PADRE CAVALCOLI RISPONDE A DON MINUTELLA SU RAHNER, PAOLO VI, IL CONCILIO.

13 Gennaio 2019 Pubblicato da --

Marco Tosatti

Cari Stilumcuriali, in questi giorni intorno a don Minutella e padre Giovanni Cavalcoli si sta sviluppando un dibattito intenso su social e su diversi blog. Il teologo domenicano ci ha inviato un articolo su questo argomento, che ben volentieri pubblichiamo, pensando di fare cosa gradita ai nostri lettori.

Don Minutella

DI DON MINUTELLA

UN PADRE CAVALCOLI DIVENUTO D’UN COLPO “RAHNERIANO”

Minutella– Ho avuto modo di leggere con più calma, in queste ore, la replica del teologo domenicano Cavalcoli alle mie affermazioni, così ampiamente condivise dalla gente. In particolare, egli sostiene che io sbaglio quando sottolineo che il Concilio Vaticano II è stato pastorale non dogmatico, e pertanto non vincolante. Egli dice che ci sono state costituzioni che sono dogmatiche, come “Lumen Gentium” e “Dei Verbum”, e questo è vero, ma a Cavalcoli sfugge, spero non volutamente, che non si è voluto dare loro (e meno male!) carattere vincolante, come invece è avvenuto a riguardo della consustanzialità del Figlio con il Padre al Concilio di Nicea (omousios tò Patrì) nel 325, o alla Transustanziazione al Concilio di Trento nel XVI secolo. Questi ultimi due, come altri, sono stati vincolanti. Qualunque credente neghi queste verità di fede, ieri come oggi, incorre nella scomunica. Ora, domando a padre Cavalcoli, quali vincoli dogmatici ha posto il Vaticano II? Nessuno. Al punto che Ratzinger poteva parlare del tentativo – che pare sia quello adoperato paradossalmente dallo stesso Cavalcoli – di fare del Concilio stesso, nel suo insieme, data l’assenza di un registro vincolante, un “superdogma”. In altre parole, i 20 Concili precedenti hanno vincolato, sotto pena di scomunica, i credenti a riguardo delle dichiarazioni dottrinali emanate. Tutto questo non è accaduto, per grazia di Dio, con il Concilio Vaticano II. Che sia un Concilio pastorale non è certo don Minutella a inventarselo. Lo hanno dichiarato sia Giovanni XXIII che Paolo VI, come anche interpreti esimi del Concilio, tra cui un sempre più stupito von Balthasar (che non è eretico come vogliono far credere i tradizionalisti più incalliti e disinformati) e che lamentava appunto la rinuncia dei padri conciliari al registro vincolante, e un sempre più addolorato Ratzinger, che nella stagione postconciliare, vedendo i danni prodotti da un’interpretazione errata, è sembrato una “vox in deserto”.

Dunque, quelli del Vaticano II restano orientamenti, pronunciamenti, ma non vincoli di fede. E ciò per tutto quanto attiene alle scelte che hanno potuto spingere Paolo VI, deluso, a parlare di inverno profondo nella Chiesa, laddove si attendeva una primavera dello Spirito. 

Cavalcoli 

– Papa Benedetto ha detto ai lefevriani che «se vogliono essere in piena comunione con la Chiesa, devono accettare le dottrine del Concilio». Fu S.Giovanni XXIII che progettò un Concilio pastorale. Ma S.Paolo VI volle aggiungere un aspetto dottrinale con le Costituzioni Lumen GentiumDei Verbum. E da allora i Papi non hanno cessato di raccomandare, spiegare ed applicare le dottrine del Concilio, entrate anche nel Catechismo della Chiesa Cattolica.

Le dottrine del Concilio non definiscono nuovi dogmi, e tuttavia sono veridiche e vincolanti, anche se appartengono non al primo grado dell’autorità magisteriale, definito nella Lettera Apostolica Ad tuendam fidemdi S.Giovanni Paolo II del 1998, grado che richiede l’assenso di fede divina, rifiutando il quale, si cade nell’eresia. 

Ma ciò non significa che anche nei gradi inferiori, secondo e terzo, descritti dalla suddetta Lettera Apostolica, il Magistero possa sbagliare o possa trarre in inganno, anche se l’assenso richiesto è solo di fede nell’autorità della Chiesa, nel secondo grado, e religioso ossequio dell’intelligenza al Magistero autentico nel terzo grado. 

Il grado di autorità delle dottrine del Vaticano II è il secondo e il terzo. Chi rifiuta le dottrine del secondo è prossimo all’eresia o sospetto di eresia; chi rifiuta quelle del terzo è ribelle al Magistero autentico. Chi dunque rifiuta le dottrine di un Concilio, non è necessariamente eretico: dipende da qual è il grado di autorità di queste dottrine. Chi invece, come Lutero (Denz.1479) sostiene che le dottrine di un Concilio possono essere errate, è eretico.

Quanto a Von Balthasar, non è vero che non è eretico, perché notoriamente nega l’esistenza di dannati nell’inferno, come dimostro nel mio libro L’inferno esiste. La verità negata, Edizioni Fede&Cultura,Verona 2010. 

Minutella – Trovo significativo che il cahier de doléances di un sempre più smarrito Paolo VI (che giunge a parlare persino di fumo di satana) siano pressoché analoghi a quelli di mons. Lefebvre, che parlava di apostasia della fede e di smarrimento dell’identità cattolica. In tutta la Chiesa, da più di un cinquantennio, stiamo vivendo il senso del terzo segreto di Fatima. Gli orientamenti conciliari sono stati non solo improduttivi ma oggi costituiscono le fortezze da cui i progressisti e i neomodernisti lanciano le loro granate, e questo Cavalcoli lo sa bene. 

Cavalcoli – Le amare, dolorose e giuste analisi della situazione ecclesiale postconciliare fatte da S.Paolo VI e Mons.Lefebvre sono certo molto simili. Si contrapponevano al vano ottimismo dei modernisti e dei buonisti. Ma profondamente diversi erano i rimedi proposti: il Papa proponeva una retta interpretazione ed applicazione del Concilio; Lefebvre, la correzione dei supposti errori «modernistici» del Concilio, quando invece esso ci indica la via per una sana modernità alla luce del Vangelo, tale da accoglierne i lati buoni e vantaggiosi e respingere quelli cattivi e dannosi.

Minutella – Singolare che uno come Cavalcoli difenda gli orientamenti conciliari definendoli dogmatici, diventando così, a sua vergogna, d’un colpo esponente del pensiero rahneriano che, proprio in quei sibillini orientamenti, ha messo la propria firma. E così uno come Cavalcoli che si è speso per anni al fine di mettere in guardia da Rahner, pur di venire addosso a don Minutella, d’un tratto assume le difese di Rahner stesso. Ne ha per anni condannato le tesi, e ora invece le considera addirittura vincolanti. E Cavalcoli sa bene che dico il vero quando affermo che i pronunciamenti conciliari sono in realtà vittorie del partito rahneriano.

