LA MEZZA FAKENEWS SU BENEDETTO E BERGOGLIO. QUALCUNO IN VATICANO HA DETTO: BASTA…

14 Marzo 2018 Pubblicato da --
Marco Tosatti

Tutto fa pensare che qualcuno ieri in Vaticano si sia indignato e abbia detto “basta” alla vergognosa operazione, una vera e propria fakenews, con cui il Prefetto della Segreteria per le Comunicazioni, mons. Dario Edoardo Viganò, ha voluto accreditare un endorsement a 360 gradi da parte di Benedetto XVI nei confronti del pontificato tutto intero del papa regnante. Qualcuno che era in possesso di una copia della lettera che Benedetto XVI ha scritto – il 7 febbraio scorso – in risposta a una richiesta di mons. Viganò stesso. Questo qualcuno ha fatto sì che il collega Magister la ricevesse, e smontasse – almeno in parte, perché i titoloni sui giornali erano di ieri mattina, e non verranno corretti certamente, da colleghi fin troppo felici di mostrare che Ratzinger fa parte del Bergoglio fanclub – il giochetto.

I fatti. Il 12 gennaio mons. Viganò scrive a Benedetto, chiedendogli di scrivere qualche cosa su undici volumetti, piccoli, in cui altrettanti teologi parlano della teologia di papa Bergoglio. Purtroppo non abbiamo la lettera di Viganò; forse c’è speranza che salti fuori anch’essa, anche se è difficile. Perché in questo modo, come fa notare Riccardo Cascioli, capiremmo meglio certi termini e certe frasi della lettera di risposta; che sembrano intuitivamente, lo diciamo, sollecitati da quella di invito.

Per ricapitolare i dati a disposizione, pubblichiamo la lettera di Benedetto:

Benedictus XVI

Papa Emeritus

Rev.mo Signore

Mons. Dario Edoardo Viganò

Prefetto della

Segreteria per la Comunicazione

Città del Vaticano

7 febbraio 2018

Reverendissimo Monsignore,

La ringrazio per la sua cortese lettera del 12 gennaio e per l’allegato dono degli undici piccoli volumi curati da Roberto Repole.

Plaudo a questa iniziativa che vuole opporsi e reagire allo stolto pregiudizio per cui Papa Francesco sarebbe solo un uomo pratico privo di particolare formazione teologica o filosofica, mentre io sarei stato unicamente un teorico della teologia che poco avrebbe capito della vita concreta di un cristiano oggi.

I piccoli volumi mostrano, a ragione, che Papa Francesco è un uomo di profonda formazione filosofica e teologica e aiutano perciò a vedere la continuità interiore tra i due pontificati, pur con tutte le differenze di stile e di temperamento.

Tuttavia non mi sento di scrivere su di essi una breve e densa pagina teologica perché in tutta la mia vita è sempre stato chiaro che avrei scritto e mi sarei espresso soltanto su libri che avevo anche veramente letto. Purtroppo, anche solo per ragioni fisiche, non sono in grado di leggere gli undici volumetti nel prossimo futuro, tanto più che mi attendono altri impegni che ho già assunti.

Sono certo che avrà comprensione e la saluto cordialmente.

Suo,

Benedetto XVI

Lunedì mons. Dario Edoardo Viganò ne ha parlato davanti ai giornalisti in occasione della presentazione degli undici piccoli libri. Ecco il servizio di Vatican News, il portale di informazione vaticana diretto da Viganò:

“Benedetto XVI: continuità con il pontificato di Papa Francesco.

Papa Benedetto ha voluto dare un contributo, come sempre molto significativo, a questa unitarietà interiore spirituale di due pontificati. Così mons. Dario Edoardo Viganò sulla lettera che gli ha inviato il Papa emerito.

Una lettera personale di Benedetto XVI sulla continuità con il pontificato di Papa Francesco. A renderla pubblica il Prefetto della Segreteria per la Comunicazione, mons. Dario Edoardo Viganò, che l’ha ricevuta in occasione della presentazione della collana ‘La Teologia di Papa Francesco’, edita dalla Libreria Editrice Vaticana (LEV), avvenuta oggi nel corso di una conferenza stampa a Roma presso la Sala Marconi di Palazzo Pio”.

Notate: la lettera, datata 7 febbraio, diventa “ricevuta in occasione” di un evento che si è svolto il 12 marzo…

Il portale  pubblica i primi due paragrafi del messaggio, e omette il terzo, quello che comincia con “Tuttavia…” e dice che Benedetto NON ha letto gli undici volumi, non intende leggerli e tantomeno scriverne. E che di conseguenza svuota di sostanza le frasi gentili dei paragrafi precedenti, e il tentativo di accreditare l’endorsement.

Che però viene ingoiato, amo, esca e lenza da tutti quanti, musici di corte e colleghi, che si spendono in colonne e colonne di commenti sul come siano sempre i soliti brutti e cattivi a dire che in pratica fra il regno di Benedetto XVI e quello di Francesco c’è solo una differenza di nazionalità, e quanto sono brutti e cattivi quei rigidoni che sostengono il contrario e W il Papa.

Per carità cristiana non facciamo nomi e link….E infatti nel video mons. Viganò   arpeggia sulla volontà di Benedetto di esprimere la continuità.

La notizia rimbalza sui social e provoca reazioni di ogni genere. E anche questo sarebbe interessante da vedere, ma manca lo spazio. Vi offriamo solo la foto di un commento, quello di padre Antonio Spadaro, il consigliori mediatico di Santa Marta.

Tutto questo deve aver provocato una reazione da qualche parte all’interno delle Mura Vaticane, e la lettera originale, completa, è venuta provvidenzialmente alla luce su un blog che per fortuna è diffuso in varie lingue, non solo l’italiano.

Ora non vogliamo esprimere giudizi professionali e etici sul comportamento dei responsabili. La correttezza minima professionale vuole che se rendi pubblico un documento, lo pubblichi integralmente. E invece questo non è avvenuto né sul sito della Sala Stampa della Santa Sede, né, come abbiamo visto, su Vatican News.

Ma dal momento che quello che è successo ha tutte le apparenze e contenuti di una fakenews da manuale, ci sembra giusto citare questa presa di posizione:

«Le fake news sono uno degli elementi che avvelenano le relazioni. Sono notizie dal sapore veritiero, ma di fatto infondate, parziali, quando non addirittura false. Nelle fake news il problema non è la non veridicità, che è molto evidente, ma la verosimiglianza».

Così monsignor Dario Edoardo Viganò, prefetto della Segreteria per la comunicazione, in un’intervista al portale Vatican News ha commentato il messaggio del Papa per la 52 ª Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, che si celebra il prossimo 13 maggio, ma testo diffuso oggi, come da tradizione, per la festa di san Francesco di Sales patrono dei giornalisti.

Era quello che diceva mons. Dario Edoardo Viganò qualche settimana fa, riportato da Avvenire

Perfetto, no?


