Guerra nucleare Israele-Iran? Ipotesi  Inquietanti….Vincenzo Fedele.

24 Aprile 2024 Pubblicato da

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, Vincenzo Fedele esamina criticamente alcune notizie  apparse sul circuito mediatico in questi giorni, in relazione all’aggressione di Israele al Consolato iraniano di Damasco, e alla risposta iraniana. Buona lettura e condivisione.

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Guerra nucleare Israele-Iran? Ipotesi  inquietanti.

In guerra niente di quello che ci raccontano e che vediamo è vero. Lo sperimentiamo in Ucraina da oltre 2 anni e a Gaza dal 7 ottobre scorso. Forse qualcosa sarà anche reale, ma menzogne, depistaggi, propaganda, fabbricazione di verità di comodo sono tali e tante che l’affidabilità di qualsiasi notizia è vicina allo zero.

Forse l’unica cosa vera sono i morti ammazzati da bombardamenti e incursioni dei soldati israeliani, oltre che dalla fame, mancanza di cure, sporcizia e malattie conseguenti a cibi improbabili per tirare avanti. In realtà ritengo che, almeno nei numeri, neanche quelli siano veri. Ritengo molto riduttiva la cifra, spaventosa ma accettata da tutti, di circa 35.000 morti fra i civili palestinesi, di cui quasi la metà bambini.

Vedendo le distruzioni di Gaza City, l’esodo di quasi 2 milioni di persone braccate dai soldati di Tsahal, la totale assenza di assistenza, cibo, cure, le condizioni spaventose in cui sono costretti a vivere non solo i bambini, ma tutti i palestinesi senza distinzione, penso che sia stata superata da tempo la cifra spaventosa delle 100.000 unità fra i soli civili. Purtroppo in questo macabro conteggio gli interessi di Israele coincidono con quelli di Hamas. Entrambi non hanno alcun interesse a comunicare la cifra corretta, o almeno vicino alla realtà. Israele per minimizzare il numero dei morti “percepiti” anche se la stessa cifra ufficiale sarebbe più che sufficiente per condannarlo per genocidio, se ci fosse la volontà politica. Analogamente Hamas, pur facendo leva sul tragico numero dei morti, non ha alcun interesse ad avallare il numero effettivo subendo le conseguenze interne di chi ritiene che i morti palestinesi siano colpa esclusiva dell’attacco sconsiderato del 7 ottobre.

Anche le fosse comuni, che iniziano a venire alla luce, sono una goccia di verità in un mare di menzogne e di ipocrisie. Sanno tutti che le fosse comuni ci sono. Sanno tutti che sotto le macerie di interi condomìni abbattuti o sventrati in tutta la striscia i morti sepolti sono migliaia ma, come dicevo, non ne parla Hamas ne gli israeliani. Dovrebbero parlarne i giornalisti, ma da loro la speranza di un briciolo di verità è ancora più lontana.

Non conosceremo mai la cifra esatta, neanche approssimata, dei morti ammazzati e di quelli fatti morire, quindi registriamo questo macabro conteggio come promemoria dell’orrore e andiamo avanti.

Non ci è stata raccontata la verità sul 7 ottobre, anche se tutti sanno che più della metà dei morti di quel tragico attacco sono stati provocati dall’esercito israeliano che, in totale confusione e in assenza di coordinamento e di ordini, ha sparato in modo indiscriminato contro civili israeliani che cercavano scampo, contro le loro stesse caserme che credevano occupare dai miliziani di Hamas, contro abitazioni in cui i civili israeliani avevano cercato rifugio, ecc.

Adesso ci viene propinata la notizia delle dimissioni del capo dell’intelligence militare israeliana, generale Haliva, per le disfunzioni e gli errori del 7 ottobre. Adesso! Ad oltre 6 mesi dai fatti! Più che dimissioni del capo dell’intelligence è un richiedere le nostre dimissioni da quel minimo di intelligenza che ancora ci portiamo dietro. E’ un insulto alla nostra, di intelligenza, pretendere che dobbiamo credere che Israele abbia impiegato oltre 6 mesi per capire quello che si sapeva già il giorno stesso. Sono state presentate anche le dimissioni del capo del comando centrale israeliano, Yehuda Fuchs, che lascerà l’incarico ad agosto senza spiegarne i motivi.