 Se gli orientamenti del Concilio, in particolare l’ingenuo dialogo col mondo (che, come diceva von Balthasar, ha scalzato via per sempre il tema della testimonianza e dell’annuncio della fede, a causa della “weltelei”, la smania del mondo), se, dunque, questi orientamenti sono vincolanti, allora Cavalcoli per primo deve chiedere scusa per averci imbevuto di critica antirahneriana, e deve ora, se è onesto con sé stesso, fare pubblica attestazione di fedeltà non agli orientamenti, ma ai dogmi vincolanti del Concilio rahneriano. E abbandonando le vesti del difensore della fede cattolica, deve professarsi difensore degli orientamenti di Rahner.

Cavalcoli –  Dopo 40 anni di studi su Rahner, avendo in precedenza fatto su di lui alcune pubblicazioni, ho scritto un libro – Karl Rahner. Il Concilio tradito, Edizioni Fede&Cultura, Verona 2009 -, seguito da altre  pubblicazioni, apposta per dimostrare che se Rahner ha dato un contributo al Concilio, che ovviamente è ortodosso, egli ha potuto diffondere la sua interpretazione modernistica del Concilio solo successivamente, per la debolezza e la connivenza dell’autorità ecclesiastica.

Io, quindi, difendendo le dottrine del Concilio, non difendo affatto Rahner, perché come ho detto nelle mie pubblicazioni, Rahner lì ha dato un contributo positivo. I suoi errori li ha manifestati soprattutto dopo il Concilio. Se critico Don Minutella in nome del Concilio, non lo faccio affatto perché mi sono convertito a Rahner, ma perché Don Minutella disprezza le dottrine del Concilio.

P. Giovanni Cavalcoli

Varazze, 12 gennaio 2019



Oggi è il 136° giorno in cui il pontefice regnante non ha, ancora, risposto.

Quando ha saputo che McCarrick era un un uomo perverso, un predatore omosessuale seriale?

È vero o non è vero che mons. Viganò l’ha avvertita il 23 giugno 2013?

Joseph Fessio, sj: “Sia un uomo. Si alzi in piedi, e risponda”.


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53 commenti

  • lucy ha detto:

    Amici, premetto che se ho seguito questo dibattito, è perché dolente, constato anch’ io in quali tempi di confusione ci troviamo. Ed anche io cercavo punti di riferimento a cui ispirarmi per poter scegliere una via piuttosto che un’ altra…Almeno fino a stamattina. Ma proprio leggendo tutto ciò che mi precede, sono giunta ad una semplice conclusione: noi la guida l’ abbiamo, è Gesù Cristo nostra Via Verità e Vita. Lui ha insegnato la mansuetudine, l’ obbedienza, la longanimità, la giustizia anche, ma non il giustizialismo. Ha pregato il Padre perché tutti fossimo una cosa sola come Lui e il Padre. Ha insegnato la pazienza nell’ attendere il peccatore e i suoi tempi. Ci ha insegnato a non giudicare il prossimo, perché lo stesso giudizio iniquo ci seguirà e sarà applicato a noi stessi. Ci ha insegnato a scusare e perdonare sempre e comunque. La mormorazione e la maldicenza poi, sono peccati gravissimi. Ci ha ammonito, sempre con estrema dolcezza, ma anche chiarezza, affinché ci preoccupassimo principalmente della nostra propria santificazione, prima di quella degli altri (ricordate: occhi, travi e pagliuzze…), perché un santo in più nella Chiesa santifica tutto il Corpo Mistico di cui Lui è il Capo. S.Francesco d’ Assisi docet. Lui è il Capo, e tanto ci deve bastare a farci sentire al sicuro. Possiamo avere anche il volto sfigurato, ma Lui è il Capo. Ora, se davvero siamo un Corpo in cui ciascuno è una piccolissima cellula di un apparato, possiamo mai credere che si risolva il problema a dibattiti, o peggio ancora a critiche feroci l’ uno contro l’ altro? Credete che se in un corpo colpito dal tumore alla parotide (facciamo l’ ipotesi), il piede possa risolvere il problema staccandosi dal corpo ed abbandonandolo? Facciamocene una ragione, noi non possiamo fare altro che attendere scrupolosamente alla nostra propria personale santificazione, ma in modo serio, coi fatti concreti praticando gli insegnamenti di Gesù in toto; e pregare anche con molta insistenza e fervore affinché Dio risani questo nostro Corpo ormai veramente allo stadio terminale…Lui solo può guarirci, ma a patto che siamo veramente figli fiduciosi, che possiamo chiedere nel Suo Nome Santissimo con fede ferma. E questo non dipende da nessun altro che da noi, che ci lasciamo toccare dalla Sua Grazia e l’ assecondiamo nella pratica ogni giorno. Non certo dipende da quello che dice, o insegna, o impone nessun altro all’ infuori di Lui. “Quanto vi dicono, fatelo e osservatelo, ma non fate secondo le loro opere, perché dicono e non fanno.”
    Mt 23,3
    Spero di non essere risultata molesta a nessuno, poiché riconosco che il mezzo telematico non è dei più favorevoli ad un pacifico confronto. In caso contrario, chiedo scusa, non era certo mia intenzione.
    Pace e bene a tutti

  • Gederson Falcometa ha detto:

    “…il Papa [Paolo VI] proponeva una retta interpretazione ed applicazione del Concilio”.

    Vediamo fin dove siamo arrivati, il Papa, invece di dare la retta applicazione del Concilio, la proponeva. Cosa smentita nel caso della Divino Afflante Spiritus, dove mostra chiaramente che voleva la confusione ermeneutica in seno ala Chiesa. Come dare “una retta interpretazione ed applicazione del Concilio” lasciando liberi e ricompensando padri, come il Padre Lyonnet ?

    Nell’anno di 2011 il Padre Cavalcoli ha avuto un dibatito con il giornale SìSì NoNo. L’ultima lettera dal giornale rimane dal 2011 fino ad oggi senza risposta* (non è solo Bergoglio che fa silenzio).
    In quella occasione, diceva il giornale:

    “Infine lei scrive: “è assolutamente indimostrabile che la continuità non c’è”. Per cortesia ci spieghi – senza negare il principio di non contraddizione – dove sta la continuità tra la Fede cattolica e l’insegnamento del Concilio Vaticano II e del post-concilio nei seguenti quattro punti”

    La lettera del SìSì NoNo a Padre Giovanni Cavalcoli, con gli altri punti, può essere letta nell’indirizzo:

    RISPOSTA A PADRE CAVALCOLI di “Sì Sì No No”
    http://www.doncurzionitoglia.com/risposta_a_cavalcoli.htm

    Interessa adesso il punto al quale il giornale fa riferimento all’interpretazione dal Concilio per Papa Paolo VI (come ha fato adesso il Padre Cavalcoli) dove se può leggere:

