PARIGI, SAINT NICHOLAS. UNA MESSA NELLA CHIESA DI LEFEBVRE ALLE 8 DI MATTINA. QUANTI GIOVANI.

29 novembre 2018 Pubblicato da --

Marco Tosatti

Cari Stilumcuriali,

come avrete forse potuto indovinare da alcune delle fotografie a piè d’articolo, chi scrive si trova a Parigi da qualche giorno, e ci resterà presumibilmente fino alla fine della settimana.

Domenica mattina ho avuto la curiosità di recarmi alla messa a Saint Nicholas du Chardonnet, la chiesa principale a Parigi della Fraternità Sacerdotale San Pio X, i seguaci di mons. Lefebvre. Era una messa presto, alle 8 d mattina, in una Parigi umida, piovigginosa, con il cielo grigio a mezzo metro da terra. Insomma, l’usuale panorama parigino di fine novembre.

La chiesa è molto bella; come potete vedere dal paio di foto che ho scattato. La messa era molto bella, anche, e seguita con estrema partecipazione dai fedeli. Per precauzione avevo scaricato la sera prima sul telefonino l’ordinario della messa in base a Summorum Pontificum, con testo latino e italiano (www.straordinaria.net, per chi fosse interessato) in modo da poter seguire; non sono troppo ferrato in materia..Lettura e omelia erano in francese.

Due le sorprese. La prima: nonostante l’orario, nonostante il tempo meteorologico tutt’altro che invitante, e le abitudini parigine (sabato e domenica soprattutto fin verso le 10 è una città semideserta…) la chiesa, che è tutt’altro che piccola, era affollata di fedeli.
E qui c’è la seconda sorpresa. Mi ero aspettato di vedere soprattutto persone anziane, nostalgiche del rito della messa di sempre, l’ordo pre-conciliare. E questi c’erano, di sicuro. Ma quello che mi ha stupito è stata la presenza di giovani; ragazzi e giovani adulti; in una proporzione, a occhio, molto superiore a quella che vedo abitualmente a Roma nelle messe che frequento. E poi famiglie, e persone di età media. Ma veramente parecchi ragazzi e ragazze. Ecco, volevo condividere con voi questa esperienza. Classi sociali molto miste; qualcuno chiaramente più fighetto, come si dice a Roma; ma anche persone di estrazione più umile, e di diverse provenienze etniche. Ma, come ho detto, parecchi giovani. Interessante, no?







Oggi è il 95° giorno in cui il Pontefice regnante non ha, ancora, risposto.

“Quando ha saputo che McCarrick era un uomo perverso, un predatore omosessuale seriale?”

“È vero, o non è vero, che mons. Viganò lo ha avvertito il 23 giugno 2013?”

Joseph Fessio, sj: “Sia un uomo. Si alzi in piedi e risponda”.




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83 commenti

  • Emanuele ha detto:

    Caro sig. Tosatti
    Sono un genovese emigrato a Parigi da qualche anno (7 anche troppi…) se resta ancora qualche giorno volevo segnalarle altre due meraviglie parigine: oltre alla famosa Cappella della Medaglia Miracolosa di rue du Bac, c’è una piccola chiesetta nel mezzo del casino è l’inutilità dei grandi magazzini Printemps e Lafayette di boulevard Haussmann.
    Si tratta della chiesa Saint Louis d’Antin: 4 ore di adorazione eucaristica al giorno, 5 o 6 messe al giorno, confessionali non stop tutto il giorno…. la chiesa è quasi sempre piena 365 giorni all’anno.
    Buon soggiorno parigino e grazie per il suo lavoro instancabile.
    Cordiali saluti
    Emanuele

  • maurizio rastello ha detto:

    Ognuno si contenta come può; Lei, dr. Tosatti, è una persona semplice, e questa piccola cosa le basta. Sono contento per Lei.

  • Giov ha detto:

    Io la stessa scena, con lo stesso numero e tipologia di persone, l’ho vista a Roma alla Trinità dei Pellegrini.
    Di venerdì pomeriggio.
    😉

  • Andrea pirro ha detto:

    Vorrei solo ricordare che in occasione del duecentesimo anniversario della decapitazione di Luigi XVI il “grande cardinale Aronne Lustiger ” già audefinitosi “vero ebreo e vero cattolico”,rifiutò di celebrare una messa in suffragio della sua anima…

    • ROBERTO ha detto:

      è uscito un libro di Fabrizio Fabbrini dal titolo il Re alla Sbarra edizione LEF di Firenze. Dimostra con una documentazione ineccepibile che Luigi XVI era più libertario dei rivoluzionari.

  • Anonima ha detto:

    Io ancora mi domando come si fa a dire che la FSSPX è fuori per questioni dottrinali, quando professa la dottrina che per secoli è stata sempre la stessa e che, invece, il Concilio si è prefisso di stravolgere. Dunque, è ragionevole dire che, quanto a dottrina, loro sono fuori e tutti gli “ammodernati” sono dentro? Forse che dall’oggi al domani e dopo un paio di millenni lo Spirito Santo ha voluto scusarsi e proclamare la sua mutevolezza? Mah…
    Beato lei, caro Tosatti, per questa sua bella ed edificante esperienza parigina!

    • Monsignor lapalisse ha detto:

      La Chiesa è quella conciliare. Se non ti adegui è ovvio che sei fuori. Questo al di la che sia un bene o un male essere dentro o fuori.

  • Gualtiero ha detto:

    MA LO SAPEVATE CHE LA CHIESA È OCCUPATA ABUSIVAMENTE DAI LEFEBRVIANI DAGLI ANNI 70?? NON RIESCONO A SFRATTRARLI PERCHÈ LE AUTORITA DICONO CHE SONO BEGHE TRA PRETI. 🙂

    • luisa S. ha detto:

      A quanto mi risulta in Francia le chiesa sono proprietà dello stato, quindi se occupano le chiese abusivamente possono benissimo sfrattarli. Se qualcuno conosce le cose diversamente sarei grata della precisazione.

    • marco bianchi ha detto:

      Almeno non la venderanno.

  • Donna ha detto:

    A Trento, ogni domenica nella piccola Chiesa dell’Annunziata si celebra la Messa Tridentina. Vi ho partecipato diverse volte, non nego però che data la mia difficoltà con il latino, se non vi fosse un libretto comprenderei purtroppo poco; ciò nonostante ne riconosco una maggiore solennità rispetto alla celebrazione della Messa N.O. a cui siamo abituati, vi si avverte in ogni momento liturgico una tensione verso Dio Creatore, Padre,Figlio e Spirito Santo che assorbe il fedele.

