Investigatore Biblico. La Chiesa Ha Bisogno di Essere Rinnovata dalle Fondamenta. Non Ha più Credibilità.

4 Aprile 2024 Pubblicato da 36 Commenti

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, offriamo alla vostra attenzione questo articolo pubblicato dal Investigatore Biblico. Un articolo diverso da quelli abitualmente pubblicati da quel sito, che ringraziamo di cuore. Buona lettura e condivisione.

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“La Chiesa ha bisogno di essere rinnovata dalle fondamenta: una personale e dura riflessione”di INVESTIGATORE BIBLICO

Sarà una deformazione professionale. Ma essendo uno studioso della Bibbia talvolta mi trovo a confrontare la Parola di Dio con la Chiesa di oggi. Probabilmente non dico nulla di nuovo. Ma devo confessarvi che trovo delle serie incongruenze. E sto cominciando a mettermi qualche problema. Non parlo solo delle diverse correnti di pensiero, a quelle ormai ci siamo abituati. Ma parlo proprio di alcune “istituzioni” della Chiesa Cattolica che sono in netto contrasto con il Vangelo.

Facciamo qualche esempio.

Gesù Cristo ha mai parlato in qualche modo nel Vangelo della istituzione di uno Stato Vaticano, o di qualsivoglia Stato Ecclesiastico? Può essere che sia sfuggito a me, ma fino ad ora non ho trovato alcun versetto vetero o neo testamentario riferito ad un ipotetico Vaticano.

Ammesso e non concesso che il Vaticano sia nato con buone intenzioni. Ad oggi, questa istituzione che senso ha? Rispecchia la limpidezza del Vangelo? Rispecchia il messaggio genuino di Gesù Cristo? Per farla breve: il Vaticano è una istituzione che dà al mondo credibilità? E’ coerente con quelle Parole di Gesù che ci ricordano: “non prendete borsa, né bisaccia, né denaro, né sandali, ne due tuniche” ecc.. (Lc 10,4).

E a proposito di denaro e di bisaccia. Qualcuno di voi mi sa indicare dove nel Vangelo Gesù Cristo ha mai parlato di banche? Magari è sfuggito a me. Ma io nella Scrittura non ho mai trovato un versetto che potesse avvicinarsi neanche lontanamente all’invito di fondare una Banca per la Chiesa. Eppure esiste. E penso che ciascun lettore abbia chiaro cosa sia stato e cosa sia oggi lo IOR. Vi risparmio i passati storici.

Lo stipendio ai preti. So che qui tocco un tasto dolentissimo. E che probabilmente mi prenderò una marea di insulti. Ma Gesù non ha mai neppure accennato nell’Ultima Cena (e in nessun altro posto credo) che i preti avrebbero dovuto avere uno stipendio. Perché vedete, in fondo lo “stipendio” del prete, benché sia ai minimi termini, è sempre una sicurezza. Diciamocelo chiaro: quanti sono entrati in seminario per avere un “futuro” assicurato? Per fare i mestieranti ecclesiastici? Ne è pieno il mondo.

Se Gesù Cristo ha detto ai Suoi discepoli che si poteva vivere di Provvidenza, perché l’operaio ha diritto al suo nutrimento, non era sufficiente? Forse non crediamo più alla Provvidenza? Forse è così.

Personalmente ho rinunciato da tempo allo stipendio. E posso dirvi che Dio e la Madonna hanno sempre Provveduto in tutto e per tutto. E so che provvederanno sempre.

Andiamo avanti.

Gesù Cristo ha mai parlato di Cardinali? Credo non vi sia traccia né nel Vangelo tanto meno nelle Lettere di San Paolo di San Pietro San Giovanni ecc…

Credo tutti sappiano che i Cardinali fanno promessa di difendere il Vangelo fino al martirio. Vi sembra che i Cardinali che oggi ha in seno la Chiesa Cattolica siano tutti pronti a difendere il Vangelo fino alla morte?

Magari possono morire per difendere la poltrona, la carica, lo stipendio. Ma non credo che tutti i Cardinali oggi siano disposti a morire per il Vangelo.

Uni dei più coerenti oggi è il Cardinale Zen. Penso di non conoscerne altri.

Sarò curioso di vedere la reazione di qualche canonico di Santa Maria Maggiore dopo questo provvedimento del Papa (Papa Francesco, giro di vite sulla Basilica di Santa Maria Maggiore, stop agli affitti agevolati per i parenti dei canonici (corriereadriatico.it)).

Agevolazioni, accozzi, privilegi, caste, calci in culo, stipendi, banche, stati vaticani, appartamenti di lusso, pedofilia, aerei privati, cardinali, potere, auto di lusso, guardie svizzere, gendarmerie, acquisto di appartamenti, affari, investimenti, 8 per mille…

E poi ci chiediamo perché la Chiesa è in crisi?

Dobbiamo prima chiederci: ma oggi la Chiesa è CREDIBILE?

So che questa riflessione può sembrare più un manifesto anarchico che un invito a meditare. Ma penso che fino a quando la Chiesa Cattolica non recupererà le sue origini (il Vangelo) potrà andare solo peggio.

Perché oggi il mondo ha bisogno di una Chiesa che sia credibile. Di un annuncio genuino. Di predicatori veri. Di testimoni.

Il clero si è appropriato del messaggio di Gesù Cristo per farne l’esatto contrario. E hanno educato generazioni a tutto ciò. Proprio come ha detto Gesù nel Vangelo: “Guai a voi scribi e farisei ipocriti che percorrete il mare e la terra per fare un solo proselito, e ottenutolo, lo rendete figlio della Geenna il doppio di voi” (Mt 23,15).