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Questo articolo è stato scritto da wp_7512482

100 commenti

  • Catholicus ha detto:

    @ Lucila : “Come vede le alternative sono due:
    a) o tutti questi uomini – Siri in testa – sono stati vergognosamente vigliacchi e in fondo complici e protettori del più grave attentato alla Chiesa che si possa fare
    b) oppure la sua storia è del tutto inverosimile e anche senza senso.
    Ma se ha delle prove, le produca.” :
    Intanto la storia non è “la mia storia”, ma è ripresa da pubblicazioni, da articoli, da filmati e testi audio. non mi sono svegliato stamattina per spararle così grosse, mia cara Lucilla, è con vivo dolore che faccio circolare queste notizie, che però sono di pubblico dominio, basta smanettare sul web ( sito Chiesa Vica, Editrice cattolica di Brescia, una marea di volumi, il libro di Franco Bellegrandi “Nikitaroncalli”, i vari libri di don Luigi Villa sulle malefatte di Montini (Villa rivela anche che Montini, quando era a Milano, girava d notte in abiti borghesi in compagnia di omosessuali, e lì fu beccato dalla polizia…), “The pope in red “sul web, l’intervista rilasciata da Siri poco prima della sua morte, nel 1989, nella quale rivelò al giornalista “cose terribili sono successe in quel Conclave (del 1958, NdR), ma non posso parlare perché sono legato dal segreto. per lunghi anni Siri è stato “guardato a vista” a Genova, da un monsignore segretario-carceriere, e la sua morte a breve distanza da questa intervista potrebbe anche far nascere sospetti. Ho letto anche che quando fu chiesto a Wojtyla perché non volesse consacrare ufficialmente la Russia al Cuore Immacolato di Maria SS.ma, lui rispose “se lo faccio mi uccidono, e mettono un comunista al mio posto…” Il comunista era, ovviamente, Casaroli, l’uomo di fiducia di Montini per i rapporti con Mosca e il Kgb. Per oggi basta, sono stanco, ma si potrebbe riempire un’intera enciclopedia con queste notizie. Che Dio ci salvi da questa generazione perversa di falsi pastori. Libera non a malo, Domine !

    • Lo spettro di QC ha detto:

      basta smanettare sul web ( sito Chiesa Vica, Editrice cattolica di Brescia, una marea di volumi, il libro di Franco Bellegrandi “Nikitaroncalli”, i vari libri di don Luigi Villa sulle malefatte di Montini (Villa rivela anche che Montini, quando era a Milano, girava d notte in abiti borghesi in compagnia di omosessuali, e lì fu beccato dalla polizia…),

      Amico Catholicus, vedendo le font che citi – Luigi Villa in testa – credo sia opportuno smanettare meno sul web. Eì più salutare tenere le mani su un manubrio e farsi una bella scampagnata in bici, tempo permettendo.

  • Lucy ha detto:

    @Adri
    “No tradirò mai Papa Benedetto.Lui sarà sempre il mio Papa finchè vivrà”.
    Bellissimo e commovente omaggio a quel GIGANTE del Papato che è stato ed è Papa Benedetto a cui mi associo con tutto il cuore.

    • Francisca ha detto:

      Mi associo

    • EquesFidus ha detto:

      Io pure: nonostante alcuni errori e scelte discutibili (chi non ne ha mai fatti, del resto? Chi può dirsi sempre irreprensibile e perfetto?) il suo pontificato è un faro; rispetto a quello dell’attuale Pontefice, poi, come profondità e serietà teologica, liturgica e morale c’è un abisso, siamo anni luce avanti.

  • Adri ha detto:

    A me questa vicenda, dott. Tosatti, ha lasciato una profonda tristezza e una grande amarezza. E’ bastata una lettera, una, probabilmente anche artefatta nella prima parte, perché non è manoscritta (e non sappiamo neppure se è firmata con firma autografa), da Papa Benedetto alla vigilia di compiere 91 anni, quando lui stesso ha dichiarato poco tempo fa che si sta preparando per raggiungere la Casa del Padre, per cancellare una vita di studi eccellenti di teologia, certamente superiori a tanti altri, una vita fedele a Cristo. E’ sufficiente vedere le fotografie del suo sguardo quando eleva l’Ostia davanti alla Croce di NSGC, o quando si inginocchia davanti all’altare nonostante le difficoltà fisiche dell’età (pari solo a quelle di San Giovanni Paolo II che MAI è stato seduto o in piedi davanti al Sacramento Eucaristico!). I veri motivi della sua rinuncia sarà la storia a chiarirli. Noi non ci saremo più, mi auguro che li sapremo in un posto al di là e al di sopra della storia stessa, dove non ci interesseranno nemmeno più perché sarà tutto gioia e contemplazione. Certamente come uomo avrà commesso anche degli errori, non dico di no, ma ora improvvisamente in due giorni si sono scagliati tutti contro il prof. Ratzinger, contro Benedetto XVI, come se le colpe del CVII fossero solo sue e non magari di chi lo ha indetto tradendo il 3′ Segreto di Fatima, o di tutti i Vescovi e Cardinali che hanno partecipato, o del Papa che l’ha chiuso e si è anche accorto dei danni provocati da quel Concilio, ma non ha saputo arginarli subito e anzi ha promulgato una riforma della S.Messa che dire azzardata è usare una parola gentile. Io ho fatto la prima comunione nel 1959 ed ho ancora il libretto della Messa (allora erano questi i regali che si facevano), con il testo a fronte in italiano e latino, e posso assicurare che la Messa allora non era il memoriale dell’Ultima Cena ma era la Via Crucis che culminava con la morte di Cristo sul Calvario. Poi c’era tutto il rito della Consacrazione e la Comunione la si prendeva in ginocchio alla balaustra che delimitava l’abside e la zona dell’altare. Questo era tutto spiegato nel libretto della Messa.
    Mi scuso, sono andata fuori tema. Ritornando a Benedetto XVI, perché improvvisamente, su questo blog, sono spuntati tutti questi avversari? Ve lo ricordate il primo incontro con Francesco a Castel Gandolfo? Non riusciva neppure a camminare quasi, strisciava i piedi piano piano, e non credete che stesse male? Non credete che una persona, eletta ad un compito come Pontefice di Santa Romana Chiesa a 78 anni, compito peraltro svolto con dinamismo incredibile, continuando a scrivere libri, scrivendo delle enciclicle meravigliose piene di fede e istruttive come poche, ma restando nel pieno delle facoltà mentali non volesse che si ripetesse la storia, pur eroica dal punto di vista umano, ma disastrosa per la gestione della Curia, di Giovanni Paolo II? Senza contare le pressioni (o minacce) esterne? Sono di parte, lo confesso. Ho amato troppo e continuerò ad amarlo fino alla fine. Non tradirò mai Papa Benedetto. Lui sarà sempre il mio Papa finchè vivrà.

  • Enrico66 ha detto:

    L’affaire più passa il tempo più si complica.
    In una breve inviata alla Nuova Bussola Quotidiana, Sandro Magister aggiunge alcune golose notizie:
    1) monsignor Viganò ha letto per intero la lettera di BXVI, però,
    2) il comunicato ufficiale ometteva l’ultimo importante paragrafo;
    3) tutti i vaticanisti presenti han riportato solo il comunicato ufficiale, e hanno “titolato” sul sostegno e continuità tra Benedetto e Francesco;
    4) è stato lo stesso Magister che, stupito di tale omissione (direi disinformazione), ha trascritto l’audio della registrazione.
    http://lanuovabq.it/it/benedetto-xvi-francesco-e-il-giallo-della-lettera
    Non ne esce bene la sala stampa vaticana (che omette quel che non piace), non ne escono bene i giornalisti (che omettono di informare, vuoi per pochezza, vuoi per non intaccare il mito di Francesco).
    Che pasticciaccio.
    Il tutto per presentare dei volumetti scritti da teologi che elaborano una “presunta” teologia di Bergoglio.
    Dunque, scritti su Bergoglio, non da Bergoglio (come si voleva far passare per fine teologo). Un’operazione finalizzata al culto della personalità.
    Bergoglio non è un teologo, e non perché non ha conseguito il dottorato, è perché i suoi scritti (evangeli gaudium, laudato sii, amoris laetitia) sono ampiamente scopiazzati, ad opera sua o del suo ghost writer.
    Per giunta prolissi, incoerenti e banali nel contenuto.
    Che tristezza. E che squallidi mezzucci.