    • Anonima ha detto:

      Cara Donna, non si preoccupi di capire, ché nella Messa di sempre c’è da capire soltanto che lì si rinnova in maniera incruenta il Santo Sacrificio di Cristo e che il latino, anche se non lo si capisce tanto, è l’unica lingua con cui, nella solennità delle preghiere e nel profondo senso del mistero che contengono, Essa possa essere celebrata. Né tanto meno, in detta Messa è necessario un continuo scambio interattivo fra celebrante e fedeli, ma occorre solo l’adorazione di Gesù che, tramite il sacerdote, che celebra in Persona Christi, si fa presente in Corpo, Sangue, Anima e Divinità.
      Tanto basta

  • Lucy ha detto:

    Non ho ritrovato il post dove si parlava del grande cardinale Jean Marie Aronne Lustiger.Volevo aggiungere una cosa : tempo fa trovandomi a Parigi con mio marito e i miei tre figli adolescenti assistemmo con grande emozione a una messa celebrata da lui a Notre Dame ; non era VO , era però una messa in latino con canti accompagnati dall’organo , una messa di una bellezza liturgica e profondità religiosa senza pari Ho ritrovato una messa simile anche a Roma a Santa Maria Maggiore. Dunque anche il NO ha messe di straordinaria bellezza ; purtroppo non sono facili da trovare.

  • marcotos ha detto:

    Un amico mi ha scritto, e condivido:
    Buongiorno Marco,
    ho letto il tuo articolo sulla messa della Fraternità in Francia.

    Posso dirti che anche qui è così, con numeri più risicati, certo, ma in sostanza si possono vedere le stesse cose. Tanti giovani sui 20-25 anni, tante coppie 30enni che si sposano, diverse famigliole.

    I sacerdoti, oltre ad essere ineccepibili dal punto di vista dottrinale, sono davvero caritatevoli verso chi ha necessità di conforto spirituale. Non voglio farmi gli affari tuoi, spiritualmente parlando, ma io ne ho tratto grande giovamento.
    Da loro e dagli esercizi ignaziani (5 giorni di silenzio e preghiera), che anche a detta di altri cambiano la vita 🙂

    Questo è un bell’articolo del sacerdote che li ha predicati quando sono andato io:
    https://www.radiospada.org/2015/01/gli-esercizi-spirituali-di-santignazio-alla-nostra-epoca/

  • anselmo ha detto:

    Giusto come avvertenza.

    Desidero soprattutto rivolgere un appello allo stesso tempo solenne e commosso, paterno e fraterno, a tutti coloro che finora sono stati in diversi modi legati al movimento dell’Arcivescovo Lefebvre, affinché compiano il grave dovere di rimanere uniti al Vicario di Cristo nell’unità della Chiesa Cattolica, e di non continuare a sostenere in alcun modo quel movimento. Nessuno deve ignorare che l’adesione formale allo scisma costituisce una grave offesa a Dio e comporta la scomunica stabilita dal diritto della Chiesa
    (San Giovanni Paolo II – Lettera Apostolica in forma di motu proprio Ecclesia Dei – 2 luglio 1988)

    Il fatto che la Fraternità San Pio X non possieda una posizione canonica nella Chiesa, non si basa in fin dei conti su ragioni disciplinari ma dottrinali. Finché la Fraternità non ha una posizione canonica nella Chiesa, anche i suoi ministri non esercitano ministeri legittimi nella Chiesa. Bisogna quindi distinguere tra il livello disciplinare, che concerne le persone come tali, e il livello dottrinale in cui sono in questione il ministero e l’istituzione. Per precisarlo ancora una volta: finché le questioni concernenti la dottrina non sono chiarite, la Fraternità non ha alcuno stato canonico nella Chiesa, e i suoi ministri – anche se sono stati liberati dalla punizione ecclesiastica – non esercitano in modo legittimo alcun ministero nella Chiesa.
    (Benedetto XVI – Lettera ai Vescovi della Chiesa cattolica circa la rimozione della scomunica – 10 marzo 2009)

    La remissione della scomunica è stata un provvedimento nell’ambito della disciplina ecclesiastica per liberare le persone dal peso di coscienza rappresentato dalla censura ecclesiastica più grave. Ma le questioni dottrinali, ovviamente, rimangono e, finché non saranno chiarite, la Fraternità non ha uno statuto canonico nella Chiesa e i suoi ministri non possono esercitare in modo legittimo alcun ministero.
    (Benedetto XVI – Lettera apostolica in forma di motu proprio Ecclesiae Unitatem – 2 luglio 2009)

    • Mazzarino ha detto:

      Giusto perchè si sappia.
      Si aggiorni. Oggi addì 29.11.2018 la FSSPPX amministra non solo validamente ma anche lecitamente tutti i sacramenti. Compresi Confessione e Matrimonio.

      • FORNIRE EVIDENZE GRAZIE ha detto:

        Confessione e Matrimonio sono stati espressamente autorizzati con provvedimenti papali. Per gli altri sacramenti, dove si può trovare conferma di quello che dici? Mi pare strano che, potendo amministrare tranquillamente i sacramenti, per due di essi ci siano apposite autorizzazioni.

        • Mazzarino ha detto:

          A me invece non pare per nulla strano, perchè Confessione e Matrimonio erano gli unici sacramenti per i fedeli con dubbio di liceità in quanto vincolati a delega dell’Ordinario del luogo.

          • Giovanni ha detto:

            Ma cosa stai dicendo???? Hai letto cosa dicevano i due Papi qui sopra? Secondo te degli scismatici (GP II) e dei sacerdoti vhe esercitano illegittimamente (B XVI) possono amministrare lecitamente i sacramenti? Dopo di allora non c’è stata alcuna sistemazione canonica quindi lo stato scusmatico e illegittimo è rimasto, salvo che per confessione e matrimonio perchè li ha autorizzati il papa. Cerca di non scrivere sciocchezze per favore che chi legge ha diritto di sapere che rischi corre.
            Se non sei d’accordo, spiega i motivi e ciascuno trarrà le sue conclusioni. Ma evita di dare informazioni fuorvianti ed assertive su questioni delicate come queste. Grazie.

        • PRECISAZIONE ha detto:

          Non è strano, è falso!

        • Valeria Fusetti ha detto:

          Sig. Anselmo delle ore 1.29 pm per sua tranquillità trascrivo alcune considerazioni di mons Athanasius Schneider che riguardano mons Lefebvre,rilasciate a National Catholic Register e tradotte e pubblicate in Chiesa e Post Concilio l’8 c.m. cito: ” Più cresce la confusione dottrinale, morale e liturgica nella vita della Chiesa, più uno capirà la missione profetica dell’Arcivescovo Marcel Lefebvre in uno straordinario tempo oscuro di una crisi generalizzata della Chiesa. Forse un giorno la Storia applicherà a lui
          le seguenti parole di Sant’Agostino:”Spesso anche la divina Provvidenza permette che persino gli uomini buoni siano cacciati dalla congregazione di Cristo da turbolente sedizioni di uomini carnali.” (De vera religione 6.11) Quel che segue l’aggiungo io. Anche molti profeti dell’AT furono derisi e perseguitati,alcuni uccisi, altri esiliati, ma il Signore ricorda Geremia, non i suoi detrattori. E questo dovrebbe far riflettere.

          • The hex ha detto:

            Schneider contro due papi. Faccia lei.
            Ricordo solo che Lefebvre è deceduto scomunicato e con lo status di scismatico: spetta a Dio di giudicarlo, anche contro le nostre aspettative, ma a noi di attenerci a quello che insegna la Chiesa in certi casi. Schneider non è Dio e dovrebbe ribadire le verità di fede o tacere.

