PEZZO GROSSO, LA PUBBLICITÀ DELLO SHAMPOO SENZA CAPELLI, E IL VELO ISLAMICO. HIJAB, NIQAB, BURQA E VIA OCCULTANDO.

Marco Tosatti

Avete visto certamente sui social la nuovo pubblicità di shampoo dell’Oreal (consigliato il boicottaggio) che per pubblicizzare, ripetiamo uno shampoo usa la foto di una modella che porta l’hijab, il velo islamico che copre, giustamente, i capelli. Cioè l’oggetto da mostrare, se si vuole pubblicizzare uno shampoo. L’ha visto anche Pezzo Grosso e ci ha inviato un commento. Vale la pena di leggerlo, e memorizzarlo, e metterlo in archivio. E magari inviarlo a quelle signore (Boldrini, Bonino, Mogherini, per non citarne che tre) che si sono sottomesse a un’usanza verso cui molte donne nei Paesi a cultura musulmana giustamente si ribellano. Perché la ritengono a buon diritto un modo di dire alle donne: siete uguali agli uomini, ma un gradino più in basso…

Riporto in modo sintetico ed in base a mia traduzione , una storia vera raccontata da un noto avvocato di Ginevra al quotidiano “La tribuna di Ginevra” il 18 maggio 2016. Su un tram di Ginevra (il n°12) questo avvocato (Christophe Piguet, presidente del collegio forense al tribunale di Ginevra) nota una donna con burqa completo (inclusi guanti alle mani), e di fronte a costei un’altra donna elegantemente vestita alla moda. Quest’ultima si avvicina alla prima e con tono dolce le dice di essere anche lei musulmana, ma di non capire le ragioni dell’abbigliamento-burqa . La donna in burka risponde che: “È il Profeta che ci chiede di vestirci così”. La seconda donna ribatte: “Il Profeta? Ma è sicura? Potrebbe citarmi il testo dove è scritto”? La donna in burka risponde : “E’ nel Corano” .L’altra donna prosegue: “ Ah, io ho studiato il Corano, ma non ricordo d’aver letto che il Profeta ci domanda di vestirci come le femmine della tribù machinchosebidule (espressione riferita, ma senza certezza di aver inteso) che vivevano in questa zona del Sahara e portavano questi vestiti ben prima della nascita del Profeta per difendersi dalle tempeste di sabbia. In più il nostro Profeta probabilmente mai ha conosciuto questa tribù. Come potrebbe aver chiesto alla donne musulmane di vestirsi con un abbigliamento bizzarro che neppure conosceva?”. La donna in burqa scocciata risponde: “Basta signora, è il Profeta che lo ha scritto ed io l’ho letto, direttamente in lingua araba…” . L’altra donna: “Ah, voi conoscete l’arabo dunque, e lo leggete e parlate?”. La risposta della donna in burqa: “Sì assolutamente!”. La donna vestita all’occidentale si mette a parlare in arabo, ma comprende che la donna in burka non intende bene e le dice, in francese: “Madame , io sono professoressa d’arabo e di civilità mulsulmana all’Università (…) e posso affermare che lei non conosce e comprende l’arabo (…). Lei dove è nata?”.  Risposta: “Sono nata qui , a Ginevra”. La professoressa d’arabo ribatte: “Quindi lei porta vestiti concepiti per lottare contro le tempeste di sabbia da parte di una piccola tribù che viveva in una zona subsahariana di cui il Profeta non ha mai sentito parlare, lei dice di aver letto il Corano, ma è incapace di intendere le sfumature della lingua araba. Lei insiste a dire di aver trovato istruzioni su come vestire, ma non riesce a dirmi dove, in qual testo….”. La donna con il burka stavolta risponde spazientita : “Basta ! Lei mi sta aggredendo!” . La risposta della professoressa musulmana è la seguente: “No cara signora, è lei che ci aggredisce e offende la nostra religione grazie al vostro camuffamento e grazie alla vostra mancanza di cultura . Lei fa passare noi musulmani per imbecilli fanatici ..”.

