Pecore Matte che non Hanno Capito ancora Nulla. Oscura ma Vera, Benedetta De Vito.

22 Marzo 2024 Pubblicato da

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum curiae, la nostra Benedetta De Vito offre alla vostra attenzione questo frutto oscuro di una notte tormentata. Buona lettura e condivisione.

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Come, come, come? Abbiamo già detto tutto chiaro e tondo, limpido come il fondo d’un ruscello di montagna e quegli stupidoni, storditi, magati, pecore matte, non hanno ancora capito un bel nulla?

Presi all’amo dalle mille diavolerie pirotecniche che inventiamo tutti i giorni, attraverso la scatola magica dell’inversione, inseguendo le nostre fole restano erratici, senza un centro, in corsa perenne verso qualcosa che sfugge loro perché mai potranno raggiungerla.

Sempre litigiosi, invidiosi, furenti, in guerra gli uni contro gli altri, rossi e blu, blu e rossi. Lontani da Dio (ma quanto mi pesa sulle labbra questo nome, grrr!), infatti, lontani dalla Vita. Un capolavoro. Nostro.

Eccomi, fermo la penna e  vi spiego: mi sono trovata, durante una notte di luna e insonne, alla porta del rossissimo signore che pensa di dominare col suo mantellaccio la terra e tutto il mondo, e, con l’orecchio poggiato al legno, ho ascoltato un duetto tra lui e non so chi. Torniamo, adesso, in diretta, un rigo più sotto. Tenetevi stretti alla fune e giù, con l’udito stirato…

Aizzandoli di continuo verso nuove orride battaglie, li teniamo divisi, in tensione, sempre furenti, scontenti, pronti ad azzannarsi per un nulla che si scioglie al sole. E così, ticchetetocchete, non vedono più il disegno complessivo che pure è lampante. Che divertimento, dir tutto senza che quegli sciocchi capiscano una mica di nulla. I nostri piani sono chiari, trasparenti. E loro ciechi, naso a terra, annusando ogni sporco letame. Poveri sciocchi.

Noi lo abbiamo già detto, tanti anni fa, chi sarà il nuovo dio di questa razza di pecore matte, certo, la IA, il super computer intelligente. In un film di qualche tempo fa l’abbiamo chiamata HAL (cioè hell, inferno, in diavoliano). Si, sì, sì,  il super computer di Odissea 2001, il nuovo dio creato dagli uomini, che, pian pianino, li dominerà. Farà prodigi, resusciterà i morti, servirà il nuovo padrone del mondo che adesso è ancora un bambino. Un bambino cattivo che tutti considerano solo divertente, ma che un parente ha già definito “un tipetto difficile da trattare”. Ma crescerà il pupo e si mostrerà per ciò che è.

Non so se la mamma è morta, ma di certo è tornata viva grazie alla AI, che l’ha mostrata sorridente come non è. Stacco l’orecchio, sono nel mio letto. Il cuore in tumulto mentre capisco che è per via del mercoledì, il giorno fatale, quello più lontano dalla Santa domenica, che questa volta coincide con la vigilia del primo giorno di primavera.

Vorrei essere meno oscura, ma non posso. Così prego e penso. Sì, il dio che verrà sarà falso, costruito dagli uomini, mi dico, per questa nuova razza umana che crede ciecamente a quel che dice la scatola degli inganni e che è stata condotta, pian pianino, a chiamare bene il male e viceversa. Trionferà il Cuore Immacolato di Maria, ma quando non lo so. Mi alzo, una camomilla è quel che mi ci vuole mentre il cuore, ritrovata la calma nella verità nuda, torna a invitarmi al sonno.

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1 commento

  • stilumcuriale emerito ha detto:

    Gentile Benedetta, domani l’amico Tosatti pubblicherà un mio articolo riguardante la parola “parola”. Mi permetto di proporle di leggerlo e di farmi conoscere il suo pensiero in proposito. Grazie!