          • LucioR ha detto:

            A THE HEX

            Certamente «Schneider non è Dio», ma ha un’autorevolezza, e quindi una credibilità che Lei non ha.

            «… e dovrebbe ribadire le verità di fede o tacere», e soprattutto non ha la sua arroganza da maestrino.

          • The hex ha detto:

            Lucior che scomunicati e scismatici hanno una cattiva sorte nell’aldilà è dogma di fede sancito da vari concili, tra cui quello di Firenze. Athanasius Schneider sarà anche particolarmente autorevole (non so bene perchè) ma di sicuro non lo è più di un concilio dogmatico. Solo Dio (e non Schneider) può stabilire un diverso destino in base a circostanze che Lui solo conosce. Buona giornata.

          • LucioR ha detto:

            A THE HEx (6:38).

            Allora, vediamo.

            Il testo riportato da Valeria Fusetti del Vescovo Schneider non dice affatto che Lefebvre non fosse stato scomunicato (a tal proposito non so se c’è un documento ufficiale della Chiesa che, a parte la scomunica, lo avesse dichiarato scismatico. Non dico che non ci sia, se c’è me lo “linki”. Perchè Lei che è dotto sa meglio di me che essere scomunicato ed essere scismatico sono due cose diverse: gli Ortodossi sono scismatici ma non sono scomunicati, anche se lo furono). Ha detto solo, il Vescovo Schneider, che «Più cresce la confusione dottrinale, morale e liturgica nella vita della Chiesa, più uno capirà la missione profetica dell’Arcivescovo Marcel Lefebvre in uno straordinario tempo oscuro di una crisi generalizzata della Chiesa».
            E poiché il Vescovo Schneider, è evidentemente una persona umile nonostante la sua autorevolezza (Lei sa certamente che gli deriva dalla sua ordinazione episcopale, è un dato oggettivo a prescindere dalla persona), si è affidato a quella di Sant’Agostino citandolo così: «Spesso anche la divina Provvidenza permette che persino gli uomini buoni siano cacciati dalla congregazione di Cristo da turbolente sedizioni di uomini carnali» (a proposito, la conosce la storia di San Pio?).

            Lei, la cui autorevolezza è superiore certamente a quella del Vescovo Schneider e di Sant’Agostino, da tutto questo ha ritenuto doveroso informarci che il Vescovo Schneider (e sant’Agostino ovviamente) si è messo contro due Papi (dipende certamente dalla mia ignoranza ma non riesco a capire perché), e si è premurato di ricordarci che Mons. Lefebvre «è deceduto scomunicato e con lo status di scismatico» (questo sempre che ci sia un documento del Magistero pontificio che lo dichiari scismatico, a parte la scomunica).

            Ora, non sfugga dalla cosa essenziale al di là delle persone di Schneider e di Lefebvre. Qui Schneider dice che siamo in piena «confusione dottrinale, morale e liturgica nella vita della Chiesa». Beh! Se Lei non è d’accordo è inutile continuare, ma è stato inutile anche il suo intervento precedente, perché una situazione non diventa perfetta da critica che era soltanto perché Lefebvre è stato scomunicato.
            Ma illudendomi che Lei sia d’accordo sulla criticità denunciata da Schneider, dobbiamo anche aggiungere che egli è stato anche troppo pacato nel descrivere tale situazione. Perché oggi, alla riduzione del Vangelo a pura leggenda, in quanto purtroppo all’epoca di Gesù Cristo non c’erano registratori (affermazione del gesuita di turno passata in giudicato per tacito acconsentire dell’occupante il soglio di Pietro), e questo in campo dottrinale, si accompagnano anche delle affermazioni in campo morale come quella – per fare un esempio banale – che l’attuale occupante il soglio di Pietro è gay-friendly (padre Martin dixit). Ora, per carità! è giusto che un cattolico, e tanto più l’occupante il soglio di Pietro, ami tutti gli uomini (mi illudo, visto l’andazzo corrente, che si capisca che intendo riferirmi a tutti gli esseri umani), ma “friendly”, in particolare preceduto da “gay”, mi pare che abbia un significato che va oltre l’amore incondizionato per tutta l’umanità, per ridurlo in un amore privilegiato per i gay (se non erro i gay sono quelle persone use a praticare quegli atti che nel vecchio ed efficacissimo Catechismo di San Pio X venivano detti «peccati impuri contro natura» e considerati, insieme ad altri tre, «i quattro peccati che gridano vendetta al cospetto di Dio», e l’attuale Catechismo della Chiesa Cattolica, al N. 1867, li definisce, similmente ma con un’espressione meno efficace, «peccati che gridano verso il cielo»). A questo punto c’è sì molta confusione, perché se è così non capisco le sanzioni inflitte a quel poveraccio di McCarrick che certamente è gay-friendly. E’ giusto fare discriminazione tra gay-friendly (al plurale forse si scrive in modo diverso ma non m’importa).

            La sto tirando troppo alla lunga, lo so. Va bene, allora tornando a Mons. Lefebvre, è vero che egli è morto scomunicato, tuttavia è interessante sapere che la Santa Sede ha rimesso la scomunica ai Vescovi da lui ordinati:
            http://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cbishops/documents/rc_con_cbishops_doc_20090121_remissione-scomunica_it.html

            e questo forse vorrà dire qualcosa anche in merito alla scomunica comminata a Mons. Lefebvre, dal momento che non è stato possibile in quella data rimetterla anche a lui.

            Un consiglio: lasci perdere la giustizia di Dio su Mons. Lefebvre scomunicato e scismatico: io personalmente temo quella su di me, quando sarà. E Lei, ha idea di quanti Cattolici non scomunicati potrebbero trovarsi nelle condizioni che ritiene essere di Mons. Lefebvre, o forse peggiori?

            Sull’intera situazione dei Lefebvriani mi sembra un buon articolo quello di cui riporto l’indirizzo in calce, scritta nel suo blog da un padre (padre Scalese) che non è certamente Lefebvriano e neanche favorevole alla Liturgia V.O., anche se ne parla in modo equilibrato.

            https://querculanus.blogspot.com/2017/01/ancora-sulla-fsspx.html

    • Mazzarino ha detto:

      Di più! E’ di oggi la notizia che la validità e liceità dell’Assoluzione Sacramentale, già attiva per i sacerdoti FSSPX, è da considerarsi estesa addirittura ai Sacerdoti e ai religiosi ad essa affiliati.

    • GMZ ha detto:

      Caro Anselmo,
      Crede invece sia lecito destinare il 5 per mille alla Fraternità? Io son già due anni che lo faccio, spero di non andare all’inferno (anche perché, essendo notoriamente vuoto, mi sentirei tremendamente solo…)!?
      L’8 per mille invece l’ho devoluto allo Stato: da quando al governo non ci so o più le spettrali emanazioni del Partito Democratico, trovo accettabile farlo…
      Ossequi.