    “Durante “l’omelia nella 9a Sessione del Concilio Vaticano II”, il 7 dicembre del 1965, Papa Montini giunse a proclamare: «la religione del Dio che si è fatto uomo s’è incontrata con la religione (perché tale è) dell’uomo che si fa Dio. Cosa è avvenuto? Uno scontro, una lotta, un anatema? Tale poteva essere; ma non è avvenuto. […]. Una simpatia immensa verso ogni uomo e non verso la natura umana, ha pervaso tutto il Concilio. Dategli merito almeno in questo, voi umanisti moderni, che rifiutate le verità, le quali trascendono la natura delle cose terrestri, e riconoscete il nostro nuovo umanesimo: anche noi, più di tutti, abbiamo il culto dell’uomo». Attenzione! “Tutto il Concilio”, dice Paolo VI, non il solo ‘spirito del Concilio’, non la sola ermeneutica radicale della rottura con la Tradizione cattolica. Ora l’interpretazione ‘autentica’ del Concilio Vaticano II la dà papa Paolo VI e non Tizio, Caio o Sempronio o don Cantone e neppure io. Inoltre Paolo VI chiama a “dar merito” a “tutto il Concilio” di questa “religione dell’uomo che si fa Dio” con le sole sue forze e senza il dono gratuito della grazia santificante gli “umanisti moderni”, cioè gli atei i quali “rifiutano le verità” di Fede soprannaturale, che trascendono l’umana ragione. Ma se “tutto il Concilio”, e non la sua interpretazione azzardata o il suo ‘spirito’, può e deve piacere agli atei o panteisti, non può piacere ai cristiani, che credono alle verità soprannaturali rivelate da Dio e distinguono la creatura dal Creatore. Come si evince da ciò che ha detto Paolo VI è il testo stesso del Concilio che è in rottura con la Fede cattolica e come tale non può essere accettato. Il cuore del “problema dell’ora presente” è propriamente la velleità di conciliare l’inconciliabile: teocentrismo e antropocentrismo, Messa romana e ‘Novus Ordo Missae’, Tradizione divino-apostolica e Vaticano II”.

    Le parole parlano da sè stessi. Aggiungo appena che anche i questa omelia (“nella 9a Sessione del Concilio Vaticano II”, il 7 dicembre del 1965), Paolo VI parla dello spirito del buon samaritano che ha guidato il Concilio. Il buon samaritano che secondo il Padre Cavalcoli, trova ciò che è buono anche nel rito luterano. Ma assorbire ciò che ha di buono nel rito dei luterani, guarirà chi? Chi è l’aggressore e chi è la vittima?

  • Astore da Cerquapalmata ha detto:

    Concordo con padre Cavalcoli.
    Vorrei però chiarire un paio di cose riguardo alle “eresie” dei teologi von Balthasar e Rahner, sebbene non sono né un teologo, né conosco bene i due.
    Da quello che so von Balthasar non disse mai che l’inferno è vuoto, ma solo che un cristiano deve sperare che lo sia. Certo non può sperare che sia pieno! Non si può dare dell’eretico a qualcuno isolando una frase dal contesto. Von Balthasar fu fatto Cardinale poco prima della sua morte da Giovanni Paolo II per i suoi meriti di studioso. Per cui, su questo, credo ragione Minutella.
    C’è inoltre da tenere presente che un teologo fa ricerca (per cui in certo modo “sperimenta”), perciò ci sta che possa dire inesattezze: l’importante è che le sottoponga alla Chiesa aspettandone l’imprimatur.
    Riguardo a Rahner so solo che considerava ammissibili gli anticoncezionali, ma non lo ha mai insegnato pubblicamente, credo. Egli si limitava a esporre il suo pensiero in un periodo in cui la dottrina sugli anticoncezionali non era sviluppata come poi lo sarebbe stato e perciò, probabilmente, la considerava obbligante all’assenso, ma, forse in buona fede, ancora aperta a qualche margine di discussione.
    In ogni caso se le sue teorie stravaganti non le insegnò come vere, si può dire che ubbidì. Almeno spero.
    Rahner comunque era troppo progressista, rischiando sempre di superare, e forse superando, i “limiti” consentiti.
    In ogni caso ci sono Cardinali di oggi che probabilmente sono molto più eretici di Rahner.
    E sto aspettando ancora una precisazione del Papa sulle parole dette il 23 dicembre scorso, quando disse che la Madonna è diventata santa, come TUTTI. Perciò per lui la Madonna, come tutti, non è stata concepita santa? Se lo pensa davvero, ma spero di no, questa è eresia! Un’eresia non solo pensata ma, in certo modo, anche insegnata! Anche perché non credo che parlasse a braccio.
    Forse il suo è stato solo un modo di parlare “semplice”, ma viste le polemiche che ne sono seguite, perché non precisa, come ha fatto altre volte?

  • Gederson Falcometa ha detto:

    “Papa Benedetto ha detto ai lefevriani che «se vogliono essere in piena comunione con la Chiesa, devono accettare le dottrine del Concilio». Fu S.Giovanni XXIII che progettò un Concilio pastorale. Ma S.Paolo VI volle aggiungere un aspetto dottrinale con le Costituzioni Lumen Gentiume Dei Verbum. E da allora i Papi non hanno cessato di raccomandare, spiegare ed applicare le dottrine del Concilio, entrate anche nel Catechismo della Chiesa Cattolica”.

    Il concetto di piena comunione è strano nella Chiesa cattolica prima del Concilio Vaticano II. Se dobbiamo dire sì sì o no no, la Chiesa deve dare l’esempio, deve dire se una persona è in comunione o no è in comunione con lei (non può dire sí e no come suggerisce il concetto di piena comunione). Se pensiamo in piena e non piena comunione, non possiamo negare che gli eretici di tutti i tempi abbiano avuto una qualche comunione con la Chiesa cattolica. Questo è totalmente al di fuori di ciò che è stato testimoniato dai Padri della Chiesa, come diceva Sant’Agostino:

    “In molti punti, gli eretici sono con me, in qualche altro no; ma a causa di questi pochi punti in cui si separano da me, non serve loro a nulla di essere con me in tutto il resto”
    (S. Aug., In Psal. 54, n. 19; PL 36, 641).

    In ciò che dice rispetto al che ha detto Papa Benedetto XVI ai lefebvriani, ciò che dice il Padre Cavalcoli è notoriamente falso. Insieme al preambolo dottrinale, la FSSPX ha ricevuto uno scritto di Benedetto XVI dove lui diceva al superiore della FSSPX che loro dovevano accettare il Concilio Vaticano II anche senza la sua interpretazione*. È come diceva l’allora cardinale Ratzinger:

    “Quello che ha rovinato la Chiesa dopo il Concilio non è stato il Concilio stesso, ma il rifiuto di accettarlo …l’obiettivo quindi è quello di scoprire il vero concilio e di approfondirne le sue vere intenzioni — alla luce dell’esperienza corrente, non di sopprimerlo”. Cardinale Ratzinger, Principles of Catholic Theology, 1987, p. 390.

    Anche:

    “Il fatto è che come disse Hans Urs von Balthasar già nel 1952 … essa [la Chiesa] deve abbandonare molte delle cose che le hanno fin qui dato sicurezza e che ha considerato come date per scontato. Essa deve abbattere gli antichi bastioni ed affidarsi solamente allo scudo della fede”. Cardinale Ratzinger, Principles of Catholic Theology, 1987, p. 391. 

    Parole dell’allora cardinale Ratzinger, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede in 1987. Infatti, non se può accettare ciò che se deve ancora scoprire, quindi, nè la FSSPX e nè la Chiesa hanno accettato il Concilio. Se se deve ancora scoprire il Concilio, la Chiesa se diventa ricercatrice della verità, non più maestra. È di questo che viene il riconoscimento di che il Concilio necessità di un’ermeneutica della riforma nella continuità. I branni del libro solleva delle domande, come:

    Come la Chiesa può accettare ciò che deve ancora scoprire?