Prima di parlare di tradizionalismo, modernismo, apocalissi, apparizioni, messaggi privati, teologie varie, tesi e ipotesi: parliamo e confrontiamoci sulla credibilità della Chiesa Cattolica oggi. E del perché una Chiesa in queste condizioni non può essere più credibile per il mondo, finché non si torna alle origini, anzi, all’Origine: Nostro Signore Gesù Cristo e la Sua Parola.

Investigatore Biblico

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36 commenti

  • Balqis ha detto:

    Come giustamente sottolinea il Matto, l’Investigatore smuove le acque rese stagnanti dalle inutili e ripetitive filippiche pseudo-canoniche, viziate da quella che appare come un’insana papolatria che ben poco ha a che vedere con l’esigenza di «prima di tutto cambiare noi stessi», come scrive don Ettore Barbieri nel suo equilibrato commento.
    Sullo sfondo del crescente indifferentismo religioso, evidenziato qualche tempo fa da Porfiri come «fenomeno che è certamente molto più grave di quello dell’ateismo» nel suo relegare la questione del soprannaturale nell’angolo dimenticato dell’irrilevanza, l’Investigatore affronta la crisi della Chiesa non dal punto di vista teologico (come spesso avviene ed in modo troppo superficiale, cioè procedendo per slogan e/o inutili invettive ed anatemi, anche da parte di chi è privo di specifica formazione), ma sotto il profilo della sua credibilità come sistema di potere.
    Provo a ragionare di Scritture e Tradizione secondo questo approccio finalmente differente con una inevitabile semplificazione che ruota intorno a tre “polarità” che si intrecciano con due antinomie.

    La prima di queste “polarità” tra le quali sembra muoversi la Chiesa intesa come sistema di potere è quella del cosiddetto cesaropapismo, cioè il modello costantiniano-eusebiano in cui il potere secolare utilizza opportunisticamente la dimensione religiosa come instrumentum regni, mentre quest’ultima opera come “suggeritrice”: è il caso in cui, come scrive Porfiri, «la religione svolga un ruolo importante nelle società, non fosse altro che per la promozione di certi valori che sono a fondamento del vivere comune. Non potrà essere conteso il fatto che valori radicati nella legge divina hanno certamente un peso diverso rispetto a quelli, pure utili, promosso da questo o quello stato. I valori non sono leggi, ma formano quell’humus attraverso il quale leggi giuste possono essere emanate».
    All’interno di questa prima “polarità”, tra le due antinomie della centralizzazione gerarchica e dell’autonomia centrifuga, mi sembra che sia la seconda a prevalere: l’organizzazione dei cristiani d’oriente, ad esempio, in qualche modo rispecchia le originarie comunità gesuane («E dove due o più sono riuniti nel mio nome io sono in mezzo a loro»), pur se proiettate da Paolo oltre i ristretti confini dell’ebraismo fino a raggiungere l’India con Tommaso, i territori slavi con Cirillo, ecc… Da tale modello decentralizzato e, necessariamente, non gerarchico (essendo in realtà l’imperatore, cioè il potere secolare, al vertice, al punto da prendere l’iniziativa in merito all’eresia ariana) e, quindi, collegiale deriva un minore rilievo della Tradizione ed un maggior peso testimoniale delle Scritture, da cui possono anche derivare differenze interpretative più o meno marcate. Si tratta della situazione alla quale l’Investigatore guarda con nostalgia perché, attraverso la Scrittura, appare in qualche modo più vicina a quelle “origini” che vorrebbe recuperare. È, questo, anche il caso della situazione venutasi a determinare con il cuius regio eius religio, dove la scandalosa questione, già presente sin da allora (e anche prima!), della credibilità della Chiesa come sistema di potere si era tradotta nella massima valorizzazione di Scritture e comunità. Mi sembra che sia in questo senso che alcuni commentatori si preoccupano di mettere in guardia l’Investigatore rispetto ad una latente tentazione luterana.

    La seconda “polarità” è quella originariamente gelasiana delle “due spade” (comunque già contenente la distinzione squilibrante tra “auctoritas” e “potestas”) che, però, occupando il vuoto di potere venutosi a creare in Occidente, finisce per tradursi nel Dictatus Papae di Gregorio VII e, poi, nell’allegoria del sole e della luna di Innocenzo III. È da tale concezione teocratica, rafforzata dal fatto di riferirsi anche ad uno specifico territorio, che si può far derivare l’idea di Chiesa intesa come sistema di potere. Vale però la pena ricordare che, a differenza di tutte le altre religioni, la Chiesa, divenuta sistema di potere, è in grado di elaborare una teologia (cioè: di fondarsi su fede e ragione) alla quale è strettamente connessa una Tradizione che va affiancandosi alla dimensione testimoniale delle Scritture. Tale concezione non può che coincidere con un principio accentratore, rivolto non soltanto verso il potere temporale ma anche verso i vescovi riuniti nel Concilio. D’altra parte, l’espansione determinata dalla spinta missionaria – che costituisce un altro elemento distintivo del cristianesimo rispetto alle altre religioni – sembra richiedere un qualche elemento che limiti le tendenze centrifughe.
    Si può dire che questo assetto abbia “funzionato” fino all’irruzione della modernità, purtroppo generatrice di un ostinato arroccamento dato dall’incapacità di formulare risposte culturalmente adeguate (come, invece, ci si sarebbe potuti aspettare da un’istituzione che per secoli era stata produttrice di cultura!), con la messa all’indice di ragionamenti che forse andavano (più coraggiosamente) discussi e contrastati con concrete proposte alternative e non soltanto contrapponendovi il vittimistico complotto giudaico-massonico (cosa che continua ancora oggi, nonostante l’indifferentismo, prevalente sull’ateismo, ed una massoneria decisamente più interessata alla ndrangheta che alla Chiesa, come dimostrato da numerose inchieste). Rimossa la dimensione culturale, ciò che sembra rimanere è quindi la struttura di potere, con tutto ciò che questo comporta.
    D’altro canto, l’incredibile espansione missionaria ha prodotto sensibilità profondamente differenti – ad esempio. tra mondo cattolico tedesco, da secoli “fisicamente” contiguo alle comunità protestanti, e cattolicesimo africano – e talmente irriducibili da rendere qualsiasi tentativo di centralizzazione in una Tradizione comune un’impresa davvero sovrumana che, forse, nemmeno un Innocenzo III (peraltro eletto papa nel vigore dei 37 anni!) sarebbe in grado di affrontare. Mi sembra che la possibile soluzione venga ricercata in una rinnovata oscillazione del pendolo tra centralizzazione e collegialità, tra Papa e Sinodo, senza che, però, si siano ottenuti risultati soddisfacenti (a mio avviso davvero difficili da ottenere, vista l’estrema frammentazione del contesto). A complicare la situazione, ambigue nostalgie teocratiche – che oltretutto si collocano all’interno di una fase di transizione più ampia e complessa, della quale è difficile intravedere gli esiti – tendono ad individuare nella figura del Papa il fulcro di problemi che, invece, trovano la loro origine nel processo storico, trascurando il fatto che un ulteriore carattere distintivo del cristianesimo rispetto alle altre religioni è proprio il suo irrompere nella Storia. Tali nostalgie si accompagnano al riemergere di tenebrose visioni apocalittiche che sbarrano la strada alla speranza. In questo senso, apprezzo invece l’idea, più fiduciosa, della fenice che sempre rinasce, proposta dal Matto e mi domando che direzione infine prenderà il recente (ed inaspettato!) incremento delle conversioni, registrato in Africa, in Australia ed in Francia.