      • Pino ha detto:

        Boh…vabbè se la Chiesa perde soldi e mette all’asta qualche duomo o basilica non muore nessuno. Lo dovranno fare in USA niente di grave se si fa anche qui. Al Papa vitto e alloggio ci penso io.

  • GMZ ha detto:

    Scusi Tosatti,
    La S. Messa era letta o cantata?
    Infine mi permetto di invitare lei e gli amici stilumcurialisti a fare una capatina a Vocogno (Val Vigezzo), per sperimentare il Vetus Ordo in tutta la sua magnificenza; se si ha l’occasione di farlo per le solennità, arrivare in chiesa con almeno un’ora di anticipo è raccomadato – pena il dover restare in piedi tutto il tempo (sebbene per lo più si stia in ginocchio).
    Io ogni tanto mi sobbarco i kilometri necessari per arrivarci, ed è sempre una gioia.
    Se qualcuno ci va, magari ci informi: chissà che un giorno non si possa organizzare un ritrovo di Stilum Curiae (anche altrive, eh!).
    Ossequi.

  • GMZ ha detto:

    Che spettacolo, e mille grazie per questa segnalazione; essendo spesso a Parigi, approfitterò presto di questa bella opportunità.
    Setirmi a casa anche all’estero: la magia del Vetus Ordo.
    Ossequi.

  • Lucy ha detto:

    Non è una novità .Già un paio di anni fa Camillo Langone dopo un tour per chiese aveva documentato non solo la numerosa presenza di giovani alle messe VO, più numerosa di quella alle messe NO dove tolti i momenti della Comunione e della Cresima sono quasi scomparsi , ma anche un’età media più alta.Come mai ? Il discorso sarebbe lungo , mi limito a dire che per portare i giovani in chiesa non serviranno le frasi mielose e inconcludenti da giovanilismo d’accatto del recente sinodo, non serviranno le ridicole domande su “sogni ” senza contenuto e dove la preoccupazione più grande è stata la parola ormai stucchevole dell’ “ascolto “. I giovani devono essere ascoltati ma hanno bisogno urgente di ascoltare per imparare ciò che è bene e ciò che è male perchè non lo sanno più .Quando pongono domande bisogna dare risposte certe , non se ne fanno nulla di certi “maestri” che cercano di lisciarli dicendo cose che già il mondo dice , che indicano “accompagnamenti” senza mai specificare verso dove .Quindi vanno dove possono soddisfare la loro sete di assoluto perchè ” sentono ” di avere bisogno di identità chiare e appassionate , di proposte esigenti e radicali come quelle che faceva Papa Woytyla parlando di castità e famiglia ; capivano che chi diceva loro Verità senza sconti e omissioni ci credeva sino in fondo e sentivano che erano vere e dette per la loro felicità.
    E tanto per fare un esempio di luoghi dove la fede”cattolica” evangelizza davvero , è morto il 24/11 un grande, grandissimo vescovo ” cattolico ” Robert Morlino di Madison ( USA). Quando fu nominato vescovo di Madison 15 anni fa trovò nrlla sua diocesi 6 seminaristi ; con lui sono diventati 30.
    Ma ora a santa Marta si brinda pensando già al suo successore. Avverrà come in Belgio quando al posto di mons.Leonard che aveva creato la Fraternità dei Santi Apostoli ricca di fede e vocazioni ,è stato nominato cardinale De Kesel che del seminato ha fatto terra bruciata.

  • Valeria Fusetti ha detto:

    Mi scusi mi sono resa conto che l’ ultima che le ho inviato è piuttosto sciocca, me ne scuso e intanto le auguro un buon soggiorno a Parigi (e da già che ci sono la invidio un pochino…).

  • Iris ha detto:

    Che le Messe della Fraternità siano belle e ben curate e la partecipazione dei fedeli intensa, sentita e attiva ( e si può essere attivi nel silenzio) , che le famiglie siano numerose e i giovani anche ( in maggioranza maschi) , è una realtà che ho sovente potuto osservare.
    L`agitazione e le violenze della vigilia a Parigi non avrebbero potuto scoraggiare quei fedeli!
    Solo chi non conosce la Messa che taluni chiamano “di sempre” , e-o ha avuto il cervello lavato e programmato dai novatores conciliari e postconciliari , può intonare il mantra della Messa per le vecchiette , con il sacerdote ch gira le spalle ai fedeli, fedeli passivi che non capiscono niente, ecc ecc.
    Il disprezzo dei progressisti per la Messa Tridentina è ben rappresentato da questo cinguettio di Faggioli:

    “«Non mi piacciono le liturgie sciatte. Penso che la riforma liturgica sia servita a fermare la brutalizzazione della liturgia da parte di gente (clero incluso) che non aveva idea di cosa stesse dicendo e cantando in latino – mentre stava dicendo e cantando qualcosa che era completamente diverso dalla liturgia»]. 

    Gli ha risposto Baronio:

    http://blog.messainlatino.it/2018/11/il-prof-faggioli-contro-la-devozione.html

    • GMZ ha detto:

      Che le parole di codesto Fangioli spronino tanti fedeli a regalarsi una S. Messa V.O.; dopodiché facciano un paragone con la N.O., ammesso che ci tornino!

  • Valeria Fusetti ha detto:

    Mi scusi, vorrei aggiungere un piccolo appunto: non è “la Chiesa di Lefebvre” è la Chiesa Cattolica Apostolica Romana tutt’al più “gestita” dalla FSSPX…

    • Catholicus ha detto:

      Ottima e doverosa precisazoinie, signora Valeria, chde ci ricorda (se mai ce ne fosse ancora bisogno) ce quella di Bergoglio & C. non è la Chiesa di Cristo, santa Romana Chiesa, ma ne è solo una contraffazione; una congrega di usurpatori illeciti ed illegittimi, che ha occupato tutte le sedi (come diceva s. Atanasio a suoi tempi) ma non ha più niente di cattolico, niente fede bimillenaria, niente liturgia cattolica, niente pastorale cattolica, solo un grande e viscerale odio contro tutto ciò che ricorda e rappresenta ancora la vera Chiesa di Cristo. Basti guardare gli orrendi edifici di culto che hanno costruito (e stanno tuttora costruendo) dal CV II in poi.

    • Catholicus ha detto:

      Ottima e doverosa precisazoinie, signora Valeria, chde ci ricorda (se mai ce ne fosse ancora bisogno) ce quella di Bergoglio & C. non è la Chiesa di Cristo, santa Romana Chiesa, ma ne è solo una contraffazione; una congrega di usurpatori illeciti ed illegittimi, che ha occupato tutte le sedi (come diceva s. Atanasio a suoi tempi) ma non ha più niente di cattolico, niente fede bimillenaria, niente liturgia cattolica, niente pastorale cattolica, solo un grande e viscerale odio contro tutto ciò che ricorda e rappresenta ancora la vera Chiesa di Cristo. Basti guardare gli orrendi edifici di culto che hanno costruito (e stanno tuttora costruendo) dal CV II in poi.

    • Ignorante ha detto:

      Fatto bene a precisare. Perché anche i legionari di Cristo erano conservatori AL TOP. Molto piu’ di questa fraternita’. Quindi i numeri valgono per quel che valgono ….

