          4. Marco,

            va arriviamo sempre ed inevitabilmente (come si dice dalle mie parti) al solito “campo delle cento pertiche”:
            “Cosa significa DAVVERO (!!!!!) la rinuncia di Benedetto ????!!!!”
            Troppo semplice liquidarla come cosa fatta, passata (= che ha esaurito il suo potenziale la sua finalità).
            I CONTI NON TORNANO!

          5. @Gian

            “Attenzione Marco a non trascurare la possibilità che il generale allineamento di tutti sia dovuto ad altre ragioni più che alla convinzione di legittimità, come ad esempio mancanza di coraggio, carrierismo ecc ecc”

            Ma Cristo non può permettere che l’intera Chiesa cada in un inganno del genere, nè può permettere che i Vescovi e i Cardinali dichiarino legittimo un Papa che non lo è.

            Questo per l’inamovibile punto di partenza della promessa di Cristo e del dogma dell’infallibilità della Chiesa nel riconoscere il Papa.

            @Luigi9

            Come ho già detto sul discorso di Benedetto XVI concordo coi padri dell’isola di Patmos nel dire che è una situazione che va regolamentata, però Papa Benedetto XVI stesso ha dichiarato valida la sua rinuncia e che non ci sono dubbi.

            Se mettiamo in dubbio anche le sue parole allora viviamo in Matrix, non possiamo più distinguere nulla.

          6. Mi permetto Marco di dirle che è troppo semplicistico da parte sua archiviare la “rinuncia” di Papa Benedetto come fa lei, quando tutti conoscono benissimo la guerra che ci sta dietro, il minuzioso lavoro di martini e dei “sangallini” (parola del loro membro card.dannels) e le pressioni gravi a cui è stato sottoposto specie dalla Germania. Apprezzo il suo tono più contenuto E dialogante ma la capacità di pensare e di approfondire e di seguire voci autorevoli anche diverse dalle sue non ce la può chiedere. Come anche non posso non pensare che il momentaneo silenzio di vescovi e cardinali sia dovuto al clima di terrore e ritorsione instaurato in vaticano dall’impostore argentino dimostrato da trasferimenti e punizioni quotidiane nei confronti di chi non si allinea. Cordialità.

          7. “E dialogante ma la capacità di pensare e di approfondire e di seguire voci autorevoli anche diverse dalle sue”

            Ma il punto è che non c’è nè c’è stato alcun Vescovo o Cardinale che non abbia riconosciuto Bergoglio come Papa.

            Tutti l’hanno riconosciuto. E quindi torniamo alla questione già trattata del consenso universale tra Cardinali e Vescovi su un determinato Papa (questione che tira in ballo nientemeno che l’infallibilità della Chiesa).

            Ma questo argomento è già stato trattato, e inutilmente vedo, perciò pazienza.

            Faccio solo notare che il punto è proprio che non c’è nessuno di veramente autorevole che sostenga che Bergoglio non sia Papa, teoria che trova seguito soprattutto sul web.

          8. Dimentichi il resto Marco: che Cristo non modifica le Sue parole per “aggiornarle” agli usi e costumi del momento, esattamente quello che si è tentato di fare con A.L. nella forma più subdola. “Cielo e terra passeranno , ma le mie parole non passeranno”… quindi puoi lavorare di fantasia e immaginare “se vi apparisse Cristo in persona a dirvelo”. Ha già detto, e l’ha detto in modo chiaro.

          9. Inoltre Marco su quel tuo “Tutti l’hanno riconosciuto” consenti qualche legittimo dubbio. C’è il caos, quello sì è cosa certa, non altro e più passano i giorni più la situazione peggiora.

          10. Caro Gian,

            Io non lavoro affatto di fantasia. È un dato di fatto, non una mia opinione, che non un singolo Vescovo, nemmeno tra quelli ortodossissimi, ha messo in dubbio la validità dell’elezione di Bergoglio.

            Questo è un fatto col quale occorre fare i conti.

            Riguardo ad Al lei ha le sue ragioni, ma purtroppo abbiamo un precedente: la decisione di San Giovanni Paolo II di ammettere alla Comunione gli scismatici delle Chiese ortodosse senza richiedere la loro conversione.

            Sarà ben difficile ottenere una condanna di Al senza ottenere una condanna anche di questa apertura.

          11. Cerco di spiegarmi meglio. Innanzitutto lo scisma e tra i peccati gravi contro il primo comandamento, come insegna il Catechismo

            “L’incredulità è la noncuranza della verità rivelata o il rifiuto volontario di dare ad essa il proprio assenso. « Viene detta eresia l’ostinata negazione, dopo aver ricevuto il Battesimo, di una qualche verità che si deve credere per fede divina e cattolica, o il dubbio ostinato su di essa; apostasia, il ripudio totale della fede cristiana; SCISMA, IL RIFIUTO DELLA SOTTOMISSIONE AL SOMMO PONTEFICE O DELLA COMUNIONE CON I MEMBRI DELLA CHIESA A LUI SOGGETTI ” (Catechismo della Chiesa Cattolica 2088 e 2089).