    E la terza “polarità”‘? È quella della Civitas Dei di Agostino – che, a dire il vero, non sembra aver avuto molta fortuna – che, accettando l’idea della inevitabile corruzione terrena (quindi, anche della Chiesa come struttura di potere), guarda alla dimensione soprannaturale come obiettivo da perseguire attraverso lo sforzo di «prima di tutto cambiare noi stessi», come appunto scrive don Ettore Barbieri nel suo commento (ma anche altri in questo blog).

  • E.A. ha detto:

    Verrebbe da dire che duemila anni di Santa Chiesa Cattolica e Apostolica e di Vangelo sono Serviti a poco! Il (Vero) rinnovamento nei secoli si è sempre perpetuato e realizzato Sotto l’Azione dello Spirito Santo, per e nel Volere Divino, in una continua Opera Redentrice di Salvezza e in un continuo Rigenerarsi delle Membra che ne fanno parte, che dalla Verità Attingono e della Verità si Nutrono, e che , nella “missione”, nei “compiti”, nei talenti loro Affidati, sono Unite al Corpo Mistico di Cristo, nella Persona del legittimo Suo Vicario, su cui per Volontà Divina la Santa Chiesa si Fonda! Anche oggi, adesso, il rinnovamento ( la Purificazione) è in Atto, non certo per disposizioni o desideri umani, o secondo i progetti e le azioni, frutto di personali ambizioni, mire, interessi, trame oscure, opportunismi e ribellioni, ma unicamente nei Modi e nei Tempi Stabiliti dal Signore, e per mezzo di coloro che a Lui, alla Sua Parola sono rimasti e resteranno fedeli, Obbedienti ed Uniti…. anche se a difendere la Verità “tornassimo a essere dodici un’altra volta” ( Papa GPII).

  • Gabriele ha detto:

    Mi sento di dover esprimere solidarietà all’ Investigatore Biblico, che tante volte ho criticato per i suoi articoli sulle traduzioni bibliche. A differenza di quegli articoli che, per essere valutati e compresi, richiedono un minimo di preparazione in campo linguistico (col risultato che quasi solo al sottoscritto e forse a un altro paio di persone era lasciata l’incombenza di valutarne e comprenderne l’attendibilità), stavolta ha redatto un articolo che lascia a tutti la possibilità di dire la loro: come quando a scuola c’era il tema di attualità e quasi tutti lo sceglievano, perché, non sapendo un tubo di letteratura o storia, erano sicuri che con quello sarebbero riusciti più o meno a metter giù qualcosa. Mi fa bonariamente sorridere il fatto che l’Investigatore abbia raccolto più critiche qui, dove scrive cose tutto sommato abbastanza ragionevoli, seppure intrise di facile populismo e demagogia a buon mercato (“er Vaticano è ppieno de’ ssorrdi, li cardinali col panzone ciànno l’attico, li preti so’ na’ bbanda de’ ppeddofili”… Ci mancava che dicesse che coi beni della Chiesa si potrebbe risolvere la fame nel mondo e completava il repertorio), che non quando scrive i suoi articoli infarciti di analisi grammaticali farlocche; ora è riuscito addirittura a farsi accusare di simpatie protestanti, cosa che per lui, che ritiene che la Bibbia debba essere tradotta in modo da farla coincidere col Catechismo e farle dire ciò che il Magistero ha detto secoli dopo la redazione dei suoi libri (chi lo taccia di luteranesimo, probabilmente non ha mai letto i suoi articoli o non li ha capiti), sia un’onta assai peggiore del dirgli che è scarso in grammatica greca e latina🤦

  • Massimo trevia ha detto:

    Troppo masochismo in certi commenti:si puo’almeno essere tristi per la perdita della Chiesa con l’arte ,la storia……che io amo?Da organista inoltre sono sconvolto dalla prospettiva di perdere di fatto gli strumenti che suono e amo e questo e’ per me parte non rinunciabile della mia vitacristiana!senza offesa :a chi divide “la fede” da cio’ chenr e’ nato,dico:a quel paese!in quel paese in cui non avere bisogno della bellezza anche artistica che il cristianesimo ha generato e…..a quel paese il falso PAPA!

