La “Leva Dorata” a Roma. Da Napoleone a Macron è Stato un Attimo. Benedetta De Vito.

2 Maggio 2024 Pubblicato da

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, la nostra Benedetta De Vito offre alla vostra attenzione queste riflessioni su un fatto di cui non ro a conoscenza, relativo a Napoleone e la massoneria dopo la conquista di Roma. Buona lettura e diffusione.

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Qualche anno fa, non so quanti perché mi sono ben guardata dall’andarlo a vedere (come mai leggerò il libro da cui è tratto), è uscito un film intitolato “La scuola cattolica” che racconta gli orridi fatti del Circeo, facendo ovviamente intendere che tutti (o anche molti ) di quelli che escono da una scuola cattolica, o da un’educazione definita “bigotta” (ma io mi vanto di essere una bigotta, cioè “Per Dio”!) finiscono per diventare come Ghira, Izzo e Guido. Ma certo, sorbole, per colpa della falsa morale cattolica! Ma che pensierino profondo, quale introspezione preziosa!

Un vero capolavoro massonico, complimenti. E pensare che basta una cosa soltanto, una cosuccia appena, ma buona per smontar tutto il castellaccio di carta e celluloide: Ghira, il più feroce dei tre (forse), andava al liceo statale Giulio Cesare, e quindi perché non intitolare il film “Scuola statale”… Suvvia, è tutto il contrario, e lo sapete benissimo: la scuola cattolica educava al bene o almeno, uomo permettendo, ci provava!

Ma vabbè, a parte questo dato inconfutabile di cronaca che smentisce tutto il racconto (basato su un falsissimo presupposto), questo film mi è tornato in mente per ben altri motivi.

Che ora, se vi andrà di seguirmi lungo il sentiero del pensiero sciolto, andrò a raccontarvi.

Dovete sapere, dunque, che per mesi ho cercato di trovare un editore al magnifico diario africano (nel senso di guerra d’Africa) del marchese Filippo Patrizi. E lo avrei anche trovato, un editore, ma vabbè e vedremo.

Ma Corso, il figlio di Filippo (che mi ha incaricato dell’impresa) tra la documentazione offertami per inquadrare la sua famiglia nella storia mi ha anche fornito un libriccino giallo la cui autrice è la marchesa Maddalena Patrizi Gondi.

Immersa nelle sue “Memorie di famiglia” (che riguardano il periodo che va da il 1796 al 1815) vengo a scoprire che il piccolo Napoleone (grande solo nell’altisonante nome che forse fu tutt’uno con la sua fortuna che io non ho mai applaudito anche sui libri di scuola), una volta impadronitosi di Roma, obbligò le più grandi famiglie romane, radicate nella fede, custodi della Santa Sede, legati a doppio nodo con il Papa, a spedire nelle scuole massoniche francesi i loro figlioli.

Fu chiamata la “leva dorata” e molte famiglie del fior fiore dell’aristocrazia romana furono chiamate a obbedire.

Anche i Patrizi. Le scene di disperazione famigliare all’orrida notizia sono narrate dall’allora marchese Giovanni con dolcezza e sempre nell’amore del Signore.

Il timore era che l’educazione acattolica, massonica avrebbe potuto guastare l’anima dei piccoli… sì, Napoleone voleva annientare l’educazione cattolica per la classe dirigente romana così da renderli… come siamo adesso, circondati dalla cultura dei grembiulini.

Dai tempi di Napoleone a quelli di Macron, il passo in fondo è breve.

La Francia mariana, amata dal Signore, si è trasformata in un luogo sanguinario dove l’aborto, cioè l’omicidio degli innocenti, è un diritto costituzionale…

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4 commenti

  • Balqis ha detto:

    Gentile Benedetta, ha fatto male a non leggere “La scuola cattolica”. L’autore era compagno di scuola degli assassini.
    Le consiglio di superare i pregiudizi e di leggerlo. Si tratta di una spietata analisi del Male. Non è, come lei pensa senza averlo letto, una critica alla scuola cattolica, semmai all’ipocrisia delle famiglie (si preoccupano che la casa sia in disordine quando vengono le forze dell’ordine ad arrestare i figli, autori di un delitto così orribile).
    Ho conosciuto alcuni (bravi) ragazzi, qualche anno dopo il delitto. L’atmosfera non era cambiata: alcuni, compagni di classe di questi miei amici, arrivarono non invitati ad una mia festicciola di compleanno e, oltre a fare danni, fecero bisogni sul letto dei miei genitori.
    Fino ad un certo punto anche io sono stata in una scuola cattolica. Ma in quella lì, in quegli anni molto difficili, si respirava un clima davvero malsano. Anche se non tutti gli allievi erano così.

    • Marco l'altro ha detto:

      Penso che la sua osservazione sulla scuola cattolica non in generale ma specifica per luogo e provenienza alto borghese dei suoi studenti sia alquanto realistica .ma bisogna pur dire che questo clima di degrado culturale e disciplinare sia stato in quegli anni 60-70 il frutto della contestazione e della rivoluzione culturale di quegli anni di contestazione giovanile in cui caddero tutti i tabù e le remore di comportamento morale . La trasgressione specie nei rampolli della buona borghesia diventa la cifra dello stare in società a scuola nel gruppo tra amici .
      Non così da quanto ho potuto ascoltare da vecchi docenti era la scuola cattolica o statale superiore degli anni pre 68 con una rigida disciplina e severità di studi da dove poi sono usciti le classi dirigenti certo anche in questo caso non mancherànno cattivi esempi Un esempio di antica eccellenza potrebbe essere il liceo massimo dei gesuiti di Roma da dove provengono ben formati dai professori gesuiti tanti personaggi di spicco giornalisti manager politici magari diventati poi convinti e battaglieri anticattolici .

      • Balqis ha detto:

        Io sono stata in una scuola cattolica fino ad un certo punto ed era una scuola normalissima e tranquilla. Quella scuola lì era particolare, in alcune classi (non in tutte) c’era un brutto clima, patito dalla maggioranza degli alunni, che erano ragazzi normali. Il libro mi ha colpito molto non solo perché tratta di una situazione che ho conosciuto personalmente, ma soprattutto per lo sguardo quasi da entomologo con cui l’autore analizza e rivela la mostruosità del Male.

  • Margotti ha detto:

    Ora più di allora!
    Macron è un pericolo per l’umanità, dategli solo dello champagne per favore!