Prepotenza Modernista. Nichols Vieta il Triduo Tradizionale a Londra. NCR.

29 Febbraio 2024 Pubblicato da

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, offriamo alla vostra attenzione, nella nostra traduzione, questo articolo del National Catholic Register, che ringraziamo per la cortesia. Buona lettura e condivisione.

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LONDRA – Il cardinale Vincent Nichols ha rifiutato di dare il permesso per la celebrazione del Triduo pasquale in rito latino antico a Westminster, rendendo così la prima volta dagli anni ’90 che il Triduo pasquale non sarà celebrato nella diocesi di Westminster secondo i libri liturgici in uso prima della riforma della liturgia del 1970.

L’unico “Triduo tradizionale” della diocesi, che comprende Londra, si sarebbe dovuto svolgere a St. Mary Moorfields, che negli ultimi anni ha visto la partecipazione di fino a 200 persone, attirando parrocchiani da altre parti dell’arcidiocesi che frequentano la liturgia tradizionale in altre chiese.

Ma in un’e-mail del 23 febbraio, ottenuta dal Register, indirizzata a padre Michael Cullinan, il celebrante abituale delle funzioni tradizionali del Triduo, il cardinale Nichols ha detto che “per il bene della più ampia disposizione” di permettere la liturgia tradizionale in altre chiese dell’arcidiocesi, avrebbe “dovuto rifiutare” la richiesta di padre Cullinan di celebrare le funzioni del Triduo a St. Mary Moorfields.

La Latin Mass Society of England and Wales ha dichiarato in un comunicato del 27 febbraio di essere “addolorata” per la notizia e ha sottolineato che i fedeli che frequentano la liturgia tradizionale in diverse altre località dell’arcidiocesi “si vedranno ora negata la possibilità di partecipare ai giorni liturgici più importanti dell’anno secondo questa liturgia all’interno dell’arcidiocesi di Westminster”.

Le funzioni tradizionali del Triduo saranno ancora celebrate a Londra, ma al di fuori dell’arcidiocesi.

Nella sua e-mail, il cardinale Nichols ha detto di aver preso la sua decisione in conformità con “i parametri stabiliti dalla Santa Sede” – un riferimento implicito alla lettera apostolica Traditionis Custodes (Custodi della Tradizione) di Papa Francesco del 2021 e ai successivi chiarimenti del Dicastero per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, che hanno imposto restrizioni alla liturgia tradizionale in latino.

Il cardinale ha detto di essere “in attesa del giudizio della Santa Sede su quale, eventualmente, chiesa parrocchiale possa essere utilizzata per la celebrazione della Messa secondo il Messale antecedente alla riforma del 1970”.

“Apprezzo il vostro desiderio di aiutare il gruppo che si riunisce per il Triduo e il gruppo stabile di Spanish Place”, ha aggiunto il cardinale, riferendosi a un’altra parrocchia che padre Cullinan serve e per la quale celebra la liturgia tradizionale la domenica. “Ma, per il bene di un’offerta più ampia, devo rifiutare il suo suggerimento di trasferire il gruppo stabile di Spanish Place a St. Mary Moorfields per il Triduo”, ha proseguito.

“Mi rendo conto che questo deluderà alcune persone, ma devo tenere conto di un quadro più ampio”, ha detto il cardinale.

Il portavoce del cardinale per i media, Alexander Desforges, ha confermato al Register il 27 febbraio che il cardinale aveva negato il permesso e che aveva “spiegato la sua decisione” nell’e-mail.

Non è chiaro cosa abbia spinto il cardinale Nichols a emettere il suo divieto quest’anno, dato che negli anni precedenti aveva permesso lo svolgimento del Triduo tradizionale. L’anno scorso, dopo aver minacciato di non permetterlo, ha invertito la rotta in seguito a una petizione.

Nella sua dichiarazione, la Latin Mass Society ha ricordato che quando fu pubblicata la Traditionis Custodes, il cardinale Nichols prese in qualche modo le distanze dalla lettera apostolica, dicendo che, a suo giudizio, le preoccupazioni di Papa Francesco “non riflettono la vita liturgica complessiva di questa diocesi”.

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4 commenti

  • Mara ha detto:

    Che questo presunto presbitero si faccia curare da un bravo psichiatra e si chieda in che abisso è sprofondato il suo massonico Paese. Che l’ira dell’Onnipotente non tardi ad arrivare. Amen.

  • Mario ha detto:

    Ma gli inglesi non beneficiano del cosiddetto “indulto di Agatha Christie” da prima del Summorum Pontificum? Non mi risulta che sia stato abolito.
    Vale comunque la bolla Quo Primum Tempore (14 luglio 1570), di San Pio V, che prescrive: “In virtù dell’Autorità Apostolica, noi concediamo, a tutti i sacerdoti, a tenore della presente, l’INDULTO PERPETUO di poter seguire, in modo generale, in qualunque Chiesa, senza scrupolo veruno di coscienza o pericolo di incorrere in alcuna pena, giudizio o censura, questo stesso Messale, di cui avranno la piena facoltà di servirsi liberamente e lecitamente, così che i Prelati, Amministratori, Canonici, Cappellani e tutti gli altri Sacerdoti secolari, qualunque sia il loro grado, o i Regolari, a qualunque ordine appartengano, non siano tenuti a celebrare la Messa in maniera differente da quella che Noi abbiamo prescritta. (…) Nessuno dunque, e in nessun modo, si permettano con temerario ardimento di violare e trasgredire questo Nostro Documento: facoltà, statuto, ordinamento, mandato, precetto, concessione, indulto, dichiarazione, volontà, decreto e inibizione. Che se qualcuno avrà l’audacia di attentarvi, sappia che incorrerà nell’indignazione di Dio onnipotente e dei suoi beati Apostoli Pietro e Paolo.”
    Il cardinal Nichols dovrebbe finirsela con queste prevaricazioni (non è la prima, a mia memoria).

  • Fulvia ha detto:

    Consiglerei la disubbidienza…

  • stilumcuriale emerito ha detto:

    Sarebbe il caso di ricordare a questo prelato che spesso modificare serve solo a peggiorare.