    L’allora cardinale Ratzinger afferma che la Chiesa “deve abbandonare molte delle cose che le hanno fin qui dato sicurezza e che ha considerato come date per scontato”. Quale erano le cose che la Chiesa doveva abbandonare?

    Abbatere gli antichi bastioni e affidarsi solamente allo scudo della fede? Ora, gli antichi bastioni non sono stati prodotti per la fede?

    Se è vero che i Papi hanno raccomandato e spiegato le dottrine del Concilio, come ha detto il Padre Cavalcoli, che cosa significano queste parole di Benedetto XVI? Una volta che se è ammesso che il Concilio ha la necessità di un’ermeneutica della riforma nella continuità*, se riconosce che manca qualcosa al Concilio. Inoltre a questo se hanno veramente fatto, ciò che ha detto Padre Cavalcoli, perchè hanno lasciato dei alti prelati fare l’ermeneutica della rottura? Qualcuni sa quale prelati, vescovo, preti che hanno fatto ed è stato condannato per fare l’ermeneutica della rottura? In quale altro Concilio Ecumenico delle persone hanno fatto degli interpretazioni sbagliate e hanno rimasto all’interno della Chiesa, come se nulla avessero fatto nulla?

    Una risposta per l’esistenza dell’ermeneutica della rottura può essere che uno bastione è stato abbatuto. Non è l’argomento centrale, e la storia è lunga, ma nel pontificato di Giovanni XXIII, hanno cercato di fare un’esegesi modernista dell’Enciclica Divino Afflante Spiritu de Pio XII. L’articolo è stato pubblicato all’epoca nella rivista La Civiltà Cattolica. E ‘stato prontamente confutato da mons. Antonino Romeo e Mons. Francesco Spadafora. Il Sant’Uffizio ha intervenuto e ha punito e rimosso due dei tre gesuiti** coinvolti dalle loro posizioni di insegnamento. La questione fu risolta fino a quando Paolo VI assunse il pontificato. Quando Paolo VI assunse il pontificato senza chiedere niente ai puniti, rimuove le punizioni loro rituornano ai sue posti di insegnamento. Poco dopo, riformò il Sant’Uffizio e lo trasformò in Congregazione per la Dottrina della Fede. Una falsa interpretazione della Divino Afflante Spiritus è stata bloccata per dal S. Uffizio***.

    Il cattolico ha scoperto che con il Concilio Vaticano II gli eretici possono partecipare di uno Concilio Ecumenico e dare dei contributi positivi. Tutti i teologi che hanno subbito sanzioni sotto il Pontificato di Pio XII hanno partecipato al Concilio. Tutti erano membri della Nuovelle Thèologie quella condanata per Pio XII nella Humani Generis e che secondo il grande Padre Garrigou Lagrange, O.P., ritorna al modernismo. Sotto il pontificato di Papa Giovanni Paolo II, molti di questi teologi sono stati creati cardinali. Tra questi teologi stava Urs Von Balthazar sul quale dice il Padre Giovanni Cavalcoli:

    “Quanto a Von Balthasar, non è vero che non è eretico, perché notoriamente nega l’esistenza di dannati nell’inferno, come dimostro nel mio libro L’inferno esiste”. La verità negata, Edizioni Fede&Cultura,Verona 2010.

    La Chiesa ha mai richiesto ha Urs Von Balthazar l’assenso di fede divina e cattolica ha Urs Von Balthazar ma gli ha concesso il cardinalato per volontà di Papa Giovanni Paolo II. Altri, come Hans Kung, ha insegnato le sue eresie nella Università Cattolica. È notto che lui non crede nel dogma dell’infalibità del Papa. La Chiesa mai ha richiesto a lui l’assenso di fede al dogma definito dal Concilio Vaticano I. Il cardinale Lehmann ha dichiarato espressamente: “Io non credo nella Chiesa Cattolica”. La Chiesa mai ha chiesto a lui l’assenso di fede presente nel nostro credo. Il cardinale Martini è stato uno noto progressista, secondo me ha detto un Padre, non credeva nemmeno in Dio ed stato cardinale per anni nella Chiesa. Come loro ci sono tantissime altri che non danno assenso ai dogmi della Chiesa ma accettano il Concilio Vaticano II. Questi sono in piena comunione con la Chiesa e sono riconosciuti da lei con il cardinalato. Quale il senso?

    Come se vede, non solo al Concilio la Chiesa ha mostrato fiducia nel lavoro degli eretici, anche nel post-Concilio è stato affidato a loro posizioni importanti all’interno della Chiesa. Tra loro ci sono tantissime modernisti. Il modernismo che secondo S. Pio X è stata la massima e peggiore di tutte l’eresie, dopo il Concilio, c’e dei rappresentanti nella gerarchia (in alti posti) della Chiesa. Se per S. Pio X il modernismo rappresentava un grande pericolo per la fede, oggi non rappresenta nessuno: oggi anche loro possono dare un contributo positivo alla Chiesa. Se vede chiariamenti un cambiamento sostanziale, perchè siamo davanti ad una Chiesa incapace di riconoscere dei problemi e che possiede degli nemici. Tutti per lei sono stati diventati naturalmente buoni. In verità la distinzione tra eretici e cattolici è scomparsa con il Concilio ed il post-Concilio, oggi sono tutti uguale davanti alla Chiesa.

    Una Chiesa che sceglie per i posti di autorità i suoi peggiore nemici, i modernisti, ed è incapace di riconoscere e risolvere i suoi problemi è una Chiesa che ha perso il senso della realtà.

    * Raccomando a tutti a lettura del testo:

    L’ermeneutica dell’ermeneutica – Riflessioni sulle implicazioni e sulle conseguenze ultime dell’ermeneutica della continuità di Don Davide Pagliarani – http://www.unavox.it/ArtDiversi/DIV131a_Ermeneutica_dell-ermeneutica.html

    ** Uno degli gesuita coinvolti nella vicenda era stato il Padre Lyonnet, S. J. che ha diffeso nel libro De “iustitia Dei” in epistula ad Romanos, Roma 1947 che il termine “giustizia” non designa l’attributo con cui Dio punisce il peccato (giustizia vendicativa), o esige una riparazione del peccato (giustizia esigitiva), o odia il peccato (santità), ma bensì quello per cui Dio resta fedele alle promesse di salvezza e le compie (fedeltà).

    Sarà che Papa Francesco è stato suo allievo?

    *** Dopo il caso della Divino Afflante Spiritus, in che Paolo VI ha intervenuto personalmente (1962), il Papa denuncerà:

    «una falsa e abusiva interpretazione del Concilio, che vorrebbe una rottura con la Tradizione, anche dottrinale, giungendo al ripudio della Chiesa pre-conciliare, e alla licenza di concepire una Chiesa “nuova”, quasi “reinventata” dall’interno, nella costituzione, nel dogma, nel costume, nel diritto» (Dichiarazione conciliare del ‘6 marzo 1964’, ripetuta il ‘16 novembre 1964’).

    Questa falsa interpretazione poteva combattere il Sant’Uffizio ma Paolo VI ha datto libertà all’errore all’annulare la sentenza che il Sant’Uffizio ha datto contro i tre Padri gesuiti.