Adesso, anche per questo, tutti i giornalai sbandierano i dati (allerta ignorati, segnalazioni non trasmessi, ordini mancati, vacanze sospette, ecc.) che erano già disponibili dopo pochi giorni, ma nessuno aveva finora divulgato se non i soliti “complottisti” additati al pubblico ludibrio e che, al solito, hanno avuto ragione.

Queste dimissioni eccellenti, anche se tardive, dicono molto del livello miserrimo in cui si trovano le forze armate israeliane,a iniziare dai vertici, ma anche di questo nessuno parla.

Nessuno, peraltro, sottolinea che mancano all’appello le dimissioni del responsabile principale, Netanyahu che, anzi, continua a farsi scudo della guerra per sfruttare una parvenza di necessaria stabilità politica per non farsi da parte, anche se accerchiato da parenti e amici degli ostaggi e da gran parte del popolo israeliano. E’consapevole che il suo percorso politico è terminato e che, con le dimissioni, può aprirsi anche un prolungato soggiorno nelle patrie galere per motivi poco onorevoli e che nulla hanno a che fare con la guerra.

Non ci hanno raccontato la verità sulla distruzione dell’ambasciata iraniana da parte di Israele. Non solo perdura la falsità del non dare tuttora per certo che l’ambasciata, e i morti, siano stati opera di Israele, ma già dal giorno dopo la notizia dell’attacco era sparita dalle prime pagine dei giornali. Ho sempre il dubbio se sia più grave una falsità costruita ad arte o tacere la verità in modo spudorato per lasciare nell’occultamento e nel dimenticatoio le scomode realtà palesi e inequivocabili.

Quando c’è stata la reazione iraniana, infatti, alle menzogne pacchiane si sono unite le dimenticanze pelose.

Pochissimi hanno parlato di “reazione iraniana”. Quasi tutti ci hanno informato “dell’attacco iraniano”. Cioè l’Iran non avrebbe replicato ad un attacco israeliano proditorio e vigliacco, contrario a tutte le regole giuridiche internazionali oltre che di onore e civiltà ma ha attaccato il “popolo israeliano” (non Israele o l’esercito israeliano) con oltre 500 droni e missili tutti abbattuti dalle cupole di ferro e dalle fionde di Davide.

Non ci hanno raccontato la verità neanche su quest’attacco, su nessuno dei particolari che, elencando i più importanti, comprendono il fatto che i droni sono stati circa 150 e non 500, che l’Iran aveva preavvertito gli USA, quindi Israele, che l’attacco è stato fatto con droni e pochi missili per dimostrare la possibilità di reazione iraniana, ma con la moderazione di chi vuole evitare una escalation, che la maggioranza dei droni sono stati abbattuti dagli aerei USA, inglesi e francesi, oltre che dalla Giordania e dall’Arabia Saudita, che alcuni missili hanno comunque raggiunto il bersaglio su due basi militari e non sui civili israeliani o su città popolate. Infine hanno minimizzato e quasi deriso il comunicato ufficiale iraniano che, con i droni ancora in volo, dichiarava che per loro, con quella risposta, il discorso era chiuso e non ci sarebbero stati altri attacchi se non come reazione a ulteriori attacchi israeliani.

E quì veniamo alla chicca che ho lasciato per ultima, anche se è la più importante degli ultimi giorni.

Sembra che la reazione israeliana a quest’attacco notturno iraniano non sia stata, neanche questa, quella che ci hanno raccontato e che, comunque, l’Iran ha cercato di minimizzare.

Chiariamo ancora qualche aspetto di questa strana risposta, prima di proporre la vera spiazzante notizia.