            Ed è per questo che la Chiesa, prima del Concilio, escludeva questi scismatici dai Sacramenti

            http://www.sanpiox.it/articoli/crisi-nella-chiesa/745-concilio-vaticano-ii-e-comunicazione-con-gli-acattolici

            “La Chiesa, per proteggere la fede dei suoi figli, ha in proposito una dottrina ben precisa, fondata sulla legge divina. Essa permette ai non cattolici di ascoltare le prediche, assistere alla Santa Messa e alle cerimonie della Chiesa, ricevere benedizioni per disporli alla fede o alla salute del corpo (CJC senior can. 1149). Essi possono anche beneficiare degli esorcismi (CJC senior can. 1152). Non è però permesso agli eretici e agli scismatici, seppure in buona fede, di ricevere i sacramenti, se non hanno prima rigettato i loro errori e si siano riconciliati con la Chiesa (Can 731,2).”

            Come si può leggere nel virgolettato, è stato citato il canone 731,2 del vecchio codice di diritto canonico, nel quale per nessuna ragione gli scismatici che volevano restare tali erano ammessi ai Sacramenti, a meno che non ci convertissero. È vero che se erano nati “cristiani ortodossi” non avevano colpa del loro scisma, però comunque la Chiesa chiedeva che rinunciassero al loro scisma per venire ammessi ai Sacramenti, e se non si convertivano l’accesso ai Sacramenti cattolici era negato anche se erano in buona Fede

            Invece, nel Nuovo Codice di diritto canonico al Canone 844.3, San Giovanni Paolo II fa una autentica “inversione ad U” su questo punto, occhio al virgolettato di seguito

            §3. “I ministri cattolici AMMINISTRANO LECITAMENTE i sacramenti della penitenza, dell’Eucaristia e dell’unzione degli infermi AI MEMBRI DELLE CHIESE ORIENTALI, CHE NON HANNO COMUNIONE PIENA CON LA CHIESA CATTOLICA, qualora li richiedano spontaneamente e SIANO BEN DISPOSTI; ciò vale anche per i membri delle altre Chiese, le quali, a giudizio della Sede Apostolica, relativamente ai sacramenti in questione, si trovino nella stessa condizione delle predette Chiese orientali.”

            Basandosi su cosa? Su una “buona disposizione”, cioè la buona Fede che il vecchio codice di diritto canonico dichiarava non sufficiente per ammetterli ai Sacramenti.

            Anche coi divorziati risposati un sacerdote può formarsi la certezza morale (che non è certezza assoluta) della non imputabilità a causa di circostanze attenuanti, ma se si nega che un sacerdote possa formarsi questa certezza morale in confessione, affermando che dare la Comunione a un divorziato risposato non casto sarebbe sempre sacrilegio, lo stesso dovrebbe dirsi degli ortodossi.

            Se infatti vale il principio che il sacerdote non può formarsi un giudizio sull’imputabilità personale dei divorziati risposati non casti (peccatori gravi oggettivi contro il sesto comandamento) allora deve vale necessariamente lo stesso discorso per gli scismatici (peccatori gravi oggettivi contro il primo comandamento, se rifiutano di entrare nella Chiesa Cattolica), visto che anche il principio della “buona disposizione” non è verificabile con assoluta certezza.

            Per questo dico che è problematica questa azione, perché i cardinali sanno bene che non puoi condannare Al senza condannare contemporaneamente anche l’apertura di San Giovanni Paolo II agli scismatici che non hanno intenzione di convertirsi. Questo perché i comandamenti valgono tutti, non è che il sesto è più importante degli altri.

          12. Perció il discorso è questo: è si possibile, eventualmente, “revocare” le aperture di Al, ma se si dovesse fare ciò bisognerebbe necessariamente revocare anche altre aperture fatte da altri Papi ad altre categorie di peccatori.

            Il perchè l’ho dimostrato nel post sopra.

            Ecco perché è dura sapere come andrà a finire, perché non c’è in ballo solo il discorso di Al.

  29. In Sicilia 14 fogli in cui mai un riferimento alla Parola . E tirano dentro x la Comunione anche Familiaris Consortio. I campioni di tale operazione? Montenegro,Mogavero,Lorefice tutti uomini fedelissimi a Bergoglio

  30. Ormai è sempre più improbabile che dia delle risposte.
    I vescovi siciliani hanno dato il via alla Comunione ai risposati,
    in Polonia addirittura tutta la Conferenza Episcopale contro la A.L.
    Lui segue imperterrito a seminare e inculcare errori gravissimi.
    Secondo me, se vuole salvarsi la faccia, sarebbe utile tirarsi la coda tra le gambe e andarsene.

    1. @Mary
      TEORICAMENTE più che a “salvarsi la faccia” Papa Francesco dovrebbe volere salvarsi l’anima e aiutare i battezzati a lui affidati a salvarsi la loro anima.

          1. Beh, ognuno alla fine deve pensare alla sua (vero Raffaele?), ma il vero cristiano prega prima di tutto per quella dei fratelli in palese errore o peccato. Come appunto Jorge Mario Bergoglio.

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