    • Sherlock Holmes ha detto:

      Commento eccellente!

      • Gederson Falcometa ha detto:

        Grazie.

        Curiosamente, il Padre Lyonnet è stato maestro del cardinale Carlo Maria Martini:

        “…l’abile gesuita francese che nel 1966, tra le mura del prestigioso Pontificio Istituto Biblico di Roma, nella sua veste di navigato professore e relatore presentò la tesi di dottorato del giovane e già promettente studioso di esegesi padre Carlo Maria Martini: «Il problema della recensionalità del codice B alla luce del papiro Bodmer»”.

        30 anni fa la scomparsa. Il gesuita LYONNET, talent scout della Bibbia
        https://www.google.com/amp/s/www.avvenire.it/amp/agora/pagine/lyonnet-

  • Antonella ha detto:

    Due voci, due posizioni che traducono alla perfezione la scissione della Chiesa attuale, perché non è tanto la sua rappresentazione, sempre più ostentata e meno convincente, condotta da un Bergoglio intenzionato a fare del dialogo col mondo lo scettro ideologico, riformista per molti suoi simpatizzanti, ma per tanti altri sempre più contrapposto a quel principio di pastoralita’ che dovrebbe incardinare un Papato sul mandato di Cristo, piuttosto che su questioni sociali dal richiamo vagamente evangelico con cui patteggiare.
    Ma la frattura diventa oggi più seria quando siamo chiamati a pronunciarci sui fatti da cattolici e conformemente allo spirito del Magistero! Ci sono infatti quelli che se pur contrariati da quanto stia tristemente emergendo, preferiscono comunque trovare giustificazioni alle questioni abbondantemente
    criticate, altri dicendo apertamente quello che pensano rischiano invece di risultare prima trasgressivi poi eretici, come se la crisi dipendesse da loro…..
    L’impegno ad assumere posizioni chiare, dichiarando secondo coscienza il nostro “Si”, “No”, per molti è diventato “Ni”.

  • Luciano ha detto:

    Dite quel che volete ma io devolvo l’8 per mille allo stato italiano che deve mantenere tutti quelli che Bergoglio ha fatto arrivare a tutti i costi. Il 5 per mille e altri donazioni a chi sostiene la vera dottrina e tradizione cattolica di sempre

    • GMZ ha detto:

      Anche io.
      Ma a me m’ha già scomunicato lo Spettro di don Ezio; lei non dia troppa pubblicità alla sua risoluzione, se non vuole incappare nella stessa punizione!
      Ossequi.

  • Francesco Franco ha detto:

    Dice Padre Cavalcoli
    ” Le dottrine del Concilio non definiscono nuovi dogmi, e tuttavia sono veridiche e vincolanti, anche se appartengono non al primo grado dell’autorità magisteriale, definito nella Lettera Apostolica Ad tuendam fidemdi S.Giovanni Paolo II del 1998, grado che richiede l’assenso di fede divina, rifiutando il quale, si cade nell’eresia. ”

    Vorrei chiedere a Padre Cavalcoli, come si deve comportare un fedele dinanzi a un pronunciamento del Magistero ordinario, come ” La nostra Aetate”, nella quale si disconosce la responsabilità di “Deicidio” del popolo ebreo, pur se non tutti parteciparono a tale atto ” Il sangue (di Gesù Cristo) ricada su di noi e i nostri figli” fu l’esclamazione del popolo.
    Ma ancora più grave è l’affermazione recente di Benedetto XVI quando riallacciandosi alla Nostra Aetate ebbe a dire ” Dal 2013, anno del suo ritiro volontario, Benedetto XVI ha dedicato molto del suo tempo alla meditazione ed alla scrittura. Il suo ultimo saggio di 20 pagine è una riflessione solitaria su Grazia e Chiamata Senza Pentimento – a proposito del “Decreto Sugli Ebrei” (che fu il nome dato alla prima stesura di Nostra Aetate). Il testo si concentra essenzialmente su due tesicontenute nei documenti del 1965 e del 2015: la prima, che Israele non è stato sostituito dalla Chiesa e la seconda, che l’Alleanza (con il popolo ebraico) non è mai stata revocata. Egli afferma che entrambe le tesi sono “essenzialmente corrette ma richiedono ulteriori valutazioni critiche”. La terza tesi su cui si sofferma Papa Ratzinger è il significato teologico della “Terra Promessa”.
    Si nega la sostituzione della Chiesa al popolo ebraico, se è vero che Dio non revoca l’alleanza è maggior vero che Israele rifiutò tale alleanza, sigillando tale volontà con il “Deicidio”.
    Inoltre l’antica alleanza doveva arrivare al suo termine, le parole di Gesù Cristo sono categoriche. “Prendete, e bevetene tutti: questo è il calice del mio Sangue per la nuova ed eterna alleanza, versato per voi e per molti”.
    Non possono sussistere due alleanze, le quali sono nella sostanza contrapposte, così come non possono esserci “Le due vie della salvezza”, la via unica della Salvezza l’ha indicata Gesù Cristo quando nell’ultima cena istituì la “Nuova ed Eterna Alleanza”.
    In questa eterna alleanza fu offerta di nuovo al popolo ebraico, che sistematicamente la rifiutò, perseguitando gli Apostoli e discepoli di Gesù Cristo, agli ebrei era per primo rivolto “Andate, fate discepoli… battezzandoli nel nome di quel Figlio che non vollero ascoltare.
    Caro Padre Cavalcoli, questo insegna Cristo, e lo insegna in modo esplicito, affinché sia ben comprensibile, da queste ed altre la Chiesa post concilare si è allontanata.

  • Rafael Brotero ha detto:

    Bisogna scegliere: o Bergoglio o la verita’. Quelli che come p. Cavalcoli vogliono avere le due cose sono obbligati a dire perle di sagezza come “Bergoglio non é modernista”, poco digne di um teologo della nobilissima famiglia domenicana.

  • Lucy ha detto:

    Per quanto riguarda padte Cavalcoli capisco benissimo che ha dei limiti che non può superare ma ho smesso daun po’dileggere i suoi articoli sull’Isola di Patmos perchè mi sono stufata di trovate analisi impietose fatte da lui sul pontificato di Bergoglio e poi giustificarlo con questa tesi assurda e cioè che è mal guidato da cattivissimi , perfidi consiglieri modernisti , quasi tanti Sir Biss , che lo influenzano per le sue peggiori decisioni , quando è chiaro come il sole che è lui il capo dei modernisti che ha scelto e di cui continua a circondarsi incentivando inoltre quel noto fenomeno che è il trasformismo clericale.

    • Adriana ha detto:

      Lucy ,
      a guerra terminata ( e perduta ) dicevano lo stesso le tante
      ” vedove” del Duce – ( con tenerezza femminile ) – .

