La Bussola che punta al sud. Risposta della FSSPX alla Bussola Quotidiana.

26 Agosto 2023 Pubblicato da 19 Commenti

Marco Tosatti

Carissimi StilumCuriali, diversi amici del nostro sito mi segnalano questo articolo apparso sul portale della Fraternità Sacerdotale San Pio X. Lo offriamo alla vostra attenzione. Buona lettura e meditazione.

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Ovvero come sbagliare la rotta da seguire nella crisi che attraversa la Chiesa: cenni di risposta ad un dossier sulla Fraternità San Pio X redatto dal quotidiano online conservatore La Nuova Bussola Quotidiana [1]

Introduzione

Monsignor Marcel Lefebvre, fondatore della Fraternità Sacerdotale San Pio X, consacrò quattro vescovi senza mandato pontificio e contro il volere esplicito di papa Giovanni Paolo II il 30 giugno 1988, giustificando questo atto di per sé grave come una «operazione sopravvivenza» del sacerdozio cattolico, poiché egli riteneva che la fede dell’intera Chiesa fosse in pericolo dopo le derive del Vaticano II. Nel mondo della Tradizione all’epoca ciò piacque a molti, ma non a tutti. Oggi, sempre nel mondo della Tradizione, tantissimi ringraziano Monsignore per il gesto eroico di trentacinque anni fa, ma qualcuno ancora, ciclicamente, si ostina a criticarlo. Vediamo, un’ennesima volta, di chiarire il problema, che è essenzialmente e soprattutto teologico, ma che naturalmente ha un preciso fondamento canonico [2].

Il dossier del quotidiano online a cui rispondiamo, ben redatto e apparentemente molto erudito, pecca gravemente per imprecisioni e sofismi canonici, ma soprattutto ha il colossale difetto di rimanere, in tutte le sue righe, un gradino al di sotto del vero problema dal quale non si esce: è in corso da ormai sessant’anni una gravissima crisi che sconvolge la Chiesa in tutti i suoi ambiti e che colpisce tutti i gradini della gerarchia.

Non sarebbe necessario dimostrare l’esistenza di tale crisi ad un lettore che frequenti il mondo della Tradizione cattolica, ma tracciamone comunque un breve panorama per individuare la vera chiave del problema.

La crisi

Dopo il Concilio Vaticano II, i suoi errori e le deviazioni dottrinali e pastorali hanno finito per coinvolgere l’intero episcopato e di conseguenza il clero cattolico nella sua interezza; da sessant’anni la predicazione ecclesiastica si è allontanata dall’autentica professione di fede prediligendo l’ecumenismo, la libertà religiosa, il relativismo dottrinale e morale nell’insegnamento catechistico e omiletico; le riforme liturgiche degli anni immediatamente posteriori al Concilio hanno toccato tutti i sacramenti, nessuno escluso, per adattarli alle nuove esigenze ecumeniche; soprattutto, il rito della Messa ha subito una paurosa trasformazione che l’ha assimilato ad un rito di sapore protestante, e che esprime «un impressionante allontanamento dalla teologia cattolica della Santa Messa» [3]. Nella quotidianità della vita parrocchiale il fedele cattolico, spesso ignaro, si vede insegnare novità del tutto contrarie alla dottrina, ed assiste ad abusi liturgici di ogni genere; il sacramento della confessione è dimenticato o bistrattato, la necessità di riparare il peccato è un tema assente (perché assente è, nella predicazione ecclesiastica attuale, il tema stesso del peccato); il clima che si respira è profondamente intramondano e la dimensione soprannaturale della Grazia e della salvezza eterna sono completamente spariti.

