Bandiera Bianca di Bergoglio, un Possibile Capolavoro Rovinato. Vincenzo Fedele.

13 Marzo 2024 Pubblicato da

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, Vincenzo Fedele, che ringraziamo di cuore, offre alla vostra attenzione queste riflessioni sulle recenti frasi del pontefice regnante che tanto hanno fatto discutere in queste ore. Buona lettura e condivisione.

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Bandiera bianca di Bergoglio

Il discorso di Bergoglio sulla pace in Ucraina è l’unico discorso sensato per un cattolico.

E’ l’unico discorso che possa fare un Pontefice.

Purtroppo è l’unico discorso che può fare un politico che miri a far continuare la guerra.

Francesco è stato chiaro e diretto: “Credo che è più forte chi vede la situazione, chi pensa al popolo, chi ha il coraggio della bandiera bianca, di negoziare. E oggi si può negoziare con l’aiuto delle potenze internazionali. La parola negoziare è una parola coraggiosa. Quando vedi che sei sconfitto, che le cose non vanno, occorre avere il coraggio di negoziare. Hai vergogna, ma con quante morti finirà? Negoziare in tempo, cercare qualche Paese che faccia da mediatore. Non abbiate vergogna di negoziare prima che la cosa sia peggiore”. Poi chiarisce ancora: “Il negoziato non è mai una resa. È il coraggio per non portare il Paese al suicidio. Gli ucraini, con la storia che hanno, poveretti, gli ucraini al tempo di Stalin quanto hanno sofferto”.

Provate a rileggere il testo escludendo le sette parole “chi ha il coraggio della bandiera bianca”.

Avrebbe la stessa forza dirompente, anzi maggiore, Non parlerebbe della resa che la bandiera bianca evoca nell’immaginario collettivo. Non darebbe appigli a chi vuole la guerra per la guerra, per umiliare Putin, che è più importante che conquistare territori, e purtroppo sono molti.

Proporre il negoziato proponendo di alzare bandiera bianca è quasi una contraddizione in termini.

Quando sei assediato e vuoi mandare ambasciatori a trattare, chi esce dal fortino assediato deve avere la bandiera bianca, altrimenti appena metti il naso fuori ti sparano addosso e non dialoghi con nessuno.

Qui non c’è nessun fortino assediato quindi la bandiera bianca non serve.

Bastavano i richiami ai mediatori che non mancano, ai patimenti del popolo, al coraggio necessario per negoziare. Nei patimenti del popolo ucraino ha anche citato Stalin e, senza parlare di Holodomor, hanno capito tutti di cosa parlava.

Fra i mediatori cita la Turchia, ma potrebbe anche citare la Cina, la stessa Svizzera che lo intervista.

Un capolavoro monco, dove ha toccato i tasti giusti nel modo sbagliato.

Anche il Catechismo della Chiesa Cattolica accetta un conflitto in determinate occasioni, anche cruento se il caso, ma a condizione che ci siano speranze di successo nell’aprire il conflitto o nel continuarlo.

Anche le Sacre scritture consigliano a un re che va in guerra contro un altro re di calcolare se con diecimila soldati può affrontare il nemico ch ne ha ventimila e, se vede che non è possibile, manda messaggeri per chiedere quali sono le condizioni per la pace.

Qui, ha fatto capire Francesco, non c’è possibilità di successo da entrambe le parti. Anche su questo punto ha fatto un piccolo capolavoro mettendo sullo stesso piano Putin e Zelensky. Putin non può vincere e occupare tutta l’Ucraina e Zelensky non può pensare di sbaragliare la Russia.

Non è così, perché Putin non ha mai voluto conquistare l’Ucraina e Zelensky non ha mai voluto sbaragliare la Russia, sono i suoi capi che lo vogliono. Lui si accontenta del Donbass e della Crimea. Ma Francesco fa finta che quelli sono gli obiettivi irraggiungibili dei due contendenti. Non fa alcun accenno ai veri attori, NATO contro Russia, ed ai loro obiettivi, quindi la tregua sarebbe solo tra Ucraina e Russia.

Il riferimento alla bandiera banca è la stonatura che ha demolito tutto il concerto.

La risposta ucraina, infatti, è stata: «La nostra bandiera è gialla e blu, non sarà mai bianca». Tutta l’intellighentia bellicista si è accodata: Perbacco, la sconfitta dell’Ucraina sarebbe la sconfitta dell’Occidente. Putin arriverà a Lisbona. Che belli i tempi quando i cosacchi almeno si fermavano a Roma per abbeverare i cavalli.

Dalle anticipazioni di stampa sembra che l’intervista, in onda il 20 marzo, sia incentrata sul bianco, sulla purezza, sui peccatori che macchiano con il peccato il bianco dove le macchie si vedono di più.

La Sala Stampa Vaticana ha cercato subito di correggere il tiro, ma c’è poco da correggere quando le parole sono chiare. Proprio perché il tema dell’intervista era il bianco poteva lasciare spazi a sottintesi senza dirli e senza tradurre una trattativa auspicata in una resa inaccettabile pubblicamente.