  • Lucy ha detto:

    @Fox
    Ho letto il libro di Stefano Fontana “La nuova chiesa di Karl Rahner ” , sottotitolo ” Il teologo che ha insegnato ad arrendersi al mondo “. Ne consiglio la lettura e possibilmente la diffusione ; è un agile libretto di sole 100 pagine ma esaustivo , preciso , chiaro e soprattutto illuminante.
    Durante la lettura vedevo come scorrere il film che abbiamo sotto i nostri occhi dal 2013 ad oggi.Rahner , non a caso gesuita ,ha teorizzato ieri la prassi ecclesiastica del pontificato di oggi : fine della verità ,fine del dogma ,fine della morale , fine del peccato originale , fine degli assoluti morali , fine della missione.
    Fontana comunque è tutto sommato ottimista , scrive :” Nella Chiesa ci sono risorse di auto -aggiustamento impensabili ” .In tutti questi anni si sono visti moltissimi auto -danneggiamenti ma nessun auto – aggiustamento.Preghiamo di ricevere in dono anche solo la metà dell’ottimismo che anima Stefano Fontana e di poter vedere almeno qualche auto – aggiustamento prima che la situazione della chiesa diventi irreversibile.

  • Ilaria ha detto:

    “Quanto a Von Balthasar, non è vero che non è eretico, perché notoriamente nega l’esistenza di dannati nell’inferno, come dimostro nel mio libro” L’inferno esiste. La verità negata. “”

    Sbaglio o qualcun’altro (vestito di bianco, argentino..) nega l’esistenza di dannati nell’inferno? Eretico pure lui!

    • GMZ ha detto:

      Si sbaglia, cara Ilaria.
      Quell’altro nega l’esistenza dell’inferno tout court.
      I “dannati” ci sono, ma spariscono nel nulla: puff, evaporano!
      Il papataz ha letto troppo Borges, e anche in questo caso non ha capito niente.
      Ossequi.

  • deutero.amedeo ha detto:

    Al di là di tutti i ragionamenti, guardiamo in faccia la realtà in questo filmato:
    http://w2.vatican.va/content/francesco/it/events/event.dir.html/content/vaticanevents/it/2019/1/13/angelus.html

    Commento di Scarpe Grosse : ardì ché che sudisfassiù che ‘l g’à a faga la predichina a quater scalcagnacc a spass a Roma. (traduzione: guardate qua che soddisfazione ha facendo la predichina a quattro poveracci a spasso a Roma.)

    • Adriana ha detto:

      Deutero,
      probabilmente sono ancor troppi e gli danno fastidio , ( a motivo della sua grande umiltà beninteso ) .

    • Nicola B. ha detto:

      Deutero Amedeo. E quelle quattro persone a spasso per Roma e presenti all’ Angelus, sono almeno per buona metà ( se non molti di più) di stranieri…………perlopiù di gruppi religiosi.

      • deutero.amedeo ha detto:

        Io, infatti, ho scritto a spasso “A” Roma non “PER” Roma. Forse sarebbe stato più appropriato scrivere in gita turistica.

  • Berto ricci ha detto:

    Dunque…
    Il dott. Minutella dice che la consacrazione é invalida se la messa è una cum francesco. Quindi è eretico.
    Il padre Cavalcoli dice che possono coesistere due papi o un papato allargato, secondo la teoria gaensweiniana. Quindi è eretico.
    Il dott. Minutella dice che è papa uno che non è più papa, senza avere prove. Quindi è un bugiardo.
    Il padre Cavalcoli dice che Von Balthasar negava l’inferno, come se V.B. non avesse scritto un libro per spiegare che non è così. Quindi è un bugiardo.

    Niente male!

  • Adriana ha detto:

    E io che pensavo che la cosa buona di questo duello dialettico consistesse nel fatto che nessuno dei due contendenti si premurasse , con una certa presunzione , di voler
    ” comprendere ” la supposta sofferenza dell’altro per poi meglio affondargli tra le scapole lo stilo
    delle proprie argomentazioni !
    Se il buon Cavalcoli soffre , (un po’ alla Paolo VI ) , lui fa soffrire anche me con la mirabile confusione che ingenera.
    Mi pare che , dopo tanto tempo , abbia deciso di svendere la sua primogenitura come Esaù.
    Per un piatto di lenticchie ?
    O forse ,perchè – obnubilato da un maninteso obbligo cristiano a pensar sempre bene del prossimo / superiore – , nella sua infinita
    ” carità ” sarebbe capace di individuare le ottime intenzioni anche nell’origine della ” prassi ” di Jack lo Squartatore ?

  • Rafael Brotero ha detto:

    Il CVII fu un concilio pastorale, cioe’, un concilio dedicato alla pratica, al fare della Chiesa nel tempo e nella storia; dipende dunque sostanzialmente dei tempi, delle circontanze storiche; fu un intento necessario da parte della Chiesa di trovare un modus vivendi in una situazione storica particolarmente difficile, con il mondo diviso tra due grandi nemici della Chiesa, i massoni americani e i comunisti sovietici. L’obbedienza a quello che appartiene specificamente al conciilio – e non a cio che nel suo testo solo ripete i precedenti concili dogmatici – sta vincolata alla persistenza delle stesse condizioni storiche. Oggi, le circonstanze sono del tutto diverse, l’obbedienza non ha piu senso. Insistere in quella prassi degli anni 60 solo puo creare mostri, come il bergoglismo.

  • deutero.amedeo ha detto:

    Si può piacevolmente assistere ad un incontro fra due campioni di scherma senza parteciparvi e senza tifare per l’uno o per l’altro. Per quanto mi riguarda è quanto faccio nei riguardi di questi due contendenti.
    Ci mancherebbe che la Verità dipendesse dalla capacità e dalla passione argomentativa di un Minutella o di un Cavalcoli.

  • Nat ha detto:

    Gentile Tosatti, Lei è riuscito a farsi una idea precisa di come la pensano all’Isola di Patmos?
    Io non ho ben capito, dopo la lettura della nota della Redazione, se lì ritengono che p. Cavalcoli si sia montato la testa o se sia uscito di testa.
    L’unica cosa che constato è che il padre domenicano non solo non demorde, ma anzi rilancia.
    La qual cosa avrà pure un significato…

  • Mary ha detto:

    Se la portasse con se, io non lo so, di sicuro, dopo anni di schizofrenia, se l’è sposata.

  • malibu stacy ha detto:

    quando un frate domenicano per vent’anni dice una cosa e poi all’improvviso inizia a dire il contrario, o si è venduto per diventare vescovo o è sottoposto a pressioni enormi dai superiori e cede per paura.

    • fox ha detto:

      credo, ripeto credo, che Padre Cavalcoli sia invece tormentato dalla ricerca di ragioni per poter spiegare( a se stesso anzitutto) perchè Bergoglio è diventato Papa. E lo fa confrontandosi con chi lo cerca .Che sia Baronio, Minutella, Levi di Gualco , Livi. In realtà io credo che P.Cavalcoli non si dia pace , soffra .

      • Sherlock Holmes ha detto:

        Concordo con te, anche lui soffre molto, come noi d’altronde, ma la verità, quando è verità, è “semplice”, tanto che solo chi è come un bimbo la può comprendere, e la verità, ampiamente profetizzata dalla Vergine e dai Santi, è che l’Anticristo, abilmente camuffato, è riuscito ad insediarsi sul trono di Pietro.
        Tutto il resto è solo chiacchiericcio.