Ciò che però rende ancor più grave questa crisi è che essa procede ed è incoraggiata direttamente dall’autorità più alta: sono i papi del post-concilio, tutti senza eccezione, che l’hanno fomentata ed aggravata. Da Paolo VI in poi, tutti i sommi pontefici si sono resi protagonisti di communicatio in sacris con membri di false religioni, scandalizzando oggettivamente l’intero pianeta (l’esempio più eclatante è la riunione ecumenica di Assisi 1986 alla presenza e con la partecipazione di Giovanni Paolo II) [4]; tutti i sommi pontefici post-conciliari hanno chiaramente espresso la possibilità che i membri delle false religioni o confessioni non cristiane accedano alla salvezza rimanendo tali, e c’è addirittura chi ha affermato che la diversità delle religioni è volere di Dio stesso [5]. Da decenni in alcune zone riconducibili all’area germanica (ma l’uso si estende progressivamente anche ad altri paesi) è pratica comune benedire le “nozze” omosessuali nelle chiese e incoraggiare tali unioni, senza che la Santa Sede intervenga sanzionando realmente tali atti. Tali elementi gravemente problematici hanno la caratteristica di costituire una crisi universale e permanente dal Concilio ad oggi, e non certo un problema locale o personale di qualcuno. Purtroppo, non è possibile in poche righe tracciare un quadro completo del disastro ecclesiale a cui assistiamo, per cui ci siamo limitati a qualche accenno.

Lo scopo tuttavia di questo brevissimo catastrofico panorama è arrivare a mostrare come l’insieme degli elementi costituisca uno stato di necessità: che cosa vuol dire ciò?

Lo stato di necessità

Vuol dire precisamente che il fedele cattolico, membro della Chiesa, pur avendo diritto a ricevere da essa l’insegnamento della Fede e i sacramenti, non può più farlo nel contesto abituale delle parrocchie e in generale nel contesto ecclesiale post-conciliare poiché quest’ultimo è viziato dall’errore dottrinale e dalle cattive riforme liturgiche che non gli permettono l’accesso ai sacramenti tradizionali. E, ciò che conta, questa situazione è purtroppo avallata dalla gerarchia e dallo stesso pontefice regnante, oggi nel 2023 come durante questi sessant’anni dal Concilio, senza alcuna, fosse pur breve, interruzione. La salvezza eterna del fedele cattolico, privato dell’insegnamento della Fede e dal nutrimento dei veri sacramenti, è in pericolo; questa crisi, lo ripetiamo, non è deplorata dall’autorità papale (come lo era all’epoca della crisi ariana o quella protestante) ma incoraggiata da essa: è una crisi dell’autorità stessa. Il corto-circuito delle fallaci argomentazioni dei conservatori sta precisamente in ciò: si invoca un’obbedienza al Papa, garante della Fede, il legame al quale è essenziale per l’appartenenza alla Chiesa (e questo è sacrosanto), dimenticando però che il modernismo professato apertamente vizia l’uso stesso dell’autorità papale e in generale della gerarchia, che, pur conservando sempre tale autorità, rifiuta di usare per il fine per il quale è stata istituita: la salvezza delle anime.

Quale rimedio

Cosa fare quando una crisi del genere si presenta? A dire il vero, nessuno poteva saperlo prima che accadesse; si tratta infatti di una crisi inedita, senza precedenti storici, benché si tenti ogni tanto di trovare deboli paragoni che comunque non saranno mai esaurienti. Non c’è nulla di esplicitamente previsto allo scopo né nel diritto canonico, né nei manuali di teologia morale o dogmatica, né in quelli di storia della Chiesa. Ecco ancora una causa del corto-circuito neo-conservatore: la risposta alla crisi non poteva né può trovarsi nei libri, quantomeno diciamo sotto forma di una ricetta precisa e dettagliata.

Nella Tradizione, tuttavia, e più in generale nella Rivelazione stessa, si trovano i princìpi che aiutano a risolvere per quanto si possa il problema, e che hanno aiutato Mons. Lefebvre a compiere la dolorosa scelta delle consacrazioni dell’88: salus animarum suprema lex, ancora una volta; il fine dell’uomo essendo la salvezza eterna, e l’autorità della Chiesa gerarchica essendo istituita per portare l’uomo a questa salvezza, tutte le leggi canoniche e l’intero apparato giuridico, buono e santo perché finalizzato al bene, non può costituire un ostacolo allorché, per un caso rarissimo, la stessa obbedienza alla gerarchia dovesse portare a professare l’errore e a commettere il male.

Nessuno può consacrare un vescovo senza il mandato pontificio, ma nessun papa ha il diritto di guidare la Chiesa per insegnare novità e fuorviare i fedeli dalla vera Fede: e quest’ultima eventualità, inedita, si è proprio verificata. Dunque va risolta con un principio superiore a quello dell’obbedienza alle leggi canoniche, e questo principio è appunto la salvaguardia della Fede.