    • QB ha detto:

      Scritti copiazzati? ma se oggi il Turif.Magg.Mancuso, per il quale nella chiesa “la vera urgenza è la questione femminile”, afferma con coraggio e sfoggiando una non comune capacità di analisi, “che in duemila anni di storia della Chiesa non vi sia mai stata un’enciclica così potente come la ‘Laudato sì’”!

      • EquesFidus ha detto:

        Certo, come no, come le lettere di San Pietro allora, che sono delle vere encicliche in quanto missive normanti scritte da un Pontefice validamente eletto (addirittura per mandato divino). Questi turiferai riescono ad essere sacrileghi ed offensivi senza neanche rendersene conto, dimostrando così la propria assenza di cultura; d’altro canto, da uno che parla di “questione femminile” e non capisce che la vera urgenza è liturgica e dottrinale, cosa ci si può aspettare?

  • PG ha detto:

    Da uno del genere c’è da aspettarsi di tutto

  • L'osservatore brembano ha detto:

    In fondo i protagonisti di tutta questa storia sono tre: Ratzinger, Vigano’, Bergoglio.
    Possibile che nessuno sia in grado di intervistarli e di farsi dire direttamente da loro come sono realmente andate le cose?

  • Francisca ha detto:

    Sublime, formidabile, straordinario Benedetto. Che il Signore ce lo conservi ancora… è grazie a lui che non è crollato tutto… per ora…

  • Giacomo ha detto:

    Sapiamo che Benedetto era spesso in contatto col cardinale Meisner, uno dei quattro “dubbia” cardinali siccome hanno parlato insieme al telefono il giorno prima della sua morte.
    Non posso immaginare che Meisner e Benedetto fossero in disaccordo in merito al papa Francesco e sulla crisi della Chiesa in corso.
    Siamo confrontati ad una disinformazione diabolica.

  • Lucio R ha detto:

    Scusate se m’intrometto, ma non vi siete accorti che ogni frase, direi ogni parola della lettera di Benedetto XVI è intrisa di una formidabile e finissima ironia? Leggetela con questo atteggiamento previo e vi farete delle grasse risate (a scapito di Viganò e del Capo).

    • wp_7512482 ha detto:

      😊😊😊

    • Lucis ha detto:

      Ah ah ah. Sai che risate! E intanto la barca affonda.

      • Lucio R ha detto:

        Meglio quindi interpretarla senza alcuna ironia, come ferma convinzione di Benedetto XVI che Francesco sia un fine teologo e filosofo? Meglio non rendersi conto che i due paragrafi precedenti quelli nascosti dal Viganò non sono farina del sacco di Benedetto XVI, ma di chi pensava di turlupinarlo (lo si capisce anche dai termini usati)? La barca in tal modo non affonderebbe?
        Ovvio che l’ultimo paragrafo della lettera svela il tutto, e non per niente il marpione l’aveva cassato.

        • Lucis ha detto:

          Intendo dire che forse papa Benedetto dovrebbe fare qualcosa di più oltre che della ‘fine ironia’. perché non parla chiaramente, perché non denuncia la grave situazione anziché dire e non dire?

          • Lucio R ha detto:

            Si è forse detto che non avremmo piacere che Benedetto XVI facesse qualcosa di più, e che denunciasse la grave situazione?
            Io avrei piacere senz’altro di questo, ma a me è facile dirlo.

  • Adriana ha detto:

    Un grande vento , un forte vento calerà tra breve sul campo di spighe cristiane facendole inchinare tutte in un’ unica direzione allora…Quando l’Oscar verrà dato a : Bergoglio , attore-protagonista dell’ultimo film di W.Wenders in favore di inv-imm-nomad-pop.mit-glob-acc! Star ! Star! Star ( o Scar ?)

  • Iginio ha detto:

    Viganò è stato messo lì senza sapere nulla della enorme attività a livello di mass-media che i laici cattolici sotto la guida di Luigi Gedda svolsero a metà Novecento. L’ennesimo esempio di ignoranza del clero di oggi, che crede che la storia sia cominciata col “Concilio” (e per giunta non conosce bene nemmeno questo).

  • Alessandro ha detto:

    La segreteria vaticana per l’informazione potrebbe essere tranquillamente arruolata dalla disinformazja di sovietica memoria.

  • Lara ha detto:

    “Durante la settimana Santa ci saranno i sacerdoti per le confessioni”dice il parroco dopo la S.Messa e aggiunge:”non fate la noia su Papa Francesco perché non se ne può più! Pensate ai vostri peccati e non a criticare il Papa!”Per dire così non sono 4 gatti che si lamentano!

  • g.vigni ha detto:

    S.Matteo, per chi lo conosce e non richiede la registrazione, ci aiuta:
    «Il vostro parlare sia: “sì,sì”, “no,no”; il di più viene dal Maligno». Alla faccia !
    “………. sepolcri imbiancati: essi all’esterno son belli a vedersi, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di ogni putridume. Così anche voi apparite giusti all’esterno davanti agli uomini, ma dentro siete pieni d’ipocrisia e d’iniquità……..” Fotografia dell’attualità, riescono a rendere maleodoranti anche i fumi dell’incenso.
    Ricito la classifica: ommene, mezzommene, ominicchi, caporali, quacquaracquà. Perfetta per l’uomo, nulla dico sulla posizione . Sceglietela secondo coscienza, se si ha o si sa cosa sia.
    Per il papa ci ha pensato, 1600 anni fa, S.Vincenzo da Lerino, ricito a braccio: Dio alcuni papi ce li dona, alcuni li sopporta, alcuni ce li infligge.
    Un certo conforto, terribile, viene dal constatare che Caifa e Pilato, almeno, non erano dei miserabili.
    Anche nella morte è importante la scelta di carnefici dignitosi.
    E Giuda, alla luce odierna, che dire ?
    Ora resta la speranza dei 3 giorni di buio.
    G. Vigni

    P.S. Ricito: c’est la mèrde qui fait fleurir la rose. Nell’SCV ci deve essere il più bel roseto della galassia, buchi neri inclusi.

  • enrico nistri ha detto:

    Due mezze verità non fanno una verità, ma una bugia più grande

  • cosimo de matteis ha detto:

    AAA Attenzione :

    se il vaticano pullula di modernisti (e non certo dal 2013) bisogna dire che in certi ambienti brulicano fanatici sedevacantisti (molti dei quali, inutile negarlo, si sono “formati” diciamo così con i testi di AC e col loro bollettino. Che poi oggi uno dei loro capi difenda ed apprezzi satanisti e modernisti è un impazzimento successivo).
    Essi, i sedevacantisti, sono pericolosissimi.
    Per primi hanno proclamato solenne disobbedienza alla Chiesa. E questa ribellione riecheggia il “non serviam ” e quella “rivoluzione” che -almeno a parole- dicono di voler arginare.

    Nei fatti costoro -fedeli laici e Consacrati- hanno pubblicamente ed apertamente professato la loro disubbidienza (dandole pure una parvenza di teologia: mi pare si chiami tesi di cassiacum. E la perfezionò un Domenicano francese econiano naturalmente) alla Chiesa.
    E, ripeto: ben prima della “rinuncia” di Benedetto, ben prima del Conclave 2013.

    Sicché costoro per primi hanno creato divisioni. Ed ora che quella associazione è implosa (e si disintegrerà sempre più secondo quel proverbiale canovaccio – mutatis mutandis- in base al quale se si mettono due comunisti dentro una stanza prima o poi uno dei due uscirà sbattendo la porta ed accusando l’altro di essere un fascista) ed esponenti “di spicco” si trovano collocati nei posti più impensati, ecco che emerge la natura luciferina di quella originaria disobbedienza che, lasciatemelo dire, fu di Monsignor Marcel Lefebvre (che Iddio gli abbia usato tanta tanta misericordia!).

