IVANKA TRUMP SI È CONVERTITA UFFICIALMENTE ALL’EBRAISMO. LA CONFERMA DEL RABBINO CAPO DI ISRAELE.

Marco Tosatti

Ivanka Trump adesso è ufficialmente di religione ebraica: Yitzhak Yosef, il rabbino capo sefardita di Israele, ha espresso il suo parere: La conversione al giudaismo di Ivanka Trump non ha bisogno di nessuna indagine ulteriore, e non c’è bisogno di nessuna chiarificazione aggiuntiva a questo avvenimento. Quindi Ivanka Trump, la figlia del presidente degli Stati Uniti, è ufficialmente riconosciuta come ebrea.

La conversione di Ivanka è stata oggetto di controversie. C’era chi si chiedeva se rispondesse ai requisiti stabiliti dal Rabbinato Capo di Israele, in relazione al grado di fiducia accordato ai rabbini della Diaspora in tema di conversioni. E a questo si aggiungevano le polemiche relative al Rabbinato Capo di Israele, perché i critici affermavano che le corti rabbiniche israeliane mancavano di criteri chiari e uniformi quando si trattava di convalidare le conversioni avvenute fuori da Israele stesso. Spesso si trattava di un giudizio fornito caso per caso.

Per quel che riguarda Ivanka Trump, la sua conversione era passata al vaglio particolarmente dal Consiglio Rabbinico di America (RCA); e questo grazie a un accordo stipulato fra questo organismo e il Rabbinato Capo di Israele.

Ivanka è stata convertita dal rabbino Haskel Lookstein, un religioso molto noto a New York. Per avere ulteriori dettagli, potete leggere questo articolo di World Religion News, in inglese. Di conseguenza se il precedente inquilino della Casa Bianca, Obama, aveva dei collegamenti familiari con l’islam, il suo successore, Donald Trump, ne ha con l’ebraismo. Il che appare anche coerente con il suo proclamato sostegno a Israele.



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PER I VESCOVI TEDESCHI MARIA ERA UN PO’ VERGINE. FORSE. UNA NUOVA EDIZIONE DELLA BIBBIA, OBBLIGATORIA.

Marco Tosatti

 

 

Per la nuova Bibbia dei vescovi tedeschi Maria era un po’ vergine, forse. Lifesitenews ha un articolo di cui mi sembra interessante dare conto, per capire come sensibilità e modo di presentare dogmi e questioni di fede stiano cambiando.

bibbiatedesca

La Conferenza episcopale tedesca ha presentata una nuova “traduzione unificata” (Einheitsübersetzung) della Bibbia che rappresenta una modernizzazione significativa, e diventerà il testo di riferimento dal 2017 per tutta l’area germanofona: Germania, Austria, una parte del Belgio, Svizzera, Lussemburgo e Sud Tirolo. Si chiama unificata perchè dalla prima pubblicazione, nel 1962, si pensava potesse essere una versione ecumenica, che unificasse cattolici e protestanti in Germania. Ma nel 2005 i protestanti tornarono alla traduzione di Lutero.

Il responsabile del progetto di ricerca, il vescovo emerito Joachim Wanke, ha detto che si tratta di una “revisione moderata” del testo vecchio. La nuova edizione si offre come più coraggiosa nel presentare il linguaggio biblico, ha dichiarato a kath.net.

 

Così, dal momento che secondo la tradizione ebraica il nome di Dio non può essere pronunciato Yahweh è sostituito con Signore. Secondo il presidente della German Bible Association, Michael Theobald, ogni paragrafo presenta qualche novità.

Quando l’apostolo Paolo nomina due nuovi seguaci, non sono più uomini, Andronico e Junias; sembra, in base a nuovo ricerche che fossero un uomo e una donna. Il che ha portato a discutere se il termine “apostolo” possa essere applicato indifferentemente alle donne come agli uomini.

L’articolista di Lifesitenews si sofferma in particolare su un passaggio molto importante di Isaia (7:14), in cui si legge una profezia della venuta del Messia: “Pertanto il Signore stesso vi darà un segno. Ecco: la vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele”. Il nuovo testo legge: “la vergine ha concepito e partorisce un figlio”. “Il cambiamento sembra suggerire che la vergine non è affatto più una vergine, dopo aver concepito, e nello stesso tempo si rimuove l’impeto profetico, cambiando i tempi dal futuro al passato”, scrive il commentatore. Questa tendenza continua, con una nota in cui si spiega che la parola ebraica “halmah” significa giovane donna , più che vergine. Questa interpretazione è oggetto di una controversia secolare fra studiosi ebraici e cristiani. Senza entrare nel dettaglio, si ricorda che la traduzione in greco della Bibbia, denominata dei Settanta, usa il termine greco parthenos, che ha solo il significato, non ambiguo, di vergine. E nell’annunciazione, come riportata da Luca 81:31) si dice “resterà incinta”, e non più che “partorirà un figlio”.

Il nuovo testo sostituirà l’edizione del 1979. Fra l’altro, si fa notare che a differenza dell’inglese, o dell’italiano, lingue in cui esistono diverse traduzioni della Bibbia, in tedesco il testo unico è quasi sempre l’unico punto di riferimento per i fedeli.