  • Valeria Fusetti ha detto:

    Caro dr. Tosatti da parecchi mesi vado almeno una volta al mese a Torino, nella stessa cappella a cui accenna Alessandro. Il mio rammarico è di non poter andare ogni domenica, perché è quella la Messa. Come ho già detto per molto tempo ho fatto parte di Chiese protestanti, e ritornare alla Chiesa Cattolica per frequentare una Messa che è in gran parte un Culto mi aveva gettata in uno sconforto ed una confusione tremende. La prima cosa che mi ha colpita è stato constatare che l’altare era stato, il più delle volte, “sradicato”. L’Altare ! Con le reliquie dei Santi… Con la sua ricca simbologia cristocentrica … e ricordavo le parole che mons Sheen ha scritto all’inizio di Calvary and the Mass (titolo malamente tradotto con”Vivere la Messa): “Il sacrificio della Croce non è qualche cosa che successe diciannove secoli fa, ma qualche cosa che sta ancora accadendo”. E poiché il Sacrificio di Cristo è il cuore, la vita, il tutto della vita di un cristiano, la stupenda ricchezza di vera vita che il Signore risorto ci dona, la Chiesa lo riduce ad una farsa ? Via il Signore e un tavolo da picnic al suo posto ? I sacerdoti che, secondo il Catechismo, dovrebbero essere “icona” di Cristo, poiché è Cristo l’unico Sacerdote, spesso sembrano in crisi di identità. Per cui ho cercato di capire le ragioni di tali stravolgimenti. Non ci ho messo poco tempo, ma ci sono arrivata, cioè sono arrivata a Papa Paolo VI, ai monsignori Ottaviani e Bacci e sono precipitata in un terribile sconforto. Non potevo tornare indietro, non mi sembrava possibile rimanere qui. Mi sentivo in gabbia. E dopo un viaggio a Medjugoire, dove ho comperato la Medaglia Miracolosa (non avevo idea di cosa fosse) ho iniziato a pregare il Rosario. So che è la Madonna che mi ha fatto trovare mons. Lefebvre, leggendone la biografia di Cristina Siccardi. Ma anche se ho trovato la soluzione per me rimane il dolore profondo per la Chiesa che è stata, ed è, sottoposta all’ inganno che usò il vescovo Cranmer nell’ Inghilterra nel XVI sec. E non penso di dimostrare un eccesso di sfiducia nel terminare esprimendo il timore che, nel processo di protestantizzazione che da decenni sta subendo la Chiesa Cattolica, lo “spazio” fin’ora guadagnato dalla Tradizione vada a volte lentamente, a volte violentemente, eroso. Le vicende che vedono coinvolti gli Ordini di Vita Consacrata sono sintomatici, e sono lì a dimostrare la realtà di un progetto ben definito.Ma sono anche convinta che, malgrado le apparenze, è il Signore che, come Re e Giudice, guida la storia e che chiunque pensi di poterlo fare al Suo posto stravolgendo la Sua volontà, espressa e dichiarata una volta per tutte, si fa delle strane illusioni.Che il Signore la rimeriti per svolgere il suo lavoro avendo come scopo la Sua gloria e non il suo personale successo terreno.

    • deutero.amedeo ha detto:

      E mentre questa vera Signora si preoccupa tanto per lo scempio dell’altare, ecco cosa accade in Vaticano.
      MESSAGGIO DEL SANTO PADRE FRANCESCO
      AI PARTECIPANTI AL CONVEGNO
      “DIO NON ABITA PIÙ QUI? DISMISSIONE DI LUOGHI DI CULTO
      E GESTIONE INTEGRATA DEI BENI CULTURALI ECCLESIASTICI”
      [PONTIFICIA UNIVERSITÀ GREGORIANA, 29-30 NOVEMBRE 2018]
      Riporto solo un piccolo sconsolante brano:
      “Ciò costituisce un costante insegnamento ecclesiale che, pur inculcando il dovere di tutela e conservazione dei beni della Chiesa, e in particolare dei beni culturali, dichiara che essi non hanno un valore assoluto, ma in caso di necessità devono servire al maggior bene dell’essere umano e specialmente al servizio dei poveri.
      Ben opportunamente dunque in questi giorni si colloca il vostro Convegno. La constatazione che molte chiese, fino a pochi anni fa necessarie, ora non lo sono più, per mancanza di fedeli e di clero, o per una diversa distribuzione della popolazione nelle città e nelle zone rurali, va accolta nella Chiesa non con ansia, ma come un segno dei tempi che ci invita a una riflessione e ci impone un adattamento. E’ ciò che in qualche modo afferma l’Esortazione Apostolica Evangelii gaudium quando, sostenendo la superiorità del tempo sullo spazio, dichiara che «dare priorità al tempo significa occuparsi di iniziare processi più che di possedere spazi. Il tempo ordina gli spazi, li illumina e li trasforma in anelli di una catena in costante crescita, senza retromarce»

      E sciao!… direbbe Scarpe Grosse.

      Link per leggere tutto il discorso del S.P. Francesco:

      http://w2.vatican.va/content/francesco/it/messages/pont-messages/2018/documents/papa-francesco_20181129_messaggio-convegno-beniculturali.html

      • Claudius ha detto:

        non con ansia, ma come un segno dei tempi che ci invita a una riflessione e ci impone un adattamento. E’ ciò che in qualche modo afferma l’Esortazione Apostolica Evangelii gaudium quando, sostenendo la superiorità del tempo sullo spazio, dichiara che «dare priorità al tempo significa occuparsi di iniziare processi più che di possedere spazi. Il tempo ordina gli spazi, li illumina e li trasforma in anelli di una catena in costante crescita, senza retromarce»

        segno dei tempi blablabla………impone una riflessione blablabla…….. in qualche modo blablabla……..tempo superiore allo spazio blablabla……..inziare processi blablabla…….. costante crescita blablabla…….. Come fosse Antani con scappellamento a destra.

      • Adriana ha detto:

        Deutero,
        grazie dell’informazione . Anche se queste informazioni ,ormai , non servono più….Meraviglia sarebbe un intervento al contrario.
        Come la notizia dell’uomo che morde il cane , dopo tante lette finora -( a senso
        unico )- del cane che morde l’uomo ….

      • deutero.amedeo ha detto:

        E questa la dedico con spirito filiale a S.S. Papa Francesco. Non me ne voglia! Mi piace giocare con la Bibbia (cosa di cui mi accusò qualche giorno fa un emerito troll).

        [5] Se qualcuno di voi manca di sapienza, la domandi a Dio, che dona a tutti generosamente e senza rinfacciare, e gli sarà data.

        [6] La domandi però con fede, senza esitare, perché chi esita somiglia all’onda del mare mossa e agitata dal vento;

        [7] e non pensi di ricevere qualcosa dal Signore

        [8] un uomo che ha l’animo oscillante e instabile in tutte le sue azioni.