Conclusione. Ma il velo – burqa che portano alcune donne islamiche, all’origine destinato a proteggere dalle tempeste di sabbia, ha qualcosa a che vedere con la religione islamica? O è solo mortificazione della donna?



 

27 commenti su “PEZZO GROSSO, LA PUBBLICITÀ DELLO SHAMPOO SENZA CAPELLI, E IL VELO ISLAMICO. HIJAB, NIQAB, BURQA E VIA OCCULTANDO.”

  1. “Ma il velo – burqa che portano alcune donne islamiche, all’origine destinato a proteggere dalle tempeste di sabbia, ha qualcosa a che vedere con la religione islamica? O è solo mortificazione della donna?”

    E una falsa alternativa. La religione islamica, così come predicata da Maometto, prevede la sottomissione e mortificazione della donna, (così come dei non musulmani), di cui il velo è simbolo. Ciò non significa che tutti i musulmani siano dei misogini o dei terroristi come Maometto, che diffondeva l’islam terrorizzando i nemici. Per fortuna molti musulmani conoscono poco il Corano e la vita del profeta dell’islam, quindi reinterpretano la religione in forma più liberale. ma le fonti originali islamiche descrivono Maometto come uno spietato guerriero, che ha sposato e avuto rapporti sessuali con una bambina di 9 anni quando lui ne aveva più di 50 e numerose schiave sessuali, frutto del bottino e dello sterminio dei loro padri e mariti, costume positivamente sancito dal Corano (e quindi da Allah). E la condizione della donna sotto l’Islam è ben mostrata da quei paesi che hanno la legge islamica come legge dello stato, l’Arabia Saudita in testa, dove le donne non contano nulla, vanno in giro coperte come delle mummie, non possono guidare ecc, e ai cristiani non è concessa la minima libertà di coscienza. Questo è l’islam di Maometto, lo stesso che ispira i combattenti dell’Isis.

    http://ecclesiaafflicta.blogspot.it/

  2. Sheriff El Sebaie, musulmano ed egiziano di origine – il quale ha visto con i suoi occhi il rewind da una società “moderna” con donne a capo scoperto e libere di studiare o di andare in spiaggia in costume da bagno, a una società in cui le donne girano velate, incontrano più difficoltà degli uomini nel caso vogliano proseguire gli studi e, se vanno in spiaggia o in piscina, ci vanno col burkini – ha spiegato molto semplicemente questa “ossessione” per il velo: si stanno contando.

    Il velo, in questo caso, rappresenta quello che le divise e i segni di riconoscimento hanno sempre rappresentato per tutti gli eserciti, ufficiali e “clandestini”: conoscere il numero di effettivi in vista dell’attacco.
    Quanto manca all’ingresso sulla scena politica di un partito dichiaratamente islamico? E quanto potrà incidere sulla società?
    I radicali, con le loro percentuali ridicole, hanno contribuito in maniera decisiva all’approvazione di divorzio, aborto, unioni civili e ora legge sul fine vita.

    Però continuate a baloccarvi con le suore che portano il velo (espressione materiale di una scelta di vita spirituale, un po’ come i buddisti che si rasano i capelli per tutto il periodo in cui servono come monaci: qualche fenomeno che li paragoni ai naziskin lo abbiamo?), con le donne che in Chiesa si coprono il capo (in Chiesa: è tanto difficile comprendere la distinzione fra luogo sacro e dimensione terrena?) e sulle tendenze della moda di 2000 anni fa (seguendo questo ragionamento, nella Preistoria le donne andavano in giro mezze nude e allora perché criticare i nude-look contemporanei?) mentre il Titanic continua a imbarcare acqua.
    E le scialuppe se le stanno accaparrando quelli della prima classe.

  3. Mah! Certo la questione burka può avere una sua importanza.
    Personalmente sono più sconvolto dalla vista dei capi tribù ornati di penne di volatili non ben definiti, omaggiati e riveriti dal santo (?) padre.

