Nobile: la Prossima Pandemia Potrebbe Essere un Cyberattack…Dice Schwab.

20 Febbraio 2021 Pubblicato da 19 Commenti

 

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, Agostino Nobile ci invita a riflettere sull’allarme lanciato dal fondatore del World Economic Forum in tema di attacco informatico. Una prospettiva assolutamente agghiacciante. Buona lettura. 

§§§

    PER  KLAUS SCHWAB UN ATTACCO INFORMATICO  POTREBBE RAPPRESENTARE LA PROSSIMA PANDEMIA 

 L’8 luglio del 2020, il fondatore del World Economic Forum Klaus Schwab ha parlato di un probabile attacco informatico su scala mondiale che al confronto il Covid-19 è un “piccolo disturbo”. 

«Noi tutti lo sappiamo» afferma Schwab «ma ancora non prestiamo sufficiente attenzione, allo spaventoso scenario di un attacco informatico globale che potrebbe portare ad un arresto completo della fornitura di energia elettrica, dei trasporti, dei servizi ospedalieri, della nostra società nel suo complesso. La crisi Covid-19 sarebbe vista in questo senso come un piccolo disturbo rispetto a un grande attacco informatico. Utilizzare la crisi Covid-19 come un’opportunità tempestiva per riflettere sulle lezioni che la comunità di cyber security può trarre e migliorare la nostra impreparazione per una potenziale cyber-pandemia.» Qui il video in inglese

Le cose sono due, o Schwab è un catastrofista o un sensitivo. Ma potrebbe trattarsi di un programma già stabilito per velocizzare quello che definiscono il Great Reset. Perché il sospetto?

Innanzitutto, per attuare, come dice, Schawb, un attacco informatico globale sono necessari gruppi di malintenzionati in tutti i continenti. Utilizzeranno satelliti dallo spazio gestibili da semplici smartphone? Certo, esistono, https://www.wired.it/internet/tlc/2020/03/04/vodafone-internet-spazio-spacemobile/?refresh_ce= , e ci auguriamo che i responsabili abbiano provveduto a proteggerli. Altrimenti siamo fritti, poiché significa che il programma Great Reset è sostenuto dalle maggiori potenze del pianeta.

Ma poi. È possibile che di fronte a una minaccia così devastante alla quale chi scrive, e non solo, ci pensa da quando nel 2003 nel nord est degli Stati Uniti ci furono i blackout, nessuno si sia preoccupato di tale pericolo? Dopo l’esperienza dei blackout, ripetutasi più volte, che ha azzerato per alcune ore tutte le attività di almeno cinquanta milioni di americani, avevamo bisogno di Schwab che ce lo ricordasse? I governi dei paesi più ricchi e potenti sono meno intelligenti del pessimista teutonico? Una tale catastrofe potrebbe realizzarsi solo col consenso di chi ha interessi indicibili: gli stessi che hanno montato il terrore Covid-19, ovvero i promotori del Great Reset.

Come prendere seriamente i governanti, l’OMS e gli amici di Schwab che per un anno hanno tappato la bocca a migliaia di medici che hanno curato la bestia Covid-19 con farmaci esistenti? Non possiamo dar credito a governi che hanno taciuto sul numero dei suicidi e sull’aumento dei depressi causato dal loro terrorismo mediatico. Non possiamo dare fiducia a chi ha portato alla rovina sistematica migliaia di piccole e grandi aziende e, incredibilmente, imposto agli ospedali di non accogliere i malati non Covid. Hanno fatto morire anziani soli senza il conforto dei familiari, tenuto i nostri figli chiusi in casa per seguire le lezioni di scuola attraverso i computer. Impedito a milioni di cittadini di uscire di casa per mesi, multando anche chi aveva bisogno di farsi una solitaria passeggiata notturna per non impazzire. Una politica criminale sufficiente per istituire un processo tipo Norimberga.