    Questo NON significa che AL sia un testo limpido, questo NON significa che Papa Francesco sia un santo od un profeta, questo NON significa che il Concilio sia stato rettamente vissuto ed interpretato.

  • Grog ha detto:

    A fronte di tutto ciò possiamo dire che l’uomo dal tweet piú veloce del west, al secolo mons. Spadaro, ha perso un’altra ottima occasione per tacere?

    • Acchiappaladri ha detto:

      @Grog
      😀 alcuni miei amici frequentatori di bar userebbero efficacemente un’espressione diversa sullo Spadaro 😉

      Siamo a oggi le comiche 😀

  • Ecclesia afflicta ha detto:

    Segnalo l’intervista a Mons. Becciu sulla Pravda , in cui si elogia la “magnifica lettera” di papa Benedetto sulla teologia di Bergoglio:

    “Ieri Papa Benedetto XVI lo ha difeso con la lettera inviata per la pubblicazione di una collana sulla teologia del Papa.

    «Una lettera magnifica. E non poteva essere diversamente. Sempre Papa Benedetto ha amato, fin dal primo momento, papa Francesco, e lo ha sentito come suo successore, come colui che regge la Chiesa e al quale bisogna da parte dei fedeli manifestare obbedienza e devozione».

    Interessante anche il richiamo all’OBBEDIENZA e DEVOZIONE dei fedeli verso Bergoglio. Ma non era il papa del dialogo che non si pone sul piedistallo?

    Da ridere anche il resto dell’intervista, in cui si dice che il papa non riposa mai e lavora sempre (come Mussolini, se non ricordo male. ) e che Bergoglio è “pronto a dare la vita per difendere la purezza della dottrina. ”
    AHAHAHAHAHAHAHAHAHA!!!!

    Ho controllato su Wikipedia. Becciu non è ancora cardinale.
    Cosa aspetta Bergoglio a dargli la porpora?

    • cosimo de matteis ha detto:

      Becciu è quelllo che, non si comprese bene a quale titolo (personale o del vaticano o della massoneria. non lo sappiamo), condannò urbi et orbi un Sacerdote che aveva osato parlare dell’esistenza dei castighi di Dio.

      Chissà che “Atto di Dolore” dice mons. Becciu quando (e se) si confessa.

  • Luigi Briganti ha detto:

    Comunque l’hanno fatta proprio da dilettanti: anche a Massimo Franco del Corriere è toccato scrivere di questa pagliacciata…
    che poi occhio, il Corsera è titolare della cattedra di riposizionamento!

  • Filippo Barboglio ha detto:

    Consiglio a tutti di leggere il P.S. posto al termine dell’articolo di Riccardo Cascioli apparso sulla Nuova Bussola Quotidiana. È una letterina di Magister inviata allo stesso Cascioli, nella quale emergono due elementi nuovi: Vigano’ alla presentazione aveva letto TUTTA la lettera ma nessuno dei 20 vaticanisti presenti ebbe l’onestà intellettuale di riprendere il terzo paragrafo; Magister ha pubblicato l’intera lettera non grazie all’intervento di “qualcuno” che gliel’ha consegnata, ma semplicemente “sbobinando” il video originale di Viganò.

  • Lucy ha detto:

    @ S P Q R
    LA DETTAGLIATA RICOSTRUZIONE DEI FATTI su cui mi sono basata oer cambiare la mia prima opinione è quella del dott .Tosatti nell’articolo di oggi e io della deontologia professionale e onestà intellettuale dek dott. Tosatti mi fido ciecamente.

  • massimo ha detto:

    Le Clarisse di Firenze hanno appeso alla porta della loro chiesa il cartello con su scritto :”QUI SI AMA IL PAPA”. Cartello che condivido in pieno . In questi tempi e’ bene ribadirlo.

    • Filippo Barboglio ha detto:

      Mi sembra banale sottolineare che se le Clarisse di Firenze sentono il bisogno di esporre un simile cartello, il problema c’è, non credi? E non è colpa dei fedeli, che il papa l’hanno sempre amato.

    • Maria Cristina ha detto:

      Facevano meglio ad esporre il cartello ” Qui si ama Cristo” . In questi tempi e’ bene ribadirlo . O secondo Massimo e’ piu’ importante il papa di Cristo?

      • deutero.amedeo ha detto:

        “Adoramus te Christe et benedicimus tibi quia per sanctam crucem tuam redemisti mundum” c’è ancora qualcuno che lo dice? Ormai il crocefisso non è più un oggetto sacro ma è il ” simbolo” di una “cultura” e il papa è il “leader” di un grande movimento, un mito, un fenomeno da idolatrare.

    • deuterio.amedeo ha detto:

      Che macho quel Francesco!….. 🙂

    • Ecclesia Afflicta ha detto:

      @Massimo
      Hai mai letto Re Lear?

    • Catholicus ha detto:

      Si, massimo, ma quale papa? il Papa 1.0 o quello 2.0 ? o entrambi, personalmente anch’io amo molto il papa, ma l’ultimo papa che ricordi si sia seduto sul seggio petrino mi sembra si chiamasse Eugenio Pacelli. al suo successore legittimo, validamente eletto (con sua accettazione e scelta del nome, Gregorio XVII) fu impedito di apparire a balcone, con minacce alla vita sua e dei suoi familiari, di stragi di cristiani in Urss, di bombe sporche sul Vaticano, ecc. Lì si interruppe la successione apostolica: dopo solo politici e anche cattivi politici (salvo Wojtyla), oppure antimassoni “accompagnati al’altro mondo” (Luciani). Quindi queste povere suore, come la quasi totalità dei fedeli, sono stati ingannati ed imbrogliati da una falsa Chiesa, gnostica e massonica, diabolica contraffazione della bimillenaria Chiesa di NSGC, da falsi papi, da falsi cardinali, falis vescovi, ecc.

      • Lucilla ha detto:

        Mi faccia capire…Siri, dopo essere stato eletto, avrebbe lasciato che un usurpatore facesse il papa al posto suo lasciando la chiesa senza un papa (o meglio con un papa finto e un papa vero che tace). Senza per sempre, tra l’altro, perchè ormai ci sarebbe tutto in clero invalido e incapace di creare un papa vero….
        A chi dobbiamo dire ”bravo” a siri per la complicità o a lei per la fantasia? Ce ne vuole per credere a ste storie…

        • Lo spettro di QC ha detto:

          E vogliamo parlare del card. Ottaviani che, dopo aver assistito a tutto, se ne è stato zitto fingendo di obbedire a 4 papi abusivi??

          • Catholicus ha detto:

            Il povero Oottaviani, a cui tolsero il microfono per impedirgli di parlare, al CV II, e che Roncalli derideva perché non si era mai mosso dall’Italia (mentre, lui, sì che aveva girato, Parigi, Bulgaria, ecc., e girando si era anche iscritto alla massoneria e d in Bulgaria gli avevano eretto un monimento: le dice niente tutto questo?) e che, quando fu approvato il documento sulla libertà religiosa, pianse calde lacrime in aula, scrivendo poi sul suo diario “spero di morire prima della fine del Concilio, così almeno morirò cattolico. E il “breve esame del NOM che scrisse a paolo VI, che non gli rispose mai ? suvvia, non restò inattivo, ma il diavolo si era ormai impossessato del Vaticano e i pochi dissenzienti avevano mani e piedi legati. Chi si opponeva apertamente nel politburo del Kremlino ? chi lo faceva era morto, subito. Il povero Mino Pecorelli fece una brutta fine appena rivelati i nomi dei cardinali massoni. Don Villa tentarono per ben 6 volte di ucciderlo, perché svelava piani dei massoni assisi in Vaticano (da Montini in giù). Padre Pio gli aveva ordinato di indagare sulle infiltrazioni mafiose in Vaticano, inviandolo da Pio XII, che lo aiutò; ma dopo il 1958 il clima cambiò e Montini lo fece passare per pazzo (demonizzatelo, dichiaratelo pazzo, ordinò ai vescovi, qualcosa resterà. Metodo della finestra di Overton, o della rana bollita. E i fedeli ci cascano a milioni. Sforziamoci di rimanere nel piccolo resto, però, non importa anche se dileggiati o perseguitati, non è dal mondo che ci aspettiamo ricompense.