Ma la salvaguardia della Fede passa attraverso la salvezza del sacerdozio autenticamente cattolico, formato in seminari cattolici; ora, non possono esistere sacerdoti senza vescovi. Ergo. Molto semplice.

La vera storia di monsignor Lefebvre [6] mostra come i ripetuti tentativi di intesa precedenti al giugno 1988 furono condotti in maniera tale che la Santa Sede procrastinasse più volte e più a lungo possibile l’accettazione di una cerimonia di consacrazioni con il mandato, e il prelato francese giustamente ritenne ciò un «menare il can per l’aia»; ma soprattutto una regolarizzazione canonica della FSSPX restava e resta tuttora, nelle intenzioni della Santa Sede, sottomessa all’accettazione di quei principi dottrinali inaccettabili che fondano il nuovo corso ecclesiale. L’urgenza c’era, la necessità pure, e siccome l’atto di prudenza consta di tre fasi: la deliberazione, il giudizio e il precetto [7], alla fine l’Arcivescovo passò all’atto. Ed oggi, grazie a ciò, 700 sacerdoti membri della Fraternità fondata da Lefebvre, sparsi in tutto il mondo, permettono a migliaia di fedeli cattolici di avere la messa di sempre, il catechismo di sempre, la dottrina di sempre.

Dubbi da dissipare

«Valide» ma «illegittime». Che significa? La validità, lo sappiamo, nell’ambito della teologia è la condizione che riguarda l’efficacia metafisica di un sacramento (se l’eucaristia è valida, al posto del pane c’è il corpo di Cristo, se non lo è, c’è solo del pane). Essendo la validità dei sacramenti legata ad elementi materiali di istituzione divina, non c’è suprema lex che tenga: senza pane, non si celebra la Messa; senza acqua, non si battezza.

La legittimità è invece la conformità ad una legge: quale? Dissipiamo un dubbio e distinguiamo il termine «legalità» (conformità letterale ad una legge positiva) da quello appunto più generico di «legittimità» che indica la conformità ad una legge morale, e qui è dunque sinonimo di liceità o anche bontà.

Passare con il semaforo rosso è una violazione del codice della strada, ma chi trasporta un ferito può farlo in virtù di un principio superiore: il suo atto sarà più che legittimo. Il ricorso all’aborto in Italia e in quasi tutto il mondo è conforme alla legge positiva dell’ordinamento giuridico; tutti sappiamo che di fronte alla legge di Dio è illegittimo, e così via. Le consacrazioni dell’88, a causa del pericolo per la Fede e la necessità di salvare quest’ultima e il sacerdozio, furono un atto di prudenza soprannaturale in applicazione di un principio superiore alla legge canonica (peraltro da quest’ultima non esclusa nei casi di necessità, come ampiamente dimostrato negli studi riportati in nota a quest’articolo). Dunque esse furono non solo legittime ma addirittura doverose: la crisi nella Chiesa è lungi dall’essere finita.

Conclusione

Il cattolico non può vivere di articoli e di editoriali, per quanto interessanti e ben fatti; è inutile denunciare una crisi se poi, pur sapendo che è grave e che mette a repentaglio la salvezza eterna, non si cerca una soluzione. La differenza fra Mons. Lefebvre e tanti altri, tra la Fraternità San Pio X e molte altre realtà, è che gli uni parlano, gli altri agiscono.

Mons. Lefebvre agì, quando compì quest’atto eroico di apparente disobbedienza e che gli costò una scomunica (ingiusta ed inesistente); la FSSPX oggi agisce permettendo a tantissimi cattolici di ricevere ciò che dovrebbero ricevere normalmente dai ministri della Chiesa cattolica e che non è invece da essi più possibile ricevere nella sua integralità, come già detto. Ciò che per i redattori del quotidiano online così ferrati in materia canonica risulta inquietante, e cioè la grande quantità di fedeli che approdano alle cappelle della FSSPX delusi dalla Roma neo-modernista, è in realtà il segno del sensus fidei e dell’autentico sensus Ecclesiae ancora presente nella Chiesa cattolica: il vincolo giuridico e canonico, fondamentale alla visibilità della Chiesa, passa dopo se la Fede è in pericolo. Se la casa brucia, ci si mette in salvo senza aspettare l’autorizzazione dell’amministratore di condominio. Soprattutto se è stato lui ad appiccare il fuoco.