  • Stilobate ha detto:

    Sinceramente questo Suo contributo, caro Investigatore, mi lascia molto, davvero molto, perplesso. Mi paiono argomenti fuori luogo, specie in questo perciso momento storico. Proprio perché la Chiesa sta vivendo una congiuntura epocale assai difficile, questo non è il tempo di fare le pulci alla Chiesa, ma semmai di farle a se stessi. *** Gli argomenti contro la ricchezza, i privilegi, ecc., possono anche avere un loro vigore, ma vanno dispensati e trattati con misura e assennatezza, perché in un battibaleno si trasformano in un comodo impianto di risalita per i demolitori (utriusque partium), che anche quando si travestono da purissimi zeloti, tutto hanno a cuore fuorché il bene della Chiesa e la tutela della sua integrità tradizionale (sottolineo tradizionale). *** Ben vengano gli studi scritturali, purché non sfocino in impulsi decostruttivi, se non addirittura distruttivi, come accaduto fin troppe volte in passato. Il Cristianesimo autentico non poggia sulla sola Scriptura. Questo è un punto di cui molti cattolici, anche uomini consacrati, assai spesso si dimenticano. Scrittura e Tradizione, Tradizione e Scrittura. Queste sono e restano le due fonti, o più correttamente i due canali, della Rivelazione. Lo sapete certissimamente anche voi, cari biblisti, ma non stancatevi di ripetervelo, perché a furia di lavorare sul dettaglio erudito (non voglio dire sulla minuzzaglia), può capitarvi di perdere di vista l’insieme cui quel dettaglio è subordinato. E se in foia di letteralità vi viene voglia di smantellare, spogliare, disfare, pensate a Francesco – quello santo, dico – che si liberò, sì, delle sue vesti e di tutti i suoi averi, ma non pretese mai di ridurre in povertà vescovi, cardinali e papi. *** Non è questione di “credibilità” della Chiesa, ma di ciò che la Chiesa è e di ciò che il cattolico ha nei secoli creduto e ancora crede, o almeno dovrebbe credere. Mi fermo qui, anche se molto, moltissimo ci sarebbe da dire. Aggiungo solo, caro Investigatore, che questa mia semplice riflessione non vuole in alcun modo essere un giudizio sulle istanze che L’hanno spinta a scrivere questo post. Sono convinto che Lei ha agito in buona fede, con le migliori intenzioni, forse senza valutare appieno quanto, in certe mani, questi Suoi pensieri ad alta voce possano diventare pericolosi.

  • Carlo Raffo ha detto:

    Scusate, cosa vuol dire che il commento inviato risulta già conosciuto? E da quando? Grazie.

  • Carlo Raffo ha detto:

    Nel corso dei secoli la Chiesa ha ceduto potere spirituale sino a divenire stato fra gli stati, garante di un ordine sociale ingiusto, e infine patire l’asservimento al mondo.
    Nella rovina della società, frutto di quel degrado, la Croce di Cristo manifesta tutto il suo primitivo splendore, e si dimostra l’intima radice comune in grado di ristabilire il rapporto fra le persone, oltre le appartenenze sociali divisive, se a tali qualifiche gratificanti si è disposti fraternamente a rinunciare, scegliendo di essere vera comunità cristiana.
    Carlo
    Domine non sum dignus

  • La Signora di tutti i popoli ha detto:

    La scrittura parla di carestie, terremoti, guerre e malattie come una parte dei segni della fine dei tempi, di anticristi che tazzeranno l’anima dei cristiani e pure di una Bestia che imperverserà sull’umanità e… che succede? Arriva questo articolo senza costrutto spirituale: basta lamentarsi oggi del potere temporale della Chiesa, degli investimenti in azioni Pfizer, dei vescovi e cardinali con autista, sugli stipendi ai preti: nessuno si avvede che ciò è una azione di basso e stolto gatekeeping? Basta! Pensiamo a rinnovare il nostro cuore piuttosto se ci riusciamo e smettiamola di tranciare soluzioni per gli altri: addirittura per la Chiesa!!
    Questo modo di ritirar fuori argomenti, che sono stati la discusione secolare delle sinistre e dei massoni, di fatto tende a sviare e a far dimenticare cosa proprio oggi avviene ai cristiani deboli, tiepidi e smarriti, nel silenzio del quotidiano tradimento dei pastori d’anime. Infatti esiste un problema ben più grave: un falso papato si è insediato a latere della Chiesa Cattolica. Questa vera piaga purolenta e puzzolente, caro investigatore orbo di buon senso e amore cristiano per i fratelli, ha un impatto notevole sulla vita e sulla fede del cattolico, il cui obiettivo, sempre più difficile da raggiungere, è la salvezza della sua anima e quella dei propri cari.
    Che banalità asfissiante parlare di Chiesa, di denaro e di potere… argomento che ha impegnato polemiche ipocrite di ogni tempo che vogliono far dimenticare che la Chiesa è rimasta, e sempre sarà santa, nonostante tutto, ed è rimasto peccatore solo colui che, da duemila anni nel poco o nel tanto, tradisce il Vangelo e la Legge di Dio.
    Allora parliamo, caro investigatore, del nulla e dell’inutile, invece eludiamo le difficoltà attuali e sconcertanti per i cattolici di avere Messe lecite e sacramenti validi, di preti legittimi e santi e di vescovi fedeli al mandato apostolico.
    Il falso papa ha causato problemi ben più gravi di un inutile palazzo di Londra pagato con l’obolo della vedova o dei conti correnti dello Ior in mano alla drangheta o ricettacolo dei depositi dei commercianti d’armi.
    Povero investigatore, così attento alle cacchine di mosca scambiate per punti sulle pagine della Scrittura: quante sue parole gettate al vento, quando lei invece tace il dramma del cristiano oggi, gia provato nella vita materiale tanto nel non riuscire a quadrare la sopravvivenza con un reddito eroso, nella assenza totale del welfare pubblico e da altre mille difficoltà…ora pure in quella che si aggiunge di rimanere nella verità e sulla retta via, per gli inganni spirituali e materiali del falso papa Bergoglio, che ha instaurato con la sua immonda falsa chiesa.
    Questo articolo è deviante e fuori di ogni ragionevole analisi della contigenza: è una offesa a chi soffre l’ingiustizia di una Chiesa ben è ben oltre l’abuso di potere secolare … Ma la Chiesa non ha bisogno di essere rinnovata: essa è e rimane santa, come le persone vive e morte che la compongono e che è e, come sempre è stata, rimane peccatrice negli uomini che vivono gli inganni del mondo… rimane solo da realizzare, ancora e ancora, il suo eterno compito, sempre più arduo ed impedito: garantire la salvezza delle anime.
    Ai sacerdoti di Maria spetta rinnovare e confermare la loro risposta alla chiamata, udita sulle colline di Schio. Non sono costoro, che ora sono o ci sembrano vili, che hanno consacrato il proprio cuore nei cenacoli di don Stefano Gobbi? Non sono quei Vescovi che in quei raduni hanno dato giurato fedeltà ai doveri che la attuale gerarchia imbastardita, corrotta e traditrice non vuole mantenere?
    L’obiettivo vero della Chiesa oggi sta piuttosto nella conversione totale e profonda dei consacrati e nella salvezza del popolo di Dio, loro affidato: la battaglia è sempre più mortale, la fine è sempre più vicina… cambiamo noi stessi e investighiamo di meno.

