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CATTEDRALE DI VIENNA. SPOT SU FAMIGLIA GAY. LUI, LUI E UN FIGLIO (ADOTTIVO)

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Marco Tosatti

Sappiamo tutti che cosa pensa, e talvolta dice, senza mezzi termini, il Pontefice sulla famiglia, quella formata da un uomo e una donna, e sulle ideologie che vorrebbero rovesciare e modificare questa formula, oltre al concetto stesso di femminile e maschile. Sappiamo anche che al di là delle ideologie, raccomanda, come i suoi predecessori, che ogni persona venga accolta indipendentemente da quello che è e pensa, dalla Chiesa.

Bene. Però forse di tanto in tanto qualcuno stiracchia molto il termine di accoglienza. Se lo fa un semplice individuo, affari suoi. Se lo fa un pastore, o addirittura la voce di una parrocchia importante come quella della cattedrale di una diocesi si pone un evidente problema di conseguenze, dubbi e sconcerto fra i fedeli. E di incertezza su che cosa credere e fare.

E’ il caso, ci sembra, di cui da notizia Osservatorio Gender nella notizia che potete leggere nella sua integralità cliccando sulla testata. E che vi riassumiamo brevemente.

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Il numero 2 di Pfarrblatt il bollettino parrocchiale della cattedrale di Santo Stefano, a Vienna, datato “Autunno 2016” ospita un articolo intitolato: “We are family”, “Noi siamo famiglia”, sotto la foto di due uomini in tenuta tirolese e del loro figlio adottivo, un ragazzino di colore anch’egli in tenuta tirolese.

 

L’articolo è firmato da Georg Urbanitsch, ex anchor man di un noto canale televisivo, unito civilmente dal 2012 con Bernd Schlachter proprietario di un ristorante a Vienna. Sono loro i due uomini della foto. Nel 2014 hanno adottato un bambino sudafricano, e vorrebbero adottare un’altra bimba, sudafricana, di tre anni prossimamente.

Così Urbanitsch descrive la sua situazione : “La famiglia Arcobaleno, Modern Family, la famiglia non convenzionale … ci sono molti titoli per il nostro bel nido di santuario. Ma non siamo così speciali, noi, vale a dire: papà Bernd, Papi Georg, e figlio Siya (…) Il nostro rituale della sera è sempre lo stesso. Leggiamo un libro, preghiamo, parliamo di ciò che è stato fatto di buono durante il giorno, e cantiamo la ninna nanna. Abbastanza spettacolare davvero”.

 

Siya è stato battezzato nella cattedrale di Santo Stefano, dal parroco. E come sappiamo su questo punto – cioè sul consenso necessario dei genitori (non sappiamo se la madre di Siya sia ancora viva) e sulla sicurezza che gli verrà data un’educazione cattolica – la discussione è estremamente aperta, e difficile. E Lì la lasciamo.

 

Ma ci sembra veramente singolare che l’organo ufficiale della cattedrale del cardinale Christoph Schönborn, il teologo elogiato dal Pontefice come il vero interprete dell’esortazione apostolica sulla famiglia, Amoris Laetitia, pubblichi uno spot sulle famiglie omosessuali come quella descritta da Urbanitsch.



Questo blog è il seguito naturale di San Pietro e Dintorni, presente su “La Stampa”. 

Per chi fosse interessato al lavoro già svolto, ecco il link a San Pietro e Dintorni.

4 pensieri su “CATTEDRALE DI VIENNA. SPOT SU FAMIGLIA GAY. LUI, LUI E UN FIGLIO (ADOTTIVO)”

  1. Singolare? Forse. Tuttavia l’aver definito quella foto di due uomini in tenuta tirolese insieme al loro figlio adottivo – che sia bianco, nero o di colore poco importa – anch’esso in tenuta tirolese “Noi siamo famiglia” non ha a mio avviso né squalificato né leso quella che fino a poco tempo fa era considerata l’unica famiglia plausibile e cioè il papà, la mamma e la figliolanza. I tempi cambiano e va osservato che oggi, anche dal punto di vista statistico, e in particolare ai fini del censimento della popolazione, costituisce una famiglia un insieme di persone, legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozione, affiliazione, tutela o da vincoli affettivi, che dimorano abitualmente sotto lo stesso tetto. Una famiglia può essere costituita anche da una sola persona, la quale provvede in tutto o in parte con i propri mezzi di sussistenza al soddisfacimento dei bisogni individuali. E noi ci vogliamo scandalizzare perché l’organo ufficiale della cattedrale del cardinale Christoph Schönborn pubblica uno spot sulle famiglie omosessuali come quella descritta da Urbanitsch? Diciamo che hanno voluto ricordare che quel tipo di famiglia oggi esiste e bisogna tenerne conto.

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