      • Maria Cristina ha detto:

        Anche io credo nell’assoluta onesta intellettuale di Padre Cavalcoli. Ma chi glielo fa fare di disputare sui blog con questo e q uello?
        Se lo fa, secondo me, e’ per un sincero moto del cuore, per cercar di spiegare le sue ragioni.
        Posso non essere convinta di alcune di queste argomentazioni, ma chiedo a tutti RISPETTO e venerazione per Padre Cavalcoli.
        Ognuno chieda a se’stesso ma chi sono io teologo da tastiera di computer, p er sbeffeggiare Padre Cavalcoli?
        Il solo fatto che si offra vittima ai teologi ed odiatori da tastiera, quando nessuno lo.obbliga, se non la sua c oscienza, depone a favore di Padre Cavalcoli.
        Ripeto non e’necessario essere d’ accordo con lui, ma e necessario rispettarlo.

    • Giov ha detto:

      Al povero Cavalcoli hanno fatto passare la sete col prosciutto, quando l’hanno cacciato da Radio Maria perché aveva osato parlare. Minutella ha affrontato anche le scomuniche, ma gli altri sono in maggioranza dei Don Abbondio, che non possono darsi il coraggio da soli.

  • Alfredo Grande ha detto:

    Nel grottesco ruolo che il buon frate domenicano sembra essersi ritagliato in questa storia, ritrovo l’eco nemmeno troppo lontana dell’erudito don Ferrante immortalato da Alessandro Manzoni nei Promessi Sposi):

    (dal cap XXXVII dei Promessi Sposi)
    “L’altra cosa è che Lucia, domandando del padre Cristoforo a tutti i cappuccini che poté vedere nel lazzeretto, sentì, con più dolore che maraviglia, ch’era morto di peste.
    Finalmente, prima di partire, avrebbe anche desiderato di saper qualcosa de’ suoi antichi padroni, e di fare, come diceva, un atto del suo dovere, se alcuno ne rimaneva. La vedova l’accompagnò alla casa, dove seppero che l’uno e l’altra erano andati tra que’ più. Di donna Prassede, quando si dice ch’era morta, è detto tutto; ma intorno a don Ferrante, trattandosi ch’era stato dotto, l’anonimo ha creduto d’estendersi un po’ più; e noi, a nostro rischio, trascriveremo a un di presso quello che ne lasciò scritto.
    Dice adunque che, al primo parlar che si fece di peste, don Ferrante fu uno de’ più risoluti a negarla, e che sostenne costantemente fino all’ultimo, quell’opinione; non già con ischiamazzi, come il popolo; ma con ragionamenti, ai quali nessuno potrà dire almeno che mancasse la concatenazione.
    – In rerum natura, – diceva, – non ci son che due generi di cose: sostanze e accidenti; e se io provo che il contagio non può esser né l’uno né l’altro, avrò provato che non esiste, che è una chimera. E son qui. Le sostanze sono, o spirituali, o materiali. Che il contagio sia sostanza spirituale, è uno sproposito che nessuno vorrebbe sostenere; sicché è inutile parlarne. Le sostanze materiali sono, o semplici, o composte. Ora, sostanza semplice il contagio non è; e si dimostra in quattro parole. Non è sostanza aerea; perché, se fosse tale, in vece di passar da un corpo all’altro, volerebbe subito alla sua sfera. Non è acquea; perché bagnerebbe, e verrebbe asciugata da’ venti. Non è ignea; perché brucerebbe. Non è terrea; perché sarebbe visibile. Sostanza composta, neppure; perché a ogni modo dovrebbe esser sensibile all’occhio o al tatto; e questo contagio, chi l’ha veduto? chi l’ha toccato? Riman da vedere se possa essere accidente. Peggio che peggio. Ci dicono questi signori dottori che si comunica da un corpo all’altro; ché questo è il loro achille, questo il pretesto per far tante prescrizioni senza costrutto. Ora, supponendolo accidente, verrebbe a essere un accidente trasportato: due parole che fanno ai calci, non essendoci, in tutta la filosofia, cosa più chiara, più liquida di questa: che un accidente non può passar da un soggetto all’altro. Che se, per evitar questa Scilla, si riducono a dire che sia accidente prodotto, dànno in Cariddi: perché, se è prodotto, dunque non si comunica, non si propaga, come vanno blaterando. Posti questi princìpi, cosa serve venirci tanto a parlare di vibici, d’esantemi, d’antraci…?
    – Tutte corbellerie, – scappò fuori una volta un tale.
    – No, no, – riprese don Ferrante: – non dico questo: la scienza è scienza; solo bisogna saperla adoprare. Vibici, esantemi, antraci, parotidi, bubboni violacei, furoncoli nigricanti, son tutte parole rispettabili, che hanno il loro significato bell’e buono; ma dico che non han che fare con la questione. Chi nega che ci possa essere di queste cose, anzi che ce ne sia? Tutto sta a veder di dove vengano.
    Qui cominciavano i guai anche per don Ferrante. Fin che non faceva che dare addosso all’opinion del contagio, trovava per tutto orecchi attenti e ben disposti: perché non si può spiegare quanto sia grande l’autorità d’un dotto di professione, allorché vuol dimostrare agli altri le cose di cui sono già persuasi. Ma quando veniva a distinguere, e a voler dimostrare che l’errore di que’ medici non consisteva già nell’affermare che ci fosse un male terribile e generale; ma nell’assegnarne la cagione; allora (parlo de’ primi tempi, in cui non si voleva sentir discorrere di peste), allora, in vece d’orecchi, trovava lingue ribelli, intrattabili; allora, di predicare a distesa era finita; e la sua dottrina non poteva più metterla fuori, che a pezzi e bocconi.
    – La c’è pur troppo la vera cagione, – diceva; – e son costretti a riconoscerla anche quelli che sostengono poi quell’altra così in aria… La neghino un poco, se possono, quella fatale congiunzione di Saturno con Giove. E quando mai s’è sentito dire che l’influenze si propaghino…? E lor signori mi vorranno negar l’influenze? Mi negheranno che ci sian degli astri? O mi vorranno dire che stian lassù a far nulla, come tante capocchie di spilli ficcati in un guancialino?… Ma quel che non mi può entrare, è di questi signori medici; confessare che ci troviamo sotto una congiunzione così maligna, e poi venirci a dire, con faccia tosta: non toccate qui, non toccate là, e sarete sicuri! Come se questo schivare il contatto materiale de’ corpi terreni, potesse impedir l’effetto virtuale de’ corpi celesti! E tanto affannarsi a bruciar de’ cenci! Povera gente! brucerete Giove? brucerete Saturno?
    His fretus, vale a dire su questi bei fondamenti, non prese nessuna precauzione contro la peste; gli s’attaccò; andò a letto, a morire, come un eroe di Metastasio, prendendosela con le stelle.
    E quella sua famosa libreria? È forse ancora dispersa su per i muriccioli

    Parafrasando il gran Lombardo, si potrebbe ben dire:

    Dice adunque che, al primo parlar che si fece di eterodossia papale, il padre Cavalcoli fu uno de’ più risoluti a negarla, e che sostenne costantemente fino all’ultimo, quell’opinione; non già con ischiamazzi, come il popolo; ma con ragionamenti, ai quali nessuno potrà dire almeno che mancasse la concatenazione.