A proposito di Covid, concludo con un brevissimo appunto relativo al neo governo Draghi. Se si continuerà a parlare del sacro vaccino, a imporre lockdown, senza dare spazio ai medici che hanno curato il virus con semplici farmaci, significa una sola cosa: si salvi chi può. Se Gates qualche anno fa prevedeva la pandemia Covid, dovremo aspettarci anche la cyber-pandemia. 

Consiglio di comprarsi un pezzo di terra, alcune galline e una capra per il latte. Oltre all’aiuto di Dio, l’alternativa è una sola: i giovani devono organizzarsi e agire.

Agostino Nobile

§§§




STILUM CURIAE HA UN CANALE SU TELEGRAM

 @marcotosatti

(su TELEGRAM c’è anche un gruppo Stilum Curiae…)

E ANCHE SU VK.COM

stilumcuriae

SU FACEBOOK

cercate

seguite

Marco Tosatti

Su Gab c’è:

@marcotos




SE PENSATE CHE

 STILUM CURIAE SIA UTILE

SE PENSATE CHE

SENZA STILUM CURIAE 

 L’INFORMAZIONE NON SAREBBE LA STESSA

 AIUTATE STILUM CURIAE!

ANDATE ALLA HOME PAGE

SOTTO LA BIOGRAFIA

OPPURE CLICKATE QUI




Questo blog è il seguito naturale di San Pietro e Dintorni, presente su “La Stampa” fino a quando non fu troppo molesto.  Per chi fosse interessato al lavoro già svolto, ecco il link a San Pietro e Dintorni.

Se volete ricevere i nuovi articoli del blog, scrivete la vostra mail nella finestra a fianco.

L’articolo vi ha interessato? Condividetelo, se volete, sui social network, usando gli strumenti qui sotto.

Se invece volete aiutare sacerdoti “scomodi” in difficoltà, qui trovate il sito della Società di San Martino di Tours e di San Pio di Pietrelcina

Condividi i miei articoli:

Libri Marco Tosatti

Tag: , , ,

Categoria:

19 commenti

  • unaopinione ha detto:

    Se io fossi un hacker (indipendente, naturalmente, non uno pagato per far riuscire meglio il Grand Reset) mi comporterei da persona proprio birichina: colpirei gli archivi informatici delle banche (nella speranza che non abbiano copie cartacee e se le hanno é normalmente a loro favore) e farei sparire il “avere”(?) delle banche (cioé i crediti dei clienti, ma non il “dare(?) delle banche (cioé i debiti dei clienti).
    Ma qualcuno dirá: ma sarebbe proprio una sfrontatezza se l´hacker facesse questo e non facesse sparire tutto! Vero, ma proprio per questo l´hacker é birichino … e poi potete provare il contrario? e soprattutto: potete provare di avere un credito verso la banca se non avete nessun documento cartaceo del vostro credito? (ma anche la prova del debito residuo di un finanziamento che, p.e.. avete giá pagato per 1/2, 2/3 o 4/5 e cosí via)? Forse sono solo fantasie, ma é meglio mettersi al sicuro giá da adesso.

    • Alda ha detto:

      Eccerto!!! E come no!!! Io direi di rinchiuderci proprio dentro una bara, li almeno nessuno ci contagera’👿👿👿👿
      Mi pare che siamo proprio alla follia..

  • Boanerghes ha detto:

    Sono diversi anni che ho pensato ad un pezzo di terra coltivabile, con alcuni animali da allevamento.
    Ma è tutto inutile.
    In caso di necessità estrema collettiva, non si salva niente.
    Non sono poche le profezie di venerabili anime in cui si parla di catastrofi veramente immani che colpiranno tutto il globo, e dove i vivi invidieranno i morti.
    Non rimane che affidarsi al Signore, e tenersi pronti come le vergini savie, perché poiché di Fatima non è accaduto ancora nulla, penso che dobbiamo aspettarci la grande purificazione, questa volta nel fuoco, al cui paragone il diluvio universale appare come un semplice temporale.
    Non credo al great reset globale, in quanto Russia Cina e USA sono e resteranno nemici e non alleati in questo. Un eventuale super attacco informatico, già sperimentato nei decenni passati dagli hackers cinesi, nord coreani e altri, ha il fine
    di disarticolare la difesa del nemico per poterlo attaccare e colpire. La guerra tra Russia e Usa non è ancora finita. Anzi.
    Alla fine, però, vincerà il Cuore Immacolato di Maria, come predetto da tempo