  • gladio ha detto:

    Condicio sine qua non per un recupero di credibilità della Chiesa è di sbarazzarsi di Antipapa Francesco e dei suoi Lanzichenecchi ; tutto il resto viene dopo.

  • Udeno nisieli ha detto:

    “L’operaio ha diritto alla sua mercede”
    “Sovvenire alle necessità della Chiesa secondo le leggi e le usanze”……Fate voi…

    • La Signora di tutti i popoli ha detto:

      Da Marco 12:
      “Gesù osservava come la folla gettava monete nel tesoro. E tanti ricchi ne gettavano molte. Ma venuta una povera vedova vi gettò due spiccioli, cioè un quattrino.  Allora, chiamati a sé i discepoli, disse loro: «In verità vi dico: questa vedova ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. ”

      E l’operaio che lavora, colui che ha diritto alla mercede, caro presidente e socio unico del CREPA. Al giorno d’oggi neanche è troppo sicuro di riceverla, (forse se ha il Green Pass) ma è Parola di Dio che “chi non lavora neppure mangi” (dice san. Paolo 2 Tessalonic. e neanche faccia all’amore, dice Celentano).
      Caro Udeno, le risponderò di seguito secondo quello che è il suo stile retrivo e secondo le limitate sue capacità intellettive. Al contrario di lei, chi è capace di fare un discorso serio dovrebbe partire dal Catechismo della Chiesa Cattolica all’ Art. 2043 che detta Il quinto precetto: “(« Sovvieni alle necessità della Chiesa ») enuncia che i fedeli sono tenuti a venire incontro alle necessità materiali della Chiesa, ciascuno secondo le proprie possibilità.

      Quindi la sua balla colossale, Udeno Nisieli (alias Nathan, alias Vigolo), oltre il consueto parlare a vanvera, è di imporre legge e consuetudini a chi deve e vuol contribuire secondo le necessità proprie e non di quelle della Chiesa, qualora questa ottemperi ai propri doveri.

      Ma di quale chiesa stiamo parlando?? Qui sta il bello: non stiamo parlando mica della ex-chiesa o di quella vera, di un piccolo gregge?
      Quella di Bergoglio che propaga gli atti d’amore vaccinali o quelli sessuali fatti col buco di riserva? Quella che non ha appoggiato, CEI compresa, l’iniaziativa “cuore che batte” o quella che mi ha costretto a ritirare i miei figli dal catechismo dopo avere svergognato preti e catechisti sulla loro completa ignoranza della dottrina. Quella di sostenere con la carità i claustrali che dicono che papa (si fa per dire) Bergoglio sta salvando la chiesa e che è pur “sempre il papa”, o quelle scuole religiose e perfettamente parificate che insegnano ai bambini che l’uomo discende dalle scimme o dai porci? No lo faccia lei: è in perfetta correlazione!!
      A questa e×-chiesa si contribuisce che con la mizzeca e in Sicilia sanno bene cosa vuol dire, e pure lei, visto che questo è il suo stile nel blog.
      Adesso è arrivato il momento di sostenere individualmente quei soli sacerdoti che sono disposti a rischiare tutto e se stessi per essere vestiti come i gigli dei campi e nutriti come gli ucceli del cielo. Aiuteremo coloro che ci daranno l’unica Eucaristia e i sacramenti validi e leciti nelle nostre case o nelle catacombe se necessario. Quanto al resto, alla ex-chiesa resterà un bella contribuzione del kaiser, con molte e imprecisate zeta: intanto che continui pure ad investire e farsi promotrice finanziaria del denaro che ha spillato alle vedove. Ora ha finito di fregarci e che le 26.000 parrocchie italiane, preti compresik per me possono anche chiudere, per quel che servono, in attesa del disfacimento completo degli immobili e della Geenna per i mobili che ancora respirano.

  • Giampiero ha detto:

    Rinnovamento della Chiesa dalle fondamenta? Ma non basta “la roccia” (parole di Gesù) a garantirne le fondamenta? Effettivamente però il rinnovamento in corso dal 2013 sembrerebbe puntare proprio a quell’obiettivo : “le fondamenta”. Mi domando allora a quale “rinnovamento” e quali “fondamenta” si riferisca l’investigatore.