Invitiamo dunque i lettori cattolici che approdano per grazia di Dio al mondo della Tradizione ad approfondire sempre di più la fondatezza della loro scelta di abbandonare le parrocchie per cercare un rifugio sicuro e restare così nella Chiesa professandone principalmente la vera Fede, trasmessa dai papi di venti secoli, e ricevendone i veri sacramenti non riformati. Non si tratta di abbandonare la Chiesa ma di restarle fedeli prendendo i mezzi opportuni che la Provvidenza mette a disposizione. La FSSPX non è affatto una soluzione comoda né una porta per uscire dalla Chiesa Cattolica Romana, bensì un mezzo per servirla e amarla, proporzionato alla crisi attuale, la quale – lo ripetiamo – tocca l’autorità stessa.

Li invitiamo altresì a nutrirsi del vero spirito soprannaturale della Fede cattolica che pone l’autorità al servizio della Verità e non il contrario; li invitiamo a seguire, dunque, la Tradizione come autentica fonte della Rivelazione nel Magistero di sempre, nel catechismo di San Pio X, negli scritti di San Tommaso d’Aquino e di tutti gli autori raccomandati dalla Chiesa nel passato.

Queste sono le vere, buone, vecchie Bussole da usarsi quotidianamente.

Quelle nuove ogni tanto si rompono.


[1] https://lanuovabq.it/it/la-crisi-della-chiesa-il-caso-fsspx

[2] Per l’aspetto canonico rimandiamo ad uno studio che prossimamente sarà pubblicato; tuttavia, segnaliamo già da ora tre importanti riferimenti:

Un articolo apparso su La Tradizione Cattolica nel 2010 (anno XXI, n° 3 [76], 2010, pagg. 18 – 24) e recentemente ripreso: https://fsspx.it/it/news-events/news/l-apostolato-della-fsspx-e-lo-stato…

Il libro recentemente edito dalle edizioni Radiospada a cura dei sacerdoti della FSSPX: Parole chiare sulla Chiesa, acquistabile qui: https://edizionipiane.it/prodotto/parole-chiare-sulla-chiesa-perche-ce-u…

Lo studio più completo mai scritto sull’argomento, e quanto mai attuale: https://edizionipiane.it/prodotto/la-tradizione-scomunicata/

[3] Card. Bacci e Ottaviani, Breve esame critico del Novus Ordo Missae, 1969.

[4] Si leggeranno con profitto le considerazioni che recentemente pubblicavamo sui nostri siti: https://fsspx.news/it/news-events/news/papi-conciliari-e-paganesimo-brev…

[5] Documento sulla fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune firmato da papa Francesco e dal Grande Imam di Al-Azhar, Ahmed al-Tayyb il 4 febbraio 2019.

[6] https://edizionipiane.it/prodotto/mons-marcel-lefebvre-una-vita/

[7] San Tommaso, Somma Teologica, IIa-IIae, Quest. 47 a. 8.

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19 commenti

  • Fabio ha detto:

    Dopo il MP di Benedetto XVI del 2017 mi sono chiesto come mai S.Paolo VI non abbia pensato di fare la stessa cosa (a questo punto legittima ) negli anni ’70.

    Mi sono chiesto se così facendo non avrebbe prevenuto ed evitato certi …chiamiamoli cosi strappi o atti scismatici, la Messa VO sarebbe stata accettata accanto alla Messa NO e la sua presenza si sarebbe consolidata negli anni come un fatto normale (come aveva chiesto del resto Mons Lefebvre, che non chiedeva la luna nel pozzo , infatti poi nel 2007 è stata concessa, ma S.Paolo VI rispose : non se ne parla neanche !
    Eppure S.Paolo VI amava la Messa VO
    Evidentemente era una richiesta perfettamente ragionevole che esprimeva in modo filiale al Papa il bisogno o necessità di centinaia di sacerdoti )

    Soprattutto se la presenza della Messa VO si fosse nel tempo consolidata accanto alla Messa NO oggi non sarebbe oggetto di riduscussione continua , di continui reinterventi , di polemiche e di precarietà e incertezza nella sua possibilità di celebrazione.

    In Inghilterra nei primi anni dopo il Concilio , finché non venne promulgata la Riforma Liturgica, alla domenica almeno una Messa era rimasta VO.