  • Milli ha detto:

    Sarà per questo motivo che Bill Gates sta comprando tutta la terra possibile , essendo già adessoo uno dei maggiori possidenti degli USA?
    Avete letto della crisi in Texas, grande freddo, mancanza di elettricità e acqua potabile. Sarà tutto naturale ?

  • Stefano ha detto:

    Per capire il perché hanno creato l’informatica (ma già lo sappiamo) vedere questo video sui PROTOCOLLI DI TORONTO.

    https://youtu.be/2dDTWiJ5gG8

  • giovanni ha detto:

    Spiace dirlo, ma purtroppo dobbiamo prepararci al peggio. Costoro non parlano per far prendere aria alla lingua. Molto probabilmente per accelerare il processo ambientalistico e portare a compimento le linee guida contenute nella famigerata agenda 21 ( fra le quali la diminuzione della popolazione mondiale stimata in un massimo di circa settecento milioni) insceneranno una cosa simile che produrra’ un enorme numero di vittime in conseguenza del caos che si produrra’

  • monica ms ha detto:

    scusate il fuori tema ma sapete perché Sarah ha dato le dimissioni dalla Congregazione del Culto etc. ?

    • Marco Tosatti ha detto:

      Compiuti i 75 anni, è prassi che un responsabile di Curia offra la propria disponibilità al Pontefice. Che può accettare, o meno, e di norma dà una proroga, di uno o due anni, e anche di più (vedi cardinali 80nni). Ma figuriamoci se prorogava Sarah!

      • Maria Michela Petti ha detto:

        La prassi, a norma del Codice di Diritto Canonico, è prevista anche per i Vescovi: e, pure per loro, un’eventuale proroga è a discrezione del papa. In ogni caso Bergoglio decide secondo …opportunità… in chiave (per meglio dire) opportunistica. Purtroppo in questi ultimi mesi si registrano , con frequenza ravvicinata, rinunce da parte di vescovi di età inferiore a quella fissata, anche di molti anni più bassa, e in diocesi di diversi Paesi del mondo. Chissà perchè…

        • Maria Michela Petti ha detto:

          Non posso non rilevare un particolare. Oggi è stata annunciata anche la rinuncia – accolta – del card. Comastri, arciprete della Basilica Vaticana, e simultaneamente la nomina del suo successore nella persona del card, Gambetti, già custode del Sacro Convento di Assisi, creato cardinale nell’ultimo concistoro del novembre scorso.
          La comunicazione della rinuncia del card. Sarah non è stata accompagnata dall’annuncio di chi prenderà il suo posto a capo della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti.
          Che ci sia stata un’accelerazione sui tempi da una delle due parti?

  • Davide S ha detto:

    Premesso che stiamo viaggiando su un piano inclinato all’interno di mezzi di trasporti privi di freni (l’unico freno sarà il verificarsi dei segreti di Medjugorie) probabilment non avremo i mezzi per salvarci dal Gran reset nelle sue molteplici implicazioni. Esiste però il dovere della testimonianza e prima ancora, il dovee di difendere se stesso dal male, quindi provo a riflettere sulle affermazioni di Klaus Schwab.
    1) Sul piano dell’analisi politica ed economica cresce a ritmi sempre più intensi la consapevolezza dei rischi derivanti dal blocco dei sistemi infomatici. Ricordiamo che Internet era nato come progetto militare, cioè come rete di emergenza da utilizzarsi in caso di attacco. Chiediamoci allora: in tale evenienza, quali sono le “reti di emergenza” di cui dispongono Stati, Aziende ed organizzazioni? Certo queste informazioni sono protette da Segreto, però, intuitivamente, sono pochine pochine. Chiediamoci allora chi ha spinto a favore della pervasività dell’ICT e quali sono i vantaggi di breve e di lungo termine. Ecco: chi ha spinto in tale direzione ha affermato di aver semplificato le nostre vite, in realtà le ha unite una all’altra come pedine del Domino. L’unica soluzione razionale sarebbe quella di ridurre il rischio riducendo l’interconnessione ma ciò non risponde agli interessi di chi ha spinto per tale sviluppo. Per evidenziare l’illogicità e la pericolosità di tale scelta penso al comportamento da adottare nella gestione dei propri risparmi: in quel caso tutti raccomandano la diversificazione del rischio attraverso la diversificazione delle attività possedute, qua invece -ed è evidente che “l’informazione” ha un valore pari o addirittura superiore ai nostri risparmi, penso ad esempio a quelle concenenti la nostra salute- si è adottato l’approccio opposto. Possibile che nessuno abbia letto Tolkien e non abbia compreso quanto può essere pericoloso lasciare tutti gli anelli ad un solo Signore? Evidentemente troppo pochi leggono e ancor meno capiscono.
    2) Se l’analisi teorica fin qui compiuta ha un senso, mi chiedo: cosa possiamo fare? Ecco. da persone libere -non si sa per quanto- l’unica politica possibile è quella appunto di ridurre tale rischio riducendo l’utilizzo di tali sistemi e tecnologie fino a giungere all'”essenziale”. Occorrerebe altresì ricordare e possibilmente spiegare che ogni “semplificazione” e’in realtà una “riduzione” -pensiamo ad esempio all’utilizzo della metafora del menù in Informatica, che stabilisce “ex ante” le modalità di interazione tra
    creatura vivente e dispositivo infomatico.La fragilità e la debolezza dell’Uomo -con o senza PC- dell’Uomo ci rimandano all’onnipotenza di Dio. Il cerchio si è chiuso.

    • : ha detto:

      «Possibile che nessuno abbia letto Tolkien e non abbia compreso quanto può essere pericoloso lasciare tutti gli anelli ad un solo Signore?»

      Coloro che avrebbero dovuto farlo sono i governanti dei vari paesi (occidentali). Ma ormai anche questi non sono più autonomi in quanto espressioni del NOM. Lo vediamo in Italia. Ma soprattutto l’abbiamo visto in quella che un tempo era definita “la più grande democrazia del mondo”, e fin dai tempi di Obama (la parentesi Trump è stato un incidente di percorso). Complottismo o non complottismo, riguardo alle affermazione di brogli su quelle elezioni, ben prima che avvenissero la Pelosi l’aveva affermato con assoluta certezza: “o vinciamo… o vinciamo”. E hanno “vinto”. Complottismo?

  • Antonio ha detto:

    Vorrei però capire una cosa: il grande cyber-attacco significherebbe, se non erro, il collasso del sistema e di ciò che rappresenta (in primis l’economia). Ora, Schwab rappresenta un gruppo di magnati che in sostanza si arricchiscono vendendo cose a noi comuni mortali: se mandano tutto a pallino e ci fanno ritornare all’età della pietra, i primi a smenarci sono loro. Sono dunque una banda di pazzi dottor Stranamore? Muoia Sansone con tutti i Filistei?