  4. La Sura 24 del Corano, versetto 30, prescrive: “Dì alle credenti… di stendere i veli del capo sui loro seni e di non mostrare i loro ornamenti se non al marito, o al padre, o al padre del marito, o ai loro figli, o ai figli del marito….” e via elencando. Quindi, devono coprire solo i capelli, in quanto i capelli erano forse visti come motivo di seduzione. Nel Corano non si parla di “burka”, o di coprire parte del volto…
    Se l’Islam è una potente religione monoteista missionaria, data da Dio per mezzo dell’angelo Gabriele all’ultimo Profeta Muhammad, la politica di Sinistra, atea e laicista favorisce l’Islam in Occidente solo per contrastare e per distruggere quelle religioni cattoliche e ortodosse (in parte anche anglicane) che celebrano l’Eucaristia, la quale è l’ unico mezzo per fare scendere e fare espandere il Cristo nel pianeta, ostacolando e togliendolo all’imperio di Satana.
    Oggi, noi dobbiamo chiedere ai musulmani che le regole di espansione dell’Islam in Occidente siano rispettate anche nei Paesi da cui essi provengono (cosa che raramente avviene, persecuzioni a parte). Inoltre, dobbiamo trovare i nostri punti di contatto su alcuni argomenti contenuti nel Corano… La “turpitudine” dell’omosessualità… La castità prima del matrimonio con una donna… E Maria (Màryam), per noi Madre del Figlio di Dio e per loro Madre del penultimo Profeta Gesù (Isa). Creato direttamente da Dio, senza padre umano Isa è Spirito proveniente da Dio e Messaggero di Dio, è il Messia (Masih, o Cristo). Màryam, madre di Isa, fu prescelta da Dio, pura, eletta sopra tutte le donne, mai toccata da uomo, che custodisce la propria verginità e Dio alita in lei del suo Spirito…, eccetera.
    Credo che un grosso colloquio sia possibile con i mistici Sufi e con i rari teosofi musulmani. Sarà difficile convertirli, come non ci riuscì il cardinale Niccolò Cusano, con la sua spendente “Lettura Dialettica del Corano”… Con la massa dei credenti non ci può essere colloquio, soprattutto per i trascorsi contrasti (a parte i secolari rapporti economici e commerciali). Noi li abbiamo dimenticati, ma essi non dimenticano Poitiers, Lepanto e Vienna. Né gli antichi territori conquistati e posseduti (in Spagna, in Sicilia e addirittura con l’emirato di Lecce), che vorrebbero riavere, mettendoci per ora iniziative socioeconomiche, o scuole coraniche. In breve, lo scontro è solo rimandato. E saremo spazzati via, colpa di una Chiesa Cattolica allo sfascio materialista, come sappiamo.
    Dopo averci al massino ridotto allo stato di “Dhimmi”, ossia di tributari, i musulmani si dedicheranno a distruggere la massa dei cialtroni atei, laicisti e della Sinistra (se ancora esisterà), considerati pagani infedeli. I quali, o si convertiranno, oppure saranno eliminati.

    1. Grazie Giorgio per l’approfondita analisi. Io scrivo per scrivere (per sfogo), approfittando dell’ospitalita’ di Tosatti. Ho letto molto ma ricordo molto poco. Forse un altro punto in comune con i mussulmani e’ il Cristo Giudice alla fine del mondo. In quanto ai Sufi hanno cose in comune con i buddisti e penso siano pacifici. Tutte e tre le grandi religioni monoteiste aspirano alla redenzione del mondo (Eliade e altri). I primi nemici dei mussulmani -penso- siano gli atei o i non credenti. Sia i cristiani che gli ebrei sono piu’ tollerati. Sono esistite epoche e paesi dove le 2 religioni hanno pacificamente convissuto. D’altronde pure noi abbiamo perseguitato gli ebrei e oggi siamo fratelli. Avevo gia’ riportato, forse sotto altro Nick, cio’ che sentii in una conferenza da un docente ebraico. Immagino lui aspettasse ancora il Messia (ci sono ebrei che non l attendono, immagino). Essendo in contesto cattolico o comunque filosofico (era un convegno ad 1 anno dalla morte di Sergio Quinzio) e partecipava oltre a LORENZO MONDO, un sacerdote…
      Quindi si parlava inevitabilmente di Parusia o di ultimi tempi.
      L’ebreo, oggi mancato (rip) disse: ” penso che se il Messia che deve venire, fosse il ritorno di Gesu’ Cristo, non ci sarebbe nessun ebreo credente che non l’accoglierebbe”.
      Come dire: non e’ importante, “dopo Auschwitz”, chi sia il Messia. L’importante e’ che la promessa di salvezza REALE si compia, in pienezza.