    Del resto in Inghilterra tutt’oggi si osserva la astinenza dalle carni ogni venerdì dell’anno , non solo secondo Tradizione,ma secondo il Codice di Diritto Canonico (CIC) attuale del 1983.

    Sono state le varie Conferenze Episcopali che hanno introdotto l’ipotesi alternativa al CIC attuale, strano, perché non era mai morto nessuno in 2000 anni per aver mangiato pesce al venerdì .

    ( Ho sempre pensato che gli Inglesi quando sono cattolici sono generalmente più intelligenti degli altri cattolici ….
    da S.Thomas More al card.Newman a Chesterton )

    Colgo l’occasione per precisare che i primi cristiani si astenevano dalle carni al venerdì non per fare penitenza o per mortificare i propri sensi ,come si crede ancora oggi , ma perché pensavamo intensamente alle carni straziate e sanguinanti di Cristo in croce e quindi preferivano astenersi …

    Ho sentito qualcuno moralisticamente dire : ah si.. c’è chi al venerdì non mangia carne , ma poi c’ e’ chi mangiacuna aragosta….

    Alla luce della motivazione dei primi cristiani, mangiare una costosa aragosta di venerdì al ristorante è perfettamente compatibile con lo spirito dei primi cristiani…

    Meglio il merluzzo come consigliavano i vescovi svedesi al Concilio di Trento…

    quando il.merluzzo costava poco…

  • Elena ha detto:

    Tutto vero!!! Ben espresso
    Però ha senso solo se si prende coscienza che Benedetto secondo una Sana lettura e applicazione del diritto canonico, è rimasto papa e Bergoglio è un usurpatire percui i cardinali validi dovrebbero unirsi è dire questa verità

  • Gianfranco ha detto:

    BELLISSIMO articolo, ineccepibile sotto ogni riguardo!
    ASPETTIAMO LA SECONDA PARTE.
    Grazie.

  • daouda ha detto:

    a) Se Lefebvre realmente aveva in mente di difendere la Chiesa non avrebbe firmato nulla ed in ogni caso , subito dopo, avrebbe comunque scomunicato lui gli altri , o perlomeno rotto la comunione da subito.
    Questo se il problema era dottrinal-intellettuale o moral-disciplinare, se era pertinente alla cattiva modalità dogmatica del CVII.
    Tale atto non ha nulla di eroico ma tutto di stupido oltre che di debole.
    Il contrario esatto degli anti-tricapitolini.

    b) la crisi della Chiesa in Occidente esiste dalla pseudo diarchia imperiale e dall’incistamento feudalistico che realmente è avulso da qualsivoglia funzionamento ministeriale ecclesiastico.

    c) il rito del 62 per quanto riguarda la santa messa eucaristica come l’ufficio divino liturgico da essi seguito già sono manipolazioni anti-liturgiche e contro il deposito rituale della schola romana.

    d) i motivi di scomunica iplicita per i gerarchi post-vaticanosecondisti sono noti e notori. Meno noti e meno notori i motivi di scomunica per quelli precedenti, su altri fronti, in totale disprezzo dei sacri canoni.

    e) lo stato di necessità è una fandonia per svariati motivi:
    – non può deciderlo un sottoposto
    – non inerisce il sacramentale poiché i sacramenti non sono disponibili né esigibili
    – non ci si macchia per questioni non stabilite e palesi ( di per sè l’invocazione dello stesso è in realtà una scusante per gli ignavi poiché non esiste bisogno )
    – è una fuga e creazione parallela di realtà private del confronto ecclesiale dimenticando la vocazione agonista dell’assemblea del popolo di DIO.

    f) non esistono veri/validi sacramenti da cui si è privati. O essi sono, o non sono.
    Di conseguenza sostenerlo implica sedevacantismo implicito , perché la temerarietà del sottointeso non verte certo sulla custodia di cui rito e ritmi liturgici fanno all’incastonatura sacramentale lì convogliata, né quindi sulla probabile e peculiare carenza di grazia santificante, oltre alla possibile offesa profanatoria o sacrilega per il popolo e clero tutto.
    Ancora una volta la liturgia è culmine e fonte della Fede, da cui insegnamento concettuale ed istruzione morale inerenti la Rivelazione dipendono.

    g) i sacri canoni non ostacolano un bel nulla. Disattendere i canoni è invece stato uno sport molto seguito, tant’è che accusare i modernisti di infiltrazione è negare la realtà.
    Gli infiltrati precedono o sono a ridosso dello stesso tridentino ( usando il senso moderno di infiltrati, giacché altrimenti Giovanni il discepolo Amato li dichiara comunque accanto a noi come il pullulare delle eresie è testimonio ), il modernismo è più una reazione al tradizionalismo che oggi fa la parte della riserva naturale, in accordo con chi tempo addietro bastonava, beandosene sia dei canoni che della mistica ( e favorendo ogni tipo di devozionalismo pshicico ).
    Si seguano i sacri canoni. Pio X ne esce male con più responsabilità di Paolo VI, perché fu l’apripista.

