RVC E L’ECOLOGIA INTEGRALE DEL PAPA, ZAMAGNI E TOSO

13 Settembre 2020 Pubblicato da

 

Marco Tosatti

Carissimi Stilumcuriali Romana Vulneratus Curia ci ha mandato questo articolo molto interessante di Stefano Fontana, e naturalmente non ha mancato di commentarlo con la verve e la chiarezza che gli sono abituali. Buona lettura. 

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Caro Tosatti, allego un bell’articolo di Stefano Fontana che ho trovato sul sito Chiesa e post Concilio. Mi son detto: Toh! la vecchia cricca cattocomunista – pseudoprogressista, che era stata messa da parte, se non persino diffidata dal fare interventi, nel 2010, dopo un paio di documenti non autorizzati, usciti da Iustitia et Pax. I & P era un covo di quell’ala pseudo progressista, congelata e poi rianimata nel presente pontificato bergogliano. L’articolo tratta del commento fatto dal solito evergreen di Zamagni, al libro dell’esiliato (a Faenza) mons Mario Toso, allora Segretario di Iustitia et Pax. Toso aveva sotituito a I&P quel dotto e sant’uomo di mons. Crepaldi, delle cui lezioni di socioeconomia Toso ha dimostrato di non aver mai capito molto. Costoro (Toso e Zamagni) dichiarano, come potete leggere nel pezzo di Fontana, che finalmente con Papa Francesco si parla di “ecologia integrale“, quando invece Fontana ricorda loro il paragrafo 51 di Caritas in Veritate, di Benedetto XVI, dove il tema viene opportunamente e molto più efficacemente affrontato. Ora poiché sia Toso che Zamagni, persino nei loro profili Wikipedia, affermano di aver scritto loro due, Caritas in Veritate; c’è da domandarsi se non hanno nemmeno letto quello che loro stessi hanno scritto, oppure si siano talmente riconvertiti allo spirito bergogliano, da averlo dimenticato. C’è anche una terza ipotesi, che quello che avevano scritto i due in Caritas in Veritate sia stato poi debitamente corretto…Dal prof. Gotti Tedeschi. E ciò ha pesato molto sul loro orgoglio catto-progressista-comunista….

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Ecologia integrale, un concetto stravolto

Ci sono alcuni commentatori – ultimo Stefano Zamagni – che avvalorano l’idea che per la prima volta in questo pontificato si sia messo in relazione il rapporto tra ecologia umana ed ecologia ambientale. Niente di più falso. La vera svolta è che ora viene sovvertito l’ordine che i precedenti papi avevano chiarito: l’ecologia umana fonda quella ambientale.

Il quotidiano Avvenire ha pubblicato giovedì 3 settembre scorso una recensione di Stefano Zamagni al libro di Mario Toso, vescovo di Faenza-Modigliana ed esperto di Dottrina sociale della Chiesa, “Ecologia integrale, dopo il coronavirus” (Frate Jacopa 2020). Potremo meglio soffermarci sul libro in futuro, per ora vorrei commentare il concetto di “ecologia integrale”, presente come è noto nella Laudato Si’ di papa Francesco, per come viene presentato da Zamagni nel citato articolo.

Egli dice che la novità di questo concetto è che “ecologia sociale ed ecologia ambientale sono come le due facce di una medesima medaglia e quindi non possono essere trattate disgiuntamente come è stato fino a tempi recenti”. In altre parole “ecologia integrale” dice che la “Chiesa si prende cura non solo dell’essere umano, maanche della natura”.

Leggendo queste righe il lettore può pensare che nel magistero pontificio immediatamente precedente a papa Francesco questa interrelazione tra ecologia umana ed ecologia ambientale non fosse nota o venisse trascurata, e che finalmente la Chiesa l’abbia ora compresa. Questo non è vero. La cosa era stata detta con grande chiarezza sia da Giovanni Paolo II che da Benedetto XVI.

Basterebbe leggere il paragrafo 51 della Caritas in veritate (2009) di Benedetto XVI: “Ogni lesione della solidarietà e dell’amicizia civile provoca danni ambientali, così come il degrado ambientale, a sua volta, provoca insoddisfazione nelle relazioni sociali. La natura, soprattutto nella nostra epoca, è talmente integrata nelle dinamiche sociali e culturali da non costituire quasi più una variabile indipendente. La desertificazione o l’impoverimento produttivo di alcune aree agricole sono anche frutto dell’impoverimento delle popolazioni che la abitano e della loro arretratezza. Incentivando lo sviluppo economico di quelle popolazioni, si tutela anche la natura. Inoltre quante risorse naturali sono devastate dalla guerre!. La pace dei popoli e tra i popoli permetterebbe anche una maggiore salvaguardia della natura…”.

Gli esempi di interventi del magistero petrino precedente a papa Francesco sulla interconnessione tra ecologia umana ed ecologia ambientale sono molteplici.