    2. Che ne pensa, Giorgio? Io trovo importante questo brano di San Paolo. Mi fa venire in mente la parabola del buon samaritano. Io penso bisogni annunciare il Cristo, ma nel mentre non tutti son perduti?
      Cordiali saluti
      Shalom (in ebraico dovrebbe significare pace, come pienezza di vita, giorno di riposo, SALVEZZA non solo spirituale)

      http://www.puntosufi.it/innoalla.htm

      1. Caro Vittorio, grazie per avermi fatto conoscere cose che non sapevo: soprattutto grazie per avermi ricordato l’Inno alla Carità, che io lo preferisco come il più comprensibile Inno all’Amore di San Paolo.
        In quaranta anni ho fatto lunghi giri, studiando e sperimentando religioni e filosofie… I vostri interventi a volte mi fanno sentire tapino. A volte non li comprendo… Però, non posso non essere Cattolico. Ogniqualvolta credevo di aver raggiunto una vetta su cui posarmi definitivamente, mi accorgevo che mancava qualcosa da scoprire… Perché, ad esempio, non posso essere Musulmano? Eppure, durante i miei studi notturni del Corano, a volte – dopo un versetto – cadevo come in una specie di “assenza” dalla realtà. Era “beatitudine” che mi trasportava in alto. Come quando medito i primi versetti del Vangelo di Giovanni… A volte il Corano mi dava una grande pace interiore. E’ vero che se fai un passo verso Dio, Dio ne fa 9, o 99, non ricordo bene, verso di te.
        Poi trovai tra i 99 Bellissimi Nomi di Dio, che si recitano sgranando una corona con i grani come quella del rosario, il nome di “Al-Khaliq”, il Creatore, che noi chiamiamo Padre, poi di “Al-Badi’”, Colui che crea perfettamente ogni cosa, il Cristo, il Figlio, e infine quello di “Al-Muhyi”, Colui che dà la vita, lo Spirito Santo. Sono convinto che un Musulmano teosofo riuscirebbe a collocare questa conoscenza coranica con i nostri Vangeli e con l’Eucaristia. Però, un teosofo evoluto è un individuo che non fa più parte dei rami delle varie religioni, perché già si arrampica sul tronco di Dio.
        Avendo già conoscenze religiose cattoliche, ho ritrovato nella Teosofia quelle conoscenze che mi hanno fatto avere la realtà dei meccanismi dei Sacramenti e dei poteri dati dal Cristo a vescovi e sacerdoti per mezzo della Successione Apostolica. Sono stato aiutato anche dalle conoscenze magiche, mai sperimentate, salvo una sola volta in Romania nel 1974, pratiche che ho poi sempre sconsigliato, oltre ai libri di Aleister Crowley e dell’Ordo Templi Orientis, che sono in contrasto con il Cristianesimo. Significa che esistono leggi esoteriche comuni, che però divergono in base ad obiettivi diversi e contrastanti.
        Posso assicurare che non esiste nulla di più alto raggiungibile dell’Eucaristia, quale nutrimento d’Amore della Trinità per il Battezzato.
        Tu puoi raggiungere lo stato Buddhico e Nirvanico, che per molti sono la massima spirazione raggiungibile con le nostre forze umane durante l’attuale stato di evoluzione. Poi, però, ti trovi davanti l’abisso, che mai potresti superare – pure se qualcuno si illude di poterlo fare… Ma, se tu non puoi superare l’abisso, è il Padre, mediante “il Figlio nel seno del Padre” e “lo Spirito (Santo)”, che può scendere come Trinità, giù, giù, passando per gli Stati Nirvanico, Buddhico, i Cieli Superiore e Inferiore, il Piano Astrale, il Piano Eterico, fino al Piano fisico.
        Ho scoperto, come in molti sanno, che il Sacerdote nella celebrazione eucaristica può spingere con l’intenzione e con i suoi poteri avuti dall'”iniziazione” fino al Cielo Superiore (di cui non sa un bel niente, ma che di sicuro c’è arrivato Saulo sulla via di Damasco). Però, questa intenzione del sacerdote viene captata da “sopra”… Per cui il Figlio, inviato dal Padre, per mezzo dello Spirito Santo scende, usando come “mezzo” (medium in latino) il corpo del Sacerdote, fino a penetrare la materia fisica del Pane e del Vino, trasformandoli nel Corpo e nel Sangue del Cristo, che si immola di nuovo per la nostra salvezza sul Golgota dell’altare. Dove “forse” c’è anche Maria Santissima, come probabilmente “vedeva” Padre Pio.
        La più vera rappresentazione dell’Eucaristia è stata fatta dipingere da Santa Faustina Kowalska… Pure con interpretazioni difformi, il raggio bianco, che per primo scaturisce dal Cuore del Cristo, va sul pane, trasformandolo nel suo Corpo, mentre il raggio rosso va sul vino del calice, trasformandolo nel suo Sangue. Non ci troviamo carne viva al posto dell’Ostia consacrata, e sangue vivo al posto del Vino consacrato, solo perché durante il “lampo” del percorso dai piani incommensurabili di partenza al piano della materia avviene il miracolo che la carne viva e il sangue vivo del Cristo rimangono a livello del piano della materia come pane e vino. E sempre una questione di vibrazioni veloci e quindi invisibili dai piani di partenza fino al piano astrale, le quali giunte, nel piano della materia, ritornano ad essere lente tanto da fare apparire quel Corpo come pane e quel Sangue come vino.
        Che faticata! Questa è la volta buona che vengo censurato. Peccato, perché mi piacerebbe conoscere l’opinion e di Lo Spettro…
        Comunque, ringraziamo Santa Faustina di averci finalmente svelato il mistero di come avviene, seppure invisibile alla vista comune, ma non alla vista chiaroveggente, la meccanica del mistero dell’Eucaristia.

