Prima il Dovere, poi il Piacere. Racconto di quasi Sola Fantasia. Una Opinione. Prima Parte.

3 Febbraio 2024 Pubblicato da 3 Commenti

Marco Tosatti

Carissimi StilumCuriali, il nostro Una Opinione offre alla vostra attenzione questo racconto di quasi fantasia. Questa è la prima parte. Buona lettura e diffusione.

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“Il dovere viene prima del piacere”

Racconto di quasi sola fantasia.

Inizio

 “No no no e poi no! Questo non era il ruolo che mi ero immaginata di recitare sposandoti” disse la donna non curandosi di essere sentita da chi gli stava attorno “io sono una donna moderna … pensavo che questo l´avessi capito fin dal nostro primo incontro e come tale rivendico tutti i diritti che vengono riconosciuti alle donne dai politici, da quelli che appaiono alla televisione e da coloro che scrivono sui giornali … ma che non vengono riconosciuti da uno come te … ed in questo mi deludi. Io la mia indipendenza non la voglio perdere… non voglio essere come le donne del passato che stavano rinchiuse in casa e venivano opprese dai propri mariti …. e dai figli per giunta … oh … i figli … ci mancherebbero solo loro perché mi rovinino la vita e perché perda tutte le libertà che mi sono tanto care … vadano a farsi friggere … e neanche la tua antiquata idea di spezzarti la schiena a lavorare per me e per i miei figli mi convincerà a cambiare idea … io non voglio il tuo mantenimento … io voglio vivere per me stessa e nessun altro … io voglio soprattutto il successo personale … io voglio essere osannata dalle folle ed essere additata come un luminosissimo esempio da seguire … proprio come quella Montalcini … io voglio essere come un sole che splende di luce propria e non come una luna che splende di luce riflessa e che molte volte pur essendoci neanche la si vede in cielo. L´uomo: “Ma amore … tu stessa hai insistito a sposarti in chiesa … pensavo che il tuo compito ti fosse chiaro” e visto che lei con il muso lungo faceva capire di essere inflessibile sulla questione, continuò “ma se vuoi annulliamo tutto … ritorniamo indietro … andiamo dal vescovo e gli diciamo che non abbiamo mai consumato il matrimonio … e cosí verremo dispensati certamente e poi ognuno per la propria strada”. La donna: “Ah no … il matrimonio fatto in chiesa è sacro e non si tocca … io oltre ad essere una donna moderna sono pure una vera cattolica … solo che a differenza di quelle che mi hanno preceduto non rinuncio ai diritti che noi donne abbiamo conquistato cosí duramente nel tempo … quella di abortire quando mi piace e pare, per esempio … neanche da Dio me lo faccio toccare questo diritto … ma qui in chiesa … qui in chiesa ho sempre dei buoni propositi verso tutti e mi prodigo con le elemosine …  non so dove vada a finire il mio denaro e neanche mi interessa, ma una volta che ho donato il mio, ho fatto tutto quello che era in mio dovere e mi sento a posto con me stessa e perché nessuno mi rimproveri niente …”. L´uomo: “Ma amore … abortire? Ragiona … i figli sono un dono di Dio … forse l´unico motivo per cui Dio ci ha creato … del resto … come faremmo noi due a stare qui in questo momento se non fossimo stati prima noi stessi dei figli?”. Lei, interrompendolo subito: “Il papa stesso lo ha detto: “Il sesso è un dono di Dio ….” e come tutti i doni ognuno è libero di non accettare il Suo dono nella sua interezza … sesso sí ma figli no … i figli sono una grande seccatura … sono giá di per sé stessi un peso quando ti crescono in corpo … poi doverseli portare tutto il tempo appresso … qualunque cosa io faccia vedranno sempre cosa faccio … per me è una vera violazione della mia riservatezza … per poi non parlare di quando dovró rinunciare alle vacanze per la seccatura di doverli partorire, allattarli, tenerli sempre attaccati al mio seno per non farli piangere dalla fame … far finta di sorridergli e poi insegnargli a parlare, a farli camminare …se poi come studenti cercano di incendiare la scuola, a dovermi bisticciare con il preside perché questo inevitabilmente mi rimprovererà di non averli educati abbastanza bene alla pacifica convivenza civile … a me che sono quasi pura come una madonna … per non parlare poi se mi fanno sapere che invece di stare attenti alle lezioni passano il tempo a mandarsi con lo smart-phone delle foto di sé stessi nudi e similmente delle proprie amichette …: “Ebbene” risponderei io ”… dove sta il problema? Ognuno nella vita fa quel che vuole” … no no … non ne vale assolutamente la pena … e finisci di chiamarmi sempre “amore” … questo termine ipocrita non lo sopporto”.  