    • : ha detto:

      No, tranquillo! Ci metteranno sempre nelle condizioni di poter essere da loro sfruttati. Però lo saremo come piacerà a loro. Quelle, come questa in corso, sono solo prove per vedere a che stadio d’intruppamento siamo. Non ha notato come lo stadio attuale è quella della museruola, alla quale non reagiamo più? Ormai quando cammino per strada sono l’unico che non la indossa (la tengo in tasca e la metto prima di entrare in un negozio o altro locale, o in chiesa… ). Nessuno più protesta. La gente sembra a suo agio. Ogni tanto qualcuno mi saluta (nel mio quartiere conosco parecchia gente) ed io devo chiedergli scusa per non averlo riconosciuto subito con la museruola sul viso. Credo che non la leveremo più (plurale di solidarietà) nemmeno quando ci permetteranno di farlo.

      Per ora sono solo prove.

      • Alda ha detto:

        Sei fortunato se ti salutano vedendoti senza mascherina… A me capita di vedere gente cambiare strada se mi vede all’orizzonte o scendere dal marciapiede o proprio guardarmi male😤😤
        Rassegnamoci, le terremo a vita… Mi verrebbe da dire le terrete a vita ma tant’è….. se voglio entrare nei negozi mi tocca🙄🙄🙄

  • : ha detto:

    L’egemonia informatico-digitale, che ha invaso come una metastasi tutti i gangli vitali della nostra esistenza, sia individuale che di società, ha bloccato ogni possibilità di sottrarci a queste follie (purtroppo oggi non più fantascientifiche) che la mente di qualche pervertito “potente” può partorire (e ce ne sono almeno una dozzina di questi personaggi).

    Ci siamo ingabbiati da noi stessi ed abbiamo buttato via la chiave con cui ci siamo rinchiusi. Nel giro di pochissimi anni, a cavallo dei XX-XXI secolo si sono gettate le basi ed è iniziato subito un cambiamento radicale del nostro modo di vivere: di parlare, di scrivere, di scambiarci le visite (oggi solo “virtuali”, prescindendo dal corona), di fare acquisti, di rapportarci con le istituzioni pubbliche e private (si fa quasi tutto per via informatica), di educare ed istruire i figli fin dall’infanzia e soprattutto di farli giocare, i figli (che è un mezzo imprescindibile per formare la loro personalità), mettendo loro nelle mani, da quando il loro cervellino incomincia a connettere, ed anche prima, quelle porcherie che attraendoli per la loro dinamicità visiva, li ubriacano e li incretiniscono.

    Oggi, sempre prescindendo da questo periodo anomalo di costrizioni forzate, non si socializza più. Anche quando gruppi di persone stanno insieme, ognuno costituisce un mondo a sè. O meglio: lui e il suo smartphone; è un solitario tra la gente.

    Mi è capitato un giorno (ma sono cose che si notano tutti i giorni – corona permettendo), stando in trattoria, di veder giungere un gruppo di ragazzi che occuparono un tavolo. Neanche furono seduti che ognuno di loro era immerso nel proprio apparecchio, distraendosi solo per fare le ordinazioni. Anche a pietanze giunte, con una mano strimpellavano la tastiera e con l’altra si portavano il cibo alla bocca. Non una parola fra loro; solo ogni tanto qualcuno interrompeva l’isolamento mostrando al vicino qualcosa apparso sul display del proprio apparecchio, a cui seguiva una risatina o poche parole, per poi tornare a reimmergersi nel proprio isolamento. Ma questo succede anche tra gli adulti e i vecchi. Camminando per strada, in una sala d’aspetto, in una banca, ufficio postale, in automobile mentre si guida, ovunque… tutti
    con la porcheria in mano.