  5. Il problema non è tra andare in giro col burka e andare in giro messo nude ma tra i valori che stanno alla base della cultura islamica e di quella cristiana.Bergoglio proprio da poco ha detto che non esiste una cultura superiore ad un ‘ altra e che tra la conquista armata dell’Africa , della Spagna e l’annuncio del Vangelo da parte degli apostoli non c’è grande differenza , valutazione definita , mi sembra da Superex, ” una delle tante ricostrizioni storiche di Bergoglio da brivido “.

  6. Su Twitter e su Google trovate decine di foto delle donne in Afghanistan, Iran, Iraq, fino agli anni ’80.
    Portavano la minigonna. I tacchi. I capelli sciolti e fluenti al vento.

    Il velo non è minimamente una tradizione, se non per qualche vecchietta di paese (come le nostre vecchiette del sud che portano il lutto per anni, per dire). Sono stati i ricchi wahabiti sauditi (insieme ai globalisti) che hanno diffuso l’islam radicale, per esclusive ragioni di controllo di regimi da loro installati e di “inquinamento” dell’occidente.
    I musulmani e le musulmane fino a 30 anni fa andavano a scuola e all’università, ora sono tornati alle caverne… per opera degli stessi che stanno rimandando nelle caverne anche noi.
    Tutto qua. Speriamo l’incubo finisca presto.

    1. ESATTO! E chi c’è dietro ai wahabiti sauditi e ai globalisti? Un piccolo sforzo, e saremo davvero tutti più liberi.

  7. Ma preoccopatevi piuttosto delle europee che vanno in giro nude! Io non vi capisco in questo caso cattolici tradizionalisti. Se una donna musulmana mette il velo che male c’è? Non lo mettono anche le suore? Non lo dice anche san Paolo che una donna deve coprirsi il capo in chiesa? È proprio questo il problema dei musulmani, o non è piuttosto il laicismo che ha atticchito nei paesi di tradizione cristiana che sviluscono la donna proprio con la finta emancipazione che scopre sempre più centimetri de pelle?