  • CAGI41 ha detto:

    @IL Matto.
    A mio parere si può concordare o meno – evitando gli eccessi di “pauperismo” di sapore luterano – su quanto affermato da “Investigatore biblico” e dai commentatori che sono intervenuti, ma trovo assolutamente fuori luogo, anticristiano e assurdo che Lei, camuffandosi sotto il titolo di Matto, porti le parole di Tal Barone (Barone=Bara enorme!) piene di veleno e di insulti per tutti i sacerdoti di Cristo, come da prendere in considerazione per un possibile miglioramento del cristianesimo! Lei che Matto non è, se fosse davvero almeno un pò cristiano, dovrebbe vergognarsi e chiedere scusa ai tanti sacerdoti (io non li chiamo preti come fano i luterani!) che hanno vissuto, e vivono, la loro vita in modo eroico e diametralmente opposto a quanto detto dal suo Barone (Ossia, Bara grande, enorme, piena di putredine, come ebbe a dire lo stesso Gesù in altri contesti!).

    • il Matto ha detto:

      Caro CAG/41,

      preciso che non è mio costume generalizzare e pertanto non tutti i preti, sì preti, che non è un insulto, sono da annoverare tra i profittatori che indica il Barone, il quale, tra l’altro, si riferisce ai preti di tutte le religioni.

      Resta il fatto che l’impronta data alla Chiesa e sviluppatasi nei secoli è quella che espone l’Investigatore e che è evidenziata nel florilegio da me proposto, sempre che lei lo abbia letto con una certa attenzione e scevra da campanilismo cattolico.

      Adattando il proverbio: “poche rondini non fanno primavera”. E infatti la Cattolicità è in pieno inverno. Vero è che dopo l’inverno giunge la primavera, ma nessuno sa cosa porterà la primavera. La Fenice sta morendo e risorgerà dalle proprie ceneri, ma non sarà “uguale” a quella che sta morendo: questo è poco ma sicuro.

      Circa la mia cristianità, emerge dal suo commento che non ha letto o letto distrattamente il miei articoli (senza esservi obbligato, s’intende). Altrimenti, come ha commentato qualcuno in merito ad altro articolo, saprebbe che sono malato di “misericordismo”.

      Cordialmente.

  • Veniamino Vigolo ha detto:

    Mi bedo ovvligato a rimandare al mio Anima evraica: fatti e misfatti dell’inbestigatore vivlico, Andrea Ciancia Editore, Liborno 2022.

  • Achtung! ha detto:

    La protestantizzazione del cattolicesimo passa anche per l’eccessiva/esclusiva concentrazione sulle scritture. Le scritture sono fondamentali, ma per un cattolico non sono l’unica fonte e vanno intese solo alla luce della tradizione. Non per niente gran parte della Chiesa postconciliare si esercita a fare il tiro al piccione contro la tradizione.

    Fateci caso, i biblisti, specialmente i biascicatori di amenità ebraiche (Yeshua, gli Elohiim e compagnia stonante), sono tra i più feroci detrattori dell’assetto cattolico tradizionale. Le loro vere o presunte istanze di radicalità evangelica portano dritto a Lutero e dintorni, se non peggio. Si inizia attaccando lo IOR e il Vaticano o il cardinalato, dicendo che nelle Scritture canoniche non c’è traccia di tutto ciò, e con la stessa logica si finisce per promuovere il matrimonio omoerotico, la donna preta e via demolendo.

    Ocho, perché questa china è mooooooolto pericolosa.

    • stilumcuriale emerito ha detto:

      Giusto dire actung actung, Ma per ristabilire l’equilibrio c’è da dire anche che le teologia biblica (intesa sia come pratica di uomini e donne che le dedicano tempo per studio, riflessione, meditazione sia come contenuto esegetico ed ermeneutico ) non è tutta da buttare. Anzi è materia entusiasmante, che dà molto respiro ad una visione globale del racconto storico e del messaggio salvifico della intera Bibbia . Certamente una teologia di qualità scadente e/o con finalità manipolatoria è roba che può aver successo tra i cyberpolli e le cybergalline producendo gravi danni.

      • Achtung! ha detto:

        Giusto. Mettere in guardia dall’assolutizzazione del biblismo, che può diventare un’incurabile monomania, non equivale a sminuire l’importanza delle sacre scritture e degli studi che ci si conducono sopra. È solo questione di fare le cose cum grano salis, con equilibrio. Troppo spesso invece vediamo biblisti che credono di avere scoperto l’acqua calda e che si compiacciono di demolire quel che secoli di tradizione hanno consolidato. Se la filologia va contro la tradizione, tanto peggio per la filologia, che oltrettutto è una pseudoscienza basata su una relativa plausibilità e su un’infinità di elementi congetturali, sia pure ragionevoli. Dopo il Vat II, il biblismo è diventato quasi uno sport di massa. Anche per questo oggi ci troviamo a leggere certe sc(i)oncezze.

  • anonimo ha detto:

    Abito in un territorio che apparteneva allo Stato della Chiesa, uno Stato di pieno diritto prima dell’aggressione massonico savoiarda del 1861. Molti dei terreni che circondano la mia casa appartenevano alla Chiesa che sapeva farne profitto anche per opere di assistenza in linea con i voleri dei donatori. Poi a quattro lire sono stati acquistati, quando non confiscati, dagli ufficiali dell’esercito savoiardo. Ora, quello che era rimasto fino a qualche decennio fa, le varie curie vescovili hanno distrutto, ma questa è un’altra storia. Non ci vedo nulla di incongruente nel fatto che la Chiesa possegga uno Stato, qualora questo applicasse i principi cristiani così mirabilmente espressi da Papa Leone XIII nella “rerum novarum”. Sarebbe un esempio per il mondo intero. Concordo ovviamente su tutto il resto compreso lo stipendio dei preti.
    Claudio Gazzoli

  • Donna ha detto:

    La credibilità è direttamente proporzionale all’esempio dato, se l’esempio al bene viene meno o non c’è,la credibilità cessa.Il “regno bergogliano” passerà alla storia come l’esempio perfetto di “come distruggere la Chiesa dall’interno”.
    La Chiesa non ha perso solo la credibilità, ma sta perdendo molte anime, che a causa del cattivo esempio si perdono,perché non c’è chi dovrebbe”confermare i fratelli ” e chi dovrebbe”rendere ragione della Speranza,che è Cristo”
    Hanno tradito la Mission :”Salvare anime!”, non il denaro e il potere.