L’attacco condotto dagli israeliani contro Isfahan sembra che sia partito dal nord dell’ Iran. Da quì le reazioni stizzite dei vertici israeliani contro chi, dagli USA, ha confermato che l’attacco c’è stato, è stato condotto dagli israeliani ed è partito dall’interno dell’Iran. Sembra che queste rivelazioni possano aver messo a rischio l’unità israeliana infiltrata e sotto copertura che ha gestito l’attacco e che, se non è stata ancora individuata, potrebbe comunque avere difficoltà operative in futuro, visto che ormai è caccia aperta per individuarla e neutralizzarla. Per meglio comprendere l’importanza di questi aspetti occorre ricordare che le strutture nucleari iraniane sono sotterranee a prova di bombe. Gli israeliani avevano effettuato incursioni aeree quando i siti erano ancora in costruzione, facendo danni parziali, ma da quando la struttura dei siti è stata completata non è stata scalfita da nessun attacco. Del resto gli unici missili che, sembra, potrebbero creare realmente problemi, ma solo con attacchi multipli e ripetuti sugli stessi punti, in una azione progressiva e insistita, potrebbero essere i missili ipersonici russi Kinzhal che non hanno equivalente negli armamenti NATO ne in quelli israeliani e che, forse, i russi hanno già fornito all’Iran. L’unica possibilità, per quanto remota, di pensare ad un eventuale attacco ad una struttura nucleare iraniana sarebbe quella di penetrare con qualche azione di commando coordinando eventuali traditori interni con gruppi d’assalto specializzati dislocati nelle vicinanza o fatte arrivare in qualche modo sul posto. Rivelare la presenza, in territorio iraniano, di gruppi segreti che potrebbero appoggiare tale fantascientifica azione, da far concorrenza allo 007 di Fleming, avrebbe giustificato la reazione israeliano alle esternazioni americane sulla loro esistenza mentre, d’altra parte, c’è anche la possibilità che le esternazioni USA siano trapelate a bella posta per dare un segnale forte a Israele di non oltrepassare limiti invalicabili.

A questo punto possiamo illustrare, con tutte le cautele del caso, la notizia sorprendente di cui parlavamo.

Sembra, infatti, che l’attacco contro le installazioni di Isfahan, che comunque è arrivato, sia stato un ripiego.

Pepe Escobar, un ben informato analista geopolitico (vedi quì) ha pubblicato in esclusiva, il 20 aprile, una informazione che dichiara di aver ricevuto da una fonte asiatica di altissimo livello, precisando che la fonte non è russa e neanche cinese.

Secondo questa fonte sembra che Israele avesse scelto di rispondere all’attacco dei droni iraniani del 13 aprile con una reazione estrema tramite un F-35 lanciato all’attacco con una bomba nucleare a bordo. L’F-35 avrebbe dovuto provocare uno scoppio nucleare ad alta quota sull’Iran che avrebbe avuto l’effetto di sovraccaricare e disabilitare le linee elettriche iraniane e i dispositivi elettronici. Sembra che, mentre l’F-35 aveva già attraversato la Giordania e stava lasciando il regno hascemita sia stato abbattuto dall’aviazione russa. Visto l’epilogo le varie parti avrebbero concordato di accantonare la notizia senza renderla pubblica per evitare l’escalation che avrebbe portato tutti noi nella terza guerra mondiale. La versione pubblicizzata dell’attacco israeliano a Isfahan sarebbe quindi stata una parodia costruita per occultare il vero attacco sventato.

Lo stesso Pepe Escobar fa appello a Seymour Hersh, il giornalista americano, premio Pulizer, che ha svelato chi ha realmente attaccato e distrutto i gasdotti Nord Stream 1 e 2, per sapere cosa pensa lui di questa notizia e che riscontri possa ricavare lui dalle sue fonti.

La notizia è stata anche ripresa da Maurizio Blondet il 22 aprile (vedi quì) che l’ha riportata senza commenti.

Personalmente ritengo che la notizia necessiti di riscontri affidabili, per quanto le fonti di Pepe Escobar possano essere di alto livello e la sua serietà possa deporre a favore della veridicità dei fatti.