Da questo punto di vista, quindi, il concetto di “ecologia integrale” non è una novità, se si limita a segnalare questa relazione. Insistere sulla sua novità da questo punto di vista – come sembrano fare Zamagni e tanti altri – vuol dire dimenticare il magistero precedente e presentare il concetto di “ecologia integrale” come una svolta.

Che sia una “svolta” è vero, ma non su questo punto, non perché indichi una relazione uomo-ambiente che finora fosse stata trascurata, quanto piuttosto perché corre il rischio di equiparare le due dimensioni. I precedenti pontefici hanno sì sempre messo in luce la relazione, ma anche l’ordine di questa relazione che prevede la superiorità dell’ecologia umana su quella ambientale. Tornando, sempre per fare un esempio tra i tanti, al paragrafo 51 della Caritas in veritate, vi si legge anche che “la Chiesa ha una responsabilità per il creato e deve far valere questa responsabilità anche in pubblico. E facendolo non deve difendere solo la terra, l’aria e l’acqua come doni della creazione appartenenti a tutti. Deve proteggere soprattutto l’uomo contro la distruzione di se stesso”.

A fare la differenza è l’avverbio “soprattutto”, che indica una priorità di valore e finalistica indiscutibile biblicamente e teologicamente. Benedetto XVI fa poi una applicazione molto chiara ed oggi piuttosto in disuso: “Se non si rispetta il diritto alla vita e alla morte naturale, se si rende artificiale il concepimento, la gestazione e la nascita dell’uomo, se si scarificano embrioni umani alla ricerca, la coscienza comune finisce per perdere il concetto di ecologia umana e, con esso, anche quello di ecologia ambientale. È una contraddizione chiedere alle nuove generazioni il rispetto dell’ambiente naturale, quando l’educazione e le leggi non le aiutano a rispettare se stesse”.

Nel oncetto di “ecologia integrale” questo ordine per il quale le due ecologie – umana e ambientale – non sono sullo stesso piano ma la seconda è subordinata alla prima e ne dipende, non è per niente chiaro. Il fatto che non sia chiaro è confermato anche da due aspetti di vita concreta.

Il primo è che la linea di impegno ecologico indicata dal Vaticano ai cattolici è di collaborazione con tutti, anche con chi non rispetta l’ordine suddetto o addirittura lo rovescia.

La seconda è che ormai la sensibilità comune anche cattolica è preparata a tollerare l’aborto di Stato, ma non lo spreco dell’acqua potabile di uso domestico, il suicidio assistito, ma non l’abbandono degli animali nel periodo estivo, la soppressione di embrioni umani, ma non il riscaldamento domestico con il gas naturale invece che con il fotovoltaico. La militanza dei cattolici nei movimenti ecologisti rivela spesso questo stravolgimento delle priorità che il concetto di “ecologia integrale” senz’altro non corregge e non aiuta ad evitare.

Stefano Fontana

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14 commenti

  • Iginio ha detto:

    Toso è un salesiano, già docente all’UPS. Di cui ho tante volte (invano) parlato. Ma perché qui nessuno osa criticare i salesiani? Non sono come i gesuiti ma non fanno meno danni (tolti ovviamente quei non molti salesiani bravi, ma non sono loro a dirigere né l’UPS né la baracca). Ricordo che il Palombella “sistino” era salesiano dell’UPS anche lui.

  • Enrico66 ha detto:

    La nuova enciclica si intitola “Tana, liberi tutti” ed è un corposo testo di 300 pagine, tutte bianche, dove ognuno potrà scrivere quel che vuole.
    Per cui si, han ragione Zamagni e mons. Toso, contiene esattamente quello da loro anticipato.

  • Leonardo ha detto:

    Non infierite su mons.Toso , lasciategli l’illusione di pensare di aver scritto lui, Caritas in Veritate . Laudato SI, e pure la prossima enciclica FratelliTutti ( o come si chiama ) . Poichè Zamagni dice lo stesso , si smentiscono reciprocamente . Poverini , lasciateli divertire …

    • raffaello ha detto:

      caro Leonardo, non son d’accordo a lasciarli divertire . Con i mezzi che ognuno di noi ha dobbiamo ridicolizzarli . Ridicolizzando loro indirettamente ridicolizziamo il loro capo ,signore e padrone.

    • Giovannino Longhi ha detto:

      Senta, amico mio Leonardo , io ogni tanto leggo le scempiaggini di Zamagni, che probabilmente copia da Luigino Bruni o Becchetti. Se ho ben capito il sinodo sull’economia di Assisi esalterà un ritorno allo statalismo in versione antiprivato. Sosterrà che il capitalismo privato di mercato ha creato diseguaglianze e per correggerle lo stato si deve riappropriare del mercato. Costoro sono peggio di Zingaretti e DiMaio . E in più non possiamo neppure NON votarli. Sappia però che i tre citati vorrebbero fare un partito di “cattolici” bergogliani , stimolati dalla Cei del Bassetti . Si prepari al peggio se lei insiste nel dire che dobbiamo lasciarli divertire. Potrebbe trovarsi i tre in un nuovo Ministero della Dottrina Socialista , ambientalista ed animalista della Chiesa . Animalista perchè devono proteggersi in futuro.