        (1 Gc 1,5-8)

        • emerito ha detto:

          L’emerito troll ti aveva avvisato che stavi usando un passo biblico per contraddire, secondo una tua interpretazione dello stesso, un dogma della chiesa. Sempre l’emerito troll ti ha spiegato che così aderisci ad un approccio luterano. Sempre l’emerito troll te l’ha ripetuto più volte, nonostante le tue risposte da sbruffone, per senso di carità nei tuoi confronti. Con lo stesso senso di carità ti riassume ora la vicenda, per darti una volta di più gli strumenti per correggerti. L’emerito troll non pretende che lo ringrazi, avendo agito a sola gloria di Nostro Signore.

          • deutero.amedeo ha detto:

            Grazie , invece, grazie per lo sbruffone. Sbruffoni sono quelli che la Bibbia se la inventano e la raccontano con parole proprie. Non chi la cita sine glossa per far riflettere la gente.

          • emerito ha detto:

            Quando sei stato fraternamente ripreso, non stavi citando sine glossa, ma hai glossato la Scrittura per contraddire un Dogma di fede. Ed eri recidivo. Ti consiglio, se posso, di non ostinarti a rispondere a me per negare l’evidenza davanti a sconosciuti, ma di fare una profonda riflessione sull’uso (talora) sbagliato che fai delle Scritture. E’ per il tuo bene.

          • precisazione per D.A. ha detto:

            Messaggio di Deutero Amedeo a proposito della dichiarazione di Padre Cavalcoli in cui si dice che il Papa è Maestro della fede di tutti i cristiani

            DEUTERO.AMEDEO
            24 novembre 2018 alle 2:37 pm
            Maestro della fede??
            [8] Ma voi non fatevi chiamare “rabbì”, perché uno solo è il vostro “maestro” e voi siete tutti fratelli.
            [9] E non chiamate nessuno “padre” sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello del cielo.
            (Mt23,8-9)

            Se questo messaggio (formulato in modo interrogativo) è una domanda circa la possibilità di chiamare il Papa “maestro”, bisogna risponderti che sì è possibile e doveroso.
            Se la domanda è retorica e serve a contestare che il Papa sia il maestro della fede di tutti i cristiani, saresti da considerare scomunicato.
            Se la domanda, oltre che retorica, poggiasse sul presupposto che il Papa non sia il Vicario di Cristo (il Maestro), contraddiresti un altro dogma.
            La contestazione, infine, contrasterebbe con il dogma dell’unità della Chiesa, che è tale in forza del primato giurisdizionale e di insegnamento del Papa.
            Suppongo che queste cose non le sapessi e quindi non dovresti essere scomunicato ipso facto. Adesso però che le sai, fai attenzione.

      • scarpe grosse ha detto:

        E ciapa sù anca questa! Gnurant d’un Gesuita-Papa!

        [3] Quando hai fatto un voto a Dio, non indugiare a soddisfarlo, perché egli non ama gli stolti: adempi quello che hai promesso.

        [4] È meglio non far voti, che farli e poi non mantenerli.

        [5] Non permettere alla tua bocca di renderti colpevole e non dire davanti al messaggero che è stata una inavvertenza, perché Dio non abbia ad adirarsi per le tue parole e distrugga il lavoro delle tue mani.

        [6] Poiché dai molti sogni provengono molte delusioni e molte parole. Abbi dunque il timor di Dio.

        (Qo 5,3-6)

      • GMZ ha detto:

        Più che un papa, sembra di sentire biascicare un fisico ubriaco.
        Risibile l’ossessione per le “retromarce”, i famosi processi irreversibili che va dichiarando qui e là… E invece tutte le sue riforme potrebbero essere cancellate da qui a poco, con buona pace per tutti quelli che le protestano definitive irreformabili assolute finali.
        Un dì anche el papataz sarà triste, solitario y final.

  • Guido ha detto:

    Conosco bene Saint Nicholas du Chardonnet. Un paio di anni fa ero a Parigi con la famiglia il giorno dell’Epifania, che non è festivo in Francia. Siamo andati a Messa nel tardo pomeriggio, e abbiamo visto finalmente quel “popolo” di cui tanto parlano che è sparito dalle chiese: chiesa piena: gente umile, professionisti con la borsa d’ufficio, signore con la borsa della spesa, e tanti ragazzi. I servitori all’altare, tutti ragazzi con scarpe da ginnastica ma vestiti con estrema cura per il servizio d’altare. Messa in terzo, cantata piuttosto bene a voce di popolo, alternata con un paio di cantori per il Proprium. Lo stesso a Londra a Brompton: ricordo l’emozione che Newman descrive in “Loss and Gain”, quando il protagonista vede per la prima volta il popolo cattolico.

  • Antonio ha detto:

    Che la Messa antica non attiri solo qualche vecchietto nostalgico è evidente già solo dall’impegno che mettono per cercare di impedirla.

    • Claudius ha detto:

      Giustissima osservazione.

    • deutero.amedeo ha detto:

      Io non ho la possibilità di assistervi, ma se potessi lo farei molto volentieri. Ricordo ancora a memoria, da quando avevo otto anni: suscipiat dominus sacrificium de manibus tuis …..
      Intanto a S.S. e suoi epigoni innovatori ad ogni costo dedico questi due versetti di Qoelet 3:
      14] Riconosco che qualunque cosa Dio fa è immutabile; non c’è nulla da aggiungere, nulla da togliere. Dio agisce così perché si abbia timore di lui.

      [15] Ciò che è, già è stato; ciò che sarà, già è; Dio ricerca ciò che è già passato.

  • Pier Luigi Tossani ha detto:

    ma… a Parigi la Messa VO la fa solo la Fsspx?… Non credo…

    Comunque, credo che il tema della liturgia, dell’efficacia della liturgia nei confronti del suo fine, sarà sempre più primario. Non sono un tradizionalista, nel senso in cui si intende correntemente questo termine, mi posso definire come un normale fedele cattolico, senza una particolare cultura, ma amante del bello. Ho partecipato solo poche volte alla Messa VO, con l’ausilio del testo. Per vari motivi, non lo posso fare abitualmente. Anch’io, quelle volte, mi sono guardato intorno, oltre a meditare sul rito antico.

    Per questo, dico che, negli anni, ho notato che, salvo rare eccezioni dovute all’incisività personale del celebrante, la Messa NO, considerando il rito e anche considerando l’assemblea, guardando facce e portamenti dei fedeli, assume inesorabilmente una dimensione depressiva. Direi che fa sempre più fatica a far conservare concentrazione e attenzione a chi partecipa… succede fin dall’inizio, la gente prima che cominci chiacchera, alle Messe VO non l’ho visto succedere. Poi, importante, I canti del NO sono, nella stragrande maggioranza dei casi… brutti. Brutti. Depressivi anch’essi, molte volte stantìì e incantabili. Non funzionano nemmeno quelli. Ci sono molte, troppe cose che non funzionano, nel nuovo rito.

    Mi auguro che il prossimo papa agevoli, nella Chiesa, una profonda riflessione su questo tema, che è davvero importante, perché si sa che è dalla liturgia eucaristica che parte tutto il resto.