    1. Cara Lucis,

      da una parte, sulle donne vestite in modo impudico in Occidente, hai ragione, personalmente credo infatti che il Creatore abbia lasciato che l’Islam ci invadesse, a motivo dei nostri gravi peccati… però il parallelo che fai tra il velo dell’Islam e quello delle suore è sbagliato… il velo islamico è una imposizione del tutto ideologica, vedi qui

      http://www.lanuovabq.it/it/no-al-velo-integrale-lo-dice-anche-il-corano

      e qui

      http://www.lanuovabq.it/it/iran-donne-sotto-il-velo-da-35-anni

      …molto interessante anche questo

      http://www.lanuovabq.it/it/da-dove-arriva-lodio-islamico-per-le-donne

    2. C’è male. Il fatto è che il velo è una pubblicità per i tagliatori di gole dell’Isis e altri assassini fanatici. Il velo è una pubblicità vivente per l’oscurantismo, la violenza, il totalitarismo, l’arroganza, l’ignoranza, il delirio di conquista e di sopraffazione insiti nell’islam. In quanto poi alle donne svestite, sono affari nostri e non tolleriamo che una banda di terroristi venga a farci la morale. Va bene?

    3. @ Lucis.
      Il problema non è il velo con i centimetri di pelle che copre.
      Il problema sta nel significato del velo: significa sottomissione della donna, ma (e ben più importante) significa marcare il territorio, differenziarsi dalle nostre donne. Trenta o quaranta anni fa nelle città dei paesi mussulmani la maggior parte delle donne girava a capo scoperto come avviene ancora oggi, ad esempio, nella mussulmana Indonesia.
      In seguito, con l’affermarsi di regimi teocratici ed integralisti, il velo è diventata la regola, regola che diventerà tale, piaccia o non piaccia, anche in Italia nel giro di qualche decennio.

    4. Ho conosciuto fino all’amicizia, una famiglia pakistana. Di una citta’ che non voglio nemmeno nominare, per la loro incolumita’. Erano naturalmente in Italia, i nostri figli erano amici. Il padre non era un buon mussulmano, secondo me, e comandava niente in famiglia. La moglie aveva quel niquab in testa e nonostante il marito la pregasse di levarselo in Italia, lei non voleva!
      Puo’ essere il classico caso “dell’uomo che morde il cane?” 😊

      Sono d’accordo con l’amica sopra (a parte che nelle lettere di San Paolo, sulle donne, si leggono opinioni che oggi fanno “rabbrividire”); le donne qui hanno un’altra forma di schiavitu’: il conformismo post moderno. In certe professioni si “devono scoprire”. Le giovani che “si tengono” sovente passano per nevrotiche. Non parliamo poi di diete e di bombardamenti mediatici. Alle volte penso che contro certi “pensieri unici”, non basti nemmeno la forza di carattere. Hanno stabilito cos è normale o no.

  8. L’esibizione del velo/burqa ha un significato provocatorio ma anche profondamente contraddittorio. Rivendico il diritto di portare pubblicamente a testa alta, anche dove può suscitare perplessità, quanto simboleggia il mio essere una donna che deve starsene a casa modesta e appartata e se proprio ha da uscire per necessità inderogabili si deve coprire il più possibile. Giorni fa è stata anche diffusa la notizia dell’avvocatessa che si è presentata a un’udienza del Tar con il velo in testa ed ha avuto una diatriba con il presidente del tribunale (pare ci sia una nome che impone di presenziare a capo scoperto…): ma se devi coprirti e nasconderti e stare umile e a capo chino che cavolo vai a farci in tribunale?