    • Riminese ha detto:

      poverini noi ! sono nettamente contrario a lasciarli divertire . Ma di quali poverini parla ? Questi sono vecchi o giovani cattocomunisti della scuola di Alberigo di Bologna , che ha ispirato Prodi & co. Ma almeno Prodi non si mai occupato di potere religioso vaticano e mi dicono non apprezzi affatto Bergoglio .Prodi si limita a considerarsi e definirsi “cattolico adulto” come il suo maestro , il compianto Beniamino Andreatta ,

  • Faenzano ha detto:

    mons.Toso ha lasciato danni incalcolabili a Iustitia & pax , Tanto che hanno dovuto chiuderla e cambiare nome ,

  • UldericoDeiGiardini Vaticani ha detto:

    nella chiesa di Bergoglio c’è una gara inquietante , un gioco, perverso -Come Fontana ha dimistrato riferendosi al caso citato. Ognuno cerca di trovare il modo di spiegare che Bergogllio è il Papa che ci voleva per rinnovare la chiesa, , per valorizzarla. Ed ognuno di costoro inventa di sana pianta ragioni inesistenti pur di brillare agli occhi suoi. Quante volte negli ultimi sette anni abbiam letto e sentito parlare di rivoluzione , di svolta , di rinnovamento ? E lo abbiamo sentito dire da ex Ratzingeriani convertiti.
    Il caso fatto emergere dal Prof Fontana è assimilabile al caso del card. Pell. Appena nominato al ministero delle finanze , il card.Pell dichiarò in un paio di interviste che finamente con Bergoglio si faceva trasparenza sui conti vaticani, sullo Ior , ecc. Un giornalista , americano e su un giornale cattolico americano, Edward Pentin , gli dimostrò con documenti che era stato Benedetto XVI a fare le vere riforme ,mentre bertone le aveva affossate e Bergoglio le aveva camuffate . Il card, Pell fu costretto a riconoscere che era vero pubblicamente . Ciò avviò la sua fine. Chissà se dopo le denuncia di Fontana , anche Toso-Zamagni riconosceranno la verità e lo dichiareranno pubblicamente. Così verranno anche loro accompagnati alla porta….

  • Antonio Cafazzo ha detto:

    Francesco deve aver letto il libro «El fatal destino de Roma» (ed. Crítica – Barcellona 2019) dello scrittore Kyle Harper.
    L’autore scrive che tra il 150 e il 450 d.C. ci fu nell’Impero Romano una drammatica sequenza di cambiamenti climatici seguita da attività vulcanica tra il 530 e il 540 d.C. e da un intenso calo del flusso di energia solare. Come se non bastasse, nel 165 d.C., nel 249 d.C. e nel 541 d.C. Roma subì tre episodi pandemici, forse di vaiolo, una peste sconosciuta e una pestilenza, rispettivamente.
    Impressionato da questa lettura, dalla pandemia Covid e dal cambio climatico che sta sconvolgendo l’ecosistema, teme che la Città Eterna “muoia” e che i suoi successori trovino solo un deserto.

  • KKJ ha detto:

    e’ interessante quello che racconta Fontana ,.Con questo pontificato , fin dall’ inizio si è imposta questa parola d’ordine : -Bergoglio riforma , rinnova , fa quello che la chiesa non fa da decenni, ha capito come salvare la chiesa, sta attuando il Vaticano II , Ma tutto in continuità di magistero con i predecessori,-
    In realtà ha solo fatto disastri di magistero, di prassi, di organizzazione ecc. e tutto in assoluta discontinuità con i due predecessori . Quello che ha in realtà fatto con grande successo è di far perdere credibilità alla figura del Papa .

  • parrocchiano ha detto:

    mons. Toso fatica persino a leggere quello che lui stesso a scritto.

  • Rafael Brotero ha detto:

    Secondo l’antipapa, la Chiesa si è sbagliata sulla morale sessuale durante un paio di millenni.
    E tra le monsignorine conservatrici, silenzio assoluto, naturalmente. Troppo occupate col dono divino che ricevono dai seminaristi.
    In tempi normali, in società normali, la chiesa bergogliana sarebbe già chiusa dalla polizia da molto tempo.

  • scarpe grosse ha detto:

    Pota! e quelli come me dove li mettete? Stamattina il mio amico inginiere mi ha contato su della giob rotescion. Sarebbe una cosa bellissima secondo me, da fare ogni tre o cinque anni in tutto il mondo. Che i cardinali vadino a zappare la terra e mungere le vacche, che i paesani come io vadino a fare i cardinali, che quelli che comandano vadino a fare quelli che devono star sempre sotto, e quelli che devono sempre star sotto vadino a comandare. Forse allora gli uomini si capirebbero di più. Pota ma è mica facile direbbe quello là del finestrone di San Pietro.