  • Claudius ha detto:

    Anch’io sono stato una domenica mattina a messa in quella stessa chiesa a Parigi, anch’io piu’ per curiosita’ che altro (volevo vedere questa famigerata SSPX “in azione”), anch’io ho avuto esattamente le stesse impressioni. Per di piu’ domenica mattina alla messa era veramente strapiena, c’era gente che stava fuori dalla chiesa, pur di assistere, e un sacco di famiglie, proprio le cose che da noi non si vedono piu’.

    Ricordo inoltre anche la facilita’ con cui parlavo e comunicavo con gli altri semplici fedeli li’ alla messa, e i sacerdoti (ce n’erano che assistevano alla messa). Anche questa, una cosa che da noi non si vede piu’. Da noi andare a messa e’ diventato lo “sbrigare una pratica”. Da quelle parti evidentemente c’e’ ancora il sapore della festa.

    Le consiglio caro Tosatti di farsi anche un giro nella loro libreria, che si trova li’ vicino e che e’ fornitissima di titoli eccellenti, in francese ma anche in inglese. Anche li’ ricordo una bella chiacchierata con gli impiegati della libreria.

  • Christian ha detto:

    Vivo in Francia e frequento una Parrocchia birituale diocesana (si celebrano entrambi i riti) da qualche anno. Mi capita spesso (almeno quattro o cinque volte all’anno) di andare a Parigi e mi emoziona sempre notare quanti giovani partecipino alle Sante Messe feriali prima del lavoro. Amici e religiosi francesi mi dicono sia l’effetto Lustiger, che purtroppo non é stato replicato in altre diocesi Francesi.

    Per quanto riguarda l’universo tradizionalista francese (che si tratti della FSSPX o della costellazione Ecclesia Dei) non ho acquisito la stessa opinione positiva. Putroppo, a mio modo di vedere, si tratta perlopiù di fedeli reazionari imbevuti d’idee maurassiane che sognano il ritorno dei Borboni. La liturgia in latino e la forma straordinaria San Pio V diventa quindi un optional per tali rivendicazioni anacronistiche. Un altro punto interrogativo: alle messe tradizionali francesi solo raramente vedrà persone di origine non gallica ed extra-europea. Queste persone sono invece la maggioranza alle liturgie feriali quotidiane nelle varie parrocchie diocesane.

    In Christo,

    Christian

    • malibu stacy ha detto:

      questo è falso, alle Messe di Saint Nicolas si incontrano tantissime persone di colore sia africane che caraibiche.
      le cose bisogna averle viste di persona, non dar retta al sitonzo di andreonzo lekkalekka piegakukkiai

      • wp_7512482 ha detto:

        È vero per la messa a cui ho assistito domenica scorsa. Il signore che girava con il cesto per le offerte era di origine africana.

      • Christian ha detto:

        La mia era una critica alla conclusione semplicista del post di Tosatti. Come dicevo, frequento Messe V.O. quotidianamente da otto anni nella Francia intera e vorrei che il lettore italiano non si faccia ingannare dalle apparenze. Il movimento tradizionalista francese é stato per me una profonda delusione. Dal punto di vista ecclesiologico sono ancora fermi al sintagma “Mons.Lefebrve: nuovo Atanasio”, dal punto di vista politico alle idee di Charles Maurras fondatore dell’Action Française, dal punto di vista sociologico e di evangelizzazione sono rimasti all’alta borghesia ed alle famiglie con prole a due cifre dei graduati dell’Accademia Militare di Saint Cyr, di notai di provincia e di qualche commissario di polizia. Certo capita di vedere qualche fedele di origine africana, ma il più delle volte sono persone originarie del Gabon e del Senegal che hanno studiato in una scuola della Fraternità SSPX beneficiando di borse di studio in Francia e che hanno un giusto debito di riconoscenza verso la Fraternità (alcuni di loro riconoscono in privato il razzismo ed antisemitismo strisciante all’interno delle suddette scuole della FSSPX). Le discussioni sui sagrati delle Chiese ed ai ritiri spirituali vertono perlopiù sulla liceità della pena di morte in San Tommaso, le sedicenti eresie di Paolo VI ed il revisionismo del ruolo della Francia nella guerra d’Algeria. Insomma, al di là della liturgia V.O., che ritengo un vero toccasana per l’anima e la sua elevazione, non salverei molto di questo movimento. Fortunatamente negli Stati Uniti qualche sacerdote della Fraternità San Pietro (Father Ripperger in primis) si é già chiesto ed ha cercato di analizzare perché il movimento tradizionalista, nonostante le potenzialità di una liturgia arricchente e di una sana dottrina non sia in fin dei conti cosi santificatore della anime né evangilazzatore. La Francia ne é un esempio con l’ arroccamento ed oltranzismo dottrinale dei suoi fedeli tradizionalisti e non lasciamoci ingannare del numero di vocazioni nei vari istituti Ecclesia Dei che sono alimentate più che altro dalle famiglie con prole a due cifre di militari.pieds noirs e notai di provincia.

        In Corde Regis

  • Mazzarino ha detto:

    Messa, Lavoro ed opere per la Gloria di Dio, Famiglia, Rosario Quotidiano. In braccio dalla nascita alla morte alla Chiesa di Cristo. E’ l’uomo cristiano che vive secondo sua natura fino all’eterna salvezza. Come gli è stato insegnato e come sempre ha fatto da 2000 anni. Come hanno fatto tutti i Grandi Santi. Si è deciso che non fosse più così una sessantina di anni fa. Ma il seme è stato salvato ed ormai si vedono ovunque, specialmente in Francia, i germogli che coprono e sostituiscono i residui rinsecchiti e ormai decomposti dell’ibrido conciliare.
    La chiesa 1.0 rifiorisce, la Chiesa 2.0, quella massoprotestante per tanti anni coperta ed ora allo scoperto, muore.
    Un caro saluto al rettore italiano Don Pierpaolo Petrucci.

  • LucioR ha detto:

    Caro dott. Tosatti,
    interessante sì, ma pensandoci bene non c’è da stupirsi.

    L’opinione corrente è che la Messa V. O. possa piacere solo ai vecchi (o anziani, come il “politicamente corretto” vuole che si dica oggi). Ma chi sono i vecchi di oggi? Coloro che all’epoca del famigerato ’68 vivevano gli anni della loro adolescenza o prima giovinezza, e quindi respirarono in pieno tutto il veleno di quel periodo (che iniziò ben prima del 1968, essendo questa solo una data simbolica, presa come riferimento solo perché in quell’anno s’iniziò a trasformare in fatti ciò che era stato preparato anni prima), e molti vi soccombettero. Non tutti naturalmente, perché una gran parte aveva gli anticorpi per non essere influenzati da quel clima appestante, però tra questi ultimi vi furono, alcuni che, scandalizzati da quella che sembrò loro non più una messa cattolica si allontanarono dal frequentare la Messa (e non avevano tutti i torti, in quanto non erano stati preparati ad uno stravolgimento simile: e qui mi fanno veramente ridere coloro che dicono che queste persone non erano veri credenti, disprezzando il dramma interiore che vissero quelle persone, a parte il fatto che nessuno, se è onesto, a prescindere dal proprio credo religioso o fosse anche ateo, dovrebbe giudicare la coscienza altrui: pensi piuttosto a giudicare la propria, almeno una volta ogni tanto, e metta in piazza la propria piuttosto che quella degli altri). Altri, pur se con grande sofferenza, hanno continuato a frequentare la Messa con la Liturgia stravolta inventata dalla Commissione preposta alla riforma liturgica, che era presieduta dal’Arcivescovo Annibale Bugnini. Il quale aveva cooptato alcuni liturgisti protestanti che influenzarono fortemente la pseudo-riforma, la quale sarebbe più corretto chiamarla rivoluzione. Il Bugnini era iscritto alla Massoneria come risulta nella famosa lista Pecorelli in cui sono riportati tutti gli ecclesiastici fino a quel tempo (anni ’70) iscritti alla Massoneria, con tanto di data d’iscrizione e numero di matricola. Ne uscì fuori un ibrido (per non chiamarlo in modo meno rispettoso) con un nocciolo cattolico (la parte essenziale fortunatamente) in una liturgia – se possiamo chiamarla così – simil-protestante.