        • Orietta ha detto:

          Si informi bene, è proprio così.

          • Catholicus ha detto:

            e chi si ricorda del tradimento di Montini a Pio XII, che lo aveva messo alla Segretera di Stato: da lì Montini, con un amico prete comunista, faceva la spia al Kremlino sui sacerdoti inviati segretamente in Urss da Pacelli per aiutare la Chiesa del silenzio, condannandoli a morte certa (Gulag siberiani). Fu scoperto in flagrante, e a Pio XII gli prese quasi un infarto : ancora a letto, lo allontanò dal Vaticano, avrebbe voluto esiliarlo in un remoto convento, ma la Curia fece pressioni affinché fosse mandato a Milano, roccaforte modernista. Comunque Montini non lo nominò mai cardinale (nonostante fosse a capo della diocesi più grande del mondo) e non volle mai più vederlo. Fu Roncalli a nominarlo subito cardinale e a prepararlo alla successione, perché così gli era stato imposto dai cardinali massoni. A chi gli chiedeva perché mandasse sempre Montini in giro per il mondo al suo poste, così rispondeva “perché Montini deve prepararsi a fare il papa”. Per non parlare del “vizietto” di Montini, che l’amico gay Roger Payrefitte rivelò pubblicamente; con lui entrarono in Vaticano orde di preti e impiegati omosessuali. Franco Bellegrandi, domestico papale di Roncalli e Montini, scrisse che l’amico Paolo Carlini (capelli tinti di rosso…) aveva libero ingresso nell’appartamento papale di Montini anche di notte… Vi basta ? Pace e bene.

        • Catholicus ha detto:

          Ce ne vuole di più per farsi ingannare a milioni da falsi religiosi, in realtà massoni infiltrati nella Chiesa per distruggerla ! cara amica, se non lo sapesse, molte profezie e molti documenti della massoneria (si legga ‘Alta Vendita, programma della massoneria carbonara del primo 800) rivelano che da quasi 2 secoli si stava preparando la scalata al vaticano e al papato (nell’Alta Vendita si legge “un giorno avremo un papa secondo i nostri bisogni…”). Non ricorda il messaggio di La Salette? e Garabandal? e Akita? e le profezie della Beata Katharina Emmerich? e i messaggi dati dalla Madonna a don Gobbi, a Bruno Cornacchiola, a Renato Baron ? suvvi a, mia cara amica, sono io che mi meraviglio dell’apostasia ormai generalizzata, non solo nel clero, ma anche nei fedeli. Comunque, Dio vede e provvede, provvederà lui ad aprire gli occhi ai ciechi, le orecchie ai sordi, ecc. Laudetur Jesus Christus !!!

          • Lucilla ha detto:

            Un conto è quello che dice qua e che non riguarda casi specifici; altro è raccontare fatti specifici (elezione di un papa, minacce varie per farlo rinunciare, ecc). O ha delle prove o il suo racconto – che vale quanto quello di chiunque altro – dev’essere misurato sulla verosimiglianza.
            E’ verosimile che un uomo come Siri si sia fatto spaventare a tal punto da non voler più proteggere la Chiesa da una così grave usurpazione? Possibile che tacendo, abbia consapevolmente messo in mano la Chiesa era un papa fasullo? Possibile che non abbia rivelato nulla nemmeno i punto di morte? Possibile che lui – che era il Papa vero – non abbia in qualche modo provveduto a salvaguardare la sua stessa successione? Possibile che non abbia lasciato almeno qualche scritto da leggere postumo per chiarire fatti per come erano andati? Possibil che abbia partecipato, con un ruolo ben preciso, ad un Conclio convocato e presieduto da due usurpatori?
            E i cardinali suoi elettori? Possibile che nessuno abbia detto niente e si siano messi al seguito di un papa fasullo e dei suoi successori? L’esempio di Ottaviani è calzante: possibile che proprio lui – per l’uomo che era – si sia limitato a contestare il N.O. con la lettera al Papa fasullo contenente gli errori, potendo invece contestarne l’illegittimità radicale?
            Come vede le alternative sono due:
            a) o tutti questi uomini – Siri in testa – sono stati vergognosamente vigliacchi e in fondo complici e protettori del più grave attentato alla Chiesa che si possa fare
            b) oppure la sua storia è del tutto inverosimile e anche senza senso.
            Ma se ha delle prove, le produca.

          • Luigi Bonini ha detto:

            Solo un Papa può condannare per eresia un altro Papa, e questo non è stato fatto né per Giovanni XXIII né per i suoi successori. Quindi il sedevacantismo non ha una giustificazione canonica.

  • Ira Divina ha detto:

    Anch’io ero rimasto perplesso circa un reale intervento di Benedetto! Eh sì! A Benedetto manca proprio il tempo😂 per esprimersi in merito all’alta teologia e filosofia di Francesco. Ha ben dribblato la palla che gli hanno inviato da Santa Marta e si è ben cimentato in un retorico sarcasmo😂😂😂. Ha capito bene che lo volevano usare e con parole argute e ben ponderate ha detto che non ha tempo per sponsorizzare Francesco. I furbetti del quartierino, allora, hanno pensato bene di utilizzare la parte meno ironica, quella che poi viene spiegata con l’ultima parte della lettera, cercando di trarne vantaggio. Ma….Vigano’ fa le pentole non i coperchi! Diavolaccio di un Vigano’!😂😂😂😂mi sto ancora scompisciando!

    • Maria Cristina ha detto:

      Peccato pero’ che il grande pubblico , quello che non capisce la fine ironia, e si ferma ai titoloni dei giornali , e’ convinto oggi dalle prime pagine di Repubblica e Corriere che anche Benedetto ha voluto dare la sua approvazione a Francesco.

  • deutero.amedeo ha detto:

    Il duplice papato, con la presenza contemporanea di un papa emerito e di un papa operativo, presenta due aspetti : un aspetto diacronico e uno sincronico che si completano e si chiariscono a vicenda.
    Dal punto di vista diacronico possiamo dire che Francesco ha ereditato, ma non condiviso con Benedetto, la pesante eredità di una chiesa in crisi. Benedetto, con le sue dimissioni, ha implicitamente dichiarato di non avere le forze necessarie a riformare la chiesa mentre Francesco, come un bauscia -ghe pensi mi-, ha ritenuto di averle. E già questo è un elemento di discontinuità tra i due papi. E qui l’analisi sarebbe lunga, perché coinvolge anche un diverso credo nella potenza e nell’effetto dello Spirito Santo sulla storia umana personale e collettiva.
    Dal punto di vista sincronico, bisognerebbe essere ciechi per non vedere che Benedetto e Francesco, al di là di un’amicizia formale, procedono indipendentemente ognuno per la propria strada e che ogni tentativo di gabbare la nostra buonafede, facendoci credere che i due si amano e che vi sia continuità e uniformità di pensiero fra di loro, e’ in partenza destinato a fallire.

    • SPQR ha detto:

      @ deutero
      A grandi linee è un’analisi che condivido. Tra i due c’è un’evidentissima differenza di formazione e grado di consapevolezza, oltre che di sensibilità e temperamento. Vi sono, insomma, elementi difficilmente conciliabili. I protagonisti possono anche essere convinti di agire in completa continuità e conformità senza che ciò sia vero. Anche tra Giovanni Paolo II e Benedetto XVI si pretendeva che vi fossero piena continuità e totale conformità, mentre chi ha ben saputo osservare si è subito reso conto che così non era.