    – Nessuna novità, di papi sviati ne abbiamo avuti qualcuno.

    – In Giappone la Fede è sopravvisuta uguale…e di certo non è la FSSPX che la mantiene, la cui pedissequa aderenza alle distorsioni dei tempi medievali e post-tridentine non si nascondono nominando ad ogn pié sospisto il feticcio del malcapitato Tommaso d’Aquino di turno.

    – il sofisma legale vs legittimo non ha senso. Tralasciando lo stato di necessità inesistente, l’atto è di per sè stesso illegale sia nella modalità preventiva che nell’esecuzione, a legittimità difatti tutta da dimostrare nonostante ci si bei di ciò.

    La sola cosa positiva di questo articolo di risposta è che è realmente giunta l’ora di agire, ma bene e nella giustizia, impugnando i canoni dei concili ecumenici che permettano di denunciare i nostri indegni vescovi.
    Ad ogni modo fare fare ai nostri saltimbanchi tutori della sovversione a destra, qualche ripasso che sò, dei sub-apostolici e degli apologisti , a partire da Ignazio e Policarpo, giusto per evitare di venir tacciati di fozianesimo, carta che giocano quando non sanno più come fare.

    Appunto finale. Battutine ed inviti finali tipici di chi o è complice od è altrettanto lupo vestito da agnello.
    Brutti segnali…è proprio vero che il diavolo non fa i coperchi…

    distanti saluti

    Davide T.

  • Fantasma di Flambeau ha detto:

    Una Chiesa senza Successore di Pietro non è Cattolica, Apostolica, Romana.
    Per quanto “tradizionale” sia o creda di essere.
    Un Papa manifestamente eretico o apostata è la negazione di tutte le promesse evangeliche.
    Per quanti specchi si scalino per fuggire l’evidenza e conservare l’Istituzione.

    Queste sono le Forche Caudine e ratzingeriane, da cui chi è in buona fede non può scappare.
    Mentre Roma finisce di andare in cenere e Nerone ha già aperto il cantiere della Domus Babyloniae.
    https://www.maurizioblondet.it/gesu-era-accecato-dal-nazionalismo-e-dal-rigorismo-teologico-ma-una-migrante-lo-ha-convertito/
    https://www.sabinopaciolla.com/sinodo-sulla-sinodalita-una-chiesa-radicalmente-inclusiva-e-una-chiesa-che-si-dirige-verso-lautodistruzione/

    https://www.marcotosatti.com/2021/02/07/il-papa-ha-un-problema-scholas-ocurrentes-propaganda-il-gender-ai-bambini/
    https://www.silvanademaricommunity.it/2023/08/23/occhio-non-vede-cuore-non-duole/
    https://www.youtube.com/watch?v=CC24DvVl8ds&t=1s
    E gli angeli passarono dalla punta dello spillo al bidone dei rifiuti speciali e al bordello dei Padroni, con la benedizione della chiesa accogliente e la complicità fattuale delle tre scimmiette. La tradizionalista, la conservatrice e la bottegaia.

  • E.A. ha detto:

    Una tradizione, oserei dire, “ trascendentale “ , avulsa da quella rispondente alla Chiesa, Una, Santa, Cattolica ed Apostolica, ma ancorata ad un iperuranio, ad una costola “nascosta “ di Cristo, di cui la maggior parte dei Cattolici “medi “, ne ignorava l’esistenza!!! In nome di questa “tradizione “, incarnata dalla FSSPX, viene fuori che una moltitudine di Cattolici “dilettanti “, che pensava, erroneamente, di combattere la battaglia a difesa della Santa Chiesa Cattolica ed Apostolica tutta (la cui Sede risulta, allo stato attuale, usurpata), apprende, invece, che ha sbagliato bersaglio, che la Chiesa Post-Conciliare è totalmente falsa ed in errore, per cui tutti i Papi, ad essa collegati, dovrebbero essere illegittimi (?!), o tutti tranne l’attuale (?!), o che non occorra nella Chiesa l’Autorita’ Papale (?!), o che un Papa vale l’altro (?!), o , addirittura, che da questa “tradizione” si tramandi pure una serie di Papi, tenuti nascosti ai comuni mortali(?!).