  • andreottiano ha detto:

    All’Investigator non sfugge
    Da quale insano seno sugge
    L’error in variopinte fogge
    Sulfureo crepitio di logge.
    Da santa Marta l’abusivo
    Può forse ridur l’abuso?
    Fallira’ questo poter colluso
    Per tornar a Cristo vivo!

  • Don Ettore Barbieri ha detto:

    Stato vaticano: residuo postumo dello Stato della Chiesa. Mi pare di aver letto che l’allora mons. Tardini lo definisse “uno Stato ridicolo”; in realtà, la sua funzione è o dovrebbe essere quella di garantire al papa la piena indipendenza dai poteri umani. Ne è valsa la pena? Sì e no.
    IOR significa Istituto Opere Religiose: fu Paolo VI a trasformarlo in banca, per la mania di modernizzazione della Chiesa. E sia detto per inciso: la pletorica burocratizzazione della Chiesa parte proprio da quel pontificato.
    Lo stipendio del clero: è vero, è una sicurezza. Escluderei, nel presente, che qualcuno diventi prete diocesano per avere un posto garantito, a meno che non sia ladro di professione e abbia in mente, oltre al sostentamento, di lucrare su Messe e Sacramenti e di arraffare le offerte parrocchiali. Più facile, magari, l’ingresso in un Ordine religioso per fare il “mantenuto”. Un tempo, invece, fino agli anni 40/50, c’erano dei morti di fame che entravano in seminario con quello scopo.
    Naturalmente, l’attaccamento al denaro o ai beni, ancorché miseri, si manifesta in mille modi e prova ne sono anche alcuni fatti dei Padri del deserto.
    Eliminare tutte le sovrastrutture? A parole sembra facile: può esserlo – tolto il peso del distacco, ovviamente – per la singola persona, ma lei pensa per davvero che in quattro e quattr’otto si possano eliminare 1700 anni di storia di una comunità come la Chiesa cattolica?
    Si potrebbe e dovrebbe operare una semplificazione, eliminando, un po’ alla volta, tutto l’inutile peso di sovrastrutture sterili mutuate dalla società occidentale al tempo dell’ubriacatura postconciliare e montiniana.
    Il card. Siri, che volle la Conferenza episcopale italiana per avere la possibilità di interloquire meglio con lo Stato, diceva che a lui bastavano due stanze e forse due o tre impiegati: guardi che cosa è diventata dagli anni 70 in poi la CEI.
    Ciò su cui le do pienamente ragione è la necessità di separare nettamente Chiesa e cristianità: la prima è voluta da Cristo, la seconda è frutto di un successo storico che il Cristianesimo ha avuto. La confusione, a mio avviso grave, che molti fanno, soprattutto in certi ambienti “tradizionalisti”, è quella di ritenere un diritto l’esistenza della cristianità, mentre essa può essere ragionevolmente, soltanto il risultato dell’adesione che i singoli danno all’annuncio della fede. In altre parole, non è obbligatorio che la Chiesa si trovi a vivere in un contesto di cristianità: diceva il mio parroco di quando ero viceparroco, che essere cristiani (per davvero) sarà sempre più una scelta (e non il frutto di un “condizionamento” ambientale).
    Resta sempre vero, comunque, che per operare una vera riforma occorre prima di tutto cambiare noi stessi.

  • Paolo Mayer ha detto:

    Va be’, stavolta abbiamo preso una stecca, ancora un poco e diamo ragione ai protestanti e a Lutero, Chiesa cattolica… Babilonia la grande! Nel Vangelo non si parla nemmeno di confessionali, chiese, parrocchie, cattedrali, episcopi e mille altre cose ancora. E con ciò?? Che cosa facciamo, dobbiamo tornare ad andare in giro con sandali e tuniche? Dobbiamo tornare alla predicazione puramente orale? Gli apostoli lavoravano per vivere e San Paolo lo scrive molto chiaramente. Se vogliamo il prete disponibile H/24 lo dobbiamo mantenere, in caso contrario dovrà avere un lavoro come tutti gli altri e farà il prete quando avrà tempo libero. Delle due l’una, decidiamoci. Preti a tempo pieno o preti operai, preti meccanici, preti muratori, preti professori, preti contadini? Ma mi facci il piacere, diceva Totò. Sveglia, siamo nel 2024!

  • il Matto ha detto:

    L’Investigatore ha smosso le acque … buon segno!

    Contribuisco con un florilegio (che i soliti duri e puri definiranno sacrilegio) di citazioni perfettamente in linea.

    “È assai sorprendente che le ricchezze degli uomini di Chiesa si siano originate dai princìpi di povertà.”
    Montesquieu

    “Il diavolo ha reso tali servigi alla Chiesa, che io mi meraviglio com’esso non sia ancora stato canonizzato per santo.”
    Carlo Dossi

    “Preti. In tutte le religioni del mondo sono uomini divini che Dio stesso ha collocato in terra ad esercitare un mestiere utilissimo, consistente nella distribuzione gratuita di paure, onde avere poi il piacere di distribuire successivamente speranze in cambio di denaro. È un punto fondamentale su cui tutti i preti del mondo sono stati sempre perfettamente d’accordo.”
    Barone d’Holbach

    ” La Chiesa è esattamente ciò contro cui Gesù predicò e contro cui insegnò ai suoi discepoli a combattere”.
    Nietzsche

  • Adriana 1 ha detto:

    A me sembra che l’acquisizione -anche forzata- di beni dei fedeli siano una tradizione “apostolica” piuttosto antica:
    basta pensare alla “fine” punitiva di Anania e Saffira per volontà di Pietro, su cui S.Gerolamo diede una spiegazione non proprio “misericordiosa”.