  • Ira Divina ha detto:

    Una giornata nitida senza volo di spettri! Saranno tornati a Cuba?😂😂😂😂

    • lo spettro di Paolo ha detto:

      Tranquillo, gli spettri ci sono e vegliano su di Voi. Personalmente non mi sono esaltato ieri ne mi sono depresso oggi. La mia opinione sulla faccenda é la stessa del collega “cubano” del post precedente.
      Saludos ! Hasta el Papa, siempre!

  • Sulcitano ha detto:

    Ma che figura! Questi sono i risultati di chi opera in malafede. Certo, papa Bergoglio dimostra i suoi noti limiti, e li mostra sempre e in ogni ambito del suo ministero, ma la manifesta inettitudine dei suoi collaboratori è inaccettabile.
    SIA LODATO GESÙ CRISTO.

  • giorgio rapanelli ha detto:

    TANTO VA LA GATTA AL LARDO CHE CI LASCIA LO ZAMPINO
    oppure
    IL DIAVOLO FA LE PENTOLE MA NON I COPERCHI
    oppure
    CHI LA FA L’ASPETTI

    il diavolo è il padre della menzogna
    e questi sono i suoi figli…

  • Vittorio ha detto:

    Nell enciclica QUANTA CURA il beato Pio IX (beatificato insieme a Roncalli da una chiesa sedevacantista) e nel successivo Sillabo, si condannava il risorgimento italiano, la divisione tra altare e trono (Dio e Cesare). Sia San Pio X che con il modernismo condanno’ il liberalismo, andando fino a Pio XII , facendo i patti lateranensi con l uomo della provvidenza dell’ epoca (Mussolini): non sconfessarono il loro predecessore?

    Al modernismo io preferisco il geghege’.

  • rthjk ha detto:

    Che figura.

  • Pier Luigi Tossani ha detto:

    la “stoltezza”, Ratzinger poteva risparmiarsela.

    Comunque l’ha scritta in una lettera privata, molto scorrettamente diffusa dal destinatario. I superiori dovrebbero censurarlo. Ma è inutile sperare questo…

  • lucis ha detto:

    Io non mi sento di difendere Benedetto XVI. Intanto ha mollato il timone in un momento tanto pericoloso e burrascoso, e poi non si è mai schierato apertamente contro Francesco, e più volte ha lasciato intendere che lo difendeva. Io non mi sento di difendere la posizione di Benedetto, che sa procedere solo per fini ironie… ma la barca sta per affondare! e lui scrive ironizzando velatamente???
    Ormai sta per tirare il calzino, se ha a cuore la Chiesa si affretti a difenderla, a parlare chiaramente, a dire il perché delle sue dimissioni, a denunciare questa sorta di colpo di stato in Vaticano!

    • Roberto Ceccarelli ha detto:

      Concordo.
      C’è un detto popolare che dice: “Ogni popolo ha il governante che si merita”. E noi cristiani e cattolici probabilmente, idolatrando di fatto anche noi il modernismo, questi sono i cattivi pastori che meritiamo. Lo Spirito di Dio si è ritirato lasciandoci in balia di noi stessi ( Tre Fontane ). Diamo ascolto ai continui e pressanti appelli della Mamma Celeste che ci invita alla conversione e alla perseveranza nella Fede al vero e unico Magistero del suo Figlio Gesù e della vera Chiesa di sempre ( Anguerra) fino a Bergoglio. Rimaniamo fiduciosi, Lei trionferà.
      Sia lodato Gesù Cristo!

  • Lara ha detto:

    Con tutto questo polverone qualcuno forse comprerà i volumi del Papa pensiero. .ottima pubblicità anche perché non se ne può più di tutti questi scritti!un po’di silenzio ci vorrebbe altro che tutte parole vuote che non lasciano nulla.

    • wp_7512482 ha detto:

      Non sono del papa. Li hanno scritti diversi teologi sul papa.

    • Pier Luigi Tossani ha detto:

      non li compra nessuno, come l’opera omnia di don Milani, curata da Melloni e edita da Mondadori, nei Meridiani… roba leggera di contenuto di buona sostanza, e per questo ridondante, prolissa e molto indigesta.

      Ma in Vaticano questo non interessa, il punto è un altro… è che non hanno il coraggio di licenziare Viganò e mandarlo a meditare in un eremo a tempo indeterminato. E sai perché?… perché nell’eremo dovrebbero andarci anche loro… ;-)))

      • Luigi Briganti ha detto:

        Melloni ha curato l’opera omnia di Don Milani??
        Cioè, un professorone che non crede in nulla che non sia la sua pancia debitamente piena ha curato la pubblicazione delle OPERE di un pedofilo dichiarato?

        questi so’ cattivi proprio!

        P.S. scusate pure la mia, di cattiveria!

    • alice ha detto:

      Quando è stato eletto Bergoglio, ci dissero che era un papa che non aveva scritto molto. Solo un paio di libri. Ma da quel momento in poi è stata un’alluvione… E, nelle librerie che, normalmente, contestavano la chiesa e il papato i testi di contestazione sono totalmente scomparsi. Mentre i testi di Bergoglio sono in bella vista, forse schiacciati un po’ troppo tra i testi di filosofia orientale (tra cui primeggiano le opere di Osho – ma non era scomparso molto tempo fa ?) ed i testi relativi ad ebraismo e islam. Per nostra fortuna sono presenti testi di contestazione dell’Islam.
      Ho fatto un giro stamane : cercavo, in silenzio il libro, pardon il romanzo di Aldo Maria Valli sulla fine del papato. Non l’ho trovato, nè appunto nei testi religiosi, nè tra i romanzi e neppure tra i romanzi di fantascienza…

  • Vittorio ha detto:

    Ma -mi scusi Tosatti- ormai siamo alla farsa. Cosa ci si aspettava dalla Curia, che spingesse per uno scisma?
    Io non so Benedetto, oggi in che condizioni e’. Ma in 5 anni avrebbe avuto possibilita’ di opporsi e non l’ha fatto. Ha pure scritto un libro intervista. Ha incontrato Bergoglio piu’ volte. Sembra non abbia voluto mettere “becco ” nel sinodo….Wojtila si che nell’ultima parte del pontificato regnante, poteva-a pensar make-up venire manipolato. Il resto ha poco senso.
    Ok dopo tonnellate di critiche, qualcuno dell’ enturasce ha usato una lettera? Mah…sapete che vi dico…si continuera’ così fino alla morte?

  • Ecclesia afflicta ha detto:

    Sono dei buffoni, non c’è molto altro da aggiungere. Viganò dovrebbe dimettersi, ma figuriamoci. Quello che per le persone serie è un vizio, per la corte bergogliana è virtù.
    Il Vaticano monta una fakenews su papa Benedetto che elogia la profondità filosofica di Bergoglio in relazione ad una patetica raccolta di libercoli adulatori costruiti sul nulla, e poi si scopre che si trattava di una lettera privata in cui papa Benedetto rifiutava di scrivere la prefazione alla “collana” e diceva che non aveva neppure voglia e tempo di leggere i libercoli.

    Contemporaneamente la chiesa povera dei poveri incarica, su mandato di Parolin, uno studio legale costosissimo per attaccare un sito che fa informazione vera, con il pretesto ridicolo che il nome “Vaticano” appartiene a Bergoglio, come se il nome del colle Vaticano non esistesse da quasi tre millenni. Perché non fa causa alla Raggi per il copyright su Roma, in fondo Bergoglio è più vescovo di Roma che papa (almeno così diceva quando si atteggiava a umile)?
    Questo pontificato è una farsa, e non fa ridere.
    Curioso anche che nessuno dei pretoriani di papa Francesco abbia il coraggio di intervenire in sua difesa su questo blog. La mia impressione è che, al di là del potere e dei soldi, non hanno molti altri argomenti .