  • Otty ha detto:

    La FSSPX sbaglia perché non si può disobbedire al Papa invocando lo stato di necessità dato che è il Papa a stabilire se vi è uno stato di necessità. I lefebvriani (che non a caso sono eretici) dimenticano che il papa ha la giurisdizione suprema è è sommo giudice dei cattolici. A lui compete stabilire se vi sia o no il requisito giuridico della necessità e non anum vescovo o a un pretino.

    • Ytto ha detto:

      È il papa a stabilire se vi è stato di necessità ? Ma il
      Nostro problema è che lo stato di necessità è proprio riferito a questo papa . Può l’origine di un problema esser considerato soluzione dello stesso ? Ma dai ….

    • Fabio ha detto:

      PS

      Visto che lei si affida giustamente al Papa ,guardi che nessun Papa finora ha detto che la FSSPX è eretica .

      Papa Francesco ha detto che non sono né eretici né scismatici

      Visto che il Papa è la autorità suprema lei dovrebbe assumerne i giudizi e obbedire .

    • Fabio ha detto:

      Guardi che la Chiesa compreso il Papa attuale non ha mai detto che sono eretici .

      È il Papa o comunque chi per esso che decide chi è eretico ,non un qualunque vescovo o pretino o altri .

  • Giorgio ha detto:

    Concordo pienamente e con grande sofferenza perchè quì a Cagliari non mi risulta che ci sia una parrocchia che porti avanti la pratica della Fede che assomigli a quanto praticato dalla FSSPX.
    Penso di poter dire che, data la mia formazione, riesco (seppur con tanta sofferenza!) a tener viva la Fede, altrimenti farei parte del “gregge” che segue la pratica della Fede in modo assolutamente acritico, anzi, applaudendo e conformandosi a tutto ciò che viene loro propinato. Che tristezza! Penso alla tristezza di Gesù quando si trovò abbandonato da tutti, anche dai suoi amici, e, terribile a dirsi, anche da Suo Padre! Gesù si è abbandonato alla volontà del Padre. Penso che anche a noi non resta altro da fare, e non per una resa disperata ma in forza di quanto Gesù ci ha insegnato con la preghiera del Padre Nostro.

  • alessio ha detto:

    Davvero un bell’articolo a mio
    parere ineccepibile , e
    ricordo come , quando
    andavo ancora alla Messa
    riformata di Paolo VI detta
    Novus Ordo , durante la
    predica venivano chiamati i
    tradizionalisti eretici , mentre
    ci raccontavano come erano
    bravi a pregare i mussulmani ,
    e di come fosse bello guardare
    fisso il celebrante (se stesso )
    mentre parlava o alla consacrazione , mentre prima
    il sacerdote non li guardava
    in faccia , ma verso Dio ; ora che questo
    castello di menzogne è
    crollato grazie all’avvento
    malevolo di quest’ ultimo
    pontefice che si è alienato
    il popolo con i suoi consigli ,
    non resta altro a noi profeti
    di sventura tradizionalisti richiedere un
    maggior impegno ,nel
    limite delle possibilità , ad
    offrire nuove Messe Tridentine
    della Fraternità in modo
    capillare , magari dove sto io ,
    in Mugello , dove il modus
    operandi vaticano ha vietato
    la Messa Antica laddove c’era .

  • Terzi FD ha detto:

    Chiarissima risposta , anzi si potrebbe dire felix articolo della Nuova BQ che ci ha permesso di. Leggere questa risposta . Grazie . Ma grazie anche alla nbq che è servita a capire la Fraternità .

    • Filiberto V ha detto:

      Secondo me la risposta della bussola quotidiana dimostra solo
      Che “la nbq ha completamente perso la bussola nel
      Cervello:. Se penso alla sua autorevolezza passata mi arrendo, le tolgo abbonamento e 5 per mille .

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