Detto questo si allontanó e, quasi per marcare ancor di piú la propria posizione, si sedette ben lontano dal suo uomo su un altro banco della chiesa. E qui iniziò a leggere il suo “Diario” che spesso la calmava e questo fino a quando una spazzola di una scopa urtó il suo piede. Alzando gli occhi per vedere chi l´avesse insolentemente toccata, riconobbe un suo conoscente … un noto avvocato, e cacciando tutto d´improvviso la propria impudenza che era soprattutto il risultato della non adeguata educazione che aveva ricevuta dai suoi genitori ed infastidita dal fatto che qualcuno gli avesse sporcato uno stivale, chiese con tutta l´acredine possibile: “Avvocato, forse non scopa abbastanza a casa sua e viene a scaricare qui sui miei piedi la sua frustrazione?” L´avvocato, visto la giovane etá della questionante e cercando di non farsi coinvolgere nel suo sarcasmo, le rispose: “A fare le pulizie a casa mia ci pensa mia moglie … io qua faccio le pulizie perché da mesi il sacrestano non sta piú bene di salute e nessuno si é offerto di pulire decentemente la chiesa e cosí da oggi lo faró io ogni domenica al termine della funzione … ritornare un pó piú giovane non mi fará di certo male”. La donna, non rinunciando a tirare un’altra frecciatina: “Ma avvocato … cosí la gente penserà male di lei, o meglio … io penso che cosí si squalifica … cosí, davanti a tutti poi … la gente inizierá a pensare che lei è piú bravo a pulire le sale dei tribunali che a vincere le cause”. L´avvocato: “Eh … questo l´ho pensato pure io: “Cosa dirá la gente di me?” Ma d´altra parte nel caso in cui non lo facessi, mi sono chiesto: “Cosa dirá Dio di me?” e per superare ogni dubbio mi sono fatto questa domanda: “Ma se un bel giorno Gesú mi comparisse davanti e mi chiedesse di pulirGli i sandali, rifiuterei oppure mi precipiterei a farlo? Dio naturalmente non lo farebbe mai perché non umilia nessuno …. ma pulire la Sua casa non richiede lo stesso spirito di umiltà che sarebbe certamente necessario per pulirGli i sandali? E cosí mi sono deciso a farlo” Lei, incredula: “Oh … neanche i santi farebbero quello che fa lei”. L´avvocato: “Questo non è vero” e guardando di sbircio la copertina del libro che teneva in mano, aggiunse “anche la santa che ha scritto il libro che sta leggendo lo avrebbe fatto”. Lei: “Non mi risulta proprio, ha svolto delle altre incombenze ma questo non lo ha mai fatto … questo diario l´ho letto giá parecchie volte”. L´avvocato: “Allora non deve aver letto abbastanza bene … legga di nuovo e si soffermi un poco di piú sui tratti piú importanti” e detto questo passó oltre.  