  • SPQR ha detto:

    Resta il fatto che la lettera ha anche una prima parte in cui si dice quel che si dice. Insomma, come al solito siamo nel regno dell’ambiguità.

    E la corsa disperata alla dietrologia che si è vista in queste ore ha fatto veramente ridere: “Ratzinger è stato costretto a scrivere quella lettera [per evitare uno scisma]!”, “Ratzinger è impazzito”, “Ratzinger voleva solo fare dell’ironia”… Come al solito ce la si canta e ce la si suona secondo i propri desideri. La realtà dei fatti, e con essa la verità, può attendere. L’intervento di Lucy, qua sopra, è in questo senso una perla spettacolare (dopo le ultime notizie e la circostanziata ricostruzione dei fatti ho cambiato idea…).

    • Sempliciotto ha detto:

      @SPQR

      Nella prima parte non si dice poi granché.
      Continuità interiore, oltretutto neppure descritta, non è assolutamente sinonimo di continuità dottrinale.
      Anzi sembra proprio un modo di non calarsi nel merito.

      Lutero e Francesco d’Assisi, ad esempio, avevano probabilmente entrambi un gran desiderio di migliorare la Casa del Signore, una grande continuità, o meglio, prossimità interiore, solo che uno è diventato un grande Santo della Chiesa Cattolica, l’altro un grande Apostata e Scismatico.
      (Questa esempio calza a pennello, inutile dire che nel paragone San Francesco “non è Francesco”)

      • SPQR ha detto:

        @ Sempliciotto
        Mah, per dire si dice. Si parla di “stolto pregiudizio”, di un “uomo di profonda formazione filosofica e teologica”, di “continuità interiore”. Non sono espressioni da poco, anche se c’è sicuramente una componente di cortesia.
        Resta il fatto che esiste anche il passo finale, dove si confessa candidamente di non avere letto gli opuscoli e di non avere né le condizioni fisiche né il tempo per farlo. E anche questa non è una precisazione da poco.

        • Luigi Bonini ha detto:

          Sono ambiguità tipiche di tutti i papi conciliari e post-conciliari purtroppo, come ha fatto notare anche Cesare Baronio nel commento al post precedente. La santità di questi papi non ha impedito che commettessero (grossi) errori, semplicemente si deve pensare che fossero non voluti. Se il beato Paolo VI promulgò la nuova messa, per esempio, l’ha fatto evidentemente nell’intenzione di avvicinare maggiormente i fedeli a Dio. L’errore di questa scelta e altre scelte, e una certa consapevolezza, è evidente anche nella famosa frase “Si credeva che dopo il Concilio sarebbe venuta una giornata di sole per la storia della Chiesa. È venuta invece una giornata di nuvole, di tempesta, di buio, di ricerca, di incertezza”.
          Lo stesso si può dire per san GP II e Benedetto XVI. Molto interessante su questo argomento l’articolo di mons. Antonio Livi sull’ultimo libro di Enrico Maria Radaelli, Al cuore di Ratzinger, al cuore del mondo. Come dice Livi, i papi citati sono stati tutti, almeno in parte, segnati dall’egemonia di ciò che lo stesso Benedetto XVI aveva definito “dittatura del relativismo”. E da questa dittatura, paradossalmente, è stato segnato anche lo stesso Ratzinger.

    • Adriana ha detto:

      @ SPQR ” cortese e benigno”, ma …
      se non esistesse l’ambiguità dei fatti, dove “oporteret” collocare il libero arbitrio ? E senza” l’illusione” almeno dell’esistenza del medesimo , quale sorte attenderebbe gli ” animali ” Cristiani -catt. in entrata e in uscita ? Quella dei seguaci dell’ Islam ?

      • SPQR ha detto:

        @ Adriana
        Non posso non notare la finezza: “l’illusione” almeno dell’esistenza del medesimo. Ma per rispondere seriamente alle tue domande bisognerebbe dilungarsi non poco, perché si tratta di entrare nei massimi sistemi. E farlo in questa sede sarebbe come andare a declamar Pindaro in greco in mezzo alla curva nord di Roma o a cantare l’inno al Sole di Mesomede di Creta in discoteca.

        • Adriana ha detto:

          @ SPQR .. .” Cantar l’inno al Sole di Mesomede …in discoteca”.
          Deliziosa prospettiva… Specie in quella, (Made in UK), dove giovani – e meno – ,” signore “, celebranti la giornata della “Mamma”, si sono bastonate per una giusta distribuzione delle grazie dell’atletico ma unico toyboy a disposizione . Inneggiare al Sole le avrebbe indotte a ringraziare l’astro celeste per tanta abbondanza , oppure a rimproverarlo per evidente carenza distributiva . A chieder lumi sul diritto di proprietà, o di rapina, o di affitto, o di enfiteusi su tutto quel ben di dio incarnato in un Ercole contemporaneo . Insomma : cantarlo lì l’Inno , sarebbe stato atto foriero di autentica luce e giustizia . E magari gli Inni di Pindaro cantati forte avrebbero esorcizzato la cacofonia delle grida di leoni e scimmie ; i Voli pindarici avrebbero superato per altezza quelli dei tucani e dei pappagalli della Jungla sulla FACCIA di S. Pietro riportando i presenti all’ armonia medesima che è nella natura della musica e che stabilisce che le note non possano esser suonate tutte assieme…. ” Ancora è giorno,l’uomo si dia da fare! Viene la notte in cui nessuno può operare ” ( scriveva Goethe all’alba della Civiltà del progresso ). Vale

  • Alessandro2 ha detto:

    Il mio unico commento, dopo i post precedenti un po’ abbacchiati:
    .
    .
    .
    (era un sospiro di sollievo).

  • Gian ha detto:

    Manca solo una zecca clandestina per la stampa di banconote e il conio di monete e medaglie della missericordia.

    • SPQR ha detto:

      Be’ di zecche, anche se non tutte clandestine, il Vaticano pullula. Ogni tanto ne beccano qualcuna e viene fuori qualche scandaletto…

  • aculeus ha detto:

    Volevano cucirgli addosso ora il titolo di teologo, con il timbro del Prof. Joseph Ratzinger, quel titolo che non era stato capace di prendersi in Germania, dove lo avevano confinato i suoi superiori dopo la sua disastrosa esperienza di provinciale dei gesuiti argentini. Cucirgli a sua insaputa?
    Macchinazione smontata.
    Sputtanato Viganò. E pure Massimo Borghesi, ( http://www.ilsussidiario.net/mobile/Cronaca/2018/3/13/BENEDETTO-XVI-E-lo-stolto-pregiudizio-su-Francesco-la-fine-di-tutti-i-dubia-/811169/) che pensava di aver trovato una autorevole conferma alla tesi farlocca del suo libro con cui voleva costruire l’immagine di un Bergoglio capace di un pensiero.

    • cosimo de matteis ha detto:

      Grazie Aculeus,

      per averci riproposto l’articolo papolatrico di un leccascalze (“minore” ma pur sempre leccascalze). E’ la ennesima dimostrazione della menzogna, della faziosità e del pregiudizio (piu o meno “stolto”) che caratterizzano il 90% dell’informazione religiosa e, in particolare, sul pontefice.