La notizia sarebbe tecnicamente plausibile, pur con qualche incognita. Realmente una esplosione nucleare nell’alta atmosfera genera impulsi elettromagnetici EMP (Electro Magnetic Pulse) in grado di sovraccaricare e portare a fusione i circuiti elettrici anche a grande distanza. Una esplosione non nucleare non produce radiazioni in grado di distruggere i circuiti e, nel contempo, facendo esplodere la bomba ad alta quota, la ricaduta a terra di scorie radioattive sarebbe minima senza danneggiare più di tanto le persone. Si sa da tempo che gli israeliani hanno realmente un’arma nucleare EMP, quindi la possibilità di attuazione sarebbe reale. I dubbi, però, rimangono.

Tecnicamente un F-35 può volare a circa 15.000 metri d’altezza, ma per ottenere l’effetto EMP atteso, la detonazione nucleare deve avvenire ad una quota superiore a 25.000 metri, quindi forse i conti non tornano.

Anche analizzando gli aspetti geopolitici qualcosa non quadra, o apre scenari inediti ed ancora più inquietanti.

La Russia potrebbe essere realmente intervenuta nell’azione abbattendo il velivolo israeliano? Potrebbe aver corso il rischio di trovarsi coinvolta in una azione diretta e plateale contro Israele? Potrebbe aver avuto interesse a mostrare di poter disporre di notizie di intelligence capaci di conoscere decisioni segrete di tale portata ed agire sapendo i dati del volo (Ora di partenza, percorso, obiettivo, ecc.) e procedere all’attacco in modo scoperto? Se lo avesse fatto vorrebbe dire che la soglia di rischio atomico era già stata superata o, al meglio, si era al limite del supero. Bruttissimo segnale in ogni caso.

Potrebbe aver anche pianificato e attuato l’attacco, ma dietro una ancor più problematica segnalazione sotto traccia arrivata da Washington. Anche questo sarebbe, in ogni caso, un segnale contraddittorio di forte instabilità. Washington che fa intervenire Mosca per fermare le intemperanze del proprio pupillo ebreo? Con quale scopo? Con quali obiettivi?

Scopi e obiettivi potrebbero essere tanti anche se alcuni potrebbero sembrare contraddittori.

Il più importante sarebbe proprio fermare Israele dal trascinare il mondo verso il conflitto globale, visto che i ripetuti paletti posti da Biden sono rimasti lettera morta. Lanciare un segnale inequivocabile a Tel Aviv che la strada attuale è da abbandonare altrimenti gli USA sono disposti ad allearsi anche con un nemico storico pur di scongiurare una escalation non voluta. Mi sembra troppo sopra le righe, ma potrebbe anche essere credibile.

Potrebbe essere scaturita dalla necessità USA di non emarginare troppo l’Iran e non azzerare le estrazioni iraniane di petrolio facendo schizzare alle stelle il prezzo dell’oro nero con le elezioni di Novembre alle porte.

Potrebbe essere stata una micidiale partita a poker giocata sul filo del rasoio. Gli USA che minacciano di far abbattere l’aereo, comunicando i dati a Mosca e facendolo sapere a Tel Aviv con Netanyahu che fa partire ugualmente l’aereo, con o senza atomica a bordo, sapendo che sarà abbattuto, ma mandando a sua volta un segnale a Washington che Israele è pronto a tutto e che, se questa volta è andata così, la prossima mossa non sarà concordata, ma sarà avviata segretamente.

Problematica anche la fine che avrebbe fatto l’F-35 abbattuto. In questo caso non esiste il rischio nucleare. La bomba si innesca con codici appositi che, se non attivati, la mantengono in sicurezza. La carcassa dell’aereo potrebbe anche essere facilmente occultata, nel marasma generale di attacchi e contrattacchi, ma la bomba, pur non innescata, sarebbe diventata preda dei russi e sarebbe una miniera d’oro tecnologica per carpire segreti tecnici e strutturali inediti. Difficile che gli USA possano permetterlo, quindi i dubbi aumentano.

Non ultimo e non proprio da scartare il pensiero, che Netanyahu potrebbe aver imparato da Zelensky, di alzare la posta per continuare la partita e scongiurare una sconfitta. Zelensky ha, ormai, l’unica speranza di esasperare la guerra in Ucraina per far intervenire la NATO, da qui la richiesta di armi che colpiscano direttamente la Russia, la richiesta di truppe, le provocazioni contro la centrale atomica di Zaporizzja ecc. Analogamente, Netanyahu ha l’unica speranza di prolungare la propria agonia politica puntando sull’escalation del conflitto che da locale diviene regionale e mondiale per evitare che lui e l’intero Stato di Israele scompaiano dalla scena.