La donna smise di leggere dal “Diario” e prendendone un suo compendio si alzó e si avvicinó alla prima Stazione della Via Crucis con l´intenzione di portarla a termine ed iniziò a recitare: “Prima Stazione: Gesú condannato dal sinedrio” e la recitò tutta. Passó alla seconda Stazione e recitò tutta pure questa. Cosí la Terza, la Quarta, la Quinta, Sesta, Settima, Ottava … e finalmente arrivò alla nona Stazione e lesse: “Gesú cade sotto la croce per la terza volta” e pur continuando a leggere, un´illuminazione che sembrava venire dall´alto gli venne in mente e la estraneó totalmente dalla lettura che pure continó con le labbra quasi meccanicamente: “Non c´é bisogno di essere come la Montalcini per poter poi affermare al temine della propria vita che non si hanno rimpianti  … ma è sufficiente rimanere sé stessi e allo stesso tempo, con il trascorrere della vita, sforzarsi di diventare anche un pochino tutti gli altri al fine di servirli sempre meglio quando ne sorga la necessitá e per poter poi dire alla fine a sé stessi che si sono ricevute tante gioie nella vita e che si ha servito tutta l´umanitá … e di questo Dio ne terrá conto”. E come era finita questa illuminazione aveva anche finito di recitare la nona Stazione.

Passó alla decima Stazione: “Gesú spogliato delle vesti” e mentre la stava recitando, un´altra volta un nuovo pensiero, questa volta totalmente suo, che nulla aveva a che fare con l´”Ora della Misericordia”, la trascinò di nuovo via di impeto: “Ma quale è in realtà il problema? Se ho un uomo che mi vuole bene anche lui e che è disposto a fare anche tutto per i miei figli quale garanzia mi manca affinché non faccia anche tutto per me che li faccio nascere, li allevo e li educo? Mi pare che si possa essere piú felici come madre dei propri figli che come una Montalcini, certo … è una persona di successo ma oltre a sé stessa non ha mai messo al mondo nessun altro gioiello vivente …”. E come era finito questo pensiero aveva anche finito di recitare la decima Stazione.

Passó all´undicesima Stazione: “Gesú è crocefisso” e mentre la stava recitando un altro pensiero le venne in mente: “e poi … nei momenti di difficoltà chi piú di me sarebbe adatta a sostenerlo sempre per il bene della famiglia? Io stessa sarei famiglia e non solo lui e da questo punto di vista sarei una sua pari. E magari, quando i miei figli sono abbastanza cresciuti potró anche cercarmi qualche piccolo lavoro fuori …ma anche prima se le circostanze lo consentono o lo impongono … non devo essere necessariamente una Montalcini ma mi posso semplicemente limitare a mostrare agli altri, quale insegnante, quali sono state le scoperte della Montalcini e ció nonostante vivere pienamente la mia vita e non quella che gli altri vogliono che viva”. E aveva appena finito questo pensiero, che lesse: “ O mio Gesú tu sai quanta fatica occorre per trattare sinceramente e con semplicità con coloro dai quali la natura rifugge, oppure con coloro che consapevolmente ci hanno fatto soffrire … In quei momenti cerco di scoprire Gesú in quella persona e faccio tutto per quelle persone”. E aveva finito appena di leggere la Stazione che si sentí osservata, si voltó e lá vide l´avvocato tutto sorridente vicino a sé che gli chiese: “E allora … cosa ne pensa la sua Santa preferita di tutta la questione?” E poiché aveva sentito in lontananza il precedente discorso fra l´uomo e la donna, le chiese pure: “E i figli non si comportano molte volte proprio come le persone che suor Faustina descrive? E cioè che consapevolmente o inconsapevolmente fanno soffrire gli altri … soprattutto le madri, ma per i quali ció nonostante lei farebbe tutto quanto è in suo potere per amore di Gesú?” La donna gli stava per rispondere alla sua solita maniera per darsi come sempre ragione ma un indefinibile ostacolo le impediva ora di aprire bocca e tanto piú si sforzava di risponere tanto piú questo ostacolo si ingrossava e glielo impediva … per la lotta interiore che stava infuriando dentro di lei  diventò tutta rossa in volto e senza rispondere abbassó il viso.