      Ribadisco -scusandomi per questo ennesimo commento- che nella intemperante ed irriflessa reazione di fronte alla lettura (parziale) delle parole di Benedetto NON E’ MANCATO CHI, ANCORA UNA VOLTA, NON HA PERSO OCCASIONE PER ATTACCARLO. Quanti “visto? ve l’avevo detto: Benedetto è complice!” abbiamo letto in quelle ore (prima che Magister chiarisse la cosa).
      E’ stato un “trionfo” dei sedevacantisti (storici e parvenu) cui non pareva vero di poter strombazzare la strampalata tesi secondo la quale Pio XII è stato l’ultimo papa legittimo (per i più giovani: guardate che i sedevacantisti lo pensano davvero!) e che Giovanni Paolo II e Bergoglio e Ratzinger “pari sono”.

      I suoi libri Socci li vende soprattutto a costoro. E lui lo sa. E non ha mai detto nulla per contrariarsi i clienti: pecunia non olet.

      L’ho detto e lo ripeto: Socci e Tornielli sono due facce della stessa medaglia.

  • EquesFidus ha detto:

    Avevo torto, allora: me ne compiaccio. Si tratta “solo” di una bufala artatamente e con dolo da mons. Viganò o da qualche altro difensore di Bergoglio in Vaticano (uno di quelli che, invece, sotto il precedente pontificato sono stati fin troppo zitti, probabilmente): per certi aspetti è meglio così. Sta di fatto che questo indica di come la fronda curiale attuale sia alla frutta, nonché come il consenso nei confronti delle storture dell’attuale pontificato sia molto meno generale di quanto danno ad intendere, tanto da essere costretti per disperazione persino ad inventarsi notizie (parzialmente) false.

  • franz ha detto:

    Però caro Tosatti , andrebbero riprovati , meglio, andrebbero censurati , anche i giornalisti dei tre maggiori quotidiani italiani che hanno sbattuto in prima pagina la foto con l’abbroccio simbolico dei due papi , con commenti sul testo di Viganò , da leccacalzini . No?

  • cosimo de matteis ha detto:

    Eh si, nel finale -dopo la doverosa ricostruzione: doverosa perchè non tutti leggono tutto- ci regala una piccola grande perla: è andato a ritrovare le testuali affermazioni di Viganò riguardo le fake news.

    Eh si, sono proprio “notizie dal sapore veritiero, ma di fatto infondate, parziali, quando non addirittura false. Nelle fake news il problema non è la non veridicità, che è molto evidente, ma la verosimiglianza”

    Dopo questa ennesima performance di uno del cerchio magico c’è da riflettere.

    Ed è per questo -anche per questo- che deve continuare la riflessione: quanta, quale ed in che misura è la responsabilità di Bergoglio della confusione esistente.

    PS: A SCANSO DI EQUIVOCI PRECISO CHE QUESTA NON E’ L’ISCRIZIONE AL CLUB DI CHI -DAVVERO- VEDE UNA CONTINUITÀ FRA I DUE PONTIFICATI. ED ANZI LI VEDE TUTTI – RIBADISCO: TUTTI – DAL CONCILIO AD OGGI COME CONTIGUI ED AFFINI NEL DEVASTARE. E’ LA POSIZIONE DEL CLUB DEI SEDEVACANTISTI A CUI, PARE, SI E’ ISCRITTO PURE DANILO QUINTO. MENTRE QUELL’ALTRO COI BAFFI NE E’ SOCIO ONORARIO DA ANNI….

  • Sempliciotto ha detto:

    Francesco intanto, da buon Générale che provoca la lotta e guida le strategie, se ne sta fuori, non si sporca certo le mani, le fa sporcare agli altri, lui ne esce sempre senza ferite e pulito.
    In ogni faccenda, infatti è comunque vadano le cose, i cattivi sono sempre gli altri, i suoi detrattori, o, come in questo caso, i suoi collaboratori, lui è semplicemente la vittima innocente e inconsapevole di queste lotte intestine all’interno della Chiesa, che la logorano perché non seguono il suo esempio di pacificatore che porta a dialogo, tenerezza e tanta tanta misericordia.

  • Pierluigi ha detto:

    Tutto ciò ci dà la misura dell’onestà intellettuale della “corte” bergogliana, intesa quali chierici e giornalisti di testate dominate dai “poteri forti”…
    D’altronde ogni sovrano si circonda dei collaboratori che si merita.
    …e poi sono proprio loro a lamentarsi delle “fake news” degli altri.
    VERGOGNA!

  • SPQR ha detto:

    È un vecchio metodo del giornalismo propagandistico: scrivere a caratteri cubitali e paginate di fuoco una menzogna o, come in questo caso, una mezza verità (dunque una mezza menzogna) e poi, se scoperti, smentire con un trafiletto lillipuziano che leggeranno in pochi.

    A margine, è interessante la trascrizione del messaggio da parte di Tosatti. “Non sono in grado” del messaggio originale diventa “non intende”. Più che il desiderio di forzare il testo, ci vedo una ricaduta della laconicità teutonica di Benedetto. Diciamoci la verità: quando Ratzinger ha, con due laconiche battute, mollato il soglio petrino, ben pochi hanno creduto che l'”ingravescens aetas” fosse l’autentica, o per lo meno la sola autentica, causa della fuga: anni di pontificato, di pontificali, di sermoni, di encicliche, di visite pastorali, di udienze… liquidati in pochi minuti, con due perioduzzi stiminziti (vien da pensare che da bravo tedesco Benedetto XVI ignori humor e ironia, ma ben conosca il sarcasmo). Se un grand’uomo e grande papa fa questo, ci dev’essere anche dell’altro. Così con la sua fuga alla tedesca il buon Ratzinger ci ha insegnato a leggere dietro le sue parole e i suoi atti. Con la più filiale devozione, se potessi oggi parlargli, gli direi: vede, Santità, SEMEL PRODITI, SEMPER PRODITI. Oggi il contrappasso di Benedetto XVI è quello di non essere più preso in parola. Ecco allora che un cortese messaggetto di circostanza può diventare uno straordinario endorsement, e una dichiarazione di inabilità diventa una rinuncia intenzionale.

  • tubifex ha detto:

    Tutta questa vicenda dimostra solo la loro debolezza, se sono costretti a questi mezzucci.
    Ormai hanno solo una possibilità: Togliersi quella maschera ingombrante.

  • Lucy ha detto:

    Dopo le ultime notizie e la circostanziata ricostruzione dei fatti ho cambiato idea.Prima pensavo a un sacrificio del povero Benedetto per cercare di salvare l’IDEA di una (inesistente)unità della Chiesa , ora invece ci vedo solo un altro rozzo, maldestro , patetico tentativo della comunicazione vaticana per cercare di risollevare le sorti di questo disastroso pontificato .Mi ricorda la sceneggiata delle ” nozze in volo ” architettata e programmata astutamente da Spadaro.

    • GMZ ha detto:

      Cara Lucy,
      Anche io ho pensato alle “nozze al volo”, con l’accessorio di una figuraccia prossima al pastrocchio prove/evidenze con cui gli spin doctor di Francesco hanno cercato di mettere una pezza alla figura di palta che il misericodioso ha rimediato col caso Barros.
      Sebbene l’ironia “in cauda” di Benedetto XVI mi abbia fatto sorridere, la lettera non è soddisfacente; di gesuitiche ambiguità non ne posso più. Sarà che chi va con lo stolto…?
      Comunque, tutto è bene quel che finisce bene; e grazie a Tosatti e Magister per aver fatto chiarezza.
      Ossequi.

  • malibu stacy ha detto:

    piegakukkiai non sà proprio cos’è la correttezza professionale, mai vista nè conosciuta in tutta la sua attività professioanale

  • giulia anna ha detto:

    Un bel boomerang!!
    Che vergogna!mistificatori,traditori e rinnegati più cercano di coprire più si scoprono in questo Vaticano occupato da Giuda.