    Quindi, ancora venti o trent’anni fa si poteva dire che quelli che prediligevano la Messa V.O. erano i vecchi (cioè gli adulti del periodo sessantottino), o almeno parte di essi, ma la maggior parte di questi ormai non ci sono più. I ragazzi o giovani di allora (cioè di venti-trent’anni fa) non potevano prediligerla perché non la conoscevano affatto.

    E qui – a differenza di Baronio – attribuisco grande merito a Benedetto XVI che concesse di ripristinare la frequenza al rito tradizionale, mai peraltro abolito.

    Quindi non c’è nessuna meraviglia che giovani dotati di una certa sensibilità spirituale (non sentimentale, che è ben diverso) accostandosi alla Liturgia di sempre vengano attratti dal suo fascino (non in senso terreno), in cui l’umano (cioè il protagonismo di sacerdote e comunità) si annulla per esaltare il Divino. Benedetto XVI lo spiegò bene quando disse che:

    «nella Liturgia opera una forza, un potere che nemmeno la Chiesa tutta intera può conferirsi: ciò che vi si manifesta è l’assolutamente Altro che, attraverso la comunità (che non è dunque padrona ma serva, mero strumento) giunge sino a noi» (J. RATZINGER in: Messori, Rapporto sulla fede, Edizioni Paoline 1985, Cap. VIII, pag. 130).

    Questo lo affermò quando, nel passo immediatamente precedente, criticando la deriva della Liturgia nella Messa N.O., ebbe a dire:

    «La liturgia non è uno “show”, uno spettacolo che abbisogni di registi geniali e di attori di talento. La liturgia non vive di sorprese “simpatiche”, di trovate “accattivanti”, ma di ripetizioni solenni. Non deve esprimere l’attualità ed il suo effimero, ma il mistero del sacro. Molti hanno pensato e detto che la liturgia debba essere “fatta” da tutta la comunità, per essere davvero sua. È una visione che ha condotto a misurare il “successo” in termini di efficacia spettacolare, di intrattenimento. In questo modo è andato però disperso il “proprium” liturgico che non deriva da ciò che noi facciamo, ma dal fatto che qui accade Qualcosa che noi tutti insieme non possiamo proprio fare» (Ibidem). A cui segue il passo citato prima.

    A questi giovani di oggi si uniscono i vecchi (sopravissuti) che in quel periodo tragico, quando erano giovani, non restarono intossicati dal clima di allora, e gli adulti e le famiglie formatisi alla scuola di questi vecchi.

    La speranza per l’uscita dalla crisi Liturgica, che poi è la crisi della Chiesa perché l’essenza della Chiesa s’identifica nel Sacrificio Eucaristico esaltato nella Liturgia, non è quindi sui vecchi ma sui giovani. E il seme l’ha gettato proprio il tanto bistrattato Benedetto XVI ( Anche Giovanni Paolo II verso la fine del suo pontificato e nonostante le gravi condizioni di salute aveva iniziato ad intraprendere la strada poi proseguita da Benedetto XVI tra mille difficoltà).

  • Lucis ha detto:

    Scusi la franchezza, ma a giudicare dalle foto la chiesa non mi sembra poi così gremita.
    Quelli che sono vecchi ora sono coloro che hanno vissuto da giovani con grandi attese gli anni conciliari, in genere hanno antipatia per la messa antica. quelli più vecchi sono morti. I giovani sono attratti perché per loro è una cosa nuova (tra questi c’ero anch’io), forse né più né meno di quanto i giovani fossero attratti dalla novità delle messe schitarrate negli anni 70. Bisogna vedere se finita la “novità ” rimane la fede e la spiritualità

    • wp_7512482 ha detto:

      Ero all’ultimo banco. da un terzo dei banchi in su erano pieni. E, come dicevo, le 8 di mattina di domenica a Parigi…

  • Fabrizio Giudici ha detto:

    Io non sono mai andato a messa dalla FSSPX, ma le prime messe in latino che ho frequentato erano in Francia (rurale), dove mi reco con relativa frequenza, dunque mi capita di assistere ad una manciata di messe all’anno. In tutti i casi mi ha colpito la presenza di giovani (e famiglie con figli): da quelle parti è un contrasto notevolissimo con il panorama a cui si assiste nelle chiese che celebrano il NO, dove al massimo c’è una pattuglietta di anziani.

    Ovviamente anche nelle chiese VO che frequento in Italia ci sono giovani; ma in Francia il contrasto è incredibilmente netto, a dimostrazione di quali sono le cose reali che (ri)portano la gente in chiesa, invece che espedienti più o meno ridicoli e chitarre.

  • speranza ha detto:

    consiglio al dottor Tosatti se sarà a Parigi anche questa domenica, di andare alla Messa delle 11 nella Parrocchia – di rito antico – di Saint Eugène. Se S. Nicolas la ha colpito, questa la colpirà anche di più.

    • Christian ha detto:

      Concordo Saint Eugène possiede una delle corali gregoriane migliori di Francia e poi é l’unica parrocchia diocesana a Parigi dove si celebra il V.O. (al di fuori di scismatici ed Ecclesia Dei).

  • alessandro ha detto:

    Qualche volta, 2 o 3 all’anno, mi capita di andare alla Messa della Fsspx a Torino, non lontano dalla stazione di Porta Nuova. La Fraternità a Torino non ha a disposizione una chiesa ma un salone. Ci stanno 50 persone, credo, non di più. Non ho l’età del dr. Tosatti ma posso più considerarmi un giovane adulto. A colpo d’occhio saremo uomini e donne divisi equamente in percentuale. Ma quello che mi ha meravigliato è stata l’età media: quaranta anni. Età media che difficilmente si rioscontra alle Messe N.O.

  • Marco Sgroi ha detto:

    La notevole presenza di giovani sia tra i fedeli – con parecchie famiglie con bambini – sia tra i sacerdoti quest’anno ha caratterizzato anche il pellegrinaggio Summorum Pontiificum di fine ottobre. Come stupirsene? La Messa tradizionale inizia ricordandoci che Dio laetificat iuventutem meam!