Tutto, in questi scenari, sembra possibile, soprattutto che stiamo parlando del nulla e che niente di quanto viene raccontato e che stiamo commentando sia reale. E’ altissima, infatti, la possibilità che quanto viene fatto trapelare non sia vero ma faccia parte, anche questo, di un gioco sotterraneo di specchi che in realtà è un tragico gioco al massacro anche fra alleati o nemici, veri o finti che siano.

Speriamo realmente che nulla di quanto ha divulgato Pepe Escobar sia reale e che la nostra disamina su cause ed effetti sia soltanto un esercizio dialettico su fatti inesistenti. Che nostro Signore ci conforti e ci smentisca.

Vincenzo Fedele

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7 commenti

  • giovanni ha detto:

    Molte ipotesi, gli unici dati certi sono gli attacchi da una parte e dall’altra senza affondare il colpo e i dati che fornisce l’autore circa la quota operativa di un F35 rispetto alla quota di lancio della bomba EMP. Se veritieri ( io non conosco questi dati ) vi sarebbe una evidente discrasia tecnica a svantaggio dell’ipotesi tentativo lancio d’una bomba nucleare da parte di Israele sull’ Iran.

  • Piero ha detto:

    Un coacervo di pataccate, ipotesi date da un principiante che di combattimento in ambiente urbano non sa nulla,non una stima dei combattenti amas e altre fazioni,oltre ai fiancheggiatori. Cne sfortuna colpiscono solo civili gli israeliani.nkn beccano un guerrigliero neanche per caso.,dati a senso unico e ciliegina finale una notizia non confermata di un giornalista che scrive per Asia times e per sputnik e rt.
    E basterebbe sapere dove sono finiti i resti del f35 e della bomba,che ovviamentenn on si trovano,epperdipiú usano una bomba atomica quando hanno i missili champ che hanno lo stesso scopo senza provocare un incidente ed escalation nucleare.
    Ma dai.

  • Statistica ha detto:

    La statistica e’ una disciplina soggetta a regole mate.
    Ora, sembra che il numero dei morti nella guerra scatenata da Hamas non rispettino queste regole.
    Ovvero , per i matematici che hanno studiato le correlazioni tra i dati forniti da Hamas questi dati sono scarsamente attendibili.
    Hamas calcola i morti in modo molto approssimativo : ma non per difetto bensì per eccesso.
    Sia chiaro : una guerra e’ sempre una catastrofe.
    Ma le ricordo che Hamas ha, come punto programmatico, nel suo statuto, la distruzione di Israele.

    • Marco Tosatti ha detto:

      Basterebbe che quelli che chiudono Gaza come una prigione da molti anni lasciassero entrare osservatori internazionali – la sig.a Albanese dell’ONU per esempio non la fanno entrare – per poter verificare…ma invece no, chissà perché. E ammazzano giornalisti – a decine – e operatori di agenzie di aiuto. Basta vedere le fotografie di come è ridotta Gaza, e l’uccisione quotidiana di persone (anche ieri una decina in un bombardamento) per capire che cosa sta succedendo. E devo dire che a fronte di una catastrofe umanitaria del genere le polemiche sui mille di più o duemila di meno sono un tantinello disgustose. Come chiamavate quelli che lo facevano con lo sterminio nazista? Negazionisti? Ecco…

      • Balqis ha detto:

        Sembra che gli aiuti – cibo, acqua, medicine!! – stiano entrando con minori difficoltà. Speriamo che continui così, anche se, purtroppo, non è affatto detto.

  • Paoletta ha detto:

    se non sbaglio il segreto della Madonna di Civitavecchia riguardava oltre all’apostasia della Chiesa e alla crisi della famiglia, la possibilita’ di una guerra mondiale.
    Preghiamo la Madonna, se prega per noi puo’ ottenere che la faccenda si blocchi.

  • laura cadenasso ha detto:

    …visto come in uno specchio. Ci ricorda qualcosa ?