    Ci hanno, o ci siamo, cotti a puntino, anche mentalmente. Hanno incominciato ad adescarci facendo apparire tutto un gioco, con i freecell e i solitari, per poi mostrarci come è comodo fare gli ordini battendo su alcuni tasti; e in banca? perché fare le file? “Se vuoi” “puoi” farlo da casa. Adesso, non “se vuoi, puoi”, adesso “devi” (o quasi). E infatti è diventato tutto più comodo, talmente comodo che la gente non si muove quasi più, se non in macchina perché fa tutto da casa, o dal suo luogo di lavoro con lo smartphone. Talmente comodo che la gente impigrisce, e diventa obesa. Capita alle volte di vedere alcuni spezzoni di filmati di repertorio degli anni ’50-’60, di gente nelle strade di una certa città e ci si meraviglia per come – a parte il modo molto più decente di vestire – fossimo (o i nostri genitori, nonni… erano) diversi, proprio fisicamente. Gente obesa non se ne vedeva, e neanche solo grassa, se non eccezionalmente.
    Sono certo che se questa faccenda del Coronavirus fosse capitata, non dico due secoli fa, ma solo tre-quattro decenni fa, il popolo a Conte i suoi DPCM glieli avrebbe fatti mettere non so dove. Ma ormai, condizionati come siamo, ci hanno tolto la possibilità di reagire. La rete “web” non è altro che il modo – altro che virtuale! – reale di rinchiuderci nella “loro” rete; quella dei pochissimi manovratori di questa macchina infernale. Se non fosse un qualcosa che nello stesso momento possa condizionare tutto il mondo, potremmo forse ancora salvarci. Com’era bello quando un popolo non poteva essere condizionato in modo così totale – nel bene o nel male – da manovre ordite a migliaia di chilometri di distanza, ma al massimo dai proprî confinanti, o poco più! “Adesso siamo tutta una famiglia” – dicono gl’impecilli e i pervertiti.

    E’ vero. e così possono imporci i Draghi (non discuto su Draghi, ma avrei preferito che ce lo fossimo imposto da noi), come prima i Giuseppi, e andando a ritroso i Gentiloni, i Renzi, i Letta ed i Monti. Non mi sembra che si sia trattato di una eccezione, ma di una prassi ormai consolidata.

    Quale meraviglia dunque se dovesse avverarsi quanto previsto da quel signore? L’unica cosa che può far ridere è che addebita questa eventualità ad imprecisate entità, quando è molto più probabile che gli autori possano proprio essere lui e i suoi sodali. Chi ha letto il filmato offertoci da Nobile in un suo precedente articolo sa bene come quel giornalista lo ha più volte definito (e dimostrato) folle e attorniato da altri pazzi come l’erede al trono d’Inghilterra.

    Del resto questo clima di terrore (e il perdurare della cosiddetta pandemia) da chi è alimentato? Chi sono i registi? Basti pensare a chi ne trae convenienza; chi, cioè sta mettendo a punto il programma per il “GRANDE RESET”. Consiglio, a chi non l’ha fatto, di guardare (e leggere) il filmato a cui ho fatto riferimento sopra.

  • Enrico Nippo ha detto:

    “Consiglio di comprarsi un pezzo di terra, alcune galline e una capra per il latte. Oltre all’aiuto di Dio, l’alternativa è una sola: i giovani devono organizzarsi e agire”.

    Sembra che da tempo dei giovani siano tornati a fare l’agricoltore e il vaccaro. Ma sono ancora troppo pochi.

    Resta da vedere se il ritirarsi dal marasma possa bastare.

    Una fattoria in mezzo al black out totale riuscirebbe davvero a mantenere i suo autonomo isolamento? Personalmente ho qualche dubbio ma spero di sbagliarmi. Forse è davvero possibile.

    • MARIO ha detto:

      Enrico,
      anch’io mi comprerei una gallina e una capra, ma prima di buttare i soldi, essendo già allo stremo, ci penserei tre volte…
      Perché temo che, come controllano i virus, controllino anche i neuroni di questi poveri animali; e al momento dell’attacco li costringeranno tutti a un suicidio collettivo, gettandosi in mare dall’alto di una rupe.
      Unica speranza di salvezza: l’autonomia (o anarchia) dei gatti, che saranno gli unici a cavarsela. E così diventeremo tutti (compresa la nobiltà romana) dei “vicentini magna-gati”…
      Buon appetito!

Lascia un commento