  • Elisa ha detto:

    Buona Domenica a tutti. Scusate se ogni tanto i miei interventi sono fuori tema, ma non so a chi rivolgermi. Dove vivo io la gente, o i preti, vanno dal progressismo, al seguire tutti i pseudo veggenti. Non ho ancora trovato persone che mi sappiano guidare. Dunque ieri ho partecipato alla Messa Tridentina, molto bella e ogni qualvolta che partecipo mi trasmette una grande gioia. Domanda: ho visto che le donne portano il velo, dove lo posso acquistare? Perché quello che ho io non mi convince tanto. Grazie mille.

  • Adriana ha detto:

    ” Indegnamente ” ritengo che SE lo spirito del Concilio ha permesso
    e giustificato la sussistenza di due Papi al posto di uno , quello spirito è
    ” leggermente ” confuso .
    Sappiamo chi è il Signore della confusione .
    Sappiamo anche chi sono i divulgatori della confusione .
    Sappiamo anche quali sono gli effetti della confusione , ( li constatiamo ogni giorno ) .
    Mi pare inutile abbrancarsi alle affermazioni e alle svolte ideologiche di un ” teologo ” o di un altro . La confusione permane ed anzi si accresce grazie all’aiuto fattivo di chi si pone nella condizione di ” spiacere a Dio ed ai nemici suoi ” : quel Dio Cattolico che , mi pare , non abbia mai sopportato la arzigogolata ” riserva mentale ” tipica del gesuitismo .

  • Agostino ha detto:

    “… Dopo 40 anni di studi su Rahner, avendo in precedenza fatto su di lui alcune pubblicazioni, ho scritto un libro – Karl Rahner. Il Concilio tradito, Edizioni Fede&Cultura, Verona 2009 -, seguito da altre pubblicazioni, apposta per dimostrare che se Rahner ha dato un contributo al Concilio, che ovviamente è ortodosso, egli ha potuto diffondere la sua interpretazione modernistica del Concilio solo successivamente, per la debolezza e la connivenza dell’autorità ecclesiastica.” Cioè la stessa tecnica di chi per far passare una concessione contraria alla dottrina che non sarebbe mai passata disse :” Se parliamo esplicitamente di comunione ai divorziati riposati questi non sai che casino che ci combinano. Allora non ne parliamo in modo diretto, fa in modo che ci siano le premesse, poi le conclusioni le trarrò io.” Così è avvenuto al Concilio: le “premesse”, appunto, e dopo il Concilio ha potuto diffondere la sua interpretazione modernistica proprio a causa di quel contributo che forse tanto ortodosso non era.

  • quamiuvat ha detto:

    Mi dispiace. Ho deciso di non seguire più le elucubrazioni (arrampicate sugli specchi) del bergogliano .
    Buona giornata.
    AG

  • Sherlock Holmes ha detto:

    La discussione è molto interessante, ma è anche assai triste vedere come due “puniti” dalla Chiesa di Papa Francesco si scannino a vicenda mentre Satana e il tizio Argentino se la ridono e continuano a demolire la Casa del Signore…
    Come afferma don Alfredo Morselli con Erroris Laetitia “il peccato ancora c’è, ma è diventato impossibile peccare” e allora via con la Comunione ad Adulteri, Gay, Protestanti, Impenitenti.

  • quamiuvat ha detto:

    Buongiorno.
    Mi dispiace dirlo, ma ho deciso di non seguire più le disquisizioni (arrampicate sugli specchi) del corifeo di papa Bergoglio e dei bergogliani.
    Buona giornata.

  • Ángel Manuel González Fernández ha detto:

    Caro Direttore:
    Ma è che nessuno lo ricorda…?
    “Ricordo ancora, como fosse oggi, le parole che sentii dire da cardenal italiano, allora molto potente nella Curia romana, all’indomini dell’elezione di Benedetto XVI “Due-tre anni, durerà solo due-tre anni…”:
    Andrea Tornielli. ATTACO A RATZINGER Accuse e scandali, profezie e complotti contro Benedetto XVI
    https://books.google.es/books?id=-CZg5cktWo0C&printsec=frontcover&dq=Paolo+Rodari+%26+Andrea+Tornielli&hl=es&sa=X&ved=0ahUKEwjAv7DhiOrfAhWkAmMBHXajADoQ6AEIMjAB#v=onepage&q=Paolo%20Rodari%20%26%20Andrea%20Tornielli&f=false

    Andrea Tornielli A o B:
    A. È nominato a questo individuo come premio per non denunciare il cardinale molto potente che confessò quella minaccia al Papa.
    B. È nomitano a questo individuo perché fu è e sarà un leccapiedi e cagnolino di prima categoria, che lo stesso defende a Dio che a Satana.
    Caro Direttore, io credo che l’abbiano nominato per A e B.
    Saluti.

    • ubimajor ha detto:

      alla nomina di Benedetto XVI si opposero più ambienti e conseguentemente più potenti cardinali ( forse lei si riferisce a Sodano ? o a Silvestrini ?) . Tornielli in quell’epoca lavorava alGiornale ed era in una situazione che chiamerei precaria , cercava strade per sopravvivere. Questa strada la trova solo nel 2013 con la nomina di Bergoglio . Non mi è dato capire come sia riuscito a entrare nelle grazie del Papa . Non credo però si tratti semplicemente di adulazione . C’è sotto qualcosa d’altro . Mi vien detto che chi ne è a conoscenza più approfondita è il secondo vaticanista della Stampa ( in confllitto con Tornielli ) Galeazzi .

  • Gian ha detto:

    Da ignorante non mi permetto di dire “a” su cose che mi passano sopra la testa ad altezza per me irraggiungibile, eppure… Ascoltando le interviste di Mons. Lefebvre, che coraggiosamente si opponeva al “colpo di mano” ad opera dei modernisti, cercando di riunire un fronte di opposizione al tentativo di protestantizzare la Chiesa cattolica da lui scoperto durante i lavori del CVII, risulta evidente la manipolazione, il colpo di mano diabolico, attuato da Rahner e cricca, i cui frutti vediamo oggi. E’ vero che il gesuita Rahner, del resto, è lo stesso che al CVII si portò con il bagaglio personale anche la discreta amante con cui da tempo si intratteneva di nascosto, tra una celebrazione e l’altra? Altro che il fumo di Satana…

    • fox ha detto:

      colto nel segno Gian ! . Legga il libro di Stefano Fontana ( la Chiesa di Carl Rahner , ed .Fede & Cultura) e certamente capirà anche il ruolo di mons.Lefebvre e perchè è stato demonizzato.
      Mi viene da fare una profezia : Tra poco il pensiero di mons.Lefebvre verrà riscoperto e rivalorizzato , e potrà diventare una guida di riflessione . Si legga il promo libro di Lefebvre ” Perchè son contro il Concilio” ( vado a memoria ) . E , se è possibile , si legga anche il documento contro il novus ordo missae scritto dal card.Siri e Lefebvre. ,

      • Gian ha detto:

        Grazie per i suggerimenti FOX, mi sto documentando e scopro che per troppi anni siamo stati ingannati e che l’inganno continua, sempre più spudorato. Solo da pochi giorni ho scoperto il fondamentale film documentario “Mons. Lefebvre, un vescovo nella tempesta” che consiglio a tutti di vedere. Ci sono poi anche i libri di don Luigi Villa al riguardo. Non potremo un domani dire: “non lo sapevamo, nessuno ce l’aveva detto!”.