L´avvocato, comprendendo quello che la donna stava passando interiormente e giá sapendo Chi avrebbe vinto, non insistette e, avendo finito la sua pulizia gli diede i suoi omaggi e si avvió verso l´uscita della chiesa.

La donna iniziò la successiva Stazione con la speranza di scacciare dalla propria mente l´ammissione di non avere alcun argomento di fronte alle parole dell´avvocato e quando recitó: “XII Stazione – Gesú muore sulla croce”, pur continuando a leggere, una frase della Madonna precedentemente letta si sovrappose prepotentemente ed improvvisamente nella sua mente: “… sii coraggiosa, non temere gli ostacoli ingannevoli, ma considera attentamente la passione di Mio Figlio ed in questo modo vincerai” e quando questo pensiero terminò, continuò a leggere da dove era arrivata: “Padre, nelle tue mani rimetto lo spirito mio. Detto questo spiró.”  E lá non riuscì ad andare piú avanti. “Osserva attentamente la passione di Mio Figlio” ripensò. “Ma Gesú è salito personalmente sulla Croce e non ha mandato di certo qualcun altro a morire al posto Suo e neanche é voluto scendere dalla croce nonostante le atroci sofferenze.  E questo perché giá sapeva che se avesse ascoltato le parole ingannatrici del Diavolo e fosse ridisceso dalla croce avrebbe ceduto ai richiami del mondo e non sarebbe mai stato piú lo stesso, e cioè non sarebbe stato mai piú Dio … ma sarebbe diventato un uomo qualunque soggetto al peccato come tutti gli altri sulla terra, a questo sarebbe equivalso per Lui lo scendere dalla croce, … e mai piú sarebbe ritornato dal Padre Suo da Dio con la possibilità di continuare da Lassú, sempre da Dio, a redimere l´umanitá … “essere vigili e mai cedere, e questo ogni secondo della propria vita cosí come Gesú ha patito sulla croce ogni secondo, agli inganni del  mondo per poter cosí poi vincere la propria battaglia personale su questa Terra e per poter cosí guadagnarsi l´accesso al Paradiso” ecco cosa voleva dire la Madonna a Suor Faustina e a tutti gli umani che avrebbero ascoltato le Sue parole” pensó.  E non poté piú andare avanti perché il velo di menzogna in cui il mondo l´aveva fino ad allora avvolta si era appena squarciato e tutto le era finalmente piú chiaro ed improvvisamente pensó alla sua maniera spicciola: “La televisione ed i giornali stanno cercando forse di manipolarmi attraverso il presunto successo di personaggi famosi con lo scopo di indurmi a che io stessa mi decida a non diventare madre o anche ad abortire qualora lo diventassi? Se cosí fosse che se lo vadano a ficcare in quel posto”. E come si disse questo e sicura che era proprio cosí, guardò il Gesú che stava appeso alla croce della XII stazione e gli disse: “Gesú … perdonami per tutte le colpe che ho commesso  … troppe volte ti ho visto lá sopra e non ho mai capito il perché … hanno ingannato me e con me stanno ingannando tutta la restante umanitá … e Tu, tutto silenzioso, ogni giorno, e questo da due millenni, per la Tua infinita misericordia non hai mai abbandonato il crocefisso e questo per   ammonirci delle costanti insidie del Diavolo, ed ogni giorno noi quaggiù, e questo per due millenni, non abbiamo mai capito mai veramente cosa volesse dire il tuo silenzio”. E iniziando a parlare mentalmente a Gesú: “”Vincere il mondo rimanendo me stessa” questo mi incoraggeresti a dire e a fare se Tu mi incontrassi sulla Terra e non certamente di rimediare una sconfitta sicura cercando di essere come alcuni falsi supereroi della televisione e dei giornali” e pensato questo, decise di recuperare tutto il tempo perduto e di passare subito all´azione.

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