  9. Caro Marco,

    sai bene che scrivere a Boldrini, Bonino, Mogherini, ecc., non serve assolutamente a nulla, perché sono persone che hanno già fatto le loro scelte, e quindi non varrebbe nemmeno il tempo speso per mandargli una e-mail.
    Comunque, la si fa per come ancora si può, ma la battaglia di civiltà è già persa, vedi l’autista ATM che viene messo sotto accusa per essersi difeso da un’aggressione:

    http://milano.corriere.it/notizie/cronaca/18_gennaio_20/milano-aggredito-adolescenti-bus-uomo-ferisce-coltellate-17enne-3fb9f1ce-fdbe-11e7-8db5-ba94532fe916.shtml,
    o le baby gang di neghér o scoppiati italiani dalla mala educacìon, grazie anche alle politiche neo-radicali degli ultimi governi
    https://www.ilfattoquotidiano.it/2017/10/03/treviso-baby-gang-terrorizza-treno-sputi-in-faccia-e-minacce-agli-altri-passeggeri/3892229/,
    ma anche, doverosamente,
    https://www.ilfattoquotidiano.it/2017/01/12/capotreno-aggredito-con-machete-a-milano-pene-ridotte-per-i-tre-latinos-della-gang-mara-salvatrucha/3311142/

    e devo dire che anch’io sono un miracolato, perché anni fa a Milano avevo ripreso due che stavano pisciando sul muro della Chiesa di San Giuseppe, e se quella volta non ho riportato danni è stato, appunto, solo per l’intercessione di San Giuseppe…
    …ormai l’invasione islamica dall’esterno, e il collasso antropologico interno, sono già un dato di fatto irrevocabile. Ancora una volta, dopo due guerre mondiali, siamo nuovamente alla crisi, perché non avevamo imparato nulla. Nulla. Grazie anche alla nostra Chiesa cattolica, che – senza voler generalizzare, ci sarà anche qualcuno che ha fatto il suo dovere – come istituzione, non ha insegnato nulla al popolo.

    Se così è, vedremo cosa la Provvidenza, che ha lasciato che combinassimo tutto questo perché ci punissimo noi stessi per i nostri peccati, ci presenterà nel prossimo futuro.

  10. Questo velo rende meno lacrimevole la vita delle donne che soffrono di alopecia.Il burka e analoghi servono a non far piangere le donne non abbienti che l’impietosa “legge di gravità degli anni”spingerebbe sotto le zampe di un chirurgo plastico. In pratica è proprio la categoria dei chirurghi plastici che per non far piangere il portafoglio dovrebbe combattere in prima fila usi e costumi dell’Islam retrivo.

    1. Il guaio dell’Islam è avere avuto Maometto.
      E anche l’islam ha avuto la sua Riforma, ben più efficace di quella di quella che fece Lutero con la Chiesa. Infatti i Wahabiti e l’ISIS sono il risultato della riforma dell’islam, che desiderava ritornare alle fonti originali: il Corano e la vita di Maometto e dei primi califfi come modello e società da imitare.

      http://ecclesiaafflicta.blogspot.it/

  11. A me han detto che molte sono usanze tribali. Per quanto riguarda gli jahidisti 2.0, in Francia i loro nonni non han mai fatto: grossi problemi. Negli anni 70, c’erano gia’ (probabilmente prima) essendo paese coloniale. La mia idea e’ che abbiamo conosciuto il Corano su Wikipedia, o magari in carcere. In quanto al millenarismo del Califfo, sembra si stia esaurendo. (leggasi il termine DABIQ). Naturalmente non ho la cultura per conoscere TUTTO l’Islam. Ne so se posso farlo. Provo a fare un parallelo tra Bolscevismo, PCI e Brigate Rosse. Tutti in qualche modo derivano da Marx ma i comunisti italiani han cercato il compromesso storico. Anche se tardi! “Sedicenti brigate Rosse”, le chiamavano.
    Andando sulla tragedia Moro aveva nemici a est e a ovest, e lo stesso Berlinguer (che forse subì un attentato a Sophia).
    Poi un certo Karol Wojtila, cardinale ritenuto all’inizio dal kgb, il meno pericoloso: inizio’ a sgretolare il gigante sovietico. Da lì l’attentato per UCCIDERLO. Ma la storia ando’ molto diversamente. GPII intercedi per noi!

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