Un errore di sbaglio, direbbe qualcuno. Un errore madornale, direi io, se di errore si tratta e non di una boutade messa li proprio per rendere indigesta la trattativa che tutti vedono, ma nessuno desidera.

Vincenzo Fedele

P.S.

Mentre sto per inviare queste righe a Tosatti vedo l’intervento di Mastro Titta che da par suo affronta lo stesso argomento. Concordo su tutto a parte un punto. Mastro Titta mi cade sempre sulle citazioni. La versione corretta, da citare e ricordare in questo frangente non è : vuolsi così colà dove su puote ciò che si vuole – bensì – vuolsi così colà dove si vuole ciò che si puote.

Una volta si parlava di sovranità limitata, ma quelli erano i tempi di Breznev, qui siamo più avanti.

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6 commenti

  • ex : ha detto:

    Ehm!… mi sa che ha ragione Mastro Titta (salvo il “là” al posto di “colà”). Niente di grave però, capita a tutti…

  • William Blake ha detto:

    Bisogna stare attenti quando si parla di Holodomor. Il primo a parlare di una carestia provocata dalla politica staliniana nell’Ucraina degli anni Trenta fu un inglese in un libro degli anni Novanta.
    Prima di allora, nessuna menzione dell’evento. Addirittura, negli scritti e discorsi rivolti agli ucraini dallo stesso Trotskij, ucraino e avversario di Stalin, in mezzo alle molte accuse, manca del tutto quella di aver provocato una carestia.
    Lo storico Losurdo (che è quello che è, un marxista) afferma che quella prima pubblicazione inglese fu opera di un agente segreto. Se fosse vero, si può ipotizzare che gli interessi occidentale in Ucraina risalgono all’immediato crollo dell’URSS

    • Vinfe ha detto:

      La pregherei di informarsi meglio. Forse ignora che sino al 1990 esisteva l’Unione Sovietica ed era vietato parlare male dell’URSS con tutta l’intelighentia progressista schierata apertamente a favore del comunismo salvatore del mondo. I primi resoconti risalgono agli anni successivi alla carestia, anche se la pubblica discussione esplode dopo gli anni ’90 del secolo scorso. I pochi giornalisti liberi che ebbero accesso alle zone ucraine interessate dalla carestia, videro e udirono come si svolsero i fatti. I granai pieni e l’esercito sovietico schierato a difesa per evitare che il popolino potesse accedervi, accusando i “kulaki” di rapinare il grano. I primi a soccombere furono i bambini che, oltre a morire per primi di fame, furono anche mangiati fisicamente per poter sopravvivere. Quando questi pochi giornalisti liberi pubblicarono in occidente queste notizie, l’arma che i sinistri usarono per smentirli, fu solo l’ironia,che ebbe anche terreno fertile, visto l’orrore che quelle notizie provocavano e che sembravano incredibili. Da li inventarono la frase che “i comunisti mangiano i bambini” giocando proprio sull’assurdità della cosa che invece era vera. Non erano i “comunisti” a mangiare bambini, era tutto un popolo affamato che si cibava della carne dei propri figli morti di fame. La stessa cosa era accaduta quasi un secolo prima in Germania per, vado a memoria, la guerra dei cento anni che impediva semina e raccolti. Li non c’erano cronisti a documentare il cannibalismo, ma esistono tracce degli avvenimenti e non c’erano gli agit-prop a buttarla sul ridere per far dimenticare l’orrore. Del resto in qualsiasi crisi sono sempre i bambini a pagare di più. Fra cento anni chiederà agli israeliani di dimostrare che a Gaza, nel 2024, non erano i bambini a morire, ma i terroristi ?

  • FABIO TORREMBINI ha detto:

    sicuramente ci si accorge che non c’è più Casaroli in Segreteria di Stato, in questi casi anche le virgole hanno un peso. Però questo intervento, al contrario di tanti altri a livello teologico-pastorale, mi da un certo sollievo. In generale però vedo l’assenza di tanti cattolici autorevoli dal dibattito sulla guerra, o meglio, sulle guerre; non esistiamo! Hanno più peso Santoro, Travaglio e/o Orsini di tutta la Chiesa. L’Università Cattolica è assente (mi vorrei slaureare!), unica voce è quella di V.E. Parsi, che è un ufficio stampa NATO, in pratica. Lo scorso anno scrissi all’attuale rettore cos’ come a quello passato (vecchio amico e professore…ai tempi…); nessuna riposta, omertà assoluta ! E anche questo sarebbe un tema!

  • nuccioviglietti ha detto:

    Se… se… se governanti passassero paio settimane in prima linea… poi vedreste (se sopravvivono) come affretterebbero negoziare!…!!…https://ilgattomattoquotidiano.wordpress.com/

  • Mara ha detto:

    L’argentino è bene che si faccia da parte, ha già fatto fin troppi danni. Che le armi debbano tacere lo lasci dire agli altri. Al di là di questo, dovrebbe sapere che nelle profezie (quelle serie) si parla di guerre e terremoti. Se non ha studiato, torni in seminario.