    • Don Ettore Barbieri ha detto:

      Ma Pietro disse: «Anania, perché Satana ti ha riempito il cuore, cosicché hai mentito allo Spirito Santo e hai trattenuto una parte del ricavato del campo? Prima di venderlo, non era forse tua proprietà e l’importo della vendita non era forse a tua disposizione? Perché hai pensato in cuor tuo a quest’azione? Non hai mentito agli uomini, ma a Dio».
      Perché hai pensato di ingannare la comunità e Dio stesso, dicendo una bugia? Il campo eri libero anche di non venderlo..

      • Adriana 1 ha detto:

        Caro don Ettore,
        ma Pietro non gli lascia nemmeno il tempo di capire come stavano le cose, della figuraccia fatta ( grazie ai “fratelli” spioni ) di redimersi e di rimediare, che…ZAC!!! …
        Colpirne uno (per volta) per educarne 100?…
        Ma non aveva raccomandato, il suo Rabbi, di perdonare 70 volte 7? Non aveva anche detto che ciò che i suoi portavoce avrebbero sciolto sulla terra sarebbe stato sciolto in cielo?
        Se ne deduce
        che, questo caso ( di valsente ), Pietro se l’era proprio legato al dito.

        • Don Ettore Barbieri ha detto:

          Mi scusi, a lei chi lo ha detto che sia stato Pietro ad ucciderli? Il testo dice che caddero ai suoi piedi. Poi, certo, si può facilmente sostenere che Pietro sia un assassino, per arricchire la saga dei crimini del Cristianesimo. Non mi risponda con San Girolamo, per favore, che è vissuto 300 anni dopo.

          • Enrico Nippo ha detto:

            Carissimo don Ettore,

            lei scrive di “saga dei crimini del Cristianesimo”.

            Mi scusi, parlo seriamente, forse che anche i Cristiani (non il Cristianesimo, i Cristiani in quanto uomini) non si sono macchiati di atrocità attraverso la storia. Oppure sono tutte calunnie?

            Per esempio, quello riportato nel sito che indico qui sotto, è accaduto davvero o è tutto inventato per “arricchire la saga dei crimini del Cristianesimo”?

            https://www.uaar.it/ateismo/controinformazione/libro_nero_della_chiesa/

            Con la consueta simpatia.

          • Adriana 1 ha detto:

            Caro don Ettore,
            perchè non devo rispondere con Gerolamo, oltrettutto fatto Santo dalla Chiesa?
            Anzi, lei mi costringe a riportare: “… severitas Petris necantis Ananian ” ( -oltre che severità-, rigore, durezza di Pietro che uccise Anania )
            ( Epistola 109, Gerolamo, 370-420 p.C. ).
            Era un valido traduttore che conosceva anche opere che noi non conosciamo più…e che, comunque, pare trovar assai giusto tale gesto.
            Era distante 300 anni da Cristo e Pietro… anche di più.
            Ma, allora, che dire delle pretese del primato pontificio in nome dell’eredità petrina formulata nel Concilio Laterano IV del 1215,
            ( ossia 1172 anni dopo la morte di Cristo )?

        • Don Ettore Barbieri ha detto:

          Caro Enrico e cara Adriana, io ho letto sempre quel testo nel senso che Dio stesso avesse punito i colpevoli. Sono troppo ingenuo o infantile?
          Se, invece, si sostenesse, ma non mi sembra affatto che il testo lo suggerisca, che sia stato San Pietro ad eseguire un ordine di Dio, nemmeno questo mi scandalizza. So bene che il signor Biglino va blaterando di un Tetragramma assassino, ma se Dio è Dio ha su di noi ogni potere, anche quello di toglierci la vita, come è quando vuole. È la tracotanza dell’uomo moderno che vanta dei diritti nei confronti di Dio.
          Biglino, da buon massone, ha la pretesa di dire anche ciò che Dio può o non può fare.
          Il fatto che Dio si riveli in Cristo come Dio d’amore (e già lo aveva fatto in molti passi dell’Antico Testamento) non toglie che Egli sia Deus tremendae maiestatis. Questo noi lo abbiamo dimenticato, anzi non vogliamo nemmeno sentircelo dire.
          Per quanto riguarda San Girolamo, chiedo scusa ad Adriana. Ho risposto un po’ d’impulso.

          • Adriana 1 ha detto:

            Caro don Ettore,
            apprezzo le sue scuse, nonchè il suo carattere che gliele fa formulare. Quello che mi riesce ostico è l'”atteggiamento” catechistico, o, per dir meglio, l’edulcorazione progressiva che la Chiesa ha fatto delle azioni del Dio biblico. Altro che una rappresentazione di Tremenda maestà! Parole che suonano bene, parole che fanno immaginare una divinità sospesa sulle nuvole del cielo, eventualmente pronta a lanciare i suoi strali/la sua ira, esclusivamente sui “cattivi”. Sarebbe troppo lungo l’elenco delle folli malvagità di quel Dio, raccolte nell’A.T.. Valga per tutte la citazione del sacrificio della innocente figlia di Jefte, l’uccisione del figlio di Davide per punire il suo protetto dei suoi peccati, quella dei figli innocenti di Aronne, l’ammissione ad Ezechiele, da parte della medesima divinità,
            di avere, in passato, reso invivibile l’esistenza del suo popolo, pretendendo da esso atroci sacrifici umani… Questa sarebbe la Parola di Dio, ossia, per fede, ispirata
            direttamente da Lui?
            Siamo, forse, di fronte ad una rivelazione in progress che si giova dell’obnubilamento delle notizie che essa stessa ha dato?

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